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IL CAVALLANTE MESTIERE PERDUTO

Plooman laddies o  ploughboy lads erano i cavallanti agricoli, dei tempi in cui l’aratro era trainato dalla forza animale (e si dicevano bifolchi se a tirare l’aratro erano i buoi), il soggetto preferito delle bothy ballad le canzoni dei braccianti stagionali e salariati agricoli nelle grandi fattorie nel Nord Est della Scozia (in particolare l’Aberdeenshire).
Si occupavano dell’aratura, erpicatura e dissodamento dei campi e della cura degli animali da lavoro a loro affidati.

ploughman-evenPremetto che con lo stesso generico titolo si indicano diverse canzoni tra cui anche quella intitolata The Ploughboy Lads di Robert Burns questa invece inizia con “Doon yonder den there’s a plooman lad” ed è la versione collezionata da Lucy Stewart (1901- 1982)

Hamish Henderson commenta nelle note della versione di Isla St. Clair “Now one of the most popular songs in the Scots folk revival, The Plooman Laddies was put into circulation comparatively recently—in 1959, when it was recorded (on the family’s tape-recorder) by Lucy Stewart of Fetterangus. It descents from a much longer ploughman song, sung to the tune of The Rigs o’ Rye, but Lucy’s version has distilled from the earlier words and tune an intense lyric love-song unsurpassed in North-east erotic tradition.” (da qui)

Eseguita sia da Dougie McLean che dai Tannahill Weavers, se volete farvi due risate ecco le loro note di commento
A friend of ours once had a similar, emotionally taxing decision to make.  Should he marry the young, poor girl that he loved or the old, extremely rich woman who offered him warmth and security?  On asking the advice of his father, a wise but lonely widower of some 50 summers, he was told “Always marry for love, son, always marry for love.”
“Great, Dad.  Thanks!  I’m off to ask young Catriona right away.”
“Afore ye go, son,” says the old fellow cautiously, “what did ye say the old lady’s phone number was?”
(tratto da qui)

ASCOLTA Lucy Stewart  su Tobar an Dualchais
ASCOLTA  Isla St. Clair in Isla St Clair Sings Traditional Scottish Songs. 1971 che mantiene tutta l’immediatezza della versione di Lucy Stewart.

ASCOLTA Mary Story

ASCOLTA Alasdair Roberts in The Crook of My Arm.2001 con il titolo di Ploughboy Lads

ASCOLTA Tannahill Weavers live con il titolo di Ploo’boy Laddies


Doon yonder den(1)
there’s a plooman lad
Some simmer’s day
he’ll be aa my ain
And sing laddie aye,
and sing laddie o
The plooman laddies are aa the go(2)
In yonder toon ah
could hae gotten a merchant
But aa his gear
wisna worth a groat(3)
Doon yonder den ah
could hae gotten a miller
But aa his dust
wad hae deen me ill(4)
I see him comin frae the toon
Wi aa his ribbons (5) hingin
roon and roon
I love his teeth (hair),
an I love his skin
I love the verra(6) cairt he hurls(7) in
It’s ilka(8) time
I gyang(9) tae the stack(10)
I hear his wheep
gie the ither crack(11)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
In fondo alla valle
c’è un giovane cavallante
in un giorno d’estate
sarà tutto mio
e canta ragazzo
canta ragazzo
i cavallanti si vestono bene
Nella città laggiù
avrei potuto avere un mercante
ma tutta la sua mercanzia
valeva poco,
in quella valle lontana
avrei potuto avere un mugnaio
ma tutta quella farina
mi avrebbe fatto ammalare.
Lo vedo arrivare dalla città
tutto infiocchettato
in lungo e in largo
Amo i suoi denti (capelli)
e il suo incarnato
amo il carretto che conduce
è quasi ora
di andare al covone
sento le sue grida
dare un altro comando

NOTE
1) Den: narrow wooded valley
2) Aa the go: in fashion, all the rage. Gli aratori erano un gradino sopra agli altri lavoratori agricoli.
3) Groat: archaic Scottish coin of low value
4) Deen me ill: made me sick
5) probabilmente si riferisce alla pariglia di cavalli infiocchettati e tirati a lucido
6) Verra: very
7) Hurls: rides (in a wheeled vehicle) cairt potrebbe essere anche l’erpice
8) Ilka: every
9) Gyang: go
10) Stack: peat stack
11) riferito agli ordini impartiti ai cavalli,forse si tratta di una gara tra aratori

FONTI
http://www.folkways.si.edu/lucy-stewart-scottish-ballad-singer/childrens-world/music/article/smithsonian
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/59336/1
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146lyr3.htm
https://projects.handsupfortrad.scot/scotlandsings/scots-songs/#plooman
http://sangstories.webs.com/ploomanladdies.htm
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/ploughmanlads.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2588
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54646

POLLY ON THE SHORE

La ballata “Polly on the Shore”, anche conosciuta con il titolo di “The Valiant Sailor”,  è una popolare sea song al tempo di Orazio Nelson; la sua prima comparsa su una raccolta risale al 1744 (in “The Irish Boy’s Garland”) 16_ Morland, George - The Sailor's Farewell, c_1790: è il lamento (ovvero l’addio) di un giovane marinaio arruolato a forza sulla British Royal Navy che finisce ferito a morte; il suo pensiero tra il boato delle cannonate, il lamento dei feriti e l’odore del sangue misto alla polvere da sparo e al puzzo della morte, si perde nell’immagine di Polly dagli occhi scuri, la sua Polly alta e snella sulla spiaggia della loro terra.

L’ARRUOLAMENTO NELLA BRITISH NAVY

Ai tempi di Orazio Nelson si faceva ricorso a metodi brutali per l’arruolamento nelle Forze Navali Britanniche con il sistema detto “impressment” ossia l’arruolamento forzato ad opera di una “press-gang” nel corso di retate di massa o con il pretesto dell’arresto per reati minori in cui il malcapitato anche solo perchè vagabondo e ubriaco finiva legato come un salame e imbarcato (spesso privo di sensi). L’arruolamento poteva avvenire anche in mare e “per causa di forza maggiore” dopo aver abbordato una nave mercantile!

Nella versione di Trevor Lucas (nell’album Nine dei Fairport convention) il capitano di mare responsabile dell’impressment è nientemeno che un corsaro


When I, as pressed by a sea captain,
a privateer to trade
To the East Indies we were bound
to plunder the raging main
And it’s many the brave and a gallant ship
we sent to a watery grave
Ah, for Freeport we did steer,
our provisions to renew
When we did spy a bold man-of-war
sailing three feet to our two
TRADUZIONE ITALIANO
Appena arruolato da un capitano, un corsaro dei commerci,
eravamo diretti per le Indie Orientali come predoni del vasto oceano
e più di una nave di prodi e coraggiosi
abbiamo seppellito sott’acqua:
a Freeport ci dirigemmo
per rinnovare le provviste
quando spiammo una nave da guerra
che salpava, tre piedi contro i nostri due. 

L’avvertimento espresso nella ballata è quello di stare alla larga dalla guerra e negli anni del folk revival e dell’intervento americano nella guerra del Vietnam questo divenne ovviamente un gettonato brano anti-militarista.

ASCOLTA John Jones in Risin Road (il primo singolo della voce degli Oysterband) 2009

ASCOLTA Trembling Bells & Alasdair Roberts 2010

ASCOLTA The Trees 1970

Le versioni si rifanno al testo registrato da Shirley Collins nel 1970, (ASCOLTA) nelle note di copertina dell’album Love, Death & the Lady Shirley dice di averla ripresa dall’ottantenne George Maynard Copthorne, Sussex.


I
Come all you wild young men
And a warning take by me,
Never to lead your single life astray
And into no bad company.
As I myself have done,
It being in the merry month of May,
When I was pressed by a sea-captain
And on board a man-o-war I was sent.
We sailed on the ocean so wide
And our bonny bonny flag we let fly.
Let every man stand true to his gun
For the Lord knows who must die.

II
Oh our captain was wounded full sore
likewise were the rest of his crew
Our main mast rigging(1)
it was scattered on the deck
So that we were obliged to give in.
Our decks they were all spattered with blood
And so loudly the cannons did roar
And thousands of times(2) I wished meself alone,and all alone with me Polly on the shore
She’s a tall and a slender girl
She has a dark and a-roving eye
And here am I lie a-bleeding on the deck
And for her sweet sake(3) I will die
III
Farewell, to my parents and my friends,
and farewell to my dear Polly too
I’d never would crossed the salt sea so wide
If I’d have been ruled by you
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Venite tutti, voi ragazzacci
e date retta al mio avvertimento
non perdete mai la retta via per le cattive compagnie come io stesso ho fatto!
Era il mese del bel maggio, quando fui “arruolato” da un capitano di marina e a bordo di una nave da guerra fui mandato.
Navigammo sul vasto oceano
e la nostra bella bandiera sventolava
e ogni uomo si aggrappava al suo fucile, che solo Dio sa chi morirà.
II
Il nostro capitano fu ferito in pieno
come pure accadde al resto della ciurma, il sartiame(1) del nostro albero maestro era sparpagliato sul ponte, così fummo costretti ad arrenderci.
Tutto il ponte era cosparso di sangue
e così forte i cannoni ruggivano
e mille volte avrei voluto essere solo,
tutto solo con la mia Polly sulla spiaggia
lei è una ragazza alta e snella
e ha occhi scuri e vivaci
e qui giaccio esangue sul ponte
e per il suo dolce amore io morirò
III
Addio ai genitori e agli amici
e addio anche alla mia cara Polly
non avrei mai voluto attraversare il vasto mare salato
se fossi stato sotto il tuo comando

NOTE
1) tra le tecniche di guerra navale del Settecento c’era quella preferita da Spagnoli e Francesi di fare fuoco con i cannoni nel sartiame per abbattere gli alberi delle navi nemiche. Impossibilitate a fare manovre queste potevano essere abbordate e conquistate in un combattimento corpo a corpo. Nella tattica inglese invece si sparava con i cannoni direttamente allo scafo.
2) oppure “many’s the time have I”
3) sake vuol dire anche a causa di , ma in questo contesto è per amore di, nel senso che la ragazza non è responsabile del suo arruolamento in marina.

FONTI
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/pollyontheshore.html
https://antiwarsongs.org/canzone.php?id=45254&lang=it
https://afolksongaweek.wordpress.com/2015/05/24/week-196-polly-on-the-shore/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9854
http://ontanomagico.altervista.org/arthur-mcbride.htm

THE LOVER’S GHOST

sleeperNella tradizione popolare sono molto numerose le ballate dette “night-visiting” in cui l’amante bussa alla finestra della fidanzata e viene fatto entrare nella camera da letto nottetempo. Alcune di esse aggiungono un tocco “macabro” trattandosi della visita di un revenant ossia di un fantasma fin troppo in carne!!

Come ad esempio in “Fair Margaret and Sweet William” è la bella Margaret che appare a William (presumibilmente in sogno) e lo “tormenta” (vedi). Nella ballata dal titolo “Sweet William’s Ghost” è invece William il fantasma, che legato a Margaret da una promessa matrimoniale e sebbene morto, non può riposare in pace fino a quando lei non lo scioglierà dal vincolo. (vedi)

Un’ulteriore ballata in tema è riportata dal professor Child come #248 in una sola versione settecentesca (Ancient and Modern Scots Songs, Herd, 1769), ma nella tradizione popolare sia in Inghilterra che in America si ritrovano quasi un centinaio di testi.

THE GREY COCK

La prima registrazione di “The Grey Cock” è quella del 1951 dalla voce di Cecilia Costello (nata Kelly, 1884–1976), di famiglia irlandese emigrata in Inghilterra per sfuggire alla Grande Carestia, così Roy Palmer commenta: “This ballad (Child 248) is variously called The Lover’s Ghost, Willie’s Ghost and The Grey Cock. Mrs. Costello seems to prefer the last, which she sometimes abbreviates to The Cock. The ballad was circulating in England as early as the seventeenth century, but no version as fine as Mrs. Costello’s has been collected. She believes that the ghostly lover was a soldier, and that the visit to his lady took place while his corporeal body lay mortally wounded on the battlefield. The cock’s summon to the ghost to return indicated that the death of the soldier was to take place.”

