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AN GABHAR BÁN

Il canto in gaelico An Gabhar Bàn (in inglese The White Goat) è la storia di un uomo in fuga sulle montagne per sottrarsi agli ufficiali giudiziari per questioni di contrabbando o di affitto non pagato, e per questo paragonato ad una capra bianca di montagna, la canzone fu tramandata da Kitty Johnny Sheáin di Gaoith Dobhair, la roccaforte della cultura irlandese nel Donegal mistico triangolo delle Bermude per i gruppi e artisti di musica celtica che hanno raggiunto la fama internazionale.
ASCOLTA Clannad in Clannad 2, 1975

e per fare due ristate ecco la versione sottotitolata  con una “misheard lyrics”

I
Sa tsean ghleann thiar a bhi sí raibh
Go dtí gur fhás na hadharc’ uirthi
Bliain is céad is corradh laethe
Go dtáinig an aois go tréan uirthi
Bhi sí gcró bheag ins an cheo
Go dtáinig feil’Eoin is gur éalaigh sí
Thart an ród san bealach mór
Gur lean a tóir go gear uirthi
II
Ni raibh nduine ar a tóir ach Donnchú óg
Is d’ith sí an lón san t-anlann air
Ni raibh aige ina dhorn ach ceap túine mór
Agus leag sé anuas ón arradh í
Nuair a chuala an gabhar bán go raibh sí ar lár
Thug sí léim chun tárrthála
Thug sí rás ‘s ni raibh sí sásta
Is leag sí spíon an táilliúra
III
Chomh cruinn le rón gur thóg sí feoil
Gan pis gan mórán déibhirce
Ach d’ith sí cib agus barr an fhraoich
Slánlús min is craobhógai
Draoin is dreas is cuilcann glas
Gach ní ar dhath na h-áinleoga
Cutharán sléibhe, duilliúr féile
Caora sréana agus blainséogai
IV
Chuaigh sí dhíol cios le Caiftín Spits
Is chraethnaigh a croi go dtréigfí í
Chaith sí an oíche ar bheagán bidh
Mar ndúil is go geasfaí féar uirthi
d’Fan sí ‘a óiche i dtóin Ros Coill
Is chaith sí é go pléisúra
Go dtáinig an slua ar maidin go luath
Is thug siad amach as Éirinn

Traduzione inglese*
I
In the old glen yonder she was always
Until the horns grew on her
Eleven years and some odd days
Until age came heavily to her
She was in a small hovel in the fog
Until St. John’s Day came and she escaped
Down the road through the big gap
Until she was hotly pursued
II
No one was after her except young Donnchú
And she ate his lunch
He only had in his fist a __
And he brought it down from the __
When the white goat heard that she was __
She leapt for freedom __
She gave a race and she wasn’t satisfied
And she knocked down the thorn of the tailor
III
As smart as a seal that she took the meat
Without peas or without much __
But she ate sedge and the top of the heather
__ and small branches
__ and briars and green __
Everything with the color of __
Mountain __, feast leaves
__ sheep and __
IV
She went the rent payment of Caiftín Spits
And her heart __ that they would abandon her
She spent the night on the little food
Like __ grass __
She spent the night at the bottom of Ros Coill
And she spent it happily
Until the crowd came early in the morning
And took her out from Ireland
Tradotto da Cattia Salto
I
In quella vecchia valle da sempre stava
finchè non le crebbero le corna (1)
11 anni e qualche giorno
e la vecchiaia le piombò addosso,
stava in una piccola grotta nella foschia, finchè il giorno di San Giovanni scappò
avviandosi verso la strada per l’alta montagna, ma venne fieramente inseguita
II
Dietro di lei solo il giovane Donnchú
e lei mangiò il suo pranzo
(il poliziotto) aveva nel suo pugno un_
e lo portò giù da _
quando la capra bianca sentì che era
saltò per la libertà
prese la rincorsa ma non era soddisfatta
e abbattè la spina del sarto (2)
III
Intelligente come una foca lei prese la carne senza piselli o senza molto_
ma mangiò .. e la cima dell’erica
_ e rametti
_ e .. e verde _
IV
Andò a pagare l’affitto di Caiftín Spits
e in cuor suo_ che l’avrebbero abbandonata
Passo la notte sul piccolo cibo
come _ erba _
passò la notte in cima a Ros Coil
e la passò felicemente
finchè la folla arrivò al mattino presto
e la portò via dall’Irlanda

NOTE
*Al momento la traduzione in inglese è lacunosa
1) nel linguaggio in furbesco le corna sono l’alambicco della distilleria abusiva
2) non ho idea del significato

THE PEELER AND THE GOAT

Ed ecco la versione inglese, sempre in tema capre e poliziotti, scritta nell’Ottocento da Darby Ryan di Bansha, un piccolo villaggio a metà strada sulla strada tra Cahir e Tipperary: il testo è umoristico e allusivo la capra rappresenta ironicamente i cattolici irlandesi perseguitati dagli Inglesi, ed è il poliziotto ad essere messo in ridicolo per il suo comportamento prepotente, supponente, ma pronto a girarsi dall’altra parte in cambio di due soldi per una bevuta!
ASCOLTA The Wolfe Tones 


I
A Bansha Peeler went one night
On duty and patrolling O
And met a goat upon the road
And took her for a stroller O
With bayonet fixed he sallied forth
And caught her by the wizzen O
And then he swore a mighty oath
‘I’ll send you off to prison O’
II
‘Oh, mercy, sir’, the goat replied
‘Pray let me tell my story O
I am no Rogue, no Ribbon man
No Croppy , Whig, or Tory  O
I’m guilty not of any crime
Of petty or high treason O
I’m sadly wanted at this time
This is the milking season O’
III
‘It is in vain for to complain
Or give your tongue such bridle O
You’re absent from your dwelling place
Disorderly and idle O
Your hoary locks will not prevail
Nor your sublime oration O
You’ll be transported by Peel’s Act
Upon my information O’
IV
‘No penal law did I transgress
By deeds or combination O
I have no certain place to rest
No home or habitation O
But Bansha is my dwelling-place
Where I was bred and born O
Descended from an honest race
That’s all the trade I’ve learned O’
V
‘The consequence be what it will
A peeler’s power, I’ll let you know
I’ll handcuff you, at all events
And march you off to Bridewell O
And sure, you rogue, you can’t deny
Before the judge or jury O
Intimidation with your horns
And threatening me with fury O’
VI
‘I make no doubt but you are drunk
With whiskey, rum, or brandy O
Or you wouldn’t have such gallant spunk
To be so bold or manly O
You readily would let me pass
If I had money handy O
To treat you to a poiteen glass
It’s then I’d be the dandy O’
tradotto da Cattia Salto
I
Un pula (1) di Bansha andò una notte
per il pattugliamento di servizio
e incontrò una capra sulla strada
e la scambiò per un barbone (2),
innestata la baionetta andò all’assalto
e l’afferrò per la gola
e poi fece un solenne giuramento
“Ti manderò dritto in prigione”
II
“O pietà signore – replicò la capra-
lasciatemi raccontare la mia storia:
non sono un malvivente, nè un affiliato alla Società del Nastro (3), un ribelle (4), un Whig o un Tory (5)
non sono colpevole di alcun crimine
di piccolo o d’alto tradimento
sono purtroppo richiesto in questo periodo che è la stagione del latte (6)”
III
“E’ inutile lamentarsi
e parlare a briglia sciolta
sei un fuori sede
casinista e sfaccendato
non prevarrai sulle tue catene
neppure con la tua oratoria sublime
sarai deportato per il Peel Act (7)
su mia accusa”
IV
“Non ho trasgredito nessuna legge penale, con o senza testimoni
non ho una fissa dimora dove stare
casa o abitazione
ma Bansha è la mia residenza
dove sono nato e cresciuto
discendendo da una razza onesta,
questo è il mestiere che ho imparato”
V
“Le conseguenze saranno ciò che io vorrò,
ti farò vedere il potere del poliziotto
ti ammanetterò in ogni caso
e ti spedirò a Bridewel
sta certo, canaglia, non puoi negare
davanti al giudice o alla giuria
per intimidazione con le tue corna
e minacce furiose verso di me”
VI
“Sono certo che sei ubriaco
di whiskey, rum, o brandy
o non avresti una tale grinta
nel mostrarti coraggioso e virile
Saresti pronto a farmi passare
se avessi del denaro in mano
per offrirti un bicchiere di whiskey casalingo (8)
e allora sarei un damerino!

