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HO RO, NUT BROWN MAIDEN

Canto d’amore in gaelico scozzese conosciuto come “Ho ro, mo nigh’n donn bhoidheach” in tutte le Highlands della Scozia, diffuso anche in molte regioni di Cape Breton – Nuova Scozia (Canada) (vedi prima parte)

Più scanzonata e allegra la versione in inglese

ASCOLTA Bob Lynch
ASCOLTA Malasaners

Ho ro, my  nut brown maiden
Hi ri my nut brown maiden
Ho ro ro, maiden
Who else would I marry but thee
Ho ro, my nut brown maiden
Hi ri my nut brown maiden
Ho ro ro, maiden
For she’s the love for me
Her eyes so mildly beaming
Her look so frank and freeing
In working and in dreaming
Is always ever with me
O, love, mild eyed, loved one
by land or on the sea
though time and tide may vary
My heart beats true for thee
And when with blossoms laden
bright summer comes again
I’ll wed my nut brown maiden
Down in the bonnie glen
 tradotto da Cattia Salto
Salve mia fanciulla dai capelli nocciola
salve fanciulla
chi altri vorrei sposare se non te?
Salve mia fanciulla dai capelli nocciola
salve fanciulla
perchè lei è l’amore per me
I suoi occhi così dolci e radiosi
il suo aspetto così schietto e tranquillo, da sveglio o in sogno
è per sempre sempre con me
O amore dagli occhi dolci, amata
per terra o per mare, anche se tempo e maree possono variare il mio cuore batte solo per te
E quando carica di fiori
l’estate luminosa arriva di nuovo
ti sposerò mia fanciulla dai capelli nocciola, giù nella bella valle.

ASCOLTA Alex Campbell

CHORUS
Ho ro my nut-brown maiden,
Hi ri my nut-brown maiden,
Ho ro, ro, maiden!
Oh she’s the maid for me.
I
Her eyes so mildly beaming,
Her look so frank and free,
In waking and in dreaming
Is evermore with me.
II
O Mary, mild-eyed Mary,
By land, or on the sea,
Though time and tide may vary,
My heart beats true to thee.
III
In Glasgow or Dunedin
Were maidens fair to see;
But ne’er a Lowland maiden
Could lure mine eyes from thee.
IV
And when with blossom laden,
Bright summer comes again,
I’ll fetch my nut-brown maiden
Down frae the bonnie glen.
tradotto da Cattia Salto
CORO
Salve mia fanciulla
dai capelli nocciola

salve fanciulla
lei è la donna fatta per me
I
I suoi occhi così dolci e radiosi
il suo aspetto così schietto e tranquillo, da sveglio o in sogno
è per sempre sempre con me
II
O Mary dagli occhi dolci
per terra o per mare
anche se tempo e maree possono variare il mio cuore batte solo per te
III
A Glasdow o Dunedin c’erano belle fanciulle da vedere; ma mai una donna delle Terre Basse potrebbe distogliermi da te
IV
E quando carica di fiori
l’estate luminosa arriva di nuovo
andrò a prendere la fanciulla dai capelli nocciola, giù nella bella valle.

FONTI
in revisione e ampliamento

MY BOATMAN

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Versificata anche in inglese con il titolo O Boatman (My Boatman) mantendendo il coro in gaelico.
Tra tutte le versioni in inglese (vedi), la più preziosa anche dal punto di vista della scrittura è senz’altro quella del 1849 con le parole tradotte dal gaelico da Thomas Pattison e l’arrangiamento melodico di Malcolm Lawson (pubblicata in “Songs of the North”, MacLeod e Harold Boulton, 1895)

ASCOLTA Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons 1978, la storica formazione con Andy Stewart – voce, Bob Thomas – Mandola, Johnny Cunningham – Mandola, Phil Cunningham – tastiere

ASCOLTA Sandy Denny 

ASCOLTA North Sea Gas in The Fire and the Passion of Scotland 2013


VERSIONE DI THOMAS PATTISON
I
How often haunting the highest hilltop
I scan the ocean I sail tae sea/wilt come tonight love wilt come tomorrow?
Wilt ever come, love, to comfort me?
CHORUS
Fhir a bhata no horo eil’e(1)
Fhir a bhata no horo eil’e
Fhir a bhata no horo eil’e
o fare ye well, love, where e’er ye be
II
They call thee fickle, they call thee false one,
and seek tae change me, but all in vain;
no, thou art my dream yet throughout the dark night
and every morn yet I watch the main
III
There’s not a hamlet -too well I know it-
where you go wandering or stay(2) awhile
but all its old folks you win wi’ talking
and charm its maidens with song and smile
IV
Dost thou remember the promise made me
the tartan plaidie, the silken gown,
the ring of gold with thy hair and portrait(3)?
That gown and ring I will never own<

tradotto da Cattia Salto
I
Spesso salgo sulla collina più alta
e scruto il mare per vedere la tua vela
verrai stanotte amore o verrai domani?
verrai presto a confortarmi?
RITORNELLO
Uomo della barca la, la la (1)
Uomo della barca la, la la
Uomo della barca la, la la
e che ti vada bene ovunque tu sia
II
Ti chiamano il volubile ti chiamano il bugiardo
e cercano di farmi cambiare idea, ma invano perchè tu sei il mio sogno nell’oscurità per tutta la notte
e ogni mattino io guardo il mare
III
Non c’è borgo -lo so troppo bene
dove tu non vada  o ti fermi (2) un poco,
ma superi tutta la vecchia gente nelle chiacchiere
e incanti le fanciulle con la voce e il sorriso
IV
Ti ricordi la promessa che mi hai fatto
il plaid di tartan e la gonna di seta
il gioiello d’oro con i tuoi capelli e il ritratto (3)?
Quella gonna e gioiello non avrò mai

NOTA
1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) a volte come “sits”
3) in realtà si tratta di un piccolo medaglione con il coperchio all’interno del quale si celava una miniatura e una ciocca di capelli dell’innamorato
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45602

