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A STÓR MO CHROÍ

Non si trovano molte notizie in rete in merito al brano che è dato per antico, tuttavia la versione testuale in inglese è attribuita a Brian Higgins (1882-1963) patriota irlandese e attivista repubblicano, autore di molti canti patriottici e poesie con lo pseudonimo di Brian na Banban. Questa però non è una rebel song quanto piuttosto un canto d’amore, o meglio un doloroso canto sull’emigrazione (una grande soul song) che abbraccia tutti gli irlandesi che hanno dovuto lasciare la loro terra per trovare un lavoro. Il brano scritto da Higgins risale al Novecento (anni venti o poco prima) e non è ben chiaro se sia una traduzione in inglese di un canto gaelico risalente alla “grande carestia“, che nella metà dell’Ottocento dimezzò la popolazione irlandese.

20214Come spesso nei canti che affrontano il tema dell’emigrazione è la donna rimasta a casa (madre, moglie o figlia) che incarna l’Irlanda a piangere per l’uomo lontano, in terra straniera.

La scrittura testuale oltre a dichiarare un grande amore per la propria terra d’origine, rivela anche una certa ricercatezza linguistica nella scelta delle rime alternate, senza fare ricorso all’anglo-irlandese colloquiale, giusto qualche parola in gaelico con significati legati agli affetti, punteggia le strofe quasi come una cifra stilistica.
Si tramandano comunque diverse versioni testuali con piccole modifiche sulle parole più che sulla struttura delle frasi e dei loro significati (vedi ad esempio).
A metà degli anni sessanta Sarah & Rita Keane hanno registrato (nell’album Claddagh) la versione diventata standard tra i gruppi e gli interpreti della musica tradizionale irlandese e più in generale della musica celtica.

Per l’ascolto ho selezionato quella che ritengo la migliore interpretazione, quella della statunitense Bonnie Raitt in collaborazione con The Chieftains.

Bonny Raitt & The Chieftains in “Tears of Stones”, 1999

La venatura blues della splendida voce, l’intensa interpretazione, il sapiente uso del dobro e le poche note di basso, e tutto il discreto e delicato tappeto strumentale che i Chieftains sanno tessere, rendono questo brano fuori dal tempo!

Dervish in “Harmony Hill” – 1993 (il gruppo irlandese ci lascia una versione più tradizionale).

Stupenda questa versione strumentale dei Lunasa gruppo folk irlandese fondato nel 1997 e già così innovativi nel loro album d’esordio
Lunasa in “Lunasa” 1998


I
A Stór Mo  Chroí (1) when you’re far away

from the home that you’ll soon be living
It’s many a time by night and by day
That your heart will be sorely grieving.
For the stranger’s land may be bright and fair,
And rich in its treasures golden.
You’ll pine, I know, for the long ago
And the love that is never olden.
II
A Stór Mo Chroí, in the stranger’s land

There is plenty of wealth and wailing.
While gems adorn the rich and the grand
There are faces with hunger paling.
The road is weary, and hard to tread
And the lights of their cities blind you.
Won’t you turn a stór to Erin’s shore
And the love that you left behind you.
III (2)
A Stór Mo Chroí, when the evening sun

Over the mountain and meadow is falling,
Won’t you turn away from the throng and list
And maybe you’ll hear me calling.
For the sound of a voice that is sorely missed
For somebody’s speedy returning.
Aroon aroon, won’t you come back soon
To the one that will always love.
tradotto da Cattia Salto
I
Amore mio quando sarai lontano,
via dalla casa che tra poco starai per lasciare,
più di una volta notte e giorno
il tuo cuore sarà in grande lutto.
Perché la terra straniera può essere luminosa e bella,
e ricca di promesse dorate.
Ma tu ti struggerai, lo so, per il tempo andato
e l’amore che non invecchia mai.
II
Amore mio in terra straniera
c’è un sacco di ricchezza e di lamenti.
Mentre gemme adornano i ricchi e i grandi
ci sono volti sbiancati dalla fame.
La strada è faticosa, ed è difficile da calcare,
e le luci della loro città  ti accecano. Non ti volterai, tesoro mio, sulle rive dell’Irlanda, e verso l’amore che ti sei lasciato alle spalle.
III
Amore mio quando il sole della sera sulle montagne e i prati tramonta,
non ti allontanerai dalla folla e dai doveri
e forse mi sentirai mentre ti chiamo.
Per il suono di una voce che si è persa in gran parte
per il veloce ritorno di qualcuno.
Mio caro non vuoi tornare presto
da chi che ti amerà per sempre?
NOTE
1) letteralmente: Tesoro del mio cuore
2) Stofa alternativa
A Stor Mo Chroi, when the evening’s mist
In the mountain and meadow is falling,
Oh turn, A Stor, from the throng and list
And maybe you’ll hear me calling.
For the sound of a voice that you seldom hear
For somebody’s speedy returning.
Aroon, aroon, Oh, won’t you come back soon
To the one who really loves you.

 

ORO, SÉ DO BHEATHA ABHAILE

Interessante caso di trasposizione testuale di questa popolarissima canzone irlandese dal titolo “Oro, sé do bheatha a bhaile”, inizialmente nata come brano celebrativo dell’arrivo della novella sposa nella casa del marito, diventata “Granualile un canto politico pieno di allegorie per augurare la libertà dell’Irlanda.

YOU ARE WELCOME HOME: Hauling Home

Le testimonianze raccolte nell’Ottocento concordano nel riportare la consuetudine di scortare la sposa e lo sposo nella casa dove sarebbero andati a vivere insieme. La cerimonia si svolgeva all’incirca un mese dopo l’avvenuto matrimonio, ma a volte anche il giorno stesso o sette giorni dopo.
Anticamente il corteo si svolgeva a cavallo (e poi con il calesse): in testa cavalcavano il padre o il fratello della sposa poi la sposa e lo sposo e poi seguivano gli amici d’entrambi.
Così diceva (e cantava) il marito sulla soglia di casa per accogliere la moglie:
Oro, sé do bheatha a bhaile, is fearr liom tu ná céad bo bainne:
Oro, sé do bheatha a bhaile, thá tu maith le rátha.
[in inglese:
Oro, welcome home, I would rather have you than a hundred milch cows: Oro, welcome home, ’tis you are happy with prosperity [in store for you]
La cerimonia era una festa con musica, danze cibo e bevute offerte dallo sposo.