NOTE
1) peeler è sinonimo di poliziotto, dal nome del fondatore del corpo di polizia Robert Peel che nel 1829 fondò la prima polizia metropolitana a Londra nella sede storica di Scotland Yard, una trentita d’anni più tardi l’istituzione di corpi di polizia locali fu obbligatoria in tutto il Regno Unito
2)  stroller che ho tradotto come barbone, nel senso di senzatetto è anche sinonimo di “passeggiatrice”
3) Ribbonmen sono gli affiliati alla Società del Nastro (Ribbon Society) una società agraria segreta dell’Ottocento formata da irlandesi cattolici mezzadri o braccianti per difendersi dai soprusi dei proprietari terrieri e locatari (vedi anche qui)
4) Croppy boys sono i ribelli irlandesi del 1798 (vedi)
5) Nomi delle due maggiori forze politiche presenti in Inghilterra dal XVII secolo alla metà del XIX. Il termine irlandese tory, in origine attribuito ai cattolici fuorilegge, indicava i seguaci conservatori del pretendente cattolico al trono Giacomo II Stuart (1679) e in seguito i sostenitori degli interessi dei proprietari agrari, della monarchia e della chiesa anglicana. Rinnovata da W. Pitt il Giovane (1784-90), la fazione tory dominò la vita politica inglese fino agli anni Trenta dell’Ottocento, quando per opera di R. Peel si trasformò nel moderno Partito conservatore britannico. Il termine whig, in origine usato per i ladri di cavalli, quindi per i presbiteriani scozzesi, nel suo significato politico indicò dapprima gli avversari di Giacomo Stuart e poi i fautori degli interessi urbani e commerciali, della limitazione dei poteri della monarchia e della tolleranza religiosa. Riorganizzata da C. Fox alla fine del Settecento, la fazione whig, interprete di una forte spinta riformatrice in senso politico e socioeconomico, assunse il potere dopo il 1832, trasformandosi quindi nel moderno Partito liberale britannico. (dal dizionario Zanichelli tratto da qui)
6) in altre versioni diventa “mating season” la stagione dell’amore.
7) Peel Act: la riforma di Peel della legge criminale in cui si riducono i crimini puniti con la morte
8) in altre versioni diventa “parting glass” ossia il bicchiere della staffa.

continua

FONTI
http://www.historic-uk.com/HistoryUK/HistoryofEngland/Sir-Robert-Peel/
https://thesession.org/tunes/5327
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic28125.html

CAILIN DEAS CRUITE NA MBO

Mungere il latte era un’incombenza svolta dalle donne che solitamente cantavano una ninna-nanna alle mucche per tenerle tranquille, ma anche un incantesimo  per allontanare il malocchio e ottenere una produzione abbondante e salutare.
La Chiesa è stata spesso diffidente verso i canti delle belle fanciulle intente a mungere le mucche, considerandoli dei rituali magici o preghiere verso gli antichi dei.
Adriaen_van_de_VeldeE infatti un aneddoto annovera la canzone “Cailín Deas Cruíte na mBó” tra le canzoni irlandesi porta sfortuna: si dice che un sacerdote stesse recandosi al capezzale di un uomo morente per prestagli l’estrema unzione, ma si attardò ad ascoltare il canto di una contadinella; così arrivò a destinazione quando oramai l’uomo era già morto. La “bella fanciulla” altri non era che il diavolo che era riuscito a impedire al sacerdote di portate il conforto della confessione al moribondo. In effetti la melodia è considerata un canto delle fate, non essendo insolito nel folklore irlandese il racconto di fanciulle rapite e messe a guardia di bovini o cervidi.. (vedi)
La figura di una fanciulla che munge una mucca si ritrova scolpita sulle mura di molte chiese medievali ed è una presenza molto antica in terra d’Irlanda e più in generale lungo le coste delle isole britanniche e d’ Europa, così si trova sempre negli alpeggi una “milking stone” coppellata in cui le donne lasciavano offerte di latte allo spirito guardiano del luogo denominato spesso  gruagach (e in origine sicuramente di genere femminile) associato ad una vacca sacra giunta dal mare e ad una pietra coppellata . Potrebbe essere il ricordo di antichissimi rituali celebrati da sacerdotesse della Dea Madre e in seguito trasformate in creature fatate. continua

PASTORAL LOVE SONG

Un innamorato respinto spasima per la bella lattaia e vorrebbe prenderla in moglie preferendola alla figlia del Re.

ASCOLTA Danu

I
Tá blian nó níos mó ‘gam ag éisteacht
Le cogar doilíosach mo mheoin,
Ó casadh liom grá geal mo chléibhe
Tráthnóna brea gréine san fhómhar.
Bhí an bhó bhainne chumhra ag géimneach
Is na h-éanlaith go meidhreach ag ceol,
Is ar bhruach an tsruthán ar leathaobh dhom
Bhí cailín deas crúite na mbó.
II
Tá a súile mar lonradh na gréine,
Ag scaipeadh trí spéartha gan cheo,
‘s is deirge a grua ná na caora
Ar lasadh measc craobha na gcnó.
Tá a béilin níos dílse na sméara,
‘s is gile ná leamhnacht a snó,
Níl ógbhean níos deise san saol seo
Ná cailín deas crúite na mbó.
III
Dá bhfaighinnse árd Tiarnas na hÉireann
Éadacha, síoda is sróil
Dá bhfaighinnse an bhanríon is airde
Dá bhfuil ar an dtalamh so beo
Dá bhfaighinnse céad loingis mar spré dhom
Píoláidi, caisleáin is ór
Bfhearr liom bheith fán ar na sléibhte
Lem chailín deas crúite na mbó
IV
Muna bhfuil sé i ndán dom bheith in éineacht
Leis an spéirbhean ró-dhílis úd fós
Is daoirseach, dubhrónach mo shaolsa
Gan suaimhneas, gan éifeacht, gan treo
Ní bheidh sólás im chroí ná im intinn
Ná suaimhneas orm oíche ná ló
Nó bhfeice mé taobh liom óna muintir
Mo cailín deas crúite na mbó

I
I am listening for more than a year
To my mind’s melancholy whispering
Since I met the bright love of my heart
One evening late in autumn
The cow of the fragrant-smelling milk was lowing
And the birds were merry with song
And on the bank of the stream by my side/Was the pretty milkmaid
II
Her eyes are like the shining sun
Dispersing the mist through the skies
And her cheeks are redder than the rowan trees/ Alight among the branches on the hill
Her mouth is sweeter than blackberries/ And her complexion brighter than new milk/There is not a lovelier young woman in the world/Than the pretty milkmaid
III
If I were to receive High Lordship of Ireland
Clothing of silk or satin
Or the highest queen that there is
Alive in this world
If I received a hundred ships as a dowry
Palaces, castles and gold
I would prefer to be wandering the hillsides
With my pretty milkmaid
IV
If it is not in store for me to be together
With that too-faithful beauty as yet
It is limited and sad my life will be
Without peace, without merit, without direction
There will be no consolation in my heart or my mind
I will have no rest by night or day
Until I see by my side from her people
My pretty milkmaid
Tradotto da Cattia Salto
I
Ascolto da più di un anno
i sospiri malinconici del mio cuore
da quando incontrai il mio luminoso amore una sera tardi d’autunno
la mucca dal latte profumato d’erbe mungeva
e gli uccelli cantavano allegri e sulla riva del ruscello accanto a me
c’era la bella lattaia
II
Gli occhi come il sole splendente
fugavano la nebbia nel cielo
le guance più rosse del sorbo
tra i rami sulla collina;
la sua bocca è più dolce delle more
e la sua carnagione più luminosa del latte fresco, non c’è fanciulla più amabile al mondo della graziosa lattaia.
III
Se dovessi ricevere dall’Alto Luogotenente d’Irlanda vestiti di seta e di raso
o dalla regina più maestosa che esista al mondo, se anche ricevessi un centinaio di navi come dote
palazzi, castelli e oro, preferirei piuttosto vagare per le colline
con la mia bella lattaia
IV
Se non è destino per me stare insieme
con quella bellezza così leale,
limitata e triste sarà la mia vita,
senza pace, merito e guida.
Non ci sarà consolazione nel mio cuore o nella mia mente
non ci sarà riposo notte e giorno
finchè non vedrò al mio fianco
la mia bella lattaia

continua versione inglese

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/cailinbo.htm
http://songsinirish.com/cailin-deas-cruite-na-mbo-lyrics/

