Archivi tag: A.L. Lloyd

GALLOWS POLE & SEVEN COURSES

La ballata popolare “Gallows pole“, “The Maid Freed From The Gallows”, “The Prickly Bush oppure “The Hangman”, “Highwayman” viene dalle Isole Britanniche, classificata tra le Child ballads al numero 95.
E’ una storia che ha conosciuto una grande fortuna nell’Europa medievale in particolare la ritroviamo in una tra le più note ballate italiane “Cecilia” riportata da Costantino Nigra al numero 3 (vedi)
Così la  ballata popolare ungherese “Feher Anna” narra la storia di un uomo condannato a morte per aver rubato un cavallo. La sorella nel tentativo di salvarlo passa la notte a letto con il giudice ma al mattino scopre che il fratello è stato ugualmente impiccato.
“The subject, is probably Italian in origin, and passed on into French and English collections of tales through Latin transmission. This ballad probably came to Hungary from the Italians, perhaps through Dalmatian transmission, after the middle of the 16th century” (tratto da qui)
Le versioni che la fanno circolare nei circuiti folk degli anni 60 portano il titolo di “Anathea” e di “Seven Courses”.

Fehér Anna balladája

ANATHEA

Nell’album “Judy Collins #3″ pubblicato nel marzo 1963 troviamo  il brano accreditato a Neil Roth e Lydia Wood. Così scrive nelle note “I am told that Lydia Wood was given the poem when she was in Paris a few years ago, and set the lovely melody to this story of cruel justice.”
La ballata è in tutta evidenza una trascrizione in inglese della versione ungherese “Feher Anna” (= Anna White) di cui si conserva intatto il nome del condannato “Lazlo Feher”; la ballata fu pubblicata agli inizi del 900 dal compositore ungherese Béla Bartók nella sua raccolta “Hungarian Folk Songs” pubblicata in America nel 1931. 
La stessa canzone raccolta da Béla Bartók fu tradotta in inglese da A.L. (Bert) Lloyd con il titolo di “Laszlo Thea stole a stallion” (vedi)

ASCOLTA Judy Collins 1963

ASCOLTA Dave & Toni Arthur in ‘The Folk Trailer’.

I
Lazlo Feher stole a stallion.
Stole him from the misty mountain.
And they chased (followed) him and they caught him,
And in iron chains they bound him.
II
Word was brought to Anathea (Anna Thea)
That her brother was (lay) in prison.
« Bring me gold and six fine (white) horses.
I will buy my brothers freedom.»
III
« Judge, oh, judge, please spare my brother.
I will give you gold and silver. »
“I don’t want your gold and silver.
All I want are your sweet favors. »
IV
« Anathea, oh, my sister,
Are you mad with grief and sorrow?
He will rob you of your flower,
And he’ll hang me from the gallows.»
V
Anathea did not heed him.
Straightway to the judge went running.
In his golden bed at midnight,
There she heard the gallows groaning.
VI
Cursed be that judge so cruel.
Thirteen years may he lie bleeding!
Thirteen doctors cannot cure (heal) him. Thirteen shelves of drugs can’t heal him.
VII
« Anathea, Anathea,
Don’t go out into the forest.
There among the green pines standing,
You will find your brother hanging. »
Tradotto da Cattia Salto
I
Lazlo Feher rubò un cavallo
lo rubò sulle vette nebbiose
ma lo inseguirono
e lo catturarono e lo imprigionarono con una catena di ferro.
II
Un messaggio fu consegnato a Anathea che suo fratello era in prigione “Datemi l’oro e 6 bei cavalli e comprerò la libertà a mio fratello”
III
“Giudice oh giudice ti prego di risparmiare mio fratello
e ti darò oro e argento”
“Non voglio oro e argento
ciò che voglio sono i tuoi favori”
IV
“Anathea, oh sorella mia
sei impazzita per il dolore e la pena?
Ti ruberà del tuo fiore più prezioso
e mi impiccherà sulla forca”
V
Anathea non gli prestò attenzione
e dritto di filato dal giudice andò di buona lena.
Nel suo letto dorato a mezzanotte
là sentì la forca
gemere
VI
La maledizione colga un giudice così crudele: 13 anni stia a sanguinare
13 dottori  non lo possano curare
13 scaffali di medicine non lo possano guarire
IX
“Anathea, Anathea
non andare nella foresta
là tra i verdi pini in fila
troverai tuo fratello impiccato”

NOTE
tra parentesi le variazioni di Bert Lloyd

SEVEN COURSES

Nello stesso anno a maggio 1963 Bob Dylan registra “Seven Courses” (suonata però in concerto nel mese di aprile) praticamente la stessa storia di “Laszlo Thea stole a stallion” Dylan cambia il nome nel più irlandese e tradizionale “Old Reilly” ed è la figlia a sacrificare la sua verginità per salvarlo. Aggiunge inoltre il sotto tema delle maledizioni peraltro presenti nelle versioni scandinave della ballata (continua)

I
Old Reilly stole a stallion
But they caught him
and they brought him back
And they laid him down on the jailhouse ground
With an iron chain around his neck.
II
Old Reilly’s daughter got a message
That her father was goin’ to hang.
She rode by night and came by morning
With gold and silver in her hand.
III
When the judge he saw Reilly’s daughter
His old eyes deepened in his head,
Sayin’, “Gold will never free your father,
The price, my dear, is you instead.”
IV
“Oh I’m as good as dead,” cried Reilly,
“It’s only you that he does crave
And my skin will surely crawl if he touches you at all.
Get on your horse and ride away.”
V
“Oh father you will surely die
If I don’t take the chance to try
And pay the price and not take your advice.
For that reason I will have to stay.”
VI
The gallows shadows shook the evening,
In the night a hound dog bayed,
In the night the grounds were groanin’,
In the night the price was paid.
VII
The next mornin’ she had awoken
To know that the judge had never spoken.
She saw that hangin’ branch a-bendin’,
She saw her father’s body broken.
VIII
These be seven curses on a judge so cruel:
That one doctor will not save him,
That two healers will not heal him,
That three eyes will not see him.
IX
That four ears will not hear him,
That five walls will not hide him,
That six diggers will not bury him
And that seven deaths shall never kill him.
Tradotto da Michele Murino *
I
Il vecchio Reilly rubò un cavallo
ma lo catturarono
e lo riportarono indietro
lo gettarono in una cella
con una catena di ferro intorno al collo
II
La figlia del vecchio Reilly ricevette un messaggio che suo padre sarebbe stato impiccato
Cavalcò di notte ed arrivò al mattino con oro ed argento in mano
III
Quando il giudice vide la figlia di Reilly
i suoi vecchi occhi strabuzzarono
e disse “L’oro non salverà
tuo padre
Il prezzo, cara mia, sarai tu”
IV
“Oh è come se fossi morto” gridò Reilly
“E’ solo te che egli vuole
e mi vengono i brividi al pensiero
che egli ti tocchi
Sali sul tuo cavallo e scappa”
V
“Oh padre, morirai di sicuro
se non rischierò
e pagherò il prezzo senza seguire il tuo consiglio
Per questo motivo devo rimanere”
VI
Le ombre del patibolo ondeggiavano nella sera
nella notte un cane abbaiò
nella notte il suolo
gemette
nella notte il prezzo fu pagato
VII
La mattina dopo lei apprese al risveglio
che il giudice non aveva mantenuto la promessa
Vide il ramo con il cappio piegato
Vide il corpo di suo padre spezzato
VIII
Che sette maledizioni colpiscano un giudice così crudele:
che un dottore non lo salvi
che due guaritori non lo guariscano
che tre occhi non lo vedano
IX
Che quattro orecchie non lo ascoltino
che cinque mura non lo nascondano
che sei becchini non lo seppelliscano
e che sette morti non lo uccidano.

NOTE
* da qui

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38962&lang=it
http://mek.oszk.hu/02700/02790/html/142.html
http://folksongcollector.com/annathea.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9356
https://singout.org/2012/08/17/the-price-my-dear-is-you/

THE RECRUITED COLLIER / JENNY’S COMPLAINT

Troviamo la ballata con il titolo di “Jenny’s Complaint” nel volume “Ballads in the Cumberland Dialect”, una raccolta di canzoni in dialetto del Cumberland curata nel 1808 dal poeta inglese Robert Anderson (1770-1833). Senonchè l’autore non si è limitato a prendere un brano musicale tradizionale ma ha riscritto il testo dedicandolo ad un tema che in epoca di guerre napoleoniche doveva essere molto sentito: il protagonista è un contadino convinto dal sergente reclutatore ad arruolarsi nell’esercito e che lascia a casa la sua Jenny; è proprio lei che si lamenta e, stanca di vivere da sola, preferirebbe morire di crepacuore.
Lo stesso Anderson dichiara che la ballata è farina del suo sacco (i canti tradizionali si trovano nell’Appendice del Libro). La melodia abbinata da Anderson non è quella del testo ripreso da Lloyd (nella sua versione ribattezzata “The Recruited Collier”) ma “Nancy is to the Green-wod Gane” (qui).

36_41200~the-recruiting-sergeant

A. L. LLOYD

Negli anni 50 A.L. Lloyd, autore con il compositore Ralph Vaughan Williams del famosissimo “Penguin Book of English Folk Songs” (1959), dice di aver raccolto da un minatore di Workington (all’epoca nella contea del Cumberland), tal J.T. Huxtable, una canzone molto simile a quella del libro di Anderson; A.L. Lloyd aveva ottenuto l’incarico di documentare i canti di lavoro e di svago dei lavoratori nelle miniere e nel 1951 pubblicò un libretto dal titolo “Come All Ye Bold Miners – Ballads & Songs of the Coalfields” in cui era compresa la nostra ballata ma con un nuovo titolo e una melodia diversa “The Recruited Collier” (il italiano “Il minatore arruolato”).
All’epoca a A.L. Lloyd faceva gioco che la ballata fosse un brano tradizionale raccolto dalla testimonianza di un minatore e quindi ecco spuntare opportunamente il signor J.T. Huxtable (che peraltro a Workington nessuno conosceva).

La ballata dei braccianti del Cumberland era diventata la ballata dei minatori attraverso il processo della trasmissione orale (che sappiamo non è mai un processo di congelamento, ma di appropriamento da parte degli interpreti che rielaborano a picimento testi e melodie)? Certo che no, nessun altro ne aveva sentito parlare tra la pubblicazione di Anderson e la versione del signor J.T. Huxtable/pubblicazione di A.L. Lloyd! A quei tempi a A.L. Lloyd conveniva maggiormente spacciare il suo brano (testo e musica) come tradizionale e per tale è stato preso (ma non è la stessa cosa che ha fatto duecento anni prima Robert Burns in Scozia?)

In tempi recenti il brano ha conosciuto una discreta popolarità al seguito del successo della serie televisiva Sharpe’s Rifles (1993).

ASCOLTA Kate Rusby 1995

oppure con gli spezzoni di filmato dalla serie Tv Sharpe’s Rifles (la domanda sorge spontanea: ma chi è quel genio che ha scelto il bianco per le divise delle reclute?) la traccia audio purtroppo non è di buona qualità

Questa è migliore

ASCOLTA Anne Briggs 1963 in “The Iron Muse – A Panorama of Industrial Folk Music

ASCOLTA Dick Gaughan 1978 che scrive “from either Christine Hendry or Kathy Bainbridge, both of whom were resident singers at St Andrews Folk Club in the 60s”.

