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IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers- vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che cantato.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633.

The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

GAELICO IRLANDESE
I
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Sèist
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

II
Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
III
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo (7) e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese (continua)
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare (vedi simbolismo)
7) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più (continua)

In un’altra versione testuale (vedi)

Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo, protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin


I
Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
Sèist
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
II
Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
III
Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
IV
Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE*
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* tratta da qui

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447

LO SPINO DI MAGGIO: AMHRÁN NA CRAOIBHE

7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-bluIl biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile)

LA SPOSA DI MAGGIO

John Collier: Queen Guinevere's Maying - 1900
John Collier: Queen Guinevere’s Maying – 1900

AMHRÁN NA CRAOIBHE (in inglese The Garland Song) ,è il canto processionale  delle donne che portano il ramo del Maggio nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane, diffuso ancora nell’Irlanda del Nord (Armagh) e forse si accompagnava ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta.

La canzone è  stata riportata dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh: ogni frase è intonata dal solista è seguita dal coro benaugurale verso gli sposi di Maggio.
The song is unique to the south-east Ulster area and was collected from Sarah Humphreys who lived in Lislea in the vacinity of Mullaghban in Co. Armagh. The air of the song from Cooley in Co. Louth survived in the oral tradition from my father Pádraig. It was mistakenly called ‘Lá Fhéile Blinne’ (The Feast of St Blinne) by one collector. Though it was sung as part of the celebrations of Killeavy Pattern it had no connection with Blinne or Moninne, a native saint of South Armagh, but rather the old surviving pre-Christian traditions had been incorporated into Christian celebrations. The district of ‘Bealtaine’ is to be found within a few miles of Killeavy where this song was traditionally sung, though the placename has been forgotten since Irish ceased to be the vernacular of the community within this last century. Other place names nearby associated with May festivities are: Gróbh na Carraibhe; The Grove of the Branch/Garland (now Carrive Grove) Cnoc a’ Damhsa; The Hill of Dancing (now Crockadownsa).” (Pádraigín Ní Uallacháin, 2002, A Hidden Ulster)

ASCOLTA Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir” 2010

GAELICO IRLANDESE
‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir
TRADUZIONE INGLESE
My branch is the branch
of the noble women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride,
A dauntless, swift, strong lad,
TRADUZIONE IN ITALIANO
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/amhran.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221

WILD MOUNTAIN THYME

Questa antica ballata nota come “THE WILD MOUNTAIN THYME” ma anche “Will You Go Lassie, Go” è stata scritta da Francis McPeake   (irlandese di Belfast) nel 1957 copiando o se si  vuole usare un eufemismo parafrasando,  “The Braes of Balquhidder”  del poeta scozzese Robert Tannahill.

LA VERSIONE IRLANDESE

glenLa canzone, un’ode alla natura e alla stagione dell’amore,  si presta a una lettura in chiave ironica. Il giovane innamorato invita la  ragazza ad andare con lui in montagna a “raccogliere il timo selvatico“, ma la ragazza deve essere  una che ci mette un po’ per prendere una decisione, non per niente la domanda  “Andrai  ragazza, andrai?” è ripetuta in ogni strofa.
Il ragazzo tenta la ragazza con la promessa romantica di  costruire per lei un pergolato con tutti i fiori della montagna (in altre  versioni meno appropriatamente il pergolato si trasforma in una torre),  proprio vicino a un ruscello, poi però conclude dicendole che se proprio non  vuole seguirlo, lui si consolerà cercando un’altra ragazza. Insomma una frase poco simpatica da dire a una donna che  si vuole portare “in camporella“!
Ma forse all’epoca in cui è stata  scritta, la strofa doveva avere la sua efficacia per vincere le resistenze di  una che faceva la difficile! Oggi sicuramente il nostro “macho”  andrebbe in bianco!
A dominare su ogni cosa, però, è l’amore per la natura,  nella frase ricorrente “il timo  selvatico di montagna, tutto intorno all’erica fiorente”, in cui si può  intuire che, per il ragazzo, l’armonia della natura ha il potere di  cancellare ogni rancore e di rendere la vita più piacevole e spensierata.

Tra le moltissime registrazioni si richiamano The Kilkennys, The High Kings e in particolare, indimenticabile, la versione de The Chieftains



Don Williams & The Chieftains


I
Oh, the summertime is coming
and the trees are sweetly blooming
And the wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye1 go, lassie, go?
Chorus:
And we’ll all go together
to pluck wild mountain thyme,
All around the blooming heather.
Will ye go, lassie, go?
II
I will build my love a bower
near yon2 pure crystal fountain,
And on it I will pile
all the flowers of the mountain,
Will ye go, lassie, go?
III
If my true love she were gone,
I would surely find another,
Where wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye go, lassie, go?
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’estate si avvicina
e gli alberi sbocciano dolcemente
e il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
Ritornello:
E andremo tutti insieme
a raccogliere il timo selvatico di montagna,
tutto intorno all’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
II
Costruirò al mio amore un pergolato
vicino a quella pura sorgente cristallina
e ci metterò sopra
tutti i fiori della  montagna
andrai ragazza, andrai?
III
Se il mio vero amore se ne andrà
di sicuro ne cercherò un’altra,
dove il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?

NOTE
1 ye, forma  arcaica di you “tu”, “voi”
2 yon, vocabolo  obsoleto, non più usato nell’inglese contemporaneo, equivalente alla forma  standard that “quello”

FONTI
https://thesession.org/tunes/10655
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/wildmountainthyme.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

WHEN YOU FELL IN THE FOGGY DEW

Canto patriottico per eccellenza ovvero rebel song che testimonia la Rivolta di Pasqua del 1916 (vedere anche Erin go bragh)

Il testo è stato scritto da Charles O’Neil nel 1919, in occasione del giorno d’insediamento del nuovo parlamento irlandese a Dublino per commemorare i primi passi dell’Isola verso l’indipendenza (l’ultima strofa però è stata aggiunta successivamente): meglio morire sotto il cielo di Dublino piuttosto che combattere sotto il comando degli inglesi o per una causa sbagliata. La melodia è quella di The Moorlough shore.

