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SHEATH AND KNIFE OR THE LEESOME BRAND

courtly love“Fodero e Coltello” (in italiano) è una ballata sull’incesto dalle remote origini medievali e dal finale tragico. La ballata ha una certa assonanza con  “The Bonnie Hind” dove però l’incesto era accidentale. (vedi)
Nella sua versione più tarda a pagare per la colpa è sempre e solo la donna (come se implicitamente fosse solo lei la vera responsabile). Sia morta di parto o per la freccia scoccata dal fratello, la donna deve in ogni caso sparire per non disonorare il nome della famiglia.

L’incesto, un tema ballatistico non infrequente e generalmente considerato antichissimo (a partire da Edipo e Giocastra), è visto dalla gente come un crimine talmente ignominioso ed orrendo da dover essere punito in modo altrettanto atroce; nonostante ciò, coloro che lo commettono accidentalmente (ad esempio, per non saper affatto che la persona con la quale si giacciono è in realtà dello stesso sangue) sono trattati con simpatia e grande comprensione. Persino il terrificante peccatore di una ballata (Child,II,16), che confessa di avere avuto due bambini da sua madre e cinque da sua sorella, è salvato miracolosamente dalla Madonna. In tutto questo ci dev’essere stato un fondo di (terribile) realtà, dato che tali fatti non sono purtroppo infrequenti neanche nel mondo moderno, e non solo nelle comunità più arretrate.
Il “fodero e il coltello” della nostra ballata (da Motherwell, Minstrelsy, p. 286) sembrano avere solo la funzione esoterica di simboleggiare una madre che ha partorito un bambino morto, ma alcuni vi hanno visto degli (ovvi) riferimenti sessuali. Nonostante il tema assai ostico, perché in questa ballata l’incesto non è affatto accidentale e, anzi, viene brutalmente dichiarato fin dal secondo verso, Sheath and Knife, assieme forse a Corpus Christi e a Bessy Bell and Mary Gray una delle migliori ballate brevi del corpus Childiano, con la sua atmosfera cupa e magica sottolineata anche dal ritornello, che ci riporta alle nebbiose brughiere d’epoche remote. (Riccardo Venturi)

Diversa è però la versione seicentesca in cui la storia tra i due è narrata come una tragica storia d’amore! E’ come se la ballata anticamente più articolata e psicologicamente complessa si fosse scissa in due: Sheath and Knife (Child Ballad # 16) e The Leesome Brand (Child Ballad # 15)

THE BROOM BLOOMS BONNIE

La prima versione in stampa risale al 1796 (in Scots Musical Museum) anche conosciuta con il titolo “The broom blooms bonnie”

ASCOLTA Christina Harrison in “Lassie Wi’ the Lint-white Locks” in versione integrale su Spotify (tra parentesi i versi saltati)
ASCOLTA Maddy Prior live
TESTO “Minstrelsy: Ancient and Modern” 1827, William Motherwell

Child # 16 VERSIONE A


It is talked about the warld all over(1),
The brume(2) blooms bonnie an says it is fair
That the king’s dochter gaes wi’ child to her brither,
An’ we’ll never gang doun(3) to the brume onie mair(4)
He’s taen his sister doun to her father’s deer park,
Wi’ his yew-tree bow and arrows fast slung to his back.
(“Now whan that ye hear me gie a loud cry,
Shoot frae thy bow an arrow an there let me lye(5).
“An whan that ye see I am lyin deid,
Then ye’ll pit me in a grave, wi’ a turf at my heid.”)
Now whan he heard her gie a loud cry
His siller(6) arrow frae his bow he suddenly let fly.
Now they’ll never gang doun to the brume onie mair
He has made a grave that was lang an’ was deip(7),
An’ he has buried his sister, wi’ her babie at her feit.
An’ whan he came to his father’s court ha’
There was music an’ minstrels and dancin’ ana’.
“O Willie, o Willie, what makes thee in pain?”
“I hae lost a sheath an’ knife(8) that I’ll never see again.”
“There is ships o’ your father’s sailing on the sea
That will bring as guid a sheath and a knife unto thee.”
“There is ships o’ my father sailing on the sea,
Bit sic a sheath and a knife they can never bring to me.
TRADUZIONE  DI RICCARDO VENTURI
Lo sanno tutti nel mondo intero
Fiorisce la bella brughiera e si dice che è bella
che la figlia del re aspetta un figlio dal fratello.
Ma non andremo mai più nella bella brughiera
Ha portato sua sorella alla riserva di caccia di suo padre,
Col suo arco di legno di tasso e una freccia ben appesa dietro.
“E quando mi sentirai lanciare un grido acuto,
Scocca una freccia dall’arco e lasciami giacere a terra.
“E quando vedrai che sono a terra morta
Mettimi in una tomba, con una zolla d’erba alla testa.”
E quando la sentì lanciare un grido acuto
Scoccò dall’arco all’istante la sua freccia d’argento.
Ma ora non andranno mai più nella bella brughiera
Ha scavato una fossa, era lunga e profonda,
E l’ha seppellita col bambino ai suoi piedi.
E quando è arrivato alla corte di suo padre
C’eran musica e balli, menestrelli e ogni cosa.
“O Willie, o Willie, che cos’è che ti dà tanta pena?”
“Ho perso un fodero e un coltello, e non li riavrò mai più.”
“Le navi di tuo padre navigano sul mare,
Ti porteranno un fodero e un coltello altrettanto belli.”
“Le navi di mio padre navigano sul mare,
Ma un fodero e un coltello del genere non li avrò mai più.”

NOTE
1) in alcune versioni diventa ” It’s whispered in the kitchen, it’s whispered in the hall”
fiore-ginestra_m2) la ginestra con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
3) Gang doon = go down
4) onie mair=no more
5) secondo Child la donna dice al fratello che quando la sentirà gridare per le doglie del parto allora dovrà scoccare una freccia nel bosco, là dove la freccia si conficcherà quella sarà la sua sepoltura. La frase è tuttavia controversa ed è altrettanto plausibile ritenere che il fratello uccida la sorella appena dopo il parto. Nella versione più antica però (quella seicentesca) non c’è questa ambiguità.
6) se il legno dell’arco è di tasso, albero collegato alla morte e ai sepolcri la freccia è invece d’argento, così Ruth Perry nel suo commento (*) vede la nobiltà del metallo come segno di morte regale (un po’ come la catena d’oro per impiccare Geordie!)
7) nelle ballate tutte le tombe sono “long and deep”
8) il fodero è la sorella, il coltello è il bambino.

Una riscrittura testuale più moderna è stata fatta dai Broadside Electric (gli “Steeleye Span di Philadelphia”) nel 1996 sempre a partire dal testo in Child Ballad # 16 A. La melodia, come precisato dal gruppo, è un madrigale francese anonimo del XVI secolo, la danza finale (che rievoca l’atmosfera allegra della festa a corte) dal titolo Dospatsko Horo viene dalla tradizione bulgara.

ASCOLTA Broadside Electric in “More Bad News” 1996 Ma anche qui per maggiori info sul gruppo

ASCOLTA Ellie Bryan in “Am I born to die” 2012: impropriamente definisce il brano come “traditional Minneapolis” avendolo preso pari pari dalla versione dei Broadside Electric

VERSIONE BROADSIDE ELECTRIC
It is talked the world all over,
The king’s daughter goes with child to her brother.
Go down to the broom no more.
He’s brought his sister to the deer park,
Brought his bow and arrows fast to his back.
She said: “When you hear me loudly cry,
Shoot your arrow and there let me lie.”
“And when you see I am lying dead,
Bury me with a turf at my head.”
Now when he heard his sister cry
His silver arrow he did let fly.
He’s dug a grave that was long and deep,
And buried his sister with her babe at her feet.
When he came to his father’s hall
There were music and minstrels and dancing and all.
“Son, oh son, what makes you so sad?
At such a meeting you might be glad.”
“Father, oh father, I’ve lost a knife
I loved as dear as I loved my life.”
“And I have lost a finer thing,
I lost the sheath that the knife was in.”
“Hold your tongue and make no din.
I’ll buy you a sheath and a knife therein.”
“All the ships e’er sailed the sea
Won’t bring such sheath and a knife to me.”
TRADUZIONE ITALIANO
Lo sanno tutti nel mondo intero
che la figlia del re aspetta un figlio da suo fratello.
Ma non andremo mai più nella bella brughiera
Ha portato sua sorella alla riserva di caccia di suo padre,
Col suo arco di legno di tasso e una freccia ben appesa dietro.
“E quando mi sentirai lanciare un grido acuto,
Scocca una freccia dall’arco e lasciami giacere a terra.
“E quando vedrai che sono a terra morta
Mettimi in una tomba, con una zolla d’erba alla testa.”
E quando la sentì lanciare il grido della sorella
Scoccò dall’arco la sua freccia d’argento.
Ha scavato una fossa, era lunga e profonda,
E l’ha seppellita col bambino ai suoi piedi.
Quando è arrivato alla corte di suo padre
C’eran musica e balli, menestrelli e ogni cosa.
“Figlio, che cos’è che ti dà tanta pena?
A un tale convivio dovresti essere allegro”
“Padre, ho perso un coltello,
mi era caro come la mia vita.
E ho perso una cosa più preziosa
persi il fodero e il coltello che era dentro.”
“Taci e non lamentarti
ti comprerò un fodero e con dentro un coltello.”
“Tutte le navi che mai navigarono sul mare,
non mi porteranno un fodero e un coltello del genere.”

