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THE MOONSHINER: THE LAST FREE SPIRIT

moonshinerMoonshine è un tipo di whisky fatto in casa e moonshiner è colui che fabbrica il whisky da sé, ovvero abusivamente, al chiarore di luna.
Dimenticato dopo il proibizionismo il “moonshine” è ritornato di moda, specialmente in America e non è mai tramontato in Irlanda.
Un po’ come la proliferazione delle microbirrerie anche le microdistillerie si stanno diffondendo man mano che vanno a cedere le restrizioni sulle licenze e i monopoli.

WHITE DOG OR MOUNTAIN DEW?

Il whisky dei moonshiner è chiamato in gergo “white dog” più simile all’acquavite, perché finisce in bottiglia senza invecchiamento in botte, e quindi è “bianco” cioè trasparente.
Da noi nel Nord Italia per tradizione si produce la grappa per autoconsumo (con tutte le “graspe” che avanzano dalla produzione del vino!), mentre in Irlanda il Póitín o Poteen, è illegale dal 1661.  Secondo la tradizione, oltre che dall’orzo si distilla da more e altri frutti del bosco, ma anche dalle patate -per inciso dalle patate si ricava anche il vino, leggetevi “Vino, patate mele rosse” – Joanne Harris (titolo inglese Blackberry Wine). La sua secolare tradizione di segretezza e proibizione è divenuta parte del folklore rurale irlandese. continua

Così nella canzone THE MOONSHINER non c’è solo la spensieratezza di un vagabondo girovago, ma anche lo spirito di ribellione dell’irlandese verso l’Inghilterra che aveva il monopolio sul whiskey o le leggi sul Proibizionismo in America.

poteen_still
La canzone è nata probabilmente in America da emigranti irlandesi ed è poi tornata in Irlanda a far parte della tradizione popolare (ma l’origine potrebbe benissimo essere irlandese e poi trasportata in America). Il tono è quello di uno spirito libero che vagabonda per il paese senza radici e al di fuori dalla società civile, il suo unico interesse è il liquore distillato illegalmente!!

VERSIONE IRLANDESE: THE MOONSHINER

ASCOLTA Tommy Makem + The Clancy Brothers La melodia è molto alla “Popeye saylor man” la canzoncina cantate da Braccio di Ferro nei suoi primi comic cartoons.

ASCOLTA Maureen Carroll in una versione meno cadenzata e più sognante


chorus
I’m a rambler, I’m a gambler,
I’m a long way from home
And if you don’t like me,
Well, leave me alone
I’ll eat when I’m hungry,
I’ll drink when I’m dry
And if moonshine don’t kill me,
I’ll live til I die(1)
I
I’ve been a moonshiner
for many a year
I’ve spent all me money
on whiskey and beer
I’ll go to some hollow,
I’ll set up my still
And I’ll make you a gallon
for a ten shilling bill
II
I’ll go to some hollow
in this count-er-y
Ten gallons of wash
I can go on a spree
No women to follow,
the world is all mine
I love none so well
as I love the moonshine
III
Oh, moonshine, dear moonshine,
oh, how I love thee
You killed me old father,
but ah you try me
Now bless all moonshiners
and bless all moonshine
Their breath smells as sweet
as the dew on the vine 
TRADUZIONE di Cattia Salto
CORO
Sono un vagabondo, sono un giocatore
sono molto lontano da casa,
e se non vi piaccio,
beh, lasciatemi in pace.
Mangerò quando ho fame
e berrò quando ho sete
e se il liquore non mi ammazza prima,
vivrò tanto a lungo (1).
I
Sono stato un contrabbandiere
per molti anni
ho speso tutti i miei soldi
in whiskey e birra.
Andrò da qualche parte
a metter su la mia distilleria
e ve ne farò una damigiana
per 10 scellini.
II
Andrò da qualche parte
in questo paese
con una damigiana di roba
a prendermi una sbronza.
Non ho donna da seguire
e il mondo è tutto mio,
niente mi piace così tanto
quanto il liquore di contrabbando.
III
Oh liquore oh liquore
quanto mi piaci!
Hai ucciso il mio vecchio,
inoltre ci provi con me.
Benedetti tutti i contrabbandieri,
benedetto il liquore di contrabbando,
il loro fiato è dolce quanto
la rugiada sulla pianta dell’uva

NOTE
1) letteralmente “vivrò fino alla morte”

VERSIONE AMERICANA: THE MOONSHINER

Nella versione americana ripresa da Bob Dylan e molti altri artisti dell’ambito folk-rock, il canto diventa più lento, quasi un lamento.

ASCOLTA Punch Brothers, in una versione più vicina alla root music e tra i loro live in rete quello che si sente meglio oppure dal Cd “Ahoy”

TESTO Punch Brothers
I
I’ve been a moonshiner
for seventeen long years
I spend all of my money
on whiskey and beer
I’ll go down to some hollow
and set up my still
I’ll sell you a gallon
for a ten dollar bill.
II
I go to some bar room
and drink with my friends
Where the women can’t follow
and see what I spend
God bless that pretty woman,
I wish she was mine
Cause her breath is as sweet
as the dew on the vine.
III
Let me eat when I’m hungry,
let me drink when I’m dry
A dollar when I’m hard up,
religion when I die
The whole world’s a bottle
and life’s but a dram
When the bottle gets empty
it sure ain’t worth a damn.
IV
I’ve been a moonshiner
for seventeen long years
I spend all of my money
on whiskey and beer
If whiskey do not kill me
Then I don’t know what will
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono stato un contrabbandiere
per 17 lunghi anni
ho speso tutti i miei soldi
in whiskey e birra.
Andrò da qualche parte
a metter su la mia distilleria abusiva
e ve ne farò una damigiana
per 10 dollari.
II
Vado per bar
a bere con i miei amici
dove le donne non possono seguirmi
e vedere quello che spendo.
Dio benedica quella bella ragazza,
vorrei che fosse mia
perché il suo fiato è dolce
quanto la rugiada sulla pianta dell’uva.
III
Lasciatemi mangiare quando ho fame ,
e bere quando ho sete,
un dollaro quando sono al verde,
la religione quando muoio.
Il mondo intero è una bottiglia
e la vita è solo un bicchierino di whiskey.
Quando la bottiglia è vuota
di certo non vale una cicca.
IV
Sono stato un contrabbandiere
per 17 lunghi anni
ho speso tutti i miei soldi
in whiskey e birra.
e se il bere non mi uccide
allora non so che sarà

ASCOLTA Cat Power dal Cd Moon Pix-1998 (unico traditional dell’album) in versione rock-blues unita a una vena malinconica, cifra stilistica della cantautrice statunitense

TESTO Cat Power
I’ve been a moonshiner
For seventeen long years
I spent all my money
on whisky and beer
I go to some hollow
And set up my holy holy still
If drinking do not kill me
Then I don’t know what will
I go to some bar room
And drink with my friends
If women and men would come to follow
To see what I might spend
God bless them handsome men
I wish they was mine
Their breath is as sweet as
The dew on the holy holy vine
You’re already in hell,
you’re already in hell
I wish we could go to hell
When the bottle gets empty
Then life ain’t worth the drown
TRADUZIONE di Cattia Salto
Sono stata un contrabbandiere
per 17 lunghi anni
ho speso tutti i miei soldi
in whiskey e birra.

Vado da qualche parte
a metter su la mia distilleria
e se il bere non mi uccide
allora non so che sarà.
Vado per bar
a bere con i miei amici,se donne e uomini volessero farmi compagnia,
vengano a vedere come me la spasso.
Dio benedica quegli uomini belli
voglio che siano miei,
il loro fiato è dolce quanto
la rugiada sulla pianta dell’uva.
Sei già all’inferno,
sei già all’inferno,
vorrei che potessimo andare all’inferno quando la bottiglia diventa vuota
allora la vita non vale una cicca.

Seconda parte continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/mountain-dew.htm
http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/04/news/bentornati_moonshiners-3815860/

WHISKEY IN THE JAR

JAR QUESTO SCONOSCIUTO

In Gran Bretagna, “Jar” è  un barattolo dal collo largo, adatto per conservare marmellate e sottaceti,  ma anche un vaso rastremato a collo di bottiglia. Anticamente era utilizzato per lo stoccaggio di liquidi, e doveva essere consuetudine berci direttamente, e tuttavia il termine si usa più spesso per indicare un bicchiere: “I’ll have a jar” si traduce infatti con ” berrò una pinta di birra “. (anche se c’è più di un modo per misurare la pinta! vedi)
Gli Irlandesi si attribuiscono l’invenzione del whiskey partendo nientemeno che da San Patrizio che nel V sec, avrebbe portato dal pellegrinaggio in Terra Santa, l’alambicco, all’epoca utilizzato per distillare solo i profumi, e convertito dai monaci irlandesi in divina macchina per produrre l’Uisce Beathe (in gaelico acqua di vita).
Whiskey con una e aggiuntiva che lo differenzia dal cugino scozzese, sia per la sua lavorazione che per le sue caratteristiche organolettiche. continua

WHISKEY IN THE JAR

beggar-operaE’ tra le più cantate irish pub song, conosciuta  anche come Kilgary Mountain, è la storia di un bandito, (un goliardico Robin Hood) che dopo aver derubato un possidente  inglese è tradito dalla propria donna. Le sue debolezze: il succo d’orzo e le belle donne!

Alan Lomax, storico della musica folk, nel suo libro The Folk Songs of North America, ritiene che questa canzone abbia influenzato “The Beggar’s Opera” commedia scritta da John Gray nel 1728.
“Gli strati popolari delle isole britanniche nel diciassettesimo  secolo ammiravano i briganti locali; e in Irlanda (o Scozia) quando i  gentiluomini della strada rapinavano i possidenti inglesi erano considerati  patrioti. Questi sentimenti ispirarono questa allegra ballata.”

fuorilegge-diligenzaLa vicenda risale probabilmente al 17° secolo e riecheggia la figura di Redmond O’Hanlon (c. 1620 – 1681) conosciuto come il Robin Hood dell’Ulster (Irlanda del Nord) perché oltre a derubare gli inglesi (o a fargli pagare una “tassa” di protezione perché nessuno li rapinasse), restituiva gli affitti pagati dai contadini irlandesi, rubandoli ai ricchi proprietari terrieri inglesi ai quali erano stati appena versati. Della ballata esistono varie versioni con diverse strofe, ma la storia mantiene sempre la stessa struttura e il finale è sempre la prigione.

