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CULLODEN’S HARVEST

Non un brano tradizionale, ma d’autore con tanto di copyright registrato nel 1978 o 1986 (Coban Records) da Alastair McDonald, scozzese doc. La melodia è stata completamente riscritta sempre da Alastair McDonald da una fonte tradizionale.

CANNONI CONTRO SPADE

Un lament contemporaneo che commemora la sconfitta degli Highlanders nella loro ultima battaglia nei pressi di Inverness.
Ecco com’è andata: era una piovosa mattina del 16 aprile 1746..  continua
Per una versione “in diretta” dal libro-saga di Diana Gabaldon “La straniera” (in Italia nei volumi “Il ritorno” e “Il cerchio di pietre”) e prossimamente nella seri tv “The Outlander”.
battle-cockade

ASCOLTA  Deánta in “Ready for the Storm” 1995, in cui scrivono che la melodia è un”old Gealic sea song”. Le immagini del video sono per lo più le riprese del film documentario di Peter Watkins (1964) Sicuramente la versione più straziante e commovente.

ASCOLTA Richard Morrison


Chorus
Cold the winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black (1) the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.
I
‘Twas love of our prince drove us to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.
II
The Campbell and McFall (7) did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
‘Twas musket and cannon against honour (9) and courage.
Invaders men stood while our clansmen did fall.
III
None other than children are left to the women (10),
With only the memory of father and son
Turned out of their homes to make shelter for strangers.
The blackest of hours on this land has begun.
Traduzione Riccardo Venturi
CORO
Soffiano venti freddi sulle brughiere,
ardono caldi i fuochi del nemico.
[nera] (1) la
 Messe  di Culloden,
crescon la pena, la paura e la morte.
I
Fu l’amore per il nostro principe (2) a portarci a Drumossie, (3)
Ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare (4)
il fiore del nostro paese giacque straziato (5) da un’armata
spietata e rosso sangue (6) come i tizzoni infernali.
II
I Campbell e i McFall fecero il gioco degli inglesi
I McDonald, in preda all’ira, non fecero nessun gioco. (8)
Furon moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori rimasero in piedi mentre i nostri uomini dei clan caddero.
III
Nessuno altro che i bambini restano ormai alle donne,
con soltanto il ricordo di un padre e di un figlio.
Scacciati dalle loro case (11) per alloggiare gli stranieri.
L’ora più nera del nostro paese è cominciata. (12)

NOTE
1) in alcune versioni like. Il verso è ripreso nell’ultima strofa con la chiusura “The blackest of hours”
2) Il Bonny Prince Charlie. Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! vedi
3) Drumossie ovvero Inverness
4) un ora tanto durò la battaglia
5) il generale Cumberland, comandante dell’esercito inglese [e figlio del re], ordinò che tutti i prigionieri e i feriti giacobiti fossero messi a morte, ma i capi clan e pochi altri vennero fatti prigionieri.
6) le giubbe rosse
7) Mary Dillon e Alastair  dicono “Red Campbell the fox” Il rosso Campbell la volpe trovato anche scritto come “Red Campbell, the false” inserire citazione di Gabaldon
8) nota di Riccardo: Nella canzone si accusano alcuni tra i principali clan scozzesi (e i due principali: i Campbell e i McDonald) di aver fatto poco o punto per la causa giacobita, e addirittura il gioco degli inglesi. La realtà storica è differente. Anche i Campbell e i McDonald condivisero il tragico destino di tutti i clan dopo la disfatta di Culloden.
9) Alastair dice “claymores” ovvero gli spadoni degli highlanders
10) Mary Dillon e Alastair dicono “Now mothers and children are left to their weeping” (Madri e figli sono lasciati nel pianto)
11) Nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Ancora Riccardo scrive  “I prigionieri incarcerati furono portati in Inghilterra per essere processati con accuse di alto tradimento; i processi si svolsero a Berwich, a York e a Londra. Fu stabilita una “percentuale fissa” di condanne a morte: un prigioniero su venti veniva messo al patibolo. In totale, 3470 scozzesi giacobiti vennero processati. 120 furono impiccati; 88 morirono in prigione; 936 furono deportati nelle colonie e 222 furono esiliati. Alcuni furono assolti e liberati, ma di altri 700 non si sa assolutamente niente” (tratto da qui)
12) Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

L’inquadramento storico della questione giacobita in http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4518&lang=it
http://chrsouchon.free.fr/twaslove.htm
https://nelcuoredellascozia.com/2015/10/30/cullodens-harvest/
https://nelcuoredellascozia.com/category/storia/
http://www.celticlyricscorner.net/deanta/cullodens.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9007
http://outlanderworld.blogspot.it/2016/10/jamie-fraser-e-la-battaglia-di-culloden.html
http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2015/01/15/culloden-l%E2%80%99ultima-battaglia-di-liberta-del-clan-scozzesi/?doing_wp_cron

ANDRO AND HIS CUTTY GUN

Henry_Singleton_The_Ale-House_Door_c__1790Una drinking song scozzese di carattere umoristico, che risale al 1700 ed è stata riportata da Alan Ramsay (con i suoi soliti aggiustamenti) nel suo “Tea Table Miscellany” (IV volume, 1740): Robert Burns la definì ‘ a spirited picture of a country ale-house, touched off with all the lightsome gaiety so peculiar to the rural muse of Caledonia.’, e sappiamo che la rustica musa della Scozia è piuttosto “merry” per non dire sboccata per il bel Robbie: nel suo Merry Muses of Caledonia pubblicato postumo Burns trasforma il testo in un accoppiamento sessuale qui; così Burns scrisse al suo editore George Thomson:  ‘ Andro and his Cutty Gun is the work of a master. By the way, are you not quite vexed to think that those men of genius, for such they were, who composed our fine Scotch lyrics, should be unknown ? It has given me many a heart-ache.

