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CRUEL SISTER

Bonny_Swan_by_SarachmetLa ballata “The two sisters” è originaria dalla Svezia o più in generale  dai paesi scandinavi (in epoca pre-cristiana) ma si è diffusa largamente  anche in alcuni paesi dell’Est e nelle isole britanniche. Le varianti in cui è presente sono molteplici come pure i titoli: The Twa Sisters, The Cruel Sister, The Bonnie Milldams of Binnorie, The Bonny Bows o’ London, Binnorie  and Sister, Binnorie, Minnorie,  Dear Sister, The Jealous Sister (Minorie), Bonnie  Broom, Swan Swims Sae Bonny O, The Bonny Swans, Bow  Your Bend to Me.

Nella prima parte ho analizzato il plot della ballata descritta nella fiaba scozzese “The singing breastbone” e la sua messa in musica nella versione scozzese di “Binnorie”. (vedi prima parte)

The Merciless Lady (Dante Rossetti, 1865)

Nel dipinto di Rossetti si esplora ancora il triangolo amoroso e se la rappresentazione ha sicuramente una rispondenza nella biografia del pittore (qui) è anche altrettanto evidente la citazione alla ballata “The two sisters”: i tre protagonisti sono seduti sotto ad un pergolato con il giovane pretendente nel mezzo e sebbene la sua mano sia intrecciata a quella della dama bruna, tutta la sua attenzione è rivolta verso la fanciulla bionda intenta a cantare e a suonare il salterio. L’atteggiamento del giovane è ambiguo, sicuramente non terrebbe per mano la dama bruna se tra di loro non ci fosse un legame (e nella ballata è proprio la sorella maggiore ad essere la promessa sposa), ma l’interesse verso  la dama bionda è fin troppo evidente! Tre calici sono ai piedi dei protagonisti due vicini a toccarsi e il terzo vuoto e dalla parte della sorella bionda: ne preannuncia la morte imminente?

SECONDA VERSIONE: THE CRUEL SISTER

La versione inglese mantiene la storia già vista in “Binnorie” saltando a piè pari il ritrovamento del cadavere da parte del mugnaio (e anche il suo eventuale ruolo nella vicenda, ruolo che emergerà invece nelle versioni americane).
“In questa versione sempre nelle Child ballads non c’è traccia del mugnaio, né della figlia dal mugnaio, però inizia con una signora che viveva vicino alla spiaggia del Nord e che partorisce due sorelle, una bionda e l’altra bruna.
La bionda è paragonata alla luce del sole mentre la mora è nera come il carbone, minerale sotterraneo ritenuto vicino al diavolo. Si ricordi che la ballata ha origini scandinave, dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e che quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri. “(Giordano Dall’Armellina)

Furono i Pentangle a riportare in auge la ballata quasi dimenticata
ASCOLTA Pentangle in Cruel Sister (1970) . La melodia su cui il canto è impostato è quella di Riddles Wisely Expounded  e il sitar aggiunge una nota incantata

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Close to the Bone“,1993, la prima formazione con la voce di Jimmy Malcom, il gruppo ha ripreso l’arrangiamento dei Pentangle aggiungendoci un po’ di ritmo

ASCOLTA Bedlam Boys (Gregor Harvey & Grant Foster) riportano la ballata in una versione più aderente alla vena renaissance folk

VERSIONE PENTANGLE
There lived a lady by the north (1) sea shore
Lay the bairn tae the bonnie broom (2)
Twa daughters were the bairns she bore
Fa la la la la la la la la la
One was as bright as is the sun
Sae coal black grew the elder one (3)
A knight came riding to the ladies’ door
He travelled far to be their wooer
He courted one, aye with gloves and rings (4),
But he loved the other above all things”
Sister, sister won’t you walk with me
An’ see the ships sail upon sea?”
And as they stood on that windy shore
The elder sister pushed the younger o’er
Sometimes she sank or sometimes she swam
Crying, “Sister, reach to me your hand”
And there she floated just like a swan(5)
The salt sea carried her body on
Two minstrels walking by the north sea strand
They saw the maiden, aye float to land
They made a harp out of her breast bone(6)
The sound of which would melt a heart of stone
They took three locks of her yellow hair
And wi’ them strung that harp so rare
The first string that those minstrels tried
Then terror seized the black-haired bride
The second string played a doleful sound
“The younger sister, oh she is drowned”
The third string, it played beneath their bow(7)
“And surely now her tears will flow”
TRADUZIONE di Giordano Dall’Armellina
Viveva una donna presso le rive del Mare del Nord (1), poni il giunco con la  bella ginestra (2)
Due figlie erano le bimbe che lei partorì
Fa la la la la la la   la la la
Mentre una cresceva luminosa come il sole, così nera come il carbone cresceva la più grande (3).
Un cavaliere arrivò cavalcando alla porta della donna,
Aveva viaggiato a lungo per essere il loro pretendente. Corteggiò una di loro con guanti e anelli (4),
Ma amava l’altra sopra ogni cosa.
“Oh sorella vuoi venire con me
A guardare le navi che solcano il mare?”
E mentre stavano in piedi sulla riva spazzata dal vento
La ragazza bruna gettò la sorella (in mare)
Talvolta affondava, talvolta nuotava,
gridando, “Sorella, dammi la mano!”
E lì galleggiava come un cigno,(5)
Il mare salato teneva su il suo corpo.
Due menestrelli camminavano lungo la spiaggia
E videro la fanciulla che il mare aveva portato a terra.
Fecero un’arpa con le sue ossa pettorali(6),
Il cui suono scioglierebbe un cuore di pietra.
Presero tre ciocche dei suoi capelli biondi,
e con loro fecero le corde di un’arpa senza eguali.
La prima corda che quei menestrelli toccarono:
terrorizzò la sposa dai capelli neri.
La seconda corda cantò un suono lamentoso,
“la sorella minore è affogata”
La terza corda cantò sotto il loro archetto (7),
“E di sicuro ora le sue lacrime scorreranno”

NOTE
1) nel codice delle ballate britanniche il Nord è inteso dagli ascoltatori come negativo e quindi nel richiamarlo li prepara a qualcosa di luttuoso.
2) il significato dell’intercalare Lay the bairn tae the bonnie broom è stato a lungo dibattuto, alcuni traducono “bent” nel senso di “ricurvo” e quindi come un modo di descrivere l’horn cioè il corno (richiamando il corno o la tromba dell’elfo nella ballata “The Elfin Knight“) altri invece riconducono il termine all’Inglese antico (derivato dal sassone) nel senso di pianta o cespuglio della brughiera ossia l’erica o più in genera il giunco; la traduzione proposta da Dall’Armellina –poni il giunco con la bella ginestra- è una sorta di codice che introduce una storia di corteggiamento. La frase è contenuta nella canzone Riddles Wisely Expounded sempre nelle Child Ballads dalla quale i Pentangle hanno tratto la melodia: in cui si descrive una prova d’intelligenza tra il diavolo e la fanciulla saggia per la risoluzione di una serie di indovinelli. La frase avrebbe un significato di protezione contro il male, ma potrebbe anche voler dire: “spazza con tanta forza fino a piegare la scopa” cioè “metti un po’ di forza nello spazzare il pavimento” e quindi essere un intercalare umoristico senza senso come per il fa la la la seguente. Un’altra possibile interpretazione traduce la frase come “Danza intorno alla vecchia quercia
3) altro linguaggio codificato per indicare chi è la fanciulla buona e chi quella cattiva. La fanciulla bionda è quella solare, positiva, mentre la fanciulla bruna è quella oscura, negativa.
4) Dare l’anello e un guanto era una promessa di matrimonio. Il secondo guanto veniva dato nel giorno delle nozze. Come da consuetudini ad essere corteggiata era la sorella maggiore , si tratta con evidenza di un matrimonio combinato in cui però il giovane si innamora della sorella più giovane
5) La gelosia è il movente (premeditato) dell’omicidio: mentre le due sorelle passeggiano per ammirare le barche in mare la bruna getta la bionda nell’acqua, il cui corpo resterà a galla sostenuto dalla forza del mare, come se fosse un candido cigno che nuota. Anche in questo casa il paragone oltre ad essere poetico sottolinea la purezza e l’innocenza della fanciulla che si presume non abbia incoraggiato le avance del pretendente.
6) si tratta ovviamente di un’arpa magica, infatti non appena posata su una pietra si mette a cantare da sola. Qui si fa riferimento alla credenza vichinga secondo la quale l’anima risiede nelle ossa (le ossa dei morti accusano i loro assassini). La sorella assassina che stava per andare in sposa viene smascherata dal fantasma della sorella e sicuramente sarà punita come merita.
7) sebbene nella strofa precedente si indichi harp come il nome dello strumento è lecito presumere che si tratti della crotta o lyra ad arco: detto anche “rotta” o “rotta germanica”-per sottolineare il suo areale nordico- lo strumento può essere dotato anche di una tastiera centrale e si suona con l’archetto essendo probabilmente l’antenata del violino. In Galles porta il nome di crwth (mentre in Irlanda è detta cruith) e la tastiera centrale porta le sei corde di cui due le drone strings (“corde fannullone”) sono di bordone. Questo strumento, che gli studiosi sono incerti se ritenere totalmente autoctono ed attribuito all’area scandinava, compare verso il II° sec, si presenta in una forma analoga a quella attuale intorno al VII sec. (vedi)

continua terza parte

FONTI E APPROFONDIMENTO
L’ottimo saggio di Giordano  Dell’Armellina in “Racconti comuni in ballate italiane, svedesi e  britanniche: un confronto” continua
Giordano  Dell’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://www.musicaememoria.com/pentangle_cruel_sister.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49269&lang=it

