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BACK HOME IN DERRY

La canzone  fu scritta in carcere da Bobby Sands, (1954-1981) attivista politico di Belfast, nonchè volontario dell’IRA, imprigionato dagli inglesi nel carcere “Maze” a Long Kesh, dove morì dopo un lungo periodo di sciopero della fame.
Una scelta d’amore (Some Mother’s Son) film del 1996 diretto da Terry George: Aidan Gillen e John Lynch nei panni di Gerard Quigley e Bobby Sands

I detenuti politici rivendicavano il status di prigionieri di guerra  (condizione privilegiata rispetto ai comuni prigionieri annullata dopo il marzo 1976): la protesta iniziò prima con il rifiuto di indossare la divisa carceraria, un paio d’anni dopo fu la volta della “protesta delle latrine”, in cui si rifiutavano di usare le docce e l’acqua per lavarsi e imbrattavano le pareti con le loro feci. Ragazzi poco più che ventenni si aggiravano per le celle pallidi ed emaciati. Nel volgere di alcune settimane, sudici e malati, a chi li visitava apparivano irriconoscibili, sinistri come fantasmi. (Luca Galassi )
Ma gli anni passavano sena alcun risultato, infine il 27 ottobre 1980 sette detenuti rifiutarono di nutrirsi arrivando quasi alla morte.
Il secondo digiuno protratto ad oltranza si concluse con la morte  di dieci uomini tra il maggio e l’agosto del 1981.
Lo sciopero della fame dei giovani repubblicani non piegò l’animo di ferro di Margaret Thatcher, che, il 6 maggio dell’81 dichiarò: “Il signor Sands era un criminale, condannato a scontare la sua pena. Ha scelto di togliersi la vita. E’ stata una scelta che la sua organizzazione non ha mai lasciato alle sue vittime”. Parole dure, che spinsero molti alla militanza armata. Anche tra i 100 mila che due giorni dopo seguirono il feretro di Sands fino al cimitero di Milltown, nel cuore cattolico di Belfast. Lo status di prigionieri politici fu riconosciuto ai detenuti di Long Kesh solo il 3 ottobre 1981, quando gli ultimi cinque interruppero lo sciopero della fame su pressione dei loro familiari, dell’esecutivo dell’Ira e di alcuni uomini di chiesa. Insieme alla possibilità di indossare abiti civili, fu concesso loro di tenere le chiavi della propria cella e di muoversi liberamente all’interno del loro blocco ‘H’. (Luca Galassi tratto da qui)
E solo due anni più tardi ci fu una fuga in massa di tutti i detenuti (che esercitarono un loro diritto di prigionieri di guerra, l’evasione)

MARTIRI DELLA LIBERTA’

L’intransigenza degli inglesi che risposero con maltrattamenti e pestaggi, il rifiuto del primo ministro Margaret Thatcher al dialogo, trasformò in martirio il sacrificio di Bobby e dei suoi compagni, e fece accrescere il consenso dell’opinione pubblica al movimento repubblicano; il Sin Féin in seguito crebbe fino a diventare il maggior partito dell’Irlanda del Nord.
Proprio in carcere Sands sviluppò la sua vena poetica e le sue abilità di scrittore e i suoi articoli furono pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News, voce del movimento, con lo pseudonimo di “Marcella”.
Scrisse anche un libro intitolato Un giorno della mia vita.
“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.

BACK HOME IN DERRY

Bobby scrisse il testo come una poesia durante lo sciopero della fame in carcere e subito dopo la sua morte già circolava una versione cantata; Christy Moore che si trovava nel Derry per una serie di concerti la sentì in più occasioni e trascrisse il testo, fu lui ad abbinarlo con la melodia  “Wreak of the Edmond Fitzgerald” di Gordon Lightfoot ( in Summertime Dream 1976 album finito subito nella classifica “Billboard 200” i 200 più venduti negli States).
La canzone tratta della deportazione in Tasmania dei rivoluzionari Irlandesi dopo il fallito tentativo insurrezionale anti-inglese guidato da Robert Emmet nel 1803.
L’ultima strofa è certamente autobiografica e la colonia penale in Tasmania è in realtà  The Maze, il labirinto, la prigione di massima sicurezza del Regno Unito costruita proprio nel 1976 con gli H Blocks. La struttura è stata chiusa nel 2000 e demolita in buona parte, l’area è  in attesa di riqualificazione e oggetto di un decennale dibattito per la destinazione a Centro per la Pace
Raymond McCartney ha trascorso 17 anni della sua vita nelle celle di Long Kesh. Nel 1980 rifiutò il cibo per 53 giorni prendendo parte al primo sciopero della fame, quello che si concluse senza morti. Adesso è un parlamentare eletto nelle liste del Sinn Féin e non ha dubbi: “questo è un luogo unico che è già da tempo un’attrazione per i visitatori di tutto il mondo. Noi ex prigionieri repubblicani siamo sempre stati favorevoli a una riconversione che ne massimizzasse il potenziale economico e storico, e favorisse al tempo stesso la riconciliazione. E siamo convinti che per chiudere le ferite del passato vadano rispettate le diversità e le storie differenti di ciascuna parte in causa”. Anche Jude Collins, anziano giornalista di Belfast, la pensa allo stesso modo. “Non c’è alcun rischio che Long Kesh diventi un tempio del terrorismo. D’altra parte, chi fece lo sciopero della fame non è ricordato per quello che aveva fatto prima di finire in carcere. Ai visitatori sarà ricordato lo straordinario coraggio di quei dieci uomini che preferirono morire piuttosto che essere riconosciuti come criminali comuni”. (tratto da qui)

ASCOLTA Christy Moore in Ride On, 1984

ASCOLTA Gary Og & Sean Lyons in Songs of Rebellion


I
In 1803 we sailed out to sea
Out from the sweet town of Derry.
For Australia bound
if we didn’t all drown
And the marks of our fetters were heavy
In the rusty iron chains
we sighed for our weans
Our good women
we left there in sorrow
As the mainsails unfurled,
our curses were hurled
At the English and the thoughts of tomorrow
CHORUS
Oh, I wish I was back home in Derry.
Oh, I wish I was back home in Derry.
II
At the mouth of the Foyle,
bid farewell to the soil
As down below decks
we were lying.
O’Docherty’s scream
woke him out of a dream
By a vision of
bold Robert dying.
The sun burned cruel
and they dished out the gruel
Dan O’Connor was down with the fever
Sixty rebels that day
bound for Botany Bay
How many would reach
there this evening?
III
I cursed them to hell,
as her bow fought the swell
Our ship danced like a moth on the firelight
Wild horses rode high
as the devil passed by
Taking souls into Hades by twilight light
Five weeks out to sea
we were now 43
We buried our comrades each morning
And in our own slime
we were lost in a time,
Endless days without dawning
IV
Van Diemen’s Land
is a hell for a man
To live out his life in slavery
Where the climate is raw
and the gun makes the law
Neither wind nor rain
care of bravery
Twenty years have gone by and I’ve ended my bond
My comrades’ ghosts
walk beside me
Well a rebel I came
and sure I’ll die the same
On a cold winter’s night you will find me.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Nel 1803 prendemmo il mare
dalla dolce città di Derry (1).
Diretti in Australia,
a meno di non annegar tutti.
Le tracce lasciate dai nostri ceppi erano pesanti,
in rugginose catene di ferro
gemevamo di pena
Lasciammo le nostre brave donne nel dolore
e mentre le vele si spiegavano
urlammo maledizioni
agli inglesi, e le preoccupazioni per il domani
CORO
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
II
Alla foce del Foyle
dicemmo addio al nostro paese
mentre giacevamo
distesi sotto i ponti della nave.
O’Docherty si risvegliò
urlando da un sogno
dove aveva visto
il coraggioso Robert (2) morire.
Il sole bruciava crudele
e ci misero la brodaglia nei piatti,
Dan O’Connor era disteso in preda alla febbre
Sessanta ribelli, quel giorno,
diretti alla baia di Botany (3),
quanti di loro sarebbero
arrivati a sera?
III
Li maledissi a morte
mentre la prua lottava contro l’onda,
la nostra nave ballava come una farfalla (4) alla luce del fuoco
dei cavalli selvaggi caracollavano insieme al diavolo
per portare le anime nell’Ade al crepuscolo
Cinque settimane in mare,
eravamo ora quarantatré
seppellivamo i nostri compagni ogni mattina
Sporchi di fango,
fuori dal tempo,
giorni infiniti senza un’alba
IV
La Tasmania (5) è un inferno per un uomo
per vivere tutta la sua vita in schiavitù
là dove il clima è orrendo
e l’arma è legge
e né al vento né alla pioggia importa del coraggio
Sono passati vent’anni e ho scontato la mia pena
i fantasmi dei miei compagni mi camminano al fianco
sono arrivato da ribelle
e di sicuro morirò ribelle,
mi ritroverete una fredda notte d’inverno.

