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THE  BELTANE CHASE SONG: FITH FATH SONG

Il Fith Fath è un’incantesimo di occultamento o di trasmutazione. E’ riportato e descritto nel libro “Carmina Gadelica” di Alexander Carmicheal (vol II, 1900)
“Uomini e donne venivano resi invisibili o gli uomini venivano trasformati in cavalli, tori o cervi, mentre le donne venivano mutate in gatti, lepri o cerve. Queste trasformazioni erano talvolta volontarie, talvolta no. Il “fīth-fath” era particolarmente utile ai cacciatori, ai guerrieri ed ai viaggiatori, rendendoli invisibili o irriconoscibili ai nemici ed agli animali.” (traduzione del testo tratto da qui)

FATH fith
Ni mi ort,
Le Muire na frithe,
Le Bride na brot,
Bho chire, bho ruta,
Bho mhise, bho bhoc,
Bho shionn, ‘s bho mhac-tire,
Bho chrain, ‘s bho thorc,
Bho chu, ‘s bho chat,
Bho mhaghan masaich,
Bho chu fasaich,
Bho scan(1) foirir,
Bho bho, bho mharc,
Bho tharbh, bho earc,
Bho mhurn, bho mhac,
Bho iantaidh an adhar,
Bho shnagaidh na talmha,
Bho iasgaidh na mara,
‘S bho shiantaidh na gailbhe

Traduzione inglese
FATH fith(1)
Will I make on thee,
By Mary(2) of the augury,
By Bride(3) of the corslet,
From sheep, from ram,
From goat, from buck,
From fox, from wolf,
From sow, from boar,
From dog, from cat,
From hipped-bear,
From wilderness-dog,
From watchful ‘scan,’
From cow, from horse,
From bull, from heifer,
From daughter, from son,
From the birds of the air,
From the creeping things of the earth,
From the fishes of the sea,
From the imps of the storm.
Traduzione italiano
L’incanto del cervo(1)
farò su di te
per Danu (2) delle Profezie
per Bride (3) dalla Corazza,
da pecora, da ariete,
da capra, da caprone,
da volpe, da lupo,
da scrofa, da cinghiale,
da cane, da gatto,
da orso dai fianchi opimi,
da cane selvatico,
da vigile “esploratore‟ (4),
da mucca, da cavallo,
da toro, da giovenca,
da figlia, da figlio,
dagli uccelli dell‟aria, (5)
dalle creature che strisciano sulla terra
dai pesci del mare
dai folletti della tempesta

NOTE
1) letteralmente si traduce con “deer aspect”; in realtà con l’incantesimo è possibile mutare in una qualunque forma animale
2) Danu (o Anu) dea madre delle acque. Era il tempo del caos primordiale: aridi deserti e vulcani ribollenti, era il tempo del grande vuoto. Allora dal cielo oscuro un rivolo d’acqua cadde sulla terra e la vita cominciò a fiorire: dal suolo crebbe l’albero sacro e Danu (la dea Madre), l’acqua che scende dal cielo, lo nutrì. Dalla loro unione nacquero gli Dei..
Acque ipogeiche, grotte labirintiche, acque sorgive ma anche acque correnti dei fiumi furono i siti del culto preistorico e protostorico in tutta l’Europa. In particolare per i Keltoi Danu era il Danubio presso le cui sorgenti nacque la loro civiltà. continua
3) Il nome deriva dalla radice “breo” (fuoco): il fuoco della fucina del fabbro unito a quello dell’ispirazione artistica e dell’energia guaritrice. Conosciuta anche come Brighid, Brigit o Brigantia, è la dea del triplice fuoco, patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori. Portava il soprannome di Belisama, la “Splendente” ed era una Dea Solare(presso i Celti e i Germani il Sole era femmina). A lei era dedicata la Festa di Fine Inverno che si celebrava nell’Europa celtica alle Calende di Febbraio. Era la festa di IMBOLC, la festa della purificazione dei campi e della casa a segnare il lento risveglio della Natura. continua
4) non ho idea di che animale sia un vigile esploratore
5) segue una invocazione dei tre regni, Nem (cielo), Talam (Terra) Muir (mare) e o se vogliamo mondo di sopra, di mezzo e di sotto

