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SPANISH LADY OR DUBLIN CITY

Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady
Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady

“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
Il titolo “La Dama Spagnuola” è da non confondere con “Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“.

Come sempre per le canzoni così popolari e antiche le versioni sono tantissime ma la melodia resta sostanzialmente la stessa:
ASCOLTA Dave Swarbrick con Martin Carthy & Diz Disley (in “Rags, Reels & Airs” 1967) in uno stupefacente arrangiamento in cui il violino sembra che parli e rida

PRIMA VERSIONE: DUBLIN CITY

La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!

LA TRAMA
Un irlandese, ormai vecchio, ricorda le poche occasioni che ebbe in gioventù di vedere una donna spagnola; così sensazionale fu l’incontro fortuito con la bella, che poche immagini di lei sbirciate da una finestra o dalle sbarre di una cancellata (lei che si lava i piedi, si pettina i capelli, che va a caccia di farfalle), furono così conturbanti da farlo ardere dalla passione; possiamo comprendere il suo turbamento se teniamo conto che, nell’immaginario maschile del tempo, la donna spagnola incarnava l’ideale di donna dalla bellezza esotica e passionale.

Una versione “standard” è quella dei Dubliners che la diffusero negli anni 60.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The Kilkennys (live)

ASCOLTA Gaelic Storm (strofe I, II, IV, V)

I tre momenti in cui il protagonista incontra la misteriosa donna spagnola corrispondono a tre fasi dell’età maschile ovvero a tre momenti del giorno: l’inizio del nuovo giorno, il mattino e il tramonto.

Chorus 
Whack for the toora loora laddy
Whack for the toora loora lay
I
As I went down through Dublin City
At the hour of twelve at night
Who should I see but the Spanish lady
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them, over a fire of amber coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul
II
As I went back through Dublin City
At the hour of half past eight
Who should I spy but the Spanish lady
Brushing her hair outside the gate
First she brushed it, then she combed it
On her hand was a silver comb
In all my life I ne’er did see
A maid so fair since I did roam
III
I stopped to look but the Watchman (3) passed,
He said “Young fellah, now the night is late
Along with ye home or I will wrestle you
Straight back through the Bridewell gate(2)”
I threw a kiss to the Spanish lady
Hot as a fire of angry coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul.
IV
As I came back through Dublin City
As the sun began to set
Who should I spy but the Spanish lady
Catching a moth in a golden net
When she saw me, then she fled me
Lifting her petticoat over her knee
In all my life I ne’er did see
A maid so shy as the Spanish Lady.
V
I’ve wandered north and I’ve wandered south through Stonybatter(4) and Patrick’s Close(5), up and around the Gloucester Diamond (6)and back by Napper Tandy’s house(7).
Old age has laid her hand on me
Cold as a fire of ashy coals
But where o where is the Spanish Lady,
Neat and sweet about the soul?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
senza senso
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
II
Quando ritornai a Dublino
alle otto e mezzo (di mattino)
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
che si spazzolava i capelli fuori dal cancello? Prima li spazzolava, poi li pettinava, tenendo nella mano un   pettine d’argento, in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così bella
per quanto abbia mai viaggiato.
III
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato un bacio alla signora spagnola, caldo come un fuoco di  carbone rovente, in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito.
IV
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che catturava una falena in un retino d’oro?
Quando mi vide allora veloce scappò sollevando la veste fino al ginocchio, in tutta la mia vita non vidi mai più, una donzella così timida come la Dama Spagnola
V
Ho vagato per il Nord e per il Sud per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?

ASCOLTA Triona and Maighread ni Domhnaill in Idir An Dá Sholas, 2000 Il testo è abbastanza simile a quello standard, ma la melodia ha una cadenza diversa da quella con cui siamo soliti associare il brano


I
As I was walking through Dublin City
About the hour of twelve at night
It was there I saw a fair pretty female
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them
Over a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
Chorus(1):
She had twenty eighteen sixteen fourteen
Twelve ten eight six four two none
She had nineteen seventeen fifteen thirteen
Eleven nine seven five three and one
II
I stopped to look but the watchman passed
Says he, “Young fellow, now the night is late
And along with you home or I will wrestle you
Straight away to the Bridewell gate(2)
I got a look from the Spanish lady(3)
Hot as a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
III
As I walked back through Dublin City
As the dawn of day was o’er
Oh whom should I spy but the Spanish lady
When I was weary and footsore
She had a heart so filled with loving
And her love she longed to share
And in all my life I never did meet
A maid who had so much to spare
IV
I have wandered north and I’ve wandered south
By Stoneybatter(4) and Patrick’s Close(5)
And up and around by the Gloucester Diamond(6)
Back by Napper Tandy’s house(7)
Old age has laid her hand upon me
Cold as a fire of ashey coals
And gone is the lovely Spanish lady
Neat and sweet about the soles
V
‘Round and around goes the wheel of fortune
Where it rests now wearies me
Oh fair young maids are so deceiving
Sad experience teaches me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte,
fu là che vidi una della fanciulla
che si lavava i piedi a lume di candela. Prima li lavò e poi li asciugò
su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
Coro (1)
Aveva 20, 18, 16, 14
12, 10, 8, 4, 2 niente
aveva 19, 17, 15, 13
11, 9, 7, 5, 3 e 1
II
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò
e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato uno sguardo alla Dama Spagnola,
caldo come un fuoco di  carbone rovente,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito
III
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare,
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
quando ero stanco e con il male ai piedi
lei aveva un cuore pieno d’amore
e il suo amore desiderava condividerlo,
in tutta la mia vita non incontrai mai più, una donzella che aveva così tanto da prestare.
IV
Ho vagabondato per il Nord e per il Sud
per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?
V
Gira e rigira la ruota della fortuna,
dove si ferma ora sono stanco,
oh le belle donzelle sono così ingannevoli,
come l’amara esperienza m’insegna

NOTE
1) nel ritornello la donna conta i soldi che ha guadagnato o è uno sciocco conto alla rovescia
2) “The Richmond Pen” o “Richmond Gaol” era la prigione in cui venivano detenuti gli irlandesi ribelli a partire dal 1835 originariamente detta Remand Prison o Bridewell. Nel 1893 venne trasformata nella Wellington Barracks (poi rinominata Griffith e oggi sede del Griffith College)
3) La Dama Spagnola potrebbe essere anche una prostituta d’alto bordo mantenuta da un ricco amante che la faceva vivere in un bell’appartamento. La Signora evidentemente non era molto discreta.. così era sorvegliata da qualche non meglio precisato Watchman
4) Stonybatter (Bohernaglogh) è un quartiere di Dublino sulla riva Nord del fiume Lieffey
5) stradina nei pressi della cattedrale di San Patrizio
6) Gloucester Place e Gloucester Street erano il cuore del Monto, il quartiere a luci rosse di Dublino which comprised the area enclosed by Summerhill in the north, Talbot Street in the South, Marlborough Street to the west and Buckingham Street/Portland Row to the east(tratto da qui)
7) Napper Tandy fu un rivoluzionario irlandese del Settecento, uno dei fondatori dei “United Irishmen”, paladino del libero commercio e personaggio turbolento morto nel 1803 

SPANISH LADY: LA VERSIONE MALANDRINA

Una versione da “uomo di mondo” è quella in cui il nostro corteggiatore si spinge ben più in là della semplice sbirciatina!
Oltre alla notte galante il nostro “spaccone” deve anche difendersi in duello e così ammonisce i visitatori di Dublino: “Fate attenzione a non perdere la testa per le bellezze che si pettinano stando alla finestra.. potreste perdere la vita!”

