Archivi categoria: MUSICA CELTICA

O ARE YE SLEEPIN’ MAGGIE?

Dalla tradizione delle “night visiting songs” il testo è attribuito al poeta scozzese Robert Tannahill e in effetti vari riscontri collocano la storia nei boschi di Paisley. Lo troviamo in ‘The Poems and Songs of Robert Tannahill’ – 1874 (pag 188) con assegnata come melodia “Sleeping Maggie”.
The heroine of this song was Margaret Pollock, a cousin of the Author by the mother’s side. She was the eldest daughter of Matthew Pollock (3rd) of Boghall, by his second marriage (mentioned in the Memoir of the Tannahills); and it is very probable the Poet beheld such an evening as he had described, in walking from Paisley over the high road to his uncle’s farm steading in Beith Parish. Margaret Pollock afterwards lived in family with William Lochhead, Ryveraes, and she and Mrs. Lochhead frequently sang that song together. Miss Pollock died unmarried (tratto da qui)

NIGHT VISITING IN STILE DARK

La scena descritta non è decisamente autobiografica (semmai più consona al temperamento di Robert Burns) ma più di genere: il protagonista giunge alla casa di Maggy in una notte buia e tempestosa (il quadretto è piuttosto gotico: un gelido vento invernale che infuria nel bosco, una notte di novilunio priva di stelle, il lamento del gufo, il cancello di ferro chiuso in malo modo che sbatte contro i cardini) e spera che nel frattempo l’innamorata non si sia addormentata, ma lo faccia entrare di nascosto come promesso! E allora non più preoccupazioni o paure nelle braccia di Maggy ogni cupo pensiero è dissolto!

http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/
http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/

E’ doveroso citare quanto collezionato da Hamish Henderson dalla voce di Jeannie Robertson (vedi frammento del 1960) che riporta una melodia diversa da quella poi resa famosa dai Tannahill Weavers.

Il brano è stato fatto conoscere al grande pubblico dai Tannahill Weavers, i bravi “tessitori” di Robert Tannahill anche loro di Paisley,
Al momento su you tube si trovano varie versioni live, ma le esecuzioni migliori del gruppo sono due: una in Mermaid’s Song 1992 (da ascoltare su Spotify)  una versione più veloce integrata con la reel “The Noose In The Ghillies” (formazione Roy Gullane, Phil Smillie, Iain MacInnes, Kenny Forsyth) la prima in Are Ye Sleeping Maggie 1976 con la formazione: Roy Gullane, Phil Smillie, Hudson Swan, e Dougie MacLean come violinista. In questa prima versione la melodia è più lenta e ricca di atmosfera (con tanto di tuoni, vento e l’effetto pioggia)

ASCOLTA Tannahill Weavers  in Are Ye Sleeping Maggie 1976

ASCOLTA Dougie Maclean (che ha collaborato con i Tannahill Weavers dal 1974 e fino al 1977 e poi ancora in tour con loro nel 1980) in Real Estate -1988 e anche in Tribute 1995

ASCOLTA Rapalje (lo scozzese con accento tedesco!!) una versione che ha solcato i palchi dei festival medievali ovvero un rifacimento dei Tannahill Weavers

VERSIONE SCOZZESE
I
Mirk and rainy is the nicht,
there’s no’ a starn in a’ the carry(1)
Lichtnin’s gleam athwart the lift,
and (cauld) winds
drive wi’ winter’s fury.
CHORUS
Oh, are ye sleepin’ Maggie
Oh, are ye sleepin’ Maggie
let me in, for loud the linn
is roarin'(2)
o’er the Warlock Craigie(3).
II
Fearfu’ soughs the boortree(4) bank
The rifted wood roars wild an’ dreary.
Loud the iron yett(5) does clank,
An’ cry o’ howlets mak’s me eerie.
III
Aboon my breath I daurna’ speak
For fear I rouse your waukrif’ daddie;
Cauld’s the blast upon my cheek,
O rise, rise my bonnie ladie.
IV
She op’d the door, she let him in
I cuist aside my dreepin’ plaidie(6).
‘Blaw your warst, ye rain and win’
Since, Maggie, now I’m in aside ye.
V
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
What care I for howlet’s cry,
For boortree bank or warlock craigie?

TRADUZIONE ITALIANO
I
Buia e piovosa è la notte
non c’è una stella che mandi raggi di luce in tutto il cielo (1)
e i venti freddi si uniscono alla furia dell’inverno.
RITORNELLO
Stai dormendo Maggy?
Stai dormendo Maggy?
Fammi entrare che la cascata rimbomba (2)
e ruggisce sul Warlock Crag (3).
II
Timorosi fruscii sul pendio dei sambuchi (4), il bosco ruggisce selvaggio e triste, forte il cancello (5) di ferro sbatte con clamore,
e piange il gufo facendomi paura.
III
Non oso parlare più forte di un sospiro, per timore di svegliare tuo padre che è sempre vigile,
fredda è la raffica del vento sulla mia guancia, svegliati mia bella.
IV
Lei aprì la porta e lo fece entrare.
Posai il mantello (6) gocciolante di pioggia: “spazza via il peggio, la pioggia e il vento dal momento che Maggy ora sono con te!”
V
Ora che ti sei svegliata Maggy
che m’importa del grido del gufo,
della collina dei sambuchi o del Warlock Crag?

NOTE
1) carry sta per cielo, “the direction in which clouds are carried by the wind”
2) howling
3) letteralmente dirupo del mago, è il nome di una cascata a Lochwinnoch che forma una grande pozza o un piccolo laghetto
4) elder tree, il sambuco, l’albero in cui dimorano le fate
5) yett diventa gett secondo l’antica consuetudine di scrivere le due vocali in modo intercambiabile. La lettera y più comunemente sostituiva anche la combinazione “th” per cui “the” era anche scritto “ye” (si tratta della lettera þ detta “thorn” che ha lo stesso suono di “th”)
6) plaidie, una coperta o un mantello vedi

TRADUZIONE   INGLESE
I
Dark and rainy is the night
there’s no star in all the carry
lightning flashes gleam across the sky
and cold winds drive with winters fury.
CHORUS
Oh, are you sleeping Maggie
Oh, are you sleeping Maggie
let me in, for the loud the waterfall
is roaring over the warlock crag.
II
Fearful sighs on the elder tree bank
The rifted wood roars wild and dreary
Loud the iron gate does clank,
And cry of owls makes me fearful.

III
Above my breath I dare not speak
For fear I rouse your wakeful father
Cold is the blast upon my cheek
O rise, rise my pretty lady.
IV
She opened the door, she let him in
I cast aside my dripping cloak
Blow your worst, you rain and wind
Since, Maggie, now I’m beside you.
V
Now, since you’re woken, Maggie
Now, since you’re woken, Maggie
What care I for owl’s cry,
For elder tree bank or warlock crag?

SLEEPY & DROWSY MAGGY REELS

“Sleepy Maggie” è un reel in due parti e spesso è abbinato al reel “Drowsy Maggie”, a volte le due melodie sono, erroneamente, confuse. Nella versione di Francis O’Neill and James O’Neill (in O’Neill’s Music of Ireland) è in 3 parti.

Sleepy Maggie secondo quanto riportato da Fidder’s Companion è una melodia tradizionale scozzese la cui più antica fonte trascritta si trova in Duke of Perth Manuscript ovvero Drummond Castle Manuscript (1734)

Sleepy Maggie è conosciuta in Irlanda anche con differenti nomi “LoughIsleCastle,” “Seán sa Cheo” o “Tullaghan Lassies” ed è il modello per “Jenny’s Chickens”.

Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)
Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)

“Drowsy Maggie” è invece una melodia tradizionale irlandese in 2, 3 o 4 parti, però molto più popolare almeno a livello di registrazioni (sarà per la sua comparsa nel film “Titanic”! ASCOLTA Gaelic Storm – Titanic Set)- ovviamente c’è anche la versione scozzese: in genere parte lenta e poi diventa sempre più veloce così il titolo tra in inganno perché non c’è niente di “sonnolento” nella melodia che arriva ad una parossismo finale.