Così scrive P. W. Joyce
“The ‘Hauling Home’ was bringing home the bride to her husband’s house after marriage. It was usually a month or so after the wedding, and was celebrated as an occasion next only in importance to the wedding itself. The bridegroom brought back home his bride at the head of a triumphal procession- all on cars or on horseback. I well remember one where the bride rode on a pillion behind her husband. As they entered the house the bridegroom is supposed to speak or sing:
1. – Oro, sé do bheatha a bhaile,
Is fearr liom tu ná céad bo bainne:
Oro, sé do bheatha a bhaile,
Thá tu maith le rátha.
2. Oro, welcome home,
I would rather have you than a hundred milch cows:
Oro, Welcome home,
‘tis you are happy with prosperity.
Here is another collector, Mr. Hogan‘s note on this air: – “This song used to be played at the ‘Hauling Home’, or the bringing home of a wife. The piper, seated outside the house at the arrival of the party, playing HARD (i.e. with great spirit): nearly all who were at the wedding a month previous being in the procession. Oh for the good old times!” This tune is called in Stanford-Petrie an “ancient clan march“: and it is set in the Major, with many accidentals, but another setting is given in the Minor. I (Joyce) give it here as Mr. Hogan wrote it, in its proper Minor form. In several particulars this setting differs from Dr. Petrie’s two versions. It was a march tune, as he calls it: but the MARCH was home to the husband’s house. Dr. Petrie does not state where he procured his two versions.” (tratto da qui)

Ecco allora un’allegra melodia per accogliere la sposa
 ASCOLTA De Dannan “Kitty’s wedding”

LA VERSIONE GIACOBITA

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartDurante la rivolta giacobita del 1745-6 qualche guerriero irlandese deve aver composto il brano che appare in The Complete Collection of Irish Music (1855) di George Petrie contrassegnato come “antica marcia del Clan” e anche come “Welcome home Principe Charley”.
La melodia risale quantomeno al XVIII sec e il testo inneggia al Bonnie Prince Charlie perchè sollevi la rivolta.

I
A Shéarlais Óig (1) a mhic Ríogh Shéamais(2),
’Sé mo mhór-chreach do thriall as Éirinn,
Gan aon ruainne bróig’ ort, stocaí nó léine,
Acht ’do chascairt leis na Franncaighibh.
Chorus:
Óró, sé do bheatha abhaile,
Óró, sé do bheatha abhaile,
Óró, sé do bheatha abhaile,
Anois ag teacht an tSamhraidh!
II
’Sé mo léan géar nach bhfeicim,
Mur’ mbéinn beó ’na dhiaidh ach seachtmhain,
Séarlas Óg is míle gaiscidheach
Ag coscairt leis na Franncaighibh.
III
Tá Séarlas óg ag triall thar sáile,
Béidh siad leis-sean cúpla gárda,
Béidh siad leis-sean Franncaigh is Spáinnigh,
Agus bainfidh siad rinnc’ as Éir’cighibh.

TRADUZIONE INGLESE
I
Young Charles, King James’s grandson
Alas his distress of leaving Ireland
He has left without shoe, or sock or shirt
fighting alongside the Frenchmen.
Chorus:
Oh-ro, You are welcome home,

Now that summer’s coming!
II
Alas that I do not see
Even if I were only to live a week thereafter
Young Charles and one thousand warriors
Fighting with the Frenchmen
III
Young Charles is coming over the sea
They’ll be with him as a guard
They’ll be with him, French and Spanish
And they’ll make the heretics(3) dance!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il giovane Carlo, nipote di Re Giacomo,
ahimè in lacrime ha lasciato l’Irlanda, senza  scarpe e scalzo e senza camicia,
combatti al fianco dei Francesi!
RITORNELLO
Oh, e bentornato a casa
ora che è arrivata l’estate.
II
Ahimè che cosa non darei,
anche se dovessi campare solo una settimana, per vedere
il Giovane Carlo ed un migliaio di guerrieri
combattere con i Francesi!
III
Il Giovane Carlo giunge dal mare
con una guarnigione di giovani soldati.
sono con lui Francesi
e Spagnoli,
e faranno ballare gli eretici(3)

NOTE
1) Shéarlais Óig= Giovane Carlo
2) Ríogh Shéamais = Re Giacomo
3) ossia i protestanti. Sono canzoni del tempo e inevitabilmente piene di invettive politiche e religiose

GRANUAILE

omalley6Il canto è stato riscritto nel 1916 dall’irlandese Patrick Pearse (1879-1916) per chiamare a raccolta gli Irlandesi nella ribellione della Pasqua del 1916.

Pearse rimaneggia il canto giacobita  ma elimina i riferimenti al Principe Carlo (non proprio un modello d’eroe!) per ispirarsi a una vera eroina della storia irlandese Gráinne Mhaol ossia Grace O’Malley  regina dei Pirati che si oppose con la lotta al dominio inglese sull’Irlanda sia per mare che per terra (era l’epoca della regina Elisabetta I). Ancora una volta in un canto politico l’Irlanda viene accostata a una donna fiera e indomabile.
Intelligente, affascinante e con il carisma del grande condottiero Granualile (da un nomignolo che vuol dire testa rasata perchè da ragazza pur di seguire il padre in mare si tagliò i capelli e si travestì da mozzo) dominò i mari al largo della costa occidentale d’Irlanda per più di mezzo secolo. Imprigionata più volte dagli Inglesi non fu mai sconfitta e il suo spirito divenne il simbolo dell’Irlanda che rifiuta la sottomissione.

Grace O’Malley, la regina dei pirati di Connemara

Grace O’Malley viene ricordata su tutti i libri di storia e nelle leggende del suo popolo come una comandante spietata e una combattente coraggiosa. Nei suoi settant’anni anni di vita lei e la sua famiglia videro la potenza inglese espandersi in Irlanda, ma, grazie alla loro forza e alla loro potenza, il suo clan e i suoi vicini riuscirono ad arginare come poterono gli invasori.
Si dice che dall’anno della sua morte, avvenuta nel 1603, nessun altro capoclan irlandese riuscì a preservare il vecchio stile di vita gaelico come Grace O’Malley e la sua famiglia riuscirono a fare in vita. (Camillo Bertagnolli Ravazzi) (tratto da qui)

Grace O’Malley – “La regina del Mare di Connemara”

Grace O’Malley (in gaelico irlandese Gráinne Ní Mháille), anche conosciuta come Granuaile o Gráinne Mhaol (1530 circa – Rockfleet Castle,1603) famosa anche come “La regina del Mare di Connemara” è stata una rivoluzionaria e pirata irlandese. Si tratta di un personaggio ormai leggendario, ma di fatto visse realmente e fu di notevole importanza nella storia irlandese. Nacque in Irlanda, forse a Louisburgh, nel 1530, quando Enrico VIII era sul trono d’Inghilterra. Il clan O’Malley fu una delle poche famiglie gaeliche a conservare le terre nella contea di Mayo dopo la conquista Tudor. (in Storia Viva tratto da qui)

Ellen Tanner Grace O’Malley Pirate Map 2007

Nella versione di Pearse il coro saluta il ritorno a casa di Granuaile (è lei la sposa da portare a casa con la cerimonia dell’ Hauling Home) dopo la sua reclusione, ovvero la prigionia del popolo irlandese sotto il dominio degli Inglesi, giogo dal quale il popolo stesso, senza l’aiuto di eserciti francesi o spagnoli, saprà liberarsi imbracciando le armi (beh i tempi erano quelli!).
Con questa frase Pearse vuole sottolineare che il destino di un popolo sta nelle sue mani e nella sua autodeterminazione, nello stesso tempo auspica che gli irlandesi che stavano combattendo in quel momento nella prima guerra mondiale nell’esercito inglese ritornassero a casa per fare fronte comune con i ribelli.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Wolfe Tones

ASCOLTA Sinead o’Connor ha registrato più volte il brano che è finito nel cd “Sean-Nós Nua”, 2002

La versione animata di Cartoon Saloon (voce Paul Brady)

e largo ai giovani! ASCOLTA Seo Linn, una via di mezzo tra marcia, grido di battaglia e una scarica di andrenalina!


