Crea sito

Pescatori&affini

Un tempo tutti i villaggi costieri delle isole britanniche e delle coste d’Europa vivevano della pesca o della raccolta delle alghe, piccoli villaggi costruiti intorno a porti protetti, in cui oramai l’attività della pesca è marginale rispetto al turismo.
I canti dei pescatori sono anche detti iorram, una canzone ai remi che aveva aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma che è diventato un lamento funebre.
Alcuni canti sono  quelli delle donne che restano a casa e rivolgono preghiere, incantesimi o suppliche al mare, o si lamentano per la separazione dal marito/fidanzato imbarcato sulle navi a caccia di balene (gli ingaggi duravano minimo sei mesi) oppure esprimono il desiderio di imbarcarsi con il proprio uomo.

BLOOD RED ROSES
BOATIE ROW
BONNY SHIP THE DIAMOND
COCKLES AND MUSSELS
COLD COAST OF GREENLAND
DULAMAN
COCKLE GATHERER
FAREWELL TO TARWATHIE
FEAR A’ BHÀTA
FISHER BOT BEATS THEM ALL

FISH IN THE SEA
GEAY JEH’N AER (The Sea Invocation)
GO TO SEA NO MORE
GREENLAND WHALE FISHERY
HEY, CA’ THRO’
I’SE THE B’Y
MINGULAY BOAT SONG
MY BOATMAN

PEGGY LETTERMORE
PESCA DELL’ANELLO
PULLING THE SEA-DULSE
ROLLING DOWN TO OLD MAUI
TAY BOAT SONG
UNST BOAT SONG
WINDY OLD WEATHER

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

Bad Behavior has blocked 2217 access attempts in the last 7 days.