SLEEPY MAGGIE

ASCOLTA Sleepy Maggie Gabriele Possenti alla chitarra
ASCOLTATullaghan Lassies Fidil
ASCOLTAJenny’s Chickens Shanon Corr

DROWSY MAGGIE della serie “fast & furious”
Le variazioni sono infinite su solo 2 parti di base

ASCOLTA John Simie Doherty
ASCOLTA Comhaltas Ceoltóirí Éireann

The Chieftains live con il solo di Sean Keane

ASCOLTA Driftwood (Joe Nunn al violino)
ASCOLTA Jake Wise live

Versioni più rock
ASCOLTA Dancing Willow
ASCOLTA DNA Strings
ASCOLTA Lack of limits

FONTI
http://archive.org/details/poemssongsofrobe00tannrich
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/64522/1;
jsessionid=B312B09442ED31BB18C4FDA5E2E2BB59

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59687
http://members.aol.com/tannahillweavers/
http://www.lochwinnoch.info/tales/warlock-craigie.php
http://thesession.org/tunes/787
http://thesession.org/tunes/27
http://www.ibiblio.org/fiddlers/SLA_SLE.htm#SLEEPY_MAGGY/MAGGIE

DOWN BY THE SALLY GARDENS

Dolcissima e malinconica canzone tratta da una poesia di William Butler Yeats, dal titolo “Down by the Sally Gardens” (in italiano=Là nel giardino dei salici).
Yeats la scrisse nel 1889 pubblicandola nella raccolta giovanile “The Wanderings of Oisin and other poems” con il titolo “An Old Song Re-Sung“, ispirandosi alla ballata popolare “The Rambling Boys of Pleasure” di cui riprende alcuni versi della seconda strofa, facendoli diventare il tema principale della sua poesia, intitolata poi “The Salley Gardens” nella ristampa del 1895.

I versi popolari
She advised me to take love easy, as the leaves grew on the tree.
But I was young and foolish, with my darling could not agree.
nella mano di Yeats diventano
She bid me to take love easy, as the leaves grow on the tree
But I being young and foolish, with her I did not agree

LA MELODIA

Solo nel 1909 la poesia fu messa in musica dal compositore Herbert Hughes sul brano tradizionale di “Maids of Mourne Shore”  e sebbene successivamente altri autori composero delle melodie per la canzone, quello più accreditato dagli interpreti contemporanei è rimasto proprio l’arrangiamento di Hughes.

IL VIALE DEGLI INNAMORATI

Dante Gabriel Rossetti "Water willow" 1871Ancora aperta la discussione su quale albero abbia voluto indicare Yeats con il suo Salley e le opzioni spaziano dall’eucalipto alla betulla, ma senza dubbio il salice piangente è l’albero che più rispecchia il “mood” della poesia; il protagonista, perché troppo giovane e inesperto esita nella sua prima esperienza d’amore con la sua innamorata, nonostante sia invitato a cogliere l’amore –She bid me to take love easy, as the leaves grow on the tree– e l’immagine delle foglie che crescono sull’albero richiama un che di giovane virgulto, di fresco e verde germoglio che cresce secondo natura. L’attimo fuggente non colto è perduto per sempre e ciò che resta è il rimpianto (e i rami di salice sono così onnipresenti nelle ballate popolari delle cosiddette warning song sui pericoli e i dolori dell’esperienza sessuale).

Molti sono gli artisti che interpretano questa canzone e non solo nell’ambito del folk, tra tutte due gemme

Clannad in The Ultimate Collection live


Loreena McKennitt
  in The Wind That Shakes the Barley, 2010: Loreena apporta delle lievi modifiche testuali


VERSIONE CLANNAD
I
Down by the Sally Gardens,
my love and I did meet
She passed the Sally Gardens,
with little snow-white feet
She bid me to take love easy, as the leaves grow on the tree
But I being young and foolish,
with her I did not agree
II
In a field by the river,
my love and I did stand
And on my leaning shoulder, she laid her snow-white hand
She bid me to take life easy, as the grass grows on the weirs
But I was young and foolish,
and now I am full of tears
TRADUZIONE di Roberto Sanesi (edizioni Mondadori)
I
Fu là nei giardini dei salici
che la mia amata ed io ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini
con i suoi piccoli piedi di neve.
M’invito’ a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono   sull’albero; Ma io, giovane e sciocco, non volli ubbidire al suo invito.
II
Fu in un campo sui bordi del fiume
che la mia amata ed io ci arrestammo,
E lei poso’ la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M’invito’ a prendere la vita cosi’ come veniva, come l’erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco,
e ora son pieno di lacrime.
Angelo Branduardi – Nel giardino dei salici in Branduardi canta Yeats 1985 la poesia è tradotta ed adattata dalla moglie di Angelo, Luisa Zappa su musica scritta da Branduardi

I
Nel giardino dei salici
ho incontrato il mio amore
là lei camminava
con piccoli piedi bianchi di neve
là lei mi pregava
che prendessi l’amore come viene
così come le foglie crescono sugli alberi.
II
Così giovane ero
io non le diedi ascolto
così sciocco ero
io non le diedi ascolto
fu là presso il fiume che
con il mio amore mi fermai
e sulle mie spalle lei posò
la sua mano di neve.
III
Nel giardino dei salici
ho incontrato il mio amore
là lei mi pregava
che prendessi la vita così come viene
così come l’erba
che cresce sugli argini del fiume
ero giovane e sciocco
ed ora non ho che lacrime.


SALLY GARDEN REEL
Sally garden è anche il titolo di un popolare reel irlandese
ASCOLTA Comhaltas Ceoltoiri Éireann

continua seconda parte

FONTI
http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/you_rambling_boys_of_pleasure.html
http://mudcat.org/thread.CFM?threadID=13144
http://www.irishmusicdaily.com/down-by-the-salley-gardens
http://www.debaser.it/recensionidb/ID_6756/
Angelo_Branduardi_Branduardi_canta_Yeats.htm

http://thesession.org/tunes/98
http://comhaltas.ie

THE ROSE OF TRALEE

Alla più bella delle belle di Tralee è stata dedicata questa canzone, molto popolare in Irlanda; le sue origini sono però controverse: composta per un libretto dedicato alla regina Vittoria del titolo “The Book of Beauty for the Queen’s Boudoir”, stampato a Londra da Charles Jeffreys in varie edizioni dal 1845, gli autori sono due inglesi, Edward Mordaunt Spencer per il testo, e Charles William Glover per la musica . Edward Mordaunt Spencer pubblica in proprio “The Heir of Abbotsville,”  (Londra 1846) e tra le altre sue opere riporta anche il testo di  “The Rose of Tralee” attribuendo però la musica a Stephen Glover (fratello minore di Charles William) (vedi). In “The Lester S. Levy Sheet Music Collection” (1870), la raccolta della musica irlandese più popolare in America, è riportata invece una versione testuale molto diversa attribuita a John Brougham (con musica di J. G. Maeder) (vedi).

MARY O’CONNOR

Ma Tralee si trova in Irlanda (contea di Kerry cioè la punta Sud – Ovest dell’Isola) e varie leggende locali attribuiscono la canzone ad una triste storia d’amore, scritta da un irlandese “doc”, nonché poeta:  William Pembroke Mulchinock (1820-1864) di Tralee.
La bella rosa è Mary O ‘Connor, di famiglia cattolica, una giovane bellezza dai capelli neri, mandata a lavorare come cameriera presso la famiglia benestante e protestante di lui; i due erano separati oltre che dalla diversità di ceto anche dalla fede, ma il giovane William l’amò fin dal primo sguardo e riuscì a conquistarla cantandole i primi versi della canzone “The Rose of Tralee” composta proprio per lei.
Purtroppo William, coinvolto involontariamente in una rissa, dovette sfuggire alla cattura con l’accusa di omicidio, imbarcandosi su una nave in partenza per le Indie. Dopo sei anni (nel 1849) riuscì a ritornare in Irlanda, ma non rivide più la sua Rosa di Tralee: si dice che proprio mentre lui era al bar a farsi un goccio il giorno stesso del suo ritorno, vide passare per la strada il feretro di lei (morta di crepacuore o più probabilmente per le febbri che infestavano l’Irlanda nella morsa della carestia) .
William non si consolò mai, anche se si sposò ed ebbe due figlie, ma si separò ben presto dalla moglie e cercò conforto nel bere. Morì il 13 ottobre 1864 e fu sepolto accanto alla sua Mary nel cimitero della chiesa di Clogherbrien.
Per concludere allora sulla paternità del testo della canzone, mentre abbiamo l’attribuzione certa di Edward Mordaunt Spencer datata al 1846 (Biblioteca nazionale di Londra) non ci sono crediti a William Pembroke Mulchinock anzi nella raccolta delle sue poesie “The ballads and songs of William Pembroke Mulchinock” pubblicata nel 1851 a New York dove si era trasferito qualche anno prima, la poesia non solo non è riportata, ma nemmeno citata. Perciò fosse anche stata vera la storia d’amore tra i due sfortunati giovani, la canzone non è riferita a loro due o non è stata scritta dal protagonista.