LA NEBBIA DI AVALON

Con l’invocazione si materializza una nebbia magica ovvero la nebbia di Avalon (o di Manannan), che funge da mezzo di trasporto verso l’Altromondo. La nebbia ha una duplice natura, di occultamento e di passaggio. Un’altra parola per “nebbia”, nell’irlandese delle origini, è féth fiadha che significa “l’arte di rassomigliare”. Sia gli dei che i druidi possono evocare la nebbia magica come mezzo di comunicazione tra i due mondi. La divinazione era quindi la féth fiadha.
La preghiera “Fath Fith” sembra proprio l’invocazione del cacciatore per occultarsi  dalle sue prede, ma era anche usata come forma di divinazione in un “luogo di soglia” per l’esperienza magica,  dello spazio come ad esempio la riva del fiume o il litorale del mare, il vano di una porta d’accesso all’edificio oppure un ponte. Oppure del tempo come l’alba e il tramonto che non sono nè giorno, nè notte o i giorni sacri che stanno a confine tra le stagioni.
Così facendo ci si trova in un luogo che è un non-luogo che alcuni chiamano il mondo opaco.

L’INCANTESIMO DELLA STREGA

Similmente Isobel Gowdie, processata per stregoneria nel 1662 in Scozia rivela ai suoi aguzzini la formula di un Fith Fath

I sall gae intil a haire,
Wi’ sorrow and sych and meikle care;
And I sall gae in the Devillis name,
Ay quhill I com hom againe.
in lepre entrerò
con dolore e grande affanno
e andrò nel nome del diavolo
finchè ritornerò un’altra volta nella mia forma

Molto è stato scritto sulle streghe, specialmente sulla grande caccia alle streghe che ebbe luogo sui due versanti della religione cristiana a un passo dal “Secolo dei Lumi” e non nell’oscuro medioevo.  Sintomo di un  cambiamento culturale che scuoterà le “certezze” della religione occidentale.  Streghe o fattucchiere (come stregoni e maghi) sono sempre esistiti, sono coloro che fanno uso della magia, che riescono a vedere oltre agli accidenti materiali e intraprendono un cammino di ricerca e di conoscenza (fuori e dentro di sè). Turpe e osceno è stato quello che cattolici e protestanti hanno fatto nella loro “lotta” per il potere, per annientare coloro che erano visti come una minaccia contro la Vera Fede: una sanguinosa lotta di religione che ha inasprito i confini della tolleranza.

THE  BELTANE CHASE SONG

Il testo è stato scritto da Paul Huson nel suo “Mastering   Witchcraft“- 1970 (pubblicato in lingua italiana dalla casa editrice Astrolabio con  l’infelice titolo Il dominio della magia nera) ispirandosi alla ballata scozzese “The Twa  Magicians” e all’incantesimo di Isobel Gowdie, processata per stregoneria nel 1662 in Scozia (anche in Robert Graves -La Dea Bianca). Caitlin Matthews nel 1978 ci aggiunse la melodia. Oggi il brano è considerato tradizionale.
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Nel testo della canzone si compie il ciclo stagionale delle trasmutazioni. Un rituale che doveva essere tipico a Beltane quando la Regina del Maggio ossia la Dea Fanciulla e il Re del Maggio, l’Uomo Verde si univano per   rinnovare la vita e la fertilità della Terra: nel medioveo i ragazzi vestiti di verde come elfi dei boschi si avventuravano nel greenwood (il bosco sacro), suonando un corno di modo che le ragazze potessero trovarli. Oppure si trasformavano in cacciatori e seguivano le trasmutazioni magiche con le loro prede.