I
O what’s the matter wi’ you my lass
And where’s your dashing Jimmy?
the soldier boys have ta’en him up
And sent him far, far from me
Last pay-day he went off to town
And them red-coated fellows
Enticed him in and made him drunk
And he’s better gone to the gallows.
II
The very sight of his cockade
It sets us all a’crying
And me I nearly fainted twice
I thought that I was dying
My father would have paid the smart
And he ran for the golden guinea
But the sergeant swore he’d kissed the book
And now they’ve got young Jimmy.
III
When Jimmy talks about the wars
It’s worse than death to hear him
I have to go and hide my face
Because I cannot bear him
A brigadier or grenadier
He says they’re bound to make him
But aye he laughs and cracks his jokes
And bids me not forsake him.
IV
As I walked over the stubble fields
Below it runs the seam
I thought of Jimmy hewing there
But it was all a dream
He hewed the very coals we burn
And when the fire I’m lighting
To think the coals was in his hands
It sets my heart to beating
V
(For three long years he’s followed me.
Now I must live without him.
There’s nothing now that I can do
But weep and think about him.)
So break my heart and then it’s ower.
So break my heart, my dearie,
And lay me in the cold ground,
For of single life I’m weary.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
“Che hai ragazza mia
e dov’è il tuo Jimmy audace?”
“I soldati lo hanno preso
e mandato lontano, lontano da me.
L’ultimo giorno di paga andò in città
e quei compagni con la giubba rossa
lo intrappolarono e lo fecero ubriacare, così era meglio se finiva sulla forca!
II
Alla vista della sua coccarda (1)
ci siamo messi tutti a piangere
e io sono svenuta due volte,
credevo di stare morendo,
mio padre lo avrebbe riscattato (2)
e andò di corsa con la ghinea d’oro,
ma il sergente giurò che aveva baciato la bibbia,
e ora si sono presi il giovane Jimmy.”
III
Quando Jimmy parla delle guerre (3)
sarebbe meglio se fosse la morte ad ascoltarlo,
devo andare a nascondermi il viso
perché non riesco sopportarlo,
un soldato di brigata o un granatiere
dice che lo faranno diventare,
la prende sul ridere e scherza,
e mi prega di non dimenticarlo”
IV
Mentre camminavo per i campi di stoppie,
accanto alla miniera di carbone (5)
credevo che ci fosse Jimmy al lavoro,
ma era tutto un sogno,
fu lui a cavare il carbone che bruciamo
e quando il fuoco mi illumina
penso al carbone tra le sue mani
e il cuore mi batte forte.
V
(Per tre lunghi anni fummo insieme
e ora devo vivere senza di lui.
Non c’è altro che possa fare
che piangere e pensare a lui.)
Così che mi si spezzi il cuore e che sia finita.
Così che mi si spezzi il cuore, amore mio,
e poi distendimi nella fredda terra
perché di vivere da sola sono stanca”

NOTE
1) l’uso della coccarda sul cappello era tipico del Settecento quando il suo colore indicava l’appartenenza a una certa ideologia
2) to pay the smart= “Smart” significa “smart money, which was money paid by a person to obtain exemption from some disagreeable office or duty. It was applied to money paid by an army recruit to obtain release before being sworn in. (Brewer’s Dictionary of Phrase and Fable). In “A Dictionary of Buckish Slang, University Wit and Pickpocket Eloquence,” di Frances Grose, edizione del 1811
“Smart money- money allowed to soldiers or sailors for the loss of a limb or other hurt received in the service (better known as smart ticket)”. Oppure in in the Military Dictionary, James, 1802:
“Smarts: The different sums which are received by recruiting parties under the heading of smart money are frequently so called.”
3) evidentemente scrivendo delle lettere alla moglie. Ci possono essere delle incongruenze testuali in quanto nella versione Settecentesca entrava in gioco un terzo personaggio l’amico o il fratello di Jimmy tale Nichol che la sostiene nel momento di sconforto
4) coal mine
FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=39035&messages=36
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56256
https://tachesterton.wordpress.com/2010/09/14/the-recruited-collier-or-is-it-the-recruited-ploughman/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/therecruitedcollier.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38457&lang=it
http://www.folkways.si.edu/louis-killen/the-recruited-collier/celtic-historical-song-world/music/track/smithsonian
http://tunearch.org/wiki/Nancy’s_to_the_Greenwood_Gone

THE CRUEL SHIP’S CAPTAIN

Una ballata del mare dal titolo “The Captain’s Apprentice”, “Capitain James” o “The cruel ship’s captain” risalente alla seconda metà del 1700, si inserisce nel filone dei farewell dei condannati a morte che, in attesa della loro esecuzione, scrivono una sorta di confessione o ultime volontà (gallow confession): un giovane mozzo viene sottoposto a punizione dal capitano della nave, che abusa però del suo potere e lo uccide.
Three-small-drawings-illustrating-a-cautionary-tale-about-Three-Sailors-from-Bristol.-Sailor-hanged-from-the-yard-arm-sailor-being-flogged-and-humble-sailor-with-an-admiralAnche se le punizioni corporali erano considerate necessarie a mantenere la disciplina e ampiamente praticate nell’esercito, nelle istituzioni carcerarie e in generale sulle navi in cui il capitano era considerato il capo supremo, c’erano dei limiti che non si potevano superare, tra questi il sadismo tra i vertici del comando. Bisogna prima specificare che anche su di una nave mercantile la struttura del comando era altrettanto rigida come nella Royal Navy, i capi dovevano farsi ubbidire con ogni mezzo e una ciurma indisciplinata poteva ammutinarsi (era vero anche il contrario ossia che un capitano pazzo o sadico o entrambi le cose poteva spingere la ciurma all’ammutinamento)..

Qui si unisce un ulteriore dramma o scandalo sociale: quello degli orfani affidati all’assistenza pubblica che vengono venduti per pochi soldi come mozzi nei battelli di pesca, e trattati con estrema brutalità dai loro padroni fino a causarne la morte. Nella società del tempo erano i gentiluomini a detenere i posti del comando, nobili di sangue o di denaro che avevano ricevuto un’istruzione e un’educazione basata su rigide regole morali o se vogliamo su alti principi morali: quella di proteggere i deboli (donne e bambini) e gli infermi era un imperativo categorico.
Il nostro capitano quindi confessa due gravi colpe: la prima verso Dio, la seconda verso la classe sociale a cui appartiene.

Tratto da “Dal quadrato ufficiali al trono” Henry Kirke 1904
È difficile per noi oggi renderci conto della vita a bordo delle nostre navi da guerra durante la maggior parte del diciottesimo secolo. Abituati come siamo alla disciplina, pulizia e buon carattere delle nostre giacche blu, all’elevata educazione, competenza e maniere cortesi dei loro ufficiali, esitiamo a credere alle descrizioni che sono arrivate fino a noi. Gli ufficiali navali erano raramente gentiluomini, e se lo erano all’inizio, venivano presto brutalizzati dai loro associati e circostanti. Gli ufficiali inferiori erano tenuti in uno stato di vassallaggio, tiranneggiati e maltrattati dai loro capitani. Alcuni  di loro erano bravi marinai e valentuomini, ma rudi e rozzi, altri erano reprobi ubriaconi pieni di ignoranza e di impertinenza.. i capitani erano intrepidi marinai, ma molti di loro erano brutali, tirannici e capricciosi. Le ciurme erano la feccia della terra, la spazzatura raccolta dalle galere. L’ammutinamento era prevenuto soltanto mediante la più rigida  disciplina e crudeli punizioni. Il giro di chiglia, le frustate da tutta la flotta e altri orrori erano inflitti con frequenza.”

Da apprezzare la condensazione dei versi che dicono tutto quello che c’è da dire senza fronzoli!!

LA VERSIONE DI A.L. LOYD

La ballata si rinveridìsce a metà Ottocento diffondendosi nella contea di Norfolk a seguito di un fatto di cronaca locale.

Nelle note di ‘Leviathan!’ A. L. Lloyd scrive: “Nearly two centuries ago, a whaling skipper of King’s Lynn on the Norfolk coast was hanged for the brutal murder of an apprentice. Street singers had a long-winded ballad purporting to be his dying confession. In the foc’sles of the Greenland ships, the whalermen whittled away all the inessentials, and what remained was one of the briefest and most ferocious of all sea-songs. Early in the nineteenth century, a whale skipper was charged in King’s Lynn with the murder of an apprentice. A broadside ballad, in the form of a wordy gallows confession and good night, appeared, and in course of circulating round the East Anglian countryside it got pared down to the bone. The poet George Crabbe was interested in the case, and took it as a model for his verse-narrative of ‘Peter Grimes’, which subsequently formed the base of Britten’s opera. The opera is in three acts. The same ground is covered in three verses by a song as bleak and keen as a harpoon head.

ASCOLTA Bryan Ferry


I
A boy to me was bound apprenticed
Because his parents they were poor.
So I took him from St. James’ workhouse(1)
All for to sail on the Greenland shore(2).
II
One day this poor boy he did annoy me
Nothing to him then did I say
But I rushed him to my frozen yardarm(3)/And I kept him there ‘til the very next day.
III
When his eyes and his teeth did hang toward me(4)
With his hands and his feet bowed down likewise/And with a tarry gasket(5) there I killed him
Because I wouldn’t hear his cries.
IV
Now all you sea captains that go out a-navyin'(6)/Take a warning example by me/And don’t misuse your young apprentice boys
Or else its hanged you’ll surely be.
tradotto da Cattia Salto
I
Un ragazzo s’ imbarcò come apprendista
perchè i suoi genitori erano poveri
così lo presi dall’orfanatrofio di St James(1)
per salpare verso le terre della Groenlandia(2)
II
Un giono questo povero ragazzo mi infastidì,
allora non gli dissi niente
ma lo spedìì sul pennone congelato(3)
e ce lo tenni fino al giorno successivo
III
Quando i suoi occhi e i denti schizzarono fuori(4)
e anche le mani e i piedi si contrassero
allora lo uccisi con una cima impermeabilizzata(5)
perchè non volevo sentire i suoi lamenti
IV
Voi capitani che siete in Marina(6)
prendete esempio da me
e non abusate dei vostri giovani novellini
oppure sarete di certo impiccati

NOTE
1) Le workhouse erano istituzioni concepite per fornire lavoro e assistenza ai poveri e agli infermi, che furono attive in Inghilterra, ma anche in Olanda e nelle colonie inglesi d’America, dal XVII al XIX secolo. Fondate dalle parrocchie, alle quali la Poor Law del 1601 assegnò il compito di occuparsi dei poveri, scomparvero nel XX secolo.
Nel 1834, solo 3 anni prima che Vittoria divenne Regina, passò un atto parlamentare chiamato “Poor Law Amendment Act”. Come risultato di ciò, molte workhouses furono costruite per sistemare persone povere. Erano state progettate per essere così rigide e oppressive che solo i veri bisognosi avrebbero cercato un rifugio in esse.
Si sperava che le case di lavoro avrebbero risolto il problema della povertà poichè molte persone ricche credevano che le persone erano povere perchè erano pigre, e li chiamavano “undeserving poor” (=poveri indegni)
Molte famiglie erano così povere da venir classificate come “paupers”. “Pauperism” era un termine usato per descrivere persone che non avevano modo di mantenersi. Ma la povertà non era causata da pigrizia, come credevano i benestanti, ma dalla disoccupazione, dall’incremento della popolazione e dai prezzi alti del cibo.
Per molte persone le workhouses erano l’ultima risorsa. I “pazienti” venivano generalmente classificati in due diversi gruppi:
i “impotent poor” erano coloro che non erano in grado di badare a se stessi, come gli anziani, i bambini piccoli, i malati, i menomati, le madri non sposate, i ciechi e i pazzi.
Gli “able bodied poor” erano coloro che non avevano lavoro e quindi niente denaro per vivere.
Appena i “paupers” arrivavano alle workhouses venivano lavati e i loro capelli tagliati corti. Tutti i loro effetti personali venivano portati via e gli venivano date delle uniformi da indossare. Solitamente per le donne questa era una informe tunica senza giro vita che raggiungeva le caviglie, mentre gli uomini dovevano indossare camicie e pantaloni che calzavano male.
Nessun “paziente” poteva lasciare la workhouse se non permanentemente. Sfortunatamente, molti di loro morivano nelle workhouse a causa delle terribili condizioni.
Ancora peggio, alcuni bambini che nascevano nelle workhouse non vedevano mai il mondo esterno.
Il lavoro era disegnato per essere duro e tedioso ed era parte essenziale del regime delle workhouses.
La colazione era alle 5.00 am da Marzo a Settembre e alle 7.00 am negli altri mesi e si iniziava a lavorare dopo le preghiere. Con solo due pause per pranzare, cenare e altre preghiere, si andava a letto alle 8.
Si pensava che la religione avrebbe aiutato i poveri a superare la loro “pigrizia, incoscienza e ubriachezza”. (tratto da qui)
2) il battello è presumibilmente una baleniera diretta verso i mari del Nord
3) si presume che l’apprendista sia stato legato come un salame e appeso al pennone, questa era una delle punizioni che veniva inferte ai marinai, l’altra preferita erano i colpi di frusta
4) versi di difficie traduzione letteralmente in italiano: “Quando i suoi occhi e i denti penzolarono verso di me” che non ha molto senso
anche scritto
“And when his hands and his feet did hang towards me
And with his head bowed down likewise”
(in italiano quando mani e piedi penzolarono verso di me e anche la testa cadde in avanti)
oppure
“When his arms and his legs did bow down low,
And his hands and his feet likewise”
(in italiano quando braccia e gambe si piegarono verso il basso e anche mani e piedi)
5) gasket= a piece of rope, used to secure a sail; a rope covered in waterproof tar and used to lash furled sails.  Talvolta il capitano usa un oggetto contuntende come un’aspa in altre versioni è scritto infatti “iron gasket” oppure “bloody iron bar” cioè una sbarra di ferro. In questa versione il ragazzo viene ucciso per soffocamento legandogli la bocca con una cima
6) Navy è la marina militare in senso più specifico si tratterebbe di un avviso ricolto ai capitani della Marina Militare Britannica ma più in generale “andare per mare”

