Archivi categoria: Musica gallese/ Welsh music

NOS GALAN

“Nos Galan” è la canzone tradizionalmente suonata in tutto il Galles a Capodanno. La melodia richiama la musica dei madrigali elisabettiani del XVI sec e appartiene alla tradizione gallese delle musiche da danza (nella versione inglese diventa Deck the halls)
La prima trascrizione della melodia si trova in un manoscritto dell’arpista gallese John Parry (1710-1782), mentre l’arpista Edward Jones (in “Musical and Poetical Relicks of the Welsh“, 1784 e successiva edizione 1794), abbinò la stessa melodia ad una canzone d’amore dal titolo Oh! How Soft My Fair One’s Bosom

Originale gallese
O mor gynnes mynwes meinwen,
fal lal lal lal lal lal lal lal la:
O mor fwyn yw llwya meillionen,
fal lal lal lal lal lal lal lal la:
O mor felus yw’r cusanau, Gyda serch a mwynion eiriau
Traduzione inglese 1784
Oh! how soft my fair one’s bosom,
fal lal lal lal lal lal lal lal la:
Oh! how sweet the grove in blossom, fal lal lal lal lal lal lal lal la:
Oh! how blessed are the blisses, Words of love, and mutual kisses,

Le parole gallesi di “Nos Galan” che vengono cantate a Capodanno sono però ottocentesche,  attribuite al poeta John Ceiriog Hughes (1873).

ASCOLTA Iona in Nutmeg&Ginger 1996 che prosegue con Deck the Halls

e se proprio adorate i cori : ASCOLTA Barbers & Bishops

Versione in gallese di John Ceiriog Hughes, 1873
Oer yw’r gwr sy’n methu caru,
Fal la la la la, la la la la.
Hen fynyddoedd anwyl Cymru,
Fal la la la la, la la la la.
Iddo ef a’u car gynhesaf,
Gwyliau llawen flwydd nesaf,
I’r helbulus oer yw’r biliau
Sydd yn dyfod yn y Gwyliau,
Gwrando bregeth mewnun pennill,
Byth na waria fwy na’th ennill
Oer yw’r eira ar Eryi,
Er fod gwrthban gwlanen arni,
Oer yw’r bobol na ofalan’,
Gwrdd a’u gilydd Ar Nos Galan.

TRADUZIONE INGLESE
Cold is the man who can’t love,
Fa la la la la, la la la la,
The old mountains of dear Wales,
Fa la la la la, la la la la,
To him and his warmest friend,
A cheerful holiday next year,
To the troubled cold are the bills
Which come during the holidays;
Listening to a sermon in one verse;
Spending more than you earn.
Cold is the snow on Mount Snowdon(1),
Although it wears a woolen blanket,
Cold are the people who don’t take care
To meet together on New Year’s Eve.
traduzione italiano di Cattia Salto
Freddo è l’uomo che non sa amare
Fa la la la la, la la la la,
le vecchie montagne del caro Galles,
Fa la la la la, la la la la,
a lui e al suo amico più caloroso
buone feste e buon anno nuovo,
per chi si affanna freddi sono i resoconti che arrivano durante le vacanze;
ascoltando una predica per ogni verso, spendendo più di quanto si guadagni. Fredda e la neve sul Monte Snowdon (1) anche se si indossa un giaccone di lana,
fredda è la gente che non si cura
di riunirsi insieme alla Vigilia di Capodanno.

NOTE
1) Lo Snowdon è il monte più alto del Galles

La melodia di Nos Galan è la stessa di “Albe Flodau Nantgarw” (Nantgarw Floral Dance) – Nantgarw essendo un piccolo villaggio a nord di Cardiff.
Albe Flodau Nantgarw è prima melodia con una danza introno al palo del Maggio

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/nos_galan.htm

I WAS A BLACKBIRD BY MAY BRADLEY

Una canzone piuttosto recente sebbene di autore anonimo risalente forse alla fine dell’ottocento o più probabilmente ai primi del novecento, “If I was a Blackbird” è stata resa  popolare in Gran Bretagna e America negli anni 30 e 40 da Delia Murphy e negli anni 50 da Ronnie Ronalde. La melodia tradizionale è un valzer, rallentato più spesso come slow air.
Molti studiosi considerano il brano un lavoro di ricucitura  ottenuto mettendo insieme dei ‘floating verses’ presi da varie canzoni popolari (un mash-up si direbbe oggi) . (prima parte)

LA VERSIONE GALLESE

Una versione diversa da quella “irlandese” interpretata da Delia Murphy (qui) è invece la testimonianza di May Bradley (1902-1974), proveniente da una famiglia di gitani  (di origine Romany) depositaria dei canti rurali della parte Ovest del Midlands inglese e del Galles.

Oh Lord, madam, I could tell you lovely ‘istory …  But it’d take me such a long while to think back, you know.

The speaker is May Bradley, talking to Fred and Margaret Hamer in Ludlow, Shropshire, half a century ago.  Over the course of a number of visits she did indeed impart a great deal of ‘lovely ‘istory’, committing to posterity a wealth of songs the origins of which date back to long before she was born, and telling us much in passing about working-class rural life experiences during the first quarter of the twentieth century.  She was born 19 January 1902 to Romany parents named Robert and Esther Smith.  When enumerated in the 1911 census, aged only nine years, her parents gave her birthplace as Clipstone, in Glamorganshire, although in later life she claimed to have been “bred, borned and raised just ‘round ‘ere [i.e.  the vicinity of Ludlow] …  Well, Monmouthshire …  Chepstow in Monmouthshire I were born.” Her own and many other Romany families travelled extensively around the west Midlands and into the near areas of Wales, wherever the opportunity for gainful employment led them.  May Bradley was descended from a long line of singers within her immediate family, and from close contact with other travellers over an extended period additionally absorbed many items into her repertoire. (Rod Stradling da qui)

May registrò il brano ben tre volte e possiamo ascoltarla nella raccolta “May Bradley: Sweet Swansea” ristampata nel 2010 dalle registrazioni sul campo di  Fred Hamer a Ludlow, Shropshire, (settembre 1959, luglio e settembre 1965, aprile 1966).
Una versione ripresa da Sam Lee  (giovane artista il cui cd  d’esordio è stato premiato come migliore album del 2012 dalla rivista Froots) nel suo secondo Cd uscito nel 2015. Dice Sam Lee  “She has this amazing modal tune for it, unlike anyone else’s and lyrically, hers is so much more punchy and tenacious – about loving this soldier, being pregnant, being cast out by her community.” (tratto da qui)

ASCOLTA Sam Lee&Friends in ‘The Fade in Time’, 2015
Scrivono in “A walk around Britain“: Sam seems to agree with us that the most fitting place for traditional British songs is deep in the landscape that produced them. Concrete and car-horns are not the finest folk accompaniment, but birds of the field, wind through woods, and rhythmic sea-tide, most certainly are. These are the contexts that birthed the old songs, the invisible background to all ballads of Britain.
E così a guardare il video diretto da Michael Smythe finiamo completamente immersi nella terra e con lo sguardo perduto nel cielo

Nel web circola una versione testuale molto diversa da quella veramente cantata da Sam, così sono risalita alla versione di May Bradley riportata qui e le differenze sono minime


I
Now it’s of a  fair damsel (1) my fortune were had
I were overcourted by a rakish (2) young lad.
I have kept me love’s company night and be day
But now Johnny’s lifted, sure he’s gone far away.
Now if I were a blackbird (3) I’d whistle, I’d sing
I would follow the ship that my true love sailed in
On the top of his mainmast I would build my nest (4)
That long night, sure I’d gaze upon his lily white breast.
II
My love’s an old soldier but he’s neat, tall and thin.
There is none in the army come equal to him.
With his red rosy cheeks and his curly black hair
His flattering tongue draws my heart to a snare.
III
Now some people’s talking I’m out of my mind.
Some people says that I’m large with a child
But it’s let them be talking and say what they will
For the love I’ve got for him I’ll keep it up still.
IV
Now if I were a scholar I’d handle me pen
I would write him a letter, to him would I send.
God sends him safe sailings and fair winds to blow
There is adieu to my true love wherever he go.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ero una giovane fanciulla che ebbi la fortuna
di essere corteggiata da un ragazzo  vagabondo(2),
ho accettato la compagnia del mio amore notte e giorno
ma oggi Johnny mi ha lasciato, è così, è partito.
Se fossi un merlo (3), potrei fischiettare e cantare,
seguirei la nave su cui naviga
il mio amore

e in cima all’albero maestro potrei costruire il mio nido (4)
e per tutta la notte volgerei lo sguardo sul suo candido petto 
II
Il mio amore è un veterano ma è bello, alto e snello,
nessuno nell’esercito
lo eguaglia
con le sue guance rosee e i neri capelli ondulati
la sua parlantina, ha preso il mio cuore in trappola
III
C’è chi dice che sono pazza,
altri dicono che sono incinta,
ma lasciate che sparlino e dicano quello che vogliono (5),
perchè l’amore che ho per lui resterà sempre saldo
IV
Se fossi uno studioso e sapessi maneggiare  la penna
gli scriverei una lettera e a lui la manderei,
che Dio lo preservi al sicuro in mare e che i venti favorevoli lo sostengano
ecco il saluto al mio vero amore
ovunque egli vada.

