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Silly Wizard

Silly Wizard (“il mago pazzo” delle fiabe, che farà capolino sulle loro copertine come un mago Merlino disneyano con il violino al posto della bacchetta, e il kilt sotto al mantello ) è una band scozzese formatasi a Edimburgo nel 1970 tra un gruppetto di studenti universitari, il nome viene coniato in tutta fretta solo nel 1972 in occasione del loro primo concerto pagato; saranno modello e punto di riferimento di un’infinità di giovani musicisti e gruppi musicali della scena scozzese e più in generale folk.
Dopo essersi fatti le ossa nei folk club e nelle feste in giro per la Scozia in tre (Jones, Thomas e Cunningham) partono in tournée in Francia già nell’anno successivo. La breve meteora di Maddy Taylor (voce) e i tanti concerti per la Gran Bretagna sono ancora i primi passi verso la nascita di una grande band che passerà alla storia con una caratteristico sound fatto da due chitarre (arricchite dal raddoppio di bouzouki, mandolino o banjo), fisarmonica, violino  e basso, con una spruzzata qua e là di sonorità prodotte dai sintetizzatori, arricchito da una voce vellutata e “verry scottish”. Niente percussioni o batteria (solo il bodhran in qualche strumentale) e nemmeno cornamuse ma l’alchimia e sintonia dei fratelli Cunningham che con violino e fisarmonica ci regalano live trascinanti di alto virtuosismo misto all’improvvisazione.
Oltre al sound caratteristico (che non si era mai sentito prima in Scozia) ciò che contraddistingue i Silly Wizard è la loro contemporaneità, una musica che riflette i gusti musicali giovanili degli anni 70-80 declinati nello stile della tradizione. Non solo interpreti ma anche compositori, molte song  sono scritte da Andy e molte melodie da Phil.
Il gruppo si scioglie nel 1988 dopo un’intensa attività concertistica: 17 anni di attività e 9 album!


da sinistra: Gordon Jones, Johnny Cunningham, Andy M. Stewart, Phil Cunningham, Martin Hadden

ATTRAVERSO GLI ANNI 70 e 80

Per la registrazione del disco d’esordio (1976) i chitarristi Gordon Jones  (di Liverpool) e Bob Thomas (ai quali già nel 1972 si era unito il violino di Johnny Cunningham) fanno entrare in campo la voce con l’accento del Pertshire (e il banjo) di Andy M. Stewart , l’organetto di Alasdair Donaldson (sostituito poco dopo da Phil Cunningham – fisarmonica, e all’occorrenza whistle, tastiere) e il basso di Freeland Barbour (a cui si avvicenda Martin Hadden).

dalla copertina “Live Again”

E’ proprio quest’ultima la formazione che registra l’album Caledonia’s Hardy Sons (1978), un punto saliente della “scottish wave”, con il giovane talento Phil Cunningham. Il gruppo è già famoso e viene invitato ai maggiori festival d’Europa. Poi iniziano gli abbandoni: Bob Thomas nel 1979 e il loro terzo l’album “So Many Partings” è registrato in cinque, e il successivo “Wild and Beautiful” in quattro. Ma il secondo album apre già le porte per l’America e a un tour frenetico da un festival folk all’altro: nel 1980 Johnny Cunningham lascia il gruppo per stabilirsi in America (sostituito per un breve periodo da Dougie MacLean prima di ritornare con i Tannahill Weavers ).
Ritroviamo il violino di Johnny Cunningham nel “Live in America” registrato nel 1985.
Nel 1987 il gruppo registra l’ultimo album “Glint of Silver” il più spinto verso l’elettronica; seguono due frenetici anni di tournée in America e lo scioglimento a New York nell’aprile del 1988 .

