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THE BRAES OF BALQUHIDDER

BALQUHIDDER (scritto anche come BALQUHITHER) pronuncia ‘Balwhither’ è un piccolo villaggio della Scozia in mezzo ai monti nelle terre dei MacGregor, accanto a un piccolo lago dove Robert Tannahill (1774-1810) ha ambientato questa canzone, conosciuta anche in Irlanda e resa famosa da Francis McPeake nel 1957 con il titolo di Wild Mountain Thyme

Nel sito del gruppo Tannahill Weavers leggiamo che il brano è apparso due volte in “Scottish Minstrel ” – di RA Smith (1821 – 1824) – vol. I, p. 49 e vol. IV, p. 89 e che la melodia utilizzata è una modifica della prima edizione e s’intitola ‘The Three Carls o’ Buchanan’. Meglio non addentrarsi nell’accesa disputa sulla paternità di testi e melodia che divide irlandesi e scozzesi, bensì prendiamo atto dell’ampia diffusione popolare di un tema che esprime l’amore per la propria terra e le sue bellezze, e una melodia che è una slow air dalla profonda dolcezza.

balquidder

ASCOLTA Skylark in “All of It”, 1979

ASCOLTA Tannahill Weavers in Capernaum 1994,  con puro accento scozzese. Date anche un’occhiata  alla loro biografia


Chorus
Let us go, lassie, go
Tae the braes o’ Balquhidder
Whar the blueberries (1) grow
‘Mang the bonnie Hielan’ heather
Whar the deer and the rae
Lichtly bounding thegither
Sport the lang summer day
On the braes o’ Balquhidder
I
I will twin thee a bow’r
By the clear silver fountain
And I’ll cover it o’er
Wi’ the flooers o’ the  mountain
I will range through the wilds
And the deep glens (2) 
 sae dreary
And return wi’ their spoils
Tae the bow’r o’ my dearie
II
When the rude wintry win’
Idly raves roun’ oor dwellin’
And the roar o’ the linn(3)
On the nicht breeze is swellin’
So merrily we’ll sing
As the storm rattles o’er us
Till the dear shielin’ ring
Wi’ the licht(4) liltin’  chorus.
III
Noo the summers in prime
Wi’ the flooers richly bloomin’
Wi’ the wild mountain thyme
A’ the moorlan’s perfumin’
Tae oor dear native scenes
Let us journey thegither
Whar glad innocence reigns
‘Mang the braes o’ Balquhidder
TRADUZIONE di Cattia Salto
ritornello
Andiamo, ragazza, andiamo
per i pendii di Balquhidder
dove crescono i mirtilli (1)
tra la bella erica d’altura,
dove il cervo e il capriolo
vanno assieme con piede leggero,
passiamo l’interminabile estate,
sui pendii di Balquhidder
I
Ti intreccerò un frondoso riparo
vicino alla pura sorgente cristallina
e lo ricoprirò tutto
con i fiori di montagna,
cercherò per i boschi
e nelle profonde forre (2)  sì ombrose
e ritornerò con i loro tesori
al pergolato del mio amore.
II
Quando il forte vento invernale
vagherà inoperoso attorno alla nostra dimora e il rimbombo della cascata(3)
nella brezza notturna  si gonfierà,
così allegramente  canteremo,
mentre la tempesta  infurierà su di noi
fino a che il caro rifugio risuonerà
con un allegro coro melodioso.
III
Ora l’estate è in arrivo
con i fiori che sbocciano a profusione
con il timo selvatico di montagna
che profuma la brughiera,
per le nostre care terre natie
andiamoci tutti insieme
dove regna la lieta  innocenza
sui pendii di Balquhidder

NOTE
1) Nella canzone si descrive una ricorrenza sociale ancora sporadicamente praticata in Scozia e Irlanda: la raccolta dei mirtilli, una festa di mezz’estate denominata Bilberry Sunday Si celebrava per lo più a luglio, quando maturano le bacche del mirtillo o ad Agosto, spesso abbinata alla festa celtica di Lughnasa o alla domenica (o lunedì) più prossima alla festa. Un tempo i giovinetti e le giovanette stavano su per i monti nella brughiera da mattino a sera a raccogliere i mirtilli e a fare amicizia, era perciò una festa dedicata al corteggiamento e a combinare i matrimoni. continua
2) glen: è una  tipica valle scozzese solitamente allungata e profonda con una forma ad U
3) linn:  cascata dal gaelico scozzese linne
4) licht:  termine scozzese per light qui con significato di allegro

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2026.htm
https://thesession.org/tunes/10655
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME

“There’ll Never Be Peace Till Jamie Comes Hame” è una vecchia canzone giacobita pubblicata nello “Scots Musical Museum”,  (vol IV, 1791) con il testo riscritto da Robert Burns, che conosceva la melodia con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa”. Giacomo è il figlio del deposto re Giacomo VII di Scozia che i Giacobiti riconoscevano come unico legittimo successore al trono e soprannominarono The Old Pretender per distinguerlo dal figlio il Principe Carlo Stuart.

Così scrive Robert Burns in una lettera ad Alexander Cunningham (1791) “You must know a beautiful Jacobite air “There’ll never be peace till Jamie comes hame”. When political combustion ceases to be the object of princes and patriots, it then, you know, becomes the lawful prey of historians and poets.”

