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THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti.

In un broadside inglese stampato prima del 1625 e conservato nella Roxburghe Collection presso la British Library così è scritto “The lovely Northerne Lasse Who in this ditty, here complaining, shewes What harme she got milking her dadyes Ewes. To a pleasant Scotch tune, called ‘The Broom of the Cowden knowes.'”
Il ritornello così recita
With, O the broome, the bonny, broome,
the broome of Cowdon Knowes!
Fain would I be in the North Countrey,
to milke my dadyes ewes.
La storia si discosta di poco dalla versione più diffusa e originaria (vedi prima parte): una pastorella che sta mungendo il gregge del padre è sedotta da un pastorello, resta incinta e viene cacciata, un giovane uomo ha pietà di lei e la sposa per avere una moglie “To be a true, obedient wife and observe your husband’s will“. Nel 1715-16 la ballata è stata riscritta in un broadside mantenendo il refrain della vecchia versione con un nuovo testo pro-giacobita, come narrata da un uomo che è stato esiliato per aver sostenuto la ribellione del 1715. (vedi)

LA VERSIONE SETTECENTESCA: The Broom o’ the Cowdenknowes

Nonostante Sir Walter Scott rivendichi di aver collezionato una più genuina versione popolare della ballata, quella che ha riscontrato maggior successo nei secoli è la versione riportata da Allan Ramsay nella raccolta “Tea-Table Miscellany” 1723, che alcuni critici ritengono sia una versione poetica secondo la moda bucolica del tempo, più che una ballata genuinamente popolare. L’incontro richiama peraltro un altrettanto bucolico amoreggiamento riscritto da Robert Burns dal titolo “Ca’ the Yowes” . Curiosamente anche qui si accenna ai boschetti di noccioli sulle rive di un torrentello..

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The Hireling Shepherd (1851) William Holman Hunt

Il punto di vista è quello femminile  e l’incontro amoroso  tra i cespugli di ginestra, è  con il suo innamorato, anche lui pastorello, nelle versioni più antiche invece è uno straniero ad abusare della ragazza (un border reiver  vedi) ; le otto strofe originarie (nella versione dei Baltimore Consort ridotte a quattro) si soffermano più sui piaceri dell’amoreggiamento che sulle sofferenze delle sue conseguenze: solo in una strofa la ragazza accenna al fatto di essere stata bandita dalla sua famiglia e ne deduciamo che lo sia stata a causa della gravidanza fuori dal matrimonio. La melodia è quella riportata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) insieme alla descrizione della danza relativa

ASCOLTA le melodia (per la danza qui) questa è la melodia diventata standard anche se arrangiata diversamente da quella riportata in John Playford (vedi)

ASCOLTA Baltimore Consort A trip to Killburn: Playford tunes and their Ballads” 1996 da ascoltare in versione integrale su Spotify

CHORUS
O, the broom(1), the bonny, bonny broom,
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
I wish I were with my dear swain,
With his pipe and my ewes(3).
I
How blyth every morn was I to see
The swain come o’er the hill!
He skipt the burn(4) and flew to me:
I met him with good will.
II
I neither wanted ewe nor lamb,
While his flock near me lay:
He gather’d in my sheep at night,
And chear’d me a’ the day.
III
While thus we spent our time by turns,
Betwixt our flocks and play (5);
I envy’d not the fairest dame,
Tho’ ne’er so rich and gay.
IV
Adieu, ye Cowdenknows, adieu,
Farewel a’ pleasures there;
Ye gods, restore me to my swain,
Is a’ I crave or care.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
vorrei essere con il mio caro pastorello,
con il suo flauto e le mie pecore (3)
I
Come spensierata ogni mattina andavo incontro al corteggiatore in arrivo dalla collina, saltava il ruscello(4) per correre da me e l’incontravo volentieri
II
Io non volevo pecore o agnelli, mentre le sue greggi mi riposavano accanto: lui le radunava con le mie a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Così passavamo il tempo a turni,
tra le nostre greggi e il diletto (5),
non invidiavo la più bella delle dame
perchè mai così ricca e allegra.
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio,
addio a tutti i piaceri laggiù;
perdio ritornare accanto al mio corteggiatore, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
fiore-ginestra_m1) la ginestra (vedicon la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
2) Cowdenknowes (inglesizzato in Coldingknowes) è una tenuta scozzese sulle rive del fiume Leader nel Berwickshire vicino al villaggio di Earlston dove si aggirava nel 1200 “Thomas the Rhymer“. Il posto conserva ancora una traccia delle sue frequentazioni fatate nello stesso titolo della località “Cowden ” sta per colltuinn , che è una parola in gaelico scozzese per ” Hazel ” la pianta delle nocciole mentre la parola Knowes significa “Hill” quindi il nome si legge come le colline dei noccioli.
In Scozia le pecore venivano portate ai pascoli estivi il primo di maggio mentre gli uomini trasportavano gli strumenti necessari per riparare le capanne dai danni dell’inverno, le donne portavano cibo e utensili per la cucina. Iniziava la stagione della gioia delle danze e dei corteggiamenti.

The Leader valley at Cowdenknowes House, Berwickshire, 1843 [Scotland] di Edward Gennys Fanshawe

3) yowes=ewes pecore
4) burn, burnie=small stream, torrente
5) il termine play può avere diversi significati in questo contesto: più genericamente vuol dire divertimento, l’atto del divertirsi con allusione ai giochi sessuali.

THE BROOM OF COWDENKNOWES: LA VERSIONE PIU’ ATTUALE

E’ una versione abbastanza simile a quella pubblicata da Allan Ramsay, ma rivisitata in chiave moderna: prima di tutto si sposta il punto di vista da quello femminile a quello maschile e la storia è intesa decisamente come una storia d’amore. E’ stata la versione testuale e melodica di Archie Fisher, a diventare lo “standard” di quelle successive. In questa chiave non sappiamo perchè il ragazzo sia stato bandito, quasi come se la storia si fosse sovrapposta alla versione pro-giacobita circolata in broadside nel 1716

ASCOLTA Archie Fisher in Will Ye Gang, Love 1976

ASCOLTA Silly Wizard in Wild and Beautiful 1981 (strofe I, III e IV)

ASCOLTA Kenny Speirs 2000

ASCOLTA Cherish the Ladies in The Girls Won’t Leave The Boys Alone (2001) dove il soggetto ridiventa la ragazza

CHORUS:
Oh the broom(1), the bonnie, bonnie broom
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
Fain would I be in my own country
Herding my father’s ewes(3)
I
How blithe each morn was I tae see
My lass came o’er the hill
She skipped the burn(4) and ran tae me
I met her wi’ good will
II
We neither herded ewes nor lambs
While the flock near us lay
She gathered in the sheep at night
And cheered me all the day
III
Hard fate that I should banished (6) be
Gang way o’er hill and moor
Because I love the fairest lass
That e’er yet was born
IV
Adieu ye Cowdenknowes, farewell
Farewell all pleasures there
To wander by her side again
Is all I crave or care
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
preferirei essere nel mio paese,
a condurre le pecore di mio padre (3)
I
Come spensierato ogni mattina andavo a vedere la mia ragazza in arrivo  dalla collina, saltava il ruscello (4)  e correva da me, e volentieri la incontravo.
II
Non conducevamo nè pecore nè agnelli, mentre le greggi riposavano accanto a noi, lei radunava le pecore a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Amaro destino che fossi bandito (6)
mandato via  dalla collina e dalla brughiera, perchè amavo la più bella ragazza che mai sia nata
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio
addio a tutti i piaceri laggiù,
camminare accanto a lei ancora una volta, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
6) nella versione pro-giacobita la ballata è intitolata “New way of the Broom of Cowden Knows” che diventa “O my King” in “Jacobite Relics” Vol II (# 6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/broomfield.htm#ginestra
http://www.ramshornstudio.com/broom.htm
http://www.houseofharden.com/cowdenknowes/broom.htm
http://chrsouchon.free.fr/broomcow.htm
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://www.cowdenknowes.com/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48416
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
thebroomofcowdenknowes.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BroomCowden.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
http://www.rhapsody.com/search/track?page=2&query=cowden

