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Don Oíche Úd I MBeithil o Do You Hear What I Hear?

Il canto di natale in gaelico irlandese dal titolo ” Don Oíche Úd I MBeithil”  (That Night in Bethlehem = quella notte a Betlemme) è una poesia scritta da Aodh Mac Cathmhaoil (1571-1626); la melodia è considerata tradizionale anche se talvolta viene attribuita a Sean Óg Ó Tuama il quale la pubblicò negli anni 1950 in un raccolta di canti in irlandese dal titolo “An Cóisir Cheoil”

Hugh MacCaghwell o dal latino Ugo Cavellus era un teologo francescano nonchè arcivescovo di Armagh al cui patronimico venne aggiunto il nome di “Mac Aingil” (figlio di un Angelo) per le sue opere maggiori sulla dottrina cristiana particolarmente ispirate. Scrisse anche quattro Carol natalizi in gaelico, tra cui ” Don Oíche Úd I MBeithil”

ASCOLTA The Chieftains

ASCOLTA Altan live
ASCOLTA Celtic Woman

Gaelico irlandese
I
Don oíche úd i mBeithil
beidh tagairt faoi ghréin go brách,
Don oíche úd i mBeithil
gur tháinig an Briathar slán;
Tá gríosghrua ar spéartha
‘s an talamh ‘na chlúdach bán;
Féach Íosagán sa chléibhín,
‘s an Mhaighdean ‘Á dhiúl le grá (1)
II
Ar leacain lom an tsléibhe
go nglacann na haoirí scáth
Nuair in oscailt gheal na spéire
tá teachtaire Dé ar fáil;
Céad glóir anois don Athair
sa bhFlaitheasa thuas go hard!
Is feasta fós ar sa thalamh
d’fheara dea-mhéin’ siocháin!

Traduzione inglese *
I
I sing of a night in Bethlehem
A night as bright as dawn
I sing of that night in Bethlehem
The night the Word was born
The skies are glowing gaily
The earth in white is dressed
See Jesus in the cradle
Drink deep in His mother’s breast (1)
II
And there on a lonely hillside
The shepherds bow down in fear
When the heavens open brightly
And God’s message rings out so clear
“Glory now to the Father
In all the heavens high
And peace to His friends on earth below (2) ” Is all the angels cry
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Canto di quella notte a Betlemme,
notte luminosa come l’alba,
canto di quella notte a Betlemme
la notte in cui il Verbo è nato;
i cieli risplendevano di gioia
la terra di bianco era ricoperta
per vedere Gesù nella culla, mentre succhiava dal seno della mamma
II
E c’erano sulla collina brulla
i pastori che si accasciarono dalla paura, quando i Cieli s’illuminarono
e il messaggio di Dio risuonò forte
“Gloria al Padre
nell’alto dei Cieli
e pace agli uomini di buona volontà”
gridarono gli angeli

NOTE
* tratta da qui
1) And the Virgin nursing him with love
2) citazione dal vangelo di Luca

 

Natività, Giotto, Basilica di Assisi

Do You Hear What I Hear?

La canzone natalizia fu scritta nel 1962 da Gloria Shayne Baker (per la musica) e Noël Regney (per il testo) come un inno alla pace durante la crisi missilistica cubana. Una lunga lista d’interpreti l’hanno resa celebre  in tutto il mondo. Unisco i due brani perchè così ha fatto Moya Brennan nel suo album “An Irish Christmas”
ASCOLTA Moya Brennan in “An Irish Christmas” 2005 unisce due canti Do You Hear e Don Oíche Úd I MBeithil (Do you hear what I hear strofe II, III + Don oíche úd i mBeithil strofa I + Do you hear what I hear  strofa IV)

ASCOLTA Orla Fallon in “Celtic Christmas” 2010


I
Said the night wind
to the little lamb,
“Do you see what I see?
Way up in the sky,
little lamb,
Do you see what I see?
A star, a star, dancing in the night
With a tail as big as a kite.”
II
“Do you hear what I hear?”
Said the little lamb
to the shepherd boy
“Do you hear what I hear?
Ringing through the sky,
shepherd boy?
Do you hear what I hear?
A song, a song high above the trees
With a voice as big as the sea”
III
Said the shepherd boy
to the mighty king
“Do you know what I know
In your palace warm,
mighty king?
Do you know what I know?
A Child, a Child shivers in the cold
Let us bring Him silver and gold”
IV
Said the king
to the people everywhere
“Listen to what I say
Pray for peace,
people everywhere
Listen to what I say
The Child, the Child sleeping in the night
He will bring us goodness and light”
(1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Disse la notte
all’angellino
“Vedi quello che vedo?
In alto nel cielo
o angellino, vedi quello che vedo?
Una stella, una stella che danza nella notte, con una coda lunga come un aquilone”
II
“Senti quello che sento?”
Disse l’agnellino
al pastorello
“Senti quello che sento?
Che risuna in cielo
o pastorello? Senti quello che sento?
Un canto, un canto che si leva alto tra gli alberi,
con una voce profonda come il mare”
III
Disse il pastorello
al  Re magnifico
“Sai quello che so
(tu che stai) nel tuo palazzo al caldo,
o magnifico Re?
Sai quello che so? Un bambino, un bambino rabbrividisce al freddo,
gli porteremo argento e oro”
IV
Disse il re
alla gente di tutto il mondo
“Ascoltate quello che dico
pregate per la pace,
o gente di tutto il mondo.
Ascoltate quello che dico
il Bambino, il Bambino che dorme nella notte
ci porterà la bontà e la luce”

NOTE
1) Moya conclude con
Listen to what I say
Do you know what I know?
Do you hear what I hear?”

FONTI
http://anglandicus.blogspot.it/2013/12/when-word-safely-came.html
http://songsinirish.com/don-oiche-ud-i-mbeithil-lyrics/
https://thegatheringfire.wordpress.com/2014/12/29/that-night-in-bethlehem-an-irish-christmas-carol/
http://www.celticlyricscorner.net/brennan/doyou.htm

Silent night, holy night

Il nostro canto natalizio “Astro del ciel” è una delle tantissime traduzione di un brano famosissimo in tutto il mondo cristiano scritto originariamente in tedesco con il titolo di “Stille Nacht” da Joseph Mohr sacerdote della chiesa di San Niccolò a Oberndorf nei pressi di Salisburgo (Austria) e messo in musica il 24 dicembre del 1818 (o meglio nel 1816) da Franz Xaver Gruber.

Lo straordinario successo ottenuto davanti al povero pubblico di Oberndorf, però, non può spiegare, da solo, una fortuna musicale immutata da ben due secoli, repertorio di grandissimi autori e musicisti, del passato e del presente. Da quanto tramandato, sembra che fu un fabbricante di organi, tale Mauraher, dopo aver ascoltato la canzone, a portarla in Tirolo nel 1819, avviandone di fatto la diffusione sul continente. Nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano austriaco, Francesco II, e allo zar Alessandro di Russia. Successivamente, nel 1839, una versione fu intonata dai fratelli Rainer a New York, mentre la notizia della prima traduzione in inglese, dal titolo “Silent night” e operata dal prete John Freeman Young, si attesta al 1859. In appena venti anni la canzone natalizia, scritta dal parroco di uno sperduto villaggio austriaco, aveva già oltrepassato l’Oceano Atlantico. (tratto da qui)

SILENT NIGHT

Nel 1859 John Freeman Young pubblicò la traduzione in inglese con il titolo di “Silent Night”, ma fu solo una delle prime tra le tante versificazioni di fine Ottocento -primi Novecento

ASCOLTA Sinead O’Connor


I
Silent night, holy night,
all is calm, we see, all is bright
round young virgin mother and child,
holy infant so tender and mild
“Sleep in heavenly peace,
sleep in heavenly peace.”
II
Silent night, holy night,
shepherds first saw the sight
Glorious streaming from heaven afar,
heav’nly host sing Allelluia
Christ the savior is born,
Christ the savior is born.