DAWN SONG OR REVENANT BALLAD?

Apro una parentesi che in altri contesti è argomento di accesa discussione: la ballata è una Dawn Song oppure una Revenant Ballad? Alcuni studiosi vedono nella versione di Cecilia Costello la testimonianza di uno stadio più antico della storia, ossia una storia di fantasmi che nel settecento ha perso il suo carattere soprannaturale per diventare una “dawn song” ossia una “night-visiting” song. Altri invece argomentano che la ballata è sempre stata una “dawn song”, e che piuttosto sia stato il gusto ottocentesco per il macabro, ad aver aggiunto il particolare più morboso dell’appuntamento con il “fantasma” (finito poi nella tradizione orale).
Hugh Shields nel suo saggio “The Grey Cock: Dawn Song or Revenant Ballad?” conclude che la forma più antica della ballata è quella che si rifà al genere della poesia cortese medievale ovvero alla lirica trobadorica e troviera nella particolare forma dell’aubade (Il canto dell’alba) e che solo in tempi più recenti si sia contaminata con una ghost story e in particolare con la “Sweet William’s Ghost”.

LA VERSIONE INGLESE

La versione della signora Costello è riportata in “The Peguin Book of English Folk Songs” di Ralph Vaughan Williams & A. L. Lloyd.


I
“I must be going, no longer staying,
the burning Thames(1) I have to cross.
I must be guided without a stumble(2)
into the arms of my dear lass.”
II
When he came to his true love’s window,
he knelt down gently on a stone,
and it’s through a pane he whispered slowly,
“my dear girl, do you alone?”
III
She’s rose her head from her down-soft pillow,
and snowy were her milk-white breasts,
saying:”who’s there, who’s there at my bedroom window,
disturbing me from my long night’s rest?(3)”
IV
“oh, I’m your love and don’t discover,
I pray you rise love and let me in,
for I am fatigued from my long night’s journey,
besides, I am wet into the skin(4).”
V
Now this young girl rose and put on her clothing,
so quickly let her true love in.
oh, they kissed, shook hands, and embraced each other
till that long night was near an end.
VI
“willy dear, oh dearest willy,
where is that colour you’d some time ago?”
“o mary dear, the clay has changed me
and I’m but the ghost of your willy, oh.”
VII
“Then oh cock, oh cock, oh handsome cockerel,
I pray you not crow until it is day(5),
for your wings I’ll make of the very first beaten gold,
and your comb I’ll make of the silver grey.”
VIII
But the cock it crew, and it crew so fully,
it crew three hours before it was day,
and before it was day, my love had to leave me,
not by light of the moon or light of the sun(6).
IX
then it’s “willy dear, oh dearest willy,
when ever shall I see you again?”
“when the fishes fly, love, and the sea runs dry, love,
and the rocks they melt in the heat of the sun”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Devo andare, che non resterò a lungo,
il Tamigi in fiamme (1) devo
attraversare.
Sarò guidato senza passi falsi (2)
tra le braccia della mia amata ragazza”
II
Quando venne alla finestra del suo vero amore,
si inginocchiò piano sulla pietra
e attraverso il vetro sussurrò
piano
“Mia cara ragazza, sei sola?”
III
Lei alzò la testa dal soffice
cuscino
e nivei e bianco-latte erano i suoi
seni
dicendo ” Chi c’è, chi c’è alla finestra della mia stanza
che  disturba il mio riposo in questa lunga notte (3)?”
IV
“Oh sono il tuo innamorato, non mi smascherare, ti prego amore alzati e fammi entrare, perchè sono stanco del mio viaggio in questa lunga notte,
inoltre sono bagnato fino al midollo(4)”. V
Allora la giovane ragazza si alzò e si vestì
e lestamente fece entrare il suo amore. Oh si baciarono, si strinsero le mani e si abbracciarono finchè quella lunga notte stava per finire.
VI
“Caro Willy, oh amato Willy,
dov’è il colorito che avevi fino a poco tempo fa?”
“Oh cara Mary la terra mi ha
cambiato
e oh non sono che il fantasma del tuo Willy!”
VII
“Allora gallo o gallo
o bel galletto
ti prego di non cantare(5) fino a che è giorno
perchè le tue ali ricoprirò di oro zecchino e la tua cresta
d’argento”
VIII
Ma il gallo cantò e
cantò forte,
tre ore prima del giorno,
e prima che fosse giorno il mio amore mi dovette lasciare
né sotto la luce della luna, né sotto la luce del sole(6).
IX
“Willy caro Willy, quando ti rivedrò ancora?”
“Quando i pesci voleranno, amore e il mare si prosciugherà, amore
e le rocce si fonderanno al calore del sole!” (7)

NOTE
1) credo si riferisca all’accendersi del tramonto nelle acque del fiume che prendono il colore rossastro del cielo
2) “Senza posare piede” sono espressioni che stanno a indicare una vecchia credenza popolare: coloro che vengono in visita dall’Altro Mondo Celtico (dove hanno vissuto secondo lo scorrere del tempo fatato – un giorno presso Fairy corrisponde ad un anno terrestre) non devono posare i piedi sul suolo perchè altrimenti vengono raggiunti dall’età terrestre
3) la lunga notte è molto probabilmente quella del Solstizio d’Inverno
4) ho tradotto l’espressione secondo l’equivalente frase idiomatica in italiano: William è bagnato perchè presumibilmente è morto annegato
gallo-nosferatu5) la fanciulla per niente impressionata dalla notizia che il suo fidanzato è un revenant, prega il gallo di non cantare troppo presto e gli porge delle offerte in oro e argento. Così alcuni voglio vendere in questo gallo un mitico uccello guardiano delle porte dell’Altromondo (qui), ma francamente a me sembra una forzatura:il gallo è già di per sé un animale fortemente simbolico, e la frase si spiega senza dover ricorrere a un mitico quanto imprecisato uccello guardiano del mondo dei morti. Il gallo canta preannunciando il sorgere del sole, la cui luce dissolve il terrore delle tenebre: perciò per la proprietà transitiva il canto del gallo assume il potere di far svanire le creature della notte, gli incubi e i fantasmi. Tutta la strofa è conservata nella nursery rhyme Cock-a-doodle-doo (in italiano Chicchirichì) Oh, my pretty cock, oh, my handsome cock, I pray you, do not crow before day, And your comb shall be made of the very beaten gold, And your wings of the silver so gray. (The Annotated Mother Goose, William Stuart e Lucile Baring-Gould 1958)
6) l’alba è quel momento indefinito in cui non è più notte ma non è nemmeno giorno; il punto di congiunzione dei due mondi è un punto indeterminato così è una soglia che permette di passare da un mondo all’altro
7) situazioni paradossali che fanno parte di una lunga tradizione sulle imprese impossibili

LA VERSIONE IRLANDESE: LOVER’S GHOST

ligeiaLa versione proviene da Patrick W. Joyce che la imparò da ragazzo nel 1830 circa nella sua nativa Glenosheen, Contea di Limerick e che pubblicò nel suo “Old Irish Folk Music and Songs” (1909).

Qui il revenant è la donna
ASCOLTA Barbara Dickson 1968


I
“You’re welcome home again,” said the young man to his love,
“I’ve been waiting for you many a night and day.
You’re tired and you’re pale,” said the young man to his dear,
“You shall never again go away.”
II
“I must go away,” she said, “when the little cock do crow
For here they will not let me stay.
Oh but if I had my wish, oh my dearest dear,” she said,
“This night should be never, never day.”
III
“Oh pretty little cock, oh you handsome little cock,
I pray you do not crow before day(5)
And your wings shall be made of the very beaten gold
And your beak of the silver so grey.“
IV
But oh this little cock, this handsome little cock,
It crew out a full hour too soon.
“It’s time I should depart, oh my dearest dear,“ she said,
“For it’s now the going down of the moon(6).“
V
“And where is your bed, my dearest love,“ he said,
“And where are your white Holland sheets?
And where are the maids, oh my darling dear,” he said,
“That wait upon you whilst you are asleep?”
VI
“The clay it is my bed, my dearest dear,” she said,
“The shroud is my white Holland sheet.
And the worms and creeping things(7) are my servants, dear,” she said,
“That wait upon me whilst I am asleep.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Benvenuta nuovamente a casa”- disse il giovane al suo amore
“ti ho aspettato
notte e giorno,
sei stanca e pallida”
disse il giovane alla sua cara
“non dovrai mai più andare via”
II
“Devo andare –
disse lei– quando il galletto canta
perchè qui non mi lasceranno restare.
Se fosse per me o mio
amore caro –
disse lei
questa notte non avrebbe mai
un giorno”
III
“Oh galletto, oh tu
bel galletto
ti prego di non cantare(5) fino a che è giorno e le tue ali
ricoprirò di oro zecchino
e la tua cresta d’argento”
IV
Ma quel galletto, quel
bel galletto
cantò prima di un’intera ora.
“E’ l’ora della partenza
mio caro amore –
disse lei
perchè ora tramonta
la luna(6). ”
V (8)
“E dov’è il tuo letto, mio caro amore –
disse lui
dove sono le tue bianche lenzuola di fiandra?
E dove sono le ancelle oh mio
caro amore –
disse lui
che vegliano sul tuo sonno mentre dormi?”
VI
“La terra è il mio letto, mio caro
amore –
disse lei
il sudario è il mio lenzuolo
di Fiandra
e i vermi e le serpi (9)
sono le miei servitori, amore –
disse lei – che vegliano su di me mentre dormo”

NOTE
8) la struttura dei versi richiama il funerale del mare già presente nelle wauking songs delle isole Ebridi (vedasi Ailein Duinn)
9) l’espressione è biblica

LA VERSIONE DI TERRANOVA

In questa versione si evince chiaramente che la donna è rimasta ad attendere il suo innamorato per lungo tempo mentre lui è morto in mare. In una non precisata notte Johnny ritorna a casa e bussa alla finestra della fidanzata perchè si svegli e lo faccia entrare nella camera.
ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger in ‘Blood & Roses’

ASCOLTA Ian & Sylvia 1975

ASCOLTA Alasdair Roberts in “Too Long In This Condition” 2010

Nelle note di copertina si legge “This is a revenant ballad from Newfoundland. It was collected by Maud Karpeles in 1929 and published in her Folk Songs from Newfoundland (1971). This version is from the singing of Alison McMorland and Kirsty Potts, recorded at the Fife Traditional Singing Weekend, May 2004. In Volume 2 of Tim Neat’s recently published Hamish Henderson: A Biography, Alison recalls being given, by Henderson, a recording of the song as sung by an unknown singer from Salford, near Manchester, England.”


