SILFIDI, FARFALLE DEL VENTO

«Noi siamo della sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra stessa vita non è altro che un sogno».
"La tempesta" William Shakespeare

Spirito alato della mitologia germanica e celtica, talvolta considerato un angelo, la Silfide vive nei boschi e danza nel vento. Viene raffigurata come una fanciulla longilinea dalla pelle diafana e i lunghi capelli biondi (a volte color miele a volte d’argento) una bellezza delicata e in boccio che emana il fascino della grazia. Al maschile è detto silfo e il nome più conosciuto è quello di Ariel immortalato da Shakespeare nella sua commedia “La tempesta”.

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Henry Fuseli, Ariel c. 1800-10

E’ la ninfa dell’Aria, il suo potere è quello del vento e il suo carattere è lo stesso, mutevole e capriccioso: carezzevole e scherzoso come un refolo giocherellone o sferzante e minaccioso come una burrasca.
Così Ariel dorme nella corolla di una primula, cavalca un pipistrello e contempla seduto su una nuvola gli svaghi umani.
Il canto di Ariel è melodioso e fatato, seducente al punto di indurre alla follia.
Le silfidi comandano i venti e la pioggia e danno forma alle nuvole, il fulmine è la loro arma e il loro potere è più forte durante l’alba o il crepuscolo.

L’alchimista Paracelso descrive le silfidi (sylphis) nel suo libro “De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus” catalogandole tra gli spiriti elementari (elementali) : “Dunque gli Elementari (così vengono chiamati questi esseri) non possono essere definiti né buoni né cattivi, perché non avrebbero coscienza della differenza tra il bene o il male. Tuttavia alcuni Elementari sortirebbero effetti positivi sull’uomo, altri negativi, ma sembrerebbe sia praticamente impossibile evitare il contatto con queste entità che pullulano nell’atmosfera, pronte a rispondere al richiamo dei moti psichici riflessi nell’aura umana. ”

John Anster Fitzgerald, Ariel (1858)

John Anster Fitzgerald raffigura un silfo alato, efebico e femmineo mentre si dondola sul ramo di un biancospino in fiore attorniato da uccelli multicolori: le silfidi sono le creature della Primavera, e i loro canti e le loro danze risvegliano la Natura. Il loro linguaggio è simile a quello degli uccelli per questo comunicano con la musica e il loro strumento preferito è il flauto.

Gli antichi assegnarono alle sifilidi il compito di modellare i fiocchi di neve e di radunare le nuvole.. Il vento era il loro mezzo specifico e gli antichi si riferiscono a loro come “gli spiriti dell’aria”. Sono uno scalino sopra tutti gli altri elementali, essendo il loro elemento nativo il più vibratoriamente alto. Vivono centinaia di anni, spesso raggiungono il migliaio di anni e sembrano non invecchiare mai. Il leader delle silfidi è chiamato Paralda, il quale, secondo le leggende risiederebbe nella montagna più alta della Terra. Le silfidi a volte assumo forma umana, per un breve periodo di tempo. La loro dimensione varia, solitamente non sono più grandi dell’essere umano anzi spesso sono molto più piccole. Si dice che le silfidi permettano a certi esseri umani di vivere nelle loro comunità per un periodo di tempo considerevole. Da alcuni, le famose Muse dei Greci vengono considerate silfidi, in quanto questi spiriti si riuniscano attorno alla mente del sognatore, del poeta e dell’artista, e lo ispirino con la loro profonda conoscenza delle bellezze e del funzionamento della Natura. Il loro temperamento è allegro, mutevole, ed eccentrico. Le qualità peculiari comuni negli uomini di genio, sono il risultato della collaborazione tra le silfidi. Il loro lavorare con il corpo eterico e indirettamente con il sistema nervoso, mette in luce ancor di più la loro inconsistenza. Non hanno fissa dimora, girovagano da un posto all’altro – elementali nomadi, invisibili ma sempre attivi e presenti nell’intelligente disegno dell’universo.” Mainly P. Hall The Secret Teachings Of All Ages

daviddelamarefataflautoAIR DU SYLPHE

A parte le produzioni romantiche dei compositori ottocenteschi (si cita l’opera 28 numero 7 di Chopin e la danza delle Silfidi di Berlioz) ecco una chicca proviene dalla Francia del XVIII secolo
Air Du Sylphe – Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads”

LA DANZA SULLE PUNTE

Maria Taglioni, protagonista in La Sylphide

Il balletto classico potrebbe essere nato proprio dall’ispirazione di una silfide, tale è il titolo del primo balletto romantico nato dalla coreografia di Filippo Taglioni  per la figlia Maria che eccelleva nella danza sulle punte (la prima rappresentazione si tenne a Parigi nel marzo 1832).

Per la prima volta tutto un balletto venne danzato sulle punte con la protagonista vestita in un candido tutù disegnato appositamente per lei.

Le leggende celtiche erano di moda (James Macpherson con la saga di Ossian pubblicata nel 1807 come traduzione di antichi canti gaelici delle Highlands, aveva dato origine al Romanticismo)
e la storia si svolge in Scozia, nelle Highland per narrare l’impossibile amore tra un umano e una creatura fatata: James in procinto di sposarsi con Effie si innamora di una bella silfide che lo seduce in sogno. La silfide ruba l’anello nunziale e James la insegue per riprenderlo o per conquistare la silfide, portando con sè una sciarpa magica con la quale spera di poter catturare la creatura dell’Aria, ma la magia della strega è un maleficio e la sciarpa è avvelenata così quando James riesce a metterla sulle spalle della silfide la condanna a morte.
“La Sylphide è l’archetipo del balletto romantico per le sue connotazioni estetiche, per la nuova tecnica di danza assolutamente rivoluzionaria, per l’incarnazione degli ideali di bellezza e purezza che emana e che ne hanno fatto un modello: il ballet blanc.
Dalla Silfide in poi, tutti i balletti del repertorio ottocentesco offrono un “atto bianco”: caratterizzato da particolari creature avvolte da tutù e scarpette bianche come le silfidi, le villi o le ondine, frutto di visioni che appartengono al mondo fiabesco del Romanticismo. Drammaturgicamente parlando questo atto viene interpretato come una fuga dalla realtà da parte dei protagonisti della vicenda per vivere in un mondo incantato e libero da regole. ” (tratto da qui)

Eva Evdokimova nel Balletto “Sylphide”

FONTI
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/alchimia/marra3.htm
http://www.centrostudilaruna.it/il-piccolo-popolo-degli-elementi.html
http://4umi.com/shakespeare/ariel/
http://www.danzadance.com/silfide_balletto/

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