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Salutation Carol

The Salutation Carol risale al 1460-80 e riprende la narrazione evangelica dell’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria: secono Luca un angelo entra in casa di Maria e le rivela che concepirà il Figlio di Dio “senza conoscere uomo”, sarà lo Spirito Santo a scendere su di lei e a incarnare nel suo grembo il figlio divino.

Di concepimenti tra dei e umani è piena la storia mitologica dei popoli e gli Ebrei-Cristiani non sono da meno.


Nowell, Nowell, Nowell this is the salutation of the Angel Gabriel
I
Tidings true there be come new,
Sent from the Trinity
By Gabriel to Nazareth,
City of Galilee.
A clean maiden, a pure virgin,
By her humility
Shall now conceive the Person
Second in Deity.
II
When that he presented was
Before her fair visage,
In most demure and goodly wise
He did to her homage;
And said, “Lady, from heaven so high.
That Lordes heritage,
For he of thee now born will be,
I’m sent on his message.”
III
“Hail, Virgin celestial,
The meek’st that ever was!
Hail, temple of the Deity!
Hail, mirror of all grace!
Hail, Virgin pure! I thee ensure,
Within a little space
Thou shalt conceive, and him receive
That shall bring great solace.”
IV
Then bespake the Maid again
And answered womanly,
“Whate’er my Lord commandeth me
I will obey truly”
With “Ecce sum humillima
Ancilla Domini;
Secundum verbum tuum,
-She said,- Fiat mihi”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Annunciazione, Annunciazione, Annunciazione, questo è il Saluto dell’angelo Gabriele
I
Una veritiera notizia è arrivata oggi
mandata dalla Trinità (1)
per mezzo di Gabriele a Nazaret,
una città della Galilea.
Una fanciulla casta, una vergine pura
per la sua umiltà concepirà la Seconda Persona in Dio (2)
II

Quando si presentò
innanzi al suo bel viso
dal contegno più casto e saggio
fece a lei il suo omaggio
e disse “Signora, dall’alto dei Cieli
la Potenza dell’Altissimo (3)
verrà su di te , e allora sarà nato
vi mando il suo messaggio”
III
“Salve, Cergine celeste
la più bella che ci sia
Salve, tempio di Dio
Salve specchio della Grazia
Salve Vergine pura!Io ti assicuro,
tra poco tu concepirai, e lui riceverai, colui che porterà un grande conforto”
IV
Allora parlò la fanciulla di nuovo
e rispose in modo muliebre
“Ciò che il mio Signore mi comanda
io obbedirò”
con “Ecco sono l’umile
ancella del Signore
secondo la tua parola
-disse- mi avvenga (3)”

NOTE
1) la Trinità afferma che Dio è uno solo, unica “sostanza”, ma comune a tre “persone” distinte ma della stessa sostanza, Dio
2) cioè il Figlio: Cristo era l’incarnazione della seconda persona eterna della Trinità, che era vero Dio e vero uomo contemporaneamente. Tutte le convinzioni divergenti furono definite come eresie.
3) lo Spirito Santo è indicato come la Potenza divina, lo Spirito di Dio (soffio vitale) nel mondo. Viene espresso per simboli: l’acqua del battesimo (la nuova vita), le lingue di fuoco delle Pentecoste (l’energia della trasformazione),  il vento (il soffio già citato che sottende alla creazione), nubi e luce sono le descrizioni bibliche per eccellenza in particolare riguardanti l’arca dell’Alleanza; la colomba che discese sul capo di Gesù durante il suo battesimo.
3) “Avvenga per me secondo la tua parola” Maria deve dare il suo consenso al concepimento perchè esso si compia

FONTI
http://crab.rutgers.edu/~pbutler/music/Glencairn/Salutation%20Carol.pdf
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/salutation_carol.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/nowel_this_is_the_salutation.htm

http://bronxvillewomensclub.org/yahoo_site_admin/
assets/docs/12-30_Xmas.34675708.pdf

GREEN GROW’TH THE HOLLY

Green groweth the Holly” è un madrigale rinascimentale attribuito a Enrico VIII. Una trentina di composizioni gli sono state attribuite  e compaiono nell'”Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922) compilato da un anonimo cortigiano coevo.
Un brano con lo stesso nome e con la stessa prima strofa che si sviluppa poi con versi differenti sulla stessa melodia rinascimentale, è stato scritto da Percy Dearmer (1867-1936), egli raccolse molti inni religiosi per reintrodurre la tradizione musicale e la musica medievale inglese nella Chiesa d’Inghilterra

LA VERSIONE RINASCIMENTALE

Enrico VIII, diventato re d’Inghilterra a 18 anni, parlava 4 lingue, suonava 3 strumenti musicali, cantava e componeva brani musicali. Nei primi anni del suo regno si comportava in effetti più come un principe dedito ai piaceri che un re preoccupato dagli affari del suo regno.
“Green grows the holly” (in italiano Verde cresce l’agrifoglio) è stato pubblicato nel 1522 come madrigale a 3 voci.
Nell’affermare la forza maschia e vigorosa dell’agrifoglio, il poeta dichiara la propria fedeltà all’amata: lei è l’edera che gli cresce attorno, e mentre nel rigore dell’inverno tutti gli altri alberi sono spogli, solo il re agrifoglio e la regina edera crescono verdeggianti e rigogliosi, così solo a lei, cortesemente, egli affida il suo cuore; anche che la poesia d’amore del tempo era espressa nelle forme convenzionali dell’amor cortese,  molto probabilmente, l’amore era sentito veramente dal poeta.
L’intreccio tra i due sempreverdi richiama il Nodo d’Amore celtico tra il rovo e la rosa già lungamente trattato nella categoria delle ballate celtiche e europee (vedi) in cui corollario all’amore romantico ma non socialmente approvato, è il nodo d’amore tra rovo e rosa, che cresciuti dalle rispettive tombe degli amanti si congiungono e intrecciano tra loro.

Enrico vide per la prima volta Anna nel marzo del 1522 che partecipava, assieme a sua sorella Maria, a un ballo organizzato da Wolsey in onore degli ambasciatori imperiali. Era un ballo in maschera sul tema dell’assalto al castello d’Amore dal titolo Chateau Vert.

IL CASTELLO D’AMORE CORTESE

Un castello in miniatura era stato allestito nella sala del ricevimento con alti bastioni e torri merlate, l’impalcatura di legno era strata rivestita con carta verde, per un effetto spettrale la carta era stata tinteggiata con il verderame. Abbiamo un resoconto scritto dal cronista di corte Edward Hall, che descrive tutto lo svolgimento del balletto, ma guardiamolo nella trasposizione della Serie Tv I Tudors (vedi).