Il protagonista della canzone è probabilmente Richard Power, che lascia la contea di Kerry per unirsi ai fuorilegge capeggiati da O’Hanlon e deruba un soldato inglese (tra i bersagli preferiti), ma è catturato perché ingannato dalla bella Jenny (amante o fidanzata): durante la notte, mentre Richard smaltiva la sbornia, lei gli nasconde la spada e mette la polvere da sparo nell’acqua. Circondato dai soldati e impossibilitato a difendersi, Richard si arrende. L’unica sua speranza per evitare l’impiccagione è un fratello arruolato nell’esercito, che potrebbe riuscire a farlo fuggire!

LA VERSIONE FOLK (STANDARD)

Numerosissimi gli interpreti, a partire dagli storici The Dubliners e The Clancy Brothers..

Da seguire con il video animato da Francesco Guiotto

Tra le tante (ma proprio tante) versioni folk la mia preferita è quella dei The High Kings


I
As I was going  over the far famed Kerry mountains
I met with captain Farrell and his money he was counting.
I first produced my pistol, and then produced my rapier(1).
Said stand and deliver, for I am a bold deceiver
chorus
musha ring dumma do damma  da
whack for the daddy ‘o (X2)
there’s whiskey in the jar
II
I counted out  his money, and it made a pretty penny.
I put it in my pocket and I took it home to Jenny.
She said and she swore, that she never would deceive me,
but the devil take the women, for they never can be easy
III
I went into my  chamber, all for to take a slumber,
I dreamt of gold and jewels and for sure it was no wonder.
But Jenny took my charges and she filled them up with water,
Then sent for captain Farrel to be ready for the slaughter.
IV
It was early in  the morning, as I rose up for travel,
The guards were all around me and likewise captain Farrel.
I first produced my pistol, for she stole away my rapier,
But I couldn’t shoot the water so a prisoner I was taken.
V
If anyone can aid  me, it’s my brother in the army,
If I can find his station down in Cork or in Killarney.
And if he’ll come and save me, we’ll go roving near Kilkenny,
And I swear he’ll treat me better than me darling sportling  Jenny
VI
Now some men  take delight in the drinking and the roving,
But others take delight in the gambling and the smoking.
But I take delight in the juice of the barley,
And courting pretty fair maids in the morning bright and early
TRADUZIONE ITALIANO
I
Mentre stavo attraversando le famose montagne di Kerry
ho incontrato il capitano Farrell che contava il  suo gruzzolo.
Prima tirai fuori la pistola e poi lo spadino,
gli dissi “Fermo o sparo, perché io sono un bandito.”
(Ritornello
frase nonsense,
lascio una parte (dei soldi) a mio papà- o

C’è del whiskey nel boccale)
II
Ho preso tutti i suoi soldi e facevano un buon penny,
me  li sono messi in tasca e li ho portati a casa da Jenny.
Diceva, e giurava che non mi avrebbe mai ingannato,
ma che il diavolo si prenda le donne, perché sono delle traditrici.
III
Andai nella mia camera, per farmi una dormita,
sognai di oro e gioielli e non c’era da meravigliarsi di  certo.
Ma Jenny mi ha bagnato la polvere da sparo,  e ha mandato a chiamare il Capitano Farrel perché si  preparassero per la mia cattura.
IV
Era mattino presto, quando mi alzai per mettermi in viaggio.
Le guardie erano tutte intorno a me e così pure il  Capitano Farrel,
prima ho tirato fuori la pistola, perché lei mi aveva nascosto lo spadino.
Ma ha fatto cilecca, così mi hanno catturato.
V
Se c’è qualcuno che può aiutarmi, è mio fratello  nell’esercito,
se solo potessi sapere dov’è di stanza, a Cork o in Killarney.
E se lui venisse salvarmi, andremo a zonzo nei pressi di Kilkenny,
e io ti giuro che lui mi tratterà meglio della mia cara Jenny.
VI
Ora, alcuni uomini si dilettano nel bere e nel vagabondare,
altri si dilettano nel gioco d’azzardo e il fumo.
Ma io traggo diletto nel succo d’orzo e nel corteggiare ragazze graziose la mattina di buon’ora

NOTE
1) rapier ovvero lo “spadino” vedi qui

LA VERSIONE FOLK-ROCK

Anche i gruppi rock si sono impadroniti di questa canzone e cito The Grateful Dead (ASCOLTA che peraltro hanno realizzato una godibilissima versione acustica un po’ bluegrass) e i Metallica (ASCOLTA una versione decisamente metal, ma ricordo che il riff della chitarra e l’arrangiamento è dei Thin Lizzy )

ASCOLTA The Thin Lizzy – 1972/73 (gruppo hard rock irlandese nato a Dublino nel 1969 e attivo fino agli anni 80)

In questa versione la bella si chiama Molly e la storia si ferma alla sparatoria con il quale il bandito cerca di sottrarsi alla cattura. La morale però è sempre la stessa: il succo d’orzo e le belle donne rendono l’uomo debole! Questa versione riveduta dai Thin Lizzy più che una”rebel song” sembra una storia di corna!

VERSIONE THE THIN LIZZY
I
As I was goin’ over the Cork and Kerry mountains
I saw Captain Farrell and his money he was countin’
I first produced my pistol and then produced my rapier
I said stand and deliver or the devil he may take ya
Chorus
Musha ring dum a doo dum a da Whack for my daddy-o
Whack for my daddy-o There’s whiskey in the jar-o
II
I took all of his money and it was a pretty penny
I took all of his money yeah I brought it home to Molly
She swore that she’d love me, never would she leave me
But the devil take that woman for you know she trick me easy
III
Being drunk and weary I went to Molly’s chamber
Takin’ my money with me and I never knew the danger
For about six or maybe seven in walked Captain Farrell
I jumped up, fired off my pistols and I shot him with both barrels
IV
Now some men like the fishin’ and some men like the fowlin’
And some men like ta hear, ta hear cannon ball a roarin’
Me I like sleepin’ specially in my Molly’s chamber
But here I am in prison, here I am with a ball and chain yeah
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
I
Stavo andando sulle montagne Cork e Ferry,
ho visto il Capitano Farrel e il suoi soldi che stava contando.
Prima ho mostrato la mia pistola e poi il mio spadino.
Ho detto fermati e consegnameli o il diavolo potrebbe prenderti.
Ritornello:
Musha ring dum a doo dum a da
Lascio una parte (dei soldi) a mio papà- o, Lascio una parte (dei soldi) a mio papà- o C’è del whiskey nella brocca- o
II
Ho preso tutti i suoi soldi ed era un bella sommetta.
Ho preso tutti i suoi soldi sì, li ho portati a casa da Molly.
Giurò che mi amava, non mi avrebbe mai voluto lasciare.
Ma il diavolo prese questa donna, sappiate che mi imbrogliò con facilità.
III
Sbronzo e stanco sono andato in camera da Molly.
Ho preso i miei soldi con me e non ho mai saputo il pericolo.
Verso le sei o sette circa entrò il Capitano Farrel.
Son saltato su, ho sparato con le mie pistole e l’ho ucciso con entrambe le canne.
IV
Ora ad alcuni uomini piace pescare ed ad altri andare a caccia di uccelli.
Ed ad alcuni uomini piace sentire, sentire il cannone sparare con fragore. Io amo dormire, specialmente nella camera della mia Molly.
Ma qui sono in prigione, sono qui son con una palla (al piede) e una catena che mi lega sì

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3116
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=36987&lang=it

HOT WHISKEY: A JUG OF PUNCH!

Gli Irlandesi si  attribuiscono l’invenzione del whiskey a San  Patrizio che, nel V sec, avrebbe portato dal suo viaggio in Terra Santa l’alambicco, all’epoca  utilizzato per distillare solo i profumi, e convertito dai monaci  in divina macchina per produrre l’Uisce Beathe (in gaelico) ossia “l’acqua di vita”, dal latino “aqua vitae” pronunciata come “Iish-kee” e inglesizzato a partire del XII secolo in whisky).
Fu sempre un monaco, San Colombano, a insegnare i segreti della distillazione agli Scozzesi. Tuttavia gli Scozzesi si ostinano a dire che loro distillavano già tre secoli prima della nascita di Cristo!

Sir David Wilkie, The Irish Whiskey Still

Quella “e” di differenza non è solo un modo diverso di scrivere la stessa bevanda, ma è anche un modo diverso di produrla. (continua)

COME SI BEVE IL WHISK(E)Y?

Sebbene sia sempre valida la risposta “come mi pare” c’è un modo però tipico, quello di servirlo in un bicchiere (il tumbler alto) pieno solo per un quinto, affiancato da una piccola brocca d’acqua pura a temperatura ambiente e poi ognuno ci mette la quantità d’acqua che vuole. Non per niente il noto proverbio irlandese recita “non rubare la moglie di un altro e non mettergli l’acqua nel whiskey

OLYMPUS DIGITAL CAMERARICETTA DEL PUNCH IRLANDESE: HOT WHISKEY

Scaldare un bicchiere di vetro,  aggiungere 2 fette di limone, 4 chiodi di garofano e 1 bicchiere di Whiskey  irlandese, riempire con acqua calda, aggiungere lo zucchero a piacere, e  mescolare.

