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OUR WEDDING DAY

Una versione alternativa  del tradizionale iralndese She Moved through the Fair raccolta in “Songs of the People” (1979) con il titolo “Our Wedding Day” è di sei strofe e inizia con “l once had a wee lass”.
Nella sua essenza la storia narra di una fanciulla promessa in sposa che appare in sogno al suo innamorato e gli sussurra: “It won’t be long now, love,Till our wedding day.” .
Il “clima” della storia non è per niente idilliaco, anzi si tratta di una storia d’amore non corrisposto, la ragazza di nome Molly, nonostante prometta al protagonista eterno amore, scappa con un altro. In generale la canzone è conosciuta come “The Wedding Song” anche se ci sono altri testi con stesso titolo ma diverse melodie.
Oggi ne vengono cantate solo 3 strofe e non è altrettanto popolare della versione di Padraic Colum. Spesso il tema della visita notturna tra gli innamorati è il corollario di un amore impossibile, funestato dall’ombra della morte (vedi ballate)

ASCOLTA Anne Buckley da Lord of the Dance  (1966): nell’arrangiamento Ronan Hardiman cambia il protagonista al femminile e modifica qualche verso. Così la storia è stravolta, la donna aveva scambiato le promesse con il suo vero amore che invece si trova ora lontano e dorme nel suo castello: alla donna non resta altro che il ricordo e solo in sogno lo incontra ancora per assaporare la sua promessa di amore eterno.


I
I once had a true love
and I loved him so well
I loved him far better
than my tongue can tell
And I thought that he spoke
and to me did say
“It will not be long, love,
‘til our wedding day”
II
If I were an eagle
and had wings for to fly
I would fly to his castle
and there I would lie
On a bed of green laurel (1)
I would lay myself down
And with my fond dreams (2)
I would my love surround
III
I dreamt last night
that my true love came in
So slowly he came
that his feet made no din
And I thought that he spoke
and to me did say
“It will not be long, love,
‘til our wedding day”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un tempo avevo un vero innamorato
e lo amavo tanto
lo amavo più di quanto
la mia lingua possa dire
e ripensavo a quando mi parlò
e disse
“Non manca molto, amore,
al nostro giorno di nozze”
II
Se fossi un’aquila
e avessi ali per volare
volerei al suo castello
e là mi poserei
su un giaciglio di verde alloro
mi stenderei
e con i miei sogni appassionati circonderei il mio amore
III
Sognai che ieri notte
il mio vero amore venne (da me),
così piano entrò
che i suoi piedi non fecero rumore
e pensai che mi parlasse
e mi dicesse
“Non manca molto, amore,
al nostro giorno di nozze”

NOTE
manca tutta la parte centrale della storia in cui l’innamorato attende la notte per fuggire con la bella Molly, ma lei è già scappata con un altro!

Then according to promise
at midnight I rose

And found nothing there
but the down-folded clothes,

The sheets they were empty,
as plain as you see,

And out of the window
with another went she.
Come d’accordo
a mezzanotte mi alzai
ma niente trovai
solo i vestiti ripiegati,
le lenzuola erano vuote
era evidente
che fuori dalla finestra
con un altro se ne andò

1) in origine è scritto come “ln a bed of green ivy”
2)  in origine è scritto come  “With my two folded wings”

FONTI
http://ingeb.org/songs/ionceha1.html
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/our.htm
https://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-movesthrough-the-fair-alternate-lyrics-our-wedding-day/
https://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-modern-lyrics-and-variations/

Bal de L’Ours

Berendans, berenbranle, Bärentanz o berendanz, Bear Dance, Dancing Bear, Polarbear Dance, Danse De L’Ours, branle de l’ours, polka de l’ours, Danza Del Oso, Danza’l Osu, Danza dell’Orso, Bal de L’Ours i mille nomi di una stessa melodia! (prima parte)

Negli anni 80 la Danza dell’Orso cavalcò l’onda celtica, tra i colpevoli (portatori sani del virus in quel di Irlanda) gli olandesi King’s Galliard registrarono nell’album Rocky Road to Dublin (1986) la Beardance, arrangiata dal flautista Jan Erik Noske.