MISS ROSA D’IRLANDA

La canzone diventò famosissima quando fu interpretata dal tenore irlandese John McCormack nel 1930: la popolarità della canzone ha dato inoltre lo spunto al concorso di bellezza che s’intitola “The Rose of Tralee Festival” indetto a partire dagli anni 1959 per trovare la “più bella e adorabile rosa d’estate” …   “irish of course”! All’inizio potevano partecipare al concorso solo le donne della contea ma poi la gara si è estesa a tutte le donne di nascita o di discendenza irlandese!

foto tratta da http://louiserynhart.hubpages.com/hub/Rynhart-Fine-Art-BronzeLa statua dedicata alla bellezza irlandese si trova nel Parco cittadino di Tralee presso il giardino delle rose, è una scultura in bronzo a grandezza naturale di Jeanne Rynhart inaugurata nell’agosto 2009 per commemorare il 50° anniversario del concorso di bellezza.(foto da qui)

La melodia è una slow air quasi un walzer lento; la canzone divenne molto popolare quando John McCormack la cantò nel film “Song of My Heart” del 1930. Le prime due strofe originarie ci raccontano che in una sera d’estate, nel momento più magico del tramonto nei pressi di un fiume o una fontana, il protagonista dichiarava il suo amore alla bella Mary, chiedendole di sposarla e Mary gli rispondeva di si! La canzone trasmette quindi tutta la commozione di quel momento perfetto e sospeso nel tempo.

ASCOLTA The Outlander


I
The pale moon was rising
above the green mountains,
The sun was declining
beneath the blue sea,
When I strayed with my love
by the pure crystal fountain,
That stands in the beautiful
Vale of Tralee.
Chorus
She was lovely and fair
as the rose of the summer,

But ‘twas not her beauty
alone that won me.

Oh no, ‘twas the truth in her eyes
ever dawning (1)

That made me love Mary,
the Rose of Tralee.

II
The cool shades of evening
their mantle were spreading,
And Mary all smiling
was listening to me.
The moon through the valley
her pale rays was shedding,
When I won the heart
of the Rose of Tralee.
III
In the far fields of India (2)
‘mid war’s dreadful thunders,
Her voice was solace
and comfort to me.
But the chill hand of death has now rent us asunder,
I’m lonely tonight
for the Rose of Tralee
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
La pallida luna sorgeva
dalle rigogliose montagne,
il sole declinava
nell’azzurro del mare,
quando io mi appartai col mio amore presso una fonte pura e cristallina,
che si trova nella bella
Valle di Tralee.
Ritornello
Lei era adorabile e bella
come le rose dell’estate,

ma non fu solo la sua bellezza
a conquistarmi.

Oh, no! Fu la verità nei suoi occhi,
scintillanti,

a farmi amare Maria,
la Rosa di Tralee.

II
La sera spandeva le fresche
ombre del suo manto
e Maria, tutta sorridente,
mi ascoltava;
la luna emanava i suoi pallidi raggi attraverso la valle,
quando conquistai il cuore
della Rosa di Tralee.
III
Nelle lontane terre dell’India (2)
tra i tuoni orribili della guerra
la sua voce mi dava sollievo
e conforto,
ma la fredda mano della morte
ci ha ora separati
sono solo stanotte
senza la Rosa di Tralee.

NOTE
1) scritto anche “beaming”
2) La terza strofa è il corollario della storia sull’infelice amore di William Pembroke Mulchinock, anche se per la verità occorre notare che negli anni della sua presunta permanenza in India (dal 1843 al 1849) non vi furono guerre aglo-indiane.

FONTI
http://levysheetmusic.mse.jhu.edu/
http://www.jaydax.co.uk/showcase/themes/dunguairecastle/story.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/theroseoftralee.html
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/19308
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15280

CHAPELLOISE

E’ la danza più conosciuta del “Bal Folk” quella che chiude immancabile ogni raduno

Si stralciano le notizie storiche come riportate in
http://ballifolk.altervista.org/chapelloise.html

Contrariamente ad una tenace leggenda, questa danza non è stata inventata nella città di Chapelle-des-Bois. Deriva da una danza svedese del gruppo dei mixer chiamata Aleman’s marsj.

Negli anni 1930 è stata importata in Francia da Alick Maud Pledge. Negli anni 1970 è stata insegnata da A. Dufresne a Chapelle-des-Bois ed avendo egli dimenticato il nome originale ha nominato la danza come chapelloise. Da qui, con questo nuovo nome, si è ampiamente diffusa in tutta la Francia e nei bal folk d’Europa.

Come il circolo circassiano, stata diffusa negli anni 1970, all’epoca del movimento folk, particolarmente da Yvon Guilcher ed André Dufresne. Lo scopo era di diffondere delle danze collettive sufficientemente semplici da potersi imparare senza un insegnamento particolare.

La danza è apparentemente semplice, perché possono insorgere complicazioni nell’apprendimento del cambio fronte (credetemi può succedere!)

MUSICA: qualsiasi musica in 6/8 tipo jig, su 32 tempi. Si può danzare anche su una musica in 4/4 (reel).

Disposizione di partenza: in cerchio senso antiorario, per coppie con cavaliere all’interno, dama sulla destra del cavaliere, presa delle mani a W

Descrizione:

A PASSEGGIATA o PROMENADE
1 – 4 4 passi avanti, D.S.D.S.per la dama e S.D.S.D per il   cavaliere

sul 4 passo fare mezzo giro (a sx per la dama, a dx per il   cavaliere)

5 – 8 4 passi indietro (senso antiorario)
9-12 Ripetono 1-4
13 – 16 Ripetono 5-8
B VICINI-LONTANI e CAMBIO DI POSTO
1 – 2 Saltello laterale verso il partner
3-4 Saltello laterale all’esterno
5-8 Cambio di posto la dama passa davanti al cavaliere facendo   un giro completo (S.D.S.D.)
9 – 10 Ripetono 1-2
11-12 Ripetono 3-4
13 – 16 Giro a D in 4 passi (D.S.D.S) per la dama che va a   raggiungere il cavaliere che è dietro passando sotto il braccio alzato del   suo cavaliere (pastourelle) La dama   raggiunge il cavaliere retrostante spostandosi in diagonale per tornare   all’esterno del cerchio. L’uomo si sposta in avanti e raggiunge la nuova dama

PASTOURELLE
La Chapelloise

(foto tratta da http://blogmoulin.blogspot.it/2010_05_01_archive.html)

VIDEO

OSSERVAZIONI
Nella “passeggiata” l’apertura di piede opposta della coppia rende più elegante la figura, senza starci a pensare troppo, si inizi il passo con il piede esterno!

Il tipo di presa è quella semplice la coppia si tiene per mano con le braccia (interne) verso l’alto piegandole al gomito (presa a W)

COUNTRY DANCES AROUND BONFIRE: LUCKY SEVEN

Per danzare intorno al falò di San Giovanni nella notte del solstizio d’estate non c’è niente di meglio dei MIXERS, ovvero le danze collettive figurate che costituiscono una particolare categoria delle country dance: i danzatori cambiano “partner” a ogni giro di musica.
Sono perciò balli di socializzazione dalla melodia ripetitiva, ma tutto sommato briosa, che prosegue per un buon numero di volte in modo che le coppie si rincontrino durante l’esecuzione.
Si tratta di danze recenti (fine 1800 circa), provenienti essenzialmente dalle Isole Britanniche, Stati Uniti e Quebec. In genere i Mixers non hanno una musica specifica e si utilizzano jigs e reel.

LUCKY SEVEN

E’ una danza popolare del Galles diffusa anche in Scozia e citata anche nello “Scottish Ceilidh Dancing” (Danze Céilì Scozzesi) di David e May Ewarth.

Le Ceilidh dance (pron. ’kaylee’) sono le danze celtiche popolari tipiche della Scozia, quelle che si danzavano in occasione delle feste del clan nelle quali si raccontavano storie, si cantava, si declamavano poesie, si mangiava e … si danzava. Possono essere assimilate alle nostre “veglie” contadine ed erano momenti di incontro e di socializzazione ancora negli anni 50, quando si tenevano frequentemente feste a ballo il venerdì e il sabato sera. Si caratterizzano per la brevità delle sequenze (solitamente 16 battute) e la loro ripetitività così da poterle ballare con differenti partner.

“Lucky Seven” (fortunato il sette) è un ballo di coppia in disposizione circolare con cambio di partner a ogni ripetizione della danza, le notizie storiche sono molto scarse e probabilmente è un mixer molto recente.

La musica è una jig in 6/8, ma non c’è una melodia specifica.

La danza è molto semplice perfetta per raduni intorno al falò con gente che non si è mai avvicinata alla danza popolare di gruppo. La parte più difficile è quella della Grand Chain ovvero la Catena Inglese

SCHEDA SPIEGAZIONI 

Country2002f


VIDEO
: così è come dovrebbe venire la danza quando tutti la sanno ballare!

APPROFONDIMENTO
http://dawnsio.com/en/dances/welsh-folk-dance-history
/

MARY MORISON

lassieUn canto d’amore scritto da Robert Burns a una non meglio identificata Mary Morison; alcuni studiosi ritengono che il vero nome della bella potrebbe essere Alison (o Ellison) Begbie un amore giovanile del bel Robbie.
Altri autori tuttavia ritengono che la Mary della canzone potrebbe essere Mary Campbell, ovvero la bella Highland Mary amata dal poeta.