The word punch is a loanword from Hindi panch (meaning five) and the drink was originally made with five ingredients: alcohol, sugar, lemon, water, and tea or spices. The original drink was named paantsch.
The drink was brought to England from India by sailors and employees of the British East India Company in the early seventeenth century. From there it was introduced into other European countries. The term punch was first recorded in British documents in 1632. At the time, most punches were of the Wassail type made with a wine or brandy base. But around 1655, Jamaican rum came into use and the ‘modern’ punch was born.“(tratto da qui)
[il termine punch deriva dall’hindi “panch” (che significa 5) e la bevanda era in origine fatta da 5 ingredienti: alcol, zucchero, limone, acqua e tè o spezie. Il nome della bevanda era paantsch. La bevanda fu portata in Inghilterra dall’India con i marinai e i dipendenti della Compagnia Britannica dell’India Orientale nei primi anni del XVII secolo. Da lì fu diffusa negli altri paesi d’Europa. La parola punch si trova trascritta nei documenti britannici nel 1632. All’epoca la maggior parte dei punch erano del tipo wassail, fatti con una base di vino o brandy. Ma nel 1655 il rum giamaicano divenne di moda e così nacque il punch “moderno”]

PRIMA VERSIONE: JUG  OF PUNCH

Il brano è un tradizionale irlandese risalente al 17° secolo e diffuso in almeno due versioni, l’ingrediente  principale del Punch è il whiskey irlandese così denominato per distinguerlo  dal whisky scozzese. Annosa guerra tra le due bevande che ha illustri  estimatori da entrambi i fronti!
Una classica drinking  song con molto irish humor e una struttura che è anch’essa  tipica: un ritornello non-sense e la ripetizione degli ultimi due versi  cantati precedentemente dal solista.
ASCOLTA The Clancy Brothers, una versione decisamente lenta e cantata con il vecchio stile

ASCOLTA The Kilkennys una versione  con più ritmo


I
One evening in the month of June
As I was sitting in my room
A small bird sat on an ivy bunch
And the song he sang was “The Jug Of Punch.”
Chorus
Too ra loo ra loo, too ra   loo ra lay,  
too ra loo ra loo, too ra   loo ra lay
(A small bird sat on an ivy bunch
And the song he sang was “The Jug Of Punch.”)
II
What more diversion can a man desire?
Than to sit him down by an alehouse fire
Upon his knee a pretty wench(1)
And upon the table a jug of punch.
III
Let the doctors come with all their art
They’ll make no impression upon my heart
Even a cripple forgets his hunch
When he’s snug outside of a jug of punch.
IV
And if I get drunk, well, me money’s me own
And them don’t like me they can leave me alone
I’ll chune me fiddle and I’ll rosin me bow (2)
And I’ll be welcome wherever I go.
V
And when I’m dead and in my grave
No costly tombstone will I crave
Just lay me down in my native peat
With a jug of punch at my head and feet.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Una sera, nel mese di giugno
mentre stavo seduto nella mia stanza   un uccellino si posò su un ramo d’edera e la canzone che cantava era “La brocca di  punch”.
CORO
Too ra   loo ra loo, too ra   loo ra lay,
too ra loo ra loo,   too ra loo ra lay
Un piccolo uccello posato su un ramo d’edera e la canzone che cantava era “La  brocca di punch”.
II
Quale passatempo si potrebbe desiderare di più?
Che sedersi al fuocherello di una birreria
sulle ginocchia di una bella fanciulla (1)   e sul tavolo una brocca di punch.
III
Lasciate che i medici esercitino la loro arte,
non mi faranno alcuna impressione, anche uno storpio dimentica la sua gobba
quando è accolto con una brocca di punch.
IV
E se mi ubriaco, beh, i soldi sono miei,  sono loro che non mi amano e mi lasciano da solo;
accorderò il violino e impecerò l’archetto (2)
e sarò il benvenuto dovunque andrò.
V (3)
E quando sarò morto e nella bara,
desidererò una pietra tombale poco costosa,
mi basterà giacere nella mia torba natia
con una brocca di punch una alla testa e una ai piedi.

NOTE
1) wench: una  giovane ragazza contadinotta o servetta
2) “to rosin the bow” (resinare l’archetto del violino) è un’espressione  che sta a significare bere troppo, evidentemente già nei tempi passati i  suonatori di violino popolari erano forti bevitori
3) l’immancabile sad verse che conclude questo genere di canzoni

SECONDA  VERSIONE: JUG OF PUNCH

La  seconda versione della canzone è quella interpretata dai Dubliners,  anche qui frasi non-sense intervallano le strofe: la struttura di ogni strofa  ripete i primi due versi.

Le  prime due strofe e l’ultima quasi identiche alla prima versione: qui si  specifica anche che il giorno di giungo era il 23 e che l’uomo era nella sua stanza-laboratorio intento a tessere al telaio. Alla sua tomba non dovrà  mancare una coppa piena di punch perché i passanti possano bere alla sua  salute!

ASCOLTA Altan (hanno ripreso la versione testuale dei Dubliners)


I
Being on the twenty-third of June
Oh as I sat weaving all at my loom
Being on the twenty-third of June
Oh as I sat weaving all at my loom
I heard a thrush singing on yon bush
And the song she sang was the jug of punch
CHORUS
Ladderly fol the dee Ladderly fol the dee deedle eedel   dum   Dithery idle dum dithery idle deedle   dum   Dithery idle dum dithery idle deedle   dum   Dithery idle deedle eedle   eedle dum dum dee
II
What more pleasure can a boy desire
Than sitting down, oh beside the fire
What more pleasure can a boy desire
Than sitting down, oh beside the fire
And in his hand, oh a jug of punch
And on his knee a tidy wench
III
When I am dead and left in my mold
At my head and feet place a flowing bowl
When I am dead and left in my mold
At my head and feet place a flowing bowl
And every young man that passes by
He can have a drink and remember I
TRADUZIONE ITALIANO
I
Essendo al 23 di giugno,
mentre ero seduto e tessevo al mio  telaio,
ho sentito un tordo cantare sul ramo
e il canto che cantava era “La  brocca di punch”.
CORO
Senza senso
II
Il piacere più grande che un ragazzo  può desiderare,
di sedersi accanto al fuoco e nella mano una brocca di punch
e sulle sue ginocchia una bella  servetta.
III
Quando sarò morto e sotto terra ponete alla mia testa e ai piedi una coppa  piena
e ogni giovanotto che mi passerà  accanto potrà bere alla mia memoria.

(Cattia Salto 2012, integrazione febbraio 2013)

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/ajugofpunch.html
https://thesession.org/tunes/594
http://ontanomagico.altervista.org/jug-punch.htm

BEER, BEER, BEER

Beer-beer-300x225Una drinking song scanzonata “Beer, Beer, Beer” che richiama boccali traboccanti di birra e chiassose compagnie: la birra, antica bevanda (dal biondo al nero, passando per il rosso) ottenuta dalla fermentazione di vari cereali!

I processi di lavorazione della birra partono da una fermentazione spontanea dell’amido (ossia lo zucchero) prevalente componente nei cereali, quando essi vengono a contatto con l’acqua, a causa dei lieviti selvatici contenuti nell’aria. Gli ingredienti della birra sono pochi e semplici e così come per il pane, alimento femminile, TERRA, ACQUA, ARIA e FUOCO si combinano magicamente per dare vita a un cibo divino che fortifica e inebria.

UN PO’ DI STORIA

In Italia furono gli Etruschi i primi a bere e produrre birra, “contagiando” i vicini Romani, ma la palma di grandi consumatori si contendeva tra i Germani e i Celti.

IL BRYTON

La scoperta archeologica avvenuta nel 1995 a POMBIA (prov di Novara, Piemonte) in territorio anticamente abitato dalle popolazioni Liguri, ha portato alla luce un antico vaso, perfettamente integro, del VII sec. a.C., quindi nell’alveo proto celtico della cultura di Golasecca, contenente i resti di una bevanda fermentata all’orzo e, cosa ancora più sorprendente e significativa, luppolata che i Liguri chiamavano Bryton.

IL MEDIOEVO

beeringredientsNel basso Medioevo i monasteri furono dei centri di sperimentazione nella produzione della birra con l’uso sistematico del luppolo, erba dal caratteristico sapore amaro e dalla funzione antisettica e conservante: infatti condizioni igieniche sempre più precarie nell’approvvigionamento dell’acqua – gli imponenti acquedotti romani con salubre acqua di fonte erano ormai un ricordo del passato – facevano preferire come bevanda dissetante quella bollita, così il largo consumo quotidiano della birra fece sorgere parallelamente una florida impresa artigianale a conduzione femminile.

BIRRA CON STILE

Solo nell’Ottocento si poterono eseguire studi scientifici sui lieviti e si riuscì a produrre una birra a bassa fermentazione (ossia con temperature più basse rispetto a quelle diffuse nel passato) isolando anche un ceppo di lievito più specifico.
Oggi la grande industria si è appropriata della quasi totalità della produzione di birra, a discapito di una “standardizzazione” del prodotto. Ciò ha portato alla voglia di riscoprire i “vecchi sapori” e al revival di molti stili della birra ormai dimenticati, così oggi per distinguere i vari tipi di birra prodotti industrialmente o dai birrifici artigianali a seconda delle ricette di partenza, si usa il termine “stile di birra”.

beer2glassesPer coloro i quali si vogliono limitare a un consumo sano e consapevole di birra invece di fermarsi sui prodotti standardizzati, perché non esplorare il mondo dei micro birrifici che si sono moltiplicati miracolosamente anche in Italia agli inizi del XXI secolo?

http://www.microbirrifici.org
http://www.mondobirra.org/micro.htm

BEER, BEER, BEER

La canzone è un classico di tutte le canzoni da osteria, e il parallelo con certi canti da “piola” dei mitici Celti di Vercelli è inevitabile, ovviamente dalle nostre parti al posto di Charlie Mops, viene lodato Noè per essere stato il primo produttore di vino (nonché il primo ubriaco biblico).