Negli anni 80 la Danza dell’Orso arrivò in Spagna sull’Onda Celtica: così le voci si soprappongono: “è una canzone catalana”, “no è un andrò bretone” “ma no, no è una polka boema”, “no,no,no è una vecchia danza inglese”: di sicuro è una melodia che “sta bene con tutto”, così di moda nel bal folk da diventare sinonimo di Chappelloise.
ASCOLTA il gruppo piemontese lj Servaj in “vostu chi giogu” (2008) la chiamano semplicemente Chappelloise

E come non ricordare la versione della Barbarian Pipe Band (anche loro portatori sani del virus in tutt’europa) che la chiamano Le Bal de L’Ours in “Rota” (2008)

Accade così che nel Nuovo Millenio un giovane gruppo polacco di musica antica e popolare, la registra chiamandola Danse de l’Ours (e la etichetta come Traditional french melody) – non sembra anche a voi che il cerchio si sia chiuso?
Fleurdelis Ensemble: Danse de l’Ours (Taniec Niedźwied)
Ancora i Fleurdelis Taniec Polski

Accade anche che venga registrata come musica rinascimentale (o barocca)
“The Age of Titian. Music from Renaissance Europe”

Così finisce in rete nei clikkatissimi video
degli austriaci Branâ Keternâ

e dei cileni Banda Celta Danzante

potrei proseguire all’infinito ma mi fermo in questo bagno fantasy dove la danza dell’orso è stata immersa..

LE TRADIZIONI POPOLARI

STRAW BEAR DAY (orso di paglia- Carnevale)
ORSO ALPINO (Valle d’Aosta e Piemonte)

Hey for Christmas

Tra i resoconti e le cronache di come in Inghilterra si festeggiassero i dodici giorni del Natale spicca questa canzoncina dal titolo “Hay for Christmas” in cui, anche se non espressamente citata, è chiaramente richiamata la festa dell’Epifania.

Shropshire Wakes

Il testo è contenuto in un foglio volante stampato a Londra alla fine del 1600. La melodia abbinata è la popolarissima Dargason

