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WASSAILING FOR THE MUMPING DAY

WAES HAEL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva l’usanza del Wassailing, il brindisi per festeggiare l’anno nuovo!
Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro (per la ricetta qui), o anche un vin brulè (per la ricetta qui) , ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra calda o idromele.
In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. In origine si ritiene che i brindisi si svolgessero nei frutteti dove si brindava per la salute e la prosperità degli alberi (vedi, poi si passò alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.
Dal wassailing porta a porta, la wassailing bowl (= grolla della salute) entra nelle case sulla tavola di Natale come bevanda per i commensali!

LA QUESTUA

Wassail BowlNel Medioevo gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro oppure portavano la grolla della salute (wassail bowl) di casa in casa, cantando per reclamizzarne la bontà e per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, in attesa di una piccola ricompensa.
Inizialmente quindi erano i questuanti a portare la grolla di casa in casa per la condivisione comunitaria della bevanda e delle provviste, ma più comunemente, specialmente in epoca vittoriana, erano i mendicanti o i bambini più poveri e le donne a girare con la tazza del wassail vuota perché fosse riempita con bevande calde per accompagnarci pane e formaggio!
Dal “wassailing” (canti rituali di natura non religiosa) si passa infine al “caroling” ossia ai canti di Natale di natura religiosa, una questua premiata con cioccolata calda e biscotti e praticata soprattutto dai bambini. (continua)

 

THE MUMPING DAY: 21 DICEMBRE

children-wasselingDa mump= mendicare il Mumping Day (oppure ‘Doleing Day’) cadeva il 21 dicembre e un tempo era il giorno in cui i poveri andavano a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone per natale (good things).

Nello Staffordshire il termine utilizzato era semplicemente “a-gooding.” “In some parts of the country the day is marked by a custom, among poor persons, of going a gooding, as it is termed—that is to say, making the round of the parish in calling at the houses of their richer neighbours, and begging a supply either of money or provisions to procure good things, or the means of enjoying themselves at the approaching festival of Christmas. …By a correspondent of Notes and Queries, in 1857, we are informed that the custom of ‘Gooding’ exists in full force in Staffordshire, where not only the old women and widows, but representatives from every poor family in the parish, make their rounds in quest of alms. The clergyman is expected to give a shilling to each person, and at all houses a subsidy is looked for either in money or kind. In some parts of the same county a sum of money is collected from the wealthier inhabitants of the parish, and placed in the hands of the clergyman and churchwardens, who on the Sunday nearest to St. Thomas’s Day, distribute it in the vestry under the name of ‘ St. Thomas’s Dole.’ We learn also from an-other communication of the writer just quoted, that at Harrington, in Worcestershire, it is customary for children on St. Thomas’s Day to go round the village begging for apples” (tratto da qui).

I questuanti lasciavano in cambio dell’offerta, un rametto di agrifoglio o di vischio, oppure offrivano un sorso della bevanda preparata per il brindisi perpetuando così l’antica tradizione del wassailing cioè delle bevute benaugurali durante le festività natalizie (ovvero il solstizio d’Inverno). Questo wassailing di casa in casa era accompagnato da canti per reclamizzare la bontà della bevanda, per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, per chiedere cibo o offerte in danaro.

THE WASSAIL SONGS

La struttura di questi canti di questua è tipica: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. (c’erano ovviamente anche le strofe delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!)

Nelle Midland occidentali dell’Inghilterra è ancora diffusa la “Jolly wassel-bowl” con un testo risalente probabilmente al 1600.

ASCOLTA Leafy Greens & Mutton.

Si riportano solo le strofe cantate invece delle 12 del testo integrale (qui); il testo è antico e si trova in diverse raccolte riportato anche in Christmas Carols Ancient and Modern (1833) con la nota di William Sandys: Printed in Ritson’s Ancient Songs, pp. 304-6. From a collection intitled “New Christmas Carols: Being fit also to be sung at Easter, Whitsontide, and other Festival Days of the year.” No date, 12 mo. black letter; “in the curious study of that ever-to-be-respected antiquary Mr. Anthony á Wood [1632-1695], in the Ashmoleian Museum.”