LA VERSIONE DI VAUGHAN WILLIAMS

Anch’egli ha raccolto una versione della ballata nel 1905 a King’s Lynn. Il commento di Roy Palmer (in Bushes and Briars: Folk Songs Collected By Ralph Vaughan Williams, Roy Palmer, 1983 & 1988)
The plight of pauper children farmed out as apprentices by the poor law guardians caused widespread concern in the late eighteenth and early nineteenth centuries. One thinks of the famous Memoirs of Robert Blincoe, which describes the fourteen-year apprenticeship to a Nottinghamshire mill-owner of a boy sent out from St Pancras Workhouse in London at the age of seven, in 1799. At about the same time the death of another pauper apprentice was being chronicled in a fine but bitter song which was sung for another hundred years and more, and still lingers in oral tradition. Vaughan Williams collected it from a septuagenarian fisherman, Mr James Carter, at King’s Lynn, and assumed that it was a local production, mainly because of the mention of St James’s Work house in the town, so called because St James’s Chapel had been converted to the use of the poor as early as 1682. However, two verses (5 and 6 here) in Vaughan Williams’s scrapbook additional to those sung by Mr Carter (perhaps remembered later by him, and sent on) move the scene to Bristol. This squares with a broadside recently turned up by Mike Yates in the St Bride Institute. It is without imprint, though probably dating from about 1800, and entitled ‘A New Copy of Verses, Made on Captain MILLS, now under Confinement in Newgate, at Bristol, for the murder of THOMAS BROWN, his Apprentice Boy’. The account may have been fictional, though there is a record that in 1798 the captain of the Loyal Briton, off Minorca, ‘killed his Cabin-boy by striking him on the head with a handspike’ and ‘was ordered back to England for trial’ (‘The Adventures of Serjeant Benjamin Miller’, in Journal of Army Historical Research, vol. VII, p.16). A discrepancy in the broadside is its mention of St James’s Workhouse, though Bristol Workhouse was called St Peter’s Hospital. (However, there is a St James district in Bristol.) Whatever the doubts as to its precise origin, the song held the imagination of singers. It travelled to America, was jotted down in the backs of the logbooks of several whaling ships (see Gale Huntington, Songs the Whalemen Sang, New York, 1970), and continued to circulate in England until this century, mainly in Norfolk, but also in Dorset. Vaughan Williams was deeply impressed by Mr Carter’s version (though he collected others), and he used the melody or reminiscences of it in several of his orchestral works, including the Norfolk Rhapsody, Sea Symphony and Pastoral Symphony.

ASCOLTA Jim Moray in Skulk 2012
ASCOLTA la versione ottocentesca


I
One day this poor boy and to me was bound apprentice
Because of being so fatherless
I took him out of St. James Workhouse
His mother being in deep distress
II
One day this poor boy unto me offended
But nothing (un)to him I did say
Up to the mainmast shroud I sent him
And kept him there all that long day
III
Oh with my marling-spike, I misused him/So shamefully I won’t deny/And with the garling-spike rope I gagged him
Because I could not bear his cries
IV
His legs and hands on to me expanded
His pretty face to me likewise
And by my barbarous cruel entreatment
The very next day this young (poor) boy died
V
So come here captains, all throughout this nation
Hear voice in warning take by me
Take special care of your apprentice
while you are on the raging sea.
tradotto da Cattia Salto
I
Un ragazzo si imbarcò come apprendista
perchè era senza padre
così lo presi dall’orfanatrofio di St James(1)
essendo sua madre in povertà
II
Un giono questo povero ragazzo mi infastidì,
allora non dissi niente
e lo spedìì sulle sartie dell’albero maestro
e ce lo tenni fino al giorno successivo
III
E con la mia aspa(2) lo maltrattai
così vergognosamente, non lo nego,
e con la cima lo imbavagliai
perchè non volevo sentire i suoi lamenti
IV
Le sue gambe e le mani si distesero verso di me
come pure il suo volto grazioso(3)
e a causa del mio barbarico e crudele trattamento
il giorno dopo questo ragazzo morì
V
Venite qui voi capitani ovunque siate in questa nazione
ascoltate l’avviso e prendete esempio da me
prendetevi cura del vostro apprendista
quando siete sul mare in tempesta.

NOTE
1) vedi note sopra
2) Nome specifico delle aste, o barre, con le quali si facevano girare i cabestani e poi, per estensione, passato ad ogni leva o manovella usata a bordo.
3) il sospetto che il ragazzino fosse l’oggetto sessuale del capitano sorge più che spontaneo!

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77777
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelshipscaptain.html
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/2/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/3/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/4/
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/433.html

THE HANDSOME CABIN BOY

“The handsome cabin boy” è una ballata popolare nelle Isole Britanniche incentrata sul tema della donna-marinaio (cross-dressing ballad) che si traveste da uomo per affrontare le avversità della vita o per inseguire l’innamorato partito per la guerra o per mare. Nessuno sembra accorgersi del travestimento ma dopo nove mesi il medico di bordo corre al capezzale del bel mozzo squassato dal dolore del parto!

Cabin_boy_ou_mousse_1799

ASCOLTA Ewan MacColl & A.L. Lloyd in Blow, Boys, Blow.

ASCOLTA Sweeneys’ Men (voce Andy Irvine)

ASCOLTA Kate Bush la quale taglia la II e l’ultima strofa

ASCOLTA Jerry Garcia & David Grisman


I
‘Tis of a pretty female
As you may understand
Her mind being bent for rambling
Unto some foreign land
She dressed herself in sailor’s clothes
Or so it does appear
And she hired with a (sea) captain
To serve him for a year
II
The captain’s wife(1) she being on board, she seemed in great joy
To think her husband had engaged such a handsome cabin boy.
And now and then she slipped him a kiss, and she would have liked to toy,
But it was the captain found out
the secret of the handsome cabin boy.
III
Her cheeks they were like roses
and her hair(rolled) all in a curl,
The sailors often smiled and said,
he looks just like a girl.
But eating of the captain’s biscuit(2)
her colour did destroy
And the waist did swell of pretty Nell, the handsome cabin boy.
IV
It was in the Bay of Biscay
our gallant ship did plough.
One night among the sailors
was a fearful flurryin’ row.
They tumbled from their hammocks
for their sleep it did destroy
And they swore about the groaning
of the handsome cabin boy.
V
“Oh doctor dear, oh doctor,”
the cabin boy did cry,
“Me time has come, I am undone
and I shall surely die.”
The doctor came a-running
and smiling at the fun(3),
(for) To think a sailor lad
should have a daughter or a son.
VI
The sailors when they saw the joke, they all did stand and stare.
The child belong to none of them, they solemnly did swear.
And the captain’s wife she says
to him, “My dear I wish you joy,
For it’s either you or me betrayed(4)
the handsome cabin boy.”
VII
So each man took his drop of rum
and he drunk success to trade,
And likewise to the cabin boy
who was neither man nor maid(5).
It’s hoping the wars don’t rise again,
us sailors to destroy,
And here’s hoping for a jolly lot more
like the handsome cabin boy.(6)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Una bella femmina
come potete capire
con la testa piena di avventure
in terre lontane,
si vestì come un marinaio
o così sembrava, e prese l’ingaggio con un capitano, per servirlo un anno
II
La moglie(1) del capitano che era a bordo, era contenta
nel pensare che il marito aveva ingaggiato un tal bel mozzo
e prima o poi le sarebbe scappato un bacio e se lo sarebbe goduto come un giocattolo, eppure il capitano scoprì il segreto del bel mozzo
III
Le sue guance erano come rose
e i capelli ondulati
i marinai spesso sorridevano e dicevano che sembrava proprio una ragazza,
ma mangiando il biscotto(2) del capitano il suo colorito si rovinò
e si ingrossò la vita della bella Nell
il bel mozzo
IV
Era nel Golfo di Biscaglia
che il nostro vascello navigava,
una notte tra i marinai
ci fu un terribile e inquietante baccano
essi caddero dalle loro amache
che il loro sonno s’interruppe
e giurarono di sentire il lamento del bel mozzo
V
“O dottore, caro dottore
-gridava il mozzo-
è arrivata la mia ora, sono finito
e di certo morirò”
Il dottore arrivò correndo
e sorridendo per lo scherzo(3)
nel pensare che un marinaio potesse avere una figlia o un figlio
VI
I marinai quando videro la sorpresa
stavano tutti in contemplazione
il bambino non era di nessuno di loro
solennemente giurarono
e la moglie del capitano disse
“O mio caro mi congratulo
perchè o tu o io abbiamo smascherato(4) il bel mozzo”
VII
Così che ogni uomo prenda la sua razione di rum
e brindi per il successo dell’impresa
come per il mozzo
che non era né un uomo nè una fanciulla,
e alla speranza che le guerre non riprendano di nuovo a distruggere i marinai
e speriamo in molta più allegria(6)
come il bel mozzo

NOTE
1) prima sulle navi mercantili e poi sulle baleniere la moglie del capitano era tollerata a bordo anche se faceva vita da reclusa nella cabina del capitano.
2) l’eufemismo è quanto mai appropriato
3) l’uomo incinto!
4) anche se i più interpretano la frase come ironica  a mio avviso c’è una velata allusione alla sessualità tra donne. Così scrive Massimo Vallerani nella recensione del libro di Marzio Barbagli “Storia di Caterina che per ott’anni vestì abiti da uomo” “In realtà, dal Cinquecento in avanti, erano frequenti i casi di travestimento di donne in uomini e di amori omoerotici di donne con donne (una specie di “sodomia” condannata dalla chiesa e dalla morale corrente, ma giudicata non troppo severamente dai tribunali laici ed ecclesiastici); come numerosi erano i modelli letterari di donne travestite o di donne di potere che intrecciavano relazioni amorose con altre donne. Una realtà multiforme, che le teorie scientifiche capivano poco, spiegandola ora con l’ermafroditismo, la doppia sessualità maschile e femminile nella stessa persona (ipotesi in piena decadenza nel Settecento), ora con l’ipertrofia del clitoride capace di scatenare passioni incontenibili, credenza invece allora assai diffusa tra i medici. Si trattava, comunque, di una ricerca viziata all’origine dal modello fallico della sessualità maschile, per cui le donne si trasformavano in uomini per accedere ai loro privilegi e amavano altre donne perché fornite di un clitoride abnorme con cui praticare, per imitazione, una qualche forma di penetrazione. L’idea di un piacere generato solo dal rapporto di corpi femminili era impensabile. (tratto da qui)
5) cioè non era una vergine
6) oppure “And if the wars should rise again the sailors to destroy We’ll ship some other sailors like the handsome cabin boy”: la ciurma vorrebbe che a bordo ci fossero molti più marinai-donna.. o almeno è questa una fantasia erotica dei marinai perchè di fatto la sessualità era bandita dalle navi!!

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thehandsomecabinboy.html
http://www.criticsatlarge.ca/2010/02/song-handsome-cabin-boy.html
http://www.8notes.com/scores/3805.asp
http://www.arivista.org/riviste/Arivista/310/53.htm
http://www.mareblucamogli.com/storie_di_mare/le_signore_delle_balene.html
http://www.ottante.it/blog/2009/12/balenieri-in-crinolina/

A HUNDRED YEARS AGO

Una grande varietà di testi per questo sea shanty classificato come pulling chanty che era perciò eseguito dallo shantyman nella manovra per issare le vele.
A Long Time Ago is one of the shanties with the greatest number of variations. Old sailors can remember such different versions as There were two Ships in Callao BayNoah built this Wonderful Ark and A Hundred Years is a Very Long Time, but they were all the same song originally.” (tratto da qui)

A HUNDRED YEARS AGO

Tra queste si esamina la versione “A hundred years ago“, ancora controversa la sua origine, era molto popolare sui clipper che facevano la spola NewYork – San Francisco via Capo Horn.

ames Buttersworth Clipper Ship at Cape Horn
James Buttersworth “Clipper Ship at Cape Horn” 1850-90

 VERSIONE CLIPPER

Scrive A.L. Lloyd nelle note all’album Blow Boys Blow registrato con Ewan MacColl nel 1967: “English and American folklorists fail to agree whether this shanty was first made under the Stars and Stripes or the Red Ensign. It has close associations with the Baltimore clippers, yet John Masefield heard it on British ships in his seafaring days, and the singer who gave it to Cecil Sharp knew it as an English sailors’ song. It may be a seaman’s remake of the mid-nineteenth century minstrel song called A Long Time Ago. Whatever it is, it made a good nostalgic-sounding shanty for the long pulls on the halyard.” (tratto da qui)
I clipper (i primi modelli provengono da Baltimora e risalgono al 1812) per andare sempre più veloce avevano una superficie velica di molto superiore ai vascelli precedenti e quindi il lavoro dei marinai era più impegnativo. Nella canzone lo shantyman impartisce l’ordine di issare le vele tirando la cima (drizza) per alzare il pennone ovvero l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge la rispettiva vela.

