ORO, SÉ DO BHEATHA ABHAILE

Interessante caso di trasposizione testuale di questa popolarissima canzone irlandese dal titolo “Oro, sé do bheatha a bhaile”, inizialmente nata come brano celebrativo dell’arrivo della novella sposa nella casa del marito, diventata “Granualile un canto politico pieno di allegorie per augurare la libertà dell’Irlanda.

YOU ARE WELCOME HOME: Hauling Home

Le testimonianze raccolte nell’Ottocento concordano nel riportare la consuetudine di scortare la sposa e lo sposo nella casa dove sarebbero andati a vivere insieme. La cerimonia si svolgeva all’incirca un mese dopo l’avvenuto matrimonio, ma a volte anche il giorno stesso o sette giorni dopo.
Anticamente il corteo si svolgeva a cavallo (e poi con il calesse): in testa cavalcavano il padre o il fratello della sposa poi la sposa e lo sposo e poi seguivano gli amici d’entrambi.
Così diceva (e cantava) il marito sulla soglia di casa per accogliere la moglie:
Oro, sé do bheatha a bhaile, is fearr liom tu ná céad bo bainne:
Oro, sé do bheatha a bhaile, thá tu maith le rátha.
[in inglese:
Oro, welcome home, I would rather have you than a hundred milch cows: Oro, welcome home, ’tis you are happy with prosperity [in store for you]
La cerimonia era una festa con musica, danze cibo e bevute offerte dallo sposo.

Così scrive P. W. Joyce
“The ‘Hauling Home’ was bringing home the bride to her husband’s house after marriage. It was usually a month or so after the wedding, and was celebrated as an occasion next only in importance to the wedding itself. The bridegroom brought back home his bride at the head of a triumphal procession- all on cars or on horseback. I well remember one where the bride rode on a pillion behind her husband. As they entered the house the bridegroom is supposed to speak or sing:
1. – Oro, sé do bheatha a bhaile,
Is fearr liom tu ná céad bo bainne:
Oro, sé do bheatha a bhaile,
Thá tu maith le rátha.
2. Oro, welcome home,
I would rather have you than a hundred milch cows:
Oro, Welcome home,
‘tis you are happy with prosperity.
Here is another collector, Mr. Hogan‘s note on this air: – “This song used to be played at the ‘Hauling Home’, or the bringing home of a wife. The piper, seated outside the house at the arrival of the party, playing HARD (i.e. with great spirit): nearly all who were at the wedding a month previous being in the procession. Oh for the good old times!” This tune is called in Stanford-Petrie an “ancient clan march“: and it is set in the Major, with many accidentals, but another setting is given in the Minor. I (Joyce) give it here as Mr. Hogan wrote it, in its proper Minor form. In several particulars this setting differs from Dr. Petrie’s two versions. It was a march tune, as he calls it: but the MARCH was home to the husband’s house. Dr. Petrie does not state where he procured his two versions.” (tratto da qui)

Ecco allora un’allegra melodia per accogliere la sposa
 ASCOLTA De Dannan “Kitty’s wedding”

LA VERSIONE GIACOBITA

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartDurante la rivolta giacobita del 1745-6 qualche guerriero irlandese deve aver composto il brano che appare in The Complete Collection of Irish Music (1855) di George Petrie contrassegnato come “antica marcia del Clan” e anche come “Welcome home Principe Charley”.
La melodia risale quantomeno al XVIII sec e il testo inneggia al Bonnie Prince Charlie perchè sollevi la rivolta.

I
A Shéarlais Óig (1) a mhic Ríogh Shéamais(2),
’Sé mo mhór-chreach do thriall as Éirinn,
Gan aon ruainne bróig’ ort, stocaí nó léine,
Acht ’do chascairt leis na Franncaighibh.
Chorus:
Óró, sé do bheatha abhaile,
Óró, sé do bheatha abhaile,
Óró, sé do bheatha abhaile,
Anois ag teacht an tSamhraidh!
II
’Sé mo léan géar nach bhfeicim,
Mur’ mbéinn beó ’na dhiaidh ach seachtmhain,
Séarlas Óg is míle gaiscidheach
Ag coscairt leis na Franncaighibh.
III
Tá Séarlas óg ag triall thar sáile,
Béidh siad leis-sean cúpla gárda,
Béidh siad leis-sean Franncaigh is Spáinnigh,
Agus bainfidh siad rinnc’ as Éir’cighibh.

