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CAILLEACH AN AIRGID

Una sean-nós song in gaelico irlandese proveniente dal Connemara dal titolo “Cailleach An Airgid” (in inglese “the hag with the money”-in italiano la strega con i soldi) diffusa anche con il titolo di “Sí Do Mhaimeó Í” (in inglese “She’s your granny!”)

E’ una canzone umoristica che dice alle arzille vecchiette di fare attenzione ai bei giovanotti interessati al matrimonio più per i loro soldi che per il sentimento. Nella canzone ci si riferisce a un personaggio reale Máire Ní Chathasaigh (Mary Casey) che fece fortuna in America e ritornò in Irlanda per avviare un traffico di autobus lungo le strade di Connemara.

cailleachmarriage
by Cartoon Saloon

Una vasta playlist qui tra cui segnalo in particolare:

ASCOLTA Niamh Ní Charra in Súgach Sámh / Happy Out”, 2010.

ASCOLTA Altan

ASCOLTA Celtic woman voce Meav Ni Mhaolchatha

ASCOLTA Anuna

Nell’esilarante VIDEO Sónta & Cartoon Saloon si aggiungono ulteriori tre strofe, credo provengano dalla versione di Dara Bán Mac Donnchadha e che riguardano la pesca, ma al momento non ho ancora trovato il testo

Curfá
‘Sí do mhaimeo í, ‘sí do mhaimeo í
‘Sí do mhaimeo í, ‘sí cailleach an airgid
‘Sí do mhaimeo í, ó Bhaile Iorrais Mhóir í
‘S chuirfeadh sí cóistí
Ar bhóithre Cois Fharraige
I
Dá bhfeicfeá’ an “steam”
‘Ghabhail siar Tóin Uí Loin’
‘S na rothaí ‘ghabhail timpeall siar ó na ceathrúnaí
Chaithfeadh sí ‘n stiúir naoi n-uair’ ar a cúl
‘S ní choinneodh sí siúl
Le cailleach an airgid
II
Measann tú, ‘bpósfa’, measann tú ‘bpósfa’
Measann tú, ‘bpósfa’, cailleach an airgid?
Tá’s a’m nach ‘bpósfa’, tá’s a’m nach ‘bpósfa’
Mar tá sé ró-óg ‘gus d’ólfadh sé’n t-airgead
III
‘S gairid go ‘bpósfaidh, ‘s gairid go ‘bpósfaidh
‘S gairid go ‘bpósfaidh, beirt ar a’ mbaile seo
‘S gairid go ‘bpósfaidh, ‘s gairid go ‘bpósfaidh
Séan Shéamais Mhóir is Máire Ní Chathasaigh

Non conoscendo il gaelico devo fare affidamento sulle traduzioni inglesi che presentano spesso difformità interpretative..

Chorus
She is your granny(x3)
the hag with the money
She’s your granny, from Iorras Mhór(1)
she’d ride in coaches on the roads of Cois Fharraige (2)
I
If you saw the steam going west to Flynn’s Point
And the wheels churning around her hindquarters,
You could turn the steering wheel nine times at her stern
And she wouldn’t keep up(3) with the hag with the money
II
Do you think you’ll marry?  (x3)
the hag with the money?
I know you won’t marry (x2)
‘Cause he’s too young and he’ll squander the money
III
We’ll soon have a wedding (x3)
by two in the village
We’ll soon have a wedding (x2)
Between Sean Seamais Mhoir and Maire Ni Chathasaigh
TRADUZIONE ITALIANO
CORO
E’ la tua nonna,
la strega con il grano
è tua nonna da Errismore (1)
che corre in autobus
per le strade di Cois Fharraige(2)
I
Se vedevi il fumo andare verso Ovest a Flynn’s Point
e le ruote che sbattevano in giro il suo deretano
si potrebbe girare il volante nove volte a poppa
e lei non avrebbe tenuto il passo(3)
alla strega con i soldi
II
Credi che ti sposerai
la strega con i soldi?
Credo che non si sposerà
perché è troppo giovane e sperpererà il danaro
III
Presto ci sarà un matrimonio
con due del villaggio
presto ci sarà un matrimonio
tra Sean Seamais Mhoir e Maire Ni Chathasaigh

NOTE
1) Iorruis Mhóir (Errismore)
2) Cois Fharraige= “beside the sea”. è quella parte ragionevolmente dritto della costa del Connemara “is that reasonably straight part of the Connemara coastline that stretches from Salthill on the east to Ros a’ Mhíl on the west. Beyond Ros a’Mhíl it’s nothing but inlets and islands and huge rocks.”
3) la frase è un po’ contorta ma si descrive una gara di abilità con la “nonnina” la quale secondo Joe Heaney “she was reputed to be so strong, that even at that time – that’s when the first boats came out with the…steamboats – they reckoned that if she went into a rowing-boat and started rowing against the steamboat she’d have beaten the steamboat, she was that strong” (tratto da qui).

IL CONNEMARA

Non una contea ma un’area peninsulare geograficamente delimitata nella contea di Galway (Irlanda Ovest)
Il Connemara rappresenta per l’ Irlanda un po’ quello che la Toscana e’ per l’Italia o la Valle della Loira o la Borgogna sono per la Francia: la regione che in un certo senso ne riassume lo spirito, dove si trovano concentrati gli aspetti del paesaggio e della cultura che piu’ di frequente vengono associati all’ intera nazione: qui si trova una delle piu’ vaste aree dove ancora sopravvive la lingua celtica, qui si possono ammirare le verdissime vallate e le colline spazzate dal vento rese famose da film come The Quiet Man di John Ford, e piu’ di recente, The Field, entrambi girati da queste parti.” (tratto da qui)

FONTI
http://www.verdeirlanda.info/index.php/i-luoghi/97-il-connemara
http://www.guide-europe.info/connemara-guida-turistica/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiDoMhamoI.html
http://ronanbrowne.com/dally-and-stray-sleeve-notes/20-2/
http://www.celticlyricscorner.net/cliar/cailleach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/altan/sido.htm
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/sido.htm
http://www.celticlyricscorner.net/meav/sido.htm
http://songsinirish.com/p/cailleach-an-airgid-lyrics.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=734
http://saturdaychorale.com/2011/07/16/saturday-chorale-the-hag-with-the-money-anuna/
https://thesession.org/tunes/351

THE MEETING OF THE WATERS: NATURE FOR ROMANTICS

“The meeting of the waters” è una canzone scritta da Thomas Moore nell’estate del 1807 durante un suo soggiorno nei dintorni della Valle di Avoca (contea di Wicklow); solo in un secondo tempo alla poesia è stata abbinata una vecchia melodia dal titolo “The Old Head of Dennis“.