Assai popolare era una canzone immancabile durante le feste di paese e i momenti conviviali, la melodia (denominata più genericamente “Blithe was she” è stata poi ripresa nello “Scots Musical Museum” in abbinamento ad altri testi e a sua volta è una variante della melodia “The Boyne Water”

ASCOLTA Andrew Cronshaw versione strumentale

ASCOLTA Alastair McDonald in Tam Lin 2011

Alastair aggiunge una strofa che non so da dove provenga

I
Blyth, blyth, blyth, was she,
Blyth was she but and ben(1);
And well she loo’d a Hawick gill(2),
And leugh(3) to see a tappit-hen(4).
She took me in and set me down,
And heght(5) to keep me lawin-free(6);
But cunning carlin'(7) that she was,
She gart me birle my bawbee(8).
II
We loo’d(9) the liquor well enough(10);
But wae’s my heart my cash was done,
Before that I had quenched my drouth(11),
And laith(12) I was to pawn my shoon(13).
When we had three times toomed our stoup(14),
And the neist chappin(15) new begun,
In started, to heeze up(16) our hope,
Young Andro wi’ his cutty gun(17).
III
…?
IV
The Carlin’ brought her kebbuck(18) ben,
With girdle-cakes well toasted brown;
Well does the canny kimmer ken(19),
They gar(20) the scuds(21) gae glibber down(22).
We ca’d the bicker(23) aft about,
Till dawning we ne’er lee’d our bun
And ay the cleanest drinker out
Was Andro wi’ his cutty gun.
V
He did like ony mavis(24) sing,
And as I in his oxter(25) sat,
He ca’d me ay his bonnie thing,
And mony a sappy kiss I gat.
I hae been east, I hae been west
I hae been far ayont the sun,
But the blythest lad that e’er I saw
Was Andro wi’ his cutty gun
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lei era allegra
allegra dentro e fuori
e amava tanto una quarto di pinta
e rideva nel vedere una caraffa(4).
Mi fece entrare e mi fece sedere,
e mi promise libero accesso,
ma da astuta ostessa qual’era
mi fece spendere mezzo penny.
II
Ci è piaciuto assai il liquore tuttavia
con dispiacere i soldi se ne sono andati
prima ancora che avessi spento la mia sete
e a malincuore mi  impegnai le scarpe.
Allora abbiamo per tre volte svuotato la brocca
e iniziato il successivo giro di bevute,
in principio facendo affidamento
sul giovane Andrea e la sua pipa corta….
III
?
IV
L’ostessa ha portato il suo formaggio
con le focaccine scure ben tostate
che il buon intenditore ben conosce
perchè fanno scivolare giù la birra.
Abbiamo richiesto spesso la boccia
e fino all’alba non abbiamo mai smesso con i panini
e il bevitore più sobrio
era Andrea con la sua pipa corta.
V
Cantava come un allodola
mentre io gli sedevo in braccio,
mi chiamava la sua cosa bella
e molti baci mi dava.
Sono stata ad est, sono stata ad ovest,
sono stata a sud
ma il ragazzo più allegro che abbia mai visto
era Andrea con la sua pipa corta.

NOTE
1) but and ben – inside and out
2) Hawick gill – antica misura per liquidi corrispondente a mezza pinta (10 once). Per chi come me è abituato alle misure in litri corrisponde a 1/4 di litro grosso modo a una tazza
3) leuch’- laughed
small-tappit-hen-[5]-412-p4) tappit hen = topped hen, letteralmente “cresta di gallina” è un boccale di peltro tipico nella Scozia del Seicento munito di coperchio e manico: la forma rastremata in cima era particolare, perchè permetteva di alloggiarvi all’interno una tazza, ovvero un piccolo bicchiere di peltro. Una specie di antenato del thermos elaborato nelle locande della Scozia per servire delle bevande calde ai passeggeri infreddoliti arrivati con la carrozza. Prima che il vino fosse venduto in bottiglia si usava questo contenitore. A me richiama vagamente la forma di una caffettiera! La misura standard è di 18 once facendo le debite proporzioni un po’ più di mezzo litro e un po’ meno di un litro.
5 ) hecht – promised
6) lawin’ free – free lodgings 
7) carline – woman or hostess
8) gart me birle my bawbee – made me spend my halfpenny
9)loo’ ed – loved
10) a volte scritto come weel eneuch – well enough
11) drouth – thirst
12) laith – reluctant
13) shoon – shoes
14) toom’d our stoop – emptied our jug
15) neist chappin’ – next round of drinks
16) heeze up – raise up
17) cutty gun – short tobacco pipe
18) kebbuck – cheese
19) kimmer ken – neighbor know
20) gar – make
21 )scuds – ale
22) glibber doon – slide down
23) bicker – a wooden beaker or drinking bowl
24) mavis – lark
25) oxter – crook of his arm