Sinead O’Connor & Chieftains (strofe da I a III e V)

ASCOLTA The Wolfe Tones con le cinque strofe canoniche


I
As down the glen
one Easter morn
To a city fair(1) rode I
Their armed lines of marching men
In squadrons passed me by
No pipe did hum
and no battle drum
Did sound its loud tattoo
But the Angelus Bell o’er the Liffy(2) swell Rang out in the foggy dew
II
Right proudly high in Dublin town
Hung they out a flag of war
‘Twas better to die
‘neath an Irish sky
Than at Suvla or Sud-el-bar (3)
And from the plains of Royal Meath
Strong men came hurrying through
While Britania’s huns
with their long-range guns
Sailed in though the foggy dew
III
The bravest fell and the requiem bell
Rang mournfully and clear
For those who died that Eastertide
In the springing of the year
And the world did gaze in deep amaze
On those fearless men but few
Who bore the fight that Freedom’s light
Might shine though the foggy dew
 IV
‘Twas   England bade our Wild Geese(4) go
That small nations might be free
But their lonely graves are by Suvla’s waves
At the fringe of the great North Sea
Oh had they died by Pearse’s side(5)
Or fought with Chatal Brugha(6)
Then their graves we’d keep (7) where the Fenians (8) sleep
‘Neath the hills of the foggy dew
V (NON DI O’NEIL)
Back through the glen I rode again
And my heart with grief was sore
For I parted then with valiant men
Whom I ne’er shall see more
But to and fro in my dreams I go
And I kneel and pray for you
For slavery fled oh glorius dead
When you fell in the foggy dew
TRADUZIONE ed. musicali Rodaviva
I
Una mattina di Pasqua
attraversavo una valle
a cavallo verso una bella città (1),
mi passarono davanti marciando
file di uomini armati.
La zampogna non suonò
il tamburello non rullò.
Si sentì solo la campana dell’Angelus
suonare e di lontano lo scorrere
del fiume(2) nella nebbia di quel mattino.
II
Innalzarono fieramente la bandiera
della battaglia sopra Dublino.
Sarebbe stato meglio
morire sotto il cielo irlandese
piuttosto che combattere con inglesi a Sulva o a Sud-el-Bar(3). Dalle pianure di Royal Meath arrivarono correndo altri uomini forti, mentre con i cannoni arrivarono gli inglesi invasori sulle loro navi nella nebbia di quel mattino.
III
I più coraggiosi caddero
e nel silenzio le campane
suonarono tristemente il requiem per coloro che morirono in quella Pasqua di primavera.
Il mondo guardò con grande stupore
quei pochi uomini coraggiosi
che sostennero la lotta perché la luce della libertà risplendesse nella nebbia di quel mattino.
[IV
Se l’Inghilterra  avesse lasciato fare alle nostre Oche Selvatiche(4), quelle piccole nazioni  avrebbero potuto essere libere.
Ma le loro tombe solitarie stanno ora nelle acque del Sulva o sulle rive del gran Mare del Nord.
Oh, fossero morti al fianco di Pearse(5)
o avessero combattuto con Cathal Brugha(6)! Allora si serberebbero i loro nomi(7) dove dormono i Feniani (8), sotto le colline fra la nebbia dell’aurora]*
V
Tornai in quella valle cavalcando
e il mio cuore pianse di dolore,
perché avevo lasciato uomini valorosi
che non avrei mai più visto.
Ma quando il mio pensiero torna a voi m’inginocchio e prego,
perché la schiavitù è fuggita quando voi,
o morti gloriosi,
siete caduti nella nebbia di quel mattino.

NOTE *integrazione traduzione di Cattia Salto
1) Dublino
2) il Liffey è il fiume che attraversa Dublino
3) nella I Guerra Mondiale
4) Oche selvatiche   sono i soldati irlandesi che emigrarono per prestare servizio negli eserciti   continentali dal sedicesimo al diciottesimo secolo; nello specifico si   riferisce ai soldati giacobiti che lasciarono l’Irlanda per poter continuare   a prestare servizio nella Brigata irlandese di Giacomo II (ottobre 1691)
5) Pádraig (Patrick) Pearse  (18791916), è stato un poeta irlandese, teorico della rinascita dell’identità gaelica.  A diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
6) Cathal Brugha (1874 – 1922) uomo politico irlandese,  attivo nell’insurrezione di Pasqua
7) l’autore si rammarica che i tanti soldati irlandesi morti nella I Guerra Mondiale nell’esercito inglese non abbiano potuto combattere gloriosamente per l’Irlanda, allora i loro nomi sarebbero stati ancora ricordati come eroi invece di andare dispersi
8) Fenians ovvero la Fenian Brotherhood  fondata da James Stephens nel 1858 a Dublino per la creazione di una repubblica irlandese indipendente dal Regno Unito. I Feniani   presero il nome dai Fianna ovvero i mitici guerrieri guidati da Fionn Mac Cumhail. Si fa riferimento agli antichi luoghi di sepoltura di questi mitici eroi ossia le tombe a tumulo.

ASCOLTA Alberto Cesa con i Cantovivo

TRADUZIONE ITALIANO  ALBERTO CESA
I
Era il giorno di Pasqua e scendevo giù –sulla strada per la mia città – quando vidi protetti dalla bruma del mattino – mille uomini marciare.
E nell’aria non c’eran cornamuse e tamburi solo i passi che battevan la sterpaglia, – mentre al colle di Liffey la campana suonava – come il tuono che attraversa la battaglia.
II
Con orgoglio scoprii che a sfidare il destino – sventolavan le bandiere della guerra: – era meglio crepare sotto il cielo di Dublino – che   regalare il cuore all’Inghilterra. – Dalle verdi pianure di Royal Meath – ogni uomo lasciava la dimora – mentre i barbari inglesi con i loro fucili – salpavan fra le nebbie dell’aurora.
III
Ma i più forti morirono e la campana suonò –il canto   triste della terra violentata – mentre il vento tagliava il dolore nuovo e antico – come una folle, tremenda sciabolata.
Ed il mondo pensava quanto fossero strani – questi uomini liberi e leali – che morivan “soltanto” per riaccendere ancora la libertà nella nebbia dell’aurora.

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1929

THE CURRAGH OF KILDARE: THE WINTER IT IS PAST

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna per essere stata abbandonata dal suo innamorato. Alcuni studiosi affermano che l’amato in questione era un bandito di strada tale Johnson impiccato nel 1750 per aver partecipato alla rapina nel Curragh di Kildare. Altre ipotesi sono che il ragazzo sia arruolato come soldato ed si trovi nel campo di addestramento di Kildare (un terreno utilizzato spesso per i raduni dell’esercito).
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, mentre quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788 (vedi). Gli studiosi ancora dibattono sull’origine irlandese o scozzese del brano.

