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THE LAIRD O’ COCKPEN

Una courting song umoristica scritta da Carolina Oliphant, (1766-1845) conosciuta con il nome da sposata di Lady Nairne, sulla melodia tradizionale “When she came ben she bobbed” – di origine seicentesca e già comparsa con un testo ammiccante a una illecita liaison, rivisitato da Robert Burns nello “Scots Musical Museum” del 1792.
Così Lady Nairne scrive nel 1810 circa la sua versione “The Laird o’ Cockpen” sull’arrogante Signorotto di Cockpen che resta con un palmo di naso davanti al rifiuto della signora Jean di sposarlo (la quale sembra essere ben consapevole degli appetiti sessuali della gentry del Perthshire, e di Cockpen in particolare, verso le popolane ).
Il testo venne dato in stampa nel III volume dello “Scottish Minstrel” con solo sei strofe ed è anche stampato da George Thomson nel 1825 (in Collection of the Songs of Burns, Sir Walter Scott and other eminent lyric poets”) e tuttavia quando  Thomson ristampa la canzone nel 1843 nel V Volume del “Select Collection of Original Scottish Airs (n 250) sono aggiunte ulteriori due strofe come “lieto-fine”, che l’editore si attribuisce, banalizzandola in una più comune love song.

Decisamente uno scioglilingua per chi non sia scozzese se si canta velocemente! La melodia “When she came ben she bobbed” è reputata d’epoca rinascimentale.

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Old Woman’s Dance 1978 (strofe I, II, III, IV, VI, VII) che così commentano
“A song from the east coast of Scotland concerning the worst case of attempted marriage on record.
The male chauvinist Laird or baddie, being in desperate need of a wife/cook/bottle washer approaches the inevitable only daughter or goodie without due courtship/expensive meals/red wine only to be rebuffed and, due no doubt to his chauvinism, left confused and in doubt of the lady’s mental health.”
(tratto da qui)

ASCOLTA Poitin (strofe da I a VII)

ASCOLTA   Jean Redpath in “Will Ye No Come Back Again? (The Songs Of Lady Nairne)” 1986 (ascolta su Spotify qui)


I
The Laird o’ Cockpen he was proud and he’s great
But his mind was ta’en up wi’ the things o’ the state
He’s wanted a new wife his braw home tae keep
But favour wi’ wooin’ was fashous (1) tae seek
II
Doon by the dykeside (2) there’s a lady did dwell
It’s at his table heid (3) he was sure she’d look well
McLeish’s (4) ae daughter o’ Clavers ha’ lee
A penniless lass wi’ a lang pedigree (5)
III
His wig was well pouthered  and as good as new
His waistcoat was white and his suit it was blue
He’s put on a ring and a sword and cocked hat
And who could refuse him, the laird, wi’ a’ that?
IV
He’s ta’en the grey mare and he’s rade cannily (6)
He’s tapped(7) at the yett (8) o’ the Clavers ha’ lee
Gae tell mistress Jean tae come speedily ben(9)
For she’s wanted tae speak tae the Laird o’ Cockpen
V
Mistress Jean was makin’ the elder-flower wine:
‘And what brings the Laird at sic (10) a like time?’
She put aff her apron and on her silk goun,
Her mutch (11) wi’ red ribbons and gaed awa doun.
VI
And when she cam’ by it’s he bowed fu’ low
And what was his errand he soon let her know
Amazed was the laird when the lady said naw
And we’ a leigh (12) courtsey she turned awa’
VII
Dumfoundered (13) he was but nae sign did he gie
He’s mounted his horse and he’s rade cannily (6)
And aft times he thinks as he rides through the glen
She was daft (14) tae refuse me, the Laird o’ Cockpen
VIII
And now that the Laird his exit had made,
Mistress Jean she reflected on what she had said;
’Oh, for ane I’ll get better its waur? (15) I’ll get ten,
I was daft to refuse the Laird o’ Cockpen.’
IX
Next time that the Laird and the lady were seen,
They were gaun arm-in-arm to the kirk on the green;
Now she sits in the ha’ like a weel-tappit hen,
But as yet there’s nae chickens appeared at Cockpen
Tradotto da Cattia Salto
I
Il signorotto di Cockpen era fiero e valoroso,
poichè i suoi pensieri erano presi da questioni di stato,
voleva una nuova moglie che badasse alla sua casa,
ma ottenere l’approvazione con il corteggiamento era una seccatura
II
Dietro al muretto di pietra viveva una signora
a capo della sua tavola lui era certo che lei ci sarebbe stata bene, McLeish è una figlia di Clavers-ha’ Lee,
una fanciulla senza un soldo con un lungo pedigree
III
La sua parrucca era ben incipriata e come nuova
il suo panciotto era bianco e la giacchetta blu.
si mise un anello e una spada e un tricorno
e chi avrebbe potuto respingerlo, il laird, così conciato?
IV
Prese la cavalla grigia e cavalcò con prudenza
bussò alla porta dei Clavers-ha’ Lee
“Vai a dire alla signora Jean che venga subito qui
perché è desiderata per parlare con il Laird
di Cockpen”
V
La signora Jean stava fecendo il vino con i fiori di sambuco
“Cosa porta il laird in un tempo così?”
Si levò il suo grembiule e mise la gonna di seta e
la cuffia con i nastri rossi e scese da
basso
VI
E quando fu nel salotto di sotto
tosto egli le fece sapere quale era il suo proposito.
Stupefatto fu il laird quando la dama disse no,
e poco cortesemente si allontanò!
VII
Lui era perplesso, ma non ne diede mostra
saltò sul suo cavallo e corse con prudenza
e frequentemente pensava mentre cavalcava per la stretta valle
“E’ stupida a rifiutare me, il Signorotto di Cockpen”
VIII
E ora che il Signorotto aveva fatto la sua uscita
la Signora Jean ponderò su ciò che aveva detto;
“Oh per uno starò meglio, peggio è se ne troverò 10
che stupida ero a rifiutare il Signorotto di Cockpen”
IX
La prossima volta che il Laird e la Lady furono visti
andavano a braccetto nel prato della chiesa;
ora lei siede nella sala come una gallina con una bella cresta
ma ancora non spuntano polli a Cockpen