I
“Johnny he promised to marry me,
But I fear he’s with some fair one gone. There’s something bewails him and I don’t know what it is,
And I’m weary of lying alone.”
II
Johnny come here at the appointed hour,
And he’s knocked on her window so low.
This fair maid arose and she’s hurried on her clothes
And she’s welcomed her true lover home.
III
She took him by the hand and she laid him down,
She felt he was cold as the clay.
“My dearest dear, if I only had one wish
This long night would never turn to day.
IV(8)
Crow up, crow up you little bird
And don’t you crow before the break of day,
And you’ll keep shielding made of the glittering gold
And that doors of the silvery gray.”
V
“And where is your soft bed of down, my love?
And where is your white Holland sheet?
And where is the fair girl who watches over you
As you taking your long, sightless sleep?”
VI
“The sand is my soft bed of down, my love,
The sea is my white Holland sheet. And the long, hungry worms will feed off of me
As I lie every night in the deep.“
VII
“Oh, when will I see you again, my love?”
“Oh, when will I see you again?”
“When the little fishes fly and the seas they do run dry
And the hard rocks they melt in the sun.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Johnny promise di sposarmi
ma temo sia andato con un’altra bella. C’è qualcosa che lo tormenta
ma non so cosa sia
e sono stanca di stare sola.”
II
Johnny venne qui all’ora
convenuta
e bussò alla sua finestra piano
piano.
La bella fanciulla si alzò e si vestì in fretta
per accogliere il ritorno a casa del suo vero amore.
III
Lo prese per mano e
si distese al suo fianco
e sentì che era freddo come la terra “Amore mio caro, se solo avessi un desiderio da esprimere,
questa lunga notte non avrebbe mai un giorno.
IV
Taci, taci tu uccellino (10)
e non cantare prima dello spuntare del giorno
e otterrai sbarre fatte
d’oro zecchino
e porte d’argento.
V
Dov’è il tuo soffice letto di piume,
amore mio,
dove sono le tue bianche lenzuola di Fiandra?
E dov’è la bella ragazza che veglia su di te
mentre tu prendi il tuo lungo sonno?
VI
La sabbia è il mio soffice letto dei fondali, amore mio
il mare è il mio lenzuolo di Fiandra
e i lunghi e affamati vermi
si nutriranno di me
mentre giaccio ogni notte negli abissi

VII
Quando ti rivedrò ancora,
amore mio?
Quando ti rivedrò ancora?
Quando le aringhe voleranno, e il mare si prosciugherà
e le rocce si fonderanno al sole!

NOTE
10) questa strofa è quella che si richiama al gallo anche se qui diventa un generico “little bird”: l’uccellino è tenuto nella gabbietta da qui la promessa di oro e argento per le sbarre e la porticina (shielding= cage)
ILLUSTRAZIONI
The Sleeper, Edmund Dulac
Fotogramma dal film Nosferatu
Ligeia

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegreycock.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theloversghost.html http://saturdaychorale.com/2013/04/15/ralph-vaughan-williams-1872-1958-the-lovers-ghost-by-vaughan-williams-lumina-vocal-ensemble/ http://www.8notes.com/scores/4737.asp?ftype=gif http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/7.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=79144 http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=1659 http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C248.html http://www.cavernacosmica.com/simbologia-del-gallo/

LADY OF YORK OR THE ORIGINS OF CRUEL MOTHER?

childsNell’articolo riportato da The Yorkshire Garland Group si ipotizza che la versione originale della ballata “The Cruel Mother” sia proprio il già citato broadside diffuso a Londra con il titolo:”The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame“. Nel broadside la dama vive a York (vedi).
There was a Duke’s Daughter lived in York Come bend and bear away the Bows of Yew, So secretly she loved her Father’s Clark, Gentle Hearts be to me true.

Il finale sconsiglia vivamente le ragazze “bene” nell’amoreggiare con la servitù. ‘Young ladies, all of beauty bright, Take warning by her last goodnight’.

ASCOLTA Jim Eldon (1983) come la sentì cantare dalla traveller Eliza Wharton (North Shropshire e Staffordshire) a suo tempo riportata da S Burne nel “Shropshire Folk-Lore“, 1883-86, p540.

ASCOLTA  Rayna Gellert The Cruel Mother [2012]


There was a lady, lived in York,
All alone and aloney
She fell in love with her father’s clerk,
Down by the greenwood sidy(6).
She loved him up, she loved him down,
She loved him till he filled her arms
She leaned her back against an oak,
First it bent and then it broke
She leaned her back against a thorn(5),
And there she had two fine babies born.
She pulled down her yellow hair,
She bound it around their feet and hands.
She pulled out a wee penknife,
Stabbed those two babes to the heart.
She laid them under a marble stone,
Then she turned as a fair maid home.
One day she was sitting in her father’s hall,
She saw two babes come playing at ball.
“Babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in scarlet fine.
“Mother, oh, mother, it’s we were yours,
Scarlet fine was Our Own heart’s blood.
You wiped your penknife on your shoe,
The more you wiped, more red it grew(13).
You laid us under a marble stone,
Now you sit as a fair maid home.”
“Babes, oh, babes, it’s Heaven for you,”
“Mother, oh, mother, it’s Hell for you”.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’era una signora che viveva a York
tutta sola e così solitaria
e si innamorò del servitore di suo padre
ed era dentro al bosco più verde(6)
Lo amava in tutti i modi
lo amò fino a quando lui le riempì il grembo
Lei appoggiò la schiena contro una quercia
prima si piegò e poi si ruppe
Lei appoggiò la schiena ad uno spino(5)
e lì fece nascere due bei bambini.
Si sciolse i biondi capelli
e li legò intorno alle loro mani e ai piedi.
Lei estrasse un pugnale
e pugnalò quei due bambini al cuore
Li seppellì sotto una lastra di marmo
e poi ritornò a casa come una fanciulla.
Un giorno era seduta nel salone di suo padre,
vide due bei bambini che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Oh madre, quando eravamo tuoi
la seta scarlatta era il sangue del nostro cuore.
Hai pulito il pugnale sulla scarpa
e più lo pulivi più rosso diventava.
ci hai seppellito sotto una lastra di marmo
e ora stai come una bella fanciulla”.
“Bambini il cielo è per voi”
“Mamma l’inferno è per te”

NOTE
5) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
E’ interessante questa variazione con l’albero della quercia che si spezza per le fatiche delle doglie
6) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione. Maledizioni o punizioni rivolte alla madre, mutuate dalla ballata “The Maid and the Palmer” che Child colleziona al numero 21 (“The Well Below the Walley“). (vedi)
8) in ogni villaggio c’era una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta
13) il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire, è il simbolo della macchia indelebile che resterà impressa sulla coscienza della donna

ASCOLTA Cindy Mangsen. La versione è identica a quella di Joan Baez tranne per il fatto che la fanciulla adesso viene da York e anche la prima parte del refrain è cambiata in All alone and aloney

There was a lady lived in York
It was all alone and aloney
she fell in love wi’ her father’s clerk
Down by the Greenwood sidey(6)

He courted her for a year and a day
‘Til he the young girl did betray
She leaned her back up against the thorn(5)
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
She washed the pen knife in the brook
but the more she washed the redder looked(13)

As she was walking her father’s hall
She spied two babes a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
“Ah babes, babes if you you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years(7) a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, spare me from the flames in hell”

ASCOLTA The Owl Service in “The view from the hill” 2010 (una versione interessante, dal sound molto vintage)

There was a lady lived in York
all alone and aloney
she was courted by her father’s clerk
Down by the Greenwood sidy(6)

He courted her for seven years long
‘Til she proved be in child by him
She leaned her back against the tree
And there she found great misery

She leaned her back against the thorn(5)
and there she had two pretty babes born
She had a pen-knife long and sharp
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave both wide and long,
and she burried under a marble of stone
And she was set in her father’s hall
when she saw two babes a-playin’ ball
“O babes oh babes, if you were mine
I’d dress you up in the scarlet fine”
“Ah, mother mother, once we were thine
and You didn’t dress us in scarlet fine ”
“Ah babes, oh babes come tell to me
if you know what’s feature live to me”
“O mother mother you know wrigh well
‘tis we for heaven and you for hell”

ASCOLTA Ian & Sylvia Greenwood Sidie-O

There was a lady lived in yore
Comely and lonely (14)
Fell in love with her father’s clerk
Down by the Greenwood Sidie – o

She loved him up, she loved him down
Loved him ‘til he filled her arms
She leaned her back against an oak
First it bent and then it broke
She leaned her back against a board(5)
There she had two fine babes born
She took out her reapin’ knife
There she took those sweet babes’ lives
She wiped the blade against her shoe
The more she rubbed the redder it grew(13)
She went back to her father’s hall
Saw two babes a-playin’ at ball
Babes, oh babes, if you were mine
I’d dress you up in scarlet fine
Mother, oh mother, when we were yours
Scarlet was our own heart’s blood
Babes, oh babes, it’s Heaven for you
Mother, oh mother, it’s Hell for you!

THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL

Sir Walter Scott nella sua poesia “The English Ladye and the Knight” scritta nel 1805 narrando di un amore sfortunato, introdusse l’intercalare “The sun shines fair on Carlisle wall” .. “For Love will still be lord of all“. (vedi la versione di Loreena McKennitt qui)
Il ritornello è ripreso in questa versione ottocentesca di The Cruel Mother dove però “Amore” si trasforma misteriosamente ovvero per assonanza in “Leone“!.

La poesia è pubblicata in Poems of Places (1876-79) da Henry W. Longfellow (vedi). e riprende quasi pari-pari il testo di “Fine flowers in the valley” (vedi). Propongo per l’ascolto due versioni aventi la stessa melodia la prima dei Silly Wizard più aderente alla poesia dell’anonimo riportata da Longfellow, la seconda di Alasdair Roberts più descrittiva che è una specie di riassunto di “Down by the Greenwood side” (vedi)

ASCOLTA Silly Wizard  in Carlisle wall” 1976, un approccio molto gothic


She leaned her head against a thorn,
The sun shines fair on Carlisle wa’(15);
And there she has her young babe born,
And the lyon shall be lord of a’.
“Smile no sae sweet, my bonnie babe,
An ye smile sae sweet ye’ll smile me dead,”
She’s howket a grave by the light o’ the moon,
And there she’s buried her sweet babe in,
As she was going to the church,
She saw a sweet babe in the porch,
“O bonnie babe, an ye were mine,
I’d clead you in silk and sabelline,”–
“O mother mine, when I was thine,
To me ye were na half sae kind,
But now I’m in the heavens hie,
And ye have the pains of hell to dree”-
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO 
Lei appoggiò la schiena ad uno spino(5)
il sole splende bello sul castello di Carlisle(14)
e lì fece nascere due bei bambini
e il Leone è padrone di tutto
“Non sorridere così dolcemente, mio bel piccino,
se sorridi così dolcemente mi farai morire”
scavò una fossa sotto la luce della luna
e ci seppellì il suo piccolino.
Mentre andava in chiesa
vide un dolce bambino nell’androne
“O piccolino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele, quando ero tuo
non ti sei comportata con me in modo così gentile
ma ora io sono in Paradiso
e tu devi sopportare le pene dell’Inferno”

NOTE
14) Carlisle castle si trova in Cumbia al confine tra Inghilterra e Scozia

ASCOLTA Alasdair Roberts in “No Earthly Man” 2005

She has leaned her back up against the thorn
The sun shines down on Carlisle Wall
Then she has a bonny babe born
And the lion shall be lord of all

She layed him beneath some marble stone
Thinking to go a maiden home
As she was going to the church,
She saw a sweet babe in the porch,
“Oh bonny babe if you were mine
I’d dress you in that silk so fine”
“Oh mother mine when I was thine
I didn’t see any of your silk so fine”

“Oh bonny babe pray tell to me
The sort of death I shall have to die”
“Seven years of fish, fish in the flood
Seven years of bird in the wood
Seven years of tongue to the warning bell
Seven years in the flames of hell”

“Welcome, welcome fish in the flood
Welcome, welcome bird in the wood
And welcome tongue to the warning bell
But God keep me from the flames of hell”

versione Irlandese: continua 

FONTI
http://www.yorkshirefolksong.net/song.cfm?songID=73
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_20 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17087 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelmother.html http://www.educationscotland.gov.uk/ scotlandssongs/secondary/greenwoodside.asp
http://aperturaastrappo.blogspot.it/2014/05/ murder-ballads-greenwood-side-cruel.html http://www.darachweb.net/SongLyrics/CruelMother.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64053 http://www.bluegrassmessengers.com/fair-flowers-of-helio–walsh-nl-1930-greenleaf-a.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6876 http://www.slate.com/articles/arts/poem/2010/03/ sex_violence_and_the_supernatural.html
http://www.yorkshirefolksong.net/song_database/ Supernatural/The_Lady_of_York.89.aspx
http://www.letras.com.br/john-wesley-harding/the-lady-dressed-in-green/print

BEWAR OF LONG LANKIN

(False) Lamkin, Long Lankin, (Child #93)

Long Lankin è l’uomo nero della Scozia e del Nord Inghilterra, lo spauracchio per bambini e adulti pronto a sgozzare chiunque resti fuori casa o non chiuda bene la porta (e le finestre) al calare del buio. La ballata, una delle più cupe tra le murder ballads pare abbia un fondamento storico.

