SHE MOVED THROUGH THE FAIR

Il testo originale di “She Moved trough the Fair” risale ad una antica ballata irlandese del Donegal, mentre la melodia potrebbe essere di epoca medievale (per la scala musicale utilizzata che richiama quella araba). La versione standard viene viene dalla penna di Padraic Colum (1881-1972) che la riscrisse nel 1909. Del testo esistono molte versioni (strofe aggiuntive, riscrittura dei versi), anche in gaelico, a testimonianza della grande popolarità del brano, la canzone venne pubblicata nella raccolta di Herbert Hughes “Irish Country Songs” (1909), e nella raccolta di Sam Henry “Songs of the People” (1979).
Nella sua essenza la storia narra di una fanciulla promessa in sposa che appare in sogno al suo innamorato. Ma i versi sono criptici, forse  perchè mancano quelli che ne avrebbero chiarito il significato; è quello che succede alla tradizione orale (chi canta non ricorda i versi o li cambia a suo piacimento) e la ballata si presta ad almeno due possibili interpretazioni.

LA MORTE

Nelle prime strofe la donna, speranzosa, rassicura l’innamorato che la sua famiglia, nonostante lui non sia ricco, ne approverà la proposta di matrimonio, e loro presto si sposeranno; i due si sono incontrati nel giorno di mercato, e lui la guarda mentre si allontana e, in un’immagine crepuscolare, la paragona ad un cigno che si muove sulle placide acque.

La terza strofa è spesso omessa, ed è a prima lettura di non facile interpretazione: “La gente diceva / “Non si sposeranno mai” / ma uno era il dolore / che non fu mai detto”; il dolore inespresso potrebbe essere la malattia della ragazza (che ne causerà la morte) -data l’epoca probabilmente la tisi, ossia la morte per consunzione– per questo la gente era convinta che il matrimonio non si sarebbe celebrato.
E arriviamo all’ultima strofa, quella rarefatta e sognante in cui il fantasma di lei appare di notte (immagine rafforzata dalla aggiunta della parola dead accanto ad amore) : una figura evanescente che si muove piano senza alcun rumore e che lo chiama presto alla morte (anche lui si deve essere ammalato!).

L’ABBANDONO

L’altra interpretazione del testo (condivisa dai più) vede l’uomo abbandonato dalla donna, perchè fuggita con un altro (o più probabilmente la sua famiglia le ha combinato un matrimonio più vantaggioso, non essendo il pretendente amato da lei abbastanza ricco). Ma l’amore che prova per lei è così grande e anche se proseguirà la sua vita sposandosi con un’altra, continuerà a sentirne la mancanza.
I versi relativi al dolore inespresso vengono quindi interpretati come la mancata confidenza alla nuova moglie di essere ancora, e per sempre, innamorato della sua prima fidanzata.
La strofa finale diventa l’epilogo della sua vita, quando vecchio e in punto di morte, vede il suo amore apparirgli accanto, il suo vero amore, che lo consola e lo chiama perchè presto si ricongiungeranno nella morte (un’ipotesi più prosaica è che sogni di loro due da giovani, ancora promessi sposi).

Come si vede entrambi le ricostruzioni sono adattabili ai versi, ammirevoli e affascinanti del canto, proprio per la loro scarna essenzialità (un ermetismo ante litteram?): nessuna autocommiserazione, nessun dolore sbandierato, ma la semplicità di un amore così grande, che pochi ricordi passati insieme possono bastare per riempire una vita.

Un’unica, forte, immagine elegiaca, di lei candido cigno che incede nel crepuscolo, anticipazione del suo passaggio fugace sulla terra. Il brano è un lament dalla tristezza infinita e sono moltissimi i musicisti che lo hanno interpretato, ricreando quell’atmosfera rarefatta delle parole, spesso con il delicato suono dell’arpa.

Moltissimi gli interpreti che propongono versioni diverse del testo, banco di prova per le voci femminili sebbene a cantare sia l’uomo

ASCOLTA Loreena McKennitt  in Elemental (strofe  I, II, III, IV)

Moya Brennan (ossia Máire che si è decisa a inglesizzare il suo nome, visto che tutti lo pronunciavano non tenendo conto dell’accentazione gaelica) con Cormac De Barra all’arpa in Against the wind

Cara Dillon in Hills of Thieves, 2009 (nel video live con Solas)

Una giovane Sinead O’Connor  (che cambia il soggetto in chiave femminile) ha così intensamente espresso la strofa finale, quasi sussurrata: He moved through the fair!
Sinead ha registrato molte versione della canzone che spesso canta anche dal vivo


