Archivi categoria: MUSICA CELTICA

DRIVE THE COLD WINTER AWAY

Per salutare i 12 giorni del Natale (e soprattutto le notti) e per scacciare fuori il freddo inverno, un canto natalizio della tradizione inglese risalente all’epoca elisabettiana noto anche con i titoli “In Praise of Christmas” o “All Hail to the Days” un invito a trascorrere il periodo natalizio (che nel Medioevo era fissato in 12 giorni) in modo festoso e spensierato, tra lauti banchetti e divertimenti in buona compagnia.
Il testo è tratto dalla Collezione Roxburghe (sono 5 libri in 4 volumi con 1500 ballate pubblicate in inglese dal 1567 al 1790, oggi al British Library). L’autore è anonimo e il testo viene datato intorno al 1625. A volte è erroneamente attribuito a Tom Durfey (1653-1723). Riportato anche in A Christmas Garland A.H. Bullen – Londra 1885 e in All Hail to the Days, Broadside del XVII sec.

La melodia è riportata da John Playford (1623-1686) che nel suo “The English Dancing Master“, 1650 con il titolo “Drive the cold winter away” in cui sono elencati i passi della danza. vedi

DODICI GIORNI DEL NATALE

Anticamente era la notte del Solstizio d’Inverno in cui si iniziava a contare i 12 giorni del Natale: dal 21 dicembre al primo di gennaio, oggi il conto parte dal 26 dicembre ovvero il “Giorno Santo” e si conclude il 6 gennaio, con l’Epifaniache tutte le feste spazza via“.

brindisi-natale

ASCOLTA St. George’s Canzona. Il gruppo inglese di musica antica interpreta la canzone come doveva essere cantata e suonata nel 1600
(al momento non ci sono video su youtube, ma si può ascoltare tutto il cd su Spotify)
oppure ASCOLTA Owain Phyfe 

ASCOLTA Irish Descendants in The Gift 2002. Il gruppo canadese la propone in una versione moderna più da Celtic ballad.

ASCOLTA Horslips in Drive the cold winter away, 1975; il gruppo celtic rock di Dublino propone il brano in un bell’arrangiamento strumentale: la chitarra per la struttura ritmica del brano, prima il flauto e poi il violino per la parte melodica (perfetta la danza omonima)

ASCOLTA Gian Castello (ormai felicemente trasferitosi in Irlanda) in “To Drive the Cold Winter Away” 2011

ASCOLTA Loreena McKennitt in “To drive the cold winter away” 1987 che ha registrato tutto il cd in una chiesa in Ontario e in un monastero in Irlanda. Essenziale e scarno incentrato su una vocalità angelica, il Cd come scrive la stessa autrice “As a child my most vivid impression of music for the winter season came from songs and carols recorded in churches or great halls, rich with their own unique ambience and tradition. In that spirit, I have ventured into several similar locations that I have come to cherish in my travels.”

La ballata “Drive the cold winter away” è composta da 12 strofe, (il testo è riportato integralmente in vedi) le strofe di “In Praise of Christmas” sono invece solo 4, ovvero quelle riportate.


I
All hail to the days that merit more praise
Than all the rest of the year,
And welcome the nights that double delights
As well for the poor as the peer!
Good fortune attend each merry man’s friend,
That doth but the best that he may;
Forgetting old wrongs, with carols and songs,
To drive the cold winter away.
II
‘Tis ill for a mind to anger inclined
To think of small injuries now;
If wrath be to seek do not lend her thy cheek
Nor let her inhabit thy brow.
Cross out of thy books malevolent looks,
Both beauty and youth’s decay,
And wholly consort with mirth and with sport
To drive the cold winter away.
III
This time of the year is spent in good cheer,
And neighbours together do meet
To sit by the fire, with friendly desire,
Each other in love to greet;
Old grudges forgot are put in the pot (2),
All sorrows aside they lay;
The old and the young doth carol this song
To drive the cold winter away.
IV
When Christmas’s tide come in like a bride
With holly and ivy clad,
Twelve days in the year much mirth and good cheer
In every household is had;
The country guise is then to devise
Some gambols of Christmas play,
Whereat the young men do best that they can
To drive the cold winter away.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Un saluto ai giorni che meritano più lode
di tutto il resto dell’anno
e benvenute le notti che raddoppiano i piaceri (1)
ai poveri come ai ricchi!
Buona fortuna accompagni l’amico di ogni uomo felice
che fa soltanto del suo meglio;
dimentichiamo i vecchi torti, con inni e canti
per scacciare via il freddo inverno.
II
E’ sbagliato per uno spirito incline alla collera pensare ora ai piccoli torti;
se l’ira ti cerca non porgerle la guancia
non lasciarla dimorare nella testa;
cancella dai tuoi libri le espressioni malevoli
e anche lo svanire della bellezza e della gioventù:
unisciti completamente alla gioia e al divertimento
per scacciare via il freddo inverno.
III
Questa stagione dell’anno si trascorre nel buon umore e in compagnia dei vicini per sedersi accanto al fuoco, con cordiale amicizia,
e salutarsi l’un l’altro con amore;
i vecchi rancori dimenticati sono mandati in soffitta (2),
ogni dolore messo da parte
i vecchi e i giovani cantano questa canzone
per scacciare via il freddo inverno..
IV
Quando il tempo di Natale arriva come una sposa
agghindata con agrifoglio ed edera
i 12 giorni dell’anno più in allegria e buon umore
si trascorrono in ogni famiglia;
l’usanza campagnola è quindi di inventare
delle capriole per divertirsi a Natale,
così anche i fanciulli fanno del loro meglio
per scacciare via il freddo inverno.

NOTE
1) si presume sia riferito ai piaceri matrimoniali che si trascorrono nel letto
2) “to put in the pot” letteralmente mettere nel boccale o anche mettere nella pentola

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/drive-cold-winter.htm
http://www.pbm.com/~lindahl/playford_1651/046small.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/drive_the_cold_winter_away.htm

THE WREN SONG E LA CACCIA ALLO SCRICCIOLO

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. continua

La canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

LA LOTTA TRA PETTIROSSO E SCRICCIOLO

Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate  (continua)
Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught”

wren-boys
Parade of Wren Bush & Boys, 1850

LA QUESTUA E IL BANCHETTO

Dopo aver ucciso lo scricciolo e averlo portato in giro per il villaggio per raccogliere farina o pane, burro e uova, si seppelliva il corpo con un funerale e si procedeva a preparare un dolce tipico di Natale, il “pudding bag
Nella forma di più antica attestazione, che è anche la più semplice, la cerimonia (che si tiene sempre il 26 dicembre, giorno di S. Stefano o “Giorno dello Scricciolo”) iniziava con l’inseguimento di un vero scricciolo che infine veniva lapidato. Il suo corpo era quindi deposto in una scatola o gabbia stupendamente decorata con rami di sempreverdi, nastri colorati e frutti (detti perllan o “frutteto” in gallese) che veniva fissata all’estremità di un palo e portata in parata di casa in casa da una compagnia di danzatori, cantanti e musicisti in costume. La composizione specifica dei personaggi variava ma, almeno in Irlanda, includeva sempre un uomo travestito da “megera” (cailleach) e un cavallino chiamato Lair Bhan (“Giumenta Bianca”). Ovunque fossero accolti, i “ragazzi dello scricciolo”  eseguivano una performance di danza, clownerie e musica nuova e vecchia (parte della quale riferita specificamente all’occasione), e quindi chiedevano la carità “per seppellire lo scricciolo”. In effetti, si trattava più precisamente di soldi non per seppellire lo scricciolo, dato che si riteneva che il suo corpo portasse sfortuna; per vendicarsi, i figuranti di alcune comunità si sbarazzavano infine del cadaverino deponendolo sulla terra della casa che li aveva accolti più miseramente o in modo scortese nel corso della giornata. In altre aree, la sepoltura dello scricciolo era un rituale elaborato e il corpo veniva lasciato in un luogo “liminale” (per esempio sulla riva, né sulla terra, né in mare) dove il suo influsso veniva così neutralizzato. (tratto da Il tempo dei celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica di Alexei Kondratiev)