NOTE
1) Derry/Londonderry è la città lacerata anche nel nome tra Inghilterra e Repubblica d’Irlanda: dal gaelico Doire “bosco di querce” è Derry per i cattolici nazionalisti e Londonderry per i protestanti unionisti, perchè così la chiamarono i coloni britannici nel 1613 volendo riprodurre una novella Londra sul fiume Foyle.
2) Robert Emmet (1778-1803) giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese. Dopo la rivolta del 23 luglio 1803 Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.
3) Botany Bay è l’attuale Baia di Sydney in cui sbarcarono i primi esploratori europei nel 1770, un nome entrato nell’immaginario ottocentesco come sinonimo di Australia.  (vedi)
4) moth è nello specifico una falena; la farfalla che danza nel fuoco potrebbe essere una citazione alla farfalla degli dei, ossia la farfalla dorata simbolo dello spirito del defunto vedi
5) La Terra di Van Diemen (da Anthony van Diemen, governatore generale della Indie Orientali Olandesi tra il 1636 e il1645) oggi è chiamata Tasmania, la grande isola dell’Australia famosa per essere stata una colonia penale inglese dal 1800 al 1856. continua

FONTI
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2013/04/29/long-kesh-lex-carcere-diventa-un-centro-per-la-pace/16185/
http://it.peacereporter.net/articolo/8251/Belfast,+il+labirinto+della+memoria
http://terreceltiche.altervista.org/derry-the-town-i-loved-so-well/
http://terreceltiche.altervista.org/sunday-bloody-sunday/
http://terreceltiche.altervista.org/emigration-songs/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4562&lang=it
http://www.christymoore.com/lyrics/back-home-in-derry/

SMUGGLING THE TIN

Quello che si conosce della canzone “Smugglin the tin” è riportato da Liam Weldon (1933-1995), il “boss” della musica tradizionale nella Dublino degli anni 70: grande collezionista e narratore di ballate, attivista politico, un jack of all trades, nato e cresciuto nelle Liberties di Dublino che ha imparato fin da ragazzo la musica dai travellers.
Liam was born in the ‘Liberties’ of Dublin in 1933 and spent his early youth living in that area of the city where he learned some of his songs from the travellers who used to stay in his granny’s yard. Liam always had a great affection for the travelling community and one of his finest songs ‘The Blue Tar Road’ which tells of the hard life endured by the travellers seems to have been accepted into the tradition and is widely sung by traditional singers. Liam often told of the time when he heard a street singer singing a song called ‘The Miller’s Daughter’ and after hearing it sung he bought it from the singer for a three penny bit he learned the song off and later won a prize for singing it at a party.
Liam, like many people in inner city Dublin at that time, was moved out of the developing city to Ballyfermot, a suburb of large scale public housing on the outskirts of the city more commonly known to Dubliners as “Ballyfarout”. Liam had a lifelong interest in the songs of the Irish Travellers and his own songs reflected a strong awareness of poverty, disadvantage and exploitation. His personal ballad style had features of other genres, but the precision of intent in his abrasive lyrics was unmistakable.” (tratto da qui)

ASCOLTA Liam Weldon in Dark Horse on the Wind 1976

ASCOLTA Providence in A Fig for a Kiss, 2002
Così dice la cantante del gruppo in un’intervista “Negli ultimi anni sono moltissime le band etichettate come “Irish traditional”[1] , ma che secondo noi hanno in realtà ben poco a che vedere con la vera musica tradizionale irlandese: compongono ed eseguono nuovi brani, suonano pezzi originari di culture differenti dalla nostra, e soprattutto “vanno” a velocità pazzesche. In questo modo tutti i dettagli e le sfumature di questa musica si perdono irrimedibilmente. Tutto ciò a noi non interessa: in fondo chiediamo solo di tornare ai principî fondamentali di questa musica e di suonarla con onestà e in modo corretto, e speriamo di riuscirci!” (Alfredo De Pietra tratto da qui)

Così scrive Liam nelle note di copertina dell’album “Dark Horse on the Wind”
This song tells the story of an expedition to smuggle tin across the border from Northern Ireland into what was then the Irish Free State, now the Irish Republic. In those days the word tinker meant a travelling tin smith and not a word of abuse. The tin used for soldering pots, cans, etc., was unobtainable in the southern part of the country, hence the smuggling. I learned this one from Francy Gavin, a merry little rogue who drowned his sorrows in a sea of porter.” (tratto da qui)

La canzone racconta di una traversata, da parte di un trio di irish travellers, del confine tra Irlanda del Nord e lo Stato libero d’Irlanda per commerciare lo stagno: durante il tragitto sono preoccupati delle condizioni di salute della loro cavalla. Nell’Irlanda del Nord vengono fermati da un sergente ma riescono a cavarsela con un sotterfugio.

I
Young Cooney and Colley
and ould Martin Quinn,
Well they made up together
to smuggle the tin
Refrain :
With me right toorin-arinan,
right toorin-arinan,
Right toorin-anay.
II
Well they walked all the day boys
till the heels they grew raw,
Well they hadn’t the comfort
of lying in the straw.
III
“I’ll yoke her”, says Colley
“I’m wise to her tricks.”
But the more that he yoked her,
the more the mare kicked.
IV
“The hills they are high boys,
th’oul’ mare she is thin,
And my heart lies a-trembling
for fear she’ll give in.”
V
“I once had a pie-ball
all covered in dots,
And it’s many’s the fiver
she’s won in the trots.”
VI
Up came th’oul’ sergeant
with a laugh and a grin,
“I’ll have ye inside boys
for the smuggling of tin.”
VII
Up came th’oul’ sergeant
with a laugh and a smile,
“I’ll have ye inside boys
for smuggling a while.”
VIII
Young Cooney stood up boys
to make the excuse,
“If you l(e)ave us all go sir,
it’s home we will scoot.”
IX
We crossed back the border,
we blessed our ould face.
“To hell with the black North,
we’re in the Free-State”
Traduzione[2] di Cattia Salto
I
Il giovane Cooney, Colley
e il vecchio Martin Quinn
si misero daccordo
per trafficare [3] con lo stagno
Ritornello :
With me right toorin-arinan,
right toorin-arinan,
Right toorin-anay.
II
Beh camminavano tutto il giorno, gente fino a farsi venire i calli ai piedi
e non avevano la comodità
di straiarsi nella paglia
III
“La domerò- dice Colley-
sono stanco dei suoi giochetti”
ma più le stringeva il morso[4]
più la cavalla tirava calci.
IV
“Le colline sono alte, gente
e la vecchia cavalla era magra,
e il mio cuore era in subbuglio
per paura che lei cadesse”
V
“Una volta avevo una cavalla pezzata
tutta coperta di macchie
e molti biglietti da cinque
ha vinto nel trotto”
VI
Arrivò un vecchio sergente
ridendo e scherzando
“Vi dovrò mettere dentro, gente
per il contrabbando della latta”
VII
Arrivò un vecchio sergente
ridendo e scherzando
“Vi dovrò mettere dentro, gente
per un po’ di contrabbando”
VIII
Il giovane Cooney si alzò, gente
per trovare una scusa
“Se ci lascerete andare, signore
fileremo di corsa a casa”
IX
Attraversammo di nuovo il confine
dicendo grazie alla nostra faccia tosta “Al diavolo il Nord,
siamo nello Stato libero d’Irlanda[5]

FONTI
http://www.skibbereeneagle.ie/ireland/liam-weldon-dublins-ballader/
https://comeheretome.com/2010/01/10/liam-weldon-as-dublin-as-the-easter-rising-as-irish-as-the-limerick-soviet-that-got-clobbered/
http://www.theballadeers.com/ire/mif_weldonliam.htm#73
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=74578

ROISIN DUBH & CELTIC ROCK BY THIN LIZZY

Alla Rosa Nera d’Irlanda sono dedicate un paio di canzoni, la prima scritta da un bardo del XVI/XVII secolo in gaelico irlandese (vedi), e le altre scritte da giovani musicisti irlandesi negli anni 70-80 : qui si esamina la versione interpretata dai Thin Lizzy, fondato da Phil Lynott a Dublino alla fine degli anni 60, una band hard rock particolare, ricca di molte influenze, non ultima quella irish.

PHIL LYNOTT

Il testo di “Róisín Dubh (Black Rose)” è stato scritto da  Phil Lynott nel 1979 e riflette il suo amore per la mitologia celtica e la storia d’Irlanda. L’album nasce sotto l’impulso della collaborazione con il chitarrista irlandese Gary Moore, entrato da poco in pianta stabile  nella formazione, e la canzone è un medley in chiave hard rock di ben quattro canzoni della tradizione folk irlandese.
La copertina dell’album disegnata da Jim Fitzpatrick è una rosa gotica, un turgido velluto nero macchiato da alcune gocce di sangue, immagine di forte impatto emotivo, che si presta a molte letture non ultime quella biografica quasi profetica, un Phil eroinomane che morirà a 36 anni devastato da alcol e droga.
Dublino gli ha dedicato una statua a grandezza naturale, un bronzo eburneo come il colore della sua pelle,  eretta nel 2005 a Grafton Street.

ASCOLTA Thin Lizzy in Black Rose (A rock legend) 1979
La line-up dell’album: Phil Lynott al basso e alla voce,  Gary Moore alla chitarra, Scott Gohram alla seconda chitarra – sia ritmica che solista e Brian Downey alla batteria.

ROISIN DUBH 1979
I
Tell me the legends of long ago
When the kings and queens would dance in the realm of the Black Rose (1) Play me the melodies I want to know
So I can teach my children, oh
II
Pray tell me the story of young Cuchulainn(2)
How his eyes were dark his expression sullen
And how he’d fight and always won
And how they cried when he was fallen (3)
III
Oh tell me the story of the Queen of this land(4)
And how her sons died at her own hand
And how fools obey commands
Oh tell me the legends of long ago
IV
Where the mountains of Mourne(5) come down to the sea
Will she no come back to me
Will she no come back to me
V
Oh Shenandoah(6) I hear you calling
Far away you rolling river
Roll down the mountain side
On down on down go lassie go
VI
Oh Tell me the legends of long ago
When the kings and queens would dance in the realms of the Black Rose
Play me the melodies so I might know
So I can tell my children, oh
VII
My Roisin Dubh is my one and only true love
It was a joy that Joyce brought to me
While William Butler (7) waits
And Oscar, he’s going Wilde(8)
VIII
Ah sure, Brendan where have you Behan(9)?
Looking for a girl with green eyes (10)
My dark Rosaleen is my only colleen
That Georgie knows Best(11)
IX
But Van(12) is the man
Starvation(13) once again
Drinking whiskey in the jar-o(14)
Synge’s Playboy of the Western World(15)
X
As Shaw(16), Sean(17) I was born and reared there
Where the Mountains of Mourne come down to the sea
Is such a long, long way from Tipperary(18)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Raccontami le leggende di un tempo
lontano, quando re e regine danzavano
nel Regno della Rosa Nera (1);
suona per me le melodie che vorrei conoscere, così ch’io possa insegnarle ai miei figli
II
Ti prego di raccontarmi la storia del giovane Cucullino(2),
dei suoi occhi scuri  e della sua espressione fosca,
di quanto aveva combattuto e sempre vinto e di quanto lo piansero quando fu sconfitto (3)
III
Raccontami la storia della regina di questa terra (4),
e di come i suoi figli  morirono per mano sua e resi folli obbedirono ai suoi comandi; oh raccontami le leggende di un tempo lontano.
IV
Dove le montagne del Mourne (5)
toccano il mare,
lei non ritornerà per me
non ritornerà per me
V
Oh Shenandoah (6) sento il tuo richiamo, lontano tu scorri fiume
scorri dalla montagna
giù, giù vai ragazza, vai
VI
Raccontami le leggende di un tempo lontano, quando re e regine danzavano
nel Regno della Rosa Nera.
Suona per me le melodie che vorrei conoscere, così da poterle insegnare ai miei figli, oh
VII
La mia Rosa Nera e il mio solo e unico amore, una gioia che Joyce mi ha dato
mentre William Butler (7) attende
e Oscar, è diventato Wilde (8)
VIII
Brendan dove sei Behan (9)?
Cerchi una ragazza dagli occhi verdi (10)
la mia nera Rosalina è la sola ragazza che George conosce Meglio (11)
IX
Ma Van (12) è l’uomo
affamato (13) ancora una volta
beviamo “whiskey in the jar-o” (14)
con “il furfantello dell’Ovest” di Synge (15)
X
Come Shaw (16) eSean (17) sono nato e cresciuto là
dove le Montagne di Mourne toccano il mare
è una lunga, lunga strada da Tipperary (18)

