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SEAN DUINE DÓITE

Una canzone in gaelico irlandese che tocca un tema umoristico con un fondo amaro, quello dei matrimoni male assortiti tra una giovane ragazza e un vecchio. Scrive Donal O’Sullivan nel suo ‘Songs of the Irish’ This song, part tragic, part grimly amusing, with a surprise in its last line, has sometimes been attributed to Andrew Magrath, the County Limerick poet … It is reasonably certain, however, that the attribution is erroneous. It is an eighteenth century folk song of Munster origin, which has doubtless been subjected to many alterations and accretions, and versions of which have been noted as far away as County Mayo. At the period of its composition Scottish airs were very popular in Ireland, particularly with the Munster poets, and this song is said to have been written to the tune of “The Campbells are Coming”. It is interesting to note the profound modifications which the tune has undergone at the hands of the Irish folk singers.

La melodia è probabilmente nata in Scozia e la ritroviamo con il titolo di “The Campbells are Coming” su un testo attribuito a Robert Burns, diventata assai popolare in America durante la Guerra di Secessione come marcetta militare. (vedi prima parte)

LA VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE

Nella versione in gaelico scozzese Baile Ionaraora (in italiano la città di Inveraray) il bardo si lamenta di un matrimonio male assortito in cui si mangia solo molluschi, nella versione irlandese il matrimonio è stato combinato tra una ragazza giovane e un vecchio e già nel titolo si maligna sulle scarse prestazioni sessuali del vecchietto “dóite” cioè che ha consumato tutto il suo stoppino!
Del testo si trovano peraltro molte versioni ma il brano è anche una popolare jig dal titolo “The Burnt Old Man”

ASCOLTA  Seamus Beagley per la serie Anam An Amhráin  di Cartoon Saloon

ASCOLTA Aoife – An Seanduine Dóite (Burnt Out Old Man)

ASCOLTA Moya Brennan & Cormac de Barra

Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Óró ‘sheanduine, ‘sheanduine dóite,
Luigh ar do leaba agus codlaigh do dhóthain
Óró ‘sheanduine is mairg a phós thú,

( in inglese
Oh burnt old man, old man
Oh burnt old man, old man
Lie on your bed and sleep plenty
I wish I had never married you)

FONTI
http://slowplayers.org/2014/05/06/burnt-old-man-d/
http://www.celticlyricscorner.net/danu/odheara.htm
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/anseanduine.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/an-seanduine-doite/
http://www.omniglot.com/songs/irish/anseanduinedoite.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/an_seanduine_doite_mrussell.htm
https://soundcloud.com/ceol-lios-na-n-g/4-an-seanduine-seanduine-d-ite

https://thesession.org/tunes/5647
https://thesession.org/tunes/1029

THE SOUTH WIND

The South Wind / Southwind / The Southern Breeze / The Wind from the South (in italiano “Il Vento del Sud”) è un brano in gaelico irlandese molto antico risalente quantomeno al Settecento. Il brano è oggi più popolare nella sua forma strumentale, con l’andamento di un valzer, e viene spesso suonato in set con le melodie di Turlough O’Carolan (1670-1738), per questo è spesso erroneamente attribuito al bardo! (prima parte qui)
Una melodia che ha avuto molta fortuna ed è stata utilizzata con diversi testi.

VERSIONE INGLESE: SOUTH WIND

Nel libro “Songs of the Irish” di Donal O’Sullivan 1960 è riportata una versione in inglese in metrica con la melodia e si legge anche questa nota “Native of Irrul, County Mayo by the name of Domhnall Meirgeach Mac Con Mara (Freckled Donal Macnamara). Caher Edmund, mentioned in the second verse, is a townland in the parish of Ballinrobe in County Mayo.”
La versione testuale di O’Sullivan è diversa da quella trascritta in inglese da Eduard Bunting con il titolo The Southern Breeze (vedi)
Bunting ci dice che Donald Freckled (in italiano il lentigginoso)  Macnamara (in gaelico Domnhall “Meirgeach” Mac ConMara), originario della provincia del Connacht e andato in esilio nel Munster, era stato costretto a sposare una ragazza ricca ma che non amava, così scrisse il canto perchè il vento del sud portasse un bacio alla donna che aveva lasciato nell’Ovest.
ASCOLTA (su Spotify) Archie Fisher in The Man with a Rhyme 1976

“Songs of the Irish” di Donal O’Sullivan
I (The Poet speaks)
O South Wind of the gentle rain
You banish winter’s weather,
Bring salmon to the pool again,
The bees among the heather.
If northward now you mean to blow,
As you rustle soft above me,
God Speed be with you as you go,
With a kiss for those that love me!
II (The Wind Speaks)
From south I come with velvet breeze,
My work all nature blesses,
I melt the snow and strew the leaves
With flowers and soft caresses.
I’ll help you to dispel your woe,
With joy I’ll take your greeting
And bear it to your loved Mayo
Upon my wings so fleeting.
III (The Poet speaks)
My Connacht, famed for wine and play,
So leal, so gay, so loving,
Here’s my fond kiss I send today
Borne by the wind in its roving.
These Munster folk are good and kind.
Right royally they treat me
But this land I’d gladly leave behind
With your Connacht pipes to greet me.
tradotto da Cattia Salto
I (dice il Poeta)
O vento del Sud che  porti la pioggia gentile, tu allontani il tempo invernale, porti di nuovo il salmone alla cascata, le api tra l’erica. Se a Nord ora intendi soffiare mentre lieve mormori su di me, che il Signore ti sostenga mentre vai a portare un bacio a coloro che mi amano
II (dice il Vento)
“Io soffio da Sud con brezza di velluto
la mia opera benedice la natura tutta,
sciolgo la neve e spargo le foglie
con i fiori e calde carezze.
Ti aiuterò a dissipare il tuo dolore,
con gioia accolgo il tuo saluto
e lo porterò alla tua amata Mayo
sulle mie ali così fugaci”
III  (dice il Poeta)
Il mio Connacht, dimora del gioco e delle bevute di vino, così leale,  lieto e amabile, ecco il mio bacio appassionato che mando oggi sospinto dal vento nel suo vagare.
La gente del Munster è buona e gentile
e mi trattano da re, ma questa terra mi lascerei volentieri alle spalle con le cornamuse del Connacht a salutarmi

I’VE A SECRET TO TELL THEE

Anche il poeta e musicista irlandese Thomas Moore aggiunse un testo poetico alla melodia “A(n) Ghaoth Aneas” intitolandolo “I have a secret to tell thee” (in italiano Ho un segreto da dirti): la poesia è ispirata al dio egizio del Silenzio, Horo bambino (figlio di Iside e Osiride) il cui culto si diffuse con il nome di Apocrate anche presso i Greci e i Romani; il Dio è raffigurato con il dito alla bocca nel gesto che esorta al silenzio, ma assume una maggiore somiglianza con Apollo e Dioniso accomunati dallo stesso simbolismo solare e misterico.
Pubblicato nel Volume X di Irish Melodies è un piccolo capolavoro: come citazione erudita il riferimento al Dio del Silenzio forse esorta a concentrare il pensiero e la volontà interiore affinchè la parola pronunciata abbia un potere magico ed evocativo.

Apocrate, Alessandria d’Egitto

Al momento non ho trovato registrazioni per l’ascolto


I
I’ve a secret to tell thee, but hush! not here
Oh! not where the world its vigil keeps:
I’ll seek, to whisper it in thine ear,
some shore where the Spirit of Silence(1) sleeps;
where Summer’s wave unmurmuring dies,
nor fay can hear the fountain’s gush;
where, if but a note her nightbird sighs(2),
the rose saith, chidingly, “Hush, sweet, hush!”
II
There, amid the deep silence of that hour,
when stars can be heard in ocean dip,
thyself shall, under some rosy bower,
sit mute, with thy finger on thy lip:
like him, the boy, who born among
the flowers that on the Nile-stream blush,
sits ever thus – his only song(3)
to earth and heaven, “Hush, all, hush!”
traduzione
I
Ho un segreto da dirti, ma silenzio! Non qui
Oh non dove il mondo continua la sua veglia: cercherò di sussurrarlo nell’orecchio, nella spiaggia dove il Dio del Silenzio (1) riposa;
dove l’onda estiva muore sommessamente,
e nemmeno una fata può udire lo zampillo della fontana,
dove se un sospiro sfugge all’usignolo (2)
dice la rosa, borbottando “Silenzio, mio caro, silenzio
II
Là tra il profondo silenzio di quell’ora
quando si possono sentire le stelle tuffarsi nell’oceano,
tu stessa devi, sotto il pergolato delle rose,
stare zitta, con il dito tra le labbra:
com’egli, il bambino, che nacque tra i fiori che arrossiscono nella corrente del Nilo, seduto per sempre così – il suo unico canto (3)
alla terra e al cielo “Silenzio, fate tutti silenzio

NOTE
1) Horo bambino nella sua veste egizia di dio del Silenzio
2) l’usignolo è il simbolo della poesia e spesso rappresenta anche la condizione esistenziale del poeta; in epoca rinascimentale era il simbolo vitale (e carnale) dell’amore mentre sul versante orientale era il simbolo di un tenero amore spesso inappagato, essendo la rosa, la più bella tra i fiori, la donna e l’uccello, il cantore più bravo, così l’usignolo canta le sue pene d’amore.
3) Apocrate evoca il potere magico della voce, considerata qualità divina: se la parola è diretta espressione del pensiero e il pensiero è sincero ovvero rettamente concepito, allora è il mezzo più efficace per raggiungere la felicità.