ASCOLTA   Damh The Bard in Herne’s Apprentice – 2003

FITH FATH SONG
I
I shall go as a wren(1) in Spring
With sorrow and sighing on silent wing(2)
CHORUS I
I shall go in our Lady’s name
Aye till I come home again
II
Then we shall follow as falcons grey
And hunt thee cruelly for our prey
CHORUS II
And we shall go in our Horned God’s name(3)
Aye to fetch thee home again
III
Then I shall go as a mouse in May
Through fields by night and in cellars by day.
IV
Then we shall follow as black tom cats
And hunt thee through the fields and the vats.
V
Then I shall go as an Autumn hare
With sorrow and sighing and mickle care.
VI
Then we shall follow as swift greyhounds/ And dog thy steps with leaps and bounds
VII
Then I shall go as a Winter trout
With sorrow and sighing and mickle doubt.
VIII
Then we shall follow as otters swift
And bind thee fast so thou cans’t shift
Tradotto da Cattia Salto
I
Uno scricciolo (1) di primavera cavalcherò
con dolore e affanno sull’ali silenti (2)
Coro I
Mi trasformerò nel nome di nostra Signora, finchè ritornerò in me.
II
Così t’inseguiremo come falchi grigi
e ti cacceremo spietati come  nostra preda
Coro II
E ci trasformeremo  nel nome del Signore Cornuto (3)
per riportarti a casa.
III
Poi mi trasformerò in un topo di Maggio, per i campi di notte e nelle cantine di giorno.
IV
Allora ci trasformeremo in grossi gatti neri,
e ti daremo la caccia per i campi e le botti.
V
Poi mi trasformerò in lepre d’autunno
con dolore e affanno e grande tribolazione.
VI
Allora ci trasformeremo in rapidi levrieri e inseguiremo
le tue orme con grandi balzi.
VII
Poi mi trasformerò in  trota d’Inverno
con dolore e affanno e grande tribolazione.
VIII
Allora ci trasformeremo in lontre veloci
e t’incateneremo bene in modo che tu non possa mutare.

NOTE
1) Il nome gaelico “Druidh dhubh” si traduce come “druido degli uccelli” detto anche “passero di Bran” (il dio della profezia). Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule. Nel suo libro “La dea bianca”, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. continua
2) il mistero non può essere rivelato a parole: il percorso iniziatico viene compiuto e una volta compreso non si riesce ad esprimere.
3)  l’Horned God è un dio sincretico somma di antiche divinità rappresentate con le corna e simboli di fertilità e abbondanza (il Cernunnos celtico e le divinità greco-romane Pan e Dioniso). Secondo alcuni studiosi tale divinità era l’alternativa pagana del Dio cristiano, al quale coloro che restarono ancorati alle vecchie tradizioni continuarono a tributare venerazione, insomma il candidato ideale per la figura del Diavolo! Ma a mio parere è stato più il fanatismo cristiano ad appiattire e uniformare i culti tributati agli antichi dei in un unico culto diabolico.
L’idea del Dio Cornuto si sviluppò nei circoli  occultistici di Francia e Inghilterra nel XIX secolo e la sua prima raffigurazione moderna è quella di Eliphas Levi del 1855, fu però Margaret Murray nel The Witch-cult in Western Europe (Il culto delle streghe nell’Europa Occidentale, 1921) a costruire la tesi di un culto pagano unico sopravvissuto all’avvento del cristianesimo. Tale teoria non è però supportata da documentazioni  rigorose e di certo si può riscontrare la persistenza fino all’età moderna di culti o credenze presenti in varie parti d’Europa riconducibili alla religione verso gli Antichi Dei. Molte di tali credenze sono state assorbite nel Cristianesimo e infine combattute come diaboliche quando non si riusciva ad inglobarle nei nuovi culti.
Il Dio, secondo la tradizione Wicca, nasce al solstizio d’Inverno, sposa la Dea a Beltane e muore al Solstizio d’Estate essendo il principio maschile equivalente alla triplice Dea lunare che governa la vita e la morte.

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continua terza parte 

(Cattia Salto pubblicato aprile 2013 revisioni e integrazioni aprile 2016)

FONTI
“I misteri del druidismo” di Brenda Cathbad Myers
http://terreceltiche.altervista.org/beltane-love-chase/
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/cg2/cg2014.htm
http://www.annwnfoundation.com/ians-blog/pwyll-pen-annwn-shapeshifting-and-the-fith-fath
http://www.devanavision.it/filodiretto/default.asp?id_pannello=2&id_news=6950&t=IL_DRUIDISMO
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59312
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/print.php?sid=252

DEIRÍN DÉ: THE GOLDEN BUTTERFLY

Deirín dé è la frase ripetuta nel ritornello di questa ninnananna in gaelico irlandese, e si suppone sia il nome antico per farfalla degli dei, ossia la farfalla dorata simbolo dello spirito del defunto.
Per gli sciamani la materia è semplicemente “spirito condensato” come si forma la brina dal vapore riscaldato dalla prima luce dell’alba. Lo spirito assume una forma ovoidale, detto corpo spirituale, di cui una parte si condensa in materia, cioè il corpo fisico contenuto nella “bolla”, ed è “animato” da una parte immateriale che è per l’appunto l’anima. Dopo la morte fisica lo spirito ritorna in cielo, alla costellazione-genitrice. Così la farfalla subisce una serie di trasformazioni dal suo stadio iniziale di bruco tozzo e terricolo che si imbozzola in una crisalide e poi vola via come bellissima creatura dalle fragili ali.