Inizio con una carrellata di antiche melodie celtiche dedicate allo scricciolo.
ASCOLTA “The Wren” reel arrangiamento per mandola (o irish bouzouki che dir si voglia) anche con il titolo An dro (perchè è un andrò bretone) qui

ASCOLTA ghironda

VIDEO Danza originaria dall’Isola di Man

ASCOLTA’The Wren! The Wren!’: The Dingle Set “A Celtic Christmas”

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda! seconda parte
e
 in Bretagna continua

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/wren-song.htm

WASSAILING: GOWER WASSAIL

Gower è una penisola nel Sud del Galles, molto rinomata per la sua bellezza naturale, con le sue coste ricce di piccole baie rocciose o sabbiose e sentieri pedonali, e piccoli villaggi ancora prettamente rurali.
Così ancora forti sono le tradizioni legate ai riti stagionali come il wassailing

Struttura del brano:
Strofa I: reclame bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Strofa IV: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro
Strofa V: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
Strofa VI: i questuanti devono andare, ma ritorneranno il prossimo anno!

ASCOLTA il duo pagan-folk Venereum Arvum: un canto ancestrale ed evocativo, la voce di Rachel è accompagnata dalla crotta di Sean, un tipico strumento gallese (in inglese crowd ovvero crwth in gallese) e per vedere com’è fatta e come si suona ecco il VIDEO

ASCOLTA Manya Sadouski, Jean Brouard & Jane Arny


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white and our ale it is brown.
Our wassail is made of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger, the best we could get.(1)
Chorus 
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou..
Besides all on earth, we’ll have apples in store,
Pray let us come in for it’s cold by the door.
III
We know by the moon that we are not too soon,.
And we know by the sky that we are not too high,.
We know by the star that we are not too far,.
And we know by the ground that we are within sound.
IV
Now master and mistress if you are within
Pray send out your maid(3) with her lily-white skin
For to open the door without more delay
Our time it is precious and we cannot stay
V
Here’s a health to our Colley and her crooked horn(4)
May God send her Master a good crop of corn
Of barley and wheat and all sorts of grain
May God send her Mistress a long life to reign
VI
Now master and mistress – thanks to you we’ll give
And for our jolly wassail as long as we live
And if we should live till another new year
Perhaps we may call and see who do live here
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è bianca e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero, il migliore che potessimo avere.(1)
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatto con legno di sambuco
e allora mio buon vicino(2),
berremo alla tua salute,
dopo tutto sulla terra, avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare perchè fa freddo sulla soglia.
III
Sappiamo dalla luna che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra che siamo intonati.
IV
Ora signore e signora se voi siete d’accordo
vi preghiamo di mandarci la vostra cameriera (3) dalla pelle bianca come il giglio
perchè apra la porta senza altri indugi, il nostro tempo è prezioso e non possiamo restare.
V
Questo alla salute del nostro Celley e il suo corno ricurvo(4)
possa Dio mandare al padrone un buon raccolto di mais d’orzo
e di frumento e ogni genere di semi, possa Dio mandare alla Padrona una lunga vita per comandare.
VI
Ora signore e signora – vi ringraziamo per i vostri doni
e per il nostro brindisi allegro per vivere a lungo
e se potessimo vivere fino ad un altro nuovo anno
forse potremmo fare un salto e vedere chi vivrà qui. 
NOTE
1) gli ingredienti del brindisi: birra scura (probabilmente calda) aromatizzata con zenzero e noce moscata (e forse anche zucchero), una bevanda costosa in epoca medievale, essendo le spezie importate dal lontano oriente (vedi). Si accompagnava con delle fette di pane bianco, (nel testo è indicato un generico dolce più presumibilmente fatto con frutta secca ) il tutto presentato in una coppa, qui di sambuco (l’albero delle fate) ma in altri canti d’acero. (per la ricetta qui)
2) tutti i canti sottolineano l’appartenenza dei questuanti alla comunità del villaggio, non sono mendicanti itineranti
3) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
4) il brindisi al bestiame, Celley potrebbe essere l’ariete oppure un augurio a Celley e al suo alambicco (indicato eufemisticamente con corno ritorto) per poter distillare del buon whisky!
5) sono i poveri del villaggio, le vedove e i bambini piccoli che vanno a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone per Natale

wassailing2

Interessante anche la versione dei Quadriga Consort (con cadenze rinascimetali) che si può ascoltare in versione integrale su Spotify

ASCOLTASteeleye Span dall’album Ten Man Mop, 1971: gruppo folk-rock inglese fondato nel 1969 che ha visto molti cambi di formazione, qui la voce è di Martin Carthy a tappeto l’accordo ripetuto e ossessivo del basso.

Le prime due strofe sono identiche alla precedente versione


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white and our ale it is brown.
Our wassail is made of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger, the best we could get.(1)
Chorus
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of an elderberry bough.
Although my good neighbour(2), we’ll drink unto thou
Besides all on earth, we’ll have apples in store,
Pray let us come in for it’s cold by the door.
III
We hope that your apple trees prosper and bear,
So that we may have cider when we call next year,
And where you have one barrel we hope you’ll have ten,
So that we may have cider when we call again
IV
There’s a master and a mistress sitting down by the fire,
While we poor wassail boys stand here in the mire
Come you pretty maid with your silver headed pin (3),
Pray open the door and let us come in
V
It’s we poor wassail boys(5) so weary and cold
Please drop some small silver into our bowl
And if we survive for another new year
Perhaps we may call and see who does live here
VI
We know by the moon that we are not too soon
And we know by the sky that we are not too high
And we know by the star that we are not too far
And we know by the ground that we are within sound
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è bianca e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero, il migliore che potessimo avere.(1)
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatto con legno di sambuco
e allora mio buon vicino(2),
berremo alla tua salute,
dopo tutto sulla terra, avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare perchè fa freddo sulla soglia.
III
Ci auguriamo che i vostri alberi di melo siano forti e fecondi,
così possiamo avere del sidro quando ritorneremo il prossimo anno e dove avete un barilotto speriamo ce ne saranno dieci, affinchè possiamo avere del sidro quando torneremo di nuovo.
IV
Ci sono un padrone e una padrona seduti accanto al fuoco,
mentre noi poveri ragazzi stiamo qui nel fango,
vieni bella domestica con la tua spilla d’argento(3),
ti preghiamo di aprire la porta e di farci entrare.
V
Siamo poveri ragazzi del brindisi(5) così stanchi e infreddoliti,
per favore fai cadere delle monete d’argento nella nostra coppa
e se sopravvivremo per un altro anno,
forse potremmo fare un salto e vedere chi vivrà qui.
VI
Sappiamo dalla luna che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra che siamo intonati.