E’ il momento dell’Assalto dei cavalieri Amorosità, Nobiltà, Giovinezza, Assistenza, Lealtà, Piacere, Garbo e Libertà che gettano sui difensori arance e datteri contro ai petali di rose e confetti lanciati dalle dame. Subito le protettrici del castello, (nel video indossano abiti neri) cioè i sentimenti più ostili all’amore, fuggono e i cavalieri possono scalare le mura del castello per avventarsi sulle otto ragazze biancovestite: Bellezza, Onore, Perseveranza, Costanza, Cortesia, Generosità, Misericordia e Pietà. Anna impersonava la Perseveranza e fu subito notata dal re che si mise a corteggiarla durante il ballo per festeggiare la  conquista del Castello Verde. O almeno è così che potrebbe essere andata…

Pare che lei gli avesse sussurrato “Seducetemi, scrivetemi lettere, poesie! Io adoro le poesieIncantatemi con le parole, seducetemi.. ” e la “Grene growth the holy” potrebbe essere proprio una di queste poesie messe in musica per meglio aiutare il Re nel suo corteggiamento..

I Fagiolini: Grene growth the holy madrigale a 3 voci “Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922 British Library, Londra)

Anonymous 4

Henry VIII
I
Green groweth the holly,
so doth the ivy.
Though winter blasts
blow never so high,

Green groweth the holly.
II
As the holly groweth green
And never changeth hue,
So I am, and ever hath been,
Unto my lady true.
III
As the holly groweth green,
With ivy all alone,
When flowerys cannot be seen
And green-wood leaves be gone,
IV
Now unto my lady
Promise to her I make:
From all other only
To her I me betake.
V
Adieu, mine own lady,
Adieu, my specïal,
Who hath my heart truly,
Be sure, and ever shall.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Come l’agrifoglio cresce verde
e mai cambia tono,
così io, mai son cambiato
verso la mia amata Signora.
III
Come l’agrifoglio cresce verde
con l’edera, tutto solo,
quando i fiori non ci son più
e le foglie del bosco sono cadute.
IV
Ora innanzi alla mia Signora
una promessa faccio:
fra tutti gli altri,
solo a lei, mi affiderò.
V
Addio, mia Signora.
Addio mia favorita,
colei che tiene il mio cuore,
ora e per sempre
Enrico VIII e Anna Bolena nella serie I Tudors

LA VERSIONE VITTORIANA

Percy Dearmer prende spunto dal madrigale rinascimentale per modificare il testo in chiave salvifica ma anche per celebrare il ciclo agrario e il lavoro dei campi.
Susan McKeown & Lindsey Horner

Barry&Beth Hall

Percy Dearmer
I
Green grow’th the holly
So doth the ivy
Though winter blasts blow na’er so high
Green grow’th the holly
II
Gay are the flowers
Hedgerows and ploughlands
The days grow longer in the sun
Soft fall the showers
III
Full gold the harvest
Grain for thy labor
With God must work for daily bread
Else, man, thou starvest
IV
Fast fall the shed leaves
Russet and yellow
But resting buds are smug and safe
Where swung the dead leaves
V
Green grow’th the holly
So doth the ivy
The God of life can never die
Hope! Saith the holly
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali
non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Gai sono i fiori
le siepi e i campi arati
i giorni si snodano lenti nel sole,
piano cadono le piogge.
III
L’oro accende il raccolto
del grano per il tuo lavoro,
in Dio si lavora per il pane quotidiano altrimenti, uomo, tu morirai di fame
IV
Presto cadono le foglie
rossicce e gialle
ma i germogli riposano sani e salvi
dove giacciono le foglie morte.
V
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera
il Dio della Vita non può mai morire
Speranza! Dice l’agrifoglio!

FONTI
http://www.thetudorswiki.com/page/MASQUERADES+on+The+Tudors
http://ontanomagico.altervista.org/holly.htm
http://www.luminarium.org/renlit/greengroweth.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/grene_growith_the_holy.htm

http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/green_growth_the_holly.htm

WHEN SHE CAM BEN SHE BOBBED

Sulla melodia tradizionale “When she came ben she bobbed” troviamo un testo ammiccante a una illecita liaison, rivisitato da Robert Burns nello “Scots Musical Museum” del 1792.
La versione però con cui viene ancora cantata è quella di Lady Nairne che la riscrisse nel 1810 circola titolandola “The Laird o’ Cockpen

LA MELODIA

La melodia “When she came ben she bobbed” è reputata d’epoca rinascimentale, anche se la troviamo come tablatura per liuto nel Manoscritto Balcarres (1690 , accesso all’archivio digitale qui)
ASCOLTA (un troppo breve assaggio) Jakob Lindberg (liuto) oppure su Spotify la versione per arpa (qui)

Il testo si commenta da solo (dopo aver decifrato il dialetto scozzese)
ASCOLTA Ian Bruce in Alloway Tales, 1999 a seguire  O Mally’s Meek. Ian è  un cantautore, ma in questo cd ha reso omaggio alle canzoni di Robert Burns. Già coinvolto nel progetto di Fred Freeman per l’edizione discografica integrale sul poeta scozzese.

I
O, when she cam ben, she bobbed (1) fu’ law!
O, when she cam ben, she bobbed fu’ law!
And when she came ben, she kiss’d Cockpen,
And syne she deny’d she did it at a’!
II
And was na Cockpen right saucy with a’ (2)?
And was na Cockpen right saucy with a’,
In leaving the dochter o’ a lord (3),
And kissin a collier (4) lassie an’ a’?
III
‘ O, never look down, my lassie, at a’!
O, never look down, my lassie, at a’!
Thy lips are as sweet, and thy figure complete,
As the finest dame in castle or ha’ .
IV
‘Tho’ thou hast nae silk, and holland sae sma’,
‘Tho’ thou hast nae silk, and holland sae sma’,
Thy coat and thy sark are thy ain handywark,
And Lady Jean was never sae braw.’ (5)
Tradotto da Cattia Salto
I
Quando entrò in salotto lei fece una profonda riverenza,
quando entrò in salotto lei fece una profonda riverenza,
quando entrò in salotto baciò Cockpen
e poi negò di averlo fatto
II
Oh Cockpen non allungava sempre le mani su tutte?
Cockpen non allungava sempre le mani su tutte?
Per dimenticare la figlia di un Signore
e baciare una servetta?
III
Oh non guardare mai dall’alto in basso mia fanciulla
Oh non guardare mai dall’alto in basso mia fanciulla,
le tue labbra sono così dolci e la tua figura perfetta, come la più elegante dama di un castello o palazzo
IV
Sebbene tu non abbia seta e fine tela olandese, sebbene tu non abbia seta e fine tela olandese, la tua gonna e camicia sono il tuo capolavoro
e Lady Jean non era mai così bella

NOTE
La traduzione in inglese qui
1) sta per curtsy, inchinarsi, fare la riverenza
2) forse ho optato un’espressione troppo moderna
3) ovvero la moglie Lady Jean
4) collier sta per coalier che si collega a coaly il carbone (coke): compito delle servette di un tempo era occuparsi di legna e carbone per scaldare e cucinare
5) tutti bei complimenti volti solo a ottenere i favori sessuali della fresca fanciulla, scema lei a cascarci (e purtroppo un tempo la fanciulla in questione non aveva altre possibilità che sottomettersi perchè se si ribellava andando a lamentarsi dalla moglie veniva comunque licenziata, l’unica sua possibilità era riuscire a non restare mai da sola in compagnia del Signorotto o di darsi velocemente alla fuga)
continua

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/622.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-353,-pages-364-and-365,-when-she-cam-ben-she-bobbed.aspx
http://www.tunearch.org/wiki/Annotation:When_she_cam_ben
http://www.irishpage.com/songs/carolan/shecnote.htm

THREE RAVENS

Child ballad #26, versione A
musica di Thomas Ravenscroft (1611).