AVONMORE &AVONBEG

Il nome indica un punto ben preciso del territorio irlandese ovvero il punto in cui il fiume Avonmore si incontra con il fiume Avonbeg per formare l’Avoca . Il punto tuttavia non è univoco nel senso che ci sono due incontri: uno a Woodenbridge e l’altro a Castle Howard sovrastante sulla collina che divide i due rami.

Fu lo stesso Moore a risolvere la querelle affermando in una lettera indirizzata ad un suo amico: “I believe the scene under Castle Howard was the one which suggested the song to me.” Sul luogo non può mancare ovviamente la statua commemorativa del poeta, ovvero il suo busto (vedi).  L’abitazione sulla collina fu ristrutturata e costruita nella sua forma attuale di castello nel 1811 (vedi).

Meeting_of_the_Waters,_Avoca,_Ireland,_1882
Meeting of the Waters come appariva ai tempi del poeta: i due fiumi si congiungono e sull’altura s’intravede Castle Howard.

Il posto è ricco di fascino e al poeta è ancora più prediletto perchè è lo scenario del tempo trascorso in compagnia con gli amici più cari, così chi ascolta può evocare nella sua mente i luoghi altrettanto affascinanti che ha condiviso con i suoi amici del cuore. E quando la vecchiaia verrà con le sue debolezze o quando la vita ci renderà difficile il cammino essi (amici e natura) ci proteggeranno. Così la natura nel suo aspetto bucolico e tranquillo, nel suo essere al di fuori del caos cittadino e degli affanni potrà rigeneraci; ma il poeta avverte che il ritiro non dovrà essere solitario bensì condiviso con gli amici più cari, solo così la natura potrà agire da balsamo!

Per i Romantici la natura è lo specchio delle passioni e dei sentimenti perchè anch’essa ha un’anima, una forza divina. A volte natura matrigna o tragica nella sua indifferenza (o maestosa e immaginativa nei suoi paesaggi) è anche natura amica e confortatrice.

La melodia “The Old Head of Dennis” è un tradizionale irlandese riportata da George Petrie nella sua collezione “Ancient music of Ireland” (1855) come raccolta dalla signora Biddy Mongahn di Rathcarrick nella contea di Sligo. Ma tanto per cambiare c’è anche una melodia scozzese dal titolo “The meeting of the Waters”.
ASCOLTA The Meeting of the Waters suonata con la scottish bagpipes

ASCOLTA The Wolfe Tones in “Irish to the Core” 1973 con il titolo di “Vale of Avoca”

ASCOLTA Anuna live al National Concert Hall di Dublino 2010


I
There is not in this wide world a valley so sweet
As that vale in whose bosom(1) the bright waters meet,
Oh! the last rays of feeling and life must depart(2)
Ere the bloom of that valley shall fade from my heart.
II
Yet it was not that Nature had shed o’er the scene
Her purest of crystal and brightest of green
‘Twas not her soft magic of streamlet or hill
Oh! no, it was something more exquisite still.
III
‘Twas that friends, the beloved of my bosom were near
Who made every dear scene of enchantment more dear
And who felt that the best charms of nature improve
When we see them reflected from looks that we love.
IV
Sweet Vale of Avoca! how calm could I rest,
In thy bosom (2) of shade, with the friends I love best
Where the storms that we feel in this cold world should cease
And our hearts, like thy waters, be mingled in peace
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Non c’è in questo vasto mondo una valle così amabile,
come la valle nel cui grembo (1) le acque limpide s’incontrano,
Oh! Gli ultimi raggi del sentimento e della vita devono andarsene (2)
prima che il fiore di quella valle svanisca dal mio cuore.
II
Eppure non era perchè la Natura aveva versato sulla scena
il cristallo più puro e il suo verde più brillante,
non era per la soffusa magia del ruscello o della collina.
Oh! No era per qualcosa di ancora più squisito.
III
Era perchè gli amici, i più cari del mio cuore (2) erano vicini,
che faceva ogni caro scenario d’incanto ancora più caro,
a chi ritiene che il migliore fascino della natura migliori,
quando lo vede riflesso negli sguardi che amiamo.
IV
Dolce Valle di Avoca! Come ho potuto riposare
tranquillo in seno (2) al boschetto, con gli amici che amo di più,
dove le tempeste che ci toccano in questo freddo mondo dovrebbero cessare e i nostri cuori, come le tue acque, si mescoleranno in pace.

NOTE
1) La parola bosom ricorre nelle strofe in una sorta di umanizzazione materna della Valle e richiama il sentimento d’affetto riposto nel cuore del poeta
2) il poeta vuole dire che serberà il ricordo della valle fino alla sua morte

FONTI
http://hogfiddle.blogspot.it/2012/03/thomas-moore-meeting-of-waters.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=37446
http://thesession.org/tunes/4679
https://sites.google.com/site/frankensteincampbell/anexplication

COVENTRY CAROL

E’ un canto del periodo natalizio, riferito al giorno dei Santi Innocenti (Childermas in inglese antico) che si celebra il 28 dicembre e che ricorda la Strage degli Innocenti, i bambini coetanei di Gesù abitanti a Betlemme, uccisi a fil di spada per ordine di Re Erode (l’unica fonte è il Vangelo di Matteo 2:16).