A mason is owed money for building work on a Lord’s castle. The mason, seeking revenge when the Lord is absent, kills the Lord’s child and wife. The child’s nurse is also implicated in the killings and, like the mason, is subsequently executed. So runs the story to one of the most gruesome ballads that Professor Child included in his English and Scottish Popular Ballads. The ballad may be based on an actual event that occurred at Balwearie Castle in Fife, which was built in the 15th century, although the story is also associated with other places in Perthshire, the Scottish Borders and in Northumberland. Over the years much has been written about this ballad. Anne Gilchrist*, for instance, has ingeniously suggested that the name Lamkin / Lammikin (which Child saw as an epithet) possibly indicated that the murderer was pale-skinned and, as such, could possibly have been suffering from leprosy, which was well-known in medieval Britain. Gilchrist, adding that one supposed medieval ‘cure’ for the disease was to be obtained by taking human blood (obtained from an innocent child and preserved in a silver bowl), was thus able to offer a ‘complete’ explanation for she events described in this ballad.. (Mike Yates in A ‘New’ version of Lamkin)

(*”Lambkin: A Study in Evolution” Anne G. Gilchrist)

Ma a mio avviso è più probabile che la storia del capomastro vendicativo sia una sorta di tentativo di razionalizzazione della ballata il quale ha dato l’estro al gusto romantico per il macabro, che ci ha regalato così tante novelle e racconti “gotici”, nella creazione di un’ambientazione “reale” presso le varie rovine avvinte dalla vegetazione così pittoresche e ricche di mistero!

E così nel Nord d’Inghilterra si perde il conto dei castelli infestati dal fantasma della sfortunata Lady (tra le ambientazioni più famose le location delle rovine di Nafferton Castle come “tana” di Long Lankin e Welton Hall come luogo del massacro vedi oppure il “Lambirkyns Wod” citato da Child vicino a Duppin nel Perthshire o anche Whittle Dene, nei pressi di Ovindoli; e ancora Starlight Castle oppure Bunkle Castle nel Berwickshire vedi)

IL CAPOMASTRO CREDITORE

Il “mason good” delle versioni più antiche provenienti dalla Scozia è sicuramente un capomastro (un master mason) colui che nel medioevo assume il ruolo di “protomagister il migliore tra gli operai specializzati, spesso il più abile tra gli scalpellini, in grado di tradurre in costruzione il progetto dell’architetto (che spesso all’epoca era lo stesso committente dell’opera)

Nel Medioevo, come abbiamo già accennato, l’importanza del capomastro si accentua in quanto il preposto alla corporazione diviene esponente d’una tendenza o d’una maniera costruttiva ed artistica che, appunto perché ligia alle tradizioni popolari, determina il contenuto vitale degli stili nel loro vario nascere e divenire come opposizioni alle mode straniere e, contemporaneamente, come sane utilizzazioni dei progressi e dell’essenza dell’arte concepita dagli eruditi. Sotto il nome di magistri operis o operum, o operis lapidum o fabricae, lapicidae, latomi, operarii, sono designati veri e proprî artisti, che, gloriosi della tradizione tramandata da padre in figlio più che del sapere, dopo essersi esercitati ed affermati nella regione natale, vengono chiamati a portare in ogni parte del mondo l’impronta di quelle costumanze artistiche locali, che, pertanto, s’avviano a divenire universali. Così, i Cosmati, i Vassalletti, gli scultori pugliesi e dalmati.(tratto da treccani.it)

Un uomo che viene dal basso ma sulla strada per l’acculturazione che si eleverà in alcuni casi nella figura professionale dell’architetto. Nel Rinascimento il capomastro è più precisamente il capo del cantiere, l’imprenditore

E così Lambert Linkin (Lamkin, Lammikin, Long Lankin, Lonkin, Lantin, Long Longkin, Rankin, Balcanqual, Balankin) era il nome di un capomastro fiammingo essendo “Lambert” derivato dal nederlandese Lamkijn, Lambkijn, il cui vezzeggiativo in Scozia si po’ tradurre in italiano come “Lambertuccio”. Nonostante il nomignolo richiami una certa innocuità o innocenza (lamb, lambkin in inglese significano agnello e “agnellino”) l’uomo era un bruto e non essendo stato pagato dal Lord al quale aveva appena finito di costruire un castello, si è vendicato uccidendogli moglie e figlio!

La storia mi lascia un po’ perplessa, anche se ancora oggi gli strozzini come mezzi di coercizione e di ritorsione sui creditori insolventi, possono ricorrere all’uccisione dei famigliari, all’epoca nessun “plebeo” si sarebbe permesso di sterminare la famiglia di un nobiluomo, prima cosa perchè il nobiluomo in questione era sempre difeso dai suoi bravi, e poi perchè sarebbe sicuramente finito sulla forca. Tra gli studiosi c’è chi vede in questa ritorsione una sorta di ribellione “sociale”, ma il nostro capomastro è già elevato al rango di “artista” e non è un semplice e rozzo manovale, egli avrebbe trovato protezione nella sua corporazione e sarebbe ricorso al giudice per ottenere il pagamento di quanto dovuto.

E quindi qualcosa di più oscuro ha spinto il capomastro a entrare con destrezza nel castello lasciato momentaneamente sguarnito e ad accanirsi sui corpi delle due, inermi, vittime per martoriarle a furia di pugnalate…

Altri studiosi leggono tra le righe e vedono in Lamkin la personificazione del “genius loci” ovvero il nume, lo spirito tutelare del luogo al quale era consuetudine sacrificare un innocente come tributo. Citando una mia nota in “The Well Below The Valley-O” (vedi) “seppellire un cadavere sotto la pietra del focolare di una nuova casa era un’antica pratica propiziatoria per la prosperità e la fertilità della nuova famiglia. I sacrifici umani e animali erano un rituale per placare gli dei che quindi si potevano ritenere soddisfatti. Il sacrificio umano era l’offerta più alta e “santa” per suggellare un confine sacro come quello di un nuovo insediamento e faceva parte dei rituali di molte civiltà all’atto della fondazione di una città con relativa sepoltura dei corpi sotto la soglia delle porte della cinta muraria, ma anche di un cippo di confine. Una casa durerà solo se sotto giace una vita distrutta.”

Il nobile è Lord Wearie, Erley, Earley, Murray, Arran, Montgomery, Cassilis, che dovendo assentarsi dal castello e temendo la vendetta del capomastro si raccomanda alla moglie, ma l’assassino riesce comunque ad entrare (spesso grazie all’aiuto della nutrice la quale già covava del risentimento verso la padrona). Lamkin prima si avventa sul bambino nella culla le cui grida richiamano la Lady dalle sue stanze al piano superiore. Troppo tardi la donna offre tanto oro in cambio della vita (o la mano della figlia) perchè oramai Lamkin, accecato dalla bramosia del sangue, la uccide!

long-lamkin-aranda-dillIllustrazione di Aranda Dill

LA PSICOLOGIA DI UNA BALLATA: L’ABBANDONO E IL SENSO DI COLPA

Rika Ruebsaat e Jon Bartlett nel loro saggio “Lamkin, The Terror of Countless Nurseries” guardano alla ballata per quello che è, ossia una fiaba cantata (le ballate erano infatti le canzoni delle madri per calmare i bambini e farli addormentare o per istruirli intrattenendoli con il canto, erano le canzoni che si cantavano nelle stanze delle donne intente ai lavori di tessitura e ricamo) e invece di cercarne la razionalizzazione ne spiegano il fascino oscuro come metafora per il percorso di crescita interiore.
“To recapitulate the story from the point of view of a child listener: it is nighttime. You are in bed, yet a terrifying force you do not recognize or understand attacks you. It comes from the dark outside. Your father is away and cannot help or protect you. Your mother is upstairs and does not respond to your cries. The person whose job it is to look after you has betrayed you.
This is the stuff of the child’s worst fears: abandonment by the caregivers. And how does the ballad help deal with these fears? Firstly, in typical ballad style, it simply states the facts, and lets the listeners draw what conclusion they may. The conclusions drawn will change over time, but the ballad is thus still relevant. It encourages divergent, rather than convergent, reflection or thinking. Secondly, it happens to someone else: a child, yes, but a child in a cold castle, a long time ago (the same distancing as is caught up in “once upon a time”). Third, and most importantly, the ballad deals with the fears by projecting the anger at the absent ones onto two strangers, Lamkin (a good name for a stuffed toy, perhaps?) and a “false” nurse…

But if the song speaks to the child’s deepest fears, of being abandoned, does it not also speak to the fears of the mother? The child wants to hear it, because in hearing it, it can rehearse and play through again the pain of abandonment, and can begin to strategize how it can live by itself, how it can be separated from its mother. But what of the mother’s fears? Why would a mother or a mother-substitute want to sing the song, which so cruelly denounces her as a weak and uncaring caregiver? We remember that for every listener there is a singer.
To recapitulate the story from the point of view of the mother: it is nighttime. You are in bed, and you are woken by the cries of your baby, downstairs. Your husband, before he left, warned you of danger. You are in his house, without friends close by. The nurse, who is not your friend, cannot or will not help you. You are gripped by your own inadequacies as a mother. You feel helpless: if the nurse does not know what to do for a crying baby, what can you do? You are friendless in a cold, dark house. You are frightened to come down the stairs in the dark.

The mother’s helplessness is what makes her both victim and perpetrator. She is helpless to protect herself against Lamkin and thus becomes his victim. She is also helpless to protect her baby from being killed, and thus becomes a perpetrator. The prelude to both murders – and the emotional centre of the ballad – is abandonment. The lady has been abandoned by her lord and the baby has been abandoned by its mother.
What arises from these fierce emotions are two responses – rage in the baby and guilt in the mother. Let us consider the mother’s case first.
The fear of abandonment does not magically disappear when one is a “grownup”; similarly, when one bears a child, one is not magically given skills to raise it. Feelings of inadequacy and guilt are part of childrearing. There is no way to be sure whether one is a ‘good enough’ mother. Perhaps women who are not good enough deserve to be punished. The inadequacy of the lady is exemplified in her behaviour: on the night of her husband’s absence, with danger (of which she has been warned) lurking outside, she sleeps upstairs, separated from her baby, and surrounded by her finery, the “silken mantles”. Even when the baby cries in extreme terror and pain, she is reluctant to come down. Not only that: in a full half of the versions examined, she offers her daughter Betsy as a substitute for her. Is Lamkin’s murder of the mother, then, not, in some sense, “justified”?

The song thus functions for the mother in much the same way as for the child: it brings the fears (in this case, abandonment, helplessness and guilt) into consciousness and allows them to be met and perhaps overcome.
The abandonment of the child by the parent — the first and likely most painful abandonment — can arouse feelings of rage in the child. However, the culture teaches us to “honour thy father and thy mother”. By presenting the “false parents”, Lamkin and the nurse, as the villains, the ballad provides a safe vessel for the pain and rage of abandonment. Singers and listeners can feel rage without guilt against Lamkin and the nurse and revel in their deaths at the end of the ballad. This is the reason for the unusual stability of the ballad’s central personnel (a child, a set of “good” parents and a set of “bad” parents).

GUIDA ALL’ASCOLTO

Depurata da ogni razionalizzazione la ballata parla di un bambino, una coppia di genitori “buoni” e una coppia di genitori “cattivi” così Lamkin è l’uomo nero, che vive nella palude sempre pronto a entrare nelle case e negli incubi della gente non appena gli si lasci uno spiraglio per l’accesso (o ci si comporti male o si senta il bisogno di essere puniti per qualche nostra mancanza vera o presunta che sia).
Child riporta ben 25 varianti della ballata, la prima risalente al 1775 e l’ultima al 1892, per lo più scozzesi ma anche provenienti dall’Irlanda. (per un analisi comparata delle varie versioni qui)
Una ballata sebbene non estremamente popolare tuttavia cantata ancora oggi in Scozia, Inghilterra, isola di Terranova, New England, Stati del Sud e Middle West per lo più a due voci (l’uomo che interpreta il narratore, Lamkin e Lord Wearie e la donna che interpreta la balia e Lady Wearie).