ASCOLTA Christy Moore


I
As I went out by Dublin City at the hour of 12 at night
Who should I see but a Spanish lady washing her feet by candlelight
First she washed them then she dried them all by the fire of amber coal
In all my life I ne’er did see a maid so sweet about the soul
II
I asked her would she come out walking and went on till “the Grey cocks crew”
A coach I stopped then to instate her and we rode on till the sky was blue
Combes of amber in her hair were and her eyes knew every spell
In all my life I ne’re did see a woman I could love so well
III
But when I came to where I found her and set her down from the halted coach
Who was there with his arms folded but the fearful swordsman Tiger Roche (8)
Blades were out ‘twas thrust and cut, never a man gave me more fright
Till I lay him dead on the floor where she stood holding the candlelight
IV
So if you go to Dublin City at the hour of twelve at night
Beware of the girls who sit in their windows combing their hair in the candlelight
I met one and we went walking, I thought that she would be my wife
When I came to where I found her, if it wasn’t for my sword I’d have lost my life.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino
a mezzanotte
chi vidi mai se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così amabile per lo spirito.
II
Le chiesi se voleva uscire per una passeggiata e andare fino al ” Grey cocks crew”
fermai una carrozza davanti a lei e noi girammo finchè il cielo divenne chiaro, pettini d’ambra nei capelli e i suoi occhi conoscevano ogni incantesimo,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donna che ho amato tanto.
III
Ma quando ritornammo nel punto in cui la trovai e la feci scendere dalla carrozza,
chi c’era con le braccia conserte se non Tiger Roche (8), il terribile spadaccino?
Le spade sguainate pronte e affilate, mai un uomo mi ha fatto più paura,
finchè lo lasciai morto sul pavimento dove lei stava in attesa con un candeliere.
IV
Così se andate a Dublino a mezzanotte, attenzione alle fanciulle che siedono alla finestra pettinandosi i capelli a lume di candela, ne incontrai una mentre stavo passeggiando e pensai che sarebbe stata mia moglie quando ritornai al punto in cui l’ebbi trovata, se non fosse stato per la mia spada, avrei perso la vita!

NOTE
tiger-roche8) Il dublinese David “Tiger” Roche era un affascinante avventuriero vissuto nel Settecento. Figlio di un gentiluomo, ufficiale a sedici anni, eroe delle Indian Wars, degradato con ignominia per furto, ripetutamente processato per omicidio, cronicamente indebitato, cacciatore di dote… Il prototipo di Barry Lyndon per intenderci.

La canzone è così popolare che la Dama Spagnola cambia  indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche a Belfast, Chester continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/thespanishlady.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796 http://thesession.org/tunes/1117
http://www.christymoore.com/lyrics/spanish-lady/

BLACK IS THE COLOUR

Una canzone d’amore dalla tradizione popolare dei Monti Appalachi esportata degli immigrati provenienti dalle Isole Britanniche (si ipotizza l’origine scozzese). Esistono varie versioni con il protagonista maschile e più raramente femminile e moltissime interpretazioni dei maggiori gruppi e solisti di area celtica (soprattutto irlandesi) e non.

La melodia diventata standard non è quella più antica bensì è stata composta tra il 1916 e il 1920 dal grande John Jacob Niles  (1892-1980). Così scrive lo stesso Niles “Black is The Color of My True Love’s Hair’…was composed between 1916 and 1921. I had come home from eastern Kentucky, singing this song to an entirely different tune–a tune not unlike the public-domain material employed even today. My father liked the lyrics, but thought the tune was downright terrible. So I wrote myself a new tune, ending it in a nice modal manner. My composition has since been ‘discovered’ by many an aspiring folk-singer.

Il brano ha un andamento ipnotico, dolce e sensuale nello stesso tempo e la maggior parte degli artisti che lo hanno interpretato hanno sottolineato questa caratteristica.
Pochi versi nella strofa iniziale riprendono ossessivamente la descrizione dell’amata(o) sembrano indicare che il protagonista sia separato dal suo amore e stia ricordandone il colore dei capelli, la delicatezza delle labbra, il sorriso radioso e le mani delicate, ma soprattutto la sua andatura: la terra stessa calpestata dall’amata(o) diventa fonte di gioia e amore. Presso il fiume Clyde la mancanza dell’amata(o) è tale da causare una profonda sofferenza, lacrime e lamenti portano alla decisione di scrivere una lettera. Purtroppo qui termina la canzone e niente più possiamo conoscere della storia.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

Paul Weller con la sua voce lievemente roca, gli arpeggi della chitarra e un violino un po’ zingaro

Christy Moore, pura seta che ti avvolge l’anima, un sussurro vellutato sostenuto dalla sola chitarra  (tra le tante versioni live)

Gaelic Storm in Tree 2001, una versione decisamente gypsy

Cara Dillon 

CHORUS
Now black is the colour of my true love’s hair
Her lips are like a rose so fair (some roses fair)
the sweetest smile and the gentlest hands
I love the ground whereon she stands
I
I love my love and well she knows
I love the ground whereon she goes
I wish (hope) the day – would soon (will one day) come
When she and I can be as one
II
I go to the Clyde for to mourn and weep
For satisfied I never can be
I write her letters just a few short lines
And suffer death ten thousand times
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Nero è il colore dei capelli del mio vero amore
Le sue labbra sono simili a una bellissima rosa
Ha il sorriso più dolce e le mani gentili
Amo il terreno su cui si posa.
I
Amo il mio amore e lui (lei) lo sa bene
Amo il terreno sul quale cammina
vorrei che presto venisse il giorno
in cui lui(lei) ed io saremo una cosa sola.
II
Sono andata(o) al fiume Clyde a piangere e singhiozzare,
perchè non potrò(1) mai essere contenta(o),
gli(le) scriverò delle lettere, solo qualche breve riga, e sarà come morire 10mila volte

NOTE
1) con il tempo al futuro la frase è più efficace

cascate-clyde
Le cascate del fiume Clyde – New Lanark, South Lanarkshire (Scozia)

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BlackIsColor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32248
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18179
http:[email protected]?SongID=666
http:[email protected]?SongID=665
http://saturdaychorale.com/2013/06/22/john-jacob-niles-18921980-black-is-the-color-of-my-true-loves-hair/

PRONTI PER IL PADDY DAY? THE LEPRECHAUN SONG

 

st_patricks_parade_2010_leprechaunAd aprire le sfilate nel San Patrick’s Day  l’immancabile maschera del Leprecauno, di verde vestito, prototipo del folletto bonaccione o dispettoso a seconda dell’umore. Il Leprecauno è il folletto per antonomasia nella tradizione irlandese, soggetto di innumerevoli racconti, leggende e canzoni, eccellente violinista (si dice che abbia insegnato a suonare il violino ai più grandi musicisti irlandesi e italiani); così come ama la musica e la danza, egli incarna anche i vizi del popolo irlandese: gran bevitore di birra e whisky, estimatore di tabacco e fumatore di pipa. continua

THE  LEPRECHAUN SONG

Esistono  diverse canzoni sui leprecauni,  per lo più canzoncine per  bambini, questo testo però è stato trascritto da Weston Patrick Joyce (1827-1914) avendolo sentito da un cantastorie di Limerick nel 1853 (come riportato in Herbert  Hughes Irish Country Songs, volume III) “When Dr. Joyce published his  collection of old Irish Airs in 1872 he was unable to remember more than one  line of the ballad to which this air had been sung both in Dublin and  Limerick and wrote the words here given.”

In rete però si  accredita il brano come una poesia del fratello minore Robert Dwyer Joyce (1830-1883).

ASCOLTA Alice castle live

Ho trovato anche una versione d’antan
ASCOLTA Willie Brady


I
In a shady nook, one moonlit night,
a  leprechaun I spied
with a scarlet cap and coat of green(1),
a cruisc’n by his side
‘Twas “tic, tac tic” his hammer went, upon a tiny shoe(2)
I laughed to think of a  purse of gold(3),
but the fairy was laughing too.

