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LOVELY MOLLY

Non è ben chiaro dove si sia originata la canzone, che peraltro si inserisce in una nutrita serie di Farewell risalenti al 700 tra un giovane bracciante agricolo arruolatosi come soldato/marinaio per andare in guerra e l’altrettanto giovane fidanzatina.

La prima versione testuale scritta risale a Sam Henry che aveva raccolto il canto nella contea di Antrim tra il 1923-29, e gli studiosi ritengono che le successive versioni  di Jeannie Robertson e di Lizzie Higgins siano un adattamento in chiave scozzese di questa versione irlandese.
Ma ovviamente gli scozzesi non concordano e rivendicano la canzone al tempi della prima rivolta giacobita.

Prendiamo atto della bellezza di questa slow air che trasmette tutta la precarietà di una giovane vita privata del suo futuro (lavorare dignitosamente e invecchiare insieme alla propria sposa) e che molto probabilmente mai più ritornerà a seminare  la terra in Primavera .

ASCOLTA Sam Lee in Fade in time, 2015 (Arthur Jeffes & Roundhouse Choir) il suo mentore Stanley Robertson era il nipote di Jeannie Robertson (figura storica della tradizione musicale scozzese) e in questa versione Sam da prova di tutte le sue corde espressive

ASCOLTA Lindsay Straw


I
I once was a ploughboy (1),
but a soldier I’m now,
I courted lovely Molly,
as I followed the plough;
I courted lovely Molly,
from the age of sixteen,
But now I must leave her,
and serve James, my king.
Chorus
Oh Molly, lovely Molly,
I delight in your charms,
there is many’s the long night
you hae laid in my arms.
But if ever I return again,
it will be in the Spring
Where the mavis and the turtle dove
and the nightingale sing.
II
You can go to the market,
you can go to the fair;
You can go to the church on Sunday,
and meet your new love there.
But if anybody loved you
as much as I do,
I won’t stop your marriage,
and farewell, adieu
Traduzione di Cattia Salto
I
Un tempo ero un bracciante agricolo
ma ora sono un soldato,
corteggiai la bella Molly
quando seguivo l’aratro,
corteggiai la bella Molly
dall’età di 16 anni
ma ora la devo lasciare
per servire Giacomo, il mio re
Coro
Oh Molly bella Molly
deliziato dal tuo fascino
per più di una lunga notte
sei stata tra le mie braccia,
ma se mai ritornerò ancora
sarà in Primavera
quando il tordo e la tortora
e l’usignolo cantano
II
Tu puoi andare mercato
e puoi andare alla fiera
puoi andare in chiesa la domenica
per incontrare un nuovo innamorato.
Ma se qualcuno ti amerà
tanto quanto io ti amo
non impedirò il tuo matrimonio
e addio, addio

NOTE
1) un bracciante stagionale o un mezzadro, in Scozia un bothy boy, in Irlanda uno spailpin

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arthur-mcbride.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34875
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/lovelymolly.html

THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME

“There’ll Never Be Peace Till Jamie Comes Hame” è una vecchia canzone giacobita pubblicata nello “Scots Musical Museum”,  (vol IV, 1791) con il testo riscritto da Robert Burns, che conosceva la melodia con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa”. Giacomo è il figlio del deposto re Giacomo VII di Scozia che i Giacobiti riconoscevano come unico legittimo successore al trono e soprannominarono The Old Pretender per distinguerlo dal figlio il Principe Carlo Stuart.

Così scrive Robert Burns in una lettera ad Alexander Cunningham (1791) “You must know a beautiful Jacobite air “There’ll never be peace till Jamie comes hame”. When political combustion ceases to be the object of princes and patriots, it then, you know, becomes the lawful prey of historians and poets.”

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740, 22, e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743, I. 20, conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”
ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415)

ASCOLTA Sophie Ramsay in ‘The Seas Between Us‘ (vedi)

ASCOLTA Dougie Mathieson & Mags Macfarlane  in “A Tribute to Rabbie Burns”, 2015

ASCOLTA The Whistlebinkies


I
By yon Castle wa’ (1), at the close of the day,
I heard a man sing, tho’ his head it was grey:
And as he was singing, the tears doon came, –
There’ll never be peace till Jamie  (2) comes hame.
II
The Church is in ruins, the State is in jars,
Delusions, oppressions, and murderous wars,
We dare na weel say’t, but we ken wha’s to blame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
III
My seven braw sons for Jamie drew sword,
But now I greet (3) round their green beds in the yerd (4);
It brak the sweet heart o’ my faithful and dame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
IV
Now life is a burden that bows me down,
Sin’ I tint (5) my bairns (6), and he tint his crown;
But till my last moments my words are the same, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ai piedi del castello all’imbrunire
udii un uomo cantare, sebbene con il capo canuto
e mentre cantava le lacrime scendevano –
“Non ci sarà mai pace finchè Giacomo (2) ritornerà sul trono”
II
La Chiesa è in rovina e lo Stato in discordia,
delusione, oppressione
e guerre feroci
e noi sappiamo bene
chi è da biasimare
– Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
III
I miei sette bravi figli per Giacomo cisero la spada,
ma ora io li piango nei loro verdi giacigli al camposanto
e il povero cuore della mia leale dama si spezzò –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
IV
Ora la vita è un fardello che mi piega in due
dacchè persi i miei figli ed egli perse la corona;
ma fino all’ultimo respiro le mie parole saranno le stesse –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono

NOTE
1) wa’=wall
2) La discendenza maschile del ramo Stuart  (la parte cattolica della famiglia) cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna: Giacomo Francesco Edoardo Stuart tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715 sbarcando in Scozia e mettendosi alla testa dei suoi seguaci con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar: il 6 settembre 1715 Lord Mar si incontrò con un gruppo di Highlander e nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Anche questo secondo tentativo fallì e Giacomo passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia. (vedi scheda dei personaggi principali qui)
3) greet=weep
4) yerd=kirkyard
5) sin I tint=as I lost
6) bairns=children

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/therellb.htm
https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=2322
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-326,-pages-336-and-337-as-i-cam-down-by-yon-castle-wa.aspx

THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti.

In un broadside inglese stampato prima del 1625 e conservato nella Roxburghe Collection presso la British Library così è scritto “The lovely Northerne Lasse Who in this ditty, here complaining, shewes What harme she got milking her dadyes Ewes. To a pleasant Scotch tune, called ‘The Broom of the Cowden knowes.'”
Il ritornello così recita
With, O the broome, the bonny, broome,
the broome of Cowdon Knowes!
Fain would I be in the North Countrey,
to milke my dadyes ewes.
La storia si discosta di poco dalla versione più diffusa e originaria (vedi prima parte): una pastorella che sta mungendo il gregge del padre è sedotta da un pastorello, resta incinta e viene cacciata, un giovane uomo ha pietà di lei e la sposa per avere una moglie “To be a true, obedient wife and observe your husband’s will“. Nel 1715-16 la ballata è stata riscritta in un broadside mantenendo il refrain della vecchia versione con un nuovo testo pro-giacobita, come narrata da un uomo che è stato esiliato per aver sostenuto la ribellione del 1715. (vedi)

LA VERSIONE SETTECENTESCA: The Broom o’ the Cowdenknowes

Nonostante Sir Walter Scott rivendichi di aver collezionato una più genuina versione popolare della ballata, quella che ha riscontrato maggior successo nei secoli è la versione riportata da Allan Ramsay nella raccolta “Tea-Table Miscellany” 1723, che alcuni critici ritengono sia una versione poetica secondo la moda bucolica del tempo, più che una ballata genuinamente popolare. L’incontro richiama peraltro un altrettanto bucolico amoreggiamento riscritto da Robert Burns dal titolo “Ca’ the Yowes” . Curiosamente anche qui si accenna ai boschetti di noccioli sulle rive di un torrentello..