VERSIONE SEICENTESCA

Il testo cantato da Ewan MacColl è tratto (ed estratto) dal ben più lungo testo risalente al 1630 e trascritto nel “Dalhousie manuscript” di Robert Edward. (vedi *).
Qui i due amanti si stanno preparando per partecipare alla festa che si terrà al castello in onore del padre, ma mentre la ragazza cerca di indossare i vestiti, i lacci si rompono per via dello stato avanzato della sua gravidanza, il fratello vorrebbe nasconderla agli occhi del mondo così i due scappano a cavallo, e mentre si trovano poco lontani lei entra in travaglio. In questa versione il fratello non uccide la sorella ma semplicemente si mette a cacciare nell’attesa e quando la sente urlare accorre ma la trova morta. Il bambino sopravvive però al parto e viene messo a balia; il frutto dell’incesto non è dannato perchè non porta la colpa di chi l’ha generato! Anche il fratello muore infliggendosi un colpo mortale con la spada e giunge fino a casa per chiedere alla madre di preparargli il letto funebre. In questa versione i due amanti sono legati tra di loro da un affetto profondo sebbene incestuoso, così il loro rapporto assume un carattere tragico, come amanti fuggono nel bosco e il fratello preferisce ferirsi a morte dopo la morte per parto della sorella.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Black And White” (1984)

DALHOUSIE MANUSCRIPT 1630
There was a sister and her brither
The sun gaes tae oot owre the wood (1)
Wha maist(2) and tightly loved each other,
God gif(3) we had never been sib(4)
“O sister we’ll gang tae the broom(5)
O sister, I would lay thee doon. ”
“Brither alas would ye dae sae(6)
I sooner would my deith gang tae(7)”
A’ the folk they talk through ither(8)
The lassie’s wi’ bairn(9) tae her brither
“Oh brither ye hae done me ill
We will baith(10) burn on yon hill
Ye’ll gang tae my faither’s stable
And tak twa horses stout and able”
She’s up on the white horse, he’s on the black
With his yew tree bow slung fast tae his neck
They had nae rode a mile but ain(11)
Ere’ her pains they did come on
“I would gie all my faither’s land
For a good midwife at my command(12)
Ye’ll gang tae yon hill sae high
And tak’ your bow and arrows wi’ ye
When ye hear me loud, loud cry
Bend your bow and let me die”
When ye heard her loud loud cry
He bent his bow and let her die
When he cam’ to her beside
The babe was born, the lady died
Then he has ta’en his young young son
And bore him tae a milk-woman
He’s gien himsel’ a wound fu’ sair(13)
We’ll never gand tae the broom nae mair(14)
“Oh mither I hae tint(15) my knife
I lo’ed(16) it better than my life
But I hae tint a better thing
The bonnie sheath my knife was in
Is there nae a cutler intae Fife
That could mak’ tae thee a better knife
There’s nae a cutler in a’ the land
Could mak’ sic(17) a knife tae my command”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
C’era una sorella e suo fratello
il sole cala sul bosco (1)
e si amavano l’un l’altro più di ogni cosa
O Dio se non fossimo così consanguinei!
“O sorella andremo nella brughiera (5)
o sorella ti sdraierò giù”
“Fratello ahimè se lo farai
presto mi porterai alla morte”
La gente sparla della fanciulla che porta il bambino di suo fratello.
“Fratello tu hai fatto del male
bruceremo entrambi su quella collina.
Andrai alla stalla di mio padre
a prendere due cavalli forti e veloci”
Lei montò sul cavallo bianco e lui su quello nero
con il suo arco di legno di tasso a tracolla
Non avevano cavalcato che per un miglio, quando lei ebbe le doglie
“Darei tutta la terra di mio padre
per una brava levatrice ai miei ordini (12)
Andrai fino a quella collina così alta
e prenderai il tuo arco e le frecce con te. Quando mi sentirai lanciare un grido acuto,
tendi il tuo arco e lasciami morire.”
E quando la sentì lanciare un grido acuto, scoccò il suo arco e la lasciò morire.
Quando le venne accanto
il bambino era nato e la donna morta.
Allora si è preso il piccolo figliolo
e l’ha portato da una balia,
(poi) si colpì a morte (13)
“Non andremo mai più per la brughiera”
“O madre ho perso il mio coltello
che amavo più della mia vita.
Ma ho perso una cosa anche meglio,
il bel fodero che lo conteneva.
Non c’è un coltellaio in tutta Fife
che potrebbe fabbricare un coltello migliore
Non c’è un coltellaio in tutta la terra
che possa fare un coltello tale su ordinazione”

NOTE
1) gaes tae =goes to; in alcune versioni la frase viene scritta come “The sun (or son) gaes tae your tower there wi'” probabilmente per aver mal inteso la frase pronunciata da Ewan. Ruth Perry in (*) rileva come la frase sia molto antica e quantomeno citata già del 1200 “Nou goth sonne under wode” essendo Cristo il figlio di Dio e “wode” il legno della Croce, così il verso indica il tramonto sul bosco ma anche la crocefissione, la perdita della luce per il mondo.
2) wha maist =who most
3) gif =if oppure give nel senso di grant. Nel Dalhousie manuscript il verso è scritto come “god give we had nevir beine sib”
4) sib =kin, related; oppure ‘sin’, in entrembi le possibili traduzioni il senso della frase non cambia “Dio se non fossimo stati fratelli!” oppure “Dio se non avessimo peccato”: il legame di parentela trasforma il rapporto sessuale in un grave peccato
5) “Going to the broom” assume il significato di “andare in camporella” o per dirla all’inglese “going for a roll in the hay”! Qui la frase è decisamente esplicita: i due si sono rotolati di nascosto tra le ginestre durante l’accoppiamento! La stagione dell’accoppiamento doveva essere la primavera, stagione della fioritura della ginestra.
6) dae sae =do so
7) my deith gang tae =go to my death
8) through ither =together
9) wi’ bairn =with child
10) baith= both
11) ain =one
12) il parto che la ragazza ha voluto fare di nascosto nel bosco, per celare agli occhi di tutti il frutto della colpa, si rivela critico e difficoltoso e ora lei invoca, inutilmente, la presenza di una buona levatrice che la possa aiutare. Il periodo del parto doveva essere l’autunno così come il momento del giorno, il calar della sera, sembra voler sottolineare il finale tragico che si conclude con la morte.
13) nel manoscritto il verso è “he dreu his suord him wonding sore” qualcuno intende la frase in senso più mirato, come una vera e propria evirazione così si spiega la perdita del coltello che in questa versione non è il bambino; in senso più lato la perdita è inerente all’atto sessuale tra fratello (coltello) e sorella (fodero) come un’intesa e un piacere assoluto inteso come vero amore, che non potrà mai più verificarsi.
14) nae mair =no more
15) tint =lost
16) lo’ed =loved
17) sic = such

FONTI
http://www.8notes.com/scores/6274.asp
http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/sheathandknife.html
http://broadsideelectric.bandcamp.com/track/sheath-and-knife
http://elliebryan.bandcamp.com/track/sheath-and-knife
http://www.itma.ie/inishowen/video/broom_blooms_bonny_maureen_jelks
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5281
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48317
* http://lit.mit.edu/publications/BrotherTrouble_MurderAndIncestInScottishBallads.pdf
http://sniff.numachi.com/pages/tiLEEBRAND.html

THE SHOEMAKER’S KISS

Zasche-Theodor-The-ShoemakerCi sono professioni nelle ballate popolari che richiamano di per sé una certa promiscuità sessuale: così il soldato e il marinaio per la loro condizione girovaga, ma anche l’aratore, il fabbro, o il calzolaio o ancora il mugnaio (un po’ come per le professioni odierne dell’idraulico o il postino!) . Così le canzoni su calzolai e mugnai hanno spesso un che di boccaccesco come questa “The Shoemaker’s kiss” che racconta di una fanciulla ignara del sesso mandata dal calzolaio per farsi fare un paio di scarpe; il calzolaio in realtà le mostra anche “altro” e così dopo nove mesi nasce un bambino!
Nelle ballate popolari parlare di scarpe con la fibbia e chiudere la fibbia di una scarpa vuol dire alludere all’atto sessuale, così la canzone è una perfetta drinking song anche per la sua struttura con il semplice ritornello (a doppio senso) alla fine di ogni verso, ideale per essere cantato da tutta la platea.

Il Bacio del calzolaio” di probabile origine scozzese è però una famiglia di canzoni, generate da una matrice comune e poi frammentate con titoli diversi e anche diverse melodie, e diffuse per tutta l’Inghilterra.

PRIMA MELODIA: SO GREEN AS THE LEAVES

Questa versione anche con il titolo di “The shoemaker’s kiss” è stata raccolta dalla tradizione orale (William Barlett – Dorset, 1906 “The Hammond And Gardiner Manuscript“), già uscita in stampa come broadside ballad a metà dell’Ottocento.
Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! Ovviamente all’epoca la canzone era considerata oscena.

ASCOLTA John Roberts & Tony Barrand in “Spencer the Rover is alive and well” 1971, in versione integrale su Spotify.

Testo in “Marrow Bones” di Frank Purslow 1965 (vedi)


There was an old lady who lived in the West
So green as the leaves they are green, green, green, green
So green as the leaves they are green
And she had a fine daughter that never was kissed
And you know very well what I mean, mean, mean, mean,
You know very well what I mean.
Now one morn she rose and she put on her clothes
And away to the shoemaker’s shop she did go:
“Shoemaker, shoemaker,
have you got any shoes?”
“Oh yes, my fair creature,
I think I’ll fit you.”
So into the shoemaker’s shop she did trip
My God! How he caught her and he kissed her sweet lips:
When forty long weeks they was over and done
This pretty fair maid had a fine, bonny son.
“Oh daughter, oh daughter,
how came you by this?”
“Oh mother, dear mother,
‘twas the shoemaker’s kiss.”
Traduzione italiano Cattia Salto
C’era una vecchia che viveva nell’Ovest,
così verde come sono le foglie,
verde, verde, verde

così verde come sono le foglie,
e aveva una bella figlia che non era mai stata baciata,
sapete bene cosa intendo dire,
dire, dire, dire
sapete bene cosa intendo dire.
Un mattino lei si alzò e si mise
i vestiti
e andò di corsa al negozio del
calzolaio
“Calzolaio, calzolaio
hai delle scarpe?”
“Si mia bella bambina,
credo siano della tua misura”
Così nella bottega del calzolaio lei si fece un giro
Mio Dio! Lui l’afferrò e baciò le sue dolci labbra.
Quanto quaranta lunghe settimane furono passate
quella bella fanciulla ebbe un bel figlioletto.
“O figlia, figlia
cosa ti è capitato?”
“O madre,  mamma cara
è stato il bacio del calzolaio”

SECONDA MELODIA: A KISS IN THE MORNING EARLY

melodia .”Arthur McBride
La prima registrazione è di Mick Hanly nel 1967 il quale ha apportato alcune modifiche alla versione collezionata nel “More Irish Street Ballads” di Colm O’Lochlainn’, 1965. E’ la versione della quale ho trovato più registrazioni

ASCOLTA Mick Hanly in “A kiss in the morning early” 1967 con una versione testuale modificata rispetto al testo in “More Irish Street Ballads” Il testo riprende il titolo come un refrain seguendo il modello di “Arthur McBride” (vedi)

ASCOLTA Celtic passion

ASCOLTA Tempest 1999, interessante arrangiamento folk-rock
ASCOLTA McGinty 2007 (invece del secondo verso si ripete il refrain A fal a falladdie failee)

