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THE HIGHLAND LADDIE

Una canzoncina diffusa in Scozia che sembra essere la seconda puntata della ballata Glasgow Peggy.
Là il “corteggiatore” è un rude giovanotto delle Terre Alte di Scozia che rapisce una fanciulla delle Terre Basse di nome Peggy; solo dopo la notte passata nel bosco (in cui i due si abbandonano alla passione) lui le rivela di essere il proprietario di vaste terre.

In questa canzone è la bella Peggy a raccontare la sua avventura e a rivendicare la sua scelta di vivere con un ragazzo delle Terre Alte dal cuore sincero e d’animo forte, paragonandolo ai più sciocchi e fatui ragazzi delle pianure.

Ancora una volta i Tannahill Weavers ci regalano un brano tradizionale che è uno spaccato di vita del tempo che fu e che richiama colline verdi, profumi di brughiera, due cuori e una capanna..

The Highland Laddie / A Painted Room and silken Bed~/ May please a Lawland Laird and Lady; /But I can Kiss and be as glad~/Behind a Bush in’s Highland Pladdie.[From a favourtie Song. The Highland Laddie] Printed for & Sold by Bowles & Carver. No.69 in St.Paul’s Church Yard, London. [n.d., c.1790.]
ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984


I
The Lawland Lads think they are fine
But oh they’re vain and idle gaudy
How much unlike the graceful mein
And manly looks o’ my Highland Laddie
II
If I were free at will to choose
To be the wealthiest Lawland Lady
I’d tak’ young Donald without trews
Wi’ bonnet blue and Highland plaidie
Chorus:
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
When I was sick and like to die
He rowed me in his Highland plaidie
III
O’er Benty Hill wi’ him I’ll run
And leave my Lawland kin and daddy
Frae winters chill and summers sun
He’ll screen me in his Highland plaidie
IV
A painted room, a silken red
Maun please a Lawland Lord and Lady
But I can kiss and be as glad
Behind a bush in his Highland plaidie
V
Nae greater joy I’ll e’er pretend
Than that his love prove true and steady
Like mine to him which ne’er shall end
While heaven preserves my Highland Laddie
Tradotto da Cattia Salto
I
I ragazzi delle Terre Basse pensano di essere belli, oh ma sono sciocchi e anche volgari, come sono diversi dall’animo grazioso e dagli sguardi virili del mio ragazzo delle Terre Alte
II
Se fossi libera di scegliere
di essere la più ricca Dama delle Terre Basse prenderei piuttosto il giovane Donald senza calzoni (1), con il berretto blu e il mantello delle Terre Alte
Coro: O il mio bel ragazzo delle Terre Alte, quando ero malata e mi sentivo morire, mi avvolgeva nel mantello delle Terre Alte
III
Su Benty Hill con lui correrei e lascerei il mio clan delle Terre Basse e mio padre, dal freddo dell’inverno e dal sole dell’estate mi riparerei nel suo mantello delle Terre Alte
IV
Una stanza affrescata, un letto di seta potrebbero piacere a un Signore e a una Signora delle Terre Basse
ma potrei baciare e essere altrettanto contenta dietro a un cespuglio nel suo mantello delle Terre Alte
V
Nessuna gioia più grande mai pretenderei
che il suo amore sia leale e costante
come il mio verso di lui che mai finirà e che il cielo preservi il mio ragazzo delle Terre Alte

NOTE
Ecco cosa scrivono nelle note “Now we have a strange one.  This song deals with a Lowland girl’s love for a Highland man.  She wants to run away with him and live in his kilt.  The last statement is not as ridiculous as you think, as the plaidie and kilt were used not only as a uniform but as somewhere for a traveling man to sleep.  A soldier in particular would never fight wearing his kilt, as it restricted his movement.  This is also the reason why the Scots did win a few battles.  If you know what is worn beneath the kilt, and you can imagine 5,000 of them running towards you… you would want to run away.”
1) anche  una canzoncina umoristica più moderna recita “Donald where are your trousers?“; maliziosamente i Tannies fanno intendere che il giovane è senza mutande, più semplicemente la ragazza descrive il tipico abbigliamento del montanaro scozzese del tempo che fu: il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!). La foggia dei pantaloni aderenti (in gaelico troovash) viene dall’epoca medievale, in particolare in Scozia il tartan era tagliato di sbieco (per ottenere una certa elasticità del tessuto) e cucito in modo molto aderente alla gamba (le cuciture si trovavano sul dietro della gamba come le calze di nylon vecchio stile). Questa moda però prese piede solo tra i capi degli Highlanders per contraddistinguere il loro rango o quando si recavano nelle Lowlands.

continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/donald-wheres-your-troosers/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/3031lyr5.htm
http://www.grosvenorprints.com/stock_detail.php?ref=393

BONNIE GEORGE CAMPBELL

Più che una ballata, un frammento di una ballata medievale collezionata dal professor Child al numero 210 con il titolo di “Bonnie James Campbell”: il guerriero parte per la battaglia ma ritorna a casa solo il suo cavallo.

Non ci sono registrazioni dei soliti noti, ma la ballata è piuttosto popolare in Scozia e nelle appalachian mountains. Eseguita però per lo più come slow air era con buona probabilità una canzoncina cantata ai bambini come ninnananna, con quei suoni un po’ nostalgici  del dialetto scozzese e la melodia malinconica.

ASCOLTA Bascoma Lamar Lunsford in  Ballads, Banjo Tunes and Sacred Songs of Western North Carolina 1996

ASCOLTA The Livinstones 1969

ASCOLTA Fellow Pynins (interessante performance in un sottopasso di Edimburgo)

ASCOLTA Edan Archer 


I
High upon Hielands and laigh upon Tay
Bonnie James Campbell rade oot on a day
Saddled, bridled, and booted rade he
Hame cam’ his guid horse but never cam’ he
II
Doon cam’ his mither dear greetin’ fu’ sair (3)
Doon cam’ his bonnie wife reivin’ her hair (4)
“The meadow lies green and the corn is unshorn
But bonnie James Campbell will never return (5)”
III
Saddled and bridled and booted rade he
A plume in his helmet, a sword at his knee
Toom cam’ his saddle a’ bluidy tae see
Hame cam’ his guid horse but never cam’ he
Traduzione di Cattia Salto
I
Su per le montagne e giù per il Tay (1)
il bel James Campbell (2) uscì un giorno
a cavallo con sella, briglia e stivali
a casa ritornò il suo cavallo, ma lui non arrivò mai.
II
Scese la madre piangendo il suo
dolore
Scese la bella moglie strappandosi i capelli
“i campi sono rigogliosi e il grano è da falciare
ma il bel James Campbell non ritornerà più”
III
Con sella, briglia e stivali cavalcava,
una piuma sull’elmo e una spada ai fianchi,
vuota ritornò la sua sella tutta insanguinata
a casa tornò il suo cavallo ma lui non arrivò mai