Silly Wizard Live At Center Stage -New York un ora e mezza di musica e di siparietti tra Andy e Johnny (un’esilarante spalla)

Andy M. Stewart

Andrew Michael ossia “Andy M.” Stewart frontman dal 1974 della folk band Silly Wizard  originario del Perthshire, con il suo timbro vocale e il suo stile è la controparte scozzese di Andy Irvine  degli irlandesi Planxty. Compositore, sensibile interprete di ballate tradizionali, affascinante affabulatore..  “The Andy M Stewart Collection” pubblicato nel 1998 contiene ben 60 canzoni (cito solo le più popolari: “The Ramblin’ Rover”, “Golden, Golden”, “The Queen of Argyll”,  “The Valley of Strathmore”)

Da ragazzo fonda i “Puddock’s Well” con Dougie MacLean e Martin Hadden, negli anni 80 pubblica 4 album di cui tre prima dello scioglimento dei Silly Wizard, collaborano con lui Phil Cunningham, Martin Hadden, Manus Lunny. Nel 1989 registra per la Wundertüte il cd “Songs of Robert Burns” (ristampato dalla Green Linnet nel 1991) Negli anni 90 registra con la Green Linnet tre album: At it Again, Man in the Moon, Donegal Rain. Nell’intervista rilasciata al folk magazie Dirty Linen (1991) Andy dice: “I suppose I’d like a legacy really of just being remembered fondly by whomever, my friends and the folk I left behind. It would be nice for them to remember me in a positive way. It would be nice for my songs to survive. It would be nice for my family. I’d like them to last.” (tratto da qui)

Muore poco dopo il Natale nel 2015, aveva 63 anni.

I FRATELLI CUNNINGHAM

Allo scioglimento dei Silly Wizard i due fratelli entrano nel supergruppo Relativity (con la coppia di fratelli irlandesi Michael e Triona O’Domnaill). i fratelli seguono poi carriere solistiche separate.
Duetto live del 1986 (Johnny muore nel 2003)

PHIL CUNNINGHAM

Tra le molteplici attività di Phil anche la carriera televisiva, la composizione di musica per film e tv, la produzione di dischi per vere e proprie celebrità del folk internazionale. Feconda la collaborazione con il violinista Aly Bain (il loro sito qui) con il quale registra nove album dal 1995 al 2013

tag Silly Wizard e tag Andy M. Stewart

FONTI
https://alchetron.com/Silly-Wizard-4375116-W
http://www.sillywizard.co.uk/about_the_band.html
http://www.theballadeers.com/scots/sw_01.htm
http://www.nigelgatherer.com/perf/group2/silw.html
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/andy-m-stewart-1952-2015/
http://www.scotsman.com/news/obituaries/obituary-andy-m-stewart-singer-and-songwriter-1-3989156
http://www.theballadeers.com/scots/as_d01.htm
https://thesession.org/recordings/5299

http://www.philandaly.com/
http://www.johnnycunningham.com/

MOLL DUBH A GHLEANNA

Bean (Moll) Dubh a’ Ghleanna è un canto in gaelico irlandese popolare in tutta l’Irlanda come love song, John O’Daly che la pubblicò nel suo “The poets and poetry of Munster” (Dublino, 1849), la attribuì allo spadaccino-poeta Éamonn an Chnoic (‘Ned of the Hills’) (vedi): una canzone d’amore dedicata a Molly la brunetta della valle.

LA MELODIA: UNA SLOW AIR

La melodia è una dolce e malinconica slow air: Edward Bunting included a version of the melody in A general collection of the ancient Irish music (London, 1796), 22. Thomas Moore based his song ‘Go Where Glory Waits Thee’ on Bunting’s ‘Bean Dubh an Ghleanna’ or ‘The Maid of the Valley’. George Petrie found fault with Bunting’s setting and felt compelled to print his own setting of the air which can be examined in David Cooper, The Petrie collection of the ancient music of Ireland (Cork, 2002), 239-41 (tratto da qui)

ASCOLTA Ernst Stolz

ASOLTA Aly Bain, Jay Ungar & Cathal McConnel da the Trans-Atlantic sessions.