VERSIONE Mick Hanly
I
‘Twas early one morning
a fair maid arose
And dressed herself up
in the finest of clothes
And off to the shoemaker’s shop
sure she goes
For a kiss in the morning early
II
The cobbler arose
and he soon let her in.
His arm and his hammer
were neat as a pin
And he had the will
for to greet her so slim
With a kiss in the morning early
III
“O cobbler, O cobbler
‘tis soon we’ll be wed
And nestling together
in a fine feather bed
So give me two shoes
with two buckles of red”
And a kiss in the morning early
IV
The maid hid the shoes
in the back of her waist
She praised his good cobbling
and shoemaker’s taste
And home to her father
she mournfully faced
For it was in the morning early
V
“O Father, O Father,
I’ve got me a man
And he is the one
I would wed if I can
As handsome as ever
in leather did stand
For me kiss in the morning early
VI
The father was thinking
and thinking again
For to wed her to riches
and have them for him
Who knows but it might be
a prince or a king
That she met in the morning early
VII
Who knows but it might be
a jobber from town
Or a wealthy sea captain
who’s sailed the world ‘round
A man with some thousands
and thousands of pounds
That she met in the morning early
VIII
So the father was smiling
his daughter embraced
And touching the buckles
he drew back in haste
He spied the red shoes
that were tied round her waist
For it was in the morning early
IX
“O daughter, O daughter
-he started to shout
When he did discover
what she was about-
God knows ‘twas none but that old cobbling clout
That she met in the morning early
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Una bella fanciulla
si alzò di mattina preso
e si agghindò
con abiti eleganti
e andò al negozio del calzolaio,
con passo sicuro
per un bacio di mattina presto.
II
Il ciabattino si alzò
e la fece entrare subito,
il suo braccio e il martelletto
erano ordinati e puliti
e volle salutarla
come minimo
con un bacio di mattina presto
III
“O ciabattino, ciabattino
preso saremo sposati
e riposeremo insieme
in un bel letto di piume,
così dammi due scarpe
con due fibbie rosse”
e un bacio di mattina presto
IV
La fanciulla nascose le scarpe
dietro la schiena
elogiò il buon ciabattino
e il suo gusto
e a casa il padre
tristemente affrontò,
perchè era di mattina presto
V
“O padre, o padre
ho avuto un uomo
e lui è quello che
vorrei sposare se posso,
così bello tutto
vestito di pelle,”
perchè mi bacia di mattina presto
VI
Il padre pensò
e ripensò
che l’avrebbe sposata con un ricco,
e lui avrebbe potuto esserlo,
chissà poteva essere
un principe o un re
che lei incontrò di mattina presto:
VII
Chissà forse era
un grossista dalla città
o un ricco capitano del mare
che navigava introno al mondo,
un uomo con migliaia
e migliaia di sterline
che lei incontrò di mattina presto.
VIII
Così il padre sorrise
e abbracciò la figlia
e toccando le fibbie
si ritrasse in fretta
perchè vide le scarpe rosse
che erano legate intorno alla vita,
perchè era di mattina presto.
IX
“O figlia, o figlia
– si mise a gridare
quando scoprì
cosa aveva fatto –
Dio sa che altri non era  se non il vecchio ciabattino”
che lei incontrò di mattina presto.

VERSIONE MUGNAIO: MAID GAED TAE THE MILL

FONTI
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/SOGREEN.html
http://www.8notes.com/scores/6302.asp?ftype=gif
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22294
http://gdaebouzouki.blogspot.it/2011/07/kiss-in-morning-early.html

 

THE HIGHLAND BALOU: LA NINNA NANNA DEL BORDER REIVER!

fairy-craddleLa canzone originale in gaelico scozzese si intitola “Cagaran Gaolach” (in inglese: Lovable little darling) è una ninnananna che la madre canta al suo piccolino, la particolarità del testo è che la mamma gli augura di diventare un buon ladro secondo la migliore tradizione dei border reivers!

La dimensione è bucolica e favolistica anche se si educa a rubare agli altri .. agli altri Clan o agli Inglesi ovviamente!

ASCOLTA Gillian MacKenzie
ASCOLTA su Spotify  Mary Jane Lamond in Bho Thir Nan Craobn, 1996  (strofe I, II,III,I)
ASCOLTA Natalie MacMaster

I
Cagaran, cagaran, cagaran gaolach
Cagaran laghach thu, fear dhe mo dhaoine
Goididh e gobhar dhomh, goididh e caoraich
Goididh e sìthean a innis an aonaich
II
Cagaran, cagaran, cagaran gaolach
Cagaran odhar, na cloinneam mo dhaoine
Goididh e gobhar dhomh, goididh e caoraich
Goididh e laos-buig air innis an aonaich
III
Cagaran, cagaran, cagaran gaolach
Cagaran laghach thu, cagaran gaol thu
Dean do chadalan, dùin do shùilean
Rinn thu cadalan, fosgail do shùilean


TRADUZIONE INGLESE
I
Little darling, little darling, lovable little darling
Pleasant little darling, one of my own kin
He will steal goats for me, he will steal sheep
He will steal a fairy man from the hillside meadow
II
Little darling, little darling, lovable little darling
Pale little darling, a child of my own kin
He will steal goats for me, he will steal sheep
He will steal a wether goat on the hillside meadow
III
Little darling, little darling, lovable little darling
Pleasant little darling, darling of my love
Go to sleep, close your eyes
Wake up again, open your eye

tradotto da Cattia Salto
I
Piccolino, mio tesoro,, mio piccolo caro
mio piccolo caro e bello, uno della mia stirpe,
ruberà capre per me,
ruberà pecore
ruberà un folletto dei prati
sulla collina.
II
Piccolino, piccolino mio tesoro,
mio piccolo caro
mio piccolo caro e pallido, uno della mia stirpe,
ruberà capre per me,
ruberà pecore
ruberà un montone dei prati sulla collina.
III
Piccolino, piccolino mio tesoro,
mio piccolo caro
mio piccolo caro e bello, tesoro mio,
dormi, chiudi gli occhi,
ti sveglierai di nuovo e li aprirai ancora!

VERSIONE DI ROBERT BURNS

clanronaldRobert Burns raccolse la ninnananna nel suo viaggio per la Scozia e la trasformò in una nostalgica visione del tempo che fu: erano i giorni più felici per gli scozzesi, in cui c’era la libertà di muoversi per i territori (anche se non proprio con “oneste” intenzioni o per lo meno non da tutti i punti di vista) e soprattutto di esprimersi più liberamente (alla faccia di Puritani e Inglesi). La canzone fu pubblicata nello “Scots Musical Museum“, volume V

Al momento le registrazioni della versione di Robert Burns sono limitate all’ambito classico con impostazione lirica del canto.

Alice Coote & Graham Johnson nell’arrangiamento di Benjamin Britten “The Highland Balou”, op. 41 no. 2 (A Charm of Lullabies n° 2)

I Pur hanno realizzato una traduzione in gaelico scozzese della versione di Robert Burns (di cui non ho trovato il testo)
ASCOLTA Pur (Shona Donaldson & Katie Mackenzie) in The Lassies Reply.

VERSIONE ROBERT BURNS 1787
I
Hee balou(1), my sweet wee Donald,
Picture o’ the great Clanronald (2);
Brawlie kens our wanton Chief
Wha gat my young Highland thief.
II
Leeze(3) me on thy bonie craigie(4),
An’ thou live, thou’ll steal a naigie(5),
Travel the country thro’ and thro’,
And bring hame a Carlisle cow.
III
Thro’ the Lawlands, o’er the Border,
Weel, my babie, may thou furder!
Herry the louns(6) o’ the laigh(7) Countrie,
Syne to the Highlands hame to me.
Tradotto da  Cattia Salto
I
Ninna nanna mio dolce piccolo Donald,
immagine del gran Clan Ronald (2)
ben sa il nostro Capo spietato chi generò il mio giovane ladro delle Highland
II
Benedico il tuo bel viso
se tu vivrai, ruberai un cavallo,
viaggerai per il paese in lungo e in largo e mi porterai una mucca di Carlise
III
Per le Lowlands oltre il Confine
deh mio piccino, che tu possa andare il più lontano!
Saccheggia gli sciocchi delle Terre Basse
e poi ritorna da me nelle Highlands.

traduzione in inglese (qui)

NOTE
1) balou – lullaby
2) il Clanronald fu uno dei primi a sostenere il Bonny Prince Charlie (vedere questione giacobita)
3) Leeze = Blessings, ma anche like o love
4) craigie – face
5) naigie – horse
6) louns – fools o boys
7) laigh – low

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=138412
http://www.celticlyricscorner.net/lamond/cagaran.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-472,-page-486-the-highland-balou.aspx
http://www.robertburns.plus.com/Stories3.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Clan_Macdonald_of_Clanranald
http://scholarcommons.sc.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1529&context=ssl

IN THE MONTH OF JANUARY

Una volta, la donna che partoriva un figlio al di fuori del matrimonio, era considerata una donnaccia, ripudiata dalla famiglia e a malapena ripagata, dal padre del bambino, con qualche moneta; molte di questa sventurate finivano, se non sulla strada a prostituirsi di male in peggio nelle case della Maddalena.

THE MAGDALENE HOUSE

magdalene-sisterIn Irlanda le donne che partorivano fuori dal matrimonio erano punite (mentre gli uomini non erano ritenuti responsabili) e letteralmente carcerate in strutture “caritatevoli” dette “Magdalene Laundries“: bastava essere troppo bella o violentata dal marito o abusata da fratelli, padri e parenti per finire nelle Case della Maddalena (la prima casa venne fondata da una donna Lady Arbella Denny a Dublino nel 1766) e si consiglia caldamente di vedere “The Magdalene Sister” (2002) diretto da Peter Mullan, il film-denuncia dei soprusi subiti dalle ragazze nelle Case della Maddalena. continua

Così per inculcare dei saldi principi morali nelle fanciulle e scoraggiarle ad abbandonarsi alle gioie del sesso, la saggezza popolare faceva ricorso alle warning songs!

IN THE MONTH OF JANUARY

Anche con il titolo di: The Forsaken Mother And Child, The Cruel Father, It Was On A Winter’s Morning, The Snowstorm

La canzone è stata raccolta dalla tradizione orale in Irlanda  del Nord
ASCOLTA Sarah Makem, Armagh, 1952

( la troviamo in stampa in Folksongs of Britain and Ireland, Kennedy 1975 e anche in America in “Songs of the Newfoundland Outports” vol 2, in  Kenneth Peacock 1965 con il titolo The Forsaken Mother And Child ). Herbert Hughes ha raccolto nel Donegal un frammento della canzone con il titolo The Fanaid Grove, (in Irish Country Songs, Vol I 1909). La ballata è spesso suonata all’arpa celtica, come una ninna-nanna, su di una melodia triste.

La donna scacciata dalla famiglia e abbandonata dal suo falso innamorato, ammonisce le altre di non cedere alle lusinghe di un uomo, specialmente se di rango superiore al proprio, e di non lasciarsi abbagliare dalla bellezza di un giovanotto che è comunque fugace come neve al sole.
Il destino della donna, se non fosse riuscita a farsi sposare da qualche onesto lavoratore, sarebbe stato molto crudele, difficilmente sarebbe stata assunta a servizio a causa della sua immoralità e molto più facilmente sarebbe finita sulla strada!