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740, 22, e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743, I. 20, conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”
ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415)

ASCOLTA Sophie Ramsay in ‘The Seas Between Us‘ (vedi)

ASCOLTA Dougie Mathieson & Mags Macfarlane  in “A Tribute to Rabbie Burns”, 2015

ASCOLTA The Whistlebinkies


I
By yon Castle wa’ (1), at the close of the day,
I heard a man sing, tho’ his head it was grey:
And as he was singing, the tears doon came, –
There’ll never be peace till Jamie  (2) comes hame.
II
The Church is in ruins, the State is in jars,
Delusions, oppressions, and murderous wars,
We dare na weel say’t, but we ken wha’s to blame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
III
My seven braw sons for Jamie drew sword,
But now I greet (3) round their green beds in the yerd (4);
It brak the sweet heart o’ my faithful and dame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
IV
Now life is a burden that bows me down,
Sin’ I tint (5) my bairns (6), and he tint his crown;
But till my last moments my words are the same, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ai piedi del castello all’imbrunire
udii un uomo cantare, sebbene con il capo canuto
e mentre cantava le lacrime scendevano –
“Non ci sarà mai pace finchè Giacomo (2) ritornerà sul trono”
II
La Chiesa è in rovina e lo Stato in discordia,
delusione, oppressione
e guerre feroci
e noi sappiamo bene
chi è da biasimare
– Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
III
I miei sette bravi figli per Giacomo cisero la spada,
ma ora io li piango nei loro verdi giacigli al camposanto
e il povero cuore della mia leale dama si spezzò –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
IV
Ora la vita è un fardello che mi piega in due
dacchè persi i miei figli ed egli perse la corona;
ma fino all’ultimo respiro le mie parole saranno le stesse –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono

NOTE
1) wa’=wall
2) La discendenza maschile del ramo Stuart  (la parte cattolica della famiglia) cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna: Giacomo Francesco Edoardo Stuart tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715 sbarcando in Scozia e mettendosi alla testa dei suoi seguaci con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar: il 6 settembre 1715 Lord Mar si incontrò con un gruppo di Highlander e nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Anche questo secondo tentativo fallì e Giacomo passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia. (vedi scheda dei personaggi principali qui)
3) greet=weep
4) yerd=kirkyard
5) sin I tint=as I lost
6) bairns=children

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/therellb.htm
https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=2322
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-326,-pages-336-and-337-as-i-cam-down-by-yon-castle-wa.aspx

TWEEDSIDE A SCOTTISH TUNE

Antica aria anglo-scozzese “Tweedside” o “The Banks of the Tweed” è alla base di molte canzoni tra Scozia e Irlanda e la questione è ancora aperta in merito alla paternità:  “It is the tune Tweedside’, first published in the Orpheus Caledonius Collection in 1733… It was taken into the Irish tradition and combined with a text in Irish in praise of the river Lee, to give the well known ‘Abha na Laoi’ (The River Lee’)… The tune is now better known as ‘Ar Éirinn ní Neosfainn Cé Hí’ (‘For Ireland I would not tell her Name’), with its eighteenth-century text from the Maigue school of poets from Limerick… In this version the air, with its decorations, has been finally put into what traditional musicians of today would recognise as an acceptable Irish mould” (tratto da “Traditional music in Ireland” di Tomás Ó Canainn)

Alcuni attribuiscono la melodia al compositore piemontese Davide Rizzio (o Riccio) (c. 1533 – 1566) protégé della regina di Scozia (vedie tuttavia il primo riscontro risale al 1622 scritto da Andrew Adam di Glasgow in tablatura per viola da gamba come riportato nel manoscritto Blaikie. Un’approfondita ricerca nel saggio di Cynthia Cathcart parte proprio dalle notazioni d’epoca barocca per risalire fino al 1800 (Tweedside — For Ireland I’d Not Tell Her Name
The Melody and Lyrics of a Traditional Song vedi)


Il primo abbinamento della melodia con un testo è fatto risalire nella ricerca di Cynthia Cathcart a John Lord Yester, Marchese di Tweeddale presumibilmente scritto prima del 1697 e pubblicato ne Ancient and Modern Scottish Songs di David Herd (Edimburgo 1776) con il titolo di “When Meggy and me were acquaint” . Sempre nel Settecento viene pubblicata nel “The Tea–Table Miscellany” (1724) la poesia di Robert Crawford con il titolo di “Tweet-side” versione che soppiantò quella di Lord Yester e comparve nelle principali raccolte di canzoni scozzesi del tempo.
What Beauties does Flora disclose!
How sweet are her smiles upon Tweed?
Yet Mary’s still sweeter than those;
Both nature and fancy exceed.
Nor daisy, nor sweet–blushing rose,
Not all the gay flow’rs of the field,
Not Tweed gliding gently through those,
Such beauty and pleasure does yield.

Agli inizi dell’800 alla melodia “Tweedside” venne abbinato un testo in gaelico irlandese Ar Eireann Ni Neosainn Ce hi e il brano è diventato un classico della musica irlandese!