NOTE
1) fiume della Scozia, l’immagine è semplice ma diretta ed evoca brulle montagne e strette valli scoscese
2) Il clan dei Campbell divenne uno dei più potenti clan della Scozia medievale attestando i suoi possedimenti nella regione di Argyll, grazie alla loro alleanza prima con Robert Bruce  e poi con Robert the Stewart (che salirà al trono come Robert II) i capi del clan saranno potenti Lord regionali con importanti incarichi di governo e tuttavia finiranno per appoggiare la Riforma Protestante  (1560) ed essere i più strenui nemici del movimento giacobita. Secondo gli studiosi un James Campbell morì nella battaglia di Glenlivet nell’ottobre del 1594. Alla Battaglia di Glenlivet nel 1594 le forze del Conte di Argyll che consistevano nel Clan Campbell, nel Clan Stewart di Atholl, nel Clan Forbes e nella Confederazione di Chattan del Clan Mackintosh vennero sconfitte dal Conte di Huntly e dai suoi uomini, composti dai gruppi del Clan Gordon, del Clan Comyn/Cumming e del Clan Cameron. (da wiki)
3) with her heart full of care
4) curling her hair, tearing of her hair
5) The barn, it is empty, the baby unborn (=il granaio è vuoto e il bambino non ancora nato)

FONTI
https://nelcuoredellascozia.com/2016/01/10/clan-campbell/
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch210.htm
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/bonniegeorgecampbell.html
https://www.studentwritingcenter.us/british-poetry/bonnie-george-campbell-bonnie-james-campbell-anonymous-15th.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_george.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bonnijam.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-GeorgeCampbell.html

TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm

VENTICELLI E PECORE NELLA BALLADRY INGLESE

Nella versione più antica della ballata nota come The Baffled Knight, un giovane e inesperto cavaliere incontra una fanciulla per i campi e le chiede di fare sesso, ma la fanciulla si prende gioco della sua inesperienza amorosa e lo raggira con uno stratagemma. Attraversando i secoli e la trasmissione orale, il contesto della ballata diventa più prosaico, e la fanciulla non sta più giocando con il fuoco, ma è tutta intenta a preservare la propria virtù da uno stupro.

La ballata è riportata in moltissime versioni testuali sia nelle raccolte settecentesche che nei Broadsides, oltrechè trasmessa oralmente in Gran Bretagna e America con i titoli di ” Blow (Clear)(Stroll) Away The Morning Dew”; il protagonista maschile di volta in volta è un gentleman, o un pastorello / contadinello.
La novità rispetto alle versioni A e B già viste (qui e qui) è il ritornello che, declinato in un paio di varianti, richiama un allusivo venticello mattutino che spazza via la rugiada della notte.

VERSIONE D: BLOW AWAY THE MORNING DEW


Il protagonista è diventato ora un pastorello che mentre si reca al ruscello per dissetarsi, vede una fanciulla fare il bagno. Invece di saltarle subito addosso si lascia convincere dall’astuta ragazza ad andare nella più vicina locanda per stare più comodi, ma  finisce gabbato e lasciato fuori dalla porta ben sprangata.

La melodia è la stessa già raccolta sul campo da Cecil Sharp nel Somerset nei primi del ‘900,  ed è diventata la versione standard (prima parte qui)

ASCOLTA Emily Bishop registrata da Peter Kennedy mentre canta The Baffled Knight negli anni  del 1950 per la BBC inclusa nell’antologia The Child Ballads 2 (The Folk Songs of Britain Volume 5; Caedmon 1961; Topic 1968)

ASCOLTA Lucy Ward in “The Liberty to Choose” 2013″ un arrangiamento molto “inglese con concertina e violino, il testo è ripreso dal “The New Penguin Book of English Folk Songs”, con il titolo The Baffled Knight (da ascoltare su Spotify qui)


I
There was a shepherd
and he kept sheep upon a hill,
and he would go each May morning
all for to drink his fill
Chorus
So it’s blow the windy morning
Blow the winds i-o,
Clear away the morning dew
And sweet the winds shall blow
II
He look-ed high and he look-ed down,
and he gave a downward look
and there he spied a pretty maid,
a-washing at the brook.(1)
III
And then they rode along the road
till they came unto the inn
and ready was the waiting maid
to let the lady in.
IV
She’s jump-ed off her milk white steed,
and stepped within the inn
crying “You’re a beggar without
and I’m a maid witin”
V
“You may pull off your shoes and hose
anf let your feet go bare
and if you meet a pretty girl
you touch her if you dare”
VI
“I won’t pull off my shoes and hose
or let my feet go bare
but if I meet with thee again
be hanged if I despair”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un pastore  che
governava le pecore sulla collina
e andava come ogni mattino di maggio
a riempirsi la bottiglia (d’acqua)
CORO
Soffia il vento del mattino
soffia il vento
scompare la rugiada mattutina
non appena i venti dolcemente soffiano.