I
A long time ago, way back in history,
when all there was to drink was nothin but cups of tea.
Along came a man by the name of Charlie Mops,
and he invented a wonderful drink and he made it out of hops.
CHORUS
He must have been an admiral a sultan or a king,
and to his praises we shall always sing.
Look what he has done for us he’s filled us up with cheer!
Lord bless Charlie Mops, the man who invented beer beer beer
tiddly beer beer beer.
II
The Curtis bar, the James’ Pub, the Hole in the Wall as well
one thing you can be sure of, its Charlie’s beer they sell
so all ye lads a lasses at eleven O’clock ye stop
for five short seconds, remember Charlie Mops 1 2 3 4 5
III
A barrel of malt, a bushel of hops, you stir it around with a stick,
the kind of lubrication to make your engine tick.
40 pints of wallop a day will keep away the quacks.
Its only eight pence hapenny and one and six in tax, 1 2 3 4 5
The Lord bless Charlie Mops!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Molto tempo fa, indietro nella storia, quando tutto quello che c’era da bere erano solo tazze di tè,
venne un uomo di nome Charlie Mops, che inventò una bevanda meravigliosa fatta con il luppolo.
RITORNELLO:
Deve essere stato un ammiraglio, un sultano o un re,
e canteremo sempre le sue lodi.
Guardate cosa ha fatto per noi, lui ci ha riempito di allegria!
Il Signore benedica Charlie Mops, l’uomo che ha inventato la birra birra birra, insignificante birra birra birra.
II
Il Curtis bar, il James Pub’, e anche l’Hole in the Wall,
di una cosa potete essere certi, è la birra di Charlie che vendono
in modo che tutti voi ragazzi e ragazze vi fermiate alle 11 in punto,
per cinque brevi secondi, per ricordare Charlie Mops 1 2 3 4 5 (1)
III
Un barile di malto, uno staio di luppolo, si mescolano girando con un bastone,
il re dei lubrificanti per rendere il vostro motore nuovo di zecca.
40 pinte di birra al giorno tengono lontano i medici
a solo otto pence e uno e sei di tasse, 1 2 3 4 5
Dio Benedica Charlie Mops!!

NOTE
1) ovviamente nella conta dei 5 secondi non si resta in raccolto silenzio, ma si tracanna birra!

ASCOLTA I Celti, (Cesare Filippone, Alceo Mantovan, Beppe Scarparo) trio folk di Vercelli degli anni 50-60.

seconda parte: La birra artigianale
Prima parte: vedi

FONTI
http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/
MiBAC/minisiti/alimentazione/sezioni/origini/articoli/bevande.html

http://www.pombia.net/storia_della_birra_di_pombia.html
La più antica birra – Filippo Maria Gambari
http://www.comunedipombia.it/centro%20documentazione%20storia%20birra/cervisia.pdf

ALL FOR ME GROG

Ennesima drinking song, “All for me Grog” dal titolo che è tutto un programma (in italiano “Tutto per il mio bere“), in cui “Grog” è una bevanda a base di rum, ma anche un termine colloquiale usato in Irlanda come sinonimo di “drinking”.
grogLa canzone si apre con il ritornello, nel quale il nostro marinaio vagabondo specifica che è proprio a causa del suo amore per l’alcol, il tabacco e le ragazze, che si ritrova sempre squattrinato e pieno di guai. Per soddisfare i propri vizi, l’uomo si vende di tutto cominciando con gli stivali e, finendo con il letto. Più che un canto di lavoro dei marinai (sea shanty) era un canto nei momenti di riposo, alla fine della giornata e nelle taverne del porto; e il marinaio potrebbe benissimo essere arruolato nella Royal Navy, ma anche imbarcato su una nave pirata in giro per le Indie occidentali.

Ai nostri giorni è una canzone che spopola nelle rievocazioni storiche con corollario di coretti pirateschi!

ASCOLTA The Dubliners

 
CHORUS
And it’s all for me grog
me jolly, jolly grog (1)
All for my beer and tobacco
Well, I spent all me tin
with the lassies (2) drinkin’ gin
Far across the Western Ocean I must wander
I
I’m sick in the head
and I haven’t been to bed
Since first I came ashore with me plunder
I’ve seen centipedes and snakes and me head is full of aches
And I have to take a path for way out yonder (3)
II
Where are me boots,
me noggin’ (4), noggin’ boots
They’re all sold for beer and tobacco
See the soles they were thin
and the uppers were lettin’ in(5)
And the heels were lookin’ out for better weather
III
Where is me shirt,
me noggin’, noggin’ shirt
It’s all sold for beer and tobacco
You see the sleeves were all worn out and the collar been torn about
And the tail was lookin’ out for better weather
IV
Where is me wife,
me noggin’, noggin’ wife
She’s all sold for beer and tobacco
You see her front it was worn out
and her tail I kicked about
And I’m sure she’s lookin’ out for better weather
V
Where is me bed,
me  noggin’, noggin’ bed
It’s all sold for beer and tobacco
You see I sold it to the girls until the springs were all in twirls(6)
And the sheets they’re lookin’ out for better weather
VI
Well I’m sick in the head
and I haven’t been to bed
Since I’ve been ashore for me slumber
Well I spent all me dough
On the lassies don’t ye know
Across the western ocean(7)
I will wander.
TRADUZIONE (revisionata da qui)
CORO
Darei tutto per bere,
oh il mio allegro grog (1),
darei tutto per birra e tabacco;
ho speso tutti i soldi
in donne (2) e bevendo gin,
e lontano sull’Atlantico devo andare ramingo!
I
Ho un gran mal di testa
e non sono stato a letto,
da quando sono sceso a terra con il bottino,
ho visto centopiedi e serpenti
e la mia testa è piena di dolori
e devo ancora trovare la via d’uscita (3).
II
Dove sono i miei stivali,
i miei testardi (4), testardi stivali?
Li ho venduti per la birra e il tabacco,
sai le suole erano consumate
e le punte si erano aperte
e i tacchi hanno visto
tempi migliori.
III
Dov’è la mia camicia?
La mia testarda, testarda camicia?
L’ho venduta per la birra e il tabacco,
sai le maniche erano un straccio
e il colletto liso
e la coda dietro aveva visto tempi migliori.
IV
Dov’è mia moglie,
la mia testarda, testarda moglie?
L’ho venduta per la birra e il tabacco,
sai la faccia si era sciupata
e il suo didietro ho preso a calci,
sono sicuro che lei ha visto tempi migliori!
V
Dov’è il mio letto,
il mio testardo, testardo letto?
L’ho venduto per la birra e il tabacco.
Sai, l’ho venduto alle ragazze
che sanno come far saltare le molle (6)
e le lenzuola hanno visto
tempi migliori.
VI
Alla fine ho un gran mal di testa
e non sono andato a letto
da quando sono sbarcato per la mia libera uscita,
ho speso tutti i miei quattrini per le ragazze sconosciute
e sull’Atlantico (7)
andrò ramingo.

NOTE
1) grog: colloquiale termine usato in Irlanda come sinonimo di drinking; è un termine molto antico e ha il significato di “liquore” o “bevanda alcolica”. Il grog è una bevanda introdotta nella Royal Navy nel 1740: il rum dopo la conquista britannica della Giamaica era diventata la bevanda preferita dai marinai, ma per evitare problemi durante la navigazione, la razione giornaliera di rum era  diluita con l’acqua.
2) lassies. Questa parola, molto usata in Scozia, è il plurale di lassie o lassy, diminutivo di lass, la forma arcaica di lady “signora”
3) yonder: “là”, “quello”, “quello là”- La frase letteralmente si traduce “devo prendere una strada per la via d’uscita quella là” Marco Zampetti traduce “devo trovare la strada fino in culo alla luna
4) nogging: nell’inglese standard sostantivo, il vocabolo significa “testa”, “zucca”, in senso ironico. Essendo un’espressione colloquiale, diventa “testardo” (aggettivo qualificativo)
5) let in = lasciare entrare, quindi per estensione tradotto con “aperto”
6) Marco Zampetti traduce “finche’ le molle schizzino fuori ” qui è implicito l’uso del materasso non solo per dormire
7) western ocean: è il termine con cui i marinai dell’epoca si riferivano all’Oceano Atlantico

RICETTA del GROG a bicchiere

1/4 o 1/3 di rum giamaicano
succo di mezzo limone (o arancia o di pompelmo)
1 o 2 cucchiaini di zucchero di canna.
Riempire il resto del bicchiere con acqua.

Anche in versione invernale caldo: l’acqua deve essere scaldata quasi a bollitura, si aggiungono tutti gli altri ingredienti nel bicchiere (se di vetro che sia temperato per le bevande calde). Aggiungere a piacere un po’ di spezie (bastoncino cannella, chiodi di garofano) e la scorza di limone. E’ una classica bevanda natalizia specialmente nel Nord Europa.

IL GROG

(di Italo Ottonello)
Il grog era una miscela di rum ed acqua, in seguito aromatizzata con succo di limone, come antiscorbutico, e poco zucchero. L’adozione del grog si deve all’Ammiraglio Edward Vernon, per porre rimedio ai problemi disciplinari creati da un’eccessiva razione d’alcolici (*) sulle navi da guerra britanniche. Il 21 agosto 1740 egli emanò, per la sua squadra, un ordine che stabiliva la distribuzione del rum allungato con acqua. La razione era ottenuta miscelando un quarto di gallone d’acqua (litri 1,13) e mezza pinta di rum (litri 0,28) – in proporzione 4 a 1 – e distribuita metà a mezzogiorno e metà la sera. Il termine grog deriva da ‘Old Grog’, soprannome dell’Ammiraglio, che in mare usava indossare dei pantaloni e un tabarro di spesso tessuto di grogram. L’uso del grog, in seguito, divenne comune nelle marine anglosassoni, e la privazione della razione (grog stop), era una delle punizioni più temute dai marinai. Temperance ships, erano dette quelle navi mercantili il cui contratto d’arruolamento conteneva la clausola “no spirits allowed” che escludeva la distribuzione di grog o altri alcolici all’equipaggio.
NOTA (*) L’acqua, non sempre buona già all’inizio del viaggio, diventava putrida solo dopo pochi giorni di permanenza nei barili.
Di fatto nessuno la beveva in quanto era disponibile la birra. Si trattava di birra leggera, di scarsa qualità, che terminava nel giro di un mese e, solo allora, i capitani consentivano la distribuzione di vino o liquori. Una pinta di vino (poco più di mezzo litro) o mezza pinta di rum erano considerati l’equivalente di un gallone (4,5 litri) di birra, la razione giornaliera. Sembra che i marinai preferissero i vini bianchi a quelli rossi che chiamavano spregiativamente black-strap (melassa). Essere destinati in Mediterraneo, dove si imbarcava il vino, era detto to be blackstrapped. Nelle Indie occidentali, invece, abbondava il rum.