ASCOLTA Altan in The Red Crow, 1990

I*
Tá ba agam ar shliabh s níl duine gam na ndiadh
Ach mé do mo bhuaidhreadh leofa
Bí odh idir mise is Dia más orthu tá mo thriall
Is bhain siad mo chiall go mór uaim
curfa:
‘Sí Moll Dubh (1) a’ Ghleanna í
‘Sí Moll Dubh an Earraigh í
‘Sí Moll Dubh is deirge ná’n rósa
‘S dá bhfaighinnse féin mo roghainn
De mhná óga deasa ‘n domhain
‘Sí Moll Dubh a’ Ghleanna ab fhearr liom
II
Mise bheith gan mhaoi
Feasta choíche ní bhim
Is Moll dubh bheith i dtús a h-óige
Och, is fann guth an éin
A labhras leis féin
Ar thulaigh nó ar thaobh na mónadh
III
Is ag Moll dubh a’ ghleanna
Tá mo chroí-se i dtaiscí
‘S í nach bhfuair guth na náire
Is go céillí, múinte, cneasta
A dúirt sí liom ar maidin
“Ó imigh uaim ‘s nach pill go brách orm”
IV
Níl’n óganach geanúil
Ó Bhaile Átha Cliath go Gaillimh
Is timpeall go h-Umhaill Uí Mháinnle
Nach bhfuil a dtriall uilig ‘na ghleanna
Ar eacraidh slime sleamhainne
I ndúil leis an bhean dubh a b ‘áille


I
I hear cattle on the hill with no one there to tend them
And for them I am deeply worried
Between myself and God, to them I take the trail/For they have taken my senses from me
CHORUS
She’s Moll Dubh of the valley
She’s Moll Dubh of spring
She’s Moll Dubh, more ruddy than the red rose
And if I had to choose
From the young maids of the world
Moll Dubh a’ Ghleanna would be my fancy
II
Me without a wife
I won’t be all my life
And Moll Dubh in youth just blooming
Lifeless the song of the bird
That sings alone
On a mound by the edge of the moorland
III
The Dark Molly of the glen
Has my heart in her keeping
She never had reproach or shame
So mannerly and honestly
She said to me this morning
“Depart from me and do not come again”
IV
There’s not a handsome youth
From Dublin down to Galway
And around by ‘Umhail Uí Mháinnle’
That’s not heading for the glen
On steeds so sleek and slim
Hoping to win the dark maid’s affection
Tradotto da Cattia Salto
I
Sento le mucche sulla collina e nessuno che le accudisce, e per quelle sono tanto preoccupato
dentro di me e Dio prendo il sentiero nella loro direzione
perchè ho perso il senno per loro
CORO
E’ Molly la brunetta della valle
Molly la brunetta della primavera
Molly Dubh più rubiconda di una rosa rossa
e se dovessi scegliere
tra le giovani fanciulle del paese
Molly Dudh della valle sarà la mia fidanzata
II
Io senza moglie
per tutta la vita non voglio stare
e Molly Dubh nella giovinezza sta sbocciando,
senza vita (è) il canto dell’uccello
che canta solitario
su un tumulo al confine della brughiera
III
Molly la brunetta della valle
è la custode del mio cuore
non mi ha mai rimproverato  o disonorato, così di buone maniere e onesta, ma disse a me questa mattina
“Vattene da me e non ritornare di nuovo”
IV
Non c’è un bel ragazzo
da Dublino a Galway
e per ‘Umhail Uí Mháinnle’
che non stia andando nella valle
su destrieri così agili e slanciati
nella speranza di ottenere l’affetto della fanciulla mora

ASCOLTA Emer Kenny in Parting Glass 2004

(tratto (da qui)
I
Ta bo agam ar shliabh,
‘s is fada me na diadh
o’ chaill me mo chiall
le nochair
a seoladh soir is siar
Ins gach ait da dteann an ghrian
No go bhfilleann si ar ais trathnona
II
Si Moll Dubh a Ghleann i
‘S si Moll Dubh an earraigh i
Si Moll Dubh is deirge
Na na rosa
‘S da bhfaighinnse fein mo rogha
De mhna oga deas an domhain
Si Moll Dubh a Ghleann
Ab fhearr liom
III
Nuair a braithnionn fein anon
Ins an ait a mbionn mo run
Sileann o mo shuil
Sruth deora
‘S a Ri ghil na nDul
Dean fuascailt ar mo chuis
Mar si bean dubh an nGleann
A bhreoigh me