CAIDE SIN DO’N TE SIN

Nella tradizione delle canzoni popolari celtiche ottocentesche si leva un canto di protesta contro “il sistema” non è anarchico nè socialista, ma un grido di libertà che si può riassumere nello slogan sex-drinks&piping; questo filone di canti popolari non ha solo come protagonisti dei giovanotti imberbi in cerca di avventura, quanto piuttosto uomini maturi se non anziani che cercano di prendere il buono della vita. Uno spirito libero vagabonda per il paese, senza radici e spesso al di fuori dalla società civile, e vuole solo essere lasciato in pace, perciò risponde ai benpensanti e ai moralisti “Fatti i fatti tuoi!” (=mind your own business)
“Una canzone orgogliosa, e di ferrea e piccata affermazione della propria libertà personale, e del diritto che si ha di fare ciò che si vuole della propria vita, senza che gli altri se ne preoccupino. Contro le imposizioni della famiglia, contro il cosiddetto “buonsenso”, contro ogni cosa che non sia la propria volontà…Anche un autentico inno contro la schiavitù e la simbologia del lavoro” (Riccardo Venturi da qui)

Canto tradizionale in gaelico irlandese originario del Donegal scritto anche come “Cad é Sin” è  stato registrato da molti grandi artisti della scena irlandese e non.
Il video per la serie tv Anam an Amhráin

ASCOLTA Clannad in Banba

ASCOLTA Tri Yann

ASCOLTA Caladh Nua


Chuaigh me chun aonaigh is dhiol me mo bho
Ar chuig phunta airgid is ar ghini bhui oir
Ma olaim an t-airgead is ma bhronnaim an t-or
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma olaim an t-airgead is ma bhronnaim an t-or
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma theim na choille chraobhaigh cruinniu smeara no cno
A bhaint ullai de gheaga no a bhuachailleacht bo
Ma shinim seal uaire faoi chrann a deanamh so
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma shinim seal uaire faoi chrann a dheanamn so
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma theimse chuig airneal is rince is sport
Chuig aonach is rasai’s gach cruinniu den tsort
Ma chim daoine sugach is ma bhim sugach leo
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma chim daoine sugach is ma bhim sugach leo
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Deir daoine go bhfuil me gan rath’s gan doigh
Gan earra gan eadach gan bolacht na stor
Ma ta mise sasta mo chonai i gcro (1)
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma ta mise sasta mo chonai i gcro
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do


I
I went to the fair and sold my cow
For five pounds of silver and a yellow guinea of gold
If I drink the silver and if I give away the gold
O what is that to anyone else.
If I drink the silver and if I give away the gold
O what is that to anyone else.
II
If I go to the leafy woods gathering berries or chestnuts,
Plucking apples from branches or herding cows,
If I stretch out for a while beneath a tree relaxing,
O what is that to anyone else.
III
If I go for a night-visit and for dancing and sport,
To fairs and races and every gathering of that sort,
If I see happy people and if I’m happy with them,
O what is that to anyone else
IV
People say I’m without riches no doubt,
Without goods or clothes or cattle or stock,
If I a happy living in a hovel (1),
O what is that to anyone else.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Sono andato alla fiera e mi son venduto la vacca
per cinque sterline d’argento e una ghinea d’oro giallo:
Se mi bevo l’argento e mi sputtano l’oro
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
Se mi bevo l’argento e mi sputtano l’oro
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
II
Se vado nei boschi a raccogliere bacche o castagne,
A cogliere mele dai rami o a badare alle mucche,
E se poi mi schiaccio un riposino sotto un albero
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
III
Se vado da una la notte, oppure a ballare e a divertirmi
Alle fiere, alle corse e ogni raduno del genere,
Se vedo che la gente è felice e io sono felice con loro,
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
IV
La gente dice che sono povero, senz’altro,
Non ho beni né vestiti, né greggi e né bestiame,
Ma se vivo contento in una baracca (1) Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?

NOTE
1) il brav’uomo mette in pratica  l’insegnamento del filosofo greco Epicuro per il raggiungimento della felicità: seguire i “bisogni naturali”, concedersi di tanto in tanto quelli naturali ma non necessari, evitare quelli vani (nè naturali e nè necessari come l’arricchirsi) Dei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri né naturali né necessari, ma nati solo da vana opinione (Epicuro Lettera a Meneceo) continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=29843&lang=it
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Caide.html

CAITILIN NI UALLACHAIN

Caitilín Ní Uallacháin = Katty Hualloghan è il titolo di un canto giacobita irlandese settecentesco, attribuito al maestro di scuola William Heffernan (di Lattin) e abbinato a una melodia che conobbe una grande fortuna nell’Ottocento, essendo stata associata a una poesia di Sir Samuel Ferguson, “The Lark in the clear air” .

Il canto si inserisce nel filone delle “aisling song” in cui il poeta viene abbagliato al sorgere dell’alba da una visione soprannaturale: una splendida fanciulla personificazione dell’Irlanda è in mestizia e predice un tempo in cui la terra irlandese sarà libera. Il tema conobbe una grande fioritura nel Settecento, quando i poeti irlandesi dovevano nascondere il loro nazionalismo sotto alla poesia bucolica di genere amoroso. (vedi)

UNA VECCHIA DEA

Qui però l’Irlanda non è una fanciulla ma una “povera vecchia” (the Sean-Bhean bhocht – scritto foneticamente come “the Shan Van Vocht”), la signora Katty Hualloghan -o Kathleen O’Houlihan-,  padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui è divisa per tradizione l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats ambientata nel 1798.

Cathleen è una dea-guardiana che appartiene alla terra, la personificazione della dea Ana (iath nAnann -la terra di Ana ) costretta all’esilio dai troppi stranieri che l’anno vilipesa e che vaga in cerca di aiuto, così è una dea decaduta, povera, invecchiata, scacciata da casa. Ma è pur sempre una dea e ancora chiede sacrifici umani, così incanta i giovani uomini e li convince a dare la vita per amor suo: la Cathleen di Yeats ringiovanisce nutrendosi del sangue degli eroi.

Caitilín Ní Uallacháin è riportato nel “Ancient Music of Ireland” di George Petrie vol II pg 8 (vedi) che così scrive
Of this song at least two versions have been already printed, and both with English metrical translations, – one by the late Mr. Edward Walsh, in his “Irish Popular Songs,” and the other by Mr. John O’Daly, in his “Poets and Poetry of Munster,” the versifications in which were made by the late James Clarence Mangan. In both these works the authorship of this song is assigned, but, as it would appear, erroneously, to one of the Irish poetic celebrities of the eighteenth century, – a blind Tipperrary poet named William O’Heffernan; for Mr. Curry has supplied me with a copy of the song which he transcribed from a manuscript now in his possession, and which was written in the year 1780 by a distinguished Clare scribe and Irish scholar, named Peter Connell, or O’Connell; and as in this MS. the name William O’Hanrahan is given as that of its author, such authority is certainly superior in weight to any that has been,m or probably could be, assigned for ascribing it to the Tipperary poet; for it can scarcely be doubted that Connell was personally acquainted with its true author.

Nella canzone il poeta spera in una sconfitta inglese in guerra con le potenze del tempo, e invoca la libertà dell’Irlanda.

