PADDY’S LAMENTATION OR BY THE HUSH, MY BOYS

(vedi prima parte)
L’emigrazione massiccia delle popolazioni del continente europeo nei territori americani durante il 1800 e per buona metà del 1900, come quella delle popolazioni del continente africano o del Medio Oriente verso l’Europa dei nostri tempi, sono la lotta per la sopravvivenza di gruppi sociali svantaggiati, i quali trovavano ad aspettarli gruppi sociali detentori del potere e della ricchezza (legali e illegali) pronti per lo più a sfruttarli: i poveri, i disperati sono così disumanizzati, trasformati in merce e forza- lavoro sottopagata, o ridotta allo stato di schiavitù.

Nell’America della Speranza Irlandesi (e Italiani e soprattutto Cinesi) lavorarono rischiando la vita ogni giorno (si calcola che 1/3 della forza lavoro irlandese morì a causa della dinamite fatta brillare con la miccia troppo corta, forse per imperizia ma soprattutto per economizzare) per la costruzione della rete ferroviaria del paese America vedi.
Nell’America della Speranza gli Irlandesi furono mandati a combattere nella Guerra di Secessione.

THE DRAFT RIOT IN GANGS OF NEW YORK

La rivolta che scoppiò a New York (the Draft Riot) nel luglio del 1863 fu una reazione popolare alla leva resa obbligatoria dal Congresso nel mese di marzo. Prima di quella data l’arruolamento era a base volontaria, anche se gli incentivi di tre pasti al giorno e un premio d’ingaggio, potevano attirare i più poveri e i disoccupati. Se però uno stato mancava la sua quota di soldati assegnata, subentrava la legge del 1863 e così si sorteggiava la rimanenza tra i maschi bianchi di età compresa tra i 20 e i 35 anni (i più ricchi potevano però farsi esonerare pagando 300 dollari o mandando un sostituto al proprio posto). La nuova legge acuì il malcontento degli Irlandesi in particolare di New York e sembrò loro che la lotta del Sud per l’Indipendenza fosse equivalente a quella irlandese contro l’Inghilterra (indubbiamente c’erano anche i timori che la manodopera afro-americana liberata finisse per “portare via” il lavoro o a far scendere ancora di più i salari). La folla devastò i locali della Commissione federale per la circoscrizione, distrusse i negozi e le abitazioni se la prese con le persone benvestite o ritenute responsabili della situazione e per buona misura i neri vennero bastonati e  impiccati ai lampioni. L’ordine venne ristabilito solo con l’esercito (alcuni reparti che avevano appena combattuto a Ghettysburg) con il rastrellamento strada per strada, con perquisizioni casa per casa, dei quartieri “caldi” e con le sparatorie sulla folla (stime realistiche parlano di un migliaio di morti).

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(nella scena del film il termine per indicare i rivoltosi è mob che sottintende il concetto di organizzazione criminale, l’irish mob ossia la mafia irlandese si è originata proprio dalle gangs di irlandesi in America, così a New York operavano i Forty Thieves, i Dead Rabbits e i Whyos, poi arrivarono gli italiani e gli ebrei)

Così nella canzone “Paddy’s lamentation” un soldato irlandese che ha combattuto per Lincoln si ritrova senza una gamba e senza la pensione d’invalidità e maledice l’America perchè lo ha mandato a combattere, senza avergli lasciato la possibilità di scelta. Alcuni ritengono che la canzone sia stata scritta proprio negli anni successivi alla guerra quando i soldati mutilati si trovarono in difficoltà a riscuotere la promessa pensione.
Non mi voglio addentrare negli aspetti della guerra civile americana e nemmeno sul fatto che gli irlandesi si ritrovarono inevitabilmente a combattere tra di loro sui due fronti (come accadde anche per gli italiani: la maggior parte degli italiani che combatterono per l’unione provenivano dal distretto di New York, mentre dalla parte confederata c’erano per lo più i resti dell’esercito borbonico), quanto chiarire un paio di punti utili alla comprensione dei versi.

GUIDA ALL’ASCOLTO

Questa volta, nonostante mi piaccia molto l’interpretazione di Sinead O’Connor, non ho dubbi sulla versione da selezionare per l’ascolto

ASCOLTA Mary Black + The Chieftains in “Long Journey Home” 1998. Mary Black ha inciso una versione precedente con i De Dannan (come preferiscono farsi chiamare) nel 1984  qui nella quale è cantata anche la V strofa.

