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WHEN YOU FELL IN THE FOGGY DEW

Canto patriottico per eccellenza ovvero rebel song che testimonia la Rivolta di Pasqua del 1916 (vedere anche Erin go bragh)

Il testo è stato scritto da Charles O’Neil nel 1919, in occasione del giorno d’insediamento del nuovo parlamento irlandese a Dublino per commemorare i primi passi dell’Isola verso l’indipendenza (l’ultima strofa però è stata aggiunta successivamente): meglio morire sotto il cielo di Dublino piuttosto che combattere sotto il comando degli inglesi o per una causa sbagliata. La melodia è quella di The Moorlough shore.

ASCOLTA Sinead O’Connor & Chieftains (strofe da I a III e V)

ASCOLTA The Wolfe Tones con le cinque strofe canoniche


I
As down the glen
one Easter morn
To a city fair(1) rode I
Their armed lines of marching men
In squadrons passed me by
No pipe did hum
and no battle drum
Did sound its loud tattoo
But the Angelus Bell o’er the Liffy(2) swell Rang out in the foggy dew
II
Right proudly high in Dublin town
Hung they out a flag of war
‘Twas better to die
‘neath an Irish sky
Than at Suvla or Sud-el-bar (3)
And from the plains of Royal Meath
Strong men came hurrying through
While Britania’s huns
with their long-range guns
Sailed in though the foggy dew
III
The bravest fell and the requiem bell
Rang mournfully and clear
For those who died that Eastertide
In the springing of the year
And the world did gaze in deep amaze
On those fearless men but few
Who bore the fight that Freedom’s light
Might shine though the foggy dew
 IV
‘Twas   England bade our Wild Geese(4) go
That small nations might be free
But their lonely graves are by Suvla’s waves
At the fringe of the great North Sea
Oh had they died by Pearse’s side(5)
Or fought with Chatal Brugha(6)
Then their graves we’d keep (7) where the Fenians (8) sleep
‘Neath the hills of the foggy dew
V (NON DI O’NEIL)
Back through the glen I rode again
And my heart with grief was sore
For I parted then with valiant men
Whom I ne’er shall see more
But to and fro in my dreams I go
And I kneel and pray for you
For slavery fled oh glorius dead
When you fell in the foggy dew
TRADUZIONE ed. musicali Rodaviva
I
Una mattina di Pasqua
attraversavo una valle
a cavallo verso una bella città (1),
mi passarono davanti marciando
file di uomini armati.
La zampogna non suonò
il tamburello non rullò.
Si sentì solo la campana dell’Angelus
suonare e di lontano lo scorrere
del fiume(2) nella nebbia di quel mattino.
II
Innalzarono fieramente la bandiera
della battaglia sopra Dublino.
Sarebbe stato meglio
morire sotto il cielo irlandese
piuttosto che combattere con inglesi a Sulva o a Sud-el-Bar(3). Dalle pianure di Royal Meath arrivarono correndo altri uomini forti, mentre con i cannoni arrivarono gli inglesi invasori sulle loro navi nella nebbia di quel mattino.
III
I più coraggiosi caddero
e nel silenzio le campane
suonarono tristemente il requiem per coloro che morirono in quella Pasqua di primavera.
Il mondo guardò con grande stupore
quei pochi uomini coraggiosi
che sostennero la lotta perché la luce della libertà risplendesse nella nebbia di quel mattino.
[IV
Se l’Inghilterra  avesse lasciato fare alle nostre Oche Selvatiche(4), quelle piccole nazioni  avrebbero potuto essere libere.
Ma le loro tombe solitarie stanno ora nelle acque del Sulva o sulle rive del gran Mare del Nord.
Oh, fossero morti al fianco di Pearse(5)
o avessero combattuto con Cathal Brugha(6)! Allora si serberebbero i loro nomi(7) dove dormono i Feniani (8), sotto le colline fra la nebbia dell’aurora]*
V
Tornai in quella valle cavalcando
e il mio cuore pianse di dolore,
perché avevo lasciato uomini valorosi
che non avrei mai più visto.
Ma quando il mio pensiero torna a voi m’inginocchio e prego,
perché la schiavitù è fuggita quando voi,
o morti gloriosi,
siete caduti nella nebbia di quel mattino.

NOTE *integrazione traduzione di Cattia Salto
1) Dublino
2) il Liffey è il fiume che attraversa Dublino
3) nella I Guerra Mondiale
4) Oche selvatiche   sono i soldati irlandesi che emigrarono per prestare servizio negli eserciti   continentali dal sedicesimo al diciottesimo secolo; nello specifico si   riferisce ai soldati giacobiti che lasciarono l’Irlanda per poter continuare   a prestare servizio nella Brigata irlandese di Giacomo II (ottobre 1691)
5) Pádraig (Patrick) Pearse  (18791916), è stato un poeta irlandese, teorico della rinascita dell’identità gaelica.  A diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
6) Cathal Brugha (1874 – 1922) uomo politico irlandese,  attivo nell’insurrezione di Pasqua
7) l’autore si rammarica che i tanti soldati irlandesi morti nella I Guerra Mondiale nell’esercito inglese non abbiano potuto combattere gloriosamente per l’Irlanda, allora i loro nomi sarebbero stati ancora ricordati come eroi invece di andare dispersi
8) Fenians ovvero la Fenian Brotherhood  fondata da James Stephens nel 1858 a Dublino per la creazione di una repubblica irlandese indipendente dal Regno Unito. I Feniani   presero il nome dai Fianna ovvero i mitici guerrieri guidati da Fionn Mac Cumhail. Si fa riferimento agli antichi luoghi di sepoltura di questi mitici eroi ossia le tombe a tumulo.

ASCOLTA Alberto Cesa con i Cantovivo

TRADUZIONE ITALIANO  ALBERTO CESA
I
Era il giorno di Pasqua e scendevo giù –sulla strada per la mia città – quando vidi protetti dalla bruma del mattino – mille uomini marciare.
E nell’aria non c’eran cornamuse e tamburi solo i passi che battevan la sterpaglia, – mentre al colle di Liffey la campana suonava – come il tuono che attraversa la battaglia.
II
Con orgoglio scoprii che a sfidare il destino – sventolavan le bandiere della guerra: – era meglio crepare sotto il cielo di Dublino – che   regalare il cuore all’Inghilterra. – Dalle verdi pianure di Royal Meath – ogni uomo lasciava la dimora – mentre i barbari inglesi con i loro fucili – salpavan fra le nebbie dell’aurora.
III
Ma i più forti morirono e la campana suonò –il canto   triste della terra violentata – mentre il vento tagliava il dolore nuovo e antico – come una folle, tremenda sciabolata.
Ed il mondo pensava quanto fossero strani – questi uomini liberi e leali – che morivan “soltanto” per riaccendere ancora la libertà nella nebbia dell’aurora.

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1929

YE BANKS AND BRAES

TITOLI: Ye Banks and Braes, Ye Flowery Banks, Bonie Doon

Una canzone d’amore sfortunato, ambientata in primavera, sulle rive del fiume Doon (Ayrshire), è la triste storia d’amore di una ragazza scozzese abbandonata dal suo falso innamorato dopo essere stata sedotta. La storia si ispira ad un pettegolezzo locale sulla signorina Peggy Kennedy di Dalgarrock una bella e benestante fanciulla e un suo parente tale capitano McDoual di Logan.
“The subject of the song, Peggy Kennedy, was a niece of Mrs Gavin Hamilton, a born heiress to a considerable estate in Carrick, to which she ultimately succeeded. At the age of seventeen she was the betrothed bride of Captain Maxwell, the M.P. for Wigtownshire. However she had an affair with McDouall of Logan.” (in  “Robert Burns: the stories behind the songs” qui )
La versione è di Robert Burns, la musica è di James Millar ed è stata pubblicata  con il titolo di “The Caledonian Hunt’s Delight”(in “Second Collection” di Neil Gow 1788 ). La stessa melodia è trascritta con il titolo di “Lost is my quiet” in “Collection of English Songs” di Dale, 1780 ‑ 1794. Una seconda versione “Ye Flowery Banks o’ Bonie Doon” fu riscritta ancora da Burns nel 1791, ma pubblicata postuma in Reliques of Robert Burns (1808) sulla melodia “Cambdelmore”.