ASCOLTA Passamezzo
ASCOLTA The Baltimore Consort


I
Come Robin Ralph, and little Harry,
and merry Thomas at our Green,
Where we shall meet with Briget and Sary,
and the finest young wenches that ere were seen:
Then high for Christmas once a year
And where we have Cakes, both ale and beer (1)
And to our christmas feast there comes,/ Young men and Maid to shake their bums (2).
II
For Gammer Nichols has gotten a Custard
My Neighbour Wood a roasted Pig,
And Widdow Franklin hath beer & mustard,
& at the Thatcht house there is good swig.
III
There’s a fidler for to play e’ry Dance
when the young Lads and Lasses meet:
With which the Men & Maids will prance,
with the fidler before them down the street:
IV
The Morice dancers (3) will be ready
Meat and Drink enough to lade ye (4):
And in a Fools dress will be little Neddy,
to entertain our Christmas Lady (5)
V
And when that they shall all appear,
that are to be at our brave Wakes,
To eat iup the Meat(6), and drink up the Beer,/ And to play at cards for Ale and Cakes (7)
VI
Then Grace and sweetest Winnifret,
and all the Lasses on the place,
When that the young men they have met/ see how the Devils-dream (8) they’l trace:
VII
They side and then tun round about
and briskly trip it to each other:
And when they have danct it out,
they presently call for another
VIII
Ralph leading up with Sue in ‘s hand,
And Briget being by Robins side,
You’d laugh to see how they do stand:
with their heads together and feet so wide
IX
The dance being done the fidler plays Kissum (9)
which Dick and Harry soon did so,
And Randal the Taylor could not missum (10),
but he must kiss his Partner too.
X
Then they sat down to their good cheer,
and pleasant were both Maids and Men, /And having din d and drank their bear (11),
they rose and went to dance again,
XI
Thus they did daunce from noon till night,
and wer as merry as Cup and Can (12),
Till they had tyrd the Fidler quite (13),
and the sweat down their buttocks ran.
XII
Then they went to the little thatcht house,
and plaid at Cards a game or two,
And with the good Liquor did so carouse,/that they made drunk both Tom and Hugh.
XIII
The rest unto Hot-cockles (14) went,
but Neddy gave Nelly a blow too hard,
That all together by the ears they went,
and all their sporting soon was mar’d.
XIV
The Pots flew about the glasses were broke
Doll was taring Mol by th Quife (15),
Richard was pulling John by the throat,
at which the Hostess drew her knife.
XV
They took the Fidler and broke his pate (16)
and threw his fiddle into the fire:
And drunkenly went home so late,
that most of them fell in the mire.
XVI
The men went away and paid ne’r a groat,
but left the Maids to pay (17) for their chear,
Betty was forst to pawn her laste coat,
and ??? to leave her Garget (18) there :
XVII
And so my merry ballad is Ended,
when the Maids come agoin to these wakes
they’l first see the young lads manners mended
and make them pay for ale and Cakes.
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Venite Robin, Ralph, e il piccolo Harry
e l’allegro Thomas al nostro Ballo
dove ci incontreremo con Briget
e Sary,
e le più belle giovani ragazze che mai si siano viste:
Allora evviva il Natale una volta all’anno
dove abbiamo dolci e anche birra normale e birra luppolata,
e alla nostra festa di Natale là vanno
giovanotti e fanciulle a muovere
il culo
II
Gammer Nichols ha preso una  crema pasticcera
il mio vicino Wood un maiale arrosto
e  Widdow Franklin ha preso birra e mostarda
perchè in Casa Thatcht c’è  un bel divertimento
III
Ci sarà un violinista per suonare ogni danza quando i giovani ragazzi e le ragazze s’incontreranno: gli uomini e le donne  zompetteranno
con il violinista davanti a loro in cima alla fila
IV
I Morris terranno pronti cibo e bevande in abbondanza per rinfrescarsi e nell’abito del Matto ci sarà il piccolo Neddy a intrattenere la nostra Regina del Natale
V
Per ciò tutti si presenteranno
per essere alla nostra brava Veglia;
a mangiare carne e a bere birra
e a giocare alle carte, per le belle cose della vita
VI
Allora Grace e la graziosa Winnifret,
e tutte le ragazze al posto
non appena con i giovanotti si saranno accoppiate,  vedrai come danzeranno “The Devils-dream”
VII
Si metteranno in fila e poi gireranno in cerchio e allegramente si pesteranno i piedi l’un l’altro, e quando l’avranno danzata, ne richiederanno un’altra
VII
Ralph comanda con Sue per mano
e Briget sta al fianco di Robi
n,
rideresti nel vedere come sono messi:
con le teste vicine e i piedi così
distanti
IX
A danza terminata il violinista suona “Kissum”
che Dick e Harry subito fecero
e Randal il sarto non voleva sbagliare
e ugualmente doveva baciare la sua compagna
X
Poi si riposarono e per il loro buon umore  fu piacevole sia per le fanciulle che per i giovanotti
prendere delle  bevande e bere le loro birre, poi si alzarono e andarono a danzare nuovamente
XI
Così ballarono da mattino a sera e furono felici come “piselli nel baccello”
fino a quando finirono per stancare il violinista e il sudore scorreva giù per le  natiche
XII
Poi andarono al piccolo cottage con il tetto di paglia
e giocarono una partita o due a carte
e con il buon liquore fecero così baldoria
che si ubriacarono anche Tom e Hugh.
XIII
Il resto giocò a “mano calda”, ma Neddy diede a Nelly un colpo troppo forte che tutti quanti si presero per le orecchie e tutti i giochi subito naufragarono
XIV
Volarono  caraffe e i bicchieri furono infranti, Doll stava tirando Mol per la Cuffietta, Richard stava prendendo John per la gola a cui la padrona mostrava il coltello
XV
Presero il violinista e gli ruppero la testa e gettarono il violino nel fuoco: così ubriachi andarono a casa così tardi che la maggior parte di loro cadde nel fango
XVI
Gli uomini se se andarono e non pagarono un soldo,  ma lasciarono che le fanciulle pagassero per il divertimento, Betty fu la prima a dare il pegno la sua ultima giacchina  e ??? a lasciarci anche il collarino
XVII
E così la mia divertente ballata è finita
quando le ragazze ritorneranno di nuovo a queste veglie
per prima cosa si metteranno al riparo dalle abitudini dei giovanotti
e li faranno pagare per il divertimento.