FONTI
http://www.wirestrungharp.com/music/tweedside.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-006,-page-6-the-banks-of-the-tweed.aspx
http://www.electricscotland.com/history/nation/crawford.htm
https://thesession.org/tunes/11612

THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti.

In un broadside inglese stampato prima del 1625 e conservato nella Roxburghe Collection presso la British Library così è scritto “The lovely Northerne Lasse Who in this ditty, here complaining, shewes What harme she got milking her dadyes Ewes. To a pleasant Scotch tune, called ‘The Broom of the Cowden knowes.'”
Il ritornello così recita
With, O the broome, the bonny, broome,
the broome of Cowdon Knowes!
Fain would I be in the North Countrey,
to milke my dadyes ewes.
La storia si discosta di poco dalla versione più diffusa e originaria (vedi prima parte): una pastorella che sta mungendo il gregge del padre è sedotta da un pastorello, resta incinta e viene cacciata, un giovane uomo ha pietà di lei e la sposa per avere una moglie “To be a true, obedient wife and observe your husband’s will“. Nel 1715-16 la ballata è stata riscritta in un broadside mantenendo il refrain della vecchia versione con un nuovo testo pro-giacobita, come narrata da un uomo che è stato esiliato per aver sostenuto la ribellione del 1715. (vedi)

LA VERSIONE SETTECENTESCA: The Broom o’ the Cowdenknowes

Nonostante Sir Walter Scott rivendichi di aver collezionato una più genuina versione popolare della ballata, quella che ha riscontrato maggior successo nei secoli è la versione riportata da Allan Ramsay nella raccolta “Tea-Table Miscellany” 1723, che alcuni critici ritengono sia una versione poetica secondo la moda bucolica del tempo, più che una ballata genuinamente popolare. L’incontro richiama peraltro un altrettanto bucolico amoreggiamento riscritto da Robert Burns dal titolo “Ca’ the Yowes” . Curiosamente anche qui si accenna ai boschetti di noccioli sulle rive di un torrentello..

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The Hireling Shepherd (1851) William Holman Hunt

Il punto di vista è quello femminile  e l’incontro amoroso  tra i cespugli di ginestra, è  con il suo innamorato, anche lui pastorello, nelle versioni più antiche invece è uno straniero ad abusare della ragazza (un border reiver  vedi) ; le otto strofe originarie (nella versione dei Baltimore Consort ridotte a quattro) si soffermano più sui piaceri dell’amoreggiamento che sulle sofferenze delle sue conseguenze: solo in una strofa la ragazza accenna al fatto di essere stata bandita dalla sua famiglia e ne deduciamo che lo sia stata a causa della gravidanza fuori dal matrimonio. La melodia è quella riportata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) insieme alla descrizione della danza relativa

ASCOLTA le melodia (per la danza qui) questa è la melodia diventata standard anche se arrangiata diversamente da quella riportata in John Playford (vedi)

ASCOLTA Baltimore Consort A trip to Killburn: Playford tunes and their Ballads” 1996 da ascoltare in versione integrale su Spotify

CHORUS
O, the broom(1), the bonny, bonny broom,
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
I wish I were with my dear swain,
With his pipe and my ewes(3).
I
How blyth every morn was I to see
The swain come o’er the hill!
He skipt the burn(4) and flew to me:
I met him with good will.
II
I neither wanted ewe nor lamb,
While his flock near me lay:
He gather’d in my sheep at night,
And chear’d me a’ the day.
III
While thus we spent our time by turns,
Betwixt our flocks and play (5);
I envy’d not the fairest dame,
Tho’ ne’er so rich and gay.
IV
Adieu, ye Cowdenknows, adieu,
Farewel a’ pleasures there;
Ye gods, restore me to my swain,
Is a’ I crave or care.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
vorrei essere con il mio caro pastorello,
con il suo flauto e le mie pecore (3)
I
Come spensierata ogni mattina andavo incontro al corteggiatore in arrivo dalla collina, saltava il ruscello(4) per correre da me e l’incontravo volentieri
II
Io non volevo pecore o agnelli, mentre le sue greggi mi riposavano accanto: lui le radunava con le mie a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Così passavamo il tempo a turni,
tra le nostre greggi e il diletto (5),
non invidiavo la più bella delle dame
perchè mai così ricca e allegra.
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio,
addio a tutti i piaceri laggiù;
perdio ritornare accanto al mio corteggiatore, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
fiore-ginestra_m1) la ginestra (vedicon la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
2) Cowdenknowes (inglesizzato in Coldingknowes) è una tenuta scozzese sulle rive del fiume Leader nel Berwickshire vicino al villaggio di Earlston dove si aggirava nel 1200 “Thomas the Rhymer“. Il posto conserva ancora una traccia delle sue frequentazioni fatate nello stesso titolo della località “Cowden ” sta per colltuinn , che è una parola in gaelico scozzese per ” Hazel ” la pianta delle nocciole mentre la parola Knowes significa “Hill” quindi il nome si legge come le colline dei noccioli.
In Scozia le pecore venivano portate ai pascoli estivi il primo di maggio mentre gli uomini trasportavano gli strumenti necessari per riparare le capanne dai danni dell’inverno, le donne portavano cibo e utensili per la cucina. Iniziava la stagione della gioia delle danze e dei corteggiamenti.