NOTE
1) fashious=troublesome, annoying, ossia una faccenda noiosa a cui dedicarsi
2) dyke: termine utilizzato in Scozia per distinguere una parete bassa di pietre costruita a secco
3) table heid – head of his table
4) scritto da Lady Nairne come McClish. (vedi)
5) qui sembra voler alludere al desiderio del gentiluomo di accaparrarsi dei titoli illustri.
6) canniliie = carefully, Cautiously
7) tappit=tufted, rapped – knocked
8) yett=gate
9) ben – through the house
10) sic=such
11) mutch= bonnet, close fitting cap
12) laigh=low
13) dumfooner’d – bewildered
14) daft – stupid, Mad.
15) waur=worse. Credo che Jean abbia preferito prendere il primo invece di aspettare per altri dieci pretendenti uno peggiore dell’altro; ma come sia Jean non è più la coraggiosa eroina di Lady Nairne che rifiuta un matrimonio di comodo, anzi si pente subito delle sue pretese d’indipendenza

continua
FONTI
http://www.contemplator.com/scotland/lairdc.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=6554
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/14867
http://kistoriches.co.uk/en/fullrecord/55605/11;jsessionid=A1C3E06E0FB75395E28652C68C713AD9
http://folktunefinder.com/tunes/171034

http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_laird.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/102lyr6.htm
http://www.bartleby.com/41/333.html

Tannahill Weavers, la tradizione che vive

Una band tra le più longeve della scena folk targata Scozia che ha portato la musica tradizionale scozzese in tutto il mondo.
I Tannahill Weavers nascono a Paisley nel 1966 e con il nome “I Tessitori di Tannahill” omaggiano il suo poeta-tessitore più illustre  Robert Tannahill; un nome così lungo viene inevitabilmente storpiato e accorciato e i fans li chiamano affettuosamente “the Tannies”.

(da sinistra: Phil Smillie, Roy Gullane, John Martin, Lorne MacDougall)

Nella line up degli esordi mancano per la verità i componenti che saranno lo zoccolo duro del gruppo, ma arrivano giusto qualche anno dopo la fondazione: Roy Gullane frontman del gruppo (1969) e il giovanissimo flautista-bodranista Phil Smillie (1968) -già rodie della band.
Il primo album del 1976 “Are Ye Sleeping Maggie” li vede oramai usciti dai circuiti amatoriali e in concerto sul Continente in particolare la Germania. Ci troviamo il violino e la chitarra (mandolino e banjo) di Dougie MacLean che era stato reclutato qualche anno prima al Kinross Festival (e che si trovò a sostituire per qualche tempo Mike Ward, rimpiazzati poi nel 1989 da John Martin -già ex-Ossian) . Così racconta la storia Dougie “I was just kind of standing at the side of the road. I had a nice wee job as a gardener up in Aberdeen and had a nice wee flat, and we were just going round the festivals, and we went to Kinross. But I remember standing on the pavement and the white Tannahill van just pulling up in front and basically Roy just got out the van and said, “Dougie, d’you want to join a band, we’re going to Germany in three days’ time,” or something like that. So I said, “well can I have five minutes to think about that!” So I went back to the campsite to the tent where I was staying with all my friends from Aberdeen and I said, “Roy Gullane’s just asked me to join his band, and they’re going to Germany in three days, what do you think I should do?” And they’re all saying, “go for it!” And actually, if I hadn’t made that decision my life would have been completely different.” (tratto da qui)

LA GREAT HIGHLAND BAGPIPE

(1978 dal basso a sinistra: Roy Gullane e Alan MacLeod, dall’alto a sinistra Phil Smillie, Mike Ward, Hudson Swan

La cornamusa entra nell’inconfondibile sound del gruppo con il pipaiolo Alan MacLeod (i pipaioli cambiano quasi ad ogni stagione, ma sono un punto fermo che contraddistinguerà la sonorità dei Tannies, una delle prime band trad scozzesi ad aver incorporato il suono della Great Highland Bagpipe con gli altri strumenti folk, oggi supportato da un giovanissimo ma prodigioso Lorne MacDougall) e il secondo album “The Old Woman’s Dance” (1978) è un’esplosione di vitalità ed energia, speziata da molto humor.