ERISKAY LOVE LILT

Bheir mi ò è una slow air in gaelico di origini scozzesi; è stata fatta propria anche dalla tradizione irlandese e successivamente tradotta in inglese con il titolo di Eriskay Love Lilt. (“Thou’rt the music of my heart”) (prima parte)

Questa è la versione anglicizzata dal gaelico scozzese di  Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930 e il titolo si traduce con “la cantilena dell’amore di Eriskay” (e quale donna non vorrebbe sentirsi sussurrare così dolci versi?)
ASCOLTA Judith Durham & The Seekers per ‘The Seekers At Home’ TV special (1967)

ASCOLTA Siobhan Owen voce da uccello del paradiso, una giovanissima cantane e arpista gallese (il suo sito qui)

 ASCOLTA Alfred Deller (nel video immagini dell’isola, un incanto)


Chorus
Vair me o, ro van o(1)
Vair me o ro ven ee,
Vair me o ru o ho
Sad I am without thee.
I
When I’m lonely, dear white heart(2),
Black the night and wild the sea;
by love’s light my foot finds
The old pathway to thee.
II
Thou’rt the music of my heart,
Harp of joy, o cruit mo chridh'(3),
Moon of guidance by night,
Strength and light thou’rt to me
III
In the morning, when I go
To the white and shining sea,
In the calling of the seals
Thy soft calling to me.
Tradotto da Cattia Salto
Ritornello (1)
Vair me o, ro van o
Vair me o ro ven ee,
Vair me o ru o ho
sono triste senza di te
I
Quando sono solo, caro cuore puro(2)
oscura la notte e scatenato il mare,
i passi trovano, illuminati dall’amore, il vecchio sentiero verso te.
II
Tu sei la musica del mio cuore
Arpa di gioia ” o cruit mo chridh‘”
luna che guidi nella notte
forza e luce tu sei per me
III
Al mattino quando vado
verso il mare spumoso e rilucente,
nel richiamo delle foche
(trovo) il tuo dolce richiamo per me.

NOTE
1) le parole non hanno significato in quanto sono solo suoni ossia la pronuncia delle corrispondenti frasi nella versione in gaelico scozzese
2) letteralmente “cuore bianco” ovvero una persona buona, onesta e generosa.
3) in gaelico scozzese letteralmente “arpa del mio cuore”

FONTI
http://www.raretunes.org/performers/patuffa-kennedy-fraser/

THREE CRAWS

Tra le nursery rhymes della tradizione scozzese la filastrocca sui tre corvi appollaiati sul muretto ovvero ciò che resta della ballata medievale sui corvi e il cadavere di un cavaliere (qui)


Le versioni testuali presentano alcune varianti

ad esempio la I strofa diventa

The first crow couldn’t fly at all,
couldn’t fly at all, couldn’t fly at all,
The first crow couldn’t fly at all,
On a cold and frosty morning.

La III strofa diventa
‘i second craw wiz greetin for is da
greetin for is da
greetin for is da-a-a-aa
‘i second craw wiz greetin for is da
on a cal an frosty mornin’

e ovviamente nonostante che nel titolo ci siano solo tre corvi ne spunta un quarto (anche se non c’è)
The fourth craw he wisnae there at a’
Wisnae there at a’, wisnae there at a’
The fourth craw he wisnae there at a’
On a cold and frosty morning.


I
Three craws sat upon a wa’,
Sat upon a wa’, sat upon a wa’,
Three craws sat upon a wa’,
On a cauld and frosty mornin’.
II
The first craw was greetin’ for his maw,
Greetin’ for his maw, greetin’ for his maw,
The first craw was greetin’ for his maw,
On a cauld and frosty mornin’.
III
The second craw fell and broke his jaw,
Fell and broke his jaw, fell and broke his jaw,
The second craw fell and broke his jaw,
On a cauld and frosty mornin’.
IV
The third craw, couldnae caw at a’,
Couldnae caw at a’, couldnae caw at a’,
The third craw, couldnae caw at a’,
On a cauld and frosty mornin’.
V
An that’s a’, absolutely a’,
Absolutely a’, absolutely a’,
An that’s a’, absolutely a’,
On a cauld and frosty mornin’.
Traduzione italiano
I
Tre corvi in fila sul muro
in fila sul muro in fila sul muro
tre corvi in fila sul muro
in una fredda e gelida mattina
III
Il primo corvo si lamentava per la mamma, si lamentava per la mamma, per la mamma, Il primo corvo si lamentava per la mamma
in una fredda e gelida mattina
III
Il secondo corvo cadde e si ruppe la mascella(1), cadde e si ruppe la mascella,
e si ruppe la mascella, Il secondo corvo cadde e si ruppe la mascella,
in una fredda e gelida mattina
IV
Il terzo corvo non sapeva gracchiare affatto, non sapeva gracchiare,
Il terzo corvo non sapeva gracchiare affatto, in una fredda e gelida mattina
V
E questo è tutto assolutamente tutto
assolutamente tutto, assolutamente tutto, questo è tutto
in una fredda e gelida mattina

NOTE
1) ossia il becco
FONTI
http://www.darachweb.net/SongLyrics/ThreeCraws.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_craws.htm

JANET & TAM LIN

Child Ballad #39

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)

Vanna e Tam Lin, Jill Karla Schwarz

VERSIONE CHILD#39

Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente accadeva nell’antichità. Rispetto alla storia narrata nel post precedente (prima versione Fireport Convention qui) si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet (in italiano Giovanna ma anche Vanna): lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nel suo castello in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia. In Primavera però sente il richiamo del Bosco e inoltrandosi nella parte più nascosta e oscura incontra Tam Lin, il guardiano di un pozzo sacro. Janet non si limita a cogliere le rose e ritorna più volte al pozzo e al suo innamorato.
Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la fanciulla non vuole dire il nome del padre e rifiuta il matrimonio riparatore. In questa versione invece ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, senonchè Tam Lin le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango e di essere diventato Elfo per un capriccio della Regina delle Fate.

ASCOLTA Ewan MacColl Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica). Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.