Nella versione per il film “Long Journey Home” di Thomas Lennon, Paddy Moloney ha preferito non inserire la V strofa, quella in cui si maledice l’America, in effetti l’America è diventata la patria di migliaia d’irlandesi che oggi sono irlandesi americani fieri dello loro origini (stimato come secondo gruppo di ascendenza europea per consistenza dopo i tedeschi americani), ma anche grati alla terra che li ha accolti. A conti fatti le condizioni che trovarono nella nuova terra erano migliori della fame e disperazione che si lasciavano alle spalle; in America emigrarono anche famiglie di ricchi proprietari terrieri (che avevano perso la fiducia di trovare in Irlanda una prospettiva di ripresa per il futuro), così nell’Ulisse di Joyce leggiamo questo di lamento “Dove sono oggi quei venti milioni mancanti di Irlandesi che ci dovrebbero essere qui oggi invece di quattro, le nostre tribù perdute? E le nostre ceramiche e i tessuti, i migliori del mondo? E la nostra lana che si vendeva a Roma ai tempi di Giovenale e il nostro lino e il nostro damasco dei telai di Antrim e i nostri merletti di Limerick..

tra le versioni maschili

ASCOLTA Paul Brady in “The Gathering” 1977
ASCOLTA Frank Harte in “Daybreak and a Candle – End” 1987 in versione integrale su Spotify con il titolo di “By the Hush Me Boys”
I
“And it’s by the hush”(1), me boys, and sure that’s to hold your noise
And listen to poor Paddy’s sad narration
I was by hunger pressed(2), and in poverty distressed
So I took a thought I’d leave the Irish nation

CHORUS
Here’s you boys, now take my advice
To America I’ll have ye’s not be comin’
There is nothing here but war, where the murderin’ cannons roar
And I wish I was at home in dear old Dublin
II
Well I sold me horse and cow, my little pigs and sow
My little plot of land I soon did part with
And me sweetheart Bid McGee, I’m afraid I’ll never see
For I left her there that morning broken-hearted
III
Well meself and a hundred more, to America sailed o’er
Our fortunes to be made we were thinkin’
When we got to Yankee land, they shoved a gun into our hands
Sayin’ “Paddy, you must go and fight for Lincoln”
IV
General Meagher(3) to us he said, if you get shot or lose a leg
Every mother’s son of yous(4) will get a pension
Well myself I lost me leg, they gave me a wooden peg
And by God this is the truth to you I mention
V
Well I think meself in luck, if I get fed on Indian buck(5)
And old Ireland is the country I delight in
To the devil, I would say, God curse Americay
For the truth I’ve had enough of your hard fightin'(6)