Anche sull’anno della composizione ci sono delle perplessità alcuni datano la poesia al 1780 altri al 1784/85 periodo in cui Burns stava meditando di lasciare la Scozia per la Giamaica. Su una lapide nel cimitero della chiesa di Mauchline è stato scritto “In Memory of Adjutant John Morrison and also his daughter, the poet’s bonnie Mary Morrison”.
Così la differenza di pochi anni sulla datazione della poesia diventa però significativa per la Mary sepolta a Mauchline che è morta nel 1791 all’età di 20 anni: nel primo caso la bella aveva 9 anni e nel secondo caso 12 o 13. Decisamente precoce nell’anno 1780 ed ancora in boccio nel 1784 per il ventenne Robbie!

GUIDA ALL’ASCOLTO
In questa poesia Burns esprime il concetto che l’amore rende ricco anche l’uomo più misero, ma l’amata non contraccambia e lo lascia solo tra le dame, così il poeta le chiede di avere almeno pietà di lui. Tutta la poesia può essere letta come una forma di corteggiamento per vincere la ritrosia di una fanciulla nel concedere l’amore.
Se si legge in chiave biografica e si considera questa Mary l’Highland Mary del poeta, sarebbe lecito supporre che la bella inizialmente disdegnasse il suo corteggiamento, o fosse restia a concedergli i suoi favori (i maligni insinuano: contrariamente ad altri più “amichevoli” atteggiamenti nei confronti degli amici più altolocati di Burns).

LA MELODIA
Le melodie tradizionalmente abbinate al testo sono quattro: nell’edizione del 1788 di Scots Musical Museum” la melodia indicata da Robert Burns è quella di “Duncan Davidson” una strathspey (ASCOLTA la prima parte), mentre l’editore Thomson la pubblicò con “Bide ye yet” (ASCOLTA); in “Select Collection of Scottish Airs” del 1793 la melodia è diventata “The Glasgow Lasses” (ASCOLTA); ma l’ultimo abbinamento risalente all’Ottocento è stata la melodia “The Miller” (ASCOLTA)

Ho trovato pochi video in rete e non la versione dei Tannahill Weavers ma le due proposte d’ascolto sono eccellenti!

ASCOLTA Westport

ASCOLTA Caprice in Kywitt! Kywitt! 2008 una versione neo-classica molto intrigante e stravagante (i Caprice sono un gruppo russo di atmosfera fantasy assolutamente surreale e teatrale che utilizza vari linguaggi tra cui anche l’elfico, sonorità classiche e elettronica)

 

ROBERT BURNS
I
O Mary, at thy window be,
It is the wish’d, the trysted hour!
Those smiles and glances let me see,
That make the miser’s treasure poor:
How blythely was I bidethe stour(1),
A weary slave frae sun to sun,
Could I the rich reward secure,
The lovely Mary Morison.
II
Yestreen(2), when   to the trembling string
The dance gaed(3) thro’ the lighted ha’,
To thee my fancy took its wing,
I sat, but neither heard nor saw:
Tho’ this was fair, and that was braw(4),
And yon(5) the toast of a’ the town
I sigh’d, and said among them a’,
“Ye are na Mary Morison.”
III
Oh, Mary, canst   thou wreck his peace,
Wha for thy sake wad gladly die?
Or canst thou break that heart of his,
Whase only faut(6) is loving thee?
If love for love thou wilt na gie(7),
At least be pity to me shown;
A thought ungentle canna(8) be
The thought o’ Mary Morison


TRADUZIONE ITALIANO (tratta da vedi)
I
O Maria, affacciati alla finestra:
è l’ora desiderata, è l’ora stabilita!
Fa ch’io veda quei sorrisi e quegli sguardi che rendono povero il tesoro dell’avaro:
come felicemente sopporterei la polvere,
costretto a faticare da un giorno all’altro,
se potessi assicurarmi questa ricca ricompensa: l’amabile Maria Morison.
II

Ieri sera, quando alla tremolante corda
le danze attraversavano la sala illuminata,
a te è volato il mio pensiero:
lì io sedevo, ma non sentivo niente, niente vedevo.
Sebbene una fosse graziosa, un’altra bella
e l’altra la più bella di tutto il paese,
io sospiravo e dicevo in mezzo a loro:
«Voi non siete Maria Morison».
III

O Maria, puoi tu distruggere la pace
di chi morirebbe volentieri per te?
Puoi tu spezzare quel cuore,
la cui sola colpa è quella d’amarti?
Se non vuoi rendere amore per amore,
almeno mostrami un po’ di pietà!
Non può essere un pensiero scortese
il pensiero di Maria Morison.

NOTE
1) bide the stoure=bear the struggle
2) yestreen=last night
3) gaed=went
4) braw=fine
5) yon=the other
6) faut=fault
7) gie=give
8) canna=cannot

FONTI
http://www.robertburns.plus.com/marymorison.htm
http://www.electricscotland.com/poetry/henderson/singalong/page103.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/CampbellHighlandMary176315186.180.shtml

WAULKING THE TWEED! DHEANAINN SUGRADH

The Dark-haired Girl (in italiano la ragazza dai capelli scuri, in gaelico scozzese Dheanainn súgradh ) è una tipica waulking song.
Qui il coro ha un senso compiuto e non ci sono “vocables”, peraltro il significato della storia è confuso, si può presumere si “parli” di una storia d’amore con botta e risposta tra lui e lei presi dalle rispettive faccende quotidiane, con immagini cariche di doppi sensi e battute salaci.

ASCOLTAThe Clannad in Clannad 2, 1974

ASCOLTAThe Poozies in The Celtic Legacy

ASCOLTA Alyth McCormack in An lomall

ASCOLTA Méav in Silver sea

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh,
Agus éiridh moch ‘s a mhaduinn;
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh.
1. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Treis mu ‘m fiachainn an cadal.
2. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich
Nuair a bhiodh a’ sluagh nan cadal.
3. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich,
Ri nighinn duinn a’ chuailein chleachdaich.
4. Dheanainn sùgradh air bheag gruamain,
Ri nighinn donn a chuailein chleachdaich.
5. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Leam bu mhiannach i bhi agam.
6. ‘S bòidheach leam cumadh do chalpa,
‘S bòidhche na sin t’ fhalbh is t’ astar.
7. Gu ‘m bithidh buill nach feum a spliceadh,
Ri mo mhaighdinn-sa tighinn dhachaidh.
8. ‘S nuair a théid thu null a dh’Éirinn
Gheibh thu ‘m bréid nach feum am paitseadh.
9. Dheanainn sùgradh, mire, ‘s mùirn,
An àm na siùil a bhith ‘gam pasgadh.
10. Dheanainn sùgradh ris a mhaighdinn,
‘N àm nan coinnlean ‘bhith ‘g a’ lasadh.
11. Gur bòidheach leam thu fo d’ éideadh,
Gaoth a’ séideadh ‘s an là frasach.
12. Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Dh’fhalbh sinn le Seònaid a Arcaibh.
13. ‘S ann Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Sheòl sinn a Steòrnabhagh a’ chaisteil.
14. Reef ‘san topsail, is dhà ‘san fhòre-sail,
‘S ceann a’ bhoom an déidh a laiseadh.
15. Reef ‘ga cheangal, ‘s reef ‘ga fhuasgladh
Muir fo cluais is fuaim fo planca.


TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I’d have fun with the dark-haired maiden,
And rise early in the morning;
I’d have fun with the dark-haired maiden.
1. I’d have fun with Catriona,
All the while I should be sleeping.
2. I’d have fun with the lass
While the world would be sleeping.
3. I’d have fun with the lass,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
4. I’d have fun with little gloom,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
5. I’d have fun with Catriona,
I thought it was pleasant to have her.
6. Beautiful to me is the shape of your calf,
And likewise beautiful are your carriage and the way you go.
7. Oh, there will be ropes that do not need splicing
On my maiden coming home.
8. When you go over to Ireland
You’ll get a sail that doesn’t need patching.
9. I’d have fun, mirth, entertainment,
When I should be folding the sail.
10. I’d have fun with the girl,
When the stubble should be burning.
11. How beautiful you are to me under your kilt,
The wind blowing on a showery day.
12. On a Monday after Sunday
We left with Janet from Orkney.
13. On a Monday after Sunday
We sailed from Stornoway of the castle.
14. A reef in the topsail and two in the foresail,
The end of the boom was lashed.
15. A reef being tied and a reef being loosened,
Sea under her sail and a noise under her planks.