Nella ballata tradizionale di autore anonimo, tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito (Twa Corbies).

LA VERSIONE INGLESE: THREE RAVENS

Qui i corvi sono tre e il testo è in inglese, accanto al cadavere del cavaliere giacciono i suoi fedeli cani e falchi, e una donna-cerva lo seppellisce. Vernon Chatman in “The three ravens explicated“, 1963 ipotizza che la donna-cervo sia una sorta di donna-centauro e che l’origine della ballata sia irlandese (o quanto meno che la ballata sia derivata da una versione irlandese) (vedi anche in htm): egli ipotizza che il cavaliere appartenga al Clan del Cervo Rosso e che la donna-cervo sia lo spirito-guardiano in forma animale ma anche di fanciulla. Il riferimento però va anche alla corrigan del folklore bretone, la fata-cerva del Greenwood ovvero il bosco sacro che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti simile alle sirene) continua
Così i tre corvi sono il simbolo della dea Morrigan la triplice dea della morte che aleggia sui campi di battaglia. continua

Henry Matthew Brock ‘The Three Ravens’

Versione A – Child #26

in “Melismata Mvsicall Phansies. Fitting the Covrt, Citie, and Covntrey Hvmovrs. To 3, 4, and 5 Voyces” musica di Thomas Ravenscroft (1611).
Da ascoltare nella sua probabile esecuzione originale in epoca Tudor nelle splendide esecuzioni dei contro-tenori
ASCOLTA Henry de Rouville

ASCOLTA  Alfred Deller
ASCOLTA Andreas Scholl


I
There were three ravens sat on a tree,
downe a downe, hay downe, a downe,
They were as black as they might be.
with a downe, (downe, downe)
Then one of them said to his mate,
Where shall we now our breakfast take? With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Down in yonder dear green field,
There lies a Knight slain under his shield,
His hounds they lie down at his feet,
So well do they their Master keep,
III
His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie
Down there comes a fallow doe,
As great with young as she might go
IV
She lifted up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red,
She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake,
V
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
God send every gentleman,
Such hawks, such hounds, and such a Leman
Tradotto da Cattia Salto
I
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
sconsolato e depresso (1)
erano neri come devono essere
assolutamente sconsolato
allora uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
i suoi cani gli giacciono ai piedi
e vegliano il loro padrone
III
I suoi falchi volano con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
giunge là una cerva maculata (2) in stato avanzato di gravidanza
IV
Gli alzò la testa insanguinata
e baciò le sue ferite che erano così rosse
poi lo prese sulla sua schiena
e lo portò nella fossa (3)
V
Lo seppellì avanti l’ora prima (4),
ed era morta anche lei all’ora di compieta
che Dio mandi a ogni gentiluomo
tali falchi, cani e amante (5)

NOTE
1)  Vernon Chatman (nella sua opera già citata) propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected.
Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
2) letteralmente cerbiatta a maggese ma anche daino dal manto maculato.
3) lago di creta o lago asciutto o terra molle ossia un corpo d’acqua alimentato solo dalla pioggia, richiama la pozzanghera sta per indicare la fossa in cui il cavaliere sarà seppellito
4) suddivisione del tempo secondo le ore canoniche stabilite dalla chiesa cristiana per la preghiera comune (liturgia delle ore)
Mattutino: prima dell’alba
Lodi: all’alba
Prima: ore 6:00
Terza: ore 9:00
Sesta: ore 12:00
Nona: ore 15:00
Vespri: tramonto
Compieta: prima di coricarsi
5) termine arcaico per amante

32

ASCOLTA Loreena McKennitt live arpa e voce nei suoi primi concerti (con il testo standard)

ASCOLTA Cecile Corbel in Songbook Volume 1 che ha invece (come suo solito) modificato la struttura della ballata introducendo un ritornello


chorus
Down-a-down, hey! down
They were as black as they might be
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
There were three ravens sat on a tree,
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
The one of them said to his mate,
“Where shall we our breakefast take?”/”Down in a yonder green field,/There lies a knight slain under his shield.
II
His hounds they lie down at his feet,/So well they can their master keep./His hawks they fly so eagerly,/There’s no fowl dare him to come nigh.”
III
Down there comes a fallow doe
As great with young as she might goe.
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
traduzione italiano
Ritornello
Down-a-down, hey! down
Erano neri come devono essere
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
Uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
“Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
II
I suoi segugi gli stanno ai piedi
e vegliano il loro padrone
I suoi falchi con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
III
Giunge là una cerva maculata in stato avanzato di gravidanza.
Lo seppellì avanti l’ora prima
ed era morta anche lei nel tempo di una canzone

ASCOLTA Malinky in 3 Ravens, 2002


I
Three ravens sat upon a tree
Hey doun hey derrie day
Three ravens sat upon a tree
Hey doun
Three ravens sat upon a tree
And they were black as black could be
And sing la do an la do a day
II
The middle ane said tae his mate
“Oh where shall we our dinner get?”
III
“Well, it’s doun intae yon grass green field/There lies a knight that’s newly killed”
IV
And his horse is standing at his side
And thinks he might get up and ride
V
And his hounds are lying at his feet
And they lick his wounds sae sore and deep
VI
There came a lady full of woe
As big wi’ child as she could go
VII
And she’s stretched hersel’ doon at his side
And for the love of him she’s died
Tradotto da Cattia Salto
I
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun hey derrie day
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun
Tre corvi appollaiati sull’albero
neri proprio come devono essere
e canta la do an la do a day
II
quello in mezzo disse ai suoi compagni,
“Dove andremo per colazione?”
III
“Beh laggiù in quel bel campo verde
giace un cavaliere che è stato appena ucciso”
IV
Il suo cavallo gli sta al fianco
e pensa che dovrebbe alzarsi e correre
V
I suoi cani gli giacciono ai piedi
e gli leccano le ferite terribili e così profonde
VI
Giunge là una dama addolorata
in stato avanzato di gravidanza
VII
Si è distesa al suo fianco e per amor suo è morta

ASCOLTA Sonne Hagal (neo folk germanico)

JESOUS AHATONHIA UNA MELODIA BRETONE?

La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne” della quale si mostra un esempio.