(1987 da sinistra: Stuart Morison, Iain MacInnes, Phil Smillie, Ross Kennedy, Roy Gullane)

Il gruppo tuttavia sembra un po’ arrancare negli anni 80, e si guadagna la nomea di scapestrati bevitori (ecco una simpatica cronaca del loro concerto in quel di Santa Croce- Firenze del 1982 scritta da Riccardo Venturi continua), botte di vita della gioventù, lasciate alle spalle negli anni 90.
Con “Capernaum” uscito nel 1994 pubblicato  dall’etichetta discografica Green Linnet Records si aggiudicano un Indie Award come migliore album di musica celtica dell’anno. Accanto a Roy e Phil  suonano il già citato John Martin (violino, viola, violoncello), Les Wilson (bouzouki e tastiere) e Kenny Forsyth con l’highlands bagpipes, la scottish small pipes e i whistles.
Ancora un cambio di formazione con l’uscita del Cd “Leaving St. Kilda” è la volta del pipaiolo Duncan J. Nicholson.
I “Tessitori” si  sono esibiti molte volte in Italia ospiti dei principali festival celtici in primis Trigallia (spesso presenti nelle compilation della rivista Celtica delle Edizioni 3ntini&C): nel 2000 esce il loro cd “Alchemy” (con copertina di Luca Tarlazzi) e ancora un cd nel 2003 “Arnish Light” sempre con la copertina di Luca Tarlazzi e con un nuovo pipaiolo Colin Melville.
L’ultimo cd (per ora) è “Live and In Session” registrato principalmente durante l’US Tour del 2005 (metà sono live e metà tracce studio): la prima traccia è un set strumentale live “THE GEESE IN THE BOG/THE JIG OF SLURS” già inciso nel Cd “The Tannahill Weavers” (1979) che è rimasto nel tempo la loro firma anche se le melodie non sono dei tradizionali scozzesi bensì due jigs irlandesi!

ASCOLTA la travolgente accoppiata di Atholl Highlander con la canzone giacobita Johnnie Cope.

Nel loro repertorio non mancano drinking songs, ballate, canzoni nostalgiche e malinconiche slow air, ripetuti omaggi ai due poeti Robert Burns e Robert Tannahill: un genuino (istintivo, immediato) spirito scozzese.
Nel blog ho spesso inserito le loro versioni dei brani tradizionali scozzesi seguite il tag Tannahill Weavers

FONTI
http://www.theballadeers.com/scots/tw_01.htm
http://www.tannahillweavers.com/biography.htm
http://www.tannahillweavers.com/records.htm
https://tannahillweavers.bandcamp.com/

MAIRI BHAN VERSUS MHAIRI BHAN OG

Canto nunziale dedicato a Mary McNiven scritto in gaelico scozzese nel 1934 da John Bannerman e successivamente riscritto in inglese da Sir Hugh Roberton (prima parte qui)

La versione in gaelico di John Bannerman non è riferita al matrimonio dal punto di vista degli invitati come nella variante in Inglese, bensì al colpo di fulmine che è piombato sul bel Johnny alla vista della bella Mary, vincitrice della gara canora più ambita del tempo il MOD nazionale: così egli ne ammira la bellezza e la soavità del canto e la vuole sposare.

ASCOLTA The Lochies

ORIGINALE IN GAELICO
I
Gaol mo chrìdh-sa Màiri   Bhàn,
Màiri bhòidheach, sgeul mo dhàin;
‘S i mo ghaol-sa Màiri Bhàn,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.
II
Thuit mi ann an gaol a-raoir,
Tha mo chrìdh-sa shuas air beinn,
Màiri Bhàn rim’ thaobh a’seinn,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.
III
Cuailean òir is suilean tlàth,
Mala chaol is gruaidh an àigh,
Beul as binne sheinneas dàn,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.
IV
‘S ann aig ceilidh aig a’ Mhòd
Fhuair mi eòlas air an òigh —
‘S ise choisinn am bonn òir,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.
V
Bidh mo ghaol do Màiri Bhàn
Dìleas, dùrachdach gu bràth;
Seinnidh sinn da chèil’ ar gràdh,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.

TRADUZIONE INGLESE
I
The love of my heart, fair-haired Mairi,
Beautiful Mairi, the story of my song;
She is my true love, fair-haired Mairi,
And I am going to marry her.
II
I fell in love last night,
My very heart is up on a mountain,
Fair-haired Mairi beside me, singing,
And I am going to marry her.
III
Golden locks and gentle eyes,
Narrow eyebrow and merry cheek,
Sweetest mouth to sing a song,
And I am going to marry her.
IV
It was at a ceilidh at the Mod
I became aware of the young woman
It was she that won the gold medal
And I am going to marry her.
V
My love for fair-haired Mairi will be
Faithful, sincere for ever;
Together we will sing our love,
And I am going to marry her.
tradotto da Cattia Salto
I
L’amore del mio cuore, Mary dai bei capelli
bella Mary, l’ispirazione della mia canzone, lei è il mio amore, Mary dai bei capelli e io la sposerò.
II
Mi sono innamorato la notte scorsa
e ora il mio cuore è in cima alla montagna, Mary dai bei capelli  che mi canta accanto e io la sposerò.
III
Riccioli d’oro e begli occhi sopracciglio fine e guancia sorridente,  la più dolce bocca per cantare e io la sposerò.
IV
Fu alla festa del Mod
che mi accorsi di una giovane donna
è stata lei a vincere la medaglia d’oro e io la sposerò.
V
Il mio amore per Mary dai bei capelli sarà fedele, sincero per sempre(1); insieme canteremo il nostro amore
e io la sposerò

NOTE
1) in realtà la storia non ebbe seguito e Mary convolò a nozze solo sei anni più tardi con il capitano di marina John Campbell di Glendale.

SCOTTISH COUNTRY DANCE

Nel 1959  James B. Cosh di Glasgow ideò una danza sulla melodia di Mairi’s wedding. Benchè composta da poche figure risulta un po’ più complicata per i principianti e non è una danza che s’impara in due minuti.

