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DANNY BOY THE PIPES ARE CALLING

Una delle più famose ballate irlandesi è stata scritta però da un inglese, Frederic Edward Weatherly (1848-1929): cantautore e presentatore radiofonico intrattenitore oltre che avvocato, scrisse nel 1910 una canzone dal titolo “Danny Boy”, ma la melodia non era molto convincente e così quando due anni più tardi ebbe modo di sentire la Londonderry Air revisionò il suo testo per adattarlo a questa melodia e nel 1913 pubblicò la nuova versione.

LONDONDERRY AIR

The first appearance of the tune in print occurred in 1855, in Ancient Music of Ireland, published by the early collector George Petrie (1789-1866). The untitled melody, was supplied to Petrie by Miss Jane Ross of Limavady, County Londonderry, who claimed to have taken it down from the playing of an itinerant piper. This is the origin of the Londonderry Air name. Petrie states: “For the following beautiful air I have to express my very grateful acknowledgement to Miss J. Ross, of N.-T.-Limavady, in the county of Londonderry—a lady who has made a large collection of the popular unpublished melodies of that county, which she has very kindly placed at my disposal, and which has added very considerably to the stock of tunes which I had previously acquired from that still very Irish county. I say still very Irish; for though it has been planted for more than two centuries by English and Scottish settlers, the old Irish race still forms the great majority of its peasant inhabitants; and there are few, if any, counties in which, with less foreign admixture, the ancient melodies of the country have been so extensively preserved. The name of the tune unfortunately was not ascertained by Miss Ross, who sent it to me with the simple remark that it was “very old,” in the correctness of which statement I have no hesitation in expressing my perfect concurrence.” (tratto da qui)

Ritratto di Algernon Swinburne - Dante Rossetti 1861
Ritratto di Algernon Swinburne – Dante Rossetti 1861

Ma lasciamoci trascinare dai versi di Frederick Weatherly, dal lamento di una giovane donna che vede il proprio amore partire per la guerra al richiamo delle cornamuse, anche l’estate è finita a sottolineare l’arrivo di tempi più incerti. Lei lo aspetterà, nonostante il passare delle stagioni, perchè lo ama.
Alcuni ritengono che la donna che canta sia la madre, ormai vecchia e che sente la fine vicina, così si rivolge al giovane figlio con il timore di non riuscire più a rivederlo.
Una melodia e un tema strappalacrime ne fanno un classico tra le drinking songs.

Per togliersi ogni curiosità (e sottolineo tutte) in merito a testi e melodie (dal passato alla forma attuale) un ottimo e ben documentato articolo (suddiviso in 3 parti) di Michael Robinson  qui

ASCOLTA  Sinead O’Connor con la sola voce particolare, un sussurro così vibrato da far venire la pelle d’oca (live).

Per gradire anche un’altra versione sempre di Sinead con il flauto di Davy Spillane

ASCOLTA Lorenzo Gabanizza nel suo secondo cd Celtic Bridge, 2016, con tanti complimenti per l’interpretazione (sentimento, intensità e una voce modulata con maestria!)


I
Oh Danny boy, the pipes,
the pipes are calling
from glen to glen,
and down the mountain side.
The summer’s gone,
and all the flowers are falling.
‘tis you, ‘tis you
must go and I must bide.
II
But come you back
when summer’s in the meadow
or when the valley’s hushed
and white with snow
and I’ll be here
in sunshine or in shadow
Oh Danny boy, oh Danny boy,
I love you so.
III
But if you come,
and all the flowers are falling
and I am dead,
as dead I might well be
You’ll come and find
the place where I am lying
and kneel and say
an “Ave” there for me.(1)
IV
And I will hear,
tho’ soft you tread above me
and all my grave
will warmer sweeter be.
And you will bend
and tell me that you love me.
And I shall sleep
in peace until you come to me.
V(2)
But if I live,
and should you die for Ireland,
let not your dying thoughts
be just of me.
But say a prayer to God
for our dearest Ireland.
I know He’ll hear
and help to set her free.
VI
And I will take your pike
and place my dearest,
and strike a blow,
though weak the blow may be.
T’will help the cause
to which your heart was nearest
Oh Danny Boy, Oh, Danny boy
I love you so.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Danny boy, le cornamuse
le cornamusa chiamano a gran voce,
da valle a valle,
e giù per il fianco della montagna.
L’estate se n’è andata,
e tutti i fiori stanno appassendo,
così tu, così tu
devi partire e io ti aspetterò.
II
Però tornerai,
quando crescerà il prato estivo
o quando la valle sarà silenziosa
e imbiancata di neve
allora io sarò là,
che sia giorno o notte
Oh Danny boy, oh boy Danny,
così ti amo.
III
Ma se tornerai,
quando tutti i fiori saranno appassiti
e io sarò morta,
quando la morte dovrà arrivare,
tu verrai a cercare
il posto dove giacerò,
ti inginocchierai e dirai
un “Ave” lì per me.
IV
E io potrò sentire
i tuoi passi leggeri sopra di me
e tutta la mia tomba
sarà più calda e più lieve
se tu ti chinerai
per dirmi che mi ami
e dormirò
in pace finchè anche tu  arriverai da me.
V
Ma se sarò viva,
e tu dovessi morire  per l’Irlanda,
che il tuo pensiero  in punto di morte
non sia per me.
Ma dirai una  preghiera a Dio
per la nostra amata  Irlanda.
Saprò che Lui la  udirà
e la aiuterà a  diventare libera.
VI
E io prenderò la tua  picca
e la terrò come la  più cara
e darò un colpo,
per quanto debole  possa essere,
per aiutare la causa
a cui il tuo cuore  era più vicino
Oh Danny boy, oh boy Danny,
così ti amo.

NOTE
1) L’incertezza del domani è tale che la donna teme la propria morte prima del ritorno del soldato, e lo esorta ad andare a cercare la sua tomba: anche nella morte l’amore continua a produrre i suoi effetti e donare pace a chi giace sottoterra.
2) V e VI versi aggiunti dalla tradizione: si ipotizza che sia il soldato a morire in guerra e l’amore per lui, diventato vano, viene sublimato nella lotta per la libertà dell’Irlanda.

FONTI
http://www.standingstones.com/dannyboy.html

HER MANTEL SO GREEN

“Her Mantel So Green” è una  in ballata sullo sfondo delle guerre napoleoniche, in cui la donna deve testimoniare la sua fedeltà al fidanzato  partito per la guerra, disdegnando ogni altro corteggiatore. Nella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo sotto mentite spoglie (una rivisitazione del ritorno di Ulisse dalla sua fedele e paziente Penelope).
La canzone viene classificata come reily ballad o broken token ballad perchè compare un segno di riconoscimento tra i due ad esempio un oggetto spezzato a metà o un dono scambiato (come in questo caso un anello). continua

charles-green-soldiers
Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880. Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche

La canzone è strutturata in forma di dialogo tra il protagonista e la donna dal Mantello Verde . Il protagonista incontra la bella Nancy e le chiede di sposarlo, ma lei rifiuta graziosamente perchè è in attesa del ritorno del suo bel soldato partito per le guerre napoleoniche e che ha combattuto a Waterloo. Lui finge di aver conosciuto il ragazzo e di averlo visto morire nel campo di battaglia, ma non appena vede la ragazza che sta per essere colta da un malore, rivela la sua vera identità mostrandole l’anello.

ASCOLTA Sinead O’Connor nel Cd “Sean-Nós Nua“- 2002 (tranne la II strofa)

ASCOLTA un delicato arrangiamento di Kim Robertson (da I a VII)