Nel 1576, a Parigi veniva pubblicata una raccolta di 150 canti monodici a cura di Jehan Chardavoine (c.1537-1580) dal titolo: “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. Si trattava della prima raccolta sistematica di melodie popolari risalenti anche a generazioni precedenti, su testi in parte dovuti a celebri poeti dell’epoca. Alcune di queste melodie godevano già di grande notorietà ed erano state utilizzate da compositori celebri come Clément Janequin ed Eustache Du Caurroy.
Particolare fortuna toccò a una di queste dal titolo “Une jeune fillette” (Una giovane fanciulla) il cui testo si riferiva all’usanza abbastanza frequente presso le famiglie nobili del tempo di destinare le figlie femmine alla vita monacale. ” (tratto da qui)
In italiano diventò “Madre non mi far monaca” più comunemente detta “La Monica” riprendendo il canto francese detto Chant de la nonnette (vedi)

CHANT DE LA NONNETTE

ASCOLTA l’arrangiamento di Jordi Savall

MA BELLE SI TON AME

La versione profana scritta e arrangiata dal poeta francese Gilles Durant de la Bergerie, è un canto che invita i giovani a godere dei piaceri dell’amore, canzone usata anche nella serie The Tudors.
Nel video allo spezzone tratto dal film segue la versione de The Toronto Consort. Segnalo inoltre la versione di Owain Phyfe per l’ascolto integrale su Spotify (in “Sweet was the Song” 1995)

ASCOLTA Olivier de Narnaud per ascoltare la melodia come veniva cantata durante il periodo barocco


I
Ma Belle si ton âme
se sent on alumer
Decette Douce flame
qui nous force d’amer
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
II
Avant que la journee
De nostre age qui fuit
Se sent environee
Des ombres de la nuit,
Prenons loysir
De vivre nostre vie
Et sans craindre l’envie
Baisons nous a plaisir.
III
Du soleil la lumiere
Sur le soir se desteint,
Puis a l’aube premiere
Elle reprend son teint.
Mais nostre jour,
Quant une foys il tombe,
Demeure sous la tombe,
Y faisant long sejour.
IV
Ca, finette affinee
Ca, rompons le destin,
Qui clot nostre journee
Souvent des le matin.
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
Traduzione di Cattia Salto
I
Mia bella se la tua anima
sentisse la luce
di questa dolce fiamma
che ci costringe ad amare!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura.
II
Prima che il giorno
della nostra giovinezza
sia circondato
dalle ombre della notte,
prendiamo il buon tempo
di vivere la vita
e senza paure d’invidia,
baciamoci a piacimento.
III
La lue del sole
svanisce verso sera
poi alla prima alba
riprende il suo colore,
ma il nostro giorno
una volta finito
resta nella tomba
per soggiornarvi a lungo.
IV
Così mio caro amore
spezziamo il fato
che farebbe finire la nostra giornata
al giungere del mattino!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura

Sul versante popolare peraltro ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna in un noel bretone dal titolo “Péh trouz zou ar en doar”.

FONTI
http://www.medieval.org/emfaq/misc/fillette.htm
https://diesisebemolle.wordpress.com/2013/02/02/chansons-une-jeune-fillette-e-la-monica/
http://www.paolopuliti.eu/testo-e-musica.html
http://www.paolopuliti.eu/daquin.html

THIS ENDRIS NIGHT

Il culto mariano fiorì nel Medioevo attraverso le laudi e i canti di pellegrinaggio che si diffusero in tutta Europa, ma il protestantesimo con la sua generalizzata disapprovazione del culto dei Santi, sminuì anche la figura della Madonna, perciò sono veramente poche le carols inglesi su Maria.

Thys Endris Night” è  una ninna nanna del 1400, un tenero dialogo tra Gesù Bambino e sua madre Maria. Un dialogo miracoloso perchè viene rievocato il Natale, quando Gesù giace tra la paglia, dentro a una grotta, e un segno nel cielo guida il cammino dei pastori e dei saggi che andranno ad adorarlo;  la madre lo interroga stupita che il figlio abbia voluto nascere in un’umile grotta piuttosto che in una magnifica reggia, come ci si spetterebbe dal suo rango di re dei re.
Ma qui  Gesù prima di essere il Salvatore è semplicemente un bambino, che ha bisogno delle carezze e delle coccole della sua mamma. Così vengono in mente tanti dipinti rinascimentali di Madonna con bambino, una madre giovanissima, dallo sguardo amorevole, dolce e tenero che stringe tra le braccia o tiene sulle ginocchia un pargoletto roseo e paffuto.

Del canto esistono molte varianti testuali (vedi) con una quindicina di strofe in genere ridotte a sette/otto, ma la versione più accreditata è quella riportata nell’”Oxford Book of Carols” (vedi) comprensiva di melodia.
Ecco la versione nella sua struttura medievale
ASCOLTA Chris Green & Sophie Matthews strofe da I a V e da IX a XIII

e una versione più folk ASCOLTA Dan Fogelberg in “The First Christmas Morning” 1999 (strofe I, II, IV, VII, VIII, XI)

Interessante anche questa versione ridotta dei Chouchou ASCOLTA

La versione per corale


I
This endris (1) night I saw a sight
A star as bright as day
And ‘ere among a maiden sang
Lullay bye bye lullay
II
This lovely lady sat and sang
And to her child did say
“My son, my brother, father, dear
Why liest thou thus in hay”
III
“My sweetest bird, ‘tis thus required,
Though I be king veray (2),
But nevertheless I will not cease (3)
To sing ‘Bye bye, lullay.'”
IV
The child then spoke in his talking
And to his mother said
“Yea, I am known as Heaven’s King
Though I in crib be laid”
V
For angels bright down on me light (4);
Thou knowest ‘tis no nay (5)
And for that sight thou may delight
To sing, ‘Bye bye, lullay.'”
VI
“Now, sweet son, since thou art a king,
Why art thou laid in stall?
Why dost not order thy bedding
In some great king’s hall?
VII
Methinks (6) it right that king or knight
Should lie in good array
And then among (7), it were no wrong
To sing bye bye lullay”
VIII
Mary, mother, I am that child
Tho’ I be laid in stall
For lords and dukes shall worship me
And so shall king’s all
IX
Now tell, sweet son, I thee do pray
Thou art my love and dear
How should I keep thee to thy pay (8)
And make thee glad of cheer
X
“My dear mother, when time it be (9),
Take thou Me up on loft,
And set Me then upon thy knee,
And handle me full soft.
XI
My dear mother, thou hold me warm
And keep me night and day
And if I weep and may not sleep
Thou sing bye bye lullay
Thou sing bye bye lullay
XII
“Now sweet Son, since it is come so,
That all is at Thy will,
I pray Thee grant to me a boon (10),
If it be right and skill (11)
XIII (12)
“That child or man, who will or can
Be merry on my day,
To bliss Thou bring—and I shall sing,
Lullay, by by, lullay.”
Traduzione Cattia Salto (*)
I
L’altra notte vidi un segno
una stella luminosa come il sole
e là una fanciulla cantava
“Ninna nanna”
II
Questa dama amorevole assisa cantava e al suo bimbo diceva
Figlio mio, fratello, padre caro
perché giaci tu così nella paglia?
III
Mio uccello canterino più caro,
ciò è necessario

