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SEAN DUINE DÓITE

Una canzone in gaelico irlandese che tocca un tema umoristico con un fondo amaro, quello dei matrimoni male assortiti tra una giovane ragazza e un vecchio. Scrive Donal O’Sullivan nel suo ‘Songs of the Irish’ This song, part tragic, part grimly amusing, with a surprise in its last line, has sometimes been attributed to Andrew Magrath, the County Limerick poet … It is reasonably certain, however, that the attribution is erroneous. It is an eighteenth century folk song of Munster origin, which has doubtless been subjected to many alterations and accretions, and versions of which have been noted as far away as County Mayo. At the period of its composition Scottish airs were very popular in Ireland, particularly with the Munster poets, and this song is said to have been written to the tune of “The Campbells are Coming”. It is interesting to note the profound modifications which the tune has undergone at the hands of the Irish folk singers.

La melodia è probabilmente nata in Scozia e la ritroviamo con il titolo di “The Campbells are Coming” su un testo attribuito a Robert Burns, diventata assai popolare in America durante la Guerra di Secessione come marcetta militare. (vedi prima parte)

LA VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE

Nella versione in gaelico scozzese Baile Ionaraora (in italiano la città di Inveraray) il bardo si lamenta di un matrimonio male assortito in cui si mangia solo molluschi, nella versione irlandese il matrimonio è stato combinato tra una ragazza giovane e un vecchio e già nel titolo si maligna sulle scarse prestazioni sessuali del vecchietto “dóite” cioè che ha consumato tutto il suo stoppino!
Del testo si trovano peraltro molte versioni ma il brano è anche una popolare jig dal titolo “The Burnt Old Man”

ASCOLTA  Seamus Beagley per la serie Anam An Amhráin  di Cartoon Saloon

ASCOLTA Aoife – An Seanduine Dóite (Burnt Out Old Man)

ASCOLTA Moya Brennan & Cormac de Barra

Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Luigh ar do leaba agus codlaigh do dhóthain
Óró ‘sheanduine is mairg a phós thú,

( in inglese
Oh burnt old man, old man
Oh burnt old man, old man
Lie on your bed and sleep plenty
I wish I had never married you)

FONTI
http://slowplayers.org/2014/05/06/burnt-old-man-d/
http://www.celticlyricscorner.net/danu/odheara.htm
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/anseanduine.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/an-seanduine-doite/
http://www.omniglot.com/songs/irish/anseanduinedoite.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/an_seanduine_doite_mrussell.htm
https://soundcloud.com/ceol-lios-na-n-g/4-an-seanduine-seanduine-d-ite

https://thesession.org/tunes/5647
https://thesession.org/tunes/1029

THE SOUTH WIND

The South Wind / Southwind / The Southern Breeze / The Wind from the South (in italiano “Il Vento del Sud”) è un brano in gaelico irlandese molto antico risalente quantomeno al Settecento. Il brano è oggi più popolare nella sua forma strumentale, con l’andamento di un valzer, e viene spesso suonato in set con le melodie di Turlough O’Carolan (1670-1738), per questo è spesso erroneamente attribuito al bardo! (prima parte qui)
Una melodia che ha avuto molta fortuna ed è stata utilizzata con diversi testi.

VERSIONE INGLESE: SOUTH WIND

Nel libro “Songs of the Irish” di Donal O’Sullivan 1960 è riportata una versione in inglese in metrica con la melodia e si legge anche questa nota “Native of Irrul, County Mayo by the name of Domhnall Meirgeach Mac Con Mara (Freckled Donal Macnamara). Caher Edmund, mentioned in the second verse, is a townland in the parish of Ballinrobe in County Mayo.”
La versione testuale di O’Sullivan è diversa da quella trascritta in inglese da Eduard Bunting con il titolo The Southern Breeze (vedi)
Bunting ci dice che Donald Freckled (in italiano il lentigginoso)  Macnamara (in gaelico Domnhall “Meirgeach” Mac ConMara), originario della provincia del Connacht e andato in esilio nel Munster, era stato costretto a sposare una ragazza ricca ma che non amava, così scrisse il canto perchè il vento del sud portasse un bacio alla donna che aveva lasciato nell’Ovest.
ASCOLTA (su Spotify) Archie Fisher in The Man with a Rhyme 1976

“Songs of the Irish” di Donal O’Sullivan
I (The Poet speaks)
O South Wind of the gentle rain
You banish winter’s weather,
Bring salmon to the pool again,
The bees among the heather.
If northward now you mean to blow,
As you rustle soft above me,
God Speed be with you as you go,
With a kiss for those that love me!
II (The Wind Speaks)
From south I come with velvet breeze,
My work all nature blesses,
I melt the snow and strew the leaves
With flowers and soft caresses.
I’ll help you to dispel your woe,
With joy I’ll take your greeting
And bear it to your loved Mayo
Upon my wings so fleeting.
III (The Poet speaks)
My Connacht, famed for wine and play,
So leal, so gay, so loving,
Here’s my fond kiss I send today
Borne by the wind in its roving.
These Munster folk are good and kind.
Right royally they treat me
But this land I’d gladly leave behind
With your Connacht pipes to greet me.
tradotto da Cattia Salto
I (dice il Poeta)
O vento del Sud che  porti la pioggia gentile, tu allontani il tempo invernale, porti di nuovo il salmone alla cascata, le api tra l’erica. Se a Nord ora intendi soffiare mentre lieve mormori su di me, che il Signore ti sostenga mentre vai a portare un bacio a coloro che mi amano
II (dice il Vento)
“Io soffio da Sud con brezza di velluto
la mia opera benedice la natura tutta,
sciolgo la neve e spargo le foglie
con i fiori e calde carezze.
Ti aiuterò a dissipare il tuo dolore,
con gioia accolgo il tuo saluto
e lo porterò alla tua amata Mayo
sulle mie ali così fugaci”
III  (dice il Poeta)
Il mio Connacht, dimora del gioco e delle bevute di vino, così leale,  lieto e amabile, ecco il mio bacio appassionato che mando oggi sospinto dal vento nel suo vagare.
La gente del Munster è buona e gentile
e mi trattano da re, ma questa terra mi lascerei volentieri alle spalle con le cornamuse del Connacht a salutarmi

I’VE A SECRET TO TELL THEE

Anche il poeta e musicista irlandese Thomas Moore aggiunse un testo poetico alla melodia “A(n) Ghaoth Aneas” intitolandolo “I have a secret to tell thee” (in italiano Ho un segreto da dirti): la poesia è ispirata al dio egizio del Silenzio, Horo bambino (figlio di Iside e Osiride) il cui culto si diffuse con il nome di Apocrate anche presso i Greci e i Romani; il Dio è raffigurato con il dito alla bocca nel gesto che esorta al silenzio, ma assume una maggiore somiglianza con Apollo e Dioniso accomunati dallo stesso simbolismo solare e misterico.
Pubblicato nel Volume X di Irish Melodies è un piccolo capolavoro: come citazione erudita il riferimento al Dio del Silenzio forse esorta a concentrare il pensiero e la volontà interiore affinchè la parola pronunciata abbia un potere magico ed evocativo.