VERSIONE DI PATRICK PEARSE
I
Sé do beatha! A bhean  ba leanmhar!
B’é ár gceach tú bheith I ngéibhinn,
Do dhuiche bhrea I seilbh meirleach
‘S tú diolta leis na Gallaibh.
CHORUS
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Anois ar theacht an tSamhraidh.
II
Tá Gráinne Mhaol ag teach thar sáile,
Óglaigh armtha leí mar gharda;
Gaeil iad féin ‘s ni Gaill(1) ná Spainnigh
‘S cuirfid ruaig ar Ghallaibh.
III
A bhuí le Dia (2) na bhfeart go bhfeiceam,
Muna mbeam beo ‘na dhiaidh ach seachtain,
Gráinne Mhaol agus mile gaiscíoch
Ag fógairt fáin ar Ghallaibh

TRADUZIONE INGLESE
I
Welcome lady who faced such troubles
Your capture brought us to our ruin
With our fine land usurped by thieves
And you sold to the foreigners!
Chorus:
Hurrah, welcome home
now at the coming of Summer.
II
Gráinne O’Malley comes over the sea,
With armed warriors as her guard
They’re Irishmen – not French nor Spanish
And they will rout the foreigners!
III
May it please dear God that we might see,
Even if we only live for week after,
Gráinne Mhaol and a thousand warriors –
Routing all the foreigners!
TRADUZIONE di Cattia Salto*
I
Benvenuta, donna provata dalle avversità, la tua prigionia ci ha portato alla rovina,
con il nostro amato paese nelle mani dei vandali e tu stessa venduta agli Inglesi.
RITORNELLO:
Oh, e bentornata a casa
ora è arrivata l’estate.
II
Granualile giunge dal mare
con una guarnigione di giovani soldati.
Sono Irlandesi, non Francesi o Spagnoli, e sgomineranno gli Stranieri.
III
A Dio piacendo, anche se dovessi morire tra una settimana,
possa io vedere Granualile ed un migliaio di guerrieri
disperdere gli Stranieri.

NOTE
* traduzione in italiano dall’inglese
1) si trova scritto a volte Gaill a volte Frainc
2) al posto di Dio a volte scritto come Ri (re)

FONTI
http://www.signoraggio.it/grace-omalley-la-regina-dei-pirati-di-connemara/
http://lastoriaviva.it/grace-omalley-la-regina-del-mare-di-connemara/
http://chrsouchon.free.fr/orosedo.htm
http://terreceltiche.altervista.org/i-giacobiti/

DONAL AGUS MORAG: AN IRISH WEDDING!

Canto di nozze proveniente da Rathlin Island,  l’unica isola abitata dell’ Irlanda del Nord . I primi due versi sono stati pubblicati nel 1936 a testimonianza del gaelico parlato nell’isola, è stato riproposto da Mairéad Ni Mhaonaigh (voce leader degli Altan) con l’integrazione degli ultimi due versi composti dal padre (anch’egli eccellente violinista). L’irlandese che era parlato sull’isola era una particolare combinazione tra il gaelico di Antrim e quello scozzese.

rathlin-island
Isola di Rathlin – Irlanda

Al matrimonio, di Donald e Morag, probabilmente tra famiglie di alto ceto, c’erano nobili e anche parenti scozzesi (l’isola si trova relativamente vicina alle terre della Bassa Scozia) tra i quali McAuley il guerriero, c’erano persone istruite e personaggi pubblici: il matrimonio fu un evento così famoso, che se ne parlò per tutta l’isola e nei tempi a venire!

Il canto magnifica l’abbondanza di cibo e di bevande ed è una melodia giocosa e ritmata seguita nell’arrangiamento degli Altan da una vivace danza.

ASCOLTA Altan in Harvest Storm 1992

GAELICO IRLANDESE
I
Bhí móran daoine uasal  ann.
Bhí tuatanaigh na h-Alban ann.
Bhí ‘n máistir scoile is an ministir ann.
Bhí an laoch Mac Amhlaigh ann.
CHORUS
Dónal, ‘sé Dónal, ‘sé Dónal a rinne an bhainis.
Dónal agus Mórag a rinne an bhainis ainmeall.
II
Bhí cearcan ann, ‘s bhí géanna ann.
Bhí corr is doisín sgairbh ann.
Seo bha iad is bhí car a’ bí ann.
‘Sé cearc na n-éan a b’fhearr dhuibh ann.
III
Bhí bradáin ‘s bric ón Éirne ann.
Is flúirse feoil na bhfia n-éan ann.
Feol mart ‘s lao, ba bhlasta bhí
Bhí uanfheol friochta is oisfheoil ann.
IV
Bhí ‘n dí go fial ‘s go fairsing ann.
Bhí brannda is fíon na Spáinne ann.
Bhí póitín(1) stil is mead(2) le mil.
Bhí beoir is leann na h-Éireann ann.


traduzione inglese
I
There were many noble people,
There were ordinary folk from Scotland,
The school master and the minister,
The warrior McAuley was there.
Chorus
Donal, Donal, ‘twas Donal who made the wedding, ‘twas Donal and Morag made the wedding famous.
II
There were hens and geese there,
There were more than a dozen sea birds,/There all of it was, and the favorite food there,
Was the hens of the birds that they preferred.
III
There were salmon and trout from the Erne,
And an abundance of game and wild birds.
The prime beef and veal were the tastiest.
There was roast lamb and venison there.
IV
The drinks were generous and plentiful,
There was Spanish brandy and wine.
There was homemade poteen(1) and honey mead(2).
There was beer and ale from Ireland there

traduzione italiano
I
C’erano molti nobili,
c’era molta gente comune dalla Scozia,
il maestro di scuola e il ministro,
c’era McAuley il guerriero.
CORO
Donal, Donal, c’era Donal che si è sposato. Donal e Morag con il loro famoso matrimonio.
II
C’erano galline e oche,
più di una dozzina di cormorani,
c’era abbondanza di tutto,
e il cibo preferito erano i teneri polli.
III
C’erano salmoni e trote d’Irlanda,
e abbondanza di selvaggina e uccelli selvatici,
il manzo e il vitello dei più saporiti
e c’erano agnello arrosto e selvaggina.
IV
Bevute generose e abbondanti,
c’erano brandy spagnolo e vino. C’erano acquavite(1) e idromele(2). C’erano birre irlandesi a bassa fermentazione e ad alta fermentazione