The Leader valley at Cowdenknowes House, Berwickshire, 1843 [Scotland] di Edward Gennys Fanshawe

3) yowes=ewes pecore
4) burn, burnie=small stream, torrente
5) il termine play può avere diversi significati in questo contesto: più genericamente vuol dire divertimento, l’atto del divertirsi con allusione ai giochi sessuali.

THE BROOM OF COWDENKNOWES: LA VERSIONE PIU’ ATTUALE

E’ una versione abbastanza simile a quella pubblicata da Allan Ramsay, ma rivisitata in chiave moderna: prima di tutto si sposta il punto di vista da quello femminile a quello maschile e la storia è intesa decisamente come una storia d’amore. E’ stata la versione testuale e melodica di Archie Fisher, a diventare lo “standard” di quelle successive. In questa chiave non sappiamo perchè il ragazzo sia stato bandito, quasi come se la storia si fosse sovrapposta alla versione pro-giacobita circolata in broadside nel 1716

ASCOLTA Archie Fisher in Will Ye Gang, Love 1976

ASCOLTA Silly Wizard in Wild and Beautiful 1981 (strofe I, III e IV)

ASCOLTA Kenny Speirs 2000

ASCOLTA Cherish the Ladies in The Girls Won’t Leave The Boys Alone (2001) dove il soggetto ridiventa la ragazza

CHORUS:
Oh the broom(1), the bonnie, bonnie broom
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
Fain would I be in my own country
Herding my father’s ewes(3)
I
How blithe each morn was I tae see
My lass came o’er the hill
She skipped the burn(4) and ran tae me
I met her wi’ good will
II
We neither herded ewes nor lambs
While the flock near us lay
She gathered in the sheep at night
And cheered me all the day
III
Hard fate that I should banished (6) be
Gang way o’er hill and moor
Because I love the fairest lass
That e’er yet was born
IV
Adieu ye Cowdenknowes, farewell
Farewell all pleasures there
To wander by her side again
Is all I crave or care
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
preferirei essere nel mio paese,
a condurre le pecore di mio padre (3)
I
Come spensierato ogni mattina andavo a vedere la mia ragazza in arrivo  dalla collina, saltava il ruscello (4)  e correva da me, e volentieri la incontravo.
II
Non conducevamo nè pecore nè agnelli, mentre le greggi riposavano accanto a noi, lei radunava le pecore a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Amaro destino che fossi bandito (6)
mandato via  dalla collina e dalla brughiera, perchè amavo la più bella ragazza che mai sia nata
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio
addio a tutti i piaceri laggiù,
camminare accanto a lei ancora una volta, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
6) nella versione pro-giacobita la ballata è intitolata “New way of the Broom of Cowden Knows” che diventa “O my King” in “Jacobite Relics” Vol II (# 6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/broomfield.htm#ginestra
http://www.ramshornstudio.com/broom.htm
http://www.houseofharden.com/cowdenknowes/broom.htm
http://chrsouchon.free.fr/broomcow.htm
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://www.cowdenknowes.com/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48416
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
thebroomofcowdenknowes.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BroomCowden.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
http://www.rhapsody.com/search/track?page=2&query=cowden

WALY WALY LOVE BE BONY

La ballata “Jamie Douglas” (riportata in Child #204) sembrerebbe narrare l’infelice matrimonio tra il Marchese e Lady Barbara Erskine, figlia del IX conte di Mar, i due si sposarono nel 1670 ma la donna venne ripudiata nel 1681 con l’accusa di adulterio: nella ballata Lady Erskine accusa James Lockhart di Blackwood (ovvero William Lawrie, detto Blackwood) di aver manovrato il marito contro di lei.


Ma alcuni studiosi ritengono che la ballata sia più antica, risalente ai tempi della Regina Maria Stuarda e in origine si trattasse del lamento di una fanciulla abbandonata piuttosto che di una moglie ripudiata.
“The ballad’s dramatic first-person style deserves comment, but of greater interest is the curious connection between ‘Jamie Douglas’ and the lyric complaint, ‘Waly, Waly, But Love Be Bonny’. As many as four stanzas of the lyric have infiltrated certain versions of the ballad. Since the lyric is so much more smoothly integrated than the ballad, one deduces that this moving lament of an abandoned girl about to become a mother is the older song. Seemingly the girl’s situation was so much like that of the discarded marchioness that borrowing was inevitable.” (tratto da qui)

Parte delle strofe sono migrate nel Folk Songs From Somerset di Cecil Sharp e Charles Marson (Londra, 1906) con il titolo di “Waly, Waly” Sharp però non aveva raccolto la canzone da un’unica fonte bensì aveva messo insieme a tavolino strofe prese da vari frammenti. vedi
ASCOLTA June Tabor