II
Guardò in su e guardò in giù
e gettò uno sguardo per traverso
e là vide una graziosa fanciulla
che si lavava nel ruscello (1).
III
Poi  cavalcarono lungo la strada
finchè arrivarono a una locanda
e svelta fu la domestica di guardia
a far entrare la fanciulla.
IV
Lei smontò dal suo destriero bianco
e entrò nella locanda
gridando ” Tu sei un pezzente fuori,
e io sono una vergine dentro.
V
Puoi toglierti scarpe e calzini
e andare a piedi nudi
ma se incontri una bella ragazza
abbi il coraggio di toccarla”
VI
“Non voglio togliermi scarpe e calzini
e andare a piedi nudi
ma se ti incontro ancora
che sia impiccato se mi dispererò”

NOTE
1) qui si salta tutta la parte di schermaglia amorosa tra pastorello e dama per passare direttamente alla cavalcata verso un comodo letto. Così facendo non riusciamo a cogliere il senso della battuta finale. In The Baffled Knight spesso il cavaliere si preoccupa di sgualcire il bell’abito della dama e per riguardo delle vesti si lascia convincere a “posticipare” per un luogo più comodo, salvo poi essere sbeffeggiato. La morale della favola diventa “Quando hai la tua femmina a un miglio o due dalla città, non risparmiare le sue gaie vesti, ma stendi il suo corpo a terra”

MILADY E IL PASTORELLO

Child # 112 versione D
(già in “Ancient and Modern Scots” di Herd, 1769)

Ma già nelle versioni più antiche della ballata  si poteva assistere ad un piccante e bucolico siparietto tra un ingenuo pastorello e una più procace e disinvolta Lady. Si confronti la precedente versione con “Blow the winds, I-ho!” che nell’area di confine tra Scozia e Inghilterra (vedi) si presenta con il coro sul venticello  burlone
And blow the winds, I-ho!
Sing, blow the winds, I-ho!
Clear away the morning dew,
And blow the winds, I-ho!

This Northumbrian ballad is of great antiquity, and bears considerable resemblance to The Baffled Knight; or, Lady’s Policy, inserted in Percy’s Reliques. It is not in any popular collection. In the broadside from which it is here printed, the title and chorus are given, Blow the WInds, I-o, a form common to many ballads and songs, but only to those of great antiquity. Chappell, in his Popular Music, has an example in a song as old as 1698:-
‘Here’s a health to jolly Bacchus,
I-ho! I-ho! I-ho!’ (tratto da qui)

La Ballata del Northumberland condivide una buona metà delle strofe con questa versione scozzese dal titolo “The Shepherd Lad” priva però di ritornello.
ASCOLTA  Battlefield Band in Happy Daze, 2001 la melodia è diversa da quelle fin ora esaminate e il coretto tralasciato, si tratta di un adattamento della Band della ballata scozzese “The Shepherd’s son” (qui)


I
Once there was a shepherd lad
kept sheep upon the hill
An he’s laid his pipe and crook aside
and there he’s slept his fill.
II
He woke up on a riverbank
on a fine May mornin,
And there he spied a lady swimming in the clothes that she was born in(1).
III
So he raised his head from his green bed and he approached the maid.
“Put on yer claithes, my dear,” he says,
“and do not be afraid.
IV
It’s fitter for a lady fair
to sew a silken seam
Than to rise on a fine May morning
and swim against the stream.”
V
“Well, if you’ll not touch my mantle
and you’ll leave my claithes alane,
Then I’ll give you all the money, sir,
that you can carry hame.”
VI
“I’ll not touch your mantle
and I’ll leave yer claithes alane,
But I’ll tak you out of the clear water,
my dear, to be my ane.”
VII
So he’s taen her oot o the clear water
and he’s rowed her in his arms.
“Put on yer claithes, my dear,” he says,
“and hide your bounteous charms.”
VIII
He put her on a milk white steed
and himself upon another,
And it’s all along the way they rode
like sister and like brother.
IX
They rode intae her faither’s gate
and she’s tirled at the pin(2),
And ready stood a porter there
to let the fair maid in.
X
When the gates were opened,
it’s so nimbly she stepped in.
She said, “Kind sir, you are a fool without and I’m a maid within.
XI
“So fare thee weel, my modest boy.
I thank you for your care,
But if you had done as you desired,
I’d never have left you there.
XII
I will sew no silken seam on a fine May morning.
You can bide your time
till your time runs out,
so take this as fair warning.”
TRADUZIONE di Cattia Saltro
I
C’era una volta un pastorello che governava le pecore sulla collina;
mise da parte cornamusa e bastone per mettersi a dormire.
II
Si svegliò sulla sponda di un fiume
in un mattin di maggio
e lì vide una dama che nuotava con indosso solo la nuda pelle (1)
III
Così alzò la testa dal suo verde giaciglio e si avvicinò alla fanciulla
“Mettetevi i vestiti mia cara” dice,
“e non abbiate timore.
IV
E ‘più facile per una bella dama
cucire un ricamo con filo di seta
che alzarsi in un bel mattin di maggio
e nuotare contro corrente. ”
V
“Beh, se non toccate  il mio mantello
e lasciate stare i miei vestiti
vi darò tanto denaro, signore,
se mi riporterete a casa”.
VI
“Io non toccherò il vostro mantello
e lascerò stare i vostri vestiti
ma vi porterò fuori dall’acqua chiara,
mia cara, affinchè siate al sicuro ”
VII
E la portò fuori dall’acqua chiara
portandola a nuoto tra le braccia
“Indossate i vostri abiti, mia cara e nascondete le vostre generose grazie”.
VIII
La mise su un destriero bianco-latte e lui montò sull’altro
e per tutta la strada cavalcavano
come sorella e come fratello.
IX
Cavalcarono fino al cancello del padre e lei suonò il campanello(2),
pronto stava un maggiordomo lì
per lasciare entrare la bella dama.
X
Appena si aprirono le porte,
in un lampo lei entrò
“Gentile signore, voi siete uno sciocco fuori e io sono una fanciulla dentro.
XI
Così addio, mio povero ragazzo,
vi ringrazio per il vostro aiuto,
ma se aveste fatto quello che volevate, non vi avrei mai lasciato là.
XII
Io non cucirò un ricamo con filo di seta in un bel mattin di maggio,
ma ad aspettare tempo
si rischia che diventi troppo tardi, accettate il mio consiglio”

NOTE
1) un giro di parole per dire che la dama faceva il bagno nuda
2) il dettaglio non è anacronistico:  “Twirl” oppure “tirl”= to make a rattling sound. Le vecchie dimore scozzesi conservano ancora un apparato proprio all’esterno della porta di casa formato da un pezzo di metallo spiraliforme (a twisted “pin”) che sporge un poco. All’estremità libera è appeso un campanello che si muove su e giù producendo un “rattling sound”  che annuncia i visitatori.
Ecco perchè troviamo nelle vecchie ballate “twirling” o “tirling” the ring (pin)

FONTI
http://www.kateri.name/docs/Shepherd.pdf
http://tunearch.org/wiki/Blow_the_Winds_I-Ho!
http://www.musicanet.org/robokopp/english/blowwind.htm
http://ingeb.org/songs/blowaway.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d11204
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64609
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/thebaffledknight.html