ANNABEL LEE

Il gruppo ALICE CASTLE ha arrangiato la melodia abbinandola alla poesia di A.E. Poe (1809-1848) dal titolo ANNABELL LEE ovvero il testamento spirituale del poeta che lamenta la morte prematura dell’amata moglie. Il tema dell’amore eterno che si suggella nella morte ben si adatta all’atmosfera malinconica e rarefatta del brano musicale: neanche la tomba può tenere separato il vivo dalla morta, come non ci sono riuscite le potenze del cielo!


I
It was many years ago
in a Kingdom by the sea
that a maiden named Annabel Lee
lived with no other thougt
than to love and to be loved
I was a child and a child was she
CHORUS 1
But we loved with a love that was more
I and my Annabel Lee
with a love that the seraphs of Heaven
coveted her and me
II
And this was the reason why
in this Kingdom by the sea
a wind blew out of a cloud chilling her
so that her kinsmen came
and bore her away from me
and shut up in a tumb was she
CHORUS 2
and neither the Angels above
nor the Demons down the earth
can ever dissever my soul
from my Annabel Lee
III
For the moon never beams
without bringing me dreams
and the stars rise on her shining eyes
and so all the night tide
I lie down by the side
of my darling, my life and my bride
traduzione di Cattia Salto*
I
Tanti anni fa,
in un regno in riva al mare,
viveva una fanciulla di nome Annabel Lee e non aveva altro pensiero che d’amarmi e d’essere amata.
Io ero un bimbo e lei una bimba,
CORO
ma ci amavamo con tanto amore
io e la mia Annabel Lee –
con un amore che gli angeli del cielo
portavano invidia a lei e a me.
II
E fu perciò che,
in questo regno in riva al mare,
un vento soffiò da una nube e lei raggelò; così che vennero i suoi nobili genitori e la portarono lontano da me,
per rinchiuderla in una tomba
CORO
e né gli angeli lassù
né i demoni degli abissi
mai potranno separare la mia anima
dalla mia Annabel Lee.
III
Mai raggia la luna
senza portarmi dei sogni
e le stelle spuntano con i suoi fulgenti occhi
e così, tutta la notte, al fianco io giaccio
del mio amore, mia vita e mia sposa.

NOTE
* riveduta  dalla traduzione di  Tommaso Pisanti “Poesia dell’Ottocento americano” 1984

ALL THE TUNES IN THE WORLD

Ancora un testo questa volta scritto appositamente dal musicista scozzese Ewan McVicar e dedicata a Jim Daily violinista e pipaiolo (suonatore di cornamusa) dei Whistlebinkies.
Così testimonia : “I was sitting beside Iain MacKintosh one afternoon in the Star Club. An instrumental group began to play the Irish tune The South Wind. Iain and I sang along to the tune, and we both said ‘There ought to be words’. I began to think about Jim Daily, fiddler and piper and friend, who would get me into trouble – at the end of a night, after ‘time’ had been bawled Jim would keep playing tunes. […] I wrote my song quickly. It was premiered for a group of Irish hikers passing through the Vicky Bar. Then a couple of months later at the Folk Festival on Glasgow Green I lay on the grass to listen to Iain do a lovely set of songs. After he finished he came and sat beside me. ‘Iain, I wrote that song to the South Wind tune.’ I sang it quietly in his ear. Her looked at me, a little startled. ‘I’ll sing that!’ he said.  (McVicar, One Singer One Song 172) (tratto da qui)


I
Lay down the borrowed guitar
Lay down the fiddle and bow
You’d like one more drink at the bar
But the manager says you must go
Chorus:
And all the tunes in the world
Are dancing around in your head
But the clock on the gantry says play-time is o’er
You’ll just have to sing them instead
II
Lay down the jig and the reel
Lay down the planxty and slide
Everyone knows how you feel
But there’s no time to take one more ride
III
The barmaid has put on her coat
And the barman has emptied the slops
And the manager’s friends are afraid
The music will bring in the cops
IV
Everyone here feels the same
Oh yes you deserve one more tune
but you know the rules of the game,
It’s time to go howl at the moon
Tradotto da Cattia Salto
I
Posa la chitarra presa in prestito
posa violino e archetto
vorresti un’altra bevuta al bar
ma il capo dice che devi andare
CORO
E tutte le melodie nel mondo
ti frullano in testa,
ma l’orologio sul bancone (1) dice che il tempo della musica è finito
e invece dovrai cantarle
II
Molla con gighe e reel
molla con lenti (2) e polke (3)
tutti sanno come ti senti
ma non c’è tempo per un altro ballo
III
La cameriera si è messa il cappotto
e il barista ha svuotato i bicchieri
e gli amici del capo temono
che la musica farà arrivare i poliziotti
IV
Tutti qui temono lo stesso
oh si ci meritiamo ancora un’altra melodia
ma conosciamo le regole del gioco
è il momento di andare ad ululale alla luna

NOTE
1) ‘gantry’ is the frame behiond the bar where the bottles and glasses hang.
2) “planxty” is an irish melody for the harp written in triplets and slower than the jig
3) “slide” is an irish polka

FONTI
http://www.onlinesheetmusic.com/o-southern-breeze-p261140.aspx
https://thesession.org/tunes/601
http://www.elvirolangella.com/docfiles/news/IL-DIO-DEL-SILENZIO.pdf
http://engrammi.blogspot.it/2009/10/storia-del-silenzio-in-arte.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=530
http://sangstories.webs.com/allthetunes.htm

THE DAWNING OF THE DAY

Dolcissima aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge, versificata anche in inglese con il titolo “The dawning of the day”. Una slow air antica ma così bella da essere diventata la melodia di Raglan Road

LA VERSIONE IN INGLESE

Esistono molte varianti testuali corrispondenti ad altrettante traduzioni dal gaelico più o meno “libere”. Quella più famosa (e anche quella più aderente all’originale) è stata interpretata negli anni 1930 dal tenore americano di origini irlandesi John McCormack.

ASCOLTA John McCormack

I
One morning early as I walked forth
By the margin of Lough Leane
The sunshine dressed the trees in green
And summer bloomed again
I left the town and wandered on
Through fields all green and gay
And whom should I meet but my Coolen-dhas
by the dawning of the day.
II
No cap or cloak this maiden wore
Her neck and feet were bare
Down to the grass in ringlets fell
Her glossy golden hair
A milking pail was in her hand
She was lovely, young and gay
She wore the palm from Venus bright
By the dawning of the day.
III
On a mossy bank I sat me down
With the maiden by my side
With gentle words I courted her
And asked her to be my bride
She said, “Young man don’t bring me blame”
And let me go away
for the morning light was shining bright
by the dawning of the day.
traduzione di Cattia Salto
I
Un mattino presto mi recai
sulla riva del Lago Lein(1)
i caldi raggi del sole vestivano gli alberi di verde
e l’estate rifioriva.
Lasciai la città e vagai
per pascoli verdi e gai
e chi mi trovo accanto
se non una bellissima fanciulla (2)
al sorgere dell’alba?
II
Non indossava tal fanciulla cappello o mantello, nudi il collo e i piedi
ma accarezzavano la cima dell’erba
le sue trecce di oro biondo.
In mano teneva un secchio del latte
e sembrava così bella, giovane e gaia
rubò il primato a Venere
dalle dita di rosa
al sorgere dell’alba
III
Sulla verde  riva erbosa mi sdraiai
con la fanciulla al fianco
con parole gentili la corteggiai
chiedendole di diventare la mia sposa
disse lei “Giovanotto non disonoratemi” (3)
E me ne andai
che la luce del mattino splendeva luminosa
al sorgere dell’alba.

