Archivi categoria: MUSICA RINASCIMENTALE

THREE RAVENS

Child ballad #26, versione A
musica di Thomas Ravenscroft (1611).

Nella ballata tradizionale di autore anonimo, tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito (Twa Corbies).

LA VERSIONE INGLESE: THREE RAVENS

Qui i corvi sono tre e il testo è in inglese, accanto al cadavere del cavaliere giacciono i suoi fedeli cani e falchi, e una donna-cerva lo seppellisce. Vernon Chatman in “The three ravens explicated“, 1963 ipotizza che la donna-cervo sia una sorta di donna-centauro e che l’origine della ballata sia irlandese (o quanto meno che la ballata sia derivata da una versione irlandese) (vedi anche in htm): egli ipotizza che il cavaliere appartenga al Clan del Cervo Rosso e che la donna-cervo sia lo spirito-guardiano in forma animale ma anche di fanciulla. Il riferimento però va anche alla corrigan del folklore bretone, la fata-cerva del Greenwood ovvero il bosco sacro che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti simile alle sirene) continua
Così i tre corvi sono il simbolo della dea Morrigan la triplice dea della morte che aleggia sui campi di battaglia. continua

Henry Matthew Brock ‘The Three Ravens’

Versione A – Child #26

in “Melismata Mvsicall Phansies. Fitting the Covrt, Citie, and Covntrey Hvmovrs. To 3, 4, and 5 Voyces” musica di Thomas Ravenscroft (1611).
Da ascoltare nella sua probabile esecuzione originale in epoca Tudor nelle splendide esecuzioni dei contro-tenori
ASCOLTA Henry de Rouville

ASCOLTA  Alfred Deller
ASCOLTA Andreas Scholl


I
There were three ravens sat on a tree,
downe a downe, hay downe, a downe,
They were as black as they might be.
with a downe, (downe, downe)
Then one of them said to his mate,
Where shall we now our breakfast take? With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Down in yonder dear green field,
There lies a Knight slain under his shield,
His hounds they lie down at his feet,
So well do they their Master keep,
III
His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie
Down there comes a fallow doe,
As great with young as she might go
IV
She lifted up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red,
She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake,
V
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
God send every gentleman,
Such hawks, such hounds, and such a Leman
Tradotto da Cattia Salto
I
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
sconsolato e depresso (1)
erano neri come devono essere
assolutamente sconsolato
allora uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
i suoi cani gli giacciono ai piedi
e vegliano il loro padrone
III
I suoi falchi volano con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
giunge là una cerva maculata (2) in stato avanzato di gravidanza
IV
Gli alzò la testa insanguinata
e baciò le sue ferite che erano così rosse
poi lo prese sulla sua schiena
e lo portò nella fossa (3)
V
Lo seppellì avanti l’ora prima (4),
ed era morta anche lei all’ora di compieta
che Dio mandi a ogni gentiluomo
tali falchi, cani e amante (5)

NOTE
1)  Vernon Chatman (nella sua opera già citata) propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected.
Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
2) letteralmente cerbiatta a maggese ma anche daino dal manto maculato.
3) lago di creta o lago asciutto o terra molle ossia un corpo d’acqua alimentato solo dalla pioggia, richiama la pozzanghera sta per indicare la fossa in cui il cavaliere sarà seppellito
4) suddivisione del tempo secondo le ore canoniche stabilite dalla chiesa cristiana per la preghiera comune (liturgia delle ore)
Mattutino: prima dell’alba
Lodi: all’alba
Prima: ore 6:00
Terza: ore 9:00
Sesta: ore 12:00
Nona: ore 15:00
Vespri: tramonto
Compieta: prima di coricarsi
5) termine arcaico per amante

32

ASCOLTA Loreena McKennitt live arpa e voce nei suoi primi concerti (con il testo standard)

ASCOLTA Cecile Corbel in Songbook Volume 1 che ha invece (come suo solito) modificato la struttura della ballata introducendo un ritornello


chorus
Down-a-down, hey! down
They were as black as they might be
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
There were three ravens sat on a tree,
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
The one of them said to his mate,
“Where shall we our breakefast take?”/”Down in a yonder green field,/There lies a knight slain under his shield.
II
His hounds they lie down at his feet,/So well they can their master keep./His hawks they fly so eagerly,/There’s no fowl dare him to come nigh.”
III
Down there comes a fallow doe
As great with young as she might goe.
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
traduzione italiano
Ritornello
Down-a-down, hey! down
Erano neri come devono essere
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
Uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
“Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
II
I suoi segugi gli stanno ai piedi
e vegliano il loro padrone
I suoi falchi con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
III
Giunge là una cerva maculata in stato avanzato di gravidanza.
Lo seppellì avanti l’ora prima
ed era morta anche lei nel tempo di una canzone

ASCOLTA Malinky in 3 Ravens, 2002


I
Three ravens sat upon a tree
Hey doun hey derrie day
Three ravens sat upon a tree
Hey doun
Three ravens sat upon a tree
And they were black as black could be
And sing la do an la do a day
II
The middle ane said tae his mate
“Oh where shall we our dinner get?”
III
“Well, it’s doun intae yon grass green field/There lies a knight that’s newly killed”
IV
And his horse is standing at his side
And thinks he might get up and ride
V
And his hounds are lying at his feet
And they lick his wounds sae sore and deep
VI
There came a lady full of woe
As big wi’ child as she could go
VII
And she’s stretched hersel’ doon at his side
And for the love of him she’s died
Tradotto da Cattia Salto
I
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun hey derrie day
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun
Tre corvi appollaiati sull’albero
neri proprio come devono essere
e canta la do an la do a day
II
quello in mezzo disse ai suoi compagni,
“Dove andremo per colazione?”
III
“Beh laggiù in quel bel campo verde
giace un cavaliere che è stato appena ucciso”
IV
Il suo cavallo gli sta al fianco
e pensa che dovrebbe alzarsi e correre
V
I suoi cani gli giacciono ai piedi
e gli leccano le ferite terribili e così profonde
VI
Giunge là una dama addolorata
in stato avanzato di gravidanza
VII
Si è distesa al suo fianco e per amor suo è morta

ASCOLTA Sonne Hagal (neo folk germanico)

JESOUS AHATONHIA UNA MELODIA BRETONE?

La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne” della quale si mostra un esempio.

Nel 1576, a Parigi veniva pubblicata una raccolta di 150 canti monodici a cura di Jehan Chardavoine (c.1537-1580) dal titolo: “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. Si trattava della prima raccolta sistematica di melodie popolari risalenti anche a generazioni precedenti, su testi in parte dovuti a celebri poeti dell’epoca. Alcune di queste melodie godevano già di grande notorietà ed erano state utilizzate da compositori celebri come Clément Janequin ed Eustache Du Caurroy.
Particolare fortuna toccò a una di queste dal titolo “Une jeune fillette” (Una giovane fanciulla) il cui testo si riferiva all’usanza abbastanza frequente presso le famiglie nobili del tempo di destinare le figlie femmine alla vita monacale. ” (tratto da qui)
In italiano diventò “Madre non mi far monaca” più comunemente detta “La Monica” riprendendo il canto francese detto Chant de la nonnette (vedi)

CHANT DE LA NONNETTE

ASCOLTA l’arrangiamento di Jordi Savall

MA BELLE SI TON AME

La versione profana scritta e arrangiata dal poeta francese Gilles Durant de la Bergerie, è un canto che invita i giovani a godere dei piaceri dell’amore, canzone usata anche nella serie The Tudors.
Nel video allo spezzone tratto dal film segue la versione de The Toronto Consort. Segnalo inoltre la versione di Owain Phyfe per l’ascolto integrale su Spotify (in “Sweet was the Song” 1995)

ASCOLTA Olivier de Narnaud per ascoltare la melodia come veniva cantata durante il periodo barocco


I
Ma Belle si ton âme
se sent on alumer
Decette Douce flame
qui nous force d’amer
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
II
Avant que la journee
De nostre age qui fuit
Se sent environee
Des ombres de la nuit,
Prenons loysir
De vivre nostre vie
Et sans craindre l’envie
Baisons nous a plaisir.
III
Du soleil la lumiere
Sur le soir se desteint,
Puis a l’aube premiere
Elle reprend son teint.
Mais nostre jour,
Quant une foys il tombe,
Demeure sous la tombe,
Y faisant long sejour.
IV
Ca, finette affinee
Ca, rompons le destin,
Qui clot nostre journee
Souvent des le matin.
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
Traduzione di Cattia Salto
I
Mia bella se la tua anima
sentisse la luce
di questa dolce fiamma
che ci costringe ad amare!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura.
II
Prima che il giorno
della nostra giovinezza
sia circondato
dalle ombre della notte,
prendiamo il buon tempo
di vivere la vita
e senza paure d’invidia,
baciamoci a piacimento.
III
La lue del sole
svanisce verso sera
poi alla prima alba
riprende il suo colore,
ma il nostro giorno
una volta finito
resta nella tomba
per soggiornarvi a lungo.
IV
Così mio caro amore
spezziamo il fato
che farebbe finire la nostra giornata
al giungere del mattino!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura

Sul versante popolare peraltro ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna in un noel bretone dal titolo “Péh trouz zou ar en doar”.

FONTI
http://www.medieval.org/emfaq/misc/fillette.htm
https://diesisebemolle.wordpress.com/2013/02/02/chansons-une-jeune-fillette-e-la-monica/
http://www.paolopuliti.eu/testo-e-musica.html
http://www.paolopuliti.eu/daquin.html

THIS ENDRIS NIGHT

Il culto mariano fiorì nel Medioevo attraverso le laudi e i canti di pellegrinaggio che si diffusero in tutta Europa, ma il protestantesimo con la sua generalizzata disapprovazione del culto dei Santi, sminuì anche la figura della Madonna, perciò sono veramente poche le carols inglesi su Maria.