LA FARFALLA DORATA SUL CAPRIONE

In Italia sul monte Caprione (Lerici, provincia di La Spezia, Liguria) è possibile osservare la farfalla di luce in coincidenza del solstizio d’estate: il sole al tramonto passa attraverso una “finestrella” creata dalla formazione megalitica detta “Quadrilithon“, ovvero il “Quadrilite di San Lorenzo” (perchè si trova poco distante dai ruderi della chiesa di San Lorenzo al Caprione), e proietta sul monolito retrostante un fascio di luce a forma di farfalla. Triliti con losanga sono al momento stati individuati solo a Château Vieux de Randon (Massiccio Centrale Francese – Regione Lozère) e (guarda caso) in Corsica (territorio di Niolu, Corteneais).

La formazione rocciosa è più propriamente un trilite con l’architrave a forma di losanga e incuneato tra le due pietre verticali; una quarta pietra è incastrata in basso a chiudere lo stretto portale. Dal portale si diparte un camminamento che è proprio il corridoio lungo il quale penetra il sole durante il suo tramonto in corrispondenza del solstizio estivo.

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“Quadrilithon” Monte Caprione – Lerici: vista dalla parte del camminamento, sullo sfondo si osserva il monolito sulla cui superficie viene proiettata l’immagine della farfalla.

L’area megalitica risale all’8.000 a.C. e il fenomeno della farfalla dorata ha inizio dal 25 Maggio fino alla sua completa pienezza che avviene tra il 15 e 28 di Giugno, mentre il graduale tramonto dell’immagine è osservabile fino al 29 di Luglio, la durata è di circa 15 minuti. (qui)
Grazie agli studi incrociati del prof. Enrico Calzolari – ricercatore esperto di Archeoastronomia e Paleoastronomia- possiamo ragionevolmente supporre che in quest’area venisse praticato un culto sciamanico che credeva nel ritorno dello spirito alle stelle del cielo, sotto forma di farfalla dorata : la credenza era probabilmente ancora condivisa dai Celti (vedi nota 1 più sotto)

DEIRÍN DÉ

In questa ninnananna in gaelico irlandese la mamma culla il bambino dicendogli di dormire, che quando sarà grande andrà ad accudire il bestiame, allora potrà passare tutta la notte a raccogliere le more.

Il brano è noto anche con il nome di “The Last Wisp of Smoke“. La melodia è riportata come 148 Jefferson nel “The Sacred Harp”, una raccolta di musica corale sacra pubblicata da Benjamin Franklin White Elisha J. King nel 1844 (Georgia, America).
Testo e melodia della ninnananna sono stati raccolti invece da Róis Ní Ógáin (1865–1947) nella contea di Antrim (Irlanda) e pubblicati in “Duanaire Gaedhilge Róis Ní Ógáin” a partire dal 1924.

ASCOLTA Navan 

ASCOLTA Donal O’Sullivan in Songs of the Irish 1981. Su Mudcat leggiamo: “O’Sullivan’s sources: tune – Mac Coluim’s Cosa Buidhe Árda, II (1924), 22, noted from Seán Ó Cuill, Ballyvourney, Co Cork. Text – Mac Coluim’s Cosa Buidhe Árda, II from Amhlaoibh Ó Loingsigh, also of Ballyvourney, collated with version published by P.H. Pearse in the Irish Review 1911. Pearse’s version was also a collation, a woman relative from County Meath and from Amhlaoibh Ó Loingsigh.” (tratto da qui)


