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ARTHUR MCBRIDE

Anche intitolata “Arthur McBride and the Sergeant è una canzone di protesta dalle origini irlandesi contro il reclutamento alle armi, sebbene esistano diverse versioni anche in Scozia (il nome McBride è tipicamente scozzese). La sua diffusione tra la gente è la più eloquente espressione dell’antimilitarismo irlandese. Non è ben precisato il secolo di riferimento della canzone, potrebbe essere stata scritta all’inizio delle guerre napoleoniche (fine 700) anche se la prima trascrizione risale al 1840 per mano di PW Joyce che, in base alle espressioni raccolte, aveva ritenuto che il brano fosse originario del Donegal.
Oltre al filone patriottico delle rebel songs ci sono nella tradizione musicale irlandese una serie di canti di protesta, a volte amari e dolorosi che descrivono il ritorno a casa dei soldati mutilati dalla guerra, eppure sempre sferzanti e ironici come questa gustosa ballata che è quasi la cronaca dell’incontro di due “pacifici” irlandesi con il reclutatore di turno.
Usciti di mattino per una passeggiata lungo la spiaggia (in alcune versioni è il giorno di natale in altre è d’estate) Arthur McBride e il cugino (che è il narratore della storia) incontrano due soldati reclutatori inglesi accompagnati da un giovane tamburino. Il sergente coglie l’occasione per fare il suo mestiere e convincere i due a entrare nell’esercito: buona paga, il fascino della divisa e l’avventura. Ma Arthur risponde, con un linguaggio forbito ed elegante, che la bella divisa è solo in prestito e la bella avventura consiste nell’andare in Francia a combattere. E il rischio di finire ammazzati o feriti e mutilati, non vale la paga!

La discussione passa ben presto alle armi con i soldati a fare una pessima figura colpiti dagli shillelagh (corti bastoni da passeggio) dei due irlandesi.

L’ARRUOLAMENTO NELLA BRITISH ARMY
recruiting_fI sergenti reclutatori nell’Ottocento portavano un caratteristico gallone sul cappello: furono attivi dal 1700 e fino alla metà del 1800, soprattutto in concomitanza con le guerre coloniali e napoleoniche.
Giravano per l’Irlanda e Scozia accompagnati da un giovane tamburino e descrivevano la vita nelle forze armate come una avventura tutta parate e fiori! Erano bravi a convincere i giovanotti già un po’ alticci che si trovavano nelle locande, a prendere  il famigerato scellino del Re..

ASCOLTA Paul Brady che riprende la versione testuale diffusa da Bob Dylan abbinata al cortometraggio di Tiernan McBribe (1997) ripreso sulla spiaggia di Gormanstown.

ASCOLTA Planxty live (la prima registrazione è del 1973 nel loro album d’esordio)

I
Oh me and my cousin, one Arthur McBride As we went a walkin’ down by the seaside
Now mark what followed and what did betide for it being on Christmas morning
Out for recreation we went on a tramp And we met Sergeant Knacker and   Corporal Vamp And a little wee drummer intending to camp For the day being   pleasant and charming
II
Good morning, good morning the sergeant did cry And the same to you   gentlemen, we did reply Intending no harm but meant to pass by For it being   on Christmas morning. But says he my fine fellows if you will enlist, It’s   ten guineas in gold I will slip in your fist, And a crown in the bargain for to kick up the dust, And to drink the King’s health in the morning
III
For a soldier he leads a very fine life He always is blessed with a charming young wife And he pays all his debts without sorrow or strife And always lives pleasent and charming And a soldier he always is decent and clean In the finest of clothing he’s constantly seen While other poor fellows go dirty and mean And sup on thin gruel in the morning
IV
But says Arthur, I wouldn’t be proud of your clothes You’ve only the lend of   them as I suppose And you dare not change them one night or you know If you do   you’ll be flogged in the morning.
And although we are single and free We take great delight in our own company   And we have no desire strange places to see Although your offer is charming.
And we have no desire to take your advance All hazards and danger we barter   on chance and you’d have no scruples to send us to France Where we’ll get   shot without warning.
V
And now says the sergeant, I’ll have no such chat And I neither will take it   from spalpeen or brat For if you insult me with one other word I’ll cut off your heads in the morning And then Arthur and I we soon drew our hods And we scarce gave them time for to draw their own blades When a trusty shillelagh(1) came over their heads And bade them take that as fair warning. As for their old rusty rapiers that hung by their sides We flung it as far as   we could in the tide To the Devil I pitch you, says Arthur McBride To temper your steel in the morning.
VI
As the wee drummer, we rifled his pow And made a football of his   row-do-dow-dow Into the tide to rock and to roll And bade it a tedious   returnin’ And so to conclude and to finish disputes We obligingly asked if   they wanted recruits For we were the lads who would give them hard clouts And   bid them look sharp in the morning.

Oh me and my cousin, one Arthur McBride As we went a walkin’ down by the   seaside Now mark what followed and what did betide It being on Christmas   morning

trad. italiano Michele Murino *
I
Oh, io e mio cugino, Arthur McBride, ce ne andavamo passeggiando sulla riva   del mare. Ora prestate attenzione al mio racconto ed a ciò che accadde, era   la mattina di Natale e per divertimento ce ne andavamo vagabondando quando   incontrammo il Sergente Napper ed il Caporale Vamp, ed un minuto tamburino, pronti ad accamparsi perchè la giornata era bella ed incantevole.
II
“Buon giorno, buon giorno” gridò il Sergente “Altrettanto a voi, signori” rispondemmo “Non vogliamo importunarvi ma solo   passare perchè è la mattina di Natale”. “Ma” rispose “Miei cari amici, se vi arruolerete vi darò subito dieci ghinee d’oro in contanti ed un contratto di una corona, per togliere la polvere e fare un   brindisi alla salute del re la mattina
III
“Perchè un soldato conduce una bella vita ed è sempre felice con una giovane ed affascinante moglie, e paga tutti i suoi debiti senza dolore o tormento, e vive sempre in maniera piacevole ed affascinante. E un soldato è sempre vestito bene e pulito e lo si vede sempre indossare gli abiti più belli, mentre gli altri poveracci se ne vanno sporchi e volgari e bevono   pessima brodaglia al mattino”
IV
“Ma” disse Arthur, “Io non sarei orgoglioso dei vostri vestiti, perchè li avete solo in prestito, suppongo, ma non osate cambiarveli di notte, perchè sapete che se lo fate sarete frustati al mattino. E benchè   noi siamo soli e liberi traiamo grande gioia dalla nostra sola compagnia e non abbiamo desiderio di vedere strani posti, sebbene le vostre offerte siano allettanti. E non abbiamo desiderio di incassare la vostra caparra, in cambio dei rischi e pericoli della sorte, perchè voi non avreste scrupoli a mandarci in Francia dove ci sparerebbero senza avviso”
V
“Oh no” disse il Sergente “Io non uso un simile linguaggio e nemmeno lo accetterò da due stizzosi marmocchi! Perciò se mi insulterete con   un’altra sola parola vi taglierò la testa al mattino”. Arthur ed io   estraemmo subito le nostre spade e quasi non gli lasciammo il tempo di estrarre le loro lame, quando un fedele shillelagh arrivò sopra le loro teste come un chiaro avvertimento, e le loro vecchie spade arrugginite che pendevano dal loro fianco le gettammo il più lontano possibile nella corrente “Adesso andatevele a raccogliere, diavoli!” gridò Arthur McBride   “Ed affilatele nel mattino!”
VI
Quanto al piccolo tamburino, gli spezzammo le bacchette e facemmo un pallone del suo tamburo e lo gettammo nella corrente ad ondeggiare ed oscillare per   impedire che tornasse a tediarci. E così per concludere e porre fine alla   disputa, chiedemmo loro cortesemente se cercavano reclute, perchè noi eravamo   i ragazzini che avrebbero dato loro sonori ceffoni ordinandogli di far presto al mattino

Oh, io e mio cugino, Arthur McBride, ce ne andavamo passeggiando sulla riva del mare Ora prestate attenzione al mio racconto ed a ciò che accadde, era la mattina di Natale

NOTE
*da qui
1) shillelagh: bastone da passeggio e anche sorta di mazza corta usata come arma di difesa. Prende il nome da un villaggio Irlandese di cui la parola è originaria. vedi

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3098&lang=it
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/arthurmcbride.html

THE WIND THAT SHAKES THE BARLEY

La frase può generare un po’ di confusione essendo stata usata per indicare diverse cose. Nell’uso più recente come titolo di un film, quello più antico come titolo di una musica da danza, un reel dalle probabili origini scozzesi, e non ultimo come titolo di una canzone irlandese.

IL FILM

Il film drammatico del 2006 è diretto dal regista Ken Loach sulla più recente guerra d’indipendenza irlandese (1919-1921) prendendo spunto dal titolo della canzone irlandese omonima: un giovane irlandese di nome Micheail, un qualunque ragazzo del popolo – nel villaggio rurale della contea di Cork- è stato brutalmente e futilmente assassinato da una banda inglese di ‘Black and Tans’ e il suo cadavere è pronto per essere seppellito. La sua famiglia e i suoi amici si riuniscono attorno al corpo e cantano a bassa voce “The Wind that Shakes the Barley”
‘Twas harder still to bear the shame
of foreign chains around us
Così il protagonista del film, Damien si unisce al fratello Teddy in una “flying column” dell’esercito repubblicano irlandese.

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La canzone è un perfetto connubio tra canto d’amore e canto di protesta (rebel song) tratto dalla poesia omonima pubblicata in “Ballads, Romances and Song” da Robert Dwyer Joyce nel 1861 e abbinata alla melodia “The old love and the new love“. Nel 1872 Robert Dwyer è emigrato a Boston, dove ristampa le sue poesie irlandesi con alcuni nuovi testi in “Ballads of Irish Chivalry“.

R.D. JOYCE

(1836–1883) originario di Limerick, poeta irlandese, medico e professore di letteratura inglese presso l’Università cattolica di Dublino (fratello di Patrick Weston Joyce famoso collezionista di canzoni popolari irlandesi), era un attivista politico nel movimento feniano, e per evitare l’arresto, lasciò l’Irlanda nel 1866 per ritornare a Dublino solo nel 1883, poco prima della sua morte.

SIMBOLO DELLA RIBELLIONE IRLANDESE

L’orzo che si muove nel vento” è diventato il simbolo dei ribelli irlandesi del 1798, pare che sulle fosse comuni dove venivano seppelliti i “croppy boys“, crescesse l’orzo, germogliato dalle razioni di cibo che si portavano in tasca; così lo spirito del nazionalismo irlandese non poteva essere distrutto e tornava a rinasce. Non sta a indicare quindi solo una stagione, l’estate, è anche l’immagine che rievoca nel protagonista il dolore: il momento della scelta tra l’amore per la famiglia e la patria, la morte dell’amata e la cupa vendetta.
Il giovane, avendo preso la difficile decisione di combattere a fianco dei ribelli, è costretto ad abbandonare la sua fidanzata, forse per sempre. Le incertezze e i dubbi che lo assillano svaniscono quando gli inglesi uccidono la ragazza: egli, stringendo il corpo morente dell’amata, decide di abbracciare la lotta e di cercare vendetta, senza più dubbi o rimorsi
In effetti l’amore per l’ideale, quando abbracciato completamente, è sempre più bruciante e totalizzante dell’amore sensuale, ma la vendetta, il “sangue per il sangue” non è sufficiente a placare l’animo del protagonista, diventato inconsolabile, e i suoi pensieri vanno alla tomba di lei dove presto spera (o teme) di ricongiungersi.

Esistono alcune varianti testuali della poesia, il testo più utilizzato nelle canzoni è quello comparso in stampa nel 1962 in “Irish Songs of Resistance” scritto da Patrick Galvin che riporta però solo 4 delle 5 strofe originarie (è omessa la IV strofa), una versione identica è pubblicata in “New Treasury of Irish Songs and Ballads” di Martin Walton (Parte 1, 1968), in cui si riporta la stessa melodia con il titolo di Royal Charlie (già abbinata da Alfred Percival Graves in ‘The Irish Song Book’, 1894) (vedi)

postcards2504-crdMELODIE: WIND THAT SHAKES THE BARLEY

REEL
Il reel, non collegato con il testo della poesia di Robert Dwyer Joyce, si trova in Scozia in “The Athole Collection“, James Stewart Robertson, 1884 e in “The Skye Collection“, Keith Norman MacDonald, 1887

The Chieftains The Wind That Shakes The Barley/The Reel With The Beryl, 1978

ASCOLTA The Chieftain e Milladoiro’s O Berro Seco, 1980

SLOW AIR
ASCOLTA Martin Carthy 1965 in quella che si può definire la versione tradizionale standard del brano

ASCOLTA Sarah Makem – 1968 sulla melodia rallentata di The Maid That Sold Her Barley di origine settecentesca

ASCOLTA Dick Gaughan in Prentice Piece 2002

Ci sono inoltre ottime versioni solo vocali di Dead Can Dance, Amanda Palmer o Declan de Barra, ma la mia versione preferita è
ASCOLTA Loreena McKennitt in Troubadours On The Rhine (2012) la versione è strepitosa una delle poche volte in cui l’uso del pianoforte si sposa con la melodia celtica, sublime l’uso della distorsione nella chitarra!