I
Oh, waly (1), waly up the bank
and waly, waly down the brae,
And waly, waly up burnside
where I and my love used to go.
I was a lady of high renown
that lived in the North country;
I was a lady of high renown
when Jamie Douglas courted me.
II
And when we came to Glasgow town, it was a comely sight to see,
My lord was clad in the velvet green and I myself in cramasie.
And when my eldest son
was born and set upon
his nurse’s knee,
I was the happiest woman born
and my good lord, he loved me.
III
There came a man into our house
and Jamie Lockhart was his name
And it was told unto my lord
that I did lie in bed with him.
There came another to our house
and he was no good friend to me;
He put Jamie’s shoes beneath my bed and bade my good lord
come and see.
IV
Oh woe be unto thee, Blackwood,
and an ill death may you die,
You were the first and the foremost man that parted my good lord and I.
And when my lord came to my room this great falsehood for to see,
He turned him round all with a scowl and not one word would he speak to me.
V
“Come up, come up, now Jamie Douglas, come up the stair and dine with me, I’ll set you on a chair of gold and court you kindly on my knee.”
“When cockleshells turn silver bells and fishes fly from tree to tree,
When frost and snow turn fire to burn it’s I’ll come up and dine with thee.”
VI
Oh woe be unto thee, Blackwood,
and an ill death may you die,
You were the first and the foremost man that parted my good lord and I.
And when my father he had word
my good lord had forsaken me,
He sent fifty of his brisk dragoons
to fetch me home to my own country.
VII
O had I wist when first I kissed
that love should been so ill to win,
I’d locked my heart in a cage of gold and pinned it with a silver pin.
You think that I am like yourself and lie with each one that I see,
But I do swear by Heavens high, I never loved a man but thee.
VIII
‘Tis not the frost that freezes fell, nor blowing snow’s inclemency,
‘Tis not such cold that makes me cry, but my love’s heart grown cold to me.
O waly, waly, love is bonnie a little while when first it’s new,
But love grows old and waxes cold and fades away like morning dew.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ahimè ahimè  riva
e ahimè ahimè pendio
Ahimè riva del ruscello dove io e il mio amore eravamo soliti andare!
Ero una dama illustre
che viveva nel Nord
ero una dama illustre
quando James Douglas mi corteggiò.
II
Quando andammo a Glasgow,
eravamo una bella coppia da vedere,
il mio Signore indossava del velluto verde e io ero in cremisi,
e quando il mio figlio più grande
nacque, sistemato
sulle ginocchia della sua tata,
ero la donna più felice al mondo
e il mio buon Signore mi amava
III
Poi venne un uomo in casa nostra
e si chiamava Jamie Lockhart
e fu detto al mio Signore
che io andai a letto con lui.
Poi ne venne un altro in casa nostra
e non era un buon amico per me;
mise le scarpe di Jamie sotto al mio letto e avvertì il mio buon Signore perché venisse a vedere
IV
Oh disgrazia su di te Blackwood
che tu possa morire di mala morte
tu fosti il primo e il più illustre uomo a separare il mio buon Signore e me.
E quando il mio Signore venne nella mia camera per occuparsi di questa grande menzogna, si voltò dall’altra parte sdegnato
e non mi disse una sola parola
V
“Vieni, ora Jamie Douglas, sali le scale e cena con me, ti farò sedere su una sedia d’oro e ti vezzeggerò sorridente sulle mie ginocchia”
“Quando le conchiglie diventeranno campanelle d’argento e i pesci voleranno tra gli alberi, quando gelo e neve bruceranno come fuoco allora salirò a cenare con te”
VI
Oh disgrazia su di te Blackwood
che tu possa morire di mala morte
tu che fosti il primo e il più illustre uomo a separare il mio buon Signore e me. E quando mio padre venne a conoscenza che il mio buon Signore mi aveva abbandonato
mandò 50 dei suoi valenti dragoni
per riportarmi a casa nel mio paese.
VII
Se avessi saputo quando baciai la prima volta che l’amore sarebbe stato così pericoloso da conquistare,
avrei chiuso il mio cuore in una gabba d’oro e appuntato con una spilla d’argento. Tu credi che io sia come te che sta con chiunque altro incontra, ma io giuro sull’Altissimo che non amai mai nessun altro uomo tranne te.
VIII
Non è la brina che congela cadendo, nemmeno l’inclemenza della neve
non è tale freddo che mi fa piangere, ma il cuore del mio amore che si raffredda nei miei confronti.
Ahimè ahimè amore è bello quando dapprima è nuovo, ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.

NOTE
1) sinonimo di alas, esclamazione di dolore
FONTI
http://www.justanothertune.com/html/wateriswide.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-158,-page-166-waly,-waly.aspx
http://www.bartleby.com/243/87.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/walywaly.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_waly.htm
http://www.mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=2288552

GALWAY CITY OR ETTRICK HIGHWAY?

spanish-lady“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!
Tuttavia la Bella Spagnola cambia indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche da Belfast, Chester e dalla Scozia

GALWAY CITY

Questa versione si configura più propriamente come un “contrasto amoroso” con botta e risposta anche allusivi. Per la verità la bella in questione non è mai espressamente appellata come “Dama Spagnola”, ma la melodia è la stessa della “Spanish Lady” popolare a Dublino (continua)