Apocrate, Alessandria d’Egitto

Al momento non ho trovato registrazioni per l’ascolto


I
I’ve a secret to tell thee, but hush! not here
Oh! not where the world its vigil keeps:
I’ll seek, to whisper it in thine ear,
some shore where the Spirit of Silence(1) sleeps;
where Summer’s wave unmurmuring dies,
nor fay can hear the fountain’s gush;
where, if but a note her nightbird sighs(2),
the rose saith, chidingly, “Hush, sweet, hush!”
II
There, amid the deep silence of that hour,
when stars can be heard in ocean dip,
thyself shall, under some rosy bower,
sit mute, with thy finger on thy lip:
like him, the boy, who born among
the flowers that on the Nile-stream blush,
sits ever thus – his only song(3)
to earth and heaven, “Hush, all, hush!”
traduzione
I
Ho un segreto da dirti, ma silenzio! Non qui
Oh non dove il mondo continua la sua veglia: cercherò di sussurrarlo nell’orecchio, nella spiaggia dove il Dio del Silenzio (1) riposa;
dove l’onda estiva muore sommessamente,
e nemmeno una fata può udire lo zampillo della fontana,
dove se un sospiro sfugge all’usignolo (2)
dice la rosa, borbottando “Silenzio, mio caro, silenzio
II
Là tra il profondo silenzio di quell’ora
quando si possono sentire le stelle tuffarsi nell’oceano,
tu stessa devi, sotto il pergolato delle rose,
stare zitta, con il dito tra le labbra:
com’egli, il bambino, che nacque tra i fiori che arrossiscono nella corrente del Nilo, seduto per sempre così – il suo unico canto (3)
alla terra e al cielo “Silenzio, fate tutti silenzio

NOTE
1) Horo bambino nella sua veste egizia di dio del Silenzio
2) l’usignolo è il simbolo della poesia e spesso rappresenta anche la condizione esistenziale del poeta; in epoca rinascimentale era il simbolo vitale (e carnale) dell’amore mentre sul versante orientale era il simbolo di un tenero amore spesso inappagato, essendo la rosa, la più bella tra i fiori, la donna e l’uccello, il cantore più bravo, così l’usignolo canta le sue pene d’amore.
3) Apocrate evoca il potere magico della voce, considerata qualità divina: se la parola è diretta espressione del pensiero e il pensiero è sincero ovvero rettamente concepito, allora è il mezzo più efficace per raggiungere la felicità.

ANNABEL LEE

Il gruppo ALICE CASTLE ha arrangiato la melodia abbinandola alla poesia di A.E. Poe (1809-1848) dal titolo ANNABELL LEE ovvero il testamento spirituale del poeta che lamenta la morte prematura dell’amata moglie. Il tema dell’amore eterno che si suggella nella morte ben si adatta all’atmosfera malinconica e rarefatta del brano musicale: neanche la tomba può tenere separato il vivo dalla morta, come non ci sono riuscite le potenze del cielo!


I
It was many years ago
in a Kingdom by the sea
that a maiden named Annabel Lee
lived with no other thougt
than to love and to be loved
I was a child and a child was she
CHORUS 1
But we loved with a love that was more
I and my Annabel Lee
with a love that the seraphs of Heaven
coveted her and me
II
And this was the reason why
in this Kingdom by the sea
a wind blew out of a cloud chilling her
so that her kinsmen came
and bore her away from me
and shut up in a tumb was she
CHORUS 2
and neither the Angels above
nor the Demons down the earth
can ever dissever my soul
from my Annabel Lee
III
For the moon never beams
without bringing me dreams
and the stars rise on her shining eyes
and so all the night tide
I lie down by the side
of my darling, my life and my bride
traduzione di Cattia Salto*
I
Tanti anni fa,
in un regno in riva al mare,
viveva una fanciulla di nome Annabel Lee e non aveva altro pensiero che d’amarmi e d’essere amata.
Io ero un bimbo e lei una bimba,
CORO
ma ci amavamo con tanto amore
io e la mia Annabel Lee –
con un amore che gli angeli del cielo
portavano invidia a lei e a me.
II
E fu perciò che,
in questo regno in riva al mare,
un vento soffiò da una nube e lei raggelò; così che vennero i suoi nobili genitori e la portarono lontano da me,
per rinchiuderla in una tomba
CORO
e né gli angeli lassù
né i demoni degli abissi
mai potranno separare la mia anima
dalla mia Annabel Lee.
III
Mai raggia la luna
senza portarmi dei sogni
e le stelle spuntano con i suoi fulgenti occhi
e così, tutta la notte, al fianco io giaccio
del mio amore, mia vita e mia sposa.

NOTE
* riveduta  dalla traduzione di  Tommaso Pisanti “Poesia dell’Ottocento americano” 1984

ALL THE TUNES IN THE WORLD

Ancora un testo questa volta scritto appositamente dal musicista scozzese Ewan McVicar e dedicata a Jim Daily violinista e pipaiolo (suonatore di cornamusa) dei Whistlebinkies.
Così testimonia : “I was sitting beside Iain MacKintosh one afternoon in the Star Club. An instrumental group began to play the Irish tune The South Wind. Iain and I sang along to the tune, and we both said ‘There ought to be words’. I began to think about Jim Daily, fiddler and piper and friend, who would get me into trouble – at the end of a night, after ‘time’ had been bawled Jim would keep playing tunes. […] I wrote my song quickly. It was premiered for a group of Irish hikers passing through the Vicky Bar. Then a couple of months later at the Folk Festival on Glasgow Green I lay on the grass to listen to Iain do a lovely set of songs. After he finished he came and sat beside me. ‘Iain, I wrote that song to the South Wind tune.’ I sang it quietly in his ear. Her looked at me, a little startled. ‘I’ll sing that!’ he said.  (McVicar, One Singer One Song 172) (tratto da qui)


I
Lay down the borrowed guitar
Lay down the fiddle and bow
You’d like one more drink at the bar
But the manager says you must go
Chorus:
And all the tunes in the world
Are dancing around in your head
But the clock on the gantry says play-time is o’er
You’ll just have to sing them instead
II
Lay down the jig and the reel
Lay down the planxty and slide
Everyone knows how you feel
But there’s no time to take one more ride
III
The barmaid has put on her coat
And the barman has emptied the slops
And the manager’s friends are afraid
The music will bring in the cops
IV
Everyone here feels the same
Oh yes you deserve one more tune
but you know the rules of the game,
It’s time to go howl at the moon
Tradotto da Cattia Salto
I
Posa la chitarra presa in prestito
posa violino e archetto
vorresti un’altra bevuta al bar
ma il capo dice che devi andare
CORO
E tutte le melodie nel mondo
ti frullano in testa,
ma l’orologio sul bancone (1) dice che il tempo della musica è finito
e invece dovrai cantarle
II
Molla con gighe e reel
molla con lenti (2) e polke (3)
tutti sanno come ti senti
ma non c’è tempo per un altro ballo
III
La cameriera si è messa il cappotto
e il barista ha svuotato i bicchieri
e gli amici del capo temono
che la musica farà arrivare i poliziotti
IV
Tutti qui temono lo stesso
oh si ci meritiamo ancora un’altra melodia
ma conosciamo le regole del gioco
è il momento di andare ad ululale alla luna

NOTE
1) ‘gantry’ is the frame behiond the bar where the bottles and glasses hang.
2) “planxty” is an irish melody for the harp written in triplets and slower than the jig
3) “slide” is an irish polka

FONTI
http://www.onlinesheetmusic.com/o-southern-breeze-p261140.aspx
https://thesession.org/tunes/601
http://www.elvirolangella.com/docfiles/news/IL-DIO-DEL-SILENZIO.pdf
http://engrammi.blogspot.it/2009/10/storia-del-silenzio-in-arte.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=530
http://sangstories.webs.com/allthetunes.htm

GRUAGACH OG AN FHUILT BHAIN

La canzone d’amore per una giovane (e bionda) fanciulla dell’isola di Barra composta  da Donald Allan MacDonald (South Uist).
Il termine gaelico Gruagach che significa “fanciulla” indica in realtà un folletto o una divinità tutelare associata con il mare (vedi), ma questa è una proposta matrimoniale con l’innamorato che spera di fare breccia nel cuore della bionda fanciulla di Barra per poterla sposare e portare nella nuova casa.