ASCOLTA dalla tradizione orale dell’Arkansas tre versioni risalenti alla fine anni 50 e 60
ASCOLTA Jim Moray in Modern History 2010. Di questa versione così fresca e attuale non ho trovato al momento il testo, pur simile ai sottostanti. Mi piace in particolare l’uso della ghironda nelle parti strumentali e la scelta del tempo ritmico (un valzer lento come una sorta di danza macabra)

Alasdair Roberts & Friends: Long Lankin [2010]: questa versione si distingue per l’interpretazione dei personaggi e per come la musica si pieghi a sottolineare i passaggi cruciali

In “The Penguin Book of English Folk Songs”, Williams and Lloyd

Said the lord to the lady as he mounted his horse
‘Beware of Long Lankin who lives in the moss’
Said the lord to the lady as he rode away
‘Beware of Long Lanking who lives in the hay

‘Let the doors all be bolted and the windows all pinned
And leave not one hole for a mouse to crawl in’
So the doors were all bolted and the windows all pinned
Except for one window which Lankin crawled in

‘Where’s the lord of this house?’ then up spoke Long Lankin
‘He’s away to fair London’, said the false nurse(1) to him
‘Where’s the heir of this house?’ then up spoke Long Lankin
‘He’s asleep in his bedroom’, said the false nurse to him

‘Then we’ll prick him, we’ll prick him all over with a pin(2)
And that’ll make his lady to come down to him’
So he’s pricked him, he’s pricked him all over with a pin
And the nurse held the basin for the blood(3) to flow in

‘Oh nurse, how you slumber, oh nurse, how you sleep
You leave my son Johnson to cry and to weep’
‘I’ve tried him with an apple, I’ve tried him with a pear
Come down my fair lady, and rock him in your chair

‘I’ve tried him with milk and I’ve tried him with pap
Come down my fair lady and rock him in your lap’
So the lady’s come down, she was thinking no harm
But Lankin was waiting to catch her in his arms(4)

‘You can have my daughter Betsy(5), so young and so sweet
You can have as much money as there’s stones in the street
‘I don’t want you daughter Betsy, nor the stones in the street
I would rather have your life’s blood running down at my feet’

There was blood in the kitchen, there was blood in the hall
There was blood in the parlour where the lady did fall’
Then Betsy being up in the turret so high(6)
She saw her father come riding by

‘Oh father, oh father, don’t lay the blame on me
‘Twas the false nurse and Lankin killed your baby
‘Oh father, oh father, don’t lay the blame on me
‘Twas the false nurse and Lankin killed your lady’

So Lankin was hung on the gibbet so high
And the false nurse was burned in the fire close by

NOTE
1) la nutrice è detta falsa perchè è complice di Lambertuccio, è inoltre un surrogato di madre ma in chiave negativa
2) in alcune versioni Lamkin dondola la culla mentre accoltella il bambino
3) il catino o la bacinella in cui viene raccolto il sangue è altrove specificato d’argento. Così Riccardo Venturi mette in evidenza “La grande cura di Lambertuccio nel raccogliere il sangue di Lady Wearie in una bacinella d’argento ci ricorda Sir Hugh; qui, però, non si tratta di usare il sangue come rimedio o come filtro per riti magici, bensì di evitare che del sangue aristocratico coli per il pavimento, un’indegnità punita con l’anima trasportata all’inferno in un fiume di sangue. Il recipiente per tale sangue è tradizionalmente d’argento” Ma in Jamieson (Child #94 versione A) la balia interviene, spingendo Lamkin a non farne di nulla perché “il sangue dei ricchi è uguale a quello dei poveri”, (molto sovversivo!!)
Secondo Anne Gilchrist il nome Lamkin / Lammikin sta a indicare un incarnato biancastro come quello dei lebbrosi e descrive che una cura medievale per la malattia era quella del bagno nel sangue di un bambino raccolto in una bacinella d’argento 4) qui si accenna allo stupro. In alcune versioni Lamkin è un amante respinto che si vendica sulla donna, oppure semplicemente un ladruncolo o un border reiver
5) la figlia viene offerta come moglie, non come vittima sacrificale ma non è certo un comportamento proprio di una madre che darebbe la sua di vita per salvaguardare quella dei figli!
6) in alcune versioni Lamkin costringe Betsy a reggere il catino in cui cola il sangue della madre, in questa invece lei resta rinserrata nella stanza più in alto della torre, disperata in attesa del ritorno del padre

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
versione The Penguin Book of English Folk Songs
Disse il Lord alla Lady mentre montava a cavallo “attenta a Long Lankin che vive nella palude” disse il lord alla sua lady mentre cavalcava lontano” attenta a Long Lakin che vive nei campi”. “Tenete le porte serrate e le finestre ben chiuse e non lasciate nemmeno un buco che un topo possa strisciarci dentro”. Così le porte furono tutte serrate e le finestre ben chiuse tranne che una finestra da dove Lankin strisciò dentro. “Dovè il Lord della casa?” – gridò Long Lankin. “E’ fuori nella bella Londra” – disse la falsa balia(1)” Dov’è l’erede della casa?” – gridò Long Lankin “dorme nella sua stanza” – disse la falsa balia.  “Allora lo infilzeremo dappertutto con uno spillo così la sua Lady scenderà giù da lui”, così lo punse, lo punse dappertutto con uno spillo(2) e la balia teneva la bacinella(3) perchè il sangue ci colasse dentro “O nutrice come dormi, come puoi dormire e lasciare mio figlio Johnson gridare e piangere” “Ho provato con una mela, ho provato con una pera scendi giù mia bella Lady e cullalo nella tua poltrona. Ho provato con il latte e con la pappa, scendi giù mia bella Lady e cullalo in grembo” Allora la Lady scese giù pensando non ci fosse pericolo ma Lankin la stava aspettando per prenderla tra le braccia(4) “Puoi avere la mia figlia Betsy così giovane e innocente(5) puoi avere tanto denaro quante sono le pietre in strada”. “Non voglio tua figlia Betsy e nemmeno le pietre in strada, piuttosto voglio la tua vita e il sangue che scorre ai miei piedi.” C’era sangue in cucina, sangue nella sala sangue nel salotto dove la Lady cadde allora Betsy che stava nella torre più alta(6) vide il padre che ritornava cavalcando. “O padre non darmi la colpa sono stati la nutrice falsa e Lankin che hanno ucciso tuo figlio. O padre non darmi la colpa sono stati la nutrice falsa e Lankin che hanno ucciso la tua Lady.” Così Lankin è stato impiccato sulla forca più alta e la falsa nutrice fu bruciata nel falò vicino

ASCOLTA Fire + Ice in Gilded By The Sun (1992): un andamento ipnotico sostenuto da una intonazione piatta e piena d’eco molto creepy!

“Says the lord to his lady as he mounted his horse
Beware of long lankin who lives in the moss
Says mylord to Mylady as he went on his way
Beware of long lankin who lives in the hay”

See the doors are all bolted, see the windows all pinned,
And make sure theres no crack for him to creep in.
so the doors were all bolted and the windows were pinned
through a gap in the window long lankin crept in

Where’s the lord of the household? cries Long Lankin.
He’s away up to London, says the false nurse(1) to him.
Where’s the lady of the household? cries Long Lankin.
She’s asleep in her chamber, says the false nurse to him.

Where’s the heir of the household? cries Long Lankin.
He’s asleep in his cradle, says the false nurse to him.
So we’ll pinch him and prick him all over with a pin(2).
to make his mother come down to him

So they pinched him and they pricked him all over with a pin.
And the false nurse held the basin for the blood to run in(3).
Oh nurse how you slumber, oh nurse how you sleep,
You leave my small baby to cry and to weep.

Oh, I tried him with the milk and I’ve given him a pat.
Come down, my lady, and rock him in your lap.
How dare I come down in the dead of the night
When no candle is burning and no fires alight?

But, the lady came downstairs, aware of no harm
Lankin stood ready to catch her in his arm(4).
There’s blood in the kitchen, there’s blood in the hall,
There’s blood in the parlour where mylady did fall.
There’s blood in the parlour where the lady did fall.

ASCOLTA Steeleye Span in Commoner’s Crown 1975. Un arrangiamento strumentale indubbiamente “datato”

I
Said the lord unto his lady as he rode over the moss,
“Beware of Long Lankin that lives amongst the gorse.
Beware the moss, beware the moor, beware of Long Lankin.
Be sure the doors are bolted well lest Lankin should creep in.”
II
Said the lord unto his lady as he rode away,
“Beware of Long Lankin that lives amongst the hay.
Beware the moss, beware the moor, beware of Long Lankin.
Be sure the doors are bolted well lest Lankin should creep in.”
III
“Where’s the master of the house?” says Long Lankin.
“He’s away to London,” says the nurse to him.
“Where’s the lady of the house?” says Long Lankin.
“She’s up in her chamber,” says the nurse to him.
“Where’s the baby of the house?” says Long Lankin.
“He’s asleep in the cradle,” says the nurse to him.
IV
“We will pinch him, we will prick him, we will stab him with a pin(2).
And the nurse shall hold the basin(3) for the blood all to run in.”
So they pinched him, then they pricked him, then they stabbed him with a pin.
And the false nurse held the basin for the blood all to run in.
V
“Lady, come down the stairs,” says Long Lankin.
“How can I see in the dark?” she says unto him.
“You have silver mantles,” says Long Lankin,
“Lady, come down the stairs by the light of them.”
Down the stairs the lady came thinking no harm,
Lankin he stood ready to catch her in his arm(4).
VI
There was blood all in the kitchen, there was blood all in the hall.
There was blood all in the parlour where my lady she did fall.
Now Long Lankin shall be hanged from the gallows oh so high.
And the false nurse(1) shall be burned in the fire close by.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/longlankin.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_93
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19415
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52123
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52406
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/lamkin.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/29-lamkin-.aspx
http://www.mustrad.org.uk/articles/lamkin.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9416&printpreview=1&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9416&lang=it#agg21945
http://jonandrika.org/wp/articles/lamkin-terror-of-nurseries/
http://www.efdss.org/efdss-education/resource-bank/resources-and-teaching-tools/false-lamkin-teaching-notes-for-key-stages-2-and-3
http://www.enidporterproject.org.uk/content/villages/littleport/song-littleport-man

ILLUSTRAZIONI
http://arandadill.tumblr.com/post/83062543466/said-the-lord-unto-his-lady-as-he-rode-over-the

THE LASS OF ROCH ROYAL: A FAMILY SONGS

La ballata è molto antica, di probabile origine scozzese, e il professor Francis James Child ne presume le origini tardo Medievali, anche se la sua prima pubblicazione risale ad un broadside della metà del 1700 (The Lass of Ocram). Secondo sir Walter Scott la ballata è ambientata a Lochroyan nella contea di Galloway nel Sud-ovest della Scozia. (vedi)
E’  più esatto parlare però di family songs cioè di un gruppo di canzoni dalla matrice comune in cui il tema si svolge sfaccettandosi in varie angolature.

 I PROTAGONISTI

Il tema più generale della storia è l’amore abbandonato con tre protagonisti: lei (Anna, a volte figlia di re), lui (Lord Gregory) e la madre di lui. Tuttavia la storia ha degli inquietanti risvolti magici e Anna (o la madre di Lord Gregory) potrebbe essere una fata-strega incantatrice. A ben vedere però la ballata riprende un racconto popolare di origine medievale detto “accused queen”: una principessa è bandita dal padre, perchè si è opposta al tentativo incestuoso (ovvero il padre vorrebbe sposare la propria figlia), si sposa con un re e mette alla luce un bambino, ma a causa della malevolenza della suocera viene accusata ingiustamente e esiliata. Un tema diffuso anche in molte fiabe.