LA MELODIA
ASCOLTA Tony McManus arrangiamento per chitarra acustica e lezione

LE GIOIE CHE FURONO

Accanto alla felicità ridente della natura in fiore e degli uccelli in amore, l’infelicità della donna risalta con maggiore forza: ella dopo aver assaporato, con passione, i piaceri dell’amore e aver eufemisticamente “colto la rosa” con il suo innamorato, è stata lasciata con la spina, da intendersi nel doppio senso del dolore, ma anche della gravidanza indesiderata.
Nel ritornello la ripetizione departed joys, departed never to return [in italiano: gioie che furono – che non saranno più] c’è un misto di malinconia e di amarezza: con la verginità la donna ha perduto l’innocenza e la fiducia verso un mondo che non è quello che sembra!

Federico Andreotti (1847-1930)
Federico Andreotti (1847-1930)

In merito alla melodia è lo stesso Burns a scrivere al suo editore Thomson nel 1794: “Conosci la storia di quest’aria? E’ alquanto curiosa. Tanti anni fa, il Sig.Jas Miller scrittore della vostra città, si trovava in compagnia del nostro amico (l’organista Stephen) Clarke; e parlando di musica scozzese, Miller espresse l’ardente ambizione di riuscire a comporre un’aria scozzese. Il Sig. Clarke, in parte per scherzo, gli disse di suonare solo le note nere del clavicembalo e metterci un po’ di ritmo, e così avrebbe senza dubbio composto un’aria scozzese. Ciò che è certo è che in pochi giorni, il Sig. Miller produsse un’aria rudimentale, che il Sig. Clarke con qualche ritocco e correzione, trasformò nella melodia in questione
(il testo originale: “Do you know the history of the air? It is curious enough. A good many years ago, Mr. James Miller, writer in your good own (Edinburgh) … was in company with our good friend Clarke; and talking of Scottish music, Miller expressed an ardent ambition to be able to compose a Scots air. Mr. Clarke … told him to keep to the black keys of the harpsichord and preserve some kind of rhythm, and he would infallibly compose a Scots air. Certain it is, that, in a few days, Mr. Miller produced the rudiments of an air which Mr. Clarke, with some touches and corrections, fashioned into the tune in question…”)

ASCOLTA Madelaine Cave (una versione magica con sola voce, arpa e flauto, bellissime foto della natura. La voce e il flauto in alcuni punti modulano il gorgheggio dell’uccello di cui si parla nella canzone)

ASCOLTA Holly Tomas

Un brano che per la sua intensità emotiva è più adatto ad essere interpretato da una fanciulla, ma non mancano gli interpreti maschili
ASCOLTA Gary Cleghorn (nel video varie immagini in omaggio a Robert Burns)


I
Ye banks and braes o’ bonnie Doon,
How can ye bloom sae fresh and fair,
How can ye chant (2) little birds,
And I sae weary full o’ care!
II
Ye’ll break my heart ye warbling bird,
That wantons through the flowering thorn
Ye mind me o departed joys,
Departed never to return.
III
Oft ha’e I roved by bonnie Doon,
To see the rose and woodbine twine,
and ilka bird sang O’ its love,
And fondly sae did I o’ mine.
IV
Wi’ lightsome heart I stretch’d my hand,
And pu’d a rosebud from the tree;
And my false lover Stole my rose,
But ah! He (3) left the thorn in me
TRADUZIONE ITALIANO *
I
Voi rive e pendii del bel Doon (1),
come potete fiorire sì freschi e belli?
Come potete cantare (2), voi augelletti,
mentr’io son sì stanca e piena d’affanni?
II
Mi spezzerai il cuore, augel che gorgheggi,
saltellando fra lo spino in fiore:
tu mi ricordi gioie d’un tempo,
gioie che furono – che non saranno più!
III
Spesso ho vagato presso il bel Doon
per vedere la rosa e il caprifoglio intrecciarsi; ogni augello cantava del suo amore e teneramente cantavo anch’io del mio.
IV
Con cuore gaio colsi una rosa (3),
ricca di fragranza sulla pianta spinosa;
e il mio amor che m’ha tradita rubò la rosa, ma ahimè, lasciò a me la spina.

per la traduzione del testo in francese e bretone qui

e per la serie “non ci posso credere!” ecco la versione celtic-rock
ASCOLTA The Real Mckenzies


I
Ye banks and braes of bonnie doon,
How can ye bloom sae fresh and fair
How can ye chant ye tiny wee birds
And I sae weary and nae full o’ care.
Ye break me heart; ye birds that sing
That warble through the flowery thorn
Ye remind me of a departed joy
Departed forever tae never return
II
I’ve often roamed by bonnie Doon
To walk by the ocean, the wind and the sky
And like the birdees that sing o’ their love,
Sae fondly say did i of mine
With lightsome heart I spied a rose
So sweet and aglow on thorny tree
And my false love did steal that rose
And all she left me was but a thorn
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Voi rive e valli del bel Doon,
come potete fiorire così freschi e belli?
Come potete cantare (1), voi uccellini,
e io sono così stanco e preoccupato.
Mi spezzerai il cuore, uccello canterino
che gorgheggi fra lo spino in fiore:
tu mi ricordi le gioie svanite, svanite per sempre e non torneranno più!
II
Spesso ho vagato presso il bel Doon
per camminare il riva al mare, il vento e il cielo
e come gli uccelli che cantano del loro amore
così teneramente cantavo anch’io del mio.
Con cuore lieto colsi una rosa (3),
così profumata e  radiosa sulla pianta spinosa;
ma il mio amore rubò quella rosa
e lasciò a me la spina.

NOTE
*Traduzione italiana tratta da   “Poemetti e canzoni” curata e tradotta da Adele Biagi, 1953 G. C.   Sansoni – Editore – Firenze
1) il fiume Doon nasce dalle Gallow Hills nel cuore del Galloway Forest park al centro della contea di Dumfries e Galloway nella parte meridionale della Scozia, come dice la pubblicità ” Un incantevole paesaggio di limpidi laghetti, foreste che nascondono piccole cascate e brulle cime arrotondate formano il Galloway Forest Park, il più grande parco forestale della Gran Bretagna.” (qui)
2) chant nel suo duplice significato di canto e beffa
3) nelle versioni al maschile diventa un “she”, ma così si perdono tutte le sfumature sottese alla simbologia della rosa. Nelle ballate celtiche la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; l’allusione al fiore più intimo e segreto della donna. Sebbene un tempo le fanciulle fossero educate a preservarsi caste e pure fino al matrimonio, la loro stessa ingenuità le poteva far cadere facile preda dei mascalzoni, che con false promesse matrimoniali, le inducevano a concedere il loro “pegno d’amore”, la verginità. Così la spina è la gravidanza ricevuta in cambio! (vedi scheda). Così quando sento Paul McKenzie cantare “And all she left me was but a thorn” mi viene da ridere!

HIRVOUDOÙ

La canzone è stata tradotta in bretone da Rev. Augustin Conq (più noto con lo pseudonimo di “Paotr Tréouré”)  con il titolo “Hirvoudoù” [in italiano un lamento], e pubblicata nel 1933 da Henry Lemoine in “20 Breton songs arranged by G. Arnoux”. (vedi) Eccola classificata così come “chanson bretonne” o “Une complainte bretonne”, e interpretata tra gli altri anche da Alan Stivell quale tributo al grande bardo della Scozia (nell’album “Brian Boru” 1995). Infatti nella versione bretone il testo si adatta sia al femminile che al maschile, mentre la traduzione francese nella raccolta di Henry Lemoine propende per un lamento maschile.

ASCOLTA Tri Yann

I
Penaos oc’h-c’hwi ker kaer gwisket
Traonienn ha prad leun a vleunioù
Penaos e kanit, laboused,
Tre ma ‘maon-me o skuilh daeroù?
Ho kanaouennoù dudius
Va c’halon baour din a ranno
‘N ur gomz eus un amzer eürus
Ha ne deuio biken en-dro!
II
Da c’houloù-deiz ‘vel d’abardaez
Me ‘garje mont war ribl ar stêr
‘N ur vouskanañ va c’harantez
‘Vel an eostig, an alc’houeder
Dindan ar gwez, laouen bepred,
E kutuilhen bleunioù dispar ;
Siwazh, setu-me dilezet
Ha rannet holl gant ar glac’har!