I WAS A BLACKBIRD BY MAY BRADLEY

I “giorni della merla” sono per tradizione i giorni più freddi dell’anno e così come per l’orso valdostano (o la marmotta made in USA, Canada) si ricavano pronostici: se i giorni della merla sono davvero freddi, la Primavera sarà bella; se sono caldi, la Primavera arriverà in ritardo. I giorni della merla non sono però ben delimitati possono essere gli ultimi tre giorni di Gennaio ma anche i primi tre di Febbraio. Ipotesi astruse e leggende sono sorte per giustificare il proverbio, la più diffusa risale al Medioevo e spiega il colore della livrea grigio cenere della merla (che si è sporcata con la fuliggine del camino dentro cui era riuscita a ripararsi per sopportare il gelo) (vedi)
Le previsioni per l’annata agraria a venire (e il momento giusto per seminare) è ribadito anche da un altro proverbio che recita:“Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”.
Lungo le rive del Po c’è ancora l’usanza di festeggiare i giorni della merla con dei canti e l’accensione di un falò.

IL MERLO ARALDO DELLA DEA RHIANNON

Nella tradizione celtica: Il merlo (druid dhubh) è associato alla Dea Rhiannon. La leggenda dice che gli uccelli di Rhiannon sono tre merli, che sono appollaiati e cantano sull’albero della vita ai confini con i mondi ultraterreni. Il loro canto, mette l’ascoltatore in uno stato di trance, che gli consente di recarsi nei mondi paralleli. (da qui)

Scrive Lawrence Sudbury “La dea Rhiannon è una dea lunare gallese il cui nome significa Grande (o divina) Regina. Per molti versi è una figura di potere assoluto, sovrana degli dei e, a livello filosoficamente più alto, rappresentante simbolica della natura… Ancora in sintonia con l’immagine della madre, la dea è nota per avere uccelli magici che cantano canzoni incantate che riportano sonni tranquilli agli esseri umani (i suoi figli) e, infine, ritornando al suo ruolo creativo anche sul piano simbolico, agisce come una Musa, portando l’energia illuminante di ispirazione per scrittori, poeti, musicisti e artisti” (da qui)

Il merlo maschio è di piumaggio nero come il corvo, ma il suo becco è di un vivace giallo-arancio (colore che borda anche il suo occhio rendendolo vivace) inoltre è più piccolo; il suo canto è gioioso e il suo fischio è descritto come pulito e flautato. Il verso del merlo è simile a un “tciu tciu tciu” che diventa “cie ciecie” quando è irritato. Quando ha paura, il fischio diventa acuto e stridente. I merli imparano subito qualsiasi melodia e tendono, poi, a ripeterla continuamente. Non è raro che riproducano anche il canto di altri uccelli. Quando cantano i merli, tendono ad appollaiarsi in cima agli alberi. Si tratta di uccelli vivaci e molto attenti. Tendono a formare coppie stabili e a vivere isolati eccetto che durante il periodo delle migrazioni, quando si spostano in gruppo. (continua qui)

IF I WAS A BLACKBIRD

Una canzone piuttosto recente sebbene di autore anonimo risalente forse alla fine dell’ottocento o più probabilmente ai primi del novecento, “If I was a Blackbird” è stata resa  popolare in Gran Bretagna e America negli anni 30 e 40 da Delia Murphy e negli anni 50 da Ronnie Ronalde. La melodia tradizionale è un valzer, rallentato più spesso come slow air.
Molti studiosi considerano il brano un lavoro di ricucitura  ottenuto mettendo insieme dei ‘floating verses’ presi da varie canzoni popolari (un mash-up si direbbe oggi) .

LA VERSIONE GALLESE

Una versione diversa da quella “irlandese” interpretata da Delia Murphy (qui) è invece la testimonianza di May Bradley (1902-1974), proveniente da una famiglia di gitani  (di origine Romany) depositaria dei canti rurali della parte Ovest del Midlands inglese e del Galles.

Oh Lord, madam, I could tell you lovely ‘istory …  But it’d take me such a long while to think back, you know.

The speaker is May Bradley, talking to Fred and Margaret Hamer in Ludlow, Shropshire, half a century ago.  Over the course of a number of visits she did indeed impart a great deal of ‘lovely ‘istory’, committing to posterity a wealth of songs the origins of which date back to long before she was born, and telling us much in passing about working-class rural life experiences during the first quarter of the twentieth century.  She was born 19 January 1902 to Romany parents named Robert and Esther Smith.  When enumerated in the 1911 census, aged only nine years, her parents gave her birthplace as Clipstone, in Glamorganshire, although in later life she claimed to have been “bred, borned and raised just ‘round ‘ere [i.e.  the vicinity of Ludlow] …  Well, Monmouthshire …  Chepstow in Monmouthshire I were born.” Her own and many other Romany families travelled extensively around the west Midlands and into the near areas of Wales, wherever the opportunity for gainful employment led them.  May Bradley was descended from a long line of singers within her immediate family, and from close contact with other travellers over an extended period additionally absorbed many items into her repertoire. (Rod Stradling da qui)

May registrò il brano ben tre volte e possiamo ascoltarla nella raccolta “May Bradley: Sweet Swansea” ristampata nel 2010 dalle registrazioni sul campo di  Fred Hamer a Ludlow, Shropshire, (settembre 1959, luglio e settembre 1965, aprile 1966).
Una versione ripresa da Sam Lee  (giovane artista il cui cd  d’esordio è stato premiato come migliore album del 2012 dalla rivista Froots) nel suo secondo Cd uscito nel 2015. Dice Sam Lee  “She has this amazing modal tune for it, unlike anyone else’s and lyrically, hers is so much more punchy and tenacious – about loving this soldier, being pregnant, being cast out by her community.” (tratto da qui)

ASCOLTA Sam Lee&Friends in ‘The Fade in Time’, 2015
Scrivono in “A walk around Britain“: Sam seems to agree with us that the most fitting place for traditional British songs is deep in the landscape that produced them. Concrete and car-horns are not the finest folk accompaniment, but birds of the field, wind through woods, and rhythmic sea-tide, most certainly are. These are the contexts that birthed the old songs, the invisible background to all ballads of Britain.
E così nel video diretto da Michael Smythe ci sentiamo completamente immersi nella terra

Nel web circola una versione testuale molto diversa da quella veramente cantata da Sam, così sono risalita alla versione di May Bradley riportata qui e le differenze sono minime

I
Now it’s of a  fair damsel (1) my fortune were had
I were overcourted by a rakish (2) young lad.
I have kept me love’s company night and be day
But now Johnny’s lifted, sure he’s gone far away.
CHORUS
Now if I were a blackbird (3) I’d whistle, I’d sing
I would follow the ship that my true love sailed in
On the top of his mainmast I would build my nest (4)
That long night, sure I’d gaze upon his lily white breast.
II
My love’s an old soldier but he’s neat, tall and thin.
There is none in the army come equal to him.
With his red rosy cheeks and his curly black hair
His flattering tongue draws my heart to a snare.
III
Now some people’s talking I’m out of my mind.
Some people says that I’m large with a child
But it’s let them be talking and say what they will
For the love I’ve got for him I’ll keep it up still.
IV
Now if I were a scholar I’d handle me pen
I would write him a letter, to him would I send.
God sends him safe sailings and fair winds to blow
There is adieu to my true love wherever he go.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ero una giovane fanciulla che ebbi la fortuna
di essere corteggiata da un ragazzo  vagabondo(2),
ho accettato la compagnia del mio amore notte e giorno
ma oggi Johnny mi ha lasciato, è così, è andato via.
RITORNELLO
Se fossi un merlo (3), potrei fischiettare e cantare,
seguirei la nave su cui naviga
il mio amore

e in cima all’albero maestro potrei costruire il mio nido (4)
e per tutta la notte volgerei lo sguardo sul suo candido petto 
II
Il mio amore è un veterano ma è bello, alto e snello,
nessuno nell’esercito
lo eguaglia
con le sue guance rosa e i neri capelli mossi
la sua parlantina ha preso il mio cuore in trappola
III
C’è chi dice che sono pazza,
altri dicono che sono incinta,
ma lasciate che sparlino e dicano quello che vogliono,
perchè l’amore che ho per lui resterà sempre saldo
IV
Se fossi uno studente e sapessi scrivere con la penna
gli scriverei una lettera e a lui la manderei,
che Dio lo preservi al sicuro in mare e che venti favorevoli lo sostengano
con l’addio al mio vero amore
ovunque egli vada.