L’origine del brano è fatta risalire alle Sacre Rappresentazioni medievali (Mistery Play) che si svolsero nella città di Coventry tra il 1391 e il 1591 (gli altri due grossi centri erano York e Chester), la cui copia depositata presso il municipio della città è andata poi perduta o distrutta, ma comunque trascritta nel 1534 da Robert Croo.
Tradizione molto popolare e apprezzata se un autore anonimo scrive
The state and reverence and show,
Were so attractive, folks would go
From all parts, every year to see
These pageant-plays at Coventry.

A TEATRO DAVANTI ALLA CHIESA!

Le Plays sono le prime forme di teatro medievale sviluppatesi nell’ambito religioso; inizialmente si svolgevano davanti al sagrato della chiesa, poi si trasformarono in sfilate di carri mobili che si spostavano in vari punti della città dal mattino al tramonto: ogni carro era affidato alla cura e alle spese di una corporazione di artigiani e mercanti. All’epoca le Plays erano una sorta di Bibbia animata (anche se vi erano alcune interpolazioni appartenenti più alla tradizione popolare che biblica), una drammatizzazione delle storie bibliche, altrimenti inavvicinabili per il popolino in un periodo in cui la Chiesa preferiva l’esteriorità del rito più che la sua comprensione; in particolare le Plays che si svolgevano per il periodo natalizio andavano dall’Annunciazione alla Strage degli Innocenti.

strage-innocenti-giottoA Coventry il carro della Strage degli Innocenti era a cura dei “Pageant of the Shearmen and Tailors” Gli studiosi dibattono ancora se il fatto sia realmente accaduto e sull’entità della strage, evento che colpì in ogni caso l’immaginario popolare e che venne raffigurato frequentemente nell’arte.

THE LULLAY SONG

La carola di Coventry è anche conosciuta come The Lullay Song: è un canto dolcissimo e straziane in cui Maria vorrebbe proteggere la sua creatura da tutti i mali del mondo; in genere la celebrazione della nascita di Gesù nelle carols è sempre adombrata dalla consapevolezza della sua missione e del suo estremo sacrificio, così la morte dei coetanei di Gesù è una prefigurazione della sua morte.<
Parallelamente la carol è il lamento di tutte le madri i cui bambini sono stati uccisi dai poteri forti.

ASCOLTA Loreena McKennitt

ASCOLTA Anuna

ASCOLTA Mediaeval Baebes


CHORUS
Lully, lulla, thou little tiny child
by by, lully lullay
I
O sisters too
how may we do,
for to preserve this day,
this poor youngling
for whom we do sing,
by by, lully lullay.
II
Herod the king
in this raging
charged he hath this day
his man of might
in his own sight
all young children to slay.
III
That woe is me(1)
poor child for thee!
and ever morn and day(2),
for thy parting,
neither say nor sing,
by by, lully lullay
TRADUZIONE ITALIANO
CORO
Ninna nanna, piccolo bambino
Fai la ninna, fai la nanna

I
O sorelle, che possiamo fare
per preservare in questo giorno
questo povero bimbo
a cui noi cantiamo
fai la ninna, fai la nanna?
II
Erode, il re
nella sua ira
ordinò in questo giorno
ai suoi soldati
che davanti ai suoi occhi
uccidessero tutti i neonati.
III
Questo il mio dolore (1)
per te povero bambino!
Ogni mattina e giorno (2),
per la tua morte
non si dice e non si canta
“fai la ninna, fai la nanna”

NOTE
1) scritto anche come “That voice is me” (questa la mia voce)
2) scritto anche come “ever mourn and say” oppure “We’ll never mourn nor stay” ma anche “And ever watch and pray

La traduzione poetica di Fryda Rota
Ninna nanna mio bambino: dormi presto, mio piccino. Accostatevi sorelle: noi dovremo preservare questo giorno nel ricordo. Ricordiamoci di Erode, re malvagio che pretende solo sangue, solo morte. Non avranno ninne nanne i bambini che ora dormono nella culla della terra su cuscini verdi d’erba. Ma tu dormi mio piccino, dormi e sogna mio bambino.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=147755
http://earlymusicnotes.blogspot.it/2010/12/coventry-carol-lully-lullay.html

SIUIL A RUIN

“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.

shannonLa versione originale probabilmente risale al 1690 quando il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire nell’esilio in Francia, il deposto re Giacomo II, e forse era composta interamente in gaelico, rimasto solo nel ritornello come frasi non-sense nella successiva versificazione in lingua inglese. La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776. In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”.

Le prime versioni stampate risalgono al 1800, si tratta di un frammento di origine scozzese “Dick Macphalion” (1823) (vedi) e di un testo in “Irish Melodies” vol IX di Thomas Moore (1825) con la melodia “I wish I were on yonder hill” arrangiata da Joseph Robinson.

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)La melodia con cui è associato il testo è quasi una ninna-nanna, malinconica o nostalgica, tutto lascia pensare che la donna stia cantando mentre lavora al filatoio.

Nel ritornello è come se la ragazza dicesse “Torna da me,  se non sei ancora morto, torna da me” e mi ricorda la lettera scritta da Ada a Inman nel film “Cold Mountain” (guerra civile americana 1861-1865) “Quel che resta del mio coraggio è riposto nella fiducia che ho in voi e nella certezza che ho di rivedervi, quindi ve lo dico più chiaro che posso: se state combattendo, smettete di combattere! Se state marciando, smettete di marciare! Tornate da me….. Tornate da me….. Questo vi chiedo. Tornate da me, tornate da me.”
Questo richiamo accorato come chiave di lettura principale è però contraddetto in alcune strofe del canto in cui la donna accetta la separazione come un fatto ineludibile.