NOTE
1) Il lago di Lein è un grande lago di Killarney. Su di una isoletta del lago sorse il monastero di Innisfallen, rinomato centro di studi dell’Alto Medioevo dove fu educato Brian Boru il primo (seppur per poco) re d’Irlanda
2) dal gaelico Coolenn-Dhas è traducibile come sweet coleen. Era tipico del tempo utilizzare parole in gaelico nelle canzoni irlandesi interpretate dai figli degli emigranti diventati americani.
3) la donna lo rifiuta fino a quando l’Irlanda non sarà ritornata ad essere una terra libera

IL CONTRASTO AMOROSO

Un’altra versione interpretata da Tommy Makem sviluppa maggiormente il tema del contrasto in chiave bucolica tra i due protagonisti e come testo richiama “Pretty girl milking her cow
Il testo è simile a quello conservato presso la Bodleian Library, come Harding B25(480), da un broadside del 1700, di cui si cantano solo le strofe iniziali, e si glissa sul momento in cui i due si stendono un poco sull’erba. La melodia richiama più direttamente The Lake of Pontchartrain
La storia è banalizzata in un tipico accoppiamento più o meno consensuale “in camporella”: nella ballata più completa i due hanno un rapporto sessuale in cui il protagonista coglie la verginità della fanciulla. Quando si rincontrano qualche mese dopo lei è già incinta e le chiede di sposarla, ma lui “improvvisamente” e “finalmente” si ricorda di essere già sposato; il classico mascalzone insomma!

ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy in Two For The Early Dew 1978.


I
As I walked out one morning fair,
it being in the month of June
The dew was sparkling on the grass
and the small birds in full tune
And when returning from a walk,
by the fields I chanced to stray
It was there I met my heart’s delight
by the dawning of the day
II
Her head and beautiful neck were bare
and mantle none she wore
Her golden hair, in ringlets fair,
it hung her shoulders o’er
Her rosy cheeks and ruby lips,
they stole my heart away
And I stood to stare at that Venus fair
at the dawning of the day
III
“Where are you going my pretty fair maid, where are you going so  soon?”
“I’m going a milking my cow, kind sir,
it being in the month of June
The pasture that my cow feeds on,
it lies so far away
And I’ve got to be there each morning fair at the dawning of the day”
IV
“Come sit you down, my pretty fair maid,
supposing it was a mile
Come sit you down on this primrose bank
and we will chat a while
With the lambs all sporting on every side
and the meadows blooming gay
I’ll pledge to you my heart and hand
at the dawning of the day”
V
“Oh no, kind sir” the maid replied,
“I cannot tarry now
My parents wait for my return
from the milking of my cow
But perhaps we’ll meet some other time ,
if you chance to pass this way”
She gently glided from my sight
at the dawning of the day
traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo un bel mattino nel mese di giungo
la rugiada brillava tra l’erba e gli uccellini cantavano melodiosamente
e nel ritorno dalla passeggiata per i campi dove vagabondavo
incontrai la mia delizia del cuore
allo spuntar del giorno
II
La sua testa e il bellissimo collo erano scoperti e non indossava mantello
i suoi capelli dorati in bei boccoli
le ricadevano sulle spalle
le sue guance rosee e le labbra rosse
mi rapirono il cuore
e restai a fissare quella Venere bella
al sorgere dell’alba
III
“Dove stai andando, mia bella fanciulla? Dove stai andando di mattina presto?”
“Vado a mungere la mucca, gentil signore, essendo il mese di giugno
il pascolo che nutre le mie mucche è più lontano
e io devo raggiungerlo tutte le mattine allo spuntar dell’alba”
IV
“Vieni a riposarti, mia bella fanciulla supponendo che manchi un miglio ancora,
vieni a sederti su questa radura di primule
e converseremo un poco
con gli agnelli che pascolano da ogni parte
e i prati ridenti in fiore,
ti darò in pegno il mio cuore e la mano (1) allo spuntar del giorno”
V
“Oh no gentil signore – replicò la fanciulla- non posso indugiare ancora
i miei genitori attendono il mio ritorno dalla mungitura della mucca,
ma forse ci incontreremo ancora un’altra volta
se ripasserete da queste parte” (2)
Dolcemente si eclissò dalla mia vista
allo spuntare del giorno.

NOTE
1) prendere per mano nel linguaggio in codice medievale aveva un significato molto più intimo
2) il contrasto finisce bruscamente con il rifiuto della ragazza e un nulla di fatto

Traendo ispirazione dalla ballata irlandese ecco che la versione rivisitata da Mychael Danna e Mary Fahl diventa la commemorazione dell’attacco dell’11 settembre  2001 alle torri gemelle di New York
ASCOLTA Mary Fahl


I
This morning early I walked on
While my darling was in a dream
The last sweet days of summer bloomed
And dressed the trees in green
Then soaring high in the gleaming sky
From far across the bay
Came a fearsome roar from a distant shore
At the dawning of the day
II
Then I called my men to follow me
Knowing well that the view was dim
Though tired and worn, how they fought all morn’
As time was closing in
And my heart was sad though sore with pride
For brave lads all were they
As the angels fly, how they climbed so high
On the dawning of the day
III
But the edge is moving nearer now
Inside the fading sun
And calling, calling out to them
My brothers, one by one
But only dust silence sounds
The ashes float away
As the twilight ends and the night descends
‘til the dawning of the day
IV
Forgive me love, I’m going now
So very far away
When darkness falls, only think me near
And do not be afraid
And please don’t grieve when I am gone
Abide in what remains
‘til the shadows end and we meet again
On the dawning of the day
Traduzione di Cattia Salto
I
Questa mattina passeggiavo all’alba
mentre il mio amore sognava
gli ultimi giorni dell’estate dolcemente sfiorivano
e rivestivano gli alberi di verde
quando  altissimo nel cielo nitido
crebbe da sopra la baia
un boato tremendo che veniva da una spiaggia lontana
al sorgere dell’alba
II
Allora chiamai i miei uomini perchè mi seguissero
sapendo bene che la visuale era confusa, anche se stanchi e stremati
così lottarono tutto il giorno
mentre il tempo scadeva
e il mio cuore era triste anche se sanguinante d’orgoglio
per tutti quei bravi ragazzi
che come angeli in volo, scalarono la cima
al sorgere dell’alba
III
Ma l’abisso si avvicina di più adesso
dentro al sole che tramonta
e chiama, li chiama
i miei fratelli, uno ad uno
ma solo il silenzio della polvere risponde e le ceneri che volano via
mentre finisce il crepuscolo e scende la notte
fino al sorgere dell’alba.
IV
Perdonami amore, devo andare adesso, così lontano,
quando l’oscurità scende(rà) pensa solo che ti sono vicino
e non aver paura,
e ti prego di non addolorarti quando me ne sarò andato
vivo in ciò che resta,
dove le ombre finiscono
e ci incontreremo ancora
al sorgere dell’alba

FONTI
http://thesession.org/tunes/1441
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48816
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33376

EILEEN AROON: There is a valley fair

Con il titolo “Eileen Aroon” s’indica di solito un gruppo di canzoni dalla matrice comune di cui il dibattito sulle origini è ancora acceso. Ritengo però che Jùrgen Kloss abbia fatto luce sulla questione nella sua ottima dissertazione (Vedi)
Intorno al titolo della canzone è nata una leggenda irlandese, che ne fa risalire la matrice originale al XIV o XV al bardo Cearbhall O Dálaigh segretamente innamorato di  Lady Eileen che la cantò per la sposa durante i festeggiamenti delle nozze combinate dai genitori rubandole il cuore, i due così fuggirono insieme!!
La versione originale in gaelico irlandese (prima parte) è stata versificata in inglese da diversi autori ma oggi la versione testuale più accreditata è quella ottocentesca scritta dal poeta irlandese Gerald Griffin (1803-1840)
ASCOLTA The Clancy Brothers &Tommy Makem  (strofe da IV a VII). La prima registrazione del brano risale al 1961 ed è stata ripresa nel 1988 da Bob Dylan

ASCOLTA The Unwanted (la voce è di Cathy Jordan ) in ‘Music From The Atlantic Fringe’ (Strofe I, II, III, V, VI, VII)

ASCOLTA The Selkie Girls (strofe IV, III, V, VI, VII)

Versione di Gerald Griffin
(anni 1830)