I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose/As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair/A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.
There were fowre-and-twenty ladies fair/A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.
Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”
“O Haud   yer tongue, ye old grey knicht/And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.”
Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”
“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.
Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie.
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.””Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”
“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee?”
“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.
Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.
The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.
The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win/At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? ”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad  to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.
First put me in a stand o’ milk
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.”
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by/ She let them gang their way
But the third company that passed her by/Then he was yin o’ they.
She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.
They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.
Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom
Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
“O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”
Traduzione parzialmente presa da vedi
Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli (1)
di venire o andare a Carterhaugh (2)
che il giovane Tam Lin vi dimora!
Tutte coloro che vanno
a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.
Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!
Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso? (3)”
Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”
La prese per la mano bianca come giglio (4) e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso
Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla (5)
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle.
Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.
Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio, la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.
“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
Accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”
Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che aspetti un bambino.”
“Se aspetto un bambino, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.
Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.
Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.
“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”
“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (6)
“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:
Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;
La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni (7)
si paga un tributo all’Inferno.
Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce. (8)”
“Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?”
“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere (9).
Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.
La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.
Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente,
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo (10) pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.
Prima mettimi in una tinozza di latte (11) poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino”
La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può
La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.
Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.
Lo mutarono nel suo abbraccio
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.
Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo
Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde (12)
e lo nascose alla vista.
Lo mise in una tinozza di latte
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino
Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”
Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”
Vanna e il serpente, Jill Karla Schwarz

NOTE
1) era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)
2) la storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
5) il gioco con la palla è un commonplace delle ballate tradizionali. In questo contesto è un ulteriore rafforzamento della storia in codice narrata; i giocatori sono sempre 24 di numero
6) la donna vuole accertarsi sulla natura di Tam Lin è sempre stata una creatura fatata o prima era un essere umano (battezzato e quindi nella luce della vera fede)?
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
8) Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk (vedi)
9) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità. Il rospo e la palla dorata sono i protagonisti della fiaba/ballata del Principe Ranocchio (vedi)
10) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
11) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
12) Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

I.
Lady Margaret, Lady Margaret, was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys, to pull flowers to flower her hat.
II.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee/And so nimbly she’d run o’er the ground./And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down..
III.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me?”
IV.
“Well, -she says,-This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man”
V
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,/And he never once asked her leave, me boys..
VI
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw/And all the woods grew dim…
VII
There’s four and twenty ladies all in the land/and they’re all playing at chess./Except it was the Lady Margaret/And she’s green as any glass..
VIII
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys..
IX
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long/And now she goes with child, me dears”
X
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas-said she-But I think I know a herb in the merry greenwood/It’ll twine thy baby from thee, madam”
XI
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,/And then she’s away to the merry greenwood/As fast as she can tear, me boys..
XII
And she hadn’t pulled in the merry greenwood/A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone..
XIII
Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear..”
XIV
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear..
XV
But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me In yonder green hill to dwell, to dwell..
XVI
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear..
XVII
And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love..
XVIII
They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love..”
XIX
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys..
XX
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did…
XXI
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
XXII
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys”
XXIII.
And the very first thing they turned him into/Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,/For he’s the father of her child, me boys,
XXIV
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love..”
XXV
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm…
XXVI
And the very last thing they changed him into/Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
XXVII
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood..”
I.
Lady Margaret, Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco per raccogliere i fiori e decorare il suo cappello, miei cari, di raccogliere i fiori e decorare il suo cappello
II.
E allora sollevò le sottane un po’ sopra al ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami ..
III.
Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”
IV
“Beh, – dice lei -Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare tutti i rami
senza il tuo permesso, mio caro!”
V
E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta le chiese il suo permesso, miei cari
VI
Una volta finito lei cercò
di sapere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco divenne buio..
VII
Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
che è verde come il vetro (l’erba) (1)
VIII
Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
che è pallida e patita..
IX
Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo e adesso aspetta un bambino, miei cari”
X
Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco più folto
che ti farà perdere il bambino, signora”
XI
Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari
XII
E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto le stava il giovane Tambling
dice lui “Margaret, lascia stare..
XIII
Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia?
Per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara?”
XIV
“Allora dimmi, giovane
Tambling – disse lei-
se sei un uomo terreno”
“Non ti mentirò” – dice il giovane Tambling -Sono stato battezzato come te, mia cara
XV
Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù..
XVI
Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara..
XVII
Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo (2) terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
XVIII
Mi trasformeranno tre le tue braccia, signora in molte bestie feroci, ma tieni stretto e non aver paura
perchè è il padre di tuo figlio, mia cara…
XIX
Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli
poi andò al Ponte del Vecchio Mulino più veloce che potè..
XX
Era all’incirca mezzanotte (3) che lei udì le briglie tintinnare e oh, miei ragazzi  le ghiacciò il sangue(4) più di ogni altro suono terreno
XXI
E per primo correva il cavallo nero e poi quello marrone
e poi correva il bianco,
beh lei lo tenne stretto e non ebbe paura perchè è il padre di suo figlio
XXII
Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno la regina delle fate gridò forte”Il Giovane Tambling è fuggito”
XXIII
La prima cosa in cui lo trasformarono
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tenne forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari…
XXIV
La successiva cosa in cui lo trasformarono
fu un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore…”
XXV
E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male.
XXVI
E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:”amor mio ho vinto..”
XXVII
E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci al posto due pezzi di legno..”

NOTE
1) evidentemente un refuso per grass= erba
2) con tutta evidenza si tratta del cavaliere e non del cavallo che la lady deve tenere stretto!!
3) l’ora dei morti
4) letteralmente “le si ghiacciò il cuore” ma in italiano si dice “ghiacciare il sangue”

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Super popolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004

Celtic Sands live
Un pezzo immancabile nelle esibizioni di danza

ASCOLTA Ilse de Ziah

continua
FONTI
http://tam-lin.org/versions/maccoll.html
http://tam-lin.org/versions/briggs.html

LADY DIAMOND AND HER CRUEL FATHER

L’amore contrastato dalle famiglie con finale tragico  era uno dei temi favoriti nei racconti e nelle ballate medievali.
Mentre in Romeo e Giulietta il motivo del contrasto è dovuto ad una rivalità di lunga data tra le due famiglie, quello ben più comune era la differenza di ceto sociale tra i due innamorati.
Nell’Alto Medioevo non era insolito per un guerriero audace conquistare terre e regni con la spada e il cuore, ma man mano che le dinastie si assestavano dopo le ondate di genti barbare che si spartirono quello che restava dell’Impero Romano, non era più così semplice per un figlio di nessuno “fare carriera” nelle file della Nobiltà (anche se c’erano sempre le prebende alle cortigiane di letto del re con tanto di titoli nobiliari assegnati anche ai loro compiacenti mariti e famigliari..)