NOTE
1) Póitín: il Poteen è un distillato casalingo prodotto in Irlanda e illegale dal 1661. Gli irlandesi hanno da sempre distillato uisce beatha (che significa in gaelico “acqua di vita” ). I distillatori abusivi continuarono a produrre la loro miscela in boschi segreti o in paludi sperdute all’interno di una piccola tinozza portatile chiamata poitín (vasetto). Secondo la tradizione, c’erano vari tipi distillati, fatti con more, lievito, zucchero od orzo, malto e patate. La sua secolare tradizione di segretezza e proibizione è divenuta parte del folklore rurale irlandese. continua
2) l’idromele, bevanda prodotta dalla fermentazione del miele, era tipicamente consumata dagli sposi durante il matrimonio perché si credeva avrebbe portato fertilità alla coppia. Era anche una bevanda che proteggeva dalle fate. continua

Unknown Flemish Artist Still Life with Pies 17th century

Sempre degli Altan una serie di jig The Wedding Jig/Hiudai Gallagher’s March/James Byrne’s/Mickey Doherty’s/Welcome Home Grainn arie da ballo tipicamente suonate nei matrimoni del Donegal

ASCOLTA Altan in The Red Crow (2006)

IN VIAGGIO

L’isola è il paradiso degli appassionati di sub e birdwatching. Sull’isola vi abitano oramai pochissime famiglie dedite principalmente alla pesca e all’agricoltura. (vedi)

CON ANDREA RICORDI: Rathlin Island, viaggio nel tempo
E’ piccola ( poco piu’ di 20km quadrati ), a forma di L e si trova quasi a metà strada tra la costa settentrionale irlandese e la Scozia ; gli abitanti sono circa un centinaio ed un servizio di traghetti li collega a Ballycastle, contea di Antrim, sulla terraferma . Isola, piccola, remota, tanta natura, poca gente … (con bellissime fotografie continua)

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/altan/donal.htm http://www.irishpage.com/songs/donal.htm
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/nord/contea-di-antrim/rathlin-island/
http://www.andrearicordi.it/blog/2014/10/rathlin-island

SELLENGERS ROUND

Ed ecco una tipica danza di epoca elisabettiana intorno al palo del maggio abbastanza semplice da essere in genere utilizzata come danza d’apertura coeva proprio alla canzone “Come, lasses and lads”. Il titolo si traduce come “girotondo di San Leger” essendo Sellenger una alterazione del termine, ovvero un antico cognome anglo-irlandese. La melodia di autore ignoto ha probabili origini irlandesi e risale alla seconda metà del Cinquecento, lo schema della danza è riportato nell’English Dancing Master (John Playford) 1670 e ci conferma la sua popolarità anche in l’Inghilterra.

elisabetta-danze
Una citazione storica della danza si trova in “Bacchus’ Bountie” (1593): While thus they tippled, the fiddler he fiddled, and the pots danced for joy the old hop‑about commonly called ‘Sellinger’s Round‘. Il compositore inglese William Byrd ne realizzò un arrangiamento nel 1590 (in Lady Neville’s Manuscript)

La danza è solo apparentemente complessa ma in realtà si  compone di due parti dalla struttura così schematizzabile
A –  (B-C-B-C) A1 – (B-C-B-C) A2 – (B-C-B-C) A3 – (B-C-B-C)

I passi base sono semplicissimi: passo semplice (apertura piede sinistro o destro e chiusura con  il piede opposto) e passo doppio  (ossia il passo semplice ripetuto due volte) questi passi si possono eseguire  in avanti in dietro e lateralmente a seconda delle istruzioni riportate nello  schema.

Il terzo passo è detto giro, in realtà composto da 4 passettini si tratta del giro su se  stessi che si svolge in 4 tempi e si esegue descrivendo un piccolo cerchio  per ritornale alla posizione di partenza, con apertura di piede sinistro, se  il perno del movimento è sulla spalla sinistra, oppure con apertura di piede  destro se il perno è sulla spalla destra. Io per comodità faccio riferimento  alla spalla

Disposizione di partenza: in cerchio a coppie (donna a  destra dell’uomo), mani unite

Descrizione:

PARTE 1A PASSO DOPPIO    LATERALE
1 – 4 4 passi laterali a sx con il    piede sx (senso orario)
5 – 8 4 passi laterali a sx (senso    orario)
9 – 16 ripete con passi laterali a dx,    apertura con il sx (senso antiorario)

 

PARTE 2 ripetuta due    volte (B-C, B-C)
B
1 – 4 sx in avanti verso l’interno    chiude dx, sx in avanti    chiude dx
5 – 8 4 passetti indietro
C disposizione frontale delle coppie e INSIEME
CAVALIERE
9 – 12 passo laterale con apertura di dx    e chiude sx e ritorno
13 – 16 un giro su se stesso in 4 tempi (perno spalla dx)
DAMA
9 – 12 passo laterale con apertura di dx    e chiude sx e ritorno
13 – 16 un giro su se stesso in 4 tempi (perno spalla dx)

 

PARTE 1 PRIMA VARIAZIONE:    PASSO DOPPIO FRONTALE
A1/C SOLO CAVALIERI
1 – 8 8 passi in avanti con il sx
9 – 16 8 passi indietro ma scalando la dama alla sx
A1/D SOLO DAME
1 – 8 8 passi in avanti con il sx
9 – 16 8 passi indietro ma scalando il cavaliere alla sx

 

PARTE 1 SECONDA    VARIAZIONE
A2 SCAMBIO POSTO FRONTALE
1 – 8 4 passi in avanti, mezzo giro, 4 passi avanti, mezzo    giro
9 – 16 ripete da 1 a 8

 

PARTE 1 TERZA VARIAZIONE
A3 BRACCIO DESTRO CON IL PATNER
1 – 8 8 passi in avanti con il sx
9 – 16 e ritorno con braccio sinistro

Rappresentare le danze antiche mediante schemi e  spiegazioni è sempre un po’ macchinoso, si parte dal presupposto che chi  legge abbia già un minimo di infarinatura in merito e utilizzi gli appunti  come promemoria, così il video dimostrativo è la migliore forma descrittiva,  in cui sono evidenziate anche le posture e i movimenti delle braccia e di  tutto il corpo.

Così nel video scelto come esempio la danza ha un sapore  prettamente di corte e tardo rinascimentale o se si vuole del primo barocco.

VIDEO

Se si vuole eseguire però la danza secondo gli stili della   country-dance in epoca Regency  allora il passo sarà più saltellato

VIDEO: Jane Austen  Ball qui proposto come danza di fila

Interessanti variazioni ai passi della parte 1 in questa  versione stile “danza popolare  medievale” del gruppo di danza Sante Pede

VIDEO Sante Pede

APPROFONDIMENTO
La danza antica
Staines Morris:  la danza abbinata al brano “To The Maypole Haste Away”, perfetta per le rievocazioni storiche  rinascimentali del Maggio e abbastanza semplice da essere divulgata anche al  grande pubblico

IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers- vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che cantato.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633.