I
Notte silenziosa, notte santa!
tutto è calmo, tutto è luminoso
intorno alla Vergine madre e al bimbo
bambinello santo così tenero e mite.
dormi nella pace divina
dormi nella pace divina
II
Notte silenziosa, notte santa!
i pastori per primi videro il segno!
La gloria scende dal lontano Paradiso
le schiere celesti cantano “Alleluia.
è nato Cristo il Salvatore
è nato Cristo il Salvatore”

Enya la canta invece in gaelico irlandese con il titolo Oíche Chiúin (strofe I, II, I) già registrato in Only if.. (1997) e riproposto anche in uno stilosissimo Christmas album: And Winter Came (2008)Moya Brennan in An Irish Christmas 2006


I
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Cách ‘na suan, dís araon
Dís is dílse ‘faire le spéis
Naíon beag, leanbh ceansa ‘gus caomh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
II
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Aoirí ar dtús chuala ‘n scéal
Allelúia aingeal ag glaoch
Cantain suairc i ngar is i gcéin
Críost an Slánaitheoir Féin
Críost an Slánaitheoir Féin
Traduzione italiano
I
Notte silenziosa, notte santa!
Tutti dormono tranne la coppia,
la coppia devota che guarda con speranza al Bambinello dai  ricci capelli
Christo che dorme quieto
Christo che dorme quieto
II
Notte silenziosa, notte santa!
I pastori furono i primi ad ascoltare la storia, gli angeli cantano Alleluia!
risuona ovunque, vicino e lontano
“Cristo il salvatore è qui!
Cristo il salvatore è qui!”

ASTRO DEL CIEL

la versione in italiano pur mantenendo la stessa melodia non ne è tuttavia la traduzione seppur poetica, quanto un testo originale scritto dal prete bergamasco Angelo Meli e pubblicata solo nel 1937.
Andrea Bocelli

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l’error, Tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

FONTI
http://www.silentnight.web.za/translate/eng.htm
http://www.celticlyricscorner.net/enya/oiche.htm

Carúl Loch Garman, il Natale dell’anno mille

Antichissimo canto natalizio di origine irlandese risalente al XII secolo, popolare nella contea di Wexford (Irlanda del Sud) è conosciuto anche come The Enniscorthy Carol dal nome della cittadina da cui avrebbe avuto origine.

La sua diffusione ebbe luogo però nell’Ottocento con la trascrizione da parte di William Grattan Flood, all’epoca organista della cattedrale di San Aidan, che venne poi stampata nell'”Oxford Book of Carols” del 1928 (il must delle compilation natalizie). Se la melodia è medievale per il testo sono molto probabili rimaneggiamenti ottocenteschi sulla scia del “carols revival” del tempo.

VERSIONE STRUMENTALE
ASCOLTA Nightnose in “A winter Solstice IV” 1993

La versione in gaelico con cui viene anche cantano – Carúl Loch Garman -non è la più antica traduzione bensì una più recente, è infatti riportato nell’album “Ceol na Nollag” (Natale musica), 2002 pubblicato a Dublino da Cló Chaisil in collaborazione con Foras na Gaeilge (La lega Gaelica). Nel libretto allegato (vedi pdf) il canto Enniscorthy Carol è tradotto in gaelico irlandese da  M Cavanagh. La versione riporta solo due strofe incentrate sull’adorazione dei pastori.

CARÚL INIS CÓRTHAIDH, (Enniscorthy Carol) traduzione di M Cavanagh
Ó, tagaig’ uile is adhraigí
An leanbh cneasta sa chró ‘na luí
Is cuimhnígí ar ghrá an Rí
A thug dár saoradh anocht an Naí.
‘S a Mhuire Mháthair i bParrthas Dé,
Ar chlann bhocht Éabha guigh ‘nois go caomh,
Is doras an chró ná dún go deo
Go n-adhram’ feasta Mac Mhuire Ógh.


I mBeithil thoir i lár na hoích’
Ba chlos an deascéala d’aoirí,
Go follas don saol ón spéir go binn
Bhí aingle ‘canadh ó rinn go rinn.
“Gluaisig’ go beo,” dúirt Aingeal Dé,
“Go Beithil sall is gheobhaidh sibh É
‘Na luí go séimh i mainséar féir,
Siúd É an Meisias a ghráigh an saol.”

Traduzione inglese di
Stiofán Ó Briain
I
Oh, come all and adore
The kind baby in the stable lying down
And remember the love of the King
Who gave the infant tonight for our liberation.
And his Mother Mary in God’s Paradise,
Pray gently for Eve’s poor family,
And never close the stable door
That I may henceforth worship the Son of Young Mary.
II
In eastern Bethlehem in the middle of the night
The good news was heard by shepherds
Revealing to the world from the sky sweetly
angels were singing from star to star
“Move quickly, ” said God’s Angle,
“To the far side of Bethlehem and you’ll find him
lying softly in manger grass,
That is the Messiah that the world loves.”
Traduzione italiano di
Cattia Salto
I
Oh venite tutti ad adorare
il Re bambino che giace nella mangiatoia
e ricordate l’amore del Padre
che ci diede il bambinello stanotte per la nostra liberazione.
E sua Madre Maria nel Paradiso divino, prega dolcemente per la povera famiglia di Eva
e non chiude la porta della grotta affinchè si possa d’ora in poi adorare il figlio della vergine (1) Maria
II
Nella Betlemme orientale nel cuore della notte
la lieta novella fu udita dai pastori,
rivelata in Terra dal Cielo
gli angeli soavemente cantavano da stella a stella
“Andate presto- disse l’Angelo del Signore –
all’estremo opposto di Betlemme e lo troverete
disteso quietamente sulla paglia (2) della mangiatoia, questo è il Messia che il mondo ama”

NOTE
1) il riferimento non è tanto alla giovane età di Maria quanto piuttosto alla sua verginea fanciullezza. La verginità di Maria venne attestata dalle due levatrici Zelomi e Salome, presenti alla nascita secondo i vangeli apocrifi.
2) anche qui ho preferito utilizzare un termine che più richiama il presepe tradizionale 

IL NATALE NELL’ANNO MILLE

Ho voluto accostare il canto natalizio con la raffigurazione iconografica della natività che si rappresentava grossomodo nello stesso periodo, l’anno mille o poco più, secondo una tradizione ben più antica, quella della iconografia bizantina.

