PATRICK SPENS

Una ballata dalle antiche origini che riporta un fatto della storia della Scozia, che non trova ancora un chiaro riscontro o perlomeno un riscontro condiviso dagli storici.

La versione più antica si trova in Reliques of Ancient English Poetry di Thomas Percy (1765) e la ballata è riportata con molte sue varianti come Child ballad #58.

Nella sua essenzialità è la cronaca di uno sventurato viaggio in mare che si conclude con un naufragio, ma la caratteristica che rende particolare il racconto è che si tratta di una importante e inderogabile missione per ordine del Re.

Alcuni ricercatori hanno ipotizzano che si trattasse della nave incaricata al trasporto di Margherita figlia di Alessandro III di Scozia data in sposa ad Erik II re di Norvegia; era l’agosto del 1281 e sulla via del ritorno, probabilmente ad autunno inoltrato, la nave affondò al largo delle Isole Ebridi. Oppure che la vicenda si riferisca all’altra Margherita, nota come la “Vergine della Norvegia” figlia dei due, che morì in mare nel settembre del 1290 all’età di 7 anni nei pressi delle isole Orcadi. Ma questa seconda eventualità esclude che il re potesse dare ordini essendo il trono di Scozia vacante.

Altri invece ritengono che il re fosse Giacomo VI, che nell’agosto del 1589 inviò i suoi emissari per il “matrimonio per procura” con Anna di Danimarca. La spedizione che doveva portare la sposa in Scozia fu dispersa in mare a causa di una tempesta e la nave di Anna riuscì a sbarcare sulle coste della Norvegia, altre navi affondarono e una riuscì ad arrivare in Scozia con la triste notizia. A ottobre il re partì personalmente per cercare la moglie e la raggiunse a Oslo il 19 novembre. In questa seconda spedizione era imbarcato anche Sir Patrick Vaus di Barnbarroch che alcuni storici vogliono identificare con il nostro Sir Spens, e quindi lo mettono a bordo della prima più sfortunata spedizione; c’è da sottolineare però che la morte del Lord è riportata a otto anni dopo.

Sull’isola Papa Stronsay (Isole Orcadi) a Knowle Earl c’è una tomba che viene ricordata dagli abitanti del luogo come la tomba di Sir Patrick Spens.

the-shipwreck

La ballata ha numerose varianti e melodie abbinate: quella interpretata da Ewan MacColl ASCOLTA nella versione imparata dal padre è quella più epica!

Un’altra versione collezionate dalla tradizione orale scozzese negli archivi Tobar an Dualchais ASCOLTA

Le due melodie che sono state riprese maggiormente a partire dal folk revival americano degli anni 70 sono sostanzialmente però due: quella dei Fairport Convention e quella di Nic Jones.

ASCOLTA Fairport Convention

La prima release   ufficiale del brano è in Full House   1970 con Dave Swarbrick voce solista (pur essendo uscita una bonus track in Liege & Lief 2002 con la voce di   Sandy Danny, – una versione a mio avviso meno convincente di quella   rilasciata nel secondo Album). Qui in un live del 2012   ascoltabile direttamente dall’album su Spotify.
La melodia è la stessa della ballata Hughie Graeme   (versione di Ewan MacColl)

I
The King sits in Dunfirmline town, drinking of a blood Red wine
“Where can I get a steely skipper
to sail this might boat of mine?”
II
Then up there spoke a bonny boy,
sitting at the King’s right knee
“Sir Patrick Spens is the very best seaman
that ever sailed upon the sea”
III
The King has written a broad letter
and sealed it up with his own right hand
Sending word unto Sir Patrick
to come to him at his command
IV
“An enemy then this must be
who told the lie concerning me
For I was never a very good seaman,
nor ever do intend to be”
V
“Last night I saw the new moon clear
with the old moon in her hair (1)
And that is a sign since we were born
that means there’ll be a deadly storm”
VI
They had not sailed upon the deep a day,
a day but barely free
When loud and boisterous blew the winds
and loud and noisy blew the sea
VII
Then up there came a mermaiden,
a comb and glass all in her hand
“Here’s to you my merry young men
for you’ll not see dry land again”
VIII
“Long may my lady stand
with a lantern in her hand
Before she sees my bonny ship come
sailing homeward to dry land”
IX
Forty miles off Aberdeen,
the waters fifty fathoms deep
There lies good Sir Patrick Spens
with the Scots lords at his feet