The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

GAELICO IRLANDESE
I
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Sèist
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

II
Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
III
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo (7) e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese (continua)
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare (vedi simbolismo)
7) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più (continua)

In un’altra versione testuale (vedi)

Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo, protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin


I
Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
Sèist
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
II
Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
III
Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
IV
Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE*
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* tratta da qui

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447

LO SPINO DI MAGGIO: AMHRÁN NA CRAOIBHE

7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-bluIl biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile)

LA SPOSA DI MAGGIO

John Collier: Queen Guinevere's Maying - 1900
John Collier: Queen Guinevere’s Maying – 1900

AMHRÁN NA CRAOIBHE (in inglese The Garland Song) ,è il canto processionale  delle donne che portano il ramo del Maggio nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane, diffuso ancora nell’Irlanda del Nord (Armagh) e forse si accompagnava ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta.

La canzone è  stata riportata dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh: ogni frase è intonata dal solista è seguita dal coro benaugurale verso gli sposi di Maggio.
The song is unique to the south-east Ulster area and was collected from Sarah Humphreys who lived in Lislea in the vacinity of Mullaghban in Co. Armagh. The air of the song from Cooley in Co. Louth survived in the oral tradition from my father Pádraig. It was mistakenly called ‘Lá Fhéile Blinne’ (The Feast of St Blinne) by one collector. Though it was sung as part of the celebrations of Killeavy Pattern it had no connection with Blinne or Moninne, a native saint of South Armagh, but rather the old surviving pre-Christian traditions had been incorporated into Christian celebrations. The district of ‘Bealtaine’ is to be found within a few miles of Killeavy where this song was traditionally sung, though the placename has been forgotten since Irish ceased to be the vernacular of the community within this last century. Other place names nearby associated with May festivities are: Gróbh na Carraibhe; The Grove of the Branch/Garland (now Carrive Grove) Cnoc a’ Damhsa; The Hill of Dancing (now Crockadownsa).” (Pádraigín Ní Uallacháin, 2002, A Hidden Ulster)

ASCOLTA Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir” 2010

GAELICO IRLANDESE
‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir
TRADUZIONE INGLESE
My branch is the branch
of the noble women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride,
A dauntless, swift, strong lad,
TRADUZIONE IN ITALIANO
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/amhran.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221

WILD MOUNTAIN THYME

Questa antica ballata nota come “THE WILD MOUNTAIN THYME” ma anche “Will You Go Lassie, Go” è stata scritta da Francis McPeake   (irlandese di Belfast) nel 1957 copiando o se si  vuole usare un eufemismo parafrasando,  “The Braes of Balquhidder”  del poeta scozzese Robert Tannahill.

LA VERSIONE IRLANDESE

glenLa canzone, un’ode alla natura e alla stagione dell’amore,  si presta a una lettura in chiave ironica. Il giovane innamorato invita la  ragazza ad andare con lui in montagna a “raccogliere il timo selvatico“, ma la ragazza deve essere  una che ci mette un po’ per prendere una decisione, non per niente la domanda  “Andrai  ragazza, andrai?” è ripetuta in ogni strofa.
Il ragazzo tenta la ragazza con la promessa romantica di  costruire per lei un pergolato con tutti i fiori della montagna (in altre  versioni meno appropriatamente il pergolato si trasforma in una torre),  proprio vicino a un ruscello, poi però conclude dicendole che se proprio non  vuole seguirlo, lui si consolerà cercando un’altra ragazza. Insomma una frase poco simpatica da dire a una donna che  si vuole portare “in camporella“!
Ma forse all’epoca in cui è stata  scritta, la strofa doveva avere la sua efficacia per vincere le resistenze di  una che faceva la difficile! Oggi sicuramente il nostro “macho”  andrebbe in bianco!
A dominare su ogni cosa, però, è l’amore per la natura,  nella frase ricorrente “il timo  selvatico di montagna, tutto intorno all’erica fiorente”, in cui si può  intuire che, per il ragazzo, l’armonia della natura ha il potere di  cancellare ogni rancore e di rendere la vita più piacevole e spensierata.

Tra le moltissime registrazioni si richiamano The Kilkennys, The High Kings e in particolare, indimenticabile, la versione de The Chieftains



Don Williams & The Chieftains


I
Oh, the summertime is coming
and the trees are sweetly blooming
And the wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye1 go, lassie, go?
Chorus:
And we’ll all go together
to pluck wild mountain thyme,
All around the blooming heather.
Will ye go, lassie, go?
II
I will build my love a bower
near yon2 pure crystal fountain,
And on it I will pile
all the flowers of the mountain,
Will ye go, lassie, go?
III
If my true love she were gone,
I would surely find another,
Where wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye go, lassie, go?
Traduzione italiano Cattia Salto
I
L’estate si avvicina
e gli alberi sbocciano dolcemente
e il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
Ritornello:
E andremo tutti insieme
a raccogliere il timo selvatico di montagna,
tutto intorno all’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
II
Costruirò al mio amore un pergolato
vicino a quella pura sorgente cristallina
e ci metterò sopra
tutti i fiori della  montagna
andrai ragazza, andrai?
III
Se il mio vero amore se ne andrà
di sicuro ne cercherò un’altra,
dove il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?

NOTE
1 ye, forma  arcaica di you “tu”, “voi”
2 yon, vocabolo  obsoleto, non più usato nell’inglese contemporaneo, equivalente alla forma  standard that “quello”

FONTI
https://thesession.org/tunes/10655
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/wildmountainthyme.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

WHEN YOU FELL IN THE FOGGY DEW

Canto patriottico per eccellenza ovvero rebel song che testimonia la Rivolta di Pasqua del 1916 (vedere anche Erin go bragh)

Il testo è stato scritto da Charles O’Neil nel 1919, in occasione del giorno d’insediamento del nuovo parlamento irlandese a Dublino per commemorare i primi passi dell’Isola verso l’indipendenza (l’ultima strofa però è stata aggiunta successivamente): meglio morire sotto il cielo di Dublino piuttosto che combattere sotto il comando degli inglesi o per una causa sbagliata. La melodia è quella di The Moorlough shore.