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem 1966

I
As I walked out through Galway City at the hour of 12 at night,
Whom should I spy but a handsome lassie, combing her hair by candlelight?
(He:)”Lassie, I have come a-courting, your kind favors for to win,
And if you’d but smile upon me, next Sunday night I’ll call again.”
Chorus: A raddy up a toorum, toorum, toorum, raddy up a toorum dey (bis)
II
(She:) “So to me you came a-courting, my kind favors for to win,
But ‘twould give me the greatest pleasure if you never did call again.
What would I do, when I go walking, walking out in the morning dew?
What would I do when I go walking, walking out with a lad like you?”
III
(He:) Lassie, I have gold and silver. Lassie, I have houses and land.
Lassie, I have ships on the ocean. They’ll be all at your command.”
(She:) What do I want with your gold and silver? What do I want with your houses and land?
What do I want with your ships on the ocean? All I want is a handsome man.”
IV
(He:) “Did you ever see the grass in the morning, all bedecked with jewels rare?
Did you ever see a handsome lassie, diamonds sparkling in her hair?”
(She:) “Did you ever see a copper kettle, mended with an old tin can (2)?
Did you ever see a handsome lassie married off to an ugly man?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
 Mentre camminavo per Galway a mezzanotte,
chi vidi mai, se non una bella fanciulla che si pettinava i capelli a lume di candela?
(lui)”Fanciulla sono venuto per corteggiarvi e ottenere la vostra amabile grazia
e se invece vorrete deridermi, la prossima Domenica sera riproverò di nuovo.”
Coro: senza senso
II
(lei) “Così siete venuto per corteggiarmi e ottenere i miei favori,
ma non mi rendereste una grande grazia se non mi chiamerete di nuovo. Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare nella rugiada del mattino? Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare con un giovanotto come voi?”
III
(lui) “Fanciulla ho oro e argento, ho case e terra, fanciulla ho navi in mare, sarà tutto a vostro comando”
(lei) “Cosa m’importa dell’oro e dell’argento? (1) Cosa m’importa delle vostre case e terre? Cosa m’importa delle vostre navi in mare? Ciò che voglio è un bell’uomo”
IV
(lui) “Avete mai visto l’erba al mattino, tutta adornata da gemme rare?
Avete mai visto una bella fanciulla con i diamanti che scintillano tra i capelli? ”
(lei) “Avete mai visto un paiolo di rame, riparato con un vecchio barattolo di latta? (2) Avete mai visto una bella fanciulla sposarsi con un uomo sgradevole?”

NOTE
1) versi tipici delle gypsy ballads
2) il paragone non è privo di allusioni sessuali

ETTRICK LADY

La zona intorno al fiume Ettrick (Scozia) è ricca di riferimenti letterari a cominciare dal poeta James Hogg (1770-1835) noto con il nome di “Ettrick Shepherd”; nelle Ettrick forest sono ambientate molte delle ballate più antiche e magiche della Scozia

ASCOLTA The Corries

Anche in questo caso il testo è sostanzialmente simile al precedente

I
As I gang doon the Et(t)rick Highway at the hour o’ 12 at night;
What should I spy but a handsome lassie, combin’ her hair by candlelight.
First she combed it, then she brushed it;
Tied it up wi’ a velvet band;
Ne’er hae I seen such a handsome lassie
all up an’ doon ov’r all Scotland!
Chorus:
Fallah-tallah rhu-dhumma, rhu-dhum, rhu-u-dhum;
Fallah-tallah rhu-dhumma, rhu-dhum-day!
II
He:) Lassie, I hae come a-courting, your kind favors for to win;
And if you’d but smile upon me, next Sunday night I’ll call again.
(She:) So to me you came a-courting, my kind favors for to win;
But ‘twould give me the greatest pleasure if you never would call again!
What would I do, when I go walking, walking out in the Ettrick view;
What would I do when I go walking, walkin’ oot wi’ a laddie like you?
III
(He:) Lassie, I hae gold and silver, lassie I hae houses and land
Lassie, I hae ships on the ocean, they’ll a’ be at you’r command.
(She:) What do I care for your gold and silver,
what do I care for your houses and land?
What do I care for your ships on the ocean?;
When all I want is a handsome man!
IV
(He:) Did you ever see the grass in the morning,
all bedecked with jewels rare?
Did you ever see a handsome lassie, diamonds sparkling in her hair?
(She:) Did you ever see a copper kettle, mended up wi’ an old tin can?
Did you ever see a handsome lassie married up tae an ugly man?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
 Mentre camminavo per la strada di Ettrick a mezzanotte,
chi vidi mai, se non una bella fanciulla che si pettinava i capelli a lume di candela?
Prima li pettinava e poi li spazzolava
e poi li legava con un nastro di velluto
non ho mai visto una ragazza così bella in tutta la Scozia!
Coro: non senso
II
(lui)”Fanciulla sono venuto per corteggiarvi e ottenere la vostra amabile grazia;
e se invece vorrete deridermi,
la prossima Domenica sera riproverò di nuovo.”
(lei) “Così siete venuto per corteggiarmi e ottenere i miei favori,
ma non mi rendereste una grande grazia se non mi chiamerete di nuovo. Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare nell’Ettrick ? Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare con un giovanotto come voi?”
III
(lui) “Fanciulla ho oro e argento, ho case e terra, fanciulla ho navi in mare, sarà tutto a vostro comando”
(lei) “Cosa m’importa dell’oro e dell’argento?
Cosa m’importa delle vostre case e terre?
Cosa m’importa delle vostre navi in mare?
Ciò che voglio è un bell’uomo”
IV
(lui) “Avete mai visto l’erba al mattino, tutta adornata da gemme rare?
Avete mai visto una bella fanciulla con i diamanti che scintillano tra i capelli? ”
(lei) “Avete mai visto un paiolo di rame, riparato con un vecchio barattolo di latta?
Avete mai visto una bella fanciulla sposarsi con un uomo sgradevole?”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796