ART122352

FONTI
http://www.folk.wales/gower-wassail.html
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/wassailsong.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=125833

WASSAILING! THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailingil brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

flag-englandGloucestershire è una contea dell’Inghilterra sud-occidentale

THE  GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Del brano si conoscono una decina di versioni (qui ho riportato quella “standard”) in cui la prima strofa diventa il ritornello; interpretato da molti artisti di ambito per lo più folk, e molte corali (anche se non vengono cantate tutte le strofe).

Le versioni strumentali sono molto interessanti a cominciare da John McGaha (americano di famiglie provenienti da emigranti inglesi e scozzesi): la melodia è suonata con il bouzouki, e l’ultimo ascolto (ma non per ultimo) di Ed Sweeney (sempre americano) con banjo, hammer dulcimer e concertina!

ASCOLTA John McGaha in The Longest Night

ASCOLTA Ed Sweeney in A Dickens’ Christmas

ASCOLTA Patrick Ball (insuperabile versione con l’arpa celtica)

Struttura brano:
CHORUS: reclame bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Strofe I-VI: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
Strofe VII-IX: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro con le maledizioni se l’offerta non è generosa

La prima versione è del duo Traveler’s Dream (sono americani ma riprendono la tradizione celtica), un vivace arrangiamento con le chitarre e le due voci sul ritornello; la seconda è quella di Loreena McKennitt anche lei dall’America più precisamente canadese, il brano è “semplicemente” cantato a più voci.

ASCOLTA Traveler’s Dream in “Cold Blows the Day”

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night`s Dream” 2008

CHORUS
Wassail! wassail! all over the town,
Our toast it is white
and our ale it is brown;
Our bowl it is made of the white maple tree;
With the wassailing bowl ,
we’ll drink to thee(1).
I
Here’s to our horse,
and to his right ear,
God send our master
a happy new year:
A happy new year
as e’er he did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
II
So here is to Cherry
and to his right cheek
Pray God send our master
a good piece of beef
And a good piece of beef
that we may all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
III
Here’s to our mare,
and to her right eye,
God send our mistress
a good Christmas pie;
A good Christmas pie
as e’er I did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
IV
So here is to Broad Mary
and to her broad horn
May God send our master
a good crop of corn
And a good crop of corn
that may we all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
V
And here is to Fillpail
and to her left ear
Pray God send our master
a happy New Year
And a happy New Year
as e’er he did see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
VI
Here’s to our cow,
and to her long tail,
God send our master
us never may fail
of a cup of good beer:
I pray you draw near,
And our jolly wassail
it’s then you shall hear.
VII
Come butler(2),
come fill us a bowl of the best
Then we hope that your soul
in heaven may rest
But if you do draw us a bowl of the small
Then down shall go butler,
bowl and all(3).
VIII
Be here any maids?
I suppose here be some;
Sure they will not let young men stand on the cold stone!
Sing hey O, maids!
come trole back the pin,
And the fairest maid
in the house let us all in.
IX
Then here’s to the maid
in the lily white smock
Who tripped to the door
and slipped back the lock
Who tripped to the door
and pulled back the pin
For to let these jolly wassailers in.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Brindiamo per tutta la città,
il nostro pane è bianco
e la nostra birra è scura,
la nostra coppa è di acero bianco
e con la coppa della salute
berremo alla tua(1).

I
Ecco il nostro cavallo
e il suo orecchio destro,
preghiamo Dio perchè mandi al padrone un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come non ne ha visti
e con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
II
Ecco Cherry
e la sua guancia destra,
preghiamo Dio perché mandi al padrone un bel pezzo di manzo,
un bel pezzo di manzo
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
III
Ecco la nostra giumenta,
e il suo occhio destro,
preghiamo Dio perché mandi alla padrona una buona torta di Natale;
una torta di Natale
come non ne ho viste,
con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
IV
Ecco Maria Broad
e la sua cornucopia
che Dio mandi al padrone
un buon raccolto di grano,
un buon raccolto di grano
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
V
Ed ecco Fillpail
e il suo orecchio sinistro,
Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai noi visti ne abbiamo
e con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
VI
Ecco la tua mucca
e la sua lunga coda
Dio mandi al padrone,
che non possa mai ignorarci
di una tazza di buona birra
vi prego di avvicinarvi
e  il nostro brindisi allegro
allora potrete sentire
VII
Vieni maggiordomo(2),
vieni a riempire la tazza più grande,
ti auguriamo che la tua anima
possa riposare in cielo,
ma se ci porti la tazza
più piccola
che andiate all’inferno,
tu e la tazza(3).
VIII
Ci sono dei servitori?
Di certo ve ne sono,
che non lascino dei giovani
davanti al gelido uscio,
cantiamo o cameriere!
Venite a sbloccare la serratura
e che la cameriera più graziosa
ci faccia entrare in casa.
IX
Allora ecco la cameriera
con il camice immacolato
che è corsa alla porta
e ha aperto il chiavistello,
che è corsa alla porta
e ha sbloccato la serratura
per far entrare questi gioiosi questuanti.

NOTE
1) La prima strofa del canto qui riportato, suggerisce parte degli ingredienti della bevanda del Wassailing: birra scura, probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (proprio come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino). per la ricetta qui
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
3) ecco la strofa delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/wassail_wassail_all_over_1.htm
 

IL NATALE VITTORIANO: la carola al tempo di Dickens

figgy-puddingIn half a minute Mrs. Cratchit entered- flushed, but smiling proudly- with the pudding like a speckled cannon-ball so hard and firm blazing in half of a half-a-quartern of ignited brandy, and bedight with Christmas holly stuck into the top.
(A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843)

Il dolce che sta portando sulla Tavola di Natale la signora Cratchit è il tradizionale pudding natalizio a forma tondeggiante, presentato ancora fiammeggiante per l’abbondante innaffiatura di brandy e decorato sulla cima con un rametto di agrifoglio! Anche un celebre canto di Natale reclama la bontà del figgy pudding è “We wish you a Merry Christmas” in cambio degli auguri i carolers chiedono una fetta di figgy pudding continua

CELEBRARE IL NATALE IN FAMIGLIA

Nel 1800 il giorno di Natale in Inghilterra, era un giorno lavorativo come tanti, ma alla fine del secolo prende piede in tutti i paesi anglosassoni la tradizione del Natale così come la conosciamo oggi. Si iniziò a fare l’albero di Natale da quando nel 1848 l’Illustrated London News pubblicò il disegno della regina Vittoria e famiglia intorno all’albero decorato secondo l’usanza germanica del marito principe Alberto (di origine tedesca). Anche le tradizionali cartoline di auguri prendono il via in questo periodo come l’usanza di vendere un pacchettino pieno di dolci nella forma di grossa caramella arrotolata con carta velina (detti crackers)
Le decorazioni della casa con rami di sempreverdi, già radicate in epoca medievale, si fanno più elaborate, mentre l’usanza di scambiarsi i regali passò da Capodanno al giorno di Natale: i regali erano piccoli e modesti, frutta, dolcetti e piccoli ornamenti fatti a mano che si appendevano sull’albero; ma man mano che i regali diventavano sempre più grandi ed erano comprati in un negozio, pacchi e pacchetti finirono ai piedi dell’albero!

victorian1Risale a questo periodo l’idea del Natale come celebrazione incentrata sulla famiglia, ma soprattutto è in questo periodo che i canti di Natale vengono ripresi e diventano popolari con l’usanza del caroling. Nuove carols vengono scritte e nuovi testi su vecchie musiche o viceversa con la pubblicazione della prima poderosa collezione di carols “Christmas Carols, Ancient and Modern” nel 1833.