THE BRAES OF BALQUHIDDER

BALQUHIDDER (scritto anche come BALQUHITHER) pronuncia ‘Balwhither’ è un piccolo villaggio della Scozia in mezzo ai monti nelle terre dei MacGregor, accanto a un piccolo lago dove Robert Tannahill (1774-1810) ha ambientato questa canzone, conosciuta anche in Irlanda e resa famosa da Francis McPeake nel 1957 con il titolo di Wild Mountain Thyme

Nel sito del gruppo Tannahill Weavers leggiamo che il brano è apparso due volte in “Scottish Minstrel ” – di RA Smith (1821 – 1824) – vol. I, p. 49 e vol. IV, p. 89 e che la melodia utilizzata è una modifica della prima edizione e s’intitola ‘The Three Carls o’ Buchanan’. Meglio non addentrarsi nell’accesa disputa sulla paternità di testi e melodia che divide irlandesi e scozzesi, bensì prendiamo atto dell’ampia diffusione popolare di un tema che esprime l’amore per la propria terra e le sue bellezze, e una melodia che è una slow air dalla profonda dolcezza.

balquidder

ASCOLTA Skylark in “All of It”, 1979

ASCOLTA Tannahill Weavers in Capernaum 1994,  con puro accento scozzese. Date anche un’occhiata  alla loro biografia


Chorus
Let us go, lassie, go
Tae the braes o’ Balquhidder
Whar the blueberries (1) grow
‘Mang the bonnie Hielan’ heather
Whar the deer and the rae
Lichtly bounding thegither
Sport the lang summer day
On the braes o’ Balquhidder
I
I will twin thee a bow’r
By the clear silver fountain
And I’ll cover it o’er
Wi’ the flooers o’ the  mountain
I will range through the wilds
And the deep glens (2) 
 sae dreary
And return wi’ their spoils
Tae the bow’r o’ my dearie
II
When the rude wintry win’
Idly raves roun’ oor dwellin’
And the roar o’ the linn(3)
On the nicht breeze is swellin’
So merrily we’ll sing
As the storm rattles o’er us
Till the dear shielin’ ring
Wi’ the licht(4) liltin’  chorus.
III
Noo the summers in prime
Wi’ the flooers richly bloomin’
Wi’ the wild mountain thyme
A’ the moorlan’s perfumin’
Tae oor dear native scenes
Let us journey thegither
Whar glad innocence reigns
‘Mang the braes o’ Balquhidder
TRADUZIONE di Cattia Salto
ritornello
Andiamo, ragazza, andiamo
per i pendii di Balquhidder
dove crescono i mirtilli (1)
tra la bella erica d’altura,
dove il cervo e il capriolo
vanno assieme con piede leggero,
passiamo l’interminabile estate,
sui pendii di Balquhidder
I
Ti intreccerò un frondoso riparo
vicino alla pura sorgente cristallina
e lo ricoprirò tutto
con i fiori di montagna,
cercherò per i boschi
e nelle profonde forre (2)  sì ombrose
e ritornerò con i loro tesori
al pergolato del mio amore.
II
Quando il forte vento invernale
vagherà inoperoso attorno alla nostra dimora e il rimbombo della cascata(3)
nella brezza notturna  si gonfierà,
così allegramente  canteremo,
mentre la tempesta  infurierà su di noi
fino a che il caro rifugio risuonerà
con un allegro coro melodioso.
III
Ora l’estate è in arrivo
con i fiori che sbocciano a profusione
con il timo selvatico di montagna
che profuma la brughiera,
per le nostre care terre natie
andiamoci tutti insieme
dove regna la lieta  innocenza
sui pendii di Balquhidder

NOTE
1) Nella canzone si descrive una ricorrenza sociale ancora sporadicamente praticata in Scozia e Irlanda: la raccolta dei mirtilli, una festa di mezz’estate denominata Bilberry Sunday Si celebrava per lo più a luglio, quando maturano le bacche del mirtillo o ad Agosto, spesso abbinata alla festa celtica di Lughnasa o alla domenica (o lunedì) più prossima alla festa. Un tempo i giovinetti e le giovanette stavano su per i monti nella brughiera da mattino a sera a raccogliere i mirtilli e a fare amicizia, era perciò una festa dedicata al corteggiamento e a combinare i matrimoni. continua
2) glen: è una  tipica valle scozzese solitamente allungata e profonda con una forma ad U
3) linn:  cascata dal gaelico scozzese linne
4) licht:  termine scozzese per light qui con significato di allegro

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2026.htm
https://thesession.org/tunes/10655
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME

“There’ll Never Be Peace Till Jamie Comes Hame” è una vecchia canzone giacobita pubblicata nello “Scots Musical Museum”,  (vol IV, 1791) con il testo riscritto da Robert Burns, che conosceva la melodia con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa”. Giacomo è il figlio del deposto re Giacomo VII di Scozia che i Giacobiti riconoscevano come unico legittimo successore al trono e soprannominarono The Old Pretender per distinguerlo dal figlio il Principe Carlo Stuart.

Così scrive Robert Burns in una lettera ad Alexander Cunningham (1791) “You must know a beautiful Jacobite air “There’ll never be peace till Jamie comes hame”. When political combustion ceases to be the object of princes and patriots, it then, you know, becomes the lawful prey of historians and poets.”