Thys Endris Night” è  una ninna nanna del 1400, un tenero dialogo tra Gesù Bambino e sua madre Maria. Un dialogo miracoloso perchè viene rievocato il Natale, quando Gesù giace tra la paglia, dentro a una grotta, e un segno nel cielo guida il cammino dei pastori e dei saggi che andranno ad adorarlo;  la madre lo interroga stupita che il figlio abbia voluto nascere in un’umile grotta piuttosto che in una magnifica reggia, come ci si spetterebbe dal suo rango di re dei re.
Ma qui  Gesù prima di essere il Salvatore è semplicemente un bambino, che ha bisogno delle carezze e delle coccole della sua mamma. Così vengono in mente tanti dipinti rinascimentali di Madonna con bambino, una madre giovanissima, dallo sguardo amorevole, dolce e tenero che stringe tra le braccia o tiene sulle ginocchia un pargoletto roseo e paffuto.

Del canto esistono molte varianti testuali (vedi) con una quindicina di strofe in genere ridotte a sette/otto, ma la versione più accreditata è quella riportata nell’”Oxford Book of Carols” (vedi) comprensiva di melodia.
Ecco la versione nella sua struttura medievale
ASCOLTA Chris Green & Sophie Matthews strofe da I a V e da IX a XIII

e una versione più folk ASCOLTA Dan Fogelberg in “The First Christmas Morning” 1999 (strofe I, II, IV, VII, VIII, XI)

Interessante anche questa versione ridotta dei Chouchou ASCOLTA

La versione per corale


I
This endris (1) night I saw a sight
A star as bright as day
And ‘ere among a maiden sang
Lullay bye bye lullay
II
This lovely lady sat and sang
And to her child did say
“My son, my brother, father, dear
Why liest thou thus in hay”
III
“My sweetest bird, ‘tis thus required,
Though I be king veray (2),
But nevertheless I will not cease (3)
To sing ‘Bye bye, lullay.'”
IV
The child then spoke in his talking
And to his mother said
“Yea, I am known as Heaven’s King
Though I in crib be laid”
V
For angels bright down on me light (4);
Thou knowest ‘tis no nay (5)
And for that sight thou may delight
To sing, ‘Bye bye, lullay.'”
VI
“Now, sweet son, since thou art a king,
Why art thou laid in stall?
Why dost not order thy bedding
In some great king’s hall?
VII
Methinks (6) it right that king or knight
Should lie in good array
And then among (7), it were no wrong
To sing bye bye lullay”
VIII
Mary, mother, I am that child
Tho’ I be laid in stall
For lords and dukes shall worship me
And so shall king’s all
IX
Now tell, sweet son, I thee do pray
Thou art my love and dear
How should I keep thee to thy pay (8)
And make thee glad of cheer
X
“My dear mother, when time it be (9),
Take thou Me up on loft,
And set Me then upon thy knee,
And handle me full soft.
XI
My dear mother, thou hold me warm
And keep me night and day
And if I weep and may not sleep
Thou sing bye bye lullay
Thou sing bye bye lullay
XII
“Now sweet Son, since it is come so,
That all is at Thy will,
I pray Thee grant to me a boon (10),
If it be right and skill (11)
XIII (12)
“That child or man, who will or can
Be merry on my day,
To bliss Thou bring—and I shall sing,
Lullay, by by, lullay.”
Traduzione Cattia Salto (*)
I
L’altra notte vidi un segno
una stella luminosa come il sole
e là una fanciulla cantava
“Ninna nanna”
II
Questa dama amorevole assisa cantava e al suo bimbo diceva
Figlio mio, fratello, padre caro
perché giaci tu così nella paglia?
III
Mio uccello canterino più caro,
ciò è necessario

anche se sono il vero re,
tuttavia non smettere (3)
di cantare Ninna Nanna
IV
Così il bimbo si mise a parlare
e alla madre disse
Si mi chiamano il Re dei Cieli
anche se dormo in una culla
V
Perché gli angeli radiosi dall’alto scendono,
questo è innegabile

e per quel segno rallegrati,
per cantare Ninna Nanna”
VI
“Allora amato figlio, poiché tu sei un re,
perché dormi in una mangiatoria?
Perché non comandi che il tuo letto
sia in una grande camera di un castello?
VII
Credo sia giusto che un re
o un cavaliere

debba stare nella ricchezza
e ogni tanto non c’è niente di male
nel cantare una ninna nanna
VIII
Maria, mamma, io sono tuo figlio
e sebbene dorma in una mangiatoia
Nobili e Duchi mi adoreranno
e così sarò il re di tutti
IX
Ora dimmi figlio diletto, te ne prego
tu che sei il mio amore adorato
come posso farti contento
e rallegrarti?
X
Mia cara madre, quando sarà il tempo (9), prendimi tra le tue braccia
e poi mettimi sulle ginocchia
e trattami con molta delicatezza
XI
Cara mamma tienimi al caldo
e custodiscimi notte e giorno
e se piango e non riesco a prendere sonno cantami “Ninna nanna
cantami Ninna Nanna
XII
Allora mio dolce figlio, poichè
tutto è in tuo volere,
Ti prego di condermi un favore
se sarà buono e giusto.
XIII (12)
Che a ogni bambino o uomo, che vorrà o potrà essere felice nella mia giornata
la benedizione tu porterai– e io canterò
Ninna nanna”

NOTE
(* non sono ancora del tutto convinta sulla traduzione, ma per ora è quanto credo di aver capito, traduzione migliore per tempi migliori)
1) This endris (or “thys ender” or “this endurs”): The other ever among: occasionally; all the while – recently past, The other night, a few nights ago
2) verray – in truth
3) I will not cease (you) nel senso di “non ti fermerò”
4) Light: Alight. La frase è anche variamente modernizzata come “angels bright down to me light”
5) No nay: Undeniable
6) Methinks: I think
7) ever among – every now and then – in that circumstance
8) pay – liking, satisfaction
9) a mio avviso Gesù vuole prefigurare l’ora della sua morte, immortalato in molte Pietà


10) Boon: Favor
11) Skill: Reasonable
12) come la prassi nelle laudi e nei canti mariani, la Madonna intercede presso Gesù per la salvezza di tutti gli uomini

FONTI
http://sniff.numachi.com/pages/tiENDRISNT;ttENDRISNT.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/this_endris_night2.htm
https://www.theguardian.com/books/2011/dec/28/poem-week-this-endris-night

THE SAILOR LADDIE / ROLLING SEA

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune (vedi Saucy sailor boy), è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio!

QUELLO CHE LE DONNE VOGLIONO

Come in questa  sea song  dal titolo “The sailor laddie” che era cantata già nella seconda metà del 1700 dalle ragazze di Gosport, una cittadina portuale dell’Hampshire (Inghilterra) sulla Manica: è il marinaio l’uomo che le donne vogliono!!

ASCOLTA Eliza Carthy in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

I
Don’t you see the ships a-coming?
Don’t you see them in full sail?
Don’t you see the ships a-coming
With the prizes at their tail?
Chorus 
Oh my little rolling sailor,
Oh my little rolling he;
How I love my rolling sailor
When he’s on a rolling sea
II
Sailors they get all the money,
Soldiers they get none but brass.
How I love my rolling sailor,
Soldiers they can kiss my arse
III
How can I be blithe and merry
With my true love far from me?
All those pretty little sailors,
They’ve been pressed and taken to sea.
IV
How I wish the press were over
And the wars were at an end.
Then every sailor laddie
Would be happy with his friend.
V
Some delight in jolly farmers,
Some delight in soldiers free;
But my delight’s in a sailor laddie,
Blithe and merry may he be.
VI
When the wars they are all over
Peace and plenty come again;
Every bonny sailor laddie
Will come sailing on the main.
VII
Oh, the wars will soon be over
And the sailors once come home;
Every lass will get a lad,
She won’t have to sleep alone.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non vedi arrivare le navi?
Non le vedi con tutte le vele al vento?
Non vedi arrivare le navi
con le prede a rimorchio (1)?
CORO
Oh mio piccolo marinaio dal passo dondolante(2), come amo il mio marinaio con il passo dondolante
quando è in mare in tempesta
II
I marinai prendono tutti il soldo
i soldati solo delle monetine di rame,
come amo il mio marinaio dal passo dondolante, soldati potete baciarmi il culo (3)
III
Come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore lontano da me?
Tutti quei bei giovani marinai
che sono stati arruolati e che hanno preso il mare.
IV
Vorrei che la ferma fosse terminata
e che le guerre fossero alla fine
allora tutti i marinai
sarebbero felici con la loro ragazza
V
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace che il giovane marinaio
che possa essere felice e contento
VI
Quando le guerre saranno tutte finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
VII
Oh presto le guerre saranno finite
e i marinai allora ritorneranno a casa
ogni ragazza avrà un ragazzo
e non dovrà dormire da sola.

NOTE
1) at their tail/di poppa
2) il termine ha un duplice significato: in genere è sinonimo di“sailing” ma può anche derivare da “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”; oppure come suggerisce Italo Ottonello è proprio in senso letterale “dondolante” dalla tipica andatura dei lupi di mare
3)una donnina proprio fine!

L’altra versione è quella registrata da Frankie Armstrong nel 1973 in “The Valiant Sailor – Songs & Ballads of Nelson’s Navy” Nelle note di copertina si commenta “Our text comes from John Aston’s Real Sailor Songs (1891) and the tune from Stokoe and Reay, who give it in their Songs and Ballads of Northern England, under the title of  O the Bonny Fisher Lad.