GLI INNI DI NATALE

Si stralcia dall’ottimo articolo di Ariella Uliano “La carola inglese nella storia e nella tradizione – tra il sacro e il profano”
In epoca Vittoriana il fervore dei movimenti revivalisti e riformisti religiosi nelle città portò ad una ulteriore rivisitazione dei carols religiosi. In alcuni casi nuovi testi rivestiti di un eccessivo sentimentalismo rimpiazzarono quelli vecchi e nel caso invece dei carols creati ex-novo si trattava spesso di materiale musicalmente povero. Tuttavia nel clima rigido, impersonale e alienante instaurato dalla Rivoluzione Industriale, i divertimenti e le celebrazioni stagionali erano un distante ricordo legato ai vecchi ritmi di vita e di lavoro della campagna. Nei nuovi centri industriali, dove il successo di un uomo era valutato in base alla quantità di ricchezza che riusciva ad accumulare, vigeva la logica del profitto e le fabbriche rimanevano aperte anche il 25 Dicembre. Fu quindi soprattutto grazie al lavoro paziente e ispirato degli studiosi Davies Gilbert e William Sandys che molte delle carole antiche e moderne rimaste ancora vive nella tradizione orale delle aree rurali del nord e dell’ovest dell’Inghilterra non andarono perdute; i due collezionisti raccolsero e pubblicarono il prezioso materiale in due volumi intitolati Some Ancient Christmas Carols (1822) e Christmas Carols, Ancient and Modern (1833).
Infine con Charles Dickens la carola si riveste di nuovi significati divenendo ‘Racconto di Natale’ e contribuendo a riportare in auge lo spirito dei festeggiamenti legati alla stagione dell’oscurità – compreso il cantare i carols e il ballare danze di campagna – e a rinnovare e adattare ad un nuovo contesto sociale gli aspetti più profondi di queste celebrazioni. Il senso di comunità, ospitalità e condivisione caratteristico delle antiche cerimonie invernali e identificabile con bontà e carità cristiane doveva, secondo Dickens, ritrovare il suo spazio nella società. Questi valori umani universali potevano essere il punto di partenza verso una più radicale presa di coscienza e responsabilizzazione da parte delle nuove classi ricche nei confronti delle gravi problematiche legate alle trasformazioni tecnologiche ed economiche che pesavano su una larghissima fascia di popolazione e soprattutto sui bambini.

carolsingers
Tradizione inglese per eccellenza subito ripresa in America: i carolers passeggiavano per le vie cittadine più affollate di solito in gruppi di tre, uno a suonare il violino, un altro a cantare e il terzo a vendere gli spartiti, i passanti si fermavano per acquistare la musica unendosi al coro per alcune strofe; oppure i calorers si fermavano davanti alle case a cantare, sperando di essere invitati per bere qualcosa di caldo e per ricevere piccole offerte.

GOD REST YE MERRY GENTLEMEN

E’ questa la canzone cui allude nel titolo il Canto di Natale (A Christmas Carol) di Charles Dickens. Il libro è una vivida descrizione delle tradizioni natalizie inglesi  alla metà dell’Ottocento con l’avaro senza cuore Ebenezer Scrooge che fa un esame della sua vita accompagnato da tre Spiriti del Natale.
Dickens descrive le strade di Londra avvolte nel freddo e gelido Inverno, con i negozi decorati con rami di agrifoglio, i carolers che cantano per le strade nel giorno delle Vigilia e quello del Natale.

La carol pubblicata da William Sandys nel 1823, resta di autore anonimo: si riesce a risalire al 1700 per quanto concerne le sue prime pubblicazioni, nelle quali compare con la dicitura “New Christmas carol” che potrebbe far pensare alle sue origini più recenti, con l’aggiunta nel testo di qualche arcaismo per farlo sembrare più antico, come quel ye del titolo che sta al posto di You. Tuttavia molti studiosi ritengono che il brano abbia origini nel 1500 e che il primo testo simile sia Sit You, Merry Gentlemen (Bodleian Library – ca 1650)

La prima e l’ultima strofa sono rivolti all’uditorio moderno come delle esortazioni, la prima a comportarsi rettamente e l’ultima a scambiarsi un segno di pace; la storia nel mezzo è quella dell’annuncio della lieta novella ai pastori e del loro omaggio a Gesù Bambino. Come per tutti i canti molto popolari tuttavia esistono molte varianti testuali.
La melodia abbinata al brano, anch’essa dalle remote origini, non è univoca anche se una sola è diventata quella standard: il cosiddetto London Tune derivato probabilmente da Chestnut o Doves Figary contenuto in The English Dancing Master di J. Playford (1651). Altre melodie fanno riferimento a dei tradizionali della Cornovaglia.

Per l’ascolto ho selezionato alcune versioni che non possono essere più diverse tra loro, ma ugualmente interessanti. Inizio con la versione di Moya Brennan nel suo già citato Cd An Irish Christmas, ma ascoltate anche la versione orientaleggiante di Loreena McKennitt (dal Cd A Winter Garden -1995). Ecco poi le versioni strumentali un po’ jazz e ballabile (ma anche rock) di Jan Anderson con i Jethro Tull e quella decisamente metal dei August Burns Red.


I
God rest ye merry (1), gentlemen,
let nothing you dismay
Remember Christ, our Savior,
was born on Christmas day
To save our souls from Satan’s power when we had gone astray
CHORUS:
Oh tidings of comfort and joy
Comfort and joy
Oh tidings of comfort and joy
II
In Bethlehem, in Jewry,
this blessed Babe was born
And laid within a manger upon this blessed morn
The which His mother Mary did nothing take in scorn
III
From God our Heavenly Father
a blessed angel came
And unto certain shepherds brought tidings of the same
How that in Bethlehem was born the Son of God by name
IV
Now when they came to Bethlehem whereat the Infant lay
They found Him in a manger where oxen fed on hay
His mother Mary kneeling down unto the Lord did pray
V
Now to the Lord sing praises,
all you within this place
And with true love and brotherhood each other now embrace
This holy tide of Christmas all others doth deface
TRADUZIONE ITALIANO
I
Buona Fortuna a voi, gentiluomini (1)
non lasciate che nulla vi sgomenti, ricordate Cristo nostro Salvatore
nato il giorno di Natale
per salvare noi tutti dal potere di Satana quando eravamo fuorviati.
CORO
O, novella di conforto e gioia,
Conforto e gioia;
O, novella di conforto e gioia!
II
A Betlemme, in Giudea,
questo Bambino Santo  nacque
e in questo Mattino Santo giacque in una mangiatoia
la quale sua madre Mary non ebbe a disprezzare (2).
III
Da Dio nostro Padre Celeste
un angelo benedetto venne
e ad alcuni pastori portò
novella simile di come in questa Betlemme fosse nato Colui che è chiamato figlio di Dio.
IV
Ma quando giunsero a Betlemme dove giaceva questo infante
lo trovarono in una mangiatoia dove i buoi si nutrivano di fieno
Sua madre Maria inginocchiata stava pregando il Signore.
V
Ora cantate lodi al Signore
voi tutti in questo posto
e in vero segno di amore e fratellanza abbracciatevi ora gli uni agli altri, questo santo periodo del Natale fa sfigurare tutti gli altri