FONTI http://www.electricscotland.com/history/other/057AndroAndHisCuttyGun.pdf http://www.online-literature.com/robert-burns/2463/ http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/andrewan.htm http://www.contemplator.com/scotland/andro.html http://www.horntip.com/mp3/1950s/1956–1962ca_bonnie_and_bawdy_scotch_drinking_songs__ewan_maccoll_(LP)/19_andro_and_his_cutty_gun.htm http://www.musicscotland.com/cd/alastair-mcdonald-tam-lin-other-celtic-legends.html

WILL YE GO TO THE INDIES, MY MARY

Parte Terza: HIGHLAND MARY

Robert_Burns_And_Highland_Mary_3La canzone fu scritta nel 1786 quando Robert Burns stava mediando di emigrare in Giamaica (allora Indie Occidentali). Il testo è in parte una reinterpretazione di una vecchia canzone scozzese ‘Will ye go to the Ewe Buchts, Marion’ dal quale è ripresa anche la melodia, ma sviluppato secondo la personale esperienza del poeta.

Il soggetto del testo è lo scambio delle promesse di fedeltà reciproca tra i due innamorati durante il loro matrimonio segreto, in cui al posto del prete viene chiamato a testimone il Cielo. Robert chiede a Mary di andare con lui nelle Indie, ma non conosciamo la risposta di Mary. La ragazza muore a 23 anni nel mese di ottobre (i maligni insinuano per il parto prematuro del frutto del loro amore).

Eppure così scrive Robert Burns nella lettere d'accompagnamento inviata a George Thomson per la pubblicazione della canzone(1792)
 'In my early years, when I was thinking of going to the West Indies, I took this farewell of a dear girl. It is quite trifling, & has nothing of the merit of “Ewebuchts”, but it will fill up this page. All my earlier love songs were the breathings of ardent passion; and though it might have been easy for me in aftertimes to have given them a polish, yet that polish to me, whose they were, and who alone cared for them, would have defaced the legend of my heart, which was so faithfully inscribed on them. Their uncouth simplicity was, as they say of wines, their race.'

ASCOLTA Alastair McDonald (il video è STUPENDO)


I
Will ye go to the Indies, my Mary,
And leave auld Scotia’s shore?
Will ye go to the Indies, my Mary,
Across th’ Atlantic roar?
II
O sweet grows the lime and the orange,
And the apple on the pine(1);
But a’ the charms o’ the Indies
Can never equal thine.
III
I hae sworn by the Heavens to my Mary,
I hae sworn by the Heavens to be true;
And sae may the Heavens forget me,
When I forget my vow!
IV
O plight me your faith, my Mary,
And plight me your lily-white hand;
O plight me your faith, my Mary,
Before I leave Scotia’s strand.
V
We hae plighted our troth(2), my Mary,
In mutual affection to join;
And curst be the cause that shall part us!
The hour and the moment o’ time!
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vuoi andare nelle Indie, mia Mary
e lasciare le sponde della vecchia Scozia?
Vuoi andare nelle Indie, mia Mary
e attraversare i marosi dell’Atlantico?
II
Dolci crescono il lime e l’arancia
e la mela e l’ananas(1);
ma tutto il fascino delle Indie
non può mai eguagliare il tuo.
III
Ho fatto voto in nome del cielo alla mia Mary
ho fatto giuramento al cielo di essere fedele;
e possa il cielo dimenticarmi
se io dimenticherò il mio voto!
IV
Promettimi la tua fedeltà, mia Mary
promettimi la tua mano bianco-giglio
promettimi la tua fedeltà mia Mary
prima che io lasci la spiaggia della Scozia.
V
Ci siamo scambiati le promesse nunziali, mia Mary per unirci in matrimonio;
e maledetta sia la causa che ci dovesse separare!
L’ora è giunta!

NOTE
1) l’ananas è decisamente un frutto esotico nella Scozia settecentesca
2) il matrimonio “segreto” è stato reso pubblico nella canzone Highland lassie O 

FONTI
http://www.electricscotland.com/culture/features/singasang/indies.htm
http://www.ballinagree.freeservers.com/jamaica.html
http://www.electricscotland.com/history/other/135TheEweBuchts.pdf

SUCH A PARCEL OF ROGUES IN A NATION

Robert Burns non ha mai rivendicato la paternità di questa canzone, troppo preoccupato a non esporsi pubblicamente nel suo ruolo di pubblico ufficiale (esattore delle tasse dal 1789). Tuttavia non poteva restare indifferente all’evento del secolo ossia al Trattato di Unione del 1707 che aboliva il parlamento di Scozia e Inghilterra per creare un unico Parlamento del Regno Unito. Unione osteggiata da una grande parte della popolazione scozzese che temeva di perdere la propria libertà.