Traduzione inglese
I
I have a cow on the hillside,
and I’m a long while following her,
until I’ve lost my senses
with a spouse;
driving her east and west,
wherever the sun goes,
until she returns in the evening.
II
She is dark Moll of the glen,
she is dark Moll of the steed
Dark woman more red
than roses
Oh if I could but choose just one precious bloom
My dark Moll of the glen,
I’d choose you
III
When I look across
to the place where my love lives,
my eyes fill
with tears;
Bright King of the Elements,
resolve my predicament:
the dark woman of the glen
has destroyed me.
Tradotto da Cattia Salto
I
Ho una mucca sulla collina
e da molto tempo l’accudisco
fino a quando ho perso la ragione
per una sposa;
e la guidavo a est e a ovest
fino al calar del sole
quando ritornava a sera
II
E’ Molly la brunetta della valle
Molly la brunetta del destriero
la donna mora più rubiconda di una rosa
e se dovessi scegliere
solo un prezioso bocciolo
Molly mia brunetta della valle, sceglierei te
III
Quando guardo
verso il luogo dove vive il mio amore
i miei occhi si riempiono
di lacrime
Re luminoso degli Elementi
aiutami:
la brunetta della valle
mi ha distrutto (1)

NOTE
* per la fonetica qui
1) nel Donegal Moll non è una bella ragazza dai capelli neri ma il whiskey illegale

ASCOLTA Dolores Keane in Sail Óg Rua , 1983

FONTI
https://thesession.org/tunes/13358
http://www.joeheaney.org/en/bean-dubh-an-ghleanna/
http://songsinirish.com/mal-dubh-an-ghleanna-lyrics/
http://www.irishpage.com/songs/molldubh.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/dark-moll-of-the-glen-moll-dubh-a-ghleanna/
https://www.doegen.ie/ga/LA_1072d2
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45577
http://www.macsuibhne.com/amhran/teacs/257.htm

LOGAN BRAES

La melodia Logan Water è certamente antica anche se appare in forma scritta solo nel Settecento; alcuni la ritengono un’aria irlandese altri ne asseriscono la “scozzesità”, come sia la melodia è stata spesso utilizzata per dare voce a malinconiche canzoni o anche come marcia funebre.

LA MELODIA: LOGAN WATER

un arrangiamento per violino Will Taylor & Strings Attached

Aly BainPhil Cunningham

Un’indimenticabile versione per arpa e violino è quella del gruppo scozzese Ossian  in The Carrying Stream 1997 

Robert Burns scrisse il testo di una canzone con il titolo di Logan Braes (a volte scritto come Logan Water) nel 1793 prendendo probabilmente spunto dalla versione di Logan Water (Logan Bres) scritta da John Mayne nel 1781 (qui): lo scenario è quello bucolico sulle rive del Logan e una pastorella rimpiange i giorni felici trascorsi a sollazzarsi con il suo pastorello
“Thae days are gane,
When I wi’ grief did herd alane,
While my dear lad did fight his faes,
Far, far frae me and Logan braes.”

Burns riprende il tema trasformandolo più decisamente in una antiwar song e proprio per il suo contenuto pacifista, il testo viene pubblicato solo all’inizio del nuovo secolo.