Mosaico cappella palatina Palermo XII secolo

Stupefacente raffigurazione alto medievale della Natività nello stile bizantino riproposto in Sicilia in epoca normanna; il mosaico si sviluppa lungo due pareti della cappella Palatina di Palermo: sullo sfondo la brulla campagna di Betlemme e al centro la grotta dove Maria giace seduta accanto al Bambino deposto in una mangiatoia e fasciato come si fasciavano i neonati nel Medioevo – dal collo ai piedi tipo mummia. La stella illumina il cielo e manda la sua luce sul bambinello, riscaldato solo dal fiato di un bue e di un asinello.
I giganteschi angeli sullo sfondo annunciano ai pastori la nascita prodigiosa (pastori raffigurati nella parete laterale destra); i Magi arrivano al seguito della stella, dapprima a cavallo sullo sfondo e poi in primo piano prostrati a offrire i doni al Re dei Re, la tradizione bizantina, infatti, ricorda nello stesso giorno sia il Natale che l’adorazione di Magi: la data del Natale di Gesù non fu festeggiata fino al 354 quando la Chiesa d’Occidente la fece coincidere con la festa romana e imperiale del Sole Invitto. Tuttavia in Oriente ancora per molto tempo la festa era celebrata il 6 gennaio (fino al VII secolo), così le chiese bizantine ricordano l’adorazione dei Magi già al 25 dicembre: essi rappresentavano più in generale tutto il genere umano che riconosce il Cristo come Salvatore.
Due donne sono raffigurate a metà campo mentre lavano (in una vasca presumibilmente dorata e riccamente decorata) il bambinello prima di avvolgerlo nelle fasce, sono le due levatrici Zelomi e Salome (la donna che tiene in braccio Gesù e tasta l’acqua con la mano perchè sia della temperatura giusta!).
La scena è ripresa dal Vangelo dello Pseudo-Matteo (13:3) dove si racconta che al parto di Maria abbiano assistito due levatrici. La prima, Zelomi, dopo la nascita di Cristo constatò che la Madonna era ancora vergine, ma la seconda, Salome (un san Tommaso al femminile), non le credette e perse l’uso della mano mentre stava verificando anche lei l’integrità dell’imene di Maria. Il primo miracolo di Gesù fu quello di ridare l’uso della mano a Salome dopo che lo lavò.
La vasca dove viene lavato il bambino è a forma di calice (dettaglio perso nell’immagine tagliata appena più in alto) duplice prefigurazione del Battesimo e del calice eucaristico.

LA VERSIONE INGLESE continua seconda  parte 

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54656

BRIAN BORU’S MARCH

Intorno all’anno Mille in Irlanda un capo si proclamava re per ogni altura su cui era costruita la sua fortezza, accanto ai Gaeli giunti sull’isola in un epoca imprecisata del VII sec a. C., si ammassavano i Vichinghi  insediati stabilmente sulla costa nel IX sec. fondando colonie nelle città di Dublino, Waterford, Wexford e Limerick, Cork, Youghal e Arklow. C’era si un Alto Re dell’Isola il cui potere era però poco più di un titolo. Poi venne Brian Boru che per un decennio riuscì a unificare tutti i regni d’Irlanda sotto il suo comando supremo (1002-1014).

L’Ard-Ri Brian Boru viene ricordato per la sua arpa che è diventata l’emblema d’Irlanda, eppure, per estendere il dominio del suo clan dal Munster alle province confinanti e infine all’Ulster, passò quasi tutta la sua vita in battaglia.
L’unione del Regno ebbe vita breve che già i clan sottomessi si ribellarono capeggiati dal re di Leinster e la battaglia nei pressi di Dublino sulle colline di Clontarf, fu una strage di guerrieri e di capi: era il 23 aprile del 1014, dalle prime luci dell’alba fino alla fine del giorno i due eserciti lottarono con alterna fortuna finchè la vittoria fu dell’Alto Re, morto nel frattempo. All’epoca aveva superato la settantina e probabilmente non prese parte alla battaglia, una versione pseudo storica lo vede caduto nella sua tenda per mano di un vichingo.
Secondo la leggenda la Brian Boru March fu suonata al funerale del Re seppellito nella Cattedrale di San Patrizio ad Armagh, allora capitale religiosa  del Regno per volere dello stesso Brian Boru.

IL CLAN O’BRIEN

Brian Boru fu il fondatore del Clan Ui Briain (tradotto in inglese come O’Brien) ed è passato alla storia come il liberatore dagli invasori vichinghi. In realtà gli “invasori” (che si dicevano Ostani perchè Uomini dell’Est) avevano già colonizzato nel secolo precedente parecchie cittadine lungo la costa irlandese e si erano mescolati con i gaeli (gli iberno-norreni), lo stesso Brian Boru aveva dato in moglie una delle figlie al signore della Dublino vichinga (chiamata dai Danesi Dyflin)  e a sua volta ne aveva sposato la madre (il re ebbe quattro mogli e undici  figli). Ma il regno spartito tra i figli superstiti del grande vecchio ritornò disunito.
I discendenti dei suoi nipoti, gli O’Brien, si sarebbero guadagnati grande fama, ma i suoi diretti successori non seppero unire e tenere in pugno l’intera Irlanda, come per un breve decennio, aveva fatto il vecchio. Vent’anni dopo l’alta regalità sarebbe tornata ai re O’Neill di Tara; ma essa mantenne solo la parvenza di ciò che era stata la monarchia di Brian Boru, L’Irlanda divisa, al pari della frammentaria isola celta dei tempi antichi, sarebbe rimasta sempre vulnerabile. (tratto da I Principi d’Irlanda di Edward Rutherfurd)
La  figura storica di Brian Boru fu strumentalizzata già nel secolo successivo per incoronare il Sovrano Supremo quale il prode condottiero irlandese (nonchè di fede cattolica) che scacciò gli invasori vichinghi pagani (Cogadh Gaedhil re Gallaibh –Guerra degli Irlandesi contro gli Stranieri).

Brian Boru exhibition (Trinity College – Dublino) animazione di Cartoon Saloon

BRIAN BORU MARCH

Da suonare rigorosamente con l’arpa anche se non mancano virtuosistiche versioni per violino, flauto o whistle e mandolino/chitarra. Mi limito però a tre esempi, tre pilastri della musica celtica

ASCOLTA Clannad in Clannad 1973

ASCOLTA The Chieftains in The Chieftains 2, 1969

ASCOLTA Loreena McKennitt in  “The Wind That Shakes The Barley” (2010).

BRIAN BORU BY ALAN STIVELL

L’arpista bretone Alan Stivell nel 1995 aggiunge un testo misto in gaelico irlandese e bretone, perorando l’unità dei popoli celti (ovviamente nella loro indipendenza di Nazioni). Il testo è composto da una strofa prima cantata in gaelico irlandese e poi ripetuta in bretone, seguita da un coro con due frasi in bretone e due in gaelico irlandese in cui si innesta un secondo coro femminile, un omaggio alla poesia di  Caitlín Maude scritta nel 1962 e musicata nel 1975 dal titolo “Amhrán Grá Vietnam” (VIETNAM LOVE SONG)

Gaelico Irlandese
I
Maraíodh Brian Boru chun beatha na hÉireann
Síochain in gCuige Uladh agus i mBaile ‘Cliath
Aontacht an teaghlaigh, aontacht na dtuath
Aontacht an domhain is na gCeilteach
(Coro) Bretone
Diouzh nerzh ar c’hadou da nerzh an ehan
Diouzh ‘bed doueek bennozh ar c’haroud
Gaelico Irlandese
O neart an chatha go neart na síochana

On bhith dhiaga beannacht an ghrá
(Coro femminile) Gaelico Irlandese
Duirt siad gurbh é seo sochraide ar muintire
Gur choir duine bheinn sollunta féin
Bíodh nach raibh brónach
ripete strofa I in Bretone
Marv Brian Boru ‘reiñ buhez ‘n Iwerzhon
Dihan e Bro-Ulad ha ba kêr Dulenn
Unded an tiegezh, unded an dud-mañ
Unded ar Gelted hag an douar
e poi in gaelico Irlandese
Coro
(Secondo coro femminile)  Gaelico Irlandese
Tá muid ‘nos na haimsire
Go h-airid an ghrían
Agus thogh muid áit bhóg cois abhann