FONTI
http://www.drinkingcup.net/navy-rum-part-2-dogs-tankys-scuttlebutts-fanny-cups/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5512
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/allformegrog.html
http://www.lettereearti.it/mondodellarte/musica/la-lingua-delle-ballate-e-delle-canzoni-popolari-anglo-irlandesi/

DANNY BOY THE PIPES ARE CALLING

Una delle più famose ballate irlandesi è stata scritta però da un inglese, Frederic Edward Weatherly (1848-1929): cantautore e presentatore radiofonico intrattenitore oltre che avvocato, scrisse nel 1910 una canzone dal titolo “Danny Boy”, ma la melodia non era molto convincente e così quando due anni più tardi ebbe modo di sentire la Londonderry Air revisionò il suo testo per adattarlo a questa melodia e nel 1913 pubblicò la nuova versione.

LONDONDERRY AIR

The first appearance of the tune in print occurred in 1855, in Ancient Music of Ireland, published by the early collector George Petrie (1789-1866). The untitled melody, was supplied to Petrie by Miss Jane Ross of Limavady, County Londonderry, who claimed to have taken it down from the playing of an itinerant piper. This is the origin of the Londonderry Air name. Petrie states: “For the following beautiful air I have to express my very grateful acknowledgement to Miss J. Ross, of N.-T.-Limavady, in the county of Londonderry—a lady who has made a large collection of the popular unpublished melodies of that county, which she has very kindly placed at my disposal, and which has added very considerably to the stock of tunes which I had previously acquired from that still very Irish county. I say still very Irish; for though it has been planted for more than two centuries by English and Scottish settlers, the old Irish race still forms the great majority of its peasant inhabitants; and there are few, if any, counties in which, with less foreign admixture, the ancient melodies of the country have been so extensively preserved. The name of the tune unfortunately was not ascertained by Miss Ross, who sent it to me with the simple remark that it was “very old,” in the correctness of which statement I have no hesitation in expressing my perfect concurrence.” (tratto da qui)

Ritratto di Algernon Swinburne - Dante Rossetti 1861
Ritratto di Algernon Swinburne – Dante Rossetti 1861

Ma lasciamoci trascinare dai versi di Frederick Weatherly, dal lamento di una giovane donna che vede il proprio amore partire per la guerra al richiamo delle cornamuse, anche l’estate è finita a sottolineare l’arrivo di tempi più incerti. Lei lo aspetterà, nonostante il passare delle stagioni, perchè lo ama.
Alcuni ritengono che la donna che canta sia la madre, ormai vecchia e che sente la fine vicina, così si rivolge al giovane figlio con il timore di non riuscire più a rivederlo.
Una melodia e un tema strappalacrime ne fanno un classico tra le drinking songs.

Per togliersi ogni curiosità (e sottolineo tutte) in merito a testi e melodie (dal passato alla forma attuale) un ottimo e ben documentato articolo (suddiviso in 3 parti) di Michael Robinson  qui

ASCOLTA  Sinead O’Connor con la sola voce particolare, un sussurro così vibrato da far venire la pelle d’oca (live).

Per gradire anche un’altra versione sempre di Sinead con il flauto di Davy Spillane


I
Oh Danny boy, the pipes,
the pipes are calling
from glen to glen,
and down the mountain side.
The summer’s gone,
and all the flowers are falling.
‘tis you, ‘tis you
must go and I must bide.
II
But come you back
when summer’s in the meadow
or when the valley’s hushed
and white with snow
and I’ll be here
in sunshine or in shadow
Oh Danny boy, oh Danny boy,
I love you so.
III
But if you come,
and all the flowers are falling
and I am dead,
as dead I might well be
You’ll come and find
the place where I am lying
and kneel and say
an “Ave” there for me.(1)
IV
And I will hear,
tho’ soft you tread above me
and all my grave
will warmer sweeter be.
And you will bend
and tell me that you love me.
And I shall sleep
in peace until you come to me.
V(2)
But if I live,
and should you die for Ireland,
let not your dying thoughts
be just of me.
But say a prayer to God
for our dearest Ireland.
I know He’ll hear
and help to set her free.
VI
And I will take your pike
and place my dearest,
and strike a blow,
though weak the blow may be.
T’will help the cause
to which your heart was nearest
Oh Danny Boy, Oh, Danny boy
I love you so.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Danny boy, le cornamuse
le cornamusa chiamano a gran voce,
da valle a valle,
e giù per il fianco della montagna.
L’estate se n’è andata,
e tutti i fiori stanno appassendo,
così tu, così tu
devi partire e io ti aspetterò.
II
Però tornerai,
quando crescerà il prato estivo
o quando la valle sarà silenziosa
e imbiancata di neve
allora io sarò là,
che sia giorno o notte
Oh Danny boy, oh boy Danny,
così ti amo.
III
Ma se tornerai,
quando tutti i fiori saranno appassiti
e io sarò morta,
quando la morte dovrà arrivare,
tu verrai a cercare
il posto dove giacerò,
ti inginocchierai e dirai
un “Ave” lì per me.
IV
E io potrò sentire
i tuoi passi leggeri sopra di me
e tutta la mia tomba
sarà più calda e più lieve
se tu ti chinerai
per dirmi che mi ami
e dormirò
in pace finchè anche tu  arriverai da me.
V
Ma se sarò viva,
e tu dovessi morire  per l’Irlanda,
che il tuo pensiero  in punto di morte
non sia per me.
Ma dirai una  preghiera a Dio
per la nostra amata  Irlanda.
Saprò che Lui la  udirà
e la aiuterà a  diventare libera.
VI
E io prenderò la tua  picca
e la terrò come la  più cara
e darò un colpo,
per quanto debole  possa essere,
per aiutare la causa
a cui il tuo cuore  era più vicino
Oh Danny boy, oh boy Danny,
così ti amo.

NOTE
1) L’incertezza del domani è tale che la donna teme la propria morte prima del ritorno del soldato, e lo esorta ad andare a cercare la sua tomba: anche nella morte l’amore continua a produrre i suoi effetti e donare pace a chi giace sottoterra.
2) V e VI versi aggiunti dalla tradizione: si ipotizza che sia il soldato a morire in guerra e l’amore per lui, diventato vano, viene sublimato nella lotta per la libertà dell’Irlanda.

FONTI
http://www.standingstones.com/dannyboy.html

HER MANTEL SO GREEN

“Her Mantel So Green” è una  in ballata sullo sfondo delle guerre napoleoniche, in cui la donna deve testimoniare la sua fedeltà al fidanzato  partito per la guerra, disdegnando ogni altro corteggiatore. Nella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo sotto mentite spoglie (una rivisitazione del ritorno di Ulisse dalla sua fedele e paziente Penelope).
La canzone viene classificata come reily ballad o broken token ballad perchè compare un segno di riconoscimento tra i due ad esempio un oggetto spezzato a metà o un dono scambiato (come in questo caso un anello). continua

charles-green-soldiers
Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880. Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche

La canzone è strutturata in forma di dialogo tra il protagonista e la donna dal Mantello Verde . Il protagonista incontra la bella Nancy e le chiede di sposarlo, ma lei rifiuta graziosamente perchè è in attesa del ritorno del suo bel soldato partito per le guerre napoleoniche e che ha combattuto a Waterloo. Lui finge di aver conosciuto il ragazzo e di averlo visto morire nel campo di battaglia, ma non appena vede la ragazza che sta per essere colta da un malore, rivela la sua vera identità mostrandole l’anello.

ASCOLTA Sinead O’Connor nel Cd “Sean-Nós Nua“- 2002 (tranne la II strofa)

ASCOLTA un delicato arrangiamento di Kim Robertson (da I a VII)