NOTA
1) il significato della frase equivale a May God keep you merry, forma colloquiale di saluto equivalente a “Stai bene” o “Buona fortuna a te”
2) il tema è sviluppato in un’antica carols “This Endris Night

FONTI
http://www.bbc.co.uk/victorianchristmas/history.shtml http://www.italiamedievale.org/sito_acim/contributi/carola_inglese.html
http://alt-usage-english.org/excerpts/fxgodres.html
Hymns and carols of Christmas

CAROL OF THE BELLS

ShchedrykLa melodia deriva  dall’ucraino Shchedryk cantato tradizionalmente  la notte di Capodanno e alla festa dell’Epifania.

Il testo tuttavia parla di una rondine che augura al padrone di casa  un prospero anno nuovo e si riferisce al capodanno calcolato secondo il calendario  dell’antica Roma, che si celebrava all’arrivo della primavera: probabilmente rientrava nei canti rituali di questua, cantati da gruppi di  giovani che a fine anno, portavano auguri benaugurali di casa in casa.

Nel 1916 il compositore russo Mykola Leontovych ne fece una arrangiamento musicale per coro,  ma solo nel 1921 il Coro Nazionale Ucraino lo fece conoscere in America e in  Europa. Il motivo si basa sul ripetersi di sole 4 note (il termine tecnico è  detto ostinato) secondo un metodo compositivo cosiddetto primitivo.

Poco dopo negli anni ’30 il compositore americano Peter Wilhousky scrisse il testo in inglese Carol of the Bells ispirandosi al  rintocco delle campane e più tardi nel 1947, anche Minna  Louise Holman scrisse un testo alternativo in  inglese dal titolo Ring, Christmas Bell.

Oltre ai titoli già menzionati il brano è anche conosciuto  come “Ukrainian Carol” o “The Ukrainian Bell Carol” ma anche “Shtchedrik (A Christmas Carol).”

Un canto di Natale diventato in breve famoso nel mondo  anglosassone e americano, interpretato con vari stili musicali da moltissimi artisti eseguito da tutte le  corali, inserito in colonne sonore e parodie, così alla fine ho deciso di consigliarvi  l’ascolto di un bel po’ di versioni!
Iniziamo con la versione “celtica” di Moya Brennan dal  suo Cd “An Irish Christmas”  2005

ASCOLTA – Moya Brennan

l’apertura sussurrata dall’arpa nel  vento dell’inverno ripetuta dall’eco elettronico della tastiera, subito si sviluppa  in crescendo con il canto ossessivo che ripete la stessa strofa con pochi ribaditi  versi e il violino che sembra invitare alla danza con un’aria di giga;  bellissimo lo strumentale tra cornamusa e chitarra che fraseggiano tra loro…

TESTO (semplificato tratto da versione di Peter Wilhousky) strofe I, II, I

CHORUS: Merry, merry, merry, merry Christmas
I
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
“Christmas is here, Christmas is here, is here
Songs of good cheer”
II
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
Christmas is here, Christmas is here, is here
While people sing
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
canti di buon augurio”
II
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
e la gente canta”

Tutt’altro arrangiamento quello delle Celtic Woman e il violino di Mairead Nesbitt accompagnate da un orchestra di una ventina  di elementi: la formazione tutta al femminile, dal 2004 ha visto  l’alternarsi di varie voci (che si sono dedicate poi alla carriera solista)  ma tutte mezzo-soprano, soavi e melodiose!

VERSIONE DI CELTIC WOMAN (testo di Peter Wilhousky) strofe I, II, III, I, II, IV, V

I
Hark! how the bells
Sweet silver bells
All seem to say,
“Throw cares away.”
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
II
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
All caroling
One seems to hear
Words of good cheer
From ev’rywhere
Filling the air
III
Oh how they pound
raising the sound
O’er hill and dale’
telling their tale
gaily they ring
while people sing
songs of good cheer
Christmas is here
CHORUS
Merry, merry, merry, merry
Christmas
Merry, merry, merry, merry
Christmas
IV
On, on they send
On without end
Their joyful tone
To ev’ry home
Ding, dong, ding, dong.
V
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
Ding, dong, ding, dong.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ascolta! Come le  campane,
le dolci campane dal suono argentino,
sembrano tutte dire:
“Getta via gli affanni.
Natale è arrivato,
per portare allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari ”
II
Ding dong ding dong
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
tutte inneggiano canti,
crediamo di sentire
parole di buon augurio
da tutte le parti
che riempiono l’aria.
III
Oh, come rintoccano
elevando il suono
per colli e valli,
raccontando la loro storia
risuonano allegramente
mentre la gente canta
canzoni di buon augurio
il Natale è arrivato
CORO
Buon, buon, buon, buon Natale   Buon, buon, buon, buon Natale. Buon, buon, buon, buon  Natale   Buon, buon, buon, buon Natale
IV
Inviano ancora
e senza fine
il loro suono gioioso
ad ogni casa
Ding dong ding ding… dong!
V
E’ arrivato il Natale,
e porta allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari
Ding dong ding ding… dong!
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
Ding dong ding ding… dong!

ASCOLTA Pentatonix

inst_guitar_faerieE  per finire due versioni strumentali che non possono essere più diverse:

la versione strumentale di Al di Meola –  Cd Winter Nights,  1999con il suo inconfondibile stile  virtuosistico, morbido ed elegante (la cosiddetta fusion  tra jazz e musica latina)

e la versione strumentale  di August Burns  Red –  Cd Sleddin ‘Hill, 2012Metal  rock o progressive metal! Stupefacenti!

CHRISTMAS IN KILLARNEY

Christmas in Killarney” abbina una musica festosa alla tradizione natalizia più genuina del Sud-Irlanda.

Il testo è stato composto nel 1950 dagli americani John Redmond, James Cavanaugh e Frank Weldon, ma Killarney è una cittadina turistica (forse fin troppo affollata nella stagione estiva) che si trova in Irlanda, nella contea del Kerry, provincia di Munster: la cittadina è graziosa, come dire “molto pittoresca” circondata dal Killarney National Park un vero paradiso, con cascate e laghi mozzafiato e l’immancabile castello, il Ross Castle.
Le celebrazioni del Natale sono particolarmente briose con parate sui carri, pista di pattinaggio sempre aperta, la Casetta di Babbo Natale e le bancarelle dei mercatini natalizi, e tanta musica.