Nella versione originaria la narrazione si svolge in 11 strofe


I
As I went out walking one morning in June,
To view the fair fields and the valleys in bloom,
I spied a pretty fair maid she appeared like a queen
With her costly fine robes and her mantle so green (1).
II
(I stood in amazement and was struck with surprise,
I thought her an angel that fell from the skies,
Her eyes were like diamonds, her cheeks like the rose,
She is one of the fairest that nature composed.)
III
Says I, “My pretty fair maid, won’t you come with me
We’ll both join in wedlock, and married we’ll be,
I’ll dress you in fine linen, you’ll appear like a queen,
With your costly fine robes and your mantle so green.”
IV
Says she “Now my Young man, you must be excused,
For I’ll wed with no man, so you must be refused;
To the green woods I will wander to shun all men’s view,
For the boy I love dearly lies in famed Waterloo.”
V
“Well if you’re not married, say your lover’s name
I fought in that battle, so I might know the same.”
“Draw near to my garment, and there you will see
His name is embroidered on my mantle so green.”
VI
In the ribbon of the mantle, there I did behold,
His name and his surname in letters of gold;
Young William O’Reilly appeared in my view
He was my chief comrade back in famed Waterloo.
VII
And as he lay dying I heard his last cry
‘If you were here, Lovely Nancy, I’d be willing to die;'(2)
And as I told her this story, in anguish she flew,
And the more that I told her, the paler she grew
VIII
So I smiled on my Nancy, “‘twas I broke your heart,
In your father’s garden that day we did part.
And this is the truth, and the truth I declare,
Oh here’s your love token the gold ring I wear.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre ero a passeggio un mattino di Giugno
per guardare i bei campi e le valli in fiore,
scorsi una graziosa fanciulla che sembrava una regina
con abiti preziosi e belli e il mantello così verde.
II
Stavo in contemplazione e fui colpito dalla sorpresa
credevo lei fosse un angelo caduto dal cielo,
gli occhi come diamanti, le guance come rose
era la più bella che Natura creò
III
Dissi io “Mia graziosa fanciulla volete venire con me?
Ci uniremo in matrimonio e saremmo sposati;
vi vestirò con del lino di qualità, voi sembrerete una regina
con i vostri abiti preziosi e belli e il manto così verde.
IV
Disse lei “Ora mio giovane signore, mi dovete scusare,
perché io non sposerò nessuno, così vi devo respingere;
per i boschi verdeggianti vagherò ed eviterò la vista degli uomini
perché il ragazzo che amo tanto, si trova nella famosa Waterloo”.
V
“Bene se voi non siete sposata, ditemi il nome del vostro amante.
Ho combattuto in quella battaglia, così potrei conoscerlo anch’io.”
“Disegnato sul mio vestito e dove potete vederlo,
il suo nome è ricamato sul mio mantello così verde”.
VI
Sul bordo del mantello là potevo ammirare
il nome e cognome in lettere dorate.
Il giovane William O’Riley apparve alla mia vista,
lui era il mio capo di camerata rimasto nella famosa Waterloo.
VII
E mentre lui giaceva morente, udivo il suo ultimo grido
“Se tu fossi qui amata Nancy sarei pronto a morire”
E mentre le raccontavo questa storia, lei cadeva in angoscia e più le raccontavo, più pallida lei diventava.
VIII
Così sorrisi alla mia Nancy, “Ti spezzai il cuore nel giardino di tuo padre, fu il giorno in cui dovemmo partire.
E questa è la verità e la verità che io affermo,
qui è il pegno del tuo amore l’anello dorato che porto”

 NOTE
1) come in molte canzoni d’amore le parafrasi nascondono l’amata nella verde terra d’Irlanda
2) la versione di Kim chiude la strofa con gli ultimi due versi della VIII: così  il giovane giura essere stato l’amico morto in battaglia ad avergli dato l’anello. E la ballata ha una chiusura ambigua. In queste versioni il canto prosegue con la fanciulla che  dice di voler sola a vagare per il bosco (“To the green woods I’ll wander, for the boy that I love,”)
E subito di seguito il verso un po’ ambiguo (“Rise up, lovely Nancy, your grief I’ll remove.”)
in italiano: “Alzati bella Nancy, il tuo dolore io cancellerò”

Si tratta del fantasma di William O’Riley che vuole consolarla per lasciarla libera di sposare il suo amico, o lo stesso William in carne ed ossa che si svela orami convinto del profondo amore che nutre Nancy per lui e deciso a interrompere il gioco crudele? “So I smiled on my Nancy, ‘twas I broke your heart, In your father’s garden that day we did part.

L’ultima strofa riporta la storia in terza persona, una caratteristica comune nelle canzoni del tempo, e accentua l’ambiguità della storia, aggiungendo fascino alla narrazione e alla sua interpretazione.
(This couple got married, I heard people say,
They had nobles attending on their wedding day;
Peace is proclaimed, and the war is all o’er,
You are welcome to my arms Nancy, for evermore.)
Questa coppia sposata, ho sentito dire,
ebbe dei nobili a partecipare al loro giorno di nozze
la pace è proclamata e la guerra è finita
che tu sia benvenuta tra le mie braccia Nancy, per sempre.

FONTI
http:[email protected]?SongID=6681
https://thesession.org/tunes/2888

MOORLOUGH SHORE IN THE SINCLAIR ESTATE?

Nell’articolo di ieri ho introdotto il tema tipico delle canzoni d’amore irlandesi in cui un giovanotto (un soldato o un  marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza. (vedi As I roved out)
Ma non tutte le ragazze erano così ingenue o vogliose, alcune canzoni al contrario le ritraggono in casta attesa del vero amore partito per mare o per la guerra. Il testo di “The Moorlough Shore” racconta la delusione di un giovane irlandese che si vede rifiutato dalla donna desiderata e decide di abbandonare la sua terra. Ella vuole aspettare il ritorno del suo primo amore, partito per la guerra: per sette anni lo attenderà lungo le rive di Moorlough. Di fronte al deciso rifiuto di lei, l’innamorato preferisce lasciare i luoghi natii, seppur tanto amati, come un esule.

mourlogh

Il testo si ritrova stampato in un Broadside del 1886 e ora conservato nella Bodleian Library. Il testo è riportato anche come “The Maid of Mourne Shore” e inizialmente era cantato con la melodia di “Down by the Sally Gardens“, tuttavia in tempi più recenti si è associato con la melodia di “The Foggy Dew“. Su Mudcat si presume che la modifica sia avvenuta negli anni del 1930 “Probably following from the version, “The banks of the Moorlough Shore”, sung by John McGettigan on records in the 1930s and which is still sung by Sarah and Rita Keane, aunts of Dolores.” (qui)

Gli studiosi concordano che luogo in cui è ambientata la storia sia la contea di Tyrone nelle terre dei Sinclair (Irlanda del Nord) sebbene sulla costa Nord-Est, nella contea di Antrim si trovi una località dal nome Murlogh Bay (vicino a Ballycastle). E tuttavia la tradizione orale ha modificato a piacimento i nomi delle località per adattarli a quelli del posto.

Le registrazioni sono molte, ma qui non ho dubbi nello scegliere la più bella: Sinéad O’Connors in un live acustico assolutamente magico e intenso. Il brano è contenuto nel Cd Sean-Nos Nua – 2002


I
Ye hills and dales and flowery vales
That lie near the Moorlough Shore.
Ye vines that blow by Borden’s grove(1).
Will I ever see no more?
Where the primrose blows
And the violet grows,
Where the trout and salmon play.
With my line and hook delight I took
To spend my youthful days.
II
Last night I went to see my love,
And to hear what she might say.
To see if she’d take pity on me,
Lest I might go away.
She said, “I love an Irish lad,
And he was my only joy,
And ever since I saw his face
I’ve loved that soldier boy. ”
III
“Perhaps your soldier lad is lost
Sailing over the sea of Maine(2).
Or perhaps he is gone with some other one,
You may never see him again.”
“Well if my Irish lad is lost,
He’s the one I do adore,
And seven years(3) I will wait for him
By the banks of the Moorlough Shore.”
IV
Farewell to Sinclaire’s castle grand(4).
Farewell to the foggy hill(5).
Where the linen waves(6) like bleaching silk
And the bawdeen(7) stream runs still
Near there I spent my youthful days
But alas they are no more
For cruelty has banished me
Far away from the Moorlough Shore.
TRADUZIONE ITALIANO
I
O colline, valli e pianure fiorite
distese lungo costa di Moorlough.
O rampicanti che crescete vicino al boschetto di Borden (1)!
Vi vedrò ancora?
Dove la primula sboccia
e la viola cresce,
dove nuotano la trota e il salmone.
Con la lenza e l’amo trascorsi i giorni della giovinezza nella gioia.
II
Questa notte ho parlato con la mia bella per conoscere i suoi sentimenti,
per vedere se lei avrà pietà di me,
e temo che dovrò andare via.
Lei mi ha detto “Amo un ragazzo irlandese, e lui è la mia unica gioia,
e da quando lo vidi per la prima volta, ho sempre amato solo quel soldatino”.
III
“Forse il tuo soldato si è perso navigando nel mare di Maine (2)
o forse ha trovato un’altra
e non lo rivedrai mai più”.
“Beh, se il mio irlandese si è perso,
è lui solo quello che adoro
e per sette (3) anni lo attenderò sulla riva di Moorlough”
IV
Addio al maestoso castello di Sinclaire (4),
addio alla collina delle nebbie (5).
dove il lino ondeggia (6) come candida seta
e le cascate del ruscello(7) scorrono fino a dove ho trascorso i giorni della mia fanciullezza.
Ma ahimè essi sono tutti fuggiti
perché la crudeltà mi ha bandito lontano da Moorlough Shore!