ASCOLTA A.L. Lloyd in Blow Boys Blow 1967


A hundred years on the Eastern Shore(1),
Oh, yes, oh!
A hundred years on the Eastern Shore,
A hundred years ago
Oh, when I sailed across the sea,
My girl said she’d be true to me.
I promised her a golden ring,
She promised me that little thing.
Oh, up aloft this yard(2) must go,
For mister mate has told us so.
I thought I heard the old man say,
That we was homeward bound today(3).
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale(1)
oh si, oh
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale
un centinaio d’anni fa
Quando navigavo per i mari
la mia ragazza diceva che mi sarebbe stata fedele
le promisi un anello d’oro
e lei mi promise quella cosina
Oh su, questo pennone(2) deve andare
perchè il primo ufficiale ci ha detto così
credo di aver sentito il capitano dire
che leveremo l’ancora diretti a casa oggi

NOTE
1) la costa orientale dell’America
2) yard= pennone; è l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge le vele e prende il nome dalla relativa vela.
3) oppure “Just one more pull and then belay” (in italiano= Ancora un tiro e poi lasciate, ragazzi.) nell’album “The Black Ball Line” 1957

VERSIONE BALENIERE

L’altra versione è quella cantata sulle baleniere e si divide idealmente in tre parti: nella prima lo shantyman accenna alla fedeltà della fidanzata, nella parte centrale descrive i ruggenti venti di Capo Horn e le insidie di quel tratto di mare. Nella parte finale commemora la figura del marinaio Bully John di Baltimora.
ASCOLTA Ewan MacColl in “Whaler out of New Bedford, and other songs of the Whaling Era” 1962


A hundred years on the Eastern Shore(1),
Oh, yes, oh!
A hundred years on the Eastern Shore,
A hundred years ago
Oh, when I sailed across the sea,
My girl said she’d be true to me.
I promised her a golden ring,
She promised me that little thing.
I wish to God I’d never been born,
To go rambling round and round Cape Horn(4)
Around Cape Stiff(4) where the wild winds blow(5),
Around Cape Stiff through sleet and snow.
Around Cape Horn with frozen sails,
Around Cape Horn to fish for whales.
Oh, Bully John from Baltimore,
I knew him well on the Eastern Shore.
Oh, Bully John, I knew him well,
But now he’s dead and gone to hell.
Oh, Bully John was the boy for me,
A bucko on land and a bully(6) at sea.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale
oh si, oh
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale
un centinaio d’anni fa
Quando navigavo in mare
la mia ragazza mi diceva che mi sarebbe stata fedele
le promisi un anello d’oro
e lei mi promise quella cosina
vorrei per Dio non essere mai nato,
piuttosto che andare su e giù per Capo Horn
a doppiare Capo Stiff(4) dove soffiano i venti forti,
a doppiare Capo Stiff con gelo e neve
per Capo Horn con le vele ghiacciate,
attorno a Capo Horn per pescare le balene,
Oh Bully John da Baltimora
lo conoscevo bene sulla costa orientale
Oh Bully John lo conoscevo bene,
ma ora è morto ed è andato all’inferno
Oh Bully John era il ragazzo per me
un macellaio a terra e un duro(6) per mare

NOTE
4) Capo Horn, detto dai marinai “Cape Stiff”, la nera scogliera all’estremità dell’America Meridionale dove si scontrano le masse d’acqua e d’aria dell’Atlantico e del Pacifico, provocando venti che vanno dai 160 ai 220 Km/h e una risalita verso Ovest quasi proibitiva. Doppiare Capo Horn era un’impresa temuta dai marinai, per i forti venti, le grani onde e gli iceberg vaganti, cimitero di numerose navi sfortunate.
 “Grandi Naufragi” impossibile stabilire il numero delle navi che sono andate perdute in queste estreme acque tra le onde alte anche 20 metri. Tempeste di neve, violenti uragani, nebbie e pericolosi iceberg alla deriva, fanno capire quanto sia stato difficile passare indenni per la via di Capo Horn. I pochi naufraghi dovevano affrontare oltre all’inospitalità di quelle terre anche l’avversità degli indigeni che aggredivano i superstiti per depredarli di alcool ed armi. (tratto da qui)
5) “Quaranta ruggenti” termine coniato dagli inglesi all’epoca dei grandi velieri con rotta per Cape Horn. Venti, considerati i più temibili al mondo, prendono slancio da migliaia di miglia nel Pacifico senza che il minimo ostacolo possa smorzare la forza, riuscendo nelle acque di Capo Horn addirittura ad esaltarsi con l’incontro di aria fredda proveniente dall’Antartide. “Ruggenti” dal sibilo intenso che il vento produce tra gli alberi, il sartiame e la velature delle imbarcazioni. (tratto da qui)
6) bully è un termine da marinai con molti significati: in senso positivo per dire che il marinaio è un tipo “very good”, o “first rate”, ma bully è anche l’attaccabrighe sempre pronto a fare a pugni. Anche il termine bucko era spesso utilizzato in modo gergale per indicare un primo ufficiale manesco e violento che trattava in modo brutale la ciurma.

Una variante con il titolo Around Cape Horn (vedi) estrapola la parte centrale del testo precedente  trasformandosi in un canto nostalgico.

ASCOLTA White Magic in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.


A long time was a very good time
Long time ago
A long was a very long time
Long time ago
Around Cape Horn(4) we got to go
Around Cape Horn to Calleao(7)
You give me the girl and you take me away(8)
A long long time in the hull below
Around Cape Horn with frozen sails
Around Cape Horn to fish for whales
I wish to God I’d never been born
A long long time in the hull below
Around Cape Horn where wild winds blow(5)
Around Cape Horn through sleet and snow
A long long time in the hull below
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Tanto tempo fa erano davvero bei tempi,
tanto tempo fa
per Capo Horn dovevamo andare
a doppiare Capo Horn verso Callao(7),
mi dai la ragazza e mi porti via(8),
tanto tempo sotto nello scafo,
per Capo Horn con le vele ghiacciate,
attorno a Capo Horn per pescare le balene,
vorrei per Dio non essere mai nato,
tanto, tanto tempo sotto nello scafo,
per Capo Horn dove i venti soffiano,
a doppiare Capo Horn con neve e nevischio, tanto, tanto tempo sotto nello scafo

NOTE
7) Callao si trova vicino a Lima nel Perù, le navi commerciali che facevano scalo a Callao caricavano il prezioso guano per portarlo in Inghilterra. Alcuni traducono Call-e-a-o come California, che però dovrebbe essere scritto Califor-ni-o
8) ?!non capisco il significato della frase

FONTI
http://www.capehorn.it/400-anos/
http://www.globalsecurity.org/military/facility/panama-canal-horn.htm
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/ahundredyearsago.html
https://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/noahsarkshanty.html
http://www.contemplator.com/sea/hundred.html
http://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/noahsarkshanty.html
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/index.html
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/mystic.html
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/holdstock.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10638
https://musescore.com/sangerforum/scores/2232266
http://memory.loc.gov/diglib/ihas/loc.award.rpbaasm.0463/default.html
https://www.youtube.com/watch?v=Cc2gQAi1OKY
https://www.youtube.com/watch?v=RBMBW_G_uJE
https://www.youtube.com/watch?v=OK_Sj8GbLa8
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/shay.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/100years.htm
http://ingeb.org/songs/aroundca.html

THE DÆMON LOVER

Un filone fecondo della tradizione ballatistica europea che affonda le sue radici nel medioevo è quello cosiddetto della “fanciulla sulla spiaggia”;  Riccardo Venturi riassume il commonplace in modo puntuale  “fanciulla solitaria che passeggia sulle rive del mare – nave che arriva – comandante o marinaio che la richiama a bordo – fanciulla che s’imbarca di spontanea volontà – ripensamento e rimorso – pensieri alla casa materna / coniugale – dramma che si compie (in vari modi)
Nella ballata britannica “Demon Lover (Child #243) più conosciutanelle versioni americane dal titolo “The House Carpenter” il seduttore è il Diavolo
Titoli: The Daemon Lover, James Harris, House Carpenter, Ship’s Carpenter, The Carpenter’s Wife, Said an Old True Love, The Salt, Salt Sea, The Sea Captain, A Warning for Married Women,  the Banks of the Sweet Viledee

La ballata attribuita a Laurence Price, è pubblicata in un broadside nel 1657 dal titolo  “James Harris (The Daemon Lover)” e con un sottotitolo che è tutto un programma “A Warning for Married Women, being an example of Mrs Jane Reynolds (a West-country woman), born near Plymouth, who, having plighted her troth to a Seaman, was afterwards married to a Carpenter, and at last carried away by a Spirit, the manner how shall be presently recited.” (To a West-country tune called The Fair Maid of Bristol, Bateman, or John True.)
La ballata che si dilunga in 32 strofe ha come protagonisti James Harris e Jane Renalds  e tratta il tema del soprannaturale: i due innamorati si scambiano le promesse matrimoniali in segreto, subito dopo (ossia il giorno del matrimonio in pubblico) James si arruola in marina e scompare senza più dare sue notizie. Jane lo aspetta per tre anni poi riceve la notizia della morte di James, lascia passare un anno di lutto, si sposa con un brav’uomo e diventa madre. Dopo sette anni  lo spettro di James ritorna e convince la donna ad abbandonare figlioletti e marito per prendere il mare con lui. La donna lo segue e di lei non si hanno più notizie, il marito impazzisce per il dolore e s’impicca.
Nella prima versione della ballata il giudizio morale sulla donna è come sospeso, ma è comunque una madre che sceglie di abbandonare il proprio bambino per amore di un uomo e quindi non proprio un modello di virtù: il suo gesto porta alla disperazione il marito e anche il bambino diventa un qualunque trovatello senza genitori predestinato a una brutta fine.

demon-lover
Vermon Hill, 1912

Lo spettro-demone ritorna dopo sette anni a reclamare l’amore della donna, accusandola di aver rotto il loro fidanzamento. Secondo le leggi inglesi in vigore nel 700 una reciproca promessa di nozze aveva valore di giuramento valido agli occhi di Dio, il resto erano solo “dettagli tecnici”; perciò rompere il fidanzamento e sposare un altro equivaleva a macchiarsi di un grave peccato. (vedi matrimonio nella storia). Il revenant che ritorna a portar via la donna “rimette le cose a posto” agendo per volontà divina, però la donna è anche sposa del falegname e non potendo avere due mariti finisce per affondare insieme alla nave.

REVENANTS

In francese la parola revenant conserva un duplice significato quello primario è di «anima che torna dall’altro mondo sotto un’apparenza fisica», l’altro è «fantasma» «apparizione di un morto». Possiedono quindi una duplice natura e si presentano come entità corporee (con le stesse sembianze che avevano in vita o anche di qualche animale o sotto forma di scheletri) oppure incorporee come fantasmi.
Nel folklore europeo i revenats sono anime che mantengono la loro forma materiale, la personalità e i sentimenti di quando erano in vita. E’ una concezione materiale delle anime dei morti che si manifesta nelle credenze e usanze funerarie di buona parte d’Europa. I revenants sono per lo più anime in pena, compresi quanti son deceduti di morte violenta o accidentale (assassinati, annegati…) o richiamate dall’affetto dei vivi che li piangono troppo. In alcune tradizioni tuttavia i revenants sono anime dannate come i vampiri e i non-morti ovvero schiere infernali e demoniache.
Viene quindi da presumere che la donna non sia stata una madre e moglie felice come da copione e anzi abbia rimpianto il vecchio fidanzato con così tante lacrime da averlo costretto a ritornare da lei..

Le versioni popolari sono davvero tantissime, con la tendenza a ridurre la ballata in metà strofe, si soffermano su alcuni dettagli dettando lo standard, è tuttavia evidente una grossa distinzione: le ballate provenienti dall’Europa sono basate sull’elemento soprannaturale, quelle americane no.

LA MORALE CALVINISTA

Le versioni approdate in America avendo perso il loro elemento ultraterreno  risultavano quasi incomprensibili o meglio avevano ricevuto una nuova morale, come sottolinea Alan Lomax, quella calvinista, per la quale la donna che rifiutava un matrimonio imposto o infelice si rendeva colpevole di ribellione davanti alla società. Mi sovviene per il clima culturale e certe tematiche il romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, anche lì il primo marito (fatto prigioniero degli indiani e dato per morto) ritorna nel mondo “civilizzato” a tormentare l’adultera.. in effetti questa è una warning ballad rivolta alle donne sposate più che alle fanciulle in boccio.

Inizio con due versioni basilari la prima di A.L. Lloyd e la seconda di Clarence Ashley

THE DEMON LOVER

Così scrive A.L. Lloyd nelle note di copertina nell’album English and Scottish Folk Ballads (1964) “Though very rarely met with nowadays, it was formerly well-known in Scotland as well as in England. For instance, Walter Scott included a good version in his Minstrelsy of the Scottish Border (1812 edn.). Generally the Scottish texts are better than the English ones, none of which tell the full story (we have filled out our version by borrowing some stanzas from Scottish sets of the ballad), but none of the Scottish tunes for it are as good those found in the South and West of England. Our present tune was noted by H. E. D. Hammond from Mrs Russell of Upway, near Dorchester, Dorset, in 1907. Cecil Sharp considered it “one of the finest Dorian airs” he had seen. ”

ASCOLTA A.L. Lloyd (su Spotify) in English & Scottish Folk Ballads  2006:  The Demon Lover.