II
With tiptoe step and beating heart, softly I  drew nigh
there was mischief in his merry face,
a twinkle in his eye
he hammered and sang with his tiny voice,
and drank his mountain dew(4)
I laughed to think  he was caught at last, but the fairy was laughing too.
III
As quick as thought I seized the elf, “Your fairy purse!(5)” I cried
“The purse,” he said, “is in the hand of the lady by your side”.
I turned to look, the elf was gone, then what  was I to do?
I laughed to think what a fool I’d been, but the fairy was  laughing too.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nel  chiarore di una notte di luna
vidi un folletto,
aveva un cappellino scarlatto  ed una giacchetta verde,
una fiaschetta a tracolla,
“tap-tap,tap-tap” picchiettava il suo  martelletto su di una singola scarpa
ed io risi al pensiero della sua pentola  dell’oro,
ma anche il folletto se la rideva….
II
Con passo rapido e trattenendo il respiro mi avvicinai silenziosa,
c’era  malizia nel suo sguardo allegro, uno strano scintillio nei suoi occhi.  Picchiettava e cantava con la sua vocetta stridula
sorseggiando il suo liquore
ed io risi al pensiero che finalmente era nelle  mie mani,
ma anche il folletto se la rideva…
III
Veloce come il pensiero lo afferrai, “dammi la tua borsa(1)” gli gridai.
“La mia borsa?” Disse. “E’ nella mano di  quella signora lì, dietro a te”
mi girai, il  folletto era sparito e allora che cosa mi rimaneva da fare?
Risi pensando a  che ingenua ero stata. ma anche il folletto se la rideva…

NOTA
1) Nelle prime descrizioni degli autori ottocenteschi però, il suo look era quella del damerino, con tanto di giacca rossa, ad esempio Yeat nel suo”Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry“( in italiano “Racconti di fate e folletti dei contadini irlandesi”) così scrive “È in qualche modo un elegantone, vestito di una giacca rossa con sette file di bottoni, sette bottoni per fila, e porta un cappello a tricorno, e nelle regioni del nord-est, secondo McAnally, si dice che sia solito girare come una trottola sulla punta del cappello quando ne trova uno della misura adatta.”.
Come sia, cronache più recenti lo descrivono come un ometto alto meno di un metro, con una giacca a falde color verde smeraldo (o la sua versione più antica ossia la redingote, una giacca lunga fino al ginocchio con falde aperte posteriormente), che indossa un cappello a cilindro, un panciotto di lana, pantaloni alla zuava, calze al ginocchio, scarpe di pelle con fibbie d’argento.
2) di mestiere è ciabattino, cuce e ripara le scarpe delle fate: lo si può trovare seguendo il caratteristico suono prodotto dall’incessante martellio sul cuoio delle scarpe, perché altrimenti è quasi impossibile riuscire a vederlo, essendo molto piccolo ed amante dei luoghi solitari.
3) Curiosamente è anche il “tesoriere” del Reame Fatato, e custodisce l’oro delle Fate in un grande, vecchio pentolone. Se si riesce a catturare il leprecauno, egli in cambio della libertà potrebbe rivelare dove ha nascosto il tesoro, ma è quasi impossibile riuscire a superarlo in astuzia!
4) In Irlanda con mountain dew (letteralmente “rugiada di montagna”) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol.
La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama. continua
5) la borsa che il Leprecauno  porta a tracolla, contiene un unico scellino che ricompare subito dopo essere  stato speso. Per alcuni le borse sono due, una con il magico scellino,  l’altra è per la moneta d’oro che il leprecauno  usa in extremis, in cambio della sua libertà, ed è proprio questa moneta a  trasformarsi in foglia o sasso o guscio di lumaca nelle mani di un umano avido o disonesto.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/saint-patrick-day.html
http://ontanomagico.altervista.org/leprechaun.htm

MOUNTAIN DEW, IL WHISK(E)Y AL CHIARO DI LUNA


NEVER WEDD AN OLD MAN

maidenUna canzone umoristica scozzese, intitolata anche “Maids When You’re Young“, scoraggia le giovani donne  nello sposare uomini troppo anziani, e il suo canto, tra ironia e amarezza, è un monito per tutte.
La grande differenza d’età tre i due sposi era ancora una consuetudine fino alla metà del 1900: uomini anziani sposavano giovani ventenni, che svolgevano il ruolo di badanti ante litteram!

L’umorismo della canzone  scaturisce dal linguaggio allusivo ma mai esplicito e le parole più oscene  sono bippate come “faloorum” e “ding doorum”: dapprima la giovane donna è corteggiata dall’uomo più vecchio ed accetta di sposarlo, ma quando arriva il momento di andare a  letto scopre che l’uomo ahimè è impotente. Così appena il vecchio si addormenta la ragazza, per spegnere i  bollori, si getta nelle braccia di un giovane e virile amante.

Oggi la canzone  fa sorridere ma nell’Ottocento era considerata piuttosto piccante: la semplice allusione  al sesso era volgare ma il riferimento all’impotenza e all’adulterio doveva  risultare scandaloso! Nonostante tutto diventò una canzone popolare in  Scozia, Inghilterra, Irlanda  e in America. La prima  pubblicazione risale al 1869 in “Ancient   Scottish Songs, Heroic Ballads” di David Herd con il titolo “Scant of Love, Want of Love”.

Quando i Dubliners la  registrarono nel 1962 fu considerata troppo esplicitamente sessuale per le radio del servizio pubblico inglese .

ASCOLTA  The Dubliners (strofe 1-3-4-5-6-7)

ASCOLTA Mairi  Morrison & Alasdair Roberts in Urstan, 2012 (strofe 1-2-4-3) in  una versione più castigata. Il cd è stato commissionato dal Scotland’s Centre for Contemporary Arts come tributo alla musica e  cultura gaelica. Una collaborazione artistica che sprizza freschezza e creatività.


CHORUS
For he’s got no faloorum,
fadidle eye-oorum

He’s got no faloorum,
fadidle  all day
He’s got no faloorum,
he’s lost his ding doorum
so maids when you’re young,
never wed an old man