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The Hireling Shepherd (1851) William Holman Hunt

Il punto di vista è quello femminile  e l’incontro amoroso  tra i cespugli di ginestra, è  con il suo innamorato, anche lui pastorello, nelle versioni più antiche invece è uno straniero ad abusare della ragazza (un border reiver  vedi) ; le otto strofe originarie (nella versione dei Baltimore Consort ridotte a quattro) si soffermano più sui piaceri dell’amoreggiamento che sulle sofferenze delle sue conseguenze: solo in una strofa la ragazza accenna al fatto di essere stata bandita dalla sua famiglia e ne deduciamo che lo sia stata a causa della gravidanza fuori dal matrimonio. La melodia è quella riportata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) insieme alla descrizione della danza relativa

ASCOLTA le melodia (per la danza qui) questa è la melodia diventata standard anche se arrangiata diversamente da quella riportata in John Playford (vedi)

ASCOLTA Baltimore Consort A trip to Killburn: Playford tunes and their Ballads” 1996 da ascoltare in versione integrale su Spotify

CHORUS
O, the broom(1), the bonny, bonny broom,
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
I wish I were with my dear swain,
With his pipe and my ewes(3).
I
How blyth every morn was I to see
The swain come o’er the hill!
He skipt the burn(4) and flew to me:
I met him with good will.
II
I neither wanted ewe nor lamb,
While his flock near me lay:
He gather’d in my sheep at night,
And chear’d me a’ the day.
III
While thus we spent our time by turns,
Betwixt our flocks and play (5);
I envy’d not the fairest dame,
Tho’ ne’er so rich and gay.
IV
Adieu, ye Cowdenknows, adieu,
Farewel a’ pleasures there;
Ye gods, restore me to my swain,
Is a’ I crave or care.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
vorrei essere con il mio caro pastorello,
con il suo flauto e le mie pecore (3)
I
Come spensierata ogni mattina andavo incontro al corteggiatore in arrivo dalla collina, saltava il ruscello(4) per correre da me e l’incontravo volentieri
II
Io non volevo pecore o agnelli, mentre le sue greggi mi riposavano accanto: lui le radunava con le mie a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Così passavamo il tempo a turni,
tra le nostre greggi e il diletto (5),
non invidiavo la più bella delle dame
perchè mai così ricca e allegra.
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio,
addio a tutti i piaceri laggiù;
perdio ritornare accanto al mio corteggiatore, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
fiore-ginestra_m1) la ginestra (vedicon la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
2) Cowdenknowes (inglesizzato in Coldingknowes) è una tenuta scozzese sulle rive del fiume Leader nel Berwickshire vicino al villaggio di Earlston dove si aggirava nel 1200 “Thomas the Rhymer“. Il posto conserva ancora una traccia delle sue frequentazioni fatate nello stesso titolo della località “Cowden ” sta per colltuinn , che è una parola in gaelico scozzese per ” Hazel ” la pianta delle nocciole mentre la parola Knowes significa “Hill” quindi il nome si legge come le colline dei noccioli.
In Scozia le pecore venivano portate ai pascoli estivi il primo di maggio mentre gli uomini trasportavano gli strumenti necessari per riparare le capanne dai danni dell’inverno, le donne portavano cibo e utensili per la cucina. Iniziava la stagione della gioia delle danze e dei corteggiamenti.

The Leader valley at Cowdenknowes House, Berwickshire, 1843 [Scotland] di Edward Gennys Fanshawe

3) yowes=ewes pecore
4) burn, burnie=small stream, torrente
5) il termine play può avere diversi significati in questo contesto: più genericamente vuol dire divertimento, l’atto del divertirsi con allusione ai giochi sessuali.

THE BROOM OF COWDENKNOWES: LA VERSIONE PIU’ ATTUALE

E’ una versione abbastanza simile a quella pubblicata da Allan Ramsay, ma rivisitata in chiave moderna: prima di tutto si sposta il punto di vista da quello femminile a quello maschile e la storia è intesa decisamente come una storia d’amore. E’ stata la versione testuale e melodica di Archie Fisher, a diventare lo “standard” di quelle successive. In questa chiave non sappiamo perchè il ragazzo sia stato bandito, quasi come se la storia si fosse sovrapposta alla versione pro-giacobita circolata in broadside nel 1716

ASCOLTA Archie Fisher in Will Ye Gang, Love 1976

ASCOLTA Silly Wizard in Wild and Beautiful 1981 (strofe I, III e IV)

ASCOLTA Kenny Speirs 2000

ASCOLTA Cherish the Ladies in The Girls Won’t Leave The Boys Alone (2001) dove il soggetto ridiventa la ragazza

CHORUS:
Oh the broom(1), the bonnie, bonnie broom
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
Fain would I be in my own country
Herding my father’s ewes(3)
I
How blithe each morn was I tae see
My lass came o’er the hill
She skipped the burn(4) and ran tae me
I met her wi’ good will
II
We neither herded ewes nor lambs
While the flock near us lay
She gathered in the sheep at night
And cheered me all the day
III
Hard fate that I should banished (6) be
Gang way o’er hill and moor
Because I love the fairest lass
That e’er yet was born
IV
Adieu ye Cowdenknowes, farewell
Farewell all pleasures there
To wander by her side again
Is all I crave or care
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
preferirei essere nel mio paese,
a condurre le pecore di mio padre (3)
I
Come spensierato ogni mattina andavo a vedere la mia ragazza in arrivo  dalla collina, saltava il ruscello (4)  e correva da me, e volentieri la incontravo.
II
Non conducevamo nè pecore nè agnelli, mentre le greggi riposavano accanto a noi, lei radunava le pecore a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Amaro destino che fossi bandito (6)
mandato via  dalla collina e dalla brughiera, perchè amavo la più bella ragazza che mai sia nata
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio
addio a tutti i piaceri laggiù,
camminare accanto a lei ancora una volta, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
6) nella versione pro-giacobita la ballata è intitolata “New way of the Broom of Cowden Knows” che diventa “O my King” in “Jacobite Relics” Vol II (# 6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/broomfield.htm#ginestra
http://www.ramshornstudio.com/broom.htm
http://www.houseofharden.com/cowdenknowes/broom.htm
http://chrsouchon.free.fr/broomcow.htm
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://www.cowdenknowes.com/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48416
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
thebroomofcowdenknowes.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BroomCowden.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
http://www.rhapsody.com/search/track?page=2&query=cowden

ORAN EILE DON PHRIONNSA

Il Bonny Prince (Carlo Edoardo Stuart) ritratto da Allan Ramsay subito dopo la marcia su Edimburgo

Una “Canzone per il Principe” (= Song to the Prince) venne scritta nel 1745 da Alexander McDonald  bardo delle Highlands e fervente giacobita, perché fosse indirizzata come missiva al Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart, noto più semplicemente come il Bonnie Prince Charlie o The Young Pretender. All’epoca il Principe si trovava in Francia nella vana attesa di un cenno di favore da parte del Re Luigi XV affinchè lo aiutasse a riprendersi il trono d’Inghilterra e Scozia. Ma la questione si trascinava per le lunghe Luigi non ricevette mai a Corte il suo parente povero, così il ragazzo venne snobbato anche dalla Nobiltà parigina e di certo le parole d’incoraggiamento dei sostenitori in Scozia non potevano che dargli conforto. continua
Il testo originale di Oran Eile Don Phrionnsa ( anche “Moch Sa Mhadainn”, “Hùg Ò Laithill Ò” “Hùg Ò Laithill O Horo”), è scritto in gaelico scozzese, lingua che il principe non capiva (essendo nato e cresciuto a Roma).