E' difficile fare una cernita tra le varie esecuzioni essendo un brano molto popolare tra i gruppi e i solisti di musica folk, ma segnalo in particolare la versione di Sissel e della Figgy Duff Band

ASCOLTA The Chieftains & Sissel Kyrkjebø in Tears of Stone (1999) la cantante norvegese nota più comunemente come Sissel,  il canto è più lento e sospeso come in una dimensione onirica (strofe I, III, V, VII e ritornello ogni 2 strofe)

ASCOLTA Clannad in Dùlaman 1976 (strofe I, III, V, VI, VII)
ASCOLTA Reeltime 1998 (strofe I, III, V, VII) Qui la melodia è più cadenzata

ASCOLTA Figgy Duff Band 1991 (voci di Pamela Morgan e Anita Best) in The Colour of Amber, 1991 con il titolo di “Suil a Gra”: il ritornello è quello della versione americana (vedi nota 2) le strofe sono cantate anticipando la VII, I, III, V. La versione è stata collezionata dalla stessa Anita Best con Genevieve Lehr (John Joe English of Branch, St. Mary’s Bay, NL, and published as #96, in Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook, pp.165-166, edited by Genevieve Lehr (University of Toronto Press © 1985/2003). Bello anche il video

Interessanti e personali le versioni di ASCOLTA Cecil Corbel che con il suo stile pop ha trasformato brano in un pezzo dance (strofe I, II, VI, VII), e di ASCOLTA Anuna con il loro stile ancestrale e mistico: aggiungono una strofa tra la I e la II della versione standard,
“I wish I sat on my true love’s knee
Many a fond story he told to me
He told me things that ne’er shall be”
(in italiano “vorrei sedermi sulle ginocchia del mio amore, tante storie affascinanti ha da raccontami, mi dice cose che non accadranno mai”)
e chiudono con la V strofa


TESTO ORIGINALE
I
I wish I was on yonder hill
‘Tis there I’d sit and cry my fill,
Till every tear would turn a mill,
Is go dte tu mo mhuirnin slán (1)
CHORUS
Siúil, siúil, siúil a ruin
Siúil go sochair agus siúil go ciúin
Siúil go(2) doras agus ealaigh líom
Is go dte tu mo mhuirnin slán
II
His hair was black and his eyes were blue
His arms were strong and his words were true,
I wish in my heart that I were with you
And a blessing walk with you, my love.
III
I’ll sell my rock(3), I’ll sell my reel(3)
I’ll even sell my spinning wheel(3)
to buy my love a sword of steel(4)
Is go dte tu mo mhuirnin slán
IV(5)
Then the king, he was forced to flee
Took my love across the sea
I wish in my heart he were here with me
And a blessing walk with you, my love
V
I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red (6)
and it’s round the world I will beg for bread
until my parents would wish me dead.
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VI
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
And vainly think I’d not complain
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VII (7)
But now my love has gone to France
To try his fortune to advance.
If he e’er come back, ‘tis but a chance
Is go dte tu mo mhuirnin slán

TRADUZIONE ITALIANA RICCARDO VENTURI
I
Vorrei essere su quella collina lassù
dove sederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, muoviti piano,
vieni qui da me e fuggiremo assieme,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
II
Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri,
le braccia forti e parole sincere.
Nel mio cuore vorrei essere con te,
e una bella passeggiata con te, amore mio
III
Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò l’unico telaio [filatoio a ruota](3) che ho
per comprare una spada d’acciaio(4) al mio amore
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
IV(5)
Allora il re dovette fuggire
e si portò via il mio amore, al di là del mare.
Nel mio cuore vorrei che fosse con me,
e una bella passeggiata con te, amore mio.
V
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso(6)
e me ne andrò per il mondo a mendicar pane
finché i miei non vorranno che sia morta
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VI
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e invano penso che non avrei un lamento,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VII
Ma ora il mio amore è andato in Francia
a cercare di fare fortuna.
Se tornasse sarei ben fortunata,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà

NOTE
1) in inglese= And may you go safely, my darling il verso in gaelico è sostituito in alcune strofe come variante dalla frase in inglese ” And a blessing walk with you, my love” (che in gaelico si dice Iss go jay too mavoorneen slahn.)
2) nella frase Siúil go doras il go a volte diventa ‘go dtí an‘ oppure ‘dhan‘.

Il ritornello è scritto anche in inglese (fonetica) come
 Shule, shule, shule aroon
 Shule go succir agus, shule go kewn;
 Shule go dheen durrus oggus aylig lume
 And a blessing walk with you, my love 
(traduzione inglese Come, come, come O love,
 Quickly come to me, softly move,
 Come to the door and away we'll flee,
 And safe forever may my darling be.)
Nella versione americana diventa
 Súil, súil, súil a grá,
 Súil go socair agus súil a dhrá,
 Súil go doras agus éalaigh,
 Is go dtí a mhúirnín, slán.

3)  spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello), talvolta scritti come flax, rack o rod al posto di rock e meal al posto di reel. (vedi dettaglio)
4) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada al suo uomo, non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo
5) probabilmente in auge nel 1700 e nel 1800 questa strofa non è più cantata dagli artisti del 1900 e dai contemporanei. Come riferisce Robert Louis Stevenson nel suo romanzo “The Master of Ballantrae” (1889) era una canzone amata dai giacobiti esuli in Francia e il re ai quali alludevano e riponevano le loro speranze era il Bonny Prince Charlie continua
6) IL COLORE ROSSO: ci si aspetterebbe che la ragazza si tingesse le vesti di nero, ma questo colore solo più recentemente è diventato nella nostra cultura, il colore del lutto; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante, e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
7) Una versione alternativa della strofa
I wish my love would return from France,
his fame and fortune there advanced.
If we meet again, ‘t will be by chance.
Is go dte tu mo mhuirnin slán

SIÚIL, A GHRÁ

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre la versione in gaelico è posteriore al testo in maccheronico
ASCOLTA Na Casaidigh in 1691 del 2009
I
A bhuachaillín aoibhinn álainn ó
Ba leathan do chroí a’s ba dheas do phóg,
Mo léan gan mise leat féin go deo
A’s go dté tú , a mhuirnín, sláncurfa(chorus)-
Siúil, Siúil, Siúil, a ghrá Níl leigheas le fáil ach leigheas an bháis
Ó d’fhag tú mé, is bocht mo chás,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
II
Is minic a bhréag tú mé ar do ghlúin,
Ag cur do scéil dom féin in iúl
Ach chaill mé thú ‘s tú mo rún,
A’s go dté tú, a mhuirn ín, slán
III
Ach cuireadh ar Rí Séamas ruaig
A’s d’imigh na géanna leis ar luas
A’s d’imigh mo bhuachaill leo, monuar,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán


TRADUZIONE INGLESE
I
O gentle beautiful youth,
Broad was your heart and sweet your kiss,
Alas that I am not with you forever,
And may you go, my love, safely.
Chorus:
walk, walk, walk, oh love’
There’s no cure to be had but the cure of death,
Since you left me, wretched is my plight,
And may you go, my love, safely.
II
Often you beguiled me on your knee
Telling me of your life (literally: story)
But I lost you and you are my love,
And may you go, my love, safely.
III
But King James was routed,
And the geese went with him at speed,
And my lad went with them, alas,
And may you go, my love, safely

TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
O giovane bello e caro
grande era il tuo cuore e dolci i tuoi baci
peccato che io non ti stia sempre vicina
ma che tu possa andare amore mio, in salvo.
Ritornello
Cammina amore, cammina, cammina
non badare ad altro che di non restare ucciso(1)
da quando mi hai lasciato, vivo miseramente
e che tu possa andare amore mio, in salvo.
II
Spesso mi hai tenuta sulle ginocchia
raccontandomi le tue storie
ma ti ho perduto, tu che sei il mio amore
e che tu possa andare amore mio, in salvo
III
Ma re Giacomo fu messo in fuga
e le oche volarono con lui
e il mio ragazzo andò con lui, ahimè,
e che tu possa andare amore mio, in salvo

NOTA
1) la traduzione è un po’libera, ma rende meglio il senso in inglese

continua VERSIONE AMERICANA Johnny has gone for a soldier

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Si%C3%BAil_A_R%C3%BAin
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic53844.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiuilARuin.html
http://thesession.org/tunes/6753
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7985
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm

LAST ROSE OF SUMMER

Il brano è stato scritto dal poeta irlandese Thomas Moore e ha conosciuto una vasta notorietà sia nazionale che internazionale nel 1800.

lastrose ANALISI DEL TESTO

Thomas Moore scrisse la poesia “The Last Rose of Summer” nel 1805, dedicandola ad una rosa, rimasta l’ultima sullo stelo: sola e abbandonata, illanguidisce al calore morente dell’estate e la mano del poeta la sboccia di modo che anche i suoi petali cadano, accanto a quelli delle sue compagne già sfiorite.
Così il poeta raffronta l’anima del fiore con l’anima umana: anche l’uomo, solo, alla fine del suo cammino, senza più amore e amicizie, non ha più desiderio di continuare a vivere e vorrebbe che una mano pietosa lo ricongiungesse ai suoi affetti.

La poesia è stata messa in musica qualche anno più tardi da Sir John Stevenson, amico e collaboratore di Moore, adattando la melodia un vecchio brano tradizionale irlandese “The Young Man’s Dream” ripreso agli inizi dell’ottocento anche in “The Groves of Blarney“. Da un’altra fonte (vedi) si asserisce che la melodia è stata composta da Stevenson, ma a ben vedere, “The Young Man’s Dream” ha origini seicentesche o quantomeno risale a prima del 1789. Il brano compare quindi nella raccolta Irish Melodies (1815)

“To our great-grandparents the Irish Melodies of Thomas Moore were as familiar as the songs of John Lennon, Bob Dylan or Bruce Springsteen today. During the nineteenth century a million and a half copies of the sheet music for ‘Tis the Last Rose of Summer were sold in the United States alone, making it one of the most popular songs ever written.” (James Flannery)

MARTHA

opera-marthaIl brano è stato reso famoso anche sul continente e in America dall’opera lirica “Martha” del compositore tedesco Friedrich von Flotow (Der Markt zu Richmond) rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1847 e nel 49 a Londra (e poi New York, Parigi).

The last rose of Summer” (in inglese nelle premier dell’opera e poi sempre in tedesco con il titolo Letzte Rose) è cantata nel II atto: all’epoca era consuetudine inserire arie popolari nelle opere come pezzi di bravura per soprano.

Così grazie alla popolarità di “Martha” anche “The last rose of Summer” fu popolare fino alla seconda metà del 1900.

Nel 1906 l’opera venne rappresentata a New York al Metropolitan Opera in italiano con il famoso tenore Enrico Caruso da cui la versione in italiano “Qui Sola Vergin Rosa“. Una copia cantata da Bessie Abott nel 1907 si trova anche nell’archivio del “Library of Congress

Nel contesto dell’opera “Martha” sono riportati solo le prime due strofe della poesia che diventa una poesia d’amore in cui l’amante coglie la rosa per portarla al suo petto. Quindi l’omaggio è alla donna più bella del giardino (verginea fanciulla che per la verità sta in po’ appassendo e rischiando di diventare zittella!) rimasta intatta per il poeta che la coglie come primo e unico, appassionato, amante!

ASCOLTA Erna Berger in tedesco
ASCOLTA Bessie Abott in italiano (ahimè con parecchi fruscii)
ASCOLTA Mafalda Favero in italiano
ASCOLTA June Bronhill in inglese

ASCOLTA Roy Neumann solo al piano

LETZTE ROSE
I
Letzte Rose, wie magst du
So einsam hier blühn?
Deine freundlichen Schwestern
Sind längst, schon längst dahin.
Keine Blüte haucht Balsam
Mit labendem, labendem Duft,
Keine Blätter mehr flattern
In stürmischer Luft.

II
Warum blühst du so traurig
Im Garten allein? Sollst im Tod mit den Schwestern, Mit den Schwestern vereinigt sein.
Drum pflück ich, o Rose,
Vom Stamme, vom Stamme dich ab,
Sollst ruhen mir am Herzen
Und mit mir, ja mit mir im Grab.

QUI SOLA VERGIN ROSA
I
Qui sola vergin Rosa,
come puoi tu fiorir?
Ancora mezzo ascosa,
e presso già a morir!
ha per te rugiade,
già colta sei dal gel!
Il capo tuo già cade,
chino sul verde stel.
II
Perche sola ignorata
languir nel tuo giardin,
dal vento tormentata
in preda a un rio destin?
Sul cespite tremante
ti colgo giovin fior!
Su questo core amante,
cosi, morrai d’amor.