I
When, like the early rose,
Eileen aroon!
Beauty in childhood blows;
Eileen aroon!
When, like a diadem,
Buds blush around the stem,
Which is the fairest gem?
Eileen aroon!
II
Is it the laughing eye?
Eileen aroon!
Is it the timid sigh?
Eileen aroon!
Is it the tender tone,
Soft as the string’d harp’s moan?
Oh, it is the truth alone.
Eileen aroon!
III
When, like the rising day,
Eileen aroon!
Love sends his early ray,
Eileen aroon!
What makes his dawning glow
Changeless through joy or woe?
Only the constant know –
Eileen aroon!
IV
I knew a valley fair,
Eileen aroon!
I knew a cottage there,
Eileen aroon!
Far in that valley’s shade
I knew a gentle maid,
Flower of the hazel glade,
Eileen aroon!
V
Who in the song so sweet,
Eileen aroon!
Who in the dance so sweet,
Eileen aroon!
Dear were her charms to me,
Dearer her laughter free,
Dearest her constancy,
Eileen aroon!
VI
Were she no longer true,
Eileen aroon!
What would her lover do?
Eileen aroon!
Fly with his broken chain,
Far o’er the bounding main
Never to love again,
Eileen aroon!
VII
Youth must with time decay
Eileen aroon!
Beauty must fade away,
Eileen aroon!
Castles are sacked in war,
Chieftains are scattered far,
Truth is a fixèd star,
Eileen aroon!
tradotto da Cattia Salto dalla versione in Maggie Farm*
I
Quando, alla prima levata
Eileen Aroon
la bellezza sboccia nella fanciullezza
Eileen Aroon
Quando come un diadema
i germogli avvampano sul ramo
qual’è la gemma più bella?
Eileen Aroon
II
Sono gli occhi sorridenti?
Eileen aroon!
E’ il timido sospiro?
Eileen aroon!
E’ il tono dolce,
delicato come il gemito dell’arpa?
Oh, è solo la verità.
Eileen aroon!
III
Quando, come il giorno che sorge,
Eileen aroon!
Amore manda i primi raggi,
Eileen aroon!
Che cosa fa risplendere l’alba
immutabile tra la gioia e il dolore?
Solo chi è fedele lo sa-
Eileen aroon!
IV
Conoscevo una bella valle,
Eileen amore mio,
conoscevo un casolare là,
Eileen amore mio,
lontano, nell’ombrosa valle,
conoscevo una gentile fanciulla,
il fiore della radura dei noccioli,
Eileen amore mio.
V
Chi così dolce nel canto,
Eileen Aroon
Chi così veloce nella danza,
Eileen Aroon
Caro il suo fascino per me
ancor più caro il suo aggraziato sorriso
carissima la sua fedeltà,
Eileen Aroon
VI
Lei non era più sincera,
Eileen Aroon
Cosa avrebbe dovuto fare colui che la amava? Eileen Aroon
Volare con una catena spezzata lontano, al di là del mare aperto (1)
“Non amare mai più,
Eileen Aroon”
VII
Con il tempo la giovinezza sfiorirà,
Eileen Aroon
la bellezza è destinata a svanire,
Eileen Aroon
in guerra i castelli son saccheggiati,
i comandanti son messi in fuga
la verità è una stella immutabile,
Eileen Aroon

NOTE
* tratto da qui su traduzione di  Michele Murino
1)  bounding main un termine ricorrente nelle sea song e di stampo settecentesco l’origine dell’espressione spiegato qui; scritto anche come sounding main

FONTI
http://www.maggiesfarm.it/ttt692.htm

AN GABHAR BÁN

Il canto in gaelico An Gabhar Bàn (in inglese The White Goat) è la storia di un uomo in fuga sulle montagne per sottrarsi agli ufficiali giudiziari per questioni di contrabbando o di affitto non pagato, e per questo paragonato ad una capra bianca di montagna, la canzone fu tramandata da Kitty Johnny Sheáin di Gaoith Dobhair, la roccaforte della cultura irlandese nel Donegal mistico triangolo delle Bermude per i gruppi e artisti di musica celtica che hanno raggiunto la fama internazionale.
ASCOLTA Clannad in Clannad 2, 1975

e per fare due ristate ecco la versione sottotitolata  con una “misheard lyrics”

I
Sa tsean ghleann thiar a bhi sí raibh
Go dtí gur fhás na hadharc’ uirthi
Bliain is céad is corradh laethe
Go dtáinig an aois go tréan uirthi
Bhi sí gcró bheag ins an cheo
Go dtáinig feil’Eoin is gur éalaigh sí
Thart an ród san bealach mór
Gur lean a tóir go gear uirthi
II
Ni raibh nduine ar a tóir ach Donnchú óg
Is d’ith sí an lón san t-anlann air
Ni raibh aige ina dhorn ach ceap túine mór
Agus leag sé anuas ón arradh í
Nuair a chuala an gabhar bán go raibh sí ar lár
Thug sí léim chun tárrthála
Thug sí rás ‘s ni raibh sí sásta
Is leag sí spíon an táilliúra
III
Chomh cruinn le rón gur thóg sí feoil
Gan pis gan mórán déibhirce
Ach d’ith sí cib agus barr an fhraoich
Slánlús min is craobhógai
Draoin is dreas is cuilcann glas
Gach ní ar dhath na h-áinleoga
Cutharán sléibhe, duilliúr féile
Caora sréana agus blainséogai
IV
Chuaigh sí dhíol cios le Caiftín Spits
Is chraethnaigh a croi go dtréigfí í
Chaith sí an oíche ar bheagán bidh
Mar ndúil is go geasfaí féar uirthi
d’Fan sí ‘a óiche i dtóin Ros Coill
Is chaith sí é go pléisúra
Go dtáinig an slua ar maidin go luath
Is thug siad amach as Éirinn

Traduzione inglese*
I
In the old glen yonder she was always
Until the horns grew on her
Eleven years and some odd days
Until age came heavily to her
She was in a small hovel in the fog
Until St. John’s Day came and she escaped
Down the road through the big gap
Until she was hotly pursued
II
No one was after her except young Donnchú
And she ate his lunch
He only had in his fist a __
And he brought it down from the __
When the white goat heard that she was __
She leapt for freedom __
She gave a race and she wasn’t satisfied
And she knocked down the thorn of the tailor
III
As smart as a seal that she took the meat
Without peas or without much __
But she ate sedge and the top of the heather
__ and small branches
__ and briars and green __
Everything with the color of __
Mountain __, feast leaves
__ sheep and __
IV
She went the rent payment of Caiftín Spits
And her heart __ that they would abandon her
She spent the night on the little food
Like __ grass __
She spent the night at the bottom of Ros Coill
And she spent it happily
Until the crowd came early in the morning
And took her out from Ireland
Tradotto da Cattia Salto
I
In quella vecchia valle da sempre stava
finchè non le crebbero le corna (1)
11 anni e qualche giorno
e la vecchiaia le piombò addosso,
stava in una piccola grotta nella foschia, finchè il giorno di San Giovanni scappò
avviandosi verso la strada per l’alta montagna, ma venne fieramente inseguita
II
Dietro di lei solo il giovane Donnchú
e lei mangiò il suo pranzo
(il poliziotto) aveva nel suo pugno un_
e lo portò giù da _
quando la capra bianca sentì che era
saltò per la libertà
prese la rincorsa ma non era soddisfatta
e abbattè la spina del sarto (2)
III
Intelligente come una foca lei prese la carne senza piselli o senza molto_
ma mangiò .. e la cima dell’erica
_ e rametti
_ e .. e verde _
IV
Andò a pagare l’affitto di Caiftín Spits
e in cuor suo_ che l’avrebbero abbandonata
Passo la notte sul piccolo cibo
come _ erba _
passò la notte in cima a Ros Coil
e la passò felicemente
finchè la folla arrivò al mattino presto
e la portò via dall’Irlanda

NOTE
*Al momento la traduzione in inglese è lacunosa
1) nel linguaggio in furbesco le corna sono l’alambicco della distilleria abusiva
2) non ho idea del significato

THE PEELER AND THE GOAT

Ed ecco la versione inglese, sempre in tema capre e poliziotti, scritta nell’Ottocento da Darby Ryan di Bansha, un piccolo villaggio a metà strada sulla strada tra Cahir e Tipperary: il testo è umoristico e allusivo la capra rappresenta ironicamente i cattolici irlandesi perseguitati dagli Inglesi, ed è il poliziotto ad essere messo in ridicolo per il suo comportamento prepotente, supponente, ma pronto a girarsi dall’altra parte in cambio di due soldi per una bevuta!
ASCOLTA The Wolfe Tones 