ASCOLTA Arthur Cormack
ASCOLTA
su Spotify Donald MacRae

GAELICO SCOZZESE
I
Gruagach òg an fhuilt bhàin
Éisd ri bàrdachd mo bhilean
Thoir dhomh gealladh thar chaìch
‘S air do sgàtha ni mi tilleadh
Ged ‘s iomadh té ‘s an robh m’ùigh
Anns gach dùthaich is cinneadh
O nach aontaich thu leam
‘S mi bhiodh sunndach ‘gad shireadh
II
Ged theireadh do chàirdean
Gur tràth thug mi’n gealladh
Do gruagach òg an fhuilt bhàin
A chaidh àrach am Barraidh
‘S iomadh fear anns gach àit’
Rinn a nàdur a mhealladh
Co bheir maorach á tràigh
Nuair tha’n làn air tigh’nn thairis
III
’S truagh nach robh mi mar eun
Ite sgiathan gun ghiorradh
‘S mi gun siùbhladh an iarmailt
‘S mi nach iarradh gu tilleadh
Bu mhór m’aighear ‘s mo shunnd
Togail cùrs’ thar gach linne
‘S nuair a dhealaicheadh tu rium
Bhiodh mo shùilean a’ sileadh
IV
Chaidh do chliu chur an dàn
‘S tha do chànan aig filidh
Chaidh do thogail is t’árach
Ann am fàsaichean Uibhist
‘S e gaol carraig nan àl
Leanas nàdur an duine
‘S tu mo reul fad gach làtha
‘S bidh mo ghràdh far an suidh thu

TRADUZIONE INGLESE
I
Young fair-haired maid
Listen to my poem
Give me a promise forsaking all others
And I will do the same for you
Although there were many women in my affections
In every land and clan
Oh won’t you yield to me
And I would be happy to fulfill your desires.
II
Although your relatives warned
That I gave my promise too young
To the fair-haired maid
Who was brought up in Barra
Many men in every place
Tried to entice her
Who would gather shellfish from the shore
When the tide comes in.
III
If only I were like a bird
With unclipped wings and feathers /Travelling through the skies/Not wanting to return without you/How happy and peaceful I would be/Making my way across the sea/And when you would give me your promise/My tears would flow
IV
Your praises have been sung in song
And the poets speak your language
You were born and reared
In the wilderness of Uist
It is the yearning for a strong tie
That grips man’s nature
And you are my star throughout every day
And my love will be wherever you shine
tradotto da Cattia Salto
I
O giovane fanciulla dai biondi capelli, ascolta le mie parole,
promettimi di scordare tutti gli altri (pretendenti)
e io farò lo stesso per te,
sebbene abbia molte amicizie femminili
un po’ dappertutto nei clan,
ma se tu mi accoglierai
io sarei felice di soddisfare i tuoi desideri.
II
Anche se i tuoi famigliari dichiararono
che mi impegnai troppo giovane
con la fanciulla dai biondi capelli
che era cresciuta a Barra;
ovunque gli uomini
cercavano di sedurla
mentre raccoglieva i frutti di mare sulla spiaggia
al sorgere della marea.
III
Vorrei solo essere uccello
con le ali piumate tese,
in viaggio nel cielo
e non vorrei ritornare senza di te,
come felice e in pace sarei
incamminandomi verso il mare
e quando tu mi darai la tua promessa
le mie lacrime sgorgheranno (1).
IV
Le tue lodi sono cantate nelle canzoni
e i poeti parlano la tua lingua,
tu che sei nata e cresciuta
nelle lande solitarie di Uist;
è il desiderio di un forte legame
che avvince la natura dell’uomo
e tu sei la stella che mi guida ogni giorno
e il mio amore sarà ovunque tu brilli.

NOTE
1) il giovane dopo aver chiesto la mano alla fanciulla è in procinto di ripartire sulla sua isola, in attesa del prossima incontro e del consenso

La melodia con il titolo in inglese di “The Fair Maid Of Barra” oggi è più spesso suonata come slow air per cornamusa.

ASCOLTA Stuart Liddell

FONTI
http://www.thepipingcentre.co.uk/museum-heritage/noting-the-tradition/interviews/iain-macdonald-glenuig/
http://www.celticlyricscorner.net/cormack/gruagach.htm
https://www.thepipingcentre.co.uk/iain-macdonald-glenuig

HO RO, NUT BROWN MAIDEN

Canto d’amore in gaelico scozzese conosciuto come “Ho ro, mo nigh’n donn bhoidheach” in tutte le Highlands della Scozia, diffuso anche in molte regioni di Cape Breton – Nuova Scozia (Canada) (vedi prima parte)

L’uomo assicura il suo eterno amore ad una giovane donzella. Il giovanotto, che vive nelle Terre Basse scozzesi, promette alla sua bella di ritornare nelle Highlands per sposarla e portarla via. A volte la donna si chiama Mary oppure Peggy. Egli ne magnifica la bellezza e le qualità morali secondo dei canoni abbastanza convenzionali.
La versione in inglese è stata pubblicata dall’editore George Thomson nel ‘Collection of Original Scottish Airs,’ (1802)che commissionò il compositore viennese F. J. Haydn per un arrangiamento classico di circa 200 melodie tradizionali scozzesi, così come fece versificare in inglese i testi in gaelico scozzese.

ASCOLTA
Alex Campbell

ASCOLTA Bob Lynch


CHORUS
Ho ro my nut-brown maiden,
Hi ri my nut-brown maiden,
Ho ro, ro, maiden!
Oh she’s the maid for me.
I
Her eyes so mildly beaming,
Her look so frank and free,
In waking and in dreaming
Is evermore with me.
II
O Mary, mild-eyed Mary,
By land, or on the sea,
Though time and tide may vary,
My heart beats true to thee.
III
In Glasgow or Dunedin
Were maidens fair to see;
But ne’er a Lowland maiden
Could lure mine eyes from thee.
IV
And when with blossom laden,
Bright summer comes again,
I’ll fetch my nut-brown maiden
Down frae the bonnie glen.

tradotto da Cattia Salto
CORO
Salve mia fanciulla
dai capelli nocciola

salve fanciulla
lei è la donna fatta per me
I
I suoi occhi così dolci e radiosi
il suo aspetto così schietto e tranquillo, da sveglio o in sogno
è per sempre sempre con me
II
O Mary dagli occhi dolci
per terra o per mare
anche se tempo e maree possono variare il mio cuore batte solo per te
III
A Glasdow o Dunedin c’erano belle fanciulle da vedere; ma mai una donna delle Terre Basse potrebbe distogliermi da te
IV
E quando carica di fiori
l’estate luminosa arriva di nuovo
andrò a prendere la fanciulla dai capelli nocciola, giù nella bella valle.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Nut_Brown_Maiden.htm
http://ingeb.org/songs/bluebell.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=903

MY BOATMAN

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Versificata anche in inglese con il titolo O Boatman (My Boatman) mantendendo il coro in gaelico.
Tra tutte le versioni in inglese (vedi), la più preziosa anche dal punto di vista della scrittura è senz’altro quella del 1849 con le parole tradotte dal gaelico da Thomas Pattison e l’arrangiamento melodico di Malcolm Lawson (pubblicata in “Songs of the North”, MacLeod e Harold Boulton, 1895)

ASCOLTA Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons 1978, la storica formazione con Andy Stewart – voce, Bob Thomas – Mandola, Johnny Cunningham – Mandola, Phil Cunningham – tastiere