LA CANDELA DI NATALE

In Irlanda era consuetudine mettere una candela accesa davanti alla finestra di casa alla vigilia di Natale per dare il benvenuto a Maria e Giuseppe. Era anche il modo di segnalare ai sacerdoti, nel periodo in cui era vietato, che in quella casa si poteva entrare per dare la benedizione.

La tradizione vuole che la candela sia accesa dal membro più giovane della famiglia e spenta da una ragazza di nome “Maria” (un tempo il nome Maria era molto diffuso nelle famiglie irlandesi). Dopo la cena della vigilia si riapparecchia nuovamente la tavola con al centro il pane di cumino e uvetta , una brocca di latte e una candela accesa, si lascia la porta di casa socchiusa in modo che Maria e Giuseppe o qualsiasi vagabondo possa entrare per sedersi alla tavola e rifocillarsi.

Il brano è stato interpretato da moltissimi artisti e gruppi musicali, per lo più dalle origini irlandesi e vi propongo la versione degli Irish Rovers

ASCOLTA IRISH ROVERS in CHRISTMAS AT KILLARNEY


CHORUS
The holly green, the ivy green
The prettiest picture you’ve ever seen
Is Christmas in Killarney
With all of the folks at home.
It’s nice, you know, to kiss your beau
While cuddling under the mistletoe
And Santa Claus you know, of course
Is one of the boys from home.
I
The door is always open
The neighbors pay a call
And Father John before he’s gone
Will bless the house and all.
Our Hearts are light, our spirits bright
We’ll celebrate our joy tonight
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
II
We’ll decorate the Christmas tree
While all the family’s here
Around a roaring fire
We will raise a cup of cheer
There’s gifts to bring and songs to sing
And laughs to make the rafters ring(1)
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
III
We’ll take the Horse and Sleigh
All across the fields of snow
Listening to the jingle bells
And everywhere we go
How grand it feels to click your heels(2)
And dance away to the jigs and reels
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
IV
The holly green, the ivy green
The prettiest picture you’ve ever seen
I’m handing you no blarney
No matter where you roam
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
TRADUZIONE ITALIANO
CORO
Il verde agrifoglio e la verde edera,
la più bella immagine mai vista
è il Natale a Killarney,
con tutte le persone a casa.
E’ bello, si sa, baciare la vostra bella mentre la coccolate sotto il vischio
e Babbo Natale, naturalmente
è uno di casa.
I
La porta è sempre aperta,
i vicini si scambiano le visite
e Don John è già venuto
a benedire la casa e tutti.
I nostri cuori sono accesi, il nostro spirito luminoso, festeggeremo con gioia stanotte è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.
II
Addobberemo l’albero di Natale
con tutta la famiglia riunita intorno al fuoco scoppiettante
brinderemo con una coppa di allegria. Ci sono doni da scambiare e canti da cantare
e risate da scuotere le fondamenta (1)
è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.
III
Andremo sulla slitta trainata dai cavalli attraverso i campi di neve
per ascoltare le campanelle tintinnare e ovunque andremo
come sarà bello battere i tacchi (2)
e ballare con gighe e reels
è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.
IV
Il verde agrifoglio e la verde edera
la più bella immagine mai vista
non vi sto adulando
ovunque voi siate
è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.

NOTE
1) lett: far risuonare le travi del tetto
2) tipico modo di danzare in Irlanda

LA RICETTA DEL PANE IRLANDESE

E visto che è tradizione mangiare il pane irlandese con l’uvetta ecco la RICETTA. Fare il pane è un gesto antico, un tempo incombenza settimanale delle donne di casa, oggi una più che valida alternativa al pane del panificio o industriale, magari da prepararsi per il fine settimana o per un momento speciale come quello del Natale. (continua)

Ingredienti: – 4 tazze (460 gr) di farina tipo 0 – 1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato – 1 tazza  ( 250 gr) di uvetta sultanina – 2 cucchiai di semi di cumino – 1 tazza e mezzo (circa 375 ml) di latte acido – per inacidirlo, aggiungere un cucchiaino di aceto) – se fate il burro in casa potete usare il latticello – 1/3 di tazza (75 gr) di zucchero – burro per imburrare la teglia e farina per infarinarla (anche gli stampi in silicone sono ottimi e non c’è bisogno di imburrare)

Preparazione: far ammorbidire l’uvetta nell’acqua prima di iniziare, mescolare la farina, bicarbonato, l’uvetta ammorbidita, il cumino e lo zucchero, aggiungere il latte acido un po’ per volta, lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, mettere nella teglia e nel centro del impasto creare una croce (oppure fate le incisioni di una rosetta – antico simbolo del sole), infornare a 180° per circa un ora e poi lasciare raffreddare

APPROFONDIMENTO
Guida a Killarney: Piccola cittadina a vocazione turistica ricca di ristorantini, pubs e negozi di artigianato, attrae i visitatori soprattutto per le sue bellezze naturali; inoltre è proprio da Killarney che inizia e termina la N71, il celebre tratto di strada circolare che percorre la vicina penisola di Iveragh (punta estrema della contea) noto come Ring of Kerry.  continua
Le danze popolari in Irlanda:  La Musica tradizionale irlandese è essenzialmente musica  da ballo. Una volta la gente si riuniva quasi ogni settimana per ballare in  compagnia, alle riunioni partecipava tutta la comunità o il quartiere, o  anche solo la famiglia con qualche vicino continua
Fare il pane: Fare il pane per il proprio  consumo domestico è semplicissimo oltre che rilassante o almeno così è per la  maggior parte delle ricette, lasciando per buona pace le rimanenti ai   “professionisti” o ai “perfezionisti”! continua
Fare il burro: Il processo di burrificazione del latte per  conservare nel tempo le sue parti più grasse è antico e diffuso presso vari  popoli; fonti greche e latine si riferiscono ai Celti nella descrizione di un burro solido e compatto, proprio  come quello tradizionale continua

DECK THE HALLS PER FESTEGGIARE YULE

E’ tempo di pensare alle decorazioni natalizie e di ascoltare i canti di Natale! Così “DECK THE HALLS” (in senso lato vuol dire: adorniamo la casa).

La melodia è gallese detta “Nos Galan” e richiama la musica rinascimentale al tempo dei Tudors, il testo invece è più recente e risale al 1800, pubblicato in “Welsh Melodies with Welsh and English Poetry” 1862 con una traduzione in inglese di Thomas Olipahnt che però non rispecchia il significato originale gallese. Un testo simile è stato pubblicato anche in America nel 1881 (J. P. McCaskey, “Franklin Square Song Collection”). E in effetti è considerato un canto natalizio tradizionale americano.
La prima stesura conosciuta  è dell’arpista Edward Jones (in “Musical and Poetical   Relicks of the Welsh” – 1784  e successiva edizione 1794), che riporta la melodia con una canzone d’amore; era probabilmente una musica da danzare con l’arpista al centro del girotondo dei ballerini. Il brano è arricchito da molte varianti testuali, ma nella  sua versione più antica riporta molte espressioni ormai desuete nell’inglese,  e soprattutto, fa riferimento alla celebrazione della antica festa solstiziale di Yule.