JIG

Tempi velocizzati che cozzano con il tono mesto e disperato del testo al quale si addice di più la prima melodia
ASCOLTA Solas in Sunny Spells and Scattered Showers, 1997 la IV strofa è saltata il testo segue maggiormente la stesura originale di Robert Dwyer Joyce come riportata però nella variante di Patrick Galvin

ASCOLTA Belfast food 2002 che riprende la versione di Solas

Versione originale di Robert Dwyer Joyce
I
I sat within the valley green,
I sat me with my true love,
My sad heart strove the two between,
The old love and the new love,—
The old for her, the new that made
Me think on Ireland dearly,
While soft the wind blew down the glade
And shook the golden barley.
II
‘Twas hard the woeful words to frame
To break the ties that bound us,—
‘Twas harder still to bear the shame
Of foreign chains around us;
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek next morning early,
And join the brave United men!”
While soft winds shook the barley.
III
While sad I kissed away her tears,
My fond arms round her flinging(3),
The foeman’s shot burst on our ears,
From out the wildwood ringing, (4)—
The bullet pierced my true love’s side,
In life’s young spring so early,
And on my breast in blood she died
While soft winds shook the barley!
IV
I bore her to the wildwood screen,
And many a summer blossom
I placed with branches thick and green
Above her gore-stain’d bosom:—
I wept and kissed her pale, pale cheek,
Then rushed o’er vale and far lea,
My vengeance on the foe to wreak,
While soft winds shook the barley!
V
And blood for blood without remorse
I’ve ta’en at Oulart Hollow,—
I’ve placed my true-love’s clay-cold corse
Where I full soon will follow;
And round her grave I wander drear,
Noon, night, and morning early,
With breaking heart whene’er I hear
The wind that shakes the barley!

 VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I sat within the valley green,
I sat there with my true love
My heart strove to choose between,
the old love and the new love
The old for her, the new that made
me think on Ireland dearly
While soft the wind blew down the glen
and shook the golden barley
II
‘Twas hard the mournful words to frame
to break the ties that bound us(1)
But harder still to bear the shame
of foreign chains around us
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek at morning early
And join the brave united(2) men”,
while soft wind shake the barley
III
T’was sad I kissed away her tears
Her arms around me clinging
When to my ears that fateful shot
Came out the wildwood ringing
The bullet pierced my true love’s breast
In life’s young spring so early
And there upon my breast she died
While soft wind shook the barley
IV
I bore her to some mountain stream
And many’s the summer blossom
I placed with branches soft and green
About her gore-stained bosom
I wept and kissed her clay-cold corpse
Then rushed o’er vale and valley
My vengeance on the foe to wreak
While soft wind shook the barley
V
T’was blood for blood(5) without remorse
I took at Oulart Hollow (6)
I placed(7) my true love’s clay cold
corpse
where mine full soon may follow
Around her grave I wandered drear,
noon, night and morning early
With aching heart when e’er I hear
the wind that shakes the barley
traduzione italiano Cattia Salto
I
Sedevo presso una verde vallata
sedevo lì con il mio amore
Il mio cuore tentava la scelta tra
il mio vecchio amore e quello nuovo
il mio vecchio per lei, quello nuovo
che mi faceva pensare all’Irlanda ardentemente
mentre leggero il vento stendeva l’erba e scuoteva l’orzo dorato
II
Erano dure da pronunciare le dolorose parole davanti al telaio,
per rompere i legami che ci univano(1),
ma ancora più duro era sopportare la vergogna, di catene straniere su di noi, e così dissi, “La stretta valle del monte cercherò domattina presto e mi unirò al gruppo degli uomini coraggiosi(2)”
Mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
III
Mentre triste le baciavo via le lacrime, le sue braccia intorno a me che mi cingevano, quando alle mie orecchie quello sparo fatale
giunse, risuonando dal folto del bosco, il proiettile perforò il mio amore al seno, così presto nella giovane primavera della vita
e lì sul mio petto lei è morta
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
IV
Io la portai vicino un ruscello di montagna
e lì tra molti fiori estivi
la posai tra rami morbidi e verdi
sul suo seno macchiato di sangue
piansi e baciai il suo corpo freddo come argilla
poi scivolò tra canaloni e valli
la mia vendetta da sfogare sul nemico
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
V
Fu sangue per sangue(5) senza rimorso, andai alla battaglia di Oulart Hollow(6).
Posai il corpo del mio amore freddo come argilla
dove il mio molto presto lo seguirà:
nel luogo della sua tomba mi aggiravo tetro
a mezzogiorno, di notte o la mattina presto
con cuore dolente appena sentivo
il vento mentre scuoteva l’orzo

NOTE
1) nella versione Patrick Galvin “‘Twas worse the tie that bound us
2) nella versione Patrick Galvin “bold united men”. il termine united sta ad indicare la Society of United Irishmen associazione fondata nel 1791 per riformare il parlamento irlandese, poi evoluta in un organismo rivoluzionario Si dicevano uniti perchè erano uomini irlandesi di tutte le religioni e perseguivano l’unione di tutti gli irlandesi a prescindere dalla loro osservanza religiosa e provenienza sociale affinchè la minoranza anglicana privilegiata concedesse piena uguaglianza politica ai presbiteriani e ai cattolici. La ribellione del 1789 è conosciuta anche con il nome di United Irishmen Rebellion continua
3) in italiano: le mie braccia appassionate avvolte intorno a lei
4) in italiano: alle nostre orecchie esplose lo sparo del nemico, risuonando dal folto del bosco
5) sangue versato per vendicare sangue, immagine molto viscerale
6) la battaglia di Oulart Hollow nei pressi di Boulavouge fu una vittoria dei ribelli di Wexford guidati da Padre John Murphy
7) nella versione Patrick Galvin “laid”

WALZER LENTO
Ma il perchè del tempo più ballabile associato al testo deriva da una versione di sapore più tradizionale cantata sulla melodia di un valzer lento dal titolo Wind that Shakes the Corn resa popolare dagli Irish Rovers nel 1967 nell’Album The Unicorn ASCOLTA
ASCOLTA Harry Hibbs in Between Two Trees 1976 con giusto una spruzzatina di country

I
I sat within the valley green
I sat with my true love
My poor heart had to choose between
Old Ireland and my love
I looked at her and then I thought
How Ireland was torn
While soft the wind blew down the glen
And shook the golden corn
II
T’was hard the woeful words to bring
To break the ties that bound
But harder still to bear the shame
Of English chains around
And so I said, the mountain glen
I’ll seek in early morn
And join the brave united men
While soft winds shook the corn

III
While sad I kissed away her tears
My fond arms round her clung
A British shot burst in our ears
From out of the wild woods round
One bullet pierced my true love’s side
A rose pierced by a thorn
And in my arms in blood she died
While soft winds shook the corn
IV
So blood for blood without remorse
I’ve taken in the glen
I placed my true love’s clayful corpse
I joined true Irish men
But around her grave I wander drear
Sometimes in early morn
And with breaking heart sometimes
I hear
The wind that shakes the corn

FONTI
http://www.limerickcity.ie/media/Media,4223,en.pdf
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/
thewindthatshakesthebarley.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19881
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=74449
http://www.irishmusicdaily.com/wind-that-shakes-the-barley
http://www.mustrad.org.uk/articles/revolutn.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34225
http://thesession.org/tunes/116

ILLUSTRAZIONI
http://www.cilliansite.com/fandom/top-5-lists/romantic-pairings-from-cillian-films
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/wind-that-shakes-the-barley

THE BAND O’ SHEARERS

Gli “shearers” della canzone non sono dei tosatori di pecore ma dei mietitori  stagionali che si riversavano nelle Lowlands dal Nord della Scozia per la mietitura, raggruppati per famiglie, o gruppi di uomini e donne. Quando un gruppo numeroso di lavoranti era al soldo di un solo fattore a volte era chiamato un piper perchè suonasse durante la mietitura per incentivarne la produttività.

George Hemming Mason - The Harvest Moon

Il lavoro era faticoso ancorchè monotono ma la stagione del raccolto era anche occasione di corteggiamenti come questa canzone ci ricorda! Per le donne andare alla mietitura era un modo di emanciparsi dalle rigide convenzioni sociali. Con la carestia delle patate le donne lavoranti stagionali vennero sostituite dagli irlandesi che provenivano principalmente dal Donegal.
L’autore è anonimo, anche se il testo è stato attribuito a Robert Hogg; Gavin Greig è più propenso a collocare la ballata in un’epoca antecedente, almeno al XVIII secolo visto le numerosi versioni e gli arrangiamenti che sono giunti sino a noi.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Alchemy 2000 (video con una scelta di immagini che racconta però tutta un’altra storia rispetto alla ballata). La melodia abbinata tradizionalmente è “Johnnie Cope

ASCOLTA Heritage

ASCOLTA Robin James Hurt in ‘The Tallyman’s Lament, 2008. (Qui la scelta delle immagini è più rispondente al tema agreste, dai dipinti di Samuel Palmer -1805 – 1881) (strofe I,  III, II, IV, V)

GALLANT SHEARERS
I
Adam’s vine (1) and heather bells
Come rattlin’ (2)  ower yon high high hills/There’s corn rigs (3) in yonder fields/And autumn brings the shearin’
Bonnie lassie will ye gang
And shear wi’ me the hale day lang(5)
And love will cheer us as we gang
Tae jine (6) yon band o’ shearers
II
And if the thistle it be strang
And pierce your bonnie milk white hand (7)
It’s wi’ my hook  I’ll lay it lang (8)
When we gang tae ( jine) the shearin’
III
And if the weather be ower hot
I’ll cast my gravat(9) and my coat
And shear wi’ ye amang the lot
When we gang tae ( jine) the shearin’
IV
And if the weather it be (over) dry
They’ll say there’s love ‘tween you and I/ We’ll slyly pass each ither by (10)
When we gang tae ( jine) the shearin’
V
And when the shearin’ it is done
And slowly sets the wintry sun (11)
Ye’ll be my ain till life is run
Nae mair tae jine the shearers
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
La vite d’Adamo (1) e i fiori d’erica
sbocciano su quelle  alte, alte colline,
ci sono campi di grano lassù
e l’autunno porta i mietitori (4)
Bella fanciulla verrai?
A mietere con me tutto il giorno (5)
e l’amore ci allieterà mentre andremo
insieme a quella brigata di falciatori
II
E se il cardo terrai stretto,
ti pungerà la tua bella mano bianco latte
con il mio falcetto lo taglierò,
quando andremo alla mietitura.
III
E se il tempo sarà ancora caldo,
cravattino (9) e giacchetta leverò
e falcerò accanto a te tra i covoni
quando andremo alla mietitura.
IV
E se il tempo sarà asciutto
diranno che c’è amore tra te e me
e ci incontreremo furtivamente
quando andremo alla mietitura.
V
E quando il taglio sarà finito
e lentamente tramonterà il sole invernale
tu sarai mia finchè avrò vita
e non andremo più a mietere

NOTE
1) in genere è scritto “Oh summer days” sono i Tannies a dire Adam’s wine (un eufemismo per dire l’acqua piovana)
2) Come blooming
3) diventato “yellow corn”  in origine era  corn rigs ; il termine Rigs si traduce in italiano con una desueta parola “porche” una tecnica colturale che prevedeva la lavorazione del terreno in lunghe e strette strisce di terra rialzate, ed era il sistema di drenaggio tradizionale del tempo: i campi si suddividevano in argini di terra rialzati, in modo che l’acqua in eccesso defluisse più in basso nei profondi solchi laterali. Queste cunette potevano arrivare fino al ginocchio e il lavoro di semina a mano era notevolmente facilitato. Se la lavorazione del terreno era fatta con l’aratro esisteva uno strumento particolare, il mugellese, che permetteva di lavorare i solchi tracciati con l’aratro  uno sì uno no, in modo da ricoprire i solchi non rilavorati e formare così porche e solchi di irrigazione. Le porche venivano poi sarchiate quando le piantine avevano raggiunto dimensione opportuna.
4)  Ma quando inizia la stagione del raccolto in Scozia? C’è un primo raccolto ad agosto con la festa di Lammas (vedi “Corn Rigs Are Bonnie“) che prosegue per tutto agosto (vedi “Now westlin winds“) considerato già come il mese in cui ha inizio la stagione autunnale e infine il raccolto dell’Harvest moon ossia la luna piena prossima all’equinozio d’autunno
5) hale day lang = whole day long, tutto il giorno; gli uomini tagliavano il grano maturo con la lunga falce e le donne facevano i covoni  con i falcetti più piccoli.  La falce missoria venne introdotta solo nel 1810, prima c’erano solo i falcetti e il lavoro di mietitura era svolto principalmente dalle donne.
6) jine= join
7) oppure “your lily milk white hand”
8) Hook, heuk: a reaping-hook, falcetto; oppure “I’ll cut them down”
9) Gravat: scarf, sciarpa ma nel senso di cravatta da collo. Corrisponde alla scozzese owerlay= fascicola cioè quello che usava nel settecento attorno al collo come cravatta ossia una larga striscia di lino: all’inizio (introno al 1600) era una specie di pegno che le fidanzatine donavano al proprio innamorato  che partiva per la guerra, e veniva indossata un po’ per ripararsi dal freddo e un po’ come segno d’affetto. I nobili preferivano al collo il Jabot cioè una pettorina di pizzo arricciato con il collo alto. La cravatta più simile alla nostra risale invece all’800.
10) oppure we will proudly pass them by
11) oppure evenin’ sun
12)  verso alternativo
We’ll have some rantin’roarin’ fun
And gang nae more to the shearin’
(ci divertiremo un sacco e non andremo più a mietere) rantin’ roarin’ sono due aggettivi spesso accoppiati da Robert Burns e sinonimi. Rantin: uproarious, strepitoso