tradotto da Cattia Salto
Mi divertivo con la fanciulla dai capelli scuri
e mi alzavo al mattino presto,
Mi divertivo con la ragazza dai capelli scuri
I. Mi divertivo con Catriona
tutto il tempo invece di dormire
II. Mi divertivo con la ragazza mentre  il mondo era addormentato
III. Mi divertivo con la ragazza,
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
IV. Mi divertivo  al crepuscolo
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
V.  Mi divertivo con Catriona
credevo fosse bello averla
VI. Bello per me è la sagoma del tuo vitello
e altrettanto bello è il tuo carro e il modo di portarlo
VII. Ci saranno corde che non hanno bisogno di giunzioni
Oh donna mia, torno a casa
VIII. Quando vai in Irlanda avrai una vela che non ha bisogno di rattoppi.
IX. Vorrei divertirmi, rallegrarmi e spassarmela invece di dover ripiegare la vela
X. Vorrei divertirmi con la ragazza
quando le stoppie dovranno essere bruciate (1)
XI. Come sei bello per me sotto  il kilt
con il vento che soffia in un giorno di pioggia
XII. Di Lunedì dopo la Domenica
lasciammo Janet dalle Orcadi (2)
XIII.  Di Lunedì dopo la Domenica
salpammo da Stornoway (3) del castello
XIV.  Con una mano alla gabbia e due al trinchetto  (4)
e l’asta di contro fiocco rientrata (5)
XV. Con una mano presa e l’altra mollata, con il mare sotto le vele e il suo sciabordare contro il fasciame (6)

NOTE
1) in autunno
2) le isole Orcadi
3) capoluogo dell’isola Lewis e Harris  la più estesa delle Isole Ebridi “La parte settentrionale dell’isola è chiamata ‘Lewis’, mentre la parte meridionale ‘Harris’ ed entrambe sono spesso nominate come se fossero isole distinte. Il confine tra Lewis e Harris è costituito da uno stretto istmo che parte da Loch Resort (Reasort) a Ovest fino a Loch Seaforth (Shiphoirt) a Est.” (tratto da Wikipedia)
4) E qui Italo Ottonello traduce tutta la strofa, spiegando in modo molto chiaro l’operazione di riduzione di una vela detta in termini nautici “prendere una mano di terzaroli”, a causa del forte vento le vele di gabbia e di trinchetto vengono regolate  “con una mano presa e l’altra mollata” e anche nel verso successivo
terzarolo, are: parte di vela che può essere serrata per sottrarla all’azione del vento. (to reef, reefing); mano (di terzarolo): superficie della vela che si sottrae all’azione del vento quando si prende un terzarolo (reef).
5) così leggo nell’Enciclopedia Treccani: si fanno rientrare le aste di fiocco per ridurre la superficie esposta nell’ingagliardire del tempo
6) ancora Italo Ottonello traduce poeticamente il verso
con il verbo sciabordare: intr. (aus. avere) con riferimento ad acqua o altri liquidi, frangersi, battere ripetutamente contro un ostacolo, producendo un caratteristico rumore continuato: si sentiva il mare sc. tra gli scogli; l’acqua sciaborda con fresca eloquenza contro le murate (Savinio).
FONTI
http://ingeb.org/songs/dheanain.html
http://www.thistleandbroom.com/scotland/waulking.htm
http://www.houseofscotland.org/waulking.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/dheanainn.htm

ALASDAIR MHIC CHOLLA

“Alasdair Mhic Cholla Ghasda”: waulking song
Melodia tradizionale scozzese XVII secolo

Nelle note del brano riportate dai Capercaillie leggiamo che si tratta di una waulking song dell’isola di Barra ossia di una canto in gaelico che accompagnava la battitura dei panni di tweed, un lavoro manuale di pertinenza delle donne, spesso svolto con i ..piedi! (vedi)
La ban dhuan (ovvero la donna-canzone) intonava la strofa e il resto delle altre donne la seguiva nel ritornello: mentre la strofa era in genere breve, di uno o due versi il ritornello era spesso lungo con almeno 4-5 versi con abbondante uso di “vocables” ovvero suoni sillabici senza senso . Del resto anche tutta la canzone non aveva un vero e proprio significato, essendo le parole scelte principalmente per mantenere costante il ritmo della lavorazione tuttavia la ban dhuan più abile riusciva a metterci i gossip del momento. Ovviamente si finì per codificare le canzoni in una sorta di versione tramandata anche se di volta in volta i versi delle strofe finivano per variare a piacere di chi cantava. Queste canzoni ci narrano così vicende storiche del XV-XVI secolo, oppure descrivono attività e usanze molto antiche.

In particolare “Alasdair Mhic Cholla Ghasda” ricorda le gesta di un capo clan scozzese, Alaster McDonald nativo delle Ebridi, dalla grande statura, forza e coraggio, un eroe popolare sia in Irlanda che in Scozia per le sue imprese nella guerra civile della seconda metà del 600.

maccollaAlexander (o Alaster) McDonald (c. 1610-1647) fu un guerriero scozzese nato nelle Ebridi Interne (isola di Colonsay) e primogenito di un capo clan (uno dei più potenti clan scozzesi delle Highlands). Nella annosa faida con il clan Campbell però il Clan Donald finì per soccombere con il devastante corollario di perdita della terra, case bruciate, uccisioni o cattura della maggior parte degli uomini. Così Alasdair si trasferì in Irlanda del Nord in esilio presso i suoi parenti MacDonnels di Antrim, con un pugno di guerrieri, finendo nel bel mezzo della guerra civile irlandese del 1641.

Noto per la sua gigantesca statura e prestanza fisica nel 1644 fu nominato comandante di quasi 2.000 uomini per una spedizione in Scozia a sostegno della guerra civile scozzese, ben determinato a vendicarsi di coloro che lo avevano offeso.
Non perdendo l’occasione di saccheggiare le terre dei Campbell (bruciò vivi anche donne e fanciulli con l’unica colpa di appartenere al clan dei Cambell, devastò castelli e città meritandosi il nome di “il devastatore” per la sua crudeltà) vinse una serie di battaglie alleandosi con il generale scozzese James Graham primo marchese di Montrose tra il 1644 e il ’45 (Tippermuir, Aberdeen, Inverlochy, Auldearn, Alford e Kilsyth). Ma le sorti della guerra si decidevano in ambiti più vasti e vanamente MacColla continuò la sua battaglia nel Nord della Scozia, circondato dai nemici e senza più rinforzi. Nel maggio del 1647 si ritirò in Irlanda per servire nell’esercito del Munster e trovò la sua morte nella battaglia di Knocknanuss, dove venne catturato e fucilato subito dopo il combattimento.. così divenne un eroe popolare sia in Irlanda che in Scozia, con canti e melodie scritte in suo onore.

Come struttura la canzone ha la particolarità di prendere gli ultimi due versi di una strofa per farli diventare i primi due della strofa successiva (mantenendo sempre l’alternanza tra strofa e ritornello). Spesso i versi delle strofe venivano riciclati da una canzone all’altra, ma il ritornello, invece, per quanto senza senso, è sempre diverso, forse perché è la parte corale del canto che in qualche modo lo connota rispetto agli altri.

ASCOLTA Capercaillie in Sidewaulk , 1989; The Blood is Strong 1988 e 1995 (la III strofa è omessa)
Nel 1988 il gruppo ha inciso le musiche di “The Blood is Strong” per una serie televisiva sull’esodo forzato di tanti Highlander nel Nord America, Australia e Nuova Zelanda, (Highland clearance), alcune tracce sono confluite anche nell’album dell’anno successivo Sidewaulk. L’album  The Blood is Strong è stato ripubblicato dalla Survival Record bel 1995 con delle tracce aggiuntive tratte dai commenti sonori ad altri due programmi televisivi, il primo Prince Among the Island del ’92 e Highlander del ’95

ASCOLTA Clannad in Lore 1996

ORIGINALE GAELICO SCOZZESE
I
Alasdair Mhic o ho
Cholla Ghasda o ho
As do laimh-s’ gun o ho
Earbainn tapaidh trom eile
Sèist:
Chall eile bho chall a ho ro
Chall eile bho chall a ho ro
Chall eile huraibh i chall a ho ro
Haoi o ho trom eile
II
As do laimh-s’ gun o ho
Earbainn tapaidh o ho
Mharbhadh Tighearna o ho
Ach-nam-Brac leat trom eile
III
Mharbhadh Tighearna o ho
Ach-nam-Breac leat o ho
Thiolaigeadh e o ho
An oir an lochain trom eile
IV
‘S ged ‘s beag mi fein o ho
Bhuail mi ploc air o ho
Chuala mi’n de o ho
Sgeul nach b’ait leam trom eile
V
Chuala mi’n de o ho
Sgeul nach b’ait leam o ho
Glaschu a bhith o ho
Dol ‘na lasair trom eile
VI
Glaschu a bhith o ho
Dol ‘na lasair o ho
‘S Obair-Dheathain o ho
‘N deidh a chreachadh trom eile
TRADUZIONE INGLESE
I
Alexander son,
Of gallant(1) Cholla,
Into your hand,
I would heroic entrust deeds,
II
Into your hand,
I would entrust heroic deeds,
The Lord of Ach-nam-breac,
Would be killed by you,
III
The Lord of Ach-nam-breac,
Would be killed by you,
He would be buried,
At the edge of the loch,
IV
And although I myself was small,
I threw a clot of earth on him,
I heard yesterday,
A sad story,
V
I heard yesterday,
A sad story,
That Glasgow,
Was going down,
VI
That Glasgow,
Was going down,
And Aberdeen,
Is being pillaged,
TRADUZIONE ITALIANO
I
Alessandro figlio
del cavalleresco Donald,
nella tua mano
vorrei affidare eroiche imprese,
II
Nella tua mano
vorrei affidare eroiche imprese,
il Signore di Ach-nam-breac,
fu ucciso da te,
III
il Signore di Ach-nam-breac,
fu ucciso da te,
e seppellito,
in riva al lago,
IV
E sebbene fossi fanciullo,
ho gettato un pugno di terra su di lui,
Ho sentito ieri,
una triste storia,
V
Ho sentito ieri,
una triste storia,
che Glasgow,
stava per essere travolta,
VI
Che Glasgow,
stava per essere travolta,
e Aberdeen,
saccheggiata,