TRADUZIONE FRANCESE (qui)
I
Pourquoi êtes-vous si bien parés, vallées et champs couverts de fleurs ; pourquoi chantez-vous, oiseaux, pednant que je verse des larmes ?
Vos chansons merveilleuses
me briseront le coeur,
en évoquant un temps heureux
qui ne reviendra jamais !
II
De l’aube jusqu’au soir,
j’aimerais aller au bord de la rivière,
en chantonnant mon amour,
comme font le roitelet ou l’alouette ; sous les arbres, toujours joyeux,
je cueillerais des fleurs sans pareilles. Hélas ! me voilà abandonné,
et tout brisé par le chagrin
TRADUZIONE ITALIANO
I
Perchè siete così ben adornati
valli e campi ricoperti di fiori
perché cantate uccellini
mentre io verso lacrime?
I vostri canti meravigliosi
mi spezzano il cuore
ed evocano un tempo felice
che non tornerà mai più
II
Dall’alba fino a sera
vorrei andare sulle rive del fiume
per cantare il mio amore
come fanno lo scricciolo e l’allodola
sotto gli alberi tutto il giorno felice, raccoglierei i fiori senza eguali.
Ahimè? Sono qui abbandonato
e distrutto dal dolore

FONTI
http://www.robertburns.plus.com/Stories2.htm
http://ontanomagico.altervista.org/rosa.htm
http://sangstories.webs.com/yebanksandbraes.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/636.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/fripon.htm
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/frame_par_recueil.htm

THE CURRAGH OF KILDARE: THE WINTER IT IS PAST

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna per essere stata abbandonata dal suo innamorato. Alcuni studiosi affermano che l’amato in questione era un bandito di strada tale Johnson impiccato nel 1750 per aver partecipato alla rapina nel Curragh di Kildare. Altre ipotesi sono che il ragazzo sia arruolato come soldato ed si trovi nel campo di addestramento di Kildare (un terreno utilizzato spesso per i raduni dell’esercito).
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, mentre quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788 (vedi). Gli studiosi ancora dibattono sull’origine irlandese o scozzese del brano.

PRIMA VERSIONE: WINTER’S GONE AND PAST

In questa versione apprendiamo che è primavera, gli uccellini cinguettano con il cuore traboccante di gioia mentre la donna che canta soffre le pene d’amore, solo andando a Kildare potrà avere notizie del suo amato. Il suo dolore è grande e non ha requie.

ASCOLTA Christy Moore

VERSIONE DI CHRISTY MOORE
I
The winter it has passed
And the summer’s come at last
and the birds they are singing in the trees,
their little hearts are glad
but mine is very sad
for my true love is far away from me.
II
The roses upon the briar
by the waters running clear
Bring joy to the linnet and the bee
their little hearts are blessed
But mine is not at rest
for my true love is far away from me
CHORUS
And straight I will repair
To the Curragh of Kildare (1)
For it’s there I’ll finds tidings of my dear
III
All you who are in love
Aye and cannot it remove
I pity the pain that you endure
For experience lets me know
That your hearts are full of woe
and the woe that no mortal can cure
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore che è lontano da me.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono benedetti
ma il mio non ha pace
per l’amore che è lontano da me.
CORO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare (1)
perché è là che troverò notizie del mio amore.
III
Tutti voi che siete innamorati
sì e non potete farne a meno
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) Curragh è un nome di origine gaelica Cuirreach che si traduce con “moor” ossia landa, brughiera. Il termine denota anche una barca di pescatori un po’ particolare originariamente ottenuta intrecciando dei vimini e rivestendola con delle pelli, che ricorda vagamente una canoa, ma con la prua rialzata e la poppa squadrata. Curragh è anche un nome maschile anche se desueto

IL CURRAGH DI KILDARE

the_curraghProbabilmente è il pascolo naturale più antico e più grande d’Europa (4870 ettari) una parte è attualmente utilizzata per l’addestramento dell’esercito irlandese, è diventata anche la località di una famoso ippodromo. Il luogo è ricco di siti archeologici.
Nell’Irlanda antica era sede delle riunioni di tutte le tribù celtiche del Regno di Leinster. Questi raduni erano occasioni di grande fiere, gare e festeggiamenti; il mitico eroe Fionn MacCumhall e i suoi guerrieri (i famosi Fianna) si esercitavano proprio qui, essendo una terra ricca di selvaggina.
La leggenda narra che nel 480 Santa Brigida chiese della terra al re supremo del Leinster, dove poter costruire il suo monastero; il re, deridendola, le concesse tanta terra quanta ne copriva il mantello, ma per miracolo il mantello della Santa si allargò fino al punto di occupare un bel po’ di terra, che prese il nome di  Pascolo di Santa Brigida (un’altra versione ancora più allucinata, riporta che nottetempo le suore avessero cucito insieme tutti i loro mantelli!?). In effetti a guardare il Curragh dall’alto (ad esempio con Panoramio) sembra proprio di vedere tanti pezzi di verde nelle varie gradazioni cuciti insieme a formare una enorme coperta!
La storia richiama le prodezze molto meno soprannaturali di un’altra donna mitica, Didone, regina di Cartagine, che fondò la città facendo ricorso ad un espediente analogo: Didone ottenne da re Iarba il permesso di stabilirsi prendendo tanto terreno quanto ne potesse contenere una pelle di bue; oh potere delle parole, tagliando in tante strisce sottili la pelle assegnata e mettendole in fila Didone riuscì a delimitare il vasto territorio della città di Cartagine!

THE CURRAGH OF KILDARE

Testo identico alla prima versione con melodie simili: sono aggiunte due righe in merito alla divisa verde che la donna (o l’uomo) indosserà per andare a Kildare.

ASCOLTA Ryan’s Fancy

ASCOLTA Emmett Spiceland

ASCOLTA Finbar&Eddie Furey 1968

Non mancano versioni un po’ più ritmante come quella della Oysterband (1994) e una versione intermedia come quella del gruppo Atlantis

ASCOLTA Atlantis – 2003

WINTER’S GONE AND PAST
I
The winter it is past
and the summer’s come at last,
and the (small) birds are singing in the trees;
And their little hearts are glad,
ah, but mine is very sad,
For my true love is far away from me.
CHORUS
And straight I will repair
to the curragh of Kildare,
For it’s there I’ll find tidings of my dear.
II
The roses on the briar
by the waters running clear,
They bring joy to the linnets and the bee;
And their little hearts are glad,
but mine is very sad(1) ,
For my true love is far away(2) from me.
III
A livery I will wear and I’ll comb back my hair,
And in velvet so green I will appear.
IV
I’ll wear a cap of black (3)
with some frills around my neck
Golden rings on my fingers I will wear
Oh yes, this I’ll undertake
for my own true lover’s sake
For he lives in the Curragh of Kildare
V(4)
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pain that you endure;
For experience lets me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can endure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore mio che è lontano da me.
RITORNELLO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
perché è là che troverò notizie del mio amore.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio non ha pace (1)
per l’amore mio che è lontano (2) da me.
III
Indosserò una divisa e pettinerò i capelli all’indietro
e in velluto verde mi mostrerò
IV
Indosserò  una cuffia nera(3)
con le trine attorno al collo
metterò anelli d’oro alle dita
o si , così mi impegnerò
per mettermi alla ricerca del mio innamorato
che vive nella Landa di  Kildare
V (4)
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) (can know no rest),
2) absent
cuffia-17003) la cuffietta in testa era un accessorio abbastanza comune portato dalle
donne per coprire i capelli, anche se era un capo indossato per lo più da domestiche e lavoratrici. Ecco una foggia tipica del 1700. In altre versioni il capo indossato diventa un “coat” ossia una giacchetta
4) un altro verso
My love is like the sun in the pleasant month of June,
That do always prove constant and true;
But his is like the moon that do wender up and down,
And in every month it is new.

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfmthreadid=11870&messages=12

SECONDA VERSIONE: THE IRISH LOVERS

I testi di The Irish Lovers e di The love-sick maid sono molto simili, si sviluppano su più strofe e la vicenda si delinea maggiormente: è il padre della donna, un ricco possidente, ad aver osteggiato la tresca tra i due innamorati. La donna decide (dopo essersi agghindata per bene) di andare a Kildare per avere notizie dell’amore lontano.