(per lo schema vedi)

MHAIRI BHAN OG

macintyreNon so perché in alcuni siti Mhairi Bhan Og (Mary Young And Fair) viene considerato come il vecchio brano scozzese riarrangiato da John Bannerman per la versione di Mairi’s Wedding; tale riferimento può essere azzardato forse per la parte testuale, non certo per quella melodica, benchè il testo di Bannerman sia molto più essenziale e contingente al momento dell’incontro.

Si tratta invece di una slow air composta da Duncan Ban MacIntyre (1724-1812) come regalo di nozze per la moglie.

Soprannominato il Bello (Bàn – bhàn) per la sua particolare avvenenza anche in tarda età, fu considerato l’ultimo dei bardi gaelici del 1700. Donnchadh Mac an t-Saoir era la sua denominazione in gaelico scozzese ossia Duncan figlio del Carpentiere, ovvero il clan MacIntyre stanziatosi in Scozia nel XIV secolo.
Duncan era un illetterato e non sapeva scrivere, ma conosceva bene le opere di Alexander MacDonald il grande poeta della generazione precedente. Riuscì a pubblicare (ricorrendo alla dettatura) un libro dal titolo “The Gaelic songs of Duncan MacIntyre” in una prima edizione stampata ad Edimburgo nel 1790

Soprannominato anche “il bardo cacciatore di Glen Orchy” (ovvero la località in cui nacque nell’Argyllshire) ebbe una vita avventurosa e finì in prigione per aver scritto la canzone contro i pantaloni (che gli scozzesi dovevano indossare al posto del gonnellino dopo la sconfitta di Culloden)

La versione modale si trova nella collezione di Patrick MacDonald “A collection of Highland Vocal Airs” pubblicata nel 1783, spartito e testo anche in “The Elizabeth Ross Manuscript” (Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 di Elizabeth Jane Ross) vedi pdf

Il brano ha un andamento sognante e dolce, ed è eseguito ai nostri tempi per lo più in versione strumentale, sia per arpa (o chitarra) che per violino, ma anche cornamusa o flauto. Spesso per formazioni in duo o in terzetto.

ASCOLTA James Graham, l’arrangiamento strumentale è essenziale in una venatura più malinconica o nostalgica: Mhairi Bhan Og ovvero Òran d’a Chèile Nuadh-Poste‘ (Song To His Newly Wedded Wife) tratta da “The Gaelic songs of Duncan MacIntyre” di George Calder 1921. La versione integrale è di 136 versi ma ridotta in poche strofe

ASCOLTA  Alyth McCormack (strofe I, II, I)


ORIGINALE IN GAELICO SCOZZESE*  ( vedi testo)
I
A Mhàiri bhàn òg ‘s tu ‘n òigh th’air m’aire,
Ri m’bheò bhith far am bithinn fhéin,
On fhuair mi ort còir cho mór ‘s bu mhath leam
Le pòsadh ceangailt’ o’n chléir,
Le cùmhnanta teann ‘s le banntaibh daingean,
‘S le snaidhm a dh’fhanas, nach tréig:
S e t’fhaotainn air làimh le gràdh gach caraid
Rinn slàinte mhaireann am’ chré.
II
Chaidh mi do’n choill an robh croinn is gallain,
bu bhoisgeil sealladh mu’n cuairt,
‘s bha miann mo shùl do dh’fhiùran barraicht’
an dlùthas nam meanganan suas;
gueg fo bhlàth o barr gu talamh,
a lùb mi farasda nuas;
bu duilich do chàch gu bràth a gearradh
‘s e ‘n dàn domh ‘m faillean a bhuain
III
Dheanaiun duit ceann, is crann, is t-earrach,
an am chur ghearran an éill;
is dheanainn mar chàch air tràigh na mara
chur àird air mealladh an éisg:
mharbhainn duit geòidh is ròin, is eala,
‘s na h-eòin air bharra nan geug;
‘s cha bhi thu ri d’ bheò gun seòl air aran,
‘s mi chòmhnuidh far am bi féidh
IV
Na’m faighinn an dràsd’ do chàradh daingean
an àite falaicht’ o’n eug;
ged thigeadh e ‘d dhàil, is m’ fhàgail falamh
cha b’ àill leam bean eil’ ad dhéidh;
cha toir mi gu bràth dhuit dranndan teallaich,
mu’n àrdaich aileag do chléibh,
ach rogha gach mànrain, gràdh, is furan,
cho blàth ‘s a b’urrainn mo bheul.