ASCOLTA June Tabor in “Abyssinians” 1993 una voce ricca di sfumature, un’interpretazione sincera che sottolinea la disperazione della ragazza

ASCOLTA Dolores Kane in Tideland 2001


I
It was in the month of January,
the hills were clad in snow
And over hills and valleys,
to my true love I did go
It was there I met a pretty fair maid,
with a salt tear in her eye
She had a wee baby in her arms,
and bitter she did cry
II
“Oh, cruel was my father,
he barred the door on me
And cruel was my mother,
this fate she let me see
And cruel was my own true love,
he changed (1) his mind for gold
Cruel was that winter’s night,
it pierced my heart with cold”
III
Oh, the higher that the palm tree grows, the sweeter is the bark
And the fairer that a young man speaks, the falser is his heart
He will kiss you and embrace you,
‘til he thinks he has you won
Then he’ll go away and leave you
all for another one
IV
So come all you
fair and tender maidens,
a warning take by me
And never try to build your nest
on top of a high tree
For the roots (2), they will all wither,
and the branches all decay
And the beauties of a fair young man,
will all soon fade away”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era il mese di Gennaio,
le colline erano coperte dalla neve,
e mentre per colline e valli
dal mio vero amore andavo
incontrai una graziosa fanciulla
lacrime amare avea agli occhi,
e un bambino tra le braccia,
e tristemente si lamentava.
II
“O crudele fu mio padre
che mi chiuse la porta in faccia,
e crudele fu mia madre
che mi lasciò a questo destino,
e crudele fu il mio vero amore
che cambiò la sua intenzione con l’oro,
crudele fu quella notte d’inverno
che mi trafisse il cuore con il ghiaccio.
III
Oh, più in alto cresce la palma
e più dolce è la sua corteccia,
così più dolcemente parla un uomo,
più falso è il suo cuore;
lui vi bacia e abbraccia
mentre pensa di avervi conquistate,
poi se ne andrà via
e vi lascerà per un’altra.
IV
Così venite voi
belle e giovani fanciulle,
un avvertimento prendete da me:
non cercate mai di costruire il vostro nido sulla cima di un albero alto (2),
perchè tutte le radici (3) si seccheranno
e tutti i rami cadranno
e la bellezza di un grazioso giovanotto
presto svanirà”

NOTE
1) l’uomo invece di sposarla come era nelle intenzioni (prima di ottenere la virtù della donna) preferisce darle un po’ di soldi e sbarazzarsi di lei e del bambino. Altri intendono invece che siano stati i genitori della ragazza a pagare l’amante povero per allontanarlo da ogni pretesa matrimoniale, ma così non si spiega perchè abbiano buttato fuori casa anche la figlia!! In altre versioni s’intende che il giovane sia andato via dal paese in cerca di fortuna, perchè troppo povero per mettere su una famiglia.
2) il verso è condiviso in molte altre warning songs sul tema dell’amore tradito o falsamente corrisposto. Vedasi “The verdant braes of Screen“, P stands for Paddy
3) a volte scritto come “leaves”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/ songs/itwasinthemonthofjanuary.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45014 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126475 http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/17/forsaken.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/13/morning.htm http://tunearch.org/wiki/Annotation:Fanaid_Grove http://tunearch.org/wiki/Fanaid_Grove

BESSY BELL AND MARY GRAY

La ballata “Bessie Bell and Mary Gray” risale quantomeno al 1600 ed è stata stampata per la prima volta da Charles Kirkpatrick Sharpe con il titolo “The Twa Lasses“, riportata anche nelle Child Ballads al # 201. Si trova tuttavia solo in forma frammentaria per cui la storia e i suoi significati ci sfuggono o si sono stratificati nel tempo.

LA LEGGENDA SCOZZESE

Secondo la leggenda scozzese diffusa localmente nei dintorni di Perth, Betsy Belle e Mary Gray erano due amiche  molto belle, figlie di due signori (rispettivamente il Laird di Kinvaid e il Laird di Lednock), che, per sfuggire alla peste, si costruirono un rifugio isolato nella campagna. Purtroppo morirono ugualmente, contagiate dal ragazzo che portava loro i viveri. Il luogo di sepoltura, meta di molte escursioni, sarebbe il Dranoch-haugh vicino alle rive del fiume Almond, in cui sono stati ritrovati i resti di due sepolture.
Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle “pietre miliari” della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbandonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi, ma senza alcuna traccia della pestilenza. (Riccardo Venturi)

Le due fanciulle, una bionda come il grano, l’altra nera come l’ala del corvo, sono rappresentate secondo il dualismo tipico della narrativa fiabesca, in cui in genere la bionda è quella buona (servizievole, rispettosa della tradizione, piena di buoni sentimenti) mentre quella bruna è la cattiva: come ci ricorda Giordano Dall’Armellina, il corpus più antiche delle ballate medievali provengono dai paesi scandinavi  (i vichinghi invasori), “dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri.

Qui entrambe sono buone e belle (ma a volte quando viene rivelata la loro origine, la bionda è una nobile, la bruna è una popolana) anzi, la bellezza delle due fanciulle era leggendaria e dovevano aver spezzato molti cuori tra i laird della contea, se la loro morte fu così celebrata. Alcuni insinuano che il loro rapporto fosse più che amicale e sebbene l’episodio sia riferito alla pestilenza che si abbattè sulla Scozia nel 1645 il brano potrebbe essere più antico, se nella sua versione di nursery-rhyme (trovata sia in Scozia che in America) alcuni hanno intravisto il tormentato rapporto tra Elisabetta I e la sorellastra Maria
Bessy kept the garden gate,
And Mary kept the pantry;
Bessy always had to wait,
While Mary lived in plenty

two-sisters
Elisabetta I e Maria Tudor

LA LEGGENDA IRLANDESE

La leggenda deve aver colpito l’immaginario scozzese al punto da dare il nome di Betsy Belle e Mary Gray a due colline molto simili, situate nei pressi di Omagh, Newtownstewart, nella contea di Tyrone (Irlanda del Nord) e non nel Donegal come a volte erroneamente collocate, segno che la ballata si era diffusa anche tra gli scozzesi trapiantati nell’Ulster irlandese in seguito alla politica di “colonizzazione” iniziata nel 1500 dall’Inghilterra. La leggenda ha raggiunto anche l’America e in Virginia le colline gemelle di Staunton, sono state ribattezzate col nome delle due ragazze.

Nella città di Omagh (contea di Tyrone) il racconto ricostruito nell’Ottocento vuole che le due ragazze fossero amiche, ma Bessy di nobile discendenza mentre Mary di più umili origini. La prima capricciosa e impulsiva, la seconda calma e introspettiva. Anche in questa versione è presente un ragazzo innamorato, ma non c’è la peste.

PRIMA VERSIONE: CHARLES KIRKPATRICK SHARPE

Questo frammento è quello riportato anche nella ballata numero 201 di Child: le due fanciulle si costruirono una capanna rudimentale su un colle (ovvero riadattarono un capanno di caccia detto Burn Braes nei dintorni di Lednock), ma furono comunque raggiunte dalla peste (forse perchè già infette). I loro corpi invece di essere sepolti al cimitero stanno a disfarsi sotto il sole… immagine cruda e crudele eppure così realistica rispetto ai cupi tempi della pestilenza!

Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823), p. 62
They war twa   bonnie lasses;
They bigget (1) a bower on yon burn brae
An’ theekit(2) it o’er wi’ rashes.
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit(3) it o’er wi’ heather;
But the pest cam frae(4) the burrows-town(5)
And slew them baith(6) thegither(7).
They thought(8) to lye in Methven kirk yard(9)
Amang their noble kin;
But they maun(10) lye in Stronach haugh(11),
To biek(12) forenent(13) the sin(14).
And Bessy Bell and Mary Gray,
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae,
An’ theekit it o’er wi’ rashes.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.
Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche

NOTE
1) biggit = built;
2) theekit = thatched, covered;
3) a volte scritto come happit = wrapped;
4) frae = from;
5) baith = both;
6) burrows-town = borough
7) thegither = together
8) thocht = thought;
9) non è ben chiaro perchè le due ragazze non potessero essere seppellite nel cimitero, all’epoca della pestilenza i corpi venivano bruciati per evitare il contagio oppure seppelliti in fosse comuni lontani dall’abitato, oppure non c’erano abbastanza vivi da riuscire a seppellire tutti i morti soprattutto quelli che vivevano in posti isolati. Secondo la testimonianza di Don John Dowe parroco di Methuen le due ragazze sono state seppellite nei dintorni della tenuta di Lednock.
10) maun = must;
11) haugh = level ground on the banks of a river;
12) beik = bask;
13) forenent = opposite, facing, over against, in opposition to; beneath;
14) sin = sun con buona pace di coloro che lo traducono con “peccato”

Il trionfo della Morte, dettaglio affresco ca. 1448, Palazzo Abatellis, Palermo

SECONDA VERSIONE IN JOHN COX (Folk Songs of the South, 1925)

In questa versione collezionata in America è aggiunta una strofa (la terza) piuttosto oscura. Alcuni ritengono che sia migrata da un’altra ballata (senza tuttavia trovare un effettivo riscontro) ma il significato dei versi, un codice ben comprensibile ai contemporanei, a noi sfugge.
Posso solo incidentalmente osservare come il verde sia considerato nelle ballate il colore dell’innocenza.

III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green (14)
To ride through the streets of yarrow(15)

[In italiano:
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]

ASCOLTA Steeleye Span (strofe I, II, III, IV)


ASCOLTA Jyll Skinner (strofe I, II, I) questa versione è una inquietante nenia..

I
Betsy Bell and Mary Gray,
They were bonny lasses.
They bigget a bower on yon burnside,
And theekit it o’er wi’ rashes.
II
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather.
But the plague came from the burrows-town,
And it slew them baith thegither.
III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green(14)
To ride through the streets of yarrow(15)
IV
They thought to lye in Methren Kirk yard,
Among their noble kin.
But they maun lye in Stronach haugh,
All art beneath the sun.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Betsy Bell and Mary Gray,
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
II
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]
IV
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.

NOTE
14) Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! (vedi)
IL VERDE E I SUOI SIGNIFICATI (vedi)
15) scritto anche come “to walk the street of Yarrow” Yarrow è il termine inglese per indicare comunemente l’achillea una pianta erbacea perenne (vedi). Le foglie sono caratteristiche e frastagliate e i fiori piccoli composti da tanti fiorellini bianchi o rosa (come dei gigli in miniatura) a cinque petali raggruppati nel centro e coronati da cinque petali a tre lobi. E’ anche il nome di un fiume del Lancashire e potrebbe essere inteso come il nome di un villaggio, ma in questo contesto è un modo poetico per indicare dei sentieri erbosi. Sicchè i versi stanno a dire: le due fanciulle non indosseranno scarpine elaborate e costose, ma delle più comuni scarpe verdi per camminare per i sentieri solitari tra prati e boschetti, lungo le rive del fiume

TERZA VERSIONE DI ALLAN RAMSAY 1720

Una versione, con intento umoristico, pubblicata nello “Scots Musical Museum” Vol II è attribuita a Allan Ramsay il quale ha mantenuto la prima strofa del frammento già in Charles Kirkpatrick Sharpe e poi ci ha ricamato su..
La leggenda locale racconta in effetti di un innamorato che qui si “tormenta” perchè, inizialmente orientato verso la bionda Betsy, resta folgorato dalla bellezza della bruna Mary; così prosegue le strofe nel decantare e soppesare le peculiarità di entrambe, sempre più indeciso. Alla fine mentre sembra rassegnato ad accontentarsi di una sola, la peste gli leva il problema uccidendole entrambe! Chissà cosa avrebbe scritto Robert Burns se si fosse soffermato (nel suo tour per la Scozia) anche lui nei pressi della presunta sepoltura delle due belle!