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740, 22, e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743, I. 20, conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”
ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415)

ASCOLTA Sophie Ramsay in ‘The Seas Between Us‘ (vedi)

ASCOLTA Dougie Mathieson & Mags Macfarlane  in “A Tribute to Rabbie Burns”, 2015

ASCOLTA The Whistlebinkies


I
By yon Castle wa’ (1), at the close of the day,
I heard a man sing, tho’ his head it was grey:
And as he was singing, the tears doon came, –
There’ll never be peace till Jamie  (2) comes hame.
II
The Church is in ruins, the State is in jars,
Delusions, oppressions, and murderous wars,
We dare na weel say’t, but we ken wha’s to blame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
III
My seven braw sons for Jamie drew sword,
But now I greet (3) round their green beds in the yerd (4);
It brak the sweet heart o’ my faithful and dame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
IV
Now life is a burden that bows me down,
Sin’ I tint (5) my bairns (6), and he tint his crown;
But till my last moments my words are the same, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ai piedi del castello all’imbrunire
udii un uomo cantare, sebbene con il capo canuto
e mentre cantava le lacrime scendevano –
“Non ci sarà mai pace finchè Giacomo (2) ritornerà sul trono”
II
La Chiesa è in rovina e lo Stato in discordia,
delusione, oppressione
e guerre feroci
e noi sappiamo bene
chi è da biasimare
– Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
III
I miei sette bravi figli per Giacomo cisero la spada,
ma ora io li piango nei loro verdi giacigli al camposanto
e il povero cuore della mia leale dama si spezzò –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
IV
Ora la vita è un fardello che mi piega in due
dacchè persi i miei figli ed egli perse la corona;
ma fino all’ultimo respiro le mie parole saranno le stesse –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono

NOTE
1) wa’=wall
2) La discendenza maschile del ramo Stuart  (la parte cattolica della famiglia) cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna: Giacomo Francesco Edoardo Stuart tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715 sbarcando in Scozia e mettendosi alla testa dei suoi seguaci con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar: il 6 settembre 1715 Lord Mar si incontrò con un gruppo di Highlander e nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Anche questo secondo tentativo fallì e Giacomo passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia. (vedi scheda dei personaggi principali qui)
3) greet=weep
4) yerd=kirkyard
5) sin I tint=as I lost
6) bairns=children

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/therellb.htm
https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=2322
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-326,-pages-336-and-337-as-i-cam-down-by-yon-castle-wa.aspx

TWEEDSIDE A SCOTTISH TUNE

Antica aria anglo-scozzese “Tweedside” o “The Banks of the Tweed” è alla base di molte canzoni tra Scozia e Irlanda e la questione è ancora aperta in merito alla paternità:  “It is the tune Tweedside’, first published in the Orpheus Caledonius Collection in 1733… It was taken into the Irish tradition and combined with a text in Irish in praise of the river Lee, to give the well known ‘Abha na Laoi’ (The River Lee’)… The tune is now better known as ‘Ar Éirinn ní Neosfainn Cé Hí’ (‘For Ireland I would not tell her Name’), with its eighteenth-century text from the Maigue school of poets from Limerick… In this version the air, with its decorations, has been finally put into what traditional musicians of today would recognise as an acceptable Irish mould” (tratto da “Traditional music in Ireland” di Tomás Ó Canainn)

Alcuni attribuiscono la melodia al compositore piemontese Davide Rizzio (o Riccio) (c. 1533 – 1566) protégé della regina di Scozia (vedie tuttavia il primo riscontro risale al 1622 scritto da Andrew Adam di Glasgow in tablatura per viola da gamba come riportato nel manoscritto Blaikie. Un’approfondita ricerca nel saggio di Cynthia Cathcart parte proprio dalle notazioni d’epoca barocca per risalire fino al 1800 (Tweedside — For Ireland I’d Not Tell Her Name
The Melody and Lyrics of a Traditional Song vedi)


Il primo abbinamento della melodia con un testo è fatto risalire nella ricerca di Cynthia Cathcart a John Lord Yester, Marchese di Tweeddale presumibilmente scritto prima del 1697 e pubblicato ne Ancient and Modern Scottish Songs di David Herd (Edimburgo 1776) con il titolo di “When Meggy and me were acquaint” . Sempre nel Settecento viene pubblicata nel “The Tea–Table Miscellany” (1724) la poesia di Robert Crawford con il titolo di “Tweet-side” versione che soppiantò quella di Lord Yester e comparve nelle principali raccolte di canzoni scozzesi del tempo.
What Beauties does Flora disclose!
How sweet are her smiles upon Tweed?
Yet Mary’s still sweeter than those;
Both nature and fancy exceed.
Nor daisy, nor sweet–blushing rose,
Not all the gay flow’rs of the field,
Not Tweed gliding gently through those,
Such beauty and pleasure does yield.

Agli inizi dell’800 alla melodia “Tweedside” venne abbinato un testo in gaelico irlandese Ar Eireann Ni Neosainn Ce hi e il brano è diventato un classico della musica irlandese!

FONTI
http://www.wirestrungharp.com/music/tweedside.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-006,-page-6-the-banks-of-the-tweed.aspx
http://www.electricscotland.com/history/nation/crawford.htm
https://thesession.org/tunes/11612

THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti.

In un broadside inglese stampato prima del 1625 e conservato nella Roxburghe Collection presso la British Library così è scritto “The lovely Northerne Lasse Who in this ditty, here complaining, shewes What harme she got milking her dadyes Ewes. To a pleasant Scotch tune, called ‘The Broom of the Cowden knowes.'”
Il ritornello così recita
With, O the broome, the bonny, broome,
the broome of Cowdon Knowes!
Fain would I be in the North Countrey,
to milke my dadyes ewes.
La storia si discosta di poco dalla versione più diffusa e originaria (vedi prima parte): una pastorella che sta mungendo il gregge del padre è sedotta da un pastorello, resta incinta e viene cacciata, un giovane uomo ha pietà di lei e la sposa per avere una moglie “To be a true, obedient wife and observe your husband’s will“. Nel 1715-16 la ballata è stata riscritta in un broadside mantenendo il refrain della vecchia versione con un nuovo testo pro-giacobita, come narrata da un uomo che è stato esiliato per aver sostenuto la ribellione del 1715. (vedi)

LA VERSIONE SETTECENTESCA: The Broom o’ the Cowdenknowes

Nonostante Sir Walter Scott rivendichi di aver collezionato una più genuina versione popolare della ballata, quella che ha riscontrato maggior successo nei secoli è la versione riportata da Allan Ramsay nella raccolta “Tea-Table Miscellany” 1723, che alcuni critici ritengono sia una versione poetica secondo la moda bucolica del tempo, più che una ballata genuinamente popolare. L’incontro richiama peraltro un altrettanto bucolico amoreggiamento riscritto da Robert Burns dal titolo “Ca’ the Yowes” . Curiosamente anche qui si accenna ai boschetti di noccioli sulle rive di un torrentello..

