SKIBBEREEN

Nel 1846 il raccolto delle patate (dieta base degli irlandesi) andò tutto distrutto a causa di un fungo, la peronospera; sopravvenne “la grande carestia” che durò per vari anni e dimezzò quasi la popolazione; chi non moriva di fame era fortunato se riusciva a partire per l’Inghilterra o la Scozia, ma più massiccia fu la migrazione in America (l’emigrazione non iniziò propriamente durante la grande carestia, ma già dal 1815). continua

L’area più colpita fu la contea di Cork, la più vasta d’Irlanda, nella punta Sud dell’isola, nota anche con il nome di Rebel Country per essere stata, già in epoca medievale, una delle contee più turbolente nei conflitti sociali e politici. Skibbereen è stata considerata l’epicentro della carestia, la prima area ad essere colpita dal morbo e la canzone (detta anche “Dear Old Skibbereen” o “Remember Skibbereen“) è la sintesi del calvario, patito dalla gente più povera durante la “grande carestia” del 1845-1847, raccontata al figlio, dal padre emigrato in America.
La prima pubblicazione della canzone si ritrova nel The Irish Singer’s Own Book (Noonan, Boston, 1880) e la paternità è stata attribuita a Patrick Carpenter nativo di Skibbereen.

REPORTERS A SKIBBEREEN

mother-children-The-Great-Famine-SkibbereenLa situazione della carestia a Skibbereen divenne emblematica e sinonimo di umana sofferenza. Così scrive il Liverpool Journal nel Marzo del 1847

The scenes we have witnessed at Skibbereen, equal any thing that has been recorded by history, or could be conceived by the imagination. Famine, typhusfever, dysentery, and a disease hitherto unknown, are sweeping away the whole population. The poor are not the only sufferers: fever is spreading to every class, and even the rich are becoming involved in the same destruction”

All’inizio del 1847, due laureandi di Oxford, Lord Dufferin e GF Boyle, hanno visitato Skibbereen. Scioccati da ciò che hanno visto, lo hanno pubblicato nel “Narrative of a Journey from Oxford to Skibbereen during the year of the Irish Famine” per raccogliere fondi per la carestia. Hanno descritto come, in alcune case, “i cadaveri giacevano in putrefazione in mezzo ai restanti membri malati della famiglia, perchè non erano abbastanza forte per rimuoverli, fino a quando i ratti e la decomposizione li rendevano irriconoscibili.” continua

GUIDA ALL’ASCOLTO

Ci sono un certo numero di differenti versioni di questo canto tradizionale, tuttavia sostanzialmente simili.
In poche strofe e con una sintesi ammirevole l’uomo spiega al figlio, più cresciuto e quindi più curioso di conoscere le sue origini, il motivo per cui sono emigrati in America: all’inizio è stata la carestia dovuta alla malattia delle patate, che si è portata via tutto, anche la vita della moglie e come conseguenza, l’impossibilità di pagare l’affitto e la perdita della casa; infine l’essere ricercato per aver partecipato alla ribellione del ’48 (la ribellione della Giovane Irlanda vedi), subito repressa.
La canzone si conclude con i propositi, maturati nel cuore del ragazzo, di vendicare la sofferenza del padre e l’ingiustizia subita!

ASCOLTA Sinéad O’Connor e The Chieftains in Long Journey Home (1998 Mini-serie per la Televisione) dalla I alla IV strofa con accompagnamento d’arpa, nell’ultima strofa è lasciata alla sola voce sostenere il doloroso ricordo della partenza sulla nave che salpa per l’America. La versione tralascia la V e la VI strofa che rispettivamente ricordano la ribellione del 48 e la promessa di una nuova rivolta.
Semplicemente sublime l’andamento degli archi di una classicità fuori dal tempo, quasi epico.

ASCOLTA Dubliners

I
O, father dear I often hear you speak of Erin’s Isle
Her lofty scenes, her valleys green, her mountains rude and wild
They say it is a pretty place wherein a prince might dwell
So why did you abandon it, the reason to me tell
II
Oh son, I loved my native land with energy and pride
Till a blight came over all my crops, my sheep and cattle died
The rents and taxes were so high and I could not them redeem
And that’s the cruel reason why I left old Skibbereen
III
‘Tis well I do remember that bleak December day
the landlord and the sheriff came to drive us all away
They set my roof on fire with their demon yellow spleen (2)
And that’s another reason why I left old Skibbereen
IV
Your mother, too, God rest her soul, fall on the snowy ground
She fainted in her anguishing seeing the desolation round
She never rose, but passed away from life to immortal dreams
she find a quiet grave, me boy, in dear old Skibbereen
V
Then sadly I recall the days of gloomy forty-eight(3).
I rose in vengeance with the boys to battle again’ fate.
We were hunted through the mountains as traitors to the queen (4),
And that, my boy, is the reason why I left old Skibbereen.
VI
Oh you were only two years old and feeble was your frame
I could not leave you with my friends for you bore your father’s name
So I wrapped you in my cóta mór(5) at the dead of night unseen
And I heaved a sigh and I said goodbye(6) to dear old Skibbereen
VII
Well father dear, the day will come when on vengeance we will call
And Irishmen both stout and tall will rally unto the call
I’ll be the man to lead the van beneath the flag of green(7)
And loud and high we’ll raise the cry, “Revenge for Skibbereen!”