Quindi la versione del folk revival è la più recente variante abbinata alla melodia di “The bonny fisher lad” (una canzone che tratta di un argomento simile, solo che i preferiti dalle donne sono i pescatori)

ASCOLTA Corinne


CHORUS

Oh, me bonny sailor laddie,
oh, me bonny sailor he,
Oh, me bonny sailor laddie,
blythe and merry may he be,
I
Sailor lads have gold and silver,
fisher lads have nought but brass;
Well I love my sailor laddie
because I am a sailor’s lass.
Some delight in jolly farmers,
some delight in soldiers free;
My delight’s in a sailor laddie,
blythe and merry may he be.
II
How I wish the press was over
and all wars were at an end,
Then every bonny sailor laddie
would be merry with his friends;
How can I be blythe and merry
with my love so far from me,
When so many pretty sailors
they are pressed and ta’en to sea?
III
Oh, I wish the wars were over,
peace and plenty come again,
Then every bonny sailor laddie
would come sailing o’er the main
Don’t you see his ship a-coming,
don’t you see she’s in full sail?
Don’t you see the Britannia
coming with the prizes at her tail?
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO

Oh mio bel giovane marinaio
lui è il mio bel marinaio,
Oh mio bel giovane marinaio
che possa essere felice e contento
I
I marinai hanno monete d’oro e argento
i pescatori solo monetine di rame
io amo il mio giovane marinaio
perchè sono una ragazza da marinaio.
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace il giovane marinaio, che possa essere felice e contento
II
Come vorrei che la ferma fosse terminata
e tutte le guerre fossero alla fine
allora tutti i bei giovani marinai
sarebbero felici con la loro ragazze;
come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore così lontano da me?
Quando così tanti bei giovani marinai
sono stati arruolati e hanno preso il mare?
III
Oh vorrei che le guerre fossero finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
allora ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
Non vedi arrivare la sua nave?
non vedi che è a vele spiegate?
Non vedi la Britannia
arrivare con  le prede a rimorchio?

THE SAILOR LADDIE, LA VERSIONE SCOZZESE

sailor-picLa versione della canzone originaria di Dundee, Scozia richiama un’altrettanto popolare canzone “The Hieland laddie“. In quella chi canta chiede “Sei mai stato …” (la prima strofa dice: Was you ever in Quebec?) e in questa la ragazza risponde “Sono stata a Dundee”

Nigel Gatherer, editor of Songs and Ballads of Dundee, says that the first of these, consisting of two verses with a refrain, was collected by Aberdeenshire folksong collector Gavin Greig (1856 –1914) from the Rev. John Calder and that it is “related to a family of folksongs which include ‘The Ploughboy Laddie’, ‘The Collier Laddie’ and ‘the Gypsy Laddies’. The tune is somewhat reminiscent of ‘A Man’s a Man for A’ That’.” (tratto da qui)

Su Spotify la versione di Christine Kydd

I
I’ve been East and I’ve been West
And I’ve been in Dundee
But the bonniest lad that ever I saw
He ploughs the raging sea
Chorus:
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
II
I’ve been east and I’ve been west
And I’ve been in Montrose
But the bonniest lad that e’er I saw
He wears the tarry clothes
III
He skips upon the plainsteens
And he sails upon the sea
And he’s the bonny sailor lad
The lad that I gang wi’
IV
His jacket’s o’ the bonny blue
His jersey’s of the white
And he’s a curly kep(4) with a tinsel(5) band
That sailor’s my delight
V
I saw me lad, he gang aboot
I saw me lad set sail
I saw him turn his ship aboot
Awa’ to catch the whale
VI
He bade me, aye, keep up me heart
He bade me may be dull
He bade me, aye, keep up me heart
Till he tak me tae himself
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stata ad Est sono stata ad Ovest
e sono stata a Dundee
ma il più bel ragazzo che io abbia mai visto naviga sul mare mosso
CORO
Via con il giovane marinaio
via con lui andò
via con il giovane marinaio
via con lui andrò
II
Sono stata ad Est e sono stata ad Ovest e sono stata a Montrose (1)
ma il più bel ragazzo che abbia mai visto, indossa i vestiti da marinaio (2)
III
Con un balzo da terra (3)
s’imbarca per il mare
ed è il bel giovane marinaio
il ragazzo con cui io andrò
IV
La giacchetta di un bel blu
e i pantaloni bianchi
ha un berretto sui riccioli con una fascia metallica
quel marinaio è la mia delizia
V
Ho visto il mio ragazzo salire bordo
ho visto il mio ragazzo salpare
l’ho visto far virare la nave
per andare a caccia di balena
VI
Mi disse di farmi forza
mi disse di non essere noiosa
mi disse di farmi forza
fino a quando mi avrebbe presa con sè

NOTE
1) Montrose è una cittadina costiera della Scozia, ad una sessantina di kilometri di Dundee, un importante centro commerciale con il suo porto naturale
2) Tarry clothes: sono i vestiti di tela cerata, impermeabilizzata ‘Tarpaulin’ era sinonimo nel Seicento di marinaio e il diminutivo era “tar” (catrame) ; ‘tar’ era anche il cappello da marinaio
3) Plainsteens: flat stones used for paving; paved area surrounding the mercat cross. Non è molto chiaro il senso della frase letteralmente si traduce con “saltella sul selciato”
4) Kep: cap
5) Tinsel: interwoven with metallic thread

SAILOR LADDIE &THE SAILOR LASSIE

Una melodia da danza riportata nel Settecento in alcune collezioni scozzesi di musica  “John Glen (1891) finds the earliest appearance of the tune in print in Neil Stewart’s 1761 collection (pg. 15). Stewart’s collection, printed in Edinburgh and entitled Collection of the Newest and Best Reels and Country Dances, is dated to 1775 by the Kellers et al. The jig next appears in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. II, published in Glasgow in 1785 (Aird prints different “Sailor Laddie’s” in his vol. 3). Scottish fiddler John Fife included “Sailor Laddie” in his manuscript collection begun in 1780 in Perthshire, and probably continued at sea. It is one of the “missing tunes” from William Vickers’ 1770 Northumbrian dance tune manuscript” (tratto da qui)

VIDEO nella serie televisiva “The Tudors” con la versione dei Toronto Consort da 3:07 la melodia viene fatta risalire al rinascimento inglese ovvero all’epoca Tudor.

ASCOLTA Quadriga Consort

COUNTRY DANCE

“Sailor laddie” è una country dance  descritta nel manoscritto di Thomas Straight “24 Favourite Dances for the Year” 1783, 

LO SCHEMA DELLA DANZA qui

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/reviews/fisherbk.htm
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thesailorladdie.html
http://www.capstanbars.com/boldly_westward/bftw_lyrics/ka14laddie.htm
http://sangstories.webs.com/sailorladdie.htm

http://www.nls.uk/collections/music/songindex/fullrecord.cfm?searcher=%AC&idnum=287
http://folktunefinder.com/tunes/186894
http://regencydances.org/index.php?wL=357

LA MORESCA ANTICA: LES BOUFFONS

La “moresca” era una danza delle spade molto popolare tra il XV e il XVIII secolo e si svolgeva per lo più nel periodo carnevalesco.

“Gli elementi orientali dei costumi dei ballerini e il carattere guerriero della danza, hanno contribuito alla credenza che tali balli si ispirassero al conflitto tra cristiani e saraceni. Ma secondo Curt Sachs quest’ipotesi è confutabile per il fatto che si tratterebbe di un processo di storicizzazione che nel medioevo si è innescato su strutture legate ad arcaici riti agrari. La maggior parte degli studiosi è inoltre concorde sul fatto che la colorazione nera del viso sarebbe da attribuirsi al desiderio del danzatore di non farsi riconoscere dagli spiriti.” (tratto da qui)

Oggi viene classificata come “danza frontale” per distinguerla dalle “danze a catena” già viste qui e si tratta più propriamente di un duello simulato . Nell’illustrazione tratta da un manoscritto medievale si suppone che i due guerrieri stiano sfoggiando agilità e destrezza in una danza cadenzata dal battito delle mani e dal suono di uno strumento a fiato probabilmente un hornpipe.
Tale consuetudine di danza guerresca è confermata anche dagli autori latini: celti e germani danzavano con spade e lance, cimentandosi con una “danza di allenamento” in cui i guerrieri perfezionavano il loro addestramento coordinando i movimenti  con un accompagnamento musicale.

danza-spade-sassone
Danza delle spade anglo-sassone codice Cleopatra, British Museum

Ancora nel 1300 ritroviamo l’illustrazione di due danzatori (questa volta al suono di una cornamusa). E’ probabile che questo sfoggio di destrezze acrobatiche sia passato nel repertorio dei giullari anche con intento burlesco.

danza-spade-1300
Royal MS. British Museum. XIV secolo

LES BOUFFONS

Non si conosce una vera e propria coreografia della danza, ma la sua descrizione con relativa melodia fu pubblicata da Thoinot Arbeau nel suo trattato “Orchesographie” (1589) con il titolo di Branle de les Bouffons (in inglese “The Buffens”, in italiano “il ballo dei Buffoni): una danza del popolo e non della corte, se vogliamo un esempio più tardo di “moresca”, con passi veloci e saltellati, molti impegnativa fisicamente in quanto si richiede  resistenza fisica e destrezza nel coordinamento dei colpi di spada.

Passo Base: 4 veloci passetti sulle punte e lanciati

La danza viene effettuata per coppie generalmente con due coppie disposte in fila (figura del quadrato) a fronteggiarsi e a “tirare di spada” (prima in alto, poi in basso e poi ancora in alto), non mancano movimenti circolari con le spade che roteano in alto sulle teste e anche spettacolari colpi incrociati e salti.

Tra le tante ricostruzioni si propone quella dei Schembart Gesellschaft Nürnberg che hanno sostituito le spade con i bastoni

Ma la moresca è anche la danza delle campanelle una danza di corte particolarmente apprezzata dei giovani.

Vediamo la ricostruzione dal film Romeno e Giulietta di Franco Zeffirelli, reinterpretata anche da molti gruppo di danza storica adattandola alla celeberrima “Mourisque” di Tylman Susato (1551)

Vediamola proposta dal gruppo di danza Béla Lovagrend

Molti studiosi ritengono che la moresca sia stata più propriamente una danza di spettacolo, non quindi una danza del repertorio del ballo nobile, bensì una danza eseguita da professionisti, una sorta di pantomima. Popolare in Italia nel 1400, entra negli intermedi dei banchetti, nei trionfi e nelle mascherate spettacolari.