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The Hireling Shepherd (1851) William Holman Hunt

Il punto di vista è quello femminile  e l’incontro amoroso  tra i cespugli di ginestra, è  con il suo innamorato, anche lui pastorello, nelle versioni più antiche invece è uno straniero ad abusare della ragazza (un border reiver  vedi; le otto strofe originarie (nella versione dei Baltimore Consort ridotte a quattro) si soffermano più sui piaceri dell’amoreggiamento che sulle sofferenze delle sue conseguenze: solo in una strofa la ragazza accenna al fatto di essere stata bandita dalla sua famiglia e ne deduciamo che lo sia stata a causa della gravidanza fuori dal matrimonio. La melodia è quella riportata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) insieme alla descrizione della danza relativa

ASCOLTA le melodia (per la danza qui) questa è la melodia diventata standard anche se arrangiata diversamente da quella riportata in John Playford (vedi)

ASCOLTA Baltimore Consort A trip to Killburn: Playford tunes and their Ballads” 1996 da ascoltare in versione integrale su Spotify


CHORUS

O, the broom(1), the bonny, bonny broom,
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
I wish I were with my dear swain,
With his pipe and my ewes(3).
I
How blyth every morn was I to see
The swain come o’er the hill!
He skipt the burn(4) and flew to me:
I met him with good will.
II
I neither wanted ewe nor lamb,
While his flock near me lay:
He gather’d in my sheep at night,
And chear’d me a’ the day.
III
While thus we spent our time by turns,
Betwixt our flocks and play (5);
I envy’d not the fairest dame,
Tho’ ne’er so rich and gay.
IV
Adieu, ye Cowdenknows, adieu,
Farewel a’ pleasures there;
Ye gods, restore me to my swain,
Is a’ I crave or care.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
vorrei essere con il mio caro pastorello,
con il suo flauto e le mie pecore (3)
I
Come spensierata ogni dì andavo incontro al corteggiatore che, in arrivo dalla collina, saltava il ruscello(4) per correre da me, e l’incontravo volentieri
II
Io non volevo pecore o agnelli, mentre le sue greggi mi riposavano accanto: lui le radunava con le mie a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Così passavamo il tempo a turni,
tra le nostre greggi e il diletto (5),
non invidiavo la più bella delle dame
perchè mai così ricca e allegra.
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio,
addio a tutti quei piaceri;
perdio ritornare accanto al mio corteggiatore, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
fiore-ginestra_m1) la ginestra  con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
2) Cowdenknowes (inglesizzato in Coldingknowes) è una tenuta scozzese sulle rive del fiume Leader nel Berwickshire vicino al villaggio di Earlston dove si aggirava nel 1200 “Thomas the Rhymer“. Il posto conserva ancora una traccia delle sue frequentazioni fatate nello stesso titolo della località “Cowden ” sta per colltuinn , che è una parola in gaelico scozzese per ” Hazel ” la pianta delle nocciole mentre la parola Knowes significa “Hill” quindi il nome si legge come le colline dei noccioli.
In Scozia le pecore venivano portate ai pascoli estivi il primo di maggio mentre gli uomini trasportavano gli strumenti necessari per riparare le capanne dai danni dell’inverno, le donne portavano cibo e utensili per la cucina. Iniziava la stagione della gioia delle danze e dei corteggiamenti.

The Leader valley at Cowdenknowes House, Berwickshire, 1843 [Scotland] di Edward Gennys Fanshawe
3) yowes=ewes pecore
4) burn, burnie=small stream, torrente
5) il termine play può avere diversi significati in questo contesto: più genericamente vuol dire divertimento, l’atto del divertirsi con allusione ai giochi sessuali.

THE BROOM OF COWDENKNOWES: LA VERSIONE PIU’ ATTUALE

E’ una versione abbastanza simile a quella pubblicata da Allan Ramsay, ma rivisitata in chiave moderna: prima di tutto si sposta il punto di vista da quello femminile a quello maschile e la storia è intesa decisamente come una storia d’amore. E’ stata la versione testuale e melodica di Archie Fisher, a diventare lo “standard” di quelle successive. In questa chiave non sappiamo perchè il ragazzo sia stato bandito, quasi come se la storia si fosse sovrapposta alla versione pro-giacobita circolata in broadside nel 1716

ASCOLTA Archie Fisher in Will Ye Gang, Love 1976

ASCOLTA Silly Wizard in Wild and Beautiful 1981 (strofe I, III e IV)

ASCOLTA Kenny Speirs 2000

ASCOLTA Cherish the Ladies in The Girls Won’t Leave The Boys Alone (2001) dove il soggetto ridiventa la ragazza

CHORUS:
Oh the broom(1), the bonnie, bonnie broom
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
Fain would I be in my own country
Herding my father’s ewes(3)
I
How blithe each morn was I tae see
My lass came o’er the hill
She skipped the burn(4) and ran tae me
I met her wi’ good will
II
We neither herded ewes nor lambs
While the flock near us lay
She gathered in the sheep at night
And cheered me all the day
III
Hard fate that I should banished (6) be
Gang way o’er hill and moor
Because I love the fairest lass
That e’er yet was born
IV
Adieu ye Cowdenknowes, farewell
Farewell all pleasures there
To wander by her side again
Is all I crave or care
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
come vorrei essere nel mio paese,
a condurre le pecore di mio padre (3)
I
Come spensierato ogni mattina andavo a vedere la mia ragazza in arrivo  dalla collina, saltava il ruscello (4)  e correva da me, e volentieri la incontravo.
II
Non conducevamo nè pecore nè agnelli, mentre le greggi riposavano accanto a noi, lei radunava le pecore a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Amaro destino che fossi bandito (6)
mandato via  dalla collina e dalla brughiera, perchè amavo la più bella ragazza che mai sia nata
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio
addio a tutti i piaceri laggiù,
camminare accanto a lei ancora una volta, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
6) nella versione pro-giacobita la ballata è intitolata “New way of the Broom of Cowden Knows” che diventa “O my King” in “Jacobite Relics” Vol II (# 6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/broomfield.htm#ginestra
http://www.ramshornstudio.com/broom.htm
http://www.houseofharden.com/cowdenknowes/broom.htm
http://chrsouchon.free.fr/broomcow.htm
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://www.cowdenknowes.com/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48416
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
thebroomofcowdenknowes.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BroomCowden.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
http://www.rhapsody.com/search/track?page=2&query=cowden

WALY WALY LOVE BE BONY

La ballata “Jamie Douglas” (riportata in Child #204) sembrerebbe narrare l’infelice matrimonio tra il Marchese e Lady Barbara Erskine, figlia del IX conte di Mar, i due si sposarono nel 1670 ma la donna venne ripudiata nel 1681 con l’accusa di adulterio: nella ballata Lady Erskine accusa James Lockhart di Blackwood (ovvero William Lawrie, detto Blackwood) di aver manovrato il marito contro di lei.