Mentre traducevo il testo mi sono fatta l’idea che Johnson fosse uno stalliere o un fantino, assunto dal ricco proprietario terriero per badare ai cavalli da corsa selezionati per gareggiare a Kildare.
Lei sperava di trovarlo là, ma il tizio dalle abitudini errabonde (forse un traveller) ha preferito andarsene e lei legata alle catene da Cupido si tormenta in lacrime per tutta la notte.

Di questa versione al momento non ho trovato esecuzioni musicali

THE IRISH LOVERS (qui)
Now the winter is past,
And the summer comes at last,
And the birds sing on every tree,
The hearts of those are glad,
Whilst(1) I am very sad,
Since my true love is absent from me.
My father he is great,
With a plentiful estate,
He has robb’d me of him I adore;
How cou’d he so cruel be,
To force my love from me,
And I fear I shall see him no more.
I’ll put on a coat of black,
And a fringe about my neck,
My rings on my fingers I’ll wear;
Straightway I will repair
To the Corough of Kildare,
And tis there of my love I shall hear.
A livery I shall wear,
And I’ll comb back my hair,
I will dress in my velvet so green;
And this I’ll undertake,
For my true lover’s sake,
He rides on the Corough of Kildare.
With patience I did wait,
Till he ran for the plate,
Thinking young Jopson to see;
But fortune prov’d unkind,
He has alter’d his mind,
And he’s gone from the lowlands from me.
I would not think it strange,
The wide world for to range,
So I could but obtain my delight;
So here in Cupid’s chain
I’m obliged to remain
And in tears I will spend the night.
My love is like the sun,
In the firmament doth(1) run,
That always proves constant and true;
But yours is like the moon,
That goes wandering up and down,
And every month is new.
Farewell my joy and heart,
Since you and I must part,
You’re the fairest that ever I did see;
I never did design
To alter my mind,
Altho’ you’re below my degree.
TRADUZIONE ITALIANO
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano su ogni albero
i loro cuori sono lieti
mentre io sono molto triste
da quando il mio amore è lontano da me.
Mio padre è potente
con una grande tenuta
mi ha derubata di colui che amo,
come ha potuto essere così crudele,
a separare il mio amore da me,
e temo che non lo vedrò più!!
Metterò un giacchino nero
e uno scialle intorno al collo
indosserò gli anelli alle dita
e mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
e laggiù avrò notizie del mio amore.
Una divisa indosserò
e mi pettinerò i capelli all’indietro
mi vestirò di velluto verde
e questo intraprenderò
per il bene del mio amato
che cavalca alla Landa di Kildare.
Con pazienza aspettavo
che si gettasse nella piana
sperando di vedere il giovane Jopson
ma la fortuna si dimostrò ostile
egli ha cambiato idea
e se n’è andato dalle pianure, da me.
Non volevo vederci nulla di strano
nel vagabondare per tutto il mondo
ma così potevo ricavare la mia gioia
così qui, nella catena di Cupido
sono costretta a restare
e in lacrime trascorrerò la notte.
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il tuo amore è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
Addio mio cuore e gioia,
da quanto io e te siamo separati
sei il più bello che abbia mai conosciuto;
non ho mai pensato
di cambiare la mia decisione
benchè tu non sia alla mia altezza.

NOTE
1) termini arcaici

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11870
http://bodley24.bodley.ox.ac.uk/cgi-bin/acwwweng/regsrch.pl?wert=harding+b+28(176)&recnums=:44263&index=6&db=balladshttp://www.libraryireland.com/HistoryIreland/Curragh-Kildare.php
http://www.curragh.info/landmarks/plains.htm
APPROFONDIMENTO
SANTA BRIGIDA DI KILDARE ERA UNA DRUIDESSA?
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

MY NANNIE’S AWA

Una canzone scritta dal poeta scozzese Robert Burns per esternare la sua sofferenza da quando  Nanny è lontana e anche se la primavera incombe egli invoca  il malinconico autunno (autumn sae pensive)  e il tetro inverno perchè meglio si addicono alla sua tristezza.

LA MUSA CLARINDA

Nannie  è la signora Agnes McLehose,  ossia NancyCraig, amica di penna e amante incontrata da Robert Burns ad Edimburgo durante un tea-party il 4 dicembre  1787.
La  signora si era separata dal marito brutale e violento, che l’aveva  abbandonata per cercare la fortuna in Giamaica; Nancy viveva in un piccolo  appartamento a Edimburgo con un sua piccola rendita. I due nati nello stesso  anno (1759) si incontrarono all’età di 26  anni e fu subito bruciante  passione (vedi), e carteggio fitto, la relazione però fu troncata dalla donna  per paura di rovinarsi definitivamente la reputazione e sempre nel mese di  dicembre di 4 anni dopo i due si lasciarono. Agnes nel dicembre del 1791 lasciò la Scozia per andare dal marito in Giamaica e cercare di salvare il suo matrimonio.

InEarlySpring_InchboldE’ primavera e la Natura grida di nuova vita, ma il poeta è triste perchè la sua Nanny è lontana.
I novelli fiori in sboccio gli ricordano la dolce Nanny ma l’allodola e il tordo devono tacere perchè le uniche stagioni che si adattano all’animo del poeta ora sono il malinconico autunno e il desolato inverno.
Il testo della poesia è datato 1794, mentre la melodia abbinata dal poeta è “There’ll never  be peace” (per lo spartito vedi).

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740 e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743,  conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”

ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415 )

Purtroppo non ho trovato la canzone nella sua versione originaria

ASCOLTA  Graham Murnane su una melodia di sua composizione

Sir Hugh Roberton in qualità di direttore del coro Glasgow Orpheus Choir nel 1923 ne fece un ulteriore arrangiamento su una linea melodica diversa (ascolta)


I
Now in her green  mantle blythe nature arrays,
And listens the lambkins that bleat o’er the braes,
While birds warble welcome in ilka green shaw;
But to me it’s delightless –
my Nannie’s awa!
II
The snaw-drap and primrose our woodlands adorn,
And violets bathe in the weet o’ the morn;
They pain my sad bosom, sae sweetly they blaw,
They mind me o’ Nannie –
and Nanny’s awa!
III
Thou lav’rock that springs frae(1)  the dews of the lawn,
The shepherd to warn o’ the gray-breaking dawn,
And thou mellow mavis(2) that hails the night fa’,
Give over for pity –
my Nannie’s awa!
IV
Come autumn sae pensive, in yellow and gray,
And soothe me with tidings o’ nature’s decay:
The dark dreary winter, and wild driving snaw(3),
Alane(4) can delight me –
now Nannie’s awa!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ora nel suo verde manto la Natura lieta  si veste,
ed ascolta gli agnellini  che belano sui colli,
mentre gli uccelli  cinguettano il benvenuto in ogni verde boschetto,
ma per me tutto è privo  di gioia –
la mia Nanny è lontana.
II
Bucaneve e primule adornano i nostri boschi,
e le violette si bagnano nella rugiada del mattino;
addolorano il mio  triste cuore, aprendosi così dolcemente
mi ricordano Nanny –
e Nanny  è lontana.
III
Tu, allodola, che  spicchi il volo dai prati umidi di rugiada,
per avvertire il  pastore del grigio chiarore dell’alba,
e tu, melodioso tordo, che saluti il calar della sera,
per pietà, tacete –
la  mia Nanny è lontana.
IV
Vieni, melanconico  autunno, in giallo e in grigio,
e consolami narrandomi del morir della Natura:
solamente il buio, tetro inverno e la neve che incalza con furia,
potranno allietarmi –
ora che Nannie è lontana.

NOTE
1) frae = from
2) mavis = thrush
3) snaw = snow
4) alane = alone

FONTI
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=91379906
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/mynanies.htm
http://burnsscotland.com/items/b/broadside-ballads-entitled-my-nannies-awa-and-burns-and-his-highland-mary
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/my_nanies_awa.htm

THE LARK IN THE CLEAR AIR

Una breve poesia dal titolo “Lark in the clear air” fu scritta in un momento imprecisato della sua giovinezza da Sir Samuel Ferguson (1810-1886) poeta ed erudito irlandese di Belfast. In cerca di una melodia che potesse adattarsi al testo la trovò quando si trasferì a Dublino e prese moglie sposandosi nel 1848 con Mary Guiness.