NOTE
1) Sam dice “” young woman”
2) La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, ma anche uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi nel corso del 17° secolo. Nel suo significato più negativo il libertino è un debosciato in quello più “trasgressivo” è un giovane scapolo gaudente che si diverte fin che può prima di sistemarsi con il matrimonio e “mettere la testa a posto”.
3) i merli formano coppie stabili che vivono isolate. Le migrazioni avvengono durante la notte dalle regioni più settentrionali con spostamenti verso sud-ovest. In Italia i merli sono stanziali.
4) negli antichi velieri in cima all’abero maestro c’era la crocetta detta colloquialmente crow’s nest (= nido del corvo) era una piattaforma riparata nel punto più alto della nave per gli avvistamenti, così nel verso successivo l’innamorata dichiara che se fosse di vedetta sulla crocetta, punterebbe il suo cannocchiale sull’innamorato e non sull’orizzonte
5) il pettegolezzo delle malelingue è un topico dei canti trobadorici.

FONTI
https://shailapersonalspace.wordpress.com/2014/05/25/messaggero-il-merlo/
http://www.mustrad.org.uk/articles/bradley.htm
https://www.theguardian.com/music/2012/oct/28/sam-lee-gypsy-folk-music
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwereablackbird.html

AR HYD Y NOS

Su un’antica melodia gallese raccolta in “Musical Relics Of The Welsh Bards” (Edward Jones c. 1784) John “Ceiriog” Hughes (1832-1887) scrisse la poesia Ar Hyd Y Nos diventata presto una canzone tradizionale gallese molto popolare ed amata, nonchè un classico natalizio, tradotto anche in molte lingue, e intitolato in inglese “All through the night”.

JOHN HUGHES

Hughes was a Welsh poet and well-known collector of Welsh folk tunes. Sometimes referred to as the ‘Robert Burns of Wales’. Ceiriog was born at Penybryn farm overlooking the village of Llanarmon Dyffryn Ceiriog, in the Ceiriog Valley, which was then in Denbighshire in north-east Wales. He worked as a railway clerk in Manchester and London. He was employed as a station master at Caersws railway station station from 1868.
Through his desire to restore simplicity of diction and emotional sincerity, he did for Welsh poetry what Wordsworth and Coleridge did for English poetry. He became famous winning a serious of prizes for his poems in the 1850s. His first collection of poetry was published in 1860 and is called Oriau’r Hwyr (“Evening Hours”). As well as writing poetry he wrote many light hearted lyrics which he adapted to old Welsh tunes, or the original music of various composers. Many of his songs were written to folk airs.
His fascination with Welsh folk music led to an investigation of the history of the music and particularly the harpists who would often accompany then. This led to a grand project to publish four volumes of Welsh airs, of which only the first volume actually made it to press in 1863: Cant O Ganeuon (“A Hundred Songs”).  Like many Welsh poets, he took a bardic name – “Ceiriog” – from the River Ceiriog, which flows through the Ceiriog Valley, where he was born. In his home village, the public library contains a memorial inscription to him. (tratto da qui)

LA VERSIONE IN GAELICO GALLESE

ASCOLTA Siobhan Owen live voce e arpa come doveva essere suonata nel Settecento e cantata nell’Ottocento (con la III strofa in inglese)

ASCOLTA Meinir Gwilym (molto fresca e naturale interpretazione accompagnata dalla chitarra)


GAELICO GALLESE
I
Holl amrantau’r sêr ddywedant
Ar hyd y nos.
Dyma’r ffordd i fro gogoniant
Ar hyd y nos.
II
Golau arall yw tywyllwch,
I arddangos gwir brydferthwch,
Teulu’r nefoedd mewn tawelwch
Ar hyd y nos.
III
O mor siriol gwena seren
Ar hyd y nos,
I oleuo’i chwaer ddaearen
Ar hyd y nos,
IV
Nos yw henaint pan ddaw cystudd,
Ond i harddu dyn a’i hwyrddydd
Rhown ein golau gwan i’n gilydd
Ar hyd y nos.

VERSIONE INGLESE
I
Sleep, my love, and peace attend thee,
All through the night,
Guardian angels God will send thee,
All through the night.
II
Soft the drowsy hours are creeping,
Hill and vale in slumber sleeping,
I my loving vigil keeping,
All through the night.

La traduzione letterale del gaelico gallese è una ninna nanna che promette la pace tra le Stelle..

TRADUZIONE letterale (da qui)
I
All the star’s eyelids (1) say,
All through the night,
“This is the way to the valley of glory,”
All through the night.
II
Any other light is darkness,
To exhibit true beauty,
The Heavenly family in peace,
All through the night.
III
O how cheerful smiles the star,
All through the night,
To light its earthly sister,
All through the night.
IV
Old age is night when affliction comes,
But to beautify man in his late days,
We’ll put our weak light together,
All through the night.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ammiccando (1) le stelle dicono
per tutta la notte
“Questa è la via per la valle della gloria”, per tutta la notte
II
Ogni altra luce è spenta
per mostrare la vera bellezza,
la Sacra Famiglia in pace,
per tutta la notte
III
E come sorride con gioia la stella
per tutta la notte
ad illuminare la sua sorella terrena
per tutta la notte!
IV
“La vecchiaia è la notte quando arriva la malattia, ma per adornare l’uomo nei suoi ultimi giorni, noi accenderemo la nostra pallida luce insieme
per tutta la notte”

NOTE
1) eyelids letteralmente sono le palpebre

ALL THROUGH THE NIGHT

Il titolo indica anche una serie di canzoni pop rock, da non confondersi con questa dolcissima ninna-nanna di Natale: sulla stessa melodia gallese di “Ar Hyd Y Nos” sono stati scritte molte versificazioni in inglese, la più popolare è diventata quella di Sir Harold Boulton scritta nel 1884. Le versioni inglesi sono incentrate maggiormente sul tema natalizio con coro di angeli.. ho però evitato le versioni per i cori
ASCOLTA (strofa I e II) in versione ninna-nanna
ASCOLTA The Irish Rovers in “Songs of Christmas” 1999 (è riprodotto tutto l’album, la canzone inizia a 34:50)

VERSIONE IRISH ROVERS
I
Sleep my child and peace attend thee
All through the night
Guardian angels God will send thee
All through the night
II
Soft the drowsy hours are creeping
Hill and vale in slumber sleeping
God his loving vigil keeping
All through the night
III
While the moon her watch is keeping
All through the night
As the weary world is sleeping
All through the night
IV
Through your dreams you’re swiftly stealing (1)
Visions of delight revealing
Christmas time is so appealing (2)
All through the night
V
You my child, a babe of wonder
All through the night
Dreams you dream can break asunder
All through the night
VI
Children’s dreams, they can’t be broken
Life is but a lovely token
Christmas should be softly spoken
All through the night
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Dormi bambino mio la pace ti accompagna, per tutta la notte
Dio ti manderà gli Angeli a vegliare
per tutta la notte
II
Piano le sonnolente ore sono strisciate
colline e valli fanno un sonnellino
vegliate dall’amorevole guardia di Dio
per tutta la notte
III
Mentre la luna ci guarda
per tutta la notte
mentre il mondo stanco dorme
per tutta la notte
IV
Nei tuoi sogni ruberai ratto
visioni di feste gioiose
Il Natale è così allettante
per tutta la notte
V
Tu bambino mio, un bimbo meraviglioso
per tutta la notte
i sogni che sogni si possono ridurre in mille pezzi
per tutta la notte
VI
I sogni dei bambini, non possono essere infranti
la vita non è che un bel dono
Natale dovrebbe essere dolcemente pronunciato
per tutta la notte

NOTE
1) Nella versione di Sir Harold Boulton è invece  “O’er thy spirit gently stealing”
2) Nella versione di Sir Harold Boulton è invece “Breathes a pure and holy feeling”

FONTI
http://plheineman.net/arhydynos.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Ar_Hyd_y_Nos
http://www.celticartscenter.com/Songs/Welsh/ArHydYNos.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45769
http://www.mcglaun.com/thru_night.htm
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=4531
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=2422
https://babylullabymusic.bandcamp.com/track/all-through-the-night

APPLES IN WINTER

Il melo è un albero che è nato sui monti dell’Asia centrale e si è diffuso lungo la rotta commerciale detta “via della seta”, spostandosi così verso ovest. Si ritiene comunemente che furono gli antichi romani a portare il melo in Gran Bretagna, eppure i più recenti scavi archeologici ad Armagh (Irlanda del Nord) hanno trovato semi di mela risalenti al X secolo a.C.  Il melo compare infatti in molti insegnamenti druidici e nella poesia e mitologia celtica.
Fruttifica a settembre e le mele si conservano per lungo tempo in un luogo fresco e asciutto come le soffitte, diventando uno dei pochi frutti che si possono mangiare in inverno.