I
A jolly wassel-bowl,
A wassel of good ale,
Well fare the butler’s soul,
That setteth this to sale;
Our jolly wassel (1).
II
Good dame, here at your door
Our wassel we begin,
We are all maidens poor,
We pray now let us in,
With our wassel.
III
Our wassel we do fill
With apples and with spice,
Then grant us your good will
To taste here once or twice
Of our good wassel.
IV
Much joy into this hall
With us is entered in;
Our master, first of all,
We hope will now begin
Of our wassel.
V
Some bounty from your hands,
Our wassel to maintain:
We’l buy no house nor lands
With that which we do gain
With our wassel.
VI
Much joy betide them all,
Our prayers shall be still,
hope and ever shall,
For this your great good will
To our wassel.
Traduzione di Cattia Salto
I
La grolla della salute,
una coppa di buona birra
farà bene all’anima del maggiordomo
che prepariamo per vendere
il nostro allegro wassel
II
Buona madama, qui alla vostra porta inizia la nostra questua
siamo tutte povere fanciulle
e vi preghiamo di farci entrare
con la nostra coppa
III
La nostra coppia facciamo riempire
con mele e spezie
perciò assicurateci la vostra buona volontà di assaggiare uno o due sorsi del nostro buon wassel
IV
Tanta gioia in questa casa
con noi è entrata;
il nostro padrone, per primo
speriamo inizierà ora
il nostro wassel
V
Dei doni dalle vostre mani
per provvedere al nostro wassel
non compreremo case o terre
con quello che guadagneremo
con il nostro wassel
VI
Tanta gioia per tutti
le nostre preghiere saranno di pace,
speranza e ogni bene
per la vostra grande generosità
al nostro wassel

NOTE
1) wassel è modernizzato in wassail

The Wassail Bowl
1860 – The Wassail Bowl – John Gilbert

WASSAIL SONGS

Facciamo perciò un giro per la campagna britannica e in particolare nel Glouchestershire, nello Yorkshire e nel Somerset, nel Galles e in Cornovaglia

THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL vedi
THE GOWER WASSAIL vedi
THE CORNISH WASSAIL SONGS qui
THE YORKSHIRE WASSAIL SONGS qui
THE SOMERSET WASSAIL vedi

FONTI
http://www.cbladey.com/wassail.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=97570
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/a_jolly_wassel_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carroll_for_a_wassell_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/wassailing.htm

GET IVY AND HULL

Una carol di origine rinascimentale
Testo: Thomas Tusser, 1558
Melodia: Bannochs o’ barley meal, arrangiata da Charles Wood
In “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (Edith Rickert, 1914)


I
Get ivy and hull(1), woman, deck up thine house,
And take this same brawn(2) for to seethe and to souse;
Provide us good cheer, for thou knowest the old guise,
Old customs that good be, let no man despise.
CHORUS
At Christmas be merry and thank God of all,
And feast thy poor neighbours, the great and the small.
Yea, all the year long have an eye to the poor,
And God shall send luck to keep open thy door.
II
Good fruit and good plenty do well in thy loft,
Then lay for an orchard and cherish it oft(3).
The profit is mickle(4), the pleasure is much;
At pleasure with profit few men will grutch(5).
NOTE
1) hull= Holly
2) inizialemnte pensavo si riferisse al cibo e quindi ho tradotto come “soppressata”, ma potrebbe anche riferirsi alla birra scura e quindi alla preparazione della bevanda del wassail
3) often
4) mickle = great
5) grutch = begrudge

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Prendi l’edera e l’agrifoglio, donna, e decora la tua casa
e prendi una bella birra scura da bollire e macerare;
ci danno buon umore, perchè conosci le vecchie tradizioni,
le vecchie abitudini che sono buone, l’uomo non disprezzi.
CORO
A Natale siate allegri e ringraziate Dio di tutto,
e festeggiate con i vicini sfortunati, grandi e piccini.
Si, per tutto l’anno abbiate riguardo dei poveri,
e Dio manderà la fortuna alla vostra porta.
II
La buona frutta e l’abbondanza stanno bene nel tuo solaio
allora prepara un frutteto e curalo spesso.
il profitto è grande, la soddisfazione è tanta;
al ricco profitto alcuni uomini mugugneranno.

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
get_ivy_and_hull.htm

LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA

Il giorno del Maggio è chiamato in Irlanda la na Beal tina ossia “il giorno del fuoco di Beal consacrato quindi a Bel o Belenos. Alla vigilia si accendono grandi fuochi e si fa passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò preservi le mucche dalle malattie e dall’essere derubate del latte dal Piccolo Popolo.
Era usanza che i focolari venissero spenti al tramonto e riaccesi con la brace del falò collettivo solo il giorno successivo (e ancora oggi a Ballymenone contea di Fermanagh).
Il bestiame veniva poi portato ai pascoli estivi, dove rimaneva fino a Samahin sorvegliato da un buachaill o mandriano professionista (o dai giovanetti di famiglia) -transumanza ancora praticata nel XX secolo.

IL MONDO FATATO

Fee74aBeltane è un giorno cruciale di cesura e di passaggio (finisce l’Inverno e inizia l’Estate) e le fate più facilmente possono entrare in contatto con il mondo degli umani. Il giorno di vigilia è quello in cui dover prestare la maggiore attenzione, perché il popolo delle fate (il piccolo popolo o Good People per gli irlandesi) può essere molto dispettoso e anche i malefici risultano essere più efficaci. Quindi nessuna donna irlandese si sognerebbe mai di portare il proprio neonato a spasso per non rischiare di ritrovare un challenger in cambio. In particolare gioventù e bellezza possono destare l’invidia delle fate e quindi anche le belle ragazze se ne stanno al chiuso.
In generale è convinzione popolare che le malattie o gli infortuni occorsi alla vigilia o nel giorno del maggio siano i più difficili da curare. Quindi buona norma è quella di uscire di casa sempre con un amuleto di ferro al collo o in tasca e lasciare un’offerta di cibo alle fate!