Questa versione testuale pur sintetica riprende i tratti più salienti della   ballata: il perentorio ordine del re nel mandare un comandante esperto del   mare in un pericoloso viaggio (o per una missione particolarmente delicata e   della massima importanza); il tentativo di Spens di declinare l'”invito” adducendo il pretesto di non essere l’uomo più adatto per l’impresa; il presagio della luna e l’avvistamento della sirena; l’ultimo pensiero alla moglie che attenderà invano il suo ritorno

TRADUZIONE ITALIANO
I
Sta il Re nella città di Dumferling
bevendo vino, rosso come il sangue:
“Dove lo trovo un capitano d’acciaio
per far salpare questa mia nave?”
II
S’alza a parlare un bel fanciullo
che stava al fianco destro del Re:
” Sir Patrick Spens è di certo il miglior marinaio che conosca il mare   ”
III
Il Re ha scritto una lettera ufficiale
firmandola di sua propria mano
e l’ha mandata a Sir Patrick Spens,
perchè si rimettesse al suo comando.
IV
“Un nemico di certo deve essere,
che ha mentito su di me
perchè io non sono un buon marinaio,
e mai ho preteso di esserlo”
V
“La luna nuova, l’ho vista bene iersera
con quella vecchia tra i capelli;
e questo è da sempre un segno
per indicare una tempesta mortale.”
VI
Non avevano nemmeno navigato sul mare da un giorno, che il vento soffiò forte   e tempestoso,
e il mare si sollevò alto e impetuoso.
VII
Allora venne una sirena
con il pettine e lo specchio tra le mani;
“Ecco a voi, cari giovanotti
non vedrete più la terraferma”.
VIII
“A lungo, la mia sposa starà
con la lanterna in mano
prima di vedere la mia bella nave
veleggiare verso la terraferma”.
IX
Quaranta miglia al largo di Aberdeen
l’acqua è profonda cinquanta metri;
là giace il bravo Sir Patrick Spens,
ed i signori scozzesi ai suoi piedi.

NOTE
1) è opinione dei marinai scozzesi che vedere la sagoma scura della luna nuova con una piccola porzione di falce della luna vecchia sia segno di tempesta. Il verso più ripetuto non è però questo della luna tra i capelli ma:

Late yestreen I saw the new moon,
With the old moon in her arms

che è citato anche da Samuel Taylor Coleridge in “Rime of the Ancient Mariner”

Questa versione testuale è più articolata pur non essendoci riferimenti al periodo dell’anno e al tipo di missione: la missione resta segreta ed è conservata nel testo della lettera recapitata a Sir Patrick mentre si trova sulla spiaggia; nel leggere le prime righe egli si mettere a ridere pensando ad uno scherzo, ma arrivato alla fine della lunga lettera piange per la crudeltà della sorte: il re gli ha affidato una missione ovvero gli ha impartito l’ordine di comandare una nave (qui una piccola flotta di 7 navi) in una stagione inadatta ai viaggi per mare: nella ballata resterà sempre vago il ruolo diplomatico di Spens che più probabilmente è un semplice comandante di vascello e buon marinaio ma non un nobile essendo l’appellativo di Sir un aggiunta gratuita o più tarda (riferita alla nobiltà d’animo e alla sua condotta valorosa).

Pur nella drammaticità della cronaca non mancano ironiche pennellate ai danni della nobiltà scozzese, la prima nella VII strofa, una sorta di “visione” da parte di Spence in cui immagina i Lord preoccupati di bagnarsi le scarpe mentre stanno per annegare, e i loro cappelli piumati galleggiare sull’acqua dopo che la nave è affondata; e nell’ultima strofa in cui l’abisso accoglie i corpi dei nobili.. ai piedi di Spens, in una sorta di giustizia divina.