LA DICHIARAZIONE D’AMORE

img-178Il dolce canto dell’allodola richiama nel cuore del poeta l’aspettativa in merito alla dichiarazione d’amore che egli ha in animo di fare l’indomani, poiché la sua bella gli ha sorriso e quindi egli nutre buone speranze che la sua proposta (di matrimonio) sarà accolta favorevolmente. Oh ardori romantici dal sapore ottocentesco, quando l’uomo fremeva di passione ad un timido sorriso muliebre e precipitava nell’abisso dei sentimenti!!

LA MUSA ISPIRATRICE

Come scrisse nelle sue memorie  fu la moglie prendersi il merito di musa ispiratrice della canzone: tutto ebbe inizio in una notte del 1879 quando Adolf Sjöden, l’arpista svedese in visita in Irlanda, capitò nel salotto dei Ferguson e sentì la padrona di casa canticchiare una vecchia melodia irlandese, la melodia piacque all’arpista che subito la imparò e lady Mary chiese al marito di comporre una poesia che si adattasse al sentimento infuso dalla musica.
Lady Ferguson aveva imparato la melodia da una vecchia signora irlandese che la chiamava “The Taylor’s son” e  Sjöden nella sua esibizione prima di lasciare Dublino la eseguì in pubblico così scrisse in una lettera per i Ferguson
With my best thanks for your most kind letter and en-
closure, I beg much to apologise for my delaying the answer
so long. Shortly after my concert I went down to have some
days’ rest at this beautiful old country place, and could not
find time to call upon you and Lady Ferguson before I left.
I need not tell you about the complete success of “The
Tailor’s Son,” or rather ” The Lark in clear air.” You know
about it before this, I am sure. I am indeed proud of the
result of my attempting to bring out the Irish airs on their
own instrument, and I am fully aware how much I owe the
success to yourself and Lady Ferguson. I have not yet been
able to find any Irish melody fully suitable to your beautiful
poetry, but I trust I shall be successful before long. When
back in Dublin, I will take an early opportunity of calling on
yourself and Lady Ferguson, and remain, dear Sir Samuel,
with my best compliments, your very sincerely and obliged” (tratto da qui)

In realtà la melodia a cui la poesia venne indissolubilmente legata è Kathleen Nowlan (Caitilin Ni Uallachain) di cui la versione conosciuta da Lady  Ferguson è da considerarsi una variazione.

ASCOLTA la voce fatata di Cara Dillon in “Cara Dillon” 2002, la quale inverte i ruoli (è la donna a dichiarare il suo amore)

TESTO di Sir Samuel Ferguson
Dear thoughts are in my mind
And my soul soars enchanted,
As I hear the sweet lark sing(1)
In the clear air of the day.
For a tender beaming smile
To my hope has been granted,
And tomorrow she shall hear
All my fond heart longs to say.
I will tell her all my love,
All my soul’s pure adoration,
And I know she will hear my voice
And she will not answer me nay.
It is this that gives my soul
All its joyous elation,
As I hear the sweet lark sing
In the clear air of the day.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
Cari pensieri ho in mente
e l’anima mia s’invola incantata,
mentre ascolto cantare la dolce allodola
nell’aria tersa del giorno.
Perchè un tenero sorriso raggiante
alla mia speranza è stato concesso,
e domani lei ascolterà, ciò che il mio cuore appassionato anela dire.
Le dirò tutto il mio amore,
tutta l’adorazione pura dell’anima mia
e credo che lei ascolterà la mia voce
e non mi dirà di no.
E’ ciò che dà all’anima mia
tutta la sua euforica gioia,
quando sento la dolce allodola cantare
nell’aria tersa del giorno.

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba continua

Una versione romantica per pianoforte e violino

spesso una melodia per arpa Loreena Mckennitt– nel Cd Elemental 1985 ascolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

continua

FONTI
https://thesession.org/discussions/31434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108881
http://www.ulsterscotsacademy.com/ullans/13/ulster-scots-writings-of-sir-samuel-ferguson.php
https://archive.org/details/sirsamuelferguso02fergiala

L’ALLODOLA DEL MATTINO

Il brano di cui riporto la versione è diffuso nella contea di Fermanagh (Irlanda del Nord): l’immagine è agreste, ritratto di una visione idilliaca della sana e semplice vita di campagna; un giovane contadino che sta arando i campi per prepararli alla semina primaverile è il paradigma dell’esaltazione giovanile, la sua esuberanza e gioia di vivere, viene paragonata all’allodola mentre s’invola cantando alta nel cielo al mattino .

Il punto di vista è maschile, con tanto di brindisi finale alla salute di tutti gli “aratori” che se la spassano rotolandosi nel fieno con le belle ragazze, e così dimostrano la loro virilità con la capacità di procreare.

Ploughman_Wheelwright
The Plougman – Rowland Wheelwright (1870-1955)

ASCOLTA The Dubliners dalla melodia gioiosa e allegra in sintonia con il testo

ASCOLTA The Quilty (svedesi con il cuore irlandese!)


CHORUS
The lark in the morning
she rises off her nest(1)
She goes home in the evening
with the dew all on her breast
And like the jolly ploughboy
she whistles and she sings
She goes home in the evening
with the dew all on her wings
I
Oh, Roger the ploughboy
he is a dashing blade
He goes whistling and singing
over yonder leafy shade
He met with pretty Susan,
she’s handsome I declare
She is far more enticing
then the birds all in the air
II
One evening coming home
from the rakes of the town
The meadows been all green
and the grass had been cut down
As I should chance to tumble
all in the new-mown hay
“Oh, it’s kiss me now or never love”, this bonnie lass did say
III
When twenty long weeks
they were over and were past
Her mommy chanced to notice
how she thickened round the waist
“It was the handsome ploughboy,
-the maiden she did say-
For he caused for to tumble
all in the new-mown hay”
IV
Here’s a health to y’all ploughboys wherever you may be
That likes to have a bonnie lass
a sitting on his knee
With a jug of good strong porter you’ll whistle and you’ll sing
For a ploughboy is as happy
as a prince or a king
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
L’allodola al mattino
si alza dal nido
e ritorna a casa a sera
con tutta la rugiada sul petto
e come l’allegro aratore
lei fischietta e canta,
ritorna a casa a sera
con tutta la rugiada tra le ali
I
O Roger l’aratore
è un ragazzo affascinante
fischiettando e cantando si avvicina laggiù all’ombra delle fronde
e s’incontra con la dolce Susan,
che acclamo la bella
ella è molto più allettante
di tutti gli uccelli del cielo
II
Una sera tornando a casa
dalle taverne della città
essendo tutti i prati verdi
e l’erba essendo stata appena falciata
ebbi l’occasione di rotolare
in tutto il fieno appena tagliato
“Oh baciami ora o mai più amore”,
disse questa bella fanciulla.
III
Quando venti lunghe settimane
erano finite e passate
sua madre iniziò a notare
come lei si arrotondasse in vita
“E’ stato il bell’aratore”,
le disse la ragazza
“che ci fece cadere in tutto il fieno appena falciato.”
IV
Ecco alla salute di tutti gli aratori ovunque voi siate
che amano avere una graziosa fanciulla
seduta sulle ginocchia
con un boccale di buona e forte birra scura, fischiettate e cantate
perché un aratore è felice
proprio come un principe o un re

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba; è un uccello terricolo che però una volta sicuro nel volo si innalza quasi verticalmente nell’alto del cielo lanciando una cascata di suoni simili a un crescendo musicale.
Poi, chiuse le ali, si lascia cadere come corpo morto fino a sfiorare la terra e subito risorge ricominciando a cantare. continua

LA VERSIONE INGLESE

Questa versione invece è stata collezionata da Ralph Vaughan Williams nel 1904 come ascoltata dalla signora Harriet Verrall di Monk’s Gate, Horsham nel Sussex, ma circolava già nei broadsides ottocenteschi e quindi riportata nel libro di Roy Palmer “Folk Songs collected by Ralph Vaughan Williams”. Entrata nel circuito della musica folk inglese negli anni ’60 è stata registrata nel 1971 dal gruppo inglese folk rock Steeleye Span con la voce di Maddy Prior.

Il ritornello è simile a quello della versione precedente, ma qui la situazione è ancora più pastorale e quasi shakespeariana con la pastorella e l’aratore che sono sorpresi dal canto mattutino dell’allodola ma con le parti invertite: lui che dice a lei di restare ancora tra le sue braccia, perché c’è ancora la rugiada della sera, ma lei gli risponde che il sole ormai risplende e anche l’allodola si è alzata in volo. Il nome del contadinello è Floro e deriva dal latino con il significato di Fiore.