Child ballad #269

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY DIAMOND

In Scozia la principessa innamorata si chiama Diamond (Daisy, Dysmal, Dysie) e il suo Principe Azzurro è solo uno sguattero delle cucine, perciò il loro amore non può che concludersi tragicamente. La fanciulla è pure manifestamente incinta: nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze).
In questa storia il personaggio cardine è piuttosto il Re che ama la figlia in modo quasi morboso e vendica il suo onore con l’uccisione del rivale. Poi in alcune versioni si pente per aver causato indirettamente la morte anche della figlia, morta di crepacuore o di veleno! La ballata è riportata dal professor Child al numero 269 e trascritta in cinque versioni; come spesso accade per le ballate le melodie abbinate ai testi non sono univoche.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984, riporto il commento molto “scottish humor” nelle note di copertina:”It is a little difficult to categorize this song.  Probably the easiest way out is to call it a song of medieval Scottish birth control. There were two methods of this – the first, very safe, was abstention; the second, not safe at all due to it’s occurance after the deed was done, was to kill the man involved.  This ensured he didn’t do it again. Strangely enough, this song comes from a region of Scotland where the population has remained the same for 200 years. Every time a child is born, a man leaves town.”

LADY DYSIE
I
There once was a King, a very great King/ a King o’ muckle fame
He had a lovely dochter fair
Lady Dysie was her name
And word’s gane up, and word’s gane doon/ And word’s gane tae the King
Lady Dysie she gans richt round about/And tae whom they dinnae ken
II
When bells were rung and mass was sung
And they’ve a’ gan tae their rest
The King’s gan tae Lady Dysie’s bower/ And he wasnae a welcome guest/ He’s pu’d the curtains round about/ And there he sat him doon
“Gae tell me Lady Dysie he said
What gars ye gan sae roon?
III
Is it tae a Lord or tae a Laird
Or a Baron o’ high degree?
Gae tell me Lady Dysie -he said-
And I pray thee dinnae lee”
“Oh it’s no’ tae a Lord and it’s no’ tae a Laird/ Nor tae onie Barony
But it’s tae Roger the kitchen boy
Wha ca’s sae aye tae me”
IV
He’s ca’d his merry men oot by one
By one, by twa, by three
And last came Roger the kitchen boy
And he’s dashed him tae a tree
And he’s ta’en oot that bonnie boy’s heart/ Pit it in a cup of gold
And he’s sent it tae Lady Dysie’s bower
Because she’s been sae bold
V
“Fareweel Faither, Fareweel Mither
Fareweel tae comfort and joy
He died for me, I’ll die for him
Though he was but a kitchen boy
Fareweel Mither, Fareweel Faither
Fareweel my brithers three
Ye thocht ye had taken the life o’ yin
But ye’ve taken the lives o’ three”
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era un re ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Dysie si chiamava.
Una voce correva in lungo e in largo
e la voce arrivò fino al Re
che lady Dysie era incinta
ma nessuno sapeva di chi.
II
Quando le campane suonarono e la messa fu cantata
e tutti erano andati in pace
il Re andò nella stanza di Lady Dysie
come ospite non invitato
Tirò tutte le tende
e si mise a sedere
O dimmi Lady Dysie, chi ti ha messo incinta?
III(1)
E’ stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango?
Dimmelo adesso Lady Dysie
e ti prego di non mentire
Non è stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango,
ma è stato Roger, il servo delle cucine
che motivo avrei di mentire?
IV
Mandò a chiamare tutti i suoi uomini fedeli ad uno ad uno
e alla fine venne Roger lo sguattero
ed essi lo legarono ad un albero:
allora il re cavò il cuore del ragazzo (2)
e lo mise in una coppa d’oro (3)
e la mandò nella stanza di Lady Dysie
che era stata così audace
V
Addio Padre, addio Madre.
Addio a tutto il piacere e alla gioia
lui è morto per me e io morirò per lui(4)
anche se era solo uno sguattero.
Addio Madre, addio Padre.
addio cara famiglia
perchè voi credevate di aver preso la vita di uno invece avete preso la vita di tre

NOTE
1) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury, che pure racconta della storia d’amore tra una principessa e un servitore, ma il protagonista potrebbe essere nientemeno che Giacomo V di Scozia sotto mentite spoglie che si innamora di una delle figlie del re di Francia (vedi). Qui invece si tratta di uno sguattero, un umile servo che lavorava nelle cucine al grado più basso
2)   Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
3) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
4) la fanciulla sembra morire di crepacuore, il Boccaccio nella sua novella Ghismunda invece aggiunge dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve.
Nel dipinto del senese Bernardino Mei, “Ghismonda con il cuore di Guiscardo” si intravede la pazzia insinuarsi negli occhi della fanciulla!
bernardino-mei