TRADUZIONE INGLESE
I
Young Charles, King James’s grandson
Alas his distress of leaving Ireland
He has left without shoe, or sock or shirt
fighting alongside the Frenchmen.
Chorus:
Oh-ro, You are welcome home,

Now that summer’s coming!
II
Alas that I do not see
Even if I were only to live a week thereafter
Young Charles and one thousand warriors
Fighting with the Frenchmen
III
Young Charles is coming over the sea
They’ll be with him as a guard
They’ll be with him, French and Spanish
And they’ll make the heretics(3) dance!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il giovane Carlo, nipote di Re Giacomo,
ahimè in lacrime ha lasciato l’Irlanda, senza  scarpe e scalzo e senza camicia,
combatti al fianco dei Francesi!
RITORNELLO
Oh, e bentornato a casa
ora che è arrivata l’estate.
II
Ahimè che cosa non darei,
anche se dovessi campare solo una settimana, per vedere
il Giovane Carlo ed un migliaio di guerrieri
combattere con i Francesi!
III
Il Giovane Carlo giunge dal mare
con una guarnigione di giovani soldati.
sono con lui Francesi
e Spagnoli,
e faranno ballare gli eretici(3)

NOTE
1) Shéarlais Óig= Giovane Carlo
2) Ríogh Shéamais = Re Giacomo
3) ossia i protestanti. Sono canzoni del tempo e inevitabilmente piene di invettive politiche e religiose

GRANUAILE

omalley6Il canto è stato riscritto nel 1916 dall’irlandese Patrick Pearse (1879-1916) per chiamare a raccolta gli Irlandesi nella ribellione della Pasqua del 1916.

Pearse rimaneggia il canto giacobita  ma elimina i riferimenti al Principe Carlo (non proprio un modello d’eroe!) per ispirarsi a una vera eroina della storia irlandese Gráinne Mhaol ossia Grace O’Malley  regina dei Pirati che si oppose con la lotta al dominio inglese sull’Irlanda sia per mare che per terra (era l’epoca della regina Elisabetta I). Ancora una volta in un canto politico l’Irlanda viene accostata a una donna fiera e indomabile.
Intelligente, affascinante e con il carisma del grande condottiero Granualile (da un nomignolo che vuol dire testa rasata perchè da ragazza pur di seguire il padre in mare si tagliò i capelli e si travestì da mozzo) dominò i mari al largo della costa occidentale d’Irlanda per più di mezzo secolo. Imprigionata più volte dagli Inglesi non fu mai sconfitta e il suo spirito divenne il simbolo dell’Irlanda che rifiuta la sottomissione.

Grace O’Malley, la regina dei pirati di Connemara

Grace O’Malley viene ricordata su tutti i libri di storia e nelle leggende del suo popolo come una comandante spietata e una combattente coraggiosa. Nei suoi settant’anni anni di vita lei e la sua famiglia videro la potenza inglese espandersi in Irlanda, ma, grazie alla loro forza e alla loro potenza, il suo clan e i suoi vicini riuscirono ad arginare come poterono gli invasori.
Si dice che dall’anno della sua morte, avvenuta nel 1603, nessun altro capoclan irlandese riuscì a preservare il vecchio stile di vita gaelico come Grace O’Malley e la sua famiglia riuscirono a fare in vita. (Camillo Bertagnolli Ravazzi) (tratto da qui)

Grace O’Malley – “La regina del Mare di Connemara”

Grace O’Malley (in gaelico irlandese Gráinne Ní Mháille), anche conosciuta come Granuaile o Gráinne Mhaol (1530 circa – Rockfleet Castle,1603) famosa anche come “La regina del Mare di Connemara” è stata una rivoluzionaria e pirata irlandese. Si tratta di un personaggio ormai leggendario, ma di fatto visse realmente e fu di notevole importanza nella storia irlandese. Nacque in Irlanda, forse a Louisburgh, nel 1530, quando Enrico VIII era sul trono d’Inghilterra. Il clan O’Malley fu una delle poche famiglie gaeliche a conservare le terre nella contea di Mayo dopo la conquista Tudor. (in Storia Viva tratto da qui)

Ellen Tanner Grace O’Malley Pirate Map 2007

Nella versione di Pearse il coro saluta il ritorno a casa di Granuaile (è lei la sposa da portare a casa con la cerimonia dell’ Hauling Home) dopo la sua reclusione, ovvero la prigionia del popolo irlandese sotto il dominio degli Inglesi, giogo dal quale il popolo stesso, senza l’aiuto di eserciti francesi o spagnoli, saprà liberarsi imbracciando le armi (beh i tempi erano quelli!).
Con questa frase Pearse vuole sottolineare che il destino di un popolo sta nelle sue mani e nella sua autodeterminazione, nello stesso tempo auspica che gli irlandesi che stavano combattendo in quel momento nella prima guerra mondiale nell’esercito inglese ritornassero a casa per fare fronte comune con i ribelli.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Wolfe Tones

ASCOLTA Sinead o’Connor ha registrato più volte il brano che è finito nel cd “Sean-Nós Nua”, 2002

La versione animata di Cartoon Saloon (voce Paul Brady)

e largo ai giovani! ASCOLTA Seo Linn, una via di mezzo tra marcia, grido di battaglia e una scarica di andrenalina!


VERSIONE DI PATRICK PEARSE
I
Sé do beatha! A bhean  ba leanmhar!
B’é ár gceach tú bheith I ngéibhinn,
Do dhuiche bhrea I seilbh meirleach
‘S tú diolta leis na Gallaibh.
CHORUS
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Anois ar theacht an tSamhraidh.
II
Tá Gráinne Mhaol ag teach thar sáile,
Óglaigh armtha leí mar gharda;
Gaeil iad féin ‘s ni Gaill(1) ná Spainnigh
‘S cuirfid ruaig ar Ghallaibh.
III
A bhuí le Dia (2) na bhfeart go bhfeiceam,
Muna mbeam beo ‘na dhiaidh ach seachtain,
Gráinne Mhaol agus mile gaiscíoch
Ag fógairt fáin ar Ghallaibh

TRADUZIONE INGLESE
I
Welcome lady who faced such troubles
Your capture brought us to our ruin
With our fine land usurped by thieves
And you sold to the foreigners!
Chorus:
Hurrah, welcome home
now at the coming of Summer.
II
Gráinne O’Malley comes over the sea,
With armed warriors as her guard
They’re Irishmen – not French nor Spanish
And they will rout the foreigners!
III
May it please dear God that we might see,
Even if we only live for week after,
Gráinne Mhaol and a thousand warriors –
Routing all the foreigners!
TRADUZIONE di Cattia Salto*
I
Benvenuta, donna provata dalle avversità, la tua prigionia ci ha portato alla rovina,
con il nostro amato paese nelle mani dei vandali e tu stessa venduta agli Inglesi.
RITORNELLO:
Oh, e bentornata a casa
ora è arrivata l’estate.
II
Granualile giunge dal mare
con una guarnigione di giovani soldati.
Sono Irlandesi, non Francesi o Spagnoli, e sgomineranno gli Stranieri.
III
A Dio piacendo, anche se dovessi morire tra una settimana,
possa io vedere Granualile ed un migliaio di guerrieri
disperdere gli Stranieri.

NOTE
* traduzione in italiano dall’inglese
1) si trova scritto a volte Gaill a volte Frainc
2) al posto di Dio a volte scritto come Ri (re)

FONTI
http://www.signoraggio.it/grace-omalley-la-regina-dei-pirati-di-connemara/
http://lastoriaviva.it/grace-omalley-la-regina-del-mare-di-connemara/
http://chrsouchon.free.fr/orosedo.htm
http://terreceltiche.altervista.org/i-giacobiti/

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