THE BONNY CUCKOO

Una vecchia melodia dall’Irlanda del Nord trascritta da Edward Bunting in occasione del festival bardico che si tenne nel 1793 a Belfast (il brano giunge da Henry Joy di Ballinascreen, Co. Londonderry o dall’arpista Arthur O’Neill). L’originale era in gaelico irlandese ma Bunting ne trascrisse una versione  “.. a close translation from the original Irish
Sicuramente il bardo Turlough O’Carolan nel 1691 prese ispirazione da questa melodia per comporre “Sí bheag Sí mhor” che gli studiosi sono propensi ritenere come una variante di questa

Cuculus_canorusIL CUCULO ARALDO DI PRIMAVERA

Il cuculo arriva dall’Africa tra la fine di marzo e i primi d’Aprile e inizia subito il corteggiamento innalzando il suo caratteristico canto . Nell’Europa Settentrionale arriva un po’ più tardi, all’incirca a metà aprile. In ogni caso il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più. La femmina emette una nota molto lunga e gorgheggiante simile a un «puhuhhuhuhu». Il verso del cuculo maschio è stato reso famoso dagli orologi a pendolo in legno (gli orologi a cucù di teutonica memoria) continua

La melodia riprende il verso del cuculo, di cui ne modula il canto, proprio in questi giorni sto leggendo “Il pozzo” di Chaterine Chanter e a pg 129 leggo ” Mi fermai per ascoltare il cuculo, il primo di quest’anno.  Poi il suo richiamo ipocrita fu ripreso da un canto. Quella sera c’era una calura umida e le note si appiccicavano alle nuvole basse come un profumo. Era una salmodia, più che una canzone, e le pause e i crescendo suggerivano un solista, che quasi non riuscivo ad udire, e un coro, come in un responsorio. Mentre il cuculo si alzava in volo verso est, il canto sembrò crescere e spostarsi dalla valle verso il lato sinistro del sentiero; i bassi allungavano le pliche fin tra le radici degli alberi, gli acuti si arrampicavano sul pentagramma fin dove l’usignolo sfarfalla come un tremolo. Le note si gonfiavano con l’alzarsi della brezza e calavano, sempre invisibili, muovendosi all’unisono con l’orzo.

ASCOLTA Simon Chadwick

ASCOLTA Shirley Collins 1959

My bonny cuckoo, I tell you true
That through the groves I’ll rove with you;
I’ll rove with you until the (next) spring
And then my cuckoo shall sweetly sing.
(Cuckoo, sing girls, let no-one tell,
Untill I settle my seasons well.)(1)
The ash and the hazel shall mourning say,
Oh bonny cuckoo, don’t go away;
Don’t go away, but tarry here,
And sing for us throughout the year.
Cuckoo, cuckoo, pray tarry here,
And make the spring last all the year.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Mio bel cuculo, ti dico la verità, per i boschi andrò con te;
andò in giro con te fino a primavera
e allora il mio cuculo canterà dolcemente.
(“cu-cu” cantate ragazze, che nessuno dica, finchè mi sistemo per le stagioni)
Il frassino e il nocciolo si lamentano e dicono
“Oh bel cuculo non andare via
non andare via, ma resta qui,
e canta per noi durante l’anno
cuculo ti prego resta qui
e fai durare la primavera tutto l’anno”

NOTE
1) strofe riportate da Simon Chadwick e prese da “Queen’s University Belfast Special Collections” MS4/33(5) f9v

LA DANZA

E’ una “modern english country dance” ideata da Gail Ticknor  nel 1986 da ballarsi sulla melodia omonima ma anche su “Sí bheag Sí mhor

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/cuculo-araldo-della-primavera/
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/thebonnycuckoo.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59741
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=953898
http://dancevideos.childgrove.org/ecd/ecd-modern/316-bonny-cuckoo

THE SAILOR LADDIE / ROLLING SEA

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune (vedi Saucy sailor boy), è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio!

QUELLO CHE LE DONNE VOGLIONO

Come in questa  sea song  dal titolo “The sailor laddie” che era cantata già nella seconda metà del 1700 dalle ragazze di Gosport, una cittadina portuale dell’Hampshire (Inghilterra) sulla Manica: è il marinaio l’uomo che le donne vogliono!!

ASCOLTA Eliza Carthy in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

I
Don’t you see the ships a-coming?
Don’t you see them in full sail?
Don’t you see the ships a-coming
With the prizes at their tail?
Chorus 
Oh my little rolling sailor,
Oh my little rolling he;
How I love my rolling sailor
When he’s on a rolling sea
II
Sailors they get all the money,
Soldiers they get none but brass.
How I love my rolling sailor,
Soldiers they can kiss my arse
III
How can I be blithe and merry
With my true love far from me?
All those pretty little sailors,
They’ve been pressed and taken to sea.
IV
How I wish the press were over
And the wars were at an end.
Then every sailor laddie
Would be happy with his friend.
V
Some delight in jolly farmers,
Some delight in soldiers free;
But my delight’s in a sailor laddie,
Blithe and merry may he be.
VI
When the wars they are all over
Peace and plenty come again;
Every bonny sailor laddie
Will come sailing on the main.
VII
Oh, the wars will soon be over
And the sailors once come home;
Every lass will get a lad,
She won’t have to sleep alone.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non vedi arrivare le navi?
Non le vedi con tutte le vele al vento?
Non vedi arrivare le navi
con le prede a rimorchio (1)?
CORO
Oh mio piccolo marinaio dal passo dondolante(2), come amo il mio marinaio con il passo dondolante
quando è in mare in tempesta
II
I marinai prendono tutti il soldo
i soldati solo delle monetine di rame,
come amo il mio marinaio dal passo dondolante, soldati potete baciarmi il culo (3)
III
Come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore lontano da me?
Tutti quei bei giovani marinai
che sono stati arruolati e che hanno preso il mare.
IV
Vorrei che la ferma fosse terminata
e che le guerre fossero alla fine
allora tutti i marinai
sarebbero felici con la loro ragazza
V
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace che il giovane marinaio
che possa essere felice e contento
VI
Quando le guerre saranno tutte finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
VII
Oh presto le guerre saranno finite
e i marinai allora ritorneranno a casa
ogni ragazza avrà un ragazzo
e non dovrà dormire da sola.

NOTE
1) at their tail/di poppa
2) il termine ha un duplice significato: in genere è sinonimo di“sailing” ma può anche derivare da “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”; oppure come suggerisce Italo Ottonello è proprio in senso letterale “dondolante” dalla tipica andatura dei lupi di mare
3)una donnina proprio fine!

L’altra versione è quella registrata da Frankie Armstrong nel 1973 in “The Valiant Sailor – Songs & Ballads of Nelson’s Navy” Nelle note di copertina si commenta “Our text comes from John Aston’s Real Sailor Songs (1891) and the tune from Stokoe and Reay, who give it in their Songs and Ballads of Northern England, under the title of  O the Bonny Fisher Lad.

Quindi la versione del folk revival è la più recente variante abbinata alla melodia di “The bonny fisher lad” (una canzone che tratta di un argomento simile, solo che i preferiti dalle donne sono i pescatori)

ASCOLTA Corinne


CHORUS

Oh, me bonny sailor laddie,
oh, me bonny sailor he,
Oh, me bonny sailor laddie,
blythe and merry may he be,
I
Sailor lads have gold and silver,
fisher lads have nought but brass;
Well I love my sailor laddie
because I am a sailor’s lass.
Some delight in jolly farmers,
some delight in soldiers free;
My delight’s in a sailor laddie,
blythe and merry may he be.
II
How I wish the press was over
and all wars were at an end,
Then every bonny sailor laddie
would be merry with his friends;
How can I be blythe and merry
with my love so far from me,
When so many pretty sailors
they are pressed and ta’en to sea?
III
Oh, I wish the wars were over,
peace and plenty come again,
Then every bonny sailor laddie
would come sailing o’er the main
Don’t you see his ship a-coming,
don’t you see she’s in full sail?
Don’t you see the Britannia
coming with the prizes at her tail?
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO

Oh mio bel giovane marinaio
lui è il mio bel marinaio,
Oh mio bel giovane marinaio
che possa essere felice e contento
I
I marinai hanno monete d’oro e argento
i pescatori solo monetine di rame
io amo il mio giovane marinaio
perchè sono una ragazza da marinaio.
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace il giovane marinaio, che possa essere felice e contento
II
Come vorrei che la ferma fosse terminata
e tutte le guerre fossero alla fine
allora tutti i bei giovani marinai
sarebbero felici con la loro ragazze;
come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore così lontano da me?
Quando così tanti bei giovani marinai
sono stati arruolati e hanno preso il mare?
III
Oh vorrei che le guerre fossero finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
allora ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
Non vedi arrivare la sua nave?
non vedi che è a vele spiegate?
Non vedi la Britannia
arrivare con  le prede a rimorchio?