ASCOLTA Rachel Newton in Shadow Side 2012


I
There was a king, a glorious king,
a king of noble fame,
And he had daughter only one,
Lady Diamond was her name.
II
He had a boy, a kitchen boy,
a boy of muckle scorn.
She loved him long,
she loved him aye,
til the grass o’ergrew the corn.
III
It fell upon a winter’s night,
the king could get no rest.
He came onto his daughter dear,
just like a wandering ghost.
IV
He came unto his daughter dear,
pulled back the curtains long.
“What aileth thee, my Diamond dear,
I fear you’ve gotten wrong.”
V
“Oh, if I have, despise me not,
for he is all my joy.
I will forsake both dukes and earls
and marry your kitchen boy.”
VI
“Oh, bring to me my merry men all,
by thirty and by three.
And bring to me my kitchen boy,
we’ll murder him secretly.”
VII
Not a sound into the hall
and ne’er a word was said
Until they had him safe
and sure between two feather beds.
VIII
“Now cut the heart from out of his breast, put it in a cup of gold,
And present it to my Diamond dear,
for she was both stout and bold.”
IX
“Oh, come to me, my hinny, my heart,
oh, come to me my joy.
Oh, come to me, my hinny, my heart,
my father’s kitchen boy.”
X
She took the cup from out of their hands,/ set it at her bed head,
Washed it with tears that fell from her eyes;
next morning she was dead.
XI
“Oh, where were you, my merry men all, when I gave meat and wage,
That you didn’t stay my cruel hand
when I was in a rage?
XII
“For gone is all my heart’s delight,
oh, gone is all my joy,
For my dear Diamond, she is dead,
likewise my kitchen boy.”
Tradotto da Cattia Salto *
I
C’era un re ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia,
Lady Diamond si chiamava.
II
Aveva un servitore, lo sguattero delle cucine, un ragazzo di poco conto (1).
E lei lo amava da lungo tempo e lo amava davvero finchè l’erba crebbe al posto del grano (2)
III (3)
Accadde in una notte d’inverno(4)
che il re non riusciva a riposare
e andò dalla cara figlia
come un fantasma errabondo.
IV
Andò fino dalla cara figlia
tirò le lunghe  cortine “Che ti accade cara Diamond? Temo che tu ti stia comportando male
V
«Oh se così fosse non mi rimproverate,
perchè lui è tutta la mia gioia;
e rinuncerò a duchi e conti
per sposare il vostro cuciniere.»
VI
«Portatemi tutti i miei uomini fedeli a trenta e a tre per volta.
portatemi quello sguattero,
lo uccideremo in segreto.»
VII
Non si udì un rumore nel castello e nemmeno una parola fu detta fino a quando lo presero di soppiatto tra due le coltri di piume. (5)
VIII
Cavategli il cuore dal petto (6) e mettetelo in un coppa d’oro
e portatelo alla mia cara Diamond
perchè fu coraggiosa e audace”
IX
«Oh vieni da me amore mio e cuore mio, vieni da me gioia mia,
vieni da me, amore mio, cuore mio,
il servo della cucina di mio padre»
X
Lei prese la coppa dalle loro mani
e la mise al capezzale del letto
lavò (il cuore) con lacrime che le sgorgavano dagli occhi
e il mattino dopo era morta (7).
XI
«Oh dove eravate, miei buoni uomini 
che prendeste sia carne che paga?
perchè non avete trattenuto la mia mano crudele quando ero infuriato?
XII
Morta è la delizia del mio cuore
morta è tutta la gioia mia
poiché la mia bella Diamond è morta
a causa di uno sguattero.»

NOTE
* dalla traduzione di Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
1) voluto contrasto tra la grande nobiltà del re e la pochezza di rango del ragazzo, quello di livello più basso tra gli addetti alle cucine
2) che il grano sia mietuto non è solo una informazione temporale, il passaggio dall’estate all’autunno, ma soprattutto un presagio di morte. Come osserva Giordano Dall’Armellina “..allegoricamente, il grano (l’amore) è stato tagliato per impedirgli di crescere oltre e rimane solo l’erba (la morte). Inoltre il menestrello, informandoci che il ragazzo è di infima condizione ci prepara all’ineluttabilità dei fatti.”
3) viene saltata la strofa in cui si fa esplicito riferimento alla gravidanza della dama

When twenty weeks were gone and past
Then she began to greet
For her petticoat grew short before
And her stays they would not meet
Traduzione
(Quando venti settimane passarono,
allora cominciò a piangere
poiché la sua gonna si accorciava
e i suoi corsetti non si allacciavano più.)

4) il gelo dell’inverno sta a simboleggiare il gelo che scende nel cuore del Re ancora più adirato per la contaminazione del sangue nobile della fanciulla con quello plebeo del servitore. Ancora dalle parole di Giordano Dall’Armellina ” Nella strofa il cantore ci fa capire che siamo in inverno, che secondo il calendario celtico comincia nella notte di Halloween. Il frutto dell’amore dei due giovani è stato concepito all’inizio dell’estate celtica, ovvero nel mese di maggio, il mese dell’amore. Ora siamo però in inverno, il re è posseduto dagli spiriti maligni dei morti propri della notte di Halloween e si aggira come un fantasma. E’ accecato dall’odio e non può vedere la bellezza dei frutti estivi. 
5) il ragazzo viene preso nel sonno di modo che sia impedito ogni tentativo di fuga
6) Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
7) la fanciulla nella ballata sembra morire di crepacuore, manca la strofa in cui si descrive il suicidio per mezzo del veleno bevuto dalla coppa in cui era stato riposto il cuore.

FONTI
Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
https://medievalbilingualengland.wordpress.com/2015/09/08/quistrouns-and-knaves-the-kitchen-servants-of-medieval-england/

http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/ladydiamond.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/ bamepec/multimedia/saggio5.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_269 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/ladydysi.htm

HIND HORN FROM EDINBURGH TOWN

Hind Horn è un’antica ballata che nasce dal romance “King Horn”  scritto alla fine del XIII secolo in proto-inglese in cui si narra dell’eroico re Horn, originariamente un feroce e sanguinario incursore vichingo, trasformato in un tipico cavaliere medievale, imbevuto di virtù cavalleresche.
Nella ballata invece prevale il tema amoroso, il quale inaugurerà uno specifico filone delle ballate popolari detto “broken token ballad“: l’uomo andato in guerra, ritorna dopo molti anni e incontra (sotto mentite spoglie) la fidanzata o la moglie, e la sottopone ad un test per avere la prova della sua fedeltà. Il modello archetipo è probabilmente quello di Ulisse e Penelope. (vedi prima parte)