NOTE
1) riportato anche dalla tradizione orale come: “Burden’s Row” oppure “bog and grove”; la frase secondo Sam Henry “Songs of the People” è invece: Ye winds that blow o’er Martin’s hills e in effetti vines” potrebbe essere una storpiatura di winds
2) oppure “raging main”. All’epoca di Shakespeare main= high sea; quando la Spagna era potenza coloniale con il temine “Spanish Main” si indicava una specifica parte di territorio compreso tra il Mare dei Caraibi e il Golfo del Messico. Termini spesso usate nelle ballate sono: “bounty main” “angry main” e “raging main” con l’accezione di mare mosso.
3) sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.
4) oppure Sinclair’s castle ground
5) In alcune versioni è scritto foggy dew, in altre Folly o Holly Hill. “Holyhill (usually pronounced Holly Hill), a Sinclair estate in the parish of Leckpatrick, where there is also a Moorlough Road. The Sinclairs established themselves in Tyrone and Donegal in the seventeenth century, and by the 1770s had set up a thriving linen business at Holyhill. In 1778, Mrs Elizabeth Sinclair asked permission from the landowner to divert the course of the Glenmornan River (a tributary of the Foyle) to provide water for a flax mill or a bleaching green.” (tratto da qui).
6)  riportato anche dalla tradizione orale come linen webs
7) oppure falling, purling

FONTI
http:[email protected]?SongID=489
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31333
http:[email protected]?SongID=6659
http://www.sinclairgenealogy.info/moorlough-shore

AS I ROVED OUT

Un titolo per tre canzoni e due diverse melodie, una lenta e malinconica, l’altra vivace e allegra, tutte provenienti dalla tradizione musicale irlandese tramandata per via orale da generazioni e generazioni della sua gente.

PRIMA VERSIONE: AS I ROVED
la storia d’amore spezzato

Resa famosa dai Planxty con una registrazione del 1973 nel disco “The Well Below The Walley” nella interpretazione di Andy Irvine che la ascoltò da Paddy Tunney

013Courtship(Hillelson)LA STORIA
Due ex – fidanzati (ma non disinnamorati) si incontrano casualmente e danno il via ai rimpianti: lui si è sposato con un’altra donna più ricca nonostante le promesse tra di loro, suggellate con il regalo di un anello di fidanzamento; la causa della rottura non è chiara, l’uomo si riferisce a una sfortuna, si può ad esempio ipotizzare un ineludibile matrimonio combinato tra le famiglie, altri collocano la vicenda nel periodo della grande carestia (tra il 1845 e il 1849) che colpì molti contadini gettandoli nella miseria. Così l’uomo è tentato dalla terra in dote, e lascia la fidanzata. Rivelatrice la penultima strofa in cui l’uomo confessa che quando è a letto con la moglie invece dell’oro che sperava di trovare, ha in mano solo dell’ottone.
Ma la strofa più enigmatica è l’ultima, non è chiaro a chi dei due sia da attribuire, si tratta di tre desideri: che la Regina (Vittoria?) richiami i soldati dalle colonie, che uomini e donne possano sposarsi solo per amore, e che loro due possano rivedersi ancora.

La melodia è lenta, malinconica e ben si abbina al tono triste e amaro di una storia d’amore spezzata. Sono tante le versioni degne di nota, così cerco di limitarmi ..

ASCOLTA Planxty in From The Well Below the Valley 1973

ASCOLTA June Tabor in On Air 1998

ASCOLTA Kate Rusby nel Cd “Hourglass” 1997

ASCOLTA Loreena McKennitt in “The wind that shakes the barley” 2010 con il titolo “On a Bright May Morning”

ASCOLTA Cara Dillon in A Thousand Hearts 2014


I
As I roved out on a bright May morning
To view the meadows and flowers gay
Whom should I spy but my own true lover
As she sat under yon willow tree
II
I took off my hat and I did salute her
I did salute her most courageously
When she turned around well the tears fell from her
Sayin’ “False young man, you have deluded me
III
A diamond ring I owned I gave you
A diamond ring to wear on your right hand
But the vows you made(1), love, you went and broke them
And married the lassie that had the land”
IV
“If I’d married the lassie that had the land, my love
It’s that I’ll rue till the day I die
When misfortune falls sure no man can shun it
I was blindfolded I’ll ne’er deny
V
Now at nights when I go to my bed of slumber
The thoughts of my true love run in my mind
When I turned around to embrace my darling
Instead of gold sure it’s brass I find
VI
And I wish the Queen would call home her army
From the West Indies, Amerikay and Spain
And every man to his wedded woman
In hopes that you and I will meet again.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo in una bella mattina di maggio
per vedere i prati e in fiori in boccio,
chi ti trovo se non il mio vero
amore
seduta sotto quel salice?
II
Mi sono levato il cappello e l’ho salutata
l’ho salutata facendomi coraggio
allora lei si è rigirata con le lacrime che le colavano dal viso
dicendomi: “Bugiardo,
mi hai ingannata.
III
Ti ho dato un mio anello con diamante ,
un anello con diamante da portare alla mano destra,
ma i voti che hai fatto, amore,
li hai rotti
e hai sposato una ragazzache possiede molta terra.”
IV
“Se ho sposato una ragazza
ricca, amore mio,
me ne pentirò per tutta la vita,
ma quando la sfortuna si accanisce, di certo nessuno la può evitare, io ne fui accecato, non lo negherò mai.
V
Quando la notte vado a letto
per dormire
il pensiero del mio vero amore mi torna in mente
ma quando mi son rigirato ad abbracciare la mia cara
invece che l’oro trovo l’ottone.
VI
Vorrei che la regina richiamasse il suo esercito
dalle Indie Occidentali, America e Spagna,
che ogni uomo trovasse la sua sposa,
e spero che tu ed io ci ritroveremo ancora”.

NOTE
1) sembrerebbe quasi che i due si fossero uniti in un matrimonio “consensuale” ma non regolarizzato vedi

SECONDA VERSIONE: WHO ARE YOU?
La notte d’amore

Intitolata anche “And Who are you?” si deve la sua diffusione a Christy More: l’aneddoto che Christy stesso racconta in merito è di averla sentirla ad una raduno musicale a Roscommon negli anni 70 cantata da John Riley (1926-1969) descritto come “travelling singer from the old tradition that has now died out – the kind of man who travelled around passing on stories and songs”.[in italiano: “Un menestrello della vecchia tradizione che si è ormai estinta – Il tipo d’uomo che vagabonda in giro tramandando storie e canzoni”]

La melodia è diversa dalla prima versione ed è piuttosto originale, scanzonata e orecchiabile.

soldierLA STORIA
Appartiene al filone delle avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un giovanotto (un soldato o un marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza. Le ragazze sono sempre delle ingenue contadinotte o pastorelle che credono alle dolci parole d’amore sospirate dall’uomo, e si aspettano che lui le sposi dopo aver consumato, ma sono immancabilmente abbandonate (e a volte lasciate con una gravidanza indesiderata)! Alcune storie finiscono anche con il suicidio della ragazza incapace di affrontare il disonore. continua

Ai nostri giorni queste storielle fanno sorridere perché sembrano più vanterie da galletti del pollaio o exempla moralistici che specchi della realtà, sicuramente la promiscuità sessuale era una volta molto diffusa tra le classi più povere (senza parlare degli stupri), ma le donne in generale erano ben attente a salvaguardare la loro verginità come merce di scambio; semmai potevano concedersi al fidanzatino che ben conoscevano, che all’estraneo di passaggio.
In questa versione è la ragazza a prendere l’iniziativa e a portare nottetempo il giovane soldato nientedimeno che in casa, e qui ci sono delle offerte di cibo e bevande quanto meno allusive.
Al mattino il divertimento è finito e la ragazza vede il mascalzone andarsene senza nessuna promessa di matrimonio, anzi con una battuta ironica!

ASCOLTA Loreena McKennitt nel Cd “The wind that shakes the barley” – 2011 : una versione magistralmente interpretata e modulata dalla voce, caratterizzata dal riff della cornamusa che si insinua tra le frasi e un raffinato tappeto strumentale (con quella inconfondibile cifra di stile ed eleganza che è il marchio della cantante canadese).

Ma tra le proposte dei gruppi emergenti quella che mi ha colpito maggiormente è la versione dei Doolin’ un gruppo francese di Tolosa di musica celtica, nato nel 2005 e (che per certi versi ricordano i Capercaille) composto da sei talentuosi elementi

ASCOLTA Doolin’ una STREPITOSA versione live, molto d’impatto, ricca di improvvisazioni e con un bel feeling con il pubblico: un ritmo un po’ funky chitarra – bodhran con un bel solo jazz del basso acustico e quindi il canto ben portato e scanzonato, perfetti gli interventi di violino e flauto, neanche troppo forzato il finale rappato (e dire che non è proprio il mio genere);

Il gruppo mi è piaciuto tanto che segnalo anche questa versione da studio ASCOLTA
SITO WEB DEI DOOLIN’: http://www.doolin.fr