THE SAILOR LADDIE, LA VERSIONE SCOZZESE

sailor-picLa versione della canzone originaria di Dundee, Scozia richiama un’altrettanto popolare canzone “The Hieland laddie“. In quella chi canta chiede “Sei mai stato …” (la prima strofa dice: Was you ever in Quebec?) e in questa la ragazza risponde “Sono stata a Dundee”

Nigel Gatherer, editor of Songs and Ballads of Dundee, says that the first of these, consisting of two verses with a refrain, was collected by Aberdeenshire folksong collector Gavin Greig (1856 –1914) from the Rev. John Calder and that it is “related to a family of folksongs which include ‘The Ploughboy Laddie’, ‘The Collier Laddie’ and ‘the Gypsy Laddies’. The tune is somewhat reminiscent of ‘A Man’s a Man for A’ That’.” (tratto da qui)

Su Spotify la versione di Christine Kydd

I
I’ve been East and I’ve been West
And I’ve been in Dundee
But the bonniest lad that ever I saw
He ploughs the raging sea
Chorus:
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
II
I’ve been east and I’ve been west
And I’ve been in Montrose
But the bonniest lad that e’er I saw
He wears the tarry clothes
III
He skips upon the plainsteens
And he sails upon the sea
And he’s the bonny sailor lad
The lad that I gang wi’
IV
His jacket’s o’ the bonny blue
His jersey’s of the white
And he’s a curly kep(4) with a tinsel(5) band
That sailor’s my delight
V
I saw me lad, he gang aboot
I saw me lad set sail
I saw him turn his ship aboot
Awa’ to catch the whale
VI
He bade me, aye, keep up me heart
He bade me may be dull
He bade me, aye, keep up me heart
Till he tak me tae himself
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stata ad Est sono stata ad Ovest
e sono stata a Dundee
ma il più bel ragazzo che io abbia mai visto naviga sul mare mosso
CORO
Via con il giovane marinaio
via con lui andò
via con il giovane marinaio
via con lui andrò
II
Sono stata ad Est e sono stata ad Ovest e sono stata a Montrose (1)
ma il più bel ragazzo che abbia mai visto, indossa i vestiti da marinaio (2)
III
Con un balzo da terra (3)
s’imbarca per il mare
ed è il bel giovane marinaio
il ragazzo con cui io andrò
IV
La giacchetta di un bel blu
e i pantaloni bianchi
ha un berretto sui riccioli con una fascia metallica
quel marinaio è la mia delizia
V
Ho visto il mio ragazzo salire bordo
ho visto il mio ragazzo salpare
l’ho visto far virare la nave
per andare a caccia di balena
VI
Mi disse di farmi forza
mi disse di non essere noiosa
mi disse di farmi forza
fino a quando mi avrebbe presa con sè

NOTE
1) Montrose è una cittadina costiera della Scozia, ad una sessantina di kilometri di Dundee, un importante centro commerciale con il suo porto naturale
2) Tarry clothes: sono i vestiti di tela cerata, impermeabilizzata ‘Tarpaulin’ era sinonimo nel Seicento di marinaio e il diminutivo era “tar” (catrame) ; ‘tar’ era anche il cappello da marinaio
3) Plainsteens: flat stones used for paving; paved area surrounding the mercat cross. Non è molto chiaro il senso della frase letteralmente si traduce con “saltella sul selciato”
4) Kep: cap
5) Tinsel: interwoven with metallic thread

SAILOR LADDIE &THE SAILOR LASSIE

Una melodia da danza riportata nel Settecento in alcune collezioni scozzesi di musica  “John Glen (1891) finds the earliest appearance of the tune in print in Neil Stewart’s 1761 collection (pg. 15). Stewart’s collection, printed in Edinburgh and entitled Collection of the Newest and Best Reels and Country Dances, is dated to 1775 by the Kellers et al. The jig next appears in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. II, published in Glasgow in 1785 (Aird prints different “Sailor Laddie’s” in his vol. 3). Scottish fiddler John Fife included “Sailor Laddie” in his manuscript collection begun in 1780 in Perthshire, and probably continued at sea. It is one of the “missing tunes” from William Vickers’ 1770 Northumbrian dance tune manuscript” (tratto da qui)

VIDEO nella serie televisiva “The Tudors” con la versione dei Toronto Consort da 3:07 la melodia viene fatta risalire al rinascimento inglese ovvero all’epoca Tudor.

ASCOLTA Quadriga Consort

COUNTRY DANCE

“Sailor laddie” è una country dance  descritta nel manoscritto di Thomas Straight “24 Favourite Dances for the Year” 1783, 

LO SCHEMA DELLA DANZA qui

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/reviews/fisherbk.htm
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thesailorladdie.html
http://www.capstanbars.com/boldly_westward/bftw_lyrics/ka14laddie.htm
http://sangstories.webs.com/sailorladdie.htm

http://www.nls.uk/collections/music/songindex/fullrecord.cfm?searcher=%AC&idnum=287
http://folktunefinder.com/tunes/186894
http://regencydances.org/index.php?wL=357

THE MONYMUSK LADS

Una bothy ballad popolare anche in America come musica da danza è una courting song conosciuta anche con il titolo di “Rural Courtship”: si narra delle disavventure amorose di un bracciante agricolo (originariamente dell’Aberdeenshire, Scozia Nord-Est) e la lingua utilizzata è il dorico, un dialetto, ancora comune al giorno d’oggi.

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Old Blind Dogs in “The Gab O’ May” 2003

ASCOLTA Silly Wizard

La traduzione in inglese qui


I
As I cam in by Monymusk(1)
And doon by Alford’s dale(2)
A sad misfortune happened to me
And I think nae shame to tell
CHORUS
Fal to too ril, fal to too ril aye do
II
As I gaed in by Monymusk
The moon was shining clear
And I held on to Lethendy(3)
To see my Maggie dear
III
I did gang when I did think
That a’ were sleepin’ soun’
But plague upon yon auld wife
For she cam’ slinkin’ doon
IV
Sae cannily she slipped the lock
And set the door agee
Then crawled upon her hands and knees
To see what it could be
V
Then to the bells wi’ a’ her micht
Sae loud she made them ring
‘Til faith(4), I thocht aboot my lugs
The biggin she would bring(5)
VI
And when she saw I wouldna slip
She ran to her guidman(6)
Says, “There’s a lad into the hoose
And this I winna stand(7)
VII
For it’s a most disgraceful thing
It would provoke a saunt
To see a’ the servant girls wi’ lads
When the gentle anes maun want(8)
VIII
Providence has acted wrang
Sic pleasures for to gie
Tae ony servant lad or lass
Just working for a fee”
IX
The auld man, he cam ben himsel
And he pushed ben his heid
Guidfaith, I thocht it was a ghost
Just risen frae the deid
X
He’d duddy drawers upon his legs
He’d on a cap o’ white
And he’d a face as lang’s my leg
And in his hand a light
XI
He’s ta’en me by the shoulders broad
And pushed me out o’ doors
Thinks I, my auld lad, I’ll come back
When sleepin’ gars ye snore
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre venivo a Monymusk
è giù per la valle di Alford
mi è capitata una sventura
e credo sia un peccato non raccontarla
Coro: senza senso
II
Mentre andavo a Monymusk
la luna splendeva chiara
e ho continuato fino a Lethendy
per vedere la mia cara Maggie
III
Sono andato quando credevo
che tutti dormissero profondamente
ma accidenti a quella vecchia
che è sgattaiolata al piano di sotto
IV
Con precauzione ha tirato il paletto
e socchiuso la porta
poi si è messa carponi
per vedere che cosa poteva capitare
V
Allora la campanella con tutte le sue forze
ha fatto suonare così forte
che perdio credevo
avrebbe fatto crollare la casa
VI
E quando ha visto che non me ne andavo
è corsa dal marito
dicendo “C’è un ragazzo in casa
e non intendo tollerarlo
VII
Perché è una cosa deprecabile
da infastidire un santo
vedere tutte le servette con i ragazzi
mentre i signori stanno senza.
VIII
La provvidenza agisce in modo sbagliato
a dare tali piaceri
a ogni servetta o garzone
che lavorano per la paga”
IX
Anche il vecchio entrò
e mise la testa dentro
bontà di dio, sembrava un fantasma
appena risorto dalla tomba
X
Aveva dei cenciosi mutandoni lunghi
e portava una berretta bianca
e aveva una faccia lunga
come la mia gamba
e in mano una lampada
XI
Mi ha preso per le spalle
e mi ha spinto fuori dalla porta
credo mio vecchietto che ritornerò
quando il sonno ti farà russare