FONTI
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/59962/4;jsessionid=5195DAE5CA230FF771267AD7EB4F44B1
http://www.ramshornstudio.com/band_o_shearers.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1210lyr4.htm
http://ingeb.org/songs/noosumme.html
http://sangstories.webs.com/bandoshearers.htm

THE DOWIE DENS OF YARROW: le ballate del Border scozzese

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DA LA STRANIERA, CAPITOLO 34

Murtagh insegna The Dowie Dens of Yarrow a Claire mentre vanno in cerca di Jamie catturato dalla Vigilanza (le giubbe rosse).
(Continua con l’episodio “The Search” nella Outlander Tv stagione I)

Il testo proviene della tradizione scozzese delle border ballads, brano noto anche come “The Dowie Dens of Yarrow”, “The Dewy Dens of Yarrow” o come “The Breas of Yarrow” oppure “The Banks of Yarrow” compare in varie versioni nella raccolta delle ballate del professor Francis James Child. (IV volume: The O Braes ‘Yarrow Child ballad # 214) e la sua origine potrebbe essere settecentesca. Secondo quanto riportato da sir Walter Scott, la ballata narra di un uccisione accaduta realmente durante  una partita di caccia nella foresta di Ettrick (nel 1500 o ai primi del 1600), per una faida famigliare tra John Scott di Tushielaw e Walter Scott di Thirlestane. Una teoria smentita dal professor Child.
La storia è stata narrata anche nella poesia di William Hamilton, pubblicata in Tea-Table Miscellany di Allan Ramsay nel 1723 e anche nel II volume di Reliques di Thomas Percy (1765): Hamilton si era ispirato a una vecchia ballata scozzese della tradizione orale (vedi)

L’area è una specie di “triangolo delle Bermude” del mondo celtico, un lembo di terra ricco di racconti tradizionali sui rapimenti fatati e magiche apparizioni! (vedasi anche la ballata di Tam lin)
Yarrow è il nome di un fiume ma anche di un’erba officinale, l’achillea. Quindi la definizione del luogo “le valli dell’achillea” diventa più vaga ma anche simbolica: l’achillea è una pianta associata alla morte, e nelle credenze popolari sognarla equivale a un lutto in famiglia se la donna è sposata o alla perdita dell’innamorato.
Secondo la leggenda l’eroe della ballata era John Scott sesto e ultimo figlio del Laird di Harden, ma noto nella tradizione locale come barone di Oakwood (tenuta di Kirkhope) ucciso dagli Scott di Gilmanscleugh durante una partita di caccia nella foresta di Ettrick (la vicenda risale alla fine del 1500 o ai primi del 1600).

Newark Castle sullo Yarrow: non il castello della ballata ma una possibile ambientazione

L’AGGUATO PRESSO LO YARROW

Si racconta dell’uccisione di un giovanotto, forse un border reiver, in un’imboscata presso il fiume Yarrow tesa dai fratelli della donna che lui amava. Nelle varie versioni la dama respinge nove pretendenti che si mettono d’accordo per uccidere il suo vero innamorato, oppure sono gli stessi fratelli della donna, o ancora gli uomini inviati dal padre, a tendere l’imboscata. Il ragazzo riesce a uccidere o ferire un buon numero dei suoi assalitori ma infine cade, trafitto nella schiena dalla mano dal più giovane di loro.

Paton-Yarrow
Sir Joseph Noel Paton: The Dowie Dens of Yarrow

La vicenda è evocata come in sogno da parte della donna che al risveglio si precipita sulle colline e incontra il fratello recante la notizia della morte del suo innamorato. Nel tragico finale annuncia la sua morte imminente alla madre, tanto era il dolore per la perdita.

La struttura è quella classica delle ballate antiche, diffuse per larga parte d’Europa in epoca medievale con lo svelarsi della storia tra domande e risposte dei protagonisti e il commonplace della morte annunciata ai genitori.

Versioni testuali e melodie diverse con molte interpretazioni,  che ho raggruppato in tre filoni

PRIMA VERSIONE

La melodia è stata collezionata da Lucy Broadwood che la raccolse da John Potts di Whitehope Farm, Peeblesshire, pubblicata in The Journal of the Folk Song Society, vol.V (1905).

ASCOLTA Matthew White (controtenore canadese): Skye Consort nel Cd “O Sweet Woods” 2013, l’arrangiamento è molto interessante, dall’atmosfera barocca che riecheggia l’epoca in cui si fa risalire la prima versione. Sono eseguite però solo le strofe I, II, IV, V, VI, VIII e XIV

ASCOLTA Mad Pudding in Dirt & Stone -1996 (tranne la V strofa) in versione integrale su Spotify. Strepitosa versione del gruppo canadese -Columbia britannica-fondato nel 1994, bravissimi ma poco conosciuti.


I
There lived a lady in  the north;
You could scarcely find her marrow.
She was courted by nine noblemen
On the dewy dells of Yarrow
II
Her father had a bonny ploughboy
And she did love him dearly.
She dressed him up like a noble lord
For to fight for her on Yarrow.
III
She kissed his cheek, she kamed his hair,
As oft she had done before O,
She gilted him with a right good sword
For to fight for her on Yarrow.
IV
As he climbed up yon high hill
And they came down the other,
There he spied nine noblemen
On the dewy dells of Yarrow.
V
‘Did you come here for to drink red wine,
Or did you come here to borrow?
Or did you come here with a single sword
For to fight for her on Yarrow?’
VI
‘I came not here for to drink red wine,
And I came not here to borrow,
But I came here with a single sword
For to fight for her on Yarrow’
VII
‘There are nine of you and one of me,
And that’s but an even number,
But it’s man to man I’ll fight you all
And die for her on Yarrow’
VIII
Three he drew and three he slew
And two lie deadly wounded,
When a stubborn knight crept up behind
And pierced him with his arrow.
IX
‘Go home, go home, my false young man,
And tell your sister Sarah
That her true lover John lies dead and gone/ On the dewy dells of Yarrow’
X
As he gaed down yon high hill
And she came down the other,
It’s then he met his sister dear
A-coming fast to Yarrow.
XI
‘O brother dear, I had a dream last night,’
‘I can read it into sorrow;
Your true lover John lies dead and gone/ On the dewy dells of Yarrow.’
XII
This maiden’s hair was three-quarters long,
The colour of it was yellow.
She tied it around his middle side
And she carried him home to Yarrow.
XIII
She kissed his cheeks, she kamed his hair
As oft she had done before O,
Her true lover John lies dead and gone,
on the dewy dells of Yarrow.
XIV
O mother dear, make me my bed,
And make it long and narrow,
For the one that died for me today,
I shall die for him tomorrow
XV
‘O father dear, you have seven sons;
You can wed them all tomorrow,
For the fairest flower amongst them all/ Is the one that died on Yarrow.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
C’era una dama nel Nord
che non aveva un marito (1)
ed era corteggiata da nove nobili
nelle tristi valli (2) dello Yarrow (3)
II
Suo padre aveva un grazioso contadinello (4) che lei amava teneramente, lo vestì da nobiluomo perché si battesse per lei a Yarrow (5)
III
Lo baciò sulla guancia, gli accarezzò
i capelli
come faceva di solito (6),
gli fece dono di una buona spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta collina
loro scendevano dall’altra
e là vide i nove gentiluomini
sulle tristi valli dello Yarrow
V
Sei venuto qui per bere del vino
rosso,

o per chiedere un prestito?
O sei venuto qui con una sola
spada

per batterti per lei a Yarrow?”
VI
Non sono venuto qui per bere
del vino rosso, o per chiedere un prestito,
ma sono venuto qui con una sola spada
per battermi per lei a Yarrow
VII
Siete nove contro uno,
e non siamo in forze equivalenti,
ma vi combatterò uno per volta
e morirò per lei a Yarrow
VIII
Tre li trafisse e tre li uccise
e due li ferì in modo mortale
quando un cavaliere tenace gli arrivò da dietro,
e lo colpì con la freccia
IX
A casa, a casa,  mio giovane
traditore

vai a dire a tua sorella Sara
che il suo amore John è morto e sepolto
sulle tristi valli di Yarrow
X
Allora lui si precipitò giù dal’alta collina
e lei scese già dall’altra
e così incontrò la cara sorella
che arrivava in fretta a Yarrow
XI
O caro fratello, ho fatto un sogno la notte scorsa
 e non posso sopportare il dolore
ll tuo amante John è morto stecchito
sulle tristi valli dello Yarrow
XII
I capelli della fanciulla erano lunghi fino alle ginocchia (7)
e di colore biondo,
li annodò intorno alla sua vita (8)
e lo riportò a casa dallo Yarrow
XIII
Gli baciò le guance e gli pettinò
i capelli
come aveva sempre fatto
il suo vero amore John era morto stecchito, sulle tristi valli dello Yarrow
XIV
O madre cara, preparami il letto
e fallo lungo e stretto
per colui che è morto per me oggi,
io morirò per lui domani
XV
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma il fiore più bello di tutti (9)
è quello morto a Yarrow”

NOTE
1) marrow= parola arcaica per compagno, amico o amante; nel contesto traducibile anche come “marito”
2) dowie -dewey qui scritto come dewy è un termine scozzese diffuso anche nella Northumbria inglese per “triste o noioso”. Dens o dells è un altro termine scozzese per indicare una” stretta valle ricca di boschi” tipica della zona
3) Yarrow è il nome di un fiume ma anche di un’erba officinale, l’achillea. Quindi la definizione del luogo “le valli dell’achillea” diventa più vaga ma anche simbolica: l’achillea è una pianta associata alla morte, e nelle credenze popolari sognarla equivale a un lutto in famiglia se la donna è sposata o alla perdita dell’innamorato. Dai poteri cicatrizzanti noti già ai tempi di Omero e utilizzata dai Druidi, la pianta è l’ingrediente principale di una pozione magica degna della ricetta segreta del druido Panoramix. Si narra infatti che nella Alta Valle del Lys (Valle d’Aosta) i Salassi fossero grandi consumatori di una bevanda che infondeva coraggio e forza. Divenne nota con il nome di Ebòlabò (letto come ebolebo) e si tratta di una bevanda ancora preparata dagli abitanti della valle a base di achillea moscata. (vedi scheda)
4) In alcune versioni il ragazzo è un uomo di campagna ma non necessariamente un contadinello, piuttosto un figlio cadetto di una piccola nobiltà di campagna. Nei dintorni di Yarrow (Yarrow Krik) si trova ancora una pietra con un’antica iscrizione nei pressi di un posto chiamato il “Riposo del Guerriero“.
5) nella versione di Matthew White dice “She killed here with a single sword/On the dewy dells of Yarrow”
6) si descrive il tipico comportamento di una moglie devota che accudisce, pettina e veste il marito, la stessa cura e devozione che riserverà al cadavere
7) I capelli lunghi fino a tre quarti dell’altezza vuol dire che arrivano alle ginocchia. Era usanza una volta che le fanciulle portassero i lunghi capelli annodati in una spessa treccia
8) alcuni interpretano il verso come un’espressione di lutto in cui la fanciulla si taglia i suoi lunghissimi capelli fino alla vita. La frase letteralmente però significa che lei usa i capelli per trasportare via il cadavere intrecciandoli come una corda. L’immagine è un po’ grottesca per i nostri standard ma doveva essere una prassi comune al tempo; tant’è che viene riportata anche in un altra ballata
9) il verso vuole semplicemente dire che il bel contadinello era il più valoroso tra tutti, non certo che era il fratello!