La melodia è stata pubblicata da John Playford nella prima edizione de “The English Dancing Master” (1651) con il titolo “A Health to Betty” e in “Original Scotch Tunes” (1700) con il titolo “Bess Bell

ASCOLTA Cherish the Lady ,2005


I
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
Fair Betsy Belle I loved so well and thought I ne’er could alter
But Mary Gray’s two cheeky eyes caused all my fancy falter
Chorus
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
II
Betsy’s hair’s like flaxen gold, she smiles like a May morning
When Phoebus starts from Thoetus(16) lap the hills with rays adorning
White is her neck, soft is her hand, her waist and feet flow gently
With every grace she can command, her lips I vow are dainty
III
Mary’s locks are like the crow, her eyes like diamond’s glances
She’s aye so clean red up and raw, she kills whene’er she dances
Blithe as a kid with wit and will, she’s blooming, tight and tall is
And guides her airs so graceful still, oh Jove, she’s like thy palace
IV
Young Betsy Belle and Mary Gray, ye unco saer oppress us
Our fancies fee between ye two, ye are such bonnie lassies
Woe’s me for both I cannot get, to one by law we’re stinted
Then I’ll draw straws and take my fate and be with one contented
V
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lassies
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
But Betsy Belle nor Mary Gray could quell my fancy ever
The plague came from the burrows town, it slew them both together

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Era la bella Betsy Belle che io amavo tanto, pensando di non cambiare mai, ma i due occhi impertinenti di Mary Gray fecero vacillare la mia inclinazione.
CORO
Oh Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
II
I capelli di Betsy sono come grano dorato, lei sorride come una mattina di primavera, quando Febo parte dal grembo di Teti e adorna le colline con i raggi; bianco è il collo, morbida la mano, vita e piedi si muovono con delicatezza e con tutta la grazia che è in suo potere, le sue labbra, lo giuro, sono squisite
III
Le trecce di Mary sono (nere) come corvo e gli occhi brillano come diamanti, è così semplice ordinata e naturale, ella uccide ogni volta che danza, allegra come un bambino, di spirito e volenterosa, sta sbocciando dritta e alta e modula i canti anche in modo così grazioso, oh Giove, è (maestosa) come il tuo palazzo
IV
Giovani Betsy Belle e Mary Gray voi così sorprendenti, ci soggiogate,
i nostri desideri si spartiscono tra voi due, voi siete cosi belle fanciulle,
mal per me che non posso avervi entrambe secondo la legge del passato,
allora tirerò dritto per il mio destino e di stare con una (di voi) mi accontenterò!
V
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Ma né Betsy Belle e nemmeno Mary Gray potranno più soddisfare il mio desiderio venne la peste dalla città e le uccise tutte e due.

NOTE
16) Febo ossia Apollo incarnazione del Sole sorge da Teti, dea del Mare figlia di Nereo nota per essere la madre di Achille. Come dio solare percorreva il cielo con il suo cocchio d’oro trainato da quattro cavalli.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Bessy_Bell_and_Mary_Gray_2.htm
https://archive.org/details/folksongsofsouth00coxj
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/
songs/betsybellandmarygray.html

http://www.contemplator.com/scotland/bessie.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=30105
http://mysongbook.de/msb/songs/b/twalasse.html
http://www.celticlyricscorner.net/cherish/betsy.htm
http://mamalisa.com/?t=hes&p=1813&c=116
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-128,-page-134-bessy-bell,-and-mary-gray.aspx
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/24/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-1-of-3/
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/26/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-ii/
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87812398&mode=transcription
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-201-bessy-bell-and-mary-gray.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/22-bessie-bell-and-mary-gray.aspx

MARY HAMILTON

“Mary Hamilton” o “The four Maries” è una ballata scozzese del 1500 riportata anche in Child # 173 (in ben 27 versioni).

LE QUATTRO MARIE

Il tema della ballata, l’infanticidio del figlio illegittimo, richiama un fattaccio realmente accaduto nel 1563: una damigella francese arrivata ad Edimburgo al seguito della Regina ebbe una tresca con il farmacista reale e venne impiccata per aver annegato il bambino appena nato. Lo scandalo dietro al fatto è che il figlio poteva essere in realtà di Lord Darnley, pretendente e futuro marito della regina. “La leggenda narra che David Rizzio, intimo amico di Darney, conoscesse bene esistenza e retroscena della tresca, perciò ne scrisse la musica e ne compose i versi. Lord Darnley se l’ebbe a male o, come si suol dire, se la legò al dito. Si dice che l’averne scritto una ballata presto molto popolare, contribuì al deterioramento della loro amicizia che porterà poi a ben più gravi intrighi di palazzo e all’omicidio di Rizzio.” (Davide Riccio tratto da vedi)

maria stuarda
La regina, il pretendente, l’ancella e il musico

Ma un fatto di cronaca altrettanto scandaloso avvenne qualche secolo più tardi: Mary Hamilton di origini scozzesi era diventata la dama di compagnia di Caterina I di Russia e per la sua bellezza ebbe alcuni amanti tra cui anche lo Zar. Mary fu uccisa per decapitazione nel 1719 per aver annegato il bambino partorito in segreto. E’ probabile che i due fatti di cronaca si siano mescolati in un mash-up letterario.
Così scrive Riccardo Venturi: “Saremmo tentati di considerare la ballata nient’altro che una rielaborazione degli avvenimenti russi del 1719, se non fosse per il non trascurabile fatto che essa era già stata udita in Scozia ben prima di quell’anno. Tale versione attribuiva probabilmente il delitto alla servitrice francese ad una delle “quattro Marie”; forse qui può aver giocato anche il fatto che, in Scozia, il termine mary indica genericamente una servitrice o una dama di compagnia. In effetti, esiste una versione di Mary Hamilton (Child, IV, 509) in cui la ragazza è chiamata semplicemente Marie ed il suo amante è un “erborista”, ovvero il farmacista di corte degli annali criminali. Verosimilmente, le notizie provenienti da San Pietroburgo e l’intrepido comportamento dell’autentica Mary Hamilton sul patibolo della lontana Russia “catturarono” talmente l’immaginazione degli scozzesi, che l’antica ballata fu rimessa in auge ed adattata alla nuova eroina.”

La melodia è stata attribuita a David Riccio (o Rizzio) musicista e compositore piemontese alla corte di Maria Stuarda, diventato segretario personale della Regina. (vedi) ma la sua trascrizione risale al 1884 in The Thistle di Colin Brown il quale riferisce che l’antica melodia era stata associata tradizionalmente nel Pertshire alla ballata.

ASCOLTA Christopher Rude arrangiamento alla chitarra classica

LAST GOODNIGHT BALLADS

Trattandosi di una ballata molto antica inevitabilmente si riscontrano numerose varianti testuali. La versione più diffusa oggigiorno è quella più tarda dell’ultimo discorso sul patibolo in cui Mary chiede il perdono e la grazia: il testo è più inglesizzato rispetto alle stesure più antiche in scozzese.
ASCOLTA Dave Gunning


CHORUS
Last night there were four Marys
this night there’ll be but three;/there was Mary Seaton and Mary Beaton,/and Mary Carmichael and me.
I
O, little did my mother think,
when first she cradled me,
that I wad dee sae far frae hame,
or hing on a gallows tree.
II
They’ll tie a kerchief around my eyes,
That I may not see to dee,
And never let on to my father and mother,/That’s far awa’ over the sea.
III
O, I wish I could lie in our ane kirkyard/ Beneath yon willow tree,
Where we pulled the rowans and the gowans
My brothers, my sisters and me.
IV
But little care I for a nameless grave,
For I’ve hopes for eternity,
But I pray that the faith o’ the dying thief
May be granted through grace unto me.
tradotto da Cattia Salto
CORO
Ieri sera c’erano quattro Marie (1),
stasera ce ne saranno solo tre;
c’erano Mary Seton e Mary Beton,
e Mary Carmichael, ed io
I
Certo non pensava mia madre
quando mi dondolava nella culla
che sarei morta così lontano da casa appesa sulla forca.
II
Mi legheranno un fazzoletto sugli occhi che non veda la morte (2)
e mai più vedrò mia madre e mio padre
che sono lontani oltre il mare.
III
Oh vorrei stare nel nostro cimitero (3)
sotto quel salice
dove raccoglievamo le bacche e le margherite (4),
i miei fratelli, le mie sorelle ed io
IV
Poco m’importa di una tomba senza nome, perchè spero nell’eternità
e prego per la fede del ladrone morente (5)
che sia concessa la grazia anche a me.

NOTE
1) il versetto lascia intendere che Maria sia una delle quattro dame di compagnia di Maria Stuarda scelte direttamente dalla madre Maria di Guisa. In realtà furono Mary Beaton , Mary Seton , Mary Fleming e Mary Livingston .
2) to dee= to dye
3) kirkyard – churchyard (cemetery)
4) gowans – daisies
5) il ladrone crocefisso accanto a Gesù che si pentì dei suoi peccati e venne accolto nel Regno di Dio.

Tra le versioni testuali più estese quella riportata da Cecil Sharpe: qui Mary è una delle dame di compagnia della Regina e amante di Lord Darnley. La donna processata e condannata a morte non rinuncia alla vanità, e per non sminuire la sua bellezza indossa l’abito più bello e soprattutto bianco a indicare la sua innocenza: si insinua che il vero colpevole sia l’uomo che, dall’alto della sua posizione sociale l’ha sedotta o più probabilmente violentata; lei però ha abbandonato il neonato al destino lasciandolo in balia del mare e pagherà per tutti e due!