LA MELODIA

Il testo fu associato a una melodia intitolata Kathleen Nowlan  scritta da Edward Bunting nelle sue notazioni, da non confondersi però con la melodia Kitty Nowlan sempre annotata da Bunting e trascritta nelle raccolte della Irish Folk Society: fu Charlotte Milligan Fox (1864-1916) a far pubblicare la vecchia melodia irlandese Kathleen Nowlan  nel volume VIII della Raccolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

FONTI
http://www.writerscafe.org/writing/B-Medb/248036/
https://archive.org/details/petriecollection01petr
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33347

CAISLEÁN UI NÉILL

La fonte principale per trovare testo, traduzioni e melodie di questa antica canzone dal titolo “Caisleán Uí Néill” (=O’Neil Castle), è la signora Eileen (Ellen) Costello (1870 – 1962) nata Drury, che nel 1919 pubblicò “Amhráin Muighe Seola: Traditional folk-songs from Galway and Mayo” una raccolta  di canti tradizionali  della Gaeltacht, principalmente per fini didattici a supporto dell’insegnamento del gaelico nelle scuole.

EILEEN COSTELLO

Insegnante, membro attivo della Liga Gaelica, senatrice della Repubblica d’Irlanda “Mrs Costello was born Edith Drury in 1870 in St Pancras workhouse in London, where her Limerick father worked as an attendant. Her mother was Welsh. She became a teacher, and was in the 1890s prominent in a number of the then many Irish cultural organisations in London. A highly active member of the Gaelic League from its London foundation in 1896, she learned Irish there. Her song collecting in the Irish language began in London (she first collected ‘Neillí Bhán’ on a train coming from Woolwich), but her collecting work really began in Ireland, in Tuam, where she came to live having in 1903 married a Dr Thomas Bodkin from the town. He was a medical doctor, historian, and fellow Gaelic Leaguer. Among her chief singers from 1904 was a Maggie Hession of Belclare, members of whose family are still involved in traditional music. Mrs Costello was active in the War of Independence and became a senator in the Irish Free State. (tratto da qui)

Nell’archivio digitale de “Amhráin Muighe Seola” sono riportate ben tre notazioni melodiche abbastanza simili come pure una serie di versioni testuali di “Caisleán Uí Néill”; ancora una versione testuale  con traduzione in inglese si trova  in “Poets and Poetry of Munster” di John O’Daly, 1860.

IL FALSO INNAMORATO?

La protagonista è una giovane ragazza che è stata abbandonata dal suo (falso) innamorato il quale si dirige a Nord verso il Castello degli “Ui Neil”; sono gli O’Neill i discendenti dello storico re di Tara Niall Noigiallach che morì verso il 405: questi in qualità di Conti mantennero il potere nell’Ulster fino agli inizi del Seicento quando dopo nove anni di guerra (1594-1603) vennero sconfitti dagli Inglesi (evento che portò al “Flight of the Earls” ovvero il “Volo dei Conti” i quali lasciarono l’Irlanda per poter continuare la loro battaglia al servizio delle monarchie straniere nemiche dell’Inghilterra.

ASCOLTA (mp3 ) -voce e chitarra barocca-  Irish Traditional Music EnsembleEarly Music Ensemble of the DIT Conservatory of Music and Drama in Flow My Tears 2006, (il titolo del cd è una citazione da John Dowland) (vedi)

ASCOLTA Máire Nic Dhonnchadha in Seoltaí Séidte. Setting Sail  2004 (“Ceolta Éireann 1957-1961. Forty-Three Historic Recordings.) vedi

ASCOLTA Na Casaidigh (The Cassidys) in Fead An Iolair 1984 con Caitríona Ní Chasaide voce e arpa (la traccia del brano ritorna nell’album The Cassidys-Na Casaidigh 2010 sebbene non più presente nella line up del gruppo)

ASCOLTA Máirín Uí Chéide live

I
Céad slán don oíche aréir,
Is é mo léan gan í anocht ina tús,
Leis an mbuachaillín spéiriúil
A bhréagadh mé seal ar a ghlúin,
(Cé gur) chuir tú orm d’éileamh (1)
A mhí(le) grá bán, ní leatsa mo rún,
Ach céad faraor géar
Tá na sléibhte (ag) dul idir mé is tú (1bis).
II
(‘S) tá an gairdín seo ina fhásach,
A mhíle grá bán(2), is tá mise liom féin (2bis),
(‘S) tá na pósaetha ag fás ann
Is breátha dá bhfaca tú riamh(3),
Ní chluinfeá ceol cláirsí
ag dul an tsráid seo
Ná ceol (3 bis) binn na n-éan,
Ó d’éalaigh mo ghrá uaim,
Cúl (3 ter) álainn go Caisleán Uí Néill.

NOTE
1) oppure scritto “Chuir tú orm an t-éileamh” oppure “Mar do chuir tu orm t’éaradh”,
1 bis) oppure il finale della quartina diventa
“D’aithriseoinn scéal duit, a mhile grá, dá ndéantá air rún
Ach Flaithis Mhic Dé ná fhaighe an té chuirfeadh idir mé is tú”
2) oppure scritto “a ghrá geal”
2bis) nó an miste leat é?
3) Nil toradh ar bith ag fás ann,
bláth na n-airni ná duilliúr na gcraobh
3 bis) oppure ceiliúr
3 ter) oppure an craoibh
4) III C
Is i gCaisleán Uí Neill tá an péarla bhain dhíomsa mo shnua
is gurb é binneas a bhéil a chuirfeadh éanlaith na coille chun suain
‘s é an tsamhail thug mé féin dá mhéin mhaith is do leagan a shúl
mar fhíoruisce an tsléibhe is é ag téaltó maidin lae ciúin
IV C
Níl cnócan dá aeraí, a mhíle grá, nach n-aithneoinn do shiúl
‘S níl maighdean dá chéillí, is é mo léan, nach dtéann uirthi an chluain
Tá mo mhuintir dom thréigean ‘s níl éinne tíocht chugam ar cuairt
agus mo ghrá dom shéanadh le céil fir eile is nach trua.
4bis) oppure scritto “Go dtug mé fhéin spéis dó go mór i ngan fhios do’n slua ”
5) oppure “ní mó ná go gcodaluim fein trá”
6) oppure il finale della quartina è invece
“Bliain ‘san oiche aréir, sea réab na capaill an fál
Agus chuaidh siad de léim, sé mo léan géar, amach ins a’ snamh”.

Variazioni nelle strofe

III A (4)
Is i gCaisleán Uí Néill
Atá an péarla a bhain díomsa mo ghrá
Cé go dtug mé féin spéis dó
Is é mo léan géar i ngan fhios don tslua (4 bis),
Ag teallach tigh Mhóir
Is ea chónaíonn is a chodlaíonn mo ghrá,
Agus a shamhail níl le fáil agam
Ach an réalt eolais atá ar an mbaile úd (taobh) thall.
IV A
Ba mhilse liom do phóigín
Ná an rós a thagann faoi bhláth,
’S le cumha (mór) i ndiaidh mo stóirín
Ní mó ná go gcodlaím go sámh (5),
Is é an tsamhail a bhéarfainn
Dá mhéin is de leagan a shúl,
Fíoruisce an tsléibhe
Is é ag éalú ar maidin sa drúcht. (6)
V
Bliain is an oíche aréir
Sea réab na capaill an fál,
Is naoi n-oíche ina dhiaidh sin
Sea d’éalaigh mo ghrá uaim sa snámh,
Níl tuile dá mhéid
Nach gcaitheann sé an fhad eile ag trá,
Is níl ann ach lucht bréaga
Agus b’fhéidir go bhfillfeadh mo ghrá.
VI
Agus d’aithneoinn mo stóirín
Is é ag gabháil trí shiopaí Bhaile Átha Cliath,
Agus d’aithneoinn aríst é
Is é gabháil tríd an mbaile úd taobh thiar.
Dá mba liomsa Tír Eoghain,
Cé gur mór í le tairiscint mar spré,
Ach nárbh fhearr liom bheith pósta
Le mo stóirín i gCaisleán Uí Néill.
III B
‘S i gCaisleán Uí Néill
‘tá an té úd ‘bhain díomsa mo chlú
Is a shamhail níl le fáil a’m
ach an réalt eolais thar an mbaile údan thall
Ba mhilse liom blas a phóigín
ná an rós ar a dtagann an bláth
Is le cumha i ndiaidh mo stóirín
ní beo mé ach tamaillín gearr.
IV B
‘S cén fáth, a mhíle grá bán,
i dtús an tsamhraidh
nach dtiocfása ar cuairt
Anuas ins na gleanntáin
nó ar oileán ina nglaonn an chuach
Ba, caoirigh ná gamhna
ní shantóinn féin leat iad mar spré
Ach mo láimh faoi do cheannsa
‘s cead comhrá go huair a dó dhéag.