I
And who are you, me pretty fair maid
And who are you, me honey?
She answered me quite modestly:
I am me mother’s darling.
chorus:
With me too-ry-ay Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
And will you come to me mather’s house,
When the moon is shining clearly
I’ll open the door and I’ll let you in
And divil ‘o one would hear us.
III
So I went to her house in the middle of the night
When the moon was shining clearly
She opened the door and she let me in
And divil the one did hear us.
IV
She took me horse by the bridle and the bit
And she led him to the stable
Saying “There’s plenty of oats for a soldier’s horse,
To eat it if he’s able(1).”
V
Then she took me by the lily-white hand
And she led me to the table
Saying: There’s plenty of wine for a soldier boy,
To drink it if you’re able.
VI
Then she got up and made the bed
And she made it nice and aisy
Then I got up and laid her down
Saying: Lassie, are you able?
(She got up and laid me down
“I hope to God you’re able”)
VII
And there we lay till the break of day
And divil a one did hear us
Then I arose and put on me clothes
Saying: “Lassie, I must leave you.”
VIII
“And when will you return again
And when will we get married”
“When broken shells make Christmas bells
We might well get married.”
Traduzione di Cattia Salto
I
E tu chi sei, mia bella fanciulla,
chi sei tu, amore mio?
Lei mi rispose senza modestia:
“sono la cocca di mamma”.
CORO
Con me Too-ry-a Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
Vuoi venire a casa di mia madre,
quando la luna splende chiara?
Aprirò la porta e ti farò entrare
e al diavolo chi potrebbe sentirci.
III
Così andai a casa sua nel cuore della notte
mentre la luna splendeva chiara.
Lei aprì la porta e mi fece entrare
e al diavolo chi ci ha sentito.
IV
Lei mi prese il cavallo per la briglia ed il morso
e lo guidò nella stalla
dicendo “C’è molta biada per il cavallo del soldato,
che la mangi se ne vuole (1)”.
V
Poi mi prese per la mano
bianco-giglio
e mi portò alla tavola
dicendo “C’è molto vino
per il soldato,
bevilo se ti va”.
VI
Poi si alzò a preparare il letto
lo fece bello morbido.
Allora mi alzai e la distesi sopra
dicendo “Ragazzina, ti va?”
(Lei si alzò e mi distese sopra
“Spero in Dio, che tu lo sappia fare”).
VII
E lì noi restammo fino allo spuntare del giorno e al diavolo chi ci ha sentito.
Poi mi alzai e mi misi a vestire
dicendo “Ragazzina, ti devo lasciare”.
VIII
“E quando tornerai ancora?
Quando ci sposeremo? ”
“Quando i gusci rotti diventeranno campanelle,
allora forse ci sposeremo.

NOTE
1) allusivo: se ci riesce

TERZA VERSIONE: AS I ROVED
La notte d’amore “movimentata”

Ed ecco la terza versione testuale che mantiene però sempre la stessa melodia di “And Who are you?”: qui il soldato incontra una ragazzina molto giovane in una bella mattina di Maggio e i due si mettono d’accordo per vedersi notte tempo nella casa di lei. Ma la madre li sorprende (evidentemente svegliata dai rumori che i due facevano a letto) e troppo tardi la ragazza viene a sapere che il gaudente soldatino (gran bevitore e donnaiolo) è già sposato.
La storia si ingarbuglia con l’intervento della madre che (non è ben chiaro se non appena l’uomo entra in casa o poco dopo che i due vanno a letto) prende la figlia per i capelli e la picchia con la scopa!

Questa versione è stata resa famosa da The Clancy Brothers e Tommy Makem con una registrazione risalente agli anni 50

ASCOLTA The High Kings dal Cd Memory Lane – 2010: una versione sbarazzina, un po’ western cadenzata dal ritmo in levare (una versione che richiama quella dei The Fables)


I
As I roved out on a May morning
On a May morning right early
I spied my love upon the way
Oh Lord but she was early.
Her shoes were black, her stockings white
Her buckles shone like silver
She had a dark and rovin’ eye
And her earrings touched her shoulders.
Chorus:
She sang
A lith a dlddle, lith a diddle lith a dlddle dee, Cha hiddle hundiddy, cha hiddle hundiddy, and cha lan day. (x2)
II
How old are you my bonny be girl
how old are my darlin
How old are you my bonny be girl
“I’ll be seventeen on Sunday”
I went to the house at the top of the hill(1)
The moon was shining clearly
She arose to let me in
but her mother chanced to hear me.
III
She caught her by the hair of the head
And out of the room she brought her
With the root of a hazel branch
She was the well beat daughter.
Will you marry me now my soldier boy?
Will you marry me now or never?
Will you marry me now my soldier boy?
Can’t you see I’m done forever?
IV
I won’t marry you now my bonnie be girl
I won’t marry you my darlin’
For I have got a wife at home
And how can I disown her
V
A pint at night is my delight
And a gallon in the morning
The old women they are my heartbreak
And the young ones are my darlin’s.
As I roved out on a May morning
On a May morning right early
I spied my love upon the way
Oh Lord but she was early.
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo in una mattina di maggio, in una mattina di maggio piuttosto presto,
ho visto il mio amore per la strada.
Oh Signore era così giovane!
Le scarpe erano scure e le calze bianche,
le fibbie brillavano come argento
aveva occhi neri e intriganti
e gli orecchini le toccavano le spalle.
Ritornello:
Lei disse

A lith a dlddle, lith a diddle lith a dlddle dee
Cha hiddle hundiddy, cha hiddle hundiddy
and cha lan day.
II
“Quanti anni hai bella ragazza,
quanti anni hai mio tesoro?
Quanti anni hai mia bella ragazza? ”
“Ne avrò 17 domenica”
Andai nella casa in cima alla collina (1)
la luna splendeva chiara
lei si alzò per farmi entrare
ma accadde che sua madre mi sentì.
III
Lei la prese per i capelli
e fuori dalla stanza la tirò
con un ramoscello di nocciolo
colpì per bene la figlia.
“Vuoi sposarmi adesso mio soldatino?
Vuoi sposarmi ora o mai più?
Vuoi sposarmi adesso mio soldatino?
Non vedi che sono perduta per sempre?”
IV
“Non voglio sposarti mia bella ragazzina,
non voglio sposarti mia cara
perché ho già una moglie a casa e
non posso ripudiarla.
V
Una pinta per la notte è la mia gioia
e un gallone al mattino
le vecchie sono la mia tristezza
e le giovani sono i miei amori.”
Mentre passeggiavo in una mattina di maggio,
in una mattina di maggio piuttosto presto,
ho visto il mio amore per la strada
Oh Signore era così giovane!

NOTE
1) si salta la strofa in cui il ragazzo chiede alla ragazza dove abita

FONTI
http://www.irish-folk-songs.com/as-i-roved-out-the-clancy-brothers-lyrics-and-chords.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/asirovedout.html
http://www.folkways.si.edu/as-i-roved-out-field-trip-ireland/celtic-world/music/album/smithsonian
https://thesession.org/tunes/1594
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3319&lang=it
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/roved.htm

LA CUCINA TRADIZIONALE IRLANDESE: THE LITTLE SKILLET POT (Colcannon)

Il piatto tipico della cucina povera irlandese è anche una canzoneThe Little Skillet Pot oColcannon (dall’irlandese cal ceannann , testa bianca di cavolo) è il tradizionale sformato di patate e verza che si mangia d’inverno, piatto tipico della festa di Halloween (per nasconderci delle piccole monetine portafortuna dentro) ma anche della festa di San Patrizio.
In pratica un piatto dell’immaginario collettivo irlandese relativo al mondo dell’infanzia, piatto materno di svezzamento che richiama la famiglia riunita attorno alla tavola. 
Questa canzone viene cantata in genere dalle persone anziane per riandare con nostalgia ai bei tempi passati, l’infanzia senza preoccupazioni, la fanciullezza trascorsa ad amoreggiare, ed è quindi classificabile come una tipica drinking song.

ASCOLTA The Irish Rovers
ASCOLTA
 Mary Black


I
Did you ever eat Colcannon, made from lovely pickled cream?
With the greens and scallions mingled like a picture in a dream.
Did you ever make a hole on top to hold the melting flake
Of the creamy, flavoured butter that your mother used to make?
CHORUS
Well you did, so you did, so did he and so did I.
And the more I think about it sure the nearer I’m to cry.
Oh, wasn’t it the happy days when troubles we had not,
And our mothers made Colcannon in the little skillet pot.
II
Did you ever take potato cake in a basket to the school,
Tucked underneath your arm with your book, your slate and rule?
And when the teacher wasn’t looking sure a great big bite you’d take,
Of the creamy flavoured buttered soft and sweet potato cake.
III
Did you ever go a-courting as the evening sun went down,
And the moon began a-peeping from behind the Hill o’ Down?
As you wandered down the boreen(2) where the leprechaun(1) was seen,
And you whispered loving phrases to your little fair colleen(3)
Traduzione di Cattia Salto
I
Avete mai mangiato il Colcannon, fatto di una buona crema addensata?
Con i cavoli e i porri mescolati come una immagine da sogno.
Avete mai fatto un buco nella parte superiore per metterci a fondere i fiocchi del cremoso, burro saporito che vostra madre era solita fare?
CORO
Si lo avete fatto, così avete fatto voi, così ha fatto lui, così ho fatto io.
E più ci penso e più vicino a piangere sono.
Oh non ci sono più i giorni felici quando non c’erano problemi,
e le nostre madri facevano il Colcannon nel pentolino di casa.
II
Avete mai portato il tortino di patate nel cestino per la scuola,
nascosto sotto il braccio con il libro, la lavagnetta e il righello?
E quando il maestro non guardava un gran bel morso prendevate del burroso saporito, cremoso, soffice e buono tortino di patate.
III
Non siete mai andati ad amoreggiare quando il sole della sera tramontava,
e la luna iniziava e sorgere dietro alla collina di Down?
Così voi camminavate lungo il sentiero dove è stato visto il leprecauno (1), e sussurravate frasi d’amore alla vostra bella ragazzina.