Nella versione originaria la narrazione si svolge in 11 strofe


I
As I went out walking one morning in June,
To view the fair fields and the valleys in bloom,
I spied a pretty fair maid she appeared like a queen
With her costly fine robes and her mantle so green (1).
II
(I stood in amazement and was struck with surprise,
I thought her an angel that fell from the skies,
Her eyes were like diamonds, her cheeks like the rose,
She is one of the fairest that nature composed.)
III
Says I, “My pretty fair maid, won’t you come with me
We’ll both join in wedlock, and married we’ll be,
I’ll dress you in fine linen, you’ll appear like a queen,
With your costly fine robes and your mantle so green.”
IV
Says she “Now my Young man, you must be excused,
For I’ll wed with no man, so you must be refused;
To the green woods I will wander to shun all men’s view,
For the boy I love dearly lies in famed Waterloo.”
V
“Well if you’re not married, say your lover’s name
I fought in that battle, so I might know the same.”
“Draw near to my garment, and there you will see
His name is embroidered on my mantle so green.”
VI
In the ribbon of the mantle, there I did behold,
His name and his surname in letters of gold;
Young William O’Reilly appeared in my view
He was my chief comrade back in famed Waterloo.
VII
And as he lay dying I heard his last cry
‘If you were here, Lovely Nancy, I’d be willing to die;'(2)
And as I told her this story, in anguish she flew,
And the more that I told her, the paler she grew
VIII
So I smiled on my Nancy, “‘twas I broke your heart,
In your father’s garden that day we did part.
And this is the truth, and the truth I declare,
Oh here’s your love token the gold ring I wear.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre ero a passeggio un mattino di Giugno
per guardare i bei campi e le valli in fiore,
scorsi una graziosa fanciulla che sembrava una regina
con abiti preziosi e belli e il mantello così verde.
II
Stavo in contemplazione e fui colpito dalla sorpresa
credevo lei fosse un angelo caduto dal cielo,
gli occhi come diamanti, le guance come rose
era la più bella che Natura creò
III
Dissi io “Mia graziosa fanciulla volete venire con me?
Ci uniremo in matrimonio e saremmo sposati;
vi vestirò con del lino di qualità, voi sembrerete una regina
con i vostri abiti preziosi e belli e il manto così verde.
IV
Disse lei “Ora mio giovane signore, mi dovete scusare,
perché io non sposerò nessuno, così vi devo respingere;
per i boschi verdeggianti vagherò ed eviterò la vista degli uomini
perché il ragazzo che amo tanto, si trova nella famosa Waterloo”.
V
“Bene se voi non siete sposata, ditemi il nome del vostro amante.
Ho combattuto in quella battaglia, così potrei conoscerlo anch’io.”
“Disegnato sul mio vestito e dove potete vederlo,
il suo nome è ricamato sul mio mantello così verde”.
VI
Sul bordo del mantello là potevo ammirare
il nome e cognome in lettere dorate.
Il giovane William O’Riley apparve alla mia vista,
lui era il mio capo di camerata rimasto nella famosa Waterloo.
VII
E mentre lui giaceva morente, udivo il suo ultimo grido
“Se tu fossi qui amata Nancy sarei pronto a morire”
E mentre le raccontavo questa storia, lei cadeva in angoscia e più le raccontavo, più pallida lei diventava.
VIII
Così sorrisi alla mia Nancy, “Ti spezzai il cuore nel giardino di tuo padre, fu il giorno in cui dovemmo partire.
E questa è la verità e la verità che io affermo,
qui è il pegno del tuo amore l’anello dorato che porto”

 NOTE
1) come in molte canzoni d’amore le parafrasi nascondono l’amata nella verde terra d’Irlanda
2) la versione di Kim chiude la strofa con gli ultimi due versi della VIII: così  il giovane giura essere stato l’amico morto in battaglia ad avergli dato l’anello. E la ballata ha una chiusura ambigua. In queste versioni il canto prosegue con la fanciulla che  dice di voler sola a vagare per il bosco (“To the green woods I’ll wander, for the boy that I love,”)
E subito di seguito il verso un po’ ambiguo (“Rise up, lovely Nancy, your grief I’ll remove.”)
in italiano: “Alzati bella Nancy, il tuo dolore io cancellerò”

Si tratta del fantasma di William O’Riley che vuole consolarla per lasciarla libera di sposare il suo amico, o lo stesso William in carne ed ossa che si svela orami convinto del profondo amore che nutre Nancy per lui e deciso a interrompere il gioco crudele? “So I smiled on my Nancy, ‘twas I broke your heart, In your father’s garden that day we did part.

L’ultima strofa riporta la storia in terza persona, una caratteristica comune nelle canzoni del tempo, e accentua l’ambiguità della storia, aggiungendo fascino alla narrazione e alla sua interpretazione.
(This couple got married, I heard people say,
They had nobles attending on their wedding day;
Peace is proclaimed, and the war is all o’er,
You are welcome to my arms Nancy, for evermore.)
Questa coppia sposata, ho sentito dire,
ebbe dei nobili a partecipare al loro giorno di nozze
la pace è proclamata e la guerra è finita
che tu sia benvenuta tra le mie braccia Nancy, per sempre.

FONTI
http:[email protected]?SongID=6681
https://thesession.org/tunes/2888

MOORLOUGH SHORE IN THE SINCLAIR ESTATE?

Nell’articolo di ieri ho introdotto il tema tipico delle canzoni d’amore irlandesi in cui un giovanotto (un soldato o un  marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza. (vedi As I roved out)
Ma non tutte le ragazze erano così ingenue o vogliose, alcune canzoni al contrario le ritraggono in casta attesa del vero amore partito per mare o per la guerra. Il testo di “The Moorlough Shore” racconta la delusione di un giovane irlandese che si vede rifiutato dalla donna desiderata e decide di abbandonare la sua terra. Ella vuole aspettare il ritorno del suo primo amore, partito per la guerra: per sette anni lo attenderà lungo le rive di Moorlough. Di fronte al deciso rifiuto di lei, l’innamorato preferisce lasciare i luoghi natii, seppur tanto amati, come un esule.

mourlogh

Il testo si ritrova stampato in un Broadside del 1886 e ora conservato nella Bodleian Library. Il testo è riportato anche come “The Maid of Mourne Shore” e inizialmente era cantato con la melodia di “Down by the Sally Gardens“, tuttavia in tempi più recenti si è associato con la melodia di “The Foggy Dew“. Su Mudcat si presume che la modifica sia avvenuta negli anni del 1930 “Probably following from the version, “The banks of the Moorlough Shore”, sung by John McGettigan on records in the 1930s and which is still sung by Sarah and Rita Keane, aunts of Dolores.” (qui)

Gli studiosi concordano che luogo in cui è ambientata la storia sia la contea di Tyrone nelle terre dei Sinclair (Irlanda del Nord) sebbene sulla costa Nord-Est, nella contea di Antrim si trovi una località dal nome Murlogh Bay (vicino a Ballycastle). E tuttavia la tradizione orale ha modificato a piacimento i nomi delle località per adattarli a quelli del posto.

Le registrazioni sono molte, ma qui non ho dubbi nello scegliere la più bella: Sinéad O’Connors in un live acustico assolutamente magico e intenso. Il brano è contenuto nel Cd Sean-Nos Nua – 2002


I
Ye hills and dales and flowery vales
That lie near the Moorlough Shore.
Ye vines that blow by Borden’s grove(1).
Will I ever see no more?
Where the primrose blows
And the violet grows,
Where the trout and salmon play.
With my line and hook delight I took
To spend my youthful days.
II
Last night I went to see my love,
And to hear what she might say.
To see if she’d take pity on me,
Lest I might go away.
She said, “I love an Irish lad,
And he was my only joy,
And ever since I saw his face
I’ve loved that soldier boy. ”
III
“Perhaps your soldier lad is lost
Sailing over the sea of Maine(2).
Or perhaps he is gone with some other one,
You may never see him again.”
“Well if my Irish lad is lost,
He’s the one I do adore,
And seven years(3) I will wait for him
By the banks of the Moorlough Shore.”
IV
Farewell to Sinclaire’s castle grand(4).
Farewell to the foggy hill(5).
Where the linen waves(6) like bleaching silk
And the bawdeen(7) stream runs still
Near there I spent my youthful days
But alas they are no more
For cruelty has banished me
Far away from the Moorlough Shore.
TRADUZIONE ITALIANO
I
O colline, valli e pianure fiorite
distese lungo costa di Moorlough.
O rampicanti che crescete vicino al boschetto di Borden (1)!
Vi vedrò ancora?
Dove la primula sboccia
e la viola cresce,
dove nuotano la trota e il salmone.
Con la lenza e l’amo trascorsi i giorni della giovinezza nella gioia.
II
Questa notte ho parlato con la mia bella per conoscere i suoi sentimenti,
per vedere se lei avrà pietà di me,
e temo che dovrò andare via.
Lei mi ha detto “Amo un ragazzo irlandese, e lui è la mia unica gioia,
e da quando lo vidi per la prima volta, ho sempre amato solo quel soldatino”.
III
“Forse il tuo soldato si è perso navigando nel mare di Maine (2)
o forse ha trovato un’altra
e non lo rivedrai mai più”.
“Beh, se il mio irlandese si è perso,
è lui solo quello che adoro
e per sette (3) anni lo attenderò sulla riva di Moorlough”
IV
Addio al maestoso castello di Sinclaire (4),
addio alla collina delle nebbie (5).
dove il lino ondeggia (6) come candida seta
e le cascate del ruscello(7) scorrono fino a dove ho trascorso i giorni della mia fanciullezza.
Ma ahimè essi sono tutti fuggiti
perché la crudeltà mi ha bandito lontano da Moorlough Shore!

NOTE
1) riportato anche dalla tradizione orale come: “Burden’s Row” oppure “bog and grove”; la frase secondo Sam Henry “Songs of the People” è invece: Ye winds that blow o’er Martin’s hills e in effetti vines” potrebbe essere una storpiatura di winds
2) oppure “raging main”. All’epoca di Shakespeare main= high sea; quando la Spagna era potenza coloniale con il temine “Spanish Main” si indicava una specifica parte di territorio compreso tra il Mare dei Caraibi e il Golfo del Messico. Termini spesso usate nelle ballate sono: “bounty main” “angry main” e “raging main” con l’accezione di mare mosso.
3) sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.
4) oppure Sinclair’s castle ground
5) In alcune versioni è scritto foggy dew, in altre Folly o Holly Hill. “Holyhill (usually pronounced Holly Hill), a Sinclair estate in the parish of Leckpatrick, where there is also a Moorlough Road. The Sinclairs established themselves in Tyrone and Donegal in the seventeenth century, and by the 1770s had set up a thriving linen business at Holyhill. In 1778, Mrs Elizabeth Sinclair asked permission from the landowner to divert the course of the Glenmornan River (a tributary of the Foyle) to provide water for a flax mill or a bleaching green.” (tratto da qui).
6)  riportato anche dalla tradizione orale come linen webs
7) oppure falling, purling

FONTI
http:[email protected]?SongID=489
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31333
http:[email protected]?SongID=6659
http://www.sinclairgenealogy.info/moorlough-shore

AS I ROVED OUT

Un titolo per tre canzoni e due diverse melodie, una lenta e malinconica, l’altra vivace e allegra, tutte provenienti dalla tradizione musicale irlandese tramandata per via orale da generazioni e generazioni della sua gente.