NOTE
1) Róisín Dubh (= little black rose) è  Rosalinda, una fanciulla dal nome di Piccola Rosa, l’allegoria dell’Irlanda, una parola in codice coniata alla fine del Cinquecento/inizi Seicento per identificare l’Irlanda con una Rosa Nera,  contrapposta idealmente alla Rosa Rossa della Casata Tudor (la rosa dei Lancaster). La rosa nera era un tempo una rosa di un colore rosso cupo, molto scuro, la rosa gotica per eccellenza associa alla morte. E tuttavia nel linguaggio dei fiori ottocentesco presenta molteplici significati: è sia la fine che l’inizio di un drastico cambiamento, una rinascita. Rose rosso cupo sono il dolore di una tragica storia d’amore. E così l’amore per la propria terra è profondo e tenace; è un amore che richiede il sacrificio. continua
2) l’Achille celtico: ai tempi leggendari dell’lrlanda pre-cristiana – quando sull’Ulster regnavano i re guerrieri e i druidi, visse Cu Chulainn figlio di Lugh e di una mortale.   (continua)
3) tipico esempio di fatalismo e  irish humour
4) La regina Medb (=Maeve) del Connacht che per impossessarsi di un toro invade l’Ulster. Venerata come una dea guerriera è anche la regina delle fate Mab che dispensa idromele e la follia o il furore nei guerrieri. Ma Mab è la rosa nera, la dea che pretende il sacrificio di sangue dai suoi figli; l’immagine mi ricorda molto un’altra canzone sulla questione irlandese e una dea sanguinaria che  Dolores O’Riordan scriverà nel 1993 Zombie
5 )il complesso del Mourne è tra le montagne più famose d’Irlanda, montagne granitiche che si trovano nella Contea di Down nel sudest dell’Irlanda del Nord, immortalate in una canzone scritta da Percy French nel 1896, “Mountains o’Mourne” ( “le montagne di Mourne scendono dolcemente verso il mare”), principali fonti di ispirazione per la terra di Narnia in “Il leone, la strega e l’armadio” di C. S. Lewis. Data la magia di questi luoghi a portata di mano, gli abitanti di Dublino considerano la contea di Down il luogo deputato per la villeggiatura.
Nella canzone si dice ” So I’ll wait for the wild rose that’s waitin for me
In the place where the dark Mourne sweeps down to the sea“, la bellezza irlandese è paragonata a una  genuina rosa selvatica
6) Shenandoah popolare canzone del folk americano ma forse vuole richiamare il fiume Shannon
7) James Joyce e William Butler Yeats con Oscar Wilde sono grandi scrittori irlandesi, letture di cui Phil Lynott si è imbevuto. Anche W B Yeates fece ricorso al simbolo della rosa per alludere all’Irlanda 

8) gioco di parole con il nome Oscar Wilde
9) gioco di parole intraducibile in italiano tra been e Behan: Brendan dove sei “stato”?  Brendan Behan nato a Dublino nel 1923, morto a soli 41 anni era uno scrittore bombarolo con seri problemi di alcolismo che usò l’ironia come un’arma tagliente: Da eroe e antieroe, frequentatore di carceri, bar, cimiteri e bordelli, la sua vita spericolata non poteva non essere la principale ispirazione per i suoi scritti. Confessioni di un ribelle irlandese, la picaresca autobiografia pubblicata postuma, è un susseguirsi di avventure e spacconerie, aneddoti e digressioni, condita con ballate e canti patriottici (suo zio aveva composto l’inno nazionale). Procede con la tecnica dello “stream of consciousness”, sviluppata, guarda caso, da un altro irlandese, Joyce, quel “flusso di coscienza” che, sulla scia di Freud, nell’avanguardia novecentesca fonde coscienza e inconscio in un confuso linguaggio onirico. (Laura Zambelli tratto da qui)
10) citazione del libro della scrittrice irlandese Edna O’Brien, diventato il film “Girl with green eyes”, (in italiano La ragazza dagli occhi verdi) nel 1964?
11) altro gioco di parole best= meglio: George Best era un calciatore nord irlandese, vincitore del Pallone d’oro nel 1968 considerato il miglior giocatore d’Europa; capocannoniere del Manchester United sciolse il suo legame con la squadra nel 1974 per gravi problemi di alcolismo.
12) Van Morrison (George Ivan Morrison) musicista nord irlandese nativo di Belfast
13) la Grande Carestia e la diaspora irlandese (vedi)
14) The whiskey in the jar popolare canzone irlandese tra le più cantate pub song, conosciuta anche come Kilgary Mountain di cui gli stessi Thin Lizzy fecero un arrangiamento stracopiato dalle rock band a venire
15) “The Playboy of the Western World” (=Il furfantello dell’Ovest) è la commedia scritta da John Millinton Synge nel 1907 e ambientata nella contea di Mayo, scatenò disordini e risse il giorno della sua prima all’Abbey Theatre.
16) George Bernard Shaw nacque a Dublino nel 1856 da una famiglia protestante. Yeats, Shaw e Synge sono i nomi di punta dell’Irish Literary Revival (la rinascita letteraria irlandese degli inizi del XX secolo) passati per l’Abbey Theatre di Dublino
17) Sean è un nome comune in Irlanda potrebbe essere Sean O’Casey (altro drammaturgo nato a Dublino)
18) Tipperary cittadina nella parte centro sud dell’Irlanda nell’omonima contea. “The long way from Tipperary” è stata una canzone molto popolare tra i soldati della prima guerra mondiale, considerata una canzone tipica di quella guerra.

continua

CAITILIN NI UALLACHAIN

Caitilín Ní Uallacháin = Katty Hualloghan è il titolo di un canto giacobita irlandese settecentesco, attribuito al maestro di scuola William Heffernan (di Lattin) e abbinato a una melodia che conobbe una grande fortuna nell’Ottocento, essendo stata associata a una poesia di Sir Samuel Ferguson, “The Lark in the clear air” .

Il canto si inserisce nel filone delle “aisling song” in cui il poeta viene abbagliato al sorgere dell’alba da una visione soprannaturale: una splendida fanciulla personificazione dell’Irlanda è in mestizia e predice un tempo in cui la terra irlandese sarà libera. Il tema conobbe una grande fioritura nel Settecento, quando i poeti irlandesi dovevano nascondere il loro nazionalismo sotto alla poesia bucolica di genere amoroso. (vedi)

UNA VECCHIA DEA

Qui però l’Irlanda non è una fanciulla ma una “povera vecchia” (the Sean-Bhean bhocht – scritto foneticamente come “the Shan Van Vocht”), la signora Katty Hualloghan -o Kathleen O’Houlihan-,  padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui è divisa per tradizione l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats ambientata nel 1798.

Cathleen è una dea-guardiana che appartiene alla terra, la personificazione della dea Ana (iath nAnann -la terra di Ana ) costretta all’esilio dai troppi stranieri che l’anno vilipesa e che vaga in cerca di aiuto, così è una dea decaduta, povera, invecchiata, scacciata da casa. Ma è pur sempre una dea e ancora chiede sacrifici umani, così incanta i giovani uomini e li convince a dare la vita per amor suo: la Cathleen di Yeats ringiovanisce nutrendosi del sangue degli eroi.

Caitilín Ní Uallacháin è riportato nel “Ancient Music of Ireland” di George Petrie vol II pg 8 (vedi) che così scrive
Of this song at least two versions have been already printed, and both with English metrical translations, – one by the late Mr. Edward Walsh, in his “Irish Popular Songs,” and the other by Mr. John O’Daly, in his “Poets and Poetry of Munster,” the versifications in which were made by the late James Clarence Mangan. In both these works the authorship of this song is assigned, but, as it would appear, erroneously, to one of the Irish poetic celebrities of the eighteenth century, – a blind Tipperrary poet named William O’Heffernan; for Mr. Curry has supplied me with a copy of the song which he transcribed from a manuscript now in his possession, and which was written in the year 1780 by a distinguished Clare scribe and Irish scholar, named Peter Connell, or O’Connell; and as in this MS. the name William O’Hanrahan is given as that of its author, such authority is certainly superior in weight to any that has been,m or probably could be, assigned for ascribing it to the Tipperary poet; for it can scarcely be doubted that Connell was personally acquainted with its true author.

Nella canzone il poeta spera in una sconfitta inglese in guerra con le potenze del tempo, e invoca la libertà dell’Irlanda.