MAY MUMMERS

Mummers questuanti erano tipici durante l’Ottocento, personaggi in maschera equivalenti ai Morris dance inglesi. Thomas Crofton Croker in “The Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland “(pubblicato nel 1825) riporta molte tradizioni irlandesi del Maggio e descrive proprio i Mummers del Maggio; in sintesi Croker ci dice di aver assistito nel suo viaggio per il Sud dell’Irlanda alla festa del maggio che è quella preferita dai Mummers: un gruppo di ragazze e ragazzi del villaggio o del quartiere (di bell’aspetto e aitanti) che marciano in processione in fila per due, gli uomini sono vestiti di bianco con giacche o panciotti dai vivaci colori e portano nastri colorati sui cappelli e sulle maniche e anche le donne sono vestite di bianco o con colori chiari.
Una coppia di ragazze porta un cespuglio di agrifoglio per ciascuna, decorato con molti nastri colorati con appese molte palle nuove da hurling (sport molto diffuso e popolare che inizia proprio di Maggio) ossia un regalo di Maggio per i giovani del paese. La processione è preceduta dai musicisti, cornamuse o pifferi e tamburi. C’è un clown che indossa una maschera spaventosa e porta una lunga pertica con brandelli di stoffa sulla cima (come una scopa) che immerge nell’acqua e la scuote addosso alla folla facendo divertire i più piccoli.
Le maschere sfilano per i villaggi o vanno di casa in casa ballando in una questua per ricevere del denaro da spendere la sera con una allegra e colossale bevuta.

Nella processione non mancava mai la Regina del Maggio, in alcune parti dell’Ulster era eletto anche un re del Maggio, a volte una bambolina era portata su un palo decorato con una ghirlanda fiorita (zona di Monaghan). Un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord), cantato da gruppi di giovani che vanno di casa in casa mentre portano il ramo di Maggio è conosciuto con molti nomi: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (vedi)

IL PALO DEL MAGGIO

Il Palo del Maggio e le danze intorno al Palo sono abbastanza diffuse in Irlanda, tradizione per la quale valgono le considerazioni generali già viste per la Gran Bretagna. La cittadina di Holywood nell’Irlanda del Nord è famosa per il suo albero del Maggio eretto nel centro: secondo la tradizione locale risalirebbe al 1700 (ricavato dall’albero di una nave) ed è ancora luogo delle danze per la festa e fiera annuale del Maggio.
Ma l’usanza più tipica è quella di tagliare un ramo di biancospino (o di sorbo) e piantarlo accanto alla porta di casa o metterlo sopra l’uscio o alla finestra, confezionandolo come una ghirlanda addobbata con fiori gialli (primule, calendule e ranuncoli)  e nastri colorati. Da questa tradizione è nata l’usanza del May basket ovvero il cestino del Maggio da lasciare accanto alla porta dei vicini o della persona amata. Con questo gesto benaugurale si proteggono gli abitanti dalle fate. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite.

ERBE E RIMEDI

Le erbe raccolte prima del sorgere del sole nel giorno del Maggio hanno migliori proprietà curative specialmente per curare le verruche. Quando la produzione del burro era un procedimento casalingo effettuato con la zangola, il primo burro prodotto con il latte del 1° maggio era considerato il migliore per preparare unguenti e pomate.

ortica1Un’altra usanza della vigilia era quella di sferzarsi con le ortiche e i bambini potevano andare in giro correndo con un mazzo di ortiche per colpire i compagni o i malcapitati passanti; il loro compito era quello di raccogliere i germogli delle ortiche da riportare a casa per la dispensa della cucina. Nota erba depurativa e disintossicante fin dall’antichità, l’ortica era infatti utilizzata nella preparazione delle zuppe e la tradizione contadina irlandese raccomandava di mangiare ortiche nel mese di Maggio per curare o prevenire i reumatismi. Anche nell’antica Roma si raccomandava a chi soffriva di reumatismi o di artrite reumatoide di rotolarsi nell’ortica. continua

 

FONTI
http://www.applewarrior.com/celticwell/ejournal/beltane/
http://www.honearchive.org/etexts/edb/day-pages/121-may01.html
http://www.museum.ie/en/list/topic-may-day.aspx?article=d0037204-0e46-481e-920d-f6ccb13a13aa
http://www.irishcultureandcustoms.com/ACalend/Beltane.html