AILLIN E BAILE

La principale associazione con il melo è l’amore, essondo l’incarnazione del principio femminile; una narrazione medievale ci racconta la storia di Aillin e Baile, due fanciulli innamorati ai quali i druidi avevano profetizzato che non si sarebbero mai incontrati in vita, ma solo dopo la morte per non separarsi mai più: la macabra (o romantica) profezia si avverò magicamente con l’unione del legno di due alberi, il melo e il tasso cresciuti sulle loro tombe!
La leggenda è ambientata ai tempi dell’Irlanda celtica di re Cormac mac Airt (II-IV secolo), ma  è un po’  incoerente rispetto alle fonti archeologiche in nostro possesso, si racconta infatti della “taball filidh” (la tavoletta del poeta) -poteva trattarsi di una tavoletta di legno su cui si scriveva con il pennello o di una più elaborata tavoletta cerata in uso presso gli antichi greci e romani- una ricavata dal legno del melo di Aillin e l’altra dal legno del tasso di Baile che si saldarono indissolubilmente l’una all’altra non appena si trovarono entrabe vicine (a Samain durante la festa presieduta da Art, figlio di Conn delle Cento Battaglie, re di Erinn). Apprendiamo che, se il racconto fosse veritiero, i bardi d’Irlanda compilavano i loro certami su delle tavolette di legno, presumibilmente “usa e getta” perchè ci si scriveva sopra una volta sola; queste due tavolette provenivavo una dal Leinster (melo), l’altra dall’Ulster (tasso) e per la loro magica aderenza furono conservate come rarità nel tesoro di Tara.
La storia sembra essere una variante del nodo d’amore tra rovo e spina richiamato nelle ballate medievali che, cresciuti dalle rispettive tombe degli amanti sfortunati, si congiungono e intrecciano tra loro.

Ma l’associazione principale del melo con il mondo celtico è l’Isola delle mele, Avalon, la terra delle Fate. Così scrive Geoffrey of Monmouth nell’Historia Regum Britanniae (1136) “L’ isola delle mele è chiamata dagli uomini isola della fortuna (Insula Pomorum quae Fortunata vocatur), perchè essa gli regala i suoi generosi doni sotto forma di mele (Sua enim aptae natura pretiosarum poma silvarum parturiunt), uva, bacche ed altre erbe che permettono all’uomo di vivere oltre i cent’anni. Gli antichi poeti la descrissero come un Paradiso, per la fecondità delle sue terre”.

Cibo delle fate che può rendere immortali o rimettere in salute i malati la mela è alla base della preparazione del sidro, una bevanda poco alcolica ottenuta dalla fermentazione di frutti come mele, pere o le dimenticate nespole, tipica del Regno Unito, dei Paesi Baschi e della Normandia. continua

Mela + Inverno = Natale ovvero due rituali con le mele nella stagione invernale. Il primo viene dalle isole britanniche ed è la benedizione dei frutteti : durante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.

Il secondo rito viene dal Galles detto  “il regalo del nuovo anno” basato sull’antica tradizione di scambiarsi un regalo per il primo di gennaio, alcuni studiosi ritengono che il rituale derivi dalle usanze praticate nell’Impero Romano per il capodanno. (vedi Strenia)

APPLE WASSAIL

by Hedingham Fair

La forma più antica della celebrazione invernale del Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno.
Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti. (continua)

HEL CALENNIG (GALLES) 

Letteralmente “la caccia delle Calende” si riferisce alla tradizione gallese del primo giorno dell’anno nuovo: una mela infilzata su tre bastoncini a mo’ di trepiedi, steccata con dei semini (oggi più comunemente dei chiodi di garofano) è decorata con un rametto sempreverde.

Questo “trofeo” è portato in regalo (o mostrato) nella casa dei vicini dai bambini che cantano una canzoncina benaugurale.
In cambio ricevono pane e formaggio o qualche monetina.
Più recentemente la questua rituale si è limitata al canto benaugurale.

Blwyddyn newydd dda i chwi,
Gwyliau llawen i chwi,
Meistr a meistres bob un trwy’r ty,
Gwyliau llawen i chwi,
Codwch yn foreu, a rheswch y tan,
A cherddwch i’r ffynon i ymofyn dwr glan.


A happy new year to you,
May your holidays be merry,
Master and mistress – everyone in the house;
May your holidays be merry,
Arise in the morning; bestir the fire,
And go to the well to fetch fresh water
Traduzione italiano di Cattia Salto
Un felice anno nuovo a voi
che le vostre feste sano liete
signore e signora – e tutti gli altri della casa;
che le vostre feste siano liete.
Alzatevi al mattino e accendete il fuoco e andate al pozzo a prendere dell’acqua fresca.

Il Capodanno è anche giorno di Hoodening in Galles quando Mari Lwyd, o anche “Y Fari Lwyd” (in inglese “Grey Mare“= cavalla grigia) viene portata di casa in casa.

MARI LWYD

AdventCalendar-22Dec-lores
Paul Bommer: Calendario dell’Avvento

Mari Lwyd, o anche “Y Fari Lwyd” (in inglese “Grey Mare“= cavalla grigia) è la versione gallese dell’hooden horse. Tradizione ancora praticata nel Galles centrale e meridionale, in particolare a Llantrisant e Pontyclun a Capodanno. La maschera consiste in una testa di cavallo (un teschio vero) con la mascella movibile e degli inquietanti occhi ricavati da due pezzi di bottiglia verde, addobbata con nastri colorati e portata su un palo da una persona celata sotto un ampio mantello bianco. I questuanti si fermano a cantare davanti all’uscio delle case e chiamano la padrona e la sfidano in un pwnco una sorta di botta e risposta in versi spesso insolente. La vittoria della sfida canora consente ai questuanti di entrare in casa per mangiare i dolci e bere birra.
Come si vede nell’illustrazione la padrona di casa tiene in mano una scopa e non vuole far entrare il gruppo perchè portatore di disordine. La pratica come un po’ tutte le questue rituali del mondo contadino sott’intende un certo grado di ubriachezza e comportamenti molesti. Infatti non appena entrata la cavalla girerà per la stanza cercando di prendere le donne, è chiaramente una creatura mostruosa e ultraterrena che deve essere rabbonita con offerte. Talvolta un bambini piccolo si frappone con un dolcetto e riesce a calmare la bestia. continua



Gaelico gallese
I
Wel dyma ni’n dwad
Gyfeillion diniwad
I ofyn am gennod i ganu
II
Os na chawn ni gennad
Rhowch wybod ar ganiad
Pa fodd mae’r ‘madawiad, nos heno
III
‘Does genni ddim cinio
Nac arian iw gwario
I wneud i chwi roeso, nos heno


I
Here we come
Dear friends
To ask permissions to sing
II
If we don’t have permission,
Let us know in song
How we should go away tonight
III
I have no dinner
Or money to spend
To give you welcome tonight
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Siamo qui
cari amici
a chiedervi il permesso di cantare
II
Se non abbiamo il permesso
ditecelo con il canto
che dobbiamo andarcene stasera
III
Non ho cena (1)
o soldi da spendere
per darvi il benvenuto stasera

NOTE
1) se la gente della casa restava sconfitta nella tenzone poetica, la Mari Lwyd rivendicava il diritto di restare a cena con tutto il suo seguito. In alternativa era offerto un glennig, (una piccola mancia), un bicchiere di glaster, (acqua e latte) o di birra.

A Cwm Gwaun (Gwaun Valley), sopra Abergwaun (Fishguard), la comunità celebra lo Yr Hen Galan (il vecchio capodanno) il 13 gennaio, secondo il calendario precedente al 1752.
Anche in Galles come in Scozia è ancora radicata l’usanza del Firstfoot: qui deve essere un uomo dal nome fortunato (Dafydd, Sion, Ifan o Siencyn), o in mancanza anche una donna dal nome fortunato (Sian, Sioned, Mair o Marged);  al Capodanno era praticata anche la caccia allo scricciolo.

APPLES IN WINTER JIG

La melodia “Apples in winter” è una jig irlandese conosciuta anche con molti altri titoli (vedi)

ASCOLTA David Power uillean pipe & Willie Kelly violino in “Apples in winter” (un godibile cd di jigs e reel + qualche air della tradizione irlandese)
ASCOLTA Dervish

ASCOLTA Anglo concertina, Cittern, & Guitar

ASCOLTA Ardan

continua

FONTI
http://bifrost.it/CELTI/4.Eriuiltempoelospazio/05-Soprannaturale.html
http://www.unamelaalgiorno.com/la-mela-nella-cultura-celtica.html
http://icoloridelvento-mirial.blogspot.it/2015/10/il-melo-e-il-frutto-della-conoscenza.html
http://www.laltrafacciadellamela.altervista.org/
https://isimbolinellacomunicazione.wordpress.com/2013/02/21/la-mela/
http://www.amando.it/ricette/alimenti/mela.html
http://ontanomagico.altervista.org/johnny-jump.htm
https://museum.wales/articles/2014-06-14/Christmas-customs-Hel-Calennig/
https://lilydewaruile.wordpress.com/tag/calennig/

SPARTITI
https://thesession.org/tunes/299
http://tunearch.org/wiki/Apples_in_Winter_(1)
http://spokanesessions.com/tune.php?tune=1
http://www.celticguitarmusic.com/tbj_apples_winter.htm

SUO GAN

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAUIl titolo della canzone significa semplicemente Lullaby (Suo = cullare; Cân = canzone), è un brano tradizionale gallese in stampa agli inizi del 1800, collezionato dalla tradizione orale da Robert Bryan (1858-1920)

Dopo il successo del film “Empire of the Sun” (in italiano L’Impero del Sole) di Steven Spielberg, 1987 in cui viene cantata questa canzone dal protagonista, c’è stata una ridondanza di versioni per corali specialmente con voci bianche. Una ninna-nanna peraltro onnipresente nelle Celtic Christmas musics!!