Ed ecco il testo trascritto in “Poets and Poetry of Munster”
I M
A chumainn dhil a’s annsacht a d-tús an t-samhraidh dá d-tiocfádh liom féin
Amach faoi na gleannta nó mar a d-tígheadh an ghrian fae
Badh, caoire, ná gamhna ní íontóchuinn leatsa mar spréidh
Acht mo lámh bheith faoid’ chóm geal ‘s cead cómhrádh bheith eadrainn a raon!
II M
Atá mo gháirdín-sí an fhásach a dhian-ghrádh an misde leat é
Atá torthuighe ró ánd ann agus fásach go barraoi na g-craobh
Ní chluinim ceól cláirsíghe gabhail an t-sráid seo ná ceól binn na n-éan
O d’éalaigh mo ghrádh uaim, cúl fáingioch go Caisleán Uí Néill.
III M
Nár fhágbhadh mé an saoighealso, go léigfe mé dhíom an mí-ágh; –
Go m-beidh badh ‘gam ‘s caoire, ‘s mo mhaonach idir mo dhá lámha;
Trosgadh na h-aoine, an lá saoire ní chuirfinn a bh-fáth;
‘S níor bh-fada liomsa oidhche, sínte led’ bhrollach geal bán!
IV M
Céad slán do’n oidhche raoir, is é mo léan nach í nocht atá ann;
‘S do’n m-buachaillín spéireamhuil, do bhréagfadh mé seal ar a ghlúin,
Do ‘neósfainn féin sgéal duit, dá mb’fhéidir go g-coimeádfádh orm rún!
Go bh-fuil mo ghrádh bán am thréigion, a Dhia ghléigil ‘sa mhic Muire nach dúbhach!
IV M
Tá’n tuirse ‘san brón so, ró mhór timchioll mo chroidhe!
Tá lán mo dhá bhróigín, do dheóracha glasa liom síos;
Faoi ghrádh buachaill óig, do bhréodh ‘s do bhuain díom mo chiall,
‘S ní mhairfeadh mé beó, má phósan sé an bhean dubh ó’n t-sliabh!
V M
Tá siad dá rádh go bh-fuil grádh na bh-fear orm féin,
‘S dr n-dóith má tá, mo chrádh! ní misde liom é;
Go d-tugas naoi lá. Naoi d-tráth, naoi seachtmhuine déag,
Ag cúl tíghe mo ghrádh, buaint áirnídhe fá dhuilleabhar na g-craobh!
VI M
Do gheall tusa damhsa, go m-bréagfádh mo leanbh ar do ghlúin;
Do gheall tú na dhéig sin, go m-beidh’ aon-tígheas idir mé ‘gus tú,
Mo gheallamhuin ‘naghadh an lae dhuit, gur léigeasa leatsa mo rún!
Agus faraoir dúbhach géar! Tá’n saoghal ag gabhail ‘dir me ‘gus tú!

TRADUZIONE di John O’Daly
I
Oh Darling and true love
in early summer if you come with me
‘mong dim glenns of dew, love
or where the bright sun shineth free;
calves, kine, sheep and whitest
for your fortune I’d take not that day.
But my two arms ‘round your white waist and sweet lonely converse with you for aye!
II
My garden’s neglected;
dear love! Does that not cause you pain?
Fruits bloom uninspected,
and verdure grows high without gain.
I list not the clearest
soft harp, or the birds’ sweet low wail
since from me fled my dearest
curled cuilfionn to Caisleann O’Néill!
III
Yet I’ll leave not life’s battle
till down fall my mis’ry and pain;
till I’ve sheep and cattle
and my darling returned once again;
the spare meals of Lent-time
I’ll quit not on grand days of feast,
sweet, swift were the spent-time
I’d spend with my head on his breast.
IV
Farewell to last even!
I would it were back now to me,
with the fair youth of Heaven
who caressed me awhile on his knee!
I’ll say what bereft me
of joy – but let no one know,
my own white Love has left me,
O Mary! O Heaven! What a woe!
V
Sickness and sorrow
are much, much around my poor heart;
the wan tears each morrow
to my eyes ever – and ever start;
though love, and love only
of him, who has left grief’s black shade,
Ah! I cannot live lonely
if he wed with the dark mountain maid
V
The people say ever
that brave, handsome men love me dear,
but never – o never
could I love while he is not here,
I’d wander, far rather,
nine days, nine nights, nine weeks and ten,
and sloe-berrie gather
Near his house ‘neath sleet, snow, and rain!
VI
You promised me purely
you’d love me till came death’s decline:
you promised me, surely,
that your home should always be mine.
But woe to that even
when I gave my heart unto thee,
Faraor! O bitter grieving!
The world goes between thee and me!
Traduzione di Cattia Salto *
I
O caro amore mio
all’inizio dell’estate se vieni con me
tra le forre ombrose di rugiada, amore
o sotto alla luce del sole splendente;
mucche, pecore o vitelli per il tuo bene non governerei quel giorno
ma starei con le braccia strette alla tua bianca vita
a conversare con te per un po’
II
Il mio giardino è trascurato,
caro amore, come ciò non ti causa dolore?
La frutta matura senza essere colta e l’erba cresce alta senza essere falciata.
Nessun suono d’arpa si ode
né i dolci canti degli uccelli
da quando egli mi ha lasciato,
il mio caro bel ragazzo dai riccioli biondi, per il castello O’Neil
III
Eppure non mi darò per vinta
per quanto possa cadere in basso  nella tristezza e nel dolore;
finché ho ovini e bovini, il mio amore ritornerà ancora una volta; il modesto desinare del tempo di Quaresima non cesserò nei grandi giorni di festa, amore, rapido trascorrerebbe il tempo da passare con la mia testa sul suo petto.
IV
Addio per l’ultima volta!
Vorrei che quel tempo ritornasse,
con quel bel giovane angelo
che per un po’ mi baciava tenendomi sulle ginocchia. Dirò quello che mi priva
della gioia – ma che nessuno sappia,
il mio bell’amore mi ha lasciato,
O Maria! O cielo! Che guaio!
V
Malattia e dolore
avvolgono
il mio povero cuore;
e lacrime ogni domani
dai miei occhi esangui sempre –
e sempre riprenderanno;
eppure amo, e solo lui amo, colui che ha lasciato l’ombra nera del dispiacere.
Ah! Non posso vivere da sola
se si è sposato con la fanciulla della Montagna Nera.
V
La gente dice sempre
che bravi uomini e belli mi amano
ma mai – o mai
potrei io amare, mentre lui non è qui,
piuttosto vagherei, lontano ,
nove giorni, nove notti, novanta settimane ,
per raccogliere le bacche del prugnolo
vicino alla sua casa sotto
nevischio, neve e pioggia!
VI
Mi hai promesso semplicemente
che mi avresti amato fino alla morte:
mi hai promesso, sicuramente,
che la tua casa sarebbe stata sempre la mia.
Ma sia maledetta quella sera
in cui ti diedi il mio cuore
Che dolore! O amaro lutto!
Così va il mondo!

NOTE
* traduzione dall’inglese, una traduzione che non mi convince ancora ma per il momento la considero come una traccia da perfezionare.