ASCOLTA  Joan Baez nel 1960 (la versione diventata standard)


I
Word is to the kitchen gone,
and word is to the hall
And word is up to madam the queen, and that’s the worst of all
That Mary Hamilton has borne a babe
To the highest stuart of all
II
“Oh rise, arise Mary Hamilton
Arise and tell to me
What thou hast done with thy wee babe/I saw and heard weep by thee”
III
“I put him in a tiny boat
And cast him out to sea
That he might sink or he might swim
But he’d never come back to me”
IV
“Oh rise arise Mary Hamilton
Arise and come with me
There is a wedding in Glasgow town
This night we’ll go and see”
V
She put not on her robes of black
Nor her robes of brown
But she put on her robes of white
To ride into Glasgow town
VI
And as she rode into Glasgow town
The city for to see
The bailiff’s wife and the provost’s wife
Cried alack and alas for thee
VII
Oh you need not weep for me she cried
You need not week for me
For had I not slain my own wee babe
This death I would not dee
VIII
Oh little did my mother think
When first she cradled me
The lands I was to travel in
And the death I was to dee
IX
Last night I washed the queen’s feet
Put the gold in her hair
And the only reward I find for this
The gallows to be my share
X
Cast off, cast off my gown, she cried
But let my petticoat be
And tie a napkin round my face
The gallows, I would not see
XI
Then by them come the king himself
Looked up with a pitiful eye/Come down, come down Mary Hamilton/Tonight you will dine with me
XII
Oh hold your tongue, my sovereign liege
And let your folly be
For if you’d a mind to save my life
You’d never have shamed me here
XIII
Last night there were four Marys
Tonight there’ll be but three
It was Mary Beaton and Mary Seton
And Mary Carmichael and me
Tradotto da Cattia Salto*
I
La voce è passata in cucina,
la voce è passata in sala
la voce è passata dalla signora regina
ed è sulla bocca di tutti
che Mary Hamilton aspetta un figlio
dal più nobile degli Stuart.
II
Alzati, alzati Mary Hamilton
alzati e dimmi
che cosa ne hai fatto del tuo piccolino
che ho udito pianger così forte?
III
L’ho messo in una barchetta
e l’ho gettato in mare
affinchè potesse nuotare o annegare
e mai più ritornare da me
IV
Alzati, alzati Mary Hamilton
alzati e vieni con me
c’è un matrimonio a Glasgow
stasera andremo a vedere
V
Non si mise il vestito nero
e neanche quello marrone;
ma si mise il vestito bianco
per andare a Glasgow
I
E mentre cavalcava verso Glasgow
per vedere la città
la moglie dello sceriffo e del rettore
piangevano per te
VII
Non piangete per me – gridò-
non dovete piangere per me;
se non avessi ucciso il mio piccolino
non sarei dovuta morire così.
VIII
Certo non pensava mia madre
quando mi dondolava nella culla
alle terre che avrei attraversato
ed alla morte che mi sarebbe toccata.
IX
Ieri sera lavavo i piedi alla Regina,
le ornavo i capelli con l’oro;
e la sola ricompensa in cambio
sarà la forca
X
Leva, leva il vestito –gridò
e lascia la sottoveste
e lega un fazzoletto al viso
perchè non veda la forca”
XI
Poi da loro venne lo stesso Re
che la guardò con indulgenza
Venite, venite Mary Hamilton
stanotte cenerete con me
XII
Frenate la lingua, mio sovrano
e la vostra passione perchè se avevate intenzione di salvare la mia vita non mi avreste mai svergognata qui
XIII
Ieri sera c’erano quattro Mary,
stasera non ce ne saranno che tre;
c’era Mary Seton e Mary Beton,
e Mary Carmichael, ed io.”

NOTE
*dalla traduzione di Riccardo Venturi

“Ballad Book” di Cecil K. Sharpe (1823)
I
Word’s gane to the   kitchen,
And word’s gane to the ha’
That Mary Hamilton gangs wi bairn
To the hichest Stewart of a’.
II
He’s courted her in the kitchen,
He’s courted her in the ha’,
He’s courted her in the laigh cellar
And that was warst of a’!
III
She’s tyed it in her apron
And she’s thrown it in the sea;
Says, “Sink ye, swim ye, bonny wee babe!
You’l ne’er get mair o’ me.”
IV
Down then cam the auld queen,
Goud tassels tying her hair:
“O Marie, where’s the bonny wee babe
That I heard greet sae sair?”
V
“There was never a babe intill my room,/As little designs to be;
It was but a touch o my sair side
Come o’er my fair bodie.”
V
“O Marie, put on your robes o’ black,
Or else your robes o’ brown,
For ye maun gang wi’ me the night
To see fair Edinbro’ town.”
VI
“I winna put on my robes o’ black,
Nor yet my robes o’ brown,
But I’ll put on my robes o’ white
To shine through Edinbro’ town.”
VII
When she gaed up the Cannogate,
She laugh’d loud laughters three;
But whan she cam down the Cannogate/The tear blinded her ee.
VIII
When she gaed up the Parliament stair,
The heel cam aff her shee;
And lang or she cam down again
She was condemned to dee.
IX
Whan she cam down the Cannogate,
The Cannogate sae free,
Many a ladie look’d o’er her window
Weeping for this ladie.
X
“Ye need nae weep for me”, she says,
“Ye need nae weep for me;
For had I not slain mine own sweet babe,
This death I wadna dee.
XI
“Bring me a bottle of wine”, she says,
“The best that e’er ye hae,
That I may drink to my weil-wishers,
An they may drink to me.
XII
“Here’s a health to the jolly sailors,
That sail upon the main;
Let them never let on to my father and mother,/But what I’m coming hame.
XIII
“Here’s a health to the jolly sailors,
That sail upon the sea;
Let them never let on to my father an mother/That I cam here to dee.
XIV
“O little did my mother think
The day she cradled me,
What lans I was to travel through,
What death I was to dee.
XV
“O little did my father think,
The day he held up me,
What lands I was to travel through,
What death I was to dee.
XVI
“Last night I wash’d the queen’s feet,
An gently laid her down;
And a’ the thanks I’ve gotten the night,
To be hang’d in Edinbro’ town.
XVII
“Last nicht there was four Maries,
The nicht there’l bee bit three;
There was Marie Seton, an Marie Beton, And Marie Carmichael, and me.”

Traduzione di Riccardo Venturi
I
La voce è passata in cucina,
La voce è passata in sala
Che Mary Hamilton aspetta un figlio
Dal più nobile degli Stuart.
II
L’ha corteggiata in cucina,
L’ha corteggiata in sala;
Ma poi l’ha corteggiata in cantina
Ed è la peggior cosa di tutte!
III
L’ha avvolto nel suo grembiule
E poi l’ha gettato in mare
Dicendo, “Nuota o annega, bel bambino!
Di me non saprai più niente.”
IV
Allora scese la Regina Madre
Con l’oro intrecciato nei capelli:
“Mary, dov’è il bel bambino
Che ho udito pianger così forte?”
V
“Non c’era nessun bimbo nella stanza,
E non ce ne saranno mai;
Era solo un dolore al fianco
Che ha colpito il mio bel corpo.”
VI
“Mary, mettiti il vestito nero
Oppure il vestito marrone;
Stasera dobbiamo andare
A visitar la bella Edimburgo.”
VII
“Non mi metterò il vestito nero
E neanche quello marrone;
Mi metterò il vestito bianco
Per esser splendida a Edimburgo.”
VIII
Quando salì sul Cannogate
Rise forte tre volte,
Ma quando scese dal Cannogate
Le si empiron gli occhi di pianto.
IX
Quando salì lo scalone del Parlamento
La scarpa le uscì dal calcagno;
E quando ne ridiscese
Fu condannata a morte.
X
Quando scese del Cannogate,
Il Cannogate così vivace,
Molte dame guardavano alla sua finestra/In lacrime per quella signora.
XI
“Non piangete per me”, disse,
“Non dovete piangere per me;
Se non avessi ucciso il mio bel bambino
Non sarei dovuta morire così.
XII
“Portatemi una bottiglia di vino”, disse,
“La migliore bottiglia che avete,
Per bere alla salute dei miei carnefici
E perché loro possan bere alla mia.
XIII
“Un brindisi per i bravi marinai
Che navigano per l’oceano;
Non dite a mio padre e a mia madre
Che a casa io non tornerò.
XIV
“Un brindisi per i bravi marinai
Che navigano per l’oceano;
Non dite a mio padre e a mia madre
Che qua son venuta a morire.
XV
“Certo non pensava mia madre
Quando mi dondolava nella culla
Alle terre che avrei attraversato
Ed alla morte che mi sarebbe toccata.
XVI
“E certo non pensava mio padre
Quando mi prendeva in collo
Alle terre che avrei attraversato
Ed alla morte che mi sarebbe toccata.
XVII
“Ieri sera lavavo i piedi alla Regina,
E dolcemente la mettevo a letto;
E la ricompensa che ne ho avuto stasera
È d’essere impiccata a Edimburgo!
XVIII
“Ieri sera c’erano quattro Mary,
Stasera non ce ne saranno che tre;
C’era Mary Seton e Mary Beton,
E Mary Carmichael, ed io.”

NINNA NANNA (la versione in italiano di MARY HAMILTON)

Il testo tradotto e riscritto dalla moglie Luisa Zappa riprende poeticamente in parte la versione ottocentesca riportata da Cecil Sharpe: la storia è concentrata sul momento dell’abbandono in cui il neonato addormentato con una ninnananna viene affidato  alla benevolenza delle acque. In un secondo tempo Branduardi riprende la ballata e ne fa una versione più estesa per il Cd Il Rovo e la Rosa

ASCOLTA Angelo Branduardi in “Coglia la prima mela” 1979

I
“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me”.
II
L’hanno detto giù nelle cucine;
la voce ha risalito le scale
e tutta la casa ora lo sa:
ieri notte piangeva un bambino.
III
L’hanno detto giù nelle cucine
e tutta la casa lo sa
che ieri lei aveva un bambino
e che oggi lei non l’ha più.
IV
“Adesso alzati e dillo a me,
lo so che avevi un bambino,
tutta la notte ha pianto e perché
ora tu non l’hai più con te”.
V
“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me”.
VI
“Adesso alzati, vieni con me
questa sera andremo in città,
lava le mani, lavati il viso,
metti l’abito grigio che hai”.
VII
L’abito grigio non indossò
quella sera per andare in città,
vestita di bianco(1) la gente la vide
davanti a se passare
VIII
“La scorsa notte dalla mia padrona(2)
le ho pettinato i capelli
poi mio figlio ho addormentato e
l’ho affidato al mare”…
IX
Non lo sapeva certo mia madre
quando a sè lei mi stringeva
delle terre che avrei viaggiato,
della sorte che avrei avuta.
X
“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me”

NOTE
1) la donna proclama la sua innocenza, si insinua che il vero colpevole sia l’uomo che, dall’alto della sua posizione sociale l’ha sedotta o più probabilmente violentata;
2) la regina

Angelo Branduardi in  “Il Rovo e la Rosa” (2013)

I
“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
Che lui si salvi o vada perduto
e mai più lui ritorni da me.
II
L’hanno detto giù nelle cucine,
la voce ha risalito le scale
e tutta la casa ora lo sa,
ieri notte piangeva un bambino.
II
L’hanno detto giù nelle cucine
e la Regina ora lo sa
Mary Hamilton ha avuto un bambino
dal più nobile di tutti gli Stuart.
III
Adesso alzati e dillo a me,
lo so che avevi un bambino,
tutta la notte ha pianto e perché
ora tu non l’hai più con te ?
IV
Adesso alzati, vieni con me,
questa sera andremo in città.
Lava le mani, lavati il viso,
metti l’abito più scuro che hai.
V
Abiti a lutto non indossò
per cavalcare fino in città.
Vestita di bianco la gente la vide
per le strade di Glasgow passare.
VI
La scorsa notte dalla mia Regina
le ho intrecciato con oro i capelli,
in ginocchio ho lavato i suoi piedi
ad in cambio ho avuto la forca.
VII
Non lo sapeva certo mia madre
quando a sé lei mi stringeva,
delle terre che avrei viaggiato,
della sorte che avrei avuto.
VIII
“Povera Mary, povera te!”
“Non piangete – rispose – per me.
Datemi un velo per coprire il mio viso,
ma sappiate che io non ho colpe.”
IX
Vieni Mary, vieni con me!”
Disse il re scendendo le scale,
la guardò con occhi pietosi:
“Questa sera siedi a cena con me!”
X
Erano in quattro a chiamarsi Mary,
questa notte non saranno che tre…
C’era Mary Beaton e Mary Seton
e Mary Carmichael e me.