TO DAUNTON ME

Da un frammento di ‘The old carle to daunton me’ Robert Burns tira fuori una canzone su un corteggiamento molesto (1788): la melodia era un’antica aria scozzese già nel Manoscritto Atkinson, 1694, come “This Wife of mine”, rispuntata fuori in un libretto di Loyal Songs datato 1750 (in cui una canzone pro-giacobita inizia così
To daunton me, to daunton me, D’ye ken the thing that wad daunton me – vedi)
Siamo alle solite un vecchio corteggiatore è certo di sposare la giovane illibata, ma lei non è disposta a lasciarsi comprare. Sebbene il tema della canzone sia umoristico, la melodia è una slow air ed è interpretata per lo più con accenti mesti, perchè tutti sapevano che la realtà era molto diversa ed erano proprio gli uomini anziani benestanti a sposare sempre le giovanissime fanciulle. vedi

Joseph Henderson (1832–1908) 'What Can a Young Lassie Dae wi an Old Man?'
Joseph Henderson (1832–1908) ‘What Can a Young Lassie Dae wi an Old Man?’

LA MELODIA

Conosciuta in Irlanda con il nome di Moran’s Return, e in Scozia con il titolo  “To Daunton Me” è suonata sia come slow air che come strathspey (vedi)
The first written appearance of the tune, according to John Glen in “Early Scots Melodies”, 1900, was in 1694 as part of the Atkinson Manuscript, although it had the alternative title, This wife of mine.
Its first printed mention of the tune was as a broadside, in 1700, under another title, ‘Be valient still’, a text preceded by the mention [to be sung to the tune of] “The old carle to daunton me (Logan’s “Pedlar’s Pack”, 1869, quoted by Bruce Olson.”The Fiddler’s Companion” )

Deliziamoci con quest’arrangiamento per violoncello e flauto

ASCOLTA Rapalje

E se non vi basta ancora

e finalmente una strathspey

ASCOLTA Reg Hill & The Ottawa Valley Melodiers

IL TESTO DI ROBERT BURNS

ASCOLTA Janet Russell

ASCOLTA Ewan MacColl


Chorus
To daunton(1) me, to daunton me,
An auld man shall never daunton me!
To daunton me, to daunton me,
An auld man shall never daunton me!
I
The blude-red rose at Yule may blaw,
The simmer lilies bloom in snaw,
The frost may freeze the deepest sea;
But an auld man shall never daunton me.
II
To daunton me, and me sae young,
Wi’ his fause heart and flatt’ring tongue,
That is the thing you shall never see,
For an auld man shall never daunton me.
III
For a’ his meal and a’ his maut,(2)
For a’ his fresh beef and his saut,
For a’ his gold and white monie,
And auld men shall never daunton me.
IV
His gear may buy him kye and yowes,
His gear may buy him glens and knowes;
But me he shall not buy nor fee,
For an auld man shall never daunton me.
V
He hirples twa fauld as he dow,
Wi’ his teethless gab and his auld beld pow,
And the rain rains down frae his red blear’d e’e;
That auld man shall never daunton me.
TRADUZIONE di Cattia Salto
Chorus
Conquistarmi, conquistarmi,
un vecchio non potrà mai conquistarmi!
Conquistarmi, conquistarmi,
Un vecchio non potrà mai conquistarmi!
I
Che la rosa rosso sangue a Natale fiorisca,
e i gigli d’estate sboccino nella neve,
che il ghiaccio congeli l’oceano,
ma un vecchio non potrà mai conquistarmi.
II
Di conquistarmi, io così giovane,
con il suo cuore falso e la sua parlantina:
è una cosa che non si vedrà mai.
perchè un vecchio non potrà mai conquistarmi.
III
Per la sua avena e il suo malto (2)
per tutta la carne fresca e sotto sale,
per tutto il suo oro e argento,
un vecchio non potrà mai conquistarmi!
IV
Con i soldi può comprare bestiame e greggi,
con i suoi soldi può comprare valli e colli,
ma me non mi comprerà o noleggerà,
perchè un vecchio non potrà mai conquistarmi.
V
A mala pena arranca piegato in due,
con la sua bocca sdentata e la sua pelata,
e la pioggia cade dai suoi occhi arrossati e cisposi –
quel vecchio non potrà mai conquistarmi!