L’ERICA FUNESTA

Seconda versione: la dama racconta di essersi vista in sogno mentre coglieva l’erica rossa sui pendii dello Yarrow, anche questo sogno è da interpretarsi come presagio di sventura.
Una leggenda scozzese spiega come la comune erica rosata sia diventata bianca: sono state le lacrime di Malvina per il suo Oscar ferito a morte dopo il suo duello con Cairbar nell’Ulster. Il prode guerriero figlio di Ossian diede a un compagno d’armi un ramo di erica violetta affinchè lo portasse a Malvina per dimostrarle l’amore eterno che nutriva per lei . E Malvina con la forza del suo amore e la disperazione del suo cuore fece scolorire i fiori bagnandoli di lacrime. Da allora l’erica bianca fu emblema dell’amore fedele; la somiglianza con la leggenda norrena di Baldur e del vischio è sorprendente.
Il sogno della fanciulla è così funesto poichè l’erica cenerina è rossa presagio della morte in duello del suo innamorato.

La versione di Karine Powart ci riporta il testo più esteso della ballata che i Pentangle traducono in inglese e riducono a 7 strofe
ASCOLTA Karine Powart 2007 (tutte le strofe tranne la III)

ASCOLTA Bert Jansh non male questa versione intitolata solo Yarrow, in Moonshine (1973).

ASCOLTA The Pentangle dopo la reunion in Open the Door, 1985 (strofe I, II, III, IV, VI, VIII, XIII)


I
There was a lady in the north
You scarce would find her marrow
She was courted by nine gentlemen
And a plooboy lad fae Yarrow
II
Well, nine sat drinking at the wine
As oft they’d done afore O
And they made a vow amang themselves
Tae fight for her on Yarrow
III
She’s washed his face, she’s combed his hair,/ As she has done before,
She’s placed a brand down by his side,
To fight for her on Yarrow.
IV
So he’s come ower yon high, high hill
And doon by the den sae narrow
And there he spied nine armed men
Come tae fight wi’ him on Yarrow
V
He says, “There’s nine o’ you and but one o’ me/ It’s an unequal marrow”
But I’ll fight ye a’ noo one by one
On the Dowie Dens o’ Yarrow
VI
So it’s three he slew and three withdrew
An’ three he wounded sairly
‘Til her brother, he came in beyond
And he wounded him maist foully
VII
“Gae hame, gae hame, ye fause young man
And bring yer sister sorrow
For her ain true love lies pale and wan
On the Dowie Dens o’ Yarrow”
VIII
“Oh mither, I hae dreamed a dream
A dream o’ doul and sorrow
I dreamed I was pu’ing the heathery bells
On the Dowie Dens o’ Yarrow”
IX
“Oh daughter dear, I ken yer dream
And I doobt it will bring sorrow
For yer ain true love lies pale and wan
On the Dowie Dens o’ Yarrow”
X
An’ so she’s run ower yon high, high hill
An’ doon by the den sae narrow
And it’s there she spied her dear lover John
Lyin’ pale and deid on Yarrow
XI
And so she’s washed his face an’ she’s kaimed his hair
As aft she’d done afore O
And she’s wrapped it ‘roond her middle sae sma’
And she’s carried him hame tae Yarrow
XII
“Oh haud yer tongue, my daughter dear/ What need for a’ this sorrow?
I’ll wed ye tae a far better man
Than the one who’s slain on Yarrow”
XIII
“Oh faither, ye hae seven sons
And ye may wed them a’ the morrow
But the fairest floo’er amang them a’
Was the plooboy lad fae Yarrow”
XIV
“Oh mother, mother mak my bed
And mak it saft and narrow
For my love died for me this day
And I’ll die for him tomorrow”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’era una dama nel  Nord
che non aveva un marito (1)
ed era corteggiata da nove nobili
e da un contadinello (4) di Yarrow (3)
II
Beh i nove stavano a bere del vino
come facevano prima (di andare a caccia) e si scambiarono la promessa reciproca
di combattere per lei sullo Yarrow
III
Lei gli lavò il viso, gli pettinò i capelli
come faceva di solito (5),
e lo cinse con una spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta, alta collina
e scendeva i pendii di Yarrow
vide i nove uomini armati
per combattere contro di lui a Yarrow
V
Disse “Siete nove contro uno,
e non siamo in forze equivalenti,
ma vi combatterò uno per volta
sulle tristi (2) valli dello Yarrow”
VI (10)
Tre li uccise e tre li mise
in fuga
e tre li ferì a morte
finchè il fratello di lei si mise in mezzo
e lo pugnalò con furia
VII
Vai a casa, vai a casa giovane
sleale
e porta la triste notizia a tua sorella
che il suo vero amore sta pallido e esangue sulle tristi valli dello Yarrow”
VIII
O madre (11) ho fatto un sogno
e temo che porterà sventura
ho sognato di raccogliere
l’erica rossa  (12)
sulle tristi valli di Yarrow
IX
“O cara figlia, conosco il tuo sogno
e temo che porterà sventura
perchè il tuo vero amore sta pallido e esangue sulle tristi valli dello Yarrow”
X
Mentre lei saliva sull’alta, alta collina
e scendeva nella stretta valle
là vide il suo caro amore
John
che stava pallido e morto sullo Yarrow
XI
Lei gli lavò il viso, gli pettinò
i capelli
come faceva di solito (5),
si annodò (i  capelli)  intorno alla esile vita (8)
e lo riportò a casa dallo Yarrow
XII
“Frena la tua lingua, figlia cara
perchè tutto questo dolore?
Ti mariterò a un uomo migliore
di quello che è stato ucciso sullo Yarrow”
XIII
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare domani,
ma il fiore più bello di tutti (9)
era il contadinello di Yarrow
XIV
“O madre, madre cara fammi il letto
e fallo soffice e stretto
perchè il mio amore è morto per me oggi
e io morirò per lui domani”

NOTE
8) qui il verso risulta un po’ oscuro mancando il particolare dei lunghi capelli di lei annodati in treccia che diventano corde da traino per portare il cadavere a casa
10) la strofa dei Pentangle dice
It’s three he’s wounded, and three withdrew,
And three he’s killed on Yarrow,
Till her brother John, came in behind.
And pierced his body through.
(Tre li trafisse e tre li fece
recedere e due li uccise sullo Yarrow
finchè il fratello di lei John si mise in mezzo, e lo pugnalò)
11) i Pentangle dicono “Father”
12) heather bell è il nome dell’erica cenerina che vive su  suoli rocciosi e rupi (vedi scheda); una leggenda scozzese spiega come la comune erica rosata sia diventata bianca: sono state le lacrime di Malvina per il suo Oscar ferito a morte dopo il suo duello con Cairbar nell’Ulster. Il prode guerriero figlio di Ossian diede a un compagno d’armi un ramo di erica violetta affinchè lo portasse a Malvina per dimostrarle l’amore eterno che nutriva per lei . E Malvina con la forza del suo amore e la disperazione del suo cuore fece scolorire i fiori bagnandoli di lacrime. Da allora l’erica bianca fu emblema dell’amore fedele; la somiglianza con la leggenda norrena di Baldur e del vischio è sorprendente.
Il sogno della fanciulla è così funesto perchè l’erica cenerina è rossa presagio della morte in duello del suo innamorato.

THE HEATHERY HILLS OF YARROW

Terza versione
E’ la versione della Bothy band che inizia il racconto dall’agguato e svolge il dialogo tra la dama e i suoi parenti fino alla sua tragica morte.

ASCOLTA Bothy band (voce Tríona Ní Dhomhnaill) in After hours, 1979, un bel video con immagini mozzafiato della Scozia


I
It’s three drew and three slew,
And three lay deadly wounded,
When her brother John stepped in between,
And stuck his knife right through him.
II
As she went up yon high high hill,
And down through yonder valley,
Her brother John came down the glen,
Returning home from Yarrow.
III
Oh brother dear I dreamt last night
I’m afraid it will bring sorrow,
I dreamt that you were spilling blood,
On the dewy dens of Yarrow.
IV
Oh sister dear I read your dream,
I’m afraid it will bring sorrow,
For your true love John lies dead and gone
On the heathery hills of Yarrow.
V
This fair maid’s hair being three quarters long,
And the colour it was yellow,
She tied it round his middle waist,
And she carried him home from Yarrow.
VI
Oh father dear you’ve got seven sons,
You can wed them all tomorrow,
But a flower like my true love John,
Will never bloom in Yarrow.
VII
This fair maid she being tall and slim,
The fairest maid in Yarrow,
She laid her head on her father’s arm,
And she died through grief and sorrow.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Tre li trafisse e tre li uccise
e tre erano feriti a morte
quando il fratello di lei John si mise in mezzo
e lo colpì deciso con un coltello.
II
Mentre lei saliva sull’alta, alta collina
e scendeva i pendii di Yarrow
suo fratello John scendeva nella valle
per ritornare dallo Yarrow
III
O caro fratello ho fatto un sogno ieri notte e temo che porterà sventura
ho sognato che tu spargevi sangue
sulle tristi (2) valli di Yarrow
IV
O sorella cara, ho visto il tuo sogno
e temo che porterà dolore
perchè il tuo amante John è morto stecchito

sulle colline d’edera dello Yarrow
V
I capelli della fanciulla erano lunghi fino alle ginocchia (7)
e di colore biondo,
li annodò intorno alla sua vita (8)
e lo riportò a casa
dallo Yarrow
VI
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma un fiore come il mio vero amore John
non fiorirà più a Yarrow
VII
Questa bella fanciulla era alta e slanciata la più bella fanciulla  a Yarrow
appoggiò il capo sulle braccia del padre e morì per il grande dolore

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/Child%27s_Ballads/214
http://literaryballadarchive.com/PDF/Hamilton_1_Braes_of_Yarrow_f.pdf
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C214.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thedowiedensofyarrow.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/145.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/484.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/67.html
http://www.celticlyricscorner.net/polwart/dowie.htm
http://www.electricscotland.com/webclans/families/scotts_harden.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9870
http://fallingangelslosthighways.blogspot.it/2013/04/the-eildon-hills-sacred-mountains-of.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46972

GEORDIE BALLAD

La ballata di Geordie  Child ballad # 209 ha avuto grande diffusione in tutte le isole britanniche dando luogo a numerosissime varianti ed è stata tradotta anche in molte altre lingue, le varianti inglesi fanno di Geordie un bracconiere, mentre quelle scozzesi lo ritraggono nei panni di un nobile fuorilegge che si è ribellato alla Corona (vedi seconda parte).
amazzone
Nell’Inghilterra medievale la caccia di frodo nelle tenute e nelle riserve reali era punita con la pubblica impiccagione, ma al giovane Geordie viene riservato il privilegio di essere impiccato con una corda d’oro [impropriamente trasformata nella ballata in una “golden chain“] (o d’argento) a causa delle sue origini aristocratiche (probabilmente era un figlio cadetto o un figlio naturale di discendenza reale).
Nemmeno la supplica della giovane e innamorata moglie di Geordie riesce a fare breccia nel cuore del giudice. Colpisce l’immaginario la folle cavalcata della donna che si precipita in città per salvargli la vita

ASCOLTA curioso medley delle varie melodie e testi con immagini d’epoca

GEORDIE VERSIONE AMERICANA

La prima versione di successo internazionale della ballata è probabilmente quella live del 1962 di Joan Baez (che le valse il disco d’oro)

ASCOLTA Joan Baez, 1962

ASCOLTA Alice Castle live

VERSIONE JOAN BAEZ
As I walk’d o’er London Bridge
One misty morning early
I overheard a fair pretty maid,
Was lamenting for her Geordie.
“O, my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
He was born from King’s royal breed
And lost to a virtuous lady.
Go bridle me my milk-white steed,
Go bridle me my pony,
I will ride to London’s Court
To plead for the life of Geordie.
O Geordie never stole nor cow, nor calf,
He never hurted any,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.
Two pretty babes have I born,
The third lies in my body,
I’d freely part to them ev’ry one
If you’d spare the life of Geordie.”
The judge look’d over his left shoulder,
He said, “Fair maid, I’m sorry,
So, fair maid, you must be gone,
For I cannot pardon Geordie.”
O my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.
Traduzione italiano di Riccardo Venturi
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per il suo Geordie.
“Impiccheranno Geordie con una corda d’oro (1) .
Non è una catena per molti;
È nato da stirpe reale
E fu affidato (2) a una dama virtuosa.
Mettete le redini al mio bianco cavallo,
Mettete le redini al mio pony;
Cavalcherò fino alla Corte di Londra
A implorare per la vita di Geordie.
Geordie mai rubò una mucca o un agnello,
Non ha mai fatto del male a nessuno (3);
Ha rubato sedici cervi del Re (4)
E li ha venduti a Bohenny (5).
Ho partorito due bei bambini,
Il terzo lo porto in grembo;
Darei volentieri tutti e tre
Se salvaste la vita di Geordie.”
Il giudice (6) si guardò la spalla sinistra (7),
Disse, “Mi dispiace, bella fanciulla;
Bella fanciulla, te ne devi andare
Perché non posso perdonare Geordie.”
Impiccheranno Geordie con una catena d’oro, (8)
Non è una catena per molti;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.