ASCOLTA Steeleye Span in Please to See the King – 1971

ASCOLTA Maddy Prior nel Cd Arthur The King – 2001


I
“Lay still my fond shepherd
and don’t you rise yet
It’s a fine dewy morning and besides, my love, it is wet.”
“Oh let it be wet my love
and ever so cold
I will rise my fond Floro
and away to my fold.”
“Oh no, my bright Floro,
it is no such thing
It’s a bright sun a-shining
and the lark is on the wing.”
Chorus:
Oh the lark in the morning
she rises from her nest
And she mounts in the air
with the dew on her breast
And like the pretty ploughboy
she’ll whistle and sing
And at night she will return
to her own nest again

II
When the ploughboy has done
all he’s got for to do
He trips down to the meadows
where the grass is all cut down.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
“Giaci ancora mia appassionata pastorella e non alzarti
è una bella mattina fresca e inoltre, amore mio, è bagnato”
“Non è poi così bagnato, amore mio,
e così freddo
mi alzerò mio amato Fiore
e andrò via con il gregge.”
“Oh no mio Fiore luminoso,
non è niente
è il sole luminoso che risplende
e l’allodola è in  volo”
CORO
L’allodola al mattino
si alza dal nido
e s’innalza in aria
con la rugiada sul petto
e come il bel aratore
lei fischietterà e canterà
e la sera ritornerà
nel suo nido di nuovo

II
Quando l’aratore ha fatto
tutto quanto doveva fare
balla nei prati
dove l’erba è tutta falciata.

LARK IN THE MORNING JIG

La melodia “Lark in the morning” è una jig per lo più eseguita con il banjo o il bouzouki o il mandolino o la chitarra, ma anche con le pipes, i whistles o i flutes, i fiddles..
Un aneddoto riportato da Peter Cooper racconta che due violinisti si erano sfidati una sera per vedere chi fosse il migliore, solo all’alba nel sentire il canto dell’allodola, convennero che la musica più dolce fosse quella dell’allodola del mattino. Stessa storiella raccontata dal piper Seamus Ennis ma con la melodia The Lark’s March

ASCOLTA Paddy O’Rafferty al bouzouki

ASCOLTA Cillian Vallely alla uilleann pipes accompagnato alla chitarra da Alan Murray

ASCOLTA Peter Browne alla uilleann pipes in Lark’s march

FONTI
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thelarkinthemorning.html
http://thesession.org/tunes/62

SPRING IS A-COMING!: MY SINGING BIRD

L’equinozio di Primavera per convenzione, segna il primo giorno della Bella Stagione, la stagione della rinascita, la Natura si risveglia e la Terra riprende i colori del verde e dei fiori. Ecco perché questa data è associata presso varie culture a  concetti come fertilità, resurrezione, inizio. Le antiche tradizioni  ci offrono infatti, tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno  al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita.
L’antico calendario romano faceva cominciare il nuovo anno proprio con l’inizio della primavera con la ripresa dei lavori nei campi e la Pasqua cristiana è incentrata sul tema della resurrezione cioè il tema del rinnovamento e della rinascita come trionfo sulla morte, un tema  “primaverile” secondo il ciclo annuale della Terra.

ostaraL’antica dea sassone Eostre, ovvero la Stella dell’Est, era una divinità legata al sole nascente e al suo calore. Secondo la tradizione neo-pagana Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre. La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la  rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto  l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità  arboree della fertilità. La lepre di Eostre è diventata il coniglio pasquale che porta in dono le uova di cioccolato. continua

Il verde e l’arancio mandarino sono i colori dominanti delle decorazioni per la casa, colori freschi e squillanti e la musica celtica è la colonna sonora ideale per queste giornate di primo tiepido sole, in particolare le canzoni irlandesi che esaltano la gioia della primavera, la semplicità della vita di campagna e la bellezza della natura che ci accompagneranno fino a tutto maggio!

MY SINGING BIRD

Le parole sono state attribuite da Peter Kennedy a Mary Edith Wheeler  che ha arrangiato la poesia su una vecchia melodia del Munster.  La prima registrazione da parte della famiglia McPeake  risale agli anni 50.

ASCOLTA The Clancy Brothers  & Tommy Makem (strofe I, II e III)

ASCOLTA Sinead O’Connor (strofe I, II)

ASCOLTA Jim Brannigan (strofe I, II e III) dolce, romantico


I
I have seen the lark(1) soar high at noon(2)
Heard his song up in the blue
I have heard the songbird(3) pipe his note
The thrush and the linnet too
CHORUS
But there’s none of them can sing so sweet, my singing bird as you.
Ah, Ah,   My singing bird as you
II
If I could lure my singing bird
From his own cozy nest
If I could catch my singing bird
I would warm him on my breast
III(4)
Ah then I will climb a high, high tree
And I’ll rob that wild bird’s nest
Aye, and I’ll bring back that singing bird
To the arms I love the best
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho visto l’allodola(1) salire in alto al mattino(2),
ho sentito la sua canzone(3) levarsi nel cielo, ho sentito il merlo modulare il suo canto,
e anche il tordo e il fanello.
CORO
Ma nessuno di loro può cantare così dolcemente come te, mio uccello canterino, come te, mio uccello canterino.
II
Se potessi attirare il mio uccello canterino dal suo nido accogliente,
se  potessi catturare il mio uccello canterino, lo riscalderei tra il mio seno.
III(4)
Allora mi arrampicherò su un albero alto alto, e ruberò  il nido di quell’uccello selvatico
e riporterò quell’uccello canterino
tra le  braccia di chi amo sommamente

NOTE
1) l’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba vedi
2) i McPeake dicono morn
3) i McPeake dicono blackbird
4) la strofa si può ritenere migrata da “P stands   for Paddy” o da  “The verdant braes of Screen” (vedi),  ma non è riportata in tutte le registrazioni.

MOLLY MALONE

molly-maloneLa storia di Molly Malone è da “antologia di irish song” per la sua ampia diffusione.

Il testo della canzone intitolata anche “Cockles and Mussels” è triste, ma nello stesso tempo ironico; si narra di una giovane pescivendola che gira per le stradine di Dublino con il carretto pieno di molluschi: già alla terza strofa la bella muore di una febbre incurabile (forse perché ha mangiato il suo pesce non così fresco?) e il suo fantasma ricompare, continuando a svolgere la propria attività per le strade di Dublino.
Il brano risale probabilmente al XVIII secolo  e tuttavia non si hanno riscontri attraverso le trascrizioni se non nel secolo successivo: lo troviamo in Scozia firmata da un certo James Yorkston di Edimburgo con il titolo di “Mussels and Cockles” (1883), si può però affermare alla luce anche delle ricerche più recenti che le radici siano irlandesi.

In the first place, no version of ‘Cockles and Mussels’ predating 1850 was found, nor was it included in, for example, Colm O Lochlainn’s collections of Irish ballads, (7) indicating that it does not fit the mould of a conventional traditional song. The earliest versions of ‘Cockles and Mussels’ complete with music which have been traced to date were published firstly in Boston, Massachusetts, in a collection of college songs in 1876, (8) secondly in another collection of student songs published in Cambridge, Massachusetts, in 1883 and thirdly in London in 1884 by Francis Brothers and Day. (9) While the 1876 Boston version lists no author, its inclusion in a section entitled ‘Miscellaneous Songs, and English and German Student Songs’ indicates that it was most likely a European import. In contrast, the 1884 London version describes the piece as a ‘comic song’ written and composed by James Yorkston and arranged by Edmund Forman. The latter version further acknowledges that the song was reprinted by permission of Messrs Kohler and Son of Edinburgh, so there must have been at least one earlier edition published in Scotland, which may well have been the original. Another song entitled also ‘Cockles and Mussels’ was published in 1876, attibuted to the music hall singer and composer Joseph B Geoghegan, and while its lyrics contain the refrain ‘Fresh cockles and mussels alive, alive o!’, it is set in London, its hero is ‘Jim the Mussel Man’ and the melody is different.  Geoghegan was a fascinating character who was born in Salford about 1816 and died in Bolton in 1889, his father James being from Dublin, and the substantial list of songs attributed to him includes originals and possible adaptations of the work of others.”(tratto da qui)

