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PADDY LAY BACK

Una sea shanty kilometrica con una ventina di strofe e zeppa di varianti, era cantata sia come canzone ricreativa che come canzone all’argano per sollevare l’ancora. Stan Hugill la dice molto conosciuta sulle navi a vela della tratta Liverpool-New York e la fa risalire agli anni 1830.
Giocoforza per quel Paddy del titolo la canzone è diventata un traditional irlandese!

ASCOLTA The Wolfe Tones in “Let The People Sing” 1972 ne fanno una versione folk

ASCOLTA Assassin’s Creed Rogue questa è invece la versione più shanty

E questa come doveva essere la canzone cantata nei momenti di ricreazione sulla nave, introdotta dalla “Irish washer woman” e mixata melodicamente con  la jig

I
‘Twas a cold an’ dreary mornin’ in December,
An’ all of me money it was spent
Where it went to Lord I can’t remember
So down to the shippin’ office went,
CHORUS
Paddy, lay back (Paddy, lay back)!
Take in yer slack (take in yer slack)!
Take a turn around the capstan – heave a pawl (1) – (heave a pawl)
‘Bout ship, stations, boys, be handy (be handy)! (2)
For we’re bound for Valaparaiser ‘round the Horn! 

II
That day there wuz a great demand for sailors
For the Colonies and for ‘Frisco and for France
So I shipped aboard a Limey barque (3) the Hotspur
An’ got paralytic drunk on my advance (4)
III
Now I joined her on a cold December mornin’,
A-frappin’ o’ me flippers to keep me warm.
With the south cone a-hoisted as a warnin’ (5),
To stand by the comin’ of a storm.
III strofa Wolf Tones
There were Frenchmen, there were Germans, there were Russians
And there was Jolly Jacques came just across from France
And not one of them could speak a word of English
But they’d answer to the name of Bill or Dan
IV (6)
I woke up in the mornin’ sick an’ sore (7),
An’ knew I wuz outward bound again;
When I heard a voice a-bawlin’ at the door,
‘Lay aft, men, an’ answer to yer names!’
V
‘Twas on the quarterdeck where first I saw you,
Such an ugly bunch I’d niver seen afore;
For there wuz a bum an’ stiff from every quarter,
An’ it made me poor ol’ heart feel sick an’ sore.
V strofa Wolf Tones
I wish that I was in the Jolly Sailor
With Molly or with Kitty on me knee
Now I see most any men are sailors
And with me flipper I wipe away my tears
Tradotto da Cattia Salto
I
Era una fredda e triste mattina di Dicembre
e avevo speso tutti i soldi
dove andai per Dio non mi riesce di ricordare, ma alla fine mi sono trovato davanti all’ufficio per l’arruolamento
CORO
Paddy rilassati
finisci il lavoro
fai un giro intorno all’argano-
passa la castagna 
sulla nave, ai posti,
ragazzi datevi da fare
 perchè siamo in partenza per Valparaiso a doppiare capo Horn
II
Quel giorno c’era una grande richiesta di marinai
per le Colonie e Frisco e per
la Francia
così mi sono imbarcato su una barca di limoncini la “Hotspur”
ed ero ubriaco fradicio con il mio anticipo
III
L’ho raggiunta in una fredda mattina di Dicembre
sfregandomi le pinne per tenermi al caldo
con un cono verso sud innalzato come avvertimento
che stava per l’arrivo di una tempesta
III (Wolf Tones)
C’erano Francesi e Tedeschi, c’erano Russi
e c’era un Jolly Jacques appena arrivato dalla Francia
e nessuno di loro sapeva parlare una parola d’Inglese
ma rispondevano al nome di
Bill o Dan
IV
Mi svegliai al mattino con
un malanno
e sapevo di essere di nuovo
in partenza
quando sentìì una voce abbaiare alla porta
“Alzatevi, uomini, e rispondete al vostro nome”
V
Fu sul ponte dove vi vidi la prima
volta
dei così brutti ceffi non li avevo mai visti prima
perchè c’era un barbone e un cadavere per ogni direzione
da far venire un infarto
V (Wolf Tones)
Vorrei essere il Marinaio Allegro
con Molly o con  Killy sulle mie ginocchia
adesso vedo solo marinai attorno
e con le mie pinne mi asciugo le lacrime