La fata dell'agrifoglioYULETIDE

Di origine germanica ma diffusasi presto anche nelle Terre Celtiche YULE era la festa del fuoco e  della luce che si celebrava durante il Solstizio d’Inverno per aiutare il sole nella sua lotta contro le forze dell’oscurità. Una festa dell’allegria e della gioia, di canti e danze, di banchetti e di colossali bevute per “fare  il giorno di notte” ossia per portare luce e calore nel cuore gelido  dell’Inverno. Si decorava la casa con rami  di vischio e di agrifoglio (il nostro albero di Natale arriva da questa  tradizione) simboli del perdurare della vita vegetale (e la sua fertilità) anche  nel periodo più freddo e buio dell’anno.

YULE LOG

Un grosso tronco (il ceppo di Yule ) era preparato alla vigilia della festa seguendo dei precisi cerimoniali, decorato con nastri e sempreverdi (a volte bagnato con del sidro come offerta allo spirito dell’albero) era portato in casa con canti e benedizioni, per essere sistemato sul focolare.

Il tronco di Yule

 Passato nella tradizione del Natale, il ceppo era  sistemato nel camino del salone alla vigilia di Natale e si manteneva acceso  fino a Capodanno o all’Epifania: quel ceppo proteggeva la casa dagli incantesimi delle forze maligne; le ceneri erano sparse sopra i campi per renderli fertili. I resti  del ceppo, venivano anche conservati per poter poi alimentare il fuoco che  avrebbe arso il ceppo dell’anno seguente.

Ai nostri giorni con camini e stufe troppo piccoli per il  ceppo di Yule chi volesse celebrare la festa secondo  le vecchie tradizioni, potrebbe decorare un tronchetto con delle candele, dei  sempreverdi (nastri, pigne e ogni cosa vi ispiri) e trasformarlo in un bel centro tavola che illumini le cene della festività natalizia.
E per strafare perchè non preparare
il “Buche de Noel” cioè il dolce  tipico della tradizione natalizia francese?
La ricetta è semplice e anche la preparazione non è poi così complicata, si tratta di cuocere un impasto soffice tipo pan di spagna in una teglia rettangolare e di arrotolarlo quando è ancora caldo (con la carta oleata da forno è un gioco da ragazzi). Una volta raffreddato e srotolato con delicatezza mantiene la sua “piega” e si farcisce con crema a piacere, si arrotola bene e riveste con glassa al cioccolato decorando la superficie come se si trattasse di un tronco di legno. In rete ci sono veramente tante ricette che non c’è che l’imbarazzo della scelta!
E mentre preparate il dolce vi propongo per l’ascolto, tra le tantissime interpretazioni, quella di James Taylor che ben richiama l’atmosfera dei madrigali elisabettiani.

ASCOLTA DECK THE HALLS – JAMES TAYLOR


Deck the halls with boughs of holly,
Fa la la la   la, la la la.
‘Tis the season to be jolly,
Fa la la la   la, la la la la.
Don(1) we now our gay(2) apparel,
Troll(3) the ancient Yuletide(4) carol(5),
See the blazing Yule before us,
Strike the harp and join the chorus.
Follow me in merry measure,
While I tell of Yuletide treasure
Fast away the old year passes,
Hail the new, ye lads and lasses,
Sing we joyous, all together,
Heedless of the wind and weather
TRADUZIONE ITALIANO
Adorniamo le sale con rami di agrifoglio Tra la la la   la..
È la stagione per essere gioiosi.
Fa la la la   la, la la la la.
Indossiamo (1) i nostri abiti festosi 2), per innalzare (3) nella festa del Solstizio (4) i vecchi canti (5).
Guardiamo il tronco dello Yule davanti a noi che brucia vivacemente, suoniamo l’arpa e uniamoci  al coro.
Seguitemi con ritmo vivace
mentre vi rivelo dello Yule il tesoro. Veloce il vecchio anno è  passato, salutiamo il nuovo, forza  ragazzi e ragazze, cantiamo insieme con gioia senza curarci del vento e del tempo.

NOTE
1) contrazione di “do  on” usata nei testi del 1300: sta per “put on”
2) il temine gay proprio  del linguaggio medievale sta per “full of joy or mirth”, la sua  connotazione negativa e promiscua risale invece al 1600
3) troll sta per “to sing in a full, rolling voice” cantare  forte o con coraggio
4) yuletide: tide usato come suffisso ”point or portion of time, due time”
5) carol: nel medioevo la carola era una danza in cerchio  eseguita sul canto di un solista e con un ritornello intonato dal coro, dal  1500 prende il significato di inno di Natale

VERSIONE IN ITALIANO SULLA MELODIA DECK THE HALLS (da cantare con i bambini)

I
Metti l’agrifoglio in casa
Questo è un giorno pien di gioia
Metti l’abito di festa
Canta l’inno del Natale
II
L’anno vecchio sta finendo
Meraviglie stan nascendo
Tempo bello, tempo brutto
Sia felice il mondo tutto
III
Il tuo cuore sia più buono
Metti il lume alla finestra
Questo è il giorno del Signore
Canta l’inno del Natale

MELODIA
Alcune versioni strumentali per celebrare il solstizio

ASCOLTA Lifescapes in “Christmas Celtic” la prima parte è tradizionale poi riprende il tema con una variazione celtica


ASCOLTA Frank McConnel in “A Celtic Christmas – Celtic Joy”: molto magica sebbene un po’ lenta

ASCOLTA Carlyle Fraser interessante e un po’ swing

(continua seconda parte qui)

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/deck_the_hall.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=26223

ROBERT BURNS: RANTIN’, ROVIN’ ROBIN

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

“Rantin’, rovin’, Robin” è un canto autobiografico  scritto da Robert Burns in occasione del suo 28esimo compleanno (25 gennaio 1787), noto anche con il titolo “There was a lad“.
Burns descrive in termini scherzosi la propria nascita alla presenza di una comare-levatrice che ne predice il destino. Il tono è un po’ favolistico così la vecchierella accanto alla culla è una sorta di fata-madrina che dispensa il dono della Poesia al futuro Bardo.
Poco dopo la sua morte (a solo 37 anni!), un gruppo di amici cenarono insieme per commemorarlo. Era il 1802 e da allora le cene sono entrate a far parte della tradizione scozzese, da allora il brano è tra i favoriti nelle Burns’ Supper. continua

ASCOLTA Jim Malcolm

ASCOLTA Sylvia Barnes & The Battlefield Band con immagini dell’ambiente quotidiano di Robbie