NOTE
1) da gaelico ‘Bí i do thost’ ossia ‘be quiet’
2) durante la grande carestia irlandese (vedi) ci fu un flusso di emigranti sempre più massiccio a iniziare del 1845 principalmente verso le colonie del Canada e in ogni porto dell’est degli Stati Uniti (in particolare Boston e New York)
3) il generale Thomas Francis Meagher fu a capo del “Irish American 69th Infantry Regiment” (“Fighting 69th”), durante la guerra di secessione. Da allora, il reggimento ha combattuto in tutte le guerre americane (e quindi in Afghanistan e Iraq). Il reggimento é parte della Guardia Nazionale dello stato di New York.
Thomas Francis Meagher. This colorful character, whose equestrian statue now stands before the state capitol, was a brash adventurer who came here with an international reputation and an appetite for even greater glories. Descended from a wealthy Irish family, young Meagher became a leading figure in the Irish independence movement, a noted orator, and an ally of the famous Daniel O’Connell. He narrowly escaped execution by the British because of his revolutionary activities and was banished instead to the penal colony of Tasmania. After escaping from Tasmania, Meagher came eventually to New York, and he soon rose to prominence there as a leader among the thousands of Irish immigrants in that city. During the Civil War, he became famous as the organizing commmander and general of the Irish Brigade. This hard charging outfit saw fierce action at such battles as Malvern Hill and Antietam…practically annihilated in the suicide charge at Fredericksburg. (tratto da qui). Alla fine della guerra fu nominato governatore del Montana
4) yous invece di you è una espressione tipica della cittadina di Walkerville
5) “Indian buck“: indian è l’aggettivo che insieme a “corn” qualificava il mais, in Europa detto granoturco, anche se non ha niente a che vedere con la Turchia, a ben vedere il mais avrebbe dovuto chiamarsi “grano indiano” perchè proveniente da quelle che al tempo erano dette Indie Occidentali, ovvero “grano americano”
Alberto Guidorzi scrive (qui):
“Il mais arrivò in Spagna già nel 1493, cioè con i primissimi viaggi di Colombo, ma solo con gli insediamenti spagnoli nelle regioni temperate delle Americhe, avvenute 30 o 40 anni dopo la scoperta del nuovo continente, in Europa arrivano le varietà precoci che meglio si adatteranno (al clima). E’ solo così che il mais si diffuse nel bacino del Mediterraneo [una fascia geografica che comprende Spagna, Francia, Italia, Penisola Balcanica, Ucraina, Caucaso.]. Tuttavia i botanici rinascimentali non poterono non notare che la pianta aveva affinità con piante recentemente riscoperte quali il sorgo, la saggina, il miglio ed il panico, ma che erano di origine euroasiatica e pertanto, visto anche che ciò coincideva con l’avanzata turca, simbolo di un popolo diverso proveniente da sud, si preferì assegnare al nuovo cereale una provenienza diversa da quella vera, chiamando appunto il mais “granoturco”. Altra particolarità da segnalare è che il mais fungeva da cereale alimentare degli equipaggi delle navi durante il viaggio transcontinentale di ritorno.
Il mais tuttavia per almeno un secolo non ebbe mercato, vale a dire che era seminato negli orti per un uso famigliare, ma i ricchi nobili, proprietari dei terreni, rifiutavano di ricevere mais in conto d’affitto appunto perché merce non mercantile, a differenza del frumento, tanto era la poca considerazione come cibo umano. E’ in questo modo che il mais si è affermato solo come cibo dei poveri e anche come pianta per uso zootecnico. Non sembri inoltre strano come il mais sia un esempio storico della reazione di rifiuto che viene riservato a tutto ciò che è nuovo in fatto di cibo. All’inizio non si disconobbe l’utilità del mais, ma lo si fece detenere dal diavolo, infatti, secondo racconti popolari spagnoli, San Martino l’avrebbe portato via al diavolo in occasione di una scommessa e nelle Lande francesi la cosmologia popolare descrive il mais non come un dono di Dio, ma come una pianta data agli uomini dal maligno e che dagli utilizzatori, avrebbe preteso alla loro morte il possesso dell’anima. Forse è per questo che il primo uso fu zootecnico, nel senso che la pianta verde era somministrata al bestiame o agli animali di bassa corte e per molto tempo fu seminata in terreni non destinati alla coltivazione delle piante alimentari, quali quelle a riposo. L’uso quasi esclusivo presso i diseredati durante le carestie del XVIII sec. fece il resto per demonizzare ulteriormente il mais, anche perchè ben presto cominciarono a verificarsi i primi casi di pellagra(*). A tutto ciò si aggiunse la nomea di pianta depauperatrice dei terreni e quindi incoltivabile nei terreni dati in affitto per proibizione dei proprietari. Tuttavia di questa pianta i contadini non potevano fare senza, perché produceva di più in quantità e soprattutto il seme costava poco, a differenza di quello del frumento. In questo contesto di sfiducia la pianta del mais mantenne la valenza di alimento subumano per almeno un secolo e mezzo, restando comunque una coltura di nicchia al punto tale che ciò determino la creazione di numerosissime popolazioni locali gelosamente custodite e fenotipicamente ben caratterizzate.”
*) L’alimentazione basata quasi esclusivamente sulla polenta di mais provocò il diffondersi della pellagra fra i mezzadri del Nord Italia dalla fine del ‘700. La malattia non si sviluppò nelle popolazioni native americane perchè procedevano ad un trattamento speciale
E’ molto ingegnoso il processo che veniva (e che viene tuttora usato) in tutte le Americhe detto nixtamalizzazione. I chicchi di mais essiccati vengono inzuppati e cotti in una soluzione alcalina, solitamente a base di idrossido di calcio. Questo ammorbidisce il pericarpo, la parte esterna del chicco, rendendo più semplice la macinatura. Il processo trasforma il mais da semplice fonte di amido (zucchero) in un impasto nutrizionalmente più completo: aumenta la biodisponibilità di calcio, ferro, rame e zinco (anche con l’aiuto del vasellame) oltre che di niacina (evitando così il rischio di ammalarsi di pellagra), riboflavina ed altre vitamine. Lo sviluppo di alcune miceti (funghi) è un altro dei lati positivi del procedimento: lasciando fermentare l’impasto si produce un’ulteriore aumento del valore nutritivo con l’aggiunta di amminoacidi quali lisina e triptofano. Fagioli, verdure, frutta, chili e mais così preparato (nixtamal) erano in grado di fornire una dieta nutrizionalmente soddisfacente senza il bisogno di ricorrere alle proteine animali. (tratto da qui)
5) come intendere questa strofa? Il soldato irlandese dopo essersi lamentato di aver ricevuto solo una gamba di legno e non la promessa pensione d’invalidità ha preferito ritornare in Irlanda a fare la fame piuttosto che continuare a vivere sul suolo americano? Oppure si ritiene comunque fortunato perchè in America ha da mangiare (anche se il cibo dei poveri) e si consola pensando alla sua Irlanda..
Nel primo caso l’Indian buck è il “granoturco” che arrivava dall’America con gli aiuti (per la grande carestia) e che per quanto si tratti di un cereale molto digeribile (adatto in particolare nei casi di deperimenti organici) tuttavia avrebbe potuto creare qualche problema agli stomaci non fenotipizzati degli Irlandesi. Nel secondo caso si tratta del cibo dei poveri l’unico che l’ex soldato disoccupato poteva permettersi di mangiare.
Le due interpretazioni hanno entrambe senso e come sempre per le canzoni popolari lasciano il campo alla valutazione di ogni interprete e ascoltatore.