L’ANELLO MAGICO

Un giovane uomo, spesso uno scozzese, Hind Horn, ha servito il re andando per mare per sette anni, nel frattempo si innamora di Jean, la figlia del re. Il re ad un certo punto e per motivi non chiariti, allontana da corte Hind Horn mandandolo a combattere oltremare per altri sette anni. Prima della separazione l’innamorata gli dona un anello che contiene una pietra magica, la quale diventa opaca in caso d’infedeltà. Quando la pietra perde la sua brillantezza il giovane corre a corte e scopre che Jane si è sposata con un altro; travestendosi e camuffandosi da mendicante con la scusa di brindare per la sposa getta nel bicchiere l’anello avuto in dono. Subito Jean lo riconosce e  scappa via con Hind Horn.
La ballata, nota anche sotto i titoli di “The Pale Ring” o “The Jeweled Ring”, è stata preservata nelle versioni più complete in Scozia e Irlanda ma, grazie agli emigranti irlandesi, è approdata anche nel New Brunswick (Canada).
Le versioni sono molte come pure le melodie associate, non si trovano tuttavia molte registrazioni in merito.

LA VERSIONE SCOZZESE

In Dan Milner and Paul Kaplan Songs of England, Ireland and Scotland, 1983 Oak, New York è così riportato: “Source: Text collated from various sources; tune from G. Greig and and A. Keith, Last Leaves of the Traditional Ballad and Ballad Airs.
Questa versione ambientata in Scozia è contraddistinta dall’intercalare delle frasi nonsense e dal ritornello And the birk and the broom blooms bonnie-O

ASCOLTA Rosaleen Gregory (da qui)
ASCOLTA
 su Spotify Ewan MacColl  in Ballads 1956


Near Edinburgh town was a young child born
(With a high loo low and a high loo  land)
His name was called young Hind Horn
(And the birk and the broom(1) blooms bonnie-O)
Seven years he served the King,
All for the sake of his daughter Jean.
The King an angry man was he
And he sent young Hind Horn to the sea,
She’s given to him a golden ring
With seven diamonds set therein.
“When this ring grows pale and wan
You may know that my love is gone”.
One day he looked his ring upon
And he knew she loved another man.
He’s left the sea and come to land
And there he’s met an old beggar man.
“What’s news, what news doth thee betide?”
“No news but the Princess Jean’s a bride.”
“Will you give me thy begging tweed
And I’ll give you my riding steed?”
The beggar he was bound for to ride
And Hind Horn he was bound for the bride.
When he came to the King’s own gate
He sought a drink for Hind Horn’s sake(2).
He drank the wine and dropped the ring
And bade them take it to the Lady Jean.
“Got you this ring by sea or land
Or got you this from a dead man’s hand?”
“Not from sea and not from land
But I got it from thy milk-white hand.”
“I’ll cast off my gown of brown
And I’ll follow you from town to town.”
“You needn’t cast off your gowns of brown,
For I’ll make you the lady of many a town.”
“I’ll cast off my dress of red(3)
And I’ll follow you and beg my bread.”
“You needn’t cast off your dress of red,
For I’ll maintain you with wine and bread.”
The bridgegroom had the bride first wed
But young Hind Horn took her first to bed.(4)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Vicino a Edimburgo nacque un bambino
(With a high loo low and a high loo  land)
che venne chiamato giovane Hind Horn. (e la betulla e la ginestra (1) fioriscono belle)
Servì il Re per sette anni
per amore verso la figlia Jean.
Il re si arrabbiò
e mandò il giovane Hind Horn per mare,
lei gli diede un anello d’oro
con sette diamanti incastonati.
“Quando l’anello è pallido e opaco,
tu saprai che il mio amore è svanito.»
Un giorno egli guardò l’anello
e seppe che lei amava un altro uomo.
Riprese il mare e approdò a terra
dove incontrò un vecchio mendicante.
«Che notizie, quali sono le notizie di oggi?»
«Solo che la Principessa Jean si è sposata.»
«Mi darai il tuo vestito da mendicante e io ti darò il mio destriero?»
Il mendicante era pronto per cavalcare
e Hind Horn era pronto per
la sposa.
Quando arrivò al cancello del Re
cercò da bere alla salute di Hind Horn (2),
bevve il vino e lasciò cadere l’anello
e ordinò che venisse portato a Lady Jean
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo morto?»
«Non lo presi né per mare né per terra,
ma lo ottenni dalla tua bianca mano»
«Metterò l’abito marrone
e ti seguirò di porta in porta.»
«Non c’è bisogno che ti metta l’abito marrone
perchè ti renderò la signora di molte città.»
«Metterò l’abito rosso (3)
e ti seguirò a mendicare il pane.»
«Non c’è bisogno che tu ti metta l’abito rosso
perchè ti manterrò con pane e vino.»
Lo sposo sposò per primo la sposa,
ma il giovane Hind Horn se la portò per primo a letto (4).

NOTE
1) la ginestra con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza. Una leggenda, di origine scozzese racconta di un uomo che richiese la “prova d’amore” prima di sposarsi. La ragazza su consiglio di una vecchia saggia, accettò la prova, ma solo se avesse avuto luogo tra i cespugli di ginestra. Accadde che il ragazzo stordito dal profumo dei fiori, cadde ben presto in un sogno profondo. Al risveglio, convinto di aver posseduto la ragazza come voleva, acconsentì alle nozze.
2) in altre versioni (come quella dei Bandoggs) più coerentemente è scritto: He’s sought there a drink for the bridegroom’s sake: al mendicante veniva offerto da bere per brindare alla salute della sposa
3) la principessa è convinta che il suo cavaliere sia caduto in disgrazia e viva come un mendicante. Così dichiara di voler indossare gli abiti del popolo per andare in giro a mendicare con lui. Nelle ballate il marrone e il rosso vengono considerati colori adatti ai mendicanti.  Nei tempi antichi però il rosso era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità, poi il Cristianesimo ha voluto che la donna si vestisse di blu, colore che simboleggia la verità e la purezza, e solo a partire dalle nozze della Regina Vittoria nel 1840 iniziò a consolidarsi la tradizione dell’abito bianco per la sposa.
4) Hind Horne è arrivato durante il banchetto nunziale i due si erano già sposati ma non avevano ancora consumato..