NOTE
1) tradotto anche come exile ossia esule

GOL NA MBAN SAN AR

Gol na mBan san ar (“The Crying Of The Women At The Slaughter ”  in italiano il Lamento delle donne nel massacro) è una melodia composta in memoria di MacColla, più nota con il nome di The Eagle’s Whistle (in italiano “il richiamo dell’aquila” e in gaelico Fead An Iolair).

Il brano è stato registrato sotto molti nomi, anche se le melodie non sono del tutto simili specialmente per i tempi che vanno dalla slip jig, walzer alla marcia o polka: Arrane Ny Niee, The Eagle’s Whistle March. Con il nome di “The O’Donovan Clan March” è anche la melodia ufficiale del Clan O’Donovan. Tuttavia Gol na mBan e The Eagle’s Whistle non sono lo stesso brano, pare che la confusione sia insorta da una delle prime registrazioni di Seámus Ennis (vedi Bonny Bunch of Roses), errore poi rettificato nelle registrazioni successive.

THE EAGLE’S WHISTLE

ASCOLTA Crubeen in versione marcia, così scrivono nelle note : “This tune is said by some to be the march of the O’Donoghue clan. while others claim it to relate to the O’Donovans. It is strangely reminiscent of an old lullaby in which an eagle is singing to the young eaglets. However. played as a march it conveys the spirit of the old Irish clans.”
Ecco come è arrangiata in versione slow-air
ASCOLTA William Coulter

ASCOLTA The Highland Session con Allan Henderson al violino

ASCOLTA The Sea Stallions

ALLISDRUM’S MARCH

Gol na mBan san ar è ricordato più propriamente con il titolo di Allisdrum’s march o anche Battle of Cnoc na nDos, ovvero la battaglia di Knocknanuss combattuta non lontano da Mallow (contea di Cork) il 13 novembre 1647

La melodia è raccolta in “Tunes of the Munster Pipers” dal manoscritto di James Goodman (1828-1896), una melodia senz’altro più in tono come lament o marcia funebre per la morte di Alasdair e il lamento delle donne, che si conclude a volte con un cenno di danza al tempo di una vecchia jig “Church Hill” nota anche come “Church Street” comparsa in “Dance Music of Irland” di Francis O’Neil: alcune spiegazioni sono state azzardate in merito, ovvero che la vedova fosse ben felice di essersi liberata da un marito soprannominato “il devastatore” peraltro di sana e robusta costituzione duro a morire; oppure si dice che la vedova abbia ballato per non iniziare a piangere prima delle altre donne


ASCOLTA Téada

ASCOLTA Peter Browne all’uilleann pipes

FONTI
http://www.badassoftheweek.com/maccolla.html
http://www.british-civil-wars.co.uk/military/ireland-1647-knocknanuss.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/alasdair.htm
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/alasdair.htm
http://thesession.org/tunes/4192
http://thesession.org/tunes/9853
http://www.thesession.org/tunes/1837
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=26498
http://source.pipers.ie/documents/item.arc?mediaId=16749
http://thesession.org/tunes/9497
http://thesession.org/tunes/6567

RÓISÍN DUBH

Róisín Dubh (= little black rose) è  Rosalinda, una fanciulla dal nome di Piccola Rosa, l’allegoria dell’Irlanda, una parola in codice coniata alla fine del Cinquecento/inizi Seicento per identificare l’Irlanda con una Rosa Nera,  contrapposta idealmente alla Rosa Rossa della Casata Tudor (la rosa dei Lancaster).
Così s’intitola una canzone di protesta politica in gaelico irlandese molto popolare nell’Irlanda del Settecento anche se di origine cinquecentesca, attribuita talvolta a Hugh Roe O’Donnell (1587-1602) – Hug il Rosso ovvero Aodh Ruadh O’Domnhaill- Principe (ovvero Ri) di Tyrconnell oggi contea del Donegal, che condusse la resistenza dell’aristocrazia gaelica contro la conquista inglese dell’Irlanda.
Róisín Dubh è stata scritta forse sotto il regno di Elisabetta I, poco prima del “Volo dei Conti” (in inglese “the Flight of the Earls” ), la fuga degli ultimi capi irlandesi rimasti in Irlanda dopo il fallimento della Guerra dei Nove anni -ricordata come la Rivolta di Tyrone, combattuta dal 1594 al 1603 dal “Gran Conte” Hugh O’Neil alleato con gli O’Donnell. Nel primi di settembre del 1607 i principali capi della rivolta lasciarono l’Irlanda e il territorio del Nord dell’Isola passò in mano ai nuovi coloni inglesi e scozzesi di fede protestante.

dark-roseen

Il protagonista si lamenta di non poter vivere con la sua amata Rosa Nera anche se ha cercato di fare il possibile per stare con lei. Rosalinda è l’Irlanda ma l’allusione non è mai esplicita, per evitare la denuncia di tradimento e con essa la condanna a morte.
Il canto è un Sean Nós ossia un canto per sola voce con i tipici abbellimenti del vecchio stile, la melodia è qualcosa di meraviglioso.

ASCOLTA Matt Cunningham versione strumentale con il Tin Whistle, semplicemente sublime.

 

LA VERSIONE DEL MUNSTER

Forse originaria dal Munster questa versione è stata pubblicata dal rev. Padraig Breathnach nella raccolta Ceol Ár Sínsear del 1923, per diventare il brano insegnato nelle scuole d’Irlanda.

ASCOLTA Mike O’Laughlin by Irish Roots Cafe

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
ná cás anois
Tá do phardún ón bPápa
ón Róimh uile
Tá na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Ná ceiligí fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Beidh an Éirne na tonna tréana
s beidh an spéir ina fuil
Beidh na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Beidh gach gleann sliabh ar fud Éireann
is móin ar crith
Lá éigin sula n-éaga
mo Róisín Dubh.
TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Róisín, don’t be sorrowful
or worried;
your pardon is coming from the Pope
and from all of Rome,
the Brothers from overseas
to help us.
The Spanish wine won’t be hidden
from my Róisín Dubh (1).
II
Lough Erne (2) will be stormy,
the sky will be blood-red;
the White Brothers (3) will come overseas
to help us;
in every valley and hillside in Ireland
the bogs will be trembling (4)
someday before
my Róisín Dubh dies.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Piccola Rosa, non essere triste o preoccupata
dal Papa arriverà il vostro perdono e da Roma tutta,
i Fratelli sono sull’oceano
per aiutarci.
Ci sarà del vino spagnolo
per la mia piccola Rosa Nera (1)
II
Il Lago Erne (2) si farà turbolento,
il cielo si farà rosso di sangue;
i Bianchi Fratelli(3) attraverseranno l’oceano per aiutarci,
in tutte le valli e le montagne in Irlanda le paludi tremeranno (4)
un giorno, prima che,
la mia piccola Rosa Nera, muoia

NOTE
1) La rosa nera era un tempo una rosa di un colore rosso cupo, molto scuro, la rosa gotica per eccellenza associa alla morte. E tuttavia nel linguaggio dei fiori ottocentesco presenta molteplici significati: è sia la fine che l’inizio di un drastico cambiamento, una rinascita. Rose rosso cupo sono il dolore di una tragica storia d’amore. E così l’amore per la propria terra è profondo e tenace; è un amore che richiede il sacrificio
2)  L’Erne è il nome dei due Laghi – Il Lough Erne (Loch Éirne in gaelico irlandese)  situati lungo il corso del fiume Erne. Il fiume traccia in buona parte il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. E’ il territorio della “Plantation” cioè delle terre in cui si insediarono i coloni inglesi e scozzesi: le contee di Tyrone, Donegal, Derry, Armagh, Cavan e Fermanagh a discapito degli irlandesi gaelici e dei vecchi inglesi di origine cattolica. La sistematica colonizzazione dell’Ulster prese il via con il successore di Elisabetta, Giacomo I per sfociare nella spedizione di Cromwell.
3) si spera negli aiuti del Papa e del Re di Spagna
4) la chiamata alle armi è paragonata alla fine del mondo

LA VERSIONE DEL CONNEMARA

Di questa versione esistono ulteriori varianti ed è quella più diffusa a Connemara, qui le strofe sono state riportate per intero anche se nella selezione per l’ascolto vengono cantate solo parzialmente.