Deirín dé(1), deirín dé,
Tá’n gabhairín(2) oíche amuigh san bhfraoch,
(Tá’n gabhar donn ag labhairt sa bhfraoch)
Deirín dé, deirín dé,
Tá’n bunán donn a’ labhairt san bhféith.
(Táid na lachain ag screadaigh sa bhféith.)
Deirín dé, deirín dé,
Geóidh ba siar le héirí an lae,
(Gheobhaidh ba siar le héirí’n lae)
Deirín dé, deirín dé,
Is raghaidh mo leanbh ‘á bhfeighilt ar féar.
(Is rachaidh mo leanbh dá bhfeighilt ar féar. )
Deirín dé, deirín dé,
Eireóidh gealach is raghaidh grian fé,
Deirín dé, deirín dé,
Tiocfaidh ba aniar le deireadh an lae.
Deirín dé, deirín dé,
Leogfad mo leanbh a’ pioca sméar,
Deirín dé, deirín dé,
–Ach codail go sámh go fáinne an lae!

TRADUZIONE INGLESE (qui)
Deirín dé(1), deirín dé
The nightjar(2) is abroad in the heather /Deirín dé, deirín dé
The brown bittern(3) speaks in the reeds
Cows will go west at dawn of day
And my child will go mind them in the pasture/The moon will rise and the sun will set
Cows will return from the west(4) at close of day
A thrush’s nest in my little press(5)
Yes, and gold for my little darling
I shall let my child go picking berries
But sleep soundly till light of day!
tradotto da Cattia Salto
Farfalla dorata, farfalla dorata.
Il succiacapre è in giro per la brughiera,
Farfalla dorata, farfalla dorata.
il tarabuso screziato soffia tra le canne,
le mucche andranno ad Ovest all’alba
e il mio ragazzo andrà ad accudirle nei pascoli.
La luna sorgerà e il sole andrà a dormire,
le mucche ritorneranno dall’Ovest alla fine del giorno.
Un nido di tordo nella mia presa
si e l’oro per il mio piccolino
Il mio ragazzo andrà a raccogliere le more ma (adesso) che dorma profondamente fino al farsi del giorno!

NOTE
1) secondo l’O Donaill’s Irish Dictionary, “deirin de” sono parole senza senso pronunciate in un gioco di bambini accanto alla legna che brucia. Ma nel Carmina Gadelica (Alexander Carmicheal, 1900),  (qui) leggiamo che la parola nel gaelico scozzese è composta da ‘dealan,’= fire, flame, lightning; e ‘De,’= God ossia il fuoco di Dio o la luce divina.
“The golden butterfly is held sacred. It is said to be the angel of God come to bear the souls of the dead to heaven. If it be seen in or near the house where a person is dead or dying, the omen is good, and the friends rejoice. If it be not seen, a substitute is made by rapidly twirling a fire-pointed stick, moving the while from the dead or dying person towards the door or window. This is called ‘dearban De,’ ‘dealan De.’ The ancient Egyptians represented the soul leaving the body as a butterfly emerging from the chrysalis, sometimes from the mouth of the dead.” Quindi “deirin de”= “the last puff of smoke”, lo sbuffo di fumo disegnato agitando un bastoncino dalla punta incandescente
2) letteralmente “capretta della notte” è il succiacapre detto così perchè si credeva che si nutrisse succhiando il latte dalle mammelle delle capre. In realtà è un divoratore notturno di insetti. Di dimensione media ha un piumaggio mimetico che lo nasconde tra la nuda terra, e frequenta campagna e boschi (qui).
3) il tarabuso è un trampoliere che si mimetizza tra i canneti degli stagni e dei laghi. E’ difficile riuscire a vederlo proprio per le sue capacità mimetiche, è più facile sentirlo cantare di notte e alle prime luci dell’alba (qui: un suono profondo come quello che si ottiene soffiando piano in una bottiglia dal collo lungo) proprio per la sua voce (come la voce dei morti dall’oltretomba) il tarabuso era un uccello portatore di sventure
4) l’Ovest è la direzione in cui tramonta il sole ma anche il punto simbolico in cui si trova l’Altro Mondo
5) tradotto anche come coffer

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-d-estate.html
http://ontanomagico.altervista.org/farfalle.html
http://www.enricocalzolari.it/paleoeastro27.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/DeirinDe.html http://lyberty.com/entertainment/music/celtic_cradle.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1905 https://reuliuilbride.wordpress.com/2011/04/17/deirin-de-song/ http://resources.texasfasola.org/index/composers.html