Magistrale e “cinematografica” come nota Roberto Venturi, la scena delle donne in attesa, che non sanno ancora ciò che è accaduto ai loro sposi: un dolore solo annunciato con la forza evocativa dell’immagine.

Concludo citando le parole di Riccardo Venturi:
“Sir Patrick Spens è da molti anche vista come il contrasto tra il Potere e la Ragione, con il Re che, bevendo il suo prezioso vino, ordina all’esperto marinaio una cosa assurda e pericolosa senza neanche chiedere il suo parere; con i nobili che, in una situazione tanto tragica, altro non pensano che ai loro bei vestiti ed alle scarpe; con i poveri marinai che periscono tragicamente per assolvere al loro dovere. Ma tutto sfuma con un tono dolente, di rassegnazione: così è stato, e così doveva essere.”

MU6
James Archer: The Legend of Sir Patrick Spens, 1870

ASCOLTA Nic Jones in Ballad and Song 1970

La melodia è quella contenuta nei due volumi “Traditional Ballad Airs” pubblicati alla fine del XIX secolo da Dean William Christie, Vol I pag 6 (per scaricare i volumi vedi)

I
The King he sits in Dunfermline town,
A-drinking the blood-red wine;
“O where will I get a fine mariner
To sail seven ships or mine?”
II
And then up spoke a fine young man,
Sat at the King’s right knee: “Sir Patrick Spens is the best mariner
has ever sailed the seas.”
III
So the King has a-written a broad letter,
And signed it with his own hand, And he’s sent it off to Sir Patrick Spens,
a-walking all on the strand.
IV
And the very first line that Patrick he read
a little laugh then gave he,
And the very last line that Patrick read
The salt tears filled his eyes.
V
‘Oh who is he that’s done this deed
And told the King of me?
For never was I a good mariner
and never do intend to be’
VI
“Late yestreen I saw the new moon,
With the old moon in her arms,
And I fear, I fear, a deadly storm
our ship’n she will come to harm.”
VII
O our Scots nobles were licht laith
To weet their cork-heil’d schoone;
Bot lang owre a’ the play wer playd
Their hats they swam aboone.
VIII
“But rise up, rise up my merry men all.
Our little ship she sails in the morn
Whether it’s a-windy, or whether it’s a-wet
or whether there’s a deadly storm”
IX
And they hadn’t been a-sailing a league or more, A league but barely nine.
‘Til the wind and wet and sleet and snow
coming a-blowing up behind.
X
“O where can I get a little cabin boy
to take the helm in hand?
While I go up to the topmast high
and see if I can ‘t spy land”
XI
“Come down, come down Sir Patrick Spens
We fear that we all must die
For in and out of the good ship’s hull
The wind and the ocean fly”
XII
And the very first step that Patrick he took
The water it came to his knees
And the very last step that Patrick he took
They drowned they were in the seas
XIII
And many was the fine feathered bed
That floated on the foam
And many was the little Lord’s son
That never never more came home
XIV
And long long may their Ladies sit
With their fans all in their hands
Before they see Sir Patrick Spens
Come a-sailing along the strand
XV
For it’s fifty miles to Aberdeen shore
It’s fifty fathoms deep
And there does lie Sir Patrick Spens
With the little Lords at his feet