FONTI
http://www.bencourtney.com/ebooks/dance/
http://www.museoroccagrimalda.unito.it/danze_spade.htm

JOAN TO THE MAYPOLE

MayDay_LeslieIl brano “John (Joan) to the Maypole” risale quantomeno al 1600 e si conoscono varie versioni testuali con lo stesso titolo ma anche con titoli diversi, (a “May-day Country Mirth”, “The Young Lads and Lasses’ Innocent Recreation”, “The Disappointment”)  la prima versione stampata risale al 1630 in cui si attribuisce la melodia a Felix White, ed è comparso  anche nella raccolta “The Pills to Purge Melancholy” di Thomas D’Urfey c. 1720.

ASCOLTA la melodia con il liuto tratta dal “Margaret Board Lute Book” (qui) il manoscritto nella collezione  privata di Robert Spencer, è stato datato  c1620 fino a 1636 (pare che la signora prendesse lezioni da John Dowland).

Nella canzone si descrive una tipica Festa del Maggio sul prato: le coppie danzano intorno al Palo del Maggio per contendersi l’ambito premio, la ghirlanda del Maggio. La coppia vincente diventerà il prossimo anno Re e Regina del Maggio.

William Powell Frith (1819-1909) A May Day Celebration Oil on canvas 40 x 56 inches (101.6 x 142.3 cm) Private collection
William Powell Frith (1819-1909) A May Day Celebration

ASCOLTA Toronto Consort (in versione integrale su Spotify)
Testo in “The new standard song book”- (J.E.Carpenter) – 1866. Sotto il titolo è classificato come “Molto popolare all’epoca di Carlo I”.


I
Joan to the Maypole away,
let us on,
The time is swift and will be gone;
There go the lasses
away to the green,
Where their beauties
may be seen
Bess, Moll, Kate, Doll,
All the gay lasses
have lads to attend them,
Hodge, Dick, Tom, Nick,
Jolly brave dancers,
and who can mend them?
CHORUS
Joan to the Maypole away,
let us on,
The time is swift and will be gone;
There go the lasses
away to the green,
Where their beauties
may be seen
II
Do you not see
how the lord of the May
Walks along in rich array?
There goes the lass that is only his,
See how they meet
and how they kiss.
Come Will, run Gill,
Or dost thou list
to lose thy labour(1);
Kit Crowd scrape loud,
Tickle up Tom with the pipe
and the tabor.
CHORUS
III
Now, if we hold out
as we do begin,
Joan and I the prize shall win(2);
Nay, if we live till another day,
I’ll make thee lady of the May.
Dance round, skip, bound,
Turn and kiss, and then for a greeting.
Now, Joan, we’ve done,
Fare thee well
till the next merry meeting.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Joan va al Palo di Maggio,
andiamo anche noi,
che il tempo fugge veloce;
là le fanciulle vanno
nel prato,
dove si possono ammirare
le loro grazie.
Bess, Moll, Kate, Doll
ogni fanciulla allegra
ha il suo ragazzo ad attenderla
Hodge, Dick, Tom, Nick,
bravi e allegri ballerini,
chi lo può negare?
CHORUS
Joan va al Palo di Maggio, 
andiamo anche noi,
che il tempo fugge veloce;
là le fanciulle vanno
nel prato,
dove si possono ammirare
le loro grazie.
II
Vedete
come il re del Maggio
passeggia in pompa magna?
Lo raggiunge la sua ragazza,
vedete come si salutano
e si baciano!
Forza Will, corri Gill,
o rischiate
di perdere il lavoro(1)
Kit Crowd sfrega forte
Tom fai il solletico alla piva e
al tamburo.
CHORUS
III
Ora se continuiamo
come abbiamo cominciato,
Joan ed io vinceremo il premio(2);
anzi se viviamo ancora
ti farò regina del Maggio.
Gira, saltella e zompa
voltati e bacia, per un saluto.
Ora Joan è finito,
addio
fino alla prossima festa.

NOTE
1) l’esortazione si riferisce ai musicisti che non sono ancora pronti con i loro strumenti per dare il via al ballo.
2) la ghirlanda del maggio in palio

FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Joan_to_the_Maypole
http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/julia/ap1/Board.htm

NOW IS THE MONTH OF MAYING

“Now is the month of maying” è un madrigale dell’era elisabettiana dallo scherzoso doppio senso riferito ai piaceri che i divertimenti del Maggio riservano, la melodia è anche una danza rinascimentale su musica di Orazio Vecchi (So ben mi, c’ha bon tempo) mentre il testo,  scritto da Sir Thomas Morley il quale riarrangiò anche la musica, risale al 1595.
Sir Thomas Morley (1557-1602), gentiluomo della cappella reale, fu il madrigalista inglese più fecondo, popolare e d’influenza italiana, amico di William Shakespeare (pare che Morley scrisse la musica per un paio di canzoni di Shakespeare).

La Camargo Dancing, Nicolas Lancret, c. 1730

ASCOLTA The King’s Singers la parte strumentale è sostenuta da piffero e tamburo, in una combinazione detta tabor-pipe:  il flauto a tre buchi  permette al musicista di suonare lo strumento con una sola mano, mentre con l’altra percuote il tamburino a tracolla. Se la combinazione era molto versatile e ben si prestava alle esecuzioni di strada del giullare, era anche perfetta per l’esecuzione delle danze e quindi nell’antica iconografia sono frequenti le sue immagini nel contesto di un convivio o in giardino, spesso in presenza di danzatori. (continua)


Now is the month of Maying,
when merry lads are playing!
Fa la la la la!
Each with his bonny lass,
a-dancing on the grass(1)
The Spring, clad all in gladness,
doth laugh at Winter’s sadness!
And to the bagpipes’ sound,
the nymphs tread out the ground(2)!
Fie! Then why sit we musing,
youth’s sweet delight refusing?
Say, dainty nymphs and speak!
Shall we play barley break(3)?
TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Ora è il mese di Maggio
quando ballano allegri i giovanotti
Fa la la la la!
Ognuno con la sua bella
danza sull’erba.
La primavera, tutta di letizia vestita
si fa beffe della tristezza invernale!
Al suono delle cornamuse
le ninfe calpestano il suolo!
Suvvia! Perchè allora sediamo malinconici
rifiutando le dolci delizie della gioventù?
Dite, ninfe leggiadre e rispondete!
Giochiamo ad acchiapparello(1)?

NOTE
1) il doppio senso è esplicito: nel verbo playing il significato è quello di “sollazzarsi” e la danza sull’erba è quella dell’amore
2) la citazione classicheggiante indugia ancora nei doppi sensi: è risaputo che le ninfe siano la preda più ambita dei fauni
3) Da intendersi nel doppio senso di “andare in camporella“: barley-break è un vecchio gioco popolare spesso citato dai poeti del XVII e XVIII secolo, una variante del gioco dell’acchiappino però a coppie. “originally played by three couples, of which one, left in a middle den called hell, had to catch the others, who could break or separate when about to be overtaken”. continua

LA VERSIONE ITALIANA

So ben mi chi ha bon tempo o So ben mi, c’ha bon tempo (in inglese: ‘I know well who is having a good time’) è una melodia scritta dal modenese Orazio Vecchi (in Selva di Varia Ricreazione 1590) (qui). La composizione musicale è un madrigale o più propriamente una canzonetta polifonica di moda nel Rinascimento (una forma più leggera di madrigale).

L’estratto dalla serie “I Tudors” a seguire l’esecuzione di Bertil Färnlöf, Ensemble Bourrasque & Westra Aros Pijpare
Album: Praetorius Dances from Terpsichore & Others

ASCOLTA The Amaryllis Consort


So ben, mi, c’ha bon tempo(1),
so ben, mi, c’ha bon tempo,
Fa la la la la la la la la la la.
Il so, ma basta mo’,
so ben ch’è favorito,
ahimè! n’ol posso dir.
o, s’io potessi dire,
chi va, chi sta, chi vien,
la ti darà martello(2),
per farti disperar.
saluti e baciamani,
son tutti indarno, a fè.
Non giova fare il Zanni(3)
Andando su e giù.
Al può ben impiccarsi
Ch’al non farà nient.
Passeggia pur chi vuole
Ch’el tempo perderà.
O parli, o ridi, o piangi,
Non troverai pietà.
Dice il proverbio antico,
Chi ha fatto suo buon pro(4)
ITALIANO MODERNO
Conosco bene chi si diverte(1)
Conosco bene chi si diverte
Fa la la la la la la la la la la.
Lo so ma basta adesso
So bene chi è favorito
Ahimè non lo posso dire
O se lo potessi dire
Chi va chi resta chi viene
ti darà il tomento(2)
per farti disperare.
Saluti e baciamani
sono tutti inutili, in fede mia.
Non giova fare il buffone(3)
andando su e giù
Si può impiccare
colui che non farà niente.
Vada a passeggio chi vuole
che perderà il suo tempo.
Se parli, ridi, piangi
non troverai pietà.
Dice il proverbio antico
“Buon pro ti faccia”(4)

NOTE
1) “darsi buontempo” o “avere buontempo” significa “divertirsi”, “spassarsela allegramente”, “godersela”. In inglese si traduce con “to have a good time”
2) per dar martello: espressione tipica dei processi alle streghe: “per non far dormire, nè mangiare l’innamorato” e quindi esprime il tormento amoroso. Ma anche “dar martello ad uno” = quando per piacere lo facciamo andare in collera
3) Zanni = Nanni, ovvero Gianni è il tipico contadino burlone , per estensione significa commediante, buffone
4) “che ti sia d’aiuto” o “che ti porti giovamento”= “che questo che avete fatto a me (un augurio/un saluto) vi possa portare del bene”; ma anche – <l’ha fatto> a suo pro = a proprio vantaggio;

La coreografia della danza  è di Cesare Negri (Le Gratie d’Amore 1602) la quale riprende passi e figure del tourdion e della gagliarda, la danza per eccellenza del rinascimento italiano.