Traduzione inglese*
I
Brian Boru will die for the life of Ireland
Peace in the province of Ulster and in Dublin
Family unity, tribal unity
Unity in the world of the Celts
CHORUS
From so much battle to so much peace
From a world of divine blessings,
love
Female Chorus (1)
They said that this was a (funeral) procession
That people would be solemn
But we were not sorrowful
Second female Chorus (2)
We are like the weather
Especially the sun
And we chose a soft place by the river
tradotto da Cattia Salto
I
Brian Boru morirà per la vita d’Irlanda
pace nella provincia dell’Ulster e a Dublino
unità famigliare e unità tribale
unità nel mondo dei Celti
CORO
Da così tanta guerra a altrettanta pace
per un mondo di benedizioni divine e amore
Coro Femminile
Dissero che questo era un corteo funebre
da celebrare con solennità,
anche se non eravamo addolorati
Secondo Coro Femminile
Siamo come il tempo
specialmente il sole
e abbiamo preferito un luogo tranquillo accanto al fiume

NOTE
* da http://lyricstranslate.com/it/brian-boru-brian-boru.html
1) Caitlín Maude scrive
dúirt síad gurb íad seo ár muintír féin
gurb í seo sochraide ár muintíre.
gur chóir dúinn bheith sollúnta féin
bíodh nach raibh brónach.
(they said these were our own people
this, the funeral of our people.
that we should at least be solemn,
even if we were not sorrowful.)
2) Caitlín Maude  scrive
tá muid ‘nós na haimsire
go háirid an ghrían.
che chiude nel finale
agus thogh muid áit bhog cois abhainn.
(we’re much like the weather,
especially the sun…
and we took a soft place by the river.)

 

e la versione di Cécile Corbel


I
Comme le chant des pierres
Qui résonnent en silence
Comme l’eau qui serpente
Et qui gronde sous moi
Tu sais je reviendrai
Dans ma terre d’enfance
Au pays de rêves
Des fées et des rois
CHORUS
La bas mon amour
Loin de la ville
Il fait plus froid
Et les jours sont fragiles
Brumes d’été
Les cloches et les îles
Tu verras
J’irai la bas
II
Comme Brian Boru
Roi de l’Irlande
Je prendrai la mer
Et je rendrai les armes
Brian Boru
Bientôt je serai de retour
E keltia
Tradotto da Cattia Salto
I
Come il canto delle pietre che risuonano nel silenzio
come l’acqua che sinuosa
scroscia su di me,
lo sai che ritornerò
nella mia terra d’infanzia,
un paese di sogni
di fate e di re.
CORO
là mio amore
lontano dalla città
è più freddo
e i giorni sono brevi
brume d’estate
campane e isole
vedrai
andrò là
II
Come Brian Boru
Re d’Irlanda
prenderò il mare
e mi arrenderò
Brian Boru
sarò presto di ritorno
a Keltia.

FONTI
http://houseofbrianboru.blogspot.it/p/brian-boru.html
http://www.irlandare.com/brian-boru-e-la-battaglia-di-clontarf/
http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/4/23/IRLANDA-Quando-la-fede-va-in-guerra-Brian-Boru-e-la-battaglia-di-Clontarf/2/493550/
https://dh.tcd.ie/clontarf/the_battle
http://blogarpa-harpo.blogspot.it/2011/03/brian-borus-march.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic27600.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5678&lang=it

MOLL DUBH A GHLEANNA

Bean (Moll) Dubh a’ Ghleanna è un canto in gaelico irlandese popolare in tutta l’Irlanda come love song, John O’Daly che la pubblicò nel suo “The poets and poetry of Munster” (Dublino, 1849), la attribuì allo spadaccino-poeta Éamonn an Chnoic (‘Ned of the Hills’) (vedi): una canzone d’amore dedicata a Molly la brunetta della valle.

LA MELODIA: UNA SLOW AIR

La melodia è una dolce e malinconica slow air: Edward Bunting included a version of the melody in A general collection of the ancient Irish music (London, 1796), 22. Thomas Moore based his song ‘Go Where Glory Waits Thee’ on Bunting’s ‘Bean Dubh an Ghleanna’ or ‘The Maid of the Valley’. George Petrie found fault with Bunting’s setting and felt compelled to print his own setting of the air which can be examined in David Cooper, The Petrie collection of the ancient music of Ireland (Cork, 2002), 239-41 (tratto da qui)

ASCOLTA Ernst Stolz

ASOLTA Aly Bain, Jay Ungar & Cathal McConnel da the Trans-Atlantic sessions.

ASCOLTA Altan in The Red Crow, 1990

I*
Tá ba agam ar shliabh s níl duine gam na ndiadh
Ach mé do mo bhuaidhreadh leofa
Bí odh idir mise is Dia más orthu tá mo thriall
Is bhain siad mo chiall go mór uaim
curfa:
‘Sí Moll Dubh (1) a’ Ghleanna í
‘Sí Moll Dubh an Earraigh í
‘Sí Moll Dubh is deirge ná’n rósa
‘S dá bhfaighinnse féin mo roghainn
De mhná óga deasa ‘n domhain
‘Sí Moll Dubh a’ Ghleanna ab fhearr liom
II
Mise bheith gan mhaoi
Feasta choíche ní bhim
Is Moll dubh bheith i dtús a h-óige
Och, is fann guth an éin
A labhras leis féin
Ar thulaigh nó ar thaobh na mónadh
III
Is ag Moll dubh a’ ghleanna
Tá mo chroí-se i dtaiscí
‘S í nach bhfuair guth na náire
Is go céillí, múinte, cneasta
A dúirt sí liom ar maidin
“Ó imigh uaim ‘s nach pill go brách orm”
IV
Níl’n óganach geanúil
Ó Bhaile Átha Cliath go Gaillimh
Is timpeall go h-Umhaill Uí Mháinnle
Nach bhfuil a dtriall uilig ‘na ghleanna
Ar eacraidh slime sleamhainne
I ndúil leis an bhean dubh a b ‘áille


I
I hear cattle on the hill with no one there to tend them
And for them I am deeply worried
Between myself and God, to them I take the trail/For they have taken my senses from me
CHORUS
She’s Moll Dubh of the valley
She’s Moll Dubh of spring
She’s Moll Dubh, more ruddy than the red rose
And if I had to choose
From the young maids of the world
Moll Dubh a’ Ghleanna would be my fancy
II
Me without a wife
I won’t be all my life
And Moll Dubh in youth just blooming
Lifeless the song of the bird
That sings alone
On a mound by the edge of the moorland
III
The Dark Molly of the glen
Has my heart in her keeping
She never had reproach or shame
So mannerly and honestly
She said to me this morning
“Depart from me and do not come again”
IV
There’s not a handsome youth
From Dublin down to Galway
And around by ‘Umhail Uí Mháinnle’
That’s not heading for the glen
On steeds so sleek and slim
Hoping to win the dark maid’s affection
Tradotto da Cattia Salto
I
Sento le mucche sulla collina e nessuno che le accudisce, e per quelle sono tanto preoccupato
dentro di me e Dio prendo il sentiero nella loro direzione
perchè ho perso il senno per loro
CORO
E’ Molly la brunetta della valle
Molly la brunetta della primavera
Molly Dubh più rubiconda di una rosa rossa
e se dovessi scegliere
tra le giovani fanciulle del paese
Molly Dudh della valle sarà la mia fidanzata
II
Io senza moglie
per tutta la vita non voglio stare
e Molly Dubh nella giovinezza sta sbocciando,
senza vita (è) il canto dell’uccello
che canta solitario
su un tumulo al confine della brughiera
III
Molly la brunetta della valle
è la custode del mio cuore
non mi ha mai rimproverato  o disonorato, così di buone maniere e onesta, ma disse a me questa mattina
“Vattene da me e non ritornare di nuovo”
IV
Non c’è un bel ragazzo
da Dublino a Galway
e per ‘Umhail Uí Mháinnle’
che non stia andando nella valle
su destrieri così agili e slanciati
nella speranza di ottenere l’affetto della fanciulla mora