PRIMA VERSIONE: WINTER’S GONE AND PAST

In questa versione apprendiamo che è primavera, gli uccellini cinguettano con il cuore traboccante di gioia mentre la donna che canta soffre le pene d’amore, solo andando a Kildare potrà avere notizie del suo amato. Il suo dolore è grande e non ha requie.

ASCOLTA Christy Moore

VERSIONE DI CHRISTY MOORE
I
The winter it has passed
And the summer’s come at last
and the birds they are singing in the trees,
their little hearts are glad
but mine is very sad
for my true love is far away from me.
II
The roses upon the briar
by the waters running clear
Bring joy to the linnet and the bee
their little hearts are blessed
But mine is not at rest
for my true love is far away from me
CHORUS
And straight I will repair
To the Curragh of Kildare (1)
For it’s there I’ll finds tidings of my dear
III
All you who are in love
Aye and cannot it remove
I pity the pain that you endure
For experience lets me know
That your hearts are full of woe
and the woe that no mortal can cure
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore che è lontano da me.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono benedetti
ma il mio non ha pace
per l’amore che è lontano da me.
CORO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare (1)
perché è là che troverò notizie del mio amore.
III
Tutti voi che siete innamorati
sì e non potete farne a meno
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) Curragh è un nome di origine gaelica Cuirreach che si traduce con “moor” ossia landa, brughiera. Il termine denota anche una barca di pescatori un po’ particolare originariamente ottenuta intrecciando dei vimini e rivestendola con delle pelli, che ricorda vagamente una canoa, ma con la prua rialzata e la poppa squadrata. Curragh è anche un nome maschile anche se desueto

IL CURRAGH DI KILDARE

the_curraghProbabilmente è il pascolo naturale più antico e più grande d’Europa (4870 ettari) una parte è attualmente utilizzata per l’addestramento dell’esercito irlandese, è diventata anche la località di una famoso ippodromo. Il luogo è ricco di siti archeologici.
Nell’Irlanda antica era sede delle riunioni di tutte le tribù celtiche del Regno di Leinster. Questi raduni erano occasioni di grande fiere, gare e festeggiamenti; il mitico eroe Fionn MacCumhall e i suoi guerrieri (i famosi Fianna) si esercitavano proprio qui, essendo una terra ricca di selvaggina.
La leggenda narra che nel 480 Santa Brigida chiese della terra al re supremo del Leinster, dove poter costruire il suo monastero; il re, deridendola, le concesse tanta terra quanta ne copriva il mantello, ma per miracolo il mantello della Santa si allargò fino al punto di occupare un bel po’ di terra, che prese il nome di  Pascolo di Santa Brigida (un’altra versione ancora più allucinata, riporta che nottetempo le suore avessero cucito insieme tutti i loro mantelli!?). In effetti a guardare il Curragh dall’alto (ad esempio con Panoramio) sembra proprio di vedere tanti pezzi di verde nelle varie gradazioni cuciti insieme a formare una enorme coperta!
La storia richiama le prodezze molto meno soprannaturali di un’altra donna mitica, Didone, regina di Cartagine, che fondò la città facendo ricorso ad un espediente analogo: Didone ottenne da re Iarba il permesso di stabilirsi prendendo tanto terreno quanto ne potesse contenere una pelle di bue; oh potere delle parole, tagliando in tante strisce sottili la pelle assegnata e mettendole in fila Didone riuscì a delimitare il vasto territorio della città di Cartagine!

THE CURRAGH OF KILDARE

Testo identico alla prima versione con melodie simili: sono aggiunte due righe in merito alla divisa verde che la donna (o l’uomo) indosserà per andare a Kildare.

ASCOLTA Ryan’s Fancy

ASCOLTA Emmett Spiceland

ASCOLTA Finbar&Eddie Furey 1968

Non mancano versioni un po’ più ritmante come quella della Oysterband (1994) e una versione intermedia come quella del gruppo Atlantis

ASCOLTA Atlantis – 2003

WINTER’S GONE AND PAST
I
The winter it is past
and the summer’s come at last,
and the (small) birds are singing in the trees;
And their little hearts are glad,
ah, but mine is very sad,
For my true love is far away from me.
CHORUS
And straight I will repair
to the curragh of Kildare,
For it’s there I’ll find tidings of my dear.
II
The roses on the briar
by the waters running clear,
They bring joy to the linnets and the bee;
And their little hearts are glad,
but mine is very sad(1) ,
For my true love is far away(2) from me.
III
A livery I will wear and I’ll comb back my hair,
And in velvet so green I will appear.
IV
I’ll wear a cap of black (3)
with some frills around my neck
Golden rings on my fingers I will wear
Oh yes, this I’ll undertake
for my own true lover’s sake
For he lives in the Curragh of Kildare
V(4)
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pain that you endure;
For experience lets me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can endure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore mio che è lontano da me.
RITORNELLO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
perché è là che troverò notizie del mio amore.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio non ha pace (1)
per l’amore mio che è lontano (2) da me.
III
Indosserò una divisa e pettinerò i capelli all’indietro
e in velluto verde mi mostrerò
IV
Indosserò  una cuffia nera(3)
con le trine attorno al collo
metterò anelli d’oro alle dita
o si , così mi impegnerò
per mettermi alla ricerca del mio innamorato
che vive nella Landa di  Kildare
V (4)
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) (can know no rest),
2) absent
cuffia-17003) la cuffietta in testa era un accessorio abbastanza comune portato dalle
donne per coprire i capelli, anche se era un capo indossato per lo più da domestiche e lavoratrici. Ecco una foggia tipica del 1700. In altre versioni il capo indossato diventa un “coat” ossia una giacchetta
4) un altro verso
My love is like the sun in the pleasant month of June,
That do always prove constant and true;
But his is like the moon that do wender up and down,
And in every month it is new.

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfmthreadid=11870&messages=12

SECONDA VERSIONE: THE IRISH LOVERS

I testi di The Irish Lovers e di The love-sick maid sono molto simili, si sviluppano su più strofe e la vicenda si delinea maggiormente: è il padre della donna, un ricco possidente, ad aver osteggiato la tresca tra i due innamorati. La donna decide (dopo essersi agghindata per bene) di andare a Kildare per avere notizie dell’amore lontano.

Mentre traducevo il testo mi sono fatta l’idea che Johnson fosse uno stalliere o un fantino, assunto dal ricco proprietario terriero per badare ai cavalli da corsa selezionati per gareggiare a Kildare.
Lei sperava di trovarlo là, ma il tizio dalle abitudini errabonde (forse un traveller) ha preferito andarsene e lei legata alle catene da Cupido si tormenta in lacrime per tutta la notte.

