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I’M A MAN YOU DON’T MEET EVERY DAY

ALTRI TITOLI: Jock Stuart – Jock Stewart

Irlandesi e scozzesi rivendicano la paternità della canzone che alcuni ritengono non sia di tradizione popolare ma risalente ai repertori dei music-halls in voga nell’Ottocento. Il music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.

La versione diventata standard è quella della traveller scozzese Jeannie Robertson di Aberdeen, che la registrò nel 1960. Sembra sia stata lei ad aggiungere il nome “Jock Stewart” (in riferimento ai suoi nonni) poi nel 1976 un altro artista scozzese Archie Fisher riprese quasi integralmente il testo. Così scrive nelle note di copertina del suo album “The Man with a Rhyme“: An Irish narrative ballad that has been shortened to an Aberdeenshire drinking song. Though I’ve searched the map of Eire in vain for a “River Kildare”, and changed verse three so that the dog doesn’t get shot, the song is essentially still Jeannie Robertson’s version heard many years ago and re-inspired by the singing of her daughter, Lizzie Higgins.

Jock Stewart

Il protagonista invita gli amici a bere con lui: egli è prodigo non sono ad aiutare economicamente chi ha bisogno di un prestito, ma è anche generoso di spirito e riesce a mettere a proprio agio sia il gentiluomo che il vagabondo. E’ una drinking song che si presta come canto dell’addio a fine concerto.

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ASCOLTA Archie Fischer 1976 (I, IIA, IIIA, IV)
ASCOLTA The Tannahill Weavers 1979 (I, IIB, IIIB, IV)

ASCOLTA The Dubliners 1987 (I, IIC, IIA, IIIC, IV)
ASCOLTA Dougie MacLean in The Plant life Years 2009 (I, IIA, IIIA, IIID, IV)
ASCOLTA Rapalje 2010 in una versione live molto maschia e teutonica (strofe I, IV, III, IV)
ASCOLTA Jesse Ferguson live 2011 (strofe I, II, IV, III, IV)
ASCOLTA Ewan McLennan & Tim O’Brien per Transatlantic Session 2013 (I, IIC, IIB, IIIB, IV, I)


I
Now, my name is Jock Stewart,
I’m a canny gaun man,(1)
And a roving young fellow I’ve been.
CHORUS
So be easy and free
When you’re drinkin(2) wi’ me.
I’m a man you don’t meet every day.
tradotto da Cattia Salto
II
Mi chiamo Jock Stewart, e sono ora un uomo prudente(1), ma sono stato da giovane un compagno vagabondo.
RITORNELLO
Mettiti comodo e a tuo agio quando bevi(2) con me, sono un uomo che non si trova tutti i giorni.
IIA
I have acres of land, I have men at command; I have always a shilling to spare(3).
[Ho acri di terra e uomini al mio comando, e ho sempre uno scellino da prestare.]
IIB
And its oft have I sat with both bottle and friend Is there ae man could e’er ask for more?
[E spesso mi sono seduto con una bottiglia e un amico; cosa vorrebbe di più un uomo?]
 IIC
I’m a piper to trade(4), I’m a roving young blade(5), And manys the tunes I can play
[Sono un piper ambulante(4), un giovanotto spericolato(5) e so’ suonare molte melodie]
IIIB
Let us catch well the hours and the minutes that fly Let us share them sae weel while we may(7)
[Afferiamo bene le ore e i minuti e passiamoli in compagnia finchè possiamo(7)]
IIIA
Now, I took out my gun,
With my dog I did shoot(6)
All down by the River Kildare.
[Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia(6) lungo il fiume Kildare]
IIID
I took out my gun
And with my dog i did go(6)
All down by the banks of the Tay
[Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia lungo le rive del Tay]
 IIIC
With my dog and my gun I go out for to shoot(6)
All along the green banks o’ the Spey
[Con il mio cane e la pistola esco per sparare lungo le verdi rive dello Spey]
IV
So, come fill up your glasses
Of brandy and wine(8),
And whatever the price (cost), I will pay.
IV
Così venite a riempire i bicchieri di brandy e vino(8)
e qualunque sia il prezzo lo pagherò