Ne “The Elizabeth Ross Manuscript Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 By Elizabeth Jane Ross” (qui) sono riportati testo e melodia (#113) così nelle note dell’edizione pubblicata per the School of Scottish Studies Archives, Edimburgo 2011 leggiamo “This stirring Jacobite song has been attributed to Alasdair mac Mhaighstir Alasdair (Alexander MacDonald, c.1698–c.1770). The text and translation here are adapted from JLC, which has 17 couplets plus refrain. That text is derived from the 1839 edition (p.85) of Mac Mhaighstir Alasdair’s collection (ASE); the 1839 edition is identical with the 1834 edition, but the fact that the song does not appear in the first edition (1751) raises doubts as to the ascription (see JLC 42, n.1): in fact the text was almost certainly lifted into the 1834 edition from PT, where it is headed simply ‘LUINNEAG’ and is not ascribed. The 1834 or 1839 text of the Ais-Eiridh is doubtless the source of that in AO 102, which ascribes the song to Mac Mhaighstir Alasdair. Campbell prints the tune in 3/4 time (JLC 301).
JLC = CAMPBELL, John Lorne, ed.(1933, Rev.1984) Highland Songs of the Forty-Five … [With thirteen melodies] (Edinburgh: John Grant, 2nd ed. Edinburgh: Scottish Academic Press for the Scottish Gaelic Texts Society).

ASCOLTA Capercaillie in Glenfinnan (Songs Of The ’45) (1998)
Il gruppo scozzese fondatosi agli inizi degli anni 80 ha diffuso con le sue registrazioni moltissimi canti in gaelico delle Isole Ebridi e delle Highlands arrangiandoli a metà tra tradizione e modernità, aggiungendo sintetizzatori e basso elettrico accanto ai più tipici strumenti acustici della tradizione musicale scozzese.

In questa versione il brano è quasi una waulking song

ASCOLTA Dàimh in Moidart to Mabou 2000, un gruppo di nuova generazione dalla West Coast della Scozia formato da musicisti  dall’Irlanda, Scozia, Capo Bretone e California.
I
Och ‘sa mhaduinn’s mi dusgadh
‘S mor mo shunnd’s mo cheol-gaire
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
II
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
III
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
IV
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
V
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
Us nan tigeadh tu rithist
Bhiodh gach tighearn’ ‘n aite

The Elizabeth Ross Manuscript
Early as I awaken
Great my joy, loud my laughter
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando udii che il Principe verrà
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
un augurio per il vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.

NOTE
1) il Clanranald Clan RanaldClan Ronald dei Macdonald di Clanranald è uno dei rami più grandi dei clan scozzesi in cui si eleggeva il Re delle Isole e di Argyll. All’epoca delle ribellione del 1745 il vecchio capo clan non era favorevole agli Stuard, ma non impedì al figlio di allearsi con il Giovane Pretendente. I due si conobbero a Parigi. Ranald il giovane fu tra i primi ad aderire alla causa giacobita facendo proseliti presso gli altri clan.

Il brano è stato riportato alla popolarità con l’inserimento nella seconda stagione della serie televisiva Outlander (sulle orme del grandissimo successo editoriale dell’omonima serie scritta da Diana Gabaldon), come sottolinea lo stesso direttore artistico Bear McCreary questo è uno dei pochi canti scritti proprio nel farsi della ribellione scozzese.
When Jamie opens the letter in “The Fox’s Lair” and learns he has been roped into the revolution, this song was actually being composed somewhere in Scotland at that very moment.” (qui).

ASCOLTA Griogair Labhruidh in Outlander II stagione 2016 il brano ha un andamento marziale  e Griogair racconta
“It is always difficult negotiating the gap between tradition and innovation but it is something I am becoming increasingly used to, “I performed the song at a much slower tempo than it would normally be performed traditionally but I think it worked to great effect with the rich string voicings and the percussive elements of the piece. I was also very pleased to work with my friend John Purser who helped direct my performance of the song to suit the arrangement.’

Hùg hó ill a ill ó
Hùg hó o ró nàill i
Hùg hó ill a ill ó
Seinn oho ró nàill i.
Moch sa mhadainn is mi dùsgadh,
Is mòr mo shunnd is mo cheòl-gáire;
On a chuala mi am Prionnsa,
Thighinn do dhùthaich Chloinn Ràghnaill.
Gràinne-mullach gach rìgh thu,
Slàn gum pill thusa Theàrlaich;
Is ann tha an fhìor-fhuil gun truailleadh,
Anns a’ ghruaidh is mòr nàire.
Mar ri barrachd na h-uaisle,
Dh’ èireadh suas le deagh nàdar;
Is nan tigeadh tu rithist,
Bhiodh gach tighearna nan àite.
Is nan càraicht an crùn ort
Bu mhùirneach do chàirdean;
Bhiodh Loch Iall mar bu chòir dha,
Cur an òrdugh nan Gàidheal.


Early in the morning as I awaken
Great is my joy and hearty laughter
Since I’ve heard of the Prince’s coming
To the land of Clanranald (1)
You are the choicest of rulers
May you return unhurt, Charles.
In that most modest cheek
Runs blood that is pure and undefiled.
Along with overflowing nobility
That ever rises up along with good nature
And if you came again
Each laird would be at his post.
And if the crown were placed upon you
Joyful would your friends be
And Lochiel (2), as he ought,
Would be drawing up the Gaels for battle.
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio al mattino
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando ho sentito che il Principe è in arrivo
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
che possiate ritornare illeso, Carlo
In quel viso di grande modestia
scorre un sangue puro e immacolato
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.
e se la corona vi sarà posta sul capo
i vostri amici saranno pieni di gioia
e Lochiel (2), come si conviene,
farà arrivare i Gaeli per la battaglia

NOTE
2) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) tra i più influenti capoclan e tradizionalmente fedele alla Casa Stuart

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.ed.ac.uk/files/imports/fileManager/RossMS.pdf
http://chrsouchon.free.fr/bonnie2.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/oraneile.htm
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-return-to-scotland/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/63749/3
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/94215/5;jsessionid=40262AAD448EC6A5BD09862C091AD047

SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La ballata “Scots callan’ o’ bonnie Dundee” è passata per la penna di Robert Burns, ma gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione dei versi. Probabilmente deriva da “Jockey’s Escape from Bonnie Dundee” ed è stata pubblicata nello “Scots Musical Museum”, N° 99, Vol 1, 1787.

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è diventata un modello per una serie di canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee (vedi).
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.

ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

SCOTS CALLAN’

dundee“Callant” è una vecchia parola scozzese per ragazzo, la versione popolare della ballata raccontava delle prodezze amorose di un ragazzo – soldatino pronto a darsela a gambe piuttosto che sposare la ragazza ingravidata.
La ragazza però è innamorata del suo bel soldatino e cantando la nanna al loro bambino ne attende il ritorno. E tuttavia è anche un anti-war song con l’andamento di un lamento.

ASCOLTA The Cast (Mairi Campbell, Dave Francis) in “The Winnowing” 1996. Una voce pura e cristallina quella di Mairi Campbell che ha interpretato il brano con un misto di dolcezza e di dolore. La parte finale strumentale è uno sviluppo della melodia che richiama la versione più moderna.


I
O, whaur gat ye that hauver-meal bannock (1)?
O, silly blind body, o, dinna ye see?
I gat it frae a brisk sodger laddie (2),
Atween Saint Johnstone(3) and Bonnie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gi’ed me’t,
Aft has he doudl’d me upon his knee.
May heaven protect my bonnie Scots laddie,
And send him in safe tae his baby and me.
III
My heart has nae room when I think on my laddie,
His dear rosy haffets bring tears tae my een.
And oh! He’s awa, and I dinna ken whaur he’s (4)-
He’s awa frae his lassie and Bonnie Dundee.
IV
O, light be the breeze around him saftly blawin,
And o’er him sweet simmer still blink bonnilie,
May the rich dews o’plenty, around him wide fa’in,
Prevent a’ his fears for his baby and me!
V
My blessings upon that sweet wee lippie!
My blessings upon that bonnie ee-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer and dearer tae me.
VI
And I’ll big a bower on yon green bank sae bonnie,
That’s lave’d by the waters o’ Tay wimplin’ clear,
And cleed thee in tartans, my wee smiling Jonnie,
And mak thee a man like your daddie dear.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Da dove credi che venga questo biscottino (1)?
O sciocchino non lo sai?
L’ho preso da un vivace soldatino (2)
tra Perth (3) e la nostra bella Dundee.
II
Mi sembra di vedere il ragazzo che me l’ha dato, che spesso mi teneva sulle sue ginocchia.
Che il cielo protegga il mio bel ragazzo scozzese e lo riporti in salvo da me e il suo bimbo.
III
Il mio cuore non ha quartiere quando penso al mio ragazzo, le sue care rosee guance mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ah, lui è lontano e non so dove sia (4),
è lontano dalla sua ragazza e dalla bella Dundee.
IV
Oh lieve sia la brezza che intorno a lui soffia,
che su di lui la dolce estate ancora sorrida lieta e cada la ricca rugiada dell’abbondanza
a scongiurare tutte le sue paure per il bimbo e me.
V
Le mie benedizioni su quelle dolci piccole labbra!
Le mie benedizioni su quei begli occhi
il tuo sorriso è  quello del mio allegro soldatino, si, tu mi sei caro sopra ogni cosa
VI
E costruirò una fattoria su quelle rive verdi così belle,
bagnate dalle acque increspate e chiare del Tay,
e ti vestirai con il tartan, mio piccolo sorridente Jonnie,
e farò di te un uomo come il tuo caro padre

NOTE
1) “Bannock” è il nome generico con cui oggi si indica una focaccia di forma rotonda cotta al forno.  (vedi ricetta) Il termine ha radice celtica ed è un pane preparato soprattutto in Irlanda, Scozia e Inghilterra del Nord. In antico l’impasto era di farina d’avena o d’orzo con acqua, senza lievitazione, cotto su di una pietra di arenaria apposita messa direttamente sul fuoco. Oggi il selkirk bannock in Scozia è un tipico pane dolce all’uvetta.
La prima frase è posta in forma di domanda da una seconda persona e letteralmente si traduce: “dove hai preso questo pane d’avena?” Il termine si riferisce al bambino “sfornato” dalla donna ovvero alla “sorpresa” che il bel soldatino le ha lasciato!
2) “I gat it frae a bonny Scots callan'”
3) Saint Johnstone= Perth
4) forse è uno scozzese ribelle che ha partecipato alla Jacobite Rising e ora è esule 

Il testo pubblicato nello Scots Musical Museum, Vol 1, 1787 è però il seguente 
I
‘ O, whar gat ye that hauver-meal bannock?’
‘ Silly blind body, O, dinna ye see?
I gat it frae a young, brisk sodger laddie
Between Saint Johnston and bonie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gae me’t!
Aft has he doudl’d me up on his knee:
May Heaven protect my bonie Scots laddie,
And send him hame to his babie and me!
III
My blessin’s upon thy sweet wee lippie!
My blessin’s upon thy e’e-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer, and dearer to me!
IV
But I’ll big a bow’r on yon bonie banks,
Whare Tay rins wimplin’ by sae clear;
An’ I’ll cleed thee in the tartan sae fine,
And mak thee a man like thy daddie dear.

PER VISITARE DUNDEE

Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua

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Veduta di Dundee ai tempi di Robert Burns

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/bonnie-dundee/
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://www.carterhaugh.co.uk/lyrics/scotscallan.html
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm

AULD ROB MORRIS BY DAVID RICCIO?

david-rizzio-sir-james-dromgole-lintonDavide Rizzio (Rizzo) noto in Scozia come David Riccio (circa 1533 -1566) nato probabilmente a Pancalieri in provincia di Torino, fu musico di corte e segretario “particolare” della Regina Maria Stuarda di Scozia.

Il bel Davide (anche se i detrattori ce lo descrivono come brutto, piccolo e gobbo) era al servizio di Casa Savoia e andò in Scozia nel 1561 al seguito della delegazione torinese; tanto gli piacque (alcuni insinuano che egli fosse una spia cattolica), che riuscì a entrare a servizio della Regina, per le sue doti di musicista ed eccellente cantante. Quattro anni dopo venne nominato segretario particolare della Regina, impalmata nel frattempo da Lord Darnley -ovvero Henry Stewart o Stuart, nipote di Endico VIIIma ben presto l’amicizia con il re si incrinò  (vedi un altro scandalo legato alla ballata “The four Maries” ) e Riccio fu accusato di alto tradimento (come presunto amante della Regina nonchè presunto padre del nascituro): ma i congiurati non si diedero tanta pena di dimostrare l’accusa e passarono direttamente all’assassinio (con l’arma preferita del tempo: lo stiletto).
Una morte che gridava vendetta e Lord Darnley fu assassinato giusto l’anno seguente la morte del suo rivale. Evidentemente la Regina non era molto legata al suo re, se nominò nientemeno che Giuseppe Riccio (fratello di Davide) come suo nuovo Segretario (il quale ovviamente fu processato -poi assolto – con l’accusa di essere tra i mandatari dell’assassinio del re se non uno degli esecutori materiali)!
Il gossip dietro tutta questa torbida vicenda è che Giacomo VI (il futuro re di Scozia e d’Inghilterra) potrebbe essere di sangue piemontese !