NOTE
1) villaggio della contea di Aberdeenshire, di origine medievale
2) Alford villaggio a una decina di kilometri da MonyMusk
3) località non meglio precisata un paese con quel nome si trova parecchio lontano
4)  “My God”
5) my lugs the biggin she would bring= she would bring the house down about my ears. È un’espressione idiomatica che si riferisce a un fragoroso applauso o un’ovazione,
6) antico termine per ” master of the house”
7) I winna stand = I won’t put up with it
8) gentle anes maun want = gentlefolk have to do without

IL REEL

La melodia risale al Settecento per mano di Daniel (Donald) Dow (1732-1783) pubblicata la prima volta con il titolo di “Sir Archibald Grant of Monymusk’s Reel” come melodia per cornamusa.

It was composed by Daniel (sometimes Donald) Dow (1732-1783) in 1776 and first appeared in his Thirty Seven New Reels, c. 1780, as “Sir Archibald Grant of Monymusk’s Strathspey.” Linscott (1939) says it was called “The Countess of Airly” in the early 18th century, and came from the village of Monymusk, in Aberdeenshire, Scotland.” Bayard (1981) states that if Dow did “compose” the tune then he certainly had access to earlier models for it, for both “The Ruffian’s Rant” and “Roy’s Wife of Aldivalloch” are cognate. Alburger (1983) also identifies Daniel Dow (1732-83) as the composer of “Sir Archibald Grant of Monemusk’s Reel,” but says when the Gows published it in their 1799 Repository, Part First, they altered it rhythmically (by adding more ‘Scots snaps’ and smoothing out some dotted patterns for variety) and shortened the name to “Monymusk, A Strathspey.” (tratto da qui) Su tunearch l’approfondimento qui

ASCOLTA Mutefish

SCOTTISH COUNTRY DANCE

E’ una popolare Strathspey

o come si balla in America

FONTI
http://ingeb.org/songs/asicamim.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/monymusk.htm
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/themonymusklads.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=37715
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/83126/2
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Money_Musk_(1)
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Money_Musk_(2)
https://thesession.org/tunes/1387
https://thesession.org/tunes/11167
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/video/monymusk.html
https://my.strathspey.org/dd/dance/4646/
http://nighttraintodetroit.com/2011/01/12/new-year%E2%80%99s-resolution-2011-learn-to-dance-the-%E2%80%9Cmoney-musk%E2%80%9D/

YE MARINERS ALL OR A JUG OF THIS

sailor drinkingRaccolta sul campo agli inizi del Novecento dalla signora Marina Russell di Upwey, Dorset e pubblicata nel The Penguin Book of English Folk Songs (1959) “Ye Mariners All” è una drinking song dalla vena malinconica o caustica. Il testo compare in stampa verso il 1840 abbinato alla melodia “A Brisk Young Sailor Courted Me” ovvero “Died for Love” cioè il lamento di una fanciulla tradita da un marinaio.
La ballata è classificata per lo più nelle sea songs e non è propriamente una canzone irlandese sul bere anche se finisce nei repertori di alcuni gruppi di musica celtica e non manca certo di precedenti come Rosin the Beau. I Clancy Brothers l’hanno registrata con il titolo di “A Jug of this” l’effetto è una sorta di irish lament.
ASCOLTA Tommy Makem

ASCOLTA Seth Lakeman in The Punch Bowl 2002.

ASCOLTA Lehto&Wright live 2010

ASCOLTA Fairport Convention in Tipplers Tales 1978 con un lungo preambolo strumentale il canto inizia a 2:30


I
Oh ye Mariners(1) as you pass by,
Well come into drink if you are dry.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
Drink another) jug of this(2).
II
Oh ye tipplers, have you that crown(3)?
For you are welcome all to sit down.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
In another) jug of this.
III
Now I’m old and I can scarcely crawl,
I’ve an old grey beard and a head that’s bald.
Crown my desire and fulfill my bliss,
With a pretty young girl
And a(nother) jug of this(4).
IV
Now I’m in my grave
and I am dead(5),
And all these sorrows are passed and fled.
Go and turn myself (transform me) into a fish(6),
And let me swim (around you)
In a(nother) jug of this.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Voi marinai di passaggio
entrate a bere se avete sete,
venite a spendere, ragazzi i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia(2)
II
Tu beone hai quella corona(3)?
Perchè siete tutti invitati a sedervi,
venite e spendete, ragazzi, i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia
III
Ora sono vecchio e riesco camminare a malapena, ho una vecchia barba grigia e una testa calva,
corono il mio desiderio e soddisfo la mia beatitudine
con una bella ragazzina
e questa boccia(4)
IV
Ora che sono nella tomba
e sono morto(5)
e tutti i dolori sono passati e finiti
mi trasformo in un pesce(6)
per poter nuotare (intorno a te)
in questa boccia

NOTE
1) nelle prime trascrizioni si riporta “mourners” come se gli invitati ad entrare nel pub per bere fossero quelli di un corteo funebre. In realta si tratta della parola mar’ners una forma dialettale per marinai
2) ovvero “e infilate il naso in questo, bevete un’altra boccia di questo“. Non è automatico tradurre in italiano il temine jug: in fiorentino si direbbe boccia, che richiama l’immagine delle bottiglie di vino da 5 litri (una bottiglia piuttosto grande con il collo stretto). Ma può essere anche una caraffa con tanto di manico e collo più svasato che assomiglia a una brocca. Potrebbe anche essere un vaso di vetro per conservare marmellate o ortaggi o il barattolo del miele. Un termine quanto mai generico che a me richiama l’orcio toscano, il recipiente di terracotta, panciuto e di forma allungata con il collo ristretto, spesso a due manici in cui si conservavano o trasportavano i liquidi. In antico era una unità di misura equivalente a circa 38 litri, ma rimpicciolito ecco che l’orcio era usato come una brocca.
jug= boccia, brocca, caraffa, bottiglia.
3) nel senso di soldi
4) letteralmente “in un’altra boccia (brocca) di questo
5) evidentemente non tutti quelli che finiscono nella tomba possono considerarsi morti, così chi canta preferisce specificarlo!
6) mi piace l’idea della reincarnazione in un pesce anche se non so se ci siano intenzionali connotazioni verso simbologie cristiane, ma quale paradisiaca beatitudine per chi ama il bere!!