Sinead O’Connor & Chieftains (strofe da I a III e V)

ASCOLTA The Wolfe Tones con le cinque strofe canoniche


I
As down the glen
one Easter morn
To a city fair(1) rode I
Their armed lines of marching men
In squadrons passed me by
No pipe did hum
and no battle drum
Did sound its loud tattoo
But the Angelus Bell o’er the Liffy(2) swell Rang out in the foggy dew
II
Right proudly high in Dublin town
Hung they out a flag of war
‘Twas better to die
‘neath an Irish sky
Than at Suvla or Sud-el-bar (3)
And from the plains of Royal Meath
Strong men came hurrying through
While Britania’s huns
with their long-range guns
Sailed in though the foggy dew
III
The bravest fell and the requiem bell
Rang mournfully and clear
For those who died that Eastertide
In the springing of the year
And the world did gaze in deep amaze
On those fearless men but few
Who bore the fight that Freedom’s light
Might shine though the foggy dew
 IV
‘Twas   England bade our Wild Geese(4) go
That small nations might be free
But their lonely graves are by Suvla’s waves
At the fringe of the great North Sea
Oh had they died by Pearse’s side(5)
Or fought with Chatal Brugha(6)
Then their graves we’d keep (7) where the Fenians (8) sleep
‘Neath the hills of the foggy dew
V (NON DI O’NEIL)
Back through the glen I rode again
And my heart with grief was sore
For I parted then with valiant men
Whom I ne’er shall see more
But to and fro in my dreams I go
And I kneel and pray for you
For slavery fled oh glorius dead
When you fell in the foggy dew
TRADUZIONE ed. musicali Rodaviva
I
Una mattina di Pasqua
attraversavo una valle
a cavallo verso una bella città (1),
mi passarono davanti marciando
file di uomini armati.
La zampogna non suonò
il tamburello non rullò.
Si sentì solo la campana dell’Angelus
suonare e di lontano lo scorrere
del fiume(2) nella nebbia di quel mattino.
II
Innalzarono fieramente la bandiera
della battaglia sopra Dublino.
Sarebbe stato meglio
morire sotto il cielo irlandese
piuttosto che combattere con inglesi a Sulva o a Sud-el-Bar(3). Dalle pianure di Royal Meath arrivarono correndo altri uomini forti, mentre con i cannoni arrivarono gli inglesi invasori sulle loro navi nella nebbia di quel mattino.
III
I più coraggiosi caddero
e nel silenzio le campane
suonarono tristemente il requiem per coloro che morirono in quella Pasqua di primavera.
Il mondo guardò con grande stupore
quei pochi uomini coraggiosi
che sostennero la lotta perché la luce della libertà risplendesse nella nebbia di quel mattino.
[IV
Se l’Inghilterra  avesse lasciato fare alle nostre Oche Selvatiche(4), quelle piccole nazioni  avrebbero potuto essere libere.
Ma le loro tombe solitarie stanno ora nelle acque del Sulva o sulle rive del gran Mare del Nord.
Oh, fossero morti al fianco di Pearse(5)
o avessero combattuto con Cathal Brugha(6)! Allora si serberebbero i loro nomi(7) dove dormono i Feniani (8), sotto le colline fra la nebbia dell’aurora]*
V
Tornai in quella valle cavalcando
e il mio cuore pianse di dolore,
perché avevo lasciato uomini valorosi
che non avrei mai più visto.
Ma quando il mio pensiero torna a voi m’inginocchio e prego,
perché la schiavitù è fuggita quando voi,
o morti gloriosi,
siete caduti nella nebbia di quel mattino.

NOTE *integrazione traduzione di Cattia Salto
1) Dublino
2) il Liffey è il fiume che attraversa Dublino
3) nella I Guerra Mondiale
4) Oche selvatiche   sono i soldati irlandesi che emigrarono per prestare servizio negli eserciti   continentali dal sedicesimo al diciottesimo secolo; nello specifico si   riferisce ai soldati giacobiti che lasciarono l’Irlanda per poter continuare   a prestare servizio nella Brigata irlandese di Giacomo II (ottobre 1691)
5) Pádraig (Patrick) Pearse  (18791916), è stato un poeta irlandese, teorico della rinascita dell’identità gaelica.  A diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
6) Cathal Brugha (1874 – 1922) uomo politico irlandese,  attivo nell’insurrezione di Pasqua
7) l’autore si rammarica che i tanti soldati irlandesi morti nella I Guerra Mondiale nell’esercito inglese non abbiano potuto combattere gloriosamente per l’Irlanda, allora i loro nomi sarebbero stati ancora ricordati come eroi invece di andare dispersi
8) Fenians ovvero la Fenian Brotherhood  fondata da James Stephens nel 1858 a Dublino per la creazione di una repubblica irlandese indipendente dal Regno Unito. I Feniani   presero il nome dai Fianna ovvero i mitici guerrieri guidati da Fionn Mac Cumhail. Si fa riferimento agli antichi luoghi di sepoltura di questi mitici eroi ossia le tombe a tumulo.

ASCOLTA Alberto Cesa con i Cantovivo

TRADUZIONE ITALIANO  ALBERTO CESA
I
Era il giorno di Pasqua e scendevo giù –sulla strada per la mia città – quando vidi protetti dalla bruma del mattino – mille uomini marciare.
E nell’aria non c’eran cornamuse e tamburi solo i passi che battevan la sterpaglia, – mentre al colle di Liffey la campana suonava – come il tuono che attraversa la battaglia.
II
Con orgoglio scoprii che a sfidare il destino – sventolavan le bandiere della guerra: – era meglio crepare sotto il cielo di Dublino – che   regalare il cuore all’Inghilterra. – Dalle verdi pianure di Royal Meath – ogni uomo lasciava la dimora – mentre i barbari inglesi con i loro fucili – salpavan fra le nebbie dell’aurora.
III
Ma i più forti morirono e la campana suonò –il canto   triste della terra violentata – mentre il vento tagliava il dolore nuovo e antico – come una folle, tremenda sciabolata.
Ed il mondo pensava quanto fossero strani – questi uomini liberi e leali – che morivan “soltanto” per riaccendere ancora la libertà nella nebbia dell’aurora.

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1929

THE CURRAGH OF KILDARE: THE WINTER IT IS PAST

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna per essere stata abbandonata dal suo innamorato. Alcuni studiosi affermano che l’amato in questione era un bandito di strada tale Johnson impiccato nel 1750 per aver partecipato alla rapina nel Curragh di Kildare. Altre ipotesi sono che il ragazzo sia arruolato come soldato ed si trovi nel campo di addestramento di Kildare (un terreno utilizzato spesso per i raduni dell’esercito).
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, mentre quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788 (vedi). Gli studiosi ancora dibattono sull’origine irlandese o scozzese del brano.

PRIMA VERSIONE: WINTER’S GONE AND PAST

In questa versione apprendiamo che è primavera, gli uccellini cinguettano con il cuore traboccante di gioia mentre la donna che canta soffre le pene d’amore, solo andando a Kildare potrà avere notizie del suo amato. Il suo dolore è grande e non ha requie.