NOTE
1) sorge spontanea la domanda se la corda d’oro sia una leggenda o una prassi non proprio insolita per il tempo. Così F. Calza, “101 storie su Genova che non ti hanno mai raccontato”, Newton Compton Ed., 2016 riporta di un’impiccagione altrettanto singolare di un ladro (e nemmeno nobile) che aveva rubato la spada con fodero e pomo d’oro donata da papa Paolo III all’ammiraglio Andrea Doria di Genova e sepolta con lui; venne accusato tale Mario Calabrese, un sotto comito delle galee della Repubblica (un sotto ufficiale addetto alla manovra delle vele e ad altri servizi) e impiccato con un cappio d’oro proprio davanti alla chiesa di San Matteo .
2) tradotto anche come “sposato” o “innamorato” oppure “perse la testa per” la frase così diventa “perse la testa per una donna virtuosa”: si avvalora così l’ipotesi avanzata da Buchan che “Geordie” fosse Sir George Gordon of Gight (1514-1562), quarto conte di Huntly, il figlio di Margaret Stewart (figlia illegittima di Giacomo IV), imprigionato per essere entrato nelle grazie della moglie del Signore di Bignet una donna da bene precisa il narratore; il Venturi traduce “fu affidato” un termine con cui  ci si riferisce alla balia a cui viene affidato un bambino e più impropriamente ad una moglie. Nella versione trascritta da Bob Waltz (qui) si dice “And courted a virtuous lady”
3) in alcune versioni di questo filone ritrovare in America è lo stesso Geordie a dire “I’ve never murdered any;
Stole sixteen of the king’s royal deer,
And sold them in Bohenny”
E’ interessante notare che Geordie o sua moglie negano l’accusa di furto di bestiame e di brigantaggio, che lo metteva nel mucchio degli “outlaw” dediti anche al bracconaggio (vedi)
4) quando i boschi da terra di tutti divennero di proprietà esclusiva del re o del signorotto locale nacque il bracconaggio di sussistenza. Ma nel Seicento il bracconaggio era diventata una forma di protesta contro l’autorità ed era praticato non tanto dai poveracci dei villaggi quanto dai nobili scapestrati. Le zone più colpite dal bracconaggio tra la fine del Settecento e l’Ottocento furono quelle delle Midlands e dell’Inghilterra del sud: Suffolk, Norfolk, Sussex, Wiltshire, Oxfordshire e Devon
5) Bohenny: Nessuna città o paese con tale nome è mai stata trovata in Gran Bretagna; una versione inglese ha però Newcastle, il che potrebbe far supporre qualche collegamento con la vicenda dell’impiccagione del bracconiere George Stools, avvenuta nel 1610. Da notare che Geordie è il nome con cui vengono chiamati gli abitanti di Newcastle-upon-Tyne (contea di Tyne e Wear – Northumbria): Geordie male, è il “maschio tipico di Newcastle” fannullone e dedito alla birra, rappresentato da Reg Smythe nella figura di Andy Capp. Esiste però, in Scozia, una Bohenie vicino a Pitlochrie.
6)  il giudice di contea era spesso lo stesso nobile derubato dal bracconiere e quindi poco incline al perdono. Il giudice avrebbe dovuto tener conto delle “attenuanti” come per l’appunto il numero dei figli. Se oggi noi tendiamo a interpretare la frase come memento “la legge è uguale per tutti” non così era la motivazione del tempo, perchè bastava la grazia del re per perdonare anche il più turpe assassinio. Il motivo per cui il giudice non può perdonare Geordie non è certo perchè deve  essere giusto!
7) l’espressione guardarsi le spalle (to look over one’s shoulder) indica la sensazione di un pericolo imminente, ma in questo caso significa “distogliere lo sguardo”
8) I primi bracconieri venivano tranquillamente uccisi sul posto dai guardiacaccia e probabilmente i loro corpi lasciati in pasto alle bestie selvatiche del bosco, successivamente le pene prevedevano l’incarcerazione e/o l’amputazione della mano (o l’abbacinamento)  fino alla pena capitale quando gli animali erano della riserva di caccia del Re. In Inghilterra con la Magna Charta libertatum (1215) vennero abolite le pene per la caccia di frodo, ma nella prassi quotidiana i giudici della contea (ovvero gli stessi nobili “derubati”) raramente erano ben disposti verso i bracconieri. Le condanne  però vennero mitigate nei secoli successivi e nel settecento il bracconiere rischiava solo la detenzione in carcere per qualche mese e/o le frustate. Era inoltre possibile pagare una multa (anche se salata) per riavere la libertà. Nel tardo Cinquecento la caccia al cervo (come veniva chiamata la caccia di frodo) era un’occupazione comune dei giovani e definita un “grazioso servizio”

La “Geordie” settecentesca, secondo quanto scrive Francis James Child, veniva venduta agli angoli delle vie di Londra per un penny. La triste vicenda del giovane bracconiere che viene condannato all’impiccagione con la giovane sposa (già madre di un paio di “pretty babies” ed incinta del terzo) che si reca ad implorare a corte per la sua vita, sembra che abbia avuto un successo clamoroso: “The broadside was sold out in three days and had to be continuously reprinted”, scrive il Child…
Poiché le “broadside ballads” trattavano usualmente di avvenimenti di cronaca (nera, e nei modi piu’ splatter possibili; una vera e propria “Cronaca Vera” dell’epoca), più d’un londinese cominciò ad inveire contro chi condannava a morte un ragazzo per avere rubato dei cervi e, il 17 agosto 1748, si rischio’ una mezza rissa quando un assembramento “pro-Geordie” venne sciolto con la forza vicino al Blackfriars Bridge (proprio quello dove fu ritrovato il cadavere del banchiere Calvi). Insomma, tutti ancora trovavano del tutto normale che un bracconiere potesse essere messo a morte; e questo la dice lunga su quel che dev’essere stata la guerra al bracconaggio. (Riccardo Venturi)
Nell’Ottocento invece il bracconiere rischiava la deportazione in qualche colonia penale (la meta preferita l’Australia continua)

GEORDIE VERSIONE INGLESE

ASCOLTA Anais Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013


As I walked out over London bridge
On a misty morning early
I overheard a fair pretty maid
Crying for the life of her Geordie
“Saddle me a milk white steed
Bridle me a pony
I’ll ride down to London town
And I’ll beg for the life of my Geordie”
And when she came to the courthouse steps/ The poor folks numbered many
A hundred crowns she passed around
Saying, “Pray for the life of my Geordie
He never stole a mule or a mare
He never murdered any
If he shot one of the king’s wild deer
It was only to feed his family”
And then she strode through the marble hall/ Before the judge and the jury/ Down on her bended knee she falls/ Crying for the life of her Geordie
“He never stole, he never slew
He never murdered any
He never injured any of you
Spare me the life of my Geordie”
The judge looked over his left shoulder/He says, “I’m sorry for thee
My pretty fair maid, you’ve come to late/ He’s been condemned already”
“But six pretty babes I had by him
The seventh one lies in my body
And I would bear them all over again
If you give me the life of my Geordie”
“Your Geordie will hang in a silver chain
Such as we don’t hang many
And he’ll be laid in a coffin brave
For your six fine sons to carry”
“I wish I had you in a public square
The whole town gathered around me
With my broad sword and a pistol too
I’d fight you for the life of my Geordie”
Traduzione italiano di Cattia Salto *
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
nella prima nebbia del mattino
sentii per caso una bella fanciulla
che si lamentava per la vita di Geordie.
Sellatemi un cavallo bianco,
mettete le redini al pony;
Cavalcherò fino a Londra
a implorare per la vita di Geordie.
E quando arrivò ai piedi del tribunale
c’era molta povera gente,
passò davanti a un centinaio di teste coronate dicendo “Vi supplico per la vita di Georgie, mai rubò un mulo o una giumenta, non ha mai ucciso nessuno;
se ha ucciso uno dei cervi del Re
è stato solo per sfamare la famiglia
Poi attraversò il salone di marmo
davanti al giudice e alla giuria
si gettò in ginocchio
lamentandosi per la vita di Geordie
Non ha mai rubato, né ucciso,
e nemmeno ha mai assassinato
nè offeso nessuno di voi
risparmiate la vita del mio Geordie
Il giudice (1)  distolse lo sguardo
e disse, “Mi dispiace per voi;
bella fanciulla, siete arrivata troppo tardi
è già stato condannato .”
Ho partorito sei bei bambini,
il settimo lo porto in grembo;
li partorirei di nuovo (2)
se salvaste la vita del mio Geordie.”
“Il vostro Geordie sarà impiccato con una catena d’argento (3),
non è una  catena per molti

e sarà deposto in una bella bara
da portare ai vostri cari sei figli.
Vorrei vedervi in una pubblica piazza
con tutta la città riunita introno 
con il mio spadone e anche la mia pistola a lottare conto di voi per la vita di Geordie (4)

NOTE
* dalla versione di Riccardo Venturi
1) il giudice di contea era spesso lo stesso nobile derubato dal bracconiere e quindi poco incline al perdono. Il giudice avrebbe dovuto tener conto delle “attenuanti” come per l’appunto il numero dei figli, ma evidentemente persegue altri interessi e per questo distoglie lo sguardo dalla dama
2) ossia ne metterei al mondo altri sei: la donna fa appello al numero dei figli e a un nascituro perchè erano tra le motivazioni che potevano aver spinto l’uomo al reato
3) una variante della corda d’oro
4) non tanto una sfida a singolar tenzone quanto l’eco di una minacciata ribellione del clan Gordon (vedi versione della ballata di Robert Burns qui)

GEORDIE VERSIONE ITALIANA DI FABRIZIO DE ANDRE’

De Andrè scrive una versione in italiano della ballata inglese, all’epoca ascoltando la traduzione di Maureen Rix ( rintracciata e intervistata da Walter Pistarini per il secondo libro “Fabrizio De André. Canzoni nascoste, storie segrete”) dell’arrangiamento di Joan Baez.
La conoscenza tra i due fu del tutto fortuita, Maureen lavorava come insegnante d’inglese alla scuola parastatale Pareto Ligure in Sampierdarena, (Genova) dove Fabrizio svolgeva la mansione di amministratore (guarda caso il padre Giuseppe era il proprietario della scuola) e i due condividevano l’interesse per la musica tradizionale. Nell’estate del 1965 Fabrizio chiese a Maureen di cercare dischi di musica tradizionale inglese e portarli in Italia durante la sua vacanza a Londra e di ritorno mentre ascoltavano le canzoni lei si mise a canticchiare Geordie..
ASCOLTA Fabrizio De Andrè&Maureen Rix 1966

ASCOLTA Angelo Branduardi in Il rovo e la rosa 2013, un omaggio a De Andrè

I
Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.
II
Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.
III
Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie
IV
Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.
V
Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,
potrete impiccarlo allora (1)
VI
Nè il cuore degli inglesi nè lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare (2)“.
VII
Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

NOTE
1) tutta la parte femminile è una delicata rielaborazione di De Andè, meno interessato alla realtà dei processi d’epoca medievale e più a suscitare l’empatia del pubblico giovanile di quegli anni
2) De Andrè mette in bocca al giudice una sentenza di pietra “la legge non può cambiare“,  il tema della giustizia è ricorrente nelle canzoni di De Andrè, e qui la legge è suprema, al di sopra di tutto e tutti, nella sua “assoluta” imparzialità, è il principio di autorità che è stato leso con il furto dei cervi del re, un ordine stabilito da Dio.  Ed ecco che riaffiorano le ragioni del cuore e dell’umanità “calpestate” da una giustizia cieca, che non può provare pietà neanche di fronte all’amore più puro.