I
There was a lad was born in Kyle (1),
But whatna day o’ whatna style,
I doubt it’s hardly worth the while
To be sae nice wi’ Robin.
Chorus.
Robin was a rovin’ boy,
Rantin’, rovin’, rantin’, rovin’,
Robin was a rovin’ boy,
Rantin’, rovin’, Robin!
II
Our monarch’s hindmost year but ane(2)
Was five-and-twenty days begun,
‘Twas then a blast o’ Janwar’ win’
Blew hansel(3) in on Robin.
III
The gossip keekit(4) in his loof(5),
Quo’ scho(6), “Wha lives will see the proof,
This waly(7) boy will be nae coof(8):
I think we’ll ca’ him Robin.
IV
He’ll hae misfortunes great an’ sma’,
But aye(9) a heart aboon(10) them a’,
He’ll be a credit till us a’-
We’ll a’ be proud o’ Robin.”
V
“But sure as three times three mak nine,
I see by ilka(11) score and line,
This chap will dearly like our kin’,
So leeze(12) me on thee! Robin.”
VI
“Guid(13) faith,” quo’, scho, “I doubt you gar(14)
The bonie lasses lie aspar(15);
But twenty fauts (16) ye may hae waur(17)
So blessins on thee! Robin.” “
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
C’era un ragazzo nato a Kyle (1),
ma che giorno e che classe,
dubito che non  valga la pena
essere così buoni con Robin.
Ritornello
Robin era un ragazzo vagabondo
gioviale e vagabondo
Robin era un ragazzo vagabondo
gioviale e vagabondo
II
Il capodanno del nostro re
era iniziato da 25 giorni (2),
fu allora che una raffica del vento di Gennaio
soffiò sulla nascita (3) di Robin
III
La comare scrutò (4) il palmo e disse
“Chi vivrà vedrà la conferma che
questo ragazzo vigoroso non sarà uno zuccone: credo si chiamerà Robin.
IV
Avrà sfortune grandi e piccole
ma sempre un cuore soprattutto,
sarà un vanto per tutti noi:
saremo tutti orgogliosi di Robin.
V
Di certo, come tre per tre fa nove,
vedo da ogni linea e segno che
questo tipo sarà caro alla nostra gente,
così io ti elogio Robin
VI
In verità -disse- dubito che tu farai
le belle ragazze stare lontano,
ma venti difetti potrebbero essere anche peggio,
così ti benedico, Robin”
Burns' s Cottage - Samuel Bough 1876
Burns’ s Cottage – Samuel Bough 1876

La traduzione in inglese qui
NOTE
1) La casa dove nacque Robert Burns si trova a Alloway nel distretto di Kyle, contea di Ayr ed era stata costruita dal padre William Burness (tale era il nome della famiglia alle origini), una casetta di paglia ed argilla per una numerosa famiglia di piccoli mezzadri (ora Robert Burns Birthplace Museum)
2) hindmost year but one=25 gennaio 1759. Il forte vento che soffiò in quei giorni distrusse parte della casa, così la madre con il piccolino in braccio preferì sfidare la tempesta per rifugiarsi dal vicino.
3) hansel=birth-gift regalo di compleanno, nascita
4) keekit=peered – glanced. Si racconta che il padre, incontrò la donna mentre stava attraversando il fiume presso il guado, ma il fiume era in piena e la donna era in difficoltà, così il padre di Robert la aiutò e la portò a casa;  la donna in cambio della premura, fece una profezia sul bambino.
5) loof=palmo della mano.
6) said she
7) waly=sturdy
8) coof=fool – dolt
9) aye= always
10) aboon=above
11) ilka=every
12) leeze=commend; blessings on thee; I am fond of you
13) guid= good
14) gar= make
15) asprar= wide apart
16) fauts=faults
17) waur=worse

FONTI
http://sangstories.webs.com/therewasalad.htm
https://thesession.org/tunes/6927
http://www.darachweb.net/SongLyrics/ThereWasALad.html

WILD MOUNTAINSIDE

Per cominciare in sintonia con la stagione e  il primo brano che propongo è WILD  MOUNTAINSIDE.

Questo brano si trova nel Cd del 2003 di Eddi Reader che la cantantLe canzoni di Robert Burnse  scozzese ha eseguito sui canti di Robert Burns. Così a prima vista potrebbe sembrare un tradizionale scozzese con testo scritto da Robert Burns (1759-1796) … e invece no!

E’ stato scritto (o quantomeno depositato come copyright) nel 2001 dal chitarrista John Douglas e cantato da Francis Reader, (guarda un po’ il fratello di Eddi!) – i due insieme hanno fondato  negli anni ’80 un gruppo pop di scuola scozzese dal nome improbabile di  “The trash can sinatras” abbreviato in Trashcan Sinatras.

La stessa Eddi scrive nelle note  di copertina di aver incluso il brano nel Cd dedicato al “Bardo della  Scozia” per dimostrare come la poesia sia ancora viva e vegeta dopo Burns.
“Attraverso  i secoli ancora soffia l’ispirazione sui figli e figlie della costa  occidentale della Scozia”

“This song was written  by John Richard Douglas of Irvine, Ayrshire. John  plays and writes in the band The Trashcan Sinatras.  I wanted to include this song because I wanted to show how poetry is alive  and well in Burns country. Through the centuries it still breaths its way out  of the sons and daughters of the west coast of Scotland. Also its a  homecoming song. I found an appreciation of Burns along with my way home to  Scotland.” (tratto da qui)

Il canto ricorda il ritorno alla propria terra (la Scozia) descritta  nella sua bellezza selvaggia e incontaminata…Vi rimando perciò all’ascolto della versione dei Trashcan Sinatras in un video sulla band mentre lo suona

ASCOLTA Trashcan sinatras

ASCOLTA Eddi Reader strepitosa voce classe 59- Wild mountainside (live con arrangiamento per chitarra e organetto)

ASCOLTA Eddi Reader : l’audio è tratto dal Cd di Eddi Readers – Sing the songs of Robert Burns– 2003 con bellissime immagini della Scozia e di Gerry Butler (la voce in sottofondo declama i versi di “My love is a red, red rose” di Robert Burns)

 


I
Beauty is within grasp
Hear the island’s call
The last mile is upon us
I’ll carry you if you fall
I know the armour’s heavy now
I know the heart inside
It’s beautiful just over
The wild mountainside
II
Snow is falling all around
Out of clear blue sky
Crow is flying high over
You and I are going to wander
High up where the air is rare
Wild horses ride
It’s beautiful, just over
The wild mountainside.
III
Wild and free we roam
Only a mile to go
Beauty is within grasp
Hear the highland’s call
The last mile is upon us
I’ll carry you if you fall
I know the armour’s heavy now
I know the heart inside
It’s beautiful just over
The wild mountainside
It’s beautiful just roaming
The wild mountainside
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
La bellezza è a portata di mano
ascolta il richiamo dell’isola,
l’ultimo miglio per arrivare
e se cadrai ti sorreggerò;
sento il peso dell’armatura adesso
so leggere dentro al cuore,
la bellezza è appena oltre
al fianco brullo della montagna.
II
La neve cade sopra ogni cosa
dal limpido cielo azzurro,
il corvo vola in alto
tu ed io camminiamo, su in alto fino a dove l’aria è rarefatta
e corrono selvaggi i cavalli,
la bellezza è appena oltre
al fianco brullo della montagna.
III
Camminiamo eccitati e liberi
manca solo un miglio.
La bellezza è a portata di mano
ascolta il richiamo delle Highlands
l’ultimo miglio per arrivare
e se cadrai ti sorreggerò;
sento il peso dell’armatura adesso,
so leggere dentro al cuore
la bellezza è appena oltre
la brulla montagna.
E’ bello vagabondare
sulla brulla montagna.

FONTI
http://www.eddireader.net/tracks/erWM.htm