TRADUZIONE INGLESE
I
O fair young Mary, you’re the maid that I mean to have in my life wherever I am
since I obtained my right to you, strong and sure, with marriage ties from the clergy,
with firm concracts and secure bonds, and with a knot that will remain and not be forsaken:
obtaining your hand, with your family’s blessing, give me health for life until the grave
II
I went to the wood where trees and saplings
were a radiant sigh all around.
and my eye desired an excellent sapling
enclosed in the branches above:
a bough in blossom from its tip to the ground,
which I bent gently down towards me
It would be hard for another ever to cut it,
when it was destined for me this sapling to pluck
III
Your goodman I’d be, I’d plow, sow for you, sure,
at time to put colts into leash;
and I’d more do for you, like all else on the sea-shore,
set means for deceiving the fish:
I’d kill geese for you, the swan and the seal,
and the birds on the tops of the boughs; while you lives you’ll never be without means for a meal, and me living where red-deer will browes.
IV
If I could now place you a safely in a place hidden from death
if it came near you, leaving me forsaken
I would want to other woman after you:
I will never offer you fireside bickering or heaving and sobbing in your breast,
but the finest of wooing, love and caressing,
as warm as my lips can manage
tradotto da Cattia Salto
I
O bella e giovane Mary, tu sei la fanciulla che voglio avere nella mia vita ovunque sia,
perchè ho ottenuto il mio diritto su di te, forte e certo, con il matrimonio consacrato dal prete
con solenni giuramenti e stretti legami, con un nodo che durerà e non sarà sciolto:
ottenere la tua mano, con il consenso dei tuoi genitori
mi darà forza fino alla tomba.
II
Al bosco andai dove gli alberi e arbusti
facevano un bello sfondo
e guardai con brama al germoglio più bello
che cresceva sugli alti rami.
un ramo fiorito da cima
a fondo,
che gentilmente curvai verso di me,
sarebbe stato arduo per un altro tagliarlo
quando era destinato a me  il cogliere tale fuscello.
III
Per il tuo bene arerei, seminerei per te certamente
al momento di mettere i puledri nel recinto, e farei di tutto per te, come chiunque altro sulla spiaggia preparerei gli attrezzi per ingannare i pesci; ucciderei le anatre per te, il cigno e la foca,
e gli uccelli sulla cima dei rami; finchè vivrai
non ti mancheranno mai mezzi di sostentamento
vivendo dove il cervo s’inerpica.
IV
Se potessi metterti al sicuro in un posto protetto dalla morte,
e se si avvicinasse a te, lasciandomi abbandonato,
nessuna altra moglie dopo di te abbraccerò;
non ti offrirò mai gli alterchi del focolare
o ansimi e singhiozzi in petto
ma l’amore romantico e le carezze tanto calde come i baci della mia bocca.

NOTE
* si riportano solo i versi cantati

 

ASCOLTA  versione integrale (tratto da http://www.tobarandualchais.co.uk un archivio poderoso raccolto in tutta la Scozia a partire dal 1930)

Ascoltiamo la melodia con l’arpa bardica nell’arrangiamento di Vicente La Camera

FONTI
http://www.scottishpoetrylibrary.org.uk/poetry/poets/alasdair-mac-mhaighstir-alasdair
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6412
https://thesession.org/tunes/3878

CAMPBELLS COMING

La melodia è probabilmente nata in Scozia e la ritroviamo con il titolo di “The Campbells are Coming” su un testo attribuito al poeta Robert Burns,  una highlanders march con cornamuse e tamburi, ancora oggi la marcia degli “The Argyll and Sutherland Highlanders of Canada”.

Così Hogg scrive nel suo “Jacobite Relics, 2nd Series” (1821): [This song] “is published, with the air, in Joseph Ritson’s collection [ (1752 – 1803), a well-kown English antiquary and ballad collector]. This was taken from Mr Moir’s collection. [maybe a parent to Mrs Catharine Jean Moir whose “Collection of strathpeys, reels,etc.”, dating 1790, was published by James Scott Skinner (1843- 1927)].
“This is a mere parody on the song of the ” Campbells are coming” said to be a much older song, indeed, as old as the time of Queen Mary [‘s sojorn at Lochleven Castle in 1562]. For my part I believe both songs to be of the same date and having heard it sung always in my youth,
The Campbells are comin’,
By bonnie Loch-Lomon’-

“I have no doubt that it was made about the time when colonel Campbell led 1000 Campbells out of Argyllshire, by Loch-Lomond, to join the Duke of Argyll at Stirling.” (=Sherrifmuir, 1715).” (tratto da qui)

La melodia così popolare nelle Highlands diventò una country dance dal titolo “Hob and Nob” riportato nel IV libro di Walsh “Caledonian Country Dances – 4th Book” c. 1745.

Ma ascoltiamola in versione più lenta interpretata dai Murphys Jig (violino e chitarra)

Anche in America questa vecchia melodia spopolò durante la Guerra di Secessione come marcetta militare (per pifferi e tamburi)

Una melodia finita spesso nei film americani di guerra e in questa versione comica

In Irlanda la melodia è diventata una popolare jig  abbinata anche a una canzone umoristica in gaelico (continua seconda parte)

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/clancom.htm
http://cornemusique.free.fr/ukcampbellscoming.php

SEAN DUINE DÓITE

Una canzone in gaelico irlandese che tocca un tema umoristico con un fondo amaro, quello dei matrimoni male assortiti tra una giovane ragazza e un vecchio. Scrive Donal O’Sullivan nel suo ‘Songs of the Irish’ This song, part tragic, part grimly amusing, with a surprise in its last line, has sometimes been attributed to Andrew Magrath, the County Limerick poet … It is reasonably certain, however, that the attribution is erroneous. It is an eighteenth century folk song of Munster origin, which has doubtless been subjected to many alterations and accretions, and versions of which have been noted as far away as County Mayo. At the period of its composition Scottish airs were very popular in Ireland, particularly with the Munster poets, and this song is said to have been written to the tune of “The Campbells are Coming”. It is interesting to note the profound modifications which the tune has undergone at the hands of the Irish folk singers.