ASCOLTA Sandy Denny 

ASCOLTA North Sea Gas in The Fire and the Passion of Scotland 2013


VERSIONE DI THOMAS PATTISON
I
How often haunting the highest hilltop
I scan the ocean I sail tae sea/wilt come tonight love wilt come tomorrow?
Wilt ever come, love, to comfort me?
CHORUS
Fhir a bhata no horo eil’e(1)
Fhir a bhata no horo eil’e
Fhir a bhata no horo eil’e
o fare ye well, love, where e’er ye be
II
They call thee fickle, they call thee false one,
and seek tae change me, but all in vain;
no, thou art my dream yet throughout the dark night
and every morn yet I watch the main
III
There’s not a hamlet -too well I know it-
where you go wandering or stay(2) awhile
but all its old folks you win wi’ talking
and charm its maidens with song and smile
IV
Dost thou remember the promise made me
the tartan plaidie, the silken gown,
the ring of gold with thy hair and portrait(3)?
That gown and ring I will never own<

tradotto da Cattia Salto
I
Spesso salgo sulla collina più alta
e scruto il mare per vedere la tua vela
verrai stanotte amore o verrai domani?
verrai presto a confortarmi?
RITORNELLO
Uomo della barca la, la la (1)
Uomo della barca la, la la
Uomo della barca la, la la
e che ti vada bene ovunque tu sia
II
Ti chiamano il volubile ti chiamano il bugiardo
e cercano di farmi cambiare idea, ma invano perchè tu sei il mio sogno nell’oscurità per tutta la notte
e ogni mattino io guardo il mare
III
Non c’è borgo -lo so troppo bene
dove tu non vada  o ti fermi (2) un poco,
ma superi tutta la vecchia gente nelle chiacchiere
e incanti le fanciulle con la voce e il sorriso
IV
Ti ricordi la promessa che mi hai fatto
il plaid di tartan e la gonna di seta
il gioiello d’oro con i tuoi capelli e il ritratto (3)?
Quella gonna e gioiello non avrò mai

NOTA
1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) a volte come “sits”
3) in realtà si tratta di un piccolo medaglione con il coperchio all’interno del quale si celava una miniatura e una ciocca di capelli dell’innamorato
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45602

THE DAWNING OF THE DAY

Dolcissima aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge, versificata anche in inglese con il titolo “The dawning of the day”. Una slow air antica ma così bella da essere diventata la melodia di Raglan Road

LA VERSIONE IN INGLESE

Esistono molte varianti testuali corrispondenti ad altrettante traduzioni dal gaelico più o meno “libere”. Quella più famosa (e anche quella più aderente all’originale) è stata interpretata negli anni 1930 dal tenore americano di origini irlandesi John McCormack.

ASCOLTA John McCormack

I
One morning early as I walked forth
By the margin of Lough Leane
The sunshine dressed the trees in green
And summer bloomed again
I left the town and wandered on
Through fields all green and gay
And whom should I meet but my Coolen-dhas
by the dawning of the day.
II
No cap or cloak this maiden wore
Her neck and feet were bare
Down to the grass in ringlets fell
Her glossy golden hair
A milking pail was in her hand
She was lovely, young and gay
She wore the palm from Venus bright
By the dawning of the day.
III
On a mossy bank I sat me down
With the maiden by my side
With gentle words I courted her
And asked her to be my bride
She said, “Young man don’t bring me blame”
And let me go away
for the morning light was shining bright
by the dawning of the day.
traduzione di Cattia Salto
I
Un mattino presto mi recai
sulla riva del Lago Lein(1)
i caldi raggi del sole vestivano gli alberi di verde
e l’estate rifioriva.
Lasciai la città e vagai
per pascoli verdi e gai
e chi mi trovo accanto
se non una bellissima fanciulla (2)
al sorgere dell’alba?
II
Non indossava tal fanciulla cappello o mantello, nudi il collo e i piedi
ma accarezzavano la cima dell’erba
le sue trecce di oro biondo.
In mano teneva un secchio del latte
e sembrava così bella, giovane e gaia
rubò il primato a Venere
dalle dita di rosa
al sorgere dell’alba
III
Sulla verde  riva erbosa mi sdraiai
con la fanciulla al fianco
con parole gentili la corteggiai
chiedendole di diventare la mia sposa
disse lei “Giovanotto non disonoratemi” (3)
E me ne andai
che la luce del mattino splendeva luminosa
al sorgere dell’alba.

NOTE
1) Il lago di Lein è un grande lago di Killarney. Su di una isoletta del lago sorse il monastero di Innisfallen, rinomato centro di studi dell’Alto Medioevo dove fu educato Brian Boru il primo (seppur per poco) re d’Irlanda
2) dal gaelico Coolenn-Dhas è traducibile come sweet coleen. Era tipico del tempo utilizzare parole in gaelico nelle canzoni irlandesi interpretate dai figli degli emigranti diventati americani.
3) la donna lo rifiuta fino a quando l’Irlanda non sarà ritornata ad essere una terra libera

IL CONTRASTO AMOROSO

Un’altra versione interpretata da Tommy Makem sviluppa maggiormente il tema del contrasto in chiave bucolica tra i due protagonisti e come testo richiama “Pretty girl milking her cow
Il testo è simile a quello conservato presso la Bodleian Library, come Harding B25(480), da un broadside del 1700, di cui si cantano solo le strofe iniziali, e si glissa sul momento in cui i due si stendono un poco sull’erba. La melodia richiama più direttamente The Lake of Pontchartrain
La storia è banalizzata in un tipico accoppiamento più o meno consensuale “in camporella”: nella ballata più completa i due hanno un rapporto sessuale in cui il protagonista coglie la verginità della fanciulla. Quando si rincontrano qualche mese dopo lei è già incinta e le chiede di sposarla, ma lui “improvvisamente” e “finalmente” si ricorda di essere già sposato; il classico mascalzone insomma!

ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy in Two For The Early Dew 1978.


I
As I walked out one morning fair,
it being in the month of June
The dew was sparkling on the grass
and the small birds in full tune
And when returning from a walk,
by the fields I chanced to stray
It was there I met my heart’s delight
by the dawning of the day
II
Her head and beautiful neck were bare
and mantle none she wore
Her golden hair, in ringlets fair,
it hung her shoulders o’er
Her rosy cheeks and ruby lips,
they stole my heart away
And I stood to stare at that Venus fair
at the dawning of the day
III
“Where are you going my pretty fair maid, where are you going so  soon?”
“I’m going a milking my cow, kind sir,
it being in the month of June
The pasture that my cow feeds on,
it lies so far away
And I’ve got to be there each morning fair at the dawning of the day”
IV
“Come sit you down, my pretty fair maid,
supposing it was a mile
Come sit you down on this primrose bank
and we will chat a while
With the lambs all sporting on every side
and the meadows blooming gay
I’ll pledge to you my heart and hand
at the dawning of the day”
V
“Oh no, kind sir” the maid replied,
“I cannot tarry now
My parents wait for my return
from the milking of my cow
But perhaps we’ll meet some other time ,
if you chance to pass this way”
She gently glided from my sight
at the dawning of the day
traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo un bel mattino nel mese di giungo
la rugiada brillava tra l’erba e gli uccellini cantavano melodiosamente
e nel ritorno dalla passeggiata per i campi dove vagabondavo
incontrai la mia delizia del cuore
allo spuntar del giorno
II
La sua testa e il bellissimo collo erano scoperti e non indossava mantello
i suoi capelli dorati in bei boccoli
le ricadevano sulle spalle
le sue guance rosee e le labbra rosse
mi rapirono il cuore
e restai a fissare quella Venere bella
al sorgere dell’alba
III
“Dove stai andando, mia bella fanciulla? Dove stai andando di mattina presto?”
“Vado a mungere la mucca, gentil signore, essendo il mese di giugno
il pascolo che nutre le mie mucche è più lontano
e io devo raggiungerlo tutte le mattine allo spuntar dell’alba”
IV
“Vieni a riposarti, mia bella fanciulla supponendo che manchi un miglio ancora,
vieni a sederti su questa radura di primule
e converseremo un poco
con gli agnelli che pascolano da ogni parte
e i prati ridenti in fiore,
ti darò in pegno il mio cuore e la mano (1) allo spuntar del giorno”
V
“Oh no gentil signore – replicò la fanciulla- non posso indugiare ancora
i miei genitori attendono il mio ritorno dalla mungitura della mucca,
ma forse ci incontreremo ancora un’altra volta
se ripasserete da queste parte” (2)
Dolcemente si eclissò dalla mia vista
allo spuntare del giorno.