Secondo una ricostruzione che mette insieme e sfronda le corruzioni successive della ballata la storia narrata originariamente potrebbe essere questa: Annie (che originariamente si chiamava Isabella) di Rochroyal (diventato Lochroyan o Lochryan) si trova nel suo castello sola e afflitta perchè Lord Gregory non è di ritorno, così coraggiosamente, anche per mostrargli il figlioletto appena nato, si imbarca per mare alla volta del castello di Lord Gregory (visto in sogno). Non sappiamo dove si trovino i due castelli e nemmeno il motivo dell’allontanamento di Lord Gregory o del perchè non abbia portato Anna con sé.
In un’ulteriore sviluppo della storia la fanciulla incontra un ricco mercante al quale rivela la sua identità, dicendo di essere stata bandita da amici e parenti, e che è alla ricerca del suo vero amore.
Il mercante le indica un’isola vicina dove dimora Lord Gregory.
Annie arriva con la sua barca di notte presso la costa dalla quale si vede ergere il castello di Lord Gregory mentre un vento gelido si è alzato, foriero di burrasca.

DAVANTI ALLA PORTA SOTTO LA TEMPESTA

Al portone d’ingresso è la madre che l’accoglie e le chiede di dare la prova della sua identità, accusandola inizialmente di essere una strega o uno spirito del mare. La fanciulla le mostra i pegni scambiato con il figlio di cui il più importante è l’anello e conclude dicendo che il figlio le ha preso la verginità.
La madre allora la minaccia o le dice che il figlio non è in casa o finge di non credere alle sue prove. Così la fanciulla le chiede chi sarà a prendersi cura di lei e di suo figlio, e la madre la respinge dicendole che il problema riguarda la famiglia di lei. Tutta la drammaticità della storia però risiede nel fraintendimento per cui si presume che sia Lord Gregory a respingere l’innamorata con parole crudeli.. così la fanciulla riprende il mare.
Al mattino Lord Gregory si sveglia angustiato da un triste sogno in cui ha visto il corpo della bella Anna giacere morto ai suoi piedi, e la madre gli confessa quello che è accaduto la sera prima, giustificandosi dicendo che la fanciulla era un’esaltata o che era venuta con l’intenzione di nuocergli.
Lui corre verso la riva del mare e vede in lontananza la barca naufragare e il corpo della fanciulla affogata sulla riva. Così Lord Gregory maledice la madre augurandole la morte. In alcune versioni Lord Gregory si uccide o muore di crepacuore.

LA COSTANZA DI BRETAGNA

La protagonista della ballata è a ben vedere nientemeno che Costanza l’eroina della quinta novella di Geoffrey Chaucer nel suo “The Canterbury Tales” (1478), raccontato del Sergente della Legge, a sua volta modellata sul “Constance” nelle Chronique Anglo-Normane di Nicholas Trivet, ovvero il lai bretone Emarè del XIV secolo

La trama è piuttosto intricata ma l’estratto a noi che interessa e questo: Costanza di fede cristiana e figlia dell’Imperatore di Roma, è costretta dal padre a sposarsi con il Sultano della Siria, ma al banchetto nunziale la madre del sultano fa uccidere tutti i cristiani e mettere Costanza su una nave. Dopo anni di navigazione Costanza sbarca in Northumbria dove è ospitata da un agente di polizia e sua moglie Ermenegilda. Ma un giovane cavaliere respinto da Costanza medita vendetta e uccide Ermenegilda nascondendo il pugnale nella camera di Costanza Il marito sopraggiunge con Alla il re di Northumbria e Costanza viene accusata di omicidio. Ma il re non si lascia ingannare e sospetta il giovane cavaliere di falsa testimonianza e gli ordina di giurare su un testo sacro per i Cristiani; miracolosamente il traditore è smascherato, il re si converte al Cristianesimo e sposa la bella Costanza.
I due hanno un figlio ma al momento della nascita il re è in Scozia a fare la guerra, così Costanza gli manda un messo per avvisarlo del lieto evento, intercettato però dalla madre del re Donegilda, che non vede di buon occhio la nuora: così scrive un’altra lettera in cui si dice che il bambino dato alla luce è un mostro e che Costanza è una creatura fatata (“elf”). Anche la risposta del Re è modificata da Donegilda con l’ordine di bandire Costanza e il figlio e di allontanarli sulla nave che originariamente aveva portato la fanciulla sulla costa della Northumbria. Il re tornato dalla Scozia scopre l’inganno e uccide la madre. La storia prosegue con il ritrovarsi dei due a Roma e con la loro riconciliazione.

PRIMO GRUPPO: THE LASS OF ROCH ROYAL

Il gruppo principale in cui è classificabile la ballata è quello che riporta il titolo “The Lass of Roch Royal” ma anche i titoli alternativi “Lord Gregory”, “Fair Annie and Gregory”, “Love Gregor”, “Anne Gregory”.
La versione più antica (Child # 71 versione A, Libro di canzoni manoscritto di Elizabeth Cochrane), ha una storia preliminare in cui Isabella di Rochroyal in sogno vede il luogo dove si trova Lord Gregory, al mattino fa sellare il suo cavallo e galoppa fino al castello del suo amante. Durante il tragitto incontra una comitiva con la quale scambia una conversazione apparentemente enigmatica
VI
‘O whether is this the first young may,
That lighted and gaed in;
Or is this the second young may,
That neer the sun shined on?
Or is this Fair Isabell of Roch Royall,
Banisht from kyth and kin.’
VII
‘O I am not the first young may,
That lighted and gaed in;
Nor neither am I the second young may,
That neer the sun shone on;
VIII
‘But I’m Fair Isabell of Roch Royall
Banisht from kyth and kin;
I’m seeking my true-love Gregory,
And I woud I had him in.’

Secondo David C. Fowler nel suo “An Accused Queen in “The Lass of Roch Royal”” in The Journal of American Folklore, Vol. 71, No. 282 (Oct. – Dec., 1958)
“Are you the young maid,” they ask, “that visits Gregory openly during the day? Or are you the one that slips in to see him at night? Or are you the one [i.e., Isabell of Rochroyall] that he got into trouble?” Understanding the questions in this way, it is immediately apparent 1) that Gregory is (at least allegedly) a ladies’ man, 2) that the three maids represent steps up (or down) the ladder to his affections, and 3) that Isabell’s plight is well known. But what motivates the company to ask such questions? On the assumption that they recognize her as Isabell, which seems likely in context, the most that can be said is that they do not appear to be favorably disposed toward the girl.

Sempre nella Versione A della storia la madre vuole allontanare la fanciulla con l’inganno
“Love Gregory, he is not at home
But he is to the sea;
If you have any word to him,
I pray you leave ‘t with me.”

Appena viene a sapere dalla ragazza che è incinta di un bambino di Lord Gregory afferma di volere prendersene cura se lei non rivelerà a nessun il nome del padre fino al ritorno di Lord Gregory, ma la fanciulla risponde
“I’ll set my foot on the ship-board,
God send me wind and more!
For there’s never a woman shall bear a son
Shall make my heart so sore.”

La versione in ‘The Bonny Lass of Lochroyan, or Lochroyen,’ Manuscripts e Scottish Songs di Herd 1776 (Child # 71 versione B) è abbastanza simile alla Versione D (Jamieson-Brown Manuscript, fol. 27; Jamieson’s Popular Ballads, I, 36), quella più diffusa ovvero la versione standard.

Nella versione più estesa della ballata veniamo a sapere già dalle prime strofe che a rispondere alle richieste di Anna è la madre (chiamata false mother). Eppure Anna risponde come se avesse parlato Lord Gregory e quindi è presumibile che la madre abbia impersonato Lord Gregory (un’imitazione? Un incantesimo?)

Gericault-shipwreck

ASCOLTA Ewan MacColl in The English and Scottish Popular Ballads Vol. 2 Child Ballads

La versione originale (vedi) è di 32 strofe ridotte da Ewan a 18 (vedi).


I
“Oh wha will lace my shoes sae sma’(1)
And wha will glove my hand?
And wha will lace my middle sae jimp
Wi’ my new-made linen band?
II
“Wha will kaim my yellow hair
Wi’ my new siller kaim
And wha will faither my young son
Till Lord Gregory come hame?
III
“But I will get a bonnie boat
And I will sail the sea
For I maun gang to Lord Gregory
Since he canna come hame to me
IV
“Oh row ye boat, my mariners
And bring me to dry land
For yonder I see my love’s castel
Close by the saut sea strand
V
“Oh open the door, Lord Gregory
Open and let me in
For the wind blows through my yellow hair
And I am shivering to the chin”
VI
“Awa’, awa’ ye wile woman
Some ill death may ye dee
Ye’re but a witch or a wild warlock
Or mermaid o’ the sea”
VII
“I’m neither a witch nor a wild warlock
Nor mermaid o’ the sea
But I’m fair Annie o’ Roch Royal
then, open the door to me
VIII
“Oh dinna ye mind, Lord Gregory(2)
When ye sat at the wine
We changed the rings frae our fingers
And I can show thee thine
IX
“Oh, dinna ye mind, Lord Gregory
When in my faither’s ha’
‘Twas there ye got your will o’ me
And that was worst o’ a’(3)”
X
“Awa’, awa’, ye wile woman
For here ye sanna win in
Gae droon ye in the saut sea
Or hang on the gallow’s pin”
XI
When the cock did craw and the day did daw’
And the sun began to peep
Then up did rise Lord Gregory
And sair, sair did he weep
XII
“I dreamt a dream, my mither dear
The thocht o’t gars me greet
I dreamed fair Annie o’ Roch Royal
Lay cauld deid at my feet”
XIII
“Gin it be Annie o’ Roch Royal(4)
That gars ye mak’ this din
She stood a’ nicht at our ha’ door
But I didna let her in”
XIV
“Oh wae betide ye, ill woman
Some ill death may ye dee
That ye wadna be letten poor Annie in
Or else hae waukened me”
XV
He’s gane doon tae yon sea shore
As fast as he could fare
he saw fair Annie in her boat
And the wind it tossed her sair
XVI
The wind blew loud and the sea grew rough
And the boat was dashed on shore
Fair Annie floated upon the sea
But her young son rose no more
XVII
Lord Gregory tore his yellow hair
And made his heavy moan
Fair Annie lay deid at his feet
But his bonnie young son was gane
XVIII
“Oh wae betide ye, cruel mither
and ill death may ye dee
That ye couldna hae letten fair Annie in
When she came sae far tae me”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
“Oh chi allaccerà le mie
scarpine (1)
e chi mi metterà i guanti?
Chi mi allaccerà bene il busto
con nuove fasce di lino?
II
Chi mi pettinerà i biondi capelli
con il mio nuovo pettine d’argento
e chi sarà il padre di mio figlio
finchè Lord Gregory non ritornerà a casa?”
III
“Ma io preparerò una bella barca
e salperò per il mare
per andare da Lord Gregory
poichè non può lui venire da me”
IV
“Oh vogate, miei marinai
e portatemi sulla terra ferma
che laggiù vedo il castello del mio amore, 
avvicinatevi alla battigia”
V
“Oh apri la porta, Lord Gregory
apri e fammi entrare
che il vento soffia tra i miei
biondi capelli
e io sbatto i denti”
VI
“Via, via o donna incantatrice
che puoi fare ammalare fino alla morte,
sei una strega del mare o una maga oscura, o una sirena del mare”
VII
“Non sono una strega del mare o una maga oscura,
nè una sirena del mare,
io sono la bella Annie di Roch Royal
così aprimi la porta”
VIII
“Ti ricordi, Lord Gregory (2)
quando eri seduto a bere vino
ci siamo scambiati gli anelli
alle dita
e posso mostrarti il tuo”
IX
“Ti ricordi, Lord Gregory
quando nella sala di mio padre
hai fatto ciò che hai voluto di me
e quella fu la cosa peggiore tra tutte (3)”
X
“Via vattene donna incantatrice
che tu non vincerai qui,
vai ad annegarti nel mare
o ad appenderti sulla forca”
XI
Quando il gallo cantò
spuntò l’alba
e il sole fece capolino
allora si alzò Lord Gregory
e triste si mise a piangere
XII
“Ho fatto un sogno, cara madre,
e al solo pensiero piango
ho sognato la bella Annie di Roch Royal
che giaceva morta ai miei piedi”
XIII
“Se è Annie di Roch Royal (4)
che ti ha dato questo dolore
è stata tutta la notte fuori dalla porta
ma io non l’ho fatta entrare”
XIV
“Oh guai a te, donna pazza
che tu possa ammalarti fino alla morte
che non hai lasciato entrare la povera Annie
e nemmeno mi hai svegliato”
XV
Egli andò fino alla riva del mare
più velocemente che potè
e vide la bella Annie sulla sua barca
e il vento che scuoteva le sue vele
XVI
Il vento soffiava forte e il mare s’ingrossò
e la barca naufragò sulla riva
la bella Annie galleggiava sul mare
ma il suo bambino non riemerse più.
XVII
Lord Gregory si strappava i biondi capelli e gridava il suo triste lamento
la bella Annie giaceva morta ai suoi piedi
e il suo bel bambino era scomparso.
XVIII
“Oh guai a te, madre crudele
che ti possa ammalare fino alla morte
perchè non hai lasciato entrare la bella Annie
quando è venuta da me”