Alexander Hohenlohe Burr (1835 – 1899)

Consiglio l’ascolto della versione di Jim Malcolm in Acquaintance, 2007 (purtroppo non ancora contenuta nel canale Tutti i brani – Jim Malcolm) ma ascoltabile in versione integrale su Spotify
ASCOLTA MacPolvo


I
O Logan(1), sweetly didst thou glide,
That day I was my Willie’s bride,
And years sin syne hae o’er us run,
Like Logan to the simmer sun:
But now thy flowery banks appear
Like drumlie Winter, dark and drear,
While my dear lad maun face his faes,
Far, far frae me and Logan braes.
II
Again the merry month of May
Has made our hills and valleys gay;
The birds rejoice in leafy bowers,
The bees hum round the breathing flowers;
Blythe Morning lifts his rosy eye,
And Evening’s tears are tears o’ joy:
My soul, delightless a’ surveys,
While Willie’s far frae Logan braes.
III
Within yon milk-white hawthorn bush,
Amang her nestlings sits the thrush:
Her faithfu’ mate will share her toil,
Or wi’ his song her cares beguile;
But I wi’ my sweet nurslings here,
Nae mate to help, nae mate to cheer,
Pass widow’d nights and joyless days,
While Willie’s far frae Logan braes.
IV
O wae be to you, Men o’ State,
That brethren rouse to deadly hate!
As ye make mony a fond heart mourn,
Sae may it on your heads return!
How can your flinty hearts enjoy
The widow’s tear, the orphan’s cry?
But soon may peace bring happy days,
And Willie hame to Logan braes
Tradotto da Cattia Salto
I
O Logan che pigramente scorrevi
quel giorno in cui divenni la sposa del mio Willy, e gli anni da allora sono trascorsi su di noi, come il Logan sotto il sole d’estate. Ma ora le tue rive in fiore appaiono come l’inverno spento, buio e triste, mentre il mio caro ragazzo deve affrontare i nemici, lontano, lontano da me e dalle colline del Logan.
II
Di nuovo il bel mese di Maggio
ha reso allegre le nostre colline e valli;
gli uccelli gioiscono sotto le pergole frondose, le api ronzano attorno ai fiori odorosi. il Mattino allegro alza il roseo sguardo e la rugiada della sera sono lacrime di gioia: la mia anima senza gioia tutto scruta, mentre Willy è lontano dalle colline del Logan
III
In quel cespuglio di bianco spino
tra i suoi anfratti sta il tordo:
la sua compagna fedele condividerà la sua fatica o con il suo canto allevierà i suoi affanni. Ma io con i miei piccoli lattanti, non ho nessun compagno che mi aiuti, nessun che mi rallegri, trascorro notti da vedova e giorni senza gioia, mentre Willy è lontano dalle colline del Logan
IV
Guai a voi uomini di stato
che i fratelli spronate nell’odio mortale!
Come più di un cuore innamorato fate piangere
così vi si ritorca contro!
Non vi ricordate tra le vostre gioie malvagie
delle lacrime della vedova, dei lamenti degli orfani;
ma presto la pace porterà giorni felici
e Willy a casa alle colline del Logan

NOTE
1) Logan Water è un fiume che sgorga sulle colline nel sud ovest della Scozia, tra Lesmahagow e Muirkirk. La canzone irlandese “My Lagan Love” si riferisce invece al Lagan che scorre nel Donegal (o a Belfast) vedi


TRADUZIONE INGLESE
I
O Logan(1), sweetly did you glide
That day I was my Willie’s bride,
And years since then have over us run
Like Logan to the summer sun.
But now your flowery banks appear
Like dull winter, dark and dreary,
While my dear lad must face his foes
Far, far from me and Logan hillsides
II
Again the merry month of May
Has made our hills and valleys gay;
The birds rejoice in leafy bowers,
The bees hum round the breathing flowers;
Blythe Morning lifts his rosy eye,
And Evening tears are tears of joy:
My soul with no delight all surveys,
While Willie is far from Logan hillsides
III
Within yonder milk-white hawthorn bush,
Among her nestlings sits the thrush:
Her faithful mate will share her toil,
Or with his song her cares beguile.
But I with my sweet nurslings here,
No mate to help, no mate to cheer,
Pass widowed nights and joyless days,
While Willie is far from Logan hillsides
IV
O, woe upon you, Men of State,
That brethren rouse in deadly hate!
As you make many a fond heart mourn,
So may it on your heads return!
You remember not amid your cruel joys
The widow’s tears, the orphan’s cries;
But soon may peace bring happy days,
And Willie home to Logan hillsides!