LA MELODIA

Il testo fu associato a una melodia intitolata Kathleen Nowlan  scritta da Edward Bunting nelle sue notazioni, da non confondersi però con la melodia Kitty Nowlan sempre annotata da Bunting e trascritta nelle raccolte della Irish Folk Society: fu Charlotte Milligan Fox (1864-1916) a far pubblicare la vecchia melodia irlandese Kathleen Nowlan  nel volume VIII della Raccolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

FONTI
http://www.writerscafe.org/writing/B-Medb/248036/
https://archive.org/details/petriecollection01petr
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33347

ERIN GO BRAGH by Peadar Kearney

“Éirinn go Brách” si traduce come “Irlanda per sempre” o meglio “Irlanda libera” sinonimo dell’identità irlandese. In realtà, non si conosce la precisa origine della parola bragh, in quanto essa non esiste nel vocabolario irlandese: si presume che chi per primo la utilizzò abbia semplicemente sbagliato lo spelling. Bragh, infatti, si può ricondurre sia a breá, che significa “bello”, “splendido”, sia a brách, la cui traduzione è più semplicisticamente “per sempre”. È tradizionalmente una frase utilizzata come motto del movimento Repubblicano, e si ritrova infatti sulla sua bandiera.

Come precisa Riccardo Venturi “la forma anglicizzata (dalla pronuncia /ˌɛrɪn ɡə ˈbrɑː/ e scritta, a volte, persino Erin Go Braugh) è quella che ha ottenuto la maggiore diffusione e per un certo tempo si è trovata scritta persino sulla bandiera dell’Eire (tra le altre cose, nella foto riportata da Bernart Bartleby la si vede abbastanza chiaramente). Ciò non toglie, naturalmente, che la forma originale gaelica sia Éirinn go brách, laddove brách non significa tanto “per sempre”, quanto “eternità, fine dei tempi”. In gaelico, si usa anche la forma bráth, dal medesimo significato; go è una preposizione che significa “fino a”. In realtà, il gaelico standard richiederebbe la forma Éire go brách; Éirinn (da cui l’anglicizzazione Erin, divenuta anche un diffuso nome di persona femminile) è una forma di caso dativo, “all’Irlanda”, che però in un paio di dialetti si usa anche come forma storica di nominativo. L’anglicizzazione “Erin Go Bragh” si trova usata già dal 1847; prima si usavano altre forme “ibride” come Erin go brach.
Così il motto si traduce come:  “Irlanda libera”.

Con lo stesso titolo sono state chiamate canzoni diverse scritte non solo in Irlanda ma anche in Scozia. (vedi) Questa invece è la canzone scritta nel 1920 da Peadar Kearney (1883- 1942) irlandese, membro dell’irish republican army, compositore di numerose canzoni politiche che furono molto popolari tra gli Irish Volunteeres nel periodo 1913-1922, suo inoltre è l’inno nazionale della Repubblica d’Irlanda “The Soldier’s Song” (“Amhrán na bhFiann”)

LA RIVOLTA DI PASQUA 1916

La canzone si riferisce alla rivolta di pasqua del 1916 (lunedì 24 aprile) (Easter Rising) e ne commemora gli eroi.
Nella Pasqua del 1916 un manipolo di uomini decide di passare alle armi per proclamare la Repubblica d’Irlanda, l’insurrezione doveva divampare su tutta l’isola ma per una serie di contro-ordini scoppiò solo a Dublino.
Il 24 aprile lo Stato Maggiore repubblicano divide le sue forze in cinque battaglioni incaricati di neutralizzare i centri nevralgici di Dublino: Ned Daly con la prima brigata occupa le Four Courts (il tribunale). Thomas Mac Dnagh prende la fabbrica Jacob. Éamon de Valera occupa Boland’s Flour Mill per bloccare l’arrivo dei rinforzi inglesi. Éamon Ceant si installa nella South Dublin Union e altre truppe si insediano nel quartiere periferico di Fingall, al nord della città. Michael Mallin e la contessa Constance Markiewicz erigono barricate a St. Stephen Green. Lo Stato Maggiore della rivolta si insedia alla Posta centrale di Sackville Street (poi ribattezzata O’Connell Street). Vengono esposte bandiere con la scritta Irish Republic ricamata in oro su fondo verde. Patrick Pearse proclama la creazione del governo provvisorio della nuova Repubblica irlandese. Nell’ufficio postale ci sono con lui Connolly, come comandante militare, Joseph Plunkett, The O’Rahilly, Tom Clark e Sean MacDermott. Vi è anche un giovane di nome Michael Collins. (tratto da qui)

Il centro di Dublino dopo l’Easter Rising
Il centro di Dublino dopo l’Easter Rising

UNA SETTIMANA DI GUERRIGLIA

Non fu una battaglia ma una guerriglia urbana (una delle prime nella storia) con pochi irlandesi armati alla meno peggio, circondati dall’esercito inglese che inviava sempre più contingenti a Dublino; inglesi così esacerbati dalle perdite che si misero a fucilare gli uomini civili (e inermi) requisiti nelle case,  mano a mano che venivano ripulite dal rastrellamento; inglesi disposti a radere al suolo una città pur di stanare i ribelli.

sapere che essi sognarono e sono morti
e che cosa se non l’eccesso d’amore
li ha disorientai fino a farli morire?
WB Yeats “Pasqua 1916”

L’ordine di arrendersi venne da Pearse dopo una settimana dalla rivolta con il quartier generale General Post Office  (un grande edificio neoclassico) cannoneggiato e ridotto ad un ammasso di macerie con gli edifici circostanti.

tratta da qui

450 morti: 132 soldati, 63 insorti, 254 civili; oltre 500 feriti, 16 giustiziati.

ASCOLTA Wolfe Tones in Rifles of the I.R.A. 1969


I
I’ll sing you a song
of a row in the town,
When the green flag went up
and the Crown flag came down,
‘Twas the neatest
and sweetest thing ever you saw,
And they played that great game(2) they called Erin Go Bragh.
II
God bless gallant Pearse(3)
and his comrades who died
Tom Clark, MacDonagh, MacDiarmada, McBride, (4)
And here’s to James Connolly
who gave one hurrah,
And faced the machine guns
for Erin Go Bragh.
III
Now one of our leaders
was down in Ringsend,
For the honour of Ireland
to hold and defend,
He had no veteran soldiers
but volunteers raw (5),
Playing sweet Mauser(6) music
for Erin Go Bragh.
IV
Old Ceannt and his comrades
like lions at bay,
From the South Dublin Union
poured death and dismay,
But what was then often
the entaylors men saw(7)
All the dead karki soldiers
on Erin Go Bragh.
V
A great foreign captain
was raving that day,
Saying, “Give me one hour
and I’ll blow you away,” (9)
But a big Mauser bullet
got stuck in his jaw,
And he died of lead poisoning
on Erin Go Bragh.
VI
Glory to Dublin to her renown,
In the long generations
her fame will go down,
And our children will tell
how their forefathers saw,
The red blaze of freedom in Erin Go Bragh.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Ti canterò la canzone
di una lotta (1) in città,
quando la bandiera verde fu innalzata
e la bandiera della Corona tirata giù,
fu la cosa più bella
e amabile mai vista
e si giocò quel grande gioco (2)
detto Erin Go Bragh.
II
Dio benedica il valoroso Pearse(3)
ed i suoi compagni che sono morti
Tom Clark, MacDonagh,
MacDiarmada, McBryde,(4)
ed anche James Connolly
che ha gridato evviva,
e affrontato le mitragliatrici
per Erin Go Bragh.
III
Ora, uno dei nostri leader
era andato nel Ringsend,
per tenere e difendere
l’onore dell’Irlanda,
non aveva soldati veterani
ma inesperti volontari (5)
a suonare la musica del Mauser (6)
per Erin Go Bragh.
IV
Il vecchio Ceannt e i suoi compagni come leoni tenuti in cattività,
dal South Dublin Union
riversarono morte e sgomento,
così ciò che allora
videro gli invasori (7) furono
tutti i soldati kaki morti(8)
per Erin Go Bragh.
V
Un grande capitano straniero farneticava quel giorno,
dicendo: “Dammi un’ora
e ti spazzo via,”(9)
ma un grosso proiettile Mauser è
rimasto bloccato nella sua mascella,
e morì di avvelenamento da piombo per Erin Go Bragh.
VI
Gloria a Dublino e alla sua celebrità,
nelle lontane generazioni
la sua fama salirà,
e i nostri figli potranno dire
come i loro antenati videro,
la fiammata rossa di libertà
per Erin Go Bragh.

NOTE
1) la rivolta di pasqua
2) com’ebbe a dire Nora Connolly, figlia del capo della Citizen Army, «non si deve ritenere che si trattasse di un’operazione suicida, come hanno voluto far credere una certa leggenda e soprattutto la propaganda inglese. Quel giorno mio padre e i suoi compagni giocavano le loro carte per mettere in difficoltà l’impero inglese».
3) Pádraig (Patrick) Pearse nato a Dublino nel 1879, secondo di quattro fratelli, a diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
Il fratello minore William venne condannato a morte pur non avendo partecipato alla rivolta, con l’unica colpa di essere il fratello di Patrick Pearse. Come anche altri familiari dei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza -eroi loro malgrado.
4) gli uomini del Governo Provvisorio i quali firmarono il manifesto per proclamare La Repubblica d’Irlanda.
Thomas J. Clarke
Sean Mac Diarmada
Thomas Mac Donagh
P.H. Pearse
Eamonn Ceannt
James Connolly
Jospeh Plunkett
5) “I Volontari Irlandesi” creati nel 1913 sono un corpo di volontari paramilitari, si unirono all’Irish Citizen Army (esercito dei cittadini irlandesi) addestrati da James Connoly
6) mauser sono sia le pistole semiautomatiche che fucili ampiamente utilizzati nella prima guerra mondiale. Non so se abbia voluto evidenziare il coinvolgimento tedesco nella rivolta
7) invader men anche scritto come“And what was their horror when the Englishmen saw” e anche “But what was their wrath when the invaders them saw” “And what was their horror when the invader men saw”.
8) Si tratta degli uomini della “Sherwood Foresters” che avevano firmato per andare a combattere in Francia sul fronte della Somme. I primi giorni vennero presi di mira come al tiro al piccione dagli irlandesi asserragliati nelle case. Senza contare gli eroici assalti frontali contro le barricate (decisi ovviamente dagli astuti ufficiali dell’alto comando)
9) All’ondata successiva l’esercito inglese arriva con le mitragliatrici, bombe a mano e carri armati.