ASCOLTA Caitlín Maude strofe I, II, IV, VI

ASCOLTA Cherish The Ladies in Out and About
ASCOLTA  Sinead O’Connor una versione molto drammatica (strofe I, IV)

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
fé’r éirigh dhuit:
Tá na bráithre ‘teacht thar sáile
‘gus ag triall ar muir,
Tiocfaidh do phárdún ón   bPápa
is ón Róimh anoir
‘S ní spárálfar fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Is fada an réim a léig mé léi
ó inné ‘dtí inniu,
Trasna sléibhte go ndeachas léi,
fé sheolta ar muir;
Is an éirne chaith mé ‘léim í,
cé gur mór é an sruth;
‘S bhí ceol téad ar gach taobh díom
is mo Róisín Dubh.
III
Mhairbh tú mé, a bhrídeach,
is nárbh fhearrde dhuit,
Is go bhfuil m’anam istigh i ngean ort
‘s ní inné ná inniu;
D’fhág tú lag anbhfann mé i ngné
is i gcruth-
Ná feall orm is mé i gnean ort,
a Róisín Dubh.
IV
Shiúbhalfainn féin an drúcht leat
is fásaigh ghuirt,
Mar shúil go bhfaighinn rún uait
nó páirt dem thoil.
A chraoibhín chumhra, gheallais domhsa
go raibh grá agat dom
‘S gurab í fíor-scoth na Mumhan í,
mo Róisín Dubh.
V
Dá mbeadh seisreach agam
threabhfainn in aghaidh na gcnoc, is dhéanfainn soiscéal i lár an aifrinn
do mo Róisín Dubh,
bhéarfainn póg don chailín
óg a bhéarfadh a hóighe dhom,
is dhéanfainn cleas ar chúl an leasa
le mo Róisín Dubh.
VI
Beidh an Éirne ‘na tuiltibh tréana
gus réabfar cnoic,
Beidh an fharraige ‘na tonntaibh dearga
agus doirtfear fuil,
Beidh gach gleann sléibhe ar fud éireann agus móinte ar crith,
Lá éigin sul a néagfaidh
mo Róisín Dubh.

TRADUZIONE di Padraic Pearse
I
Little Rose, be not sad
for all that hath behapped thee:
The friars are coming across the sea,
they march on the main.
From the Pope shall come thy pardon,
and from Rome, from the East-
And stint not Spanish wine
to my Little Dark Rose.
II
Long the journey that I made with her
from yesterday till today,
Over mountains did I go with her,
under the sails upon the sea,
The Erne I passed by leaping,
though wide the flood,
And there was string music(1) on each side
of me and my Little Dark Rose!
III
Thou hast slain me, O my bride,
and may it serve thee no whit,
For the soul within me loveth thee,
not since yesterday nor today,
Thou has left me weak and broken
in mien and in shape,
Betray me not who love thee,
my Little Dark Rose!
IV
I would walk the dew with thee
and the meadowy wastes,
In hope of getting love from thee,
or part of my will,
Frangrant branch, thou didst promise me
that thou hadst for me love-
And sure the flower of all Munster
is Little Dark Rose!
V
Had I a yoke of horses
I would plough against the hills,
In middle-Mass I’d make a gospel
of my Little Dark Rose,
I’d give a kiss to the young girl
that would give her mouth to me,
And behind the liss would lie embracing my Little Dark Rose!
VI
The Erne shall rise in rude torrents,
hills shall be rent,
The sea shall roll in red waves,
and blood be poured out,
Every mountain glen in Ireland,
and the bogs shall quake
Some day ere shall perish
my Little Dark Rose!”

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO*
I
Piccola Rosa, non essere triste per tutto quello che ti è accaduto
i frati sono sull’oceano, essi marciano sul mare
dal Papa arriverà il tuo
perdono,
e da Roma e dall’Oriente-
e non si risparmierà il vino spagnolo per la mia piccola Rosa Nera
II
Un lungo cammino abbiamo percorso
insieme,
dai tempi passati fino a oggi,
per i monti andai con lei,
con i vascelli sul mare
(il fiume) Erne attraversai a guado sebbene fosse in piena,
e c’era musica d’arpa (1)
da ogni parte
tra me e la mia piccola Rosa Nera.
III
Mi hai reso folle, moglie mia,
e possa io servirti con coraggio
che l’anima in me ti ama
non da ieri nè oggi
tu mi hai lasciato debole e malato nel corpo e nell’anima,
non tradire chi ti ama,
mia piccola Rosa Nera.
IV
Vorrei camminare nella rugiada con te, o nelle terre desolate
nella speranza di poter avere il tuo affetto, o una parte del tuo amore,
ramo odoroso, hai dato
la tua parola
che mi ami,
il più sublime dei fiori di Munster
è la piccola Rosa Nera
V
Se avessi un giogo di cavalli vorrei arare le colline
a metà Messa canterei un coro (2) per la mia piccola Rosa Nera,
darei un bacio alla giovane donna che mi darà la sua bocca
e con sollievo giacerei abbracciando la mia piccola Rosa Nera.
VI
L’Erne si gonfierà in un violento torrente, le colline saranno libere
il mare rotolerà con onde rossastre, e il sangue sarà versato
tutte le valli di montagna in Irlanda, e le paludi tremeranno
un giorno, prima che muoia, la mia piccola Rosa Nera.

NOTE
* traduzione dall’inglese
1) string sono le corde di metallo che si usavano un tempo sull’arpa bardica
2) due versi che alludono al lavoro dei campi e alla preghiera, la causa nazionale si sposa con la questione agraria (il possesso della terra ai contadini) e con la questione religiosa (il conflitto tra anglicani e cattolici)

LA VERSIONE INGLESE

Con il titolo “Dark Rosaleeen” è la versione tradotta (un po’ liberamente) nel 1846 da James Clarence Mangan (vediad essere messa in musica attorno al 1890 da Alicia Adélaïde Needham. Curiosamente  il traduttore poco conosce la lingua gaelica e a ben vedere il testo è più una sua composizione poetica che una traduzione in senso stretto (e pertanto molti preferiscono usare il termine pseudotraduzione e altri la classificano come una forma di scrittura minoritaria).

ASCOLTA John McCormack (strofe I, III, IV)

ASCOLTA Tommy MakeT (strofe I, II, IV)


I
O my Dark Rosaleen,
Do not sigh, do not weep!
The priests are on the ocean green,
They march along the deep.
There ‘s wine from the royal Pope,
Upon the ocean green;
And Spanish ale shall give you hope,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
Shall glad your heart, shall give you hope,
Shall give you health, and help, and hope,
My Dark Rosaleen!
II
Over hills, and thro’ dales,
Have I roam’d for your sake;
All yesterday I sail’d with sails
On river and on lake.
The Erne, at its highest flood,
I dash’d across unseen,
For there was lightning in my blood (2), My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
O, there was lightning in my blood,
Red lightning lighten’d thro’ my blood.
My Dark Rosaleen!
III
Woe and pain, pain and woe,
Are my lot, night and noon,
To see your bright face clouded so,
Like to the mournful moon.
But yet will I rear your throne
Again in golden sheen;
‘Tis you shall reign, shall reign alone,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
‘Tis you shall have the golden throne,
‘Tis you shall reign, and reign alone,
My Dark Rosaleen!
IV
O, the Erne shall run red,
With redundance of blood,
The earth shall rock beneath our tread,
And flames wrap hill and wood,
And gun-peal and slogan-cry (£)
Wake many a glen serene,
Ere you shall fade, ere you shall die,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
The Judgement Hour must first be nigh,
Ere you can fade, ere you can die,
My Dark Rosaleen!
Traduzione di Cattia Salto
I
O mia piccola rosa nera
non singhiozzare e non piangere!
I frati sono sull’oceano profondo,
in marcia (1) sul mare
c’è il vino dal Papa
in arrivo dal mare,
la birra dalla Spagna che ti darà la speranza, mia piccola Rosa Nera!
oh la mia Rosalinda!
Ti rallegreranno il cuore e ti daranno
la speranza,
ti daranno forza e sostegno
e speranza
mia piccola Rosa Nera!
II
Per valli e colline
ho viaggiato per amor tuo,
fino a ieri sono andato per mare,
fiumi e laghi.
L’Erne in piena
ho attraversato di nascosto
perchè avevo il sangue in fiamme (2)
mia piccola rosa nera
oh la mia Rosalinda!
Un fulmine scarlatto m’infiammava il sangue
mia piccola rosa nera!
III
Disgrazia e pena, pena e disgrazia
sono il mio destino, notte e giorno
nel vedere il tuo volto bello così rattristato, come una luna funerea.
Tuttavia innalzerò il tuo trono
di nuovo nello splendore dorato
e tu regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
Ecco avrai il trono dorato
e regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
IV
L’Erne scorrerà rosso
rigonfio di sangue,
la terra tremerà sotto i nostri passi
e le fiamme avvolgeranno colline e boschi
e i colpi di fucile e grida di guerra (3)
risveglieranno più di una valle
prima che tu debba cadere, prima che tu debba morire
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
L’ora del giudizio si avvicina
prima che tu possa cadere; prima che tu possa morire
mia piccola rosa nera!