NOTE
1) canny =warily gaun=going; canny gaun man=an easy going or cautious man, who in his younger days wasn’t quite so cautious (but a roving young fellow).
2) Dougie MacLean dice “courting ”
3) Dougie MacLean dice “But my money I foolishly spend”che è quasi la stessa cosa ma con una magnanimità che rasenta lo sperpero
4) questo verso è stato aggiunto da Sheila Stewart nella registrazione del 1999 effettuata da Doc Rowe che così scrive nelle note (And Time goes on: song and stories): Popular on the folk scene, this song was found by the Stewarts in their letterbox when they returned from shopping one day! An anonymous writer simply stated that it was written for [Sheila’s father] Alec, a fine piper and storyteller. Versions are found in Ireland.
5) ) letteralmente “spada, lama itinerante”, si riferisce all’atteggiamento macho degli uomini traveller sempre pronti ad attaccar briga pur di difendere il loro onore
6) il verso controverso (e scusate il bisticcio) è quello in merito all’uccisione del cane: in alcune versioni (ad es. Pogues) si dice proprio che l’uomo esce armato di pistola e con il cane per ucciderlo, ma Archie Fischer le trasforma in modo che i due stiano andando a una battuta di caccia. Ora perchè l’uomo volesse o dovesse uccidere il cane è spiegato dai più come se si trattasse di un atto dovuto perchè il cane era malato e quindi un gesto pietoso per alleviare le sue sofferenze. Così la canzone assume un carattere di “lamento” la celebrazione di un funerale di un caro amico (il cane) con tanto di bevute. Ovviamente questa versione è più vicina al tono comico-sarcastico tipico delle canzoni del music-halls ottocenteschi
6) And we’ll share them together this day
7) whisky and beer

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/imamanyoudontmeeteveryday.html
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jockstew.htmlhttp://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35897http://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/10/meeteveryday.htmhttp://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/meet.htm

THE LAIRD O’ WINDY WA’S

Romeo and Juliet, Heinrich von Angeli

Nella tradizione popolare sono assai numerose le ballate dette  “night visiting song” ovvero le avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un giovanotto (un soldato o un marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza, spesso intrufolandosi in camera sua nottetempo (in genere in una notte di pioggia). Una versione popolare della visita notturna di Romeo al balcone di Giulietta.
In origine doveva trattarsi di una canzone umoristica e un po’ sconcia su un triangolo amoroso con lei, lui e il marito cornuto. In alcune versioni più antiche è addirittura una ninna-nanna a doppi sensi cantata dalla giovane al bambino nella culla per avvisare l’amante che il marito è in casa (“the cuckoo’s in his nest”).
Il filone così si sdoppia, al posto del marito ci sono i genitori da non svegliare, e la canzone diventa un dialogo (contrasto amoroso) tra due teneri (e smaniosi) innamoratini.
Le variante testuali sono molte anche con titoli diversi ma tutte riconducibili alla stessa matrice, e diffuse in Scozia, Irlanda e Inghilterra.

THE LAIRD O’ WINDY WA’S

Noto anche con il titolo di “The Laird of Udny” il brano è stato raccolto da Hamish Henderson dalle voci di Goerdie Robertson (1958 Vedi) e di Jeannie Robertson (1960 Vedi) di Aberdeen. Compare in stampa nella raccolta di David Herd “Ancient And Modern Scots Songs” (Vol II 1776)

La versione è un dialogo tra i due amanti con l’uomo che cerca di convincere la fanciulla a farlo entrare nel suo letto.  Il tono è umoristico e non manca di doppi sensi (come la porta che cigola e levarsi il cappello) probabilmente era una parodia del genere, diffusa come bothy ballad, ovvero le canzoni popolari composte e cantate dai braccianti agricoli delle fattorie scozzesi per passare in allegria la serata nel loro dormitorio.