I
A Bansha Peeler went one night
On duty and patrolling O
And met a goat upon the road
And took her for a stroller O
With bayonet fixed he sallied forth
And caught her by the wizzen O
And then he swore a mighty oath
‘I’ll send you off to prison O’
II
‘Oh, mercy, sir’, the goat replied
‘Pray let me tell my story O
I am no Rogue, no Ribbon man
No Croppy , Whig, or Tory  O
I’m guilty not of any crime
Of petty or high treason O
I’m sadly wanted at this time
This is the milking season O’
III
‘It is in vain for to complain
Or give your tongue such bridle O
You’re absent from your dwelling place
Disorderly and idle O
Your hoary locks will not prevail
Nor your sublime oration O
You’ll be transported by Peel’s Act
Upon my information O’
IV
‘No penal law did I transgress
By deeds or combination O
I have no certain place to rest
No home or habitation O
But Bansha is my dwelling-place
Where I was bred and born O
Descended from an honest race
That’s all the trade I’ve learned O’
V
‘The consequence be what it will
A peeler’s power, I’ll let you know
I’ll handcuff you, at all events
And march you off to Bridewell O
And sure, you rogue, you can’t deny
Before the judge or jury O
Intimidation with your horns
And threatening me with fury O’
VI
‘I make no doubt but you are drunk
With whiskey, rum, or brandy O
Or you wouldn’t have such gallant spunk
To be so bold or manly O
You readily would let me pass
If I had money handy O
To treat you to a poiteen glass
It’s then I’d be the dandy O’
tradotto da Cattia Salto
I
Un pula (1) di Bansha andò una notte
per il pattugliamento di servizio
e incontrò una capra sulla strada
e la scambiò per un barbone (2),
innestata la baionetta andò all’assalto
e l’afferrò per la gola
e poi fece un solenne giuramento
“Ti manderò dritto in prigione”
II
“O pietà signore – replicò la capra-
lasciatemi raccontare la mia storia:
non sono un malvivente, nè un affiliato alla Società del Nastro (3), un ribelle (4), un Whig o un Tory (5)
non sono colpevole di alcun crimine
di piccolo o d’alto tradimento
sono purtroppo richiesto in questo periodo che è la stagione del latte (6)”
III
“E’ inutile lamentarsi
e parlare a briglia sciolta
sei un fuori sede
casinista e sfaccendato
non prevarrai sulle tue catene
neppure con la tua oratoria sublime
sarai deportato per il Peel Act (7)
su mia accusa”
IV
“Non ho trasgredito nessuna legge penale, con o senza testimoni
non ho una fissa dimora dove stare
casa o abitazione
ma Bansha è la mia residenza
dove sono nato e cresciuto
discendendo da una razza onesta,
questo è il mestiere che ho imparato”
V
“Le conseguenze saranno ciò che io vorrò,
ti farò vedere il potere del poliziotto
ti ammanetterò in ogni caso
e ti spedirò a Bridewel
sta certo, canaglia, non puoi negare
davanti al giudice o alla giuria
per intimidazione con le tue corna
e minacce furiose verso di me”
VI
“Sono certo che sei ubriaco
di whiskey, rum, o brandy
o non avresti una tale grinta
nel mostrarti coraggioso e virile
Saresti pronto a farmi passare
se avessi del denaro in mano
per offrirti un bicchiere di whiskey casalingo (8)
e allora sarei un damerino!

NOTE
1) peeler è sinonimo di poliziotto, dal nome del fondatore del corpo di polizia Robert Peel che nel 1829 fondò la prima polizia metropolitana a Londra nella sede storica di Scotland Yard, una trentita d’anni più tardi l’istituzione di corpi di polizia locali fu obbligatoria in tutto il Regno Unito
2)  stroller che ho tradotto come barbone, nel senso di senzatetto è anche sinonimo di “passeggiatrice”
3) Ribbonmen sono gli affiliati alla Società del Nastro (Ribbon Society) una società agraria segreta dell’Ottocento formata da irlandesi cattolici mezzadri o braccianti per difendersi dai soprusi dei proprietari terrieri e locatari (vedi anche qui)
4) Croppy boys sono i ribelli irlandesi del 1798 (vedi)
5) Nomi delle due maggiori forze politiche presenti in Inghilterra dal XVII secolo alla metà del XIX. Il termine irlandese tory, in origine attribuito ai cattolici fuorilegge, indicava i seguaci conservatori del pretendente cattolico al trono Giacomo II Stuart (1679) e in seguito i sostenitori degli interessi dei proprietari agrari, della monarchia e della chiesa anglicana. Rinnovata da W. Pitt il Giovane (1784-90), la fazione tory dominò la vita politica inglese fino agli anni Trenta dell’Ottocento, quando per opera di R. Peel si trasformò nel moderno Partito conservatore britannico. Il termine whig, in origine usato per i ladri di cavalli, quindi per i presbiteriani scozzesi, nel suo significato politico indicò dapprima gli avversari di Giacomo Stuart e poi i fautori degli interessi urbani e commerciali, della limitazione dei poteri della monarchia e della tolleranza religiosa. Riorganizzata da C. Fox alla fine del Settecento, la fazione whig, interprete di una forte spinta riformatrice in senso politico e socioeconomico, assunse il potere dopo il 1832, trasformandosi quindi nel moderno Partito liberale britannico. (dal dizionario Zanichelli tratto da qui)
6) in altre versioni diventa “mating season” la stagione dell’amore.
7) Peel Act: la riforma di Peel della legge criminale in cui si riducono i crimini puniti con la morte
8) in altre versioni diventa “parting glass” ossia il bicchiere della staffa.

continua

FONTI
http://www.historic-uk.com/HistoryUK/HistoryofEngland/Sir-Robert-Peel/
https://thesession.org/tunes/5327
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic28125.html

CAILIN DEAS CRUITE NA MBO

Mungere il latte era un’incombenza svolta dalle donne che solitamente cantavano una ninna-nanna alle mucche per tenerle tranquille, ma anche un incantesimo  per allontanare il malocchio e ottenere una produzione abbondante e salutare.
La Chiesa è stata spesso diffidente verso i canti delle belle fanciulle intente a mungere le mucche, considerandoli dei rituali magici o preghiere verso gli antichi dei.
Adriaen_van_de_VeldeE infatti un aneddoto annovera la canzone “Cailín Deas Cruíte na mBó” tra le canzoni irlandesi porta sfortuna: si dice che un sacerdote stesse recandosi al capezzale di un uomo morente per prestagli l’estrema unzione, ma si attardò ad ascoltare il canto di una contadinella; così arrivò a destinazione quando oramai l’uomo era già morto. La “bella fanciulla” altri non era che il diavolo che era riuscito a impedire al sacerdote di portate il conforto della confessione al moribondo. In effetti la melodia è considerata un canto delle fate, non essendo insolito nel folklore irlandese il racconto di fanciulle rapite e messe a guardia di bovini o cervidi.. (vedi)
La figura di una fanciulla che munge una mucca si ritrova scolpita sulle mura di molte chiese medievali ed è una presenza molto antica in terra d’Irlanda e più in generale lungo le coste delle isole britanniche e d’ Europa, così si trova sempre negli alpeggi una “milking stone” coppellata in cui le donne lasciavano offerte di latte allo spirito guardiano del luogo denominato spesso  gruagach (e in origine sicuramente di genere femminile) associato ad una vacca sacra giunta dal mare e ad una pietra coppellata . Potrebbe essere il ricordo di antichissimi rituali celebrati da sacerdotesse della Dea Madre e in seguito trasformate in creature fatate. continua

PASTORAL LOVE SONG

Un innamorato respinto spasima per la bella lattaia e vorrebbe prenderla in moglie preferendola alla figlia del Re.