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La bandiera nata dall’Unione:
la croce di Sant’Andrea e quella di San Giorgio

LA SCOZIA: UNA STORIA DI FEDE E LIBERTÀ di Paolo Gulisano
Nel 1707 la Scozia, attraverso l'Atto di Unione approvato dai Parlamenti inglese e scozzese, cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1° marzo di quell'anno, definito dai patrioti scozzesi annus orrobilis, l'intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra.
 Uno degli uomini che più strenuamente si era battuto contro l'Atto era Andrew Fletcher di Saltoun (1653-1716), avvocato dei diritti e delle libertà del suo popolo, parlamentare, esule.
 Nel momento più oscuro della storia della nazione, in cui essa stessa, per volontà della maggioranza dei propri rappresentanti politici e dell'aristocrazia, rinunciava alla propria libertà consegnandola agli inglesi in cambio di vantaggi economici - peraltro riservati ad una ristretta oligarchia - e della garanzia che sarebbero stati mantenuti gli assetti civili e religiosi determinati dalla Rivoluzione del diciassettesimo secolo e dalla Riforma Protestante, Fletcher lasciò una dichiarazione che all'epoca poteva sembrare un sentimentale attaccamento alla tradizione e ad un glorioso passato ormai tramontato, e che oggi, al termine del Novecento e alla luce degli avvenimenti che negli ultimi anni hanno visto il ritorno come protagoniste della storia le piccole patrie, tra le quali la stessa Scozia, assume invece una dimensione quasi profetica: "sono le ballate, e non le leggi, a costruire una nazione".
 Fletcher ebbe a scrivere ciò nel 1704, quando il destino della Scozia era ormai segnato, in un breve saggio dedicato al "corretto ordinamento dei Governi per il Bene dell'Umanita" (Account of a Conversation concerning a Right Regulation of Government for the Common Good of Man-kind).
 Le ballate: non già un'espressione intellettuale e romantica, ma la memoria tenace delle leggende, della storia mitica e di quella reale, che ha accompagnato i popoli europei nella loro storia millenaria, con particolare evidenza per quel che riguarda l'area celtica.
 A pochi anni dalla resa dell'Atto di Unione e dalla profezia di Fletcher, il grande poeta nazionale scozzese Robert Burns scriveva questi versi:
"At Wallace's name, what Scottish blood,
 But boils up in a spring-time flood!
 Oft have our fearless fathers strode
 By Wallace's side,
 Still pressing onward, red-wat-shod,
 Or glorious dy'd!"
 Da"To W.S***n, Ochiltree- 1785.
"Al nome di Wallace quale sangue scozzese non può ribollire con primaverile piena! Spesso i nostri padri intrepidi hanno marciato al fianco di Wallace, sempre avanzando, calzati di rosso sangue, o tinti di colore glorioso!".
 "La paura di restare indietro nella competizione globale è diventato il predominante della politica. Non solo le imprese, ma gli Stati si considerano intrappolati in una situazione di competizione continua, dove ogni partecipante dipende dalle decisioni degli altri giocatori. Ciò che si perde di vista in questa corsa ansiosa è la possibilità di autodeterminazione." (William Greider, "The Global Marketplace: a Closet Dictator" in The Case against Free Trade, San Francisco, 1993). Così, mentre da più parti già si proclamava la "fine della storia" e si profilano all'orizzonte gli inesorabili scenari della globalizzazione e del pensiero unico, riemergono con forza le esigenze e le ragioni delle differenze, delle specificità, delle identità.
In Scozia come altrove sembrano riecheggiare le vibranti parole di Gilbert Keith Chesterton: "We are a people, and we have not spoken yet!" 
 [trad it: "noi siamo un popolo, e non abbiamo ancora parlato!"]

Tratto da Paolo Gulisano IL CARDO E LA CROCE.

Solo nel 1997, sulla scia del processo di decentralizzazione avviato da Tony Blair, si gettano le basi per la riapertura del Parlamento Scozzese con un proprio statuto di autonomia legislativa nella sanità, educazione e alcune questioni sociali. (vedi)

VERSIONI STRUMENTALI
La melodia ha l’andamento di un inno, eppure è malinconica come un lamento

ASCOLTA Beltaine in Koncentrad (2007)

Il testo risale al 1791 o al 1752 ed è pubblicato nel 1792 nelloScots Musical Museum” di Johnson con la melodia “A Parcel of Rogues in a Nation” (vedi) senza segnalazione dell’autore, si ritrova inoltre in The Jacobite Relics of Scotland” (1819) di James Hogg. Alcuni critici ritengono che Burns abbia lavorato su del materiale originario, quello del lamento di un patriota scozzese del 1707 contrario all’Unione, ma non è ancora stata rintracciata la canzone antecedentemente alla pubblicazione di Burns, Hogs riporta solo che canzone e melodia erano molto popolari.