NOTE
1) prendere per mano nel linguaggio in codice medievale aveva un significato molto più intimo
2) il contrasto finisce bruscamente con il rifiuto della ragazza e un nulla di fatto

Traendo ispirazione dalla ballata irlandese ecco che la versione rivisitata da Mychael Danna e Mary Fahl diventa la commemorazione dell’attacco dell’11 settembre  2001 alle torri gemelle di New York
ASCOLTA Mary Fahl


I
This morning early I walked on
While my darling was in a dream
The last sweet days of summer bloomed
And dressed the trees in green
Then soaring high in the gleaming sky
From far across the bay
Came a fearsome roar from a distant shore
At the dawning of the day
II
Then I called my men to follow me
Knowing well that the view was dim
Though tired and worn, how they fought all morn’
As time was closing in
And my heart was sad though sore with pride
For brave lads all were they
As the angels fly, how they climbed so high
On the dawning of the day
III
But the edge is moving nearer now
Inside the fading sun
And calling, calling out to them
My brothers, one by one
But only dust silence sounds
The ashes float away
As the twilight ends and the night descends
‘til the dawning of the day
IV
Forgive me love, I’m going now
So very far away
When darkness falls, only think me near
And do not be afraid
And please don’t grieve when I am gone
Abide in what remains
‘til the shadows end and we meet again
On the dawning of the day
Traduzione di Cattia Salto
I
Questa mattina passeggiavo all’alba
mentre il mio amore sognava
gli ultimi giorni dell’estate dolcemente sfiorivano
e rivestivano gli alberi di verde
quando  altissimo nel cielo nitido
crebbe da sopra la baia
un boato tremendo che veniva da una spiaggia lontana
al sorgere dell’alba
II
Allora chiamai i miei uomini perchè mi seguissero
sapendo bene che la visuale era confusa, anche se stanchi e stremati
così lottarono tutto il giorno
mentre il tempo scadeva
e il mio cuore era triste anche se sanguinante d’orgoglio
per tutti quei bravi ragazzi
che come angeli in volo, scalarono la cima
al sorgere dell’alba
III
Ma l’abisso si avvicina di più adesso
dentro al sole che tramonta
e chiama, li chiama
i miei fratelli, uno ad uno
ma solo il silenzio della polvere risponde e le ceneri che volano via
mentre finisce il crepuscolo e scende la notte
fino al sorgere dell’alba.
IV
Perdonami amore, devo andare adesso, così lontano,
quando l’oscurità scende(rà) pensa solo che ti sono vicino
e non aver paura,
e ti prego di non addolorarti quando me ne sarò andato
vivo in ciò che resta,
dove le ombre finiscono
e ci incontreremo ancora
al sorgere dell’alba

FONTI
http://thesession.org/tunes/1441
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48816
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33376

EILEEN AROON: There is a valley fair

Con il titolo “Eileen Aroon” s’indica di solito un gruppo di canzoni dalla matrice comune di cui il dibattito sulle origini è ancora acceso. Ritengo però che Jùrgen Kloss abbia fatto luce sulla questione nella sua ottima dissertazione (Vedi)
Intorno al titolo della canzone è nata una leggenda irlandese, che ne fa risalire la matrice originale al XIV o XV al bardo Cearbhall O Dálaigh segretamente innamorato di  Lady Eileen che la cantò per la sposa durante i festeggiamenti delle nozze combinate dai genitori rubandole il cuore, i due così fuggirono insieme!!
La versione originale in gaelico irlandese (prima parte) è stata versificata in inglese da diversi autori ma oggi la versione testuale più accreditata è quella ottocentesca scritta dal poeta irlandese Gerald Griffin (1803-1840)
ASCOLTA The Clancy Brothers &Tommy Makem  (strofe da IV a VII). La prima registrazione del brano risale al 1961 ed è stata ripresa nel 1988 da Bob Dylan

ASCOLTA The Unwanted (la voce è di Cathy Jordan ) in ‘Music From The Atlantic Fringe’ (Strofe I, II, III, V, VI, VII)

ASCOLTA The Selkie Girls (strofe IV, III, V, VI, VII)

Versione di Gerald Griffin
(anni 1830)

I
When, like the early rose,
Eileen aroon!
Beauty in childhood blows;
Eileen aroon!
When, like a diadem,
Buds blush around the stem,
Which is the fairest gem?
Eileen aroon!
II
Is it the laughing eye?
Eileen aroon!
Is it the timid sigh?
Eileen aroon!
Is it the tender tone,
Soft as the string’d harp’s moan?
Oh, it is the truth alone.
Eileen aroon!
III
When, like the rising day,
Eileen aroon!
Love sends his early ray,
Eileen aroon!
What makes his dawning glow
Changeless through joy or woe?
Only the constant know –
Eileen aroon!
IV
I knew a valley fair,
Eileen aroon!
I knew a cottage there,
Eileen aroon!
Far in that valley’s shade
I knew a gentle maid,
Flower of the hazel glade,
Eileen aroon!
V
Who in the song so sweet,
Eileen aroon!
Who in the dance so sweet,
Eileen aroon!
Dear were her charms to me,
Dearer her laughter free,
Dearest her constancy,
Eileen aroon!
VI
Were she no longer true,
Eileen aroon!
What would her lover do?
Eileen aroon!
Fly with his broken chain,
Far o’er the bounding main
Never to love again,
Eileen aroon!
VII
Youth must with time decay
Eileen aroon!
Beauty must fade away,
Eileen aroon!
Castles are sacked in war,
Chieftains are scattered far,
Truth is a fixèd star,
Eileen aroon!
tradotto da Cattia Salto dalla versione in Maggie Farm*
I
Quando, alla prima levata
Eileen Aroon
la bellezza sboccia nella fanciullezza
Eileen Aroon
Quando come un diadema
i germogli avvampano sul ramo
qual’è la gemma più bella?
Eileen Aroon
II
Sono gli occhi sorridenti?
Eileen aroon!
E’ il timido sospiro?
Eileen aroon!
E’ il tono dolce,
delicato come il gemito dell’arpa?
Oh, è solo la verità.
Eileen aroon!
III
Quando, come il giorno che sorge,
Eileen aroon!
Amore manda i primi raggi,
Eileen aroon!
Che cosa fa risplendere l’alba
immutabile tra la gioia e il dolore?
Solo chi è fedele lo sa-
Eileen aroon!
IV
Conoscevo una bella valle,
Eileen amore mio,
conoscevo un casolare là,
Eileen amore mio,
lontano, nell’ombrosa valle,
conoscevo una gentile fanciulla,
il fiore della radura dei noccioli,
Eileen amore mio.
V
Chi così dolce nel canto,
Eileen Aroon
Chi così veloce nella danza,
Eileen Aroon
Caro il suo fascino per me
ancor più caro il suo aggraziato sorriso
carissima la sua fedeltà,
Eileen Aroon
VI
Lei non era più sincera,
Eileen Aroon
Cosa avrebbe dovuto fare colui che la amava? Eileen Aroon
Volare con una catena spezzata lontano, al di là del mare aperto (1)
“Non amare mai più,
Eileen Aroon”
VII
Con il tempo la giovinezza sfiorirà,
Eileen Aroon
la bellezza è destinata a svanire,
Eileen Aroon
in guerra i castelli son saccheggiati,
i comandanti son messi in fuga
la verità è una stella immutabile,
Eileen Aroon