ASCOLTA Danu

I
Tá blian nó níos mó ‘gam ag éisteacht
Le cogar doilíosach mo mheoin,
Ó casadh liom grá geal mo chléibhe
Tráthnóna brea gréine san fhómhar.
Bhí an bhó bhainne chumhra ag géimneach
Is na h-éanlaith go meidhreach ag ceol,
Is ar bhruach an tsruthán ar leathaobh dhom
Bhí cailín deas crúite na mbó.
II
Tá a súile mar lonradh na gréine,
Ag scaipeadh trí spéartha gan cheo,
‘s is deirge a grua ná na caora
Ar lasadh measc craobha na gcnó.
Tá a béilin níos dílse na sméara,
‘s is gile ná leamhnacht a snó,
Níl ógbhean níos deise san saol seo
Ná cailín deas crúite na mbó.
III
Dá bhfaighinnse árd Tiarnas na hÉireann
Éadacha, síoda is sróil
Dá bhfaighinnse an bhanríon is airde
Dá bhfuil ar an dtalamh so beo
Dá bhfaighinnse céad loingis mar spré dhom
Píoláidi, caisleáin is ór
Bfhearr liom bheith fán ar na sléibhte
Lem chailín deas crúite na mbó
IV
Muna bhfuil sé i ndán dom bheith in éineacht
Leis an spéirbhean ró-dhílis úd fós
Is daoirseach, dubhrónach mo shaolsa
Gan suaimhneas, gan éifeacht, gan treo
Ní bheidh sólás im chroí ná im intinn
Ná suaimhneas orm oíche ná ló
Nó bhfeice mé taobh liom óna muintir
Mo cailín deas crúite na mbó

I
I am listening for more than a year
To my mind’s melancholy whispering
Since I met the bright love of my heart
One evening late in autumn
The cow of the fragrant-smelling milk was lowing
And the birds were merry with song
And on the bank of the stream by my side/Was the pretty milkmaid
II
Her eyes are like the shining sun
Dispersing the mist through the skies
And her cheeks are redder than the rowan trees/ Alight among the branches on the hill
Her mouth is sweeter than blackberries/ And her complexion brighter than new milk/There is not a lovelier young woman in the world/Than the pretty milkmaid
III
If I were to receive High Lordship of Ireland
Clothing of silk or satin
Or the highest queen that there is
Alive in this world
If I received a hundred ships as a dowry
Palaces, castles and gold
I would prefer to be wandering the hillsides
With my pretty milkmaid
IV
If it is not in store for me to be together
With that too-faithful beauty as yet
It is limited and sad my life will be
Without peace, without merit, without direction
There will be no consolation in my heart or my mind
I will have no rest by night or day
Until I see by my side from her people
My pretty milkmaid
Tradotto da Cattia Salto
I
Ascolto da più di un anno
i sospiri malinconici del mio cuore
da quando incontrai il mio luminoso amore una sera tardi d’autunno
la mucca dal latte profumato d’erbe mungeva
e gli uccelli cantavano allegri e sulla riva del ruscello accanto a me
c’era la bella lattaia
II
Gli occhi come il sole splendente
fugavano la nebbia nel cielo
le guance più rosse del sorbo
tra i rami sulla collina;
la sua bocca è più dolce delle more
e la sua carnagione più luminosa del latte fresco, non c’è fanciulla più amabile al mondo della graziosa lattaia.
III
Se dovessi ricevere dall’Alto Luogotenente d’Irlanda vestiti di seta e di raso
o dalla regina più maestosa che esista al mondo, se anche ricevessi un centinaio di navi come dote
palazzi, castelli e oro, preferirei piuttosto vagare per le colline
con la mia bella lattaia
IV
Se non è destino per me stare insieme
con quella bellezza così leale,
limitata e triste sarà la mia vita,
senza pace, merito e guida.
Non ci sarà consolazione nel mio cuore o nella mia mente
non ci sarà riposo notte e giorno
finchè non vedrò al mio fianco
la mia bella lattaia

continua versione inglese

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/cailinbo.htm
http://songsinirish.com/cailin-deas-cruite-na-mbo-lyrics/

THO’ THE LAST GLIMPSE OF ERIN

Dell’antica “slow air” in gaelico irlandese dal titolo “The Coolin”  ci furono nel Settecento parecchie trascrizioni in inglese, nonchè arrangiamenti in stile classico della melodia.
Il testo più antico (in gaelico) è attribuito al bardo di Tyrone Maurice O’Dugan ed è un canto d’amore indirizzato a una soave creatura bionda dalla bellezza di fata (prima parte qui), ma adattamenti alla melodia sia in gaelico che in inglese (o traduzioni in versi) sono comuni per tutto il settecento e ottocento; qui si esaminano due versioni la prima attribuita a Donagh McDonagh, la seconda sui versi del poeta irlandese Thomas Moore con il titolo “Tho’ the last glimpse of Erin”

LA VERSIONE IN INGLESE: CUILIN

ASCOLTA Al O’Donnell iin’Al O’Donnell’, 1972


I
Oh say did you see her by the gloaming
or the sunrise as she stepped like a fawn in Ballinagar(1)
or sang far sweeter than the lark or thrush at eventide.
II
Red ripened her cheek is,
Like the berry upon a tree and her neck more graceful than the swan is,
her lips like petals from the red rose smile on me.
III
When she was a little girl, and I a tender child I loved her,
But her parents’ money placed between us
So farewell my cúilín deas mo chroí (2) Fair Flower of Ballinagar
IV
Wait for me forever,
By the place where we lay alone,
Through the night where the elfin storm winds whistle
and the old ash tremble in the dark with fearful moan.
V
I will come to my cúilín
Ere the life from my corpse shall wander
and will hold as I did when in my childhood
my little jewelled flower of Ballinagar.
Tradotto da Cattia Salto
I
L’avete vista, al tramonto o all’alba,
che incede come un cerbiatto a Ballinagar
o canta più dolcemente dell’allodola o del merlo sul far della sera?
II
Rosso acceso sono le sue guance
come le bacche sull’albero e il suo collo è più aggraziato di un cigno,
le sue labbra come petali di rosa rossa mi sorridono.
III
Quando lei era una bimbetta e io un tenero bimbo l’amavo,
ma il denaro della sua famiglia stava tra noi due
così addio mia ragazza dai lunghi capelli biondi, il bel fiore di Ballinagar.
IV
Aspettami per sempre nel posto dove stavamo soli
nella notte dove la schiera elfica
soffia il flauto
e il vecchio frassino trema nel buio con lamento spaventoso.
V
Verrò dalla mia ragazza
prima che la vita dal mio corpo se ne vada
e terrò come facevo nella mia gioventù il mio piccolo prezioso fiore di Ballinagar

NOTE
1) Ballinagar = Ballynagore, Bellanagare nella contea di Roscommon. ma ci sono molte cittadine dal nome simile sparse un po’ per le contee d’Irlanda
2) cúilín deas mo chroí = è in gaelico sweet fair (haired) maiden of my heart

LA VERSIONE IN INGLESE: THO’ THE LAST GLIMPSE OF ERIN

1934.44_CAMAnche il poeta inglese Thomas Moore scrisse una poesia sull’antica melodia, trasfigurando l’immagine della creatura fatata nella personificazione dell’Irlanda.
L’immagine che emerge dai versi è quella di una selvaggia e fiera fanciulla vilipesa dai conquistatori Sassoni che hanno costretto le popolazioni gaeliche a ritirarsi verso Ovest nelle terre meno fertili.
ASCOLTA Ethel Onnis & The book of Kells


I
Tho’ the last glimpse of Erin with sorrow I see,
Yet, wherever thou art shall seem Erin to me./In exile thy bosom shall still be my home,
And thine eyes make my climate, wherever we roam.
II
To the gloom of some desert or cold rocky shore,
Where the eye of the stranger can haunt us no more,
I will fly with my Coulin and think the rough wind
Less rude than the foes we leave frowning behind.
III
And I’ll gaze on thy gold hair as graceful it wreathes,
And hang o’er thy soft harp as wildly it breathes;
Nor dread that the cold-hearted Saxon will tear
One chord from that harp, or one lock from that hair.
Tradotto da Cattia Salto
I
Anche se l’ultimo scorcio d’Irlanda vedo con rimpianto
ovunque tu sia sarai Irlanda per me.
In esilio il tuo seno sarà ancora la mia casa
e i tuoi occhi saranno il mio cielo ovunque andremo
II
Verso un  tristo deserto o una fredda spiaggia rocciosa
dove gli occhi dello straniero non ci potranno più perseguitare
volerò con la mia ragazza e considererò il vento furioso meno rude dei nemici minacciosi che ci lasciamo indietro.
III
E veglierò i tuoi capelli dorati che di grazia ti coronano
e appenderò la tua dolce arpa che indomita suona;
per tema che il Sassone cuore di ghiaccio strappi
una corda da quell’arpa o una ciocca da quei capelli.

Il brano però spopola nelle compilation di musiche per meditazione e simili..