VIDEO James Rainbird e Ambrosian Junior Choir

La melodia peraltro è bellissima, così ho trovato delle versioni strumentali particolarmente interessanti

VERSIONE STRUMENTALE
ASCOLTA Jed Mugford e Mike Gardiner per arpa e violino

ASCOLTA Jeannine Goeckeritz, flute; Tamara Oswald, harp; Daron Bradford, English Horn Harp. Arrangiamento cameristico di Sam Cardon

e anche una versione con cornamuse

VERSIONE GALLESE
ASCOLTA Katherine Jenkins accompagnata all’arpa da un superbo arrangiamento

VERSIONE INGLESE: SLEEP MY BABY
Dalla Library of Congress una versione d’antan per voce solista e orchestra
ASCOLTA Merle Alcock 1923

L’unica versione cantata come la canterebbe una mamma al suo bambino è questa con il testo però versificato in inglese. Ci sono tuttavia molte e diverse versioni in inglese in metrica.
ASCOLTA Jutta Riedel-Henck (con traduzione in inglese di M. L. Davies) voce e ukulele.

VERSIONE GALLESE
Per la fonetica vedi
I
Huna blentyn yn fy mynwes
Clyd a chynnes ydyw hon;
Breichiau mam sy’n dynn amdanat,
Cariad mam sy dan fy mron;
Ni cha’ dim amharu’th gyntun,
Ni wna undyn â thi gam;
Huna’n dawel, annwyl blentyn,
Huna’n fwyn ar fron dy fam.
II
Huna’n dawel, heno, huna,
Huna’n fwyn, y tlws ei lun;
Pam yr wyt yn awr yn gwenu,
Gwenu’n dirion yn dy hun?
Ai angylion fry sy’n gwenu,
Arnat ti yn gwenu’n llon,
Tithau’n gwenu’n ôl dan huno,
Huno’n dawel ar fy mron?
III
Paid ag ofni, dim ond deilen
Gura, gura ar y ddôr;
Paid ag ofni, ton fach unig
Sua, sua ar lan y môr;
Huna blentyn, nid oes yma
Ddim i roddi iti fraw;
Gwena’n dawel yn fy mynwes
Ar yr engyl gwynion draw.

VERSIONE   INGLESE
I
Sleep my baby,
Rest my loved one,
Softly slumber now with me,
Clasped in mother’s
Arms so tender,
Warm in mother’s love for thee.
Naught will ever
Come to harm thee
II
While my loving watch I keep
Though my pretty
One shall slumber
While I sing thy lullaby.
Sleep my baby,
Rest my loved one,
While the evening
shadows creep.
III
Why, my birdie
Art thou smiling,
Smiling sweetly in thy sleep?
Can it be that Baby   angels
In God’s Heaven smile on   thee?
Rest my darling
Smile and slumber
While I sing thy lullaby.

VERSIONE IN INGLESE
Sleep my baby, at my breast, ’Tis a mother’s arms round you. Make yourself a snug, warm nest. Feel my love forever new. Harm will not meet you in sleep, Hurt will always pass you by. Child beloved, always you’ll keep, In sleep gentle, mother’s breast night.
Sleep in peace tonight, sleep, O sleep gently, what a sight. A smile I see in slumber deep, What visions make your face bright? Are the angels above smiling, At you in your peaceful rest? Are you beaming back while in Peaceful slumber on mother’s breast?
Do not fear the sound, it’s a breeze Brushing leaves against the door. Do not dread the murmuring seas, Lonely waves washing the shore. Sleep child mine, there’s nothing here, While in slumber at my breast, Angels smiling, have no fear, Holy angels guard your rest.

TRADUZIONE ITALIANO (tratto da vedi)
Dormi bambino mio, sul mio seno, è l’abbraccio della tua mamma intorno a te a farti un accogliente, caldo nido. Senti il mio amore sempre eterno. Il male non ti incontrerà nel sonno, il dolore ti ignorerà sempre. Figlio amato, sempre avrai, nel dolce sonno, il seno di tua madre vicino.
Dormi in pace questa notte, dormi, O dormi dolcemente, che spettacolo. Vedo un sorriso, nel sonno profondo, quali visioni rendono il tuo volto luminoso? Sono gli angeli nei cieli che sorridono, a te, nel tuo sereno riposo? Stai sorridendo radioso in risposta, mentre dormi placido sul seno di tua madre? Non temere il rumore, è una brezza che sfiora le foglie sulla porta. Non avere paura dei mari che mormorano, onde solitarie lambiscono la costa. Dormi figlio mio, non c’è niente qui. Mentre dormi sul mio seno, e gli angeli sorridono, non avere paura. I santi angeli proteggono il tuo riposo.

MI GYSGI DI ‘MABAN

Una ninna-nanna dal Galles anche nota con il titolo “You’ll sleep my baby”

ASCOLTA Plethyn in “Celtic Lullaby” 1992 – Mi gygsi di maban

I
Mae’r ha’ wedi sleifio’n ddi-sylw drwy’r cefn
A chynffon a gaseg sy’n winau drachefn.
Mae’r Pren Gwyn yn wynnach nag y buodd erioed
A heno cyn hyned yw gweddill y coed.
II
Mi gygsi di maban, mi gysgi di’n braf,
Dy wyneb mor dawel a diwrnod o haf,
Dy fysedd yn llacio wrth ollwng fy llaw,
Mi gysgi di maban, a’r bore a ddaw.
III
Mae’r pwll mawr yn dduach na dwr corsydd mawn
Bu hwnnw yn gwahodd, do lawer prynhawn.
Wna’r barrug ddim codi wrth ‘rhen felin blwm
A’r dagrau o’r derw sy’n dysgyn yn drwm.
IV
Dwy gawod dan gysgod yn fy ngyrru o ngho’
Yng nghysgod yr aelwyd y mae ei gysgod o,
Ni welaf ond wal, ond a llygaid ynghau
Nid un sydd yn magu, ond yma mae dau
Ripete II strofa

TRADUZIONE INGLESE
I
The summer slid unnoticed out the back,
And the falls of Cynffon y Gaseg(1)
run muddy once more,
The oak of Pren Gwyn(2)
is whiter than ever
And the other trees
seem just as old.
II
You’ll sleep my baby,
you’ll sleep softly
Your face as tranquil
as a summer’s day,
Your fingers slacken
as you let go my hand
You’ll sleep my baby,
and the morning will come.
III
The big pool is blacker
than peat bog water,
It enticed me many an afternoon,
The frost won’t leave
the old lead mill(3),
And heavy tears fall from the oak.
IV(4)
Two showers under shelter
will make me mad,
In the shadow of the hearth
is this shadow too,
I see only the wall,
but when I close my eyes,
Not one rocks the cradle,
but here there are two.
tradotto da Cattia Salto
I
L’estate è passata inosservata alle spalle
e le cascate di Cynffon y Gaseg
scorrono di nuovo torbide,
la quercia di Pren Gwyn
è imbiancata più che mai
e anche gli altri alberi
sembrano altrettanto vecchi.
II
Dormirai bambino mio,
dormirai dolcemente,
il tuo viso tranquillo
come un giorno d’estate,
le dita senza forza
mentre lasci andare la mia mano,
dormirai bambino mio
e il mattino verrà.
III
La grande polla
è più scura dell’acqua di torbiera,
mi ha attratto per molti pomeriggi,
il gelo non vuole abbandonare
il vecchio mulino per macinare il piombo(3) e pesanti lacrime cadono dalla quercia.
IV(4)
Due acquazzoni al riparo
mi fanno diventare pazza,
all’ombra del cuore
è anche quest’ombra,
vedo solo il muro,
ma quando chiudo gli occhi
nessuno dondola la culla,
sebbene qui ce se siano due

NOTE
1) le cascate del Galles qui
2) Pren Gwyn è un piccolo villaggio sotto Llandysul (contea di Ceredigion, nella parte Ovest del Galles) il nome è gallese e significa “white wood” si trova nella valle del fiume Teifi. Ci sono anche molti opifici per la lavorazione della lana per lo più abbandonati
3) lead mill= un mulino che tratta il piombo estratto dalla miniera. L’estrazione del piombo mediante l’utilizzo di mulini per la macinazione risale agli inizi del 1900. Per estrarre dal minerale il piombo puro, separato dagli altri metalli preziosi a cui era spesso associato (argento in primis ma anche rame e oro) era prima macinato grossolanamente e poi trasportato per la macinazione in frantoi più piccoli e quindi polverizzato facendolo passare in mulini a palle
4) la traduzione di questa strofa è ardua, in quanto non ne comprendo il significato, così è letteralmente, ringrazio per ogni aiuto in merito!!!

FONTI
http://www.harrypotterfanfiction.com/viewstory.php?chapterid=242208
https://www.fanfiction.net/s/4182439/4/A-Little-Holiday
http://www.walesdirectory.co.uk/tourist-attractions/Industrial_Archaeological_Sites/Wales10075.htm
http://www.walesdirectory.co.uk/Walks/Trefriw_Lakes_Trail.htm
http://www.ing.unitn.it/~colombo/piombo_chiara/index_2.html

THE ASH GROVE

Dal gaelico “Llwyn Onn”, diventato nella versione in inglese “The Ash Grove” è un brano tradizionale gallese dalla popolarissima melodia. (prima parte)

VERSIONI IN GALLESE: LLWYN ONN

La versione tradizionale è attribuita a John Ceiriog Hughes (1832-1887) poeta gallese e collezionista di melodie gallesi talvolta citato come il Robert Burns del Galles. La storia in due strofe descrive la tragica sorte di una nobile fanciulla e del suo meno nobile corteggiatore, sorpresi dal padre ad amoreggiare: cadono entrambi sotto la furia paterna, anche se la figlia viene apparentemente colpita per sbaglio. La fanciulla morente esclama di preferire la morte piuttosto che vivere senza l’amore!