Un’ulteriore variante testuale riporta ancora meno strofe e il ritornello è completamente senza senzo con mera funzione d’intercalare:  Hey lililo and a ho lo la seguito da  Hey down and a hey diddle downy
ASCOLTA Bandoggs in Bandoggs 1978

ASCOLTA Maddy Prior in Flesh an Blood 1998 (per il testo qui)

ASCOLTA The Furrow Collective in At Our Next Meeting 2014 (i quali modificano ulteriormente il testo)


Young Hind Horn to the King is gone,
Hey lililo and a ho lo la,
And he’s fell in love with his daughter Jean, Hey down and a hey diddle downy.
She gave to him a golden ring
With three bright diamonds set therein.
“When this ring grows pale and wan
It’s then that you’ll know my love is gone.”
Now the king has sent him o’er the sea
For seven long years in a far country.
One day his ring grew pale and wan
And he knew that she’d loved another man.
So he’s left the sea for his own land
And it’s there that he’s met with a beggar man.
“What news, what news old man doth befall?”
“It’s none save the wedding in the king’s own hall.”
“Cast off, cast off your beggar’s weeds
And I’ll give you my good grey steed.”
Oh it’s when he came to the king’s own gate
He’s sought there a drink for the bridegroom’s sake.
And the bride gave him a glass of wine
And when he’s drunk he’s dropped in the ring.
“Oh got ye this by the sea or the land
Or took ye this from a dead man’s hand?”
“I got it neither by sea nor land
For you gave it to me with your own hand.”
“Oh, I’ll cast off my gown of red
And along with thee I’ll beg my bread.”
“Oh, you need not leave your bridal gown
For I’ll make you the lady of many’s the town.”
Her own bridegroom had her first wed
But young Hind Horn had her first to bed.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Il giovane Hind Horn è andato dal Re
Hey lililo and a ho lo la,
e si è innamorato di Jean sua figlia.
Hey down and a hey diddle downy.
Lei gli diede un anello d’oro con tre diamanti incastonati.
“Quando l’anello è pallido e opaco,
tu saprai che il mio amore è svanito.”
Il re lo mandò per mare per sette lunghi anni in un paese lontano.
Un giorno il suo anello divenne pallido e opaco
e lui seppe che lei amava un altro uomo.
Riprese il mare e approdò a terra
dove incontrò un vecchio mendicante. «Che notizie, quali sono le notizie di oggi?»
«Solo il matrimonio nel castello del re.» «Togliti il vestito da mendicante e io ti darò il mio valente destriero grigio»
Quando arrivò al cancello del Re
cercò da bere alla salute della sposa,
e la sposa gli diede una coppa di vino
e mentre bevve lui lasciò cadere l’anello.
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo morto?»
«Non lo presi né per mare né per terra ma lo ottenni dalla tua bianca mano»
«Mi leverò l’abito rosso
e ti seguirò a mendicare il pane.»
«Non c’è bisogno che ti levi l’abito da sposa
perchè ti farò signora di molte città»
Lo sposo la sposò per primo,
ma il giovane Hind Horn se la portò per primo a letto.

continua la versione irlandese

FONTI
http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/hindhorn.html
http://www.bluegrassmessengers.com/17-hind-horn.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=58972
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20082
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/301.html
http://www.bluegrassmessengers.com/english-and-other-versions-17-hind-horn-.aspx

THE HIGHLAND LADDIE

Una canzoncina diffusa in Scozia che sembra essere la seconda puntata della ballata Glasgow Peggy.
Là il “corteggiatore” è un rude giovanotto delle Terre Alte di Scozia che rapisce una fanciulla delle Terre Basse di nome Peggy; solo dopo la notte passata nel bosco (in cui i due si abbandonano alla passione) lui le rivela di essere il proprietario di vaste terre.

In questa canzone è la bella Peggy a raccontare la sua avventura e a rivendicare la sua scelta di vivere con un ragazzo delle Terre Alte dal cuore sincero e d’animo forte, paragonandolo ai più sciocchi e fatui ragazzi delle pianure.

Ancora una volta i Tannahill Weavers ci regalano un brano tradizionale che è uno spaccato di vita del tempo che fu e che richiama colline verdi, profumi di brughiera, due cuori e una capanna..

The Highland Laddie / A Painted Room and silken Bed~/ May please a Lawland Laird and Lady; /But I can Kiss and be as glad~/Behind a Bush in’s Highland Pladdie.[From a favourtie Song. The Highland Laddie] Printed for & Sold by Bowles & Carver. No.69 in St.Paul’s Church Yard, London. [n.d., c.1790.]
ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984


I
The Lawland Lads think they are fine
But oh they’re vain and idle gaudy
How much unlike the graceful mein
And manly looks o’ my Highland Laddie
II
If I were free at will to choose
To be the wealthiest Lawland Lady
I’d tak’ young Donald without trews
Wi’ bonnet blue and Highland plaidie
Chorus:
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
When I was sick and like to die
He rowed me in his Highland plaidie
III
O’er Benty Hill wi’ him I’ll run
And leave my Lawland kin and daddy
Frae winters chill and summers sun
He’ll screen me in his Highland plaidie
IV
A painted room, a silken red
Maun please a Lawland Lord and Lady
But I can kiss and be as glad
Behind a bush in his Highland plaidie
V
Nae greater joy I’ll e’er pretend
Than that his love prove true and steady
Like mine to him which ne’er shall end
While heaven preserves my Highland Laddie
Tradotto da Cattia Salto
I
I ragazzi delle Terre Basse pensano di essere belli, oh ma sono sciocchi e anche volgari, come sono diversi dall’animo grazioso e dagli sguardi virili del mio ragazzo delle Terre Alte
II
Se fossi libera di scegliere
di essere la più ricca Dama delle Terre Basse prenderei piuttosto il giovane Donald senza calzoni (1), con il berretto blu e il mantello delle Terre Alte
Coro: O il mio bel ragazzo delle Terre Alte, quando ero malata e mi sentivo morire, mi avvolgeva nel mantello delle Terre Alte
III
Su Benty Hill con lui correrei e lascerei il mio clan delle Terre Basse e mio padre, dal freddo dell’inverno e dal sole dell’estate mi riparerei nel suo mantello delle Terre Alte
IV
Una stanza affrescata, un letto di seta potrebbero piacere a un Signore e a una Signora delle Terre Basse
ma potrei baciare e essere altrettanto contenta dietro a un cespuglio nel suo mantello delle Terre Alte
V
Nessuna gioia più grande mai pretenderei
che il suo amore sia leale e costante
come il mio verso di lui che mai finirà e che il cielo preservi il mio ragazzo delle Terre Alte