LE DOTI DI COMPOSITORE

E’ con sir James Melville che ebbe inizio la leggenda – forse non così leggenda – di Davide quale uno dei fondatori e innovatori  della musica scozzese a noi pervenuta. Melville, ed anche Birrel e Irwin, parlarono di lui come di un versato, ottimo musicista o, in altre parole, di un grande. Due secoli più tardi, William Thompson in “Orpheus Caledonius”, 1725, attribuì a Davide la paternità di sette arie, fra le più belle e importanti della musica tradizionale scozzese” (tratto da qui)

AULD ROB MORRIS

Tra queste sette arie una è proprio Auld Rob Morris (o Auld Bob Morrice) anche se nella seconda edizione dell’ “Orpheus Caledonius” l’attribuzione della melodia a Riccio è stata omessa.
This tune can be found in the Leyden manuscript, written in Lyra-viol tablature, which probably dates from the 1690s. It can also be found in one of the Blaikie manuscripts in Viol de Gamba tablature dated 1692, under the name “Jock the Laird’s Brother”.
Later it was published in The Orpheus Caledonius (1725), Watt’s Musical Miscellany (1730) and Craig’s Select Scottish Tunes (1730). Words existed to the tune, published in Allan Ramsay’s Tea Table Miscellany (1724)”(tratto da qui)
La versione testuale originale riportata da Allan Ramsay e attribuita a David Riccio è un contrasto tra madre e figlia in merito ad un pretendente un po’ troppo vecchio!
Mother:
There’s auld rob Morris that win’s in yon glen,
He’s the king of good fellows and wyle of auld men.
Has fourscore of black sheep, and fourscore too,
Auld rob Morris is the man you maun loo.
Daughter:
Oh had your tongue, mother, and let that abee,
For his eild and my eild will never agree:
Thei’ll never agree, and that will be seen
For he is fourscore, and I’m but fifteen.
Mother:
Then had your tongue, daughter, and lay by your pride,
For he’s be the bridegroom, and ye’s be the bride;
He shall lye your side, and kiss you too,
And auld rob Morris is the man you may loo.
Daughter:
But auld rob Morris I never will hae,
His back is so stiff, and his beard is grown gray;
I had rather die than live with him a year,
Sae mair of rob Morris I never will hear.

Della melodia troviamo l’arrangiamento fatto da un altro compositore “italiano” Francesco Geminiani (Lucca 1687 – Dublino 1762). Così scrive Davide Riccio musicista contemporaneo e omonimo del Riccio: “Fu virtuoso del violino, allievo di Alessandro Scarlatti e continuatore di Corelli, si trasferì a Napoli, poi a Londra, dove scrisse alcuni trattati, tra cui The art of playing on the violin  e Treatise of Good Taste in the Art of Musick, che raccoglie suoi arrangiamenti di motivi scozzesi. Il Trattato di buon gusto nell’arte della musica fu edito a Londra nel 1749. “Gusto” sembra aver avuto uno specifico significato per Geminiani, poiché prese le note originarie nella loro semplicità (le antiche arie scozzesi venivano trascritte nella sola linea melodica, così da assicurarne la maggiore fedeltà possibile) come spunto per trasformarle in esecuzioni dal corretto uso di stile, armonizzazione e ornamento. Probabilmente Geminiani trasse i motivi attribuiti a Rizzio dall’Orpheus Caledonius di William Thomson, pubblicato ventiquattro anni prima. Il commento del Geminiani verso Rizzio è di lode per quell’effetto che egli aveva avuto a suo tempo sulla musica locale: fino al suo arrivo, dice Geminiani, “Melody was intirely rude and barbarous, and he found means at once to civilize and inspire it with all the native Gallantry of the Scottish Nation” (=”La musica era rude e barbara, ed egli  trovò  i mezzi per civilizzarla e renderla ispirata…) Per ciò che riguarda gli arrangiamenti di Geminiani, William Hayes scrisse nel 1753: “Il maggior debito che abbiamo verso di lui è per aver messo dei buoni bassi d’accompagnamento ai motivi originali“. ( tratto da qui)

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Fu Robert Burns a riscrivere il testo nel 1792 partendo  dai primi versi riportati in Tea Table Miscellany  e attribuiti a David Riccio; il brano conobbe una discreta fortuna  con il titolo tedesco di “Der alte Rob Morris”, Max Bruch ne arrangiò una versione classica in “Zwölf schottische Volkslieder” (Dodici canzoni popolari scozzesi, 1863).

ASCOLTA Manuela Bonfanti

ASCOLTA Ensemble Scaramuccia l’arrangiamento di Francesco Geminiani (1749) con strumenti d’epoca barocca

ASCOLTA The Poker Club Band arrangiamento di Joseph Haydn (1732 – 1809) Hob XXXIa-192 (strofe I e V)

La situazione immaginata da Burns è quella di una contesa amorosa tra un vecchio, ma benestante, signorotto locale – Auld Rob Morris- e un giovane bello, ma senza sostanze; si contendono il cuore di una dama di ceto elevato e per il giovane non c’è speranza!


I
There’s Auld Rob Morris
that wons (1)in yon glen,
He’s the King o’ gude fellows,
and wale(2) o’ auld men;
He has gowd (3) in his coffers,
he has owsen and kine (4),
And ae bonie lass,
his dautie and mine.
II
She’s fresh as the morning,
the fairest in May;
She’s sweet as the ev’ning
amang the new hay;
As blythe and as artless
as the lambs on the lea,
And dear to my heart
as the light to my e’e.

III
But oh! she’s an Heiress,
auld Robin’s a laird (5),
And my daddie has nought
but a cot-house (6) and yard;
A wooer like me maunna (7)
hope to come speed,
The wounds I must hide
that will soon be my dead.

IV
The day comes to me,
but delight brings me nane;
The night comes to me,
but my rest it is gane;
I wander my lane l
ike a night-troubled ghaist,
And I sigh as my heart
it wad burst in my breast. 

V
O had she but been
of a lower degree,
I then might hae hop’d
she wad smil’d upon me!
O how past descriving (8)
had then been my bliss,
As now my distraction
nae words can express.
Traduzione di Cattia Salto – 01/2017
I
Ecco il vecchio Rob Morris
che vive in quella valle
è il re della buona compagnia
il più valente dei vecchi uomini.
Ha oro nei suoi forzieri,
ha armenti e mandrie
e una bella dama,
la sua favorita e la mia!
II
Lei è fresca come il più bel
mattino del Maggio
ed è dolce come la sera
tra i covoni del fieno appena tagliato
così allegra e spontanea
come gli agnelli nel prato
e cara al mio cuore
come la luce per gli occhi
II
Ma oh! Lei è un ereditiera
e il vecchio Robin è un signorotto di campagna, mentre mio padre ha solo
un modesto cottage e un cortile;
un corteggiatore come me non deve
sperare di stare al passo,
le ferite devo nascondere
che presto mi porteranno alla morte
IV
Il giorno arriva
ma non porta gioia.
La notte viene
ma il mio riposo è vano;
vado per la mia strada come un fantasma tormentato nella notte
e sospiro mentre il cuore
mi scoppia in petto
V
Oh se lei fosse stata
di lignaggio inferiore,
allora avrei potuto sperare
che mi fosse concesso un sorriso!
Oh la mia felicità allora
avrebbe superato ogni descrizione,
mentre ora non ci sono parole
per esprimere la mia costernazione!!

NOTE
Traduzione in francese qui
Traduzione in inglese qui
1)Wons = dwells
2) Wale = choice
3) Gowd = gold
4) Kine = cows
5) Laird = man of landed property
6) Cot-house = tied or rented cottage on a farm
7) Maunna = must not
8) Descriving = describing

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-192,-page-200-auld-rob-morris.aspx
https://thesession.org/tunes/9928
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.kultunderground.org/art/305
http://tunearch.org/wiki/Auld_Rob_Morris

CULLODEN’S HARVEST

Non un brano tradizionale, ma d’autore con tanto di copyright registrato nel 1978 o 1986 (Coban Records) da Alastair McDonald, scozzese doc. La melodia è stata completamente riscritta sempre da Alastair McDonald da una fonte tradizionale.