LA DANZA

Ecco alcune interpretazioni della danza

Barok Ensemble Kolibrie: video

Balletto da Cesare Negri, 1602. Ricostruzione di Julia Sutton. Danzatori: Tim Lamm & Paula Harrison.

FONTI
https://en.wikipedia.org/wiki/Now_Is_the_Month_of_Maying
http://ontanomagico.altervista.org/danza-rinascimento.html
http://www2.cpdl.org/wiki/index.php/So_ben_mi_ch’ha_bon_tempo_(Orazio_Vecchi)
http://imslp.org/wiki/So_ben_mi_ch’a_bon_tempo_(Vecchi,_Orazio)

THE BAFFLED KNIGHT A TUDOR BALLAD

John Byam Liston Shaw: “The Baffled Knight”

Un giovane cavaliere incontra una fanciulla per la campagna (a volte la sorprende mentre è intenta a farsi il bagno in un fiume) e le chiede di fare sesso. Per la verità gli approcci in luoghi appartati tra nobiluomini e procaci contadinelle (o pastorelle) anche se paludati con versi bucolici, si concludevano molto più prosaicamente con lo stupro (se al gentiluomo “pungeva vaghezza” cioè se gli veniva voglia!).

Ma in questa ballata la fanciulla è una lady, e il dialogo tra i due protagonisti diventa piuttosto una galante schermaglia d’amore, un gioco d’amore per renderlo più stuzzicante; il cavaliere tuttavia non ne conosce ancora le regole a causa della sua giovane età ed è perciò preso in giro dalla dama, cortigiana molto più esperta e cinica, abile manovratrice dei suoi amanti!

courtship-medieval-ballad

TITOLI: The Baffled Lover (knight),  Yonder comes a courteous knight, The Lady’s Policy, The Disappointed Lover, The (Bonny) Shepherd Lad (laddie), Blow Ye Winds High-O, Clear Away the Morning Dew

VERSIONE A: YONDER COMES A COURTEOUS KNIGHT

Child ballad #112
Il cavaliere galante è etichettato come “Baffled knight” termine usuale nel dialetto scozzese del 1540-1550: bauchle“, qui nel significato di “sconcertato”, “perplesso” ma anche “raggirato”. In origine la ballata è trascritta nel Deuteromelia (1609) di Thomas Ravenscroft con una melodia che egli attribuisce al regno di Enrico VIII.

CARPE DIEM

La canzone è un’esortazione a trarre il piacere quando se ne ha l’opportunità: la dama (da esperta cortigiana) mette alla prova il giovane cavaliere prospettando gli agi del comodo letto che li aspetta nella casa paterna; così entra per prima in casa e chiude fuori l’ingenuo (e inesperto) cavaliere. La dama non nasconde il disprezzo verso il cavaliere che non ha osato prenderla tra le verdi frasche!!

ASCOLTA Custer LaRue & Baltimore Consort in “Ladyes Delight: Entertainment Music of Elizabethan England”, 1998. In versione integrale su Spotify (qui)  Come sempre i Baltimore Consort ci regalano un piccolo gioiello musicale: la melodia è eseguita in modo cadenzato e richiama vagamente la Dargason jig, come riportata anche nella prima edizione del “The Dancing Master” di John Playford (1651).

ASCOLTA Lucie Skeaping & City Waits in” Lusty Broadside Ballads & Palyford Dances” 2011 con le parti dialogate risolte dalle due voci: interpretazione frizzante e scherzosa che mi immagino mimata salacemente nei salotti più alla moda del tempo. Sono omesse un paio di strofe rispetto alla versione originale. (saltano le strofe II, IV e VII) da ascoltare su Spotify con il titolo di The Baffled Knight (qui)

ASCOLTA Joel Frederiksen & Ensemble Phoenix Munich in “The Elfin Knight: Balads and Dances”


I
Yonder comes a courteous knight,
Lustely raking ouer the lay(1);
He was well ware of a bonny lasse,
As she came wandring ouer the way.
CHORUS
Then she sang downe a downe,
hey downe derry (bis)(2)
II
‘Ioue(3) you speed, fayre lady,’ he said,
‘Among the leaues that be so greene;
If I were a king, and wore a crowne,
Full soone, fair lady,
shouldst thou be a queen.
III
‘Also Ioue saue you, faire lady(4),
Among the roses that be so red;
If I haue not my will of you,
Full soone, faire lady,
shall I be dead.’
IV
Then he lookt east,
then hee lookt west,
Hee lookt north, so did he south;
He could not finde a priuy place,
For all lay in the diuel’s mouth.
V
‘If you will carry me, gentle sir,
A mayde(5) vnto my father’s hall,
Then you shall haue your will of me,
Vnder purple and vnder paule(6).’
VI
He set her vp vpon a steed,
And him selfe vpon another,
And all the day he rode her by,
As though they had been sister and brother.
VII
When she came to her father’s hall,
It was well walled round about;
She yode(7) in at the wicket-gate,
And shut the foure-eard(8) foole without.
VIII
‘You had me,’ quoth she, ‘abroad in the field,
Among the corne, amidst the hay,
Where you might had your will of mee,
For, in good faith, sir, I neuer said nay.
IX
‘Ye had me also amid the field(9)
Among the rushes that were so browne,
Where you might had your will of me,
But you had not the face to lay me downe.'(10)
X
He pulled out
his nut-browne(11) sword,
And wipt the rust off with his sleeue,
And said, “Ioue’s curse
come to his heart
That any woman would beleeue(12)!
XI
When you haue you owne true-loue(13)
A mile or twaine out of the towne,
Spare not for her gay clothing,
But lay her body flat on the ground.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Da lungi giunse un cavaliere cortese,
che razzolava lussurioso per i campi;
si accorse di una bella fanciulla,
mentre arrivava a passeggio per la via.
CORO
downe a downe,
hey downe derry
II
“Per Giove bella dama che andate spedita
 tra le foglie rigogliose,
se fossi re con indosso la corona, tosto bella dama,
voi sareste la mia regina.
III
Che Giove vi preservi bella dama,
tra le rose sì rosse,
se  non vi farò mia,
tosto bella dama
io morirò.”
IV
Così guardò a Est e poi guardò a Ovest,
guardò a Nord e anche a Sud,
ma non riusciva a trovare un posto appartato che fosse nelle fauci del diavolo.
V
“Se condurrete me, gentile signore
una fanciulla, fino alla dimora paterna, allora potrete fare di me ciò che vorrete
tra gli agi e il lusso”.
VI
Egli la accomodò sul destriero
e lui ne montò un altro per sè
e per tutto il giorno le cavalcò accanto, proprio come se fossero sorella e fratello.
VII
Quando giunsero alla dimora paterna
si era ormai a buon punto,
ma ella entrò nel portone
e chiuse fuori lo sciocco
asino.
VIII
“Potevate avermi –
disse lei – fuori nei campi, tra il grano e l’avena, dove avreste potuto fare di me secondo la vostra volontà, perchè in verità Signore, non vi avrei detto di no.
IX
Potevate avermi anche in mezzo alla brughiera tra i giunchi maturi,
dove avreste avreste potuto fare di me secondo la vostra volontà,
ma non avete avuto il coraggio di stendermi a terra”
X
Egli sguainò
la spada arrugginita ,
la pulì sulla manica,
e disse “La maledizione di Giove
scenda su questo mio cuore
che crede ad ogni donna”.
XI
Quando hai la tua femmina innamorata
a un miglio o due fuori dalla città,
non risparmiare le sue gaie vesti,
ma appiattisci il suo corpo a terra!

NOTE
1) ‘lay’ = lea, meadow-land: il giovanotto è infoiato, gli basta vedere una dama sola per la campagna!
2) intercalare onomatopeico e apparentemente non-sense proprio di alcune ballate; anche nella ballata The Three Ravens sempre riportata da Ravenscoft questa volta nel suo Melismata. Vernon Chatman propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected. Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
3) Ioue = Jove; Jove you speed è una specie d’invocazione del tipo “Giove ti assista”, ma anche un modo di salutare. Giove è anche il dio famoso per le sue avventure amorose e la lussuria: insomma non se ne faceva scappare una.
4) Lucie Skeaping dice ‘Ioue you speed, fayre lady,’ he said,
5) maid
6) purple and paule = pompa magna, ossia tra gli agi e il lusso
7) ‘yode’ = went.
8) ‘foure-ear’d’ = così commenta il professor Child: ‘as denoting a double ass?’
9) Lucie Skeaping dice ‘You had me, abroad in the field,
10) una volta al sicuro la dama sbeffeggia il cavaliere inesperto!
11)  l’immagine è un po’ burlesca: il giovanotto con una spada arrugginita perchè non ha mai avuto modo di usarla (spadaccino inesperto o maldestro come nei duelli amorosi) la alza al cielo puntandola su Giove pluvio per attirarne i fulmini!!( uno spasso)
12) believe
13) nelle ballate non si andava tanto per il sottile, ogni femmina era una true-love ovvero il vero-amore

Child #112 versione B continua

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d11201

GRIOGAL CRIDHE: A HIGHLAND AFFAIR

05185-dante_gabriel_rossetti_lady_anne_bothwells_lamentNel saggio “‘Griogal Cridhe’ Aspects of Transmission in the Lament for Griogair Ruadh Mac Griogair of Glen StraeVirginia Blankenhorn esplora in modo esaustivo la storia del brano. Si tramanda che la melodia fosse inizialmente un lament (canto funebre) scritto da Marion Campbell (in gaelico Mór Chaimbeul), figlia di Colin “Grey” Campbell di Glenorchy, vedova di Gregor MacGregor, Griogair Ruadh –Gregor il rosso di Glen Strae decapitato nel 1570; così la ricerca di Martin MacGregor (The Lament for Griogair Ruadh MacGregor of Glen Strae and its Historical Background’ 1999) approfondisce il contesto storico: per un secolo i due clan erano stati alleati ma nel 1563 al momento dell’ascesa come capo clan di Griogair Ruadh, lo strapotere dei Campbell di Glenorchy con le loro pretese di vassallaggio incondizionato, lo portarono alla ribellione e al conflitto, vivendo per lo più nascosto in alta valle per compiere razzie di bestiame nelle terre dei rivali.