NOTE
1) leprechaun o clurachan: folletto per antonomasia nella tradizione irlandese, protagonista indiscusso della festa di San Patrizio, incarna vizi e virtù del popolo irlandese. E’ un folletto dei boschi, che vive nei luoghi più solitari e nascosti scheda
2) boreen: termine irlandese per indicare un viottolo di campagna o una strada stretta
3) colleen: termine irlandese per indicare una ragazza

RICETTA DEL COLCANNON

Troppo umile per i tempi moderni è un piatto basato sulla genuinità delle verdure coltivate nell’orto, latte e burro di mucche che pascolano liberamente nei prati, erba alta e trifoglio. Le patate poi, non sono mica tutte uguali! Quelle irlandesi hanno la polpa bianco neve, di grana fine e farinosa, perfette per la cottura al vapore o per essere bollite e che si schiacciano comodamente con la forchetta.

Ingredienti per 4-6 persone (tratta da Taccuini storici)
4 patate di media grandezza di polpa bianca, 500 gr di cavolo verza, 1 cipolla bianca o dorata, 80 gr di burro, 3,5 dl di latte, sale e pepe bianco.

Preparazione
Lavate per bene le patate e mettetele in una pentola con dell’acqua fredda. Portate quindi le patate ad ebollizione, salandole e lasciandole cuocere per ulteriori 30 minuti, finchè risulteranno tenere.
Pulite la verza dalle foglie esterne meno tenere, eliminando il torsolo più duro dalle rimanenti foglie. Tagliate quindi le foglie a striscioline lessandole in poca acqua salata per circa 10 minuti. Scolate le foglie con delicatezza asciugandole con un telo leggero.
Scolate le patate, lasciatele intiepidire per poi sbucciarle e passarle nello schiacciapatate riducendole a purea.
Sbucciate la cipolla, tritandola finemente e rosolandola a fuoco dolce in un tegame con 70 gr di burro. Unite la verza precedentemente asciugata dall’acqua di bollitura, la purea di patate e il latte, lasciando cuocere il tutto per un paio di minuti.
Versare il composto in una teglia da forno unta con il burro rimasto. Mettete la teglia in forno a 180 gradi per una decina di minuti. Servite la pietanza a piacere a caldo o a freddo.

colcannon

Il piatto presenta molte varianti ad esempio sostituire le cipolle con scalogno o porri, il latte con il latticello o crema di latte. Una volta preparata la purea di patate e aggiunto il cavolo saltato con le cipolle, condito con sale e pepe si può anche servire così con abbondati fiocchi di burro sulla superficie, senza passare in forno. Alcuni fanno anche rosolare dei cubetti di pancetta con la verza oppure arricchire con del formaggio grattugiato.

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/cucina-tradizionale-irlandese.html

IL GIORNO DELL’ORSO: THE FROST IS ALL OVER

da Muri, Canton Berna, circa 200 d. C. La statuetta è un esempio arte gallo-romana
da Muri, Canton Berna, circa 200 d. C. La statuetta è un esempio di arte gallo-romana

Secondo la tradizione dell’Europa medioevale alpina nella  notte tra il primo e il due di febbraio l’Orso, si risveglia dal suo letargo  invernale ed osserva il cielo. Se lo trova “chiaro” (plenilunio)  rientra nel suo giaciglio, perché l’invernata durerà ancora quaranta giorni.  Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal  suo riparo ad annunciare l’inizio della primavera.

L’orso è un animale con una sua precisa valenza simbolica  nell’ambito della cultura celtica.
Magnifica la statuetta bronzea ritrovata nei pressi di  Berna e raffigurante la dea Artio. La donna nutre l’orso con la frutta  raccolta in un cesto posto accanto a lei, l’orso invece sembra uscire dal  bosco (tratteggiato in un albero dallo stile molto moderno), a sottolineare  la sua appartenenza al mondo selvaggio della Natura. (continua)

ORSO METEOROLOGO

In VALLE D’AOSTA vige la tradizione che attribuisce  all’orso capacità divinatorie poiché il primo febbraio, festa di Sant’Orso,  se il tempo è bello, l’animale metterà ad essiccare la paglia e il fieno che  gli serviranno da giaciglio, nella certezza che l’inverno durerà ancora  quaranta giorni.

Un’altra versione ci dice che se il giorno di Sant’Orso  vedrà un bel sole, l’Orso si sveglierà ma si girerà immediatamente dall’altra  parte, cambiando fianco, per riaddormentarsi perché l’inverno durerà ancora a  lungo; in caso di pioggia nella medesima giornata della Festa, si potrà dire  che la primavera non tarderà ad arrivare.

E allora per accompagnare il ballo dell’orso una bella jig, “The Frost is all over“: il titolo contiene una certa dose di ambiguità perché può significare, sia “to be everywhere” =essere dappertutto che, in senso colloquiale, “to be finished“=essere finito. Quindi possiamo essere in pieno inverno come pure nella stagione del disgelo..

La melodia è anche conosciuta con i nomi di “The Praties are Dug” e “What Would You Do if You Married a Soldier?” Si tratta di una “jig” diffusa nella contea di Armagh e nel Donegal – Irlanda del Nord (ma conosciuta anche in Scozia e Inghilterra), risalente probabilmente al 1600 (pubblicata nell'”English Dancing Master “di Playford- 1688 con il nome di Hey to the camp).

Il testo è un esempio di mouth music (ovvero un Puirt à Beul) un canto eseguito da una sola voce a tema umoristico, spesso con doppi sensi o decisamente osceno e infarcito di frasi non-sense, in cui il ritmo e il suono hanno più importanza del significato delle parole. Non si conosce con esattezza l’origine di questa forma di canto, poiché il ritmo delle parole è una replica del ritmo musicale, alcuni studiosi ipotizzano si tratti di versi composti per aiutare violinisti e zampognari ad imparare la melodia, oppure cantati quando non era disponibile (o vietato) l’uso di certi strumenti, oppure utilizzati dai cantanti per potenziare il loro respiro.

Come sempre si trovano molte versioni del testo, tutte le strofe hanno frasi senza senso, per far ridere o quantomeno sorridere, per questo si tratta di una perfetta canzone da pub.

ASCOLTA Planxty live 1974 in un’insolita formazione Paul Brady, Andy Irvine, Christy Moore, Liam Óg Ó’Flynn e Johnny Moynihan (voce e violino).

ASCOLTA The Chieftains e i Punch Brothers nel Cd “Voice of Ages” – 2012: il cd stampato per festeggiare i 50 anni di attività insieme alle nuove leve della musica folk-rock.


I
What would you do if the kettle boiled over?
What would I do? Only fill it again.
And what would you do if the cow ate the clover?
What would I do only set it again.
II
The praties(1) are dug and the frost is all over(2)
Kitty lie over close to the wall.
How would you like to be married to a soldier?
Kitty lie over, close to the wall.
III
What would you do if you married a soldier
What would you do, would you follow his gun?
And what would you do if he drowned in the ocean? What would you do, would you marry again?
IV
The praties are boiled and the herring’s a roasting
Kitty lie over close to the wall.
You to be drunk and me to be sober
Kitty lie over close to the wall.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Cosa faresti se il bollitore
traboccasse?
Cosa farei? Solo riempirlo di nuovo.
E cosa faresti se la mucca mangiasse il trifoglio?
Cosa farei, lo rimetterei.
II
Le patate (1)sono gustose e il gelo è dappertutto (2),
il gattino sta li, vicino al muro.
Ti piacerebbe essere sposata a un soldato?
Il gattino sta lì, vicino al muro.
III
Che cosa faresti se sposassi un soldato?
Cosa faresti, seguiresti la sua arma?
E cosa faresti se affogasse nell’oceano?
Che cosa faresti, ti sposeresti di nuovo?
IV
Le patate sono bollite e l’aringa è arrostita.
Il gattino sta lì, vicino al muro
(perché) tu sei ubriaco e io sono sobrio,
il gattino sta lì, vicino al muro

NOTE
(1) praties dall’irlandese pratai per indicare le patate
(2) to be all over: curiosamente la frase può significare, sia “to be everywhere” =essere dappertutto che, in senso colloquiale, “to be finished”=essere finito.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/giorno-orso.htm
http://thesession.org/tunes/448
http://www.seamusenniscentre.com
http://www.ucd.ie/ucdnews/may95/folklore.html

LE BELLE FANCIULLE NELLE CELTIC SONGS

Nelle Celtic Songs ci sono un sacco di belle fanciulle che vagano per la brughiera nelle ore più strane, qui in particolare a confronto due testi molto simili, il primo di provenienza scozzese l’altro irlandese. Per l’atmosfera romantica e nostalgica sono delle tipiche drinking songs perfette per pub ed eventi conviviali. La melodia è stata ripresa anche da Bob Dylan per la composizione di una canzone di protesta dal titolo “The Walls of Red Wing” molto conosciuta negli anni 60.
Si tratta di “Road to Dundeee” (The Road & The Miles To Dundee) e di “Sweet Carnlough (o Carnloch) Bay” essendo Dundee una popolosa cittadina della Scozia vicina al mare (sede da qualche anno di un grande Festival, il Dundee Scottish Festival of the Finger Lakes- mese di settembre) e Carnlough Bay un paesino sulla costa nord-est d’Irlanda.