anche se sono il vero re,
tuttavia non smettere (3)
di cantare Ninna Nanna
IV
Così il bimbo si mise a parlare
e alla madre disse
Si mi chiamano il Re dei Cieli
anche se dormo in una culla
V
Perché gli angeli radiosi dall’alto scendono,
questo è innegabile

e per quel segno rallegrati,
per cantare Ninna Nanna”
VI
“Allora amato figlio, poiché tu sei un re,
perché dormi in una mangiatoria?
Perché non comandi che il tuo letto
sia in una grande camera di un castello?
VII
Credo sia giusto che un re
o un cavaliere

debba stare nella ricchezza
e ogni tanto non c’è niente di male
nel cantare una ninna nanna
VIII
Maria, mamma, io sono tuo figlio
e sebbene dorma in una mangiatoia
Nobili e Duchi mi adoreranno
e così sarò il re di tutti
IX
Ora dimmi figlio diletto, te ne prego
tu che sei il mio amore adorato
come posso farti contento
e rallegrarti?
X
Mia cara madre, quando sarà il tempo (9), prendimi tra le tue braccia
e poi mettimi sulle ginocchia
e trattami con molta delicatezza
XI
Cara mamma tienimi al caldo
e custodiscimi notte e giorno
e se piango e non riesco a prendere sonno cantami “Ninna nanna
cantami Ninna Nanna
XII
Allora mio dolce figlio, poichè
tutto è in tuo volere,
Ti prego di condermi un favore
se sarà buono e giusto.
XIII (12)
Che a ogni bambino o uomo, che vorrà o potrà essere felice nella mia giornata
la benedizione tu porterai– e io canterò
Ninna nanna”

NOTE
(* non sono ancora del tutto convinta sulla traduzione, ma per ora è quanto credo di aver capito, traduzione migliore per tempi migliori)
1) This endris (or “thys ender” or “this endurs”): The other ever among: occasionally; all the while – recently past, The other night, a few nights ago
2) verray – in truth
3) I will not cease (you) nel senso di “non ti fermerò”
4) Light: Alight. La frase è anche variamente modernizzata come “angels bright down to me light”
5) No nay: Undeniable
6) Methinks: I think
7) ever among – every now and then – in that circumstance
8) pay – liking, satisfaction
9) a mio avviso Gesù vuole prefigurare l’ora della sua morte, immortalato in molte Pietà


10) Boon: Favor
11) Skill: Reasonable
12) come la prassi nelle laudi e nei canti mariani, la Madonna intercede presso Gesù per la salvezza di tutti gli uomini

FONTI
http://sniff.numachi.com/pages/tiENDRISNT;ttENDRISNT.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/this_endris_night2.htm
https://www.theguardian.com/books/2011/dec/28/poem-week-this-endris-night

THE SAILOR LADDIE / ROLLING SEA

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune (vedi Saucy sailor boy), è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio!

QUELLO CHE LE DONNE VOGLIONO

Come in questa  sea song  dal titolo “The sailor laddie” che era cantata già nella seconda metà del 1700 dalle ragazze di Gosport, una cittadina portuale dell’Hampshire (Inghilterra) sulla Manica: è il marinaio l’uomo che le donne vogliono!!

ASCOLTA Eliza Carthy in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

I
Don’t you see the ships a-coming?
Don’t you see them in full sail?
Don’t you see the ships a-coming
With the prizes at their tail?
Chorus 
Oh my little rolling sailor,
Oh my little rolling he;
How I love my rolling sailor
When he’s on a rolling sea
II
Sailors they get all the money,
Soldiers they get none but brass.
How I love my rolling sailor,
Soldiers they can kiss my arse
III
How can I be blithe and merry
With my true love far from me?
All those pretty little sailors,
They’ve been pressed and taken to sea.
IV
How I wish the press were over
And the wars were at an end.
Then every sailor laddie
Would be happy with his friend.
V
Some delight in jolly farmers,
Some delight in soldiers free;
But my delight’s in a sailor laddie,
Blithe and merry may he be.
VI
When the wars they are all over
Peace and plenty come again;
Every bonny sailor laddie
Will come sailing on the main.
VII
Oh, the wars will soon be over
And the sailors once come home;
Every lass will get a lad,
She won’t have to sleep alone.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non vedi arrivare le navi?
Non le vedi con tutte le vele al vento?
Non vedi arrivare le navi
con le prede a rimorchio (1)?
CORO
Oh mio piccolo marinaio dal passo dondolante(2), come amo il mio marinaio con il passo dondolante
quando è in mare in tempesta
II
I marinai prendono tutti il soldo
i soldati solo delle monetine di rame,
come amo il mio marinaio dal passo dondolante, soldati potete baciarmi il culo (3)
III
Come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore lontano da me?
Tutti quei bei giovani marinai
che sono stati arruolati e che hanno preso il mare.
IV
Vorrei che la ferma fosse terminata
e che le guerre fossero alla fine
allora tutti i marinai
sarebbero felici con la loro ragazza
V
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace che il giovane marinaio
che possa essere felice e contento
VI
Quando le guerre saranno tutte finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
VII
Oh presto le guerre saranno finite
e i marinai allora ritorneranno a casa
ogni ragazza avrà un ragazzo
e non dovrà dormire da sola.

NOTE
1) at their tail/di poppa
2) il termine ha un duplice significato: in genere è sinonimo di“sailing” ma può anche derivare da “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”; oppure come suggerisce Italo Ottonello è proprio in senso letterale “dondolante” dalla tipica andatura dei lupi di mare
3)una donnina proprio fine!

L’altra versione è quella registrata da Frankie Armstrong nel 1973 in “The Valiant Sailor – Songs & Ballads of Nelson’s Navy” Nelle note di copertina si commenta “Our text comes from John Aston’s Real Sailor Songs (1891) and the tune from Stokoe and Reay, who give it in their Songs and Ballads of Northern England, under the title of  O the Bonny Fisher Lad.