NOTE
* questa è solo la prima stesura che ha bisogno di essere revisionata e meglio scritta
1) Nelle Isole Britanniche  si producevanoall’epoca prevalentemente birre non luppolate dette ALE; erano infatti le birre provenienti dal “continente” a contenere luppolo e quindi distinte con una parola diversa BEER!
2) l’espressione significa “dimenarsi”, ballare in modo sfrenato”
3) I Morris dancers sono danzatori in costume che si esibiscono in balli popolari risalenti al medioevo eseguiti con passo saltellato e l’uso di bastoni, fazzoletti ma anche spade e assordanti campanelle
4) to lade= prelevare (acqua o liquidi) con un mestolo sta per to  ladle, servire con un mestolo quindi “Drink enough to lade ye” con una traduzione letterale diventa: “bevanda bastante da mescersi”
5) è la Regina del Pisello, per motivi di rima menzionata come Regina del Disordine, ovviamente in coppia con Re Fagiolo (vedi Torta del fagiolo)
6) Meat in questo contesto sta più genericamente per cibo, l’ho tradotto con pasticci in riferimento alle preparazioni in crosta ripiene di carne
7) Cakes and Ale è un modo di dire per “the good things of life” 
8) “The Devils-dream
(il sogno del diavolo): la melodia è un reel e anche una popolare country dance, istruzioni e video qui; la melodia è conosciuta soprattutto in Scozia  con il titolo di “The Devil Amang the Taylors”  abbinata a una scottish country dance istruzioni e video qui
9) “The Cushion Dance” è descritta come la “danza dei baci” da qui il soprannome kissum” (istruzioni qui)
10 )trovato anche trascritto  ” And Randall the tailor he would not miss”
11) la trascrizione del testo dirattamente dai broadsides diventa a volte problematica sia per le condizioni d’usura dei fogli che per i carattere di stampa utilizzati: così ho interpretato il verso nel contesto
12) termine colloquiale per indicare una coppia ben assortita come ad esempio “pane e burro”, “culo e camicia”
13) “Till they had tired the fiddler quite”

A Game of Hot Cockles, attribuito a D Van Der Plaes fine 1600:  uno dei tipici giochi natalizi con cui si divertivano i giovani

14) Hot-cockles letteralmente “vongole calde” era un popolare gioco fin dal Medioevo, praticato un tempo dagli adulti e oggi forse solo dai bambini (diciamo che gli ultimi a giocarlo sono stati i ragazzi pre-telefonino), detto il gioco del soldato perchè tipico gioco da caserma, oppure gioco della “mano calda”.

15) Quife= coif
16) patehead, skull
17) la consuetudine di un tempo era che il violinista  venisse ingaggiato dai danzatori i quali lo pagavano a fine serata facendo una colletta
18) Garget = gorget

DARGASON

Anche intitolata Sedanny è una danza pubblicata nel “The English Dancing Master” di John Playford (1651)

ASCOLTA la versione di Gustav Holst St. Paul’s Suite 

Affresco Villa Caldogno: Invito alla danza, Giovanni Antonio Fasolo: è chiaramente illustrata una Dargason

FONTI
https://mainlynorfolk.info/john.kirkpatrick/songs/heyforchristmas.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/shropshire_wakes.htm

https://thesession.org/tunes/9468
http://www.pbm.com/~lindahl/lod/vol2/dargason.html
http://www.englishcountrydancing.org/cowpercoles6.html

FRAU HOLLE, LA BEFANA NORDICA

In molte tradizioni europee troviamo la figura di una dea dell’abbondanza festeggiata nei primi giorni del nuovo anno, sebbene i nomi siano diversi, le loro storie sono comuni (vedi prima parte): nel mondo germanico era Frau Holle (denominata Frau Percht nelle regioni del Sud), la triplice Dea nella forma di Vecchia.