Traduzione italiano di Lorenzo Masetti (riveduta)
Beh c’è silenzio, ragazzi miei, e sono sicuro che eviterete di fare rumore per ascoltate la triste storia del povero Paddy: ero stremato dalla fame e tormentato per la povertà, così mi venne in mente di lasciare l’Irlanda
Ecco ragazzi, seguite il mio consiglio, in America, vi dico, non andate, non c’è nient’altro qui che guerra, dove i cannoni assassini tuonano e vorrei essere a casa nella vecchia cara Dublino
Bene ho venduto il mio cavallo e la mucca, i maialini e la scrofa, dal mio piccolo pezzo di terra presto mi separai(*) ed il mio amore Bid McGee, mi dispiace, non la rivedrò perché la lasciai lì quel mattino col cuore spezzato. Bene, io e altri cento, partimmo per l’America, pensavamo che saremmo andati a fare fortuna, quando arrivammo nella terra degli Yankee, ci misero in mano dei fucili “Paddy, devi andare a combattere per Lincoln”. Il generale Meagher ci disse, “se venite feriti o perdete una gamba, ogni figlio di mamma tra di voi prenderà una pensione”. Beh io stesso ho perso la gamba, me ne hanno data una di legno e per Dio vi sto raccondato la verità. Bene mi ritengo fortunato, se ho da mangiare grano indiano(4) e la vecchia Irlanda è il paese che mi dà gioia; al diavolo, voglio dire, Dio maledica l’America per la verità ne ho avuto abbastanza del vostro duro combattere

(*) la traduzione: “Bene ho venduto il mio asino e la mucca, i maialini e la scrofa, il mio piccolo pezzo di terra dal quale presto mi separai” lascia intendere che il pezzo di terra fosse di proprietà ho spostato il “dal” per sottolineare come il contadino fosse più probabilmente un affittuario.

FONTI
“Song of the North Woods” di Dr. László Vikár, 2004 (qui)
“La genesi della potenza americana. Da Jefferson a Wilso”n di Loretta Valtz Mannucci http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=2770&lang=it http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-ByTheHush.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/ByTheHush.pdf http://thomaslennonfilms.com/documentary/the-irish-in-america-long-journey-home/ http://www.thechieftains.com/main/long-journey-home/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4988 http://mysongbook.de/msb/songs/p/paddysla.html

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