FONTI
http://songsinirish.com/caislean-ui-neill-lyrics/
http://songsinirish.com/caislean-ui-neill-lyrics2/
https://archive.org/stream/poetspoetryofmun00sigerich#page/82/mode/2up/search/Caisle%C3%A1n+U%C3%AD+N%C3%A9ill
http://tunearch.org/wiki/O’Neill’s_Castle
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=159991
http://www.itma.ie/digitallibrary/score/AMS
http://www.culture24.org.uk/places+to+go/northern+ireland/art16597
http://folkmusicsocietyofireland.files.wordpress.com/2012/07/ct26.pdf

AN MHAIGHDEAN MHARA

The Land Baby, John Collier - 1899
The Land Baby, John Collier – 1899

In Irlanda la sirena è detta merrow e può essere sia femmina che maschio. A volte queste creature scelgono volontariamente di restare accanto ad un uomo, assumendo la forma umana, ma sono condannate a non poter toccare l’acqua salata, perchè altrimenti saranno costrette a ritornare in mare e a non potranno mai più camminare sulla terra. continua

LA MELODIA

Una slow air dolce-amara più propriamente un lament che esprime tutto il dolore della mutaforma costretta a lasciare per sempre i suoi figli e il marito umano. Anche in questo contesto come in quello delle Isole Ebridi (vedi prima parte) la fanciulla del mare potrebbe essere sia una sirena che una foca.

ASCOLTA The Chieftains in set con Tie the Bonnet, O’Rourke’s

LA FIGLIA DELLA SIRENA

Il canto in gaelico proviene dal Donegal, nella canzone la figlia della sirena è caduta in mare e la madre per salvarla dalla maledizione, prende il suo posto e ritorna per sempre nell’oceano.

La versione nel film “The Secret of Roan Inish” (In italiano “Il Segreto dell’Isola di Roan“) 1995

e due grandi voci a confronto Mairéad Ní Mhaonaigh e Moya Brennan



ASCOLTA Aoife Ní Fhearraigh

GAELICO IRLANDESE
I
Is cosúil gur mheath tú nó gur threig tú an greann;
Tá an sneachta go frasach fá bhéal na n-áitheann,
Do chúl buí daite ‘s do bhéilín sámh,
Siúd chugaibh Máirí Chinidh
‘s í ‘ndiaidh ‘n Éirne ‘shnámh.
II
A Máithrín mhilis dúirt Máire Bhán.
Fá bhruach a’ chladaigh ‘s fá bhéal na trá,
‘S maighdean mhara mo mháithrín ard
Siúd chugaibh Máirí Chinidh
‘s í ‘ndiaidh ‘n Éirne ‘shnámh.
III
Tá mise tuirseach agus beidh go lá
Mo Mháire bhruinngheal ‘s mo Phádraig bán,
Ar bharr na dtonna ‘s fá bhéal na trá,
Siúd chugaibh Máirí Chinidh
‘s í in dhiaidh an Éirne a shnámh
IV
Tá an oíche seo dorcha is tá an ghaoth i ndroch aird.
Tá an tSeisreach ‘na seasamh ins na spéarthaí go hard.
Ach ar bharr na dtonnta is fá bhéal na trá
Siúd chugaibh Máire Chinidh is í i ndiaidh an Éirne snámh.

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
It seems that you have faded away and abandoned the love of life
The snow is spread about at the mouth of the sea (fords)
Your yellow-speckled back(1) and your gentle little mouth,
We give you Mary Kenny,
to swim forever in the Éirne
II
My dear mother, said fair Mary
By the edge of the shore and the mouth of the sea
A mermaid is my noble mother,
We give you Mary Kenny,
to swim forever in the Éirne
III
I am tired and will be forever
My bright-breasted Mary and my fair Patrick
On top of the waves and by the mouth of the sea
We give you Mary Kenny,
to swim forever in the Éirne
IV
The night is dark and the wind is high
The Plough can be seen high in the sky
But on top of the waves and by the mouth of the sea
We give you Mary Kenny, to swim forever in the Éirne
TRADUZIONE Cattia Salto
I
Pare che tu sia caduta
e abbia perso il buon umore.
La neve si accumula
sull’imboccatura del mare (dei guadi),
sulla tua schiena maculata di giallo (1) e la tua dolce piccola bocca
vi diamo Mary Kenny a nuotare per sempre nell’oceano (2)
II
“Mia cara madre- disse la bionda Mary
dal bordo della spiaggia sul bagnasciuga-
una sirena è la mia nobile madre”
vi diamo Mary Kenny a nuotare per sempre nell’oceano
III
Sono stanca e lo sarò per sempre
la mia Mary dal petto luminoso e il mio biondo Patrick
sulla cresta delle onde e sul bagnasciuga
vi diamo Mary Kenny a nuotare per sempre nell’oceano
IV
La notte è buia e il vento è forte
il Gran Carro (3) si scorge alto nel cielo
ma sulla cresta delle onde e sul bagnasciuga

vi diamo Mary Kenny a nuotare per sempre nell’oceano

NOTE
1) altri traducono con “Your yellow flowing hair” (i tuoi lunghi capelli biondi)
2) Eirne può riferirsi sia ad un lago (Loch Erne) che essere una vecchia parola per l’Atlantico
3) in inglese è il Carro (The Plough) dell’Orsa Maggiore

FONTI
https://thesession.org/tunes/4087
http://www.celticlyricscorner.net/altan/anmhaighdean.htm
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/anmhaighdean.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7950
http://www.irishpage.com/songs/roaninis.htm
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic109070-20.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic1036.html

CAILÍN NA GRUAIGE DOINNE

Popolarissima melodia (vedi) abbinata con diversi testi in gaelico irlandese che narrano di amori sfortunati (è ricorrente nei canti irlandesi il tema del sentimento non corrisposto) oscillando tra il dolce e l’amaro.

LA DONNA MORA

Cailin Na Gruaige Doinne, scritto anche come Cailin Na Gruige = Donna Mora (The Girl Of The Brown Hair) è il lamento di un uomo, forse un bracciante agricolo che a causa della sua bassa posizione sociale è stato allontanato dalla ragazza dai capelli scuri di cui si è, perdutamente, innamorato. Non è chiaro se lei l’abbia respinto o se siano stati i genitori di lei ad averli separati. Come da prassi per i canti d’amore irlandesi la manifestazione del dolore è gridata e plateale. L’uomo è avvilito, affranto dal dolore sulla soglia della pazzia.

ASCOLTA Perfect Friction

GAELICO IRLANDESE
I
Ar bhantaibh an tSróil sea d’fhagas mo stór,
‘S a maithrín ag gleo gan dabht léi.
‘D taobh grá ‘ thabhairt dom shórt sa d’fhánaí gan treoir,
Gan cairne buí óir i gcabhair dom.
‘S í an bháb mhiochair modhail [mhodúil] ‘ chuir bláth ar mo sceol,
‘S is páiste bhí óg gan dabht í
‘S nach breá deas mo shórt ag geáitseáil ar bord,
Le cailín na gruaige doinne.
II
Is ‘neosfad mo stair dom mhuintir ar fad.
Cé cloíte go lag gan mheabhair mé,
Ag smaoineamh ‘s ag brath ‘s ag tnuth len í theacht
Gach oíche ‘gus maidin Domhnaigh.
Rince go pras, aoibhneas ná cleas,
Ní smaoiním le heaspa meabhrach,
Ach mo croí istigh a shlad le dian-díograis searc,
Do chailín na gruaige doinne.
III
Is tréithlag a bhím gan éinne dem bhuíon
Ag déanamh aon suim’ sa domhan díom,
‘S is baolach dá dhroim go n-éagfad gan mhoill,
Am éigin ar dith mo mheabhrach,
Le saorghuth a cinn go léimid aníos,
Na héisc as an linn ag leabhaireach,
`S dá bhreáthacht sin mar ní, ní shásódh mo chroí,
Gan cailín na gruaige doinne.