la versione scozzese continua

BRACCONIERI, FORESTE, OPPOSIZIONE di Riccardo Venturi

Nel poemetto “Piers Plowman” (“Pietro l’Aratore”) di William Langland, scritto in medio inglese nel XIV secolo, vi e’ un famoso passo in cui un contadino si domanda come mai tutti i nomi di animali vivi siano inglesi, mentre quando vengono cucinati diventano francesi. Così l’inglese “pig”, cucinato, diventa “pork”; il “calf” (vitello) diventa “veal” (francese antico “vel”, moderno “veau”); il “deer” (cervo) diventa “cerf” (non più in uso nell’inglese moderno); e così via.
La risposta e’ semplicissima: l’allevamento e la caccia servivano alle tavole dei re e dei ricchi; i quali re e ricchi, nell’Inghilterra di allora, parlavano francese. Per tre secoli, dalla conquista normanna di Guglielmo con la battaglia di Hastings fino al 1362, data meno nota ma che segna il ristabilimento ufficiale della lingua inglese (nel frattempo modificatasi enormemente in seguito all’influsso francese) come lingua di corte ed amministrativa, il francese e’ la lingua delle classi dominanti, mentre il disprezzato inglese e’ la lingua del popolo, delle classi piu’ umili, dello “strato basso”.
Quelli, insomma, che gli animali li devono allevare per farli mangiare agli altri. E di quelli che non possono piu’ andare a cacciare liberamente nelle foreste, per sfamarsi e sfamare le loro famiglie, perche’ nel frattempo una classe dominante ha importato la “nobile arte” della caccia come “sport” di élite, chiudendo le foreste ai poveracci e organizzando il proprio divertimento (che e’ anche forma di addestramento militare) con battitori, cani, cavalli e servi. Nasce cosi’ la “caccia di frodo“, il bracconaggio; una cosa che nell’Inghilterra anglosassone prenormanna non esisteva assolutamente. E viene, da subito, sottoposta a leggi severissime. Le foreste, mezzo di sostentamento delle classi popolari non soltanto con la caccia, diventano luoghi di esclusiva proprieta’ del re e delle classi aristocratiche. Ancora in epoca elisabettiana, la maggior parte del territorio inglese e’ ricoperta da fitte boscaglie; logico, quindi, che in quella che, con tutti le cautele del caso, puo’ essere definita “coscienza popolare”, le foreste diventino un luogo di opposizione. E di durissima opposizione.
Non e’ un caso che, sin dal XIV secolo, si parli di “guerra al bracconaggio”. E non e’ un caso che nasca, forse su basi reali, la leggenda di Robin Hood (che nelle molte ballate tradizionali che lo riguardano, spesso viene definito con l’appellativo di “free hunter”).
Le leggi che riguardavano l’esercizio della caccia divengono via via sempre piu’ draconiane: vengono istituiti i guardacaccia armati al servizio del re o del signore locale, ai quali viene data la facoltà di poter abbattere sul posto chi viene sorpreso a cacciare di frodo. Chi si recava a cacciare in una foresta per mangiare qualcosa rischiava quindi la vita. Si organizzano bande di cacciatori abusivi i quali, a volte, riescono a sopraffare i guardacaccia e ad ucciderli nei modi più atroci (anche, naturalmente, per vendicarsi di trattamenti del tutto analoghi da parte dei guardacaccia).
Nasce così, nella foresta, come luogo di opposizione, la figura dell’ “outlaw“. Con un termine popolare antico, inglesizzato sì, ma di antica derivazione danese (“udlav”). E i signori si trovano a malpartito, ad esprimere tale termine in francese. Rimane in inglese. Gli outlaws parlano soltano la lingua bassa e hanno nomi da bovari, da porcari, da servi.

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-LifeGeordie.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2206
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18312
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/geordie.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch209.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Geordie
http://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Gordon
https://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/27/le-foreste-nel-medioevo-tra-economia-ed-ecologia/
http://georgianagarden.blogspot.it/2010/03/il-bracconaggio.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6782
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5658&lang=en
http://www.bielle.org/fabriziodeandre/pages/tradpop.htm#scheda
http://www.panorama.it/musica/fabrizio-de-andre-libro-storie-inediti-walter-pistarini/

THE BONNY HIND: WHEN MAN WAS A HUNTER

La ballata nota come “The Bonny Hind” (in Child ballad #50) tratta il tema edipico dell’incesto, per altro sviluppato anche in altre ballate anglo-scozzesi. Già il genere affronta temi tragici e dolorosi, solo apparentemente addolciti da aspetti favolistici, in particolare per quanto riguarda il filone cavalleresco/cortese. La ballata cavalleresca riflette la vita contemporanea della piccola e grande nobiltà e tratta per lo più di storie d’amore anche se spesso infelice: sono affrontati temi “scottanti” come il rapimento, lo stupro, l’incesto, l’adulterio e l’omicidio per gelosia o per vendicare un tradimento, riflessi di un’antica civiltà in cui i deboli (di forza, di carattere o di cuore, di livello sociale basso) avevano ben poche aspettative di vita.

LA TRAMA
Un nobiluomo di giovane età ritorna al castello del padre e giace nei boschi con una bella fanciulla; solo dopo, scopre che la fanciulla è sua sorella. La ragazza si uccide per il disonore e lui la seppellisce sotto un albero di agrifoglio. Possiamo presumere che l’atto sessuale sia stato consensuale, è più probabile però che la fanciulla sia stata stuprata dal nobiluomo, e già questo sarebbe bastato per la morale
del tempo, a far sentire la giovane responsabile e indegna, ma l’aggravante dell’incesto compiuto, seppure inconsapevolmente, atto abominevole e tabù supremo, non può che portarla alla morte.
Ma ecco che il tema soprannaturale si inserisce nel finale e dà il nome alla ballata: Lord Randall la compiange come bonny hind, (in italiano bella cerva).

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Ma come avviene, nel mito, il passaggio da vittima sacrificale a cerva bianca?
Prima di tutto occorre osservare che il corpo viene seppellito, non a caso, sotto la pianta dell’agrifoglio: albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, considerato un potente simbolo di vita, o più precisamente dell’immortalità, la sopravvivenza oltre la morte apparente. Inoltre possiamo notare che la cerva bianca è l’animale sacro di Diana cacciatrice ovvero l’Artemide greca, protettrice delle fanciulle (vergini) equivalente nelle Gallie a Arduinna e Sirona o più in generale alla dea celtica Adnoba: tutte dee associate ai boschi, alle acque e alla luna. (continua)
Poi che la credenza nella reincarnazione ha un suo substrato anche in Occidente nella filosofia greca da Pitagora a Platone, (e per alcuni storici anche nel druidismo) o in ambito cristiano nello gnosticismo e nel catarismo. Perciò lo stupro perpetrato nei confronti di una vergine e per di più in un bosco è un offesa alla dea, e la necessità dell’anima di purificarsi dall’incesto (anche se involontario) si associa con la metempsicosi nel corpo di una cerva bianca.

Ci sono poche registrazioni della ballata, forse a causa del tema trattato e la melodia usata è quella di “Duke of Marlborough”

ASCOLTA (su SpotifyJune Tabor in Abyssinias 1983

ASCOLTA (su SpotifyMartyn Bates & Mick Harris in Murder Ballads 1998

ASCOLTA (su Spotify)  Wendy Weatherby in A Shirt of Silk or Snow 2010

Versione A; Child 50 Herd’s Manuscripts II, fol. 65. “Copied from the mouth of a milkmaid, by   W.L., in 1771.”


VERSIONE di June Tabor imparata da Peta Webb nei primi anni 70
I
It’s May(1) she comes
and May she goes
down by the garden green
It’s there she spied a good young squire(2) as good as e’er be seen
II
It’s May she comes and May she goes
down by the Holland(3) green
And it’s there she spied a brisk young squire as brisk as e’er be seen
III
“Come give to me your green mantle(4),
give to me your maidenhead
If you won’t give me your green mantle,
give me your maidenhead”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand(5)
and gently laid her down
And it’s when he raised her up again
giving her a silver comb(6)
V
“Perhaps there may be bends
or perhaps there may be none
But if you be a courtier
pray tell to me your name”
VI
“Oh I am no courtier” he said
“but new come from the sea
Oh I am no courtier” he said
“but when I courted thee
VII
They call me Jack when I’m abroad,
sometimes they call me John
But when I’m in my father’s bower, oh,
Jock Randal is my name”
VIII
“You lie, you lie, you bonny lad,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s only daughter,
he has no more than me”
IX
“You lie, you lie, you bonny lass,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s very own son
that new come from the sea”
X
She’s puttin’ down by her side
and out she’s taken a knife
And she’s put in in her own heart’s blood and taken away her life
XI
And he’s taken his only sister
with a big tear in his eye
And he’s buried his only sister
beneath the Holland tree(3)
XII
It’s soon he’s hied him o’er the dales
his father due to see
“It’s oh and woe for my bonny hind(7)
beneath the Holland tree”
XIII
“What care you for a bonny hind,
for it you need not care
There’s eight score hinds in yon green park
and five score is to spare”
XIV
“Oh score at them a silver shot
and these you may get three
But oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XV
“What care you for your bonny hind,
for it you need not care
Take you the best and leave me
the worst since plenty is to spare”
XVI
“I care not for your hinds, kind sir,
I care not for your fee
But it’s oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XVII
“Oh were you up your sister’s bower,
your sister fair to see
Oh you’ll think no more on your bonny hind
beneath the Holland tree”

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Maggio viene,
maggio va via
Nel verde dei giardini,
Là ella vide un bel cavaliere
Se mai cavaliere ci fosse;
II
E maggio viene, maggio va via
Per i cespi d’agrifoglio,
Là ella vide un giovane cavaliere
Forte come nessuno, e bello.
III
“Dammi il tuo verde
mantello,
Dammelo, bella fanciulla;
Dammi il tuo verde
mantello
E la tua verginità.”
IV
L’ha presa per la bianca
mano
E piano l’ha distesa giù;
Quando l’ha fatta rialzare
Le ha dato una spilla d’argento.
V
“Signore, potrei essere incinta,
Come potrei non esserlo affatto;
Se siete un uomo di Corte
Ditemi come vi chiamate.”
VI
“Non sono un cortigiano,
Ho appena traversato il mare;
Non sono un uomo di Corte,
Tranne quando corteggio te.
VII
“Mi chiaman Jack in terre straniere,
Talvolta mi chiamano John;
Ma al castello di mio padre
Jock Randal è il mio nome:”
VIII
“Tu menti, tu menti, bel ragazzo,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unica figlia di Lord Randal,
Non ha altri figli che me.”
IX
“Tu menti, tu menti, bella ragazza,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unico figlio di Lord Randal
Appena arrivato dal mare!”
X
Ha portato la mano alla gonna
E ha tirato fuori un coltello,
Se l’è immerso nel cuore
Privandosi della vita.
XI
Lui ha preso la bella sorella
Gli occhi pieni di lacrime;
La bella sorella ha sepolto
Tra gli agrifogli verdi.
XII
Poi se n’è andato su nella valle
Per vedere il suo caro padre:
“Piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”
XIII
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciar tanto!
Quasi duecento ne abbiamo nel parco
E cento te ne puoi prendere.
XIV
“Ottanta di loro son ferrati d’argento,
Te ne puoi prender sessanta;”
“Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XV
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciare tanto!
Prendi la meglio, io mi tengo la peggio,
Ché ne abbiamo in abbondanza!”
XVI
“Tenetevi i vostri cervi, signore,
Tenetevi i vostri averi;
Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XVII
“Se tu vedessi tua sorella,
La tua bellissima sorella,
Non penseresti più alla tua bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”

NOTE
1) maggio è notoriamente il mese delle ballate in cui il risveglio della natura accende i sensi e fa illanguidire le belle fanciulle vergini
2) in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero. I due protagonisti potrebbero essere adolescenti.
3) holland è una corruzione di hollin ossia l’agrifoglio. L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. Era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali. continua
4) il mantello rappresenta la protezione paterna
5) prendere per la bianca mano: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) nella tradizione scozzese è consuetudine da parte  dell’uomo regalare alla sposa una spilla d’argento che in Scozia prende il  nome di “luckenbooth“:  è in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche  con pietre incastonate; è un regalo di fidanzamento che viene indossato  durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia  dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un  bambino.
7) non si tratta solo di un vezzeggiativo, il fratello crede che l’anima della sorella è trasmigrata in quella di una cerva, ovvero il corpo della fanciulla si è mutato in cerva bianca. Nelle leggende e nelle fiabe la cerva bianca è una fanciulla stregata che si trasforma in animale durante la notte, e attende il bacio del cacciatore invece della freccia che la ucciderà; ed è anche la fata-cerva del Greenwood, il bosco sacro, che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti, è simile alle sirene). continua

COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE seconda parte

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9008&lang=it
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
http://terreceltiche.altervista.org/lo-spirito-del-cervo/

http://www.bluegrassmessengers.com/the-bonny-heyn–herd-1771-child-a.aspx
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebonnyhind.html
http://www.airesis.net/giardinomagi_cervo.html

TWA CORBIES

Child ballad #26

Nella ballata tradizionale di autore anonimo (contesa come paternità tra inglesi e scozzesi), tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito, mentre nella versione inglese è vegliato dai suoi fedeli cani e falchi da caccia, finchè si avvicina una donna-cerva che lo seppellisce.
Entrambe le versioni sono state tradotte nell’ottocento o più recentemente tra Scandinavia, Germania e Russia.
I corvi sono finiti anche in una popolare nursery rhyme scozzese (vedi)

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VERSIONE SCOZZESE: TWA CORBIES

Scritta nel dialetto delle Lowland, la versione è fatta risalire al XIII o al XIV secolo, e si ritrova stampata per la parte testuale in “Minstrelsy Ancient and Modern di William Motherwell (1827)

Il nostro morto è un cavaliere e il motivo della sua morte non è dato: potrebbe trattarsi di un incidente durante la caccia, più che la morte in battaglia, o un assalto a tradimento o un duello; forse era un cavaliere errante che si è perduto nel suo vagabondare o è perito per difendere i deboli o è stato vittima di un incantesimo; nessun altro, tranne i due corvi, è a conoscenza o si cura della sua morte.
Il suo corpo giace abbandonato e dimenticato dalla sua dama (una dame sans merci) che ha già rivolto le sue attenzioni ad un altro cavaliere.
L’ultima strofa ci lascia una descrizione quasi pre-romantica e gotica delle ossa del cavaliere che imbiancano al sole e con le quali il vento suona la sua lugubre melodia.