TRADUZIONE ITALIANO
I
Sta il Re nella città di Dumferling
bevendo vino, rosso come il sangue:
“Dove lo trovo un bel marinaio
per far salpare sette delle mie navi?”
II
S’alza a parlare un bel giovanotto
che stava al fianco destro del Re:
” Sir Patrick Spens è di certo il miglior marinaio che conosca il mare   ”
III
Il Re ha scritto una lunga lettera
firmandola di sua propria mano
e l’ha mandata a Sir Patrick Spens,
che camminava sulla spiaggia.
IV
La prima riga che Sir Patrick lesse
scoppiò a ridere proprio di gusto;
ma la seconda riga che lesse,
gli occhi gli si empiron di pianto.
V
“Oh chi è stato a farmi questo,
e a parlato di me al Re?
Perchè io non sono un buon marinaio,
e mai ho preteso di esserlo”
VI
“La luna nuova, l’ho vista bene iersera
con quella vecchia tra le braccia;
e io temo una tempesta mortale
ai danni delle nostre navi.”
VII
Eran restii, quei nobili scozzesi
a bagnarsi i loro tacchi di sughero;
ma prima che tutto fosse finito
i loro cappelli galleggiavan sull’acqua.
VIII
“Ma alzatevi, alzatevi tutti miei bravi uomini
La nostra cara nave naviga dal mattino
sebbene ci sia vento o che sia umido
o che ci sia una tempesta mortale”
IX
E non avevano percorso una lega o poco più di nove che il vento e la pioggia, il nevischio e la neve vennero a soffiare contro
X
“Dove posso trovare un mozzo
che prenda il timone in mano?
Mentre vado sulla coffa
e cercare di avvistare una terra”
XI
“Scendi Sir Patrick Spens
temiamo che moriremo tutti
che dentro e fuori allo scafo della nave
vento e oceano andranno”
XII
E al primo passo che Sir Patrick Spens fece, l’acqua gli arrivò alle   ginocchia
e l’ultimo passo che Sir Patrick Spens fece,
erano annegati nell’oceano
XIII
E molti furono i bei letti di piuma
che galleggiarono sulle onde
e molti furono i figli di Lord
che mai più tornarono a casa
XIV
A lungo, a lungo le   loro spose
li aspetteranno con il ventaglio
prima che vedano Sir Patrick Spens
veleggiare verso terra.
XV
Cinquanta miglia al largo di Aberdeen
l’acqua è profonda cinquanta metri;
là giace il bravo Sir Patrick Spens,
ed i signori scozzesi ai suoi piedi.

Aggiungo all’ascolto ancora due interpretazioni, anche per le varianti
testuali contenute: fu Sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border – Volume 1 a ricamare sul
riscontro storico della cronaca e ad aggiungere i riferimenti alla Norvegia

“To Noroway, to Noroway To Noroway o’er the faem
The king’s daughter o Noroway it’s you must bring her hame.”

“Per la Norvegia
per la Norvegia sulle onde del mare
la figlia del re di Norvegia
devi riportare a casa”

In cui Sir Scott propende per il ritorno in Scozia di Margherita “Vergine della Norvegia” in qualità di nuova regina dopo la morte senza eredi del nonno Alessandro III.

ASCOLTA Jim Malcolm in Home (2002) Melodia di Jim Malcom.
Su Spotify si può ascoltare la versione audio dal Cd

  I
The king sits in Dunfermline town
Drinking the blude-red wine;
“Whare will I find a skeely skipper
To sail this new ship o mine?”
II
And up and spak the eldest knicht (1)
From where he sat by the king’s richt knee;
“Sir Patrick Spens is the best sailor
That ever sail’d the sea.”
III
The king has written a braid letter
And seal’d it with his hand
And sent it to Sir Patrick Spens
Who was walking on the strand.
IV
The first word that Sir Patrick read
So loud, loud laugh did he;
The neist word that Sir Patrick read
The tears blinded his e’e.

Chorus (repeat):
“To Noroway, to Noroway
To Noroway o’er the faem
The king’s daughter o Noroway
it’s you must bring her hame.”

  V
“O wha is this has done this deed
And tauld the king o me
To send us out, this time of year(2)
To sail upon the sea?”
VI
“Be it wind, weet, hail, or sleet
Our ship must sail the faem;
The king¹s daughter o Noroway
‘Tis we must bring her hame.”
VII
“Mak ready all my merry men
our gude ship sails the morn.”
“Alas alack, my master dear,
for I fear a deadly storm.
VIII
I saw the new moon late yestreen
Wi’ the auld moon in her arm;
And if we gang to sea the morn
I fear we’ll come to harm.”

Chorus (repeat)

IX
They hadna sail’d a league, a league
A league but barely three
The darkness grew the wind blew loud
And gurly grew the sea.
X
The ankers brak, the topmast lap
And it was sic a deadly storm:
The waves cam owre the broken ship
Till a’ her sides were sorely torn.
XI
O laith o laith, were our Scots lords
To wet their cork-heel’d shoon;
But lang afore the play was play’d
They wat their hats aboon.
XII
And mony was the feather bed
That flatter’d on the faem;
And mony was the gude lord’s son
That never mair cam hame.