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20475
http://www.libraryireland.com/Irish-Melodies/Though-the-last-glimpse-of-erin-1.php
http://www.contemplator.com/ireland/thoerin.html

HENRY MY SON

La ballata di Lord Randall parte con buona probabilità dall’Italia (vedi versione italiana), passa per la Germania per arrivare  in Svezia e poi diffondersi nelle isole britanniche.
La ballata raccolta dal professor Child al numero 12 è ampiamente diffusa presso la tradizione popolare e si conoscono numerosissime varianti testuali abbinate ad altrettante numerose melodie. (prima parte)

LA VERSIONE IRLANDESE

Versione tratta dal libretto “100 Irish Songs” con spartito musicale, Soodlum, vol. 2 cantata come una nursery rhyme

ASCOLTA Sons of Erin


ASCOLTA in versione “music hall”
ASCOLTA Pete Seeger che compara le due versioni


I
Where have you been all day,
Henry my son?
Where have you been all day,
my beloved one?
Away in the meadow,
away in the meadow
Make my head I’ve a pain in my head
and I want to lie down
.
II
And what did you have to eat,
What did you have to eat?
Poison beans, poison beans
III
And what colour were them beans,
What colour were them beans,?
Green and yellow, green and yellow (1)
IV
And what will you leave your mother,
What will you leave your mother?
A woollen blanket, a woollen blanket
V
And what will you leave your children,
What will you leave your children?
The keys of heaven, the keys of heaven
VI
And waht will you leave your sweetheart,
What will you leave your sweetheart?
A rope to hang her, a rope to hang her..(2)
Tradotto da Giordano Dall’Armellina
I
“Dove sei stato tutto il giorno,
Enrico figlio mio?
Dove sei stato tutto il giorno,
mio amato?»
«Via nei prati,
via nei prati.
Fammi il letto, ho mal di testa
e voglio stendermi.»
II
«E che cosa avesti da mangiare?
che cosa avesti da mangiare?»
«Fagioli avvelenati.»
III
«E di che colore erano quelli fagioli?
di che colore erano quelli fagioli?»
«Verdi e gialli (1).»
IV
«Che cosa lascerai a tua madre
cosa lascerai a tua madre?»
«Una coperta di lana.»
V
«Che cosa lascerai ai tuoi figli
cosa lascerai ai tuoi figli?»
«Le chiavi del paradiso.»
VI
«Che cosa lascerai al tuo amore
cosa lascerai al tuo amore?»
«Una corda per impiccarla (2).»

NOTE
1) È probabile che le anguille non fossero molto conosciute in Irlanda. Così sono i fagioli ad essere velenosi (Dall’Armellina traduce beans come “palline”). Significativa è la scelta della colorazione di questi strani fagioli: il verde e il giallo sono i colori del tradimento e questa credenza arriva dai dipinti del Medioevo. L’oro nel XIII secolo era il colore della luminosità trascendente, cornice ideale delle figure sacre, il giallo invece ne era la brutta imitazione, privo delle qualità materiali e morali dell’oro. Così il giallo era percepito come colore negativo e la coppia cromatica giallo/verde indicava la follia. Di giallo sono dipinti i traditori come Giuda o più in generale gli ebrei e i musulmani (in molte città italiane durante il rinascimento le prostitute erano obbligate a vestirsi di giallo e a Venezia gli ebrei dovevano cucire un cerchio giallo sul vestito)
2) il lascito di Enrico è ben misero forse a rispecchiare una diffusa povertà all’epoca in cui la ballata era cantata. Anche nelle versioni regionali italiane alla dama viene lasciata la corda perchè venisse impiccata.

FONTI
http://www.as-it-was.co.uk/SupaNames/Ballads/henry.htm

HIND HORN FROM IRELAND

Hind Horn è un’antica ballata che nasce dal romance “King Horn”  scritto alla fine del XIII secolo in proto-inglese in cui si narra dell’eroico re Horn, originariamente un feroce e sanguinario incursore vichingo, trasformato in un tipico cavaliere medievale, imbevuto di virtù cavalleresche (vedi prima parte)
Nella ballata invece prevale il tema amoroso, il quale inaugurerà uno specifico filone delle ballate popolari detto “broken token ballad“: l’uomo andato in guerra, ritorna dopo sette anni e incontra (sotto mentite spoglie) la fidanzata o la moglie, e la sottopone ad un test per avere la prova della sua fedeltà.
La ballata, nota anche sotto i titoli di “The Pale Ring” o “The Jeweled Ring”, è stata preservata nelle versioni più complete in Scozia  (vedi seconda parte) e Irlanda.

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina. La versione è stata raccolta in Canada agli inizi del XX secolo


I
“Young man fair, young man free,
Where were you born, and in what country?”
“In Ireland I was bred and born,
Back to Ireland I will return.”
II
When they were parting she gave to him,
Her heart’s true love and a guinea gold ring
“When you look at the ring and it’s bright and true,
You know your lover is true to you.
III
If the ring be bright and clear,
You know I’m constant to my dear,
But if the ring be pale and wan,
Your lover’s gone with another man.”
IV
He took ship and away went he,
Till he come to that strange country
When he looked at the ring, it was pale and wan,
He knows she’s gone with another man.
V
So he took ship and back sailed he,
Till he come to his own country;
He was a-riding over the plain,
The first he met was the begging man.
VI
“What news, what news, what news?” cried he,
“Sad and sorry I’ve to tell to thee;
Sad and sorry I’ve to tell to thee,
Today is your true lover’s wedding day.”
VII
“You’ll lend me your begging rig,
You’ll put on my riding stage;”
“No, the begging rig’s too poor for thee,
The riding stage too good for me.”
VIII
“Be it right, be it wrong,
The begging rig it will go on.
Now tell me as fast as you can,
What is the work of the begging man?”
IX
“You may walk as fast as you will,
Till you come to yonders hill,
But when you come to yonders gate,
Lean on your staff with a trembling step.
X
Beg from Pitt, beg from Paul,
Beg from the highest to the lowest of all,
But from them all you need take none,
Till you come to the bride’s own hand.”
XI
He stepped on with a fine good will,
Till he come to yonders hill;
When he came to yonders gate,
Leaned on his staff with a trembling step.
XII
The bride come trembling down the stair,
Gold rings on her fingers, gold bobs in her hair;
A glass of wine all in her hand,
All for to give to the begging man.
XIII
Out of the glass he drank up the wine,
Into the glass goes a guinea gold ring;
“Did you get it by sea? Did you get it by land?
Or did you get it from a drowned man’s hand?”
XIV
“Neither did I get it by sea or land,
Neither did I get it from a drowned man’s hand.
I got it from my love in a courting way,
I give it to my love on her wedding day.”
XV
Gold rings from her fingers she did let fall,
Gold bobs from her hair she threw against the wall,
“I’ll follow you forever more,
Though I’m begging from door to door.”
XVI
He that was the blackest among them all,
Now shines the fairest in the hall.
He that was single at the break of day,
Stole the bride from the groom away.
TRADUZIONE DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
«Bel giovine, giovane libero,
dove sei nato e in quale paese?»
«Nacqui e fui cresciuto in Irlanda,
in Irlanda io tornerò(1).»
II
Quando stavano per separarsi lei gli diede il vero amore del suo cuore e un prezioso anello d’oro (2). «Quando guardi l’anello e lo vedi brillante e sincero,
tu sai che la tua amante ti è fedele.
III
Se l’anello è brillante e chiaro,
tu sai che io sono fedele al mio caro,
ma se l’anello è pallido e opaco,
la tua amante se n’è andata con un altro.»
IV
Salpò e andò via,
finché arrivò in quel paese straniero.
Quando guardò l’anello, esso era pallido e opaco.
Sa che lei è andata con un altro uomo.
V
Così salpò e ritornò,
fino a quando arrivò al suo paese.
Stava cavalcando lungo la pianura,
il primo che incontrò fu il mendicante.
VI
«Che notizie, che notizie, che notizie?» gridò lui,
«Tristi e spiacevoli ti devo dire;
tristi e spiacevoli ti devo dire:
oggi è il matrimonio della tua amata.»
VII
«Mi presterai il tuo vestito da mendicante
indosserai il mio vestito da cavaliere.»
«No, il vestito da mendicante è troppo povero per te,
il vestito da cavaliere troppo bello per me.»
VIII
«Giusto o sbagliato,
il vestito da mendicante sarà indossato.
Ora dimmi il più presto possibile,
come lavora un mendicante?»
IX
«Puoi camminare veloce come ti pare
finché arrivi a quelle colline laggiù,
ma quando arrivi a quel cancello laggiù,
appoggiati al bastone con un passo tremante.
X
Chiedi la carità nel nome di Pietro e Paolo.
Chiedi la carità dai più alti ai più bassi di lignaggio,
ma da loro non prendere nulla
finché arrivi alla mano della sposa.»
XI
Proseguì di buona lena
finché arrivò alla collina indicata.
Quando arrivò al cancello
si appoggiò al bastone con passo tremante.
XII
La sposa scese le scale tremante.
Anelli d’oro alle sue dita, oggettini d’oro nei capelli, solo un bicchiere di vino in mano
e lo teneva per darlo al mendicante.
XIII
Dal bicchiere lui bevve il vino.
Dentro il bicchiere cade un anello di gran valore.
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo affogato?»
XIV
«Non lo presi né per mare né per terra
e nemmeno dalla mano di un uomo affogato.
L’ho avuto dal mio amore in un momento d’amore,
lo do al mio amore nel giorno del suo matrimonio.»