(tratta da qui)
I
On the plains of Sroil (1)
I left my love
And her mother, no doubt,
was arguing with her
About the love she gave my kind,
an aimless wanderer,
With no stack of gold
to succour(help) me.
This modest maiden gave my life bloom
And she’s a young child,
without doubt.
Isn’t is great (nice) for me
to be showing off (2)  with
The girl with the brown hair
II
I tell my tale to my own folk all together
How defeated, weak and senseless I am
Thinking, feeling and hoping for her return
Each evening and Sunday morning.
Of lively dancing (3) , beauty nor cleverness
I can’t think for the loss of my senses.
But the heart of my heart
Has been plundered (robbed ) by an intense fervent love
For the girl with the brown hair
III
I am exhausted without anyone of my company (4)
Taking an interest in my well-being (5).
There is a danger that I might soon be lost, (6)
Being left without my reason because of her.
At the sound of her voice (7)
Fish leap lithely from their pool (8)
Her beauty is such that my heart would never be satisfied (9)
Without the girl with the brown hair
tradotto da Cattia Salto
I
Nella piana di Strule
ho lasciato il mio amore
e sua madre di certo
discuteva con lei
sul tipo di amore che potevo darle,
io, un vagabondo senza meta
senza una borsa d’oro
a sostenermi.
Quella modesta fanciulla ha fatto rifiorire la mia vita
ed era una giovane ragazza,
senza dubbio.
Non è bello per me non aver potuto continuare la relazione con la ragazza dai capelli scuri.
II
Racconto la mia storia alla gente radunata
quanto deluso, fragile
e sciocco io sia
pensando, sentendo e sperando nel suo ritorno,
ogni sera e santo giorno
non sono pronto alla danza, alla bellezza e bravura
non riesco pensare, perchè ho perso il senno, che il cuore del mio cuore
è stato rubato da un intenso e fervido amore
per la ragazza dai capelli scuri.
III
Sono esausto
privo di una compagnia
che si prenda cura del mio benessere
C’è un pericolo
che mi dannerà presto,
(quello di) perdere la ragione
per colpa sua.
Al suono della sua voce
il pesce guizza flessuoso
nella pozza
la sua bellezza è tale che il mio cuore non potrà mai essere contento
senza la ragazza dai capelli scuri

NOTE
1) [Shrule?Strule?]
2) [géaitseáil -” (Act of) posing, gesturing, play-acting” – foclóir uí Dhomhnaill): frolicking/carrying on  (to be working beside)
3) No dancing to the ready
4) to accompany me,
5) No one in the world to care for me
6) There is danger behind, death without delay
7) With the sound of her voice leap out
8) The fish from their pool will her charms
9) I  proclaim as a thing, my heart will be neversatisfied

continua

FONTI
http://www.itma.ie/digitallibrary/sound/cailin-gruaige-doinne-cox
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34917

CAILÍN NA GRUAIGE BÁINE 

Popolarissima melodia (vedi) abbinata con diversi testi in gaelico irlandese che narrano di amori sfortunati, oscillando tra il dolce e l’amaro.

LA DONNA BIONDA

Cailín Na Gruaige Báine, scritto anche come Cailin Na Gruige Bhana, (The Girl Of The Fair Hair) è probabilmente una variante  della canzone già tradotta da Samuel Ferguson con il titolo The fair-haired girl”.

Quella che apparentemente è una canzone di abbandono, perdita e separazione assume una dimensione soprannaturale interpretandola attraverso il filtro del mito: la donna bionda di cui il protagonista è disperatamente innamorato è infatti una donna cigno.
Il tema del sentimento non corrisposto viene esacerbato dal sentimentalismo e l’autocommiserazione. E’ tipico del canto irlandese manifestare una tale disperazione per un amore infranto, gli scozzesi invece si consolano più facilmente con il detto “ci sono molti pesci nel mare”

Swan Sister

ASCOLTA Aoife Ní Fhearraigh in Aoife 1996

ASCOLTA ancora Aoife nell’arrangiamento in Winter’s Crossing 1998, con James Galway & Phil Coulter 

I
Is uaigneach mo shaol go gruama faraoir,
‘Mo thruaill bhocht gan siamsa ‘tá mé,
‘S is brónach a bhím gan suaimhneas na hoích’
Go buartha lag cloíte cráite.
II
‘Sí ‘n stuabhean gheal   chaoin a rinne gual de mo chroí
‘S níl suairceas a choíche i ndán domh
Ó luach liom mar mhnaoi go luat’ dtús mo shaoil
Mo chailín na gruaige báine (1).
III
‘S í bláth bán na   gcraobh í, thug barr ar gach scéimh
Le háilleacht le méid ‘s le breáchta,
‘Sí d’fhág mé faoi léan, ‘si chráigh mé gan bhréig
‘Gus tá ‘fhios ag Mac Dé   mo chás-sa.
IV
Dá bhfaighinnise mo   rogha, ó b’ansa liom é
Bheith ar láimh leis a’ spéirbhean álainn
‘S ní náire ar bith liom é nó ‘s í grá geal mo chléibh
Mo chailín na gruaige báine.
V
Dá dtigeadh sí arís ar chun mo thí
Nach mise bheadh aoibhiúil sásta,
‘S níl áit ar bith dár mhain léi nach mbainfinnse fúm
Ach cead ‘fháil mo shaol a chaitheamh léi.
VI
Nach trua mise   ‘smaointiú go dimhain in mo chroí,
Nach bhfeicim arís go brách í,
Taím buartha bocht faoi chian is ní mhairfead beo bliain
Gan cailín na gruaige báine.

TRADUZIONE INGLESE
I
My solitary life is cheerless alas
I am a poor wretch without any diversion
I am most sorrowful
with no rest at night
Disturbed, weak,exhausted and tormented
II
‘Tis a stately, fair, delicate woman
who turned my heart to coal
And I will never be cheerful again
Since I became involved
with a woman early in my life
My fair-haired girl (1)
III
She’s the fairest flower of them all,
the  most beautiful in form
With the utmost and finest beauty
I left her in sorrow,/ undoubtedly I tormented her/ And the Son of God knows my reason
IV
If I could have my choice,
oh it would be my dearest wish
To be holding the hand of
that beautiful young girl
And I’m not ashamed at all
that she is the love of my life
My fair-haired girl
V
If she would come again to my house
Wouldn’t I be smiling and happy
And there’s nowhere at all
that I wouldn’t settle if she wanted
Just let me spend my life with her
VI
Aren’t I pitiful forever
thinking in my heart
That I will never see her again
I am so sorrowful and sad
that I will not live a year
Without the fair-haired girl.
tradotto da Cattia Salto
I
La mia vita solitaria è ahimè senza amore, sono un povero miserabile, senza alternative,
tristi sono le mie notti
e senza riposo,
così agitato, debole, esausto e tormentato.
II
E’ per la bella, gentile e nobile dama
che ha mutato il mio cuore in pietra
e non sarò mai più felice,
da quando mi sono innamorato
della donna della mia vita,
la mia fanciulla bionda. (1)
III
Lei è il fiore più luminoso di tutti,
dalla forma più bella,
con la bellezza più sopraffina.
Io l’ho fatta soffrire,
di sicuro l’ho tormentata
e Gesù conosce le mie ragioni.
IV
Se potessi scegliere,
oh, sarebbe il mio desiderio più caro
essere il sostegno di quella bella ragazza
e non me ne vergognerei
perchè lei è l’amore della mia vita,
la mia fanciulla bionda.
V
Se ritornasse di nuovo a casa,
non potrei essere che felice e contento, e non ci sarebbe altro luogo in cui vorrei essere, se lei mi lasciasse soltanto starle accanto per tutta la vita.
VI
Non sarò per sempre infelice
pensare in cuor mio
che non potrò più rivederla?
Sono così preoccupato e addolorato  che non continuerò a vivere senza la mia fanciulla bionda

NOTE
1) In gaelico irlandese báine vuol dire “White, Fair” e indica un colore chiaro e luminoso oppure pallido: riferito ai capelli è la colorazione biondo chiaro quasi argenteo tipica delle popolazioni norrene.>

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/swan-maiden.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5500
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34917
http://thesession.org/tunes/6786

DÚN DO SHÚIL

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAU“Close Your Eyes” (in italiano “Chiudi gli occhi”) è una ninna nanna in gaelico irlandese in cui così la mamma rabbonisce il bambino affamato dicendogli che papà e andato a caccia e che porterà del pesce fresco. Forse risalente all’epoca della grande carestia quando a causa della malattia delle patate la povera gente morì letteralmente di fame; oppure potrebbe essere semplicemente l’inizio dell’estate (che secondo le consuetudine gaelica incomincia con Beltane) il periodo peggiore per coloro che vivono dei frutti della terra, perchè la dispensa con le provviste accumulate per l’inverno è quasi vuota, e nell’orto c’è ancora ben poco da raccogliere.