PRIMA VERSIONE: AS I ROVED
la storia d’amore spezzato

Resa famosa dai Planxty con una registrazione del 1973 nel disco “The Well Below The Walley” nella interpretazione di Andy Irvine che la ascoltò da Paddy Tunney

013Courtship(Hillelson)LA STORIA
Due ex – fidanzati (ma non disinnamorati) si incontrano casualmente e danno il via ai rimpianti: lui si è sposato con un’altra donna più ricca nonostante le promesse tra di loro, suggellate con il regalo di un anello di fidanzamento; la causa della rottura non è chiara, l’uomo si riferisce a una sfortuna, si può ad esempio ipotizzare un ineludibile matrimonio combinato tra le famiglie, altri collocano la vicenda nel periodo della grande carestia (tra il 1845 e il 1849) che colpì molti contadini gettandoli nella miseria. Così l’uomo è tentato dalla terra in dote, e lascia la fidanzata. Rivelatrice la penultima strofa in cui l’uomo confessa che quando è a letto con la moglie invece dell’oro che sperava di trovare, ha in mano solo dell’ottone.
Ma la strofa più enigmatica è l’ultima, non è chiaro a chi dei due sia da attribuire, si tratta di tre desideri: che la Regina (Vittoria?) richiami i soldati dalle colonie, che uomini e donne possano sposarsi solo per amore, e che loro due possano rivedersi ancora.

La melodia è lenta, malinconica e ben si abbina al tono triste e amaro di una storia d’amore spezzata. Sono tante le versioni degne di nota, così cerco di limitarmi ..

ASCOLTA Planxty in From The Well Below the Valley 1973

ASCOLTA June Tabor in On Air 1998

ASCOLTA Kate Rusby nel Cd “Hourglass” 1997

ASCOLTA Loreena McKennitt in “The wind that shakes the barley” 2010 con il titolo “On a Bright May Morning”

ASCOLTA Cara Dillon in A Thousand Hearts 2014


I
As I roved out on a bright May morning
To view the meadows and flowers gay
Whom should I spy but my own true lover
As she sat under yon willow tree
II
I took off my hat and I did salute her
I did salute her most courageously
When she turned around well the tears fell from her
Sayin’ “False young man, you have deluded me
III
A diamond ring I owned I gave you
A diamond ring to wear on your right hand
But the vows you made(1), love, you went and broke them
And married the lassie that had the land”
IV
“If I’d married the lassie that had the land, my love
It’s that I’ll rue till the day I die
When misfortune falls sure no man can shun it
I was blindfolded I’ll ne’er deny
V
Now at nights when I go to my bed of slumber
The thoughts of my true love run in my mind
When I turned around to embrace my darling
Instead of gold sure it’s brass I find
VI
And I wish the Queen would call home her army
From the West Indies, Amerikay and Spain
And every man to his wedded woman
In hopes that you and I will meet again.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo in una bella mattina di maggio
per vedere i prati e in fiori in boccio,
chi ti trovo se non il mio vero
amore
seduta sotto quel salice?
II
Mi sono levato il cappello e l’ho salutata
l’ho salutata facendomi coraggio
allora lei si è rigirata con le lacrime che le colavano dal viso
dicendomi: “Bugiardo,
mi hai ingannata.
III
Ti ho dato un mio anello con diamante ,
un anello con diamante da portare alla mano destra,
ma i voti che hai fatto, amore,
li hai rotti
e hai sposato una ragazzache possiede molta terra.”
IV
“Se ho sposato una ragazza
ricca, amore mio,
me ne pentirò per tutta la vita,
ma quando la sfortuna si accanisce, di certo nessuno la può evitare, io ne fui accecato, non lo negherò mai.
V
Quando la notte vado a letto
per dormire
il pensiero del mio vero amore mi torna in mente
ma quando mi son rigirato ad abbracciare la mia cara
invece che l’oro trovo l’ottone.
VI
Vorrei che la regina richiamasse il suo esercito
dalle Indie Occidentali, America e Spagna,
che ogni uomo trovasse la sua sposa,
e spero che tu ed io ci ritroveremo ancora”.

NOTE
1) sembrerebbe quasi che i due si fossero uniti in un matrimonio “consensuale” ma non regolarizzato vedi

SECONDA VERSIONE: WHO ARE YOU?
La notte d’amore

Intitolata anche “And Who are you?” si deve la sua diffusione a Christy More: l’aneddoto che Christy stesso racconta in merito è di averla sentirla ad una raduno musicale a Roscommon negli anni 70 cantata da John Riley (1926-1969) descritto come “travelling singer from the old tradition that has now died out – the kind of man who travelled around passing on stories and songs”.[in italiano: “Un menestrello della vecchia tradizione che si è ormai estinta – Il tipo d’uomo che vagabonda in giro tramandando storie e canzoni”]

La melodia è diversa dalla prima versione ed è piuttosto originale, scanzonata e orecchiabile.

soldierLA STORIA
Appartiene al filone delle avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un giovanotto (un soldato o un marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza. Le ragazze sono sempre delle ingenue contadinotte o pastorelle che credono alle dolci parole d’amore sospirate dall’uomo, e si aspettano che lui le sposi dopo aver consumato, ma sono immancabilmente abbandonate (e a volte lasciate con una gravidanza indesiderata)! Alcune storie finiscono anche con il suicidio della ragazza incapace di affrontare il disonore. continua

Ai nostri giorni queste storielle fanno sorridere perché sembrano più vanterie da galletti del pollaio o exempla moralistici che specchi della realtà, sicuramente la promiscuità sessuale era una volta molto diffusa tra le classi più povere (senza parlare degli stupri), ma le donne in generale erano ben attente a salvaguardare la loro verginità come merce di scambio; semmai potevano concedersi al fidanzatino che ben conoscevano, che all’estraneo di passaggio.
In questa versione è la ragazza a prendere l’iniziativa e a portare nottetempo il giovane soldato nientedimeno che in casa, e qui ci sono delle offerte di cibo e bevande quanto meno allusive.
Al mattino il divertimento è finito e la ragazza vede il mascalzone andarsene senza nessuna promessa di matrimonio, anzi con una battuta ironica!

ASCOLTA Loreena McKennitt nel Cd “The wind that shakes the barley” – 2011 : una versione magistralmente interpretata e modulata dalla voce, caratterizzata dal riff della cornamusa che si insinua tra le frasi e un raffinato tappeto strumentale (con quella inconfondibile cifra di stile ed eleganza che è il marchio della cantante canadese).

Ma tra le proposte dei gruppi emergenti quella che mi ha colpito maggiormente è la versione dei Doolin’ un gruppo francese di Tolosa di musica celtica, nato nel 2005 e (che per certi versi ricordano i Capercaille) composto da sei talentuosi elementi

ASCOLTA Doolin’ una STREPITOSA versione live, molto d’impatto, ricca di improvvisazioni e con un bel feeling con il pubblico: un ritmo un po’ funky chitarra – bodhran con un bel solo jazz del basso acustico e quindi il canto ben portato e scanzonato, perfetti gli interventi di violino e flauto, neanche troppo forzato il finale rappato (e dire che non è proprio il mio genere);

Il gruppo mi è piaciuto tanto che segnalo anche questa versione da studio ASCOLTA
SITO WEB DEI DOOLIN’: http://www.doolin.fr

I
And who are you, me pretty fair maid
And who are you, me honey?
She answered me quite modestly:
I am me mother’s darling.
chorus:
With me too-ry-ay Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
And will you come to me mather’s house,
When the moon is shining clearly
I’ll open the door and I’ll let you in
And divil ‘o one would hear us.
III
So I went to her house in the middle of the night
When the moon was shining clearly
She opened the door and she let me in
And divil the one did hear us.
IV
She took me horse by the bridle and the bit
And she led him to the stable
Saying “There’s plenty of oats for a soldier’s horse,
To eat it if he’s able(1).”
V
Then she took me by the lily-white hand
And she led me to the table
Saying: There’s plenty of wine for a soldier boy,
To drink it if you’re able.
VI
Then she got up and made the bed
And she made it nice and aisy
Then I got up and laid her down
Saying: Lassie, are you able?
(She got up and laid me down
“I hope to God you’re able”)
VII
And there we lay till the break of day
And divil a one did hear us
Then I arose and put on me clothes
Saying: “Lassie, I must leave you.”
VIII
“And when will you return again
And when will we get married”
“When broken shells make Christmas bells
We might well get married.”
Traduzione di Cattia Salto
I
E tu chi sei, mia bella fanciulla,
chi sei tu, amore mio?
Lei mi rispose senza modestia:
“sono la cocca di mamma”.
CORO
Con me Too-ry-a Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
Vuoi venire a casa di mia madre,
quando la luna splende chiara?
Aprirò la porta e ti farò entrare
e al diavolo chi potrebbe sentirci.
III
Così andai a casa sua nel cuore della notte
mentre la luna splendeva chiara.
Lei aprì la porta e mi fece entrare
e al diavolo chi ci ha sentito.
IV
Lei mi prese il cavallo per la briglia ed il morso
e lo guidò nella stalla
dicendo “C’è molta biada per il cavallo del soldato,
che la mangi se ne vuole (1)”.
V
Poi mi prese per la mano
bianco-giglio
e mi portò alla tavola
dicendo “C’è molto vino
per il soldato,
bevilo se ti va”.
VI
Poi si alzò a preparare il letto
lo fece bello morbido.
Allora mi alzai e la distesi sopra
dicendo “Ragazzina, ti va?”
(Lei si alzò e mi distese sopra
“Spero in Dio, che tu lo sappia fare”).
VII
E lì noi restammo fino allo spuntare del giorno e al diavolo chi ci ha sentito.
Poi mi alzai e mi misi a vestire
dicendo “Ragazzina, ti devo lasciare”.
VIII
“E quando tornerai ancora?
Quando ci sposeremo? ”
“Quando i gusci rotti diventeranno campanelle,
allora forse ci sposeremo.