Elder of The Scar Clan, Joanna Powell Colbert

La buona Holla dagli occhi luminosi e dalle vesti candide come la neve era la Signora dell’Inverno, custode del focolare, protettrice della casa, degli animali domestici e dell’arte della filatura.
Nelle notti del Solstizio d’Inverno, ella scendeva sui campi innevati, per benedirli ed accertarsi che fossero fertili e pronti per le prossime semine. Cavalcava uno splendido corsiero bianco, e stormi di cicogne e rondini la precedevano e ne annunciavano l’arrivo. Al suo seguito v’erano invece bellissime divinità femminili, che volavano in groppa ai gatti, e le anime dei bimbi non nati o morti nei primi anni d’età.
In tal modo si recava a visitare ogni casa, entrando dalla cappa del camino, e spargeva i suoi doni di Luce e Fortuna su quelle in cui trovava armonia, pulizia ed ordine, così come su coloro che vi abitavano e che nella loro vita coltivavano le stesse buone virtù. Se invece trovava sporcizia, disordine e disarmonia, poteva anche maledirle, ed in ogni caso preferiva allontanarsene, ritirando la sua benedizione, la Fortuna e tutte le cose belle di cui era portatrice. (tratto da qui)

Frau Holle è associata con credenze e miti antichi: una dea paleolitica del mondo sotterraneo, signora del focolare, legata al culto delle acque e all’energia della terra. Figura in cui si sovrappongono e accomunano diverse divinità femminili norrene e germaniche, quali Hell sovrana del mondo sotterraneo, Frigg e Freya dea dell’amore e del matrimonio, Hertha dea della pace e della fertilità, la germanica Perchta, Berchta,  in una parola una Dea Madre. (continua)
La ritroviamo anche nell’immagine scandinava di Santa Lucia, come portatrice di Luce. La festa del nuovo anno era un tempo nelle terre e isole del Nord celebrato con un sacrificio alle Matronae, spiriti tutelari del luogo visualizzate in massi o acque lacustri, che sono soprattutto le antenate defunte della tribù. Nella festa si rinsaldavano i legami di sangue del clan e della stirpe (continua).

Le connotazioni negative di questa Signora metà Bianca e metà Nera viene dal Medioevo cristiano e dalla sua ossessione per il male e il diavolo (e la misoginia).

Il dipinto “Åsgårdsreien” del pittore norvegese Peter Nicolai Arbo raffigurante la caccia selvaggia, 1872, Galleria nazionale di Oslo (fonte Wikipedia): la controparte maschle del “Corteo delle fate” capeggiato dalla Grande Madre (continua)

LA BEFANA

Ritroviamo il mito in una fiaba dei fratelli Grimm, Madama Holle che prende anche il titolo italiano di Fata Piumetta che quando sprimaccia il suo cuscino fa nevicare sulla terra; due sorelle una chiara, l’altra scura sono sottoposte ad una prova da Frau Holle (una vecchia del mondo infero) e la prima viene premiata con una pioggia d’oro per la sua bontà e laboriosità, l’altra viene punita con una pioggia di pece per i suoi modi sgarbati, il comportamento collerico e la sua pigrizia.
Le fiabe sono un racconto che attingono agli archetipi e pescano nel mare oscuro dell’inconscio, ma i suoi personaggi sono stereotipati e duali: così Frau Holle, la megera in fondo al pozzo è la madre archetipa, la madre positiva, mentre la vedova sulla Terra è la matrigna, la madre negativa.
Ma soprattutto la fiaba descrive Frau Holle come l’epifana di una dea del focolare che premia i bambini buoni e le brave massaie che tengono la casa in ordine, le pazienti filatrici. E’ dalla laboriosità e dalla dedizione, che scaturisce l’abbondanza e la fortuna stessa, guarda caso il vocabolo tedesco Pech, che significa pece è sinonimo di sfortuna.