Di questa versione al momento non ho trovato esecuzioni musicali

THE IRISH LOVERS (qui)
Now the winter is past,
And the summer comes at last,
And the birds sing on every tree,
The hearts of those are glad,
Whilst(1) I am very sad,
Since my true love is absent from me.
My father he is great,
With a plentiful estate,
He has robb’d me of him I adore;
How cou’d he so cruel be,
To force my love from me,
And I fear I shall see him no more.
I’ll put on a coat of black,
And a fringe about my neck,
My rings on my fingers I’ll wear;
Straightway I will repair
To the Corough of Kildare,
And tis there of my love I shall hear.
A livery I shall wear,
And I’ll comb back my hair,
I will dress in my velvet so green;
And this I’ll undertake,
For my true lover’s sake,
He rides on the Corough of Kildare.
With patience I did wait,
Till he ran for the plate,
Thinking young Jopson to see;
But fortune prov’d unkind,
He has alter’d his mind,
And he’s gone from the lowlands from me.
I would not think it strange,
The wide world for to range,
So I could but obtain my delight;
So here in Cupid’s chain
I’m obliged to remain
And in tears I will spend the night.
My love is like the sun,
In the firmament doth(1) run,
That always proves constant and true;
But yours is like the moon,
That goes wandering up and down,
And every month is new.
Farewell my joy and heart,
Since you and I must part,
You’re the fairest that ever I did see;
I never did design
To alter my mind,
Altho’ you’re below my degree.
TRADUZIONE ITALIANO
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano su ogni albero
i loro cuori sono lieti
mentre io sono molto triste
da quando il mio amore è lontano da me.
Mio padre è potente
con una grande tenuta
mi ha derubata di colui che amo,
come ha potuto essere così crudele,
a separare il mio amore da me,
e temo che non lo vedrò più!!
Metterò un giacchino nero
e uno scialle intorno al collo
indosserò gli anelli alle dita
e mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
e laggiù avrò notizie del mio amore.
Una divisa indosserò
e mi pettinerò i capelli all’indietro
mi vestirò di velluto verde
e questo intraprenderò
per il bene del mio amato
che cavalca alla Landa di Kildare.
Con pazienza aspettavo
che si gettasse nella piana
sperando di vedere il giovane Jopson
ma la fortuna si dimostrò ostile
egli ha cambiato idea
e se n’è andato dalle pianure, da me.
Non volevo vederci nulla di strano
nel vagabondare per tutto il mondo
ma così potevo ricavare la mia gioia
così qui, nella catena di Cupido
sono costretta a restare
e in lacrime trascorrerò la notte.
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il tuo amore è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
Addio mio cuore e gioia,
da quanto io e te siamo separati
sei il più bello che abbia mai conosciuto;
non ho mai pensato
di cambiare la mia decisione
benchè tu non sia alla mia altezza.

NOTE
1) termini arcaici

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11870
http://bodley24.bodley.ox.ac.uk/cgi-bin/acwwweng/regsrch.pl?wert=harding+b+28(176)&recnums=:44263&index=6&db=balladshttp://www.libraryireland.com/HistoryIreland/Curragh-Kildare.php
http://www.curragh.info/landmarks/plains.htm
APPROFONDIMENTO
SANTA BRIGIDA DI KILDARE ERA UNA DRUIDESSA?
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

THE LARK IN THE CLEAR AIR

Una breve poesia dal titolo “Lark in the clear air” fu scritta in un momento imprecisato della sua giovinezza da Sir Samuel Ferguson (1810-1886) poeta ed erudito irlandese di Belfast. In cerca di una melodia che potesse adattarsi al testo la trovò quando si trasferì a Dublino e prese moglie sposandosi nel 1848 con Mary Guiness.

LA DICHIARAZIONE D’AMORE

img-178Il dolce canto dell’allodola richiama nel cuore del poeta l’aspettativa in merito alla dichiarazione d’amore che egli ha in animo di fare l’indomani, poiché la sua bella gli ha sorriso e quindi egli nutre buone speranze che la sua proposta (di matrimonio) sarà accolta favorevolmente. Oh ardori romantici dal sapore ottocentesco, quando l’uomo fremeva di passione ad un timido sorriso muliebre e precipitava nell’abisso dei sentimenti!!

LA MUSA ISPIRATRICE

Come scrisse nelle sue memorie  fu la moglie prendersi il merito di musa ispiratrice della canzone: tutto ebbe inizio in una notte del 1879 quando Adolf Sjöden, l’arpista svedese in visita in Irlanda, capitò nel salotto dei Ferguson e sentì la padrona di casa canticchiare una vecchia melodia irlandese, la melodia piacque all’arpista che subito la imparò e lady Mary chiese al marito di comporre una poesia che si adattasse al sentimento infuso dalla musica.
Lady Ferguson aveva imparato la melodia da una vecchia signora irlandese che la chiamava “The Taylor’s son” e  Sjöden nella sua esibizione prima di lasciare Dublino la eseguì in pubblico così scrisse in una lettera per i Ferguson
With my best thanks for your most kind letter and en-
closure, I beg much to apologise for my delaying the answer
so long. Shortly after my concert I went down to have some
days’ rest at this beautiful old country place, and could not
find time to call upon you and Lady Ferguson before I left.
I need not tell you about the complete success of “The
Tailor’s Son,” or rather ” The Lark in clear air.” You know
about it before this, I am sure. I am indeed proud of the
result of my attempting to bring out the Irish airs on their
own instrument, and I am fully aware how much I owe the
success to yourself and Lady Ferguson. I have not yet been
able to find any Irish melody fully suitable to your beautiful
poetry, but I trust I shall be successful before long. When
back in Dublin, I will take an early opportunity of calling on
yourself and Lady Ferguson, and remain, dear Sir Samuel,
with my best compliments, your very sincerely and obliged” (tratto da qui)

In realtà la melodia a cui la poesia venne indissolubilmente legata è Kathleen Nowlan (Caitilin Ni Uallachain) di cui la versione conosciuta da Lady  Ferguson è da considerarsi una variazione.