NOTE
1) Anna si chiede “Chi si prenderà cura di me?” ma il montaggio di questa parte è alterato rispetto alle prime versioni della ballata (e in particolare in The lass of Ocram), in cui la fanciulla prima si reca al castello, poi chiede di entrare e alla richiesta di dimostrare la sua identità cita i tre pegni scambiati con Lord Gregory. Quando la madre viene a sapere che la ragazza è incinta (o che ha partorito un bambino) la scaccia in malo modo. Allora Anna chiede chi si prenderà cura di lei e del bambino e ottiene come risposta che saranno i suoi parenti ad occuparsi di lei mentre per il figlio:
And let God be father of your child,
For Lord Gregory is none
2) in questa versione siamo portati a credere che sia Lord Gregory a rispondere ad Anne e invece apprendiamo che è stata la madre solo nella XI strofa
3) la frase può essere più compiutamente compresa alla luce di quanto riportato nella The Lass of Ocram” (vedi) in cui la fanciulla ricorda a Lord Gregory dei tre “pegni” (three tokens) che si sono scambiati: il primo una camicia di preziosa tela Olandese contro quella di tela scozzese donata da lui; il secondo gli anelli quello di lei di oro fino, quello di lui di stagno; il terzo la verginità
One night in my fathers hall,
Where you stole my maidenhead,
Which was the worst of all.
Si tratta simbolicamente di una contrapposizione tra vero e falso amore
4) nella versione la madre risponde al figlio per giustificare il suo comportamento
XXIII
‘O there was a woman stood at the door,
Wi a bairn intill her arms,
But I woud na lat her within the bowr,
For fear she had done you harm.’

Dalle registrazioni sul campo: ASCOLTA

In questa versione della ballata, diffusa anche in diverse versioni testuali da Maddy Prior, Anna diventa la figlia del re di Cappoquin o Capelkin (Irlanda sud contea di Waterford). All’ingresso del castello, le viene detto che Lord Gregory non c’è, perchè è andato in Scozia a portare a casa la sua nuova sposa.

ASCOLTA Fiona Kelleher (strofe I, II, VI e ripete I) intensa e sussurrata l’interpretazione di Fiona intrecciata con ossessive note di pianoforte e le cupe ombre del  contrabbasso suonato con l’archetto

Molto bella anche la versione di Alasdair Roberts con la sua voce vibrante, in  “Crook of My Arm”  2001


I
I am a King’s daughter come
straight from Cappoquin(1),
In search of Lord Gregory,
pray God I’ll find him.
The rain beats at my yellow locks,
the dew wets me still,
The babe is cold in my arms, love,
Lord Gregory let me in.
II
Lord Gregory is not here
and he henceforth can’t be seen,
For he’s gone to bonny Scotland
to bring home his new queen.
Leave now these windows
and likewise this hall,
For it’s deep in the sea
you will find your downfall.
III
“Who’ll shoe my babe’s little feet?
Who’ll put gloves on her hand?
Who will tie my babe’s middle
With a long linen band?
Who’ll comb my babe’s yellow hair
With an ivory comb?
Who will be my babe’s father
Till Lord Gregory comes home?
IV
Do you remember, love Gregory,
That night in Callander
Where we changed pocket handkerchiefs,
And me against my will?
For yours was pure linen, love,
And mine but coarse cloth;
For yours cost a guinea, love,
And mine but one groat(2).
V
Do you remember, love Gregory,
That night in Callander
Where we changed rings on our fingers,
And me against my will?
For yours was pure silver, love,
And mine was but tin;
For yours cost a guinea, love,
And mine but one cent.”
VI
Do you remember, love Gregory,
that night in Cappoquin?
You stole away my maidenhead
and sore against my will.
And I’ll leave now these windows
and likewise this hall,
For it’s deep in the sea
I will find my downfall.
VII
“And my curse on you, Mother,
My curse being sore!
Sure, I dreamed the girl I love
came a-knocking at my door.”
“Sleep down you foolish son,
Sleep down and sleep on:
For it’s long ago that weary girl
Lies drownin’ in the sea.”
VIII
“Well go saddle me the black horse,
The brown, and the gray;
Go saddle me the best horse
In my stable to-day!
And I’ll range over mountains,
Over valleys so wide,
Till I find the girl I love
And I’ll lay by her side.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono la figlia del re arrivata direttamente da Cappoquin (1)
a cercare Lord Gregory
e per Dio lo troverò.
La pioggia cade sui miei riccioli biondi
e anche la rugiada mi bagna,
il bambino ha freddo tra le mie braccia,
Lord Gregory, fammi entrare.
II
Lord Gregory non è qui
e non può ricevere visite,
perchè è andato nella bella Scozia
per portare a casa la sua nuova sposa.
Allontanati adesso dalle finestre
e anche da questo castello
perchè nel fondo del mare
troverai la tua rovina.
III
“Chi allaccerà le scarpe alla mia bimba?
Chi le metterà i guanti?
Chi fascerà bene il busto della bimba
con lunghe fasce di lino?
Chi pettinerà i biondi capelli della bimba con un pettine d’avorio?
Chi sarà il padre di mia figlia
finchè Lord Gregory ritornerà a casa?
IV
Ti ricordi Lord Gregory
quella notte a Callander
quando ci siamo scambiati
i fazzoletti da taschino
contro la mia volontà?
Perchè il tuo era di puro lino, amore
e il mio solo di tela grossolana,
però  il tuo costava una ghinea, amore
e il mio solo pochi penny (2)
V
Ti ricordi, Gregory caro,
quella notte a Callander
quando ci siamo scambiati gli anelli al dito
contro la mia volontà?
Il tuo era di argento puro, caro
e il mio solo di latta,
il tuo costava una ghinea
e il mio solo un centesimo.
VI
Ti ricordi, Gregory caro,
quella notte a Cappoquin?
Hai preso la mia verginità
e contro la mia volontà
e mi allontanerò adesso dalle finestre
come pure da questo castello
perchè nel fondo del mare
troverò la mia rovina.”
VII
“Ti maledico, madre,
ti maledico con dolore!
Ho sognato la donna che amo
che veniva a bussare alla mia porta.”
“Dormi figlio, sogni pazzie,
rimettiti a dormire
è da un pezzo che quella ragazza sventurata è annegata in fondo al mare”
VII
“sellatemi il cavallo nero
quello baio e il grigio
sellatemi il cavallo migliore
che c’è oggi nella stalla
e io cercherò per i monti
e le ampie vallate
finchè troverò la donna che amo
e mi stenderò al suo fianco”

NOTE
1) anche Callander
2) goat= moneta inglese d’argento dal valore di quattro penny.

Continua seconda parte

FONTI
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/lordgregory.html

THE BANKS OF THE ROSES

Questo brano di fine Ottocento, anche con il titolo di “The Banks of the Red Roses” è noto in due versioni, diametralmente opposte, quella irlandese come love song ricca di irish humour e quella scozzese come murder ballad. Come sempre quando ci sono versioni simili tra le due sponde si apre la querelle di quale sia venuto prima.. ma come sia accaduto che i testi vadano a raccontare una storia diversa è un mistero!

VERSIONE SCOZZESE: THE BANKS OF THE RED ROSES

Questa versione appartiene al genere delle murder ballads (le ballate degli omicidi) o come si direbbe oggi i fatti della cronaca nera.

murderQui la storia tra i due innamorati vira sul “gotico” e diventa una storia di seduzione e omicidio. Il giovanotto prima si diverte con la fanciulla (in alcune versione di nome Mary o Molly) e dopo averla messa incinta, invece di limitarsi a lasciarla (secondo il tipico comportamento dei mascalzoni) decide di ucciderla: l’omicidio però non segue l’impulso del momento, ma è premeditato e ciò getta sulla storia una luce sinistra e perversa.

Chi narra la storia sembra voler dare un avvertimento alla ragazze: quelle “facili” che invece di pensare al lavoro onesto preferiscono divertirsi nei boschi, finiscono immancabilmente per incontrare il lupo cattivo e fare una brutta fine!!
Sembra inoltre che la ragazza della storia sia anche una di quelle “nagging” che borbottano in continuazione perché devono sempre dire la loro, o che non sono mai contente! E quindi si meritano doppiamente di fare una brutta fine!!
Il motivo della gravidanza non è esplicito, le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto. (ad esempio in Ye Banks and Breas)
Di certo il “lovely” Johnny era un gran mascalzone e pur di non essere coinvolto nella scandalo di una gravidanza non desiderata, ha preferito “metterci una pietra sopra” (scavando prima una buca bella profonda): in realtà c’è poco da scherzare quando si parla d’omicidio e premeditato per giunta..

ASCOLTA Sarah Makem in Ulster Ballad Singer- 1968 (salta la III strofa) “In contrast to the light and airy theme of The Banks of Red Roses (Irish Street Ballads, No.8), Mrs. Makem’s song is a dark story of seduction and premeditated murder, on the lines of The Cruel Ship Carpenter, with which it should be compared. (English Folk Songs from the Southern Appalachians. Vol. 1, pp 317-327). See also E.F.S. Journal Vol. II, p 254. The tune is Doh Mode Hexatonic.”(tratto da qui)

ASCOLTA De Danann 1977 (inizia con la II strofa e poi passa alla I)

ASCOLTA June Tabor in Aqaba 1988


I
Oh, when I was a young girl
I heard my mother say
That I was a foolish lass and easy led astray.
And before I would work,
I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses.
II
On the banks of red roses
my love and I sat down
And he pulled out his charm flute
and played his lass a tune.
In the middle of the tune
well the bonny lassie cried,
“Ara Johnny, lovely Johnny would you leave me?”
III
So he took her to his cabin
where he treated her to tea
Saying drink my dearest Mary
and come along with me
Saying drink my dearest Mary
and come along with me
To the bonny bonny banks of Red Roses
IV
Well, they walked and they talked
till they came unto a cave
Where Johnny all the day
had been digging up a grave,
Where Johnny all the day
had been digging up a grave
For to leave his lassie low among the roses.
V
Then he pulled out a penknife,
it was both long and sharp,
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart.
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart
And he left her lying low among the roses.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando ero una ragazzina
mia madre mi diceva
che ero una ragazza sciocca e facile da sviare
che invece di lavorare
preferivo piuttosto divertirmi e cantare
con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prendeva il suo flauto incantato
e suonava alla sua ragazza una melodia.
Nel mezzo della melodia
la bella ragazza gridò:
“Johnny, amato Johnny  mi vuoi lasciare?”
III
Così la portò nella sua stanza
dove le preparò del te
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me”
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me”
alle belle rive delle rose rosse
IV
Allora essi camminarono e parlarono
fino a quando arrivarono a una grotta
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
per lasciare la sua piccola ragazza tra le rose.
V
Poi tirò fuori uno stiletto,
era tanto lungo e affilato
e lo piantò dritto nel cuore
della sua cara Mary.
e lo piantò dritto nel cuore d
ella sua cara Mary.
e la lasciò distesa tra le rose

In quest’altra versione testuale si aggiunge una nota “spooky” con lo spettro della fidanzata (ovvero il rimorso della coscienza) che inizia a tormentarlo!!