ASCOLTA Emer Kenny in Parting Glass 2004

(tratto (da qui)
I
Ta bo agam ar shliabh,
‘s is fada me na diadh
o’ chaill me mo chiall
le nochair
a seoladh soir is siar
Ins gach ait da dteann an ghrian
No go bhfilleann si ar ais trathnona
II
Si Moll Dubh a Ghleann i
‘S si Moll Dubh an earraigh i
Si Moll Dubh is deirge
Na na rosa
‘S da bhfaighinnse fein mo rogha
De mhna oga deas an domhain
Si Moll Dubh a Ghleann
Ab fhearr liom
III
Nuair a braithnionn fein anon
Ins an ait a mbionn mo run
Sileann o mo shuil
Sruth deora
‘S a Ri ghil na nDul
Dean fuascailt ar mo chuis
Mar si bean dubh an nGleann
A bhreoigh me

Traduzione inglese
I
I have a cow on the hillside,
and I’m a long while following her,
until I’ve lost my senses
with a spouse;
driving her east and west,
wherever the sun goes,
until she returns in the evening.
II
She is dark Moll of the glen,
she is dark Moll of the steed
Dark woman more red
than roses
Oh if I could but choose just one precious bloom
My dark Moll of the glen,
I’d choose you
III
When I look across
to the place where my love lives,
my eyes fill
with tears;
Bright King of the Elements,
resolve my predicament:
the dark woman of the glen
has destroyed me.
Tradotto da Cattia Salto
I
Ho una mucca sulla collina
e da molto tempo l’accudisco
fino a quando ho perso la ragione
per una sposa;
e la guidavo a est e a ovest
fino al calar del sole
quando ritornava a sera
II
E’ Molly la brunetta della valle
Molly la brunetta del destriero
la donna mora più rubiconda di una rosa
e se dovessi scegliere
solo un prezioso bocciolo
Molly mia brunetta della valle, sceglierei te
III
Quando guardo
verso il luogo dove vive il mio amore
i miei occhi si riempiono
di lacrime
Re luminoso degli Elementi
aiutami:
la brunetta della valle
mi ha distrutto (1)

NOTE
* per la fonetica qui
1) nel Donegal Moll non è una bella ragazza dai capelli neri ma il whiskey illegale

ASCOLTA Dolores Keane in Sail Óg Rua , 1983

FONTI
https://thesession.org/tunes/13358
http://www.joeheaney.org/en/bean-dubh-an-ghleanna/
http://songsinirish.com/mal-dubh-an-ghleanna-lyrics/
http://www.irishpage.com/songs/molldubh.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/dark-moll-of-the-glen-moll-dubh-a-ghleanna/
https://www.doegen.ie/ga/LA_1072d2
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45577
http://www.macsuibhne.com/amhran/teacs/257.htm

SEAN DUINE DÓITE

Una canzone in gaelico irlandese che tocca un tema umoristico con un fondo amaro, quello dei matrimoni male assortiti tra una giovane ragazza e un vecchio. Scrive Donal O’Sullivan nel suo ‘Songs of the Irish’ This song, part tragic, part grimly amusing, with a surprise in its last line, has sometimes been attributed to Andrew Magrath, the County Limerick poet … It is reasonably certain, however, that the attribution is erroneous. It is an eighteenth century folk song of Munster origin, which has doubtless been subjected to many alterations and accretions, and versions of which have been noted as far away as County Mayo. At the period of its composition Scottish airs were very popular in Ireland, particularly with the Munster poets, and this song is said to have been written to the tune of “The Campbells are Coming”. It is interesting to note the profound modifications which the tune has undergone at the hands of the Irish folk singers.

La melodia è probabilmente nata in Scozia e la ritroviamo con il titolo di “The Campbells are Coming” su un testo attribuito a Robert Burns, diventata assai popolare in America durante la Guerra di Secessione come marcetta militare. (vedi prima parte)

LA VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE

Nella versione in gaelico scozzese Baile Ionaraora (in italiano la città di Inveraray) il bardo si lamenta di un matrimonio male assortito in cui si mangia solo molluschi, nella versione irlandese il matrimonio è stato combinato tra una ragazza giovane e un vecchio e già nel titolo si maligna sulle scarse prestazioni sessuali del vecchietto “dóite” cioè che ha consumato tutto il suo stoppino!
Del testo si trovano peraltro molte versioni ma il brano è anche una popolare jig dal titolo “The Burnt Old Man”

ASCOLTA  Seamus Beagley per la serie Anam An Amhráin  di Cartoon Saloon

ASCOLTA Aoife – An Seanduine Dóite (Burnt Out Old Man)

ASCOLTA Moya Brennan & Cormac de Barra

Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Luigh ar do leaba agus codlaigh do dhóthain
Óró ‘sheanduine is mairg a phós thú,

( in inglese
Oh burnt old man, old man
Oh burnt old man, old man
Lie on your bed and sleep plenty
I wish I had never married you)

FONTI
http://slowplayers.org/2014/05/06/burnt-old-man-d/
http://www.celticlyricscorner.net/danu/odheara.htm
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/anseanduine.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/an-seanduine-doite/
http://www.omniglot.com/songs/irish/anseanduinedoite.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/an_seanduine_doite_mrussell.htm
https://soundcloud.com/ceol-lios-na-n-g/4-an-seanduine-seanduine-d-ite

https://thesession.org/tunes/5647
https://thesession.org/tunes/1029

AN GABHAR BÁN

Il canto in gaelico An Gabhar Bàn (in inglese The White Goat) è la storia di un uomo in fuga sulle montagne per sottrarsi agli ufficiali giudiziari per questioni di contrabbando o di affitto non pagato, e per questo paragonato ad una capra bianca di montagna, la canzone fu tramandata da Kitty Johnny Sheáin di Gaoith Dobhair, la roccaforte della cultura irlandese nel Donegal mistico triangolo delle Bermude per i gruppi e artisti di musica celtica che hanno raggiunto la fama internazionale.
ASCOLTA Clannad in Clannad 2, 1975

e per fare due ristate ecco la versione sottotitolata  con una “misheard lyrics”

I
Sa tsean ghleann thiar a bhi sí raibh
Go dtí gur fhás na hadharc’ uirthi
Bliain is céad is corradh laethe
Go dtáinig an aois go tréan uirthi
Bhi sí gcró bheag ins an cheo
Go dtáinig feil’Eoin is gur éalaigh sí
Thart an ród san bealach mór
Gur lean a tóir go gear uirthi
II
Ni raibh nduine ar a tóir ach Donnchú óg
Is d’ith sí an lón san t-anlann air
Ni raibh aige ina dhorn ach ceap túine mór
Agus leag sé anuas ón arradh í
Nuair a chuala an gabhar bán go raibh sí ar lár
Thug sí léim chun tárrthála
Thug sí rás ‘s ni raibh sí sásta
Is leag sí spíon an táilliúra
III
Chomh cruinn le rón gur thóg sí feoil
Gan pis gan mórán déibhirce
Ach d’ith sí cib agus barr an fhraoich
Slánlús min is craobhógai
Draoin is dreas is cuilcann glas
Gach ní ar dhath na h-áinleoga
Cutharán sléibhe, duilliúr féile
Caora sréana agus blainséogai
IV
Chuaigh sí dhíol cios le Caiftín Spits
Is chraethnaigh a croi go dtréigfí í
Chaith sí an oíche ar bheagán bidh
Mar ndúil is go geasfaí féar uirthi
d’Fan sí ‘a óiche i dtóin Ros Coill
Is chaith sí é go pléisúra
Go dtáinig an slua ar maidin go luath
Is thug siad amach as Éirinn