La storia delle due canzoni è proprio uguale: più dettagliata nella versione scozzese di 8/9 strofe, più ridotta nella versione irlandese di sole 4 strofe, le prime due e l’ultima sono quasi identiche. Una ragazza chiede le informazioni per raggiungere una località sul mare e un giovanotto si offre di accompagnarla per spiegarle la strada. E fin qui niente di strano, se non che siamo in pieno inverno, allo spuntare dell’alba e al momento della separazione i due si scambiano dei pegni (un anello e un non meglio definito borsellino da parte della ragazza e una spilla d’oro da parte del ragazzo). Nella versione irlandese l’addio è suggellato invece con una bevuta al pub di Pat Hamill.

Non è dato sapere se i due viaggiassero a piedi o con qualche mezzo, né cosa ci facesse una ragazza per strada all’alba e tutta sola, certamente non era  di alto o medio ceto, perchè i suoi genitori o parenti non l’avrebbero mai lasciata andare per strada da sola; una popolana dunque, ma non guardiana di bestie che d’inverno stanno nelle stalle, forse una contadinella/lattaia o una venditrice ambulante che portava la sua merce al più vicino mercato. Enigmatico resta lo scambio di regali tra i due, se qualcuno avesse delle idee in merito..

ROAD TO DUNDEE

Il brano è conosciuto e popolare anche in Canada, alcuni ricercatori suppongono che abbia un’origine relativamente recente e che sia stato diffuso in Scozia e Irlanda da una famiglia di venditori ambulanti McKay o McKie.
Nel noto sito di The Mudcat Cafè nella discussione sulla paternità del brano la signora Mary McKay dichiara di essere una discendente di tale famiglia e così scrive: “I know who the Poet McKay is . He was Richard McKay, born Armagh 1800 and died in Blairgowrie Scotland in 1897. He was a direct ancestor of mine. According to my family he also wrote ‘The Road and the Miles to Dundee’, the Scottish version of ‘Sweet Carnlough Bay’. He was a hawker himself as were most of my ancestors at that time” (in italiano=Io so chi è il poeta McKay. Era Richard McKay nato a Armagh nel 1800 e morto a Blaigowrie in Scozia nel 1897. Era un mio antenato e in famiglia sappiamo che ha scritto ‘The Road and the Miles to Dundee’ la versione scozzese di ‘Sweet Carnlough Bay’. Era un venditore ambulante come molti dei miei antenati in quel periodo.)

Una versione del testo è stata stampata nel 1908 nella rubrica settimanale curata da Gavin Greig del “The Buchan Observer” (contea di Aberdeen), di melodie se ne conoscono due una del 1930 pubblicata in “Bothy Songs and Ballads” a cura di John Ord e l’altra del 1939 in “Irish Ballads” di Colm O’Lochlainn che è quella più utilizzata.

ASCOLTA Bert Jansch la melodia su voce e chitarra con l’aggiunta del tin whistles a circa metà brano, molto delicata la chiusura finale

I
Cold winter was howlin’ o’er moorland and mountain
And wild was the surge of the dark rolling sea
When I met about daybreak a bonnie young lassie
Who asked me the road and the miles to Dundee.
II
Says I, “My young lassie, I canna weel tell ye,
The road and the distance I canna weel gie,
But if you’ll permit me to gang a wee bittie,
I’ll show you the road and the miles to Dundee.”
III
The lassie consented and gie (1) me her airm
Not a word did I speir (2) wha the lassie micht be
She appeared like an angel in feature and form
As she walked by my side on the road to Dundee.
IV
At length wi’ the Howe o’ Strathmartine (3) behind us
The spires o’ the toon in full view we could see,
She said, “Gentle sir, I can never forget ye
For showin’ me so far on the road to Dundee.
V
This ring and this purse please accept as a token (4)
And surely there’s somethin’ that ye can gi’e me,
That in years to come I’ll the laddie remember
Who showed me the road and the miles to Dundee?”
VI
I took the gold pin frae the scarf on my bosom,
And said, “Tak’ ye this, in remembrance o’ me”,
And bravely I kissed the sweet lips o’ the lassie
And I pairted frae her on the road to Dundee.
VII
So here’s tae the lassie; I canna forget her,
And ilka young laddie (5)  wha’s listenin’ to me,
O never be sweir (6) to convey a young lassie,

Though it’s only to show her the road to Dundee
TRADUZIONE di Cattia Salto
Il freddo inverno ululava sulla brughiera e la montagna
e furiosa era l’onda del profondo mare increspato
quando all’alba t’incontrai una bella ragazza ,
che mi chiese la strada e la distanza per Dundee.
II
Dissi “Ragazzina, posso ben dirti la strada e quante miglia mancano
se tu mi permetti di accompagnarti per un pezzo,
così ti mostrerò la strada e la distanza per Dundee.”
III
Subito la ragazza acconsentì e mi diede il braccio,
e io non dissi una parola su chi potesse essere quella ragazza,
sembrava un angelo nella forma e nei modi,
mentre mi camminava accanto per la strada di Dundee.
IV
Alla fine con il quartiere di St Martin (3) dietro di noi,
le guglie della città riuscimmo a vedere in pieno,
lei disse “Caro signore, non potrò mai dimenticarmi di voi,
che mi avete mostrato la strada per Dundee.
V
Questo anello e questa borsa vi prego di accettare come pegno (4)
e di certo ci sarà qualcosa che voi potete darmi in cambio,
che negli anni a venire mi ricorderanno il ragazzo che mi ha mostrato la strada per Dundee?”
VI
Presi la spilla d’oro della sciarpa sul mio petto
e le dissi “Prendete questo come mio ricordo”
E arditamente baciai le dolci labbra della fanciulla
e mi separai da lei per la strada di Dundee.
VII
Quindi ecco il racconto della fanciulla che non posso più dimenticare
e che ogni giovane ragazzo (5) che è in ascolto,
non sia mai riluttante a parlare con una giovane ragazza
anche se solo per mostrarle la strada per Dundee.

NOTE
1) gie – give
2) speir – speak
3) Howe of Strathmartine si trova a nord di Dundee. Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua
4) dei regali un po’ impegnativi per due che si sono solo stretti il braccio lungo la strada!
5) “lad”, “laddie” significa “ragazzo”, “giovanotto”, oppure “figliolo” (il plurare è lads oppure laddies
6) sweiter= sweer riluttante

SWEET CARNLOUGH BAY

Carnlough o Carnloch Bay è una piccola città portuale sulla costa nord-est d’Irlanda, la melodia è vagamente simile a “The Road to Dundee”, di certo la storia raccontata è identica.

ASCOLTA The Wolfe Tones


I
When winter was brawling o’er high hills and mountains
And dark were the clouds o’er the deep rolling sea
I spied a fair lass as the daylight was dawning
She was asking the road to sweet Carnlough Bay.
II
I said, “My fair lass, I surely will tell you
The road and the number of miles it will be
but if you consent I’ll convey you a wee bit
then I’ll show you the road to sweet Carnlough Bay.
III
You turn to the right and go down to the churchyard
Cross over the river and down by the sea
We’ll stop at Pat Hamill’s (7) and have a wee drop there
Just to help us along to sweet Carnlough Bay.
IV
Here’s a health to Pat Hamill, likewise the dear lassie
And all you young laddies (5) who’re listening to me
And ne’er turn your back on a bonnie young lassie
When she’s asking the road to sweet Carnlough Bay.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Quando l’inverno soffiava sulle alte colline e montagne
e nere erano le nubi sopra il profondo mare increspato,
vidi una bella ragazza appena la luce del giorno stava nascendo,
chiedeva la strada per l’amata Carnlough Bay.
II
Dissi ” Mia cara ragazza, di certo ti dirò la strada e quante miglia mancano
e se tu mi permetti, ti accompagnerò per un pezzo,
così ti mostrerò la strada per l’amata Carnlough Bay.
III
Giri a destra e scendi fino al cimitero, attraversi il fiume e raggiungi la riva del mare,
ci fermeremo al pub di Pat Hamill e ci faremo un goccio là,
giusto per darci forza (lungo la strada) per l’amata Carnlough Bay.
IV
Ecco, alla salute di Pat Hamill, così come alle belle ragazze
e a tutte voi ragazzi (5) che mi state ascoltando,
non voltate mai le spalle a una graziosa giovane ragazza quando chiede la strada per l’amata Carnlough Bay