Questa versione è concentrata sui due amanti e si tagliano fuori dalla storia marito e bambini

 A.L. Lloyd version
I
“Well met, well met,
my own true love,
Long time I have been
absent from thee.
I am lately come
from the salt sea
And it’s all for the sake,
my love, of thee.”
II
“I have three ships all on the sea
And by one of them
has brought me to land.
I’ve four and twenty seamen
on board
And you shall have music at your command.”
III
She says, “I am now wed
to a ship’s carpenter,
To a ship carpenter I am bound.
And I wouldn’t leave
my husband dear
For twice the sum of ten hundred pound.”
IV
“Well I might have a king’s daughter,
And fain she would have married me.
But I forsook her crown of gold
And it was all for the sake,
my love, of thee.”
V
“So I pray you leave
your husband, dear,
And sail away with me.
And I’ll take you where
the white lilies grow
All on the banks of Italy”
VI
“And this ship
wherein my love shall sail
Is wondrous to behold.
The sails shall be of shining silk
And the mast shall be of red beaten gold.”
VII
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold.
VIII
They hadn’t sailed a day and a day
And a day but barely three,
She cast herself down on the deck
And she wept and wailed
most bitterly.
IX
“Oh hold your tongue,
my dearest dear,
Let all your sorrows be.
I’ll take you where the white lilies grow
All on the bottom of the sea.”
X
And as she turned herself roundabout,
So tall and tall he seemed to be,
Until the tops of that gallant ship
No taller were than he.
XI
And he struck the topmast
with his hand,
The main mast with his knee,
And he broke that shining ship in two
And he dashed it into the bottom of the sea.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Ben trovata, ben trovata
amore mio
per lungo tempo(1) sono stato
lontano da te
e sono appena tornato
dal mare salato
e l’ho fatto per il tuo amore,
mia cara.
II
Ho tre navi in mare
e una di loro
mi ha riportato a terra.
Ho 24 marinai
a bordo
e li potrai comandare
a bacchetta (2)”
III
Dice lei “Ora sono sposata
con un falegname delle navi
a un carpentiere navale sono legata,
e non lascerei
il mio caro marito
nemmeno per 2 volte l’importo di 110 sterline”
IV
“Beh, potevo avere la figlia del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato la sua corona d’oro
solo per amare te,
mia cara.
V
Così ti prego di lasciare
tuo marito, cara
e salpare con me.
Ti porterò dove
crescono i bianchi gigli (3)
sulle rive d’Italia (4).
VI
E questa nave con cui il mio amore partirà
è meravigliosa a vedersi,
le vele saranno di seta lucente
e l’albero maestro rivestito d’oro zecchino”
VII
Lei così indossò un abito
nuovo,
fra tutti i suoi il più bello,
e mentre solcava il mare salato
luceva come oro scintillante.
VIII
Navigavano da circa due giorni,
e sono sicuro non fossero tre,
che si accasciò sul ponte (della nave)
e piangeva e si lamentava
amaramente.
IX
“Oh frena la tua lingua,
amata mia,
e lascia stare tutto il dolore;
ti porterò dove i bianchi gigli
crescono
sul fondo degli abissi”
X
E mentre lei si voltava
intorno
sempre più alto lui sembrava diventare
finchè gli alberi di quella bella nave
non erano più alti di lui.
XI
E ruppe il pennone
con la sua mano
e l’albero maestro con il suo ginocchio
e spezzò quella nave scintillante in due
e la precipitò negli abissi.

NOTE
1) qui la durata della separazione è lasciata imprecisata , si dice solo che è trascorso un lungo tempo, nelle consuetudini delle ballate popolari tuttavia il periodo è implicito perchè convenzionalmente ha durata di 7 anni; dopo un periodo così lungo la donna poteva considerarsi moralmente giustificata a prendere un marito
2) ho cercato un’espressione simile in italiano; letteralmente “avrai la musica a tuo comando”
3) chi ascolta è già avvisato che la ballata avrà un finale tragico infatti i gigli nelle ballate significano la morte
4) è interessante notare che l’Italia sia considerata la terra del peccato o quantomeno ritenuto un luogo lontano ed esotico

THE HOUSE CARPENTER

Registrata da Clarence Ashley (un bianco originario del Tennessee, un Jack of all Trades e cantante girovago che incarna il weird americano) alla fine degli anni 20 è la versione condensata in una decina di strofe che ha fatto da modello (strofe I, II, III, IV, VI, IX, XI, XII, XIII, XV)

ASCOLTA Sweeney’s Men 1968 simile alla versione di Ashley con l’aggiunta di alcuni dettagli (I, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XV, XVI)

ASCOLTA Nickel Creek  in This Side, 2002 che riprendono pari pari la versione di Ashley aggiungendo solo la XIV strofa


I
We’ll met we’ll met
said an old true love
We’ll met we’ll met said he
I’m just returning from the salt salt sea
And it’s all for the love of thee
II
Come in, come in in my old true love
And have a seat with me
It’s been three-fourths
of a long long year
Since together we have been
III
Well I can’t come in or I can’t sit down
For I haven’t but a moment’s time
They say you’re married to a house carpenter
And your heart will never be mine
IV
Now it’s I coulda married a king’s daughter here
I’m sure she’da married me
But I’ve forsaken her crowns of gold
And it’s all for the love of thee
V
If you could have married the king’s daughter dear
I’m sure you are to blame
For I am married to the house carpenter
And I find him a nice young man
VI
Now will you forsaken your house carpenter
And go along with me
I’ll take you where the grass grows green
On the banks of the deep blue sea
VII
If I forsake my house carpenter
And go along with thee
What have you got to maintain me on
And keep me from slavery (poverty)
VIII
Six ships, six ships all out on the salt sea
Seven more upon from dry land
A hundred and twelve all brave sailing men
Shall be at your command
IX
She picked up here little babe
And kisses gave him three
Says stay right here my darling little babe
And keep your pappa company  (4)
X
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold
XI
Well they hadn’t been on ship but about two weeks
I’m sure it wasn’t three
Well his true love began to weep and mourn
And he weeped most bitterly
XII 
Says are you a-weepin’ for my silver or my gold
Says are you weeping for my store
Are you weeping for that house carpenter
Whose face you’ll never see any more
XIII
No it’s I’m not a-weepin’ for your silver or your gold
Or neither for your store
I am weeping for my darling little babe
Whose face I’ll never see any more
XIV
A curse, a curse to the sailor she cried
A curse, a curse she swore
You robbed me of my darling little babe
That I shall never see no more
XV
Well they hadn’t been on ship but about three weeks
I’m sure it wasn’t four
‘Til they sprung a leak in the bottom of the ship
And they sunk for to rise no more
XVI
Oh twice around went the gallant ship
I’m sure it was not three
When the ship all of a sudden, it sprung a leak
And it drifted to the bottom of the sea
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Ben trovata, ben trovata-
disse un vecchio fidanzato (1)-
Ben trovata, ben trovata -disse – sono appena tornato dal mare
solo per amare te!”
II
“Vieni su, vieni (2) su mio vecchio amore e prendi posto accanto a me
sono trascorsi nove mesi (3)
di un lungo anno
da quando siamo stati insieme”
III
“Beh non posso salire e prendere posto accanto a te,
perchè non ho molto tempo.
Dicono che sei sposata a un falegname
e il tuo cuore non sarà più mio.”
IV
“Avrei potuto sposare la figlia
del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato tutto l’oro
solo per amare te”
V
“Se avessi sposato la figlia
del re, caro
di certo saresti da biasimare
perchè io ho sposato
un falegname
ed è un bel giovanotto”
VI
“Ti scorderai del
falegname
e verrai via con me.
Ti porterò dove l’erba
cresce rigogliosa e verde
sulle rive del mare salato.”
VII
“Se scordassi  il falegname
per andare via con te
che cosa farai per mantenermi
e salvaguardarmi dalla povertà?”
VIII
“Sei navi, sei navi sono in mare
aperto
e altre sette sulla terra ferma
e 112 coraggiosi
marinai
saranno al tuo comando”
IX
Lei strinse forte il suo bambino,
tre volte lo baciò.
Disse: “Rimani qui mio
piccolino
e tieni compagnia al tuo papà”
X
Lei poi indossò un abito
nuovo,
fra tutti i suoi il più bello.
S’incamminò lungo la via,
Splendida come oro.
XI
Non eran passate che due settimane sulla nave
lo so che non erano tre,
e il suo vero amore  si disperava e lamentava
e piangeva amaramente.
XII
“Piangi per il mio argento
e l’ oro? (5)
Piangi per i miei beni?
O piangi
per il bel falegname
che non rivedrai
mai più?”
XIII
“Non sto piangendo per il tuo argento
o l’oro
e nemmeno per i tuoi beni
Io ora piango per il mio caro
bambino
che non rivedrò mai più (6)”
XIV
“Una maledizione, una maledizione al marinaio – lei gridò –
una maledizione (7) – lei giurò –
mi hai privato della mia piccola creatura
che non vedrò mai più”
XV
Non eran passate che tre settimane a bordo
lo so che non erano quattro.
si formò una falla sul fondo della nave che affondò (8)
e non risali mai più.
XVI
Oh per due volte la bella nave girò intorno sono sicuro che non furono tre
Quando la nave all’improvviso fece acqua da una falla
e piombò in fondo all’oceano

NOTE
1) il marinaio ritornato a casa dalla fidanzata e la rimprovera di non aver saputo aspettare il suo ritorno
2) la donna invita il marinaio a salire in casa, ma l’uomo rifiuta con un pretesto: sembrerebbe un residuo di una vecchia credenza popolare: coloro che vengono in visita dall’Altro Mondo Celtico (dove hanno vissuto secondo lo scorrere del tempo fatato – un giorno presso Fairy corrisponde ad un anno terrestre) non devono posare i piedi sul suolo perchè altrimenti vengono raggiunti dall’età terrestre, quindi è come se scattasse un campanello d’allarme per avvisare il pubblico della natura sovrannaturale dell’apparizione (nel suo aspetto di amante-demone)
3) un tempo di separazione così breve è tipico delle versioni americane e lascia l’adito al sospetto che il matrimonio con il falegname sia stato un rimedio della donna per trovare un padre al figlio illegittimo; il giudizio sulla donna è presto fatto
4) gli Sweeney dicono : Saying stay right here with the house carpenter/And keep him good company
5) la domanda non è ben chiara, viene da presumere che il marinaio l’abbia convinta a salire sulla nave illudendola di aver fatto fortuna. Nella versione degli Sweeney dicono:
O do you weep for your gold, he said
Your houses, your land, or your store?
Or do you weep for your house carpenter
That you never shall see anymore
6) la donna ha nostalgia del figlio e si pente di averlo abbandonato
7) con l’aggiunta della strofa si prefigura la causa dell’affondamento della nave (una donna a bordo porta in genere sfortuna, se lancia poi una maledizione il disastro è inevitabile!)
8) omettendo la strofa XIV l’affondamento della nave non ha cause soprannaturali

seconda parte continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
https://singout.org/2012/09/03/the-demon-lover-the-house-carpenter/
https://oldweirdamerica.wordpress.com/2008/12/01/3-the-house-carpenter-by-clarence-ashley/
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedemonlover.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_243

DO ME AMA

sailor-picLa storia tragica della ballata Jack Orion diventa una storiella comica nella versione intitolata Do Me Ama, una fo’c’sle song  dalle origini settecentesche. E lo stesso A.L. Lloyd a fare il parallelismo “the ballad dropped out of tradition long ago, but the story it tells is an engaging one (a modern and more demographic parallel is  Do Me Ama )”
e prosegue:  “A fo’c’sle song that probably came into being during the 18th century. It derives its story from from an old chapbook tale of The Squire and the Farm Servant. The song has appeared in print a few times, most recently as Jack the Jolly Tar in the Penguin Book of English Folk Songs. It is still occasionally to be heard from traditional countryside singers, and may own its survival to the fact that in its story, the common sailor most cheekily gets the better of the squire—a theme for which country singers show lasting affection.”

La situazione ricalca quella raccontata in “Yarmouth town“, una sea song più che una sea shanty, che rivisita in chiave umoristica il classico tema delle night visit songs, in cui si descrivono incontri notturni tra belle e più o meno “ingenue” fanciulle e soldati o marinai di passaggio.