La melodia è probabilmente nata in Scozia e la ritroviamo con il titolo di “The Campbells are Coming” su un testo attribuito a Robert Burns, diventata assai popolare in America durante la Guerra di Secessione come marcetta militare. (vedi prima parte)

LA VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE

Nella versione in gaelico scozzese Baile Ionaraora (in italiano la città di Inveraray) il bardo si lamenta di un matrimonio male assortito in cui si mangia solo molluschi, nella versione irlandese il matrimonio è stato combinato tra una ragazza giovane e un vecchio e già nel titolo si maligna sulle scarse prestazioni sessuali del vecchietto “dóite” cioè che ha consumato tutto il suo stoppino!
Del testo si trovano peraltro molte versioni ma il brano è anche una popolare jig dal titolo “The Burnt Old Man”

ASCOLTA  Seamus Beagley per la serie Anam An Amhráin  di Cartoon Saloon

ASCOLTA Aoife – An Seanduine Dóite (Burnt Out Old Man)

ASCOLTA Moya Brennan & Cormac de Barra

Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Luigh ar do leaba agus codlaigh do dhóthain
Óró ‘sheanduine is mairg a phós thú,

( in inglese
Oh burnt old man, old man
Oh burnt old man, old man
Lie on your bed and sleep plenty
I wish I had never married you)

FONTI
http://slowplayers.org/2014/05/06/burnt-old-man-d/
http://www.celticlyricscorner.net/danu/odheara.htm
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/anseanduine.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/an-seanduine-doite/
http://www.omniglot.com/songs/irish/anseanduinedoite.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/an_seanduine_doite_mrussell.htm
https://soundcloud.com/ceol-lios-na-n-g/4-an-seanduine-seanduine-d-ite

https://thesession.org/tunes/5647
https://thesession.org/tunes/1029

GRUAGACH OG AN FHUILT BHAIN

La canzone d’amore per una giovane (e bionda) fanciulla dell’isola di Barra composta  da Donald Allan MacDonald (South Uist).
Il termine gaelico Gruagach che significa “fanciulla” indica in realtà un folletto o una divinità tutelare associata con il mare (vedi), ma questa è una proposta matrimoniale con l’innamorato che spera di fare breccia nel cuore della bionda fanciulla di Barra per poterla sposare e portare nella nuova casa.

ASCOLTA Arthur Cormack
ASCOLTA
su Spotify Donald MacRae

GAELICO SCOZZESE
I
Gruagach òg an fhuilt bhàin
Éisd ri bàrdachd mo bhilean
Thoir dhomh gealladh thar chaìch
‘S air do sgàtha ni mi tilleadh
Ged ‘s iomadh té ‘s an robh m’ùigh
Anns gach dùthaich is cinneadh
O nach aontaich thu leam
‘S mi bhiodh sunndach ‘gad shireadh
II
Ged theireadh do chàirdean
Gur tràth thug mi’n gealladh
Do gruagach òg an fhuilt bhàin
A chaidh àrach am Barraidh
‘S iomadh fear anns gach àit’
Rinn a nàdur a mhealladh
Co bheir maorach á tràigh
Nuair tha’n làn air tigh’nn thairis
III
’S truagh nach robh mi mar eun
Ite sgiathan gun ghiorradh
‘S mi gun siùbhladh an iarmailt
‘S mi nach iarradh gu tilleadh
Bu mhór m’aighear ‘s mo shunnd
Togail cùrs’ thar gach linne
‘S nuair a dhealaicheadh tu rium
Bhiodh mo shùilean a’ sileadh
IV
Chaidh do chliu chur an dàn
‘S tha do chànan aig filidh
Chaidh do thogail is t’árach
Ann am fàsaichean Uibhist
‘S e gaol carraig nan àl
Leanas nàdur an duine
‘S tu mo reul fad gach làtha
‘S bidh mo ghràdh far an suidh thu

TRADUZIONE INGLESE
I
Young fair-haired maid
Listen to my poem
Give me a promise forsaking all others
And I will do the same for you
Although there were many women in my affections
In every land and clan
Oh won’t you yield to me
And I would be happy to fulfill your desires.
II
Although your relatives warned
That I gave my promise too young
To the fair-haired maid
Who was brought up in Barra
Many men in every place
Tried to entice her
Who would gather shellfish from the shore
When the tide comes in.
III
If only I were like a bird
With unclipped wings and feathers /Travelling through the skies/Not wanting to return without you/How happy and peaceful I would be/Making my way across the sea/And when you would give me your promise/My tears would flow
IV
Your praises have been sung in song
And the poets speak your language
You were born and reared
In the wilderness of Uist
It is the yearning for a strong tie
That grips man’s nature
And you are my star throughout every day
And my love will be wherever you shine
tradotto da Cattia Salto
I
O giovane fanciulla dai biondi capelli, ascolta le mie parole,
promettimi di scordare tutti gli altri (pretendenti)
e io farò lo stesso per te,
sebbene abbia molte amicizie femminili
un po’ dappertutto nei clan,
ma se tu mi accoglierai
io sarei felice di soddisfare i tuoi desideri.
II
Anche se i tuoi famigliari dichiararono
che mi impegnai troppo giovane
con la fanciulla dai biondi capelli
che era cresciuta a Barra;
ovunque gli uomini
cercavano di sedurla
mentre raccoglieva i frutti di mare sulla spiaggia
al sorgere della marea.
III
Vorrei solo essere uccello
con le ali piumate tese,
in viaggio nel cielo
e non vorrei ritornare senza di te,
come felice e in pace sarei
incamminandomi verso il mare
e quando tu mi darai la tua promessa
le mie lacrime sgorgheranno (1).
IV
Le tue lodi sono cantate nelle canzoni
e i poeti parlano la tua lingua,
tu che sei nata e cresciuta
nelle lande solitarie di Uist;
è il desiderio di un forte legame
che avvince la natura dell’uomo
e tu sei la stella che mi guida ogni giorno
e il mio amore sarà ovunque tu brilli.