CANNONI CONTRO SPADE

Un lament contemporaneo che commemora la sconfitta degli Highlanders nella loro ultima battaglia nei pressi di Inverness.
Ecco com’è andata: era una piovosa mattina del 16 aprile 1746..  continua
Per una versione “in diretta” dal libro-saga di Diana Gabaldon “La straniera” (in Italia nei volumi “Il ritorno” e “Il cerchio di pietre”) e prossimamente nella seri tv “The Outlander”.
battle-cockade

ASCOLTA  Deánta in “Ready for the Storm” 1995, in cui scrivono che la melodia è un”old Gealic sea song”. Le immagini del video sono per lo più le riprese del film documentario di Peter Watkins (1964) Sicuramente la versione più straziante e commovente.

ASCOLTA Richard Morrison


Chorus
Cold the winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black (1) the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.
I
‘Twas love of our prince drove us to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.
II
The Campbell and McFall (7) did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
‘Twas musket and cannon against honour (9) and courage.
Invaders men stood while our clansmen did fall.
III
None other than children are left to the women (10),
With only the memory of father and son
Turned out of their homes to make shelter for strangers.
The blackest of hours on this land has begun.
Traduzione Riccardo Venturi
CORO
Soffiano venti freddi sulle brughiere,
ardono caldi i fuochi del nemico.
[nera] (1) la
 Messe  di Culloden,
crescon la pena, la paura e la morte.
I
Fu l’amore per il nostro principe (2) a portarci a Drumossie, (3)
Ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare (4)
il fiore del nostro paese giacque straziato (5) da un’armata
spietata e rosso sangue (6) come i tizzoni infernali.
II
I Campbell e i McFall fecero il gioco degli inglesi
I McDonald, in preda all’ira, non fecero nessun gioco. (8)
Furon moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori rimasero in piedi mentre i nostri uomini dei clan caddero.
III
Nessuno altro che i bambini restano ormai alle donne,
con soltanto il ricordo di un padre e di un figlio.
Scacciati dalle loro case (11) per alloggiare gli stranieri.
L’ora più nera del nostro paese è cominciata. (12)

NOTE
1) in alcune versioni like. Il verso è ripreso nell’ultima strofa con la chiusura “The blackest of hours”
2) Il Bonny Prince Charlie. Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! vedi
3) Drumossie ovvero Inverness
4) un ora tanto durò la battaglia
5) il generale Cumberland, comandante dell’esercito inglese [e figlio del re], ordinò che tutti i prigionieri e i feriti giacobiti fossero messi a morte, ma i capi clan e pochi altri vennero fatti prigionieri.
6) le giubbe rosse
7) Mary Dillon e Alastair  dicono “Red Campbell the fox” Il rosso Campbell la volpe trovato anche scritto come “Red Campbell, the false” inserire citazione di Gabaldon
8) nota di Riccardo: Nella canzone si accusano alcuni tra i principali clan scozzesi (e i due principali: i Campbell e i McDonald) di aver fatto poco o punto per la causa giacobita, e addirittura il gioco degli inglesi. La realtà storica è differente. Anche i Campbell e i McDonald condivisero il tragico destino di tutti i clan dopo la disfatta di Culloden.
9) Alastair dice “claymores” ovvero gli spadoni degli highlanders
10) Mary Dillon e Alastair dicono “Now mothers and children are left to their weeping” (Madri e figli sono lasciati nel pianto)
11) Nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Ancora Riccardo scrive  “I prigionieri incarcerati furono portati in Inghilterra per essere processati con accuse di alto tradimento; i processi si svolsero a Berwich, a York e a Londra. Fu stabilita una “percentuale fissa” di condanne a morte: un prigioniero su venti veniva messo al patibolo. In totale, 3470 scozzesi giacobiti vennero processati. 120 furono impiccati; 88 morirono in prigione; 936 furono deportati nelle colonie e 222 furono esiliati. Alcuni furono assolti e liberati, ma di altri 700 non si sa assolutamente niente” (tratto da qui)
12) Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

L’inquadramento storico della questione giacobita in http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4518&lang=it
http://chrsouchon.free.fr/twaslove.htm
https://nelcuoredellascozia.com/2015/10/30/cullodens-harvest/
https://nelcuoredellascozia.com/category/storia/
http://www.celticlyricscorner.net/deanta/cullodens.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9007
http://outlanderworld.blogspot.it/2016/10/jamie-fraser-e-la-battaglia-di-culloden.html
http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2015/01/15/culloden-l%E2%80%99ultima-battaglia-di-liberta-del-clan-scozzesi/?doing_wp_cron

THE ENGLISH LADYE AND THE KNIGHT

Sir Walter Scott scrisse la poesia “The English Ladye and the Knight” nel 1805 (in “The Lay of the Last Minstrel”). Qualche secolo più tardi   Loreena McKennitt ne mise buona parte in musica per il suo “An Ancient Muse” (2006)

Si narra di un amore sfortunato, una storia alla Romeo e Giulietta, che invece di appartenere a due diverse casate di Verona, stanno uno al di qua e l’altra aldilà del Border, quella terra che nel Medioevo era il Far West del’Isola, teatro di scorrerie,  sanguinose battaglie e faide. E Sir Walter Scott  ne fu il portavoce; la maggior parte della storia e leggende sul Border scozzese ci viene dal suo illustre figlio, il quale riportò (ricamandoci anche un po’ sopra) nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833) tutto quello che alla sua epoca ancora si conosceva del passato, rifacendosi ad una lunga tradizione orale: si narra di un medioevo oscuro ma anche più libero, in cui c’era appunto la libertà di muoversi per i territori  e soprattutto di esprimersi più liberamente continua

THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL

The_Meeting_on_the_Turret_Stairs_by_Frederick_William_Burton_4848Così scrive Loreena McKennith nelle note del Booklet allegato al cd “In the song “An English Ladye”, this is a segment of a very long narrative poem by Sir Walter Scott called The Lay of the Last Minstrel and what fascinated me by this corner of this long narrative, it’s situated at Carlisle Castle. Now, Carlisle Castle is built on an ancient Celtic settlement site so there was that kind of Celtic archaeological moment. But also in the story it reflects upon a sort of Romeo and Juliet story where a Scottish knight falls in love with an English woman, and follows a theme that love often transcends cultural barriers. And in this story, the brother of this English lady finds it intolerable that his sister should be in love with a Scottish knight and he murders his sister. The Scottish knight comes and then murders the brother and then in this depth of passionate grief, he decides to go on and fight a war for the love of this woman that died. And then in the last verse you hear that he goes off to fight this war in Palestine. And what’s quite fascinating is that of course Palestine is a place that is very much in our contemporary minds and lives, and the troubles there. And I just thought it was an interesting note, you might say, where yes, this is a historical piece of literature but in actual fact, as with history, history is never really truly dead, that history is really the underpinnings of our contemporary times. And the poem also caused me to reflect on certainly one of the reasons why some people go off to war or have gone off to war.”