I
An old man  came courting me,
hey ding dooram day (1)
An old man came courting me,
me being Young(2)
An old man came courting me,
all for to  marry me(3)
Maids, when you’re young never wed an old man
II
When we sat down to tea,
hey doo me darrity
When we sat down to tea, me being young
When we sat down to tea, he started teasing me
Maids when you’re young never wed an old man
III
When we went to church,
hey ding dooram day
When we went to church,
me being young
When we went to church,
he left me in the lurch (4)
Maids when you’re young, never wed an old man
IV
When we went to bed,
hey ding doorum day
When we went to bed, me being young
When we went to bed,
he lay like he was dead (5)
Maids when you’re young never wed an old man
V
So I threw me leg  over him (6),
hey ding dorum da
I flung me leg over him, me being young
I flung me leg over him, damned nearly smothered him
Maids when you’re young never wed an old man.
VI
When he went to sleep,
hey ding doorum day
When he went to sleep, me being young
When he went to sleep, out of bed I did creep
Into the arms of a handsome young man
VII
And I found his faloorum,
fadidle eye-oorum
I found his faloorum,
fadidle all day
I found his faloorum, he got my ding doorum
So maids when you’re young never wed  an old man
VIII
I wish this old man would die,
hey-ding-a  doo-rum
I wish this old man would die, me being Young
I wish this old man would die, I’d make the  money fly
Girls, for your sake, never wed an old man
IX
A young man is my delight,
hey-ding-a  doo-rum
A young man is my delight, me being Young
A young man is my delight, he’ll kiss you day  and night
Maids, when you’re young, never wed an old  man
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Perché lui non è ” faloorum”,
fadidle eye-oorum
lui non è ” faloorum”,
fadidle  all day
lui non è ” faloorum”
lui ha perso il suo “ding doorum”
così ragazze, se siete giovani,
non sposate mai un vecchio!
I
Un vecchio mi corteggiava
hey ding dooram day
Un vecchio mi corteggiava ed io ero giovane,
Un vecchio mi corteggiava per sposarmi,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
II
Quando ci sedemmo per il te,
hey doo me darrity
Quando ci sedemmo per il te,
ed io ero giovane,
quando ci sedemmo per il te, lui cominciò a stuzzicarmi.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
III
Quando andammo in chiesa
hey ding dooram day
quando andammo in chiesa
ed io ero giovane,
quando andammo in chiesa,
mi ha piantato in asso,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
IV
Quando andammo a letto
hey ding doorum day
quando andammo a letto ed io ero giovane,
quando andammo a letto, rimase disteso come morto.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
V
Così mi sono messa cavalcioni (6),
hey ding dorum da
mi sono messa cavalcioni ed io ero giovane,
mi sono messa cavalcioni e maledizione per poco lo soffocavo.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
VI
Quando si addormentò
hey ding doorum day
quando si addormentò  ed io ero giovane,
quando si addormentò strisciai fuori dal letto
nelle braccia di un bel giovane!
VII
E ho trovato il suo ” faloorum”,
fadidle eye-oorum
ho trovato il suo ” faloorum”,
fadidle all day
ho trovato il suo ” faloorum ” e ha preso la mia “ding doorum”
così ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio!
VIII
Vorrei che il vecchio morisse,
hey-ding-a  doo-rum
vorrei che il vecchio morisse ed io ero giovane,
vorrei che il vecchio morisse, potrei spendere i soldi,
ragazze per il vostro bene, non sposate mai un vecchio!
IX
Un uomo giovane è la mia gioia,
hey-ding-a  doo-rum
un uomo giovane è la mia gioia ed io ero giovane,,
un uomo giovane è la mia gioia, lo bacerei notte e giorno,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio!

NOTE
1) oppure “Hey do a dority”
2) oppure Hey-do-a-day
3) oppure Fain wad he mairry me
4) in altre versioni è la donna ad andarsene ” I left him in the lurch”
5) oppure “he neither done nor said”, ma anche” he lays like a lump of lead”
6) letteralmente: ho buttato la mia gamba su di lui

FONTI
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/anoldmancamecourting.html
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/
never_wed_an_old_man_pmcnamara.htm

http://sangstories.webs.com/anauldmancamcourtin.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/m/maidswhe.html

WHEN I WAS SINGLE

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865Ancora per tutto l’Ottocento, l’unico obiettivo di una donna “rispettabile” era quello di essere moglie (e madre), le altre erano le” isteriche” o le “racchie”, destinate a diventare delle patetiche zitelle.

Per molti secoli la condizione della donna rimase immutata, dileggiata se non proprio disprezzata, perchè non riusciva a trovare uno “straccio” di marito a cui dedicare la propria esistenza (a lui, alla cura della casa e dei figli).

Così la donna era disposta a prendersi per marito un buono a nulla e a perdonargli ogni maltrattamento.

Esistono molte varianti delle strofe e la canzone “When I was single” è conosciuta anche con il titolo di “Still love him” o “Do you love an apple”: la donna confronta la sua condizione prima e dopo sposata e anche se nel ritornello dice che tutto va bene, nelle strofe le lamentele sono infinite! Così quel continuo ripetere “ still I love him!
I’ll forgive him!”  vuol significare esattamente l’opposto, ma per le convenzioni sociali lei resterà legata per sempre a suo marito! Una volta sposata la donna era in tutto e per tutto una schiava dell’uomo, doveva infatti compiacere il marito in ogni sua richiesta, e non solo: gli doveva essere devota, gli si doveva rivolgere con umiltà e naturalmente doveva accudirlo amorevolmente! (continua)

Eleanor Shanley & Geraldine King con il titolo STILL LOVE HIM


I
When I was single,
I wore a plaid shawl
Now that I`m married
I`ve nothing at all.
Chorus:
Ah, but still I love him!
I’ll forgive him!
I’ll go with him wherever he goes!
II
He came up our alley
and he whistled me out
But the tail of his shirt
from the trousers hung out (1)
III
He borrowed some money
to buy me a ring
Then he and the jeweler
went off on a fling.
IV
He bought me a handkerchief:
red, white, and blue
But before I could wear it,
he tore it in two.
V
There’s bread in the oven
and cheese on the shelf
If you want any more,
you can sing it yourself (2)
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Quando ero nubile
avevo uno scialle
ora da sposata
non ho neanche quello
Ritornello
Ma mi piace lo stesso,
lo perdono
e lo seguirò ovunque vada
II
E’ venuto nel vicolo
e mi fischiò per uscire
ma l’orlo della camicia
gli usciva dai pantaloni (1)
III
Chiese in prestito del denaro
per comprarmi l’anello
e lui e il gioielliere
andarono a donne
IV
Mi diede un fazzoletto
rosso, bianco e blu
ma prima che lo potessi indossare
me lo strappò nel mezzo
V
C’è il pane nel forno
e il formaggio è sulla mensola,
se ne vuoi ancora
puoi continuare a cantare da solo (2)

NOTE
1) se indossare la camicia fuori dai pantaloni oggi può essere considerato trendy o casual  è un vezzo che non viene perdonato agli over 25 (se non si è in vacanza alle Hawaii) così oggi come allora è un look da ragazzacci
2) sono io che sono maliziosa o la frase ha un doppio senso?

The Bothy Band
con il titolo DO YOU LOVE AN APPLE


I
Do you love an apple,
do you love a pear,
Do you love a laddie
with curly brown hair?
Chorus:
still I love him
I can’t deny him
I’ll go with him wherever he goes
II
Before I got married
I wore a black shawl
But since I got married
I wear bugger all
III
He stood on the corner,
a fag in his mouth
His hands in his pockets,
he whistled me out
IV
He works at the pier
for nine bob a week
Come Saturday night he comes rolling home drunk
V
Before I got married
I’d sport and I’d play
But now, the cradle,
it gets in me way
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ti piace la mela,
ti piace la pera,
ti piace un ragazzo
dai capelli scuri e ricci?
Ritornello
Eppure lo amo
non posso negarlo
Lo seguirò ovunque vada
II
Prima di sposarmi
portavo uno scialle nero
Ora da sposata
non ho un fottuto niente
III
Stava all’angolo,
una cicca in bocca
le mani in tasca,
e mi fischiava dietro
IV
Lavora al porto
per 9 scellini a settimana,
viene sabato sera e ritorna a casa barcollando come un ubriaco
V
Prima di sposarmi
avevo un’attività e mi divertivo
ma ora, la culla
è fatta per me

La canzoncina è cantata con molto brio e irish humor dai Clancy Brothers  che  prendono in giro la donna che ha conquistato il marito  e se lo deve sopportare.