Chorus (repeat)

XIII
O lang, lang may the ladies sit
Wi’ their fans into their hand
Before they see Sir Patrick Spens
Come sailing to the strand.
XIV
Half-owre, to Aberdour
Tis fifty fathoms deep;
And there lies Sir Patrick Spens
Wi’ the Scots lords at his feet.

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballads 2013. Su Spotify si può ascoltare l’audio direttamente dal Cd (in un ascolto più ottimale rispetto al video)

I
The king sits in Dumfermline town
Drinking the blood red wine
Where can I get a good captain
To sail this ship of mine?
Then up and spoke a sailor boy
Sitting at the king’s right knee
“Sir Patrick Spens is the best captain
That ever sailed to sea”
II
The king he wrote a broad letter
And he sealed it with his hand
And sent it to Sir Patrick Spens
Walking out on the strand
“To Norroway, to Norroway
To Norway o’er the foam
With all my lords in finery
To bring my new bride home”
III
The first line that Sir Patrick read
He gave a weary sigh
The next line that Sir Patrick read
The salt tear blinds his eye
“Oh, who was it? Oh, who was it?
Who told the king of me
To set us out this time of year(2)
To sail across the sea”
IV
“But rest you well, my good men all
Our ship must sail the morn
With four and twenty noble lords
Dressed up in silk so fine”
“And four and twenty feather beds
To lay their heads upon
Away, away, we’ll all away
To bring the king’s bride home”
V
“I fear, I fear, my captain dear
I fear we’ll come to harm
Last night I saw the new moon clear
The old moon in her arm”
“Oh be it fair or be it foul
Or be it deadly storm
Or blow the wind where e’er it will
Our ship must sail the morn”

VI
They hadn’t sailed a day, a day
A day but only one
When loud and boisterous blew the wind
And made the good ship moan
They hadn’t sailed a day, a day
A day but only three
When oh, the waves came o’er the sides
And rolled around their knees
VII
They hadn’t sailed a league, a league
A league but only five
When the anchor broke and the sails were torn
And the ship began to rive
They hadn’t sailed a league, a league
A league but only nine
When oh, the waves came o’er the sides
Driving to their chins
VIII
“Who will climb the topmast high
While I take helm in hand?
Who will climb the topmast high
To see if there be dry land?”
“No shore, no shore, my captain dear
I haven’t seen dry land
But I have seen a lady fair
With a comb and a glass in her hand”
IX
“Come down, come down, you sailor boy
I think you tarry long
The salt sea’s in at my coat neck
And out at my left arm”
“Come down, come down, you sailor boy
It’s here that we must die
The ship is torn at every side
And now the sea comes in”

X
Loathe, loathe were those noble lords
To wet their high heeled shoes
But long before the day was o’er
Their hats they swam above
And many were the feather beds
That fluttered on the foam
And many were those noble lords
That never did come home
XII
It’s fifty miles from shore to shore
And fifty fathoms deep
And there lies good Sir Patrick Spens
The lords all at his feet
Long, long may his lady look
With a lantern in her hand
Before she sees her Patrick Spens
Come sailing home again

NOTE:

1) quella del vecchio cavaliere è un topico per indicare un consigliere del Re di provata esperienza

2) in questo verso si fa riferimento alla consuetudine, diventata anche legge, di non andare per i mari del Nord da ottobre a febbraio, i mesi più pericolosi per le frequenti tempeste

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch058.htm
http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/sirpatrickspens.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=24503&lang=en
http://sites.williams.edu/sirpatrickspens/the-library/
http://sairam-english-literature.blogspot.it/2009/06/ballad-sir-patrick-spens-poem-summary.html
http://rmangum2001.wordpress.com/2010/05/16/sir-patrick-spens/
http://sites.williams.edu/sirpatrickspens/origins/
http://www.papastronsay.com/island/
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_58
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8429
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=63902

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