Quindi la versione del folk revival è la più recente variante abbinata alla melodia di “The bonny fisher lad” (una canzone che tratta di un argomento simile, solo che i preferiti dalle donne sono i pescatori)

ASCOLTA Corinne


CHORUS

Oh, me bonny sailor laddie,
oh, me bonny sailor he,
Oh, me bonny sailor laddie,
blythe and merry may he be,
I
Sailor lads have gold and silver,
fisher lads have nought but brass;
Well I love my sailor laddie
because I am a sailor’s lass.
Some delight in jolly farmers,
some delight in soldiers free;
My delight’s in a sailor laddie,
blythe and merry may he be.
II
How I wish the press was over
and all wars were at an end,
Then every bonny sailor laddie
would be merry with his friends;
How can I be blythe and merry
with my love so far from me,
When so many pretty sailors
they are pressed and ta’en to sea?
III
Oh, I wish the wars were over,
peace and plenty come again,
Then every bonny sailor laddie
would come sailing o’er the main
Don’t you see his ship a-coming,
don’t you see she’s in full sail?
Don’t you see the Britannia
coming with the prizes at her tail?
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO

Oh mio bel giovane marinaio
lui è il mio bel marinaio,
Oh mio bel giovane marinaio
che possa essere felice e contento
I
I marinai hanno monete d’oro e argento
i pescatori solo monetine di rame
io amo il mio giovane marinaio
perchè sono una ragazza da marinaio.
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace il giovane marinaio, che possa essere felice e contento
II
Come vorrei che la ferma fosse terminata
e tutte le guerre fossero alla fine
allora tutti i bei giovani marinai
sarebbero felici con la loro ragazze;
come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore così lontano da me?
Quando così tanti bei giovani marinai
sono stati arruolati e hanno preso il mare?
III
Oh vorrei che le guerre fossero finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
allora ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
Non vedi arrivare la sua nave?
non vedi che è a vele spiegate?
Non vedi la Britannia
arrivare con  le prede a rimorchio?

THE SAILOR LADDIE, LA VERSIONE SCOZZESE

sailor-picLa versione della canzone originaria di Dundee, Scozia richiama un’altrettanto popolare canzone “The Hieland laddie“. In quella chi canta chiede “Sei mai stato …” (la prima strofa dice: Was you ever in Quebec?) e in questa la ragazza risponde “Sono stata a Dundee”

Nigel Gatherer, editor of Songs and Ballads of Dundee, says that the first of these, consisting of two verses with a refrain, was collected by Aberdeenshire folksong collector Gavin Greig (1856 –1914) from the Rev. John Calder and that it is “related to a family of folksongs which include ‘The Ploughboy Laddie’, ‘The Collier Laddie’ and ‘the Gypsy Laddies’. The tune is somewhat reminiscent of ‘A Man’s a Man for A’ That’.” (tratto da qui)

Su Spotify la versione di Christine Kydd

I
I’ve been East and I’ve been West
And I’ve been in Dundee
But the bonniest lad that ever I saw
He ploughs the raging sea
Chorus:
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
II
I’ve been east and I’ve been west
And I’ve been in Montrose
But the bonniest lad that e’er I saw
He wears the tarry clothes
III
He skips upon the plainsteens
And he sails upon the sea
And he’s the bonny sailor lad
The lad that I gang wi’
IV
His jacket’s o’ the bonny blue
His jersey’s of the white
And he’s a curly kep(4) with a tinsel(5) band
That sailor’s my delight
V
I saw me lad, he gang aboot
I saw me lad set sail
I saw him turn his ship aboot
Awa’ to catch the whale
VI
He bade me, aye, keep up me heart
He bade me may be dull
He bade me, aye, keep up me heart
Till he tak me tae himself
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stata ad Est sono stata ad Ovest
e sono stata a Dundee
ma il più bel ragazzo che io abbia mai visto naviga sul mare mosso
CORO
Via con il giovane marinaio
via con lui andò
via con il giovane marinaio
via con lui andrò
II
Sono stata ad Est e sono stata ad Ovest e sono stata a Montrose (1)
ma il più bel ragazzo che abbia mai visto, indossa i vestiti da marinaio (2)
III
Con un balzo da terra (3)
s’imbarca per il mare
ed è il bel giovane marinaio
il ragazzo con cui io andrò
IV
La giacchetta di un bel blu
e i pantaloni bianchi
ha un berretto sui riccioli con una fascia metallica
quel marinaio è la mia delizia
V
Ho visto il mio ragazzo salire bordo
ho visto il mio ragazzo salpare
l’ho visto far virare la nave
per andare a caccia di balena
VI
Mi disse di farmi forza
mi disse di non essere noiosa
mi disse di farmi forza
fino a quando mi avrebbe presa con sè

NOTE
1) Montrose è una cittadina costiera della Scozia, ad una sessantina di kilometri di Dundee, un importante centro commerciale con il suo porto naturale
2) Tarry clothes: sono i vestiti di tela cerata, impermeabilizzata ‘Tarpaulin’ era sinonimo nel Seicento di marinaio e il diminutivo era “tar” (catrame) ; ‘tar’ era anche il cappello da marinaio
3) Plainsteens: flat stones used for paving; paved area surrounding the mercat cross. Non è molto chiaro il senso della frase letteralmente si traduce con “saltella sul selciato”
4) Kep: cap
5) Tinsel: interwoven with metallic thread

SAILOR LADDIE &THE SAILOR LASSIE

Una melodia da danza riportata nel Settecento in alcune collezioni scozzesi di musica  “John Glen (1891) finds the earliest appearance of the tune in print in Neil Stewart’s 1761 collection (pg. 15). Stewart’s collection, printed in Edinburgh and entitled Collection of the Newest and Best Reels and Country Dances, is dated to 1775 by the Kellers et al. The jig next appears in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. II, published in Glasgow in 1785 (Aird prints different “Sailor Laddie’s” in his vol. 3). Scottish fiddler John Fife included “Sailor Laddie” in his manuscript collection begun in 1780 in Perthshire, and probably continued at sea. It is one of the “missing tunes” from William Vickers’ 1770 Northumbrian dance tune manuscript” (tratto da qui)

VIDEO nella serie televisiva “The Tudors” con la versione dei Toronto Consort da 3:07 la melodia viene fatta risalire al rinascimento inglese ovvero all’epoca Tudor.

ASCOLTA Quadriga Consort

COUNTRY DANCE

“Sailor laddie” è una country dance  descritta nel manoscritto di Thomas Straight “24 Favourite Dances for the Year” 1783, 

LO SCHEMA DELLA DANZA qui

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/reviews/fisherbk.htm
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thesailorladdie.html
http://www.capstanbars.com/boldly_westward/bftw_lyrics/ka14laddie.htm
http://sangstories.webs.com/sailorladdie.htm

http://www.nls.uk/collections/music/songindex/fullrecord.cfm?searcher=%AC&idnum=287
http://folktunefinder.com/tunes/186894
http://regencydances.org/index.php?wL=357

LA MORESCA ANTICA: LES BOUFFONS

La “moresca” era una danza delle spade molto popolare tra il XV e il XVIII secolo e si svolgeva per lo più nel periodo carnevalesco.