NOTE
* tratto da qui su traduzione di  Michele Murino
1)  bounding main un termine ricorrente nelle sea song e di stampo settecentesco l’origine dell’espressione spiegato qui; scritto anche come sounding main

FONTI
http://www.maggiesfarm.it/ttt692.htm

AN GABHAR BÁN

Il canto in gaelico An Gabhar Bàn (in inglese The White Goat) è la storia di un uomo in fuga sulle montagne per sottrarsi agli ufficiali giudiziari per questioni di contrabbando o di affitto non pagato, e per questo paragonato ad una capra bianca di montagna, la canzone fu tramandata da Kitty Johnny Sheáin di Gaoith Dobhair, la roccaforte della cultura irlandese nel Donegal mistico triangolo delle Bermude per i gruppi e artisti di musica celtica che hanno raggiunto la fama internazionale.
ASCOLTA Clannad in Clannad 2, 1975

e per fare due ristate ecco la versione sottotitolata  con una “misheard lyrics”

I
Sa tsean ghleann thiar a bhi sí raibh
Go dtí gur fhás na hadharc’ uirthi
Bliain is céad is corradh laethe
Go dtáinig an aois go tréan uirthi
Bhi sí gcró bheag ins an cheo
Go dtáinig feil’Eoin is gur éalaigh sí
Thart an ród san bealach mór
Gur lean a tóir go gear uirthi
II
Ni raibh nduine ar a tóir ach Donnchú óg
Is d’ith sí an lón san t-anlann air
Ni raibh aige ina dhorn ach ceap túine mór
Agus leag sé anuas ón arradh í
Nuair a chuala an gabhar bán go raibh sí ar lár
Thug sí léim chun tárrthála
Thug sí rás ‘s ni raibh sí sásta
Is leag sí spíon an táilliúra
III
Chomh cruinn le rón gur thóg sí feoil
Gan pis gan mórán déibhirce
Ach d’ith sí cib agus barr an fhraoich
Slánlús min is craobhógai
Draoin is dreas is cuilcann glas
Gach ní ar dhath na h-áinleoga
Cutharán sléibhe, duilliúr féile
Caora sréana agus blainséogai
IV
Chuaigh sí dhíol cios le Caiftín Spits
Is chraethnaigh a croi go dtréigfí í
Chaith sí an oíche ar bheagán bidh
Mar ndúil is go geasfaí féar uirthi
d’Fan sí ‘a óiche i dtóin Ros Coill
Is chaith sí é go pléisúra
Go dtáinig an slua ar maidin go luath
Is thug siad amach as Éirinn

Traduzione inglese*
I
In the old glen yonder she was always
Until the horns grew on her
Eleven years and some odd days
Until age came heavily to her
She was in a small hovel in the fog
Until St. John’s Day came and she escaped
Down the road through the big gap
Until she was hotly pursued
II
No one was after her except young Donnchú
And she ate his lunch
He only had in his fist a __
And he brought it down from the __
When the white goat heard that she was __
She leapt for freedom __
She gave a race and she wasn’t satisfied
And she knocked down the thorn of the tailor
III
As smart as a seal that she took the meat
Without peas or without much __
But she ate sedge and the top of the heather
__ and small branches
__ and briars and green __
Everything with the color of __
Mountain __, feast leaves
__ sheep and __
IV
She went the rent payment of Caiftín Spits
And her heart __ that they would abandon her
She spent the night on the little food
Like __ grass __
She spent the night at the bottom of Ros Coill
And she spent it happily
Until the crowd came early in the morning
And took her out from Ireland
Tradotto da Cattia Salto
I
In quella vecchia valle da sempre stava
finchè non le crebbero le corna (1)
11 anni e qualche giorno
e la vecchiaia le piombò addosso,
stava in una piccola grotta nella foschia, finchè il giorno di San Giovanni scappò
avviandosi verso la strada per l’alta montagna, ma venne fieramente inseguita
II
Dietro di lei solo il giovane Donnchú
e lei mangiò il suo pranzo
(il poliziotto) aveva nel suo pugno un_
e lo portò giù da _
quando la capra bianca sentì che era
saltò per la libertà
prese la rincorsa ma non era soddisfatta
e abbattè la spina del sarto (2)
III
Intelligente come una foca lei prese la carne senza piselli o senza molto_
ma mangiò .. e la cima dell’erica
_ e rametti
_ e .. e verde _
IV
Andò a pagare l’affitto di Caiftín Spits
e in cuor suo_ che l’avrebbero abbandonata
Passo la notte sul piccolo cibo
come _ erba _
passò la notte in cima a Ros Coil
e la passò felicemente
finchè la folla arrivò al mattino presto
e la portò via dall’Irlanda

NOTE
*Al momento la traduzione in inglese è lacunosa
1) nel linguaggio in furbesco le corna sono l’alambicco della distilleria abusiva
2) non ho idea del significato

THE PEELER AND THE GOAT

Ed ecco la versione inglese, sempre in tema capre e poliziotti, scritta nell’Ottocento da Darby Ryan di Bansha, un piccolo villaggio a metà strada sulla strada tra Cahir e Tipperary: il testo è umoristico e allusivo la capra rappresenta ironicamente i cattolici irlandesi perseguitati dagli Inglesi, ed è il poliziotto ad essere messo in ridicolo per il suo comportamento prepotente, supponente, ma pronto a girarsi dall’altra parte in cambio di due soldi per una bevuta!
ASCOLTA The Wolfe Tones 