La poesia doveva aver commosso molti cuori e soprattutto con quell'”Amore avrà sempre su tutto signoria” contribuito alla diffusione dell’amore romantico. Le due frasi del refrain le ritroviamo in questa versione ottocentesca di The Cruel Mother dove però “Amore” si trasforma misteriosamente ovvero per assonanza in “Leone“!.

ASCOLTA Loreena McKennit
La melodia è malinconica, i toni sono mesti e cupi con quelle campane che rintoccano a morto e gli archi e cori che richiamano un lamento funebre

I
It was an English ladye bright,
(The sun shines fair on Carlisle wall,)
And she would marry a Scottish knight,
For Love will still be lord of all.
II
Blithely they saw the rising sun
When he shone fair on Carlisle wall;
But they were sad ere day was done,
Though Love was still the lord of all.
III
Her sire gave brooch and jewel fine,
Where the sun shines fair on Carlisle wall;
Her brother gave but a flask of wine,
For ire that Love was lord of all.
IV
For she had lands both meadow and lea,
Where the sun shines fair on Carlisle wall,
For he swore her death, ere he would see
A Scottish knight the lord of all.
V
That wine she had not tasted well
(The sun shines fair on Carlisle wall)
When dead, in her true love’s arms, she fell,
For Love was still the lord of all!
VI
He pierced her brother to the heart,
Where the sun shines fair on Carlisle wall –
So perish all would true love part
That Love may still be lord of all!
VII
And then he took the cross divine,
Where the sun shines fair on Carlisle wall,
And died for her sake in Palestine;
So Love was still the lord of all.
VIII
Now all ye lovers, that faithful prove,
(The sun shines fair on Carlisle wall)
Pray for their souls who died for love,
For Love shall still be Lord of all.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una bionda dama inglese
(il sole splende bello sul castello di Carlisle(1)
e avrebbe sposato un cavaliere scozzese
perché Amore avrà sempre su tutto signoria
II
Con gioia videro il sorgere del sole
che splende bello sul castello di Carlisle
ma divennero tristi alla fine del giorno
anche se Amore aveva sempre su tutto signoria
III
Il suo cavalliere le diede la spilla(2) e dei bei gioielli
Quando il sole splende bello sul castello di Carlisle
e suo fratello(3) le diede solo un bottiglia di vino
per odio che Amore avesse su tutto signoria
IV
Perché lei aveva terre sia coltivate che a maggese
dove il sole splende bello sul castello di Carlisle
e lui giurò sulla sua morte, che mai avrebbe voluto vedere
un cavaliere scozzese su tutto signore
V
Quel vino non aveva un buon sapore
(il sole splende bello sul castello di Carlisle)
che morta tra le braccia del suo vero amore cadde
perché Amore può avere sempre su tutto signoria
VI
Allora lui pugnalò il fratello di lei al cuore
quando il sole splende bello sul castello di Carlisle
e morì per amor suo in Palestina
così Amore aveva sempre su tutto signoria
VIII
Cosi o voi amanti, che date prova di fedeltà
(il sole splende bello sul castello di Carlisle)
pregate per coloro che morirono per amore
perché Amore ha sempre su tutto signoria

NOTE
1) Carlisle castle si trova in Cumbia al confine tra Inghilterra e Scozia
2) la spilla d’argento è un dono tradizionalmente regalato alla sposa in vista del matrimonio. In Scozia prende il nome di Spilla Luckenbooth il quale deriva dalle bancarelle che si trovavano stabilmente nell’antico mercato lungo la Royal Mile di Edimburgo fin dal Tardo Medioevo e dove si vendevano anche i gioielli; queste bancarelle di notte erano chiuse con i lucchetti ossia “locked”.
Nel linguaggio dell’amore due cuori intrecciati significano condividere lo stesso sentimento d’amore uno per l’altro.
E’ una spilla della tradizione scozzese di solito in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche con pietre incastonate: è un regalo di fidanzamento che viene indossato durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un bambino.
3) i fratelli crudeli sono un argomento topico delle ballate medievali, questo non volendo imparentarsi con uno “scozzese” preferisce uccidere la sorella. E così la faida ha inizio!

FONTI
https://archive.org/stream/layoflastminst00scot/layoflastminst00scot_djvu.txt
http://laviejamusa.blogspot.it/2008/11/english-ladye-and-knight-it-was-english.html

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, THE SKYE BOAT SONG

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod.
La canzone è stato un successo: fin da subito circolarono voci che spacciavano il testo come traduzione di una antico canto in gaelico e presto divenne un brano classico della musica celtica e in particolare della musica tradizionale scozzese

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda Flora lo salutò danzando sulla spiaggia  (vedi prima parte: Flora MacDonald’s Fancy)

LA TRAVERSATA IN MARE: LA FUGA DI CHARLES STUART

Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod dopo averla sentita cantare nel 1870 da un gruppo di marinai, mentre stava facendo un’escursione sul Loch Coruisk, guarda caso proprio sull’isola di Skye. La canzone era “Cuchag nan Craobh” (in inglese “The Cuckoo in the Grove”) comparsa in stampa nel 1907 in Minstrelsy of the Scottish Highlands, di Alfred Moffat, testo attribuito a William Ross (1762 – 1790).

LO IORRAM
Il brano è comparso nel libro Songs of the North pubblicato da Sir Harold Boulton e Anne Campbell MacLeod a Londra nel 1884. Nelle ristampe ed edizioni successive nel commento si fa riferimento alla melodia come a un "iorram" ossia a una canzone ai remi. Non proprio una shanty song un "iorram" (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all'indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle Ebridi come valzer.

La canzone è stato un successo già nell’Ottocento ed è da considerarsi un brano classico della musica celtica, e in particolare della musica tradizionale scozzese, inserito immancabilmente nelle compilation anche per matrimoni, fatto e rifatto in tutte le salse (dal beat al liscio, jazz, pop, country, rock, dance), innumerevoli le versioni strumentali (da un solo strumento – arpa, cornamusa, chitarra, flauto – o due fino all’orchestra) con arrangiamenti classici, tradizionali, new age, per bande anche militari e corali. Su Spotify è possibile trovare moltissime versioni del brano e proprio per tutti i gusti! Tra quelle strumentali le mie preferite sono quelle con la chitarra di Greg Joy, Pete Lashley, Tom Rennie, ma anche una versione con arpa e flauto di Anne-Elise Keefer e una versione “insolita” (con tanto di basso-tuba o oboe) dei Leaf!

Tra tutte vi propongo questa interpretazione nella compilation Irish Roses

ASCOLTA Carlyle Fraser

CHORUS
Speed bonnie boat,
like a bird on the wing,

Onward, the sailors cry
Carry the lad that’s born to be king(1)
Over the sea to Skye(2)
I
Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunder clouds rend the air;
Baffled our foe’s stand on the shore
Follow they will not dare
II
Though the waves leap,
soft shall ye sleep
Ocean’s a royal bed
Rocked(3) in the deep,
Flora will keep
Watch by your weary head
III
Many’s the lad fought on that day
Well the claymore could wield
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field(4)
IV
Burned are our homes, exile and death
Scatter the loyal men(5)
Yet, e’er the sword cool in the sheath,
Charlie will come again(6).