La canzone è un poemetto di diciassette strofe pubblicato nel 1813 in “Comhchruinneacha do dh’ Orain Taghta, Ghaidhealach” dal collezionista Patrick Turner (Padruig Mac an Tuairneir), ma è anche tramandata oralmente nelle Isole Ebridi seppure in modo parziale a volte con sole tre o quattro strofe; al di là del dato storico quello che prevale è l’immagine della vedova che probabilmente assiste alla decapitazione del marito (per mano del suo stesso padre), Marion è sicuramente una donna di carattere, innamorata di Griogar al punto da andare contro al suo stesso clan per condividere la vita da “bandito” del marito; alla fine comunque fu costretta nel suo ruolo di moglie e madre così come si addiceva a una figlia di un capo clan: venne subito risposata al rispettabile e aristocratico Raibeart Menzies di Comrie. Così il suo dolore per l’amore perduto e la nostalgia per la precedente vita da “ribelle”, trovavano il solo sbocco nella ninna-nanna cantata ai due figli Alastair Ruadh (Alastair il rosso) e Iain Dubh (Iain il moro) in realtà  il lamento funebre composto per il loro padre. Del resto non erano insolite nelle ninne-nanne del Border scozzese descrizioni di morti violente, maledizioni e richieste di vendetta: l’ultima strofa in Patrick Turner recita: Ba hu, ba hu, àsrain bhig, Chan eil thu fhathast ach tlath; ’S eagal leam nach tig an latha Gu ’n diol thu t-athair gu brath
traduzione inglese (Ba hu, ba hu, little orphan, you are only  young yet;  But I fear the day will never come that  you will avenge your father).

Virginia Blankenhorn conclude nel suo saggio “While we have been at pains here to point out the differences between the various versions of Griogal Cridhe – text and music, published and unpublished, northern Hebridean variants and southern ones – the clearest impression overall must remain one not of difference, but of similarity.  None of the versions we have encountered here truly stands at odds with the others. Even Finlay Dun’s romantic inflation of the melody does not wholly obscure its traditional origins; even the severe truncation of the text over the course of four centuries – only a few of our twentieth-century informants recorded more than four stanzas – does not disguise the fact that Cumha Ghriogair  Ruaidh continued to hold an important place in the Gaelic repertoire some four centuries after its composition“.

LE TRE VERSIONI

Si riprende la schematizzazione proposta da Virginia Blankenhorn per un confronto tra le varie versioni riconducibili per lo più a due tradizioni, la prima proveniente dall’isola di Skye e l’altra dall’isola di Uist: sono così classificate le strofe con le seguenti sigle
T per Patrick Turner 1813 con la melodia intitolata Moch air maduinn latha Lunaisd (‘Early on Lammas day morning’).
G per Gesto (Frances Tolmie -Skye) 1895 e
M per MacDonald collection 1911

Così osserva Virginia Blankenhorn “Judging from the published evidence of Miss Tolmie’s version (Skye) and that collected by the MacDonalds (Uist), it is clear that over 70 percent of the stanzas – or important elements of them –  published by Turner in 1813 were still preserved in oral memory at the end of the nineteenth century, more than three hundred years after their composition… Variants included in Group 2 clearly support the notion that a distinct version of Griogal Cridhe predominated in the Uists, Eriskay and Barra, while those in Group 1 suggest that the versions collected in Skye, Harris and Lewis have features in common with Frances Tolmie’s Skye version as given in Gesto. Tolmie learned Griogal Cridhe as a child growing up near Dunvegan, home of the MacLeods, whose clan alliances in Harris and Lewis were manifold and of long standing. Granted the fact that by Tolmie’s time the MacLeods of Skye/Harris and the MacLeods of Lewis were politically independent of each other, it nonetheless stands to reason that such relationships could account for the similarity between the version sung in the northernmost Outer Hebrides and the one Tolmie learned in childhood.

PRIMA VERSIONE (isole Skye, Harris, e Lewis)

La versione di Frances Tolmie contiene tre strofe (G2, G3 e G5) che non compaiono nella versione MacDonald

ASCOLTA Mac-Talla in Mairidh Gaol Is Ceol 1994 il super-gruppo composto da Arthur Cormack, Eilidh Mackenzie, Christine Primrose, Alison Kinnaird and Blair Douglas


I (T1)
Moch maduinn air La(tha) Lunasd’
bha mi sugradh mar ri m’ghradh
Ach mu’n d’ tainig meadhon latha
Bha mo chridhe air a chradh
Sèist (T2, G2) (2)
Obhan, obhan, obhan iri
Obhan iri o
Obhan, obhan, obhan iri
‘S mòr mo mhulad, ‘s mòr
II (T16, G1, M2) (3)
‘S iomadh oidhche fhliuch is thioram
Sìde nan seachd sian
Gheibheadh Griogal dhòmhsa creagan
Ris an gabhainn dian
III (T12, G8, M3)(4)
Nuair bhios mnathan òg a’ bhaile
Nochd ‘nan cadal sèimh
‘S ann bhios mise air bruaich do lice(5)
Bualadh mo dhà làimh
IV (T11, G7, M4) (6)
Chan eil ùbhlan idir agam
‘S ùbhlan uil’ aig càch
‘S ann tha m’ubhal cùbhraidh caineal
‘Cùl a’ chinn ri làr


TRADUZIONE INGLESE
I
Early morning on the first of August(1)
I was sporting with my love
But before midday had come
My heart was left in ruins
Chorus (after each verse):
Obhan, obhan, obhan iri
Obhan iri o
Obhan, obhan, obhan iri
Great is my sorrow, great
II
Many a night both wet and dry
Weather of the seven elements
Gregor would find for me a rocky shelter
Where I would take refuge
III
While the young wives of the town
Serenely sleep tonight
I will be at the edge of your gravestone
Beating my two hands
IV
I do not have any apples at all
While others have all the apples
But my apple is fragrant, spicy
The back of his head to the floor

Tradotto da Cattia Salto
I
Un mattino presto del primo di agosto
mi stavo allietando con il mio amore,
ma prima che arrivasse mezzogiorno
il mio cuore è stato fatto a pezzi.
CORO
Ahimè, ahimè
Ahimè
Ahimè, ahimè
grande è il mio dolore
II
Per molte notti, sotto l’acqua e all’asciutto
anche con il tempo peggiore
Gregor mi troverebbe un riparo sotto la roccia
dove potrei trovare rifugio.
III
Mentre le mogli degli altri
dormono tranquille stanotte,
io sarò accanto alla tua tomba
a torcermi le mani.
IV
Così non ho mele
e gli altri le hanno tutte:
la mia mela fragrante e bella
è la sua testa spiccata per terra

NOTE
1) Gregor fu catturato il 1° agosto 1569 e fu processato e condannato a morte il 7 aprile 1570, giustiziato per mano dello stesso Gray Colin nella sua tenuta di Balloch, Perthshire all’estremità orientale del Loch Tay (l’attuale Taymouth Castle)
2) il ritornello riportato da Turner (T2) Ochain, ochain, ochain uiridh, S goirt mo chridhe laoigh, Ochain, ochain, ochain uiridh, Cha chluinn t-athair ar caoidh (solo l’ultimo verso ha un significato in inglese: your  father won’t hear our cries)
3) la strofa riportata da Turner (T16) Ged bhiodh cur a’s cathadh ann,  A’s latha nan seachd sion; Gheibheadh Griogair domh-sa cnagan ’Sa ’n caidlimid fo dhìon (traduzione inglese Although there would be storm and snow-drift, a day of seven gales, Gregor would find me a little nook where we would sleep in shelter.)
4) la strofa riportata da Turner (T12)” Ged tha mnaithibh chaich aig baile,  Na ’n luidhe ’s na ’n cadal seimh ’S ann bhios mis’ aig bruaich mo leapa,  A’ bualadh mo dha laimh. (traduzione inglese Though other men’s wives are at home, sleeping sweetly, Here am I at the edge of my bed, beating my hands in grief.)
5) un’altra differenza di questa versione rispetto a quella di Uist è che nel verso la donna piange accanto alla tomba del marito, invece che nel suo letto. L’immagine è molto più “esagerata” dal gusto melodrammatico vittoriano che predilige tombe e sepolcri 6) la strofa riportata da Turner (T11) ’S ged tha mi gun ubhlan agam, ’S ubhlan uil’ aig cach; ’S ann tha m’ ubhal cùraidh grinn,  A’s cul a chinn ri lar. (traduzione inglese Though now I have no apples, and others have them all: My own apple, fragrant, handsome – and the  back of his head on the ground.)


ASCOLTA Glen Lyon (Margaret e Martyn Bennett)

La versione testuale è più simile a quella riportata da Frances Tolmie (isola di Skye) nella Gesto Collection of Highland Music (Keith Norman MacDonald, 1895) comprensiva di 8 strofe


I (G1, T16, M2)
´Sioma hoidhche fhliuch is thioram
Side na seachd sian
Gheibheadh Griogal dhomhsa creagan
Risan gabhainn dion
Chorus: (G2, T2)
Obhan obhan obhan iri
Obhan iri, o!
Obhan obhan obhan iri
Smor mo mhulad smor
II (G4, T5, M5)
Eudail mhóir, a shlaugh an Domhain,
Dhòirt iad t´ fhuil o ´n dé (7)
´S chuir iad do cheann air stob daraich
Tacan beag bho d´ chré.
III (G6, T14/15, M8)
B ´annsa bhi le Griogal cridhe
Teàrnadh chruidh le gleann,
Na le Baran mór na Dalach,
Sìoda geal(8)mu m´ cheann.
IV (G8, T12, M3)
´Nuair a bhois mnàthan òg a´ bhaile,
´Nochd nan cadal sèimh,
´S ann bhios mis´ air bruaich do lice(5),
´Bualadh mo dhà làimh.
V (G3) (9)
Dhìrich mi dh ´an t-seòmar mhullaich,
´S theirinn mi ´n tigh-làir,
´S cha d ´fhuair mise Griogal cridhe
´Na shuidhe mu ´n chlàr.