IL DOLCE DELLA BEFANA

La versione svizzera Dreikönigskuchen

La notte del 5 gennaio  il corteo di Frau Holle/ Berchta riprende la via del ritorno per rientrare nel suo Regno, ma in Germania (come in buona parte dell’Europa eccezzione fatta per l’Italia) la sua festa è stata soppiantata dalla tradizione dei Re Magi. Sono loro a dare il nome ad un dolce speciale preparato per concludere le festività natalizie (la dodicesima notte) che diventa a seconda delle tradizioni culinarie  DreikönigskuchenGalette Des Rois, Roscón De Reyes, Ciambella dei Re Magi  (solo in Piemonte la torta mantiene il nome di Fugassa d’la Befana)

Tutti questi dolci hanno mantenuto una caratteristica, di contenere nell’impasto una monetina o un fagiolo. La moneta stava come segno di buona sorte (a ricordo delle invocazioni per ottenere i favori della Dea dell’Abbondanza), il fagiolo ha invece una valenza più ambigua, ricordo di oscuri rituali che trovavano ancora un eco nell’elezione del Re Fagiolo durante il Natale medievale: è il Re del Disordine dei Saturnalia, ma anche il capro espiatorio che veniva immolato per il bene della comunità, un tributo in sangue agli spiriti della Terra per il Solstizio d’Inverno.

LA FESTA DEL RE

“La dodicesima notte”, Jan Steen (1668) – Museo di Stato, Kassel, Germania

Diversi dipinti fiamminghi illustrano con dovizia di particolari i commensali attorno al tavolo mentre festeggiano il Re Fagiolo: sono variamente intitolati “La dodicesima notte” o “il Re Beve” a causa dei numerosi brindisi fatti in suo onore e secondo i suoi ordini, i personaggi sono ritratti in pose sguaiate visibilmente ubriachi e satolli di cibo. Nel quadro  di Jan Steen è il bambino in piedi sulla panca ad aver trovato il fagiolo nella sua fetta di dolce, ha in testa una coroncina di carta ed sta bevendo un sorso di vino aiutato da una vecchia nonnina (forse una suora). Il gruppo di musicanti che circondano la tavola sono chiaramente dei poveri questuanti invitati ad entrare per cantare gli auguri di Buon Anno. Una tradizione ampiamente documentata nel wassailing britannico!

La versione francese Gâteau de Rois: tanta pasta sfoglia con un ripieno di crema frangipane

L’unico personaggio ad essere decisamente brillo e dalla posa scomposta è la madre, che dopo aver versato il vino nel bicchiere del figlioletto lo guarda bere con un sorriso beato sulle labbra, è lei la Regina della Festa designata dal bambino!
Nell’andare del tempo la festa è diventata  più un gioco di società e una festa per bambini che un baccanale. Dopo che il padrone di casa raffigurato da Jan Steen ha tagliato il dolce, servito in tavola dalla fatesca, in tante fette quanti sono i commesali, più una detta fetta del Buon Dio -o della Vergine -o dei Re Magi  (la part du bon Dieu) è stato il bambino a stabilire l’ordine con cui dovevano essere distribuite tutte le fette: Chi trova il fagiolo nella propria fetta verrà incoronato Re della Festa e potrà scegliere la sua Regina. Per alcuni l’usanza diventa anche la scusa per un festoso brindisi: il Re della Festa, dovrà, ovviamente, svuotare il suo bicchiere tutto d’un fiato, mentre gli altri scandiranno: «Le Roi (oppure la Reine) boit, le roi boit, le roi boit…» (tratto da qui)

continua  

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Text/Hone/january_6__epiphany.htm
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-inverno.html
http://www.meiningermuseen.de/pages/startseite/programm/sonderausstellungen/rueckblick-ausstellungen/200910-frau-holle—mythos-maerchen-und-brauch-in-thueringen/fachbeitraege-zur-ausstellung.php
https://www.cavernacosmica.com/simbologia-del-sambuco/
http://www.lovingenergies.net/pt/Elderberry-Tree-of-the-Goddess-Holla/blog.htm
http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Befana.htm
http://www.lasoffittadellestreghe.it/shoponline/frau-holle-holda-dea-dellinverno/
https://wunderkammern.wordpress.com/2010/08/04/frau-holle/
http://storia-controstoria.org/personaggi-e-miti/frau-holle-divinita-femminile-della-terra-che-passo-dallinverno-allinferno/

LE RICETTE
http://ilblogdichiaraoscura.blogspot.it/2014/11/cucina-i-dolci-dei-re-magi-la-gallette.html
http://www.angiecafiero.it/2012/01/03/dreikonigskuchen-o-dolce-dellepifania-svizzera/
http://www.ricettedicultura.com/2013/01/galette-de-rois-per-lepifania.html
http://www.comoju.es/2010/01/roscon-de-reyes.html
http://www.angiecafiero.it/2012/01/03/ciambella-dei-re-magi-liguria-di-ponente/
https://occitania.land/it/blog/la-fugassa-della-befana-dolce
http://cuciniera.blogspot.it/2013/01/la-focaccia-della-befana.html

Don Oíche Úd I MBeithil o Do You Hear What I Hear?