I
A Bansha Peeler went one night
On duty and patrolling O
And met a goat upon the road
And took her for a stroller O
With bayonet fixed he sallied forth
And caught her by the wizzen O
And then he swore a mighty oath
‘I’ll send you off to prison O’
II
‘Oh, mercy, sir’, the goat replied
‘Pray let me tell my story O
I am no Rogue, no Ribbon man
No Croppy , Whig, or Tory  O
I’m guilty not of any crime
Of petty or high treason O
I’m sadly wanted at this time
This is the milking season O’
III
‘It is in vain for to complain
Or give your tongue such bridle O
You’re absent from your dwelling place
Disorderly and idle O
Your hoary locks will not prevail
Nor your sublime oration O
You’ll be transported by Peel’s Act
Upon my information O’
IV
‘No penal law did I transgress
By deeds or combination O
I have no certain place to rest
No home or habitation O
But Bansha is my dwelling-place
Where I was bred and born O
Descended from an honest race
That’s all the trade I’ve learned O’
V
‘The consequence be what it will
A peeler’s power, I’ll let you know
I’ll handcuff you, at all events
And march you off to Bridewell O
And sure, you rogue, you can’t deny
Before the judge or jury O
Intimidation with your horns
And threatening me with fury O’
VI
‘I make no doubt but you are drunk
With whiskey, rum, or brandy O
Or you wouldn’t have such gallant spunk
To be so bold or manly O
You readily would let me pass
If I had money handy O
To treat you to a poiteen glass
It’s then I’d be the dandy O’
tradotto da Cattia Salto
I
Un pula (1) di Bansha andò una notte
per il pattugliamento di servizio
e incontrò una capra sulla strada
e la scambiò per un barbone (2),
innestata la baionetta andò all’assalto
e l’afferrò per la gola
e poi fece un solenne giuramento
“Ti manderò dritto in prigione”
II
“O pietà signore – replicò la capra-
lasciatemi raccontare la mia storia:
non sono un malvivente, nè un affiliato alla Società del Nastro (3), un ribelle (4), un Whig o un Tory (5)
non sono colpevole di alcun crimine
di piccolo o d’alto tradimento
sono purtroppo richiesto in questo periodo che è la stagione del latte (6)”
III
“E’ inutile lamentarsi
e parlare a briglia sciolta
sei un fuori sede
casinista e sfaccendato
non prevarrai sulle tue catene
neppure con la tua oratoria sublime
sarai deportato per il Peel Act (7)
su mia accusa”
IV
“Non ho trasgredito nessuna legge penale, con o senza testimoni
non ho una fissa dimora dove stare
casa o abitazione
ma Bansha è la mia residenza
dove sono nato e cresciuto
discendendo da una razza onesta,
questo è il mestiere che ho imparato”
V
“Le conseguenze saranno ciò che io vorrò,
ti farò vedere il potere del poliziotto
ti ammanetterò in ogni caso
e ti spedirò a Bridewel
sta certo, canaglia, non puoi negare
davanti al giudice o alla giuria
per intimidazione con le tue corna
e minacce furiose verso di me”
VI
“Sono certo che sei ubriaco
di whiskey, rum, o brandy
o non avresti una tale grinta
nel mostrarti coraggioso e virile
Saresti pronto a farmi passare
se avessi del denaro in mano
per offrirti un bicchiere di whiskey casalingo (8)
e allora sarei un damerino!

NOTE
1) peeler è sinonimo di poliziotto, dal nome del fondatore del corpo di polizia Robert Peel che nel 1829 fondò la prima polizia metropolitana a Londra nella sede storica di Scotland Yard, una trentita d’anni più tardi l’istituzione di corpi di polizia locali fu obbligatoria in tutto il Regno Unito
2)  stroller che ho tradotto come barbone, nel senso di senzatetto è anche sinonimo di “passeggiatrice”
3) Ribbonmen sono gli affiliati alla Società del Nastro (Ribbon Society) una società agraria segreta dell’Ottocento formata da irlandesi cattolici mezzadri o braccianti per difendersi dai soprusi dei proprietari terrieri e locatari (vedi anche qui)
4) Croppy boys sono i ribelli irlandesi del 1798 (vedi)
5) Nomi delle due maggiori forze politiche presenti in Inghilterra dal XVII secolo alla metà del XIX. Il termine irlandese tory, in origine attribuito ai cattolici fuorilegge, indicava i seguaci conservatori del pretendente cattolico al trono Giacomo II Stuart (1679) e in seguito i sostenitori degli interessi dei proprietari agrari, della monarchia e della chiesa anglicana. Rinnovata da W. Pitt il Giovane (1784-90), la fazione tory dominò la vita politica inglese fino agli anni Trenta dell’Ottocento, quando per opera di R. Peel si trasformò nel moderno Partito conservatore britannico. Il termine whig, in origine usato per i ladri di cavalli, quindi per i presbiteriani scozzesi, nel suo significato politico indicò dapprima gli avversari di Giacomo Stuart e poi i fautori degli interessi urbani e commerciali, della limitazione dei poteri della monarchia e della tolleranza religiosa. Riorganizzata da C. Fox alla fine del Settecento, la fazione whig, interprete di una forte spinta riformatrice in senso politico e socioeconomico, assunse il potere dopo il 1832, trasformandosi quindi nel moderno Partito liberale britannico. (dal dizionario Zanichelli tratto da qui)
6) in altre versioni diventa “mating season” la stagione dell’amore.
7) Peel Act: la riforma di Peel della legge criminale in cui si riducono i crimini puniti con la morte
8) in altre versioni diventa “parting glass” ossia il bicchiere della staffa.

continua

FONTI
http://www.historic-uk.com/HistoryUK/HistoryofEngland/Sir-Robert-Peel/
https://thesession.org/tunes/5327
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic28125.html

CAILIN DEAS CRUITE NA MBO

Mungere il latte era un’incombenza svolta dalle donne che solitamente cantavano una ninna-nanna alle mucche per tenerle tranquille, ma anche un incantesimo  per allontanare il malocchio e ottenere una produzione abbondante e salutare.
La Chiesa è stata spesso diffidente verso i canti delle belle fanciulle intente a mungere le mucche, considerandoli dei rituali magici o preghiere verso gli antichi dei.
Adriaen_van_de_VeldeE infatti un aneddoto annovera la canzone “Cailín Deas Cruíte na mBó” tra le canzoni irlandesi porta sfortuna: si dice che un sacerdote stesse recandosi al capezzale di un uomo morente per prestagli l’estrema unzione, ma si attardò ad ascoltare il canto di una contadinella; così arrivò a destinazione quando oramai l’uomo era già morto. La “bella fanciulla” altri non era che il diavolo che era riuscito a impedire al sacerdote di portate il conforto della confessione al moribondo. In effetti la melodia è considerata un canto delle fate, non essendo insolito nel folklore irlandese il racconto di fanciulle rapite e messe a guardia di bovini o cervidi.. (vedi)
La figura di una fanciulla che munge una mucca si ritrova scolpita sulle mura di molte chiese medievali ed è una presenza molto antica in terra d’Irlanda e più in generale lungo le coste delle isole britanniche e d’ Europa, così si trova sempre negli alpeggi una “milking stone” coppellata in cui le donne lasciavano offerte di latte allo spirito guardiano del luogo denominato spesso  gruagach (e in origine sicuramente di genere femminile) associato ad una vacca sacra giunta dal mare e ad una pietra coppellata . Potrebbe essere il ricordo di antichissimi rituali celebrati da sacerdotesse della Dea Madre e in seguito trasformate in creature fatate. continua

PASTORAL LOVE SONG

Un innamorato respinto spasima per la bella lattaia e vorrebbe prenderla in moglie preferendola alla figlia del Re.

ASCOLTA Danu

I
Tá blian nó níos mó ‘gam ag éisteacht
Le cogar doilíosach mo mheoin,
Ó casadh liom grá geal mo chléibhe
Tráthnóna brea gréine san fhómhar.
Bhí an bhó bhainne chumhra ag géimneach
Is na h-éanlaith go meidhreach ag ceol,
Is ar bhruach an tsruthán ar leathaobh dhom
Bhí cailín deas crúite na mbó.
II
Tá a súile mar lonradh na gréine,
Ag scaipeadh trí spéartha gan cheo,
‘s is deirge a grua ná na caora
Ar lasadh measc craobha na gcnó.
Tá a béilin níos dílse na sméara,
‘s is gile ná leamhnacht a snó,
Níl ógbhean níos deise san saol seo
Ná cailín deas crúite na mbó.
III
Dá bhfaighinnse árd Tiarnas na hÉireann
Éadacha, síoda is sróil
Dá bhfaighinnse an bhanríon is airde
Dá bhfuil ar an dtalamh so beo
Dá bhfaighinnse céad loingis mar spré dhom
Píoláidi, caisleáin is ór
Bfhearr liom bheith fán ar na sléibhte
Lem chailín deas crúite na mbó
IV
Muna bhfuil sé i ndán dom bheith in éineacht
Leis an spéirbhean ró-dhílis úd fós
Is daoirseach, dubhrónach mo shaolsa
Gan suaimhneas, gan éifeacht, gan treo
Ní bheidh sólás im chroí ná im intinn
Ná suaimhneas orm oíche ná ló
Nó bhfeice mé taobh liom óna muintir
Mo cailín deas crúite na mbó