NOTE
7) nome di un pub tutt’ora esistente che adesso si chiama “The Glencloy Inn”

PER VISITARE Carnlough Bay
Causeway Coastal Route scenari da sogno Poi, miglio dopo miglio di scenari così uguali e così diversi, sono arrivato a Carnlough. Mi sono fermato proprio davanti al suo porticciolo: un presepe di pescherecci variopinti che trovano rifugio in questo angolo sicuro. Il villaggio, 1500 anime soltanto, è diventato famoso quando un “tale” di nome Wiston Churchill acquistò il Londonderry Arms Hotel, costruito nel 1848 e ancora oggi in funzione con le sue 35 camere. L’albergo è una base ideale per scoprire le attrattive della zona: i nove Glens di Antrim e le cascate di Glenariff, circondate dai boschi del Forest Park dove si può camminare per ore tra radure ondulate. continua

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/theroadtodundee.html
The Walls of Red Wing vedi
The Mudcat Cafè
vedi

THE PARTING GLASS

“The parting glass” si traduce un po’ liberamene in italiano con “Il bicchiere della staffa” ed è la classica canzone degli addii o di saluto in un pub a fine serata, popolare sia in Irlanda che in Scozia, le cui origini si possono far risalire al 1600.
“Parting is such sweet sorrow” (partire è un dolore così dolce) dice Shakespeare proprio come questa canzone triste ma piena di amore per la vita! Chi canta deve partire (cioè morire) e lo fa senza rimpianti perché si è divertito in buona compagnia e non ha mai fatto del male agli altri (o perlomeno così dice, anche se non si tratta certo di un santo!!): nel momento dell’addio non vuole ricordare gli errori commessi e preferisce brindare alla salute degli amici.

LE ORIGINI SCOZZESI

rapparee001_0Nelle approfondite note storiche riportate da Jürgen Kloss si documenta lo spartito di un brano intitolato “Goodnight and god be with you” (da un manoscritto del regno di Re Giacomo VI e riportato nel libro “Ancient scotish melodies” di William Dauney pubblicato nel 1838) – del tutta diversa dalla melodia attuale e una variante del brano anche riportato nella Raccolta di Henry Playford (Collection of Original Scotch Tunes -1700) più simile alla partitura che noi conosciamo.
Anche per il testo si rimanda ai Broadsides risalenti a metà del 1600 e si ripercorrono varie pubblicazioni nel 1700 e 1800 tra cui l'”Armstrong Goodnight” di Sir Walter Scott (1821). Fu proprio Sir Scott a riferire di aver ripreso i versi dell’Addio dalla composizione originale di un componente della famiglia Armstrong uno dei tanti Border reivers, ossia predoni scozzesi e inglesi che vivevano sui rispettivi confini e ne compivano razzie; questo predone venne condannato a morte per l’uccisione di un nobile scozzese e scrisse una lettera d’addio nell’ultima notte della sua vita. Tuttavia della lettera non esiste documentazione tranne la parola (secondo Jürgen Kloss non veritiera) dello scrittore. Lo stesso Robert Burns si è cimentato con il tema sulla scia della popolarità raggiunta dall’Addio. Ma il precursore dell’attuale Parting glass, fu di un anonimo poeta scozzese di chapbooks: “Good night and joy be with you all” che fu stampato da Thomas Duncan nel primo decennio del 1800, le prime due strofe sono identiche, con alcune minime variazioni, la popolarità del chapbook ha fatto il resto.

LA POPOLARITA’ IN IRLANDA

Jürgen Kloss sempre nelle note storiche si domanda come abbia fatto la canzone a diffondersi anche in Irlanda e riferisce che la versione più antica conosciuta risale a un Broadside pubblicato intorno al 1830, in una versione sicuramente derivata dal chapbook scozzese, quindi prosegue con il raffronto tra tante altre versioni e pubblicazioni lungo il restante periodo dell’800 fino a rintracciare tutte tre le strofe della versione moderna della canzone.

LA MELODIA IRLANDESE

La melodia con il titolo “Sweet Cootehill town” si ritrova in “Old irish folk music and songs” di PW Joyce -1919. La versione moderna è invece stampata nelle “Irish street ballads” di O Lochlainn- 1939, praticamente identica alla prima registrazione dei Clancy Brothers del 1959.
Jürgen Kloss chiude la ricerca storica sottolineando come alla fine un brano così popolare sia frutto di un anonimo poeta di strada (che ha lasciato indietro le opere di autori più prestigiosi tra cui Sir Alexander Boswell e lo stesso Robert Burns) e che una melodia irlandese di origine sconosciuta abbia superato un brano ancora più antico che era stato popolare per quasi 300 anni.

IL BICCHIERE DELLA STAFFA

Il brano ha assunto una vasta popolarità nel folk revival degli anni 60, proposto immancabilmente dai gruppi irlandesi come brano finaDis von don't countle dei propri concerti, ripreso dai The Dubliners, ha una lunga lista di eccellenti interpreti, ma la versione in assoluto che preferisco è quella di Sinéad O’Connor, più magica la versione di Loreena McKennitt, più vicino all’inno quella dei The High Kings.

Il brano  mantiene per lo più un andamento accorato, seconda la tradizione del lament ossia del compianto funebre, ovvero  secondo la tradizione del “farewell” dei condannati a morte (più o meno meritevoli della sentenza) scritto per i posteri la notte prima in attesa della sentenza, o declamato (cantato) davanti al patibolo.

ASCOLTA Sinéad O’Connor dal Cd “Sean Nos Nua” 2002 (un cd da collezione)

ASCOLTA Loreena McKennitt dal Cd “The Wind That Shakes the Barley” 2010 (la versione più “eterea”)

ASCOLTA The High Kings dal Cd d’esordio omonimo 2008


I
Of all the money e’er I had,
I spent it in good company.
And all the harm I’ve ever done,
alas it was to none but me.
And all that I’ve done for want of wit,
to memory now I can’t recall.
So fill to me the parting glass,
Goodnight, and joy be to you all.
II
Oh, if I had only enough to spend,
and leisure time to sit a while
There is a fair maid in this town,
who sorely has my heart beguiled.
Her rosy cheeks and ruby lips,
I own she has my heart enthralled.
So fill to me the parting glass.
Goodnight and joy be to you all.
III
Of all the comrades e’er I had,
they’re sorry for my going away,
And all the sweethearts e’er I had ,
they’d wish me one more day to stay,
But since it falls into my lot
that I should rise and you should not,
I’ll gently rise and softly call,
“Goodnight and joy be to you all!”
tradotto da Cattia Salto*
I
Spesi in buona compagnia
tutti i soldi che avevo,
e tutto il male fatto
ahimè lo feci solo a me stesso.
E tutto quello che ho fatto di insensato (1), ora non mi riesce di ricordare.
Così riempimi il bicchiere della staffa(2), buonanotte, e felicità (3)
II
Ah, se avessi ancora altro da spendere e tempo da passare per fermarmi un poco.. c’è una bella ragazza in città, e mi ha proprio sedotto. Guance di ciliegia e labbra rubino, lo confesso,
lei ha imprigionato il mio cuore.
Così riempimi il bicchiere della staffa Buonanotte, e felicità a tutti.
III
Tutti i compagni che avevo,
sono dispiaciuti per la mia partenza
e tutte le innamorate che avevo,
mi vorrebbero per un giorno ancora, ma finchè è in mio potere che io possa alzarmi(4) e voi no, mi alzerò piano e con discrezione annuncerò: “Buonanotte, e felicità a tutti”.