FONTI
http://sangstories.webs.com/fourmaries.htm
http://www.kultunderground.org/art/305
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=2571&lang=it
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/26/mary.htm
http://mnheritagesongbook.net/the-songs/addition-song-with-recordings/mary-hamilton-the-four-maries/
http://www.mustrad.org.uk/articles/prob_bal.htm
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/411.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=9556
http://www.executedtoday.com/2012/03/14/1719-mary-hamilton-lady-in-waiting/

 

I LOVE MY JEAN (OF A’ THE AIRTS THE WIND CAN BLAW)

Anche conosciuta come “Of A’ the Airts” la canzone “I love my Jean” è stata composta da Robert Burns nella primavera del 1788 poco dopo essere convolato a giuste nozze con Jean Armour (vedi).

La canzone è stata scritta da Robert Burns poco dopo il suo trasferimento a Ellisland nel Dumfriesshire, più esattamente nel periodo in cui stava sorvegliando la costruzione della nuova dimora accanto al fiume Nith in attesa dell’arrivo della sposa (rimasta nella fattoria di Mossgiel a Mauchline). La sua solitudine e la nostalgia di casa, il suo Ayrshire, gli fanno comporre una canzone d’amore dedicata alla moglie Jean Armour, la canzone d’amore più popolare nell’Ovest della Scozia.

Ellisland_Farm_and_the_River_Nith
Uno scorcio di Ellisland Farm e del fiume Nith nel Dumfriesshire

Con il titolo “Of A’ The Airts” è stato realizzato dalla STV Scotland un filmato d’epoca in bianco e nero sull’Ayrshire e la sua gente. Cito dalle info: “Un meraviglioso fotomontaggio insieme ad alcune delle più famose opere del Bardo di poesia, versi e canzoni, è un ritratto intimo della vita nel ’50 e un bel tributo a un uomo il cui lavoro è stato creato lì due secoli prima”

GUIDA ALL’ASCOLTO
La canzone venne pubblicata nello “Scots Musical Museum” vol III con il titolo “I love my Jean” in due strofe scritte da Burns, ma nelle edizioni successive e in varie altre collezioni vennero aggiunte ulteriori strofe, scritte da altri autori, forse insoddisfatti dalla brevità della canzone.

LA MELODIA
La melodia “Miss Admiral Gordon’s Strathspey.” è stata composta da un contemporaneo di Burns, William Marshall, nato a Fochabers nel 1748. Entrato al servizio del duca di Gordon ne diventò il maggiordomo. Violinista eccellente è considerato come il miglior compositore di Strathspeys dell’epoca. La melodia richiama “The Low Lands of Holland” brano preferito da Jean.
ASCOLTA Liam O’Flynn


ASCOLTA Eddi Reader bonus track nell’album The songs of Robert Burns (deluxe edition)

ASCOLTA Kris Dever

 

  I
Of a’ the airts(1) the wind can blaw(2),
I dearly love the west,
For there the bonnie(3) lassie lives,
The lassie I lo’e best:
There’s rivers row and wild woods grow,
And mony(4) a hill between;
But day and night my fancy’s flight
Is ever wi'(5) my Jean.
II
I see her in the dewy flowers,
I see her sweet and fair :
I hear her in the tunefu'(6) birds,
I hear her charm the air:
There’s not a bonnie flower that springs
By fountain, shaw(7), or green;
There’s not a bonnie bird that sings,
But minds(8) me o'(9) my Jean.

TRADUZIONE   ITALIANO DI CATTIA SALTO

I
Da tutte le parti verso cui il vento può soffiare,
più caro mi è l’ovest,
perchè colà vive la mia bella fanciulla,
la fanciulla che amo in sommo grado:
là scorrono i fiumi e crescono boschi selvaggi,
tra le tante colline;
ma giorno e notte il volo della mia fantasia
è sempre con la mia Jean.
II
La vedo nei fiori turgidi
la vedo dolce e bella:
la sento nel canto degli uccelli,
sento il suo fascino nell’aria:
non c’è fiore bello che sboccia
nei giardini e boschetti o prati,
non c’è bell’uccello che canta,
che non mi ricordi della mia Jean

NOTE
1) airts=directions, quarters
2) blaw=blow
3) bony=pretty, bonny
4) mony=many
5) wi’=with
6) tunefu’=tuneful
7) shaw=a small wood in a hollow
8) minds=reminds
9) o’=of

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iii,-song-235,-page-244-i-love-my-jean.aspx
http://mysongbook.de/msb/songs/a/atheairt.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3098
http://www.electricscotland.com/burns/songs/04OAaTheAirts.jpg
http://www.eddireader.net/tracks/erOAA.htm
https://thesession.org/tunes/9092

I’M O’ER YOUNG TO MARRY YET

La canzone è una canzone d’amore umoristica se non proprio oscena. Compare in stampa nel ‘Scots Musical Museum’ – Volume II, # 107 con un testo in parte riscritto da Robert Burns (essendo il ritornello invece originario).

La melodia è un reel molto popolare nel Border e comune a diversi titoli “Bonny Lad to Marry Me” (William Vickers 1770), “O’Flynn’s Fancy”, “Were You at the Fair,” “The Pretty Lass,” “Donny Brook”, ma può anche essere accompagnato dalla melodia, ‘The Braes of Balquidder’ (spartito qui)

GameCourt_GSmith-dettaglioUna giovinetta rifiuta la proposta di matrimonio di un uomo a causa dell’età e dell’inesperienza, ma invita l’uomo a ritornare con l’arrivo dell’estate; così leggendo meno maliziosamente tra le righe, la fanciulla, sebbene professi la sua giovinezza, non è disposta a farsi scappare il corteggiatore. L’allusione che desta il sorriso è quella relativa all’inesperienza della ragazzina: con la stagione invernale evidentemente non ha molte occasioni per rimediare, ma in Primavera non le mancheranno le opportunità per amoreggiare nei campi!

ASCOLTA Betty Sanders

VERSIONE ROBERT BURNS 1788
CHORUS
I’m o’er young, I’m o’er young,
I’m o’er young to marry yet;
I’m o’er young, ‘twad be a sin
To tak me frae my mammy yet.
I
I am my mammny’s ae bairn(1),
Wi’ unco(2) folk I weary, Sir,
And lying in a man’s bed,
I’m fley’d it mak me irie(3), Sir.
II(4)
My mammie coft(5) me a new gown,
The kirk maun hae the gracing o’t;
Were I to lie wi’ you, kind Sir,
I’m feared ye’d spoil the lacing o’t
III
Hallowmass is come and gane,
The nights are lang in winter, Sir,
And you an’ I in ae bed,
In trowth, I dare na venture, Sir.
IV
Fu’ loud and shill the frosty wind
Blaws thro’ the leafless timmer, Sir;
But if ye come this gate again,
I’ll aulder be gin simmer, Sir.
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
RITORNELLO
Sono troppo giovane, sono troppo giovane, troppo giovane per sposarmi.
Sono troppo giovane sarebbe un peccato portarmi già via dalla mia mammina.
I
Sono la sola bimba di mamma,
con un rozzo popolano mi annoio, Signore e andare nel letto di un uomo
temo che mi spaventi, Signore.
II
La mamma mi ha comprato un nuovo abito, con la gonna abbellita da un ornamento; dovessi giacere con lei signore,
temo di rovinarle il merletto.
III
Ognissanti è venuto e andato,
le notti sono lunghe in inverno, Signore
e voi ed io in un letto
per la verità, non oso rischiare, Signore.
IV
Con piena forza e vigore il vento gelido soffia attraverso gli alberi senza foglie, Signore, ma se verrete ancora a questa porta, sarò più vecchia quando arriverà l’estate Signore!

Traduzione inglese  (qui)

NOTE
1) child
2) uncouth
3) to be annoyed or irritated with something.
4) La seconda strofa è riportata in Robert Burns (1759–1796). “Poems and Songs”.
5) coff= buy

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-107,-page-110-im-oer-young-to-marry-yet.aspx
http://digital.nls.uk/english-ballads/pageturner.cfm?id=74893852
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/
im_oer_young_to_marry_yet.htm

http://www.asaplive.com/archive/detail.asp?id=R0307302
http://levysheetmusic.mse.jhu.edu/catalog/levy:114.146
http://www.electricscotland.com/music/minstrelsie/volume4.htm
http://tunearch.org/wiki/Bonny_Lad_to_Marry_Me_(A)
http://tunearch.org/wiki/Donny_Brook_(1)

http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=3392

SCOTS WHA HAE

(c) Glasgow Museums; Supplied by The Public Catalogue FoundationScots Wha Hae” è una canzone patriottica scozzese, scritta nel 1793 da Robert Burns su di un ipotetico discorso tenuto da Robert Bruce (Robert I re di Scozia dal 1306 al 1329) prima della battaglia di Bannockburn; è stato per anni uno degli inni non ufficiali della Scozia, al pari di “Flower of Scotland” e recentemente ha avuto una ripresa con il risorgere del sentimento indipendentista scozzese.
Oggigiorno è praticamente l’inno dello Scottish National Party.

TUTTI TATTI

Secondo la tradizione la marcia che nel 1314 guidò gli Scozzesi nella battaglia di Bannockburn era ‘Hey Tuttie Taitie’ – secondo i francesi di Château de Blois, il brano venne suonato dalle truppe scozzesi quando Giovanna d’Arco entrò nella città di Orleans il 29 aprile 1429 (conosciuto come ‘Marche des Soldats de Robert Bruce‘).
Il bisticcio di parole significa “everyone toot on your horn” perchè un tempo i soldati erano soliti fare molto strepito prima della battaglia per incutere spavento nel nemico.
Nella lettera di accompagnamento indirizzata a George Thomson nel 1793 Robert Burns scrive “You know that my pretensions to musical taste, are merely a few of Nature’s instincts, untaught and untutored by Art. For this reason, many musical compositions, particularly where much of the merit lies in Counterpoint, however they may transport and ravish the ears of you Connoisseurs, affect my simple lug no otherwise than merely as melodious Din. On the other hand, by way of amends I am delighted with many little melodies which the learned Musician despises as silly and insipid. I do not know whether the old air, ‘Hey tutti tatie’, may rank among its number; but well I know that with Fraser’s Hautboy, it has often filled my eyes with tears. There is a tradition, which I have met with in many places of Scotland, that it was Robert Bruce’s March at the battle of Bannockburn. This thought, in my yesternight’s evening walk warmed me to a pitch of enthusiasm on the theme of Liberty and Independence which I threw into a kind of Scots Ode, fitted to the Air, that one might suppose to be the gallant ROYAL SCOT’S address to his heroic followers on that eventful morning.”