“Gli elementi orientali dei costumi dei ballerini e il carattere guerriero della danza, hanno contribuito alla credenza che tali balli si ispirassero al conflitto tra cristiani e saraceni. Ma secondo Curt Sachs quest’ipotesi è confutabile per il fatto che si tratterebbe di un processo di storicizzazione che nel medioevo si è innescato su strutture legate ad arcaici riti agrari. La maggior parte degli studiosi è inoltre concorde sul fatto che la colorazione nera del viso sarebbe da attribuirsi al desiderio del danzatore di non farsi riconoscere dagli spiriti.” (tratto da qui)

Oggi viene classificata come “danza frontale” per distinguerla dalle “danze a catena” già viste qui e si tratta più propriamente di un duello simulato . Nell’illustrazione tratta da un manoscritto medievale si suppone che i due guerrieri stiano sfoggiando agilità e destrezza in una danza cadenzata dal battito delle mani e dal suono di uno strumento a fiato probabilmente un hornpipe.
Tale consuetudine di danza guerresca è confermata anche dagli autori latini: celti e germani danzavano con spade e lance, cimentandosi con una “danza di allenamento” in cui i guerrieri perfezionavano il loro addestramento coordinando i movimenti  con un accompagnamento musicale.

danza-spade-sassone
Danza delle spade anglo-sassone codice Cleopatra, British Museum

Ancora nel 1300 ritroviamo l’illustrazione di due danzatori (questa volta al suono di una cornamusa). E’ probabile che questo sfoggio di destrezze acrobatiche sia passato nel repertorio dei giullari anche con intento burlesco.

danza-spade-1300
Royal MS. British Museum. XIV secolo

LES BOUFFONS

Non si conosce una vera e propria coreografia della danza, ma la sua descrizione con relativa melodia fu pubblicata da Thoinot Arbeau nel suo trattato “Orchesographie” (1589) con il titolo di Branle de les Bouffons (in inglese “The Buffens”, in italiano “il ballo dei Buffoni): una danza del popolo e non della corte, se vogliamo un esempio più tardo di “moresca”, con passi veloci e saltellati, molti impegnativa fisicamente in quanto si richiede  resistenza fisica e destrezza nel coordinamento dei colpi di spada.

Passo Base: 4 veloci passetti sulle punte e lanciati

La danza viene effettuata per coppie generalmente con due coppie disposte in fila (figura del quadrato) a fronteggiarsi e a “tirare di spada” (prima in alto, poi in basso e poi ancora in alto), non mancano movimenti circolari con le spade che roteano in alto sulle teste e anche spettacolari colpi incrociati e salti.

Tra le tante ricostruzioni si propone quella dei Schembart Gesellschaft Nürnberg che hanno sostituito le spade con i bastoni

Ma la moresca è anche la danza delle campanelle una danza di corte particolarmente apprezzata dei giovani.

Vediamo la ricostruzione dal film Romeno e Giulietta di Franco Zeffirelli, reinterpretata anche da molti gruppo di danza storica adattandola alla celeberrima “Mourisque” di Tylman Susato (1551)

Vediamola proposta dal gruppo di danza Béla Lovagrend

Molti studiosi ritengono che la moresca sia stata più propriamente una danza di spettacolo, non quindi una danza del repertorio del ballo nobile, bensì una danza eseguita da professionisti, una sorta di pantomima. Popolare in Italia nel 1400, entra negli intermedi dei banchetti, nei trionfi e nelle mascherate spettacolari.

FONTI
http://www.bencourtney.com/ebooks/dance/
http://www.museoroccagrimalda.unito.it/danze_spade.htm

JOAN TO THE MAYPOLE

MayDay_LeslieIl brano “John (Joan) to the Maypole” risale quantomeno al 1600 e si conoscono varie versioni testuali con lo stesso titolo ma anche con titoli diversi, (a “May-day Country Mirth”, “The Young Lads and Lasses’ Innocent Recreation”, “The Disappointment”)  la prima versione stampata risale al 1630 in cui si attribuisce la melodia a Felix White, ed è comparso  anche nella raccolta “The Pills to Purge Melancholy” di Thomas D’Urfey c. 1720.

ASCOLTA la melodia con il liuto tratta dal “Margaret Board Lute Book” (qui) il manoscritto nella collezione  privata di Robert Spencer, è stato datato  c1620 fino a 1636 (pare che la signora prendesse lezioni da John Dowland).

Nella canzone si descrive una tipica Festa del Maggio sul prato: le coppie danzano intorno al Palo del Maggio per contendersi l’ambito premio, la ghirlanda del Maggio. La coppia vincente diventerà il prossimo anno Re e Regina del Maggio.

William Powell Frith (1819-1909) A May Day Celebration Oil on canvas 40 x 56 inches (101.6 x 142.3 cm) Private collection
William Powell Frith (1819-1909) A May Day Celebration

ASCOLTA Toronto Consort (in versione integrale su Spotify)
Testo in “The new standard song book”- (J.E.Carpenter) – 1866. Sotto il titolo è classificato come “Molto popolare all’epoca di Carlo I”.


I
Joan to the Maypole away,
let us on,
The time is swift and will be gone;
There go the lasses
away to the green,
Where their beauties
may be seen
Bess, Moll, Kate, Doll,
All the gay lasses
have lads to attend them,
Hodge, Dick, Tom, Nick,
Jolly brave dancers,
and who can mend them?
CHORUS
Joan to the Maypole away,
let us on,
The time is swift and will be gone;
There go the lasses
away to the green,
Where their beauties
may be seen
II
Do you not see
how the lord of the May
Walks along in rich array?
There goes the lass that is only his,
See how they meet
and how they kiss.
Come Will, run Gill,
Or dost thou list
to lose thy labour(1);
Kit Crowd scrape loud,
Tickle up Tom with the pipe
and the tabor.
CHORUS
III
Now, if we hold out
as we do begin,
Joan and I the prize shall win(2);
Nay, if we live till another day,
I’ll make thee lady of the May.
Dance round, skip, bound,
Turn and kiss, and then for a greeting.
Now, Joan, we’ve done,
Fare thee well
till the next merry meeting.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Joan va al Palo di Maggio,
andiamo anche noi,
che il tempo fugge veloce;
là le fanciulle vanno
nel prato,
dove si possono ammirare
le loro grazie.
Bess, Moll, Kate, Doll
ogni fanciulla allegra
ha il suo ragazzo ad attenderla
Hodge, Dick, Tom, Nick,
bravi e allegri ballerini,
chi lo può negare?
CHORUS
Joan va al Palo di Maggio, 
andiamo anche noi,
che il tempo fugge veloce;
là le fanciulle vanno
nel prato,
dove si possono ammirare
le loro grazie.
II
Vedete
come il re del Maggio
passeggia in pompa magna?
Lo raggiunge la sua ragazza,
vedete come si salutano
e si baciano!
Forza Will, corri Gill,
o rischiate
di perdere il lavoro(1)
Kit Crowd sfrega forte
Tom fai il solletico alla piva e
al tamburo.
CHORUS
III
Ora se continuiamo
come abbiamo cominciato,
Joan ed io vinceremo il premio(2);
anzi se viviamo ancora
ti farò regina del Maggio.
Gira, saltella e zompa
voltati e bacia, per un saluto.
Ora Joan è finito,
addio
fino alla prossima festa.