NOTE
1) pawl – short bar of metal at the foot of a capstan or close to the barrel of a windlass which engage a serrated base so as to prevent the capstan or windlass ‘walking back’. […] The clanking of the pawls as the anchor cable was hove in was the only musical accompaniment a shanty ever had! (Hugill, Shanties 414)
Pawl ( castagna): specie di arpione mobile che impediva all’argano di girare in senso inverso inserendosi in una serie di fori alla sua base. Per consentire la rotazione in senso contrario c’era una seconda castagna con forma diversa.
2) I Wolf Tones dicono “About ships for England boys be handy”
“Be handy” è un espressione tipica nelle canzoni marinaresche : letteralmente si traduce in italiano come “essere a portata di mano” C’è anche una lieve di allusione sessuale. Possibili significati: rendersi utile ma anche trovarsi a portata di mano (come in handy),
3) limey – The origin of the Yanks calling English sailors ‘Limejuicers’ […] was the daily issuing of limejuice to British crews when they had been a certain number of days at sea, to prevent scurvy, according to the 1894 Merchant Shipping Act (Hugill, Shanties 54)
4) cioè ha speso tutti i soldi dell’anticipo sulla paga in bevute ad alto grado alcolico
5) “Storm cones”  (coni tempesta) erano delle segnalazioni approntate lungo le coste irlandesi e britanniche per segnalare l’arrivo di una tempesta alle navi . Il sistema era stato messo a punto dal capitano Robert FitzRoy nel 1860 e consisteva in un collegamento telegrafico tra le stazioni meteo di terra e tutti i porti delle isole britanniche, di modo che venissero esibiti degli appositi segnali (coni neri o luci) lungo le coste non appena era segnalata una tempesta. I segnali di avvertimento  indicavano la direzione in cui infuriava il maltempo in modo che le navi di passaggio potessero prendere gli opportuni provvedimenti.
“In 1860 he devised a system of of issuing gale warnings by telegraph to the ports likely to be affected. The message contained of a list of places with the words:
‘North Cone’ or ‘South Cone’ – for northerly or southerly gales respectively
‘Drum’  – for when further gales were expected,
Drum and North/South Cone’ – for particularly heavy gales or storms. ” (tratto da qui) (continua)
6) I Wolf Tones dicono
I woke up in the morning sick and sore
I wished I’d never sailed away again
Then a voice it came thundering thru’ the floor
Get up and pay attention to your name
7) un eufemismo per descrivere i postumi della sbornia

ASCOLTA Sons Of Erin

FONTI
http://www.folkways.si.edu/the-focsle-singers/paddy-lay-back/american-folk-celtic/music/track/smithsonian
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/paddy-lay-back.html
http://www.jsward.com/shanty/PaddyLayBack/hugill.html
https://maritime.org/chanteys/paddy-lay-back.htm
http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2011/12/36-paddy-lay-back.html
http://mysongbook.de/msb/songs/p/paddylay.html

DON’T FORGET YOUR OLD SHIPMATES

La canzone del mare “Don’t forget your old shipmate” semi-sconosciuta prima del suo esordio nel film “Master and Commander” (2001)  è stata scritta dall’irlandese Richard Creagh Saunders (1809-1886), che ha trascorso ben 26 anni nella Royal Navy. Charles H. Firth (in Naval Songs and Ballads 1908) data la composizione al 1860 quando Saunders era di servizio sulla HMS Marlborough, la nave ammiraglia inglese della flotta mediterranea, poco dopo viene assegnato al servizio a terra come Istruttore Navale presso la Royal Naval School di Londra, un ente caritatevole per i figli degli ufficiali meno abbienti.

Jerry Bryant nel suo breve saggio “Long we’ve toiled on the rolling wave: One sea song’s journey from the gun deck to Hollywood” (2010) è riuscito a tracciare la genesi della canzone e il “folk process” che l’ha portata fino alla sua comparsa nel film, individuando la trasmissione di due distinte fonti coeve all’autore, le sue due pubblicazioni testuali e melodiche (la prima solo per il testo nel 1908, la seconda anche con la melodia nel 1931) e il suo rimaneggiamento durante il folk revival degli anni 70.
Il primo folksinger che la registrò, recuperandola dall’oblio, fu Jim Mageean nel 1978, il secondo che ci mise mano fu Dave Peloquin al di là dell’Oceano nel 1989, finchè venne registrata da Jerry Bryant nel 2000 il quale ebbe l’idea di lasciare un bel po’ di copie del suo Cd (Roast Beef of Old Englandsulla HMS Rose, la replica di una fregata inglese del XVIII secolo -che era finita nel 1985 a Bridgeport nel Connecticut per essere restaurata e rimessa in condizioni di navigare. Nel settembre 1991 alla Rose venne attribuita la Certificazione di Nave Scuola di Classe A, risultando così la più grande nave scuola a vela americana (vedi).

Sennonchè la nave fu “scritturata” nella parte della H.M.S Surprise del capitano Jack Aubrey dalla Fox Studios e una copia del Cd di Jerry Bryant finì nelle mani del regista Peter Weir .. per essere cantata in una scena del film

Da Master and Commander (strofe I e III)

Il successo commerciale del film ha portato alla popolarità anche la canzone “Don’t forget yer old shipmate” dando origine all’equivoco sulla sua datazione: la canzone viene spacciata come risalente alle guerre napoleoniche solo perchè il film è ambientato nel 1805.

Scrive Jerry Bryant nel suo saggio: “We can picture Naval Instructor Saunders in the ward room of the Marlborough, singing his new song for his fellow officers, and being asked in the following weeks to sing it again and again.  When visiting officers from other ships in the fleet joined the company, they would likely have heard the song and  joined in on the chorus as a decanter of port went round the table.  Perhaps it was at just such a convivial event that John Knox Laughton heard the song”. (tratto da qui)
John Knox Laughton amico fraterno di Saunders  è stato il tramite che ha passato la canzone a Charles H. Firth per la pubblicazione del testo senza però la melodia, nella sua già citata raccolta .
La canzone come la conosciamo oggi proviene però da un’altra fonte James Runciman, amante del mare (e figlio di un capitano di mare e poi guardia costiera del Northumberland), che in qualche modo e nonostante la sua breve vita è venuto in contatto con la canzone di Saunders per cantarla al nipote Richard Runciman Terry colui il quale la pubblicò nel suo “Salt Sea Ballads” (1931) con tanto di melodia e partitura per pianoforte.
Il folk revival tuttavia s’impossessa della canzone solo negli anni 70 quando Jim Mageean trovò nella Biblioteca di Newcastle upon Tyne il libro di Sir Richard R. Terry e al momento della registrazione ne modifica la struttura melodica.

ASCOLTA Jerry Bryant & Starboard Mess in Roast Beef of Old England (2000)

ASCOLTA Assassin’s Creed

La canzone è cantata da Joe che ricorda Jack, il marinaio con cui aveva fraternizzato sull’ultima nave: finito il loro arruolamento si domanda se ci saranno ancora occasioni d’incontro e amicizia anche a terra o su un’altra nave (che i marinai prima o poi s’imbarcano di nuovo!).


I (1)
Safe and sound at home again, let the waters roar (2), Jack (3).
Safe and sound at home again, let the waters roar, Jack.
Chorus
Long we’ve tossed on the rolling main, now we’re safe ashore, Jack.
Don’t forget yer old shipmate, faldee raldee raldee raldee rye-eye-doe!
II
Since we sailed from Plymouth Sound (4), four years gone, or nigh, Jack.
Was there ever chummies (5), now, such as you and I, Jack?
III
We have worked the self-same gun, quarterdeck division.
Sponger (6) I and loader you, through the whole commission.
IV
When the middle watch (7) was on, and the time went slow, boy,
Who could choose a rousing stave (8), who like Jack or Joe, boy?
V
There she swings, an empty hulk (9), not a soul below now.
Number seven starboard mess (10) misses Jack and Joe now.
VI
But the best of friends must part, fair or foul the weather.
Hand yer flipper (11) for a shake, now a drink together.
Tradotto da Cattia Salto
I
Sani e salvi a casa siam, iI mare urla forte, Jack,
Sani e salvi a casa siam iI mare urla forte, Jack,
CORO
A lungo le onde cavalcato abbiam, ma ora siamo al sicuro a terra Jack
Non scordarti il tuo vecchio compagno di bordo!
II
Da quando partiti siam dalla Rada di Plymouth passati son quasi 4 anni,  Jack, ci sono mai stati fratelli, come te ed me Jack?
III
Abbiam lavorato allo stesso cannone, nella nostra divisione.
Io scovolavo, tu caricavi, per tutta la missione.
IV
Quando era il turno della guardia notturna e il tempo passava lento, ragazzo, chi sapeva scegliere una linea melodica entusiasmante, come Jack o Joe, ragazzo?
V
Adesso lei dondola là, come un pontone, senza nessuno dentro
Ora, il rancio numero sette dei destrali,
ha perso Jack e Joe.
VI
Ma anche i migliori amici devono separarsi, con il bello e il brutto tempo, qua la pinna per una stretta, ora beviamo insieme

NOTE
1) sulla querelle in merito al verso della prima strofa rimando alla trattazione di Jerry Bryant (qui)
2) letteralmente “il fragore delle acque”
3) guarda caso il nome del capitano Aubrey è proprio Jack, soprannominato il Fortunato
4) la baia sulla Manica nei pressi di Plymouth: sound è un termine marinaresco per rada, baia in cui si ha un buon ancoramento; significa anche Stretto o passo tra due terre (to sound sondare, scandagliare.)
Plymouth è un importante porto commerciale e base militare sulla foce dei fiumi Plym e Tamar in fondo a una rada ampia e articolata, “The Sound”, protetta ovunque da fortificazioni militari. (da Wikivoyage)
5) chummy è usato come aggettivo nel senso di amichevole, amicone
6) la bocca del cannone doveva essere ripulita dai residui di polvere prima di essere ricaricata con una nuova palla
7) la guardia notturna che va da mezzanotte alle 4 del mattino
8) oppure “Who could tune a rousing stave
Un tempo c’era in Gran Bretagna un curioso mestiere quello del “bussatore” ( knocker-up o knocker-upper) che con un lungo bastone detto “rousing stave” bussava alla finestra dei clienti per svegliarli. In alternativa era usata una cerbottana per lanciare legumi secchi contro i vetri dei dormienti.
La figura del bussatore era abbastanza nota durante l’Ottocento, viene descritto in “Grandi Speranze” di Charles Dickens.
La lunga pertica veniva usata anche in chiesa per dare la sveglia a coloro che sonnecchiavano durante la funzione (vedi). In questo contesto tuttavia stave non significa bastone quanto pentagramma e la frase si riferisce a una melodia stimolante in grado di fare stare svegli
9) hulk body of an abandoned vessel. Italo Ottonello suggerisce la traduzione di “pontone”: lo scafo delle vecchie navi era utilizzato per l’effettuazione di lavori pesanti

alloggio equipaggio sul clipper Cutty Sark

10) Number seven starboard mess: la traduzione suggerita da Italo Ottonello: Rancio (mess) numero sette dei destrali (starboard watch= guardia di dritta). L’alloggio equipaggio era diviso in due parti, una per ciascuna guardia dove gli uomini dormivano e mangiavano
11) flipper sta per mano

FONTI
http://www.hardtackers.com/JerryBryantPaper.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48079

Don’t forget your old shipmates…

STORMALONG JOHN

Illustrazione di Greg Newbold

Sea shanty in memoria del marinaio Stormie cioè il marinaio per eccellenza, secondo  A.L.Lloyd Stormalong era “the blusterous old skipper who stands his ground alongside Davy Jones and Mother Carey among the mythological personages of the sea. Some took him to be an embodiment of the wind, others believed he was a natural man…” ( Folk Song In England, 1967 ).
D’altro canto Alfred Bulltop Stormalong è un leggendario eroe americano del mare dalle proporzioni gigantesche e dalle imprese prodigiose, protagonista di molti racconti per bambini. E’ Stormalong “an able sailor, bold and true” e il suo funerale una sorta di ultimo addio alla gloriosa era dei grandi velieri, sconfitti sul finire dell’Ottocento dai battelli a vapore.
E’ classificata da Stan Hugill come la più vecchia nella serie della “Stormalong family” (Mister Stormalong, Stormy Along, John, Stormalong, Boys, Stormy, Way Stormalong John, Walk Me Along, Johnny Storm and Blow and Yankee John, Stormalong), un gruppo di halyard shanties; questa in particolare era un canto di origine afro-americane per il lavoro alle pompe o come canto all’argano.