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA Steeleye Span in “Parcel of Rogues”, 1973
ASCOLTA Alastair McDonald

ASCOLTA Pat Kane & Brian Shiels una vera chicca (per i miei gusti). Peccato che l’audio non sia di buona qualità


I
Fareweel to a’ our Scottish fame,
Fareweel our ancient glory;
Fareweel ev’n to the Scottish name,(1)
Sae fam’d in martial story.
Now Sark rins over Solway sands,
An’ Tweed rins to the ocean(2),
To mark where England’s province stands-
Such a parcel of rogues(3) in a nation!
II
What force or guile could not subdue(4),
Thro’ many warlike ages,
Is wrought now by a coward few,
For hireling traitor’s wages(5).
The English stell we could disdain,
Secure in valour’s station;
But English gold has been our bane-
Such a parcel of rogues in a nation!
III
O would, or I had seen the day(6)
That Treason thus could sell us,
My auld grey head had lien in clay,
Wi’ Bruce and loyal Wallace!(7)
But pith and power, till my last hour,
I’ll mak this declaration;
We’re bought and sold for English gold-
Such a parcel of rogues in a nation!
tradotto da Cattia Salto
I
Addio a tutta la nostra fama scozzese
addio alla nostra antica gloria
Addio anche al nome scozzese
così famoso nei racconti marziali!
Ora lo Sark scorre fino al delta di Solway e il Tweed scorre verso l’oceano, per contrassegnare dove si trova la provincia dell’Inghilterra,
che branco di canaglie in una sola nazione!
II
Quel che forza o inganno non poterono sottomettere in molti secoli bellicosi,
è concesso ora da una manica di codardi per un salario da schiavi e traditori.
Avremmo potuto resistere all’acciaio inglese, forti del nostro antico valore,
ma l’oro inglese è stato la nostra rovina
che branco di canaglie in una sola nazione!
III
Piuttosto che vedere il giorno
di quel tradimento che ci venderà tutti,
vorrei che la mia vecchia testa grigia giacesse in terra
con Bruce e il leale Wallace!
Ma fiero e indomito, fino alla mia ultima ora
farò questa dichiarazione:
“Siamo stati comprati e venduti da e per l’oro inglese – che branco di  canaglie in una sola nazione! ”

NOTE
1) Gli scozzesi rinunciarono al proprio parlamento e alla propria bandiera, ma non furono disposti a rinunciare alla propria Chiesa di Scozia Presbiteriana e al Diritto Romano.
2) Sark e Tweed sono i fiumi che segnano i confini occidentali e orientali della Scozia con l’Inghilterra
3) parcel of rogues sono i politici scozzesi corrotti con terre e denaro. Il termine sta a indicare il casellario penale dei “brutti ceffi”, ovvero i criminali
4) la Scozia non fu mai conquistata militarmente dall’Inghilterra,  fu Giacomo VI re di Scozia a ereditare il trono d’Inghilterra alla morte della zietta (Elisabetta I)
5) il tema dei traditori pagati con l’oro inglese è un ritornello tipico delle canzoni filo-giacobite
6) Hogg scrive:”I would that ere I’d seen the day”
7) vano appare l’impegno indipendentista e il sacrificio di antichi guerrieri come Robert the Bruce e William Wallace.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-378,-page-391-such-a-parcel-of-rogues-in-a-nation.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=711
http://web.tiscalinet.it/identitaeuropea/iniziative/gulisano_cardo.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13443&lang=it
http://mysongbook.de/msb/songs/p/parcelor.html
http://www.iacopi.it/credits/art/Inghilterra%20Scozia,%20un%20matrimonio%20di%20convenienza.pdf
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555678.asp
http://chrsouchon.free.fr/rogues.htm

LA BATTAGLIA DI PRESTONPANS: Johnie Cope

Seconda puntata del post dedicato ai Giacobiti e a Bonnie Prince Charlie (vedi): Johnie Cope è un canto pro-giacobita riferito alla battaglia di Prestonpans (una località poco  lontano da Edimburgo – Scozia). Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir.

LA VITTORIA DI GLADSMUIR

Highland_soldier_1744Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope.
Cope schierò le proprie truppe a ridosso di un terreno paludoso che avrebbe dovuto rallentare e fiaccare l’impeto degli scozzesi ma nel corso della notte, e non senza veementi discussioni, Carlo Edoardo Stuart manovrò in modo da aggirare la linea inglese sulla propria destra. La manovra, in parte inaspettata, costrinse i difensori a modificare in tutta fretta il fronte che, all’alba del 21 settembre, era disposto in direzione nord sud, con la fanteria al centro protetta sulle ali da tre reggimenti di dragoni. La battaglia vera e propria durò una manciata di minuti. I clan scozzesi si lanciarono in massa contro la linea inglese usando la loro consueta, ed unica, tattica di battaglia. Gli artiglieri inglesi si diedero alla fuga senza nemmeno tirare un colpo, i dragoni li seguirono ben presto e la linea di fanteria ebbe il coraggio di resistere il tempo appena necessario per sparare una sola salva prima di fuggire precipitosamente in gran disordine, terrorizzati dalla massa urlante di guerrieri delle Highland. Senza più una parvenza di ordine le linee inglesi furono travolte lasciando sul campo 400 tra morti e feriti ed oltre mille prigionieri. ” (tratto da qui)

LA MOSSA VINCENTE

In attesa del sorgere del sole per iniziare il combattimento  gli highlanders vennero condotti, grazie  all’intuizione di Lord Murray, attraverso il tratto paludoso per un passaggio  noto a uno di loro, aggirando così lo schieramento inglese.