ASCOLTA la voce fatata di Cara Dillon in “Cara Dillon” 2002, la quale inverte i ruoli (è la donna a dichiarare il suo amore)

TESTO di Sir Samuel Ferguson
Dear thoughts are in my mind
And my soul soars enchanted,
As I hear the sweet lark sing(1)
In the clear air of the day.
For a tender beaming smile
To my hope has been granted,
And tomorrow she shall hear
All my fond heart longs to say.
I will tell her all my love,
All my soul’s pure adoration,
And I know she will hear my voice
And she will not answer me nay.
It is this that gives my soul
All its joyous elation,
As I hear the sweet lark sing
In the clear air of the day.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
Cari pensieri ho in mente
e l’anima mia s’invola incantata,
mentre ascolto cantare la dolce allodola
nell’aria tersa del giorno.
Perchè un tenero sorriso raggiante
alla mia speranza è stato concesso,
e domani lei ascolterà, ciò che il mio cuore appassionato anela dire.
Le dirò tutto il mio amore,
tutta l’adorazione pura dell’anima mia
e credo che lei ascolterà la mia voce
e non mi dirà di no.
E’ ciò che dà all’anima mia
tutta la sua euforica gioia,
quando sento la dolce allodola cantare
nell’aria tersa del giorno.

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba continua

Una versione romantica per pianoforte e violino

spesso una melodia per arpa Loreena Mckennitt– nel Cd Elemental 1985 ascolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

continua

FONTI
https://thesession.org/discussions/31434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108881
http://www.ulsterscotsacademy.com/ullans/13/ulster-scots-writings-of-sir-samuel-ferguson.php
https://archive.org/details/sirsamuelferguso02fergiala

L’ALLODOLA DEL MATTINO

Il brano di cui riporto la versione è diffuso nella contea di Fermanagh (Irlanda del Nord): l’immagine è agreste, ritratto di una visione idilliaca della sana e semplice vita di campagna; un giovane contadino che sta arando i campi per prepararli alla semina primaverile è il paradigma dell’esaltazione giovanile, la sua esuberanza e gioia di vivere, viene paragonata all’allodola mentre s’invola cantando alta nel cielo al mattino .

Il punto di vista è maschile, con tanto di brindisi finale alla salute di tutti gli “aratori” che se la spassano rotolandosi nel fieno con le belle ragazze, e così dimostrano la loro virilità con la capacità di procreare.

Ploughman_Wheelwright
The Plougman – Rowland Wheelwright (1870-1955)

ASCOLTA The Dubliners dalla melodia gioiosa e allegra in sintonia con il testo

ASCOLTA The Quilty (svedesi con il cuore irlandese!)


CHORUS
The lark in the morning
she rises off her nest(1)
She goes home in the evening
with the dew all on her breast
And like the jolly ploughboy
she whistles and she sings
She goes home in the evening
with the dew all on her wings
I
Oh, Roger the ploughboy
he is a dashing blade
He goes whistling and singing
over yonder leafy shade
He met with pretty Susan,
she’s handsome I declare
She is far more enticing
then the birds all in the air
II
One evening coming home
from the rakes of the town
The meadows been all green
and the grass had been cut down
As I should chance to tumble
all in the new-mown hay
“Oh, it’s kiss me now or never love”, this bonnie lass did say
III
When twenty long weeks
they were over and were past
Her mommy chanced to notice
how she thickened round the waist
“It was the handsome ploughboy,
-the maiden she did say-
For he caused for to tumble
all in the new-mown hay”
IV
Here’s a health to y’all ploughboys wherever you may be
That likes to have a bonnie lass
a sitting on his knee
With a jug of good strong porter you’ll whistle and you’ll sing
For a ploughboy is as happy
as a prince or a king
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
L’allodola al mattino
si alza dal nido
e ritorna a casa a sera
con tutta la rugiada sul petto
e come l’allegro aratore
lei fischietta e canta,
ritorna a casa a sera
con tutta la rugiada tra le ali
I
O Roger l’aratore
è un ragazzo affascinante
fischiettando e cantando si avvicina laggiù all’ombra delle fronde
e s’incontra con la dolce Susan,
che acclamo la bella
ella è molto più allettante
di tutti gli uccelli del cielo
II
Una sera tornando a casa
dalle taverne della città
essendo tutti i prati verdi
e l’erba essendo stata appena falciata
ebbi l’occasione di rotolare
in tutto il fieno appena tagliato
“Oh baciami ora o mai più amore”,
disse questa bella fanciulla.
III
Quando venti lunghe settimane
erano finite e passate
sua madre iniziò a notare
come lei si arrotondasse in vita
“E’ stato il bell’aratore”,
le disse la ragazza
“che ci fece cadere in tutto il fieno appena falciato.”
IV
Ecco alla salute di tutti gli aratori ovunque voi siate
che amano avere una graziosa fanciulla
seduta sulle ginocchia
con un boccale di buona e forte birra scura, fischiettate e cantate
perché un aratore è felice
proprio come un principe o un re

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba; è un uccello terricolo che però una volta sicuro nel volo si innalza quasi verticalmente nell’alto del cielo lanciando una cascata di suoni simili a un crescendo musicale.
Poi, chiuse le ali, si lascia cadere come corpo morto fino a sfiorare la terra e subito risorge ricominciando a cantare. continua

LA VERSIONE INGLESE

Questa versione invece è stata collezionata da Ralph Vaughan Williams nel 1904 come ascoltata dalla signora Harriet Verrall di Monk’s Gate, Horsham nel Sussex, ma circolava già nei broadsides ottocenteschi e quindi riportata nel libro di Roy Palmer “Folk Songs collected by Ralph Vaughan Williams”. Entrata nel circuito della musica folk inglese negli anni ’60 è stata registrata nel 1971 dal gruppo inglese folk rock Steeleye Span con la voce di Maddy Prior.

Il ritornello è simile a quello della versione precedente, ma qui la situazione è ancora più pastorale e quasi shakespeariana con la pastorella e l’aratore che sono sorpresi dal canto mattutino dell’allodola ma con le parti invertite: lui che dice a lei di restare ancora tra le sue braccia, perché c’è ancora la rugiada della sera, ma lei gli risponde che il sole ormai risplende e anche l’allodola si è alzata in volo. Il nome del contadinello è Floro e deriva dal latino con il significato di Fiore.