ASCOLTA Katherine Jenkins 2004

ASCOLTA David Keith Jones in ‘British and Irish Bouquet’ 2011.

I
Ym Mhalas Llwyn Onn gynt
Fe drigai pendefig,
Efe oedd ysgwier
Ac arglwydd y wlad.
Ac iddo un eneth
A anwyd yn unig,
A hi ‘n ôl yr hanes
Oedd aeres ei thad.
Aeth cariad i’w gweled,
Yn lân yn phur lencyn,
Ond codai’r ysgwier
Yn afar ac erch
I saethu’r bachgennyn,
Ond gwyrodd ei linyn
A’i ergyd yn wyrgam
I fynwes ei ferch.
II
Rhy hwyr ydoedd galw
I saeth at y llinyn,
A’r llances yn marw
Yn welw a gwan.
Bygythiodd ei gleddyf,
Trwy galon y llencyn,
Ond ni redai cariad
Un fodfedd o’r fan.
Roedd Golud, ei “darpar,”
Yn hên ac anynad,
A geiriau diweddaf
Yr aeres hardd hon
Oedd “Gwell gennyf farw
Trwy ergyd fy nghariad
Na byw gyda Golud
Ym Mhalas Llwyn Onn.”
Tradotto dai Richard B Gillion 2008
I
In Ash Grove Palace
there once lived a nobleman,
He was Squire
and Lord of the land;
And he had
an only daughter dear,
And she, according to the story,
was her father’s heiress.
A lover went to see her,
a pure and upright youth,
But the squire arose
slowly and frightfully,
To shoot the lad,
but the string twisted,
And his shot went awry
into his daughter’s breast.
II
It was too late to recall
the shot to the string
With the lass dying
in bed and weak;
His sword threatened
through the lad’s heart,
But the lad would not run
an inch from the spot.
Wealth, her ‘intended’,
was old and petulant,
And the last words
of this beautiful heiress,
Were, ‘Better that I die
through the blow of my love
That to live with wealth
in Ash Grove Palace.’
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nel Palazzo di Ash Grove
viveva un gentiluomo
con il titolo di capo
e signore della terra
e aveva
una sola cara figlia
che secondo la storia
era l’erede del padre.
Un innamorato la corteggiava
un serio giovane puro di cuore
ma il cavaliere si presentò
facendo piano e spietatamente
per uccidere il ragazzo,
ma la corda deviò
il colpo verso
il seno della fanciulla.
II
Era troppo tardi per riportare
indietro la freccia
e con la ragazza morente
e debole nel letto,
la sua spada affondò
nel cuore del ragazzo
che non ebbe scampo.
La ricchezza è
un padrone vecchio e petulante
e le ultime parole
di quella bella ereditiera
furono ” Meglio morire
per il colpo del mio amore
che vivere ricca
nel palazzo di Ash Grove”

CERDD DANT

Qui c’è un’interessante interpretazione di un Cerdd Dant una ipotesi di come poteva essere il canto bardico galleseCerdd Dant singing is one of Wales’ most unique musical traditions. it is basically the singing of poetry to the accompaniment of the Harp, traditionally the Harpist plays a set tune and the singer joins in half way through making up the melody as he goes whilst making sure to end the verse the same time as the Harp tune ends. This is a classic Cerdd Dant Harp tune – Llwyn Onn (The Ash Grove). The words are those of the 18th Century poet and playwright Twm o’r Nant” (tratto da qui) Probabilmente il testo è tratto da Gwaith Twm o’r Nant (The Works of Twm o’r Nant) pubblicato in due volumi (peccato che sia stato solo digitalizzato il secondo qui)

ASCOLTA Parti Cut Lloi (qui)

Forse ciò che resta della grande tradizione bardica gallese quando il bardo era poeta- arpista (arpa tripla) e componeva melodie adattandole alle poesie o adattava le poesie alle melodie della tradizione. Ben lungi dall’essere una forma elitaria il canto con l’arpa in Galles era diffuso tra la gente del popolo e si svolgevano spesso delle gare canore basate sulla capacità di improvvisazione poetica e armonica su una melodia data. Nasce così quella che oggi è diventata una precisa tecnica consistente nel “cantare” la poesia su una melodia suonata da un arpista. Chi canta attende alcune battute per poi accordare i suoi versi sulla melodia. Nell’Ottocento ci fu una sorta di codificazione di questa tecnica che sfociò in una guida alla cerdd dant pubblicata nel 1911 da Telynor Mawddwy (Dafydd Roberts 1879 -1958 , l’arpista cieco): Y Tant Aur. L’interesse su tale tecnica fu tale e i pareri discordanti che si finì con l’istituire una Cerdd Dant Society nel 1934. L’ultima imponente evoluzione della tecnica si è impressa nel manuale di Aled Lloyd Davies dal titolo Llawlyfr Gosod pubblicato nel 1983. Così facendo con l’intento di arricchire l’espressività musicale si è finito per perdere l’aspetto più estemporaneo e improvvisato dell’esibizione! (vedi)

La seconda versione sempre scritta da Talhaiarn è quella in cui un uomo probabilmente emigrato in America rimpiange la sua terra natia

Talhaiarn (John Jones, 1810-1870)
I
T’wyned yr haul ar
Aneddle fy mebyd,
Llawon a disglair fo
Bwthyn “Llwyn Onn”;
Anwyl i nghalon
Yw ty fy rhieni,
Nythle dedwyddyd
A haulwen fy mron;
Pell y trafeilinis
Dros donau yr eigion,
Gan adail fy rhiaint,
Fy ngheraint, a’m gwlad;
O na fai genyf
Chwim edyn y wennol,
Ehedwn yn ol at
Fy mam a fy nhad.
II
Blin yw fy yspryd
Pan fyddo yn huno,
Hiraeth a’m leinw
Fel tôn ar al tôn —
Llais hen gyfeillion
A glywaf mewn breuddwyd,
Gwelaf hwy’n chwareu
Wrth fwthyn “Llwyn Onn”;
Gwlyb yw fy ngruddiau
Wrth ddeffro bob boreu,
O Trwm yw fy nghalon,
A mawr yw fy nghlwyf:
Gofid a galar sy’n
Ysu fy nwyfron,
A dychwel i’m cartref
Nis gallaf byth mwy.
TRADUZIONE INGLESE
I
Shine, blessed sun,
On the home of my boyhood,
Bright be thy rays
On the ancient “Ash Grove”;
Dear to my heart is
The home of my parents,
Home of my infancy,
Home of my love;
Far, far away I have
Sailed o’er the ocean,
Still guided by fate
On the wings of unrest;
Oh! that I had the swift
Wings of the swallow,
To fly to my home,
To return to my nest.
II
Here in the night when
I’m sleeping and dreaming,
Far, far away in
The Land of the West;
Innocent friends of
My childhood surround me,
Visions of happiness
Lull me to rest:
Ah! when I wake with
A start in the morning,
Bedewed are my cheeks
As I silently mourn;
Longing for home and my
Youthful companions, —
How hopeless the wish!
I shall never return.

LE VERSIONI IN INGLESE

Una versione abbastanza nota è quella di Thomas Oliphant sempre pubblicata in “Welsh Melodies, With Welsh And English Poetry”: Oliphant era un musicista scozzese dalle versatili doti di paroliere noto per le sue “traduzioni” da altre lingue tra le quali il tedesco, il francese e l’italiano. Sulla scia della moda vittoriana di tradurre testi stranieri in inglese Oliphant mascherò le sue lacune interpretando liberamente i testi originali.
In questa versione un innamorato sconsolato piange la morte della sua cara seppellita in un bosco. Solo nelle ultime battute apprendiamo la morte della fanciulla amata.

ASCOLTA Steve Davislim (voce)+ Simone Young (piano) arrangiamento Benjamin Britten (1913-1976)

THOMAS OLIPHANT
I
Down yonder green valley
Where streamlets meander
When twilight is fading
I pensively rove;
Or at the bright noontide
In solitude wander
Amid the dark shades of
The lonely Ash Grove.
‘Twas there while the blackbird
Was joyfully singing
I first met my dear one,
The joy of my heart.
Around us for gladness
The bluebells were ringing.
Ah! Little thought I then
How soon we should part.
II
Still glows the bright sunshine
O’er valley and mountain,
Still warbles the blackbird
Its note from the tree;
Still trembles the moonbeam
On streamlet and fountain,
But what are the beauties
Of Nature to me?
With sorrow, deep sorrow,
My bosom is laden,
All day I go mourning
In search of my love;
Ye echoes, o tell me,
Where is the sweet maiden?
“She sleeps ‘neath the green turf
Down by the Ash Grove.”
TRADUZIONE ITALIANO
I
Per quella valle verde
dove serpeggiano i ruscelli,
mentre il crepuscolo svanisce,
vago pensieroso
oppure nel mezzogiorno luminoso in solitudine vago
tra le scure ombre
del solitario boschetto di frassini.
Fu lì mentre il merlo
cantava allegramente
che conobbi colei la cara,
la gioia del mio cuore;
intorno a noi per la gioia tintinnavano le campanule.
Ah! Non pensavo che allora
in breve ci saremmo separati.
II
Ancora brilla il sole luminoso
sulla valle e la montagna,
ancora gorgheggia il merlo
la sua melodia sull’albero,
ancora trema il raggio della luna
sul ruscello e la fontana,
ma quali sono le bellezze
della Natura per me?
Di dolore, grande dolore
il mio cuore è carico,
tutto il giorno vado lamentandomi in cerca del mio amore;
“tu eco, oh dimmi, dov’è la dolce fanciulla? ”
“Dorme sotto la verde zolla giù nel boschetto dei frassini”

Ma la versione più famosa divenne quella di John Oxenford (pubblicata in “Songs of Wales 1873) che si ispirò ai versi di Thomas Oliphant: qui il boschetto di frassini sembra diventare un cimitero dove giacciono tutte le persone care al protagonista forse ritornato in patria dopo tanti anni.