NOTE
Ecco cosa scrivono nelle note “Now we have a strange one.  This song deals with a Lowland girl’s love for a Highland man.  She wants to run away with him and live in his kilt.  The last statement is not as ridiculous as you think, as the plaidie and kilt were used not only as a uniform but as somewhere for a traveling man to sleep.  A soldier in particular would never fight wearing his kilt, as it restricted his movement.  This is also the reason why the Scots did win a few battles.  If you know what is worn beneath the kilt, and you can imagine 5,000 of them running towards you… you would want to run away.”
1) anche  una canzoncina umoristica più moderna recita “Donald where are your trousers?“; maliziosamente i Tannies fanno intendere che il giovane è senza mutande, più semplicemente la ragazza descrive il tipico abbigliamento del montanaro scozzese del tempo che fu: il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!). La foggia dei pantaloni aderenti (in gaelico troovash) viene dall’epoca medievale, in particolare in Scozia il tartan era tagliato di sbieco (per ottenere una certa elasticità del tessuto) e cucito in modo molto aderente alla gamba (le cuciture si trovavano sul dietro della gamba come le calze di nylon vecchio stile). Questa moda però prese piede solo tra i capi degli Highlanders per contraddistinguere il loro rango o quando si recavano nelle Lowlands.

continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/donald-wheres-your-troosers/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/3031lyr5.htm
http://www.grosvenorprints.com/stock_detail.php?ref=393

BONNIE GEORGE CAMPBELL

Più che una ballata, un frammento di una ballata medievale collezionata dal professor Child al numero 210 con il titolo di “Bonnie James Campbell”: il guerriero parte per la battaglia ma ritorna a casa solo il suo cavallo.

Non ci sono registrazioni dei soliti noti, ma la ballata è piuttosto popolare in Scozia e nelle appalachian mountains. Eseguita però per lo più come slow air era con buona probabilità una canzoncina cantata ai bambini come ninnananna, con quei suoni un po’ nostalgici  del dialetto scozzese e la melodia malinconica.

ASCOLTA Bascoma Lamar Lunsford in  Ballads, Banjo Tunes and Sacred Songs of Western North Carolina 1996

ASCOLTA The Livinstones 1969

ASCOLTA Fellow Pynins (interessante performance in un sottopasso di Edimburgo)

ASCOLTA Edan Archer 


I
High upon Hielands and laigh upon Tay
Bonnie James Campbell rade oot on a day
Saddled, bridled, and booted rade he
Hame cam’ his guid horse but never cam’ he
II
Doon cam’ his mither dear greetin’ fu’ sair (3)
Doon cam’ his bonnie wife reivin’ her hair (4)
“The meadow lies green and the corn is unshorn
But bonnie James Campbell will never return (5)”
III
Saddled and bridled and booted rade he
A plume in his helmet, a sword at his knee
Toom cam’ his saddle a’ bluidy tae see
Hame cam’ his guid horse but never cam’ he
Traduzione di Cattia Salto
I
Su per le montagne e giù per il Tay (1)
il bel James Campbell (2) uscì un giorno
a cavallo con sella, briglia e stivali
a casa ritornò il suo cavallo, ma lui non arrivò mai.
II
Scese la madre piangendo il suo
dolore
Scese la bella moglie strappandosi i capelli
“i campi sono rigogliosi e il grano è da falciare
ma il bel James Campbell non ritornerà più”
III
Con sella, briglia e stivali cavalcava,
una piuma sull’elmo e una spada ai fianchi,
vuota ritornò la sua sella tutta insanguinata
a casa tornò il suo cavallo ma lui non arrivò mai

NOTE
1) fiume della Scozia, l’immagine è semplice ma diretta ed evoca brulle montagne e strette valli scoscese
2) Il clan dei Campbell divenne uno dei più potenti clan della Scozia medievale attestando i suoi possedimenti nella regione di Argyll, grazie alla loro alleanza prima con Robert Bruce  e poi con Robert the Stewart (che salirà al trono come Robert II) i capi del clan saranno potenti Lord regionali con importanti incarichi di governo e tuttavia finiranno per appoggiare la Riforma Protestante  (1560) ed essere i più strenui nemici del movimento giacobita. Secondo gli studiosi un James Campbell morì nella battaglia di Glenlivet nell’ottobre del 1594. Alla Battaglia di Glenlivet nel 1594 le forze del Conte di Argyll che consistevano nel Clan Campbell, nel Clan Stewart di Atholl, nel Clan Forbes e nella Confederazione di Chattan del Clan Mackintosh vennero sconfitte dal Conte di Huntly e dai suoi uomini, composti dai gruppi del Clan Gordon, del Clan Comyn/Cumming e del Clan Cameron. (da wiki)
3) with her heart full of care
4) curling her hair, tearing of her hair
5) The barn, it is empty, the baby unborn (=il granaio è vuoto e il bambino non ancora nato)

FONTI
https://nelcuoredellascozia.com/2016/01/10/clan-campbell/
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch210.htm
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/bonniegeorgecampbell.html
https://www.studentwritingcenter.us/british-poetry/bonnie-george-campbell-bonnie-james-campbell-anonymous-15th.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_george.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bonnijam.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-GeorgeCampbell.html

TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm