MY NANNIE, O

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Canzone scritta da Robert Burns e pubblicata nella prima edizione di Kilmarnock (1786) è stata ispirata da Agnes Flemming, la servetta di un amico del poeta residente a Calcothill.
Da non confondere con la canzone ‘My Nanny, O’ di Allan Ramsay (Roud Folk Song Index no. 8653), dalla quale Burns prese solo la melodia.
Visione bucolica e giovanile della natura dell’amore: una giovane e dolce fanciulla, semplice e inesperta, alletta il bel Robert nel fiore della giovinezza; egli, ancora semplice e sconosciuto contadino, alla sera lascia l’aratro per andare a trovare Nannie, che lo accoglie a braccia aperte. La strofa di chiusura contiene ancora tutto l’entusiasmo di un animo giovanile, ma il nostro bel Robbie aveva ben altre ambizioni, e purtroppo baciato fu dalla Musa ma non dalla Fortuna!

burns-william-giller-1853

Una bella versione strumentale di Laura Risk ASCOLTA

Ancora una versione della melodia interpretata con flauto e violoncello


ASCOLTA
dalle registrazioni sul campo in Tobar an Dualchais

ASCOLTA Rod Paterson

Versione Robert Burns 1783.
I.
Behind yon hills, where Lugar(1) flows,
‘Mang moors an’ mosses many, O,
The wintry sun the day has clos’d,
And I’ll awa to Nannie, O.
II.
The westlin’ wind blaws loud an’ shill;
The night’s baith mirk and rainy, O;
But I’ll get my plaid, an’ out I’ll steal,
An’ owre the hill to Nannie, O.
III.
My Nannie’s charming, sweet, an’ young;
Nae artfu’ wiles to win ye, O:
May ill befa’ the flattering tongue
That wad beguile my Nannie, O.
IV.
Her face is fair, her heart is true,
As spotless as she’s bonnie, O:
The op’ning gowan, wat wi’ dew,
Nae purer is than Nannie, O.
V.
A country lad is my degree,
An’ few there be that ken me, O;
But what care I how few they be?
I’m welcome aye to Nannie, O.
VI.
My riches a’s my penny-fee,
An’ I maun guide it cannie, O;
But warl’s gear ne’er troubles me,
My thoughts are a’ my Nannie, O.
VII.
Our auld guidman delights to view
His sheep an’ kye thrive bonnie, O;
But I’m as blythe that hands his pleugh,
An’ has nae care but Nannie, O.
VIII.
Come weel, come woe, I care na by,
I’ll tak’ what Heav’n will sen’ me, O;
Nae ither care in life have I,
But live, an’ love my Nannie, O.(2)
TRADUZIONE  (tratta da qui)
I.
Dietro quei colli, dove scorre il Lugar,
tra le molte paludi e brughiere, oh,
il sole invernale ha chiuso il giorno
ed io me ne vado da Nannie, oh.
II.
Il vento dell’ovest sibilando soffia,
la notte è buia e piovigginosa, oh;
ma prendo il mantello e di nascosto me ne vado,
al di là dei colli da Nannie, oh.
III.
Nannie è attraente, dolce e giovane:
non abili inganni per conquistarti, oh:
mal ne colga alla lingua adulatrice
che volesse ingannare Nannie, oh.
IV.
Ha bello il volto, un cuore sincero,
puro quanto è bella, oh:
la margheritina che s’apre, bagnata di rugiada, non è più pura di Nannie, oh.
V.
Un giovane campagnuolo son io,
e pochi son quelli che mi conoscono,
ma che m’importa di quanti pochi essi siano? Son sempre bene accolto da Nannie,
VI.
La paga d’un penny è quanto possiedo
e debbo saggiamente disporne, oh;
ma le ricchezze del mondo non mi preoccupano: i miei pensieri son tutti per Nannie, oh.
VII.
Il vecchio padrone è felice di veder prosperare
le sue pecore e mucche, oh;
ma altrettanto felice son io, che guido l’aratro
e non ho altri pensieri che Nannie, oh.
VIII.
Venga la prosperità o l’avversità non m’importa, prenderò quel che il Cielo mi manda, oh;
nessun altro pensier avrò io per la vita,
che vivere ed amare la mia Nannie, oh.

NOTE
1) il Lugar è un affluente dell’Ayr.
2) Nannie morì celibe e in età avanzata, evidentemente non fu così altrettanto apprezzata come dal poeta!

FONTI
http://thesession.org/tunes/12071

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