Per l’ascolto propongo tre versioni con tre diverse interpretazioni

ASCOLTA Nana Mouskouri in “Songs of the British Isles” 2008

ASCOLTA Laura Wright 2011 dalla voce d’angelo

ASCOLTA Blackmore’s Night in Dancer and the Moon 2013

JOHN OXENFORD
I
The ash grove how graceful,
how plainly ‘tis speaking
The harp through its playing has language for me.
Whenever the light through
its branches is breaking,
A host of kind faces
is gazing on me.
The friends from my childhood
again are before me
Each step wakes a memory
as freely I roam.
With soft whispers
laden the leaves rustle o’er me
The ash grove, the ash grove
again is my home.
II
Down yonder green valley
where stream lets meander
When twilight is fading
I pensively rove
Or at the bright noon tide
in solitude wander
Amid the dark shades
of the lonely ash grove.
‘Twas there while the black bird
was cheerfully singing
I first met that dear one
the joy of my heart
Around us for gladness
the blue bells were springing
The ash grove, the ash grove again is my home.
III
My lips smile no more,
my heart loses its lightness;
No dream of the future
my spirit can cheer.
I only can brood on the past
and its brightness
The dear ones I long for
again gather here.
From ev’ry dark nook
they press forward to meet me;
I lift up my eyes
to the broad leafy dome,
And others are there,
looking downward to greet me
The ash grove, the ash grove, again is my home.
With soft whispers laden its leaves rustle o’er me
The ash grove, the ash grove alone is my home
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il boschetto di frassini mi parla
in modo poetico e franco
con una lingua
arpeggiata del vento;
ogni volta che filtra la luce
attraverso i suoi rami
una moltitudine di volti gentili
mi guardano,
gli amici della mia fanciullezza
mi sono di nuovo innanzi,
ogni passo risveglia il ricordo
mentre vago a caso,
con leggiadri sussurri,
dolenti le foglie frusciano
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.
II
Per quella valle verde
dove il ruscello serpeggia,
mentre il crepuscolo svanisce,
vago pensieroso
oppure nel mezzogiorno luminoso
in solitudine vago
tra le scure ombre
del solitario boschetto di frassini.
Fu lì mentre il merlo
cantava allegramente
che conobbi lei la cara,
la gioia del mio cuore;
intorno a noi per la gioia
spuntarono le campanule,
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.
III
Le mie labbra non sorridono più,
il mio cuore ha perso la sua leggerezza, nessun sogno del futuro
il mio spirito può rallegrare.
Posso solo rimuginare sul passato
e la sua luminosità,
i miei cari vorrei
di nuovo incontrare qui,
da ogni angolo buio
essi avanzano per incontrarmi;
alzo gli occhi
all’ampia cupola delle fronde
e gli altri sono qui,
che guardano verso il basso per salutarmi,
il boschetto dei frassini è di nuovo la mia casa.
con leggiadri sussurri,
dolenti le foglie frusciano
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.

FONTI
https://archive.org/details/welshpoetryoldne00graviala http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cease_Your_Funning_(1) http://tunearch.org/wiki/Constant_Billy
https://thesession.org/tunes/997 http://cerdd-dant.org/eng-y-dechreuadau.html http://www.musicanet.org/robokopp/welsh/theashgr.htm http://secondhandsongs.com/work/130560/all http://ingeb.org/songs/allhailt.html http://www.poemhunter.com/poem/the-ash-grove/

THE ASH GROVE, AN ANCIENT BARDIC TUNE?

Dal gaelico “Llwyn Onn”, diventato nella versione in inglese “The Ash Grove” è un brano tradizionale gallese dalla popolarissima melodia. La prima versione comparsa in stampa di “Llwyn Onn” è la melodia per arpa pubblicata nel 1802 in “The Bardic Museum of Primitive British Literature and Other Admirable Rarities” di Edward Jones. Ma la melodia risale probabilmente al 1600 essendo ripresa pari pari nel brano detto “Cease for funning” (The Beggar’s Opera 1728) il quale a sua volta sembra derivare da “Constant Billy” una Morris Dance già riportata nell’English dancing master” di John Playford.

Controverse le opinioni degli studiosi, alcuni ritengono che la melodia sia inglese altri che la matrice sia chiaramente da ascriversi all’antica tradizione bardica gallese “A “Mr. Richardson”, quoted in The Musical World of Jan. 4, 1873 (p. 10), does not agree, and says: The air is said to belong either to the county of Carmarthen or Glamorgan. Among other titles given to it was ‘Llewellyn’ in a ballad on that prince. Whether ‘Cease your funning’ was borrowed from ‘Llyn on’ or not, we know that it was brought to London by John Gray, from his native place in North Devon, which was frequently visited by Welsh harpers. The melody is a genuine specimen of Welsh music, of which many similar forms are to be found in our national airs. The peasantry, so I am informed, in that part of the county of North Devon, often sing snatches of ‘Llyn on,’ or ‘The ash grove’ but know nothing of it by the English title, ‘Cease your funning.’ ” (tratto da qui)

ALL HAIL TO THEE, CAMBRIA

Su Mudcat leggiamo “Tune first published in Edward Jones’s “The Bardic Museum”, 1802. With words, in Bardd Alaw’s “Welsh Melodies with appropriate English Words”, 1809. Much later, patriotic words were written by the poet Talhaiarn (1810-1869), “Gogoniant i Gymru“, literally “Glory to Wales”, translated by the poet himself as “All hail to thee, Cambria, the land of my fathers”.qui) John Jones (1810-1869) noto con il nome bardico di Talhaiarn fu architetto e poeta gallese che collaborò con John Thomas e Thomas Oliphant nella stesura della poderosa raccolta “Welsh Melodies, With Welsh And English Poetry”

Talhaiarn (John Jones, 1810-1870)

Gogoniant i Gymru,
Anwylwlad fy nhadau,
Pe medrwn mawrygwn
Dy fawredd a’th fri;
Mae’r awen yn caru
Dy wedd a’th rinweddau,
Hoff fammaeth athrylith
A dewrder wyt ti;
Bu amser pan hoffai
T’wysogion dy delyn,
A’i sain a gyffroai
Wrolion y gâd.
I ruthro’n ddisymwth
Ar warchae y gelyn,
Gan ymladd dros rhyddid
A breintiau ein gwlad.

Fy henwlad fendigaid,
Mae anian yn urddo,
Pob mynydd a dyffryn,
Pob clogwyn a glyn!
Ac yspryd prydferthwch
A’i liw yn goleuo
Pob afon ac aber,
Pob llanerch a llyn;
Gwladgarwch a rhinwedd
Fendithiant dy enw,
Dy feibion a’th ferched
A garant dy fri;
Gorhoffedd dy feibion
Yw denu dy sylw —
Er gwaethaf pob gelyn
Ein testyn wyt ti.

TRADUZIONE INGLESE

All hail to thee, Cambria,
The land of my fathers,
I would I could make thee
Immortal in song.
Thy virtues the muse from
Thy history gathers,
Thou cradle of genius
And home of the strong.
The strains of thy minstrels
Were pure as thy fountains,
They hallowed thy glory,
Joy, sorrow and strife.
Thy proud-hearted warriors
Have roamed o’er thy mountains,
And fought in thy valleys
For freedom and life.

All hail to the country
Where nature discloses
Her charms in each valley
And heath-covered hill,
‘Mid scenes where the spirit
Of Beauty reposes
In dell, rock and mountain,
Lake, river, and rill;
Shall thy children disown thee
And leave thee to perish?
Or tarnish the glory
That circles thy fame?
No, no, — In their hearts thy
Bright forms they will cherish
And truth and affection
Will cling to thy name.

Le versioni testuali, tra gaelico e inglese sono tuttavia molte e finiscono per creare un po’ di confusione, per una panoramica qui

Inizio quindi con la melodia che viene interpretata come slow air.

LA MELODIA: ‘LLWYN ONN

ASCOLTA Robin Huw Bowen  in “Harp Music of Wales” uno dei più grandi maestri dell’arpa tripla gallese su Spotify

ASCOLTA Timothy Seaman aggiungo anche questa versione con l’hammered dulcimer (vedi) per far apprezzare la diversità del suono che talvolta viene confuso con quello dell’arpa

seconda parte

HUNTING THE WREN: THE CUTTY WREN

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. (prima parte continua)

Seguitemi in questo viaggio per la campagna britannica!

isle-man-flagISOLA DI MAN & GALLES Flag_of_Wales

These types are usually associated with the Scots. Cutty is a word specific to the Scots dialect of English, however, we don’t find any of these songs actually in Scots Gaelic. The earliest version of this group is recorded in Herd’s Scots Songs, first published in 1776 with words but no music (pp. 210-211). It begins with the line “‘Will ze go to the wood?’ quo’ Fozie Mozie.” (tratto da qui)

Questa è la versione più antica e inquietante sul rituale della cattura e uccisione dello scricciolo, di cui si trova testimonianza anche in Scozia, cutty è in effetti un termine scozzese per “corto” riferito probabilmente alla coda corta e appuntita che l’uccellino tiene fieramente rivolta all’insù. In alcune versioni il piccolo uccellino prima della morte sembra fare testamento.