ASCOLTA Jon Bartlett

ASCOLTA Assassin’s Creed per Black Flag In Game Soundtrack


Oh, poor old Stormy’s dead and gone
Stormalong boys! Stormalong John!
Oh, poor old Stormy’s dead and gone
Ah-ha, come along get along
Stormyalong John!
I dug his grave with a silver spade
I lower’d him down with a golden chain
I carried him away to Montego (Mobile) Bay
tradotto da Cattia Salto
Povero vecchio Stormy è morto stecchito Stormalong ragazzi! Stormalong John! Vieni avanti
Stormyalong John!
Ho scavato la sua fossa con una spada d’argento
l’ho calato giù con una catena d’oro
e l’ho portato via da Montego Bay

Una versione più estesa è riportata in “American Sea Songs and Chanteys,” di Frank Shay, 1948
Old Stormy’s gone, that good old man,
To my way hay, Stormalong, John!
Oh, poor old Stormy’s dead and gone,
To my aye, aye, aye, aye, Mister Stormalong!
We dug his grave with a silver spade,
His shroud of the finest silk was made.
We lowered him with a silver chain,
Our eyes all dim with more than rain.
An able sailor, bold and true,
A good old bosun to his crew.
He’s moored at last, and furled his sail,
No danger now from wreck or gale.
I wish I was old Stormy’s son,
I’d build me a ship of a thousand ton (1).
I’d fill her up with New England rum,
And all my shellbacks they would have some.
I’d sail this wide world ‘round and ‘round,
With plenty of money I would be found.
Old Stormy’s dead and gone to rest,
To my way hay, Stormalong, John!
Of all the sailors he was the best,
To my aye, aye, aye, aye, Mister Stormalong!
NOTE
1) secondo John Sampson si tratta di John Willis armatore londinese che costruì il Cutty Sark; il padre John Willis potrebbe essere il nostro Stormalong; così scrive nel suo  “The Seven Seas Shanty Book” (1926) “I have heard that the prototype of this noble shanty was old John Willis, a famous early Victorian ship master and owner, whose son was the John Willis known as Old White Hat and who will be remembered chiefly as the owner of the famous Cutty Sark.”
FONTI
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2011/11/23-mister-stormalong.html
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2011/11/24-stormy-along-john.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=39676
http://www.contemplator.com/sea/stormalong.html
http://ingeb.org/songs/ostormys.html
http://www.traditionalmusic.co.uk/sea-shanty/Stormalong.htm

HI HO COME ROLL ME OVER

Una breve “haul shanty” riportata da Stan Hugill ma pubblicata per la prima volta da  John Masefield. Breve ma fitta di manovre marinaresche di ardua comprensione per un terricolo!!
Rimando al Blog di Ranzo per la discussione in merito alle origini del canto, che così commenta: Coming to Hugill’s notes, which are very brief, he says he got it from Harding. The Barbadian claimed at the time (1932) that it was still being used in the West Indies for “rolling logs.” If that was the case, it seems unlikely that Masefield’s “Dane” made it up. (continua)

ASCOLTA Assassin’s Creed per Black Flag

Why don’t you blow (1)
High-O! Come roll (2) me over
One man to strike the bell
Two men to man the wheel (3)
Three men, to gallant braces (4)
Four men to furl t’garns’ls( 5)
Five men to bunt-a-bo (6)
Traduzione* di Cattia Salto
Perchè non spingete?
Forza! Venite a darmi una mano
uno per colpire la campana
due ad armare il timone
tre ai bracci di velaccio
quattro a serrare i velacci
cinque alla pancia

NOTE
* revisionata e corretta da Italo Ottonello
1) il verbo to blow significa sia colpire che soffiare; spesso nei canti marinareschi viene utilizzato come un’incitazione a fare forza
2) il termine roll viene genericamente utilizzato dai marinai per dire molte cose, spesso con il significato di “salpare”, qui il riferimento potrebbe essere al lavoro di far rotolare i tronchi in acqua
3) letteralmente “due uomini per maneggiare il timone” ma Italo Ottonello mi suggerisce un termine più tecnico “armare il timone”
4) il “braccio” è il cavo che regola il pennone, i bracci di velaccio si riferiscono ai cavi che orientano la vela superiore dell’albero maestro
5) to furl t’garns’ls  forma abbreviata per “To furl the garnsails”, topgallant sail (velaccio) è abbreviato in “t’garns’l” si dice anche gallant or garrant sail: Vela della maestra del 3° ordine (Main top-gallant sail)
6)  buntlines sono gli imbrogli delle vele che sollevano la parte centrale della vela per consentire di terzarolarla (serrarla)

(manovra sulla nave scuola Amerigo Vespucci – foto: dal sito web Marina Militare Italiana)

A spiegare la manovra a tavolino entrano in gioco troppi termini tecnici così seguiamo la manovra dal vivo