ASCOLTA Steeleye Span in Please to See the King – 1971

ASCOLTA Maddy Prior nel Cd Arthur The King – 2001


I
“Lay still my fond shepherd
and don’t you rise yet
It’s a fine dewy morning and besides, my love, it is wet.”
“Oh let it be wet my love
and ever so cold
I will rise my fond Floro
and away to my fold.”
“Oh no, my bright Floro,
it is no such thing
It’s a bright sun a-shining
and the lark is on the wing.”
Chorus:
Oh the lark in the morning
she rises from her nest
And she mounts in the air
with the dew on her breast
And like the pretty ploughboy
she’ll whistle and sing
And at night she will return
to her own nest again

II
When the ploughboy has done
all he’s got for to do
He trips down to the meadows
where the grass is all cut down.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
“Giaci ancora mia appassionata pastorella e non alzarti
è una bella mattina fresca e inoltre, amore mio, è bagnato”
“Non è poi così bagnato, amore mio,
e così freddo
mi alzerò mio amato Fiore
e andrò via con il gregge.”
“Oh no mio Fiore luminoso,
non è niente
è il sole luminoso che risplende
e l’allodola è in  volo”
CORO
L’allodola al mattino
si alza dal nido
e s’innalza in aria
con la rugiada sul petto
e come il bel aratore
lei fischietterà e canterà
e la sera ritornerà
nel suo nido di nuovo

II
Quando l’aratore ha fatto
tutto quanto doveva fare
balla nei prati
dove l’erba è tutta falciata.

LARK IN THE MORNING JIG

La melodia “Lark in the morning” è una jig per lo più eseguita con il banjo o il bouzouki o il mandolino o la chitarra, ma anche con le pipes, i whistles o i flutes, i fiddles..
Un aneddoto riportato da Peter Cooper racconta che due violinisti si erano sfidati una sera per vedere chi fosse il migliore, solo all’alba nel sentire il canto dell’allodola, convennero che la musica più dolce fosse quella dell’allodola del mattino. Stessa storiella raccontata dal piper Seamus Ennis ma con la melodia The Lark’s March

ASCOLTA Paddy O’Rafferty al bouzouki

ASCOLTA Cillian Vallely alla uilleann pipes accompagnato alla chitarra da Alan Murray

ASCOLTA Peter Browne alla uilleann pipes in Lark’s march

FONTI
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thelarkinthemorning.html
http://thesession.org/tunes/62

SPRING IS A-COMING!: MY SINGING BIRD

L’equinozio di Primavera per convenzione, segna il primo giorno della Bella Stagione, la stagione della rinascita, la Natura si risveglia e la Terra riprende i colori del verde e dei fiori. Ecco perché questa data è associata presso varie culture a  concetti come fertilità, resurrezione, inizio. Le antiche tradizioni  ci offrono infatti, tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno  al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita.
L’antico calendario romano faceva cominciare il nuovo anno proprio con l’inizio della primavera con la ripresa dei lavori nei campi e la Pasqua cristiana è incentrata sul tema della resurrezione cioè il tema del rinnovamento e della rinascita come trionfo sulla morte, un tema  “primaverile” secondo il ciclo annuale della Terra.

ostaraL’antica dea sassone Eostre, ovvero la Stella dell’Est, era una divinità legata al sole nascente e al suo calore. Secondo la tradizione neo-pagana Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre. La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la  rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto  l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità  arboree della fertilità. La lepre di Eostre è diventata il coniglio pasquale che porta in dono le uova di cioccolato. continua

Il verde e l’arancio mandarino sono i colori dominanti delle decorazioni per la casa, colori freschi e squillanti e la musica celtica è la colonna sonora ideale per queste giornate di primo tiepido sole, in particolare le canzoni irlandesi che esaltano la gioia della primavera, la semplicità della vita di campagna e la bellezza della natura che ci accompagneranno fino a tutto maggio!

MY SINGING BIRD

Le parole sono state attribuite da Peter Kennedy a Mary Edith Wheeler  che ha arrangiato la poesia su una vecchia melodia del Munster.  La prima registrazione da parte della famiglia McPeake  risale agli anni 50.

ASCOLTA The Clancy Brothers  & Tommy Makem (strofe I, II e III)

ASCOLTA Sinead O’Connor (strofe I, II)

ASCOLTA Jim Brannigan (strofe I, II e III) dolce, romantico


I
I have seen the lark(1) soar high at noon(2)
Heard his song up in the blue
I have heard the songbird(3) pipe his note
The thrush and the linnet too
CHORUS
But there’s none of them can sing so sweet, my singing bird as you.
Ah, Ah,   My singing bird as you
II
If I could lure my singing bird
From his own cozy nest
If I could catch my singing bird
I would warm him on my breast
III(4)
Ah then I will climb a high, high tree
And I’ll rob that wild bird’s nest
Aye, and I’ll bring back that singing bird
To the arms I love the best
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho visto l’allodola(1) salire in alto al mattino(2),
ho sentito la sua canzone(3) levarsi nel cielo, ho sentito il merlo modulare il suo canto,
e anche il tordo e il fanello.
CORO
Ma nessuno di loro può cantare così dolcemente come te, mio uccello canterino, come te, mio uccello canterino.
II
Se potessi attirare il mio uccello canterino dal suo nido accogliente,
se  potessi catturare il mio uccello canterino, lo riscalderei tra il mio seno.
III(4)
Allora mi arrampicherò su un albero alto alto, e ruberò  il nido di quell’uccello selvatico
e riporterò quell’uccello canterino
tra le  braccia di chi amo sommamente

NOTE
1) l’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba vedi
2) i McPeake dicono morn
3) i McPeake dicono blackbird
4) la strofa si può ritenere migrata da “P stands   for Paddy” o da  “The verdant braes of Screen” (vedi),  ma non è riportata in tutte le registrazioni.

MOLLY MALONE

molly-maloneLa storia di Molly Malone è da “antologia di irish song” per la sua ampia diffusione.

Il testo della canzone intitolata anche “Cockles and Mussels” è triste, ma nello stesso tempo ironico; si narra di una giovane pescivendola che gira per le stradine di Dublino con il carretto pieno di molluschi: già alla terza strofa la bella muore di una febbre incurabile (forse perché ha mangiato il suo pesce non così fresco?) e il suo fantasma ricompare, continuando a svolgere la propria attività per le strade di Dublino.
Il brano risale probabilmente al XVIII secolo  e tuttavia non si hanno riscontri attraverso le trascrizioni se non nel secolo successivo: lo troviamo in Scozia firmata da un certo James Yorkston di Edimburgo con il titolo di “Mussels and Cockles” (1883), si può però affermare alla luce anche delle ricerche più recenti che le radici siano irlandesi.