Traduzione inglese*
I
In the old glen yonder she was always
Until the horns grew on her
Eleven years and some odd days
Until age came heavily to her
She was in a small hovel in the fog
Until St. John’s Day came and she escaped
Down the road through the big gap
Until she was hotly pursued
II
No one was after her except young Donnchú
And she ate his lunch
He only had in his fist a __
And he brought it down from the __
When the white goat heard that she was __
She leapt for freedom __
She gave a race and she wasn’t satisfied
And she knocked down the thorn of the tailor
III
As smart as a seal that she took the meat
Without peas or without much __
But she ate sedge and the top of the heather
__ and small branches
__ and briars and green __
Everything with the color of __
Mountain __, feast leaves
__ sheep and __
IV
She went the rent payment of Caiftín Spits
And her heart __ that they would abandon her
She spent the night on the little food
Like __ grass __
She spent the night at the bottom of Ros Coill
And she spent it happily
Until the crowd came early in the morning
And took her out from Ireland
Tradotto da Cattia Salto
I
In quella vecchia valle da sempre stava
finchè non le crebbero le corna (1)
11 anni e qualche giorno
e la vecchiaia le piombò addosso,
stava in una piccola grotta nella foschia, finchè il giorno di San Giovanni scappò
avviandosi verso la strada per l’alta montagna, ma venne fieramente inseguita
II
Dietro di lei solo il giovane Donnchú
e lei mangiò il suo pranzo
(il poliziotto) aveva nel suo pugno un_
e lo portò giù da _
quando la capra bianca sentì che era
saltò per la libertà
prese la rincorsa ma non era soddisfatta
e abbattè la spina del sarto (2)
III
Intelligente come una foca lei prese la carne senza piselli o senza molto_
ma mangiò .. e la cima dell’erica
_ e rametti
_ e .. e verde _
IV
Andò a pagare l’affitto di Caiftín Spits
e in cuor suo_ che l’avrebbero abbandonata
Passo la notte sul piccolo cibo
come _ erba _
passò la notte in cima a Ros Coil
e la passò felicemente
finchè la folla arrivò al mattino presto
e la portò via dall’Irlanda

NOTE
*Al momento la traduzione in inglese è lacunosa
1) nel linguaggio in furbesco le corna sono l’alambicco della distilleria abusiva
2) non ho idea del significato

THE PEELER AND THE GOAT

Ed ecco la versione inglese, sempre in tema capre e poliziotti, scritta nell’Ottocento da Darby Ryan di Bansha, un piccolo villaggio a metà strada sulla strada tra Cahir e Tipperary: il testo è umoristico e allusivo la capra rappresenta ironicamente i cattolici irlandesi perseguitati dagli Inglesi, ed è il poliziotto ad essere messo in ridicolo per il suo comportamento prepotente, supponente, ma pronto a girarsi dall’altra parte in cambio di due soldi per una bevuta!
ASCOLTA The Wolfe Tones 


I
A Bansha Peeler went one night
On duty and patrolling O
And met a goat upon the road
And took her for a stroller O
With bayonet fixed he sallied forth
And caught her by the wizzen O
And then he swore a mighty oath
‘I’ll send you off to prison O’
II
‘Oh, mercy, sir’, the goat replied
‘Pray let me tell my story O
I am no Rogue, no Ribbon man
No Croppy , Whig, or Tory  O
I’m guilty not of any crime
Of petty or high treason O
I’m sadly wanted at this time
This is the milking season O’
III
‘It is in vain for to complain
Or give your tongue such bridle O
You’re absent from your dwelling place
Disorderly and idle O
Your hoary locks will not prevail
Nor your sublime oration O
You’ll be transported by Peel’s Act
Upon my information O’
IV
‘No penal law did I transgress
By deeds or combination O
I have no certain place to rest
No home or habitation O
But Bansha is my dwelling-place
Where I was bred and born O
Descended from an honest race
That’s all the trade I’ve learned O’
V
‘The consequence be what it will
A peeler’s power, I’ll let you know
I’ll handcuff you, at all events
And march you off to Bridewell O
And sure, you rogue, you can’t deny
Before the judge or jury O
Intimidation with your horns
And threatening me with fury O’
VI
‘I make no doubt but you are drunk
With whiskey, rum, or brandy O
Or you wouldn’t have such gallant spunk
To be so bold or manly O
You readily would let me pass
If I had money handy O
To treat you to a poiteen glass
It’s then I’d be the dandy O’
tradotto da Cattia Salto
I
Un pula (1) di Bansha andò una notte
per il pattugliamento di servizio
e incontrò una capra sulla strada
e la scambiò per un barbone (2),
innestata la baionetta andò all’assalto
e l’afferrò per la gola
e poi fece un solenne giuramento
“Ti manderò dritto in prigione”
II
“O pietà signore – replicò la capra-
lasciatemi raccontare la mia storia:
non sono un malvivente, nè un affiliato alla Società del Nastro (3), un ribelle (4), un Whig o un Tory (5)
non sono colpevole di alcun crimine
di piccolo o d’alto tradimento
sono purtroppo richiesto in questo periodo che è la stagione del latte (6)”
III
“E’ inutile lamentarsi
e parlare a briglia sciolta
sei un fuori sede
casinista e sfaccendato
non prevarrai sulle tue catene
neppure con la tua oratoria sublime
sarai deportato per il Peel Act (7)
su mia accusa”
IV
“Non ho trasgredito nessuna legge penale, con o senza testimoni
non ho una fissa dimora dove stare
casa o abitazione
ma Bansha è la mia residenza
dove sono nato e cresciuto
discendendo da una razza onesta,
questo è il mestiere che ho imparato”
V
“Le conseguenze saranno ciò che io vorrò,
ti farò vedere il potere del poliziotto
ti ammanetterò in ogni caso
e ti spedirò a Bridewel
sta certo, canaglia, non puoi negare
davanti al giudice o alla giuria
per intimidazione con le tue corna
e minacce furiose verso di me”
VI
“Sono certo che sei ubriaco
di whiskey, rum, o brandy
o non avresti una tale grinta
nel mostrarti coraggioso e virile
Saresti pronto a farmi passare
se avessi del denaro in mano
per offrirti un bicchiere di whiskey casalingo (8)
e allora sarei un damerino!