Italo Ottonello segnala anche questo video dell’equipaggio della Elissa mentre sbrogliano una vela e poi la serrano (due manovre perfettamente riprese e commentate)

FONTI
http://www.ammiraglia88.it/SEZIONE_NORMALE/PAGINE_SITO/vele.html
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2012/03/111-high-o-come-roll-me-over.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=144116
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=95655

DOWN AMONG THE DEAD MEN

Una popolare drinking song settecentesca attribuita erroneamente a John Dyer (1700-1758); l’equivoco nacque dalla dicitura di commento su un broadside del 1715  “A Song sung by Mr. Dyer at Mr. Bullock’s Booth at Southwark Fair,” trattandosi invece del  popolare cantore londinese Robert Dyer; la canzone si diffuse in epoca vittoriana fino a trovare la sua collocazione tra i canti goliardici degli studenti inglesi moderni. Dato il tema è finita anche nelle sound track del video gioco Assassin’s Creed – Black Flag una perfetta canzone da pirata.

ASCOLTA Assassin’s Creed Syndicate (strofe I, III, IV) la versione di Sean Dagher in Black Flag sea shanty su Spotify qui

ASCOLTA The Virginia Company in “Smash the Windows”


I
Here’s a health to the King (1), and a lasting peace
May faction be damn’d, and discord cease (2):
Come, let us drink it while we have breath,
For there’s no drinking after death.
And he who would this toast deny,
CHORUS
Down among the dead men (3),
down among the dead men,
Down, down, down, down;
Down among the dead men let him lie (4)!
II
Let charming beauty’s health go round,
With whom celestial joys are found.
And may confusion yet pursue
That selfish woman-hating crew.
And he who’d woman’s health deny,
III
In smiling Bacchus’ joys I’ll roll,
Deny no pleasures to my soul.
Let Bacchus’ health round briskly move,
For Bacchus is the friend of love.
And he that would this health deny,
IV
May love and wine their rights maintain,
And their united pleasures reign.
While Bacchus’ treasure crowns the board,
We’ll sing the joy that both afford.
And they that won’t with us comply,
tradotto da Cattia Salto
I
Alla salute del Re e alla pace duratura
possa la faziosità essere dannata e la discordia cessare:
vieni beviamo mentre siamo vivi
perchè non c’è da bere dopo la morte
e colui che rifiuta di brindare
Coro
giù tra le bottiglie vuote
giù tra le bottiglie vuote
giù, giù, giù, giù,
giù tra le bottiglie vuote possa finire!
II
Che la bellezza incantevole prosperi
con la quale si toccano gioie paradisiache
e possa il caos ancora perseguitare
quella ciurma egoista che odia la donna
e colui che la salute della donna nega..
III
Tra le gioie di Bacco ridente sguazzo
e non nego i piaceri al mio spirito
che il brindisi a Bacco circoli rapidamente
perchè Bacco è l’amico di Amore
e chi volesse questo brindisi negare ..
IV
Che Amore e Vino mantengano i loro diritti
e i loro piaceri uniti regnino.
Mentre il tesoro di Bacco corona la tavola
canteremo la gioia che entrambi dispensano e coloro che non vogliono a noi conformarsi ..

NOTE
1) in epoca vittoriana si brinda alla salute della Regina, ma originariamente la dedica era rivolta alla regina Anna di Gran Bretagna così iniziava il verso “Here’s a health to the mem’ry of Queen Anne”
2) anche scritto “To faction an end, to wealth increase”
3) Dead mens ono le bottiglie vuote
4) l’augurio è di finire lungo disteso a terra in stato incosciente per l’ubriachezza
FONTI
http://musicofyesterday.com/sheet-music-d/among-dead-men-dyer/
https://www.8notes.com/scores/4164.asp
http://thebards.net/music/lyrics/Down_Among_The_Dead_Men.shtml

CAPTAIN WARD AND THE RAINBOW

Tra le canzoni del mare nella serie Sea Shanty Edition per il quarto episodio del video-gioco Assassin’s Creed si annoverano alcune ballate sui capitani coraggiosi, per celebrarne le vittorie o le gesta eroiche che li hanno portati alla morte. Non solo ufficiali della Royal Navy ma anche corsari o pirati.
Il Capitano John Ward (1553-1622), soprannominato Jack Birdy nacque a Feversham nel Kent da un semplice pescatore ma preferì la vita del corsaro sotto il regno di Elisabetta I; caduto in disgrazia sotto Giacomo I (che non volle proseguire la guerra di corsa contro la Spagna) si dedicò alla pirateria nel Canale della Manica, passando ben presto ai ricchi bottini dei traffici mercantili nel Mediterraneo; John o Jack Ward si fece musulmano e divenne un famigerato pirata barbaresco con il nome di Yusuf Reis, dedito al lucroso traffico degli schiavi (l’oro bianco): nel secolo successivo l’asse della storia si sposta definitivamente nel Mar delle Antille e il connubio Pirata&Caraibi per noi oggi scatta in automatico, sminuendo ai nostri occhi l’importanza del Mar Mediterraneo e delle sue rotte commerciali (continua)
Jack nel suo palazzo di marmo e alabastro a Tunisi allevava piccoli uccellini perciò venne soprannominato Jack “Asfour” (Jack il passero) cioè Jack Birdy (che assonanza con hollywoodiano Jack Sparrow!)
Metà uomo, metà leggenda, John Ward era l’arcipirata, il re corsaro del folklore popolare. Autori di ballate londinesi raccontavano per le strade che il “più famoso pirata del mondo” terrorizzava i mercanti di Francia e di Spagna, Portogallo e Venezia, e metteva in rotta i potenti Cavalieri di San Giovanni con la sua intrepidezza e astuzia. Genitori spaventavano i loro figli con i racconti del demone “che non temeva né Dio né il diavolo e le sue azioni sono perfide, maligni i suoi pensieri”, e si spaventavano a vicenda raccontando che coloro che finivano nelle sue grinfie venivano legati dorso a dorso e gettati in mare, oppure fatti a pezzi, o spietatamente uccisi a colpi di arma da fuoco. Dai pulpiti, ecclesiastici proclamavano che Ward e i suoi rinnegati avrebbero finito i loro giorni in ebbrezza, lascivia e sodomia nei sibaritici ambienti del loro palazzo tunisino…”. (Adrian Tinniswood in Pirati. Avventure, Scontri E Razzie, 2011 tratto da qui)