ASCOLTA

THE CUTTY WREN

Il testo sviluppa il tema della caccia dello scricciolo in una delle più antiche versioni, in cui la caccia era un vero e proprio sacrificio: in origine erano i re a rappresentare il legame con il divino e venivano sacrificati per il loro popolo, e la loro carne seminata nei campi per garantire la fertilità. (vedi prima parte)
Nel testo si rievoca così un rituale magico molto antico di uccisione e smembramento, così come si può riscontrare ad esempio nella ballata di John Barleycorn e nel sacrificio dello Spirito del Grano. (vedi)

Altri vedono invece la canzone come una canzone di protesta che risale alla rivolta dei contadini del 1393 (o del 1381). Tuttavia i più antichi testi si datano alla fine del 1700 (e alcune citazioni di fine 600 riportano l’usanza della caccia allo scricciolo praticata in Irlanda). Vero è che esiste una filastrocca inglese dal titolo Who Killed Cock Robin? (Chi ha ucciso il pettirosso?) del XVIII sec che riprende però la storia Phyllyp Sparowe scritta da John Skelton nel 1508. Così il mito trasmigra nella fiaba e diventa una nursery rhyme!

WhoKilledCockRobin-vi
John Anster Fitzgerald

Anche per questo brano esistono molte varianti testuali e tuttavia tutte mantengono la forma responsoriale, il modello domanda e risposta dei canti liturgici, che conferisce una sorta di solennità rituale al canto. Non posso fare a meno di pensare che sull’antico rituale celtico si sia innestato il simbolismo cristiano: qui infatti lo scricciolo non è il re degli uccelli, ma un’umile creatura, è Gesù che si sacrifica per il suo popolo, è il pasto rituale in cui il corpo e il sangue di Cristo si trasforma in cibo (che, per i cattolici,  non è una cannibalizzazione ma una transustanziazione: la rinnovazione, per mezzo del sacerdote, del miracolo operato da Gesù Cristo nell’ultima Cena di mutare il pane e il vino nel suo Corpo e nel suo Sangue).

ivi.borinMi trovo in sintonia con le osservazioni di R.J. Stewart, in “Where is Saint George?”: “The survival of ancient lore in folksongs and rituals is due to a combination of various factors. The accuracy and retention of the oral tradition need not be totally ignored, but perhaps the idea of a racial memory of tradition would be a better means of explaining the survival of myths. One vital factor is the agricultural way of life. […] The sacrificing of the wren was supposed to bring fertility. This would be a natural part of the life-cycle, where death leads to new birth through the ceaseless round of the seasons. There is no dark ancient religious secret involved here, but simply the epitomising of the process by which the rural community lived. The line of survival of racial myths could, poetically speaking, come out of the land itself, through the humans who live upon it. The link with later sophisticated religious concepts is hardly surprising when we consider that these concepts grew naturally out of the roots of the human existence. […] The impact and vitality of The Cutty Wren is enormous. Its power is striking to the modern listener no matter how far removed he is from the life-cycle which it represents. Quite possibly the attraction of such material for modern scholars and musicians is not primarily in the depth of curious lore that it holds, but in the life forces from which it grows. In the ‘pagan’ songs we can feel the essential flow of life expressing itself directly, in a quality long departed from most formal religious music.[…]The fragment of ritual surviving in The Cutty Wren, in its various English versions, stops short with the death and eating of the victim. It does not continue the tale, as do the Irish legends, with the magical revival and rebirth, although the wren-hunt was still associated with the growth of crops.”

ASCOLTA Ian Campbell folk group 1962

ASCOLTA Damh the Bard in “Tales From The Crow Man” 2009


I
Oh where are you going
said Milder to Moulder
Oh we may not tell you
said Festel to Fose
We’re off to the woods
said John the Red Nose
We’re off to the woods
said John the Red Nose.
II
And what will you do there
said Milder to Moulder
We’ll hunt the Cutty
wren said John the Red Nose
And how will you shoot her said Milder to Moulder
With bows and with arrows
said John the Red Nose
Oh that will not do
said Milder to Moulder
Oh what will you do then
said Festel to Fose
With guns and with cannon
said John the Red Nose
III
And how will you cook her
said Milder to Moulder
Oh we may not tell you
said Festel to Fose
In pots and in Pans
said John the Red Nose
Ah that will not do
said Milder to Moulder
Oh what will do then
said Festel to Fose
A bloody great brass caldron(1)
said John the Red Nose
III
Who will get the portion
said Milder to Moulder
We may not tell you
said Festel to Fose
We’ll Give it all to the nobles
said John the Red Nose
Oh that will not do
said Milder to Moulder
What will do then
said Festel to Fose
We’ll give ‘em all to the poor(2)
said John the Red Nose.
Traduzione italiano di Riccardo Venturi
I
“Ehi, ma dove vai”
disse Milder a Moulder
“Non vogliamo dirtelo”
disse Festel a Fose
“Stiamo andando al bosco”
disse John Nasorosso
II
“E che ci andate a fare”
disse Milder a Moulder,
“A cacciare lo Scricciolino”,
disse John Nasorosso
“E come lo ucciderete,”
disse Milder a Moulder,
“Con archi e con frecce,”
disse John Nasorosso
“Oh, ma non servirà”,
disse Milder a Moulder,
“Cosa farete allora”
disse Festel a Fose
“con pistole e cannone”,
disse John Nasorosso.
III
“E come lo cuocerete,”
disse Milder a Moulder,
disse Milder a Moulder
“Non vogliamo dirtelo”
disse Festel a Fose
“In pentole e caldaie,”
disse John Nasorosso
“Oh, ma non servirà,”
disse Milder a Moulder
“Che farete allora”,
disse Festel a Fose
“Un gran calderone d’ottone (1) sanguinolento”,
disse John Nasorosso
III
“E come lo dividerete,”
disse Milder a Moulder,
“Non vogliamo dirtelo,”
disse Festel a Fose,
“Lo daremo tutto ai nobili”,
disse John Nasorosso,
“Oh, ma non servirà”,
disse Milder a Moulder,
“E che farete allora”,
disse Festel a Fose
“Daremo tutti ai poveri (2)”,
disse John Nasorosso

NOTE
1) Nella tradizione gallese il calderone di Bran il dio dell’Altro Mondo ridà la vita ai guerrieri morti in battaglia; il calderone di Kerridwen è la fonte dell’immortalità e della saggezza; così si mescolano i due miti e la morte di Gesù il Salvatore è la promessa della Salvezza eterna (dell’anima)
2) i poveri di spirito

HUNTING THE WREN -ISOLA DI MAN

isle-man-flag

Una cronaca del rituale ci perviene da George Waldron nel suo “Description of the Isle of Man ” (1726) “On the 24th of December, towards evening, all the servants in general have a holiday ; they go not to bed all night, but ramble about till the bells ring in all the churches, which is at twelve o’clock; prayers being over, they go to hunt the wren, and after having found one of these poor birds, they kill her, and lay her on a bier with the utmost solemnity, bringing her to the parish church, and burying her with a whimsical kind of solemnity, singing dirges over her in the Manx language, which they call her knell, after which Christmas begins.” (tratto da qui)
Una tradizione che si è traslata al 26 dicembre in forma di questua rituale per distribuire le piume dello scricciolo alla comunità.

Dall’Isola di Mann proviene una registrazione sul campo risalente al 1965 (Peter Kennedy dal canto di Joe and Winifred Woods di Douglas qui) registrata in chiave folk-rock dagli Steeleye Span nel 1978. La versione in gaelico mannese “Helg Yn Dreain” non è più cantata e resta solo nella sua forma scritta  in Manx Ballads and Music  di AW Moore (1896), dove troviamo la parte testamentaria

Gaelico mannese
“Sooillyn son ny doail,
Lurgyn son ny croobee,
Scrobban son ny moght,
Crauyn son ny moddee”
Inglese
The eyes for the blind,
The legs for the lame,
The pluck for the poor,
The bones for the dogs.

ASCOLTA Steeleye Span in Live at Last 1978


I
I“We’ll hunt the wren,”
says Robin to Bobbin,
“We’ll hunt the wren,”
says Richard to Robin,
“We’ll hunt the wren,”
says Jack of the land,
“We’ll hunt the wren,”
says everyone.
“Where oh where?”
“In yonder green bush,” …
“How get him down?” …
“With sticks and stones,” …
“How get him home?” …
“The brewer’s big cart,” …
“How’ll we eat him?” …
“With knifes and forks,” …
“Who’ll come to the dinner?” …
“The King and the Queen,” (1)…
“Eyes to the blind,”(2)
[says Robin to Bobbin,]
“Legs to the lame,”
[says Richard to Robin,]
“Luck to the poor,”
[says Jack of the land,]
“Bones to the dogs,” says everyone.
II (3)
The wren, the wren is king of the birds (4)
St. Stephen’s Day was caught in the furze
Although he is little his family is great
We pray you, good people to give us a treat (6).
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Robin a Bobbin
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Richard a Robin
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Jack della Terra
“Uccideremo lo scricciolo”
dicono tutti
“Dove oh dove?”
“In quell’agrifoglio”
“Come lo tireremo giù?”
“Con bastoni e sassi”
“E come lo porteremo a casa?”
” In una carretto da birraio ”
” E come lo mangeremo?”
“Con coltello e forchetta”
“E chi verrà a cena?”
“Il Re e la Regina”
“Occhi ai ciechi”
[dice Robin a Bobbin]
“Gambe agli storpi”
[dice Riccardo a Robin]
“Fortuna ai poveri”
[dice Jack della Terra]
“Ossa ai cani”, dicono tutti
II
Lo scricciolo, lo scricciolo, il re degli uccelli
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, il suo spirito è grande, brava gente dateci un dolcetto!