La versione diventata oggi standard è quindi quella nata nell’ambito delle canzoni comiche per il pubblico delle music halls, anche se non si può escludere che già nel 1700 circolasse una versione popolare ispirata al personaggio (o al suo stereotipo).
In 2010, Anne Brichton, a bookseller at Addybooks in Hay-on-Market, England caused a stir when she found a song entitled, Molly Malone, in an undated book believed to have been published in about 1790.  The song was particularly intriguing as a precursor to Cockles and Mussels because its “Molly Malone” is from Howth, a seaside village near Dublin; consistent with idea that Molly could have been a fishmonger in or around Dublin.[ii]  The book is now in the collection of the Dublin Writers’ Museum.   ” (tratto da qui)
Si rimanda alla approfondita dissertazione di Peter Jensen Brown che analizza testo e melodia in “Molly Malone, Molly Mogg and a Missing Link – the Fishy History and Origins of “Cockles and Mussels

LA LEGGENDA METROPOLITANA

Il personaggio  anche se di umile condizioni, è divento leggendario ed entrato a far parte del folklore popolare: così la sua canzone è l’inno non ufficiale della capitale  durante l’apertura del  campionato di rugby e inno ufficiale delle associazioni sportive di Dublino della Gaelic Athletic Association; e nel 1987  per commemorare il primo millennio della città  è stata eretta una statua alla sfortunata Molly.

Immagine in stile vittoriano di Molly Malone

La statua di Jean Rynhart in Grafton Street (più recentemente tresferita in Suffolk Street) forse a causa della generosa scollatura, è conosciuta con il soprannome “The Tart with the cart“, ovvero “la prostituta con il carretto“: la gente di Dublino mormora che Molly, passasse di giorno con il carretto del pesce e che di sera fornisse “altri servizi”. Non a tutti i Dublinesi la statua piace, è stata criticata la sua collocazione in un quartiere alla moda, ma soprattutto l’abbigliamento in stile seicentesco, ben lontano dall’immagine vittoriana che dovrebbe avere avuto stando alla popolarità internazionale della canzone raggiunta solo nell’Ottocento (Carmina Collegensia di Henry Randall Waite: A complete Collection of the Songs of the American Colleges, with Selections from the Student Songs of the English and German Universitys, Boston, Ditson 1876)

ASCOLTA Sinead O’Connor. La sua versione punta più sull’atmosfera gotica e soprannaturale, tra gli stretti vicoli della Dublino settecentesca si vede ancora lo spettro della bella pescivendola.

Le versioni da pub sono però più sentimentali, simili a quella proposta dai Dubliners (con la voce di Ronnie Drew)

I
In Dublin’s fair city(1),
where the girls are so pretty
I first set my eyes on sweet Molloy Malone(2)
As she wheeled a wheelbarrow, through streets broad and narrow(3)
Crying: Cockles(4) and Mussels,
Alive, Alive O
Chorus:
Alive, alive Alive, alive O –
Crying, cockles and Mussels
Alive, alive O
II
She was a fishmonger,
and sure twas no wonder
For so were her Father and Mother before
And they all wheeled their barrows,
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels,
Alive, alive O
III
She died of a faver(5),
and no one to grieve her
And that was the end of sweet Molly Malone
Now her ghost wheels her barrow
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels, alive, alive O
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nella bella città di Dublino,
dove le ragazze sono assai carine
notai una volta la dolce Molly Malone(2)
mentre spingeva il suo carretto,
per le strade larghe e strette(3),
e urlava “vongole (4) e molluschi freschi!”
Coro:
Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh!
Urlava “vongole e molluschi freschi!”
II
Era una pescivendola,
ma non c’era da stupirsi
perché lo erano stati anche suo padre e sua madre
ed entrambi spingevano  il loro carretto per le strade larghe e strette
e urlavano “vongole e molluschi freschi!”
III
Morì a causa della febbre (5),
e nessuno riuscì a salvarla
e quella fu la fine della dolce Molly Malone
ma il suo fantasma spinge ancora il carretto per le strade larghe e strette
urlando “vongole e molluschi freschi!”

NOTE
1) espressione idiomatica propria della letteratura del 1800: “misi gli occhi sulla”
2) Molly diminutivo di Mary Malone è un nome molto diffuso a Dublino. Le ricerche storiche fanno risalire la leggenda ad un personaggio realmente esistito nel 1600.
3) Fishamble Street era la zona del commercio ambulante del pesce
4) Le vongole delle Isole britanniche/Irlanda vengono dette comunemente vongole rigate (Common CockleCardium edule o in italiano Cuore ovvero Arsella) perchè hanno il guscio rigato, sono molto più saporite e finiscono oltre che nelle zuppe, in pastella con il merluzzo per il tradizionale fish and chips. Un alimento un tempo considerato il cibo dei poveri, da consumare con parsimonia, essendo la vongola ricca di colesterolo (non per niente è di un bel rosso arancio) e con attenzione, in quanto il mollusco è un “filtro” del mare e trattiene tutte le sostanze inquinanti che ci sono finite dentro. Dalla tradizione scozzese un canto di lavoro dei Cockle gatherers continua
5) un tempo con “febbre” si indicava una vasta gamma di malattie che andavano dal tifo alla sifilide

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://homepage.eircom.net/~seanjmurphy/irhismys/molly.htm
http://esnpc.blogspot.it/2015/07/molly-malone-molly-mogg-and-missing.html

NIL SE NA LA

Il brano è una drinking songs in gaelico irlandese: richiama il tema del gran bevitore come in “The Wild Rover” in cui il protagonista cerca di bere a credito presso una birreria ed è respinto in malo modo dalla locandiera, poi ritorna con i soldi in tasca e riceve tutte le attenzioni del caso.

Il ritornello tratteggia un romantico quadretto di una notte di luna piena in cui il rover è in giro per pubs. Ma nello stesso tempo il titolo è anche un messaggio in codice Níl Sé ina Lá (Níl Sé’n Lá)
in inglese “It’s Not Yet Day” significa “non è ancora il giorno” da intendersi come “non è ancora arrivato il momento” come spiega Riccardo Venturi “Il termine gaelico irlandese per giorno, lá, ha una valenza del tutto particolare in Irlanda per entrare nel famosissimo slogan Tiocfaidh ár lá “Verrà il nostro giorno”, quello dell’indipendenza e della libertà. Fu creato da tale Bobby Sands ed è stato il motto del Provisional Irish Republican Army. Lá dev’essere una delle tre o quattro parole gaeliche che si pronunciano come si scrivono; però i Provisionals venivano detti “Chucky”, che è più o meno l’esatta pronuncia di “Tiocfaidh”, tanto per dare un esempio di quanto poco la pronuncia sia legata alla grafia nella lingua gaelica. Lá (genitivo: lae, irlandese antico lathe da un protoceltico *lasio- “il luminoso”), è comunque antichissima parola indoeuropea: è la radice LAS- “risplendere” che ha dato, ad esempio, il sanscrito lásati “risplende” e il greco λάω “guardo il sole che splende” (< *λά-σ-ω).” (da qui)
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ASCOLTA Clannad, in Clannd -1972 superbo arrangiamento in stile anni 70

Un brano che nella sua struttura essenziale è cantato dalla stessa Kay McCarthy (irlandese trapiantata nel Lazio) in uno dei suoi primi progetti discografici realizzati in Italia, riascoltiamolo nella versione di Anna Cefalo ovvero Arpaincanto per voce e bodhran

ASCOLTA Da Anaan

Cúrfa:
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,

níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
Chuir mé féin mo lámh ‘mo phóc’,
is d’iarr mé briseadh coróin’ uirthi,
‘S é dúirt sí liom “Buail a’ bord,
A’s bí ag ól anseo go maidin”
II
“Éirigh ‘do shuí, a fhir a’ tí,
cuir ort do bhríste a’s do hata,
Go gcoinní tú ceol leis a’ duine chóir,
‘ bheas ag ól anseo go maidin”.
IV
Nach mise féin an fear gan chéill,
a d’fhág mo chíos i mo scórnaigh?
D’fhág me léan orm féin,
is d’fhág mé séan ar dhaoine eile?
TRADUZIONE KAY MCCARTHY (*)
Ritornello
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
I
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Misi la mano nella tasca e le chiesi il resto di una corona
E lei mi disse “Vieni al tavolo, bevi fino all’alba”.
III
“Alzati, padrone di casa, mettiti pantaloni e cappello,
Vieni giù e suona per questo signore, che resterà a bere fino all’alba”
IV
Che sciocco sono stato a tracannare i soldi dell’affitto,
Ad imparare una dura lezione, a lasciare la mia ricchezza ad altri (1).