LA BALLATA: WARD THE PIRATE

Sul Pirata vennero scritte diverse ballate a testimoniare la sua popolarità e anche il professor Child riporta una versione testuale nella sua imponente raccolta “The English and Scottish Popular Ballads”, classificandola al numero 287.  Kenneth S. Goldstein commenta: “This ballad concerns the famous English pirate, John Ward, who, together with a Dutch accomplice, Dansekar, was the scourge of the seas from 1604 to 1609. Though Ward was the subject of numerous ballad and prose pieces, the traditional ballad appears to derive from a black letter broadside of the 17th century.The ballad has had a longer life in the New World than in Britain. It has not been reported from tradition in England since Child, and the two versions recorded by Greig in Aberdeen appear to be the last reported in Scotland. It has, however, not infrequently been reported in America. Some of the American texts tell of Ward’s capture and hanging, which, though consistent with history, do not come from the broadside tradition mentioned above. It is possible that this element may have been borrowed from some other sea song in much the same way in which some versions of Sir Andrew Barton (Child 167) borrow Ward’s taunting lines from the last stanza of this ballad.” (tratto da qui)

ASCOLTA Linda Morrison

ASCOLTA Tannahill Weavers


I
Come all ye jolly mariners
That love to tak’ a dram
I’ll tell ye o’ a robber
That o’er the seas did come.
II
He wrote a letter to his king
The eleventh o’ July,
To see if he would accept o’ him
For his jovial company.
III
“Ho no, ho no,” says the king,
“Such things they cannot be,
They tell me ye are a robber,
A robber on the sea.”
IV
He has built a bonnie ship,
An’ sent her to the sea,
With four and twenty mariners
To guard his bonnie ship wi’.
V
They sailed up an’ they sailed down,
Sea stately, blythe, an’ free,
Till they spied the king’s high Reindeer
A leviathan on the sea.
VI
They fought from one in the morning
Till it was six at night,
Until the king’s high Reindeer
Was forced to take her flight.
VII
“Gang him, gang him, ye tinkers.
Tell ye your king fear me
Though he’s the king on dry land,
And I will be king upon the sea.”
tradotto da Cattia Salto
I
Venite tutti voi allegri marinai
che amate ascoltare le storie (1)
Vi narrerò di un filibustiere
che dal mare è venuto
II
Scrisse una lettera al suo Re
l’11 di luglio
per vedere se lo avrebbe ricevuto
per una piacevole visita (2).
III
“O no, no, no – dice il Re-
non s’ha da fare
mi risulta che tu sia un filibustiere,
un filibustiere del mare”
IV
Costruì una bella nave
e la mandò in mare
con 24 marinai
a governare la sua bella nave
V
Navigarono in lungo e in largo sul mare maestosamente, felici e liberi (3)
fino a quando videro la Reindeer (4)
l’ammiraglia del Re, un leviatano del mare
VI
Dettero battaglia dall’una di mattina
fino alle sei di sera
finchè la Reindeer
fu costretta ad andarsene
VII
“Tornate da lui, voi vagabondi (5)
dite al vostro Re che non lo temo
anche se è il re della terra ferma
io sono il re dei Mari”

NOTE
1) in origine il verso era: strike up, you lusty gallants, with musick and sound of drum,
2) Giacomo I gli rifiutò il perdono regale condannandolo all’esilio perpetuo
3) come dice Jack Sparrow “una nave non è solo una chiglia e uno scafo con ponte e vele. Una nave è libertà
4) nella versione riportata dal Professor Child la nave è inviata dal Re e si chiama The Rainbow
5) termine dispregiativo derivato dai traveller

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch287.htm
http://www.homolaicus.com/storia/trasversale/pirati-corsari.htm
http://guide.supereva.it/rinascimento/interventi/2010/07/dal-kent-a-tunisi
https://corsaridelmediterraneo.it/ward-john/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146ly13.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56447
http://www.contemplator.com/sea/ward.html
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/wardthepirate.html

HAULEY HAULEY HO

Breve sea shanty molto british presente nella raccolta Black Flag per la serie Assassin Creed!