NOTE
1) allusivo: se ci riesce

TERZA VERSIONE: AS I ROVED
La notte d’amore “movimentata”

Ed ecco la terza versione testuale che mantiene però sempre la stessa melodia di “And Who are you?”: qui il soldato incontra una ragazzina molto giovane in una bella mattina di Maggio e i due si mettono d’accordo per vedersi notte tempo nella casa di lei. Ma la madre li sorprende (evidentemente svegliata dai rumori che i due facevano a letto) e troppo tardi la ragazza viene a sapere che il gaudente soldatino (gran bevitore e donnaiolo) è già sposato.
La storia si ingarbuglia con l’intervento della madre che (non è ben chiaro se non appena l’uomo entra in casa o poco dopo che i due vanno a letto) prende la figlia per i capelli e la picchia con la scopa!

Questa versione è stata resa famosa da The Clancy Brothers e Tommy Makem con una registrazione risalente agli anni 50

ASCOLTA The High Kings dal Cd Memory Lane – 2010: una versione sbarazzina, un po’ western cadenzata dal ritmo in levare (una versione che richiama quella dei The Fables)


I
As I roved out on a May morning
On a May morning right early
I spied my love upon the way
Oh Lord but she was early.
Her shoes were black, her stockings white
Her buckles shone like silver
She had a dark and rovin’ eye
And her earrings touched her shoulders.
Chorus:
She sang
A lith a dlddle, lith a diddle lith a dlddle dee, Cha hiddle hundiddy, cha hiddle hundiddy, and cha lan day. (x2)
II
How old are you my bonny be girl
how old are my darlin
How old are you my bonny be girl
“I’ll be seventeen on Sunday”
I went to the house at the top of the hill(1)
The moon was shining clearly
She arose to let me in
but her mother chanced to hear me.
III
She caught her by the hair of the head
And out of the room she brought her
With the root of a hazel branch
She was the well beat daughter.
Will you marry me now my soldier boy?
Will you marry me now or never?
Will you marry me now my soldier boy?
Can’t you see I’m done forever?
IV
I won’t marry you now my bonnie be girl
I won’t marry you my darlin’
For I have got a wife at home
And how can I disown her
V
A pint at night is my delight
And a gallon in the morning
The old women they are my heartbreak
And the young ones are my darlin’s.
As I roved out on a May morning
On a May morning right early
I spied my love upon the way
Oh Lord but she was early.
Traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo in una mattina di maggio, in una mattina di maggio piuttosto presto,
ho visto il mio amore per la strada.
Oh Signore era così giovane!
Le scarpe erano scure e le calze bianche,
le fibbie brillavano come argento
aveva occhi neri e intriganti
e gli orecchini le toccavano le spalle.
Ritornello:
Lei disse

A lith a dlddle, lith a diddle lith a dlddle dee
Cha hiddle hundiddy, cha hiddle hundiddy
and cha lan day.
II
“Quanti anni hai bella ragazza,
quanti anni hai mio tesoro?
Quanti anni hai mia bella ragazza? ”
“Ne avrò 17 domenica”
Andai nella casa in cima alla collina (1)
la luna splendeva chiara
lei si alzò per farmi entrare
ma accadde che sua madre mi sentì.
III
Lei la prese per i capelli
e fuori dalla stanza la tirò
con un ramoscello di nocciolo
colpì per bene la figlia.
“Vuoi sposarmi adesso mio soldatino?
Vuoi sposarmi ora o mai più?
Vuoi sposarmi adesso mio soldatino?
Non vedi che sono perduta per sempre?”
IV
“Non voglio sposarti mia bella ragazzina,
non voglio sposarti mia cara
perché ho già una moglie a casa e
non posso ripudiarla.
V
Una pinta per la notte è la mia gioia
e un gallone al mattino
le vecchie sono la mia tristezza
e le giovani sono i miei amori.”
Mentre passeggiavo in una mattina di maggio,
in una mattina di maggio piuttosto presto,
ho visto il mio amore per la strada
Oh Signore era così giovane!

NOTE
1) si salta la strofa in cui il ragazzo chiede alla ragazza dove abita

FONTI
http://www.irish-folk-songs.com/as-i-roved-out-the-clancy-brothers-lyrics-and-chords.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/asirovedout.html
http://www.folkways.si.edu/as-i-roved-out-field-trip-ireland/celtic-world/music/album/smithsonian
https://thesession.org/tunes/1594
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3319&lang=it
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/roved.htm

LA CUCINA TRADIZIONALE IRLANDESE: THE LITTLE SKILLET POT (Colcannon)

Il piatto tipico della cucina povera irlandese è anche una canzoneThe Little Skillet Pot oColcannon (dall’irlandese cal ceannann , testa bianca di cavolo) è il tradizionale sformato di patate e verza che si mangia d’inverno, piatto tipico della festa di Halloween (per nasconderci delle piccole monetine portafortuna dentro) ma anche della festa di San Patrizio.
In pratica un piatto dell’immaginario collettivo irlandese relativo al mondo dell’infanzia, piatto materno di svezzamento che richiama la famiglia riunita attorno alla tavola. 
Questa canzone viene cantata in genere dalle persone anziane per riandare con nostalgia ai bei tempi passati, l’infanzia senza preoccupazioni, la fanciullezza trascorsa ad amoreggiare, ed è quindi classificabile come una tipica drinking song.

ASCOLTA The Irish Rovers
ASCOLTA
 Mary Black


I
Did you ever eat Colcannon, made from lovely pickled cream?
With the greens and scallions mingled like a picture in a dream.
Did you ever make a hole on top to hold the melting flake
Of the creamy, flavoured butter that your mother used to make?
CHORUS
Well you did, so you did, so did he and so did I.
And the more I think about it sure the nearer I’m to cry.
Oh, wasn’t it the happy days when troubles we had not,
And our mothers made Colcannon in the little skillet pot.
II
Did you ever take potato cake in a basket to the school,
Tucked underneath your arm with your book, your slate and rule?
And when the teacher wasn’t looking sure a great big bite you’d take,
Of the creamy flavoured buttered soft and sweet potato cake.
III
Did you ever go a-courting as the evening sun went down,
And the moon began a-peeping from behind the Hill o’ Down?
As you wandered down the boreen(2) where the leprechaun(1) was seen,
And you whispered loving phrases to your little fair colleen(3)
Traduzione di Cattia Salto
I
Avete mai mangiato il Colcannon, fatto di una buona crema addensata?
Con i cavoli e i porri mescolati come una immagine da sogno.
Avete mai fatto un buco nella parte superiore per metterci a fondere i fiocchi del cremoso, burro saporito che vostra madre era solita fare?
CORO
Si lo avete fatto, così avete fatto voi, così ha fatto lui, così ho fatto io.
E più ci penso e più vicino a piangere sono.
Oh non ci sono più i giorni felici quando non c’erano problemi,
e le nostre madri facevano il Colcannon nel pentolino di casa.
II
Avete mai portato il tortino di patate nel cestino per la scuola,
nascosto sotto il braccio con il libro, la lavagnetta e il righello?
E quando il maestro non guardava un gran bel morso prendevate del burroso saporito, cremoso, soffice e buono tortino di patate.
III
Non siete mai andati ad amoreggiare quando il sole della sera tramontava,
e la luna iniziava e sorgere dietro alla collina di Down?
Così voi camminavate lungo il sentiero dove è stato visto il leprecauno (1), e sussurravate frasi d’amore alla vostra bella ragazzina.

NOTE
1) leprechaun o clurachan: folletto per antonomasia nella tradizione irlandese, protagonista indiscusso della festa di San Patrizio, incarna vizi e virtù del popolo irlandese. E’ un folletto dei boschi, che vive nei luoghi più solitari e nascosti scheda
2) boreen: termine irlandese per indicare un viottolo di campagna o una strada stretta
3) colleen: termine irlandese per indicare una ragazza

RICETTA DEL COLCANNON

Troppo umile per i tempi moderni è un piatto basato sulla genuinità delle verdure coltivate nell’orto, latte e burro di mucche che pascolano liberamente nei prati, erba alta e trifoglio. Le patate poi, non sono mica tutte uguali! Quelle irlandesi hanno la polpa bianco neve, di grana fine e farinosa, perfette per la cottura al vapore o per essere bollite e che si schiacciano comodamente con la forchetta.

Ingredienti per 4-6 persone (tratta da Taccuini storici)
4 patate di media grandezza di polpa bianca, 500 gr di cavolo verza, 1 cipolla bianca o dorata, 80 gr di burro, 3,5 dl di latte, sale e pepe bianco.

Preparazione
Lavate per bene le patate e mettetele in una pentola con dell’acqua fredda. Portate quindi le patate ad ebollizione, salandole e lasciandole cuocere per ulteriori 30 minuti, finchè risulteranno tenere.
Pulite la verza dalle foglie esterne meno tenere, eliminando il torsolo più duro dalle rimanenti foglie. Tagliate quindi le foglie a striscioline lessandole in poca acqua salata per circa 10 minuti. Scolate le foglie con delicatezza asciugandole con un telo leggero.
Scolate le patate, lasciatele intiepidire per poi sbucciarle e passarle nello schiacciapatate riducendole a purea.
Sbucciate la cipolla, tritandola finemente e rosolandola a fuoco dolce in un tegame con 70 gr di burro. Unite la verza precedentemente asciugata dall’acqua di bollitura, la purea di patate e il latte, lasciando cuocere il tutto per un paio di minuti.
Versare il composto in una teglia da forno unta con il burro rimasto. Mettete la teglia in forno a 180 gradi per una decina di minuti. Servite la pietanza a piacere a caldo o a freddo.

colcannon

Il piatto presenta molte varianti ad esempio sostituire le cipolle con scalogno o porri, il latte con il latticello o crema di latte. Una volta preparata la purea di patate e aggiunto il cavolo saltato con le cipolle, condito con sale e pepe si può anche servire così con abbondati fiocchi di burro sulla superficie, senza passare in forno. Alcuni fanno anche rosolare dei cubetti di pancetta con la verza oppure arricchire con del formaggio grattugiato.

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/cucina-tradizionale-irlandese.html