Le versioni in stile tradizionale sono però relativamente poche

ASCOLTA Clannad in Crann Ull 1980

Interessante la versione di Anuna con un’arpa celestiale (c’è da dire che tutto il Cd è bellissimo, un pezzo di paradiso)
ASCOLTA Anuna in Invocation, 2002 (in versione integrale su Spotify) anche il testo è stato parzialmente riscritto su arrangiamento musicale di Michael McGlynn (vedi)

In genere il brano viene arrangiato in stile classico e operistico con voci soprano e più raramente canato da tenori
ASCOLTA Andre Rieu e la sua orchestra con uno strepitoso tin whistle a riaffermare le origini irlandesi del brano

ASCOLTA Méav in A Celtic Journey 2005
ASCOLTA Laura Wright

POESIA DI THOMAS MOORE

I
‘Tis the last rose of Summer,
Left blooming alone;
All her lovely companions
Are faded and gone;
No flower of her kindred,
No rosebud is nigh,
To reflect back her blushes,
Or give sigh for sigh!
II
I’ll not leave thee, thou lone one,
To pine on the stem;
Since the lovely are sleeping,
Go sleep thou with them.
Thus kindly I scatter
Thy leaves o’er the bed
Where thy mates of the garden
Lie scentless and dead.
III
So soon may I follow,
When friendships decay,
And from Love’s shining circle
The gems drop away!
When true hearts lie withered,
And fond ones are flown,
Oh! who would inhabit
This bleak world alone?

TRADUZIONE IN ITALIANO DI TABITHA MAGGIOTTO
I
E’ l’ultima rosa d’estate,
lasciata fiorire da sola,
tutte le sue compagne
sono ormai appassite e andate,
nessun fiore della sua specie,
nessun bocciolo le si avvicina
per riflettere i suoi rossori
o per ricambiare i suoi sguardi.
II
Non ti lascerò sola
a languire sul tuo stelo,
ora le belle stanno dormendo,
vai a dormire con loro.
Quindi gentilmente spargo
le tue foglie sul letto
dove le tue compagne di giardino
giacciono senza profumo, morte.
III
Velocemente possa io seguire
quando le amicizie appassiranno
e dal luccicante cerchio d’amore
le gemme cadranno.
Quando i cuori puri giacciono avvizziti
e non ci saranno più cuori appassionati,
allora chi vorrebbe mai abitare,
solo, questo arido mondo?

L’ultima rosa dell’estate (traduzione di Mario Rapisardi)

Che fai, rosa deserta in su lo stelo,
Mandando effluvi al cielo?
Più il prato non s’infiora
Di tue compagne, che l’età scolora:
Nè fiore alcuno, ovunque il guardo giri,
Giunge a’ tuoi le sue tinte e i miei sospiri!

Ti lascerò da tutti abbandonata
Sul gambo relegata?
Oh, no. Pietoso invece io ti disfioro…
Raggiungi gli altri fior, dormi con loro!
Là, dove sparsi il prato
Morti li accoglie, t’è il dormir più grato.

Deh, ma potrò pur io morir repente,
Quando le gioie spente
D’ogni affetto gentil tutte saranno?
Quando dal luminoso
Astro i raggi d’amor s’oscureranno,
Potrò aver come te pronto riposo?

Oh, allor che a’ sogni dell’april degli anni
Sieguono i disinganni…
Quando, d’amor ogni legame infranto,
Sol ci rimane il pianto…
Chi vuol, chi può restar deserto in questa
Tomba del nostro cor, landa funesta?

FONTI
http://voices.yahoo.com/the-history-last-rose-summer-7171510.html
http://www.aria-database.com/cgi-bin/aria-search.pl?composer=Friedrich+von+Flotow&a
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/OCon033.html
http://sniff.numachi.com/pages/tiYNGMNDR.html
http://www.folkworld.de/37/e/moore.html
http://retedue.rsi.ch/note/welcome.cfm?idg=0&ids=1298&idc=5770
http://wbyeats.files.wordpress.com/2010/04/or-t-moore-150410.pdf

ILLUSTRAZIONI
John William Waterhouse – My sweet rose

Martha
http://www.curtissvintageprints.com/antique-opera-print-martha-by-flotow/

MAIDEN IN THE MOR LAY

Un’antica carola canto e danza  dedicata originariamente ad una Dea, la dea fanciulla della Primavera?
Il testo di “Maiden in the Mor lay” è il più antico che si conosca del medioevo inglese e risale al 913 (in Bodleian Library – Oxford) , così ancora oggi possiamo ascoltare un canto dalla fresca dolcezza e purezza.
Il brano nasce in ambito cortese, successivamente mantenuto come canto religioso con la riscrittura del testo avvenuta nel XIV secolo. La struttura melodica è quella della carola con l’alternanza di strofa e ritornello e originariamente poteva anche essere una danza in cerchio o in catena.

PEPERIT VIRGO

Un tipico esempio di contrafactum con il quale nel Medioevo   si trasponeva la melodia di un canto sacro su di un testo profano (o viceversa). Non espressamente da intendersi come parodia, anche se questa tecnica veniva molto utilizzata dai clerici vagantes con chiari intenti   goliardici o dissacratori. Con intenti opposti la tecnica venne   spesso utilizzata nel Tardo Medioevo dagli ordini dei frati mendicanti, così nel “Red Book of  Ossory” – Palazzo del Vescovo, Kilkenny – il frate Richard de Ledrede vescovo dal 1317 al 1360, trasformò il testo profano della “Vergine o Fanciulla della Brughiera” nel testo sacro sulla  Natività della Vergine Maria.
Una sovrapposizione a ben vedere affatto casuale..