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13343&lang=it
http://www.bartleby.com/270/3/281.html
https://blueloulogan.wordpress.com/2012/10/08/songs-of-logan-1-logan-braes/
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Logan_Water
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-042,-page-42-logan-water.aspx
http://www.mandolincafe.com/forum/group.php?gmid=53555&do=discuss
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/GrD61123.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35237

THE BONNY BUNCH OF ROSES

Anche nota come “Bonaparte’s Retreat“, è una canone popolare inglese o irlandese di origini ottocentesche ancora riproposta ai giorni nostri.

Così riporta A.L. Lloyd nel suo LP English Street Songs. 1956: “This ballad was an extremely popular broadside in the earlier days of the 19th century all over England, Scotland and Ireland. Note the unmistakable air of sympathy for the downfall of the “bold Corsican.” Perhaps this ballad began its life in Ireland; be that as it may, it certainly was an important item in the repertoire of native English street singers, and the back-street audiences found nothing amiss in the singers’ attitude to the enemy of their country. Perhaps, like Beethoven, the English commoners had once regarded Napoleon as a possible liberator from oppression and misery, and were sad rather than angry when this turned out to be an error. Some say the bunch of roses symbolises England, Scotland and Ireland; others that it is a metaphor for the red-coated British Army.”

napoleoneIIUna conversazione immaginaria tra il giovane Napoleone II (1811-1832) e la madre Maria Luisa, la seconda moglie di Napoleone Bonaparte. Il figlio minaccia di “sollevare un terribile esercito” e di affermare il suo potere, ma in realtà si trova in punto di morte (morì di tisi a Vienna poco più che ventenne, il 22 luglio 1832).
Il giovane Bonaparte (incoronato re di Roma alla nascita) lasciò Parigi a quattro anni e trascorse il resto della sua breve vita a Vienna, “ostaggio” degli Asburgo, gli venne pure preferito il nome in Francesco Giuseppe Carlo (diminutivo “Franzchen”) e fu nominato duca di Reichstadt.

Furono i poeti romantici a creare il mito del pallido e triste adolescente ” morto solitario e ignorato in una corte fredda e formale come quella austriaca, e a trasformarlo nel simbolo fatale di quella generazione perduta cantata da Musset come “enfants du siècle”. (tratto da qui)

La canzone è filo-bonapartista e i più sono portati a credere che l’origine sia irlandese essendo stato Napoleone uno degli eroi del nazionalismo irlandese. Della canzone si hanno molte versioni testuali la più antica trascrizione (anche con la melodia) si trova in “Tradition Ballad Airs” di William Christie (1881), la versione irlandese tuttavia prende come melodia quella più antica detta “An beinsin luachra” (The little bench of rushes) riportato già da Edward Bunting alla fine del Settecento

ASCOLTA “An beinsin luachra” Crubeen
ASCOLTA “Bonaparte’s Retreat”, Aly Bain
ASCOLTA Colm Walsh 1965
ASCOLTA Fireport convention 1970
ASCOLTA June Tabor & Oysterband qui manca l’ultima strofa in cui il figlio annuncia la sua imminente morte