FIG 1
FIG 1: Schieramento eserciti nella battaglia di Prestonpans

Nello schema dello schieramento (FIG 1) la lunga linea tratteggiata con la freccia è il percorso compiuto dagli Highlanders:  durante la notte dalla strada da Tranent, scesero  senza fare rumore verso la pianura, attraversarono le paludi per schierarsi proprio a pochi passi dall’accampamento inglese in attesa dell’alba.
Gli inglesi al risveglio hanno visto arrivare tra le brume della nebbia che man mano si dissolveva l’orda urlante degli Highlanders .. e  nonostante potessero contare su artiglieria e dragoni a cavallo si sono dati alla fuga! Correva voce che Cope fosse  stato il primo a darsela a gambe.

Adam Skirving (circa 1745-46) un fittavolo del posto, scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans; la prima con una venatura comica è la più famosa Johnnie Cope, la seconda invece dal titolo Tranent Muir è quasi un reportage di guerra.

JOHNNY COPE

charlie-letterLe versioni testuali sono molteplici, anche se quasi tutte iniziano con  la descrizione di un  carteggio tra John Cope e Charlie Stuart (il  Giovane Pretendente), ovviamente inventato, così creando un gustoso siparietto  tra i due protagonisti e si concludono con Cope terrorizzato dalla vista degli Highlander!
Il ritornello schernisce Cope dandogli del  bell’addormentatoEhi Johnny stai  ancora dormendo?”  I versi sarcastici e la melodia allegra hanno fatto  arrivare fino ai nostri giorni questo brano, ancora interpretato da molti  solisti e gruppi musicali.

LE MELODIE

Del brano ci sono almeno tre melodie distinte come pure  molte versioni testuali, anche Robert Burns riportò una versione nella raccolta dello “Scots Musical Museum”  – 1790. (continua)
in “Companion” di Oswald, 1759, ix. 11
in “Scots Tunes” di McLean, c. 1772, 23;
in “Airs” di Aird, 1783, ii. No. J2;
in “SMM” di  Johnson;
La melodia è diventa la sveglia tradizionale delle Scots Guards Regiment suonata ovviamente con la cornamusa

PRIMA VERSIONE

Una gagliarda interpretazione di un Andy Stewart giovanissimo

VERSIONE Joseph Ritson, 1794
1. Cope sent a challenge frae Dunbar
Sayin “Charlie meet me an’ ye daur
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
Hey! Johnnie Cope are ye wakin’ yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were wakin’ I wad wait
Tae gang tae the coals in the morning.

2. When Charlie looked the letter upon
He drew his sword, his scabbard from
Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.
4. When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be amiss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
5. Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning.
6. When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
1. Cope ha mandato una sfida da Dunbar (3) dicendo “Charlie (4) vediamoci per un duello e io vi insegnerò l’arte della guerra
se mi incontrerete all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio (1)?
e  i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio vorrei aspettare prima
di andare nella miniera di carbone (2) stamattina
2.Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite e seguitemi, miei bravi
e noi affronteremo Johnny Cope
al mattino”
4.
Quando Johnny Cope lo sentì
ha pensato che non sarebbe stato sbagliato avere un cavallo pronto
per fuggire via al mattino
5. Bene, allora Johnny alzati e corri
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato (7) al mattino
6. Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò, gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”

SECONDA VERSIONE

Un’altra versione testuale sempre riportata da Joseph Ritson, nella spumeggiante  interpretazione dello scozzese Alaistair McDonald, con uno  strepitoso arrangiamento con il banjo.

VERSIONE Joseph Ritson, 1794
I
Cope sent a challenge frae Dunbar(3)
Sayin “Charlie(4) meet me an’ ye daur(5)
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
O Hey! Johnnie Cope are ye waukin'(1) yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were waukin’ I wad wait
Tae gang tae the coals (2) in the morning.
II
When Charlie looked the letter upon
He drew his sword and scabbard(6) from
“Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.”
III
“Now Johnnie, be as good as your word
Come, let us try baith fire and sword
And dinna flee like a frichted bird
That’s chased frae its nest i’ the morning.”
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be amiss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
V
Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning(7).
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired (8) at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
VII
Now Johnnie, troth ye werena blate (9)
Tae come wi’ news o’ your ain defeat
And leave your men in sic (10) a strait
Sae early in the morning.
VIII
In faith, quo Johnnie, I got sic flegs (11)
Wi’ their claymores an’ philabegs (12)
Gin(13) I face them again, de’il brak my legs
So I wish you a’ good morning.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Cope ha mandato una sfida da Dunbar (3)
dicendo “Charlie (4) incontratemi per una sfida (5)
e io vi insegnerò l’arte della guerra
se vi batterete con me all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio (1)?
e  i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio vorrei aspettare prima
di andare nella miniera di carbone (2)stamattina
II
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite e seguitemi, miei bravi
e noi affronteremo Johnny Cope
al mattino”
III
“Ora Johnny devi essere di parola
vieni, sfidiamoci con il fucile e la spada
e tu fuggirai come un uccellino timoroso
inseguito fino al suo nido
al mattino”
IV
Quando Johnny Cope lo sentì
ha pensato che non sarebbe stato sbagliato
avere un cavallo pronto
per fuggire via al mattino
V
Bene, allora Johnny alzati e corri
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato (7) al mattino
VI
Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò,
gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”
VII
Non ti vergogni Johnny
di dover annunciare la tua sconfitta
e di aver lasciato i tuoi uomini nei guai
così di mattina presto?
VIII
“In fede” disse Johnny “mi è venuto un tale spavento (11) per i loro spadoni e gonnellini,(12)
e se li incontrassi di nuovo, che il diavolo mi prenda, così ti auguro il buon giorno”