NOTE
1) peeler è sinonimo di poliziotto, dal nome del fondatore del corpo di polizia Robert Peel che nel 1829 fondò la prima polizia metropolitana a Londra nella sede storica di Scotland Yard, una trentita d’anni più tardi l’istituzione di corpi di polizia locali fu obbligatoria in tutto il Regno Unito
2)  stroller che ho tradotto come barbone, nel senso di senzatetto è anche sinonimo di “passeggiatrice”
3) Ribbonmen sono gli affiliati alla Società del Nastro (Ribbon Society) una società agraria segreta dell’Ottocento formata da irlandesi cattolici mezzadri o braccianti per difendersi dai soprusi dei proprietari terrieri e locatari (vedi anche qui)
4) Croppy boys sono i ribelli irlandesi del 1798 (vedi)
5) Nomi delle due maggiori forze politiche presenti in Inghilterra dal XVII secolo alla metà del XIX. Il termine irlandese tory, in origine attribuito ai cattolici fuorilegge, indicava i seguaci conservatori del pretendente cattolico al trono Giacomo II Stuart (1679) e in seguito i sostenitori degli interessi dei proprietari agrari, della monarchia e della chiesa anglicana. Rinnovata da W. Pitt il Giovane (1784-90), la fazione tory dominò la vita politica inglese fino agli anni Trenta dell’Ottocento, quando per opera di R. Peel si trasformò nel moderno Partito conservatore britannico. Il termine whig, in origine usato per i ladri di cavalli, quindi per i presbiteriani scozzesi, nel suo significato politico indicò dapprima gli avversari di Giacomo Stuart e poi i fautori degli interessi urbani e commerciali, della limitazione dei poteri della monarchia e della tolleranza religiosa. Riorganizzata da C. Fox alla fine del Settecento, la fazione whig, interprete di una forte spinta riformatrice in senso politico e socioeconomico, assunse il potere dopo il 1832, trasformandosi quindi nel moderno Partito liberale britannico. (dal dizionario Zanichelli tratto da qui)
6) in altre versioni diventa “mating season” la stagione dell’amore.
7) Peel Act: la riforma di Peel della legge criminale in cui si riducono i crimini puniti con la morte
8) in altre versioni diventa “parting glass” ossia il bicchiere della staffa.

continua

FONTI
http://www.historic-uk.com/HistoryUK/HistoryofEngland/Sir-Robert-Peel/
https://thesession.org/tunes/5327
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic28125.html

CAILIN DEAS CRUITE NA MBO

Mungere il latte era un’incombenza svolta dalle donne che solitamente cantavano una ninna-nanna alle mucche per tenerle tranquille, ma anche un incantesimo  per allontanare il malocchio e ottenere una produzione abbondante e salutare.
La Chiesa è stata spesso diffidente verso i canti delle belle fanciulle intente a mungere le mucche, considerandoli dei rituali magici o preghiere verso gli antichi dei.
Adriaen_van_de_VeldeE infatti un aneddoto annovera la canzone “Cailín Deas Cruíte na mBó” tra le canzoni irlandesi porta sfortuna: si dice che un sacerdote stesse recandosi al capezzale di un uomo morente per prestagli l’estrema unzione, ma si attardò ad ascoltare il canto di una contadinella; così arrivò a destinazione quando oramai l’uomo era già morto. La “bella fanciulla” altri non era che il diavolo che era riuscito a impedire al sacerdote di portate il conforto della confessione al moribondo. In effetti la melodia è considerata un canto delle fate, non essendo insolito nel folklore irlandese il racconto di fanciulle rapite e messe a guardia di bovini o cervidi.. (vedi)
La figura di una fanciulla che munge una mucca si ritrova scolpita sulle mura di molte chiese medievali ed è una presenza molto antica in terra d’Irlanda e più in generale lungo le coste delle isole britanniche e d’ Europa, così si trova sempre negli alpeggi una “milking stone” coppellata in cui le donne lasciavano offerte di latte allo spirito guardiano del luogo denominato spesso  gruagach (e in origine sicuramente di genere femminile) associato ad una vacca sacra giunta dal mare e ad una pietra coppellata . Potrebbe essere il ricordo di antichissimi rituali celebrati da sacerdotesse della Dea Madre e in seguito trasformate in creature fatate. continua

PASTORAL LOVE SONG

Un innamorato respinto spasima per la bella lattaia e vorrebbe prenderla in moglie preferendola alla figlia del Re.

ASCOLTA Danu

I
Tá blian nó níos mó ‘gam ag éisteacht
Le cogar doilíosach mo mheoin,
Ó casadh liom grá geal mo chléibhe
Tráthnóna brea gréine san fhómhar.
Bhí an bhó bhainne chumhra ag géimneach
Is na h-éanlaith go meidhreach ag ceol,
Is ar bhruach an tsruthán ar leathaobh dhom
Bhí cailín deas crúite na mbó.
II
Tá a súile mar lonradh na gréine,
Ag scaipeadh trí spéartha gan cheo,
‘s is deirge a grua ná na caora
Ar lasadh measc craobha na gcnó.
Tá a béilin níos dílse na sméara,
‘s is gile ná leamhnacht a snó,
Níl ógbhean níos deise san saol seo
Ná cailín deas crúite na mbó.
III
Dá bhfaighinnse árd Tiarnas na hÉireann
Éadacha, síoda is sróil
Dá bhfaighinnse an bhanríon is airde
Dá bhfuil ar an dtalamh so beo
Dá bhfaighinnse céad loingis mar spré dhom
Píoláidi, caisleáin is ór
Bfhearr liom bheith fán ar na sléibhte
Lem chailín deas crúite na mbó
IV
Muna bhfuil sé i ndán dom bheith in éineacht
Leis an spéirbhean ró-dhílis úd fós
Is daoirseach, dubhrónach mo shaolsa
Gan suaimhneas, gan éifeacht, gan treo
Ní bheidh sólás im chroí ná im intinn
Ná suaimhneas orm oíche ná ló
Nó bhfeice mé taobh liom óna muintir
Mo cailín deas crúite na mbó

I
I am listening for more than a year
To my mind’s melancholy whispering
Since I met the bright love of my heart
One evening late in autumn
The cow of the fragrant-smelling milk was lowing
And the birds were merry with song
And on the bank of the stream by my side/Was the pretty milkmaid
II
Her eyes are like the shining sun
Dispersing the mist through the skies
And her cheeks are redder than the rowan trees/ Alight among the branches on the hill
Her mouth is sweeter than blackberries/ And her complexion brighter than new milk/There is not a lovelier young woman in the world/Than the pretty milkmaid
III
If I were to receive High Lordship of Ireland
Clothing of silk or satin
Or the highest queen that there is
Alive in this world
If I received a hundred ships as a dowry
Palaces, castles and gold
I would prefer to be wandering the hillsides
With my pretty milkmaid
IV
If it is not in store for me to be together
With that too-faithful beauty as yet
It is limited and sad my life will be
Without peace, without merit, without direction
There will be no consolation in my heart or my mind
I will have no rest by night or day
Until I see by my side from her people
My pretty milkmaid
Tradotto da Cattia Salto
I
Ascolto da più di un anno
i sospiri malinconici del mio cuore
da quando incontrai il mio luminoso amore una sera tardi d’autunno
la mucca dal latte profumato d’erbe mungeva
e gli uccelli cantavano allegri e sulla riva del ruscello accanto a me
c’era la bella lattaia
II
Gli occhi come il sole splendente
fugavano la nebbia nel cielo
le guance più rosse del sorbo
tra i rami sulla collina;
la sua bocca è più dolce delle more
e la sua carnagione più luminosa del latte fresco, non c’è fanciulla più amabile al mondo della graziosa lattaia.
III
Se dovessi ricevere dall’Alto Luogotenente d’Irlanda vestiti di seta e di raso
o dalla regina più maestosa che esista al mondo, se anche ricevessi un centinaio di navi come dote
palazzi, castelli e oro, preferirei piuttosto vagare per le colline
con la mia bella lattaia
IV
Se non è destino per me stare insieme
con quella bellezza così leale,
limitata e triste sarà la mia vita,
senza pace, merito e guida.
Non ci sarà consolazione nel mio cuore o nella mia mente
non ci sarà riposo notte e giorno
finchè non vedrò al mio fianco
la mia bella lattaia

continua versione inglese

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/cailinbo.htm
http://songsinirish.com/cailin-deas-cruite-na-mbo-lyrics/