ASCOLTA Christy Moore

VERSIONE DI CHRISTY MOORE
I
The winter it has passed
And the summer’s come at last
and the birds they are singing in the trees,
their little hearts are glad
but mine is very sad
for my true love is far away from me.
II
The roses upon the briar
by the waters running clear
Bring joy to the linnet and the bee
their little hearts are blessed
But mine is not at rest
for my true love is far away from me
CHORUS
And straight I will repair
To the Curragh of Kildare (1)
For it’s there I’ll finds tidings of my dear
III
All you who are in love
Aye and cannot it remove
I pity the pain that you endure
For experience lets me know
That your hearts are full of woe
and the woe that no mortal can cure
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore che è lontano da me.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono benedetti
ma il mio non ha pace
per l’amore che è lontano da me.
CORO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare (1)
perché è là che troverò notizie del mio amore.
III
Tutti voi che siete innamorati
sì e non potete farne a meno
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) Curragh è un nome di origine gaelica Cuirreach che si traduce con “moor” ossia landa, brughiera. Il termine denota anche una barca di pescatori un po’ particolare originariamente ottenuta intrecciando dei vimini e rivestendola con delle pelli, che ricorda vagamente una canoa, ma con la prua rialzata e la poppa squadrata. Curragh è anche un nome maschile anche se desueto

IL CURRAGH DI KILDARE

the_curraghProbabilmente è il pascolo naturale più antico e più grande d’Europa (4870 ettari) una parte è attualmente utilizzata per l’addestramento dell’esercito irlandese, è diventata anche la località di una famoso ippodromo. Il luogo è ricco di siti archeologici.
Nell’Irlanda antica era sede delle riunioni di tutte le tribù celtiche del Regno di Leinster. Questi raduni erano occasioni di grande fiere, gare e festeggiamenti; il mitico eroe Fionn MacCumhall e i suoi guerrieri (i famosi Fianna) si esercitavano proprio qui, essendo una terra ricca di selvaggina.
La leggenda narra che nel 480 Santa Brigida chiese della terra al re supremo del Leinster, dove poter costruire il suo monastero; il re, deridendola, le concesse tanta terra quanta ne copriva il mantello, ma per miracolo il mantello della Santa si allargò fino al punto di occupare un bel po’ di terra, che prese il nome di  Pascolo di Santa Brigida (un’altra versione ancora più allucinata, riporta che nottetempo le suore avessero cucito insieme tutti i loro mantelli!?). In effetti a guardare il Curragh dall’alto (ad esempio con Panoramio) sembra proprio di vedere tanti pezzi di verde nelle varie gradazioni cuciti insieme a formare una enorme coperta!
La storia richiama le prodezze molto meno soprannaturali di un’altra donna mitica, Didone, regina di Cartagine, che fondò la città facendo ricorso ad un espediente analogo: Didone ottenne da re Iarba il permesso di stabilirsi prendendo tanto terreno quanto ne potesse contenere una pelle di bue; oh potere delle parole, tagliando in tante strisce sottili la pelle assegnata e mettendole in fila Didone riuscì a delimitare il vasto territorio della città di Cartagine!

THE CURRAGH OF KILDARE

Testo identico alla prima versione con melodie simili: sono aggiunte due righe in merito alla divisa verde che la donna (o l’uomo) indosserà per andare a Kildare.

ASCOLTA Ryan’s Fancy

ASCOLTA Emmett Spiceland

ASCOLTA Finbar&Eddie Furey 1968

Non mancano versioni un po’ più ritmante come quella della Oysterband (1994) e una versione intermedia come quella del gruppo Atlantis

ASCOLTA Atlantis – 2003

WINTER’S GONE AND PAST
I
The winter it is past
and the summer’s come at last,
and the (small) birds are singing in the trees;
And their little hearts are glad,
ah, but mine is very sad,
For my true love is far away from me.
CHORUS
And straight I will repair
to the curragh of Kildare,
For it’s there I’ll find tidings of my dear.
II
The roses on the briar
by the waters running clear,
They bring joy to the linnets and the bee;
And their little hearts are glad,
but mine is very sad(1) ,
For my true love is far away(2) from me.
III
A livery I will wear and I’ll comb back my hair,
And in velvet so green I will appear.
IV
I’ll wear a cap of black (3)
with some frills around my neck
Golden rings on my fingers I will wear
Oh yes, this I’ll undertake
for my own true lover’s sake
For he lives in the Curragh of Kildare
V(4)
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pain that you endure;
For experience lets me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can endure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore mio che è lontano da me.
RITORNELLO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
perché è là che troverò notizie del mio amore.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio non ha pace (1)
per l’amore mio che è lontano (2) da me.
III
Indosserò una divisa e pettinerò i capelli all’indietro
e in velluto verde mi mostrerò
IV
Indosserò  una cuffia nera(3)
con le trine attorno al collo
metterò anelli d’oro alle dita
o si , così mi impegnerò
per mettermi alla ricerca del mio innamorato
che vive nella Landa di  Kildare
V (4)
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) (can know no rest),
2) absent
cuffia-17003) la cuffietta in testa era un accessorio abbastanza comune portato dalle
donne per coprire i capelli, anche se era un capo indossato per lo più da domestiche e lavoratrici. Ecco una foggia tipica del 1700. In altre versioni il capo indossato diventa un “coat” ossia una giacchetta
4) un altro verso
My love is like the sun in the pleasant month of June,
That do always prove constant and true;
But his is like the moon that do wender up and down,
And in every month it is new.

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfmthreadid=11870&messages=12

SECONDA VERSIONE: THE IRISH LOVERS

I testi di The Irish Lovers e di The love-sick maid sono molto simili, si sviluppano su più strofe e la vicenda si delinea maggiormente: è il padre della donna, un ricco possidente, ad aver osteggiato la tresca tra i due innamorati. La donna decide (dopo essersi agghindata per bene) di andare a Kildare per avere notizie dell’amore lontano.

Mentre traducevo il testo mi sono fatta l’idea che Johnson fosse uno stalliere o un fantino, assunto dal ricco proprietario terriero per badare ai cavalli da corsa selezionati per gareggiare a Kildare.
Lei sperava di trovarlo là, ma il tizio dalle abitudini errabonde (forse un traveller) ha preferito andarsene e lei legata alle catene da Cupido si tormenta in lacrime per tutta la notte.