NOTE
* Traduzione dal gaelico irlandese di Kay McCarthy, la traduzione in inglese qui
1) il pentimento arriva alla fine quando si rende conto di aver speso tutti i soldi per il bere: qui però non è esplicitamente dichiarato il proposito di cambiare stile di vita come invece ne “The wild rover”.

Le Celtic Woman partendo dallo stesso brano hanno realizzato una patinata performance per i loro “romantici” spettacoli, trasformano così il testo in una “notte brava” al femminile.


I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
I came by the house last night and told the woman I am stayin’.
I said to her the moon is bright and me fiddle’s tuned for playin’.
III
Tell me that the night is young!
Tell me that the moon is glowin’.
Fill me glass, I’ll sing a song,
And we’ll start the music flowin’.
IV
Never mind the risin’ light!
There’s no sign of day nor Dawnin’.
In me heart, ‘tis still the night!
And we’ll stay ‘ere ‘til the mornin’.
V
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,
níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
VI
‘Tis not day nor yet awhile!
I can see the starlight shinin’.
Nil Se ina la is ni bheidh go foill.
Solas ard ata sa ghealaigh.
VII
Fill the glasses one more time and ne’er heed the empty bottle,
Turn the water into wine and turn the party up full throttle!
VIII
Don’t go out into the cold where the wind and rain are blowin’.
For the fire’s flamin’ gold,
And in ‘ere the music’s flowin’.
IX
Tell me that the night is long
Tell me that the moon is gleaming
Fill my glass, I’ll sing a song
And we’ll keep the music streaming
Until all the songs are sung
TRADUZIONE di Cattia Salto
I*
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Uscii da casa la notte scorsa e dissi alla donna che mi ospita,
le dissi che la luna era luminosa e io e il mio violino eravamo intonati per suonare
III
Dimmi che la notte è giovane
dimmi che la luna è splendente
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo scorrere la musica
IV
Non preoccuparti che sorga il giorno
non c’è segno del giorno o dell’alba!
Nel mio cuore è ancora notte
e noi resteremo qui fino al mattino
V*
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VI
Non è ancora giorno, neanche un po’.
Posso vedere la luce delle stelle brillare
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VII
Riempi i bicchieri ancora una volta e bada alla bottiglia vuota
trasforma l’acqua in vino
e fai girare la festa a tutto gas
VIII
Non uscire fuori al freddo dove vento e pioggia si stanno accanendo
perchè il fuoco scoppietta
e dentro c’è la musica che scorre
IX
Dimmi che la notte è lunga
dimmi che la luna è scintillante
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo continuare la musica
finchè saranno cantate tutte le canzoni.

(Cattia Salto prima pubblicazione marzo 2013, integrazione gennaio 2017)

FONTI
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Nil.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/nil.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50550
https://thesession.org/tunes/9567
http://kurberraas-hessian13.deviantart.com/journal/Nil-Se-n-La-The-Fiddler-Woman-s-Dance-Irish-Ballad-274667497

ROSIN THE BEAU

“Rosin the Beau”, “Roisin the Bow” “Ol’ Roisin Le Beau” è un canto pubblicato in America nel 1838 che riprende il tema di “Jug of punch” in cui il protagonista esprime il desiderio di essere sepolto insieme al suo amato whiskey.

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Può darsi che Rosin the Beau derivi da “to rosin the bow” (in italiano: resinare l’archetto del violino)  espressione che sta a significare un bere smodato, affibbiata  al popolare violinista itinerante per la sua propensione alle colossali bevute.

La melodia, di origine scozzese o irlandese, è molto  conosciuta e cantata su una varietà di testi: ” The robber”,  “Wrap me in my tarpaulin”, “Wrap me  in my old stable jacket”. E’ citata  da Barrett nel suo libro “English Folk Songs” (1891) e da Williams in “Folk Songs of the upper Thames” (1923). In Irlanda è stata adoperata come  melodia per “Eoghan Choir”,  una satira scritta in gaelico da un certo Barrett  della contea di Mayo verso il 1880. Nel 1920 venne  usata per una ballata dell’IRA “The boys of Kilmichael” che  celebrava il successo di un’imboscata presso Kilmichael.
Bayard (1981) notes the air was known to most fiddlers, fifers, and singers in Pennsylvania, as in many parts of the country. He identifies a melody by James Oswald which appears in his 2nd Collection (1740’s, pg. 25) as a 6/8 “Gigg,” that is extremely close to “Rosin,” and he wonders if this was the ancestral tune for the air, or if Oswald himself was influenced by an older air. Further, he says a tune called “Dumfries House” in Gow’s Complete Repository (3rd Ed., Part I, pg. 13) ascribed to John Riddle has a 2nd strain that equals “Rosin the Beau,” and a Welsh harp tune in Bennett’s Alawon fy Ngwlad also is quite close. The Fleishchmann index (1998) gives that the tune was derived from a 17th century Irish tune in 6/4 meter called “On the Cold Ground;” that tune, however, is English, attributed to Matthew Lock from the play The Rivals. (tratto da qui)

Rosin il bello è un uomo molto  popolare, forse un traveiller e un violinista che  nella sua vecchiaia medita sulla morte, ed esprime il desiderio di essere  seppellito con due barilotti di birra nella bara; nello stesso tempo, per  allungarsi la vita, incita la gente a brindare alla salute del vecchio Rosin detto il Bello!

Una drinking song nel repertorio dei The Dubliners, The Clancy Brothers e Bod Dylan, di cui conoscono molte versioni testuali.

ASCOLTA The 97th Regimental String Band


I
I’ve traveled all over this wild world,
And now to another I  go.
And I know that  good 
quarters (1) are waiting
To welcome old Rosin the Beau.(x3)
And I know that good  quarters are waiting to welcome old Rosin the Beau.
II
When I’m dead and  laid out on the counter
a voice you will  hear from below,
Saying “Send  down a hogshead of whiskey
Take a drink with  old Rosin the Beau
III
Then get a half dozen stout fellows
And lied them all up in a row
Let them drink out  of half gallon bottles
To the memory of Rosin the Beau
IV
Then get a half  dozen stout fellows
And let them all stagger and go
And dig a great hole  in the meadow
And in it put Rosin  the Beau
V
Then get ye a couple  of bottles.
Put one at me head  and me toe.
With a diamond ring  scratch upon ‘em
The name of old  Rosin the Beau.
VI
I feel that old  tyrant (3) approaching,
That cruel  remorseless old foe,
And I lift up me  glass in his honour.
Take a drink with  old Rosin the Beau
Traduzione di Cattia Salto
I
Ho girato tutto il mondo
e ora me ne andrò all’altro,
ma so che le schiere angeliche (1) mi aspettano per dare il benvenuto al vecchio Rosin il Bello. ma so che le schiere angeliche mi aspettano per dare il benvenuto al vecchio (2) Rosin il Bello.
II
Quando sarò morto e  disteso su un catafalco
una voce griderà da sottoterra
dicendo “Mandate giù un barilotto di whiskey.
per bere con il vecchio Rosin il Bello”.
III
Allora prendete una mezza dozzina di forti compagni
e metteteli tutti in fila
che bevano mezzo gallone
alla memoria di Rosin il Bello.
IV
Allora prendete una  mezza dozzina di forti compagni che scavino a turno una grande buca nel prato per metterci dentro Rosin il Bello.
V
Poi prendete un paio di bottiglie
mettetele una alla testa e una ai piedi
con un anello di  diamanti incidetevi sopra
il nome del vecchio Rosin il Bello.
VI
Vedo il vecchio tiranno (3) avvicinarsi, uno spirito crudele e spietato.
alzo il bicchiere in suo onore,
venite a bere con il vecchio Rosin il Bello.

NOTE
1) good  quarters= schiere angeliche o fatate altri traducono con “bei posti”
2) old è un termine affattuoso usato spesso come intecalare che non necessariamente indica l’età avanzata può anche voler dire semplicemente “caro”
3) tyrant: per gli inglesi La Morte è un maschio spesso in abiti militari

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/rosinthebeau.html
https://thesession.org/tunes/7639
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10100
http://www.maggiesfarm.eu/testiO/olroisinlebeau.htm