Ma alcuni studiosi ritengono che la ballata sia più antica, risalente ai tempi della Regina Maria Stuarda e in origine si trattasse del lamento di una fanciulla abbandonata piuttosto che di una moglie ripudiata.
“The ballad’s dramatic first-person style deserves comment, but of greater interest is the curious connection between ‘Jamie Douglas’ and the lyric complaint, ‘Waly, Waly, But Love Be Bonny’. As many as four stanzas of the lyric have infiltrated certain versions of the ballad. Since the lyric is so much more smoothly integrated than the ballad, one deduces that this moving lament of an abandoned girl about to become a mother is the older song. Seemingly the girl’s situation was so much like that of the discarded marchioness that borrowing was inevitable.” (tratto da qui)

Parte delle strofe sono migrate nel Folk Songs From Somerset di Cecil Sharp e Charles Marson (Londra, 1906) con il titolo di “Waly, Waly” Sharp però non aveva raccolto la canzone da un’unica fonte bensì aveva messo insieme a tavolino strofe prese da vari frammenti. vedi
ASCOLTA June Tabor


I
Oh, waly (1), waly up the bank
and waly, waly down the brae,
And waly, waly up burnside
where I and my love used to go.
I was a lady of high renown
that lived in the North country;
I was a lady of high renown
when Jamie Douglas courted me.
II
And when we came to Glasgow town, it was a comely sight to see,
My lord was clad in the velvet green and I myself in cramasie.
And when my eldest son
was born and set upon
his nurse’s knee,
I was the happiest woman born
and my good lord, he loved me.
III
There came a man into our house
and Jamie Lockhart was his name
And it was told unto my lord
that I did lie in bed with him.
There came another to our house
and he was no good friend to me;
He put Jamie’s shoes beneath my bed and bade my good lord
come and see.
IV
Oh woe be unto thee, Blackwood,
and an ill death may you die,
You were the first and the foremost man that parted my good lord and I.
And when my lord came to my room this great falsehood for to see,
He turned him round all with a scowl and not one word would he speak to me.
V
“Come up, come up, now Jamie Douglas, come up the stair and dine with me, I’ll set you on a chair of gold and court you kindly on my knee.”
“When cockleshells turn silver bells and fishes fly from tree to tree,
When frost and snow turn fire to burn it’s I’ll come up and dine with thee.”
VI
Oh woe be unto thee, Blackwood,
and an ill death may you die,
You were the first and the foremost man that parted my good lord and I.
And when my father he had word
my good lord had forsaken me,
He sent fifty of his brisk dragoons
to fetch me home to my own country.
VII
O had I wist when first I kissed
that love should been so ill to win,
I’d locked my heart in a cage of gold and pinned it with a silver pin.
You think that I am like yourself and lie with each one that I see,
But I do swear by Heavens high, I never loved a man but thee.
VIII
‘Tis not the frost that freezes fell, nor blowing snow’s inclemency,
‘Tis not such cold that makes me cry, but my love’s heart grown cold to me.
O waly, waly, love is bonnie a little while when first it’s new,
But love grows old and waxes cold and fades away like morning dew.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ahimè ahimè  riva
e ahimè ahimè pendio
Ahimè riva del ruscello dove io e il mio amore eravamo soliti andare!
Ero una dama illustre
che viveva nel Nord
ero una dama illustre
quando James Douglas mi corteggiò.
II
Quando andammo a Glasgow,
eravamo una bella coppia da vedere,
il mio Signore indossava del velluto verde e io ero in cremisi,
e quando il mio figlio più grande
nacque, sistemato
sulle ginocchia della sua tata,
ero la donna più felice al mondo
e il mio buon Signore mi amava
III
Poi venne un uomo in casa nostra
e si chiamava Jamie Lockhart
e fu detto al mio Signore
che io andai a letto con lui.
Poi ne venne un altro in casa nostra
e non era un buon amico per me;
mise le scarpe di Jamie sotto al mio letto e avvertì il mio buon Signore perché venisse a vedere
IV
Oh disgrazia su di te Blackwood
che tu possa morire di mala morte
tu fosti il primo e il più illustre uomo a separare il mio buon Signore e me.
E quando il mio Signore venne nella mia camera per occuparsi di questa grande menzogna, si voltò dall’altra parte sdegnato
e non mi disse una sola parola
V
“Vieni, ora Jamie Douglas, sali le scale e cena con me, ti farò sedere su una sedia d’oro e ti vezzeggerò sorridente sulle mie ginocchia”
“Quando le conchiglie diventeranno campanelle d’argento e i pesci voleranno tra gli alberi, quando gelo e neve bruceranno come fuoco allora salirò a cenare con te”
VI
Oh disgrazia su di te Blackwood
che tu possa morire di mala morte
tu che fosti il primo e il più illustre uomo a separare il mio buon Signore e me. E quando mio padre venne a conoscenza che il mio buon Signore mi aveva abbandonato
mandò 50 dei suoi valenti dragoni
per riportarmi a casa nel mio paese.
VII
Se avessi saputo quando baciai la prima volta che l’amore sarebbe stato così pericoloso da conquistare,
avrei chiuso il mio cuore in una gabba d’oro e appuntato con una spilla d’argento. Tu credi che io sia come te che sta con chiunque altro incontra, ma io giuro sull’Altissimo che non amai mai nessun altro uomo tranne te.
VIII
Non è la brina che congela cadendo, nemmeno l’inclemenza della neve
non è tale freddo che mi fa piangere, ma il cuore del mio amore che si raffredda nei miei confronti.
Ahimè ahimè amore è bello quando dapprima è nuovo, ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.