TRADUZIONE INGLESE
I
Many a night both wet and dry
Weather of the seven elements
Gregor would find for me a rocky shelter
Where I would take refuge.
Chorus:
Obhan, Obhan, Obhan iri
Obhan iri O!
Obhan Obhan Obhan iri,
Great is my sorrow, great.
II
Great darling from all the world’s people
They split your blood yesterday
And they put your head on an oaken stake,
Near where your body lay.
III
I would be glad to be with dear Gregor
Guarding cattle in the glen
Instead of with the big Baron of Dall
White silk around my head.
IV
While the young wives of the town
Serenely sleep tonight
I will be at the edge of your gravestone
Beating my two hands.
V
I ascended to the uppermost room
and descended to the lowest,
But I did not find dear Gregor
seated at the table

tradotto da Cattia Salto
I
Per molte notti, sotto l’acqua e all’asciutto
anche con il tempo peggiore
Gregor mi troverebbe un riparo sotto la roccia
dove potrei trovare rifugio.
CORO
Ahimè, ahimè
Ahimè
Ahimè, ahimè
grande è il mio dolore
II
Grande tesoro di tutti gli abitanti della terra,
hanno versato il tuo sangue ieri
e hanno messo la tua testa su un palo di quercia
poco distante dal resto del tuo corpo.
III
Avrei preferito stare con il caro Gregor
a condurre il bestiame per la valle
che essere con il grande Barone di Dall
con un copricapo bianco in testa.
IV
Mentre le mogli degli altri
dormono tranquille stanotte,
io sarò accanto alla tua tomba
a torcermi le mani.
V
Salii alle stanza superiore
e scesi dabbasso,
ma non trovai il caro Gregor
seduto a tavola

NOTE
7) qui si accenna ad un antico rituale celtico consistente nel bere il sangue di un amico in segno di affetto (il patto di sangue), usanza citata anche da Shakespeare; non è insolito nei lamenti funebri trovare la descrizione delle vedove intente a leccare il sangue dalle ferite del morto o a bere il suo sangue da una coppa. La versione in T5 dice: Chuir iad a cheann air ploc daraich, ’S dhoirt iad fhuil mu lar  Na ’m biodh agam-sa ’n sin cupan,  Dh’ olainn d’i mo shadh. (in inglese They put his head on an oaken block and spilled his blood on the ground, If I had had a cup there, I’d have drunk my fill of it)
8) un’altra differenza con la versione di Uist è che in questa il copricapo è bianco (invece di nero)
9) la strofa viene definita come una rann fuadain (migratory stanza) strofe tipiche nei canti in gaelico, una specie di versi improvvisati e “riempitivi” ricorrenti in varie ballate

SECONDA VERSIONE (Uists e Barra)

La versione testuale è più simile a quella di The MacDonald Collection of Gaelic Poetry A. and A. MacDonald (1911), ‘taken down in Uist’ riportata con il titolo generico di “Taladh” (lullaby): comprensiva di 8 strofe.

ASCOLTA William Jackson & Mackenzie in From A Hebridean Island 2001

Il testo presenta alcune variazioni rispetto alla versione MacDonald


Sèist(M1, T17):
O ba ba mo leanabh
Ba mo leanabh, ba
O ba ba mo leanabh
Nì mo leanabhs’ an ba ba(10)
I (M4, T11, G1) (11)
Ged tha mi gun chaoraich agam
‘S caoraich uil’ aig càch
Ged tha mi gun chaoraich agam
Dèan a leanabh an ba ba
II (M5, T5, G4) (12)
Eudail mhòir a shluaigh an dòmhain
Dhòirt iad d’fhuil an dé (7)
‘S chuir iad do cheann air stob daraich
Tacan beag bho do chré
III (M6, T8) (13)
Dhìrich mi bheinn mhòr gun anal
Dhìrich agus thearn
Chuirinn falt mo chinn fo d’ chasan
Agus craicionn mo dhà làimh


TRADUZIONE INGLESE:
Chorus:
Oh hush-a-bye, my little baby
Hush, my little baby, hush
Oh hush-a-bye, my little baby
My own little baby will go to sleep
I
Though I am without a flock of sheep
And the others all have sheep
Though I am without a flock of sheep
You, little baby, can go to sleep
II
Darling, of the people of the great world
They spilt your blood yesterday
They put your head on an oaken post
A little way from your corpse
III
I breathlessly climbed the great mountain
I climbed and I descended
I would put the hair of my head under your feet,
And the skin of my two hands

tradotto da Cattia Salto
CORO
Zitto, piccolino
zitto mio piccolo bambino, zitto
Zitto, piccolino
proprio il mio piccolo bambino si metterà a dormire
I
Anche se sono senza gregge
e tutti gli altri invece hanno le pecore,
anche se sono senza gregge
tu piccolo mio ti puoi addormentare.
II
Amato grandemente da tutte le persone del mondo, hanno versato il tuo sangue ieri
e hanno messo la tua testa su un palo di quercia
poco distante dal resto del corpo.
III
Ho scalato la grande montagna senza fiato
salita e discesa
avrei lasciato i capelli della mia testa ai tuoi piedi
con la pelle delle mie due mani

NOTE
10) la versione MacDonald dice Cha ’n ’eil thu ach bà (You are only bà) la versione T17 dice Ba hu, ba hu, àsrain bhig, Chan eil thu fhathast ach tlath; ’S eagal leam nach tig an latha Gu ’n diol thu t-athair gu brath (traduzione inglese Ba hu, ba hu, little orphan, you are only  young yet;  But I fear the day will never come that  you will avenge your father.
11) la versione MacDonald dice Ged tha mi gun ùbhlan agam, ’S m’ ùbhlan uil’ aig càch, ’S ann tha m’ ulaidh, cùbhraidh, caineal, ’S cùl a chinn ri làr (Although I have no apples – my apples gone to others, My treasure, fragrant and cinnamon-scented, lies with his head on the ground)
12) la versione MacDonald dice Fheudail a dh’ fhearaibh an domhain,  Dhòirt iad t’ fhuil an de; Chuir iad do cheann air stob daraich, Tacan beag uam fein. 13) la versione MacDonald dice Dhìrich mi ’bheinn mhòr gun anail,  Mu ’n do ghlas an là, Chuir mi gruag mo chinn ri talamh ’S craicionn mo dha làmh. (traduzione I climbed the big mountain  breathlessly before the sun arose; The hair of my head I left on the ground, along with the skin of my two hands)


BA BA MO LEANABH

La stessa melodia viene abbinata a metà ottocento con un altro testo, una triste ninna-nanna, tramandata tradizionalmente nell’isola di South Uist; che i più collegano alla carestia di patate del 1848 la quale anche in Scozia portò molta sofferenza tra i piccoli contadini che si nutrivano quasi esclusivamente di patate

ASCOLTA Christina Stewart & Jo Baird

Bà bà mo leanabh beag
Bidh thu mòr ged tha thu beag
Bà bà mo leanabh beag
Chan urrainn mi gad thàladh.Gur dè a ghaoil a nì mi dhut
Gun bhainne cìoch agam dhut
An t-eagal orm gun gabh thu ‘n chrup
le buige a’ bhuntàta.


TRADUZIONE INGLESE
Bà Bà my little baby
You will grow big
although you’re small
Bà Bà my little baby
I cannot settle you
What can I with you my darling
I haven’t enough milk for you
I’m worried you will become ill
Because of the potato famine

tradotto da Cattia Salto
ninna nanna bimbo mio
crescerai forte
anche se sei piccolo
ninna nanna bimbo mio
non posso sostenerti
cosa devo fare di te mio caro?
Non ho abbastanza latte per tee temo che ti ammalerai
a causa della carestia

FONTI
http://www.academia.edu/6713649/ Griogal_Cridhe_Aspects_of_transmission_ in_the_Lament_for_Griogair_Ruadh_Mac_Griogair_of_Glen_Strae http://www.ed.ac.uk/schools-departments/divinity/ research/resources/breadalbane/historical-background/ clan-campbell/macgregor-feud
http://www.ed.ac.uk/schools-departments/divinity/research/resources/breadalbane/historical-background/clan-campbell/macgregor-feud http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/babamoleanabh.asp
http://www.bletherskite.net/2013/12/06/griogal-cridhe-beloved-gregor/http://www.darachweb.net/SongLyrics/GriogalCridhe.html http://www.celticlyricscorner.net/mactalla/griogal.htm http://www.celticlyricscorner.net/lamond/baba.htm http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/54954/2 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/43639/2 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/42291/2 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46062
http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=gr&GRid=40322785

THE CONTEST OF THE IVY AND THE HOLLY

Nella tradizione poetica e musicale si trovano molti contrasti, risalenti al medioevo, tra l’agrifoglio e l’edera ovvero il principio maschile e quello femminile: in Irlanda ancora nel 1500, c’era la consuetudine in pieno inverno, di indire delle gare canore tra uomini e donne, dove gli uomini cantavano canzoni lodando l’agrifoglio e disprezzando l’edera, mentre le donne facevano esattamente l’opposto. La riconciliazione tra i due elementi avveniva simbolicamente con il bacio sotto il vischio!