Chorus
England, ould Ireland
England, ould Ireland
England, ould Ireland
Hauley Hauley Ho!
Paddy M’Ginty
Paddy (1), Jock (2) and Jackie too.
Oh Paddy M’Ginty,
Hauley (3), Hauley-ho!
Shamrock an’ Rose, boys.
Shamrock, Rose, and prickly Thistle (4) too,
Shamrock an’ Rose, boys,
Hauley Hauley Ho!
Tradotto da Cattia Salto
Coro
Inghilterra, vecchia Irlanda
Inghilterra, vecchia Irlanda
Inghilterra, vecchia Irlanda
Oh issa!
Paddy Mac Ginty
Paddy, Jock e anche Jackie.
Oh Paddy Mac Ginty,
Oh issa!
Il trifoglio e la rosa, ragazzi
Il trifoglio, la rosa e anche il cardo (3)
Il trifoglio e la rosa, ragazzi
Oh issa!

NOTE
1) paddy è il nomignolo affibiato al tipico irlandese
2) Jock è la versione scozzese del nome Jack (in italiano Giacomo)
3) to haul= alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima (per i terricoli un cavo) orizzontalmente o verticalmente
4) sono i tre simboli floreali che stanno per Irlanda, Inghilterra e Scozia, raffigurati in genere con la rosa Tudor al centro (a volte coronata) per rappresentare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

 

ASSASSIN’S CREED: BLACK FLAG & ROGUE

Finita l’epoca dei grandi velieri il repertorio delle canzoni marinaresche (sea shanty), documentato dai veterani in pensione, è sbarcato sulla terra diffondendosi tra i non marinai e gli amanti della musica folkloristica “..alcune delle canzoni che ho citato ora sembrano sciocche vedendole scritte. Non sono il genere di canzoni da stampare. Sono canzoni che devono essere cantate in certe condizioni, e dove quelle condizioni non esistono, appaiono fuori luogo. In mare, quando sono cantate nel tranquillo gaettone, o alando le cime, sono le più belle di tutte le canzoni. È difficile scriverle senza emozione, perché sono parte della vita. Non si possono separare dalla vita. Non si può scrivere una parola di loro senza pensare ai giorni andati, o a compagni da molto tempo diventati corallo, o a belle, vecchie navi, una volta così maestose, ora ferro vecchio.” (John Masefield in “Sea Songs” 1906)

Una raccolta moderna di questi canti ovvero Shanties from the Seven Seas è di Stan Hugill (1961) con informazioni di prima-mano, la cosiddetta “shantyman’s bible“!

Una grande rivalutazione di questi canti è avvenuta poi più recentemente con la produzione in versione piratesca del famosissimo videogioco Assassin’s Creed: Black Flag (2013); la trama è un’intricata vicenda basata sui ricordi del pirata Edward Kenway  ed è ambientata nel mare dei Caraibi in un arco storico che va dal 1715 al 1721. Come già sottolineato da più parti, per quanto il lavoro svolto dai creatori del videogioco Assassin Creed abbia portato le canzoni marinaresche in auge tra i giovani, si è trattato di una mistificazione: molti dei canti sono del secolo successivo e ogni riferimento alla cultura afro-americana che ne è stata per buona parte la fonte è volutamente ignorato. Ma tanto di cappello per l’enorme produzione articolata in una serie di Cd e in particolare Assassin’s Creed 4: Black Flag (Sea Shanty Edition, Vol. 1 e 2) e Assassin’s Creed Rogue (Sea Shanty Edition) il sequel del video-gioco distribuito nel 2014

Sono raccolte non solo canzoni marinaresche ma anche ballate e canzoni del mare, antiche drinking songs (canti di taverna) e qualche rebel song.

Assassin’s Creed 4: Black Flag (Sea Shanty Edition, Vol. 1 e 2)

ADMIRAL BENBOW
ALL FOR ME GROG
BILLY RILEY
BLOW AWAY THE MORNING DEW
BULLY IN THE ALLEY
CAPTAIN KIDD
CAPTAIN WARD (Child  #287)
CHEERLY MAN
COASTS OF HIGH BARBARY (Child  #285)
DEAD HORSE
DERBY RAM
DOWN AMONG THE DEAD MEN
DRUNKEN SAILOR
FATHOM THE BOWL
FISH IN THE SEA
GOLDEN VANITY (Child #286)
GOOD MORNING, LADIES ALL
HANDY ME BOYS
HAULEY HAULEY HO 
HERE’S A HEALTH TO THE COMPANY
HI-HO COME ROLL ME OVER
HOMEWARD BOUND
JOHNNY BOKER
LEAVE HER JOHNNY
LOWLANDS AWAY
MAGGIE LAUDER
MAID OF AMSTERDAM
NIGHTINGALE
PADDY DOYLE’S BOOTS
PADSTOW’S FAREWELL
PATRICK SPENS
RANDY DANDY-O
RIO GRANDE
ROLL AND GO
ROLL, BOYS, ROLL! (Sally Brown)
ROLLER BOWLER
RUNNING DOWN TO CUBA
SAILBOAT MALARKAY
SO EARLY IN THE MORNING
SPANISH LADIES
STORMALONG JOHN
TROOPER AND THE MAID
WILD GOOSE SHANTY
WILLIAM TAYLOR
WHERE AM I TO GO M’JOHNNIES
WHISK(E)Y JOHNNY
WORST OLD SHIP

Assassin’s Creed Rogue (Sea Shanty Edition)