ASCOLTA   Anonymus 4 nella versione melodica originale del XIV secolo


Peperit virgo,
Virgo regia,
Mater orphanorum,
Mater orphanorum,
Peperit virgo,
Virgo regia,
Mater orphanorum,
mater orphanorum,
Plena gracia…
TRADUZIONE ITALIANO
Una vergine partorì
Vergine Regina,
Madre degli Orfani
Madre degli Orfani
Una vergine partorì
Vergine Regina,
Madre degli Orfani
Madre degli Orfani
Piena di Grazia

MAIDEN IN THE MOR LAY

celtic-spring-godess

MIDDLE ENGLISH
Maiden in the mor lay–
in the mor lay–
Seuenyst fulle, seuenist fulle.
Maiden in the mor lay–
in the mor lay–
Seuenistes fulle ant a day.
I
Welle was hire mete.
wat was hire mete?
The primerole ant the–
The primerole ant the–
Welle was hire mete.
Wat was hire mete?
The primerole ant the violet.
II
Welle was hire drying.
wat was hire mete?
The chelde water of the–
The chelde water of the welle-spring
Welle was hire drying.
Wat ws hire drying?
The chelde water of the welle-spring.
III
Welle was hire bour.
wat ws hire bour?
The rede rose an the–
The rede rose an the–
Welle was hire bour.
Wat was hire bour?
The rede rose an the lilie flour
INGLESE MODERNO
Maiden in the moor lay,
In the moor lay–
Seven nights full, seven nights full.
Maiden in the moor lay–
in the moor lay–
Seven nights full and a day.
I
Good was her meat.
What was her meat?
The primrose and the–
The primrose and the–
Good was her meat.
What was her meat?
The primrose and the violet.
II
Good was her drink.
What was her drink?
The chilled water of the–
The chilled water of the–
Good was her drink.
hat was her drink?
The chilled water of the well spring.
III
Good was her bower.
What was her bower?
The red rose and the–
The red rose and the-
Good was her bower.
What was her bower?
The red rose and the lily flower.


TRADUZIONE ITALIANO

Vergine della brughiera,
nella brughiera giaci per sette notti intere e un giorno.

Allora cosa mangi? Primule e viole.
Allora cosa bevi? Le fresche acque della polla.
Allora cosa vesti? La rosa rossa e il giglio

Nel canto è predominante il significato di purificazione, con riferimento alle sette notti dell’attesa legate al ciclo lunare (sette sono i giorni delle fasi lunari) e sette sono le lune nuove che preludono alla nascita della nuova vita nell’utero materno.
Il numero sette rappresenta un po’ in tutte le culture del passato un ciclo   compiuto e perfetto, formato dalla triade sacra e i quattro elementi costitutivi del mondo sensibile che quindi racchiude il divino e l’umano, spirito di ogni cosa.
I fiori di cui si nutre la fanciulla sono i primi fiori selvatici dei boschi che fanno capolino già ad aprile, l’acqua che beve è quella del pozzo sacro che sgorga dal ventre della madre e i colori che porta sono il rosso della rosa e il bianco del giglio il  principio maschile unito a quello femminile per propiziare la fertilità della Terra.

ASCOLTA  MEDIAEVAL BAEBES

ASCOLTA QNTAL in Qntal III 
In the mor lay
Sevenight fulle
Sevenight fulle
Maiden in the mor lay
In the mor lay
Sevenight fulle and a day

Welle was hire mete.
wat was hire mete?
The primerole ant the
The primerole ant the
Welle was hire mete.
What was hire mete?
The primerole ant the violet.

Welle was hire dring
What was hire dring?
The chelde water of the
The chelde water of the
Welle was hire dring
What was hire dring?
The chelde water of the welle-spring

Welle was hire bowr
What was hire bowr?
The rede rose and the
The rede rose and the
Welle was hire bowr
What was hire bowr?
The rede rose and the lilye flour

ASCOLTA ANUNA

Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Wat was   hire mete?
The primerole and the violet
Wat was hire drynk?
The colde water of the welle-sprink
Wat was hire bour?
The rede rose and the lili-flour
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/imbolc.htm
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

L’ANNUNCIAZIONE: ANGELUS AD VIRGINEM

angel_burne-jonesL’Annunciazione a Maria non avendo una data certa nei Vangeli è stata fissata dalla Chiesa cattolica il 25 marzo (9 mesi prima del Natale di Gesù) Dal IV sec d.C. e fino all’Alto Medioevo, tale data segnò l’inizio dell’anno nuovo (che guarda caso iniziava con l’equinozio di primavera anche nel calendario dell’Antica Roma) oltre che l’inizio dell’anno liturgico del Cristianesimo.

ANGELUS AD VIRGINEM

Carola medievale ancora popolare al giorno d’oggi: compare scritta per la prima volta nel Tropario di Dublino (1360 circa) anche se come composizione potrebbe essere di origini duecentesche. Il testo è una versione poetica dell’Ave Maria e dell’Annunciazione alla Vergine secondo il Vangelo di Luca: il concepimento di Gesù avviene solo dopo il consenso di Maria e dal quel momento Dio si fa carne in lei.

Si ritiene che le origini del brano siano nell’ambito dell’ordine francescano, e da esso è scaturita anche una versione tradizionale in lingua basca “Birjina gaztettobat zegoen” tradotta in inglese con il titolo Gabriel’s Message: oggi è un canto del periodo natalizio interpretato da numerosi gruppi corali e di musica antica.

Per lo più il brano viene eseguito nei modi del contrappunto e del discanto prendendo la solennità del canto gregoriano, ma la versione che propongo per l’ascolto è quella del gruppo irlandese Anuna,
ASCOLTA Anuna in “Christmas with Anuna” una versione più ritmata e briosa, (secondo la struttura propria della carol medievale che è essenzialmente una danza.) La pronuncia in latino è abbastanza dolce (in genere inglesi e tedeschi mantengono una certa asprezza nella dizione), la melodia è sottolineata dall’arpa: le strofe sono cantate dal solista e il coro si unisce alla voce nel ritornello (ripresa) insieme al ritmo del tamburo, quasi a invitare alla danza. Rispetto alla versione standard manca l’ultima strofa che non fa parte del colloquio tra angelo e Maria ma è piuttosto una preghiera degli uomini rivolta alla Madonna perché interceda presso il Figlio, per la remissione dei nostri peccati.