Per ravvivare l’atmosfera propongo una contraddanza in tema marinaresco “Row Well, Ye Mariners”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/yemarinersall.html
http://mysongbook.de/msb/songs/xyz/yemarine.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49380
http://celtic-lyrics.com/lyrics/279.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/mariners
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/27.html

JENNY AND THE WEAVER

La melodia è un reel di origine scozzese è nota anche con i titoli Jenny(Jennie) Dang the Weaver, Patsy Touhey’s Rip The Calico e anche abbinata a due canti in gaelico scozzese “Gobha Bh’ann A Hogha Gearraidh,” e “Horo Ghoid Thu Nighean”
Dare dei titoli a dei brani strumentali richiede sempre uno sforzo d’immaginazione e intorno ai titoli più curiosi sorgono sempre degli aneddoti, proprio come in questo caso:
Composed by the Rev. Alexander Garden [ 1700 ? – 1777 ]. Minister at Birse [ 1726 – 1777 ]. Violinist, poet and composer.
“Mr. Garden had, it seems, a man-of-all work named Jock, who came about the manse to do odd jobs, and on one occasion when the minister was in his study solacing himself with his favourite Cremona, an altercation began between Jock and his mistress, who had ordered him to “wipe the minister’s shoon”. This Jock considered beneath his dignity and sturdily refused to do, which so enraged Mrs. Garden ( who was busy “beetling” potatoes at the time ) that she rushed at him with the heavy beetle in her hand and fairly thrashed him into obedience to her order : and the minister was so diverted with the scene that he gave the air he had just composed the above title as being appropriate, Jock having been a weaver originally”.
Source – “Musical Scotland – 1400 – 1894” by David Baptie (tratto da qui)

jenny

ASCOLTA Hanneke Cassel al violino

ASCOLTA Simon Fraser University Pipe Band

Un reel combinato variamente in set per le danze sociali in Scozia, Irlanda, America e Nuova Scozia.

ASCOLTA Cherish The Ladies (inizia a  3.05)
ASCOLTA Matt Malloy & Dervish (da 2:58)

Un arrangiamento che richiama la più antica versione modale si trova in “Repository of the Dance Music” di Niel Gow 1799

jenny-dang-the-weaver

Si stralcia da qui
As this tune is in D major, it would be most common for the first chord to be a chord of D with a D in the bass, but as we see here, the bass note is an A which alternates with a B for the first strain. This is a throwback to a modal conception of harmony that was slowly supplanted by tonal major/minor harmony, not taking hold completely in Scotland until well into the nineteenth century. The A-B alternation in the bass is demonstrated in the following video.

Sul reel venne ben presto coreografata anche una scottish country dance dal titolo “Jenny dang the weaver” (Johnson 1748) (già comparsa in “Walsh’s Caledonian Country Dances” edizione del 1735)

MusiciansHighlandwedding1780DavidAllan

E’ stato Sir Alexander Boswell, (1775 — 1822) a scrivere alcuni versi sulla melodia, raccontando di un corteggiatore maldestro e delle sue non gradite attenzioni..

ASCOLTA  la versione “classica” arrangiata dal compositore austriaco FJ Haydn – Scottish Songs for George Thomson vol VII 03:13:50


Chorus:
Jenny dang(1), Jenny dang / Jenny dang the weaver
But soon the fool his folly kent / For Jenny dang the weaver
I
At Willie’s weddin’ o’ the green,
The lasses, bonnie witches,
Were busked out(2) in aprons clean,
And snaw-white(3) Sunday mutches(4);
Auld Mysie(5) bade the lads tak’ tent(6),
But Jock wad na believe her;
But soon the fool his folly kent,
For Jenny dang the weaver.
II
In ilka country dance and reel
Wi’ her he wad be babbin'(7);
When she sat down, then he sat down,
And till her wad be gabbin’;
Where’er she gaed, or butt or ben(8),
The coof(9) wad never leave her,
Aye cacklin’ like a clockin’ hen,
But Jenny dang the weaver.
III
Quoth he, “My lass, to speak my mind,
In troth I needna swither,
Ye ‘ve bonnie e’en, and, gif ye ‘re kind,
I needna court anither!”
He humm’d and haw’d(10), the lass cried ‘pheugh,’
And bade the coof no deave her,
Syne crack’d her thumb, and lap and leugh,
And dang the silly weaver.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (con il dizionario dello Scots aperto qui)
coro
Gianna picchiò, Gianna picchiò il tessitore, così tosto lo sciocco riconobbe la sua follia
perchè Gianna picchiò il tessitore.
I
Al matrimonio di Willy sul prato
le ragazze, belle ammaliatrici
indossavano grembiuli candidi
e la cuffia bianca della domenica
la vecchia Mysie ordinò che i ragazzi prestassero attenzione
eppure Gianni non le badava;
ma presto lo sciocco riconobbe la sua follia
perchè Gianna picchiò il tessitore.
II
In ogni danza e giro
con lei voleva avvolgersi
quando lei si sedeva anche lui si sedeva
e  con lei voleva spettegolare;
ovunque lei andasse in lungo e in largo
lo sciocco non la voleva mai lasciare
schiamazzando come una gallina che starnazza
ma Gianna picchiò il tessitore.
III
Disse lui “Ragazza mia, per dire la mia
in verità non ho dubbi,
tu sei bella e se sarai carina con me non avrò bisogno di corteggiare un’altra!”
Lui tergiversava e la ragazza gridava
“puah” e teneva a bada lo sciocco perchè non la infastidisse,
finchè lui non le ruppe il pollice, arrossì  e rise
e lei picchiò lo sciocco tessitore

NOTE
1) to ding= 1) To knock, beat or strike: to drive; to push suddenly and forcibly; to displace or overturn by shoving 2) To defeat, overcome; wear out, weary; to beat, excel, get the better of.
2) in alcuni testi scritto come a’ dress’d oot che ha molto più senso
3) in alcuni testi scritto come braw white
4) copricapo per signore ovvero una cuffia; il modello varia a seconda delle epoche e delle occasioni per essere indossata, in genere di lino bianco con pizzi e fronzoli ma piuttosto aderente alla testa, si annoda sul davanti sotto il mento. Era portata per lo più dalle donne sposate e veniva regala alla novella sposa dalla suocera


5) diminutivo scozzese di Margaret, ould per old spesso è solo un intercalare
6) espressione idiomatica to take tent =to be careful, beware; to notice, observe, take note; to take good care of; take into consideration, take care of, treat kindly
7) probabilmente bobbin da bobina (spoletta)
8) “butt and ben” è una vecchia frase scozzese per “The back and front ends of a one-room cabin”
9) coof= termina dai molteplici significati quello primario di sciocco, ingenuo, ma anche ottuso; secondariamente significa persona irresponsabile, un cafone o villano nel duplice significato di rozzo, paesano; in ultimo codardo o impiccione
10) espressione idiomatica in americano”to hum and haw”=  to be uncertain and take a long time deciding something, si potrebbe tradurre con “tergiversare”

LE CANZONI IN GAELICO

La melodia divenne talmente popolare da essere canticchiata un po’ per tutte le Highland, isole comprese, così la ritroviamo in due diversi frammenti, il contesto è quello del canto come forma di pettegolezzo, nel primo si parla di una fuitina, nel secondo delle prodezze di un fabbro di Hougarry (isole Ebridi)

HORO GHOID THU NIGHEAN

ASCOLTA Mary Jane Lamond in “Suas e!” 1997


I
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Hò rò shlaod thu i
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Thug thu leat fo ‘n aodach i
II
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Shiod agad mar shlaod thu i
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Thug thu leat fo ‘n aodach i
TRADUZIONE INGLESE
I
Hòro you stole(1) the girl
Hòro you dragged her off
Hòro you stole the girl
You took her under the bed covers
II
That’s how you stole the girl
That’s how you dragged her off
That’s how you stole the girl
You took her under the bed covers

NOTE
1) si tratta con molta probabilità di una fuitina ovvero il rapimento a scopo matrimoniale (vedi)

GOBHA BH’ ANN A HOGHA GEARRAIDH

ASCOLTA Julie Forwlis in Puirt dove canta tre brani in seguenza
a) Siud Mar Chaidh An Càl A Dholaidh
b) Nam Biodh Agam Ghioball Bodaich
c) Gobh Bh’ Ann A Hogha Gearraidh


I
Gobha bh’ ann a Hogha Gearraidh(1)
B’ fhoghainteach an sealgair e
Gobha bh’ ann a Hogha Gearraidh
B’ fhoghainteach an sealgair e
II
Mharbhadh e na feadagan
Is leagadh e na calmain
Mharbhadh e na feadagan
Is leagadh e na calmain
TRADUZIONE INGLESE
I
The smith from Hougharry
Was a brave hunter
The smith from Hougharry
Was a brave hunter
II
He would kill the plover(2)
And he would slay the doves
He would kill the plover
And he would slay the doves

NOTE
TRADUZIONE ITALIANO: il fabbro di Hougharry era un cacciatore coraggioso, avrebbe ucciso il piviere e i piccioni
1) località nell’isola di North Uist, isole Ebridi
2) il piviere appartiene alla famiglia dei trampolieri, di taglia piccola, è un uccello acquatico per la caccia in palude.