La traduzione in francese qui
NOTE
1) wauking=waking sveglio
2) la zona era ricca di miniere di carbone. John Stuart Blackie in his “Scottish Song”, published in Edinburgh and London in 1889, writes : “The allusion in the refrain is to the coal mines at Tranent [near Prestonpans]…Adam Skirving, a farmer in the district, humorously supposes one of the miners of the neighbourhood being in a greater hurry to go to his daily underground task, than the king’s general was to leave his bed and do his military duty”. Tranent is usually regarded as the oldest mining community in Scotland. The last pit closed in 1963. (tratto da qui)
 Il testimone della battaglia diventa un minatore delle vicine miniere di carbone che si è fermato qualche minuto  per assistere alla fuga degli inglesi!
3) Dunbar  è la cittadina della costa sud-est della Scozia a una quarantina di km da  Edimburgo, dove sbarcarono le truppe di Sir John Cope  mentre le truppe ribelli entravano in Edimburgo
4) Charles Stuart
5) daur parola scozzese per dare= sfidare
6) E’ passato come aneddoto la frase pronunciata dal Bonnie Prince davanti ai suoi uomini il giorno prima della battaglia  “My friends I have flung away the scabbard!”
7) bluidie morning= bloody morning letteralmente  “che (svegliarsi) in una mattina sanguinosa ”
8) speired=asked. Le perdite subite dagli inglesi furono pesanti a fronte di solo trenta mori nello schieramento scozzese.
9) blate=shy, timido
10) sic=such
11) flegs=frights, paure
12) philabegs=kilts. La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone, liberandosi del plaid, per correre a grandi balzi con i lembi della camicia che svolazzano sul culo nudo, urlando come ossessi. Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi
13) gin= if

ASCOLTA  Tannahill   Weavers, i mitici “tessitori di Tannahill” (in Tannahill Weavers IV – 1981) che hanno accoppiato la melodia a quella  altrettanto famosa dal nome “The Atholl Highlanders”  (qui in versione giga). Il testo ha delle piccole variazioni nella scelta  delle parole


TESTO  CONTENUTO NEL CD
I
Jock sent a letter tae Dunbar
Sayin’ Cherlie meet me gin ye daur
It’s I’ll learn ye the erts o’ war
If ye meet me here in the morning
II
Cherlie read the letter upon
He drew his sword its scabbard from
Sayin’ follow me my merry men
And we’ll meet Johnny Cope in the morning
Chorus:
Hey Johnnie Cope are ye walking yet?
And are your drums a-beating yet?
If you were walking I would wait
Tae gang tae the coals in the morning
III
Come noo Johnnie be as good as your word
And let us try baith fire and sword
Dinnae flee like a frightened bird
Thats gone frae its nest in the morning
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He said tae himself it widnae be amiss
Gin I saddle my horse in readiness
Tae gang a flee in the morning
V
Bye noo Johnnie get up and rin
The heiland bagpipes mak a din
Its better tae sleep wi’ a hale skin
It’ll be a bloody morning
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar came
They speired at him, “where’s a’ your men?”
The deil confound me I dinnae ken
I left them a’ in the morning
VII
Come noo Johnnie ye werenae plait
Tae come wi’ the news o’ your ane defeat
And leave your men in sic a state
Sae early in the morning
VIII
Wait quo’ Johnnie I got sic’ flegs
Wi’ their claymores and philabegs
Gin I meet them again Deil brak’ my legs
I bid you all good morning

ATHOLL HIGHLANDERS

La melodia è stra-conosciuta, suonata come marcia o come jig. Atholl si trova nel cuore delle Highlands scozzesi e deriva il nome dal gaelico “ath Fodla” ovvero Nuova Irlanda conseguente alle invasioni nell’isola delle tribù irlandesi nel VII sec. Gli Atholl Highlanders sono un reggimento di fanteria scozzese alle dipendenze private del Duca di Atholl (tutt’ora effettivo a livello cerimoniale)

da The Fiddler’s  Companion
The name Athole (or Atholl) derives from  the Gaelic ath Fodla,  generally translated as New Ireland, and stems from the first invasion of the  northern land by the Irish tribe the Scots in the 7th century (Matthews,  1972). The tune, described sometimes as a Scottish warpipes  melody, is dedicated to the private army of the Duke of Atholl,  the last private army still legally existing (albeit on a token level) in the  British Isles (Boys of the Lough). The original Athole Highlanders (and the ones associated with the  tune) were the old 77th Highland Regiment, raised in 1778 and commanded by  Colonel James Murray. Musically, the tune contains a characteristic melodic  cliché in Scottish music in which a figure is followed by the same or a  related figure on the triad one tone below or above (Emmerson,  1971).