NOTE
1) il giovane dopo aver chiesto la mano alla fanciulla è in procinto di ripartire sulla sua isola, in attesa del prossima incontro e del consenso

La melodia con il titolo in inglese di “The Fair Maid Of Barra” oggi è più spesso suonata come slow air per cornamusa.

ASCOLTA Stuart Liddell

FONTI
http://www.thepipingcentre.co.uk/museum-heritage/noting-the-tradition/interviews/iain-macdonald-glenuig/
http://www.celticlyricscorner.net/cormack/gruagach.htm
https://www.thepipingcentre.co.uk/iain-macdonald-glenuig

HO RO, NUT BROWN MAIDEN

Canto d’amore in gaelico scozzese conosciuto come “Ho ro, mo nigh’n donn bhoidheach” in tutte le Highlands della Scozia, diffuso anche in molte regioni di Cape Breton – Nuova Scozia (Canada) (vedi prima parte)

L’uomo assicura il suo eterno amore ad una giovane donzella. Il giovanotto, che vive nelle Terre Basse scozzesi, promette alla sua bella di ritornare nelle Highlands per sposarla e portarla via. A volte la donna si chiama Mary oppure Peggy. Egli ne magnifica la bellezza e le qualità morali secondo dei canoni abbastanza convenzionali.
La versione in inglese è stata pubblicata dall’editore George Thomson nel ‘Collection of Original Scottish Airs,’ (1802)che commissionò il compositore viennese F. J. Haydn per un arrangiamento classico di circa 200 melodie tradizionali scozzesi, così come fece versificare in inglese i testi in gaelico scozzese.

ASCOLTA
Alex Campbell

ASCOLTA Bob Lynch


CHORUS
Ho ro my nut-brown maiden,
Hi ri my nut-brown maiden,
Ho ro, ro, maiden!
Oh she’s the maid for me.
I
Her eyes so mildly beaming,
Her look so frank and free,
In waking and in dreaming
Is evermore with me.
II
O Mary, mild-eyed Mary,
By land, or on the sea,
Though time and tide may vary,
My heart beats true to thee.
III
In Glasgow or Dunedin
Were maidens fair to see;
But ne’er a Lowland maiden
Could lure mine eyes from thee.
IV
And when with blossom laden,
Bright summer comes again,
I’ll fetch my nut-brown maiden
Down frae the bonnie glen.

tradotto da Cattia Salto
CORO
Salve mia fanciulla
dai capelli nocciola

salve fanciulla
lei è la donna fatta per me
I
I suoi occhi così dolci e radiosi
il suo aspetto così schietto e tranquillo, da sveglio o in sogno
è per sempre sempre con me
II
O Mary dagli occhi dolci
per terra o per mare
anche se tempo e maree possono variare il mio cuore batte solo per te
III
A Glasdow o Dunedin c’erano belle fanciulle da vedere; ma mai una donna delle Terre Basse potrebbe distogliermi da te
IV
E quando carica di fiori
l’estate luminosa arriva di nuovo
andrò a prendere la fanciulla dai capelli nocciola, giù nella bella valle.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Nut_Brown_Maiden.htm
http://ingeb.org/songs/bluebell.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=903

MY BOATMAN

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Versificata anche in inglese con il titolo O Boatman (My Boatman) mantendendo il coro in gaelico.
Tra tutte le versioni in inglese (vedi), la più preziosa anche dal punto di vista della scrittura è senz’altro quella del 1849 con le parole tradotte dal gaelico da Thomas Pattison e l’arrangiamento melodico di Malcolm Lawson (pubblicata in “Songs of the North”, MacLeod e Harold Boulton, 1895)

ASCOLTA Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons 1978, Andy Stewart – voce, Bob Thomas – chitarra; Johnny Cunningham – mandola, Phil Cunningham – tastiera elettronica

ASCOLTA Sandy Denny 

ASCOLTA North Sea Gas in The Fire and the Passion of Scotland 2013


VERSIONE DI THOMAS PATTISON
I
How often haunting the highest hilltop
I scan the ocean I sail tae sea/wilt come tonight love wilt come tomorrow?
Wilt ever come, love, to comfort me?
CHORUS
Fhir a bhata no horo eil’e(1)
Fhir a bhata no horo eil’e
Fhir a bhata no horo eil’e
o fare ye well, love, where e’er ye be
II
They call thee fickle, they call thee false one,
and seek tae change me, but all in vain;
no, thou art my dream yet throughout the dark night
and every morn yet I watch the main
III
There’s not a hamlet -too well I know it-
where you go wandering or stay(2) awhile
but all its old folks you win wi’ talking
and charm its maidens with song and smile
IV
Dost thou remember the promise made me
the tartan plaidie, the silken gown,
the ring of gold with thy hair and portrait(3)?
That gown and ring I will never own<

tradotto da Cattia Salto
I
Spesso salgo sulla collina più alta
e scruto il mare per vedere la tua vela
verrai stanotte amore o verrai domani?
verrai presto a confortarmi?
RITORNELLO
Uomo della barca la, la la (1)
Uomo della barca la, la la
Uomo della barca la, la la
e che ti vada bene ovunque tu sia
II
Ti chiamano il volubile ti chiamano il bugiardo
e cercano di farmi cambiare idea, ma invano perchè tu sei il mio sogno nell’oscurità per tutta la notte
e ogni mattino io guardo il mare
III
Non c’è borgo -lo so troppo bene
dove tu non vada  o ti fermi (2) un poco,
ma superi tutta la vecchia gente nelle chiacchiere
e incanti le fanciulle con la voce e il sorriso
IV
Ti ricordi la promessa che mi hai fatto
il plaid di tartan e la gonna di seta
il gioiello d’oro con i tuoi capelli e il ritratto (3)?
Quella gonna e gioiello non avrò mai