ASCOLTA A.L. Lloyd

ASCOLTA Liam Clancy


I
As a sailor was walking one fine summer day,
The squire(1) and the lady were making their way.
And Jack he heard the squire say,
Tonight with you love I mean to lay
With me do me ama, dee me ama do, me ama day.
II
You must tie a string all around yer finger,
With the other end of the string hanging out the window,
And I’ll slip by and I pull the string,
And you must come down love and let me in
With me do me ama, dee me ama do, me ama day.
III
Says Jack to himself, I’ve a mind to try,
To see if a poor sailor he can’t win that prize.
So he sleep by and he pulled the string
And the lady come down and she let old Jack in
With that do me ama, dee me ama do, me ama day.
IV
When the squire come by, he was humming a song,
Thinkin’ to himself how it wouldn’t be long.
But when he got there no string he found,
And behold, his hopes all dashed the ground
With that do me ama, dee me ama do, me ama day.
V
Early next morning, it was just getting light,
The lady jumped up ‘e bed in a terrible fright.
For there lay Jack in the stripy shirt,
His hands recovered with tar and dirt
And that do me ama, me ama dee, me ama day.
VI
Oh what do you want, you tarry(2) sailor,
Breaking in a lady’s bedroom to steal ‘er treasure?
Oh no, says old Jack, I just pulled that string
And you did come down, ma’m, and let me in
With me do me ama, me ama dee, me ama day.
VII
Says Jack Tar t’the lady, Oh, forgive me I pray,
I’ll steal away very quiet at the dawn of the day.
Oh no, says the lady, don’t straight far
For I never will part from me jolly Jack Tar(2)
And that do me ama, me ama dee, me ama day.
tradotto da Cattia Salto
I
Mentre un marinaio era a zonzo in un bel giorno d’estate
il cavaliere (1) e la dama stavano andando per la loro strada
e Jack udì il cavaliere dire
“Stanotte con te amore voglio dormire”
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
II
“Devi legare una corda attorno
al dito
e l’altro capo lasciarlo penzolare dalla finestra e io mi avvicinerò furtivo e tirerò la corda
e tu devi scendere amore e farmi entrare”
con me do me ama, dee me ama do, me ama day”
III
Dice Jack tra sè e sè, “Ho intenzione di provare per vedere se anche un povero marinaio ci riesce”.
Così si avvicinò furtivo e tirò la corda
e la dama scese e fece entrare il vecchio Jack
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
IV
Quando il cavaliere arrivò, canticchiava una canzone
pensando che non ci avrebbe messo molto,
ma appena vide che non c’era corda da tirare
ecco che tutte le sue speranze si infransero
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
V
La mattina dopo, poco prima dell’alba
la dama si tirò su con un balzo dal letto piena di paura
perchè ci dormiva Jack con la camicia a righe
con le mani sporche di catrame
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
VI
“Cosa vuoi marinaio che puzzi (2) di pece?
Irrompere nella camera da letto di una signora per rubare la sua virtù?”
“Oh no, -dice il vecchio Jack – ho solo tirato la corda e tu sei scesa,
madama e mi hai fatto entrare”
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
VII
Dice Jack Tar alla dama “Oh vi prego di perdonarmi
fuggirò via allo spuntar del giorno”
“Oh no, – dice la dama – non andartene
perchè non mi separerò mai dal mio allegro marinaio (2)”
con me do me ama, dee me ama do, me ama day

NOTE
1) squire = scudiero: in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero.
2) tarry è un termine dispregiativo per contraddistinguere il tipico marinaio.  Probabilmente il termine è stato coniato nel 1600 alludendo alle resine con le quali i marinai impermeabilizzavano i loro abiti da lavoro. Jack Tar è diventato lo stereotipo del marinaio.

FONTI
http://www.magellano.org/public/magellano/articoli/374/374.pdf
http://mysongbook.de/msb/songs/d/domeama.html
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/domeama.html
http:[email protected]?SongID=1750
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19917

 

GLASGERION (JACK ORION)

Ballata tradizionale inglese
Child Ballad #67
Musica: A. L. Lloyd (1961)

Glasgerion, è il bardo gallese Keraint (Geraint the Blue Bard )-qualificato dall’aggettivo “glas” ossia Azzurro (erano infatti i Bardi -perlomeno quelli in cima alla gerarchia (ossia di nobili natali) – a vestirsi d’azzurro -come carattere distintivo del loro status sociale) “Keraint il Bardo Azzurro” è citato nei Mabinogion: Keraint figlio di Owain, Principe di Glamorgan visse probabilmente nell’VIII- IX secolo.
Ohibò ecco da dove viene il Principe Azzurro delle fiabe!! Senonchè “azzurro“, in lingua gallese, significa “più importante, principale” e infatti 500 anni dopo Chaucher lo colloca nel suo “House of Fame” accanto ad Orfeo (o almeno così ritengono gli studiosi identificando il Glaskirion di Chaucer con il bardo gallese).

George Sheridan Knowles - Glasgerion 1892

NEL BLU TINTO DI BLU

Glasten o glas ma un tempo woad ossia “erba selvatica” detta glastum da Plinio, è il colore blu ottenuto dagli antichi Celti  un blu verde-grigio  (o azzurro-verde) dalla lavorazione dell’erba guada, un’erba detta anche erba gialla per via del colore delle sue infiorescenze, l’Isatis tinctoria delle Brassicaceae (la famiglia dei cavoli per intenderci).
Il colorante si trova nelle foglie le quali si raccolgono con frequenti tagli (4-5 all’anno) – e secondo tradizione l’ultimo taglio si faceva  l’equinozio d’autunno (e nel Medioevo cristiano con il giorno di San Michele Arcangelo)
A parte i reperti tessili datati al V secolo a.C. anche Giulio Cesare e Plinio descrivono l’usanza dei Celti di tingersi i corpi prima della battaglia con il guado.
La pianta oltre che nel Nord europa fu coltivata anche in molte regioni italiane fino a quanto venne soppiantata dall‘indaco indiano portato da Marco Polo dai suoi viaggi in Oriente, una pianta di maggior resa tintoria.
La coltivazione dell’erba guada è stata oggi ripresa e valorizzata sia in Francia che in Italia con ottimi risultati.

Nell’antichità greca e romana il blu era considerato un colore poco prestigioso confuso con il verde e il grigio, finchè poco dopo l’Anno Mille mutarono i gusti e la percezione estetica riguardante tale colore.
Perché il blu diventasse un colore significativo, capace di trasmette idee e suscitare emozioni, furono necessarie nell’Europa cristiana almeno due cose: che le materie di base per la pittura e la tintura delle stoffe non fossero più un bene raro e difficile da distillare come nell’antichità; e che nuove abitudini si sedimentassero nell’inconscio collettivo trasformando la sensibilità ed il gusto degli individui. Lo storico francese Michel Pastoureau ha datato al 1100 il punto di svolta riguardo al colore blu. Grazie allo sviluppo del commercio e dei mezzi di produzione materiale nacque una nuova sensibilità religiosa e culturale, ed il colore blu si impose sulla scena europea per rimanerci fino ai giorni nostri. Il primo segnale che qualcosa stava cambiando lo diede, in pittura, il mantello della Vergine: precedentemente era stato quasi sempre dipinto di bruno, violetto o bianco in segno di lutto ed  afflizione. Poi, improvvisamente, diventò ovunque di un bel blu chiaro e luminoso, trasformandosi in un simbolo di purezza e misericordia. Vestirsi di blu ormai non era più una stravaganza. Ma nessun libro – scrive Pastoureau- nessuna opera d’arte e nessun avvenimento esercitò tale influenza sulla moda quanto il libro di Goethe “I dolori del giovane Werter”, pubblicato nel 1774. Per almeno 10 anni il capo più richiesto dai giovani di tutta Europa fu proprio “l’abito alla Werter” e cioè la marsina blu che l’eroe indossava quando conobbe Carlotta. Lo stesso Goethe vestiva spesso di blu, e nella sua Teoria dei Colori definì l’associazione del blu e del giallo come l’armonia cromatica assoluta. Ma non fu il solo: al pari del grande scrittore tedesco tutto il movimento romantico portò un culto assoluto al colore blu. Per i romantici il blu costellava la poesia, il sogno, la melanconia, il languore assetato di assoluto.  (tratto da qui)

LA BALLATA

La ballata in Reliques of Ancient English Poetry di Sir Thomas Percy risale sicuramente al medioevo e il nostro Bardo è coinvolto in una vicenda tragicomica: vezzeggiato ospite alla mensa del Re, riesce a sedurre con il suo canto la bella Principessa la quale lo invita a recarsi nella sua camera nel cuore della notte.
Il servitore del Bardo approfitta dell’occasione e gioca d’anticipo entrando per primo nella camera della principessa,  la prende così per terra, senza tante buone maniere. Poi torna negli alloggi del Bardo e lo sveglia per esortarlo ad andare all’appuntamento fissato. Nel vederlo ritornare la Principessa sulle prime si mostra sorpresa e poi scopre di essere stata violata dal servitore del Bardo e preferisce uccidesi. Glasgerion va dal  paggio e lo uccide e poi volge la lama su di sè. Una storia come piaceva a quei tempi con tanto spargimento di sangue e uccisioni di giovani vite e rigide regole di comportamento sociale da far rispettare!

In seguito Glasgerion diventa Jack Orion ovvero Jack O’Rian, ed è proprio la versione tardo settecentesca della ballata ad essere stata rimaneggiata e messa in musica da Andrew Lancaster Lloyd (1961)
È la versione interpretata e fatta conoscere da Bert Jansch nel 1966, nell’album omonimo. Probabilmente di origine tardosettecentesca, si tratta di una versione un po’ edulcorata nel linguaggio ma comunque che non si allontana da quella più antica tramandata dal Folio Percy. La storia di questa versione è comunque controversa e riflette interventi arbitrari moderni che non sono stati infrequenti nel Folk revival degli anni ’60. Fu infatti nel 1961 che, basandosi su una autentica versione stampata prima che la ballata scomparisse del tutto dalla tradizione orale, che lo studioso e folklorista Albert Lancaster Lloyd (1908-1982) compose una versione “modernizzata” e una melodia adatta (della versione più antica e anche di quelle più tarde non si è mai conosciuta la musica). Lloyd, che era anche cantante in proprio, la incise nel 1966 nell’album First Person con Dave Swarbrick (“Swarb”) al fiddle: fu questa versione che fu poi ripresa da Bert Jansch e dai Pentangle. Nel 1968 era stata interpretata anche da Martin Carthy, ancora con Dave Swarbrick al fiddle, nell’album But Two Came By. In una nota nel libretto dell’album, Martin Carthy osserva interessantemente: ‘The song in its traditional form was, according to evidence at our [his and A. L. Lloyd’s] disposal, not very widespread, which serves to highlight one of the curious features of the folk revival, that is, the many songs which were not at all common in tradition are very commonly sung in the revival and vice versa.’ Nel 1970, infine, la sua versione più famosa e nella quale viene generalmente ricordata: quella dei Pentangle in Cruel Sister, interpretata a tre voci da Bert Jansch, John Renbourn e Jacqui McShee. (tratto da qui)

ASCOLTA su Spotify A.L. Lloyd & Dave Swarbrick ·  in English & Scottish Folk Ballads 2006. Nella versione di LLoyd vengono omesse le strofe del suicidio della principessa e del bardo, apparentemente l’unico a morire è il servo.


I
Jack Orion was as good fiddler
As ever fiddled on a string,
And he could drive young women mad
With the tune his wires would sing.
II
He could fiddle the fish out of salt water
Or water from a marble stone,
Or the milk out of a maiden’s breast
Though baby she had none.
III
So he sat and played in the castle hall
And fiddled them all so sound asleep,
Except it was for the young countess,
And for love she stayed awake.
IV
And first he played a slow, slow air
And then he played it brisk and gay,
And, “O dear love,” behind her hand
This lady she did say.
V
“Ere the day has dawned and the cocks have crown
And flapped their wings so wide,
It’s you may come up to my bedroom door/ And stretch out at my side.”
VI
So he lapped his fiddle in a cloth of green/ And he stole out on his tip toe,
And he’s off back to his young boy Tom
As fast as he could go.
VII
Ere the day has dawned and the cocks have crown
And flapped their wings so wide,
I’m bid to go to that lady’s door
And stretch out at her side.
VIII
Well lie down, rest you, my good master,
Here’s a blanket to your hand.
And I’ll waken you in as good a time
As any cock in the land.”
IX
And Tom took the fiddle into his hand,
Fiddled and he sang for a full hour,
Till he played his master fast asleep
And he’s off to that lady’s bower.
X
And when he come to the countess’ door
He twirled so softly at the pin,
And the lady true to her promise
Rose up and let him in.
XI
Well he didn’t take that lady gay
To bolster or to bed,
But down upon her bedroom floor
Right soon he had her laid.
XII
And he neither kissed her when he came
Nor yet when from her he did go,
But in and out of her bower window
The moon like a coal did glow.
XIII
“Oh ragged are your stockings, love,
And stubble is your cheek and chin,
And tangled is that yellow hair
That I saw late yestre’en.”
XIV
“My stockings belong to my boy Tom
And they were the first come to my hand,
And I tangled all my yellow hair
When coming against the wind”
XV
He took his fiddle into his hand,
So saucy there he sang,
And he’s off back to his own master
As fast as could run.
XVI
“Well up, well, my master dear,
For while you sleep and snore so loud
There’s not a cock in all this land
But has flapped his wings and crowed.”
XVII
Jack Orion took the fiddle into his hand/ And he fiddled and he played so merrily,/ And he’s off away to the lady’s house/ As fast as go could he.
XVIII
Well, when he come to the lady’s door
The fiddler twirled upon the pins,
Saying softly, “Here’s your own true love,
Rise up and let me in.
XIX
She says,“Surely you didn’t leave behind
A bracelet or a velvet glove,
Or are you returned back again
To taste more of me love?”
XX
Jack Orion swore a bloody oath,
“By oak and ash and bitter thorn,
Lady, I never was in your room
Since the day that I was born.”
XXI
Oh then it was your little foot page
That falsely has beguiled me,
And woe that the blood of that ruffian boy
Should spring in my body.”
XX
And home then went Jack Orion, crying,
“Tom, my lad, come here to me!”
And he hanged that boy from his own gatepost
High as the willow tree.
tradotto da Riccardo Venturi*
I
Jack Orion era il miglior violinista(1)
Che mai avesse suonato su corda,
Faceva impazzire le giovani donne
Quando suonava una melodia sul suo violino
II
Avrebbe fatto uscire i pesci dall’acqua salata/O acqua da una lastra di marmo,
O latte dal petto di una vergine
Sebbene mai avesse avuto figli (2)
III
E continuò a suonare nella sala del castello/ Finché, suonando, non li fece addormentar tutti;/tutto a causa della giovane principessa/ Che per amore se ne stava sveglia.
IV
E prima suonò una melodia (3) solenne e lenta/ E poi ne fece sgorgare una allegra;/ E “Oh Amore caro” di nascosto la dama gli diceva.
V
“All’alba, quando i galli avranno cantato
E ben sbattuto le loro ali,
allora vieni ed entra in camera mia
per distenderti al mio fianco.”