continua Foggy Dew

FONTI
http://www.lagrandeguerrapiu100.it/testimonianze/documenti-sulla-rivolta-di-pasqua
http://www.limesonline.com/lirlanda-e-la-rivolta-di-pasqua/23377
http://www.lagrandeguerrapiu100.it/puntate/la-rivolta-di-pasqua

THE BLACKBIRD OF SWEET AVONDALE

donna11La canzone è il lamento di una donna, personificazione dell’Irlanda, che si affligge per la prigionia del merlo di Avondale ovvero Charles Stewart Parnell. L’arresto di Parnell fu un grave errore di valutazione da parte del governo inglese. “This, incidentally, was one of the Great Mistakes of Britain’s dealings with Ireland. Prior to his arrest, Parnell was in the uncomfortable position of leading a divided organization: many Land Leaguers were for fighting the British with all their might, others favored purely parliamentary means. Both were growing somewhat suspicious of Parnell (who seems to have favoured whatever was most effective at a particular time). But the radicals’ activism caused Gladstone to pass a Coersion Act, and to round up Parnell and his associates. That united all Ireland behind him; by the time he was released, he was Ireland’s dominant politician” (Robert Kee, in The Bold Fenian Men).

Così incitava Parnell nel 1880: “When a man takes a farm from which another has been evicted you must shun him on the roadside when you meet him, you must shun him in the streets of the town, you must shun him in the shop, you must shun him in the fairgreen and in the marketplace, and even in the place of worship, by leaving him alone, by putting him in a moral Coventry, by isolating him from the rest of his country as if he were the leper of old, you must show your detestation of the crime he has committed.”
[traduzione italiano: quando un uomo prende una fattoria dalla quale un altro uomo è stato sfrattato, dovete dimostrare ciò che pensate di lui quando lo incontrate per la strada.. in un negozio.. persino nella casa del Signore.. lasciandolo desolatamente solo, in uno stato di ostracismo morale, isolandolo dal resto della comunità come se fosse un lebbroso, dovete mostrare il vostro disprezzo per il crimine che ha commesso]

Il testo della canzone è ripreso in alcuni broadside ottocenteschi probabilmente contemporanei allo svolgersi dei fatti. Tuttavia si ritiene che derivi da ‘The Lady’s Lamentation’  una canzone scozzese del 1600, rielaborata chiave giacobita nel secolo successivo con il titolo The Blackbird (o The Royal Blackbird) di cui si conoscono ben tre melodie.

THE AISLING SONG

La canzone richiama lo stile di un’Aisling song, un genere letterario tipico della poesia bardica irlandese, dove il poeta incontra una donna che simboleggia l’Irlanda. L’incontro ha il carattere di una visione o di un sogno poco prima del farsi del giorno , in cui la fanciulla è di una bellezza mozzafiato ovvero sublime, paragonata alla più bella delle dee. In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori, e in questa canzone l’Irlanda si lamenta della prigionia del del Merlo (“Where, where is my Blackbird of sweet Avondale”).
Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita
La melodia delle versioni selezionata per l’ascolto richiama a mio avviso quella di “Bhríd Óg Ní Mháille

ASCOLTA Wolfe Tones in “Till Ireland A Nation” 1974,  strofe I, II, III, VII, V

ASCOLTA Silly Wizard (voce Andy Stewart) in “A glint of Silver” 1986, strofe da I a VII

I
By the sweet bay of Dublin, while carelessly strolling
I sat myself down by a green myrtle shade(1)
Reclined on the beach, as the wild waves were rolling
In sorrowful condoling, I saw a fair maid(2)
II
Her robes(3) changed to mourning, that once were so glorious
I stood in amazement to hear her sad wail
Her heartstrings burst forth with wild accents uproarious
Saying, “Where, where is my Blackbird(4) of sweet Avondale?”
III
“In the fair counties Meath(5), Wexford, Cork, and Tipperary,
The rights of Old Ireland, my Blackbird did sing
Ah, but woe to the hour, with heart light and airy(6)
Away from my arms, to Dublin took wing”
IV
“The fowlers waylaid him in hopes to ensnare him
While I here in sorrow, his absence bewail
Oh, it grieves me to think that the walls of Kilmainham(7)
Surround my dear Blackbir of sweet Avondale”
V
“Oh, Ireland, my country, awake from your slumbers
And give back my Blackbird, so dear unto me
And let everyone know, by the strength of your numbers
That we, as a nation, would wish to be free”
VI
“The cold prison dungeons(7) is no habitation
For one, to his country, was loyal and true
Then give him his freedom, without hesitation
And remember he fought hard for freedom and you”
VII
“Oh, Heaven, give ear to my consultation
And strengthen the bold sons of Old Granuaile(8)
And God grant that my country will soon be a nation
And bring back the Blackbird to sweet Avondale”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Nella bella baia di Dublino mentre passeggiavo distrattamente
mi sono seduto all’ombra di un verde mirto(1)
e distesa sulla spiaggia, mentre le ampie onde si frangevano,
distrutta dal dolore, vidi una bella fanciulla(2)
II
Gli abiti(3) che un tempo erano così gloriosi, mutati in lutto,
mi trovai sorpreso ad ascoltare il suo triste lamento,
i suoi sentimenti  si liberavano con toni agitati e tumultuosi
diceva ” Dovè il Merlo(4) della mite Avondale?
III
Nelle belle contee di Meath(5), Wexford, Cork e Tipperary
i diritti della povera Irlanda, il mio merlo ha cantato, ma guai all’ora, con cuore leggero e spensierato(6)
lontano dalle mie braccia, a Dublino ha preso il volo”
IV
I cacciatori lo assalirono con la speranza di intrappolarlo
mentre qui io nel dolore la sua assenza piango.
E’ doloroso per me pensare che le mura di Kilmainham(7)
circondano il  caro Merlo della mite Avondale.
V
Oh, Irlanda, paese mio , svegliati dal sonno
e ridammi il mio Merlo, a me tanto caro
e lascia che tutti sappiano, con la forza dei numeri che, come nazione, potremmo essere liberi.
VI
La cella fredda della prigione(7) non è l’abitazione per chi, al suo paese, era leale e sincero
quindi dagli la libertà , senza indugi
e ricorda che ha lottato per la libertà e per te.
VII
Oh, cielo, porgi orecchio alla mia supplica
e dai forza ai figli audaci della vecchia Granuaile (8)
e Dio fa che il mio paese sia presto una nazione e riporti il merlo alla mite Avondale”

NOTE
1) i Wolfe Tones dicono “a clear crystal Stream
2) la donna è Katherine O’Shea che impersona l’Irlanda afflitta. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore.
3) i Wolfe Tones dicono “hopes
4) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo. Con il nome di merlo tuttavia ci si riferiva più spesso al Vecchio Pretendente in esilio Giacomo Francesco Stuartvedasi The Blackbird la canzone giacobita
5) i Wolfe Tones dicono “Kerry
6) i Wolfe Tones dicono “with dark lights in Derry
7) Parnell fu arrestato a ottobre nel 1881 in forza del Coercion Act che voleva frenare le attività della Land League; fu rilasciato a maggio dell’anno seguente. Nella prigione di Kilmainham  (oggi trasformata in museo) Parnell era trattato con i guanti e viveva come se si trovasse in una suite d’albergo: si era portato i suoi arredi e riceveva regolarmente visite, oltre a condurre i suoi affari con il mondo esterno
8)  Granuaile è Grace O’Malley, eroina della storia irlandese, regina dei Pirati che si oppose con la lotta ad dominio inglese sull’Irlanda sia per mare che per terra all’epoca della regina Elisabetta I. Intelligente, affascinante e con il carisma del grande condottiero Granualile (da un nomignolo che vuol dire testa rasata) dominò i mari al largo della costa occidentale d’Irlanda per più di mezzo secolo. Imprigionata più volte dagli Inglesi non fu mai sconfitta e il suo spirito divenne il simbolo dell’Irlanda e il suo rifiuto alla sottomissione.

terza parte continua

WILD GOOSE SHANTY

Per questa canzone marinaresca (sea shanty) è più corretto parlare di famiglia, si collega infatti al vasto filone contenente la parola Ranzo nel ritornello (Ranzo Ray, Ranzo me ranzo ray, We’ll Ranzo Way, Hilo me Ranzo R(w)ay, Huckleberry Hunting..).
Così  scrive A.L. Lloyd “One of the great halyard shanties, seemingly better-known in English ships than American ones, though some versions of it have become crossed with the American song called Huckleberry Hunting. From the graceful movement of its melody it is possible that this is an older shanty than most. Perhaps it evolved out of some long-lost lyrical song.” (tratto da qui)
Secondo Stan Hugill la canzone era multiuso e veniva utilizzata “from windlass to capstan, pumps and halyards”

Questa versione si caratterizza per la descrizione di uno stormo di oche selvatiche che sorvolano il mare.. e talvolta inizia con “I’m the shanty man of the Wild Goose nation” come chiaro riferimento all’Irlanda (vedi nota 1). La melodia è stata raccolta da W. Roy Mackenzie come la ascoltò da un marinaio di stanza in Nuova Scozia (Canada)

ASCOLTA Louis Killen

da BLACK FLAG (Assassin’s Creed)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Steeleye Span – Ranzo

 

Did you ever see a wild goose(1)
Sailing o’er the ocean?
Ranzo(2), Ranzo, weigh heigh(hey)!
They’re just like them pretty girls,
When they gets the notion(3).
(I was out) The other morning
I was walking (went down) by the river.
When I saw a young girl walking
With her topsails all a-quiver.(4)
I said, “Pretty fair maid
And how are you this morning?”
She said “none the better
for the seeing of you”
Did you ever see a wild goose
Sailing o’er the ocean?
They’re just like them pretty girls,
When they gets the notion.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Hai mai visto un’oca selvatica(1) navigare sull’oceano?
Ranzo(2), Ranzo, weigh heigh!
Sono proprio come le ragazzine
quando ricevono un regalino(3)
L’altra mattina
stavo camminando lungo il fiume
quando vidi una giovane ragazza passeggiare
con sue le vele di gabbia strette al vento.
Dissi ” Bella fanciulla
come va questa mattina?”
Lei disse “non male
perchè ti ho incontrato”
Hai mai visto un’oca selvatica navigare sull’oceano?
Sono proprio come le ragazzine
quando ricevono un regalino.