ASCOLTA Archie Fisher in ‘Will Ye Gang Love‘ (1976) 18:37 The Laird o’ Windy Wa’s


I
O I’m the laird o’ Udny’s Wa’s(1)
And I’ve come here wi’ richt guid cause(2)
And I’ve had mair that thirty fa’s
Comin’ oot owre the plains(3)
CHORUS
O let me in this ae nicht
This ae(4) ae ae nicht
O let me in this ae nicht
And I’ll never speir(5) back again -o
II
My mother, she does soundly sleep
And my bedroom door does chirrup and cheep
My bedroom door does chirrup and cheep
And I cannae let ye in
CHORUS
So gang ye hame this ae nicht
This ae ae ae nicht
Gang ye hame this ae nicht
And never speir back again
II
I’ll oil your door gin it maun squeak(6)
And it will neither chirrup nor cheep
No it will neither chirrup nor cheep
And I’ll get slippin’ in
CHORUS
O let me in this ae nicht,
This ae ae ae nicht
O let me in this ae nicht,
And I’ll never speir back again
III
When he’s got in he was sae gled
He’s taken his bonnet frae off of his head
And he’s kissed her on the cheeks sae red
And the auld wife heard the din
CHORUS
O but well she likit that ae nicht
That ae ae ae nicht
O weel she likit that ae nicht
She let her laddie in
IV
When he got in he was sae gled
He’s knockit the bottom-boards oot o’ the bed
And he stole the lassie’s maidenhead
And the auld wife heard the din
CHORUS
O but well she likit that ae nicht
That ae ae ae nicht
O weel she likit that ae nicht
That she let her laddie in
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Sono il Signore di “Windy Walls” (1)
e sono qui per un buono e giusto motivo (2)
sono caduto più di trenta volte
venendo dalla brughiera (3)
CORO:
O fammi entrare questa notte
per questa notte (4)
O fammi entrare questa notte
e non te lo chiederò di nuovo”
II
“Mia madre ha il sonno leggero
e la porta della mia camera cigola e stride,
la porta della mia camera cigola e stride
e non posso farti entrare
CORO
Così vattene a casa questa notte
per questa notte
Così vattene a casa questa notte
e non me lo chiedere di nuovo”
III
“Olierò la tua porta se squittisce come un topo (6) e non farà ne cigolii e ne strida, e non farà ne cigolii e ne strida
e così potrò scivolare dentro
CORO
O fammi entrare questa notte
per questa notte
O fammi entrare questa notte
e non te lo chiederò di nuovo”
III
Quando entrò fu così felice
si levò il berretto
dalla testa
e le baciò le guance
tanto rosse, ma la vecchia moglie sentì il frastuono (7)
CORO
Pure a lei piacque quella notte
per quella notte
tanto le piacque quella notte
che lasciò il suo ragazzo entrare
IV
Quando lui entrò fu così felice
e bussò al capezzale
del letto
e rubò la verginità della ragazza
e la vecchia moglie sentì il frastuono
CORO
Pure a lei piacque quella notte
per quella notte
tanto le piacque quella notte
che lasciò il suo ragazzo entrare

NOTE
1)”windy walls” = all outdoors, cioè il Signore dell’Aria, un vagabondo
2) verso alternativo “And I’ve come here withoot a cause
3) anche come “I’ve suffered more than thirty falls /Just gallopin’ o’er the plain, so“. Il fatto che l’uomo sia inciampato fa presumere che la notte sia senza luna, ma si vuole anche mettere in evidenza il pericolo affrontato per amore.
4) ae = a, an nel senso di una notte intera
5) sperir =seek
6) verso alternativo “O I’ll oil the door or it be’s weet”
7) altre canzoni umoristiche sviluppano proprio la storia dal punto di vista degli anziani genitori o dei padroni di casa che soprendono il giovanotto con i pantaloni calati.. (vedi)

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS
LA VERSIONE IRLANDESE

continua seconda parte

FONTI
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/59425/6
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/145.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=70464
http://mysongbook.de/msb/songs/l/lairdowi.html