VI
Ripose il violino in una tela verde
e, muovendosi con circospezione,
corse via dal suo giovane servo Tom, più veloce del vento.
VII
All’alba, quando i galli avranno cantato
E ben sbattuto le loro ali,
Sono stato invitato a entrare da quella dama
Per distendermi al suo fianco.”
VIII
“Giaci pure nel tuo letto, caro padrone,
ecco prendi una coperta;
ti sveglierò al momento giusto
meglio di un gallo.”
IX
E Tom prese il violino in mano
suonò e cantò per una buona ora
suonò finchè il suo padrone prese sonno e così se ne andò dalla dama.
X
E quando giunse alla camera della signora
Toccò leggermente il battente;
La signora fu fedele alla sua parola,
Si alzò e lo fece entrare.
XI
Beh, non prese quella bella signora
Sul capezzale e neanche sul letto,
La rovesciò giù sul pavimento
E rapidamente la montò.
XII
Non le diede un bacio né all’arrivo
E neppure quando andò via;
Splendeva la luna come brace
Guizzando dentro e fuori dalla finestra.
XIII
“Le tue calze sono stracciate, amore,
Hai le guance ispide di barba,
Pieni di nodi sono i tuoi capelli biondi
Che ho visto solo ieri sera.”
XIV
“Le calze sono del mio paggio Tom,
Sono le prime che mi son capitate in mano,
e mi sono annodato i biondi capelli
mentre venivo controvento.”
XV
Tom prese il violino in mano
E cantò in modo insolente,
Poi tornò alla casa del suo padrone
Il più veloce che poté.
XVI
“Svegliati, svegliati, mio buon padrone,
perchè mentre dormivi sodo e russavi
nessun gallo del paese ha cantato
e  sbattuto le ali”

XVII
Jack Orion prese il violino in mano
suonò e cantò contento
e se ne andò dalla dama
più veloce del vento.
XVIII
E quando giunse alla porta
il violinista toccò il battente;
dicendo piano: “Ecco il tuo vero amore
alzati e fammi entrare
XIX
“Oh, lai lasciato qui da me
Il tuo braccialetto o un guanto?
Oppure sei tornato
Per fare ancora l’amore con me?”
XX
Jack Orion tirò una bestemmia sanguinosa (4) “Sulla quercia, le ceneri e le amare spine Signora, non sono mai stato in casa tua/ Dal giorno che sono nato.”
XXI
“Oh, allora è stato il tuo paggetto
Che mi ha ingannata così crudelmente,
Che sventura che il sangue di quel furfante/ Scorra dentro al mio corpo (5).”
XX
Jack Orion corse a casa,
gridando,
 “Tom, ragazzo mio, vieni qua da me.”
e impiccò quel servo al proprio cancello
in alto come il salice

NOTE
* traduzione di  Riccardo Venturi per il testo dei Pentangle (sotto), adattato da Cattia Salto sulla versione di Bert Lloyd
1)  lo strumento in origine era l‘arpa bardica
così recita la versione del foglio Percy [traduzione di Riccardo Venturi da qui]

Glasgerion was a kings owne sonne,
And a harper he was good,
He harped in the kings chamber
Where cappe and candle yoode,
And soe did hee in the Queens chamber
Till ladies waxed wood.
Glasgerion era l’unico figlio d’un re,
Era un buon suonatore d’arpa;
Suonava l’arpa alla corte del re
Dove passavan calici e candelabri,
E così fece nelle stanze della regina
Facendo impazzire le dame.

2) Le Arpe magiche sono molto citate nella mitologia celtica, arpe dotate di straordinari poteri che  suscitano forti emozioni negli uomini e negli animali e compiono incantesimi sulle cose inanimate. continua
3) le tre melodie suonate dal bardo riprendono pari pari le melodie suonate dal Dio Dagda con la sua arpa magica denominata “sussurro del dolce albero di mele”. Così racconta la leggenda: durante la battaglia di Mag Tured tra i Fomori, leggendari abitanti dell’Irlanda e i Thuata DŽeDanann, i figli della dea Dana, dai quali discende il popolo irlandese, i Fomori rubarono l’arpa al dio Dagda.  In una rocambolesca sortita nel campo nemico lo stesso dio Dagda accompagnato dal dio Lugh e Ogma, chiama a sè con un’invocazione magica l’arpa e suona le tre fondamentali e nobili melodie musicali per le quali si riconoscono gli arpisti: la melodia del pianto, quella del riso, e quella del sonno.
4) Così commenta Riccardo Venturi: “Cioè sulla quercia con la quale era stata fabbricata la croce di Gesù, sulle sue ceneri e sulle spine della corona.  Per i puritani standard inglesi, anche moderni, si tratta di una bestemmia veramente sanguinosa
5) in realtà è lo sperma di un umile servo quello che scorre nella vagina della principessa: nei tempi antichi le pulzelle nobili venivano tranquillamente stuprate dagli eserciti conquistatori, per questo si toglievano la vita quando il nemico sfondava le porte della città o del mastio. Se sopravvivevano venivano degradate a servire come serve o vendute come schiave.

ASCOLTA Pentangle Jack Orion in Cruel Sister, 1967. In una versione a tre voci Bert Jansch (il narratore), John Renbourn (il bardo e lo scudiero), Jacqui McShee (la principessa). Così commenta Alberto di Musica e Memoria: “Questa ballata tradizionale nell’LP Cruel Sister occupa una intera facciata e segna la adozione, per la prima volta, della chitarra elettrica con distorsore (al minuto 14:46) da parte dei Pentangle, forse per adeguarsi in qualche modo allo stile folk-rock allora imperante (Fairport Convention, Steeleye Span), mentre sino ad allora erano stato fedeli ai soli strumenti acustici e al massimo alla chitarra elettrificata stile jazz.” (tratto da qui)
La versione portata nel gruppo da Bert Jansch (che l’aveva registrata nel 1966 nel suo album dal titolo omonimo) è più tragica e dettagliata.

ASCOLTA Fairport Convention – Jack O’Rion 1978

I
Jack Orion was as good a fiddler
As ever fiddled on a string
He could make young women mad
To the tune his fiddle would sing
II
He could fiddle the fish out of salt water
Or water from a marble stone
Or milk from out of a maiden’s breast
Though baby she’d got none
III
He’s taken his fiddle into his hand
He’s fiddled and he’s sung
And oft he’s fiddled unto the King
Who never thought it long
IV
And he sat fiddling in the castle hall
He’s played them all so sound asleep
All but for the young princess
And for love she stayed awake
V
And first he played at a slow grave tune
And then a gay one flew
And many’s the sigh and loving word
That passed between the two
VI
Come to my bower, sweet Jack Orion
When all men are at rest
As I am a lady true to my word
Thou shalt be a welcome guest
VII
He’s lapped his fiddle in a cloth of green
A glad man, Lord, was he
Then he’s run off to his own house
Says, Tom come hither unto me
VIII
When day has dawned and the cocks have crown
And flapped their wings so wide
I am bidden to that lady’s door
To stretch out by her side
IX
Lie down in your bed, dear master
And sleep as long as you may
I’ll keep good watch and awaken you
Three hours before ‘tis day
X
But the rose up that worthless lad
His master’s clothes did don
A collar he’s cast about his neck
He seemed the gentleman
XI
Well he didn’t take that lady gay
To bolster nor to bed
But down upon the bower floor
He quickly had her laid
XII
And he neither kissed her when he came
Nor when from her he did go
And in and out of her window
The moon like a coal did glow
XIII
Ragged are your stockings love
Stubbly is your cheek and chin
And tangled is that yellow hair
That I saw yestereen
XIV
The stockings belong to my boy Tom
They’re the first come to my hand
The wind has tangled my yellow hair
As I rode o’er the land
XV
Tom took his fiddle into his hand
So saucy there he sang
Then he’s off back to his master’s house
As fast as he could run
XVI
Wake up, wake up my good master
I fear ‘tis almost dawn
Wake up, wake up the cock has crowed ‘Tis time that you were gone
XVII
Then quickly rose up Jack Orion
Put on his cloak and shoon
And cast a collar about his neck
He was a lord’s true son
XVIII
And when he came to the lady’s bower
He lightly rattled the pin
The lady was true to her word
She rose and let him in
XIX
Oh whether have you left with me
Your bracelet or your glove?
Or are you returned back again
To know more of my love?
XX
Jack Orion swore a bloody oath
By oak and ash and bitter thorn
Saying, lady I never was in your house
Since the day that I was born
XXI
Oh then it was your young footpage
That has so cruelly beguiled me
And woe that the blood of the ruffian lad
Should spring in my body
XXII
Then she pulled forth a little sharp knife
That hung down at her knee
O’er her white feet the red blood ran/ Or ever a hand could stay
And dead she lay on her bower floor
At the dawning of the day
XXIII
Jack Orion ran to his own house
Saying, Tom my boy come here to me
Come hither now and I’ll pay your fee
And well paid you shall be
XXIV
If I had killed a man tonight
Tom I would tell it thee
But if I have taken no life tonight
Tom thou hast taken three
XXV
Then he pulled out his bright brown sword
And dried it on his sleeve
And he smote off that vile lad’s head
And asked for no man’s leave
XXVI
He set the sword’s point to his breast
The pommel to a stone
Through the falseness of that lying lad
These three lives were all gone.
tradotto da Riccardo Venturi *
I
Jack Orion era il miglior violinista (1)
Che mai avesse suonato su corda,
Faceva impazzire le giovani donne
Quando suonava una melodia sul suo violino
II
Avrebbe fatto uscire i pesci dall’acqua salata
O acqua da una lastra di marmo,
O latte dal petto di una vergine
Sebbene mai avesse avuto figli (2)
III
Prese il suo violino in mano
E si mise a suonare e a cantare;
E spesso suonava al cospetto del Re
Che mai se ne aveva a annoiare.
IV
E continuò a suonare nella sala del castello/ Finché, suonando, non li fece addormentar tutti;
E tutto questo a causa della giovane principessa/ Che per amore se ne stava sveglia.
V
E prima suonò una melodia solenne e lenta (3)/ E poi ne fece sgorgare una allegra;/ E molti furono i sospiri e le parole d’amore
Che scorsero fra quei due.
VI
“Vieni in camera mia, dolce Jack Orion,
Quando tutti saranno a riposare;
Sono una donna fedele alla mia parola,
Sarai un ospite ben gradito.”
VII
Ripose il violino in una tela verde
E, com’è vero Iddio, era un uomo felice;
Poi corse via a casa sua
E disse, “Tom, vieni qui da me
VIII
All’alba, quando i galli avranno cantato
E ben sbattuto le loro ali,
Sono stato invitato a entrare da quella dama
Per distendermi al suo fianco.”
IX
“Giaci pure nel tuo letto, caro padrone,
E dormi quanto più puoi;
Farò buona guardia e ti sveglierò
Tre ore prima che faccia giorno.”
X
Invece si alzò, quell’indegno ragazzo,
E indossò i vestiti del suo padrone;
Si mise pure un colletto al collo,
Sembrava proprio un gentiluomo.
XI
Beh, non prese quella bella signora
Sul capezzale e neanche sul letto,
La rovesciò giù sul pavimento
E rapidamente la montò.
XII
Non le diede un bacio né all’arrivo
E neppure quando andò via;
Splendeva la luna come brace
Guizzando dentro e fuori dalla finestra.
XIII
“Le tue calze sono stracciate, amore,
Hai le guance ispide di barba,
Pieni di nodi sono i tuoi capelli biondi
Che ho visto solo ieri sera.”
XIV
“Le calze sono del mio paggio Tom,
Sono le prime che mi son capitate in mano,/ I capelli me li ha annodati il vento/ Mentre cavalcavo per la campagna.”
XV
Tom prese il violino in mano
E cantò in modo insolente,
Poi tornò alla casa del suo padrone
Il più veloce che poté.
XVI
“Svegliati, svegliati, mio buon padrone,
Temo che sia quasi l’alba,
Svegliati, svegliati, il gallo ha cantato,
È ora che tu vada.”
XVII
Allora si alzò veloce Jack Orion,
Si infilò il mantello e le scarpe,
E si mise un colletto al collo (6),
Era davvero figlio di un signore.
XVIII
E quando giunse alla camera della signora
Toccò leggermente il battente;
La signora fu fedele alla sua parola,
Si alzò e lo fece entrare.
XIX
“Oh, lai lasciato qui da me
Il tuo braccialetto o un guanto?
Oppure sei tornato
Per fare ancora l’amore con me?”
XX
Jack Orion tirò una bestemmia sanguinosa (4)“Sulla quercia, le ceneri e le amare spine:
-Disse – Signora, non sono mai stato in casa tua
Dal giorno che sono nato.”
XXI
“Oh, allora è stato il tuo paggetto
Che mi ha ingannata così crudelmente,
Che sventura che il sangue di quel furfante
Scorra dentro al mio corpo (5)”
XXII
Allora sguainò un pugnaletto acuminato
Che teneva appeso al ginocchio.
Sui suoi candidi piedi scorse il sangue
Prima che mano la potesse fermare;
E morta giacque sul pavimento della camera
Mentre spuntava il giorno.
XXIII
Jack Orion corse a casa,
Disse, “Tom, ragazzo mio, vieni qua da me./ Vieni qua che ti devo pagare,
E ben pagato tu sarai.
XXIV
Se io avessi ucciso un uomo stanotte
Tom, io te lo avrei detto; Ma tu non hai preso una sola vita, stanotte,/Tom, tu stanotte ne hai prese tre.”
XXV
E allora sguainò la sua spada brunita e lucente
E se la asciugò sulla manica;
Poi troncò la testa a quel ragazzo dappoco
E non chiese il permesso a nessuno.
XXVI
Si appoggiò la punta della spada al petto
E l’impugnatura a una pietra;
Per la falsità di quel ragazzo bugiardo
Quelle tre vite se n’eran tutte andate.