THE CONTEST OF THE IVY AND THE HOLLY: NAY IVY NAY

Carola risalente al tempo di Enrico VI – re d’Inghilterra dal 1422 al 1461 (Harleian Collection of Manuscripts, No. 5396 – British Museum).


Sue Brown & Lorraine Irwing in “The 13th Bedroom” 2012 con il titolo “Nay Ivy Nay”: in questo arrangiamento non è inserito il ritornello (come dovrebbe essere per la I strofa)

I
Nay, Ivy, nay,
it shall not be,
I wis, let Holly have the mastery
as the manner is.
II
Holly standeth in the hall
fair to behold,
Ivy stands without the door;
she is full sore a cold.(1)
III
Holly and his merry men,
they dancen and they sing;
Ivy and her maidens,
they weepen and they wring.
IV
Holly hath berries, as red as any rose,
The foresters, the hunters,
keep them from the does(2).
V
Ivy hath berries
as black as any sloe,
There come the owl
and eat them as she go.
VI
Holly hath birds
a full fair flock,
The nightingale, the poppinjay,
the gentle laverock.
VII
Good Ivy, tell me
what birds hast thou,
None but the owlet that cries
How! How!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
No edera,
non devi cercare il comando,
ma lascialo all’agrifoglio,
perché così va il mondo .
II
L’Agrifoglio è nella sala,
bello a vedersi,
l’edera si ferma sulla soglia;
è tutta indolenzita per il freddo.
III
Agrifoglio e i suoi uomini felici
danzano e cantano;
mentre Edera e le ragazze
spazzano e lavano.
IV
Agrifoglio ha bacche rosse come le rose,
i guardaboschi e i cacciatori
le osservano mentre si riposano(2).
V
Edera ha le bacche
che come susine sono nere,
viene la civetta
e le mangia mentre passa.
VI
Agrifoglio accoglie
il nido di tanti uccelli,
l’usignolo, il pettirosso, i
l cardellino.
VII
Buona Edera,
dimmi che uccellino hai tu?
Solo la civetta che fa
Uh,Uh!bew164

NOTE
1) Strofa saltata: Ivy hath a lybe(*), she caught it with the cold, So may they all have, that with Ivy hold. *senza significato forse sta per Kybe= pelle screpolata (traduzione italiano ” Edera ha le mani screpolate per il freddo, così è per tutte quelle che si aggrappano all’edera.”
2) J Brand nel suo Popular Antiquites vol I traduce come doole= pain, fatigue. Le bacche dell’agrifoglio sono notoriamente tossiche per l’uomo (costituiscono invece il cibo invernale di molti uccellini) e quindi è più probabile che il significato sia “guardano senza toccarle”. Però così viene a cadere (apparentemente) la “superiorità” delle bacche dell’agrifoglio su quelle dell’edera (che è mangiata solo dalla civetta). Ho così interpretato che essendo le bacche di nutrimento agli uccelli i cacciatori controllano la pianta con più attenzione mentre dell’edera non ci curano! Era consuetudine medievale andare a caccia il giorno dopo il solstizio, in epoca vittoriana era diventata una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava la torta ripiena di Natale.

THE HOLLY BEARS A BERRY

Troppo ghiotta l’occasione per associare l’agrifoglio (il principio maschile nel suo trionfo invernale) con la figura salvifica di Gesù Cristo: i fiori candidi come la purezza, le bacche rosse come il sangue versato, le spine acuminate del margine fogliare come la corona del Re dei Giudei, dal sapore amaro come il fiele della crocefissione! L’agrifoglio maschio inizia a fiorire “da grande”, quando ha circa 20 anni e produce dei fiori piccoli e bianco-rosato profumati da maggio a giungo. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo: restano sull’albero per tutto l’inverno costituendo una importante fonte di cibo per gli uccelli (attenzione perché le bacche sono invece tossiche per l’uomo) A volte sulle stesso albero compaiono sia i fiori che i pistilli ovarici – come per l’albero del castagno- è la natura che provvede spontaneamente a far riprodurre esemplari isolati oppure è la mano del giardiniere che ha creato un innesto sullo stesso fusto di un ramo femmina e di un ramo maschile (tecnicamente la pianta si definisce dioica..)

agrifoglio-inverno

THE HOLLY AND THE IVY

Possiamo risalire al testo pubblicato come “The Holly and yhe Ivy” in un broadside (in italiano volantino) del 1710, la melodia è fatta risalire (molto genericamente) a un’antica carol francese; possiamo però affermare, stando ai vari riferimenti contenuti nel testo, che il brano affonda le sue radici quanto meno nel medioevo.

Nella canto si parla solo dell’agrifoglio, molto probabilmente i versi che riguardavano l’edera (vedi contrasti uomini-donne) sono stati sostituiti da quelli su Gesù. La melodia diventata standard è quella riportata da Cecil Sharp nel suo “English Folk Carols, 1911 (raccolta nel Gloucestershire a inizio secolo)
ASCOLTA Thad Salter versione strumentale con arrangiamento per chitarra

Medieval Baebes in Mistletoe and Wine, 2003

ALTRE MELODIE
Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008.


ASCOLTA The Young Tradition in “The Holly Bears the Crown” 1969

La versione che si è tramandata contiene continui riferimenti alla nascita di Gesù in una sorta di “cristianizzazione” della tradizione religiosa pre-esistente, che a mia volta ho epurato.

I
The holly and the ivy,
When they are both full grown,
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.
Chorus:
The rising of the sun,(1)
The running of the deer(2),
The playing of the merry groan(3)
Sweet singing ‘round the fire(4).II
The holly bears a blossom
As white as lily-flower
Of all the trees that are in the wood
The holly bears the crown.(5)III
The holly bears a berry
as red as any blood,
Of all the trees that are in the wood
The holly bears the crown.IV
The holly bears a prickle
As sharp as any thorn;
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown. (6)V
The holly bears a bark
As bitter as any gall;
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.(7)
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’agrifoglio e l’edera
quando entrambi cresciuti in pieno sono
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
CORO
Il sorgere del sole(1)
il correre del cervo(2)
il suono dell’allegra ghironda(3)
è dolce cantare intorno al fuoco(4).
II
L’agrifoglio porta un fiore
bianco come il giglio
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
III
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
IV
L’agrifoglio porta margine acuminato
appuntito come una spina
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
V
L’agrifoglio porta una scorza
amara come fiele
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.

NOTE
1) il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
hollytapestry2) Franco Cardini riassume in poche frasi tutto il ricco simbolismo riferito alla figura del cervo. “Presso i Celti, il cervo era sacro al “dio cornuto” Cernumn, identificato con l’Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l’eternamente giovane dio Lug. D’altronde, nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell’eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d’inverno e quindi con l’anno nuovo.”. Il “running of the deer” nella strofa del ritornello si riferisce forse alla consuetudine medievale di andare a caccia il giorno dopo il solstizio, trasformatasi in epoca vittoriana in una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava una torta ripiena di Natale.
3) antico strumento dal suono lamentoso simile alla ghironda, trasformato in “organ”
4) oppure “sweet singing in the choir”
5) nella versione cristianizzata il verso dice “and Mary bore sweet Jesus Christ to be our sweet Savior.”
6) nella versione cristianizzata il verso dice “and Mary bore sweet Jesus Christ on Christmas daying the morn.”
7) nella versione cristianizzata il verso dice “the holly bears a berry, as red as any blood; and Mary bore sweet Jesus Christ to do poor sinners good”

SANS DAY CAROL

La versione è nota con il titolo St Day Carol dal villaggio di St Day in Cornovaglia dove è stata trascritta solo in epoca vittoriana. In “The Oxford Book of Carols” (1928) si scrive “The Sans Day or St Day Carol was so named because the melody and the first three verses were taken down at St Day in the parish of Gwennap, Cornwall … We owe the carol to the kindness of the Rev. G. H. Doble, to whom Mr W. D. Watson sang it after hearing an old man, Mr Thomas Beard, sing it at St Day. A version in Cornish was subsequently published ( Ma gron war’n gelinen ) with a fourth stanza, [… a berry as blood is it red …], here translated and added to Mr Beard’s English version.”

Testualmente si ribalta il significato che l’antica religione aveva attribuito all’albero “esorcizzandolo” così l’agrifoglio diventa “She” simbolo del principio femminile.Nella tradizione cornica è stata mantenuta più chiaramente la struttura melodica della carola medievale nella sua forma di danza saltellante.


Artisan in Christman is come in, 2009
I
Now the holly she bears a berry as white(1) as the milk,
And Mary bore Jesus, all wrapped up in silk:
CHORUS
And Mary she bore Jesus our Saviour for to be,
And the first tree in the greenwood, it was the holly. Holly! Holly!
And the first tree in the greenwood, it was the holly!
II
Now the holly she bears a berry as green as the grass,
And Mary bore Jesus, who died on the cross: And Mary bore Jesus
III
Now the holly she bears a berry as black as the coal,
And Mary bore Jesus, who died for us all: And Mary bore Jesus
IV
Now the holly she bears a berry, as blood is it red,
Then trust we our Saviour, who rose from the deadASCOLTA The Chieftains in “The Bells of Dublin” 1991
I
Now the Holly she bears a berry
as WHITE as the milk
And Mary she bore Jesus
who was wrapped up in silk.
CHORUS
And Mary she bore Jesus Christ
our Saviour for to be
And the first tree in the green wood
It was the Holly – Holly – Holly
And the first tree in the green wood
it was the Holly.
II
Now the Holly she bears a berry
as GREEN as the grass
And Mary she bore Jesus who died on the cross
III
Now the Holly she bears a berry as blood it is RED
And we trust in our Saviour
who rose from dead

NOTE
1) è ovviamente il fiore dell’agrifoglio ad essere bianco. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo

FONTI
http://www.christmas-carol-music.org/CDs/SansDay.html http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thehollybearsaberry.html http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thehollyandtheivy.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/contest_of_the_ivy_and_the_h.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/sans_day_carol.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=114408