LA MELODIA BRETONE

La musica attualmente abbinata deriva da “Al Alar’ch” (il cigno) una melodia tradizionale bretone che è stata accoppiata dal poeta scozzese Morris Blythman (1919-1981), noto con lo pseudonimo di Thurso Berwick (vedi), negli anni del 1950: fu quindi Ray Fisher a rendere popolare questa versione nel 1962.
ASCOLTA Bedlam ovvero Gregor Harvey & Grant Foster interessante lavoro con le due voci e una vibrante chitarra

Oppure in versione “barbarian”
ASCOLTA Schelmish

ASCOLTA Omnia

ALTRE MELODIE
ASCOLTA The Raven (Stephen Moncrieff & Carolyn Forbes) con una melodia leggermente diversa, più lenta e malinconica
Altra melodia riportata dai cantori della tradizione in Tobar Dualchais (ASCOLTA anche con un testo diverso)


I
As I was walking all alane,
I heard twa corbies makin a mane;
The tane unto the ither say,
“Whar sall we gang and dine the-day?”
II
“In ahint yon auld fail dyke,
I wot there lies a new slain knight;
And nane do ken that he lies there,
But his hawk, his hound an his lady fair.”
III
“His hound is tae the huntin gane,
His hawk tae fetch the wild-fowl hame,
His lady’s tain anither mate,
So we may mak oor dinner swate.”
IV
“Ye’ll sit on his white hause-bane,
And I’ll pike oot his bonny blue een;
Wi ae lock o his gowden hair
We’ll theek oor nest whan it grows bare.”
V
Mony a one for him makes mane,
But nane sall ken whar he is gane;
Oer his white banes, whan they are bare,
The wind sall blaw for evermair.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre camminavo tutto solo
ho sentito due corvi lamentarsi
uno diceva all’altro:
“Dove andremo a desinare oggi?”
II
“Dietro a quel vecchio muro ricoperto di erba sento che giace un cavaliere appena ucciso e nessun sa che sta lì
tranne che il suo falco, il suo cane e la sua bella signora”
III
“Il suo cane è andato a caccia,
il suo falco sfreccia verso il suo rifugio
la sua signora si è presa un amante, così possiamo desinare indisturbati”
IV
“Tu ti poserai sul suo bianco osso del collo, e io beccherò i suoi begli occhi azzurri; con una ciocca bionda
ripareremo il nostro nido quando diventerà spoglio”
V
Molti per lui piangono,
ma nessuno sa dove sia andato
tra le sue bianche ossa quando saranno denudate
il vento soffierà per sempre.

STANDARD ENGLISH
I
As I was walking all alone,
I heard two crows (or ravens) making a moan;
One said to the other,
“Where shall we go and dine today?”
II
“In behind that old turf wall,
I sense there lies a newly slain knight;
And nobody knows that he lies there,
But his hawk, his hound and his lady fair.”
III
“His hound is to the hunting gone,
His hawk to fetch the wild-fowl home,
His lady’s has taken another mate,
So we may make our dinner sweet.”
IV
“You will sit on his white neck-bone,
And I’ll peck out his pretty blue eyes;
With one lock of his golden hair
We’ll thatch our nest when it grows bare.”
V
“Many a one for him is moaning,
But nobody will know where he is gone;
Over his white bones, when they are bare,
The wind will blow for   evermore.”

E per un assaggio esportato nei paesi scandinavi
ASCOLTA Bergtatt in Ravnene

MEMENTO MORI

Tema iconografico onnipresente nel Medioevo, declinato però con la vanitas che porta a riflettere sulla caducità della vita umana.
La locuzione latina ha origine nella Roma antica quando prima del corteo detto “Trionfo” al festeggiato era ricordata la limitatezza della vita umana per evitare che, ubriacato dall’acclamazione popolare, il generale di turno ardisse farsi imperatore. Per placare i deliri di onnipotenza il memento mori (in italiano “ricordati che devi morire”) gli ricordava di non prevaricare gli altri cittadini.
La tradizione poi proseguì durante l’impero con il più umile degli schiavi che osava apostrofare il più potente degli uomini con tale frase prima della sfilata. L’emozione della gloria si venava così di tristezza e della consapevolezza della transitorietà di ogni vittoria.

continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/corbie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90597
http://www.twocrows.co.uk/twa_corbies.html
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/twacorbies.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/twa.htm

AYE WAUKIN O

Questa canzone collezionata da Robert Burns, è stata solo in piccola parte riscritta da lui e pubblicata ne “The Scots musical museum” del 1790, con il titolo di “Simmer’s a Pleasant Time” (abbinata alla melodia tradizionale “Aye Waukin, O“).
L’ortografia della parola “waukin” varia a seconda delle pubblicazioni in waulkin, waukin’ oppure wakin’ che in inglese si traduce come “waking”.

In questa semplice canzone senza tempo ed estremamente attuale, sebbene sia stata composta molto probabilmente nel seicento, l’abbondanza e l’esuberanza della stagione estiva è posta in stridente contrasto con i desideri non corrisposti di una giovane fanciulla, che brucia dal desiderio per il suo bel ragazzo, e perciò resta insonne. Eppure il tema è lasciato indeterminato: la donna piange, ma non sappiamo se l’abbandono sia momentaneo o definitivo..
La canzone anche se parla di insonnia è quasi una ninna-nanna, appena velata di sensuale malinconia.

woman-awakening-1876

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Robert Burns ha mandato la copia manoscritta della canzone a Agnes McLehose, ossia “Nancy” Craig, amica di penna e amante conosciuta ad Edimburgo nel 1787, quando tra di loro ardeva ancora la passionedi certo un linguaggio in codice tra “Robbie” e “Clarinda”!! continua
Solo la prima strofa è stata attribuita interamente a Burns.

ASCOLTA Eddi Reader

ASCOLTA Irish Poitin

Nelle tante registrazioni sono sempre riportate le stesse tre strofe
con il titolo di Ay Waukin, O
versioni di Ewan MacColl, Alastair McDonald, Jake Cogan
con il titolo di Aye wakin’ oh ,
versioni di Heather Heywood
con il titolo di Aye waulkin
versioni di Celine Donoghue,  Jock Tamson’s Bairns, Ewan Wilkinson, Ivan Drever

VERSIONE di ROBERT  BURNS
I
Simmer(4)’s a pleasant time:
Flowers of every colour,
The water rins(5) owre the heugh(6),
And I long for my true lover.
Chorus.
Ay(1) waukin, O,
Waukin(2) still and weary:
Sleep I can get nane(3)
For thinking on my dearie.
Ay waukin, o
II
When I sleep I dream,
When I wauk I’m eerie(7),
Sleep I can get nane
For thinking on my dearie.
III
Lanely(8) night comes on,
A’ the lave(9) are sleepin,
I think on my bonie lad,
And I bleer my een wi’ greetin(10).
TRADUZIONE  di CATTIA SALTO
I
L’estate è una bella stagione:
fiori di ogni colore,
l’acqua scorre dalla rupe,
e io desidero il mio amante.
Ritornello:
Sempre insonne, oh
mi sveglio e sono stanca;
non riesco dormire
pensando al mio amore.
Sempre insonne, oh
II
Quando dormo sogno,
quando mi sveglio ho paura
di non riuscire a dormire
pensando al mio amore.
III
La notte solitaria viene,
tutto il resto dorme,
penso al mio bel ragazzo ,
e i miei occhi si offuscano nel pianto

NOTE
1) ay, aye= always
2) waukin, waking = awake. Waukening, è l’atto del risveglio
3) nane = none
4) simmer = summer
5) rin= run
6) heugh = runs, cliff, or crag, rocky crags
7) eerie= spooked, frightened
8) lanely = lonely
9) lave= rest/remainder
10) I blur my eyes with crying

LA VERSIONE DI ROBERT CHAMBERS

In “Songs for Scotland Prior to Burns” di Robert Chambers (1862)  è riportata una versione altrettanto bella.
Qui è la primavera a fare da contrasto all’amante che si strugge, bramosa e insonne, nell’attesa del prossimo incontro, e tutta la poesia assume un che di più sensuale!

AYE WAUKIN’ O – ROBERT CHAMBERS (tratto da qui)
I
O, spring’s a pleasant time,
Flowers o’ ev’ry colour,
The sweet bird builds her nest,
And I long for my lover.
CHORUS:
Aye(1) waukin'(2) O,
Waukin’ aye and weary,
Sleep I can get nane(3),
For thinkin’ o’ my dearie.
II
O I’m wat(11), wat,
O I’m wat and weary;
Yet fain I’d rise and run,
If I thought to meet my dearie.
III
When I sleep I dream,
When I wauk I’m eerie(7);
Sleep I can get nane,
For thinkin’ o’ my dearie.
IV
Lanely(8) night comes on,
A’ the lave(9) are sleeping;
I think on my love,
And blear my een wi’ greeting(10)
V
Feather beds are soft,
Painted rooms are bonnie;
But a kiss o’ my dear love,
Is better far than ony(12).
VI
O for Friday night,
Friday at the gloamin!
O for Friday night!
Friday’s long o’ coming.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
La primavera è una bella stagione:
fiori di ogni colore,
gli uccellini costruiscono il nido,
e io desidero il mio amante.
RITORNELLO:
Sempre insonne, oh
mi sveglio e sono stanca
non riesco dormire
pensando al mio amore
II
Oh sono sveglia, sveglia
sono sveglia e stanca;
tuttavia lieta mi alzerei e correrei
se pensassi di incontrare il mio amore
III
Quando dormo sogno,
quando mi sveglio ho paura
di non riuscire a dormire
pensando al mio amore.
IV
La notte solitaria viene,
tutto il resto dorme,
penso al mio amore ,
e i miei occhi si offuscano nel pianto.
V
Il materasso è soffice
la tinta alle pareti è gradevole;
ma un bacio del mio amore
è meglio di tutto
VI
Oh per venerdì notte
per venerdì al crepuscolo
Oh per venerdì notte
Venerdì è lungo ad arrivare!

NOTE
11) wat= wait traducibile sia stare sveglio, che in attesa
12) ony= any
13) gloaming
14) awa= away

LA VERSIONE TRADIZIONALE

Il protagonista è un uomo: ma qui la storia è come banalizzata e perde il fascino del mistero che ha nella versione di Robert Burns.

Ossian (voce Tony Cuffe) in Seal song 1981


I
Simmer(4)’s a pleasant time:
Flowers of every colour,
The water rins(5) owre the heugh(6),
And I long for my true lover.
Chorus.
Ay(1) waukin, O,
Waukin(2) I am weary:
Sleep I can get nane(3)
For thinking on my dearie.
Ay waukin, oh
II
When first she came to town
They called her Grace MacFarland
But now she’s gone awa(14)
They’re callin her all folk’s darlin’.
III
When I sleep I dream,
When I wauk I’m eerie(7),
Sleep I can get nane
For thinking on my dearie.
IV
Her faither loues her weel(15),
Her mother lo’es her better,
And I lo’e the lass mysel’
Waes me I cannae get her(16).

TRADUZIONE  di CATTIA SALTO
I
L’estate è una bella stagione:
fiori di ogni colore,
l’acqua scorre della rupe,
e io bramo il mio amore.
Ritornello:
Sempre insonne, oh
Mi sveglio e sono stanco
non riesco dormire
pensando al mio amore
sto sempre sveglio
II
Quando per la prima volta venne in città, la chiamarono Grace MacFarland, ma adesso che è andata via, tutta la gente la chiama “cara”
III
Quando dormo sogno,
quando mi sveglio ho paura
di non riuscire a dormire
pensando al mio amore.
IV
Il padre l’amava tanto
la madre l’amava ancora di più
e il stesso l’amo
guai a me, non riesco ad averla

NOTE
15) her father loves her well
16) Woe is me, I can not get her

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66062
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=403
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94504944

ILLUSTRAZIONI:
Woman Awakening di Eva Gonzales 1876: http://www.wikipaintings.org/en/eva-gonzales/woman-awakening-1876

SONG COMPOSED IN AUGUST: NOW WESTLIN WIND

Questa canzone è stata scritta interamente da Robert Burns nel 1783 ed è nota anche con il nome di “Now westlin winds” ma anche più genericamente come “Peggy” dal nome della fanciulla alla quale la canzone è dedicata (un’infatuazione giovanile tale Peggy Thomson di Kirkoswald).

rburns1La sua particolarità è di essere una delle prime poesie composte da Robbie, scritta probabilmente quando aveva 17 anni e riportata nel suo primo “Commonplace Book” una sorta di diario iniziato nell’aprile del 1783 (solo per la prima strofa sotto il titolo di “Harvest, a fragment” il nome della donna nel libretto è indicato con un asterisco che sta per Jean Armour).