NOTE
* (da qui)
6) la moda del collare in pizzo inizia con il 500 detto collare a lattughe diventato poi la più rigida gorgiera, formata da parecchi strati sovrapposti di bianco lino o di pizzo. Viene però sostituito ben presto dal collare di pizzo a bavera, sempre prezioso ma decisamente più pratico. Il cantastorie non manca occasione di ribadire la differenza di ceto sociale tra il nobile e il servitore perchè nel Medioevo la nobiltà si arrogava un diritto di superiorità “di sangue” sul volgo (il sangue blu delle fiabe): questa superiorità era portatrice di qualità morali oltre che di buone maniere (e non faceva difetto l’arroganza).

Il racconto tragico diventa una storiella comica nella versione intitolata Do Me Ama, una fo’c’sle song  dalle origini settecentesche. continua 

FONTI
http://www.bluegrassmessengers.com/67-glasgerion.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-67-glasgerion.aspx
http://ontanomagico.altervista.org/arpa-celtica.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it#agg229803
http://www.musicaememoria.com/pentangle_cruel_sister.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/jackorion.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_67
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jackorio.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=32313
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18386
http://www.dyeinghousegallery.com/tingere-lindaco-ecco-si-fa/
http://www.oikos-group.it/contenuti/colore/colore-e-societa/storia-archivio

REUBEN RANZO

R(e)uben Ranzo (in italiano si potrebbe tradurre come Rubino Oronzo) rappresenta un personaggio delle sea shanties: è un campagnolo e terricolo (a volte un sarto di professione) che si trova imbarcato su una nave; in alcune versioni l’imbarco è stato forzoso.
In altre ci si immagina che sia stato spinto verso il mare dalla necessità di trovare un lavoro. Ranzo è inizialmente dileggiato dagli altri marinai per la sua inesperienza (preso a  pretesto per affermare la superiorità dei marinai sui terricoli) ma poi impara il mestiere e diventa lui stesso capitano della nave. Così almeno accade in alcune versioni, in altre intitolate più opportunamente “Poor Ruben Ranzo” il ragazzo non ne combina una giusta e passa da una disavventura all’altra.
whale-shipEcco una serie di varianti della versione a lieto fine in cui Ranzo riesce a fare colpo sulla figlia del capitano, che si prende cura di lui e lo istruisce nelle cose del mare (e non solo). Sebbene la tradizione non vedesse di buon occhio la presenza di donne a bordo delle navi, non era insolito che sulle baleniere si imbarcassero le mogli degli ufficiali o perlomeno del capitano, non disposte a restare a terra da sole per i sei e più mesi necessari per la caccia.

ASCOLTA

ASCOLTA Hedgehog Pie & Dave Burland  in Just Act Normal


Oh poor old Reuben Ranzo(x2),
Ranzo me boys, Ranzo.
Oh Ranzo was no sailor
but he shipped on board a whaler(1).
Ranzo joined The Beauty(2),
And did not know his duty.
They gave him lashes thirty(3)
because he was so dirty(4)
The captain ‘s daughter Suzy
she begged her dad for mercy
Oh, she give him wine and water
And a bit more than she ought to
She gave him education
she taught him navigation
Now Ranzo is a sailor (5)
he’s captain of that whaler,
Now he’s known wherever them whale-fish blow
As the hardest master on the go
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Povero vecchio Ruben Ranzo!
Ranzo ragazzi, Ranzo
Ranzo non era un marinaio
ma si imbarcò su una baleniera(1):
Ranzo raggiunse la Beauty(2)
e non sapeva fare il suo dovere.
Gli diedero trenta frustate(3)
perchè era così sporco(4).
La figlia del capitano Susy
supplicò il padre perchè avesse pietà
e gli diede vino e acqua
e un po’ di più di quanto avrebbe dovuto.
Gli diede un’istruzione (marinaresca)
e gli insegnò la navigazione.
Ora Ranzo è un marinaio(5)
ed è il capitano di questa baleniera,
è rinomato ovunque ci sia la caccia alle balene
ed è il capo più tosto dei mari

NOTE
1) il lavoro sulle baleniere era duro ma remunerativo, tra  i marinai d’alto mare c’era la convinzione che i “whalermen” non fossero dei veri marinai, ma terricoli che sceglievano il mare per fare soldi
2) la frase diventa in altre versioni: ” Ranzo was no beauty
3) la fustigazione in caso di negligenza era una prassi comune per i tempi specialmente per mantenere la disciplina sulla nave
4) probabilmente si riferisce al ponte della nave non abbastanza pulito
5) la strofa in A.L. Lloyd è diversa dice: Well, he got his first mate papers, he’s a terror to the whalers

LA VERSIONE SUI GRANDI LAGHI

La canzone era popolare come halyard shanty sia sulle navi inglesi che americane non necessariamente solo sulle baleniere. Si prenda come esempio questo testo in Windjammers: Songs of the Great Lakes Sailors, Ivan Walton e Joe Grimm -si cita come fonte Harry e George Parmalee 1932)

ASCOLTA Lee Murdock (in versione integrale su Spotify)


Oh poor old Reuben Ranzo (x2),
Ranzo me boys, Ranzo.
Oh Ranzo came up to the Lakes(1)
for sailors live on prime beefsteaks(2)
Now it’s a widespread rumor
that he skipped abroad a schooner
But Ranzo was no sailor
for Ranzo was a tailor
The old man set him wheeling
for Ranzo was appealing
but he could not rock or shake her(3)
for Ranzo was no sailor
His course was up Lake Erie
but he grounded on Point Pelee(4)
the old man loud did curse him
Oh how the old man cursed him
He kicked him to the galley
with pots and pants to dally
When they came into a grain port(5)
the old man cut his sailin’ short
Now Ranzo knows the ocean
and the old man works for Ranzo.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Povero vecchio Ruben Ranzo!
Ranzo ragazzi, Ranzo
Oh Ranzo venne fino ai Laghi(1)
perchè i marinai cucinano ottime bistecche(2),
ora è una diceria diffusa
che si imbarcasse su una goletta
ma Ranzo non era un marinaio,
bensì un sarto.
Il capitano lo mise al timone
perchè Ranzo era promettente,
ma lui non sapeva evitare di fare sbattere le vele(3),
perchè non era un marinaio.
La sua rotta era risalire il Lago Erie
ma andò in secca a Point Pelee(4)
il capitano lo maledì a voce alta!
Oh quanto lo maledì!
lo cacciò a calci in cucina
con pentole e padella per compagnia.
Quando arrivarono in un porto cerealicolo(5)
il capitano mise fine alla sua navigazione.
Ora Ranzo è esperto dei mari
e il capitano lavora per Ranzo

NOTE
1) sono i Grandi Laghi dell’America settentrionale, una sorta di Mare interno fra gli Stati Uniti e il Canada
2) perchè sulle navi che percorrono il sistema dei grandi Laghi si cucinino ottime bistecche è un mistero!
3) nota di Italo Ottonello: To shake the sails (Naut.)= to luff up in the wind, causing the sails to shiver.   WEBSTER 1913 . E’ la cosa più importante per un timoniere
4) Point Pelee è una lunga e sottile striscia di terra che si perde nel lago Erie all’altezza dell’Isola di Pelee
5) nota di Italo Ottonello: sul lago si svolge un ingente traffico di minerali di ferro, carbone, cereali e legname

FONTI
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe023.html
http://www.gutenberg.org/files/20774/20774-h/20774-h.htm#Reuben_Ranzo
http://archive.folx.org/tune/ruben-ranzo-spiersboden-version-1799

https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/reubenranzo.html
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Ranzo.htm
http://www.jsward.com/shanty/ReubenRanzo/index.html
http://www.contemplator.com/sea/ranzo.html

HAUL ON THE BOWLINE

On-a-bowline-215x300Haul on the Bowline [in italiano ala la bolina] è una canzone marinaresca (sea shanty) utilizzata come “Short-drag” o  “Short-haul” chantey (shanties).

Alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima (per i terricoli un cavo) orizzontalmente o verticalmente “alare la bolina”   è quando si tira verso prora il lato verticale sopra vento delle vele quadre, in modo che prendano il vento il meglio possibile, così l’andatura di bolina, nella navigazione a vela, è la rotta di una nave che naviga stringendo al massimo possibile il vento. Con il termine bolina oltre che una cima si indica anche un tipico nodo marinaresco, la gassa d’amante (il nodo a occhiello).

hauling-hugill

UN CANTO D’EPOCA TUDOR?

Gli studiosi vogliono far risalire il brano all’epoca di Enrico VIII proprio perchè l’importanza della cima di bolina è venuta a diminuire con l’evoluzione del galeone nel vascello e l’introduzione delle vele di straglio (o di strallo) (in inglese staysails)..
A. L. Lloyd writes in his Folk Song in England that the shanty may also be so old ‘because the words ‘Hail out the Bollene’ occur – but as a command, not a shanty – in the Compaynt of Scotland (1549)’ but claims that ‘There are no firm grounds for imagining that the shanty rose earlier than the nineteenth century’ and that it is more likely based on the Irish air ‘Savourneen Deelish’. Regardless, It’s catchy, work-paced tune meant that it was sung right up until the final days of sail, though it was applied to other more modern sailing ropes. The pulling of the rope came on the ‘haul’ at the end of each verse. (tratto da qui)
ASCOLTA A. L. Lloyd

ASCOLTA Assassin’s Creed III
ASCOLTA Bob Neuwirth in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI– 2006 interessante l’aggiunta ritmica e la melodia del violino

Haul on the bowline, homeward we are goin’
Haul on the bowline, the bowline Haul!
.. before she start (the -bully- ship she is) a-rollin’
.. the captain (1) is a-growlin,
.. so early in the morning
.. to Bristol (to London) we are going
..Kitty is my darlin’
..Kitty lives in (comes from) Liverpool,
..It’s far cry to payday
TRADUZIONE ITALIANO
ala la bolina, che a casa stiamo andando,
ala la bolina, la bolina ala!
(prima che) che la nave sta rollando,
che il capitano sta brontolando,
già di buon mattino,
che a Bristol stiamo andando,
Kitty è il mio tesoro
e vive a Liverpool,
è lontano l’annuncio del giorno di paga.

NOTE
1) old man, skipper, chief mate

Altre strofe con termini nautici più specifici sono:
haul the bowlin’, the wind it is a-howlin’
haul the bowlin’ the fore and maintop bowlin’
haul the bowlin’, the main-topgallant bowlin’
(in italiano: ala la bolina, che il vento sta soffiando, ala la bolina, la bolina di gabbia e di parrocchetto, , ala la bolina, la bolina di gran velaccio)

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/haulonthebowline.html
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe009b.html
http://www.ammiraglia88.it/SEZIONE_NORMALE/PAGINE_SITO/velieri.html
http:[email protected]?SongID=2539