NOTE
1) sinonimo di alas, esclamazione di dolore
FONTI
http://www.justanothertune.com/html/wateriswide.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-158,-page-166-waly,-waly.aspx
http://www.bartleby.com/243/87.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/walywaly.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_waly.htm
http://www.mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=2288552

GALWAY CITY OR ETTRICK HIGHWAY?

spanish-lady“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!
Tuttavia la Bella Spagnola cambia indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche da Belfast, Chester e dalla Scozia

GALWAY CITY

Questa versione si configura più propriamente come un “contrasto amoroso” con botta e risposta anche allusivi. Per la verità la bella in questione non è mai espressamente appellata come “Dama Spagnola”, ma la melodia è la stessa della “Spanish Lady” popolare a Dublino (continua)

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem 1966

I
As I walked out through Galway City at the hour of 12 at night,
Whom should I spy but a handsome lassie, combing her hair by candlelight?
(He:)”Lassie, I have come a-courting, your kind favors for to win,
And if you’d but smile upon me, next Sunday night I’ll call again.”
Chorus: A raddy up a toorum, toorum, toorum, raddy up a toorum dey (bis)
II
(She:) “So to me you came a-courting, my kind favors for to win,
But ‘twould give me the greatest pleasure if you never did call again.
What would I do, when I go walking, walking out in the morning dew?
What would I do when I go walking, walking out with a lad like you?”
III
(He:) Lassie, I have gold and silver. Lassie, I have houses and land.
Lassie, I have ships on the ocean. They’ll be all at your command.”
(She:) What do I want with your gold and silver? What do I want with your houses and land?
What do I want with your ships on the ocean? All I want is a handsome man.”
IV
(He:) “Did you ever see the grass in the morning, all bedecked with jewels rare?
Did you ever see a handsome lassie, diamonds sparkling in her hair?”
(She:) “Did you ever see a copper kettle, mended with an old tin can (2)?
Did you ever see a handsome lassie married off to an ugly man?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
 Mentre camminavo per Galway a mezzanotte,
chi vidi mai, se non una bella fanciulla che si pettinava i capelli a lume di candela?
(lui)”Fanciulla sono venuto per corteggiarvi e ottenere la vostra amabile grazia
e se invece vorrete deridermi, la prossima Domenica sera riproverò di nuovo.”
Coro: senza senso
II
(lei) “Così siete venuto per corteggiarmi e ottenere i miei favori,
ma non mi rendereste una grande grazia se non mi chiamerete di nuovo. Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare nella rugiada del mattino? Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare con un giovanotto come voi?”
III
(lui) “Fanciulla ho oro e argento, ho case e terra, fanciulla ho navi in mare, sarà tutto a vostro comando”
(lei) “Cosa m’importa dell’oro e dell’argento? (1) Cosa m’importa delle vostre case e terre? Cosa m’importa delle vostre navi in mare? Ciò che voglio è un bell’uomo”
IV
(lui) “Avete mai visto l’erba al mattino, tutta adornata da gemme rare?
Avete mai visto una bella fanciulla con i diamanti che scintillano tra i capelli? ”
(lei) “Avete mai visto un paiolo di rame, riparato con un vecchio barattolo di latta? (2) Avete mai visto una bella fanciulla sposarsi con un uomo sgradevole?”

NOTE
1) versi tipici delle gypsy ballads
2) il paragone non è privo di allusioni sessuali

ETTRICK LADY

La zona intorno al fiume Ettrick (Scozia) è ricca di riferimenti letterari a cominciare dal poeta James Hogg (1770-1835) noto con il nome di “Ettrick Shepherd”; nelle Ettrick forest sono ambientate molte delle ballate più antiche e magiche della Scozia

ASCOLTA The Corries

Anche in questo caso il testo è sostanzialmente simile al precedente

I
As I gang doon the Et(t)rick Highway at the hour o’ 12 at night;
What should I spy but a handsome lassie, combin’ her hair by candlelight.
First she combed it, then she brushed it;
Tied it up wi’ a velvet band;
Ne’er hae I seen such a handsome lassie
all up an’ doon ov’r all Scotland!
Chorus:
Fallah-tallah rhu-dhumma, rhu-dhum, rhu-u-dhum;
Fallah-tallah rhu-dhumma, rhu-dhum-day!
II
He:) Lassie, I hae come a-courting, your kind favors for to win;
And if you’d but smile upon me, next Sunday night I’ll call again.
(She:) So to me you came a-courting, my kind favors for to win;
But ‘twould give me the greatest pleasure if you never would call again!
What would I do, when I go walking, walking out in the Ettrick view;
What would I do when I go walking, walkin’ oot wi’ a laddie like you?
III
(He:) Lassie, I hae gold and silver, lassie I hae houses and land
Lassie, I hae ships on the ocean, they’ll a’ be at you’r command.
(She:) What do I care for your gold and silver,
what do I care for your houses and land?
What do I care for your ships on the ocean?;
When all I want is a handsome man!
IV
(He:) Did you ever see the grass in the morning,
all bedecked with jewels rare?
Did you ever see a handsome lassie, diamonds sparkling in her hair?
(She:) Did you ever see a copper kettle, mended up wi’ an old tin can?
Did you ever see a handsome lassie married up tae an ugly man?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
 Mentre camminavo per la strada di Ettrick a mezzanotte,
chi vidi mai, se non una bella fanciulla che si pettinava i capelli a lume di candela?
Prima li pettinava e poi li spazzolava
e poi li legava con un nastro di velluto
non ho mai visto una ragazza così bella in tutta la Scozia!
Coro: non senso
II
(lui)”Fanciulla sono venuto per corteggiarvi e ottenere la vostra amabile grazia;
e se invece vorrete deridermi,
la prossima Domenica sera riproverò di nuovo.”
(lei) “Così siete venuto per corteggiarmi e ottenere i miei favori,
ma non mi rendereste una grande grazia se non mi chiamerete di nuovo. Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare nell’Ettrick ? Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare con un giovanotto come voi?”
III
(lui) “Fanciulla ho oro e argento, ho case e terra, fanciulla ho navi in mare, sarà tutto a vostro comando”
(lei) “Cosa m’importa dell’oro e dell’argento?
Cosa m’importa delle vostre case e terre?
Cosa m’importa delle vostre navi in mare?
Ciò che voglio è un bell’uomo”
IV
(lui) “Avete mai visto l’erba al mattino, tutta adornata da gemme rare?
Avete mai visto una bella fanciulla con i diamanti che scintillano tra i capelli? ”
(lei) “Avete mai visto un paiolo di rame, riparato con un vecchio barattolo di latta?
Avete mai visto una bella fanciulla sposarsi con un uomo sgradevole?”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796