NOTE
1) Sam dice “” young woman”
2) La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, ma anche uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi nel corso del 17° secolo. Nel suo significato più negativo il libertino è un debosciato in quello più “trasgressivo” è un giovane scapolo gaudente che si diverte fin che può prima di sistemarsi con il matrimonio e “mettere la testa a posto”.
3) i merli formano coppie stabili che vivono isolate. Le migrazioni avvengono durante la notte dalle regioni più settentrionali con spostamenti verso sud-ovest. In Italia i merli sono stanziali.
4) negli antichi velieri in cima all’abero maestro c’era la crocetta detta colloquialmente crow’s nest (= nido del corvo) era una piattaforma riparata nel punto più alto della nave per gli avvistamenti, così nel verso successivo l’innamorata dichiara che se fosse di vedetta sulla crocetta, punterebbe il suo cannocchiale sull’innamorato e non sull’orizzonte.

FONTI
https://shailapersonalspace.wordpress.com/2014/05/25/messaggero-il-merlo/
http://www.mustrad.org.uk/articles/bradley.htm
https://www.theguardian.com/music/2012/oct/28/sam-lee-gypsy-folk-music
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwereablackbird.html

MAGGIE MAY SEA SONG

Maggie Mae o May è una sea song popolare a Liverpool in cui si narra la disavventura del giovane marinaio, incappato nella mano lesta di una prostituta di nome Maggie, condannata alla fine alla deportazione a Botany Bay. Il periodo storico di riferimento viene perciò inquadrato tra il 1800 e il 1856 quando l’Australia era una colonia inglese utilizzata come colonia penale: la prima flotta per Botany Bay partì il 19 Gennaio 1788 con 11 vascelli, 730 detenuti e 250 liberi coloni a bordo. L’urgenza di trovare una soluzione per le carceri sovraffollate era diventata sempre più pressante per la Corona Inglese dopo la perdita delle colonie americane, ma all’arrivo i coloni si accorsero che la baia era inospitale perchè tutto il terreno era solo sabbia e c’era poca acqua dolce; così si spostarono un po’ più in su lungo la costa e sbarcarono a Port Jackson (l’attuale porto di Sydney), dove fondarono la prima colonia penale. Un altro dato che colloca la time line della sea song è il riferimento alla Casa del Marinaio di Canning Place la cui prima pietra venne posata nel 1850 per la volontà del suo benefattore (vedi)

Dal film “Nowhere boy” sulla nascita dei Beatles che agli esordi si chiamavano The Quarrymen, nella versione però non si fa cenno alla deportazione, ma solo all’arresto di Maggie.

I
Oh dirty Maggie Mae,
they have taken her away
and she’ll never walk down
Lime street (1) anymore.
Well that judge he guilty found her,
for robbin’ a homeward-bounder,
you dirty robbin’ no good Maggie Mae.
II
Now I was paid off at the Pool(2), in the port of Liverpool.
Well three pound ten a week that was my pay.
With a pocket full of tin I was very soon taken in,
by a gal with the name of Maggie Mae. Now the first time I saw Maggie
she took my breath away,
she was cruisin up and down in Canning Place (3).
III
She had a figure so divine her voice was so refined
well being a sailor I gave chase.
Now in the morning I awoke I was flat and stony broke.
No jacket, trousers, waistcoat did I find.
Oh and when I asked her “where?”
she said “My very dear sir they’re down in Kelly’s pawnshop number nine”.
IV
To the pawnshop I did go, no clothes there did I find and the police they took that gal away from me.
And the judge he guilty found her of robbin’ a homeward-bounder
she’ll never walk down Lime Street anymore.
Traduzione di Cattia Salto
I
Oh, la sporca Maggie Mae
l’hanno portata via,
e così non passeggerà più
per Lime Street (1).
Oh, il giudice l’ha trovata colpevole
di aver derubato un marinaio,
sporca, cattiva ladra Maggie Mae
II
Beh io avevo un lavoro alla Darsena (2)
nel porto di Liverpool,
beh tre sterline e dieci scellini era la mia paga a settimana.
Con le tasche piene di grana
fui subito preso
da una ragazza di nome Maggie Mae.
Beh la prima volta che vidi Maggie Mae
mi mozzò il fiato,
mentre passeggiava su e giù per Canning Place (3)
III
Aveva un figurino così divino e la voce era così sofisticata!
Beh, essendo un marinaio le diedi la caccia.
Poi al mattino mi svegliai, ero pallido e a pezzi,
non trovai né giacca, né pantaloni, né panciotto
e quando le chiesi “Dove sono?”
Lei rispose “Mio carissimo signore
“Sono giù al banco dei pegni di Kelly al numero nove”
IV
Andai al banco dei pegni e non trovai nessun vestito e la polizia si portò via la ragazza
e il giudice la trovò colpevole
di aver derubato un marinaio,
così non passeggerà più per Lime Street

NOTE
1) Lime street era diventata il centro della città con la creazione della stazione ferroviaria nel 1851, ricca di hotel e teatri
2) Il Pool era una darsena naturale del fiume Mersey, un porto sicuro del fiume che sfocia nel Mare d’Irlanda. Nel Medioevo ci costruirono un castello per sorvegliarlo e ricavarne i dazi.
“The end of the Pool came in 1709 when work began on Thomas Steers’ pioneering dock (now known as the Old Dock). The dock opened in 1715, and was the first commercial wet dock, complete with gates at the entrance to protect ships from the huge tidal ranges. Thus the Pool was the very birthplace of Liverpool’s later commercial successes.Today, the Old Dock is preserved beneath the Liverpool One development, and to study a map of the city centre is to trace the course of the old waterway up Paradise Street, up Whitechapel and Byrom Street, where it began. “(tratto da qui)
3) Canning è il quartiere residenziale di Livepool improntato dall’architettura georgiana, vi si trovava la Liverpool Sailor’s Home

The Sailors Home in Canning Place (costruita nel 1850 – demolita nel 1969)

l’intera traccia della canzone registrata per il film.

Il brano è un rifacimento della versione del gruppo skiffle The Vipers (1957 ) già ripresa dagli Spinners nel 1964. La melodia si rifaceva a “Darling Nellie Gray”, una minstrel song scritta a metà del XIX secolo dal compositore americano Benjamin Russel Hanby.