NOTE
1) Wild goose è il nome dato alla diaspora irlandese vedi origini qui
2) Ranzo è un nome ricorrente nelle sea shanties probabilmente un diminutivo di Orenso, ovvero Lorenzo, ma le ipotesi sono aperte. il nome completo è Reuben Ranzo
3) notions=oggetti di merceria, specchietti e perline di vetro; quindi sta per cose frivole, chincaglieria
4) un’espressione equivalente in italiano a mio avviso potrebbe essere “poppe al vento” Italo Ottonello precisa “with her topsails all a-quiver“= in italiano “con sue le vele di gabbia strette al vento” (ben tesate) – nel senso che aveva un seno prorompente.

LA VERSIONE FOLK

La storia assume una connotazione più marcatamente irlandese e si configura come l’incontro d’addio tra due innamorati prima che lui parta per il mare: lui la consola dicendole che sta andando a combattere come soldato mercenario contro gli inglesi.. oppure che sta andando a cercare  fortuna oltreoceano nella terra della Libertà chiamata America..
ASCOLTA Kate Rusby in Sleepless 1999

Did you see the Wild Goose sailing on the ocean
Ranzo me boys oh Ranzo Ray
They’re just like them pretty girls when they get the notion
Ranzo me boys oh Ranzo Ray
Chorus
Ranzo you’ll rue the day
As the Wild Goose sails away
As I was walking one evening by the river
I met with a pretty girl my heart it was a quiver
I said “how are you doing this morning”
She said “none the better for the seeing of you
You broke my heart oh you broke it full sore o'”
“If I sail like the Wild Goose you’ll break it no more o'”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Avete visto le oche selvatiche navigare sull’oceano
Ranzo ragazzi, Ranzo Ray
Sono proprio come le ragazzine
quando ricevono un regalino(3)
Ranzo ragazzi, Ranzo Ray
Coro
Ranzo vincerai il giorno mentre le Oche selvatiche navigano lontano
Mentre camminavo una sera lungo il fiume
mi incontrai con una bella ragazza, il mio cuore era in fibrillazione
Dissi “come va questa mattina?”
Lei disse “non male
perchè ti ho incontrato.
Tu mi spezzi il cuore e lo lasci pieno di dolore”
“Se salpo come Oca selvatica, non te lo spezzerò più”

FONTI
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/wildgoose
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/wildgooseshanty.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8009
http://www.gutenberg.org/files/20774/20774-h/20774-h.htm#The_Wild_Goose_Shanty
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46147
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=151478
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45241

NELL FLAHERTY’S DRAKE

anatra-germano“Il papero di Nell Flaherty” (in inglese  “Nell Flaherty’s drake”) è il titolo di una canzone irlandese di origini ottocentesche in cui ci si rammarica per l’uccisione di un anatra, ma in realtà si vuole parlare della morte di un ribelle, affiliato della Società degli Irlandesi Uniti, si tratta perciò di una irish rebel song in codice.

Robert Emmet (1778-1803) è il nostro “papero nostrano” ovvero un giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese! Erano gli anni in cui i giovani irlandesi non potevano esimersi dal prendere una posizione, e il fratello maggiore Thomas (caro amico di Theobald Wolfe Tone) si era già schierato con i nazionalisti. Anche il fratellino più giovane mostra le sue simpatie per gli Irlandesi Uniti e viene espulso dal Trinity College di Dublino e poi fugge a Parigi con i ribelli del 1798 sconfitti.

Rientra a Dublino alla fine del 1802 per preparare la ribellione armata da affiancare all’imminente sbarco francese (e questa simpatia per la Francia gli costerà la testa), ma l’impresa va incontro al fallimento: dei preparativi per la ribellione si conosce ben poco essendo stata condotta con grande segretezza, ma i “croppy boys” non si erano ancora ripresi dalle batoste subite e dalla dura repressione inglese  e i veterani del 1798 accolsero con apatia gli emissari di Emmet; nonostante lo scollamento con la “base” i capi degli Irlandesi Uniti (ridotti a una sparuta élite) tramavano in segreto e si armavano..
A Dublino un’esplosione accidentale in uno di questi depositi di armi portò Emmet alla decisione di anticipare la rivolta, prima che gli Inglesi del Castello con la loro trama di spie venissero a conoscenza del piano della rivolta, ma il fatidico 23 luglio 1803 solo qualche centinaio di uomini si presentò all’appello: mancavano le armi, le munizioni, i cannoni, molti ritornarono alle loro case, ma non Emmet vestito da gentleman rivoluzionario, con una giubba verde guarnita di bianco e tricorno piumato, che si mise alla testa di un manipolo d’uomini per dare l’assalto al Castello. Costretti a ripiegare e a disperdesi, gruppi di ribelli vagarono in modo casuale per la città, con Emmet che perse del tutto il controllo della rivolta; per caso in Thomas Street venne fermata e presa d’assalto una carrozza con a bordo il viceré Lord Arthur Wolfe Kilwarden, prontamente infilzato dalle picche. I disordini proseguirono per tutta la notte finchè furono sedati dai militari.

1803-rebellion
Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.

Sul personaggio è subito fiorita una letteratura romantica, vuoi per la giovane età, per il bel discorso pronunciato davanti alla giuria, vuoi per la storia d’amore con Sarah Curran alla quale Robert mandò una lettera dalla prigionia.
We fight that all of us may have our country and that done each of us shall have his religion. We war not against property—We war against no religious sect—We war not against past opinions or prejudices—We war against English dominion.”

IL PROTOTIPO DEL GENTLEMAN IRLANDESE

emmet-uniformEmmet was also portrayed in the nineteenth century as the ideal of Irish masculinity, the Irish Washington with his tight-fitting trousers, fine uniform and dashing air. He is shown as a prototype of what Irish masculinity should be. His rounded leg is determinedly thrust into the foreground: his beautiful, almost sexualised body is displayed in highly elaborate uniforms. Irish masculinity was emasculated through the nineteenth century, in the political and military spheres. Irish people were literally broken-backed, pock-marked, limping: the Irish body had become perforated, shrunken, tubercular, rheumatic—paralytic, in Joyce’s famous phrase. The whole corpus of nineteenth-century Irish literature hardly contains a single strong masculine figure. Portraying Emmet in this way made him an icon for Irish masculinity. That representation was also worked into the nineteenth-century representation of his triangular relationship with Sarah Curran and Anne Devlin, which addressed the issue of appropriate role models for Irish women. Sarah Curran functioned as the model for the Protestant gentry woman: she should be etherealised, disembodied, sublimated and desexualised. Curran was permitted the flourishes of the romantic exile in Sicily and the high romantic sense of unrequited love brutally interrupted by an external force. Anne Devlin appeared as the Catholic peasant woman who is faithful, ministering to bodily needs, a servant who is endlessly loyal. She functions as the ideal of Irish maternal femininity in the nineteenth century—long-suffering, long silent, but always standing by your man. This powerful triangulation around Emmet, Curran and Devlin provided a gender- and class-based model of Irish masculinity and femininity which has very little to do with the historical figures themselves. (tratto da qui)

LA MELODIA: ASCOLTA Rex McGee

Nell maledice gli Inglesi che hanno ucciso il suo “drake” con una sequela di improperi molto coloriti,  infine conforta i ribelli esortandoli a non desistere nella lotta.