NOTE
* (il linguaggio utilizzato è  picaresco, ma l’ho tradotto più semplicemente)
1) privo di scopo (buon senso)
2) letteralmente: il bicchiere dell’addio
3) letteralmente: la gioia sia con tutti voi.
4) da intendersi nel senso di capacità di restare ancora saldo sulle proprie gambe, per la verità un po’ traballanti, dopo una serata trascorsa a brindare con gli amici prima della partenza

FONTI
Per l’approfondimento si rimanda all’ottimo articolo di Jürgen Kloss VEDI

THE WREN SONG E LA CACCIA ALLO SCRICCIOLO

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. continua

La canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

LA LOTTA TRA PETTIROSSO E SCRICCIOLO

Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate  (continua)
Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught”

wren-boys
Parade of Wren Bush & Boys, 1850

LA QUESTUA E IL BANCHETTO

Dopo aver ucciso lo scricciolo e averlo portato in giro per il villaggio per raccogliere farina o pane, burro e uova, si seppelliva il corpo con un funerale e si procedeva a preparare un dolce tipico di Natale, il “pudding bag
Nella forma di più antica attestazione, che è anche la più semplice, la cerimonia (che si tiene sempre il 26 dicembre, giorno di S. Stefano o “Giorno dello Scricciolo”) iniziava con l’inseguimento di un vero scricciolo che infine veniva lapidato. Il suo corpo era quindi deposto in una scatola o gabbia stupendamente decorata con rami di sempreverdi, nastri colorati e frutti (detti perllan o “frutteto” in gallese) che veniva fissata all’estremità di un palo e portata in parata di casa in casa da una compagnia di danzatori, cantanti e musicisti in costume. La composizione specifica dei personaggi variava ma, almeno in Irlanda, includeva sempre un uomo travestito da “megera” (cailleach) e un cavallino chiamato Lair Bhan (“Giumenta Bianca”). Ovunque fossero accolti, i “ragazzi dello scricciolo”  eseguivano una performance di danza, clownerie e musica nuova e vecchia (parte della quale riferita specificamente all’occasione), e quindi chiedevano la carità “per seppellire lo scricciolo”. In effetti, si trattava più precisamente di soldi non per seppellire lo scricciolo, dato che si riteneva che il suo corpo portasse sfortuna; per vendicarsi, i figuranti di alcune comunità si sbarazzavano infine del cadaverino deponendolo sulla terra della casa che li aveva accolti più miseramente o in modo scortese nel corso della giornata. In altre aree, la sepoltura dello scricciolo era un rituale elaborato e il corpo veniva lasciato in un luogo “liminale” (per esempio sulla riva, né sulla terra, né in mare) dove il suo influsso veniva così neutralizzato. (tratto da Il tempo dei celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica di Alexei Kondratiev)

Inizio con una carrellata di antiche melodie celtiche dedicate allo scricciolo.
ASCOLTA “The Wren” reel arrangiamento per mandola (o irish bouzouki che dir si voglia) anche con il titolo An dro (perchè è un andrò bretone) qui

ASCOLTA ghironda

VIDEO Danza originaria dall’Isola di Man

ASCOLTA’The Wren! The Wren!’: The Dingle Set “A Celtic Christmas”

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda! seconda parte
e
 in Bretagna continua

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/wren-song.htm

CHRISTMAS IN KILLARNEY

Christmas in Killarney” abbina una musica festosa alla tradizione natalizia più genuina del Sud-Irlanda.

Il testo è stato composto nel 1950 dagli americani John Redmond, James Cavanaugh e Frank Weldon, ma Killarney è una cittadina turistica (forse fin troppo affollata nella stagione estiva) che si trova in Irlanda, nella contea del Kerry, provincia di Munster: la cittadina è graziosa, come dire “molto pittoresca” circondata dal Killarney National Park un vero paradiso, con cascate e laghi mozzafiato e l’immancabile castello, il Ross Castle.
Le celebrazioni del Natale sono particolarmente briose con parate sui carri, pista di pattinaggio sempre aperta, la Casetta di Babbo Natale e le bancarelle dei mercatini natalizi, e tanta musica.

LA CANDELA DI NATALE

In Irlanda era consuetudine mettere una candela accesa davanti alla finestra di casa alla vigilia di Natale per dare il benvenuto a Maria e Giuseppe. Era anche il modo di segnalare ai sacerdoti, nel periodo in cui era vietato, che in quella casa si poteva entrare per dare la benedizione.

La tradizione vuole che la candela sia accesa dal membro più giovane della famiglia e spenta da una ragazza di nome “Maria” (un tempo il nome Maria era molto diffuso nelle famiglie irlandesi). Dopo la cena della vigilia si riapparecchia nuovamente la tavola con al centro il pane di cumino e uvetta , una brocca di latte e una candela accesa, si lascia la porta di casa socchiusa in modo che Maria e Giuseppe o qualsiasi vagabondo possa entrare per sedersi alla tavola e rifocillarsi.

Il brano è stato interpretato da moltissimi artisti e gruppi musicali, per lo più dalle origini irlandesi e vi propongo la versione degli Irish Rovers

ASCOLTA IRISH ROVERS in CHRISTMAS AT KILLARNEY


CHORUS
The holly green, the ivy green
The prettiest picture you’ve ever seen
Is Christmas in Killarney
With all of the folks at home.
It’s nice, you know, to kiss your beau
While cuddling under the mistletoe
And Santa Claus you know, of course
Is one of the boys from home.
I
The door is always open
The neighbors pay a call
And Father John before he’s gone
Will bless the house and all.
Our Hearts are light, our spirits bright
We’ll celebrate our joy tonight
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
II
We’ll decorate the Christmas tree
While all the family’s here
Around a roaring fire
We will raise a cup of cheer
There’s gifts to bring and songs to sing
And laughs to make the rafters ring(1)
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
III
We’ll take the Horse and Sleigh
All across the fields of snow
Listening to the jingle bells
And everywhere we go
How grand it feels to click your heels(2)
And dance away to the jigs and reels
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
IV
The holly green, the ivy green
The prettiest picture you’ve ever seen
I’m handing you no blarney
No matter where you roam
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
TRADUZIONE ITALIANO
CORO
Il verde agrifoglio e la verde edera,
la più bella immagine mai vista
è il Natale a Killarney,
con tutte le persone a casa.
E’ bello, si sa, baciare la vostra bella mentre la coccolate sotto il vischio
e Babbo Natale, naturalmente
è uno di casa.
I
La porta è sempre aperta,
i vicini si scambiano le visite
e Don John è già venuto
a benedire la casa e tutti.
I nostri cuori sono accesi, il nostro spirito luminoso, festeggeremo con gioia stanotte è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.
II
Addobberemo l’albero di Natale
con tutta la famiglia riunita intorno al fuoco scoppiettante
brinderemo con una coppa di allegria. Ci sono doni da scambiare e canti da cantare
e risate da scuotere le fondamenta (1)
è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.
III
Andremo sulla slitta trainata dai cavalli attraverso i campi di neve
per ascoltare le campanelle tintinnare e ovunque andremo
come sarà bello battere i tacchi (2)
e ballare con gighe e reels
è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.
IV
Il verde agrifoglio e la verde edera
la più bella immagine mai vista
non vi sto adulando
ovunque voi siate
è Natale a Killarney
con tutte le persone a casa.

NOTE
1) lett: far risuonare le travi del tetto
2) tipico modo di danzare in Irlanda

LA RICETTA DEL PANE IRLANDESE

E visto che è tradizione mangiare il pane irlandese con l’uvetta ecco la RICETTA. Fare il pane è un gesto antico, un tempo incombenza settimanale delle donne di casa, oggi una più che valida alternativa al pane del panificio o industriale, magari da prepararsi per il fine settimana o per un momento speciale come quello del Natale. (continua)

Ingredienti: – 4 tazze (460 gr) di farina tipo 0 – 1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato – 1 tazza  ( 250 gr) di uvetta sultanina – 2 cucchiai di semi di cumino – 1 tazza e mezzo (circa 375 ml) di latte acido – per inacidirlo, aggiungere un cucchiaino di aceto) – se fate il burro in casa potete usare il latticello – 1/3 di tazza (75 gr) di zucchero – burro per imburrare la teglia e farina per infarinarla (anche gli stampi in silicone sono ottimi e non c’è bisogno di imburrare)

Preparazione: far ammorbidire l’uvetta nell’acqua prima di iniziare, mescolare la farina, bicarbonato, l’uvetta ammorbidita, il cumino e lo zucchero, aggiungere il latte acido un po’ per volta, lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, mettere nella teglia e nel centro del impasto creare una croce (oppure fate le incisioni di una rosetta – antico simbolo del sole), infornare a 180° per circa un ora e poi lasciare raffreddare

APPROFONDIMENTO
Guida a Killarney: Piccola cittadina a vocazione turistica ricca di ristorantini, pubs e negozi di artigianato, attrae i visitatori soprattutto per le sue bellezze naturali; inoltre è proprio da Killarney che inizia e termina la N71, il celebre tratto di strada circolare che percorre la vicina penisola di Iveragh (punta estrema della contea) noto come Ring of Kerry.  continua
Le danze popolari in Irlanda:  La Musica tradizionale irlandese è essenzialmente musica  da ballo. Una volta la gente si riuniva quasi ogni settimana per ballare in  compagnia, alle riunioni partecipava tutta la comunità o il quartiere, o  anche solo la famiglia con qualche vicino continua
Fare il pane: Fare il pane per il proprio  consumo domestico è semplicissimo oltre che rilassante o almeno così è per la  maggior parte delle ricette, lasciando per buona pace le rimanenti ai   “professionisti” o ai “perfezionisti”! continua
Fare il burro: Il processo di burrificazione del latte per  conservare nel tempo le sue parti più grasse è antico e diffuso presso vari  popoli; fonti greche e latine si riferiscono ai Celti nella descrizione di un burro solido e compatto, proprio  come quello tradizionale continua