La melodia viene interpretata da Burns come slow air, ma Thomson la volle cambiare e chiese a Burns di modificare il testo di conseguenza. Alla fine però il tempo ha dato ragione alla prima stesura voluta dal poeta.
Il testo non ha bisogno di commenti e riflette lo spirito dei tempi in cui i troni venivano usurpati e riconquistati con le armi in pungo “per ogni nemico che cade, muore un tiranno“, ma anche un monito sulla scia della Rivoluzione francese ai soprusi dell’Ancien Régime.

ASCOLTA Dougie MacLean, credo sia una delle versioni migliori, niente di marziale o roboante, più un lamento, un anelito alla autodeterminazione di un popolo

ASCOLTADick Gaughan, quasi un parlato che non ha bisogno di esserle urlato per arrivare dritto alle coscienze,

VERSIONE ROBERT BURNS 1793
I
Scots, wha hae wi’ Wallace bled,
Scots, wham Bruce has aften led,
Welcome to your gory bed (1),
Or to Victorie!
II
Now’s the day, and now’s the hour;
See the front o’ battle lour;
See approach proud Edward’s power(1)-Chains and Slaverie!
III
Wha will be a traitor knave?
Wha can fill a coward’s grave?
Wha sae base as be a Slave?
Let him turn and flee!
IV
Wha, for Scotland’s King and Law,
Freedom’s sword will strongly draw,
Free-man stand, or Free-man fa’,
Let him on wi’ me!
V
By Oppression’s woes and pains!
By your Sons in servile chains!
We will drain our dearest veins,
But they shall be free!
VI
Lay the proud Usurpers(3) low!
Tyrants fall in every foe!
Liberty’s in every blow!-
Let us Do or Die!
traduzione italiano Cattia Salto
I
Scozzesi che avete combattuto con Wallace, Scozzesi che Bruce ha spesso guidato, benvenuti al vostro bagno di sangue (1) o alla vittoria!
II
Questo è il giorno, questa è l’ora; guardate il fronte dello schieramento;
guardate avanzare la potenza dell’altezzoso Edoardo (2)- catene e schiavitù!
III
Chi sarà un ribaldo traditore?
Chi occuperà la tomba di un vigliacco? Chi sarà tanto abbietto da essere uno schiavo? Che si giri e fugga!
IV
Chi per il Re e la Legge di Scozia
brandirà con forza la spada della libertà
e da uomo libero resisterà o da uomo libero perirà? Che mi segua!
V
Fra lacrime di sofferenza ed oppressione
per i vostri figli asserviti dalle catene
prosciugheremo le nostre preziose vene, ma saranno liberi!
VI
Abbattete i fieri usurpatori (3)
per ogni nemico che cade, cade un tiranno!
La libertà in ogni fendente!
O così o la morte.

Traduzione in inglese (qui)
Traduzione in francese (qui)
NOTE
1) letteralmente “letto insanguinato”, ho preferito tradurre con “bagno di sangue” per mantenere il rafforzamento della prima immagine,
2) re Edoardo II che fu sconfitto nella battaglia di Bannockburn (giugno 1314)
3) usurpatore è chiaramente un termine da giacobita, innestato sul tema dell’indipendenza e della sovranità dall’Inghilterra

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/scotswha.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/424.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/ScotsWhaHae.21.shtl
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555675.asp

FLOW GENTLY SWEET AFTON

Il piccolo fiume Afton che scorre nella vale omonima nella verde Ayrshire è famoso in tutto il mondo grazie alla canzone di Robert Burns. In una lettera alla signora Francis Dunlop, sua mecenate, egli loda la bellezza del fiume e delle sue rive. Così le scrive il 5 febbraio 1789 “There is a small river, Afton, that falls into the Nith, near New Cumnock, which has some charming, wild, romantic scenery on its banks.” Seduto su una roccia e in contemplazione scrisse una poesia solo apparentemente dedicata al fiumicello.

flow-gently-sweet-afton

FLOW GENTLY

La poesia  scorre lenta e placida come l’Afton, ma solo apparentemente il fiumicello è il vero soggetto dell’attenzione del poeta, perchè in ogni strofa i versi vanno alla dolce Mary.
Secondo quanto riferito dal fratello Gilbert Burn la fanciulla è certamente  Mary Campbell corteggiata da Robert nel 1786, probabile anno in cui la canzone è stata scritta.
Dr Currie, primo biografo di Burns ritiene invece che la bella sia la signora Catherine Stewart di Afton Lodge (nella tenuta di Enterkine a Tarbolton sulle rive dell’Ayr): la magione con grande tenuta diventa nella poesia una casetta e la signora la fanciulla per la quale spasima il bardo! In risposta al quesito così scrisse il nipote (con buona pace di quanti continuano a riportare le ipotesi di Currie) “Afton Lodge is in the parish of Tarbolton, and was built by my grandmother, Mrs. General Stewart, on parting with Stair. Her paternal estate of Afton is in the parish of New Cumnock, and has no residence on it, so she built Afton Lodge near Tarbolton, and named it after the Afton estate. It does not appear that the song called Afton Water is among the poems sent to her by Burns. Before her marriage, her name was Katherine Gordon, heiress of Afton, which estate I now possess.”

LA VERSIONE FOLK

La melodia scelta da Robert Burns  pubblicata  nello Scots Musical Museum vol IV (1792) #386 è attribuita al maggiore William Logan di Ayrshire
ASCOLTA Nickel Creek  (un giovanissimo Chris Thile, si proprio lui quello dei Punch Brothersin Nickel Creek 2000 e gli accenti bluegrass -chissà cosa ne penserebbe Robbie? (sicuramente si sarebbe messo a fare la corte alla violinista – Sara Watkins)

Tony Cuffe in The Complete Songs of Robert Burns, vol. 1  (da ascoltare su Spotify)


I
Flow gently, sweet Afton(1)!
Amang thy green braes(2),
Flow gently, I’ll sing thee
a song in thy praise;
My Mary’s asleep by
thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
II
Thou stock-dove whose echo
resounds thro’ the glen,
Ye wild whistling blackbirds
in yon thorny den,
Thou green-crested lapwing
thy screaming forbear,
I charge you, disturb not
my slumbering Fair.
III
How lofty, sweet Afton,
thy neighbouring hills,
Far mark’d with the courses
of clear, winding rills(3);
There daily I wander
as noon rises high,
My flocks and my Mary’s
sweet cot(4) in my eye.
IV
How pleasant thy banks
and green valleys below,
Where, wild in the woodlands,
the primroses blow(5);
There oft, as mild Ev’ning
weeps(6) over the lea(7),
The sweet-scented birk(8)
shades my Mary and me.
V
Thy crystal stream, Afton,
how lovely it glides,
And winds by the cot(4) where
my Mary resides;
How wanton(9) thy waters
her snowy feet lave(10),
As, gathering sweet flowerets,
she stems(11) thy clear wave.
VI
Flow gently, sweet Afton,
amang thy green braes,
Flow gently, sweet river,
the theme of my lays(12);
My Mary’s asleep
by thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Scorri piano dolce Afton(1)!
Tra le verdi rive(2),
scorri piano ti canterò
una canzone in tua lode;
la mia Mary si è addormentata
al mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.
II
Tu colombella la cui eco
risuona nella valle,
voi merli selvatici che fischiate
in quella valle di rovi,
tu pavoncella con la cresta verde
dal richiamo lamentoso,
io vi scongiuro di non disturbare
la mia bella addormentata!
III
Che nobili, dolce Afton,
le tue colline circostanti
in lontananza segnate dai percorsi
di chiari, ruscelli tortuosi(3)
dove mi aggiro quotidianamente
appena il giorno sorge,
con le mie greggi e la dolce casetta(4)
della mia Mary sotto gli occhi.
IV
Come piacevoli sono le tue rive
e le verdi vallate sottostanti,
dove, nei boschi silvani,
le primule fioriscono(5);
là spesso, mentre le lievi gocce(6)
di umidità serale salgono sopra il prato(7)
la betulla(8) dal dolce profumo
ripara la mia Mary e me.
V
Il tuo corso argenteo, Afton
come scorre amabilmente
e rinfresca la casetta (4) dove
la mia Mary risiede;
come liberamente(9) le tue acque
tra i suoi piedi candidi fai scorrere(10)
mentre, raccogliendo teneri fiorellini,
lei si oppone(11) alla tua onda chiara
VI
Scorri piano dolce Afton
tra le verdi rive,
scorri piano, dolce fiume,
tema delle mie canzoni(12);
la mia Mary è addormentata
dal mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.

NOTE
1) L’Afton è un piccolo fiume della Scozia che scorre pigramente dall’Altwhat Hill (New Cumnock) per otto kilometri lungo la Valle omonima fino a immettersi nel Nith. Il nome Afton deriva dal celtico “afon” che significa semplicemente acqua, corso d’acqua: afon (gallese); Abhainn (gaelico); abann (Old Irish); M. Aoun (cornico, bretone); Abona (gallico) in riferimento probabilmente ad un’antica divinità delle acque, è anche nome proprio di donna. Alcuni fanno derivare il nome da Abhainn Donn [in italiano acqua marrone] ma le acque del fiume non sono per niente torbide, tanto meno ai tempi di Burns che le descrive come “acque cristalline” per la loro trasparenza!
2) braes=banks
3) rills=brooks
4) cot=cottage
5) blow=blossom
6) weeps=drops moisture
7) lea=meadow
8) birk=birch
9) wanton=freely
10) lave=wash, flow against
11) stems=resists
12) lays=songs

MELODIE DA FIABA

Ben altre due melodie vennero composte appositamente sulla canzone: una del 1855, dello scozzese Alexander Hume (registrata nel 1922 dal tenore Joseph Hislop); l’altra dell’americano Jonathan E. Spilman che la compose nel 1838; la canzone viene inoltre occasionalmente impostata sulla melodia “Away in a Manger” nota come “Craddle song” o in medley con essa nelle compilation di Christmas lullaby.
Le versioni sono decisamente classiche e “vecchio stile” e sembrano uscite da un film d’animazione Walter Disney degli anni 50, e da un momento all’altro ci si aspetta di veder sbucare dalle rive del ruscello una Biancaneve che gorgheggia con gli uccellini.

MELODIA DI ALEXANDER HUME
la versione “classica”
ASCOLTA Christy Lyn
ASCOLTA Ken McKellar

MELODIA JONATHAN E. SPILMAN (valzer lento)
ASCOLTA Jo Stafford
ASCOLTA Pride & Prejudice  nel film del 1940  con una delle sorelle  Bennet che  strazia la canzone! (cercate di non soffermarvi troppo sugli “abiti meringa” in stile 1830 assolutamente sbagliati rispetto all’ambientazione di Jane Austen – ai suoi tempi era di moda lo stile impero! )

UNA GITA LUNGO L’AFTON

Sicuramente buon spunto per una camminata lungo il fiume Afton seguendo i passi di Newton Stewart vedi

FONTI
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/pn_A/index.html
http://www.robertburns.plus.com/Stories6.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/StewartofStairMrsCatherined1818.818.shtml
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-386,-page-400-afton-water.aspx
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/burns_trail/afton.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11200
http://thesession.org/tunes/855