I
I am listening for more than a year
To my mind’s melancholy whispering
Since I met the bright love of my heart
One evening late in autumn
The cow of the fragrant-smelling milk was lowing
And the birds were merry with song
And on the bank of the stream by my side/Was the pretty milkmaid
II
Her eyes are like the shining sun
Dispersing the mist through the skies
And her cheeks are redder than the rowan trees/ Alight among the branches on the hill
Her mouth is sweeter than blackberries/ And her complexion brighter than new milk/There is not a lovelier young woman in the world/Than the pretty milkmaid
III
If I were to receive High Lordship of Ireland
Clothing of silk or satin
Or the highest queen that there is
Alive in this world
If I received a hundred ships as a dowry
Palaces, castles and gold
I would prefer to be wandering the hillsides
With my pretty milkmaid
IV
If it is not in store for me to be together
With that too-faithful beauty as yet
It is limited and sad my life will be
Without peace, without merit, without direction
There will be no consolation in my heart or my mind
I will have no rest by night or day
Until I see by my side from her people
My pretty milkmaid
Tradotto da Cattia Salto
I
Ascolto da più di un anno
i sospiri malinconici del mio cuore
da quando incontrai il mio luminoso amore una sera tardi d’autunno
la mucca dal latte profumato d’erbe mungeva
e gli uccelli cantavano allegri e sulla riva del ruscello accanto a me
c’era la bella lattaia
II
Gli occhi come il sole splendente
fugavano la nebbia nel cielo
le guance più rosse del sorbo
tra i rami sulla collina;
la sua bocca è più dolce delle more
e la sua carnagione più luminosa del latte fresco, non c’è fanciulla più amabile al mondo della graziosa lattaia.
III
Se dovessi ricevere dall’Alto Luogotenente d’Irlanda vestiti di seta e di raso
o dalla regina più maestosa che esista al mondo, se anche ricevessi un centinaio di navi come dote
palazzi, castelli e oro, preferirei piuttosto vagare per le colline
con la mia bella lattaia
IV
Se non è destino per me stare insieme
con quella bellezza così leale,
limitata e triste sarà la mia vita,
senza pace, merito e guida.
Non ci sarà consolazione nel mio cuore o nella mia mente
non ci sarà riposo notte e giorno
finchè non vedrò al mio fianco
la mia bella lattaia

continua versione inglese

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/cailinbo.htm
http://songsinirish.com/cailin-deas-cruite-na-mbo-lyrics/

THO’ THE LAST GLIMPSE OF ERIN

Dell’antica “slow air” in gaelico irlandese dal titolo “The Coolin”  ci furono nel Settecento parecchie trascrizioni in inglese, nonchè arrangiamenti in stile classico della melodia.
Il testo più antico (in gaelico) è attribuito al bardo di Tyrone Maurice O’Dugan ed è un canto d’amore indirizzato a una soave creatura bionda dalla bellezza di fata (prima parte qui), ma adattamenti alla melodia sia in gaelico che in inglese (o traduzioni in versi) sono comuni per tutto il settecento e ottocento; qui si esaminano due versioni la prima attribuita a Donagh McDonagh, la seconda sui versi del poeta irlandese Thomas Moore con il titolo “Tho’ the last glimpse of Erin”

LA VERSIONE IN INGLESE: CUILIN

ASCOLTA Al O’Donnell iin’Al O’Donnell’, 1972


I
Oh say did you see her by the gloaming
or the sunrise as she stepped like a fawn in Ballinagar(1)
or sang far sweeter than the lark or thrush at eventide.
II
Red ripened her cheek is,
Like the berry upon a tree and her neck more graceful than the swan is,
her lips like petals from the red rose smile on me.
III
When she was a little girl, and I a tender child I loved her,
But her parents’ money placed between us
So farewell my cúilín deas mo chroí (2) Fair Flower of Ballinagar
IV
Wait for me forever,
By the place where we lay alone,
Through the night where the elfin storm winds whistle
and the old ash tremble in the dark with fearful moan.
V
I will come to my cúilín
Ere the life from my corpse shall wander
and will hold as I did when in my childhood
my little jewelled flower of Ballinagar.
Tradotto da Cattia Salto
I
L’avete vista, al tramonto o all’alba,
che incede come un cerbiatto a Ballinagar
o canta più dolcemente dell’allodola o del merlo sul far della sera?
II
Rosso acceso sono le sue guance
come le bacche sull’albero e il suo collo è più aggraziato di un cigno,
le sue labbra come petali di rosa rossa mi sorridono.
III
Quando lei era una bimbetta e io un tenero bimbo l’amavo,
ma il denaro della sua famiglia stava tra noi due
così addio mia ragazza dai lunghi capelli biondi, il bel fiore di Ballinagar.
IV
Aspettami per sempre nel posto dove stavamo soli
nella notte dove la schiera elfica
soffia il flauto
e il vecchio frassino trema nel buio con lamento spaventoso.
V
Verrò dalla mia ragazza
prima che la vita dal mio corpo se ne vada
e terrò come facevo nella mia gioventù il mio piccolo prezioso fiore di Ballinagar

NOTE
1) Ballinagar = Ballynagore, Bellanagare nella contea di Roscommon. ma ci sono molte cittadine dal nome simile sparse un po’ per le contee d’Irlanda
2) cúilín deas mo chroí = è in gaelico sweet fair (haired) maiden of my heart

LA VERSIONE IN INGLESE: THO’ THE LAST GLIMPSE OF ERIN

1934.44_CAMAnche il poeta inglese Thomas Moore scrisse una poesia sull’antica melodia, trasfigurando l’immagine della creatura fatata nella personificazione dell’Irlanda.
L’immagine che emerge dai versi è quella di una selvaggia e fiera fanciulla vilipesa dai conquistatori Sassoni che hanno costretto le popolazioni gaeliche a ritirarsi verso Ovest nelle terre meno fertili.
ASCOLTA Ethel Onnis & The book of Kells


I
Tho’ the last glimpse of Erin with sorrow I see,
Yet, wherever thou art shall seem Erin to me./In exile thy bosom shall still be my home,
And thine eyes make my climate, wherever we roam.
II
To the gloom of some desert or cold rocky shore,
Where the eye of the stranger can haunt us no more,
I will fly with my Coulin and think the rough wind
Less rude than the foes we leave frowning behind.
III
And I’ll gaze on thy gold hair as graceful it wreathes,
And hang o’er thy soft harp as wildly it breathes;
Nor dread that the cold-hearted Saxon will tear
One chord from that harp, or one lock from that hair.
Tradotto da Cattia Salto
I
Anche se l’ultimo scorcio d’Irlanda vedo con rimpianto
ovunque tu sia sarai Irlanda per me.
In esilio il tuo seno sarà ancora la mia casa
e i tuoi occhi saranno il mio cielo ovunque andremo
II
Verso un  tristo deserto o una fredda spiaggia rocciosa
dove gli occhi dello straniero non ci potranno più perseguitare
volerò con la mia ragazza e considererò il vento furioso meno rude dei nemici minacciosi che ci lasciamo indietro.
III
E veglierò i tuoi capelli dorati che di grazia ti coronano
e appenderò la tua dolce arpa che indomita suona;
per tema che il Sassone cuore di ghiaccio strappi
una corda da quell’arpa o una ciocca da quei capelli.

Il brano però spopola nelle compilation di musiche per meditazione e simili..

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20475
http://www.libraryireland.com/Irish-Melodies/Though-the-last-glimpse-of-erin-1.php
http://www.contemplator.com/ireland/thoerin.html