I
My (young) love said to me,
“My mother(1) won’t mind
And my father won’t slight you
for your lack of kind(2)”
she stepped away from me (3)
and this she did say:
“It will not be long, love,
till our wedding day”
II
She stepped away from me (4)
and she moved through the fair (5)
And fondly I watched her
move here and move there
And then she turned homeward (6)
with one star awake(7)
like the swan (8) in the evening(9)
moves over the lake
III
The people were saying
“No two e’er were wed”
for one has the sorrow
that never was said(10)
And she smiled as she passed me
with her goods and her gear
And that was the last
that I saw of my dear.
IV (11)
Last night she came to me,
my dead(12) love came
so softly she came
that her feet made no din
and she laid her hand on me (13)
and this she did say
“It will not be long, love,
‘til our wedding day”
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
La mia giovane innamorata mi disse:
“A mia madre non importerà,
e mio padre non ti disprezzerà
per la tua mancanza di proprietà”,
e si allontanò da me
ed ecco cosa mi disse,
“Non manca molto, amore
al nostro matrimonio”.
II
Si allontanò da me,
attraversando la Fiera
e con occhi amorevoli la seguii
mentre si spostava in qua e là.
Poi si diresse verso casa,
c’era una sola stella nel cielo della sera
e lei mi parve incedere come un cigno,
sulle acque del lago.
III
La gente diceva
“Non si sposeranno mai”
ma uno era il dolore
che non fu mai detto,
e lei mi sorrise mentre passava
andando con la spesa,
e fu l’ultima immagine
del mio amore che vidi
IV
L’altra notte venne da me,
il mio amore defunto,
venne da me così piano
che i suoi piedi non fecero alcun rumore,  e pose la mano su di me
ed ecco cosa mi disse,
“Non manca molto, amore
al giorno del nostro matrimonio”.

NOTE
* ho provato a rendere un po’ più fluida la precedente traduzione
1) nella poesia di Padraic Colum dice “My brothers won’t mind,
And my parents.. ”  ci sono i fratelli al posto della madre e i genitori al posto del padre
2) kind – kine: termine di difficile definizione, si può intendere come “ricchezza” o “proprietà” nel senso di beni in natura, per il tempo in questione poteva trattarsi di bestiame (kine che si scrive in modo simile) perciò the lack of kind potrebbe essere un termine colloquiale nel linguaggio anglo-irlandese per indicare “la mancanza di sostanza”. Altri interpretano la parola come “parenti” ovvero il protagonista è orfano o dalle origini oscure
3) in altre versioni she laid a hand on me (che è un gesto più intimo e diretto per salutare con un ultimo contatto)
4) oopure She went away from me
5) i giorni di fiera erano il tempo dell’amore quando i giovani avevano occasione di incontrarsi con le fanciulle in età da marito
6) Loreena McKennitt dice “And she went her way homeward
7) la stella della sera che compare prima di tutte le altre è il pianeta Venere
8) Il cigno è uno degli animali maggiormente rappresentati nella cultura celtica, effigiato su diversi oggetti e protagonista di numerosi racconti mitologici. continua
9) in the evening è riferito al momento in cui i due si separano
10) the sorrow that never was said: la donna era malata o è una mancata confidenza? QUesta strofa viene oggi per lo più omessa in quanto il significato non è ben comprensibile nell’immediatezza dell’ascolto.
11) la versione di Loreena McKennitt è leggermente diversa dice:
I dreamed it last night
That my true love came in
So softly she entered
Her feet made no din
She came close beside me
(Sognai l’altra notte,  che il mio vero amore venne entrando così piano che i suoi piedi non fecero rumore. Lei mi venne accanto)
12) alcuni interpreti omettono la parola “morte” propendendo per la versione del sogno, oppure dicono “my dear love” o “my own love” o anche “my young love
13) oppure “She put her arms round me

Con un brano così popolare tra i musicisti irlandesi sono inevitabili le esclusioni però non posso tacere sulla versione dei Chieftains&Van Morrison (ASCOLTA)  e ancora dei Chieftains&Sinead O’Connor (ASCOLTA) dei Fairport Convention nel lontano 1969 (ASCOLTA) e del bretone Alan Stivell (ASCOLTA da “Chemíns De Terre” 1973 ), dopo la versione di Stivell quella che amo tra le voci maschili è quella del controtenore tedesco Andreas Scholl (ASCOLTA)

E’ stata tramandata anche una versione intitolata “The Wedding Song” che sviluppa il tema dell’abbandono, e che è da ritenersi una variante seppure con diverso titolo

continua seconda parte

FONTI
http://thesession.org/tunes/4735
http://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-meaning-and-interpretation-part-1/
http://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-modern-lyrics-and-variations/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/shemovesthroughthefair.html

2 pensieri su “SHE MOVED THROUGH THE FAIR”

    1. Grazie, spero continuerai a seguire il blog,
      di cui pubblico le news su Facebook, suddivise in due argomenti TERRA e MARE
      TERRE CELTICHE https://www.facebook.com/terreceltiche?fref=ts
      CANZONI DEL MARE https://www.facebook.com/sorelladelmare/

      Il blog è una diramazione dal sito WEBhttp://ontanomagico.altervista.org/
      e in particolare degli argomenti trattati in http://ontanomagico.altervista.org/tradizioni.htm
      Ma oramai ha assunto vita propria, pubblico anche su Google+ come Cattia Salto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*