NOTA
1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) a volte come “sits”
3) in realtà si tratta di un piccolo medaglione con il coperchio all’interno del quale si celava una miniatura e una ciocca di capelli dell’innamorato
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45602

ERISKAY LOVE LILT

Bheir mi ò è una slow air in gaelico di origini scozzesi; è stata fatta propria anche dalla tradizione irlandese e successivamente tradotta in inglese con il titolo di Eriskay Love Lilt. (“Thou’rt the music of my heart”) (prima parte)

Questa è la versione anglicizzata dal gaelico scozzese di  Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930 e il titolo si traduce con “la cantilena dell’amore di Eriskay” (e quale donna non vorrebbe sentirsi sussurrare così dolci versi?)
ASCOLTA Judith Durham & The Seekers per ‘The Seekers At Home’ TV special (1967)

ASCOLTA Siobhan Owen voce da uccello del paradiso, una giovanissima cantane e arpista gallese (il suo sito qui)

 ASCOLTA Alfred Deller (nel video immagini dell’isola, un incanto)


Chorus
Vair me o, ro van o(1)
Vair me o ro ven ee,
Vair me o ru o ho
Sad I am without thee.
I
When I’m lonely, dear white heart(2),
Black the night and wild the sea;
by love’s light my foot finds
The old pathway to thee.
II
Thou’rt the music of my heart,
Harp of joy, o cruit mo chridh'(3),
Moon of guidance by night,
Strength and light thou’rt to me
III
In the morning, when I go
To the white and shining sea,
In the calling of the seals
Thy soft calling to me.
Tradotto da Cattia Salto
Ritornello (1)
Vair me o, ro van o
Vair me o ro ven ee,
Vair me o ru o ho
sono triste senza di te
I
Quando sono solo, caro cuore puro(2)
oscura la notte e scatenato il mare,
i passi trovano, illuminati dall’amore, il vecchio sentiero verso te.
II
Tu sei la musica del mio cuore
Arpa di gioia ” o cruit mo chridh‘”
luna che guidi nella notte
forza e luce tu sei per me
III
Al mattino quando vado
verso il mare spumoso e rilucente,
nel richiamo delle foche
(trovo) il tuo dolce richiamo per me.

NOTE
1) le parole non hanno significato in quanto sono solo suoni ossia la pronuncia delle corrispondenti frasi nella versione in gaelico scozzese
2) letteralmente “cuore bianco” ovvero una persona buona, onesta e generosa.
3) in gaelico scozzese letteralmente “arpa del mio cuore”

FONTI
http://www.raretunes.org/performers/patuffa-kennedy-fraser/

THREE CRAWS

Tra le nursery rhymes della tradizione scozzese la filastrocca sui tre corvi appollaiati sul muretto ovvero ciò che resta della ballata medievale sui corvi e il cadavere di un cavaliere (qui)


Le versioni testuali presentano alcune varianti

ad esempio la I strofa diventa

The first crow couldn’t fly at all,
couldn’t fly at all, couldn’t fly at all,
The first crow couldn’t fly at all,
On a cold and frosty morning.

La III strofa diventa
‘i second craw wiz greetin for is da
greetin for is da
greetin for is da-a-a-aa
‘i second craw wiz greetin for is da
on a cal an frosty mornin’

e ovviamente nonostante che nel titolo ci siano solo tre corvi ne spunta un quarto (anche se non c’è)
The fourth craw he wisnae there at a’
Wisnae there at a’, wisnae there at a’
The fourth craw he wisnae there at a’
On a cold and frosty morning.


I
Three craws sat upon a wa’,
Sat upon a wa’, sat upon a wa’,
Three craws sat upon a wa’,
On a cauld and frosty mornin’.
II
The first craw was greetin’ for his maw,
Greetin’ for his maw, greetin’ for his maw,
The first craw was greetin’ for his maw,
On a cauld and frosty mornin’.
III
The second craw fell and broke his jaw,
Fell and broke his jaw, fell and broke his jaw,
The second craw fell and broke his jaw,
On a cauld and frosty mornin’.
IV
The third craw, couldnae caw at a’,
Couldnae caw at a’, couldnae caw at a’,
The third craw, couldnae caw at a’,
On a cauld and frosty mornin’.
V
An that’s a’, absolutely a’,
Absolutely a’, absolutely a’,
An that’s a’, absolutely a’,
On a cauld and frosty mornin’.
Traduzione italiano
I
Tre corvi in fila sul muro
in fila sul muro in fila sul muro
tre corvi in fila sul muro
in una fredda e gelida mattina
III
Il primo corvo si lamentava per la mamma, si lamentava per la mamma, per la mamma, Il primo corvo si lamentava per la mamma
in una fredda e gelida mattina
III
Il secondo corvo cadde e si ruppe la mascella(1), cadde e si ruppe la mascella,
e si ruppe la mascella, Il secondo corvo cadde e si ruppe la mascella,
in una fredda e gelida mattina
IV
Il terzo corvo non sapeva gracchiare affatto, non sapeva gracchiare,
Il terzo corvo non sapeva gracchiare affatto, in una fredda e gelida mattina
V
E questo è tutto assolutamente tutto
assolutamente tutto, assolutamente tutto, questo è tutto
in una fredda e gelida mattina

NOTE
1) ossia il becco
FONTI
http://www.darachweb.net/SongLyrics/ThreeCraws.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_craws.htm