NOTE
1) il termine richiama un esercito in marcia
2) l’immagine ha un che di mitico, richiama divinità del passato che irraggiano un sacro fuoco, rifulgono d’intensa luce spirituale
3) la “traduzione” rispecchia il clima ottocentesco e il fervore del romanticismo

FONTI
https://goldenbridgeinmate39.wordpress.com/2012/11/12/11719/
https://thesession.org/tunes/4184
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21343
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13339
http://www.irishpage.com/songs/roisdubh.htm
http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-1/

http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-2/
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/tdp/tdp07.htm

CHARLIE, HE’S MY DARLING

Canto ironico legato all’ultima rivolta giacobita capeggiata dall’ultimo pretendente cattolico al trono d’Inghilterra, il principe Carlo Edoardo Stuart (1729-1788) amato dagli Scozzesi come il “Bonnie Prince Charlie“. Il “Bel Carletto” fu l’ultimo della dinastia Stuart a rivendicare il tono di Scozia e Inghilterra. I sostenitori della rivolta si chiamarono giacobiti, perchè sostenitori di re Giacomo II d’Inghilterra deposto nel 1688, quando fu sostituito dalla figlia Maria II d’Inghilterra insieme al marito e primo cugino Guglielmo III d’Inghilterra (l’annosa disputa tra Cattolici e Protestanti!). continua

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartIL BEL CARLETTO

Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands!
Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). A Parigi ebbe come amante Marie Louise de La Tour (già maritata con il Duca di Montbazon) dalla quale pare abbia avuto un figlio.

Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordo con la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata dai capi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart di Appin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.

IL GIALLO DEL RITRATTO
Ma qual'era il volto del bel Carletto?
Spesso si tende a dimenticare che Carlo aveva un fratello prete (Enrico Benedetto) e i due si assomigliavano, così il ritratto del fratello Enrico in armatura militare di quando prestava servizio nell'esercito francese, è finito tra le biografie ufficiali del Bel Principe!!

LA CAMPAGNA MILITARE

Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero!
La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie come la battaglia di Prestonpans, la quale gli aprì le porte della città di Edimburgo (ma con gli inglesi asserragliati nel Castello) dove si auto-proclamò re. E poi invece di aspettare che passasse l’inverno seguendo i consigli dei suoi generali di ritirarsi verso le Highlands, Charles ebbe la bella pensata di invadere l’Inghilterra.
Ma poi a Dicembre inoltrato quando l’esercito delle Highlands si trovava a Derby (a causa delle numerose defezioni e della scarsa adesione dei suoi “sudditi” delle Lowlands) ci fu il dietro front.

CHARLIE IS MY DARLING

75241561_3Robert Burns nel 1794 ha riportato in forma ridotta una street ballad risalente all’anno 1745,  con una melodia composta per l’occasione, o quantomeno arrangiata da Stephen Clarke, per la pubblicazione sullo Scots Musical Museum

Una versione più “patriottica” è quella riportata da James Hogg (1812) il quale credeva che la versione di Burns fosse quella tradizionale; Hogg riscrisse in parte il testo sottotitolando la sua versione come “Moderna”.

In Burns Charlie è un vigoroso amante, oltre che valoroso combattente, e viene descritto mentre si dedica ad un’avventura amorosa, attratto dalla bellezza di una fanciulla affacciata alla finestra (presumibilmente per acclamarlo mentre sfilava trionfante per le vie della cittadina). Tanto testosterone sprizza anche dai suoi uomini, pronti a sverginare ogni pastorella incontrata per i campi (nel rapporto è implicito il consenso femminile, così come la fanciulla “cittadina” è ben disposta ad aprire la porta al “Bonnie Prince”)

Anche Lady Nairne (Carolina Oliphant 1766-1845) riscrive le strofe della canzone, ed estende l’ammirazione per Charlie a tutti i suoi fedeli sostenitori armati, sublimando l’attrazione erotica verso il Bel Carletto in fede patriottica. O così almeno commentano i critici (e chissà perchè quando è una donna ad essere sfegatatamente patriottica la si taccia di isteria!) (qui)

Tutte queste versioni sono state scritte quando il “Bonnie Prince” era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi. Una comparazione tra le tre stesure qui

Oggi prevale la versione ironica di Burns per quel suo piccante ammiccamento all’ “All in his Highland dress” che allude alle parti intime del “Bel Carletto” lasciate “all’aria” sotto il kilt scozzese. [Le recenti ricerche pubblicate sullo Scottish Medical Journal confermano che gli uomini che indossano il kilt in modo tradizionale (cioè senza mutande) sono più fertili!]

ASCOLTA Eddi Reader


ROBERT BURNS 1794/1796
Chorus.
An’ Charlie, he’s my darling,
My darling, my darling,
Charlie, he’s my darling,
The young Chevalier.
I
‘Twas on a Monday morning,
Right early in the year,
That Charlie came to our town,
The young Chevalier.
II
As he was walking up the street,
The city for to view,
O there he spied a bonie lass
The window looking through,
III
Sae light’s he jumped up the stair,
And tirl’d at the pin(1);
And wha sae ready as hersel’
To let the laddie in.
IV
He set his Jenny on his knee,
All in his Highland dress;
For brawly weel(2) he ken’d(3) the way
To please a bonie lass.
V
It’s up yon heathery mountain,
An’ down yon scroggie(4) glen,
We daur na(5) gang a milking(6),
For Charlie and his men.

traduzione revisionata da Cattia Salto
Chorus.
Charlie è il mio caro,
il mio caro,
Charlie è il mio caro,
il giovane Cavaliere.
I
Era un lunedì mattina,
all’inizio nell’anno,
che Charlie venne nella nostra città,
il giovane Cavaliere.
II
Mentre camminava per la strada,
per visitare la città,
oh vide una bella ragazza
affacciata alla finestra,
III
Come un lampo saltò su per le scale,
e tirò il campanello;
e anche lei prontamente
fece entrare il ragazzo.
IV
Prese Jenny sulle ginocchia,
tutto vestito da scozzese;
lui ci sapeva fare molto bene,
per compiacere a una bella ragazza.
V
Su per le montagne d’erica,
e giù per la valle cespugliosa,
non osiamo andare a mungere,
a causa di Charlie e i suoi uomini,

NOTE
1) tirled at the pin = “rattled at door latch”. E’ una frase consueta nelle ballate scozzese oggi si traduce come “suonare il campanello” ma un tempo il meccanismo era un po’ più complesso rispetto a un semplice bottone da pigiare. Al posto del batacchio (o delle nocche delle mani) nelle dimore scozzesi era comune una campanella collegata a un pezzo di metallo spiraliforme.
“Twirl” oppure “tirl”= to make a rattling sound. Le vecchie dimore scozzesi conservano ancora un apparato proprio all’esterno della porta di casa formato da un pezzo di metallo spiraliforme (a twisted “pin”) che sporge un poco. All’estremità libera è appeso un campanello che si muove su e giù producendo un “rattling sound”  che annuncia i visitatori.
Ecco perchè troviamo nelle vecchie ballate “twirling” o “tirling” the ring (pin). Il perchè sia così importante richiamare il fatto che i visitatori fossero annunciati da un suono della campanella è ancora da indagare!
2)  brawlie weel = very well
3) kened = knew, understood
4) scroggy = hilled slopes covered in brush
5) daurna = dare not
6) nelle ballate scozzesi le ragazze mandate sole alla mungitura negli alpeggi perdevano facilmente la verginità

LA FUGA

Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. continua

LA VECCHIAIA

Charles_Edward_Stuart_(1775)L’Alfieri ce lo descrive come “irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito” (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

Così lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson mise in bocca a Charlie vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze i versi di una popolare canzone The Skye boat song

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/charlie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27601
http://chrsouchon.free.fr/ocharlie.htm
http://www.jstor.org/discover/10.2307/25517716?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21102306474941