NOTE
1) l’esortazione si riferisce ai musicisti che non sono ancora pronti con i loro strumenti per dare il via al ballo.
2) la ghirlanda del maggio in palio

FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Joan_to_the_Maypole
http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/julia/ap1/Board.htm

NOW IS THE MONTH OF MAYING

“Now is the month of maying” è un madrigale dell’era elisabettiana dallo scherzoso doppio senso riferito ai piaceri che i divertimenti del Maggio riservano, la melodia è anche una danza rinascimentale su musica di Orazio Vecchi (So ben mi, c’ha bon tempo) mentre il testo,  scritto da Sir Thomas Morley il quale riarrangiò anche la musica, risale al 1595.
Sir Thomas Morley (1557-1602), gentiluomo della cappella reale, fu il madrigalista inglese più fecondo, popolare e d’influenza italiana, amico di William Shakespeare (pare che Morley scrisse la musica per un paio di canzoni di Shakespeare).

La Camargo Dancing, Nicolas Lancret, c. 1730

ASCOLTA The King’s Singers la parte strumentale è sostenuta da piffero e tamburo, in una combinazione detta tabor-pipe:  il flauto a tre buchi  permette al musicista di suonare lo strumento con una sola mano, mentre con l’altra percuote il tamburino a tracolla. Se la combinazione era molto versatile e ben si prestava alle esecuzioni di strada del giullare, era anche perfetta per l’esecuzione delle danze e quindi nell’antica iconografia sono frequenti le sue immagini nel contesto di un convivio o in giardino, spesso in presenza di danzatori. (continua)


Now is the month of Maying,
when merry lads are playing!
Fa la la la la!
Each with his bonny lass,
a-dancing on the grass(1)
The Spring, clad all in gladness,
doth laugh at Winter’s sadness!
And to the bagpipes’ sound,
the nymphs tread out the ground(2)!
Fie! Then why sit we musing,
youth’s sweet delight refusing?
Say, dainty nymphs and speak!
Shall we play barley break(3)?
TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Ora è il mese di Maggio
quando ballano allegri i giovanotti
Fa la la la la!
Ognuno con la sua bella
danza sull’erba.
La primavera, tutta di letizia vestita
si fa beffe della tristezza invernale!
Al suono delle cornamuse
le ninfe calpestano il suolo!
Suvvia! Perchè allora sediamo malinconici
rifiutando le dolci delizie della gioventù?
Dite, ninfe leggiadre e rispondete!
Giochiamo ad acchiapparello(1)?

NOTE
1) il doppio senso è esplicito: nel verbo playing il significato è quello di “sollazzarsi” e la danza sull’erba è quella dell’amore
2) la citazione classicheggiante indugia ancora nei doppi sensi: è risaputo che le ninfe siano la preda più ambita dei fauni
3) Da intendersi nel doppio senso di “andare in camporella“: barley-break è un vecchio gioco popolare spesso citato dai poeti del XVII e XVIII secolo, una variante del gioco dell’acchiappino però a coppie. “originally played by three couples, of which one, left in a middle den called hell, had to catch the others, who could break or separate when about to be overtaken”. continua

LA VERSIONE ITALIANA

So ben mi chi ha bon tempo o So ben mi, c’ha bon tempo (in inglese: ‘I know well who is having a good time’) è una melodia scritta dal modenese Orazio Vecchi (in Selva di Varia Ricreazione 1590) (qui). La composizione musicale è un madrigale o più propriamente una canzonetta polifonica di moda nel Rinascimento (una forma più leggera di madrigale).

L’estratto dalla serie “I Tudors” a seguire l’esecuzione di Bertil Färnlöf, Ensemble Bourrasque & Westra Aros Pijpare
Album: Praetorius Dances from Terpsichore & Others

ASCOLTA The Amaryllis Consort


So ben, mi, c’ha bon tempo(1),
so ben, mi, c’ha bon tempo,
Fa la la la la la la la la la la.
Il so, ma basta mo’,
so ben ch’è favorito,
ahimè! n’ol posso dir.
o, s’io potessi dire,
chi va, chi sta, chi vien,
la ti darà martello(2),
per farti disperar.
saluti e baciamani,
son tutti indarno, a fè.
Non giova fare il Zanni(3)
Andando su e giù.
Al può ben impiccarsi
Ch’al non farà nient.
Passeggia pur chi vuole
Ch’el tempo perderà.
O parli, o ridi, o piangi,
Non troverai pietà.
Dice il proverbio antico,
Chi ha fatto suo buon pro(4)
ITALIANO MODERNO
Conosco bene chi si diverte(1)
Conosco bene chi si diverte
Fa la la la la la la la la la la.
Lo so ma basta adesso
So bene chi è favorito
Ahimè non lo posso dire
O se lo potessi dire
Chi va chi resta chi viene
ti darà il tomento(2)
per farti disperare.
Saluti e baciamani
sono tutti inutili, in fede mia.
Non giova fare il buffone(3)
andando su e giù
Si può impiccare
colui che non farà niente.
Vada a passeggio chi vuole
che perderà il suo tempo.
Se parli, ridi, piangi
non troverai pietà.
Dice il proverbio antico
“Buon pro ti faccia”(4)

NOTE
1) “darsi buontempo” o “avere buontempo” significa “divertirsi”, “spassarsela allegramente”, “godersela”. In inglese si traduce con “to have a good time”
2) per dar martello: espressione tipica dei processi alle streghe: “per non far dormire, nè mangiare l’innamorato” e quindi esprime il tormento amoroso. Ma anche “dar martello ad uno” = quando per piacere lo facciamo andare in collera
3) Zanni = Nanni, ovvero Gianni è il tipico contadino burlone , per estensione significa commediante, buffone
4) “che ti sia d’aiuto” o “che ti porti giovamento”= “che questo che avete fatto a me (un augurio/un saluto) vi possa portare del bene”; ma anche – <l’ha fatto> a suo pro = a proprio vantaggio;

La coreografia della danza  è di Cesare Negri (Le Gratie d’Amore 1602) la quale riprende passi e figure del tourdion e della gagliarda, la danza per eccellenza del rinascimento italiano.

LA DANZA

Ecco alcune interpretazioni della danza

Barok Ensemble Kolibrie: video

Balletto da Cesare Negri, 1602. Ricostruzione di Julia Sutton. Danzatori: Tim Lamm & Paula Harrison.

FONTI
https://en.wikipedia.org/wiki/Now_Is_the_Month_of_Maying
http://ontanomagico.altervista.org/danza-rinascimento.html
http://www2.cpdl.org/wiki/index.php/So_ben_mi_ch’ha_bon_tempo_(Orazio_Vecchi)
http://imslp.org/wiki/So_ben_mi_ch’a_bon_tempo_(Vecchi,_Orazio)