In the first place, no version of ‘Cockles and Mussels’ predating 1850 was found, nor was it included in, for example, Colm O Lochlainn’s collections of Irish ballads, (7) indicating that it does not fit the mould of a conventional traditional song. The earliest versions of ‘Cockles and Mussels’ complete with music which have been traced to date were published firstly in Boston, Massachusetts, in a collection of college songs in 1876, (8) secondly in another collection of student songs published in Cambridge, Massachusetts, in 1883 and thirdly in London in 1884 by Francis Brothers and Day. (9) While the 1876 Boston version lists no author, its inclusion in a section entitled ‘Miscellaneous Songs, and English and German Student Songs’ indicates that it was most likely a European import. In contrast, the 1884 London version describes the piece as a ‘comic song’ written and composed by James Yorkston and arranged by Edmund Forman. The latter version further acknowledges that the song was reprinted by permission of Messrs Kohler and Son of Edinburgh, so there must have been at least one earlier edition published in Scotland, which may well have been the original. Another song entitled also ‘Cockles and Mussels’ was published in 1876, attibuted to the music hall singer and composer Joseph B Geoghegan, and while its lyrics contain the refrain ‘Fresh cockles and mussels alive, alive o!’, it is set in London, its hero is ‘Jim the Mussel Man’ and the melody is different.  Geoghegan was a fascinating character who was born in Salford about 1816 and died in Bolton in 1889, his father James being from Dublin, and the substantial list of songs attributed to him includes originals and possible adaptations of the work of others.”(tratto da qui)

La versione diventata oggi standard è quindi quella nata nell’ambito delle canzoni comiche per il pubblico delle music halls, anche se non si può escludere che già nel 1700 circolasse una versione popolare ispirata al personaggio (o al suo stereotipo).
In 2010, Anne Brichton, a bookseller at Addybooks in Hay-on-Market, England caused a stir when she found a song entitled, Molly Malone, in an undated book believed to have been published in about 1790.  The song was particularly intriguing as a precursor to Cockles and Mussels because its “Molly Malone” is from Howth, a seaside village near Dublin; consistent with idea that Molly could have been a fishmonger in or around Dublin.[ii]  The book is now in the collection of the Dublin Writers’ Museum.   ” (tratto da qui)
Si rimanda alla approfondita dissertazione di Peter Jensen Brown che analizza testo e melodia in “Molly Malone, Molly Mogg and a Missing Link – the Fishy History and Origins of “Cockles and Mussels

LA LEGGENDA METROPOLITANA

Il personaggio  anche se di umile condizioni, è divento leggendario ed entrato a far parte del folklore popolare: così la sua canzone è l’inno non ufficiale della capitale  durante l’apertura del  campionato di rugby e inno ufficiale delle associazioni sportive di Dublino della Gaelic Athletic Association; e nel 1987  per commemorare il primo millennio della città  è stata eretta una statua alla sfortunata Molly.

Immagine in stile vittoriano di Molly Malone

La statua di Jean Rynhart in Grafton Street (più recentemente tresferita in Suffolk Street) forse a causa della generosa scollatura, è conosciuta con il soprannome “The Tart with the cart“, ovvero “la prostituta con il carretto“: la gente di Dublino mormora che Molly, passasse di giorno con il carretto del pesce e che di sera fornisse “altri servizi”. Non a tutti i Dublinesi la statua piace, è stata criticata la sua collocazione in un quartiere alla moda, ma soprattutto l’abbigliamento in stile seicentesco, ben lontano dall’immagine vittoriana che dovrebbe avere avuto stando alla popolarità internazionale della canzone raggiunta solo nell’Ottocento (Carmina Collegensia di Henry Randall Waite: A complete Collection of the Songs of the American Colleges, with Selections from the Student Songs of the English and German Universitys, Boston, Ditson 1876)

ASCOLTA Sinead O’Connor. La sua versione punta più sull’atmosfera gotica e soprannaturale, tra gli stretti vicoli della Dublino settecentesca si vede ancora lo spettro della bella pescivendola.

Le versioni da pub sono però più sentimentali, simili a quella proposta dai Dubliners (con la voce di Ronnie Drew)

I
In Dublin’s fair city,
where the girls are so pretty
I first set my eyes (1) on sweet Molloy Malone(2)
As she wheeled a wheelbarrow, through streets broad and narrow(3)
Crying: Cockles(4) and Mussels,
Alive, Alive O
Chorus:
Alive, alive Alive, alive O –
Crying, cockles and Mussels
Alive, alive O
II
She was a fishmonger,
and sure twas no wonder
For so were her Father and Mother before
And they all wheeled their barrows,
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels,
Alive, alive O
III
She died of a faver(5),
and no one to grieve her
And that was the end of sweet Molly Malone
Now her ghost wheels her barrow
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels, alive, alive O
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nella bella città di Dublino,
dove le ragazze sono assai carine
notai (1) una volta la dolce Molly Malone(2)
mentre spingeva il suo carretto,
per le strade larghe e strette(3),
e urlava “vongole (4) e molluschi freschi!”
Coro:
Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh!
Urlava “vongole e molluschi freschi!”
II
Era una pescivendola,
ma non c’era da stupirsi
perché lo erano stati anche suo padre e sua madre
ed entrambi spingevano  il loro carretto per le strade larghe e strette
e urlavano “vongole e molluschi freschi!”
III
Morì a causa della febbre (5),
e nessuno riuscì a salvarla
e quella fu la fine della dolce Molly Malone
ma il suo fantasma spinge ancora il carretto per le strade larghe e strette
urlando “vongole e molluschi freschi!”

NOTE
1) espressione idiomatica propria della letteratura del 1800: “misi gli occhi sulla”
2) Molly diminutivo di Mary Malone è un nome molto diffuso a Dublino. Le ricerche storiche fanno risalire la leggenda ad un personaggio realmente esistito nel 1600.
3) Fishamble Street era la zona del commercio ambulante del pesce
4) Le vongole delle Isole britanniche/Irlanda vengono dette comunemente vongole rigate (Common CockleCardium edule o in italiano Cuore ovvero Arsella) perchè hanno il guscio rigato, sono molto più saporite e finiscono oltre che nelle zuppe, in pastella con il merluzzo per il tradizionale fish and chips. Un alimento un tempo considerato il cibo dei poveri, da consumare con parsimonia, essendo la vongola ricca di colesterolo (non per niente è di un bel rosso arancio) e con attenzione, in quanto il mollusco è un “filtro” del mare e trattiene tutte le sostanze inquinanti che ci sono finite dentro. Dalla tradizione scozzese un canto di lavoro dei Cockle gatherers continua
5) un tempo con “febbre” si indicava una vasta gamma di malattie che andavano dal tifo alla sifilide

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://homepage.eircom.net/~seanjmurphy/irhismys/molly.htm
http://esnpc.blogspot.it/2015/07/molly-malone-molly-mogg-and-missing.html

NIL SE NA LA

Il brano è una drinking songs in gaelico irlandese: richiama il tema del gran bevitore come in “The Wild Rover” in cui il protagonista cerca di bere a credito presso una birreria ed è respinto in malo modo dalla locandiera, poi ritorna con i soldi in tasca e riceve tutte le attenzioni del caso.