ASCOLTA una gracchiante versione di Dominic Behan

ASCOLTA Tomasina Mc Ginnity


I
My name it is Nell(1), quite candid I tell,
And I live near C’oethill(2) I will never deny;
I had a large drake, the truth for to speak,
That my grandmother left me and she going to die.
II
He was wholesome and sound, he’d weigh twenty pound,
And the universe round I’d rove for his sake.
Bad wind to the robber, be him drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful Drake.
III
His neck it was green, most rare to be seen,
He was fit for a Queen of the highest degree;
His body was white, it would you delight,
He was plump, fat, and heavy and brisk as a bee.
IV
My dear little fellow, his legs they were yellow,
He’d fly like a swallow or swim like a hake;
Till some wicked savage to grease his white cabbage,
Has murdered Nell Flaherty’s Beautiful Drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
That a ghost may him haunt in the dead of the night,
May his hen never lay, may his ass never bray,
May his goat(4) fly away like an old paper kite.
VI
May his duck never quack, may his goose turn black,
And pull down his turf with his long yellow beak,
May the scurvy and itch never part from the breech,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
VII
May his cock never crow—may his bellows ne’er blow,
And for bed, pot and poe may he never have none;
May his cradle not rock, may his box have no lock,
May his wife have no smock to shade her back-bone
VIII
That the flies and the fleas the wretch ever tease,
May the piercing north-breeze make him tremble and shake;
May a four-year old bug build a nest in his lug,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
IX
May his pipe never smoke, may his tea-pot be broke,
And add to the joke, may his tea-kettle ne’er boil,
May he pooley(8) the bed til the hour he is dead,
May he always be fed on lobsconse and fish oil.
X
May he swell with the gout, may his grinders fall out,
May he roar, bawl and shout with the horrid tooth-ache,
May his temples wear horns, and all his toes corns,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail;
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
May his dog yelp and growl with both hunger and cold,
May his wife always scold till his brains go astray,
May the curse of each hag that e’er carried a bag,
May light on the vag till his head turns grey.
XIV
May monkies still bite him, mad dogs affright him,
And everyone slight him, asleep or awake,
May the wasps still gnaw him and jack-daws claw him,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XV
The only good news I have diffuse,
That Peter Hughes and Feter McCabe,
And big nose Bob Hanson, and buck tooth Norhamoen
Each man has a grandson of my beautiful Drake.
XVI
My bird he has dozens of both nephews and cousins,
And due I must get or my heart it will break;
To set my mind easy, or else I’ll run crazy –
This ends the whole story of Nell Flaherty’s Drake.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Nell(1) e dico la verità
vengo da Cootehill(2)e mai potrò negarlo;
avevo un bel papero,
dico il vero che
me lo aveva lasciato mia nonna
prima di morire,
II
Era sano e vigoroso, sarebbe pesato venti libbre
e tutto l’universo avrei girato per il suo bene.
Mala sorte al ladro, sia ubriaco o sobrio,
che ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty.
III
Il suo collo era verde, molto bello a vedersi,
era pronto per una Regina del più alto grado,
il suo corpo era bianco e ti avrebbe deliziato,
era paffuto, grassoccio e robusto
e vispo come un’ape (3)
IV
Mio piccolo caro compagno, dalle zampe gialle,
poteva volare come una rondine o nuotare come un nasello,
finchè uno sporco barbaro per mettere un po’ di grasso sul suo cavolo bianco, ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty
V
Che il suo maiale mai più grugnisca e il suo gatto mai più vada a caccia,
che un fantasma lo perseguiti nel cuore della notte,
che le sue galline mai depongano (le uova) e il suo cavallo mai nitrisca
che la sua capra (4) voli via come un vecchio aquilone di carta,
VI
che la sua anatra mai dica quack e la sua oca diventi nera
e rovini l’erba con il suo lungo becco giallo
che lo scorbuto e il prurito mai lascino il culo
del mostro che ha assassinato il papero di Nell Flaherty.
VII
Che il suo gallo mai canti e il mantice (5) mai soffi
e per andare a letto non abbia mai vaso o tazza(6).
Che la sua culla mai dondoli e il suo recinto mai abbia serratura,
che sua moglie non abbia mai un grembiule da annodare alla schiena
VIII
che le mosche e le pulci possano punzecchiare il miserabile
e che la brezza pungente del nord lo faccia tremare e scuotere,
possa un insetto di 4 anni costruire un nido nell’orecchio (7)
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
IX
Che la sua pipa non tiri e la sua teiera si rompa
e per di più che il suo bollitore mai vada in ebollizione,
possa egli bagnare (8) il letto fino al giorno della sua morte
e che possa sempre mangiare
sbobba e olio di pesce.
X
che si gonfi per la gotta, che gli caschino i molari,
che sbraiti, urli e gridi per un orribile mal di denti,
che gli spuntino le corna e tutte le dita dei piedi si riempiano di calli
al mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XI
Possa la sua vanga mai scavare, la sua scrofa mai figliare,
che tutti i capelli della sua parrucca siano colti dalla peste (9),
che il suo tacchino non covi e i ratti gli mangino il pasto;
XII
che ogni vecchia fata da Cork a Dunleary
lo getti, compiaciuto e borioso nel fiume e nel lago, che l’anguilla e la trota cenino sul muso
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XIII
Che il suo cane guaisca e ringhi per la fame e il freddo
e la moglie lo rimproveri fino a fargli spappolare il cervello,
possa maledirlo ogni strega che mai porti una borsa,
possa andare vagabondo fino alla vecchiaia,
XIV
che le scimmie lo mordano e i cani pazzi lo spaventino
e tutti gli facciano un dispetto, da sveglio e mentre dorme,
possano le vespe pungerlo e le gazze ghermirlo,
il mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty
XV
Ora l’unica buona notizia che ho da diffondere è che il vecchio Paddy Hughs e Feter McCabe
e Bob Hanson il nasone e Norhamoen “dente di coniglio”
hanno tutti un nipote del mio caro bellissimo papero.
XVI
Il mio uccello ha avuto dozzine di nipoti e cugini(10)
e vendetta devo avere o il mio cuore si spezzerà
per tranquillizzarmi altrimenti diventerò pazza,
così finisce l’intera canzone del papero di Nell Flaherty

NOTE
1) Sarah Curran
2) C’oethill o C’osthill, c’è una Cootehill nella contea di Cavan, ma Sarah Curran era sicuramente dublinese
3) descrivendo l’anatra si identifica la bandiera tricolore dell’irlanda.
4) per quanto l’immagine di una capra che vola via leggera come un aquilone sia un po’ alla Limerick probabilmente si trattava in origine di un coat
5) il soffietto in inglese è sempre al plurale
6) The pot (pisspot) è il vaso da notte dove fare la pipì, in mancanza di servizi igienici
7) la versione alternativa dice: May a lump of a stick raise the bumps fast and thick (in italiano: che un bastone nodoso riempiano di bozzi uno di seguito all’altro )
8) immagino si riferisca all’incontinenza della vescica
9) letteralmente ogni capello della sua parrucca sia battuto dal correggiato (un tipo di flagello)
10) i ribelli che continuano a sostenere la causa

ASCOLTA Tommy Makem (la numerazione delle strofe segue la precedente, più estesa, versione, ci sono solo delle lievi variazioni solo pochi versi sono cambiati)

I
Oh my name it is Nell(1), and the truth for to tell,
I come from Cootehill(2) which I’ll never deny;
I had a fine drake, and I’d die for his sake,
That my grandmother left me, and she going to die.
IV
The dear little fellow, his legs they were yellow;
He could fly like a swallow or swim like a hake
‘Til some dirty savage, to grease his white cabbage,
Most wantonly murdered my beautiful drake.
III
Now, his neck it was green(3) oh, most fit to be seen,
He was fit for a queen of the highest degree.
His body was white, and it would you delight;
He was plump, fat, and heavy, and brisk as a bee.
II
He was wholesome and sound, he would weight twenty pound,
And the universe ‘round I would roam for his sake.
Bad luck to the robber, be he drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail(4);
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
May a ghost ever haunt him at dead of the night;
May his hens never lay, may his horse never neigh,
May his goat(5) fly away like an old paper kite.
VIII
That the flies and the fleas may the wretch ever tease,
May the piercing March breeze make him shiver an shake;
May a lump of a stick raise the bumps fast and thick(10)
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
Now the only good news that I have to infuse
Is that old Paddy Hughs and young Anthony Blake,
Also Johnny Dwyer and Corney Maguire,
They each have a grandson of my darling drake.
XIV
My treasure had dozens of nephews and cousins,
And one(17) I must get or my heart it will break;
To set my mind easy or else I’ll run crazy –
So ends the whole song of Nell Flaherty’s drake

FONTI
http://www.robertemmet.org/
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2648&biografia=Robert+Emmet http://www.historyireland.com/18th-19th-century-history/robert-emmet-between-history-and-memory/ http://folksongcollector.com/nellsdrake.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15144 https://thesession.org/tunes/9767 http://www.theblogmocracy.com/2010/03/17/nell-flahertys-drake/

BRENNAN ON THE MOOR

William Brennan, il protagonista della ballata, era un eroico fuorilegge irlandese, novello Robin Hood: egli visse tra la fine del Settecento (1770 circa) e il primo decennio dell’Ottocento e di certo fu un popolare bandito anche se le sue notizie biografiche sono avvolte nella leggenda. Forse nato a Kilworth, nella contea di Cork egli si diede alla macchia dopo aver visto cacciare la sua famiglia dalle terre che lavorava. In altre versioni si trattava di un soldato disertore, di certo il suo terreno di caccia era la contea di Cork. Neanche in merito alla sua morte ci sono fonti sicure, anche se possiamo essere relativamente certi che fu giustiziato mediante impiccagione. Sulla cattura ed esecuzione continua qui

Attack-By-Highway-Men

Come sempre quando l'argomento è stato trattato da Jürgen Kloss c'è ben poco da aggiungere e perciò rimando alla sua ricerca (in Just Another Tune qui) 
Ecco la conclusione a cui perviene Kloss circa l'esistenza del personaggio: The "Brennan On The Moor" of the ballad looks like a composite character based on more than one real person who then served as a focal point for floating motives and stories known from other "heroic outlaws". The "real" William Brennan - whoever that was - is indeed very elusive.  The only thing we know for sure is that outlaws by the name of Brennan were busy in Southern Ireland at that time: one was executed in 1809 and another one in 1812. (Jürgen Kloss)

LA BALLATA OTTOCENTESCA

Tutte le versioni moderne della ballata risalgono ad un testo variamente pubblicato nei broadsides d’Inghilterra e Irlanda durante la seconda metà dell’Ottocento e quindi una trentina d’anni dopo la morte del fuorilegge. L’autore anonimo secondo la comparazione effettuata da Jürgen Kloss ha fatto una specie di frullato di frasi e attribuzioni di molte altre ballate sui banditi eroici, mescolandovi per buona misura anche alcuni riferimenti ai settecenteschi ribelli irlandesi (ad es The Croppy Boy). Alcune analogie sono riscontrabili anche con la ballata scozzese “Bold Brannan On The Moor” (1820-1840) che è però più il lament di un criminale in attesa di essere mandato a morte. Così Kloss ipotizza che la ballata potrebbe aver avuto origine in Scozia.