ASCOLTA Hughie Jones (The Spinners)


I
Now gather round you sailor boys,
and listen to my plea
And when you’ve heard
my tale, pity me
For I was a ready fool
in the port of Liverpool
The first time that
I come home from sea
II
I was paid off at the Home (3) from the port of Sierra Leone
Four pounds in a month it was me pay
With a pocket full of tin I was very soon took in
By a girl with the name of Maggie May
CHORUS
Oh Maggie, Maggie May
they have taken her away
And she’ll never walk
down Lime street anymore
For she robbed so many sailors and captains of the whalers
That dirty, robbin’ no good Maggie May
III
Oh, well do I remember when I first met Maggie May
She was cruising up and down Canning Place
She’d a figure so divine, just like a frigate of the line
And me being just a sailor, I gave chase
IV
In the morning I awoke, I was flat and stoney broke
No jacket, trousers, waistcoat could I find
When I asked her where they were she said “My very good sir,
They’re down in Kelly’s pawnshop number nine”
V
Well, to the pawnshop I did go but no clothes there could I find
The policeman came and took that girl away
The judge he guilty found her, of robbing the homeward–bounder
And paid her passage back to Botany Bay (5)
Traduzione di Cattia Salto
I
Venitemi intorno marinai
e ascoltate il mio lamento
e dopo che avrete sentito la mia storia, compatitemi,
perché stavo per impazzire
nel porto di Liverpool
la prima volta che
ritornai a casa dal mare
II
Avevo un ingaggio dalla Casa (3) al porto di Sierra Leone
4 sterline al mese era la mia paga
con le tasche piene di grana
fui subito preso
da una ragazza di nome Maggie Mae
CORO
Oh, Maggie,  Maggie Mae
l’hanno portata via
e così non passeggerà più
per Lime Street
perché derubava così tanti marinai e capitani delle baleniere (4)
quella 
sporca, cattiva ladra Maggie May
III
Beh ricordo quando la prima volta vidi Maggie May,
passeggiava su e giù per Canning Place.
Aveva un figurino così divino proprio come una fregata in assetto da battaglia, e essendo un marinaio le diedi la caccia.
IV
Poi al mattino mi svegliai, ero pallido e a pezzi
non trovai né giacca, né pantaloni, né panciotto
e quando le chiesi dove fossero
lei rispose “Mio carissimo signore,
sono giù al banco dei pegni di Kelly  al numero nove”
V
Andai al banco dei pegni ma non trovai nessun vestito là
e la polizia venne e si portò via la ragazza
e il giudice la trovò colpevole
di aver derubato un marinaio
e le pagò un passaggio per Botany Bay (5)

NOTE
4) gli ingaggi sulle baleniere erano i più alti dato gli alti profitti che si ricavavano
5) Botany Bay è la baia di Sydney (Australia) dove i primi esploratori europei sbarcarono il 29 aprile 1770. Quando Sir Joseph Banks suggerì che Botany Bay poteva essere il luogo ideale per una colonia penale, essa venne scelta come meta per i nuovi coloni; giocavano a favore della scelta, la lontananza della destinazione (letteralmente agli Antipodi) e un terreno che si riteneva sufficientemente fertile per diventare autosufficiente entro un anno. Ben presto i coloni si accorsero che la baia era inospitale perchè tutto il terreno era solo sabbia e c’era poca acqua dolce; così si spostarono un po’ più in su lungo la costa e sbarcarono a Port Jackson (l’attuale porto di Sydney), dove fondarono la prima colonia penale (per la precisione a Sydney Cove). Tuttava il nome Botany Bay restò nell’immaginario collettivo come riferimento per l’Australia e le sue colonie penali. (continua)

ASCOLTA Carl Peterson


I
Come all you sailors bold, and when my tale is told,
I know you will all sadly pity me.
For I was a bloody fool,
in the port of Liverpool,
on the voyage when I first went out to sea.
Chorus:
Oh, Maggie, Maggie May,
they have taken her away,
she is never gonna walk down Park Lane (6) anymore.
For she robbed so many sailors and also lots of whalers, and now she’s doing time (7) in Botany Bay 
II
I’d made it back to home after a voyage to Sierre Leone,
2 pounds 10 a month had been my pay,
As I jingled in me tin, I was sadly taken in,
by a lady of the name of Maggie May.
III
When I stood into her, I hadn’t got a care,
I was cruising off on down old Canning Place.
She was dressed in a gown so fine,
like a frigate of the line,
and I bein’ a sailor man gave chase.
IV
She gave me a saucy nod, and I like a farmer’s clod,
let her take me line abreast in tow.
And under all plain sail we ran before the gale,
and to the Crow’s Nest tavern we did go.
V
Next morning when I woke, I found that I was broke,
I hadn’t got a penny to me name
So I had to pop me suit, me John L’s (8) and me boots,
down at the Park Lane pawn shop number nine.
VI
Oh you thieving Maggie May,
you robbed me of me pay,
when I slept with you last night ashore.
But the judge he guilty found her,
for robbing a homeward bounder,
she’ll never roll down Park Lane anymore.
VII
She was chained and sent away,
from Liverpool one day,
the lads they cheered,
as she sailed down the bay.
And every sailor lad,
he only was too glad,
that they sent the old barge out to Botany Bay.
Traduzione di Cattia Salto
I
Venite voi bravi marinai
quando avrò raccontato la mia storia
sono certo che mi compatirete
perché stavo per impazzire
nel porto di Liverpool
nel viaggio della prima volta che andai per mare
CORO
Oh, Maggie,  Maggie Mae
l’hanno portata via
e così non passeggerà più
per Park Lane (6),
perché derubava così tanti marinai e anche tanti balenieri
e ora se la spassa (7) a Botany Bay! 

II
Ritornavo a casa dopo un viaggio a Sierra Leone
2 sterline e 10 scellini al mese era la mia paga
che tintinnavano nella mia tasca,
fui subito preso
da una ragazza di nome Maggie May
III
Quando mi imbattei in lei, non mi ero preoccupato,
passeggiavo su e giù
per Canning Place.
Era vestita con un bell’abito
come una fregata in assetto da battaglia, e essendo un marinaio le diedi la caccia.
IV
Mi lanciò un’occhiata malandrina e io come una zolla di campagna
la lasciai prendermi sottobraccio
e a vele spiegate corremmo prima della tempesta e alla taverna “Il Nido del Corvo” andammo
V
Al mattino seguente quando mi svegliai, ero a pezzi;
senza un penny con il mio nome
così mi infilai i vestiti, i miei John L’s (8) e gli stivali
e giù al banco dei pegni di Park Lane  al numero nove
VI
O tu ladra di una Maggie May
mi hai rubato della paga
quando dormivo con te la scorsa notte.
Ma il giudice la trovò colpevole
di aver derubato un marinaio
e non passeggerà più per Park Lane, non più
VII
Fu incatenata e mandata via
da Liverpool un giorno
i ragazzi la salutarono
mentre navigava nella Baia
e ogni marinaio era tanto contento
che la vecchia barca fosse mandata a Botany Bay

NOTE
6) lo scalo merci ferroviario di Park Lane che serviva i Liverpool Docks
7) i detenuti ai lavori forzati nelle colonie penali facevano una dura vita (vedi)
8) John Lewis, nota marca di jeans

FONTI
http://en.wikipedia.org/wiki/Maggie_May_(folk_song)
http://www.pepperland.it/the-beatles/discografia/album/let-it-be/maggie-mae
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/maggiemay.html
http://www.bbc.co.uk/liverpool/localhistory/journey/lime_street/maggie_may/maggie_may.shtml
http://www.kinglaoghaire.com/site/lyrics/song_688.html

BREAD AND FISHES BY ALAN BELL

Anche intitolata “The wind in the willows” è una canzone scritta da Alan Bell  che la compose sul finire degli anni sessanta: nato e cresciuto sulla Fylde Coast di Lancashire, Alan iniziò a cantare ispirandosi alla folk balladry americana mentre bazzicava per pubs e poi in mancanza di canti tradizionali della sua costa si trovò a scriverli. Ecco cosa racconta in un intervista
“The easiest song I ever wrote was ‘Bread & Fishes’. It was a Wednesday afternoon, I had the idea and the tune, I’d been doing some paperwork and began singing the song, and I jotted it down and finished it in about two hours. I sang it at the club on the following Tuesday, it went down all right, but was a bit long, so I cut it down and suddenly many other artists were singing it too. I’ve heard it introduced many times as a traditional song, the Irish call it ‘The Wind In The Willows’, and insist it’s traditional Irish, but I take it as a great compliment. My writing style isn’t spontaneous, more like a dog worrying over a bone, trying to get everything just right.” (tratto da qui)
Eppure come spesso accade per le canzoni molto popolari, testimoni ottuagenari sono certi di aver imparato “Bread and Fishes” da piccoli.

Il testo prende le mosse da una leggenda medievale: che la Sacra Famiglia avesse girato per l’Europa durante l’infanzia di Gesù per portare il messaggio di amore e fratellanza tra la gente. Per il soggetto è diventata una tipica Christian song di quelle cantate dagli Scout e nelle scuole cattoliche, ed è anche una canzone amata dagli irlandesi cattolici.
Lo stile è un folk revival britannico ma la canzone venne ben presto rivendicata dai gruppi di matrice irlandese (a partire da Tommy Makem & Liam Clancy)

ASCOLTA Alan Bell intervistato da Dave Shannon

ASCOLTA Blackmore’s Night in “Under a Violet Moon” (1999) (strofe I, III, II, IV, V)


I
As I went awalking one morning in Spring
I met with some travellers (1) in an old country lane
one was an old man the second a maid
and the third was a young boy who smiled as he said
Chorus
“With the wind in the willows
and birds in the sky
we have bright sun
to warm us wherever we lie.
We have bread and fishes
as a jug of red wine
to share on your journey
with all of mankind.”
II
I sat down beside them, the flowers all around
and we ate on a mantle spread out of the ground
they told me of prophets and princes and kings
and they spoke of the one God who knows everything
III
I asked them to tell me their name and their race (2)
so I might remember their kidness and grace
“My name it is Joseph this is Mary my wife
And this is our young son our pride and delight” (3)
IV
“We’re traveling to Glaston (4)
Over England’s green lanes
To hear of men’s troubles
To hear of their pains
We travel the wide world
Over land and the sea
To tell all the people
How they can be free…”
V
So sadly I left them
On that old country lane
For I knew that I’d never see them again
One was an old man
The second a maid
The third was a young boy who smiled as he said…
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre andavo a zonzo in una mattina di primavera, incontrai dei viaggiatori (1) in una vecchio viottolo di campagna, uno era un vecchio e l’altro una fanciulla
e il terzo era un giovane ragazzo che sorrise dicendo
CORO
“Con il vento tra i salici
e gli uccelli nel cielo
c’è il sole splendente
per riscaldarci ovunque ci riposiamo.
Abbiamo pane e pesci
e anche una brocca di vino rosso
da condividere durante il viaggio
con tutta l’umanità”
II
Mi sedetti tra di loro, circondati dai fiori
e mangiammo su un mantello disteso al suolo;
mi raccontarono di profeti e principi e re
e mi dissero dell’unico Dio che tutto conosce.
III
Chiesi di dirmi il loro nome e la nazionalità (2)
per potermi ricordare della loro gentilezza e grazia
“Mi chiamo Giuseppe e questa è Maria mia moglie
e questo è il nostro giovane figlio, vanto e delizia.
IV
“Viaggiamo verso Glaston (4)
per i verdi sentieri dell’Inghilterra
per ascoltare gli affanni degli uomini
per ascoltare le loro pene
viaggiamo in tutto il mondo
per terra e per mare
per raccontare alla gente
come possano diventare liberi”
V
Così con tristezza li lasciai
su quel vecchio viottolo di campagna
perchè ero certo che li avrei rivisti di nuovo
uno era un vecchio
e l’altro una fanciulla
e il terzo era un giovane ragazzo che sorrise dicendo..

NOTE
1) il termine indica anche più in generale la popolazione nomade
2) il termine scelto probabilmente per la metrica e la rima è da intendersi nel senso di nazionalità più che in termini razziali.
3) i Blackmore’s modificano i versi in
So I asked them to tell me their names and their race
So I could remember each smile on their face
“Our names, they mean nothing…
They change throughout time
So come sit beside us and share in our wine”
(= Chiesi di dirmi il loro nome e la nazionalità
per potermi ricordare del loro sorriso e dei volti
“I nostri nomi non significano nulla
cambiano nel tempo
così siediti con noi per condividere il nostro vino”)
4) Glaston è un villaggio situato nelle Midlands inglesi, ma è anche un termine gallico che indica il colore azzurro, quella tinta particolare ottenuta dal guado e che vira tra blu-azzurro-violetto-indaco. In italiano si traduce come Glastro, la pianta blu delle Crucifere. Simbolicamente è anche Avalon la terra dell’AltroMondo.
Avalon viene identificata con Glastonbury, il cui nome deriva dal celtico Caer Wydyr, “Fortezza di Vetro” (uno dei nomi di Annwfn, l’Altromondo celtico). Glastonbury veniva anche chiamata Yniswytryn o Isola di Vetro, perchè la superficie era Glasten, ossia di colore verde-azzurro, oppure perchè vi abbondava l’erba chiamata Glast, ossia il Guado, Isatis Tinctoria, le cui foglie e radici contengono una sostanza colorante azzurra usata dai celti per dipingersi il corpo.
Il Vischio e la Quercia, Riccardo Taraglio, Edizioni L’età dell Acquario

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49112
http://www.stephenquigg.com/lyrics/lyrics-Bread-and-Fishes.htm
http://www.allcelticmusic.com/artists/Alan%20Bell.html
http://www.irish-folk-songs.com/the-wind-in-the-willows-lyrics-chords-and-tin-whistle-notes.html

LITTLE BOY BILLY

Una canzone del mare umoristica (del tipo caustico)  intitolata anche “Three Sailors from Bristol City” o “Little Billie”, che tratta un argomento inquietante per la nostra civiltà, ma sempre dietro l’angolo: il cannibalismo!
Il mare è un luogo d’insidie e di scherzi del fato, una tempesta ti può portare fuori rotta, su una barcaccia di fortuna o una zattera, senza cibo e acqua, un tema trattato anche nella grande pittura ( Theodore Gericault, La zattera della Medusa vedi): la vita umana in bilico tra speranza e disperazione. Così nelle canzoni marinaresche si finisce per esprimere le paure più grandi con una bella risata!

Il brano nasce nel 1863 come parodia scritta da William Thackeray di una canzone marinaresca francese dal titolo “La Courte Paille” (=la paglia corta)– diventata in seguito “Le Petit Navire” (The Little Corvette) e finita nelle canzoncine per bambini.

Dalle note del “Penguin Book” (1959):
The Portugese Ballad  A Nau Caterineta  and the French ballad  La Courte Paille  tell much the same story.  The ship has been long at sea, and food has given out.  Lots are drawn to see who shall be eaten, and the captain is left with the shortest straw.  The cabin boy offers to be sacrificed in his stead, but begs first to be allowed to keep lookout till the next day.  In the nick of time he sees land (“Je vois la tour de Babylone, Barbarie de l’autre côté”) and the men are saved.  Thackeray burlesqued this song in his  Little Billee.  It is likely that the French ballad gave rise to The Ship in Distress, which appeared on 19th. century broadsides.  George Butterworth obtained four versions in Sussex (FSJ vol.IV [issue 17] pp.320-2) and Sharp printed one from James Bishop of Priddy, Somerset (Folk Songs from Somerset, vol.III, p.64) with “in many respects the grandest air” which he had found in that county.  The text comes partly from Mr. Bishop’s version, and partly from a broadside.”  -R.V.W./A.L.L.

Secondo Stan Hugill “Little Boy Billy” era una sea shanty per il lavoro alle pompe, un lavoro noioso e monotono che poteva senz’altro essere rallegrato da questa canzoncina!

ASCOLTA Ralph Steadman in “Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006”.

There were three men of Bristol City; (2x)
They stole a ship and went to sea. (2x)
There was Gorging Jack and Guzzling Jimmy
And also Little Boy Billee.
They stole a tin of captain’s biscuits
And one large bottle of whiskee.
But when they reached the broad Atlantic
They had nothing left but one split pea.
Said Gorging Jack to Guzzling Jimmy,
“We’ve nothing to eat so I’m going to eat thee.”
Said Guzzling Jimmy, “I’m old and toughest,
So let’s eat Little Boy Billee.”
“O Little Boy Billy, we’re going to kill and eat you,
So undo the top button of your little chemie.”
“O may I say my catechism
That my dear mother taught to me?”
He climbed up to the main topgallant(1)
And there he fell upon his knee.
But when he reached the Eleventh(2) Commandment,
He cried “Yo Ho! for land I see.”
“I see Jerusalem and Madagascaar
And North and South Amerikee.”
“I see the British fleet at anchor
And Admiral Nelson, K.C.B. (3)”
They hung Gorging Jack and Guzzling Jimmy
But they made an admiral of Little Boy Billee.
Traduzione di Cattia Salto
C’erano tre uomini di Bristol
che rubarono una nave ed andarono per mare.
C’erano Jack il Gordo e Jimmy il Trinca
e anche il giovane Billy.
Rubarono una lattina di biscotti al capitano
e una grande bottiglia di whisky.
Ma quando raggiunsero il mare aperto
non era avanzato che un pisello secco.
Disse Jack il Gordo a Jimmy il Trinca
“Non abbiamo niente ma mangiare così ti mangerò”
disse Jimmy il Trinca “Sono vecchio e rinsecchito,
è meglio mangiare il giovane Billy”
“Oh Giovane Billy stiamo per ucciderti e mangiarti
così sbottonati la blusa”
“Oh posso dire i comandamenti
come la mia cara mamma mi ha raccomandato?”
S’arrampicò sulla cima dell’albero maestro
e poi si inginocchiò (sulla crocetta).
Ma quando arrivò all’11° comandamento (2)
gridò “Yo Ho! Terra”.
“Vedo Gerusalemme e Madagascar
e il Nord e il Sud dell’America.
Vedo la flotta britannica all’ancora
e l’Ammiraglio Nelson K.C.B. (3)”
Impiccarono Jack il Gordo e Jimmy il Trinca ma fecero ammiraglio il Giovane Billy.

NOTE
1) scritto anche come top fore-gallant
2) i suoi compagni non dovevano essere molto ferrati con la Bibbia (e probabilmente Billy ne avrebbe inventati di nuovi se non avesse avvistato una nave!)
3) sigle di “Knight Commander of the Bath” = Cavaliere Commendatore del Bagno, l’ordine militare cavalleresco fondato da Giorgio I nel 1725

E per corollario ecco la versione francese “Un Petit Navire”

FONTI
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=139
http://www.bartleby.com/360/9/84.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Il_%C3%A9tait_un_petit_navire
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8278
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22872

THE FISHER BOY BEATS THEM ALL

“The fisher boy” è una canzone tradizionale dei pescatori del Northumberland (il nord dell’Inghilterra). Si inserisce nelle canzoncine spensierate in cui
una giovane fanciulla dichiara la propria preferenza amorosa verso il giovane pescatore.. (in altre invece si tratta del soldato o del bracciante agricolo).
I due si sono conosciuti quando lei andava a raccogliere le vongole lungo il litorale e lui ha avuto modo di osservarla a lungo.

Hacker, Arthur; Cockle Gatherers; Worcester City Museums; http://www.artuk.org/artworks/cockle-gatherers-52813
Hacker, Arthur; Cockle Gatherers; Worcester City Museums; http://www.artuk.org/artworks/cockle-gatherers-52813

ASCOLTA Eliza Carthy

ASCOLTA Anne Wylie


CHORUS
Oh the bonny fisher boy
That brings the fishes from the sea
Oh the bonny fisher boy
The fisher boy got hold of me
I
On Bamboroughshire(2)’s rocky shore
Just as you enter Boulmer Raw(32)
There lives the bonny fisher boy
The fisher boy that beats them all
II
My mother sent me out one day
To gather cockles (4) from the sea
Before I had been long away
The fisher boy fell in with me
III
A sailor I will never marry
Nor soldier for he’s got no brass (5)
But I will have a fisher boy
Because I am a fisher’s lass
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O il bel giovane pescatore
che porta i pesci dal mare
o il bel giovane pescatore
il giovane pescatore mi ha ripescato (1)
I
Sulla rocciosa spiaggia del Bamboroughshire (2)
appena arrivi a Boulmer Raw (3)
là vive il bel giovane pescatore,
il giovane pescatore che li batte tutti
II
Mia madre mi mandò fuori un giorno, a raccogliere molluschi (4) dal mare
sono stata fuori a lungo e il giovane pescatore si è innamorato di me
III
Non sposerò mai un marinaio
e nemmeno un soldato perché prende solo spiccioli ma avrò un giovane pescatore, perché sono la ragazza del pescatore

NOTE
1) la frase ha due significati, il primo nel sensodo di tenere saldamente, agguntare; il secondo nel senso più lato di comprendere, capire
2) Bamburgh è un grande villaggio della costa del Northumberland. È una località nota per il suo castello, che domina la spiaggia, che fu sede dei sovrani della Northumbria di cui il Bamboroughshire è una sottoparte
3) piccolo villaggio di pescatori
4) Ma cosa è una “cockle“? In Italiano si traduce indifferentemente come conchiglia, vongola, tellina,  eppure c’è una bella differenza. Conchiglia è un temine generico che si adatta a tanti tipi di gusci del mare. Vongola e tellina sono  molluschi bivalvolari che appartengono però a due distinte famiglie pur essendo molto imparentate e dall’aspetto simile: le vongole vivono un po’ meno in profondità nella sabbia del litorale e sono quindi più facili da raccogliere. Raccogliere le vongole è un lavoro (per lo più femminile) che segue la luna e le maree in cui si raschia il fango del litorale con un apposito rastrello, e lo si passa al setaccio. continua
5) monetine di scarso valore perciò in ottone

FONTI
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/fisherboy.html

BOLD RILEY SEA SHANTY

Una sea shanty raccolta da A L Lloyd che la registrò per il suo album “A Sailor’s Garland” del 1962, così scrive nelle note “Shellbacks manning the windjammers of the West Indies trade brought back to Liverpool and Bristol more than sugar, bananas and rum; they also brought back many songs. Some of these they kept to themselves, some they handed on to vessels sailing in other waters. Thus the fine hexatonic tune of Bold Riley O, which started life as a Tobago reel, was sung at the halyards of many an East Indiaman bound for Bombay and the Bengal ports.”
Una traccia della canzone è stata trovata nelle Georgia Sea Islands dove è stato collezionato un canto di lavoro dal titolo “Riley” (Roud 18160, anche in The Friends of Old Time Music: The Folk Arrival 1961-1965 – Smithsonian Folkways anthology 2006), ma è solo dopo la registrazione di Lloyd che la canzone conobbe una certa popolarità nei circuiti folk durante gli anni 70, prima ripresa da Lous Killen e poi da Kate Rusby.

ASCOLTA A.L. Loyd & Chorus

ASCOLTA Assassin’s Creed Rogue

ASCOLTA Kate Rusby in Hourglass 1997 (salta la strofa I)


Chorus (repeated after each verse):
Goodbye, my darling,
goodbye, my dear O,

Bold Riley O, boom-a-lay (1)
Goodbye, my sweetheart(2),
goodbye, my dear O,

Bold Riley O, gone away
I
The anchor is weighed and the rags we’ve all set,
Bold Riley O, boom-a-lay
Them Liverpool judies we’ll never forget,
Bold Riley O, (has) gone away
II
The rain it is raining all the day long,
The northerly winds they blow so strong,
III
Cheer up, Mary Ellen (3), and don’t look so glum,
On Whitestocking Day (4) you’ll be drinking hot rum.
IV
We’re outward bound for the Bengal Bay,
Get bending (5), my lads, it’s a hell of a way.
Traduzione di Cattia Salto
Coro
Addio tesoro,
addia mia cara
bravo Riley oh, in posizione il boma (1)
Addio amore, (2)
addia mia cara
bravo Riley oh andiamo via
I
L’ancora è alzata e tutte le vele sono dispiegate
bravo Riley oh, in posizione il boma
quelle ragazze di Liverpool non dimenticheremo mai
bravo Riley oh andiamo via
II
Piove da tutto il giorno
i venti del Nord soffiano così forte
III
Su di morale Mary Ellen (3) non essere triste
il giorno delle Calze Bianche (4) berrai il tuo rum caldo
IV
Stiamo facendo rotta per il Golfo Di Bengala
fatevi in quattro (5), ragazzi, è un vero inferno

NOTE
1) boma: (s.m.) (Alberatura e vele) boom Asta orizzontale utilizzata sui velieri per mantenere distesa una vela di tipo triangolare, normalmente una randa. Il boma della randa (o della trinchetta) è fissato all’albero con un perno rotante mentre l’altro capo ruota trattenuto da una cima (chiamata “scotta”) permettendo di variare l’orientazione della vela rispetto al vento. Meno comune è l’uso del boma per le vele di prua (fiocco bomato, trinchetta bomata); in tal caso il boma è imperniato sul relativo strallo ed è regolato da una scotta. Siccome il termine è molto tecnico nelle versioni folk è sostituito da “Bold Riley”
2) oppure my darling
3) Kate Rusby dice “Well come on, Mary” (=beh vieni Maria)
4) citato anche in Rio Grande (Boung for the Rio Grande) Whitestocking Day era il giorno in cui le mogli dei marinai si vestivano bene per andare a ritirare l’anticipo della paga spettante ai mariti
5) la versione più volgare della frase è fottetevi ragazzi, andate all’inferno

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/boldriley.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/bold-riley.html

THE FEMALE RAMBLING SAILOR

Nei canti del mare troviamo (anche se non frequentemente) il tema della ragazza travestita da marinaio che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore e avventura.
sailor-picLe cross-dressing ballads sono in effetti per lo più inerenti a donne che vanno a svolgere un’attività maschile per eccellenza, come quella del marinaio o del soldato.
In questa ballata dal titolo “The Female Rambling Sailor”, interpretata anche da Bob Dylan, è quanto mai esplicito il riferimento “femminista”: all’epoca erano le suffragette a rivendicare i diritti delle donne, considerate buone solo ad essere spose e madri. (continua)

Si rintracciano in rete ben due registrazioni raccolte sul campo una dall’Australia dalla voce di Catherine Peatey (collettori Bob Michell e Norm O’Connor) e in “Traditional Singers and Musicians in Victoria” Wattle Records 1963. L’altra risale al 1932: Jack McNally negli USA registrato da Helen Hartness Flanders (Middlebury College)

ASCOLTA Catherine Peatey

ASCOLTA Toni & Dave Arthur 2009


I
Come all you maids both near and far
And listen to my ditty.
‘Twas near Gravesend there lived a maid,
She was both neat and pretty.
II
Her true love he was pressed away
And drowned in some foreign sea,
Which caused this fair maid for to say,
“I’ll be a rambling sailor.”
III
In her jacket blue and trousers white,
Just like a sailor neat and tight,
The sea, it was the heart’s delight,
Of the female rambling sailor.
IV
From stem to stern she freely goes,
She braves all dangers, fears no foes.
But soon you shall hear of the overthrow
Of the female rambling sailor.
V
No never did her courage fail,
‘Twas stormy winds and wintry gales,
This fair maiden did prevail,
This female rambling sailor.
VI
From stem to stern she freely went
Where oft times she’d been many.
Her hand did slip and down she fell,
She calmly bade this world farewell.
VII
When her lily white breast in view it came,
It appeared to be a woman’s frame.
Rebecca Young, it was the name
Of the female rambling sailor.
VIII
May the willows wave around her grave
And round the laurels planted,
May the roses sweet bloom at her feet,
Of the one who was undaunted.
IX
Come all you maids both near and far
And listen to my story.
Her body’s anchored in the deep,
Let’s hope her soul’s in glory.
X
On the River Thames she’s known so well,
No man there could her excel,
One tear let fall as the last farewell
To the female rambling sailor.
XI
In her jacket blue and trousers white,
Just like a sailor neat and tight,
The sea, it was the heart’s delight,
Of the female rambling sailor.
Traduzione Michele Murino (qui)
I
Venite voi tutte fanciulle sia vicine che lontane
ed ascoltate la mia canzoncina
Vicino a Gravesend viveva una fanciulla
che era ordinata e carina.
II
Il suo sincero amore si era arruolato in marina
ed era annegato in qualche mare straniero
Il che fece dire a questa bella fanciulla
“Diventerò un marinaio errante”
III
Nella sua giacca blu ed i calzoni bianchi
proprio come un marinaio ordinato e ben vestito
Il mare era la delizia del cuore
dell’errabonda donna marinaio
IV
Da prua a poppa se ne andava liberamente
sfidava tutti i pericoli e non temeva nemici
Ma presto sentirete della rovina
dell’errabonda donna marinaio
V
Mai venne meno il suo coraggio
Furono i venti di tempesta e le burrasche invernali
che ebbero la meglio su questa bella fanciulla
questa errabonda donna marinaio
VI
Da prua a poppa se ne andava liberamente
là dove molte altre volte era già stata
La sua mano perse la presa e lei cadde giù
Tranquillamente disse addio a questo mondo
VII
Quando apparve in vista il suo bianco seno
capirono che si trattava di una donna
Rebecca Young era il nome
di questa errabonda donna marinaio
VIII
Possano i salici ondeggiare intorno alla sua tomba
ed attorno siano piantati allori
Possano le rose sbocciare dolcemente ai suoi piedi
di colei che fu impavida
IX
Venite tutte voi fanciulle vicine e lontane
ed ascoltate la mia storia
Il suo corpo fu gettato in profondità
speriamo che la sua anima sia in gloria
X
Sul Tamigi è ben conosciuta
Nessun uomo lì potrebbe esserle superiore
Cada una lacrima come estremo addio
all’errabonda donna marinaio
XI
Nella sua giacca blu ed i calzoni bianchi
proprio come un marinaio ordinato e ben vestito
Il mare era la delizia del cuore
dell’errabonda donna marinaio

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/maidens-the-sea/
http://folkstream.com/102.html
http://www.maggiesfarm.it/ttt563.htm
http://www.bobdylanroots.com/female.html
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15151

KING PHARIM

“The Carnal and the Crane” è un canto natalizio inglese e anche Child ballad (#55) risalente al 1700: una leggendaria conversazione tra la gru e il corvo in merito agli eventi relativi alla Nascita di Gesù. La ballata contiene una trentina di versi e si è frammentata in sotto argomenti di 4-5 strofe di narrazione più circoscritta su Erode e il miracolo del gallo e la fuga della Sacra Famiglia in Egitto. (vedi prima parte)

In alcune versioni tramandate dalle comunità gypsy re Erode diventa Re Faraone. Già nell’Herefordshire troviamo questo scambio dei nomi. (vedi seconda parte) .

ROM/SINTI

L’equivoco nasce dalla tradizione che attribuisce agli Zingari l’origine egiziana. In realtà i sinti sono arrivati in Europa alla fine del Medioevo partendo da Sindh la regione del Pakistan occidentale: L’altro nome con cui essi si definiscono è “Rom” (uomo), ma la loro prima radice è l’India.
Il primo stereotipo che si conosca sulla popolazione nomade detta più genericamente in italiano “gli zingari” è quello dello zingaro maledetto e risale al medioevo. La mentalità dell’uomo medievale europeo accomuna le persone erranti (i nomadi) al senso di peccato e di espiazione di una colpa: sono infatti i pellegrini a muoversi lungo le vie che conducono ai Santuari della Cristianità, per chiedere la remissione di un grave peccato; così gli Zingari diventarono i discendenti di Caino “raminghi e fuggiaschi” o responsabili della mancata ospitalità verso la Sacra Famiglia durante il soggiorno in Egitto; non solo essi spartiscono con gli Ebrei la grave colpa dell’uccisione di Gesù (secondo queste dicerie sono stati gli Zingari e preparare i chiodi della crocefissione).

E solo con il Romanticismo che l’immagine del rom venne rivalutata e diventa quella del gitano libero Gli Zingari sembrano essersi conservati allo stato di natura e appaiono agli occhi di alcuni intellettuali tra il Settecento e l’Ottocento, come gli unici superstiti di un mondo ormai scomparso, in cui gli uomini vivevano felici, liberi dalle convenzioni, dalle cupidigie e dall’ordine della società civile. Il Gitano, spinto dal suo irrinunciabile desiderio di libertà, ha sempre rifiutato di assimilarsi a quella società che, con le sue leggi e le sue regole, imprigiona i sentimenti veri e autentici. I tratti dell’immagine dello Zingaro, in sostanza, restavano gli stessi, ma erano mutati i criteri di giudizio: pertanto la sua incapacità di integrarsi nella società cominciava ad essere considerata rifiuto delle regole e delle convenzioni sociali; il suo nomadismo come indifferenza alla sicurezza e alle comodità; il suo rifiuto del lavoro come superiorità nei confronti dell’ansia del guadagno, dell’ossessione del denaro; la sua resistenza ad ogni forma di educazione e di istruzione come il frutto di un diverso approccio alla vita, più spontaneo e creativo; la passionalità, fino a quel momento considerata come limite e come principio di immoralità, comincia ad essere apprezzata come sensibilità, capacità di sentimenti forti ed autentici, fonte di ispirazione artistica. Poeti, romanzieri, narratori, intellettuali cominciano ad esaltare i figli del vento, il loro amore per la libertà, l’animo nobile e la totale indipendenza.” (tratto da qui)

LA VERSIONE DEL SURREY

La versione con la sostituzione di King Herod con King Pahrim ovvero il Faraone re dell’Egitto, proviene dalla tradizione dei cantori gypsy ed è stata trascritta da Lucy Broadwood nel suo English Traditional Songs and Carols (1908). Nelle note relative Lucy afferma di aver imparato la canzone da una famiglia gypsy di nome Goby verso il 1893. Fu poi la versione dei Watersons negli anni 60 a farne uno standard.
Due sono i miracoli che vengono “stalciati” dalla kilometrica “The Carnal and the Crane”, il primo avviene durante il banchetto di Erode con il gallo arrostito che tuttavia si mette a cantare, il Gallo servito a tavola è la prefigurazione della morte di Gesù che risorgerà dalla morte nel terzo giorno. Il tema è sviluppato anche in una ballata (riportata dal professor  Child al numero 22) dal titolo “Saint Stephen was a clerk” (vedi)
herod-francken
Il secondo miracolo è quello della semina miracolosa,  una tradizione molto popolare in epoca medievale, nota come “The Miraculous Harvest“: durante la fuga in Egitto la Sacra Famiglia incontra un contadino intento a seminare il suo campo e Gesù lo benedice facendo crescere all’istante il grano pronto per il raccolto. Così quando i soldati, mandati da Erode sulle tracce di Gesù, e arrivati poco dopo, interrogano il contadino, si convincono di essere partiti troppo tardi e rinunciano all’inseguimento.

La semina Miracolosa
La semina Miracolosa

ASCOLTA la melodia con l’organetto

ASCOLTA Andy Turner


I
King Pharim(1) sat a-musing
a-musing all alone.
There came a blessed Saviour
And all to him unknown.
II
Saying “Where did you come from good man (2),
And where did you then pass?”
“It was out of the land of Egypt(3),
Between an ox and ass.”
III
“Well if you come out of Egypt, man,
One thing I fain would know.
Whether a blessed Saviour(4)
Sprang from an Holy Ghost.
IV
For if it is true, is true good man,
What you’ve been telling me,
This roasted cock, that’s in the dish,
Shall crow full fences three.”
V
Well the cock soon feathered and he grew soon well,
By the work of God’s own hand.
Three times that roasted cock did crow
In the dish where he did stand.
VI
Joseph, Jesus, and Mary
Were a-travelling further West
When Mary grew a-tired,
She might sit down and rest.
VII
They travelled further and further,
The weather being so warm,
Until they came upon a husbandman
A-sowing of his corn.
VIII
“Come husbandman,” cried Jesus,
“Throw all your seed away
And carry home your ripened corn,
That you’ve been a-sowing this day.
IX
For to keep your wife and family
From sorrow, grief and pain,
And keep Christ in remembrance
Till the time comes round again.”
X
Then after came King Pharim,
with his train so furiously,
Enquiring of the husbandman
whether Jesus had passed by.
XI
“The truth it must be spoken,
the truth it must be known,
Jesus he passed by this way just
as my seed was sown.
XII
But now my corn is reapen
and some laid on my wain,
Ready to fetch and carry
into my barn again.”
XIII
“Oh back then,” said King Pharim,
“Our labour’s all in vain,
It’s full three-quarters of a year
since he his seed has sown.”
XIV
And so he was deceived
by the work of God’s own hand,
And further he proceeded
then into the Holy Land
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Re Faraone (1) stava meditabondo
e meditava tutto solo, della venuta di un Salvatore Benedetto
a lui del tutto sconosciuto.
II
“Da dove vieni buon uomo (2)
e poi dove andrai?”
“Nacque dalla terra d’Egitto (3)
tra un bue e un asino”
III
“Beh se vieni dall’Egitto, uomo
vorrei proprio sapere una cosa
se un Salvatore Benedetto (4)
è nato dallo Spirito Santo
IV
Perchè se è proprio la verità
che mi hai detto buon’uomo
il gallo arrosto che si trova nel piatto
che allora canti tre volte”
V
E il gallo rivestito di penne si è alzato subito
e per opera di Dio
il gallo arrostito cantò per tre volte
proprio nel piatto in cui era
VI
Giuseppe, Gesù e Maria
andarono verso l’Ovest
quando Maria si sentì stanca
ed ebbe bisogno di riposare.
VII
Viaggiarono ancora
e il clima era così afoso
finchè passarono accanto a un contadino
che seminava il grano
VIII
“Vieni contadino – disse Gesù
che spargi i tuoi semi
riporta a casa il grano maturo
quello che hai seminato questo giorno
IX
Proteggi tua moglie e la tua famiglia
dal dolore, dalle pene e i rimpianti
e tieni Cristo in mente
finchè il tempo (della semina) verrà”
X
Allora venne re Pharim
con grande furia
domandando al contadino
quando è passato Gesù.
XI
“Poiché la verità deve essere detta e
che la verità sia resa nota
che Gesù è passato per questa strada
proprio quando stavo seminando.
XII
Ma adesso il mio grano è falciato
e l’ho caricato sul carro
pronto per essere portato
di nuovo nel mio granaio”.
XIII
“Torniamo indietro – disse re Pharim-
la nostra fatica è del tutto inutile,
sono passati i tre quarti di un anno
da quando ha seminato”.
XIV
Così fu ingannato
per la mano propria di Dio
e non oltre egli procedette
nella Terra Santa.

NOTE
1) Erode diventa il Faraone
2) sta interrogando uno dei Magi
3) così il re della Palestina diventa il re dell’Egitto
4) anche come “Son of Mary”

FONTI
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/herodandthecock.html
https://afolksongaweek.wordpress.com/2014/12/05/week-172-king-pharim/
http://www.contemplator.com/england/pharaoh.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/433.html

THE TWELVE DAYS OF CHRISTMAS

“I 12 giorni di Natale” è una filastrocca inglese, anche scioglilingua, costruita a cumulazione sul modello delle “conte”, ossia contare una serie di “cose” a crescere e a decrescere; fa parte della tradizione anglosassone natalizia diventando una sorta di gioco di famiglia vittoriano nel giorno di Natale.
“Il testo è una filastrocca infantile pubblicata per la prima volta nel libro Mirth without Mischief (Gioie Innocenti) a Londra nel 1780. Doveva essere recitata da alcuni giocatori in circolo nel corso di un gioco di memoria in cui i giocatori recitavano a turno un verso della filastrocca, in sequenza. Anni dopo, gioco e filastrocca furono riproposti da una collezionista di canzoni popolari, Lady Gomme, come “Un bel divertimento per tutta la famiglia prima della cena della dodicesima notte di Natale.” (tratto da qui)

12days-1

I 12 giorni di cui si parla non sono quelli prima di Natale (a partire dal 13 dicembre), ma quelli DOPO Natale, così Shakespeare intitola una delle sue opere più note “La Dodicesima Notte“, intendendo con questo la notte dell’Epifania.

Nella filastrocca il narratore descrive i doni ricevuti dal suo “vero” amore nei dodici giorni di Natale. Ogni strofa elenca tutti i doni delle strofe precedenti, aggiungendone uno.
On the first day of Christmas, my true love sent to me a partridge (1) in a pear tree.
On the second day of Christmas, my true love sent to me two turtle doves, and a partridge in a pear tree.
On the third day of Christmas, my true love sent to me three french hens, two turtle doves, and a partridge in a pear tree  etc
NOTE
1) la pernice venne introdotta nella campagna inglese solo a metà del 1700, ma la musica della filastrocca viene fatta risalire al 1500.

ASCOLTA David Jones & Donald Duncan in The Victorian Revels una versione più domestica da Spotify

Ed ecco le versioni buffe
I doni di Shakespeare

Mimato da due elfi burloni

rappato alle Haway

UN CATECHISMO SEGRETO?

Alcuni ritengono che la filastrocca parli per simboli cristiani celati in un’epoca di persecuzioni anti-cattoliche (XVI-XVII secolo),
Il “vero amore”  è Gesù che nasce a Natale.
E i doni sono:
…A Partridge in a Pear Tree
La pernice su un pero è Gesù, che si finge ferito per attirare i predatori a sé e distoglierli dai figlioletti indifesi nel nido.
… Two Turtle Doves
Le due tortore sono il Vecchio e il Nuovo Testamento.
… Three French Hens
Le tre galline francesi rappresentano le tre virtù teologiche: fede, speranza e carità.
… Four Calling Birds
I quattro uccelli da richiamo sono i quattro Vangeli, di Matteo, Marco, Luca e Giovanni
… Five Gold Rings
I cinque anelli d’oro rappresentano i primi cinque libri del Vecchio Testamento, conosciuti come Pentateuco: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio.
… Six Geese A-laying
Le sei oche sono i sei giorni della creazione.
… Seven Swans A-swimming
I cigni che nuotano sono i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
… Eight Maids A-milking
Le otto vergini che portano il latte simboleggiano le otto beatitudini (Matteo 5:3-10)
… Nine Ladies Dancing
Le nove signore danzanti sono i frutti dello Spirito Santo: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. (Galati 5: 22)
… Ten Lords A-leaping
I dieci signori sono i dieci comandamenti
… Eleven Pipers Piping
Gli undici suonatori di flauto, gli apostoli (escluso quindi Giuda)
… Twelve Drummers Drumming
I dodici suonatori di tamburo, infine, rappresentano i dodici punti del credo apostolico

FONTI
https://it.wikipedia.org/wiki/Twelve_Days_of_Christmas
http://www.revels.org/store/cds/victorian-christmas-revels-copy/