WHEN I WAS SINGLE
I
When I was single,
I wore a plaid shawl
now that I’m married,
I’ve nothing at all.
Chorus:
Ah, but still I love him!
I’ll forgive him!
I’ll go with him wherever he goes!
II
He came up our alley
and he whistled me out,
But the tail of his shirt from his trousers hung out
III
.He gave me a handkerchief:
red, white, and blue,
But before I could wear it,
he tore it in two.
IV
He brought me to an ale-house
and he bought me some stout
But before I could drink it,
he ordered me out.
V
He borrowed some money
to buy me a ring
Then he and the jeweler
went off on a fling.
VI
There’s cakes in the oven,
there’s cheese on the shelf
If you want any more,
you can sing it yourself.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Quando ero nubile
avevo uno scialle
ora da sposata
non ho neanche quello
Ritornello
Ma mi piace lo stesso
lo perdono

Lo seguirò ovunque vada
II
E’ venuto nel vicolo
e mi fischiò per uscire
ma l’orlo della camicia
gli usciva dai pantaloni
III
Mi diede un fazzoletto
rosso, bianco  e blu,
ma prima che lo potessi usare
me lo strappò nel mezzo
IV
Mi portò in una birreria
e ordinò della birra forte,
ma prima che la potessi bere
mi mandò fuori
V
Chiese in prestito del denaro
per comprarmi l’anello,
poi lui e il gioielliere
se ne andarono a donne
VI
C’è il pane nel forno
e il formaggio è sulla mensola,
se ne vuoi ancora
puoi continuare a cantare da solo

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/stillilovehim.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5623

GLOOMY WINTER’S NOW AWA’

L’autore del brano è Robert Tannahill (1774 – 1810), poeta e musicista contemporaneo di Robert Burns, che non divenne però altrettanto famoso rispetto al Bardo di Scozia, anche perché distrusse gran parte della sua produzione prima di suicidarsi, nel 1810. (per la scheda continua).
Il brano è datato 1808, la melodia è un’aria scozzese molto antica, arrangiata dall’amico R.A. Smith e potrebbe proprio essere la melodia composta da Alexander Campbell nel 1783, detta Lord Balgonie’s Favorite più tardi rinominata anche Come My Bride, Haste, Haste Away.

ASCOLTA The Virginia Company



Il brano si trova talvolta nelle compilation celtiche di Natale, forse per quel “Gloomy winter” del titolo che richiama la stagione invernale, però il mese descritto non è quello di dicembre, siamo piuttosto al crepuscolo dell’Inverno, che sta per andarsene e far posto alla primavera e i suoi primi timidi segnali: i bulbi selvatici che fioriscono, le acque che scorrono per il disgelo, le belle giornate di sole. E il poeta nei versi finali conclude:
Joy to me they canna’ bring,
unless wi’ thee, my dearie, O.
(traduzione italiano: ma gioia non potranno portarmi,
a meno che io non sia con voi, mia cara)
La cara a cui la poesia s’ispira è Miss Elizabeth Wilson all’epoca diciottenne e il luogo descritto è l’attuale  Gleniffer Braes Country Park che non ha perso il suo fascino di natura selvaggia e incontaminata (una carrellata d’immagini scattate proprio in primavera qui)

La poesia descrive un paesaggio incantato che si dischiude sotto l’occhio del poeta, mentre la natura si risveglia sotto le carezze dorate di un sole rinvigorito.

Nel dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema un tappeto di campanelle tingono di blu il sottobosco

ASCOLTA Tannahill Weavers, in  “The Old Woman’s Dance” 1978, versione melanconica, ipnotica, quasi sussurrata, un arrangiamento fatato con le basse e lamentose note del flauto traverso. Nelle note di copertina è scritto “Note dripping icicle noises and delicately coughing blackbirds” (=lo sgocciolare delle trine di ghiaccio e il delicato tossire dei merli.)
ASCOLTA versione live del 2011 dei Tannahill Weavers

ASCOLTA Dougie MacLean.

ASCOLTA The Birkin Tree


I
Gloomy winter’s now awa’,
Saft the westlan’ breezes blaw,
‘Mang the birks o’ Stanley shaw (1)
The mavis sings fu’ cheery, O;
II
Sweet the crawflower’s early bell(2)
Decks Gleniffer(3)’s dewy (4) dell,
Blooming like thy bonnie sel’,
My young, my artless deary, O
III
Come, my lassie, let us stray
O’er Glenkilloch’s(5)sunny brae,
Blithely spend the gowden day
‘Midst joys that never weary, O
IV
Towering o’er the Newton Woods(6),
Lav’rocks (7) fan the snaw-white clouds,
Siller saughs, wi’ downy buds,
Adorn the banks sae briery, O;
V
Round the sylvan fairy nooks,
Feathery breckans fringe the rocks,
‘Neath the brae the burnie (8) jouks,
And ilka thing is cheery, O;
VI
Trees may bud, and birds may sing
Flowers may bloom, and verdure spring,
Joy to me they canna’ bring,
Unless wi’ thee, my dearie, O.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’inverno tetro ora si allontana
leggeri soffiano i venti dell’ovest
tra le betulle del boschetto di Stanley (1) il tordo canta così allegramente O.
II
Dolci le prime campanelle(2)
ricoprono la rigogliosa(4) valle di Gleniffer (3) fiorendo come la mia bella,  giovane, cara spensierata O.
III
Vieni, ragazza, camminiamo
sulla soleggiata collina di Glenkilloch(5), allegramente passiamo il giorno dorato con rinnovata gioia O.
IV
In alto sopra i boschi di Newton(6)
le allodole (7) ammirano le nuvole bianco-neve, cespugli di salici con le gemme lanuginose, adornano le rive così spinose O.
V
Tra i nascondigli delle fate silvestri,
le felci piumate orlano le rocce,
dal pendio il ruscello (8) si tuffa
e tutto è allegria O.
VI
Gli alberi germoglieranno, gli uccelli canteranno, i fiori sbocceranno e verrà primavera,
ma gioia non potranno portarmi a meno che io non sia con voi, mia cara O

NOTE
1) Stanley Castle circondato dalle colline e in una polla d’acqua, oggi restano solo le vestigia di una torre.
La foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. to Sir Robert Danyelston in 1392. One of his two daughters and co-heiresses married Sir Robert Maxwell, laird of Calderwood, in the parish of East Kilbride, and these lands, along with others, were allocated to Lady Calderwood. In the middle of the 15th century, the Maxwell family built on the lands a strong baronial residence, a massive piece of masonry, 40 feet high, which became well known by the name of Stanely Castle. The Maxwells continued in possession of the estate for several generations, and John Maxwell, in 1629, with consent of his son John, sold the estate to Jean Hamilton, dowager of Robert, fourth Lord Ross. It has con¬tinued in the Ross-Boyle families till the present time. The roof was taken off in 1714, when the “auld castle’s turrets” and the inside of the building were exposed to the inclemency of the weather. Stanely Castle, so hoary and grey, is now surrounded with a fine sheet of water,—the Reservoir of the Paisley Water Works.” (tratto da qui)