XV
Dalle sue dita fece cadere gli anelli d’oro,
gli oggetti d’oro dai capelli li gettò contro il muro.
«Ti seguirò per sempre
anche se dovessi mendicare di porta in porta.»
XVI
Lui che era il più nero fra tutti(3)
ora splende come il più bello fra tutti nella sala.
Lui che era celibe all’alba,
rubò la sposa allo sposo.

NOTE di Giordano Dall’Armellina
1) L’atto di dare un anello magico appartiene sia alla favolistica europea che a quella asiatica. Era una credenza comune nell’Europa medievale che le pietre preziose avessero dei poteri magici. [Nella versione del romanzo l’anello è un talismano che dona a Horn il potere dell’invincibilità, nella ballata è più invece un test di fedeltà]
2) Il fatto che questa versione sia stata raccolta in Canada presso emigranti irlandesi ha sicuramente influenzato il formarsi della prima strofa che non sembra essere attinente con la storia ma, piuttosto, con la nostalgia dell’emigrante che vorrebbe tornare in patria. Tutta la storia in realtà è incentrata sull’idea del viaggio per mare e del ritorno dall’amata che, per trasposizione, può essere l’Irlanda stessa. In questo caso la ballata ha ragioni sentimentali forti che sono una grande spinta per la preservazione del canto, proprio perché il loro significato travalica la storia narrata. Alcune versioni raccolte in Scozia riportano più o meno questa strofa iniziale:«In Scotland there was a baby born and its name was young Hind Horn» (“In Scozia ci fu un neonato e il suo nome era Hind Horn”). Gli emigranti dell’Irlanda stabilitisi in Canada hanno volutamente cambiato la prima parte mantenendo solo qualche elemento dell’originale ricreando, come era consuetudine dei cantori, una nuova storia.
3) Era il piu’ nero perche’ si era scurito per sembrare sporco come i mendicanti.

FONTI
Giordano Dall’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://www.nspeak.com/allende/
comenius/bamepec/multimedia/saggio4.htm

http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/hindhorn.html
http://www.bluegrassmessengers.com/17-hind-horn.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/us–canadian-versions-child-17-hind-horn.aspx

STREETS OF DERRY

Gli studiosi datano l’origine della ballata tra il 1817 e il 1830, collegandola con “The Maid Freed from the Gallows” ma anche con la ballata di Geordie; più in generale “Streets of Deyy” si inserisce nel filone delle “ballate del patibolo“: il protagonista viene salvato dalla forca da un perdono giunto all’ultimo momento portato dalla fidanzata che arriva al galoppo su uno stremato cavallo.


Alcune versioni chiamano l’eroina Ann O’Neill e la maggior parte indicano  la città di Derry come il luogo in cui sta per avvenire l’impiccagione; in alcune compare anche un sacerdote pronto ad accogliere la confessione del condannato (e a ritardare l’esecuzione).
Eleanor R. Long (Saskatoon, Saskatchewan, Canada) nel suo saggio “Derry Gaol From Formula to Narrative Theme in International Popular Tradition” analizza 27 versioni della ballata e le classifica in 5 filoni. Così osserva la Long “Certain aspects of the ballad’s narrative, however, are timeless in their reflection of Irish history and culture. The public execution of Irish patriots was a familiar phenomenon throughout the period of British occupation, and history as well as ballad-literature reports the ubiquity of sorrowing relatives at the execution site, requests for appropriate religious rites for the dying, and desperate, not infrequently successful appeals for last-minute pardons f or political offenders. But during the time-period under consideration (1817-1830), two specific historical events occurred which corroborate the circumstances described in Laws L 11 without localizing those circumstances in northern Ireland: the Catholic clergy developed an exceptionally militant attitude toward the denial of freedom of conscience to prisoners in British penitentiaries, and in the summer of 1821 King George IV became the first English monarch to set foot on Irish soil since the Reformation, winning by that gesture a degree of popularity among the Irish people that was as unprecedented as it was temporary.” (vedi)

ASCOLTA su Spotify  Bothy Band (voce Triona Ni Dhomhnaill)  in “Out of the Wind, Into the Sun”, 1977 (testo qui)
ASCOLTA su Spotify  Peter Bellamy in “Both Sides Then”, 1979
ASCOLTA Oisin in Winds of Change”, 1989

ASCOLTA Cara Dillon & Paul Brady


I
After morning there comes an evening
And after the evening another day.
And after false love there comes a true love;
I’ll have you listen now to what I say.
II
My love he is as fine a young man
As fair as any the sun shone on.
But how to save him I do not know it,
For now he’s got a sentence to be hung.
III
As he was a-marching through the streets of Derry,
I’m sure he marched up right manfully,
Being much more like a commanding officer
Than a man to die upon a gallows tree.
IV
But the very first step he did put on that ladder,
His bloomin’ colour began to fail
And with heavy sighin’ and bitter cryin’,
“Is there no releasement from Derry Gaol?
V
And the very next step he did put on that ladder,
His lovin’ clergyman was standing by,
Cryin’, “Stand you back, you false prosecutors,
For I’ll make you see that he may not die.”
VI
“Yes, I’ll make you see that you may not hang him
Until his confession to me is done,
And then you’ll see that you may not hang him
‘Til within ten minutes of the setting sun.
VII
“What keeps my love, she’s so long a-coming?
Oh, what detains her so long from me?
Or does the think it’s a shame or scandal
To see me die on the gallows tree?”
VIII
He looked around and he saw her coming,
And she was dressed all in woollen fine
The weary steed that my love was riding
It flew more swifftly than the wind
IX
Come down, come down from that cruel gallows
I’ve got your pardon from the king
And I’ll let them see that they dare not hang you
And I’ll crown my love with a bunch of green 
tradotto da Cattia Salto
I
Dopo il mattino viene la sera
e dopo la sera un altro giorno
così dopo un falso innamorato arriva il vero amore,
ascoltate bene cosa vi dico
II
Il mio amore è un bel giovanotto
bello come pochi sotto il sole, ma come fare per salvarlo non so, perchè è stato condannato all’impiccagione
III
Mentre camminava per le strade di Derry (1)
di certo marciava spavaldo
molto più simile a un comandante
che a un condannato sul punto di morire sulla forca
IV
Ma al primo passo che mise su quella scaletta
il suo colorito iniziò a spegnersi
e con profondi sospiri gridò amaramente “Non c’è il perdono dal carcere di Derry?”
V
E il secondo passo che mise su quella scaletta il suo caro sacerdote (2) gli stava accanto
gridando “State indietro, falso pubblico ministero,
che vi mostrerò perchù lui non può morire!
VI
Si, vi mostrerò che non potete
impiccarlo

finchè non mi ha rilasciato la sua confessione, e così vedete che non potete impiccarlo
fino a quando mancheranno 10 minuti al tramonto”
VII
Cosa trattiene il mio amore che ci mette tanto a venire?
Che cosa la tiene così lontana da me?
Crede forse che sia una vergogna o uno scandalo
vedermi morire sulla forca?

VIII
Si guardò intorno e la vide
arrivare
ed era vestita di un bel panno
il destriero affaticato che il [suo] amore cavalcava
volava più veloce del vento.
IX
Scendi, scendi da quella forca crudele
ho ottenuto il perdono dal Re (3)
farò loro vedere che non oseranno impiccarti
e incoronerò il mio amore con una ghirlanda verde (4)”

NOTE
1) il riferimento alle strade di Derry o alla prigione di Derry appare nelle varianti della ballata solo a partire dal 1830
2) il tema del sacerdote che cerca di ottenere tempo sul patibolo è sostituito in altre versioni dalla richiesta di conforto rivolta ai congiunti ad esempio i Bothy Band
His beloved father was standing by
“Come here, come near, my beloved father
And speak one word to me before I die”
3) nella versione di Bellamy è “the Queen” in altre versioni la grazia arriva “dal Re e dalla Regina”
4) nella versione dei Bothy Band diventa un “a laurel leaf”, Al O’Donnell canta invece “…with a bunch of bloom”.

FONTI
http://bluegrassmessengers.com/95a-derry-gaol-or-the-streets-of-derry-bronson.aspx
http://bluegrassmessengers.com/derry-gaol-from-formula-to-narrative-theme.aspx
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=53736&lang=it
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/thestreetsofderry.html
http://www.celticlyricscorner.net/bothyband/streets.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3780