Il generale George Murray (1694-1760) che seguì la rivolta  giacobita del 1745 era il sesto figlio di John Murray duca di Atholl.

E per chiudere in bellezza le due melodie in versione  marcia militare
ASCOLTA The Argyll & Sutherland Highlanders

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Una versione rimasta più sulla carta che non nei cuori degli scozzesi e di cui non ho trovato registrazioni. Intitolata “Sir John Cope Trode The North Right Far” è riportata nello Scots Musical Museum.

Scots Musical Museum, 1790
1. Sir John Cope trode the north right far, Yet ne’er a rebel he cam naur,
Until he landed at Dunbar
Right early in a morning.
Chorus
Hey Johnie Cope are ye wauking yet,
Or are ye sleeping I would wit:
O haste ye get up for the drums do beat,
Of fye Cope rise in the morning.

2. He wrote a challenge for Dunbar,
Come fight me Charlie an ye daur;
If it be not by the chance of war
I’ll give you a merry morning.
3. When Charlie look’d the letter upon
He drew his sword and scabbard from-
“So Heaven restore to me my own,
I’ll meet you, Cope, in the morning.”
4. Cope swore with many a bloody word That he would fight them gun and sword, But he fled frae his nest like an ill scar’d bird, And Johnie he took wing in the morning.
5. It was upon an afternoon,
Sir Johnie march’d to Preston town;
He says, “My lads come lean you down, And we’ll fight the boys in the morning.”
6. But when he saw the Highland lads
Wi’tartan trews(14) and white cokauds,
Wi’ swords and guns and rungs and gauds,
O Johnie he took wing in the morning.
7. On the morrow when he did rise,
He look’d between him and the skies;
He saw them wi’ their naked thighs,
Which fear’d him in the morning.
8. O then he flew into Dunbar,
Crying for a man of war;
He thought to have pass’d for a rustic tar,
And gotten awa in the morning.
9. Sir Johnie into Berwick rade,
Just as the devil had been his guide;
Gien him the warld he would na stay’d
To foughten the boys in the morning.
10. Says the Berwickers unto Sir John,
O what’s become of all your men,
In faith, says he, I dinna ken,
I left them a’ this morning.
11. Says Lord Mark Kerr, ye are na blate,
To bring us the news o’ your ain defeat;
I think you deserve the back o’ the gate (15),
Get out o’ my sight this morning.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
1. Sir John Cope prese la rotta per il Nord, tuttavia nessun ribelle gli si avvicinò finchè sbarcò a Dunbar
giusto per vedere l’alba
Ritornello
Ehi Johnny Cope vorrei sapere se sei già sveglio o se stai dormendoaffrettati ad alzarti che i tamburi rimbombano, vergogna, Cope, alzati è mattino
2. Egli mandò una sfida da Dunbar (3) “Vieni a combattere Charlie (4) se hai coraggio e se non fosse per la possibilità di una guerra
ti darò una mattinata allegra”
3. Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Così il Cielo restituirà i miei diritti,
ti affronterò, Cope al mattino”
4. Cope giurò con parole di sangue, che si sarebbero sfidati con il fucile e la spada, ma fuggì dal suo nido come un uccellino timoroso
e Johnny prese il volo al mattino
5. Era nel pomeriggio
che Sir John marciò a Preston
dicendo “Riposatevi miei compagni
e combatteremo i ribelli al mattino”
6. Ma quando vide gli Highlander
con i tartan e le bianche coccarde,
con spade e fucili e bastoni e pugnali
O Johnny prese il volo al mattino.
7. Il giorno seguente quando si alzò
guardò tra lui e il cielo;
e li vide con le cosce nude
e gli misero paura all’alba.
8. Oh allora si precipitò a Dunbar
gridando per i rinforzi
credeva di passare per uno zoticone
ad andarsene di mattino
9. Sir John corse a Berwick
come se avesse il diavolo alle calcagna; non sarebbe rimasto per niente al mondo a combattere i ribelli al mattino
10. Dicono quelli di Berwick a Sir John “”Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”
11. Dice Lord Mark Kerr ” Voi non vi vergognate
di portarci la notizia della propria sconfitta?
Credo vi meritiate un punizione, fuori dalla mia vista questa mattina”

Traduzione inglese qui
NOTE
14) tartan trousers
15) letteralmente “meritarsi il retro della porta”

continua

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/johnnie.htm
http://www.scottish-places.info/parishes/parhistory745.html
http://www.clan-cameron.org/battles/1745.html
http://www.electricscotland.com/webclans/geog/part2-chap5.htm
http://www.coast-alive.eu/content/battle-prestonpans

http://singout.org/2013/01/29/robert-burns-and-the-art-of-rebellion-part-one-hey-johnie/
https://thesession.org/tunes/107