GUIDA ALL’ASCOLTO

La ballata è stata associata con melodie diverse forse quella originaria o più antica è quella riportata da PW Joyce nel suo Old Irish Folk Music ( pp. 186-7 ) sempre stralciando dall’articolo di Jürgen Kloss “This is typical for a song dissipated by broadsides. For example Baring-Gould wrote down three more or less different tunes on one manuscript page (SBG/1/2/822). The version collected by Vaughn Williams had a “tune more usually associated with ‘The Tailor In The Tea Chest'” (Palmer, No. 15, p. 25, 187) while Gardiner’s (GG/1/14/890, at The Full English) was “variant of ‘The Wearing Of The Green’“.  But it seems that most common in England was a tune that “belongs to the ‘Villikins and his Dinah’ type of melody, so beloved by the village singer” (Sharp 1904, p. 70).  Kloss cita infine il riferimento di Grattan Flood (nel suo History Of Irish Music, 1906, Chapter XXIII) a una melodia per cornamuse popolare nel 1770 dal nome ‘Brennan on the Moor’ che per l’appunto era suonata nel cantare la storia del noto “rapparee” di cui però non si riesce a trovare riscontro documentato. La versione che è diventata “standard” è quella dai Clancy Brothers che la diffusero mediante registrazioni ed esibizioni live a partire dal 1961; a loro volta ispirarono Bob Dylan nello scrivere la sua “Rambling, Gamblien Willie” (1962) in cui il protagonista diventa un giocatore dì’azzardo
ASCOLTA Clancy Brothers &Tommy MakemPat learned this song from his father’s mother, a tall woman who wore a big, black cloak and hood and was known throughout the neighborhood for her fine singing. Brennan, the bold highwayman, was executed in Clonmel, which is twelve miles from where the Clancys lived […] Paddy has shortened and adapted the song from the way he learned it, but the heart of this tale of a ‘brave and undaunted’ highwayman who was ”betrayed by a false-hearted woman’ remains intact” (TLP 1042).


ASCOLTA 97th Regimental String Band in “97th Regimental String Band, Vol. 3″, 2007
ASCOLTA Declan Nerney in The One & Only 2013 con tanto di video-animazione (un godibilissimo corto sullo stile delle comiche del muto)

ASCOLTA The Marshmen (Mark Cunningham Southend-on-Sea) 2001 in versione rock


I
‘Tis of a brave young highwayman(1)
This story I will tell
His name was Willie Brennan
And in Ireland he did dwell
It was on the Kilwood Mountain
He commenced his wild career
And many a wealthy nobleman
Before him shook with fear
CHORUS
It was Brennan on the moor,
Brennan on the moor
Bold, brave and undaunted
Was young Brennan on the moor
II
One day upon the highway
As young Willie he went down
He met the mayor of Cashiell(2)
A mile outside of town
The mayor he knew his features
And he said, “Young man, said he
Your name is Willie Brennan
You must come along with me”
III
Now Brennan’s wife had gone to town
Provisions for to buy
And when she saw her Willie
She commenced to weep and cry
Said, Hand to me that tenpenny
As soon as Willie spoke
She handed him a blunderbuss
From underneath her cloak
IV
Now with this loaded blunderbuss
The truth I will unfold
He made the mayor to tremble
And he robbed him of his gold
One hundred pounds was offered
For his apprehension there
So he, with horse and saddle
To the mountains did repair
V
Now Brennan is an outlaw
All on some mountain hight.
With infantry and cavalry
To take him they did try,
But he laughed at them and he scorned at them
Until it was said
By a false-hearted woman(3)
He was cruelly betrayed.
VI
They hung Brennan at the crossroads;
In chains he swung and dried.
But still they say that in the night
Some do see him ride.
They see him with his blunderbuss
In the midnight chill;
Along, along the King’s highway
Rides Willy Brennan still.
TRADUZIONE ITALIANO DI MARCO ZAMPETTI
I)
La storia di un giovane bandito coraggioso,
vi voglio raccontare,
il suo nome era William Brennan
e viveva in Irlanda,
sui monti di Kilwood
comincio’ la sua carriera
e piu’ di un ricco nobiluomo
fece tremare di terrore.
CORO
E’ stato Brennan della brughiera,
si Brennan della brughiera
spavaldo, coraggioso e temerario,
e’ il giovane Brennan della brughiera
II)
Un giorno che il giovane Willie
se ne andava per la strada
incontro’ il sindaco di Cashiell,
un miglio fuori dalla citta’,
il sindaco conosceva il suo uomo
e disse: “giovanotto
il tuo nome e’ Willie Brennan
e devi venire con me”
III)
Ora, la moglie di Brennan era andata in citta
per fare provviste
e quando vide il suo Willie
iniziò a piangere e lamentarsi
lui le disse: “passami il coltello”
e, appena ebbe parlato,
lei le passo una pistola
che aveva sotto il mantello.
IV)
Ah, con la sua pistola carica,
diro’ la verita’,
fece tremare il sindaco
e lo derubo’ del suo oro.
Furono offerte cento sterline
di taglia sulla sua testa
e cosi’ prese armi e bagagli
e si rifugio sulle montagne.
V)
Brennan divenne un latitante
sulle alte montagne
con fanti e cavalieri
provarono a catturarlo
ma lui li beffo’ e derise
finche’, come raccontano,
da una donna falsa e crudele
fu tradito.
VI)
Impiccarono Brennan al crocevia,
e cosi’ appeso mori’ in catene,
Ma, ancora oggi, alcuni
raccontano di averlo visto
la notte armato di pistola,
nell’inverno gelato,
lungo la strada del re,
Williy Brennan imperversa ancora

NOTE
1) Highwaymen irlandesi ma dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! continua
2) Caledonian Mercury 18Marzo 1809: “Thursday, Lord Cahir, with an armed force, apprehended the notorious Brennan, near Templemore, in the county of Tipperary, together with one of his comrads, a pedlar, who always accompanied him; the pedlar fired several shots, none of which took effect – Brennan made no resistance“.
3) nei broadsides ottocenteschi il traditore è un uomo; la versione al femminile è quella preferita dalle versioni nord-americane della ballata

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/brennanonthemoor.html http://tunearch.org/wiki/Brennan_on_the_Moor http://www.bobdylanroots.com/brennan.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38446&lang=it http://thewildpeak.wordpress.com/2011/12/31/128/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/brennan.htm

AVONDALE: IRISH REBEL SONGS ABOUT CHARLES PARNELL

CHARLES STEWART PARNELL

Charles-Stewart-ParnellCharles Stewart Parnell (1846-1891) fu membro della nobiltà protestante anglo-irlandese e uomo politico carismatico che lottò per realizzare la Riforma Agraria in favore dei contadini poveri (riduzione degli affitti, miglioramento delle condizioni di lavoro).
Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Home Rule Party [in italiano “il partito per l’autonomia“] che si era posto come primo obiettivo  il conseguimento dell’autonomia dell’Irlanda, anche se non era chiaro tra tutti i suoi sostenitori, se si auspicasse un completo distacco dell’Irlanda dal Regno Unito, o solo una  limitata autonomia. Lo stesso Parnell arrivò a dire: “Nessuno di noi, sia in America che in Irlanda, non sarà mai soddisfatto fino a che non avremo distrutto l’ultimo anello che ci tiene legati all’Inghilterra.

Uomo affascinante, grande oratore, presidente della Lega Agraria (Land League) divenne così popolare da essere considerato l’“Uncrowned King of Ireland” [in italiano: re d’Irlanda senza corona] e l’avversario per eccellenza dei conservatori britannici (ma anche delle sue stesse frange più indipendentiste) che fecero di tutto per screditarlo: ci provarono una prima volta nel 1887 tentando di coinvolgerlo nell’omicidio di Lord Cavendish (appena nominato Primo Segretario per l’Irlanda) e ci riuscirono nel 1889 con lo scoppio dello scandalo della sua relazione con una donna sposata, Katharine O’Shea.

LE BATTAGLIE SUI CAMPI E IN PARLAMENTO

Entrato nel Parlamento britannico inaugurò il filibustering, ovvero l’ostruzionismo a oltranza per dilatare, fino al limite della resistenza umana, l’intervento di un parlamentare (il regolamento non permetteva l’interruzione del discorso di un oratore dopo che gli si era data facoltà di parola)!

Parnell visse in un periodo di profonda crisi e di ottundimento delle coscienze: La situazione in Irlanda era di nuovo critica, molto simile a quella che aveva caratterizzato il periodo della Grande Carestia. I raccolti furono ancora una volta scarsi e molti fittavoli, non potendo pagare, vennero sfrattati dalle loro terre. I membri della Lega Agraria allora organizzarono una serie di ribellioni in diverse zone del Paese, con l’obiettivo di ridurre gli affitti per gli agricoltori e di migliorare le loro condizioni di lavoro. Le agitazioni si moltiplicarono con violenze da entrambe le parti. Dietro suggerimento di Parnell i landligisti ricorsero all’arma del boicottaggio (boycotting) contro fittavoli e proprietari terrieri che non facevano parte della Lega. Il termine deriva da Charles Boycott, un sovrintendente terriero che amministrava le terre di un Lord inglese e che divenne noto per la sua malvagità. Boycott fu una delle prime vittime dei boicottaggi da parte degli agricoltori che si rifiutarono di lavorare le terre da lui amministrate. Per la prima volta i fittavoli ottenevano una vittoria sui loro proprietari terrieri in quella che venne definita La Guerra della Terra e che si protrasse dal 1879 al 1882. Nel 1880 salì al potere William Gladstone che di fronte al malcontento dei fittavoli rurali irlandesi, che non accennava a placarsi, nel 1881 emanò delle leggi, che miglioravano le loro condizioni di vita, riducevano gli affitti e consentivano loro di possedere delle terre. Tuttavia la resistenza non cessò, in quanto gli Irlandesi volevano ottenere dalla madrepatria quello che era stato concesso alle altre colonie d’oltremare, ossia l’autonomia. Nel 1885, il partito degli Home Rule ottenne tutti i seggi alle elezioni irlandesi (esclusi quelli l’Ulster, ancora baluardo dei lealisti), acquisendo un ruolo decisivo. Parnell divenne allora l’obiettivo dei conservatori britannici che pur di eliminarlo dalla scena politica lo screditarono di fronte all’opinione pubblica, rivelando senza scrupolo una relazione clandestina che intratteneva con la moglie di un suo compagno di partito. (tratto da qui)

Quando nel 1913 la Camera dei Comuni approvò la Home Rule, che concedeva un’indipendenza seppur ridotta all’Irlanda, tutta Dublino esultò alla notizia cantando “A nation once again“. Come diceva Davis “Una buona canzone vale più di mille arringhevedi

continua seconda parte