CAIDE SIN DO’N TE SIN

Nella tradizione delle canzoni popolari celtiche ottocentesche si leva un canto di protesta contro “il sistema” non è anarchico nè socialista, ma un grido di libertà che si può riassumere nello slogan sex-drinks&piping; questo filone di canti popolari non ha solo come protagonisti dei giovanotti imberbi in cerca di avventura, quanto piuttosto uomini maturi se non anziani che cercano di prendere il buono della vita. Uno spirito libero vagabonda per il paese, senza radici e spesso al di fuori dalla società civile, e vuole solo essere lasciato in pace, perciò risponde ai benpensanti e ai moralisti “Fatti i fatti tuoi!” (=mind your own business)
“Una canzone orgogliosa, e di ferrea e piccata affermazione della propria libertà personale, e del diritto che si ha di fare ciò che si vuole della propria vita, senza che gli altri se ne preoccupino. Contro le imposizioni della famiglia, contro il cosiddetto “buonsenso”, contro ogni cosa che non sia la propria volontà…Anche un autentico inno contro la schiavitù e la simbologia del lavoro” (Riccardo Venturi da qui)

Canto tradizionale in gaelico irlandese originario del Donegal scritto anche come “Cad é Sin” è  stato registrato da molti grandi artisti della scena irlandese e non.
Il video per la serie tv Anam an Amhráin

ASCOLTA Clannad in Banba

ASCOLTA Tri Yann

ASCOLTA Caladh Nua


Chuaigh me chun aonaigh is dhiol me mo bho
Ar chuig phunta airgid is ar ghini bhui oir
Ma olaim an t-airgead is ma bhronnaim an t-or
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma olaim an t-airgead is ma bhronnaim an t-or
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma theim na choille chraobhaigh cruinniu smeara no cno
A bhaint ullai de gheaga no a bhuachailleacht bo
Ma shinim seal uaire faoi chrann a deanamh so
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma shinim seal uaire faoi chrann a dheanamn so
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma theimse chuig airneal is rince is sport
Chuig aonach is rasai’s gach cruinniu den tsort
Ma chim daoine sugach is ma bhim sugach leo
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma chim daoine sugach is ma bhim sugach leo
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Deir daoine go bhfuil me gan rath’s gan doigh
Gan earra gan eadach gan bolacht na stor
Ma ta mise sasta mo chonai i gcro (1)
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do
Ma ta mise sasta mo chonai i gcro
O caide sin do’n te sin nach mbaineann sin do


I
I went to the fair and sold my cow
For five pounds of silver and a yellow guinea of gold
If I drink the silver and if I give away the gold
O what is that to anyone else.
If I drink the silver and if I give away the gold
O what is that to anyone else.
II
If I go to the leafy woods gathering berries or chestnuts,
Plucking apples from branches or herding cows,
If I stretch out for a while beneath a tree relaxing,
O what is that to anyone else.
III
If I go for a night-visit and for dancing and sport,
To fairs and races and every gathering of that sort,
If I see happy people and if I’m happy with them,
O what is that to anyone else
IV
People say I’m without riches no doubt,
Without goods or clothes or cattle or stock,
If I a happy living in a hovel (1),
O what is that to anyone else.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Sono andato alla fiera e mi son venduto la vacca
per cinque sterline d’argento e una ghinea d’oro giallo:
Se mi bevo l’argento e mi sputtano l’oro
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
Se mi bevo l’argento e mi sputtano l’oro
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
II
Se vado nei boschi a raccogliere bacche o castagne,
A cogliere mele dai rami o a badare alle mucche,
E se poi mi schiaccio un riposino sotto un albero
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
III
Se vado da una la notte, oppure a ballare e a divertirmi
Alle fiere, alle corse e ogni raduno del genere,
Se vedo che la gente è felice e io sono felice con loro,
Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?
IV
La gente dice che sono povero, senz’altro,
Non ho beni né vestiti, né greggi e né bestiame,
Ma se vivo contento in una baracca (1) Mi dite a voi cosa ve ne deve fregare?

NOTE
1) il brav’uomo mette in pratica  l’insegnamento del filosofo greco Epicuro per il raggiungimento della felicità: seguire i “bisogni naturali”, concedersi di tanto in tanto quelli naturali ma non necessari, evitare quelli vani (nè naturali e nè necessari come l’arricchirsi) Dei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri né naturali né necessari, ma nati solo da vana opinione (Epicuro Lettera a Meneceo) continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=29843&lang=it
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Caide.html

CAITILIN NI UALLACHAIN

Caitilín Ní Uallacháin = Katty Hualloghan è il titolo di un canto giacobita irlandese settecentesco, attribuito al maestro di scuola William Heffernan (di Lattin) e abbinato a una melodia che conobbe una grande fortuna nell’Ottocento, essendo stata associata a una poesia di Sir Samuel Ferguson, “The Lark in the clear air” .

Il canto si inserisce nel filone delle “aisling song” in cui il poeta viene abbagliato al sorgere dell’alba da una visione soprannaturale: una splendida fanciulla personificazione dell’Irlanda è in mestizia e predice un tempo in cui la terra irlandese sarà libera. Il tema conobbe una grande fioritura nel Settecento, quando i poeti irlandesi dovevano nascondere il loro nazionalismo sotto alla poesia bucolica di genere amoroso. (vedi)

UNA VECCHIA DEA

Qui però l’Irlanda non è una fanciulla ma una “povera vecchia” (the Sean-Bhean bhocht – scritto foneticamente come “the Shan Van Vocht”), la signora Katty Hualloghan -o Kathleen O’Houlihan-,  padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui è divisa per tradizione l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats ambientata nel 1798.

Cathleen è una dea-guardiana che appartiene alla terra, la personificazione della dea Ana (iath nAnann -la terra di Ana ) costretta all’esilio dai troppi stranieri che l’anno vilipesa e che vaga in cerca di aiuto, così è una dea decaduta, povera, invecchiata, scacciata da casa. Ma è pur sempre una dea e ancora chiede sacrifici umani, così incanta i giovani uomini e li convince a dare la vita per amor suo: la Cathleen di Yeats ringiovanisce nutrendosi del sangue degli eroi.

Caitilín Ní Uallacháin è riportato nel “Ancient Music of Ireland” di George Petrie vol II pg 8 (vedi) che così scrive
Of this song at least two versions have been already printed, and both with English metrical translations, – one by the late Mr. Edward Walsh, in his “Irish Popular Songs,” and the other by Mr. John O’Daly, in his “Poets and Poetry of Munster,” the versifications in which were made by the late James Clarence Mangan. In both these works the authorship of this song is assigned, but, as it would appear, erroneously, to one of the Irish poetic celebrities of the eighteenth century, – a blind Tipperrary poet named William O’Heffernan; for Mr. Curry has supplied me with a copy of the song which he transcribed from a manuscript now in his possession, and which was written in the year 1780 by a distinguished Clare scribe and Irish scholar, named Peter Connell, or O’Connell; and as in this MS. the name William O’Hanrahan is given as that of its author, such authority is certainly superior in weight to any that has been,m or probably could be, assigned for ascribing it to the Tipperary poet; for it can scarcely be doubted that Connell was personally acquainted with its true author.

Nella canzone il poeta spera in una sconfitta inglese in guerra con le potenze del tempo, e invoca la libertà dell’Irlanda.

LA MELODIA

Il testo fu associato a una melodia intitolata Kathleen Nowlan  scritta da Edward Bunting nelle sue notazioni, da non confondersi però con la melodia Kitty Nowlan sempre annotata da Bunting e trascritta nelle raccolte della Irish Folk Society: fu Charlotte Milligan Fox (1864-1916) a far pubblicare la vecchia melodia irlandese Kathleen Nowlan  nel volume VIII della Raccolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

FONTI
http://www.writerscafe.org/writing/B-Medb/248036/
https://archive.org/details/petriecollection01petr
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33347