ASCOLTA Sarah Deere-Jones all’arpa gotica (dal caratteristico suono cristallino)
La melodia  eseguita strumentalmente è una danza saltellata proprio come lo erano le carole nel Medioevo (vedi)

I)
Angelus ad virginem
subintrans in conclave,
Virginis formidinem de mulces
inquit, “Ave!
Ave, regina virginum;
coeli terraeque Dominum
Concipies et paries inctacta
salutem hominum;
Tu porta coeli facta,
medela criminum”
II)
“Quomodo conciperem quae virum non cognovi?
Qualiter infringerem quod firmamente vovi?”
“Spiritus Sancti gratia perfici et haec omnia;
Ne timeas, sed gaudeas, secura
Quod castimonia manebit inter pura Dei potentia.”
III)
Ad haec virgo nobilis
respondet inquit ei:
“Ancilla sum humilis omnipotentis Dei.
Tibi coelesti nuntio, tanti secreti conscio,
Consentiens, et cupiens videre
Factum quod audio; parata sum parere, Dei consilio.”
IV)
Eia mater Domini, quae pacem redidisti
Angelis et homini, cum Christum genuisti;
Tuum ex ora filium ut se nobis propitium
Exhibeat, et deleat, peccata:
Prestans auxilium vita frui beata Post hoc exilium.
TRADUZIONE ITALIANO
L’angelo entrando nella stanza dalla vergine,
suscitando in lei il timore,
disse: “Ave!
Ave regina delle vergini;
concepirai il Signore del cielo e della terra e darai alla luce, rimanendo casta, la salvezza degli uomini, tu divenuta porta del cielo, guaritrice dei peccati.
II
“Come posso concepire, io che non conosco uomo?
In che modo posso infrangere ciò che ho promesso con decisione?”
“La grazia dello Spirito Santo compierà questi prodigi;
non temere, ma rallegrati, sicura
che la castità rimarrà pura in te grazie alla potenza di Dio.”
III
Rispondendo a queste parole la Vergine nobile gli disse:
“Sono l’umile ancella di Dio onnipotente con te, messaggero celeste,
che partecipi di un mistero tanto grande, sono d’accordo,
e sono desiderosa di vedere realizzato ciò che ho sentito da te; sono pronta ad obbedire alla volontà di Dio.”
IV
Oh Madre del Signore, che hai riportato la pace
agli angeli e all’uomo, quando hai dato alla luce Cristo;
prega il tuo Figlio affinché si mostri benevolo con noi,
e ci perdoni i peccati:
ci offra il suo aiuto a godere della vita eterna dopo questo esilio.

Da ascoltare anche il canto in inglese medievale (trasposto dal latino) dal titolo “Gabriel from Heaven-King” interpretato da “The Hilliard Ensemble” a 3 voci con molti melismi e fioriture propri del canto gregoriano.
ASCOLTA The Hilliard Ensemble (nel video compare anche la schermata del testo)

Annunciazione - J. W. Waterhouse - 1914
Annunciazione – J. W. Waterhouse – 1914

IL DIPINTO OSSERVAZIONI
Quest’annunciazione presenta la caratteristica di essere ambientata in un giardino, quello privato annesso all’abitazione di Maria, è un giardino recintato, un hortus conclusus in senso medievale, con un pozzo o una fontana sullo sfondo. Il dettaglio è significativo anche se posto in secondo piano (sottolineato anche dalla presenza di un paio di giare appoggiate accanto): nel Protovangelo di Giacomo Maria incontra l’angelo dopo che è uscita dal suo alloggio con una brocca per attingere l’acqua.

In primo piano una pianta di rose in boccio ci parla della primavera e l’angelo, una sinfonia di blu-viola dall’indaco al lilla, è raffigurato come se avesse appena appoggiato i piedi sull’erba, con ancora la chioma mossa dall’aria e le ali semiaperte. Maria è caduta sulle ginocchia davanti alla soglia di casa e indossa la veste blu, che la contraddistingue nell’iconografia tradizionale, ma con le maniche rivestite di rosso e una fusciacca pure rossa, così è inevitabile pensare che i due colori primari fusi insieme e variamente miscelati siano il contraltare della cromia angelica.

Pure significativi sono gli altri oggetti raffigurati accanto a Maria quali il leggio e il fuso.
La Vergine non solo guarda verso l’angelo, ma appare pronta a dialogare con lui nonostante un gesto di meraviglia. .. un leggìo, altro elemento della tradizione iconografica, attesta l’educazione sacra della Madonna, su cui insistevano non solo i vangeli apocrifi: esiste una fantasiosa iconografia popolare, su Sant’Anna che le insegna la lettura. Perfino il fuso per filare, lasciato cadere a terra, si ricollega a una tradizione non canonica (altre volte, nelle raffigurazioni dell’evento, si era trattato di un arcolaio o di una matassa). Infatti nei testi qui sopra citati si narra di una Maria impegnata, insieme ad altre vergini prescelte, a filare e a tessere veli o stoffe per ornare il “Tempio del Signore”. Più importante è il riferimento a una Madonna letterata, condizione femminile eccezionale per l’ambiente, la mentalità e l’epoca dell’evento. Il particolare comincia a essere valorizzato dall’iconografia sacra italiana nel Trecento, nella forma di un libro poggiato su un leggìo o su un cuscino. L’Annunziata non è intenta a filare né ad attingere acqua, bensì a leggere o a pregare. La lettura del testo sacro viene interrotta, o piuttosto integrata, dalla visione del sacro stesso. (Pino Blasone tratto da vedi)

L’ANNUNCIAZIONE NELLA PITTURA

Il tema molto popolare nella pittura trecentesca si arricchisce di dettagli e particolari dal significato simbolico. vedi

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/NonEnglish/angelus_ad_virginem.htm

http://www.preces-latinae.org/thesaurus/BVM/AngelusAdVirg.html
http://www.digitalmedievalist.com/2016/11/27/angelus-ad-virginem/