NOTE
1) il re e le regina del disordine tipiche della festa della Dodicesima notte (Epifania)
2) la morte dello scricciolo porta salute e fortuna agli abitanti del villaggio
3) La canzone viene chiusa con la questua già ritrovata in Irlanda
4) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò, si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo all’ultimo momento e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui )
6) come da rigore nei canti di questua rituali se non ci saranno offerte per i Wren boys allora arriveranno le strofe con le maledizioni!

La melodia è interpretata nell’Isola di Man come una musica da ballo e la gente la danza in cerchio (e anche un Circolo circasso può andare bene)

HELA’R DRYW (HUNTING THE WREN) – GALLES

Flag_of_WalesLa versione in gaelico gallese ha un che di magico, ossessiva nel ripetersi ipnotico del ritornello dopo ogni verso, un valzer della morte
ASCOLTA il gruppo folk gallese Fernhill , una versione perfetta con il suono lamentoso della ghironda! La traccia non si trova negli albums ufficiali del gruppo ma solo in un paio di “celtic” compilation

ASCOLTA Brocc in “13 Moons”, 2011

GAELICO GALLESE
I
Ble rwyt ti’n mynd? meddai Rhisiart wrth Robin,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai Dibyn wrth Dobyn,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai John,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai’r Nefar Biond(1)
II
Mynd tua’r coed, meddai …
Be wnei di yno? meddai …
Hela’r dryw bach, meddai …
(repeat of 3)
Be wnei di yno? meddai …
Lladd y dryw bach, meddai …
A’i hebrwng e gartref, meddai….
Ceffyl a chert, meddai…
Beth am ei fwyta? meddai….
Cyllell a fforc, meddai…

TRADUZIONE INGLESE
Where are you going?
said Richard to Robin
Where are you going?
said Dibyn to Dobyn
Where are you going?
said John
Where are you going?
said the Never Beyond(1)
Going to the woods, said …
What will you do there? said …
Hunt the wren, said …
What will you do there? said …
Kill the wren, said…
And carry him home, said…
A horse and cart, said…
How shall we eat him? said …
A knife and fork, said …
TRADUZIONE ITALIANO
“Dove andate”
dice Richard a Robin
“Dove andate”
dice Dibyn a Dobyn
“Dove andate”
dice John
“Dove andate?”
dicono tutti
Andiamo nel bosco
Cosa farete là?
Cattureremo lo scricciolo
Cosa farete là?
Uccideremo lo scricciolo
e lo porteremo a casa
con carrozza e cavalli.
Come lo mangeremo?
Con coltello e forchetta

NOTE
1) è un termine per indicare la divinità o più semplicemente un modo per dire “everyone”.

 

Questa versione più antica è sbarcate anche in America e in Canada con il titolo di  “Let’s go to the Woods” (testo qui) è finita nel  “Folk Songs of Old New England” (1939) di Linscott che la registrò dalla signora Elizabeth Wheeler Hubbard a Taunton, nel Massachusetts.
Qui però la canzone è stata ridotta a filastrocca per bambini senza collegamento con la caccia rituale dello scricciolo.

Indice generale
continua seconda parte

APPROFONDIMENTO
SOLSTIZIO D’INVERNO qui
COCK ROBIN, DEATH AND BURIAL OF COCK ROBIN vedi

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/apples-in-winter/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=7596&lang=it http://www.mysongbook.de/msb/songs/c/cutywren.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47959 http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/huntingthewren.html

http://piereligion.org/wrenkingsongs.html
http://www.isle-of-man.com/manxnotebook/manxsoc/msvol16/p151.htm

HUNTING THE WREN: THE KING

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.(prima parte continua)
Proseguiamo il viaggio per la campagna britannica per andare in Galles.

Flag_of_WalesGALLES : Pembrokeshire

IL SACRIFICIO RITUALE DEL RE – MARTIRIO DI SANTO STEFANO

Ancora controversa la questione se i Druidi praticassero sacrifici umani rituali; il dibattito in verità è più orientato sulla questione temporale (i reperti archeologici hanno dimostrato la diffusa presenza di roghi votivi celtici risalenti all’età del bronzo-ferro) ovvero se la prassi fosse ancora praticata dai Galli ai tempi di Giulio Cesare oppure dai druidi irlandesi alle soglie del Medioevo. Un eccezionale reperto archeologico risalente al I-II secolo a. C. è la mummia chiamata l’uomo di Lindow (detto Pete Marsh da qualche giornalista burlone – gioco di parole derivato da “peat marsh”, in italiano “torbiera”) trovato nella torbiera di Lindow Moss, Wilmslow, Contea di Cheshire (Inghilterra).

In occasione delle due principali festività rituali dell’anno (Samahin o Beltane) i Druidi sacrificavano una vittima umana agli dei. La vittima era nutrita con una focaccia d’orzo, denudata e dipinta di rosso, gli veniva legata una striscia di pelo di volpe sul braccio sinistro. Quindi al sorgere del sole gli veniva data la triplice morte, una per la terra, una per l’aria e una per il cielo. La morte era però “pietosa” perchè la vittima veniva tramortita prima con un colpo di mazza, poi era garrotata e quindi gli si squarciava la gola con un coltello ricurvo. Il sangue era raccolto in una coppa d’argento e infine veniva sparso sui campi per garantire un raccolto migliore.

Anticamente era il re ad essere sacrificato, per ottenere i favori degli dei offesi da qualche “scortesia” (ovvero un venir meno nella sua funzione regale): le annate di carestia che si susseguivano, erano un pessimo segnale!
E’ inevitabile il collegamento tra sacrificio dello scricciolo e il martirio del santo, essendo Santo Stefano il primo martire del cristianesimo (protomartire) ucciso per aver testimoniato la sua fede in Cristo. Secondo il folklore irlandese il Santo si era nascosto in un cespuglio di agrifoglio per nascondersi dalla folla che voleva lapidarlo e il suo nascondiglio venne rivelato dallo strepito di uno scricciolo che aveva deciso di svernare proprio lì!

PLEASE TO SEE THE KING

Anche intitolato semplicemente “The King”) il brano proviene da Pembrokeshire in Galles, ed è tradizionalmente cantato nel giorno di Santo Stefano.

A.L. Lloyd commenta nelle note dell’album dei Watersons in “Sound, Sound Your Instruments of Joy”1977: “A wren-boys carol, sung by groups of boys and young men, masked and disguised, who on St Stephen’s Day (December 26) went from door to door carrying a holly bush on which was a dead wren, “the king of the birds”, or something to represent it. This rare song came to the Watersons from Andy Nisbet, who got it from “two old ladies in Pembrokeshire.”

ASCOLTA Steeleye Span in ‘Please to see the King‘ – 1971

ASCOLTA Loreena McKennitt in “Drive Cold Winter Away” 1987
ASCOLTA Nadia Birkenstock 


I
Health, love and peace
Be all here in this place
By your leave we will sing
Concerning our king(1).
II
Our king is well dressed
In silks of the best
In ribbons so rare
No king can compare.(2)
III
We have traveled many miles
Over hedges and stiles
In search of our king
Unto you [him] we bring.
IV
We have powder and shot
To conquer the lot
We have cannon and ball
To conquer them all.(3)
V
Old Christmas is past
Twelfth tide (4) is the last
And we bid you adieu
Great joy to the new.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Salute, amore e pace
siano su questa casa,
e con il vostro permesso
canteremo del nostro Re.
II
Il nostro Re è ben vestito
con la migliore seta,
con preziosi nastri
nessun re gli si paragona.
III
Abbiamo viaggiato per molte miglia
per siepi e passaggi
alla ricerca del nostro Re
e a voi lo portiamo.
IV
Abbiamo polvere e proiettili
per prenderne molti
abbiamo cannoni e palle
perprenderli tutti.
V
Il vecchio Natale è passato
e la dodicesima notte è l’ultima
e noi vi diamo l’addio,
grande gioia per l’anno nuovo!

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui)
wren-ireland2) manca una strofa allusiva alla gabbietta in cui viene portato lo scricciolo dai wren-boys per mostrarlo alla gente del villaggio: “In his coach he does ride with a great deal of pride, and with four footmen to wait upon him”. (in italiano: Nella sua carrozza è scarrozzato con grande orgoglio, da quattro valletti che vegliano su di lui.)
3) la strofa ha un che di rivoluzionario e senza dubbio è stata cantata anche come canzone di protesta, ma tutto sommato è un po’ una spacconata per dire che il gruppo di wren boys aveva fatto incetta di tutti gli scriccioli del bosco!
4) un tempo i giorni del Natale erano solo 12 e si cominciava a contare dal 21 dicembre di modo che il primo dell’anno era anche l’ultimo delle festività. Successivamente il conto è partito dal giorno del Natale di Gesù e così la 12 notte è quella della vigilia della Befana.

THE CUTTY WREN continua


FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/thewren.ht