ASCOLTA Alasdair Roberts in  “No Earthly Man” (2005)

I
When I was a wee thing, I heard my mother say
That I was a rambler and easy led astray
before that I would work, I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses
II
On the banks of red roses, my love and I sat down
He took out his tuning box to play his love a tune
In the middle of the tune, his love got up and cried
saying “Oh Johnny, Johnny, will you go on and leave me?”
III
And they walked and they talked till they came up to a cave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
On the bonnie, bonnie banks of red roses
IV
“Oh Johnny, dearest Johnny, that grave’s not meant for me.”
“Oh yes, my dearest Molly, that your bridal bed shall be.
Oh yes, my dearest Molly, that your bridal bed shall be.”
And he’s laid her down low on red roses.
V
That night while walking home, his heart was full of fear,
And everyone he met, he thought it was his dear.
And everyone he met, he thought it was his dear
He had slain on the banks of red roses.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando ero una ragazzina mia madre mi diceva
che ero una vagabonda e facile da sviare.
che invece di lavorare io preferivo piuttosto divertirmi
e cantare con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prese il suo organetto e suonò al suo amore una melodia,
nel mezzo della melodia il suo amore si alzò e gridò:
“Johnny, amato Johnny   te ne vuoi andare e lasciarmi?”
III
Allora essi camminarono e parlarono fino a quando arrivarono a una grotta
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
le belle rive delle rose rosse
IV
“O Johnny, mio caro Johnny, quella tomba che cosa significa?”,
“O cara, mia cara Molly, che sarà il tuo letto nunziale
O si, mia cara Molly, che sarà il tuo letto nunziale”
e la lasciò distesa tra le rose rosse.
V
Quella notte mentre tornava a casa, il suo cuore era pieno di paura
e tutti quelli che incontrava, credeva fossero la sua amata
e tutti quelli che incontrava, credeva fossero la sua amata
che aveva lasciato distesa tra le rose rosse

VERSIONE IRLANDESE: THE BANKS OF THE (RED) ROSES

La canzone è risolta in modo ironico con un allegro motivetto: come racconta Séan Cannon all’inizio del video nella versione de The Dubliners, si tratta di un triangolo irlandese: un uomo, una donna e “the drink”, quando la donna chiede al suo amante di scegliere tra lei e il bere lui non ha dubbi nella scelta e lei se vuole può ritornarsene dai genitori; il finale è però un “happy end”, i due sposati se la spassano allegramente.
La versione è riportata nella raccolta “Irish Street Ballad” 1939 e la melodia è ritenuta originaria di Limerick. I versi sono tuttavia un po’ sconclusionati!

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Barra MacNeils


CHORUS
On the Banks of the roses me love and I sat down
And I took out me fiddle(1) for to play me love a tune
And in the middle of the tune-o she sighed and she said “Oro Johnny, lovely Johnny don’t ya leave me”
I
When I was a young boy I heard me father say
That he’d rather see me dead and buried in the clay
Sooner than be married to any runaway(2)
By the lovely sweet banks of the roses
II
And then I am no runaway and soon I’ll let them know
That I can take a bottle or can leave it alone
And if her daddy doesn’t like it he can keep his daughter at home
And young Johnny will go rovin’ with some other
III
And when I get married t’will be in the month of May
When the leaves they are green and the meadows they are gay
And me and me true love we’ll sit and sport and play
By the lovely sweet banks of the roses
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
CORO
Sulle rive delle rose io e il mio amore eravamo seduti
e io ho preso il violino per suonare una melodia al mio amore, e a metà del brano lei sospirò e disse
“Johnny amato Johnny non mi lasciare”.
I
“Quando ero ragazza ho sentito mio padre che diceva
che preferiva vedermi morta e sepolta in terra
piuttosto  che essere sposata a un disertore
per le care e dolci rive delle rose”.
II
Io non sono un disertore e presto lo farò sapere a loro
che io posso prendere una bottiglia oppure lasciarla lì,
e se suo padre non è contento può riprendesi la figlia in casa e il giovane Johnny se ne andrà a spasso con qualcun altra.
III
E se mai sarò sposato, sarà nel mese di Maggio
quando le foglie sono verdi e i prati ridenti
e io e il mio amore staremo a giocare e cantare
per le belle e amate rive delle rose

NOTE
1) in questo contesto è sotto inteso il doppio senso “to play his love a tune” equivale alla perdita della verginità della fanciulla
2) uno che scappa, ma anche uno spostato, e in senso lato, credo, un vagabondo

Lady Banks Red Rose è una rosa antica di tipo rampicante, arrivata dalla Cina solo nel 1807, dal nome di Lady Dorothea Banks moglie del botanico inglese Sir Joseph Banks (1743-1820) curatore dei Kew Gardens di Londra, dalla fioritura precoce già ad aprile con piccoli fiori, ma abbondanti e non molto profumati riuniti a mazzetti.

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofredroses.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofredr.html
http://www.contemplator.com/ireland/roses.html

NEVER WEDD AN OLD MAN

maidenUna canzone umoristica scozzese, intitolata anche “Maids When You’re Young“, scoraggia le giovani donne  nello sposare uomini troppo anziani, e il suo canto, tra ironia e amarezza, è un monito per tutte.
La grande differenza d’età tre i due sposi era ancora una consuetudine fino alla metà del 1900: uomini anziani sposavano giovani ventenni, che svolgevano il ruolo di badanti ante litteram!

L’umorismo della canzone  scaturisce dal linguaggio allusivo ma mai esplicito e le parole più oscene  sono bippate come “faloorum” e “ding doorum”: dapprima la giovane donna è corteggiata dall’uomo più vecchio ed accetta di sposarlo, ma quando arriva il momento di andare a  letto scopre che l’uomo ahimè è impotente. Così appena il vecchio si addormenta la ragazza, per spegnere i  bollori, si getta nelle braccia di un giovane e virile amante.

Oggi la canzone  fa sorridere ma nell’Ottocento era considerata piuttosto piccante: la semplice allusione  al sesso era volgare ma il riferimento all’impotenza e all’adulterio doveva  risultare scandaloso! Nonostante tutto diventò una canzone popolare in  Scozia, Inghilterra, Irlanda  e in America. La prima  pubblicazione risale al 1869 in “Ancient   Scottish Songs, Heroic Ballads” di David Herd con il titolo “Scant of Love, Want of Love”.

Quando i Dubliners la  registrarono nel 1962 fu considerata troppo esplicitamente sessuale per le radio del servizio pubblico inglese .

ASCOLTA  The Dubliners (strofe 1-3-4-5-6-7)

ASCOLTA Mairi  Morrison & Alasdair Roberts in Urstan, 2012 (strofe 1-2-4-3) in  una versione più castigata. Il cd è stato commissionato dal Scotland’s Centre for Contemporary Arts come tributo alla musica e  cultura gaelica. Una collaborazione artistica che sprizza freschezza e creatività.


CHORUS
For he’s got no faloorum,
fadidle eye-oorum

He’s got no faloorum,
fadidle  all day
He’s got no faloorum,
he’s lost his ding doorum
so maids when you’re young,
never wed an old man

I
An old man  came courting me,
hey ding dooram day (1)
An old man came courting me,
me being Young(2)
An old man came courting me,
all for to  marry me(3)
Maids, when you’re young never wed an old man
II
When we sat down to tea,
hey doo me darrity
When we sat down to tea, me being young
When we sat down to tea, he started teasing me
Maids when you’re young never wed an old man
III
When we went to church,
hey ding dooram day
When we went to church,
me being young
When we went to church,
he left me in the lurch (4)
Maids when you’re young, never wed an old man
IV
When we went to bed,
hey ding doorum day
When we went to bed, me being young
When we went to bed,
he lay like he was dead (5)
Maids when you’re young never wed an old man
V
So I threw me leg  over him (6),
hey ding dorum da
I flung me leg over him, me being young
I flung me leg over him, damned nearly smothered him
Maids when you’re young never wed an old man.
VI
When he went to sleep,
hey ding doorum day
When he went to sleep, me being young
When he went to sleep, out of bed I did creep
Into the arms of a handsome young man
VII
And I found his faloorum,
fadidle eye-oorum
I found his faloorum,
fadidle all day
I found his faloorum, he got my ding doorum
So maids when you’re young never wed  an old man
VIII
I wish this old man would die,
hey-ding-a  doo-rum
I wish this old man would die, me being Young
I wish this old man would die, I’d make the  money fly
Girls, for your sake, never wed an old man
IX
A young man is my delight,
hey-ding-a  doo-rum
A young man is my delight, me being Young
A young man is my delight, he’ll kiss you day  and night
Maids, when you’re young, never wed an old  man
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Perché lui non è ” faloorum”,
fadidle eye-oorum
lui non è ” faloorum”,
fadidle  all day
lui non è ” faloorum”
lui ha perso il suo “ding doorum”
così ragazze, se siete giovani,
non sposate mai un vecchio!
I
Un vecchio mi corteggiava
hey ding dooram day
Un vecchio mi corteggiava ed io ero giovane,
Un vecchio mi corteggiava per sposarmi,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
II
Quando ci sedemmo per il te,
hey doo me darrity
Quando ci sedemmo per il te,
ed io ero giovane,
quando ci sedemmo per il te, lui cominciò a stuzzicarmi.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
III
Quando andammo in chiesa
hey ding dooram day
quando andammo in chiesa
ed io ero giovane,
quando andammo in chiesa,
mi ha piantato in asso,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
IV
Quando andammo a letto
hey ding doorum day
quando andammo a letto ed io ero giovane,
quando andammo a letto, rimase disteso come morto.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
V
Così mi sono messa cavalcioni (6),
hey ding dorum da
mi sono messa cavalcioni ed io ero giovane,
mi sono messa cavalcioni e maledizione per poco lo soffocavo.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
VI
Quando si addormentò
hey ding doorum day
quando si addormentò  ed io ero giovane,
quando si addormentò strisciai fuori dal letto
nelle braccia di un bel giovane!
VII
E ho trovato il suo ” faloorum”,
fadidle eye-oorum
ho trovato il suo ” faloorum”,
fadidle all day
ho trovato il suo ” faloorum ” e ha preso la mia “ding doorum”
così ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio!
VIII
Vorrei che il vecchio morisse,
hey-ding-a  doo-rum
vorrei che il vecchio morisse ed io ero giovane,
vorrei che il vecchio morisse, potrei spendere i soldi,
ragazze per il vostro bene, non sposate mai un vecchio!
IX
Un uomo giovane è la mia gioia,
hey-ding-a  doo-rum
un uomo giovane è la mia gioia ed io ero giovane,,
un uomo giovane è la mia gioia, lo bacerei notte e giorno,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio!

NOTE
1) oppure “Hey do a dority”
2) oppure Hey-do-a-day
3) oppure Fain wad he mairry me
4) in altre versioni è la donna ad andarsene ” I left him in the lurch”
5) oppure “he neither done nor said”, ma anche” he lays like a lump of lead”
6) letteralmente: ho buttato la mia gamba su di lui

FONTI
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/anoldmancamecourting.html
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/
never_wed_an_old_man_pmcnamara.htm

http://sangstories.webs.com/anauldmancamcourtin.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/m/maidswhe.html