ASCOLTA Mairéad Ní Mhaonaigh Nel video  per la serie Anam an Amhráin il canto si fa onde del mare e il bambino sogna del padre con la sua barchetta che per magia naviga sulle colline e tra le stelle..

Dún do shúil, a rún mo chroí
A chuid den tsaol, ‘s a ghrá liom
Dún do shúil, a rún mo chroí
Agus gheobhair feirín amárach
I
Tá do dheaid ag teacht gan mhoill ón chnoc
Agus cearca fraoich ar láimh leis
Agus codlaidh go ciúin ‘do luí sa choid
Agus gheobhair feirín amárach
II
Tá an samhradh ag teacht le grian is le teas
Agus duilliúr ghlas ar phrátaí
Tá an ghaoth ag teacht go fial aneas
Agus gheobhaimid iasc amárach

Chorus
Close your eyes, O love of my heart
My everything and my love
Close your eyes, O love of my heart
And you will get a reward tomorrow
I
Your dad is coming from the hills
With game and grouse in plenty
So close your eyes, my love, my joy
And you will get a reward tomorrow
II
The summer sun shines bright and warm
And potato stalks grow greener
A bracing breeze blows from the south
And we will have fish tomorrow
TRADUZIONE ITALIANO
Chiudi gli occhi cuore mio
mia gioia quotidiana, mio tesoro,
chiudi gli occhi amore
e avrai una ricompensa domani.
I
Il tuo papà è in arrivo dalle colline
con selvaggina e pernici  in abbondanza
così chiudi gli occhi, amore, gioia mia
e avrai un premio domani.
II
Il sole d’estate brilla luminoso e caldo
e le patate crescono rigogliose
una brezza fresca soffia da sud
e avremo pesce domani.

ASCOLTA Meav

Chorus
Close your eyes, my love, my own
My precious child, mo stóirín
Dún do shúil, a rún mo chroí
Is gheobhair feirín amárach(1)
I
The summer’s come with warmth and sun
The grainy leaves are growing
Softly sleep while watch I keep
The breezes gently blowing
II
Your father comes across the land
With gifts for you and for me
Ducks and eggs in either hand
And freshest fish from Tra Li
Chorus
Dún do shúil, a rún mo chroí
A chuid den tsaol, ‘s a ghrá liom
Dún do shúil, a rún mo chroí
Agus gheobhair feirín amárach
CORO
Chiudi gli occhi cuore mio
mia gioia quotidiana, mio tesoro.
Chiudi gli occhi amore
e avrai un regalo domani.
I
L’estate è arrivata calda e soleggiata
le foglie crescono rigogliose
dormi tranquillo mentre io ti veglio
e la brezza fresca soffia.
II
il tuo papà è in arrivo dalle colline
con regali per te e me
anatre e uova a profusione
e pesce fresco da Tra Li (2)

NOTE
1) Close your eyes, oh love of my heart, And you will get a present Tomorrow
2) Tralee è una cittadina della Repubblica d’Irlanda, county town del Kerry. Il toponimo del luogo è incerto, in quanto per molti deriva dal gaelico Trá Lí o Trá Laoí, che significa “spiaggia del fiume”

FONTI
http://songsinirish.com/p/dun-do-shuil-lyrics.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic12997.html
http://www.celticlyricscorner.net/meav/close.htm

MNÁ NA HÉIREANN

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

Versi del poeta nord irlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796), messi in musica 200 anni dopo circa da Seán Ó Riada, colui che contribuì alla rinascita della musica irlandese tradizionale proprio negli anni 60 con il gruppo Ceoltóirí Chualann (da cui si staccarono i Chieftains) morì a soli 40 anni nel 1971.

La versione più famosa in assoluto di questo brano è proprio quella dei Chieftains del 1973, finita nella colonna sonora del film Barry Lyndon ( le cui musiche sono una più bella dell’altra) con la regia di Stanley Kubrick (1995)
Una Aislin song che è insieme canto d’amore e rebel song in cui la donna amata è la personificazione dell’Irlanda.

VERSIONE Sinead O’Connor & Chieftains

ASCOLTA Alan Stivell

ASCOLTA Kate Bush

Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
Is tá bean in Éirinn is ba bhinne léithe mo ráfla ceoil
Ná seinm théad; atá bean in éirinn is níorbh fhearr léi beo
Mise ag léimnigh nó leagtha i gcré is mo thárr faoi fhód

Tá bean in Éirinn a bheadh ag éad liom mur’ bhfaighfinn ach póg
Ó bhean ar aonach, nach ait an scéala, is mo dháimh féin leo;
Tá bean ab fhearr liom nó cath is céad dhíobh nach bhfagham go deo
Is tá cailín spéiriúil ag fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin.

Tá bean a déarfadh dá siulfainn léi go bhfaighinn an t-ór,
Is tá bean ‘na léine is is fearr a méin ná na táinte bó
Le bean a bhuairfeadh Baile an Mhaoir is clár Thír Eoghain,
Is ní fheicim leigheas ar mo ghalar féin ach scaird a dh’ól

VERSIONE DI KATE BUSH
I
There’s a woman in Ireland who’d give me a gem and my fill to drink,
There’s a woman in Ireland to whom my singing is sweeter than the music of strings
There’s a woman in Ireland who would much prefer me leaping
Than laid in the clay and my belly under the sod.
II
There’s a woman in Ireland who’d envy me if I got naught but a kiss
From a woman at a fair, isn’t it strange, and the love I have for them
There’s a woman I’d prefer to a battalion, and a hundred of them whom I will never get
And an ugly, swarthy man with no English has a beautiful girl
III
There’s a woman who would say that if I walked with her I’d get the gold
And there’s the woman of the shirt whose mien is better than herds of cows
With a woman who would deafen Baile an Mhaoir and the plain of Tyrone
And I see no cure for my disease but to give up the drink.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
C’è una donna in Irlanda che mi avrebbe dato una pietra preziosa e riempito il bicchiere,
c’è una donna in Irlanda per la quale i miei canti sono più dolci delle corde dell’arpa (violino)
c’è una donna in Irlanda che preferirebbe vedermi vivo e vegeto
che sepolto nella terra ricoperto dalle zolle.
II
C’è una donna in Irlanda che sarebbe gelosa se ricevessi un bacio da un’altra alla festa, sono strane, ma le amo tutte
ce né una su mille (1) e un centinaio di loro che non avrò mai
ma un uomo malvagio che non parla nemmeno inglese (2) si è preso questa bella figliola
III
C’è una donna che mi disse che se fossi andato con lei avrei trovato un tesoro
C’è una donna in camiciola il cui aspetto vale più di una mandria di mucche (3)
di una donna che avrebbe assalito (4) Bllymoyer e la piana di Tyrone
e non vedo cura per le mie pene che smettere di bere. (5)

NOTE
1) Letteralmente “una che preferirei a un battaglione”
2) re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover
3) nel 700 doveva essere un bel complimento, ma non è semplicemente un paragone: il poeta dice è meglio essere povero nella propria terra (con la propria donna) che ricco con la regina Maeve del Connacht .
4)il riferimento è alla regina Maeve e alla razzia del bestiame di Cooley: Maeve assalì Tyrone nell’Ulster per rendersi un toro.
Bllmoyer è pure una cittadina dell’Ulster (Irlanda del Nord) Ballymoyer nella contea di Armag (Irlanda del Nord)
5) è la donna a chiedere ragioni agli uomini irlandesi del perchè non l’abbiano difesa dagli usurpatori, preferendo ubriacarsi al pub. Gli anni sono quelli dei “Troubles” quando i cattolici nordirlandesi iniziano una campagna per ottenere i diritti civili loro negati dalla maggioranza protestante (1969-1998)

LA VERSIONE STRUMENTALE

THE CHIEFTAINS soundtrack del film Barry Lindon

Jeff Beck

Celtic Woman (ovvero Máiréad Nesbitt)

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46077&lang=it