BLOOD RED ROSES
BOLD RILEY
BONNIE LASS O’FYVIE
DONKEY RIDING
DON’T FORGET YOUR OLD SHIPMATES
GO TO SEA NO MORE
HAUL AWAY JOE
HEAVE AWAY MY JOHNNY
HENRY MARTIN (Child  #250)
HI FOR THE BEGGERMAN
JOLLY ROVING TAR
KATIE CRUEL
LITTLE DRUMMER
LIVERPOOL JUDIES
MY BONNIE HIGHLAND LASSIE
NEW YORK GIRLS
ONE MORE DAY
OVER THE HILLS AND FAR AWAY
PAY ME THE MONEY DOWN
PADDY LAY BACK
ROLLING DOWN TO OLD MAUI
ROUND THE CORNER SALLY
SHALLOW BROWN
STAR OF THE COUNTY DOWN
WE BE THREE POOR MARINERS
WINDY OLD WEATHER
YE JACOBITES

SO EARLY IN THE MORNING

ALTRI TITOLI: The Sailor Likes His Bottle-O, the Bottle-O, The Sailor Loves (likes) His Bottle-o, The Sailor’s Loves

Testimonianze e trascrizioni di questa canzoncina sulle passioni di un marinaio (per altro molto popolare tra i marinai del “cotton trade” con le Indie Occidentali) risalgono agli anni 1840-50, ma si ipotizza l’uso come sea shanty già negli anni 1830. Non si sa nemmeno se “So early in the morning” sia nata come canto di lavoro degli schiavi neri, secondo la testimonianza di Stan Hugill  era popolare tra gli equipaggi composti da novellini per la sua versatilità che la adattava alle più svariate manovre sia alle vele che all’argano e alle pompe.

Alla triade Bacco, Tabacco e Venere lo shantyman aggiungeva le improvvisazioni più disparate, e così si annoverano risse e scazzottate ma anche le belle canzoni

ASCOLTA da Assassin’s Creed IV,  Black Flag


The mate was drunk
and he went below
to take a swig at his bottle o
So early in the morning
the sailor likes his bottle o

The bottle o, the bottle o, the sailor loves his bottle o
A bottle of rum, a bottle of gin, a bottle of Irish whiskey o
The baccy(1) o, tabaccy o, the sailor loves his baccy o
A packet of shag (2), a packet of cut, a plug of hard terbaccy o
The lassies o, the maidens o, the sailor loves the judies(3) o
A lass from the ‘pool, a girl from the Tyne,
a chowlah(4) so fine and dandy o
A bully rough house, a bully rough house,
the sailor like his rough house o
Tread on me coat, and all hands in, a bully good rough and tumble o
A sing song o, a sing song o, the sailor likes a sing song o
A drinking song, a song of love, a ditty of seas and shipmates o
tradotto da Cattia Salto
Il primo era ubriaco
e andò sottocoperta
per dare un sorso alla bottiglia
Già di primo mattino
il marinaio ama la sua bottiglia oh

La bottiglia, la bottiglia, il marinaio ama la sua bottiglia, oh una bottiglia di rum, una bottiglia di gin, una bottiglia di whiskey irlandese oh
Bacco, tabacco, il marinaio ama il suo tabacco oh, un pacchetto di tabacco da rollare, un pacchetto di trinciato, una presa di tabacco forte oh
Le ragazze, le fanciulle, il marinaio ama le ganze oh
una ragazza di Liverpool, una ragazza da Tyne, una donnina così bella ed elegante oh
Una rissa da strada, una rissa da strada, il marinaio ama la rissa oh
pestare i piedi, con tutto l’equipaggio, una bella sanguinosa zuffa oh
Una canzone da cantare, una canzone da cantare, il marinaio ama cantare una canzone
un canto di bevute, un canto d’amore, una storiella di mari e marinai oh

NOTE
1) baccy deriva dalla parola “tobacco”, come tutto il gioco di parole tabaccy e terbaccy
2) tabacco trinciato
3) le ragazze di Liverpool (dialetto locale)
4) nomignolo sempre riferito alle ragazze

FONTI
http://www.contemplator.com/sea/sloves.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/bottle-o.html

WHERE AM I TO GO M’JOHNNIES

Referente della sea shanty  “Where am I to go, M’Johnnies” è Stan Hugill (1961) c he la sentì cantare da Harding (the Barbarian from Barbadoes) mentre Gordon Bok nel suo Time and the Flying Snow (1977) riporta una variante della melodia e del testo
ASCOLTA Clayton Kennedy per Assassin’s Creed 4: Black Flag (Sea Shanty Edition, Vol. 2)

Oh, where am I to go, M’Johnnies, oh where am I to go?
Timme way hey hey, high roll and go.
Oh, where am I to go, M’Johnnies, oh where am I to go,
For I’m a young sailor boy, and where am I to go?
Way up on that t’gallant (1) yard, that’s where you’re bound to go.
Way up on that t’gallant yard and take the gans’l(2) in.
You’re bound away to Kingston town (3), that’s where you’re bound to go.
Tradotto da Cattia Salto
Dove devo andare miei marinai,
oh dove devo andare?
A me su via, salpa e vai
Dove devo andare miei marinai,
oh dove devo andare?
Perchè sono un giovane marinaio e dove devo andare?
Sali sul pennone di trinchetto, ecco dove devi andare
Sali sul pennone e serra i velacci
Sei in partenza per Kingston town ecco dove devi andare

NOTE
1) top gallant si pronuncia “t’gallant” VELACCINO (PENNONE): Il pennone di trinchetto del 3° ordine. Fore top-gallant yard.
2) topgallant sail (velaccio) è abbreviato in “t’garns’l” si dice anche gallant or garrant sail: Vela della maestra del 3° ordine. Main top-gallant sail
3) oppure Cape Horn
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5807
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Hugi169.html
https://www.8notes.com/scores/6878.asp?ftype=gif