FONTI
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87783252
http://slowplayers.org/2015/02/07/jenny-dang-the-weaver-d/
http://www.musicalion.com/en/scores/sheet-music/329/anonymus/18020/jenny-dang-the-weaver
https://scottishfiddlemusic.com/tag/how-to-play-scottish-fiddle-music/
http://www.poemhunter.com/poem/jenny-s-dang-the-weaver/
https://archive.org/details/JimmieMcLaughlinTheRoadtoGalwayJennyBangtheWeaver
http://www.celticlyricscorner.net/lamond/horoghoid.htm
http://www.celticlyricscorner.net/puirt/gobhabhann.htm
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/jenny-dang-the-weaver.html
https://my.strathspey.org/dd/dance/3235/
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html

MR BEVERIDGE’s MAGGOT

Nella serie televisiva “I Tudors”  la melodia Mr Beveridge Magot fa da sfondo ad un momento conviviale.

La melodia, di autore sconosciuto, compare trascritta per la prima volta nell’English Dancing Master (IX edizione, 1695).
Ovviamente la musica potrebbe benissimo essere stata composta in epoca Tudor e la coreografia della danza risalire al secolo successivo, oppure musica e coreografia delle danza, la “favorita” del signor Beveridge, (maggot si traduce come ‘whim’ o ‘fancy’) essere stata la danza preferita dal maestro Beveridge che l’aveva ideata e battezzata con il proprio nome. beveridge-maggot-playford

LA DANZA IN EPOCA BAROCCA 1650-1690

Vediamola quindi nello stile con cui doveva essere danzata alla sua prima stesura: una danza di fila, in misura ternaria, il tempo è veloce i movimenti sono tipici della danza barocca .

La danza rimase popolare per tutto il Settecento, ma probabilmente non altrettanto lo fu nell’Ottocento, e tuttavia ritornò in auge nel secolo successivo, nella versione rivisitata che Cecil Sharp (1909) fece delle english country dances di secentesca memoria, per riproporle alla società dei tempi moderni.

Una seconda coreografia è quella proposta da Pat Shaw
esibizione al Sidmouth Festival, 1979

Sono bastate però un paio di apparizioni della Mr Beveridge’s Maggot nelle danze ai tempi di Jane Austen proposte da films e serie televisive, perchè la danza riprendesse vigore e  diventasse oggi di rigore in ogni Gran Ballo d’epoca Regency!!

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO: MINISERIE TELEVISIVA 1995

Nella seconda puntata della miniserie televisiva britannica Pride&Prejudice del 1995 – regia Simon Langton (una miniserie cult in Gran Bretagna) Fitzwilliam Darcy  ed Elizabeth Bennet danzano insieme al gran ballo nella sontuosa dimora del signor Bingley a Netherfield (Hertforshire). La danza è lenta e solenne e un giovane e “imbalsamato” Colin Firth reagisce con malgarbo alle punzecchiature di Lizzy (Jennifer Ehle) .

In questa ricostruzione i passi di danza sono una semplice camminata e la parte iniziale  viene modificata introducendo la figura della STELLA (giro di mano destra e giro di mano sinistra) per ovvi motivi di recitazione.

EMMA 1996

La danza tra Emma Woodhouse (Gwyneth Paltrow) e George Knightley (Jeremy Northam ) è interpretata con una tale eleganza e leggiadria da far apparire la coreografia di una così naturale scorrevolezza.. solo apparente però, perchè le coppie devono essere coordinate tra di loro alla perfezione!!

Qui il passo base è diventato decisamente come quello di un valzer lento, ogni movimento è fluido e aggraziato.

Ecco lo schema della danza per coppie in gruppi di quattro;
passo: in tre tempi valzer lento (aprire sempre con il piede destro)

PARTE A – 8 passi
coppia leader: CAMBIO POSTO frontale (2 passi)
tutti: DOS A DOS di spalla destra (2 passi)*
coppia leader: VOLTA (solo mezzo giro) verso l’esterno (1 passo)
tutti: GIRO DI MANO DESTRA (contrary) (2 passi)
coppia leader: GIRO DI MANO SINISTRA (1 passo)

(* trovo che il dos-a dos tra i partner e non tra i contrary renda tutto il movimento più fluido)

PARTE B – 4 (allineati) + 4 passi
coppia leader: INVERSIONE DI MOVIMENTO, ritornare nelle file invertite (1 passo) ANDARE IN SECONDA POSIZIONE (1 passo) DOS A DOS di spalla destra (2 passi)
altra coppia: frontali verso il centro (1 passo) in avanti verso la prima postazione (1 passo) VOLTA verso l’esterno (giro completo in 2 passi) mettersi al fianco della coppia leader

TUTTI (coppia leader si trova al centro della linea – perpendicolare a quella di partenza- in posizione invertita, l’altra coppia è in posizione esterna): in avanti (1 passo) in dietro (1 passo)

coppia leader: cambio posto (1 passo) andare in seconda postazione (1 passo)
altra coppia: frontali VOLTA verso l’interno per andare in prima postazione (giro completo in 2 passi)

La versione nel film ha una parte C di progressione delle coppie (a scopo “cinematografico”) non presente nella versione del Playford

TRACCE AUDIO

audio The Broadside Band versione un po’ veloce
audio con una velocità “intermedia” ossia non troppo lenta ma neanche troppo veloce
audio The Warnock Quartet versione lenta
FONTI
http://languagelog.ldc.upenn.edu/nll/?p=6770
http://www.patshaw.info/books/another-look-at-playford/
http://www.theloiterer.org/ashton/dancer.html
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=89753381
http://www.sls.hawaii.edu/bley-vroman/contradance/dances/beveridge.html
http://round.soc.srcf.net/dances/cdb/cdb6/beveridge
https://janeaustensworld.wordpress.com/2010/06/28/dancing-at-the-netherfield-ball-pride-and-prejudice/
https://janeaustensworld.wordpress.com/2010/07/12/jane-austen-and-music/

L’AMORE NON CORRISPOSTO: EARLY ONE MORNING

“Early one morning” è una canzone della tradizione inglese dalle antiche origini che riprende il filone cosiddetto della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, una ballata del 1600 che è stata cantata un po’ per tutta la Gran Bretagna per secoli seguendo i canali della tradizione orale e quelli delle broadside ballads prima e delle collezioni di arie tradizionali poi, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi) limitandosi qui l’analisi alle versioni selezionate per la guida all’ascolto.

13 The false lover won back

EARLY ONE MORNING

In queste declinazioni è però l’uomo ad essere falso. Più che una “warning songs” è proprio il lamento dell’amore non corrisposto e tradito infatti è anche intitolata “The Maid’s lamentation”. La canzone è un classico del folk inglese. Ci sono fondamentalmente due versioni testuali per un’unica melodia.

LA VERSIONE STANDARD

La versione testuale più accreditata è quella con il ritornello ripetuto ad ogni strofa “Oh don’t deceive me, Oh never leave me, How could you use, a poor maiden so?” Il brano è stato interpretato anche da gruppi di musica celtica.