Il ritornello tratteggia un romantico quadretto di una notte di luna piena in cui il rover è in giro per pubs. Ma nello stesso tempo il titolo è anche un messaggio in codice Níl Sé ina Lá (Níl Sé’n Lá)
in inglese “It’s Not Yet Day” significa “non è ancora il giorno” da intendersi come “non è ancora arrivato il momento” come spiega Riccardo Venturi “Il termine gaelico irlandese per giorno, lá, ha una valenza del tutto particolare in Irlanda per entrare nel famosissimo slogan Tiocfaidh ár lá “Verrà il nostro giorno”, quello dell’indipendenza e della libertà. Fu creato da tale Bobby Sands ed è stato il motto del Provisional Irish Republican Army. Lá dev’essere una delle tre o quattro parole gaeliche che si pronunciano come si scrivono; però i Provisionals venivano detti “Chucky”, che è più o meno l’esatta pronuncia di “Tiocfaidh”, tanto per dare un esempio di quanto poco la pronuncia sia legata alla grafia nella lingua gaelica. Lá (genitivo: lae, irlandese antico lathe da un protoceltico *lasio- “il luminoso”), è comunque antichissima parola indoeuropea: è la radice LAS- “risplendere” che ha dato, ad esempio, il sanscrito lásati “risplende” e il greco λάω “guardo il sole che splende” (< *λά-σ-ω).” (da qui)
bosphorus-by-moonlight-1874

ASCOLTA Clannad, in Clannd -1972 superbo arrangiamento in stile anni 70

Un brano che nella sua struttura essenziale è cantato dalla stessa Kay McCarthy (irlandese trapiantata nel Lazio) in uno dei suoi primi progetti discografici realizzati in Italia, riascoltiamolo nella versione di Anna Cefalo ovvero Arpaincanto per voce e bodhran

ASCOLTA Da Anaan


Cúrfa:
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,

níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
Chuir mé féin mo lámh ‘mo phóc’,
is d’iarr mé briseadh coróin’ uirthi,
‘S é dúirt sí liom “Buail a’ bord,
A’s bí ag ól anseo go maidin”
III
“Éirigh ‘do shuí, a fhir a’ tí,
cuir ort do bhríste a’s do hata,
Go gcoinní tú ceol leis a’ duine chóir,
‘ bheas ag ól anseo go maidin”.
IV
Nach mise féin an fear gan chéill,
a d’fhág mo chíos i mo scórnaigh?
D’fhág me léan orm féin,
is d’fhág mé séan ar dhaoine eile?
tradotto da Kay McCarthy (*)
Ritornello
Non è ancora giorno,
l’alba è ancora lontana,
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
I
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va
a casa!”
II
Misi la mano nella tasca e le chiesi il resto di una corona
E lei mi disse “Vieni al tavolo, bevi fino all’alba”.
III
“Alzati, padrone di casa, mettiti pantaloni e cappello,
Vieni giù e suona per questo signore, che resterà a bere fino all’alba”
IV
Che sciocco sono stato a tracannare i soldi dell’affitto,
Ad imparare una dura lezione, a lasciare la mia ricchezza ad altri (1).

NOTE
* Traduzione dal gaelico irlandese di Kay McCarthy, la traduzione in inglese qui
1) il pentimento del “rover” arriva alla fine quando si rende conto di aver speso tutti i soldi per il bere: qui però non è esplicitamente dichiarato il proposito di cambiare stile di vita

Le Celtic Woman partendo dallo stesso brano hanno realizzato una patinata performance per i loro “romantici” spettacoli, trasformano così il testo in una “notte brava” al femminile.


I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
I came by the house last night and told the woman I am stayin’.
I said to her the moon is bright and me fiddle’s tuned for playin’.
III
Tell me that the night is young!
Tell me that the moon is glowin’.
Fill me glass, I’ll sing a song,
And we’ll start the music flowin’.
IV
Never mind the risin’ light!
There’s no sign of day nor Dawnin’.
In me heart, ‘tis still the night!
And we’ll stay ‘ere ‘til the mornin’.
V
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,
níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
VI
‘Tis not day nor yet awhile!
I can see the starlight shinin’.
Nil Se ina la is ni bheidh go foill.
Solas ard ata sa ghealaigh.
VII
Fill the glasses one more time and ne’er heed the empty bottle,
Turn the water into wine and turn the party up full throttle!
VIII
Don’t go out into the cold where the wind and rain are blowin’.
For the fire’s flamin’ gold,
And in ‘ere the music’s flowin’.
IX
Tell me that the night is long
Tell me that the moon is gleaming
Fill my glass, I’ll sing a song
And we’ll keep the music streaming
Until all the songs are sung
tradotto da Cattia Salto
I*
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Uscii da casa la notte scorsa e dissi alla donna che mi ospita,
le dissi che la luna era luminosa e io e il mio violino eravamo intonati per suonare
III
Dimmi che la notte è giovane
dimmi che la luna è splendente
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo scorrere la musica
IV
Non preoccuparti che sorga il giorno
non c’è segno del giorno o dell’alba!
Nel mio cuore è ancora notte
e noi resteremo qui fino al mattino
V*
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VI
Non è ancora giorno, neanche un po’.
Posso vedere la luce delle stelle brillare
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VII
Riempi i bicchieri ancora una volta e bada alla bottiglia vuota
trasforma l’acqua in vino
e fai girare la festa a tutto gas
VIII
Non uscire fuori al freddo dove vento e pioggia si stanno accanendo
perchè il fuoco scoppietta
e dentro c’è la musica che scorre
IX
Dimmi che la notte è lunga
dimmi che la luna è scintillante
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo continuare la musica
finchè saranno cantate tutte le canzoni.

(Cattia Salto prima pubblicazione marzo 2013, integrazione gennaio 2017)

FONTI
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Nil.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/nil.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50550
https://thesession.org/tunes/9567
http://kurberraas-hessian13.deviantart.com/journal/Nil-Se-n-La-The-Fiddler-Woman-s-Dance-Irish-Ballad-274667497