Di questa versione al momento non ho trovato esecuzioni musicali

THE IRISH LOVERS (qui)
Now the winter is past,
And the summer comes at last,
And the birds sing on every tree,
The hearts of those are glad,
Whilst(1) I am very sad,
Since my true love is absent from me.
My father he is great,
With a plentiful estate,
He has robb’d me of him I adore;
How cou’d he so cruel be,
To force my love from me,
And I fear I shall see him no more.
I’ll put on a coat of black,
And a fringe about my neck,
My rings on my fingers I’ll wear;
Straightway I will repair
To the Corough of Kildare,
And tis there of my love I shall hear.
A livery I shall wear,
And I’ll comb back my hair,
I will dress in my velvet so green;
And this I’ll undertake,
For my true lover’s sake,
He rides on the Corough of Kildare.
With patience I did wait,
Till he ran for the plate,
Thinking young Jopson to see;
But fortune prov’d unkind,
He has alter’d his mind,
And he’s gone from the lowlands from me.
I would not think it strange,
The wide world for to range,
So I could but obtain my delight;
So here in Cupid’s chain
I’m obliged to remain
And in tears I will spend the night.
My love is like the sun,
In the firmament doth(1) run,
That always proves constant and true;
But yours is like the moon,
That goes wandering up and down,
And every month is new.
Farewell my joy and heart,
Since you and I must part,
You’re the fairest that ever I did see;
I never did design
To alter my mind,
Altho’ you’re below my degree.
TRADUZIONE ITALIANO
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano su ogni albero
i loro cuori sono lieti
mentre io sono molto triste
da quando il mio amore è lontano da me.
Mio padre è potente
con una grande tenuta
mi ha derubata di colui che amo,
come ha potuto essere così crudele,
a separare il mio amore da me,
e temo che non lo vedrò più!!
Metterò un giacchino nero
e uno scialle intorno al collo
indosserò gli anelli alle dita
e mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
e laggiù avrò notizie del mio amore.
Una divisa indosserò
e mi pettinerò i capelli all’indietro
mi vestirò di velluto verde
e questo intraprenderò
per il bene del mio amato
che cavalca alla Landa di Kildare.
Con pazienza aspettavo
che si gettasse nella piana
sperando di vedere il giovane Jopson
ma la fortuna si dimostrò ostile
egli ha cambiato idea
e se n’è andato dalle pianure, da me.
Non volevo vederci nulla di strano
nel vagabondare per tutto il mondo
ma così potevo ricavare la mia gioia
così qui, nella catena di Cupido
sono costretta a restare
e in lacrime trascorrerò la notte.
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il tuo amore è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
Addio mio cuore e gioia,
da quanto io e te siamo separati
sei il più bello che abbia mai conosciuto;
non ho mai pensato
di cambiare la mia decisione
benchè tu non sia alla mia altezza.

NOTE
1) termini arcaici

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11870
http://bodley24.bodley.ox.ac.uk/cgi-bin/acwwweng/regsrch.pl?wert=harding+b+28(176)&recnums=:44263&index=6&db=balladshttp://www.libraryireland.com/HistoryIreland/Curragh-Kildare.php
http://www.curragh.info/landmarks/plains.htm
APPROFONDIMENTO
SANTA BRIGIDA DI KILDARE ERA UNA DRUIDESSA?
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

THE LARK IN THE CLEAR AIR

Una breve poesia dal titolo “Lark in the clear air” fu scritta in un momento imprecisato della sua giovinezza da Sir Samuel Ferguson (1810-1886) poeta ed erudito irlandese di Belfast. In cerca di una melodia che potesse adattarsi al testo la trovò quando si trasferì a Dublino e prese moglie sposandosi nel 1848 con Mary Guiness.

LA DICHIARAZIONE D’AMORE

img-178Il dolce canto dell’allodola richiama nel cuore del poeta l’aspettativa in merito alla dichiarazione d’amore che egli ha in animo di fare l’indomani, poiché la sua bella gli ha sorriso e quindi egli nutre buone speranze che la sua proposta (di matrimonio) sarà accolta favorevolmente. Oh ardori romantici dal sapore ottocentesco, quando l’uomo fremeva di passione ad un timido sorriso muliebre e precipitava nell’abisso dei sentimenti!!

LA MUSA ISPIRATRICE

Come scrisse nelle sue memorie  fu la moglie prendersi il merito di musa ispiratrice della canzone: tutto ebbe inizio in una notte del 1879 quando Adolf Sjöden, l’arpista svedese in visita in Irlanda, capitò nel salotto dei Ferguson e sentì la padrona di casa canticchiare una vecchia melodia irlandese, la melodia piacque all’arpista che subito la imparò e lady Mary chiese al marito di comporre una poesia che si adattasse al sentimento infuso dalla musica.
Lady Ferguson aveva imparato la melodia da una vecchia signora irlandese che la chiamava “The Taylor’s son” e  Sjöden nella sua esibizione prima di lasciare Dublino la eseguì in pubblico così scrisse in una lettera per i Ferguson
With my best thanks for your most kind letter and enclosure, I beg much to apologise for my delaying the answer so long. Shortly after my concert I went down to have some days’ rest at this beautiful old country place, and could not find time to call upon you and Lady Ferguson before I left.
I need not tell you about the complete success of “The Tailor’s Son,” or rather ” The Lark in clear air.” You know about it before this, I am sure. I am indeed proud of the result of my attempting to bring out the Irish airs on their own instrument, and I am fully aware how much I owe the success to yourself and Lady Ferguson. I have not yet been able to find any Irish melody fully suitable to your beautiful poetry, but I trust I shall be successful before long. When back in Dublin, I will take an early opportunity of calling on yourself and Lady Ferguson, and remain, dear Sir Samuel, with my best compliments, your very sincerely and obliged” (tratto da qui)

In realtà la melodia a cui la poesia venne indissolubilmente legata è Kathleen Nowlan (Caitilin Ni Uallachain) di cui la versione conosciuta da Lady  Ferguson è da considerarsi una variazione.

ASCOLTA la voce fatata di Cara Dillon in “Cara Dillon” 2002, la quale inverte i ruoli (è la donna a dichiarare il suo amore)

Sir Samuel Ferguson
Dear thoughts are in my mind
And my soul soars enchanted,
As I hear the sweet lark sing(1)
In the clear air of the day.
For a tender beaming smile
To my hope has been granted,
And tomorrow she shall hear
All my fond heart longs to say.
I will tell her all my love,
All my soul’s pure adoration,
And I know she will hear my voice
And she will not answer me nay.
It is this that gives my soul
All its joyous elation,
As I hear the sweet lark sing
In the clear air of the day.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Cari pensieri ho in mente
e l’anima mia s’invola incantata mentre ascolto il dolce canto dell’allodola
nell’aria tersa del giorno.
Perchè un tenero sorriso raggiante
alla mia speranza è stato concesso,
e domani lei ascolterà, ciò che il mio cuore appassionato anela dire.
Le dirò tutto il mio amore,
tutta l’adorazione pura dell’anima mia
e credo che lei ascolterà la mia voce
e non mi dirà di no.
E’ ciò che dà all’anima mia
tutta la sua euforica gioia,
appena sento il dolce canto dell’allodola nell’aria tersa del giorno.

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba continua

LA MELODIA

ASCOLTA The Chieftains &Punch Brothers in Lark in the clear air + Olam Punch
ASCOLTA Geraldine& Eily O’Grady (violino e piano)

ASCOLTA West Ocean String Quartet

spesso una melodia per arpa Loreena Mckennitt– nel Cd Elemental 1985 ascolta

Tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

continua

FONTI
https://thesession.org/discussions/31434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108881
http://www.ulsterscotsacademy.com/ullans/13/ulster-scots-writings-of-sir-samuel-ferguson.php
https://archive.org/details/sirsamuelferguso02fergiala