ASCOLTA Celtic Dreams

ASCOLTA Jim Moray

live 2004

ASCOLTA The King’s Singers, 1985


I
Early one morning,
just as the sun was rising
I heard a maiden call
from the valley below.
CHORUS
Oh don’t deceive me,
Oh never leave me,
How could you use
a poor maiden so?
II
Remember the vows
that you made to your Mary
Remember the bower(1)
where you vowed you’d be true.
III(2)
Cos green is the garden
and fresh are the roses(3),
Fresh from the garden
to bind(4) on your brow.
IV
Thus sang the maiden,
Her sorrows bewailing,
Thus sang the maid
In the valley below.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Al mattino presto
proprio quando il sole sorgeva
ho sentito il lamento di una fanciulla
dalla valle sottostante
CORO
Oh non m’ingannare
oh non mi lasciare!
Come puoi prenderti gioco
così di una povera fanciulla?
II
Ricorda le promesse
che hai fatto alla tua Maria
ricorda la camera da letto
dove hai giurato di essere sincero
III
Perchè verde è il giardino
e fresche sono le rose
fresche dal giardino
per cingere la tua fronte
IV
Così cantava la fanciulla
per lamentare il suo dolore
così cantava la fanciulla
nella valle sottostante

NOTE
1) la parola si traduce con pergolato ma nel medioevo con bower s’intendeva la camera privata di pertinenza della domina o del signore del castello
2)  strofa alternativa
Gay is the garland,
And fresh are the roses,
I’ve culled from the garden
To bind on thy brow.
(traduzione italiano: gaia è la ghirlanda delle fresche rose che ho raccolto in giardino per cingere la tua fronte)
3) nelle ballate la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; l’allusione al fiore più intimo e segreto della donna. Sebbene un tempo le fanciulle fossero educate a preservarsi caste e pure fino al matrimonio, la loro stessa ingenuità le poteva far cadere facile preda dei mascalzoni, che con false promesse matrimoniali, le inducevano a concedere il loro “pegno d’amore”; così le rose nelle canzoni celtiche sono associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto: “cogliere la rosa” è un eufemismo per l’atto sessuale che portava le sue spine, le fanciulle si pentivano amaramente di aver dato il loro fiore ad un uomo non degno della loro fiducia, il quale dopo essersi divertito, le abbandonava (spesso lasciandole con una gravidanza inopportuna perchè non ricondotta nell’alveo del matrimonio)! La rosa simboleggia quindi la perdita della verginità e con essa l’innocenza e la fiducia verso un mondo (maschile) che non è quello che sembra!
4) talvolta è scritto to wind

SECONDA VERSIONE

Si distingue dalla precedente perchè le due frasi musicali che compongono la melodia si alternano senza che ci sia un ritornello vero e proprio.

ASCOLTA Nana Mouskouri


I
Early one morning,
just as the sun was rising
I heard a maid sing
in the valley below
“Oh don’t deceive me,
Oh never leave me,
How could you use,
a poor maiden so?”
II
Remember the vows
that you made to me truly
Remember how tenderly
you nestled close to me
Gay is the garland,
fresh are the roses
I’ve culled from the garden
to bind over thee.
III
Here I now wander
alone as I wonder
Why did you leave
me to sigh and complain
I ask of the roses,
why should I be forsaken,
Why must I here in sorrow remain?
IV
Through yonder grove,
by the spring that is running
There you and I have
so merrily played,
Kissing and courting
and gently sporting
Oh, my innocent heart
you’ve betrayed
V
How could you slight so
a pretty girl who loves you
A pretty girl who loves you
so dearly and warm?
Though love’s folly
is surely but a fancy,
Still it should prove to me
sweeter than your scorn.
VI
Soon you will meet
with another pretty maiden
Some pretty maiden,
you’ll court her for a while;
Thus ever ranging,
turning and changing
Always seeking for a girl that is new.
VII
Thus sang the maiden,
her sorrows bewailing
Thus sang the poor maid
in the valley below
“Oh don’t deceive me,
Oh never leave me,
How could you use,
a poor maiden so?”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Al mattino presto
proprio quando il sole sorgeva
ho sentito il lamento di una fanciulla
dalla valle sottostante
“Oh non m’ingannare
oh non mi lasciare!
Come puoi prenderti gioco
così di una povera fanciulla?”
II
Ricorda le promesse
che mi hai fatto sinceramente
ricorda come con tenerezza
tu ti stringevi vicino a me
gaia è la ghirlanda
delle fresche rose
che ho raccolto in giardino
per legarti a me
III
Qui cammino ora da sola,
mentre mi domando
perchè mi hai lasciato
a piangere e lamentarmi,
chiedo alle rose
“Perchè dovrei essere abbandonata
e rimanere qui afflitta dal dolore?”
IV
Per quel boschetto
accanto al ruscello che scende
tu ed io ci siamo
con gioia divertiti
baciandoci e corteggiandoci
e teneramente amati
Oh tu hai tradito
il mio cuore innocente
V
Come hai potuto mancare così di rispetto
a una giovano fanciulla che ti ama
una giovano fanciulla che ti ama
con affetto e passione?
Anche se la follia d’amore
non è altro che una fantasia
potrebbe rivelarsi per me
più dolce che il tuo rifiuto
VI
Presto conoscerai
un’altra fanciulla graziosa
una fanciulla graziosa
che corteggerai per un po’;
così a cercare
rivoltare e cambiare
sempre alla ricerca
di una nuova ragazza.
VII
Così cantava la fanciulla
per lamentare il suo dolore
così cantava la povera fanciulla
nella valle sottostante
“Oh non m’ingannare
oh non mi lasciare!
Come puoi prenderti gioco
così di una povera fanciulla?”

LA CONTRADDANZA

La melodia è anche una english country dance

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/the-false-bride/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33631
http://artists.letssingit.com/eva-cassidy-lyrics-early-one-morning-4nfwkxm#axzz42nsDMJ7u

PELORUS JACK LA STORIA DI UN DELFINO E UNA SCOTTISH COUNTRY DANCE

Italo Ottonello ha pubblicato nella Rivista Marittima (fascicolo n° 1 del mese di gennaio 2016) un’avvincente dissertazione sul significato del termine Peloro: il Capo Peloro di Messina (detto anche Capo Faro o Punta del Faro), un nome mitico (la divinità del mare dei Pelasgi detto Peloros, il gigante, ma anche la ninfa Pelorias) e il leggendario pilota di Annibale, Pelorus, un apparecchio nautico detto Peloro (Pelorus o dumb compass – in italiano bussola muta), e anche il nome di una nave a vela.  (Articolo pubblicato su Rivista Marittima fascicolo n° 1 del mese di gennaio 2016 qui)

Ma leggendo di Pelorus Jack, il nome di un delfino (il grampo o delfino di Risso) che indicava la rotta sicura alle navi nel French Pass – Stretto di Cook (Nuova Zelanda) ho subito pensato alla scottish country dance omonima!!

IL NOME DI UN DELFINO di Italo Ottonello
(in “Peloro: un nome dai tanti significati legati al mare”) – stralciato da articolo pubblicato su Rivista Marittima – fascicolo n° 1 del mese di gennaio 2016

Molte culture hanno assegnato ai delfini un posto speciale tra gli amici e i protettori degli umani. I Maori parlavano di loro come di «taniwha», o spiriti degli abissi, guide e guardiani per gli umani. Quella di Pelorus Jack, Tuhirangi (17) per i Maori, è la strana storia di un figlio del mare appartenente alla specie grampus griseus, che gli anglosassoni chiamano Risso’s dolphin (italiano Grampo). 
Alla nascita è di colore grigio chiaro, che con l’età scurisce e, da vecchio, diventa quasi del tutto bianco. Il nostro Jack era descritto come un delfino di colore bianco-grigio, di lunghezza tra 12 e 15 piedi (3,5-4,5 m), forse un maschio, pure se il suo sesso non fu mai ufficialmente determinato.
 Il primo avvistamento è del 1871, a opera della goletta Brindle, in viaggio da Boston a Sidney. A causa del cattivo tempo, il capitano aveva deciso, di non aggirare D’Urville Island, ma di affrontare il French Pass (Te Aumiti), una pericolosa scorciatoia tra il Cook Strait e la Tasman Bay. Mentre la Brindle si avvicinava al Pass (18), i marinai videro il grampo saltare fuor d’acqua precedendo la nave quasi a indicare una rotta sicura, che le consentì di superare il difficile canale.
 Negli anni Ottanta dell’ottocento, un certo capitano Massey, affermò «lo battezzai Pelorus Jack, appellativo con cui è noto in tutto il mondo». Per opinione diffusa, il nome deriverebbe dall’accostamento di quello del Sound e «jack tar», il nomignolo del generico marinaio. Chi scrive, peraltro, ha buoni motivi per dissentire da questa interpretazione (19).
 All’altezza del Pelorus Sound il delfino raggiungeva le navi dirette a Nelson, nella Tasman Bay, e le precedeva lungo tutta l’Admiralty Bay fino al French Pass, senza attraversarlo. Nel percorso inverso incontrava le navi all’uscita del Pass, e rimaneva con loro fino al Pelorus Sound, prima di andarsene per proprio conto. La sua fama dilagò, e la popolazione fece pressioni sulle autorità affinché fosse adottata una legge per la sua protezione. Nel 1904 il Governatore della Nuova Zelanda emanò un decreto che rendeva illegale la cattura della specie grampus griseus nelle acque dello Stretto di Cook «o anche di quelle delle baie, dei sound o degli estuari». Così Pelorus Jack fu il primo animale espressamente protetto da una legge.
 Un giorno i piroscafi che attraversavano l’Admiralty Bay, cercarono invano il suo dorso bianco, ma nessuno voleva credere che potesse essere morto. Come tutti i personaggi simili, egli aveva raggiunto una specie d’immortalità; i Maori sostenevano che avesse mille anni. La sua morte fu riferita nel 1911, ma egli riapparve brevemente nel 1912, per poi svanire per sempre. Il mistero circonda la sua fine. Molti credono che sia stato arpionato da baleniere norvegesi al largo del Pelorus Sound, nel tardo aprile 1912. Un anonimo, in punto di morte, confessò di aver aiutato a sopprimere un delfino spiaggiato, che riteneva Pelorus, rimanendone ossessionato per il resto della vita. Uno dei guardiani del faro di French Pass, invece, sostenne che Pelorus Jack si fosse arenato su una spiaggia dove la sua carcassa imputridì.
 Testimonianza verosimile, giacché il delfino, avendo più di 30 anni, probabilmente, era morto di vecchiaia. Questa meravigliosa creatura vive ancora, in vari modi, nel ricordo e nella tradizione del popolo neozelandese. Anche quando tutti i racconti su di lui siano stati depurati dei loro risvolti fantastici, rimane il fatto che per più di 30 anni aveva scortato le navi per sei o sette miglia attraverso l’Admiralty Bay, se non proprio nel porto di Wellington, come avevo letto anni prima.
NOTE
(17) Tuhirangi era il taniwha che guidò la nave di Kupe (mitico navigatore polinesiano) da Hawaiki, la terra ancestrale del popolo Maori. All’arrivo ad Aotearoa, Tuhirangi si fermò nelle pericolose acque di Te Au-miti (French Pass), dove viveva in una grotta nota ai Maori come Kaikaiawaro. Alla comparsa di Pelorus Jack, essi lo indentificarono con Tuhirangi.
(18) Il Pass è largo 500 metri, con rocce affioranti e correnti irregolari fino a otto nodi, ma il canale navigabile si restringe a 100 metri, e il fondale è una secca di 20 m.
(19) I balenieri denominavano specifici esemplari con il nome della zona frequentata, accompagnato dal diminutivo di un nome proprio. Esempi si trovano in Melville già nel titolo: Moby Dick, nome reale Mocha (Isola al largo del Cile) Dick. Nel cap. 45 – Affidavit (testimonianza) – sono elencati anche: Timor Tom, New Zealand Jack (poco oltre chiamato New Zealand Tom), Morquan del Giappone e Don Miguel del Cile. Ritengo, quindi, che Jack sia riferibile al diminutivo di John o James, piuttosto che a Jack Tar. Il nome suonerebbe, quindi, come «Giovannino (Giacomino) del Peloro».

Tale fu l’impatto della vicenda che a Pelorus Jack  venne dedicata non solo una danza ma anche una particolare coreografia dei passi detta dolphin reel.

LA SCOTTISH COUNTRY DANCE

La danza è descritta da Barry Skelton (RSCDS Book 41) ed è abbinata alla Christian Catto jig (qui) composta da Allan Kindness.

La prima pubblicazione della danza Pelorus Jack risale però al 1994 in “The Dolphin Book” in cui Barry Skelton descrisse una decina di scottish country dances dedicate ai mammiferi degli oceani: Skelton è neozelandese di Auckland e non poteva non creare una coreografia al “Giovannino del Peloro” così caro alla tradizione.
(Un piccolo equivoco è sorto intorno alla musica annotata nel Dolphin Book  “Suitable Music: The Peterhead Express” ma The Peterhead Express non è altro che la coreografia di una danza scritta da Andrew Paterson abbinata alla Christian Catto jig! -Christian Catto è il nome di un insegnante di danza popolare locale a cui Allan Kindness (1936-2014) dedicò la composizione.)

La coreografia della Pelorus Jack non presenta grosse difficoltà tranne il Dolphin reel (Tandem reel) la “figura di otto” in cui i danzatori della coppia leader si muovono come una cosa sola, uno dietro l’altro a imitare la grazia e l’agilità dei delfini : “The reel proceeds in the normal way, except that when the couple turns at each end of the reel, they turn individually, without passing each other, so that if the man is leading in one direction the woman is leading in the other, and vice versa. (tratto da qui)
(traduzione italiano: la figura si svolge in modo normale tranne che quando i due arrivano alla volta del reel, si girano individualmente senza superarsi, così se l’uomo è in testa in una direzione la donna condurrà nell’altra e viceversa. )
Detto però con parole povere è un reel di 3 in cui uno dei danzatori è seguito da una quarta persona affiancata in coda.

Una danza da livello avanzato che nel video dimostrativo dispiega tutta la sua eleganza..
VIDEO: le spiegazioni passo passo a cura di Robbie Shepherd


FONTI
http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/editoria/marivista/Pagine/2016_01.aspx
http://www.mastroviaggiatore.it/area-sommerso/blog-sommerso/2014/september/03/subacquea-animali-incontri-ravvicinati-con-il-grampo.aspx
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/pelorus-jack.html
https://my.strathspey.org/dd/dance/5209/
http://folktunefinder.com/tunes/148238
http://boxandfiddlearchive.weebly.com/allan-kindness-2014.html
http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2014/02/04/news/la_vera_tragedia_di_taiji_il_nostro_modo_di_rapportarci_con_gli_animali-1995922/

BEHIND THE BUSH IN THE GARDEN

La melodia è una jig conosciuta in Irlanda con il titolo “Behind the Bush in the Garden” pur avendo anche molti altri titoli (vedi su the session qui), con il testo in gealico irlandese prende il titolo “Teidhir Abhaile Riu“, e in Scozia diventa una canzone giacobita dal titolo “Wha’ll be King but Charlie?
Una melodia molto popolare che non si può non aver ascoltato (o suonato/ballato) almeno una volta nella vita!

ALTRI TITOLI: The Bargain Is Over, Cha Dean Mi’n Obair, I Won’t Do The Work, Macdonald, Mulberry Garden, Oisin’s Tune, The Road To Ballintoy, Se ‘n Righ A Th’againn Is Fearr Leinn, Single, Tá Do Mhargadh Déanta, Teidhir Abhaile Riú, Téir Abhaile Riú, The Tidy Girleen, Tidy Gurline, The Tidy Woman, Wha’ll Be King But Charlie, Wha’ll Be King But Charlie?, What’ll Be King But Charlie, Who’ll Be King But Charlie, Who’ll Be King But Charlie?

ASCOLTA Andy McGann & Paddy Reynolds

ASCOLTA Horslips con il titolo Oisin’s Tune

Behind the Bush in the Garden is well-known in Ireland, Scotland, Cape Breton and the Shetlands. In Scotland it is best known as Wha’ll Be King but Charlie and was a rallying song for the Jacobites. Indeed, a few Irish fiddlers have recorded the tune under the title Royal Charlie, and this seems to support the Jacobean link. Some attribute the tune to the great Scottish fiddler Neil Gow, although he never claimed it. This delightfully melodic single jig is also commonly used to accompany the dance Flora MacDonald’s Fancy. (tratto da qui)

La melodia per la Flora MacDonald’s Fancy è anche questa mentre come scottish country dance le istruzioni sono qui

FONTI
https://thesession.org/tunes/1888
http://tunearch.org/wiki/Behind_the_Bush_in_the_Garden_(1)
https://www.irishtune.info/tune/126/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=73421
http:[email protected]?SongID=7714