2)  bluebell: il nome può indicare due diverse piante erbacee: il
Giacinto a campanelle o giacinto di Spagna ( Hyacinthus Non Scriptus) delle piccole campanelle di colore  blu-porpora simili ai mughetti che crescono nel sottobosco,  da non confondersi con il Ranunculus repens di colore giallo e sono fiori di campo aperto conosciuti con il nome di Buttercups. Ma anche la Campanula rotundifolia ovvero la campanula soldanella, pianta dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae. E’ comunemente detta Campanelle (Bluebell, o harebell) ed è il fiore nazionale ufficiale della Scozia; è il fiore per antonomasia delle fate o delle streghe, ma fiorisce in estate (da maggio) mentre il giacinto a campanelle fiorisce già ad aprile .
3) Oggi la collina di Glennifer è compresa in un parco, the Robertson Country Park, formato da zone boschive e dalla brughiera, sul crinale si gode la vista panoramica di Paisley e della valle del Clyde.
4) dew letteralmente rugiadosa, bagnata dalla rugiada, a tradurla con un termine di allora sarebbe “rorida”, ma preferisco l’immagine figurata che denota freschezza giovanile, quindi “florida, rigogliosa”
5) Killoch Glen: il lato sud dell’antica Foresta di Paisley, ovvero il Fereneze Braes, bellissima vallata ricca di ruscelli.  “This picturesque and romantic ravine is situated on the southern slope of the Capellie range of hills, nearly opposite the town of Neilston. Both its banks are finely wooded with well-grown trees, and it has been celebrated in song as the early home of the crawflower, anemone, and primrose. The glen is a comparatively short one, and consists of two parts, the upper and the lower glens. The trap formation at the top of the upper glen which separates it from the hollow meadow-land beyond and to the west of it, bears evidence of having been worn down by the overflow of water, probably from a lake formed there by the ponded-back water of the Capellie burn that now flows past the old mill and under the bridge on the Capellie road. The upper reach of the glen is short but picturesque, and the descent from the trap which separates it from the lower glen is rapidly made by a series of broken rocks, and as the water plunges over them a succession of foaming white falls is produced, which, when the burn is in flow, have a grand appearance, especially when viewed from below. Tannahill and his friend Scadlock have both sung the praises of this truly delightful glen.” (tratto da qui)
6) Le località menzionate si trovano nel Centro della Scozia nei dintorni di Paisley e sono ancora luoghi ricchi di fascino.  “The lands of Newton, situated at a short distance to the north-west of Stanely Castle, are bounded on the west by the Ald Patrick burn ; on the north, by the road to Beith ; and on the east, by the Fulbar road. The eastern portion was covered with plantations, and several hundreds of the trees are still growing, reminding the present generation of Tannahill’s Newton Woods. These lands were acquired by Robert Alexander in 1670, and he and his descendants were the respected landlords for upwards of a hundred years. He was the ancestor and founder of the present Southbar and Ballochmyle families of Alexander ” (tratto da qui)
7) l’allodola è l’araldo della primavera,  un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni del nuovo sole, e già alle prime luci dell’alba continua
8)  la zona è ricca di ruscelli e spettacolari cascate, nel Parco sono dedicati al poeta laTannahill Walkway e il Tannahill Well

continua: a corollario http://terreceltiche.altervista.org/the-braes-o-gleniffer/

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%205.htm
http://sangstories.webs.com/gloomywintersnooawa.htm
http://bluebellstrilogy.com/blog/tag/fairies/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/102lyr8.htm
https://thesession.org/tunes/6271

THE WILD ROVER

wild-roverThe Wild Rover è una classica canzone da marinai, da cantare durante le colossali bevute nei pub. Le sue origini sono controverse, ma gli irlandesi Dubliners l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

Scrive Malcom Douglas su Mudcat “The Wild Rover as we know it today started out as an English broadside song of the early 19th (just possibly late 18th) century; this however was a re-write, much shortened, of an earlier song by Thomas Lanfiere. Lanfiere wrote a whole series of sermonising tavern or “goodfellows” songs in the latter part of the 17th century” (tratto da qui)
Il “sermone” in questione s’intitola “The Good Fellow’s Resolution; Or, The Bad Husband’s return from his Folly” come trascritto in Roxburghe Ballads (vol VI 1889).

UN RICHIAMO ALLA TEMPERANZA

Il brano ci consegna un’immagine un po’ stereotipata dello spirito irlandese gran bevitore e ricco di sarcasmo, ma un’altra lettura propende a voler credere ai buoni propositi che il ragazzo esprime nel finale e quindi a prendere la canzone come un richiamo alla temperanza, per la verità non seguito dagli ascoltatori che cantano la canzone sorseggiando svariati bicchieri di birra. In effetti il brano è immancabilmente eseguito negli spettacoli dal vivo nei pub irlandesi, con il ritornello da cantare con il coretto del pubblico.

Il protagonista passa le giornate al pub spendendo tutti i soldi in whisky e birra: perciò è sempre al verde. Il ragazzo descrive, con toni scherzosi, l’imbarazzante situazione di chiedere credito e di vederselo negare, così promette a se stesso di cambiare stile di vita, ma quando si trova ad avere qualche soldo in tasca, non riesce a rinunciare alle attenzioni della proprietaria del locale.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The High Kings


I
I’ve been a wild rover for many’s the year,
And I’ve spent all my money on whiskey and beer,
But now I’ve returned with gold in great store,
And I never will play the wild rover no more.
CHORUS
And it’s no, nay, never
No, nay(1), never, no more,
will I play the wild rover
No never, no more.
II
I went into an ale house(2) I used to frequent,
And I told the landlady(3) my money was spent.
I asked her for credit, but she answered me “Nay.
Such custom like yours
I could have any day.”
III
I took from my pocket ten sovereigns bright,
And the landlady’s eyes opened wide with delight,
She said, “I have whiskeys and wines of the best,
and I’ll take you upstairs, and I’ll show you the rest.”
IV
I’ll go home to my parents, confess what I’ve done,
And I’ll ask them to pardon their prodigal son.
And if they caress me as oft times before,
I never will play the wild rover no more (4)!
Tradotto da Cattia Salto
I
Sono stato un vagabondo donnaiolo per anni,
e ho speso tutti i miei soldi in whisky e birra,
ma ora che sono tornato con una palata di soldi,
non farò più il vagabondo, mai più.
RITORNELLO
E no, no, mai, no, no, mai,
non più  non farò più il vagabondo
No, mai, non più.
II
Entrai nella  birreria che ero solito frequentare,
e dissi alla padrona che avevo speso tutti i soldi,
le chiesi di farmi credito, ma lei mi rispose: “No, di clienti come te
ne posso trovare ogni  giorno”
III
Tirai fuori dalla tasca dieci sovrane luccicanti,
e gli occhi della padrona si spalancarono dalla gioia,
lei disse “Ho whiskey e vini
dei migliori,
ti riporto al piano di sopra,
e ti faccio vedere il resto.”
IV
Tornerò a casa dai miei genitori, confesserò quello che ho fatto,
e chiederò loro di perdonare il figliol prodigo,
e quando mi coccoleranno come ai vecchi tempi,
allora non mi verrà più voglia di fare il vagabondo (4)!

NOTE
1) nay: forma arcaica e colloquiale della negazione no
2) alehouse: letteralmente, “casa dei distillati”; si tratta di una antica forma dialettale, sinonimo di “pub”, “bar” o “birreria”
3) landlady: colloquiale per “padrona”, “proprietaria”
4) il ragazzo è certo che, tornando a casa dai suoi genitori, il loro affetto unito al perdono gli farà smettere di condurre uno stile di vita così sconsiderato: o è solo una promessa da marinaio?

La stessa situazione è ripresa anche in un canto in gaelico irlandese Níl sé ‘na lá.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31678
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thewildrover.html

NANCY WHISKY I CHANCED TO SMELL

La canzone “Nancy Whisky”, anche detta “Calton Weaver”, narra di un uomo che lascia il lavoro di tessitore per darsi al commercio ambulante; ben presto a Glasgow incontra  “Nancy Whisky” cioè la bottiglia di whisky; dopo sette anni di una vita dedita all’alcol,   ritorna a fare il tessitore a Calton (o si ripromette di tornare a lavorare) per convincere i suoi compagni a non rovinarsi con il bere.

La prima data di pubblicazione di questa canzone è il 1907,   come compare nella raccolta scozzese di Greig-Duncan Folk Song Collection   vol.3, # 603; molte sono però le varianti tramandate e riprodotte nelle   interpretazioni di un buon numero di artisti: in alcune versioni Calton è sostituita con la città di Dublino e la scrittura di whisky prende la e come il tradizionale irish whiskey.