NOTE
1) l’Irlanda. “L’Irlanda viene chiamata Erin in gaelico: questa parola significa “terra di Ériu”, l’antica dea-terra della verde isola. […] Maga senza pari, viveva sopra una collina al centro dell’isola. Man mano che invecchiava la collina diventava più grande. Era in grado di scagliare delle zolle estratte dalla montagna contro i soldati nemici: le zolle si trasformavano in guerrieri ed Ériu, inevitabilmente, vinceva.” Silvia Calamati in “Figlie di Erin. Voci di donne dell’Irlanda del Nord”
2) “Spleen” significa “milza”, quindi “bile”; in senso esteso diventa sinonimo di “malinconia”, “disgusto”. Termine utilizzato nelle espressioni per indicare un uomo di buon cuore, compassionevole, in questo contesto è una “bile gialla” e quindi sta a indicare un uomo senza cuore. I proprietari nei loro sgomberi forzati preferivano danneggiare la proprietà bruciandone il tetto di paglia che lasciarle abitare dai contadini non più in grado di pagare l’affitto della terra
mccormack3) il 1848 fu l’anno dei moti d’insurrezione che divamparono un po’ in tutta Europa (e il 48 è un numero proverbiale quale simbolo di grande scombussolamento, confusione, sovvertimento), fu la “Giovane Irlanda” (Young Ireland ispirata anche nel nome alla Giovane Italia di Mazzini, anche se lo stesso Mazzini non prestò troppa attenzione verso gli Irlandesi convinto che non fossero poi così “diversi” dagli inglesi!!) a capeggiare una rivolta per l’indipendenza.  William Smith O’Brien, Michael Doheny e Thomas Meagher  viaggiarono nella contea di Wexford, Kilkenny e Tipperary, per sobillare il popolo; imbracciavano il nuovo vessillo tricolore che diventerà poi la bandiera dell’Irlanda e volevano indire un raduno a Ballingarry nei pressi delle miniere. La rivolta però fallì in un nulla di fatto .. (e lo scontro tra “rivoltosi” e polizia passò alla storia come “la battaglia nell’orto dei cavoli della vedova MacCormack”)
4) la Regina Vittoria fu soprannominata dagli irlandesi “Famine Queen”:
5) cóta mór è in gaelico irlandese per great coat, data l’epoca si poteva trattare di un cappotto con la pellegrina, (cioè una mantella) tipicamente da viaggio
6) probabilmente salparono da Queenstown (oggi Cobh, sull’isolotto alla foce del fiume Lee proprio davanti a Cork) su una coffin ship come venivano comunemente chiamate queste navi per l’alta mortalità dei passeggeri
7) la bandiera irlandese prima di quella ufficiale tricolore era la croce di Sant’Andrea rossa in campo bianco detta Bandiera di San Patrizio (dal 1783 al 1922), ma quelle utilizzate nelle ribellioni erano per lo più verdi, a memoria della bandiera dell’Irlanda confederata (arpa oro in campo verde) come ad esempio quella del 1779

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Padre caro, ti sento spesso parlare dell’isola di Erin(1)
i suoi dolci paesaggi, le sue verdi vallate, le montagne aspre e selvagge,
dicono sia una terra degna di un principe,
allora perchè l’hai lasciata, dimmi il motivo?
II
Figlio mio, amavo la mia patria con tenacia e orgoglio
finchè un morbo distrusse tutto il raccolto e le pecore e il bestiame morirono
gli affitti e le tasse erano troppo alti e non potevo pagarli
e questa è la ragione crudele del perchè lasciai la vecchia Skibbereen
III
Ricordo bene che era un tetro giorno di Dicembre
quando il padrone e lo sceriffo vennero a mandarci tutti via
diedero fuoco al tetto con i loro demoni senza cuore(2)
e questo è l’altro motivo del perchè lasciai la vecchia Skibbereen
IV
Inoltre tua madre, Dio l’abbia in pace, giacque sul terreno innevato
lei cadde nell’angoscia vedendo tutta la desolazione intorno
e non si alzò più ma passò dalla vita al sonno degli immortali
e trovò sepoltura mesta nella cara vecchia Skibbereen
V
Poi con tristezza ricordo i giorni del glorioso ’48(3)
mi sollevai per vendetta con i ragazzi per combattere contro il destino
fummo cacciati per i monti come traditori della regina(4)
e questo è il motivo, ragazzo, perchè lasciai la vecchia Skibereen.
VI
Avevi solo due anni ed eri di debole costituzione
non potevo lasciarti con gli amici perché avresti dimenticato il nome di tuo padre
così ti avvolsi nella mantella(5) e alla fine della sera non visto
piansi e dissi addio(6) alla cara vecchia Skiberren
VII
Allora caro padre, verrà il giorno in cui chiederemo vendetta
e tutti gli Irlandesi accorreranno alla chiamata
sarò l’uomo che comanderà l’avanguardia sotto alla bandiera verde(7)
e alto e forte alzeremo il grido “Vendetta per Skibbereen”

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/praties.htm
http://www.wolfetonesofficialsite.com/famine.htm
http://www.movinghere.org.uk/galleries/
histories/irish/origins/skibbereen_1.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30772#396909

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