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
RITORNELLO
Veloce, barchetta,
come un uccello sulle ali

Avanti! Gridano i marinai!
Porta l’uomo destinato a essere re (1)
sul mare a Skye(2)
I
Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è  l’aria, sbalorditi i nostri nemici si fermano sulla riva e non osano seguirci
II
Benchè le onde si accavallino,
il tuo sonno sarà dolce
e l’oceano il letto del re
cullata dal mare (3),
Flora vigilerà
vegliando sulla tua testa stanca
III
Molti furono gli uomini che combatterono quel giorno,
bene le  spade duellarono,
quando la notte venne in silenzio,
la morte aleggiava sul campo di Culloden (4).
IV
Bruciate le nostre case, esilio e morte,
dispersi gli uomini leali (5),
ma prima che la spada riposi nel fodero,
Carlo verrà di nuovo (6)

NOTE
Lost_Portrait_of_Charles_Edward_Stuart1) Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordocon la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata daicapi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart diAppin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.
Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero! La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie continua
2) L’isola di Skye nelle Ebridi Interne, ma suona come “cielo” e quindi una metafora, l’autore lo impalma come eroe nel firmamento
3) non concordo con la traduzione trovata nel web “ballando sul mare” a mio avviso “rocked” è da intendersi, come in molte sea song e sea shanty (e in qualche lullaby), nel senso di dondolio (della culla in particolare) e quindi “cullata dal mare”
4) per l’approfondimento ho dedicato un’intera pagina ai Giacobiti vedi
5) la repressione inglese contro i giacobiti e i simpatizzanti fu brutale
6) nel 1884 Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi

CHARLES STUART ULTIMO ATTO

Charles_Edward_Stuart_(1775)Nel 1896 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) scrisse una variante con nuove parole, evidentemente non soddisfatto di quanto scritto da un baronetto inglese.

Stevenson mette il canto in bocca allo stesso Charles, vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze. L’Alfieri ce lo descrive come irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

OVER THE SEA TO SKYE di Robert Louis Stevenson
I
Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye
II
Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?(6)
III
Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone.
IV
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
“Cantami del ragazzo del passato
dici, “Potrei essere io quello?”
D’animo gentile, salpò un giorno
sul mare per Skye.
II
Mull era a poppa, Rum era a babordo, Eigg sulla prua a dritta.
Gloria di gioventù brillava nel suo spirito, dov’è quella gloria ora?(6)
III
Dammi ancora tutto ciò che fu,
dammi il sole che risplendeva
dammi gli occhi (7), l’anima
dammi il ragazzo del passato
IV
Nuvole e brezza, isole e mari
montagne di pioggia e di sole;
tutto ciò di buono e giusto
che era in me, è morto

NOTE
7) nel senso di visione

LA VERSIONE OUTLANDER

Più recentemente la canzone “Over the Sea to Skye” è stata ripresa nella serie “The Outlander” dalla saga di Diana Gabaldon ed è subito skyemania.. e tutti volevano sapere il testo della canzone..

ASCOLTA Raya Yarbroug

ll testo è stato modificato opportunamente per la serie eliminando i riferimenti al Bel Carletto e traslandoli alla bella Claire Randall che in un  viaggio nel tempo attraverso un cerchio di pietre si trova proiettata nel passato (dal 1945 nel 1743) e s’innamora di James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach

CHORUS
Say, could that lass be I?

Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye(2).
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun…
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
Sing me a song of a lass that is gone…
Say, would that lass be I?
Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye.
TRADUZIONE IN ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dimmi quella ragazza potrei essere io? D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.
Nuvole e brezza, isole e mari,
montagne di pioggia e di sole..
Tutto ciò  di bello e buono
che era in me, è morto.
Cantami di una ragazza del passato,
dici, “Potrei essere io quella?”
D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.

NOTE
2) anche qui si gioca sul doppio senso e Skye è decisamente il cielo

Versione ulteriormente riarrangiata da Bear McCreary in seguito al successo della serie e completata con le strofe di Robert Louis Stevenson

RUSTY NAIL: IL COCKTAIL DEL CLAN MACKINNON

Rusty-NailPer sdebitarsi dell’aiuto prestato dal Clan MacKinnon durante i mesi in cui dovette nascondersi dagli Inglesi, il principe Stuart rivelò a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto, una bevanda speciale creata dal suo farmacista personale. Il clan MacKinnon accettò la custodia della ricetta, finchè agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta chiamandola “Drambuie”

4.5 cl Scotch whisky
2.5 cl Drambuie
Procedimento: si prepara direttamente un bicchiere tipo old fashioned con ghiaccio. Agitare delicatamente e guarnire con un twist di limone.

Un cocktali doppiamente scozzese: lo Scotch Whisky e il Drambuie che è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele… segreti e leggende. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. (Tratto da qui)

 FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755

‘S FLIUCH AN OIDHCHE

La waulking song dal titolo “‘S Fliuch an Oidhche” (Wet the Night) è ambientata nelle isole Ebridi (isola di Uist) e si riferisce a un passato mitico delle isole quando i sea raiders andavano per mare a prendersi il bottino e la gloria. Condivide la melodia e la struttura del canto con un’altra waulking song dal titolo Coisich a rùin e talvolta le due canzoni sono unite insieme.

Si conoscono diverse versioni testuali tramandate dalla tradizione orale (vedere archivi di tobar an dualchais nelle fonti), ma non conoscendo il gaelico non riesco a seguire il testo.

immagine tratta da https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087
immagine tratta da https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087

ASCOLTA Catherine-Ann Macphee in The Barra MacNeils

ORIGINALE GAELICO  (tratto da qui con fonetica)
‘S Fliuch an oidhche, Hù ill oro
Nochd ‘s gur fuar i, O hì a bhò
Ma thug Cloinn Nìll, Hù ill oro
Druim a’ chuain orr’ Boch ho rinn o.

Luchd nan seòl àrd,
‘S na long luatha
‘S nam brataichean
Dearg is uaine
‘S nan gunnaichean
Glasa cruadhach
‘S iomadh sgeir dhubh
Ris na shuath i
Agus bàirneach
Ghlas a ghluais i.
Agus duileasg
Gorm a bhuain i.
Bheir thu mach i
Dh’uisge fuaraidh
Bheir thu steach i
Dh’Abhainn Chluaidh i.
Mo bheannachd siud
Dhan t-saor a dh’fhuadhail i
Dh’fhag i dìonach
làidir luath i.

TRADUZIONE INGLESE
Wet is the night
Tonight is cold
If Clan Neil
They of the tall sails
And the fast ships
And the banners,
red and green
And the guns,
grey and hard.
Many a dark rock
Has she brushed against.
And grey limpet
Has she shifted.
And seaweed
Green she reaped.
You’ll take her out
To cold water.
You’ll bring her in
To River Clyde.
My blessing to the sawyer
Who made her.
She would leave water-tight,
Strong and swift.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Umida è la notte
stanotte è freddo
se gli O’Neil
quelli delle vele alte
e dalle navi veloci
e le insegne
rosse e verdi
e le pistole
grigie e metalliche.
Più di una roccia scura
essa ha sfiorato
e le patelle grigie
ha spostato
e le alghe
verdi ha raccolto.
Tu la farai uscire
dal fiordo
e la condurrai
al fiume Clyde
le mie benedizioni al carpentiere
che l’ha costruita
essa fenderà la marea
con forza e velocità

FONTI
https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087
http://www.celticartscenter.com/Songs/Scottish/SFliuchAnOidhche.html
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/fliuch_an_oidhche/
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/23944/2
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/97571/2
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/13132/2