LA MELODIA
La canzone compare nella raccolta di poesie “Kilmarnock” (1786) in stesura completa abbinata alla melodia “Port Gordon” e poi parzialmente modificata per la pubblicazione nel “The Musical Museum Scots” (vol. IV, 1792, n. 351 con la melodia ‘Come kiss wi’ me, come clap wi’ me’. Ma questo ha generato una confusione in merito perchè la melodia standard è quella detta “I had a horse, I had nae mair” (vedi)

ASCOLTA la melodia “Port Gordon”  dal libro per liuto di Sir Robert Gordon (1628)

Una canzone d’amore sbocciata all’inizio d’autunno, che in Scozia coincide con il “Twelfth Glorious“, il 12 agosto, il giorno d’apertura della caccia alla pernice.

L'opinione di Robbie in merito alla caccia venatoria è nota e ribadita anche nelle sue lettere (4 maggio 1789 lettera all'amico Alexander Cunningham): "I have just put the last hand to a little Poem, which I think will be something to your taste. One morning lately as I was out pretty early in the fields sowing some grass seeds, I heard the burst of a shot from a neighbouring Plantation, and presently a poor little wounded hare came crippling by me. You will guess my indignation at the inhuman fellow, who could shoot a hare at this season when they all of them have young ones; and it gave me no little gloomy satisfaction to see the poor injured creature escape him. Indeed there is something in all that multiform business of destroying our sport individuals in the animal creation that do not injure us materially, that I could never reconcile to my ideas of native Virtue and Eternal Right"

rigsDi certo egli non era un uomo che apprezzava la caccia come sport, e quindi trovo poco credibile che, nei suoi versi, abbia voluto paragone la caccia sportiva e quella amorosa: Peggy non era un uccellino indifeso sacrificato alla lussuria dell’uomo cacciatore!
Piuttosto a mio avviso, trovandosi innamorato della fanciulla, proprio nella stagione in cui si da inizio alla caccia venatoria, Robbie ha voluto cogliere l’occasione per deplorare tale pratica. Dopo che il poeta descrive, con perizia, tanti e vari uccellini allegri e spensierati nel loro rispettivo habitat, ecco che nella III strofa, arriva il cacciatore e li impallina!

E’ il fascino di una natura giunta a maturazione e così cara al contadino perchè è arrivata l’ora di coglierne i frutti, a prevale come similitudine; così doveva essere la cara Peggy rigogliosa e matura al punto giusto per essere gustata dal poeta “I’ll grasp thy waiste and, fondly pressed“!

ASCOLTA Dick Gaughan in Handful of Earth, 1981 che dice di averla imparata da Geordie Hamilton, un ex minatore di Kirkintilloch quando lavorava nell’ufficio postale di Edimburgo

Jim Malcolm in Acquaintance (semplicemente mitico!)

Tannahill Weavers in Epona 1998 su Spotify (qui)


I
Now westlin winds and slaughtering guns
Bring autumn’s pleasant weather
The moorcock(1) springs on whirring wings
Among the blooming heather
Now waving grain, wild o’er the plain
Delights the weary farmer
And the moon shines bright as I rove at night,
To muse upon my charmer
II
The partridge loves the fruitful fells
The plover loves the mountains
The woodcock haunts the lonely dells
The soaring hern(2) the fountains
Through lofty groves the cushat(3) roves
The path of man to shun it
The hazel bush o’erhangs the thrush
The spreading thorn the linnet
III
Thus every kind their pleasure find
The savage and the tender
Some social join and leagues combine
Some solitary wander
Avaunt away! the cruel sway
Tyrannic man’s dominion
The sportsman’s joy, the murdering cry
The fluttering gory pinion(4)
IV
But Peggy dear, the evening’s clear
Thick files the skimming swallow
The sky is blue, the field’s in view
All fading green and yellow
Come let us stray our gladsome way
And view the charms of nature
The rustling corn, the fruited thorn
And every happy creature
V
We’ll gently walk and sweetly talk
Till the silent moon shines clearly
I’ll grasp thy waiste and, fondly pressed
Swear how I love thee dearly
Not vernal showers to budding flowers
Not autumn to the farmer
So dear can be as thou to me
My fair, and lovely charmer

tradotto da Cattia Salto
I
Ora venti dall’Ovest e pistole per la caccia
portano il gradevole clima dell’autunno
la pernice salta fuori sul frullo delle ali
tra l’erica fiorita
ora il grano ondeggia, inquieto sopra la piana, delizia il contadino stanco
e la luna brilla, mentre vago nella notte
per meditare sulla mia incantatrice
II
La pernice ama le colline feconde
il piviere ama i monti,
la beccaccia preferisce le conche solitarie,
l’altissimo airone le fontanelle,
tra agli alti boschetti il colombaccio vagabonda,
per evitare il cammino dell’uomo,
il tordo sovrasta l’arbusto di nocciolo,
il fanello si allontana nel rovo
III
Così ogni uccello trova il suo piacere
i rustici e i delicati
alcuni sociali si uniscono e combinano in circoli, altri vagano solitari.
Vattene! via! Crudeltà che domini
la signoria del tiranno
la gioia dello sportivo, il grido del massacro
l’ala tremula e insanguinata
IV
Ma Peggy cara, la sera è chiara,
la rondine vola a bassa quota
il cielo è azzurro, il campo è in vista
e vira tutto in verde e giallo
vieni, allontaniamoci gioiosi
per guardare il fascino della natura
il grano frusciante, le bacche sullo spino
e ogni lieta creatura.
V
Camminiamo leggeri e parliamo piano,
finchè la luna silente brilla chiaramente,
io afferrerò i tuoi fianchi e ti abbraccerò con ardore, giurando di amarti teneramente.
Né le piogge primaverili per i fiori in boccio
né l’autunno per il contadino
possono essere così cari come tu lo sei per me, mia bella e deliziosa incantatrice.

NOTE
1) termine scozzese per indicare il maschio della pernice rossa
2) termine arcaico per airone
3) termine arcaico per colombaccio o piccione
4) letteralmente è il pignone cioè la ruota dentata per agganciare una catena di trasmissione ad un altro ingranaggio e per trasmettere il moto rotatorio (es nella bicicletta) ma è anche l’ala d’uccello che contiene le penne primarie

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-351,-page-363-now-westlin-winds.aspx
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-185,-page-193-i-had-a-horse,-and-i-had-nae-mair.aspx
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/nowwestlinwinds.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=10476
http://sangstories.webs.com/westlinwinds.htm
http://justasong2.blogspot.it/2009/05/dick-gaughan-now-westlin-winds.html

ILLUSTRAZIONI:
http://www.nefa.net/archive/peopleandlife/worthies/indexburns.htm

BIRKS OF ABERFELDY

Falls of Moness Aberfeldy PerthshireLe Betulle di Aberfeldy sono una amena e rinomata località del Loch Tay nel Perthshire, visitata da Robert Burns durante il suo tour per la Scozia con l’amico William Nicol.
La località a quei tempi era conosciuta come “The Den of Moness” essendo den una vecchia parola per indicare la tana o il rifugio, ma anche la grotta o gola e il Moness un fiume che in quel punto ha scavato una spettacolare cascata tra le rocce. Robbie è rimasto così colpito dal torrente e dalle sue cascate, da descriverlo nella sua poesia che intitolò “Birks di Aberfeldy”.
La passeggiata di allora è ripercorribile anche oggi ed è un sentiero ad anello di circa 4 km denominato guarda caso “Birks di Aberfeldy”, lungo la gola del fiume con tre attraversamenti mediante ponticelli per passare da una sponda all’altra e ammirare le cascate (vedi).
Il paesaggio è molto suggestivo e in rete si trovano numerose descrizioni e fotografie riprese un po’ in tutte le stagioni e dalle più varie angolazioni.

La canzone  “Birks di Aberfeldy” è stata scritta interamente da Robert Burns nel 1787 (tranne il ritornello) adattandola ad una vecchia aria scozzese da danza.

SCOTCH AYRE

La melodia compare per la prima volta nel Dancing Master di J. Playford con il titolo di “Scotch Ayre (A)” e anche in varie raccolte da danza settecentesche.
La ritroviamo successivamente in varie pubblicazioni sotto i più svariati titoli: in Favourite Country Dances, vol. 2 (1765) di Charles & Samuel Thompson come ” The De’els Dead” e nella Compleat Collection of Celebrated Country Dances (1740) di Wright sia come “Berks of Abergelde” che “Cast a Bell” infine nel Scots Musical Museum, vol. 2 (1788) come “Bonnie Lassie Will You Go”.

ASCOLTA arrangiamento strumentale dal manoscritto di Robert Louis Stevenson (Huntington Library) vedi anche per partitura

Per la selezione dei brani da ascoltare su YouTube non c’è molto, ma si può ricorrere a Spotify specialmente per i due brani indicati:
ASCOLTA Ronnie Browne in Robert Burn The Complete Songs 2009
ASCOLTA Shira Kammen in A celebration of Robert Burns 2005 con un interessante accompagnamento al clavicembalo

ASCOLTA Caprice in Girdenwodan Part I 2012: il gruppo russo di atmosfera fantasy assolutamente surreale e teatrale su musica composta da Anton Brejestovski, Il ritmo dell’arpa evoca le cascatelle del torrente e l’uso di più voci in canone nel ritornello è assolutamente da malia incantata-richiamo per catturare le belle fanciulle e coinvolgerle nella danza delle fate. L’uso dei fiati e del violino è magistrale! (devo dire che occorre ascoltarlo un po’ di volte per farsi prendere dal brano).  Per un ascolto integrale del cd vedi


Chorus:
Bonnie lassie, will ye go,
Will ye go, will ye go?
Bonnie lassie, will ye go
Tae the birks(1) of Aberfeldy?
I
Now Simmer blinks(2) on flow’ry braes(3),
And o’er the crystal stream lets plays;
Come, let us spend the lightsome(4) days
In the birks of Aberfeldy.
II
The little birdies blythely sing,
While o’er their heads the hazels hing(5),
Or lightly flit on wanton wing
In the birks of Aberfeldy.
III
The braes ascend like lofty wa’s,
The foaming stream, deep-roaring, fa’s
O’erhung wi’ fragrant-spreading shaws(6)
The birks of Aberfeldy.
IV
The hoary cliffs are crown’d wi flowers,
White o’er the linns(7) the burnie(8) pours,
And, rising, weets(9) wi’ misty showers
The birks of Aberfeldy.
V
Let Fortune’s gifts at random flee,
They ne’er shall draw a wish frae me;
Supremely blest wi’ love and thee
In the birks of Aberfeldy
Traduzione italiano di Cattia Salto
Ritornello
Bella ragazza vuoi venire
vuoi venire, dai vieni?
Bella ragazza vuoi venire
alle Betulle di Aberfeldy?
I
Ora l’estate risplende sui pendii
fioriti
e gioca con il ruscello di cristallo;
vieni passiamo i giorni
in allegria
alle Betulle di Aberfeldy
II
Gli uccellini spensierati cantano,
mentre sopra le loro teste pendono i noccioli,
o con leggerezza volteggiano sull’ala ribelle, alle Betulle di Aberfeldy
III
Le rive salgono come alte mura,
il torrente spumeggiante, in un boato, cade, sovrastato dai boschi che spandono le fragranze
delle Betulle di Aberfeldy
IV
Le balze nude sono coronate
di fiori,
bianco nella cascata il torrente si riversa,
e, salendo, bagna con gocce di nebbia
le Betulle di Aberfeldy
V
I doni del Fato a caso cadono,
non hanno mai esaudito un mio desiderio, così sarò sommamente benedetto dal tuo amore,
nelle betulle di Aberfeldy

NOTE
1) birks: birches. Il ritornello è per la verità un frammeno di una vecchia canzone
2) blinks: shines
3) braes: hillsides
4) lightsome: merry
5) hing: hang
6) shaws: woods
7) linns: waterfalls
8) burnie: stream
9) weets: wets

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Now_simmer_blinks_on_flowry_braes
http://www.fourjandals.com/europe/walking-the-birks-of-aberfeldy-the-falls-of-moness-exploring-scotland/
http://www.walkhighlands.co.uk/perthshire/birks-of-aberfeldy.shtml
http://www.robroyway.com/birks.html
https://sites.google.com/a/music-of-robert-louis-stevenson.org/birks-of-aberfeldy/
http://tunearch.org/wiki/Birks_of_Abergeldie_(The)

ILLUSTRAZIONI:
Il dipinto della cascata: http://perthshire.blogspot.it/2007/09/falls-of-moness-aberfeldy-perthshire.html