ASCOLTA Gaelic Storm, la versione più gettonata ai nostri tempi, che inizia con un lungo reel strumentale e poi sviluppa la canzone con il solo ritmo incalzante e più veloce delle percussioni

ASCOLTA Ewan MacColl dall’Lp “Second Shift” 1958, per un sapore più d’antan, pare sia stato lo stesso MacColl ad abbinare l’attuale melodia al testo

Il ritornello che segue ogni strofa sembra esortare Nancy  a versare ancora del whisky da bere!:
Oh. whisky, whisky, Nancy whisky,
Whisky, whisky, Nancy, oh!

VERSIONE STANDARD
I
I’m a weaver, a Calton (1)  weaver
I’m a rash and a roving blade
I’ve got siller in my poaches(2),
I’ll gang(3) and follow the roving trade
II
As I cam’ in by Glesca(4) city,
Nancy Whisky I chanced to smell,
So I gaed(3) in, sat doon beside her,
Seven lang years I lo’ed her well
III
The mair(5) I kissed her the mair I lo’ed her,
The mair I kissed her the mair she smiled,
And I forgot my mither’s teaching,
Nancy soon had me beguiled.
IV(standard)
I woke up early in the morning,
To slake my drouth(6) it was my need,
I tried to rise but I wasna able,
For Nancy had me by the heid.
IV (Gaelic   storm)
Woke up  early in the mornin’,
lying half way off the bed.
I tried to rise but was not able
Nancy damn near knocked me dead
V
C’wa, landlady, whit’s the lawin'(7)?
Tell me whit there is to pay.”
“Fifteen shillings is the reckoning,
Pay me quickly and go away.”
VI
As I gaed oot by Glesca city,
Nancy Whisky I chanced to smell;
I gaed in drank four and sixpence,
A’t(8) was left was a crooked scale(98).
VII
I’ll gang back to the Calton weaving,
I’ll surely mak’ the shuttles fly;
For I’ll mak’ mair at the Calton weaving
Than ever I did in a roving way.
VIII
Come all ye weavers, Calton weavers,
A’ ye weavers where e’er ye be;
Beware of whisky, Nancy whisky,
She’ll ruin you as she ruined me.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono un tessitore, un tessitore di Calton (1), un giovanotto spericolato e vagabondo, ho fatto un po’ di grana (2)
e seguirò il commercio ambulante.
II
Mentre venivo a Glasgow, il Whisky di Nancy mi capitò di annusare,
così andai a sedermi accanto a lei, per sette lunghi anni molto l’amai.
III
Più la baciavo, più l’amavo,
più la baciavo, più lei sorrideva
e dimenticai gli insegnamenti di mia madre,
Nancy mi aveva sedotto subito.
IV (versione standard)
Mi svegliavo presto al mattino,
avevo bisogno di spegnere la mia  sete, cercavo di alzarmi ma non ci riuscivo, perchè Nancy mi teneva per la testa.
IV (versione Gaelic Storm)
Mi svegliavo presto al mattino,
stando mezzo fuori dal letto.
Cercavo di alzarmi ma non ci riuscivo,
Nancy maledettamente vicina mi stendeva morto.
V
“Allora, signora, quant’è il conto?
Mi dica quanto c’è da pagare”
“15 scellini è il conteggio,
pagatemi subito e andatevene”
VI
Mentre andavo via da Glasgow,
il Whisky di Nancy mi capitò di annusare, mi stavo ubriacando con quattro (scellini) e sei penny, tutto ciò che lasciai furono sei penny falsi.
VI
Ritornerò alla tessitura di Calton,
di certo farò volare quelle spolette,
perché farò più nella tessitura di Calton, di quando feci per il commercio ambulante
VIII
Così venite tutti voi tessitori di Calton,
venite voi tessitori ovunque voi siate,
attenzione al whiskey, al whisky di Nancy, lei vi rovinerà come ha rovinato me

NOTE:
(1) Calton, erroneamente  scritto come Carlton in alcuni testi, è un villaggio-comunità di tessitori inglobato a  Glasgow all’inizio del 20° secolo, noto per essere stato nel 1787, il luogo del primo  sciopero operaio,  e teatro di ulteriori proteste durante l’800. La  canzone però non accenna a questioni salariali o sociali.
(2) siller: silver, money letteralmente “ho soldi in tasca”
(3) gang – gaed: go
(4) Glesca: Glasgow
(5) mair: more
(6) drouth: thirst
(7) lawin: bill in an inn
(8) a’t: all that
(9) scale: sixpence

FONTI
Lo sciopero a Calton del 1787: il primo sciopero industriale di Glasgow contro la riduzione dei salari continua
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=125898

THE HILLS OF CONNEMARA

In Irlanda con mountain dew (letteralmente rugiada di montagna) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol. La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama.

Terra d’elezione del poitin è Connemara, un’area particolare della Contea di Galway nell’Ovest dell’Irlanda, in parte montagnosa, solitaria e ricca di fiumi, laghi e torbiere. Acqua indispensabile per la produzione del distillato, come pure la torba da bruciare per riscaldare l’alambicco (pot still), ma proprio i segnali di fumo che si innalzavano nei luoghi solitari erano l’indice, puntato nel cielo, che i poliziotti seguivano per scovare i distillatori abusivi. Così i giorni preferiti per la distillazione erano quelli ventosi o nuvolosi.

Per preparare il Póitín (dal nome dell’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile detta pot still) a fronte di una buona dose di esperienza e pazienza, ci vogliono pochi ingredienti e pochi strumenti, facilmente smantellabili al primo segno di pericolo: ed è proprio l’avvertimento contenuto nel ritornello ad esortare il moonshiner a sbaraccare il posto per scappare dai poliziotti.

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Nella canzone in stile tradizionale irlandese  “THE HILLS OF CONNEMARA” composta da Sean McCarthy (1923-1990) il poitin è chiamato eufemisticamente tè di montagna e i poliziotti, quando lo trovano, se lo bevono tutto! La canzone, spesso utilizzata come base dei karaoke nelle birrerie, è famosissima, tra le molte versioni ne propongo due:

ASCOLTA Gaelic Storm (si il gruppo del film Titanic), in una interpretazione super, inizia con un lungoa reel d’apertura e presenta alcune varianti testuali

ASCOLTA Noel Mc Loughlin più lenta, nella versione testuale più standard


CHORUS
Gather up the pots and the old tin cans
The mash, the corn, the barley and the bran
Run like the devil from the excise man
Keep the smoke from rising, Barney
II
Keep your eyes well peeled today
The tall, tall men (1) are on their way
Searching for the mountain tay
In the Hills of Connemara
III
A gallon for the butcher and a quart for John
And a bottle for poor old father Tom
Help the poor old dear along
In the Hills of Connemara
IV
Don’t swing to the left, don’t swing to the right
The excise men can dance all night (2)
Drinking up the tay till the broad daylight
In the Hills of Connemara
V
Now stand your ground, and don’t you fall
The excise men, they’re at the wall
Jesus Christ they’re drinkin’ it all (3)
In the Hills of Connemara
TRADUZIONE Cattia Salto
CORO
Raduna l’alambicco e i vecchi secchi,
il mosto, il grano, l’orzo e la crusca,
e scappa come il diavolo dalle guardie,
attento al fumo che sale, Barney.
I
Tieni gli occhi ben aperti oggi,
le guardie (1) sono in giro
a cercare il “tè di montagna”,
per le colline di Connemara.
II
Un gallone per il macellaio e un quartino per John
e una bottiglia per il povero vecchio Padre Tom,
da sempre aiuta il caro vecchietto
per le colline di Connemara.
III
Non dondolano a sinistra, non donsolano  a destra,
le guardie possono ballare tutta la notte
e bere il tè fino allo spuntar
del giorno,
sulle colline di Connemara.
IV
Ora stai saldo e non arrenderti,
le guardie sono alla porta,
Gesù Cristo tutto se lo bevono
sulle colline di Connemara

NOTE
(1) in altre versioni: the excise man
(2) in altre versioni: Swinging to the left, swinging to the right, The excise men will dance all night
(3) in altre versioni la frase dice “Stand your ground, it is too late, Glory be to Paddy, but they’re drinkin’ it straight” = in italiano: Stai saldo è troppo tardi, sia Benedetto San Patrizio, ma lo bevono liscio

MOUNTAIN DEW, IL WHISK(E)Y AL CHIARO DI LUNA

In Irlanda con mountain dew (letteralmente “rugiada di montagna”) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol.
La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama.