Traduzione inglese (qui)

NOTE
1) scritto inizialmente come TO DAWT ON ME (SMM, 1788.)
2)  “In early times home-brewed ale was the national Scottish beverage, as oatmeal was the “staff of life.” “Rowth o’ meal and maut” is an old phrase, still used, to express abundance to eat and drink”—J. H. Una frase simile in italiano è “pan e vin non ti mancava”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50034
https://comhaltas.ie/music/detail/morans_return
http://tunearch.org/wiki/Moran’s_Return
https://thesession.org/discussions/30286
http://chrsouchon.free.fr/daunton.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/563.htm

THE WINTER IT IS PAST BY ROBERT BURNS

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna, per essere stata abbandonata dal suo innamorato.
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

LA MELODIA
ASCOLTA l’arrangiamento di Robert Louis Stevenson

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La versione riportata da Robert Burns e pubblicata nello “Scots Musical Museum” (vedi) è un adattamento della ballata stampata in un broadside del 1765 “The love-sick maid” in cui Burns elimina il riferimento al Curragh di Kildare (vedere prima parte).
Gli studiosi ritengono che la II strofa sia stata scritta interamente dal poeta, mentre la I e la III strofa sono già riportate nella ballata citata.

ASCOLTA The Corries

ASCOLTA Eddi Reader(in versione integrale su Spotify) oppure
“Eddi Reader Sings The Songs Of Robert Burns Deluxe Edition”.
inizia a 36:49

VERSIONE ROBERT BURNS 1788
I
The winter it is past, and the summer’s come at last,
And the small birds sing on ev’ry tree;
The hearts of these are glad,
but mine is very sad,
For my Lover has parted from me.
II
The rose upon the briar,
by the waters running clear,
May have charms for the linnet or the bee;
Their little loves are blest
and their little hearts at rest,
But my Lover is parted from me.
III
My love is like the sun,
in the firmament does run,
For ever constant and true;
But his is like the moon
that wanders up and down,
And every month it is new.
IV
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pains you endure:
For experience makes me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can cure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccellini cantano su ogni albero,
i loro cuori sono allegri
mentre il mio è molto triste
perchè il mio amore mi ha lasciato.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape:
i loro piccoli amori sono benedetti
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio amore mi ha lasciato.
III
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il suo (amore) è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
IV
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore,
un dolore che nessun mortale può curare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-200,-page-208-the-winter-it-is-past.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erWIIP.htm
http://www.eddireader.net/tracks/erCK.htm

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies”.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
(repeat first verse)
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è alla finestra della mia finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna amore mio
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in Borders 1984

ASCOLTA Capercaillie in Choice Language 2003

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della mia camera
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì
e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

SHE’S FAIR AND FAUSE

“She’s fair and fause”  è il titolo di una canzone tradizionale scozzese di sole due strofe, andata in stampa nello “Scots Musical Museum” 1792 (Vol IV). Robert Burns molto probabilmente riscrisse la seconda strofa nel 1789, e F. J. Haydn la incluse nelle sue “Scottish and Welsh Songs” (Hob. XXXIa:121).

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LA MELODIA: The Lads Of Leith

Oggi è ancora suonata la melodia, una slow air dalle antiche origini, riportata in “Caledonian Pocket Companion“, vol. 4 (1760), diffusa sia nell’ambito della musica colta che popolare, conosciuta come “The Beauties of the Ballroom” nella tradizione musicale di Cape Breton. (diventa in Irlanda un reel dal titolo Lads of Laoise)

ASCOLTA Antonio De Innocentis

ASCOLTA Yvonne Helkenberg solo chitarra classica

ASCOLTA Booze Foister Band

ASCOLTA Ewan MacColl

I
She’s fair and fause t
hat causes my smart,
I lo’ed her meikle and lang;
She’s broken her vow,
she’s broken my heart,
And I may e’en gae hang.
A coof cam in wi’ routh o’ gear,
And I hae tint my dearest dear;
But Woman is but warld’s gear,
Sae let the bonie lass gang.
II
Whae’er ye be that woman love,
To this be never blind;
Nae ferlie ‘tis
tho’ fickle she prove,
A woman has’t by kind.
O Woman lovely, Woman fair!
An angel form’s
faun to thy share,
‘Twad been o’er meikle
to gi’en thee mair-
I mean an angel mind (1).
Traduzione di Cattia Salto
I
E’ bella e falsa
la causa dei miei affanni;
tanto l’amai e a lungo;
ruppe la sua promessa,
ruppe il mio cuore;
e posso anche andare a impiccarmi.
Uno sciocco venne con molte ricchezze, e ho perso ciò che mi è più caro;
ma Donna è solo una parola frivola,
così che la bella fanciulla vada!
II
Chiunque tu sia che ami una donna,
a ciò non essere mai cieco:
non c’è da meravigliarsi
che si mostri volubile,
è nella natura della donna.
Oh Donna amabile o Donna bella,
la forma di un angelo
ti è stata data da condividere,
molto meglio sarebbe
stato darti di più!
Vale a dire lo spirito di un angelo.

NOTE
1) Burns non sentenziò sempre in modo così convenzionale nei confronti delle donne, anzi le considerava esseri superiori agli uomini vedasi qui

Traduzione in inglese qui
traduzione in francese qui

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-398,-page-411-shes-fair-and-fause,-c.aspx
https://thesession.org/tunes/15673
https://thesession.org/tunes/13801
http://tunearch.org/wiki/Lads_of_Leith_(1)_(The)