I
By the margin of the ocean one pleasant morning in the month of June
The charming singing blackbird his cheerful notes did sweetly tune
It was there I spied a woman all overpowered by grief and woe
Conversing with young Bonaparte concerning the Bonny Bunch of Roses o
II
Then up spoke young Napoleon as he took hold of his mother’s hand
Saying “Mother dear, be patient, for soon it’s I will take command
I will raise a terrible army and through tremendous dangers go
And in spite of all the universe, I’ll conquer the Bonny Bunch of Roses o”
III
“When first you saw great Bonaparte you fell down on your bended knee
You begged your father’s life of him(1) and he granted it right manfully
And then he took an army and o’er the frozen Alps did go
He said I’ll conquer Moscow and come back for the Bonny Bunch of Roses o
IV
“He took five hundred thousand men and kings likewise to join his throng
He was so well provided for, enough to sweep the world along
But when he came to Moscow, he was overpowered by driving snow
And Moscow was a-blazing(2) and he lost the Bonny Bunch of Roses o
V
So son don’t speak so venturesome for England she has a heart of oak(3)
And England, Ireland, Scotland, their unity has never been broke
And now think on your father, in St Helena his body lies low
And you may follow after, so beware of the Bonny Bunch of Roses o”
VI
“Adieu, adieu forever, now I bow my youthful head
Had I lived I might have been clever(4), but now I lie on my dying bed
And as the waters do flow and the weeping willows over me grow
The name of brave Napoleon will enshrine(5) the Bonnie Bunch of Roses, O.”
NOTE
1) Francesco II d’Asburgo-Lorena la figlia, appena diciottenne, nel 1810 venne data in sposa a Napoleone, per suggellare la pace di Vienna tra Francia e Austria.
2) ben pochi soldati ritornarono in Francia, nella strofa la madre contrappone la disfatta della campagna di Russia per dissuadere il figlio
3) si riferisce alla potente flotta navale della Gran Bretagna con la quale la Francia non poteva competere
4) qui il figlio sembrerebbe accettare il monito della madre dicendo che se avesse potuto continuare a vivere sarebbe stato più furbo del padre: vuol dire che avrebbe messo da parte le smanie di grandezza o che sarebbe stato migliore stratega del padre?
5) l’immagine della sepoltura lacrimata è molto “romantica” ribadita dall’acqua e dai salici ma qui è il ricordo di Napoleone (padre) che sarà custodito (perchè prezioso ammirato) dal Bel Mazzo di Rose

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Sulle sponde dell’oceano,
una bella mattina, nel mese di giugno,
il merlo piacevole cantore, le sue note affascinanti modulava dolcemente
là ho scrutato una donna che si lamentava con dolore e rimpianto,
parlando con il giovane Bonaparte
del Bel Mazzo di Rose
II
Così parlò il giovane Napoleone,
mentre prese la mano della madre: –
“Oh, cara madre sii paziente,
perchè presto prenderò il comando e solleverò un terribile esercito,
è andrò incontro ai pericoli,
e a dispetto di tutto l’universo,
conquisterò il Bel Mazzo di Rose
III
La prima volta che hai visto il grande Bonaparte sei caduta in ginocchio,
e pregato per la vita di tuo padre(1) e lui ti ha concesso il suo bene virilmente
e poi ha preso un esercito in armi ed è andato sulle Alpi gelate dicendo
“io conquisterò Mosca e ritornerò per il Bel Mazzo di Rose”
IV
“Ha preso 500.000 uomini e allo stesso modo i re per unirsi alle sue schiere,
era così ben provvisto, abbastanza per spazzare il mondo da solo,
ma quando andò a Mosca fu sopraffatto dalla marcia nella neve e Mosca era in fiamme(2) e lui perse il Bel Mazzo di Rose”
V
Così figlio, non parlare di avventure;
perchè l’Inghilterra ha un cuore di quercia(3);
e Inghilterra, Scozia e Irlanda,
la loro unità non è mai stata spezzata
e ora pensa a tuo padre, a Sant’Elena il suo corpo giace nella polvere
e tu potresti fare la stessa fine, così stai attento al Bel Mazzo di Rose”
VI
«addio, addio per sempre,
ora piego la mia giovane testa,
se avessi vissuto sarei stato bravo(4)
ma ora giaccio nel mio letto di morte
e mentre le acque fluiscono e i salici piangenti su di me crescono
il nome del coraggioso Napoleone custodirà(5) il Bel Mazzo di Rose ”
FONTI
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5951 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5955 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thebonnybunchofroses.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/39.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/35.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=723 http://tunearch.org/wiki/Bonny_Bunch_of_Roses_(2)_(The) http://thesession.org/tunes/2080 http://againstthemodernworld.blogspot.it/2008/03/bonapartes-retreat.html