Una leggenda narra di come San Patrizio avendo finito il vino per celebrare l’eucarestia lo sostituisse con del distillato d’orzo, d’altra parte proprio al Santo si attribuisce la paternità del whiskey avendo portato l’alambicco in Irlanda dall’Oriente nel V sec: l’alambicco, all’epoca utilizzato per produrre i profumi, fu convertito dai monaci irlandesi in divina macchina per distillare l’Uisce Beathe (in gaelico “acqua di vita”).

Irish Poitin StillPer preparare il Póitín (dal nome dell’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile detta pot still) a fronte di una buona dose di esperienza e pazienza, ci vogliono pochi ingredienti e pochi strumenti, facilmente smantellabili al primo segno di pericolo. Gli ingredienti sono: orzo (ma anche patate o altri cereali), acqua pura di sorgente, lievito, zucchero grezzo o melassa (e/o frutta molto zuccherina) . Attualmente in Irlanda solo alcune distillerie hanno ottenuto la licenza per produrre il Poitin inglesizzato in Pothcheen o Putcheen con gradazione alcolica che parte dal 40% e arriva al 90%: quello di produzione casalinga può arrivare anche al 95% di grado alcolemico (la liberalizzazione risale al 1997).

Di sapore più floreale e fruttato rispetto al whiskey, anche con sentori di erba, le varianti nella lavorazione sono molteplici e segrete, tuttavia in rete ho trovato varie ricette sul sito di homedistiller.org, dal quale si stralciano le osservazioni dell’autore tradotte in breve: “Credo che il Poitin inizialmente fosse prodotto dal whiskey di malto d’orzo con la torba come fonte di calore. Poi per abbattere i costi (come nella prassi scozzese) si utilizzò il malto d’orzo o di altri cereali (frumento, avena, segale). Nelle ricette antiche è indicato l’uso di melassa e di zucchero integrale (una nota dice dal 1880). Oggi si usano orzo, zucchero, o anche barbabietola da zucchero. Immagino che si utilizzassero le patate non buone da mangiare. Una volta le patate erano alla base della dieta irlandese (nel 1845 il consumo pro capite era pari ai cinque kili giornalieri) e anche oggi giorno sono consumati annualmente 140 kg pro capite. Un acro di terra potrebbe sfamare una famiglia per un anno. Grandi fattorie coltivavano il grano utilizzato anche come moneta di scambio. Quindi la materia base del poitin è tutta una questione di convenienza e di economia. Dubito che le patate fossero utilizzate prima del 1900, l’epoca in cui divennero l’ingrediente principale della vodka in Estonia. Come per il moonshine americano e il samogon russo. L’alambicco irlandese e quello scozzese sono simili e hanno in pratica semplificato la forma dell’alambicco degli alchimisti. Una forma simile si trova anche negli U.S.A. probabilmente importato dagli emigranti celtici.”

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Terra d’elezione del poitin è Connemara, un’area particolare della Contea di Galway nell’Ovest dell’Irlanda, in parte montagnosa, solitaria e ricca di fiumi, laghi e torbiere. continua

RARE OLD MOUNTAIN DEW

Il testo di questa canzone irlandese è stato scritto nel 1882 da Edward Harrigan per  il dramma inglese “The Blackbird” la musica riprende una melodia  più antica dal nome “The Girl I Left Behind Me” nota anche come “Brighton Camp”.
In questa canzone si decanta la limpidezza di un ruscello (in un luogo segreto) da cui il nostro contadino prende l’acqua indispensabile per la produzione del distillato, ben felice che ci sia molta torba nei pressi per riscaldare l’alambicco, e ci dice, tutto contento:
By the smoke and the smell you can plainly tell
that there’s poitin brewin’, nearby
purtroppo  proprio  i segnali di fumo che si innalzavano nei luoghi solitari erano l’indice, puntato nel cielo, che i poliziotti seguivano per scovare i distillatori abusivi! Così   i giorni preferiti per la distillazione erano quelli ventosi o nuvolosi.

ELISIR DI LUNGA VITA

Al poitin si attribuiscono poteri di guarigione da tutti i mali (utilizzato più comunemente come digestivo o per la cura del raffreddore), è considerato più genericamente un elisir   contro l’invecchiamento, ma il suo scopo principale è quello di “deliziare il cuore” o più   poeticamente “bring a shock of joy  to the blood” ( in italiano: “dare una scossa di gioia al sangue”).

Numerosissimi gli interpreti della canzone a partire dai Dubliners
e l’altra versione che vi propongo è quella di Foster&Allen   (storico duo irlandese di musica folk), in uno scanzonato video in cui due allegri contadini, al posto del latte, bevono e producono il mountain dew!!


CHORUS
Hi the dithery al   the dal, dal the dal the dithery al, al the dal, dal dithery al dee (x2)
I
Let grasses grow and waters flow in a free and  easy way
Give me enough of the rare old stuff that’s made near Galway Bay
And policemen(1) all from Donegal, Sligo, and Leitrim too
We’ll give them the slip and we’ll take a sip of  the Real Old Mountain Dew.
II
At the foot of the hill there’s a neat little still where the smoke curls up to the sky
By the smoke and the smell you can plainly tell that there’s poitin brewin’, nearby.
For it fills the air with a perfume rare and betwixt both me and you
As home we stroll we can take a bowl or a bucket of Mountain Dew.
III
Now learned men as use the pen have writ the praises high
Of the rare poitin from Ireland green distilled from wheat and rye
Away with your pills, it’ll cure all ills, be ye Pagan, Christian, or Jew
So take off your coat and grease your throat with a Bucket of Mountain Dew.
TRADUZIONE di Cattia Salto
CORO
Hi the dithery al   the dal, dal the dal the dithery al, al the dal, dal dithery al dee
I
Che l’erba cresca e  i fiumi scorrano in modo lento e libero,
datemi solo quella roba vecchia e rara che si fa vicino alla Baia di Galway
e a tutti i  poliziotti (1) dal Donegal, Sligo e anche Leitrim,
gli daremo il  benservito e prenderemo un sorso della rara e vecchia “Rugiada di Montagna”.
II
Ai piedi della collina c’è un ruscelletto limpido, dove il fumo si arriccia verso il  cielo,
dando un’annusata al fumo si  può chiaramente dire che c’è il poitin in preparazione nelle vicinanze.
Perché riempie  l’aria con un profumo raro e tra te e me mentre camminiamo verso casa ci possiamo prendere una boccia o un secchio di  “Rugiada di Montagna”.
III
Ora giacchè gli uomini saggi usano la penna, scrivendo alte lodi del raro poitin dalla verde Irlanda, distillato dall’orzo e dalla segale,
buttate via le vostre pillole, (il poitin) cura tutti i mali, che siate pagani, cristiani o ebrei; così prendete il vostro giaccone e bagnatevi la gola con un  secchio di “Rugiada di Montagna”.

NOTE
1) in alcune varianti la parola  “poliziotti” è sostituita con “gougers” termine dialettale irlandese che indica  dei compagni di bevute “tosti”

FONTI
http://homedistiller.org/grain/wash-grain2/poitin
http://ontanomagico.altervista.org/mountain-dew.htm