Il canto di natale in gaelico irlandese dal titolo ” Don Oíche Úd I MBeithil”  (That Night in Bethlehem = quella notte a Betlemme) è una poesia scritta da Aodh Mac Cathmhaoil (1571-1626); la melodia è considerata tradizionale anche se talvolta viene attribuita a Sean Óg Ó Tuama il quale la pubblicò negli anni 1950 in un raccolta di canti in irlandese dal titolo “An Cóisir Cheoil”

Hugh MacCaghwell o dal latino Ugo Cavellus era un teologo francescano nonchè arcivescovo di Armagh al cui patronimico venne aggiunto il nome di “Mac Aingil” (figlio di un Angelo) per le sue opere maggiori sulla dottrina cristiana particolarmente ispirate. Scrisse anche quattro Carol natalizi in gaelico, tra cui ” Don Oíche Úd I MBeithil”

ASCOLTA The Chieftains

ASCOLTA Altan live
ASCOLTA Celtic Woman

Gaelico irlandese
I
Don oíche úd i mBeithil
beidh tagairt faoi ghréin go brách,
Don oíche úd i mBeithil
gur tháinig an Briathar slán;
Tá gríosghrua ar spéartha
‘s an talamh ‘na chlúdach bán;
Féach Íosagán sa chléibhín,
‘s an Mhaighdean ‘Á dhiúl le grá (1)
II
Ar leacain lom an tsléibhe
go nglacann na haoirí scáth
Nuair in oscailt gheal na spéire
tá teachtaire Dé ar fáil;
Céad glóir anois don Athair
sa bhFlaitheasa thuas go hard!
Is feasta fós ar sa thalamh
d’fheara dea-mhéin’ siocháin!

Traduzione inglese *
I
I sing of a night in Bethlehem
A night as bright as dawn
I sing of that night in Bethlehem
The night the Word was born
The skies are glowing gaily
The earth in white is dressed
See Jesus in the cradle
Drink deep in His mother’s breast (1)
II
And there on a lonely hillside
The shepherds bow down in fear
When the heavens open brightly
And God’s message rings out so clear
“Glory now to the Father
In all the heavens high
And peace to His friends on earth below (2) ” Is all the angels cry
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Canto di quella notte a Betlemme,
notte luminosa come l’alba,
canto di quella notte a Betlemme
la notte in cui il Verbo è nato;
i cieli risplendevano di gioia
la terra di bianco era ricoperta
per vedere Gesù nella culla, mentre succhiava dal seno della mamma
II
E c’erano sulla collina brulla
i pastori che si accasciarono dalla paura, quando i Cieli s’illuminarono
e il messaggio di Dio risuonò forte
“Gloria al Padre
nell’alto dei Cieli
e pace agli uomini di buona volontà”
gridarono gli angeli

NOTE
* tratta da qui
1) And the Virgin nursing him with love
2) citazione dal vangelo di Luca

 

Natività, Giotto, Basilica di Assisi

Do You Hear What I Hear?

La canzone natalizia fu scritta nel 1962 da Gloria Shayne Baker (per la musica) e Noël Regney (per il testo) come un inno alla pace durante la crisi missilistica cubana. Una lunga lista d’interpreti l’hanno resa celebre  in tutto il mondo. Unisco i due brani perchè così ha fatto Moya Brennan nel suo album “An Irish Christmas”
ASCOLTA Moya Brennan in “An Irish Christmas” 2005 unisce due canti Do You Hear e Don Oíche Úd I MBeithil (Do you hear what I hear strofe II, III + Don oíche úd i mBeithil strofa I + Do you hear what I hear  strofa IV)

ASCOLTA Orla Fallon in “Celtic Christmas” 2010


I
Said the night wind
to the little lamb,
“Do you see what I see?
Way up in the sky,
little lamb,
Do you see what I see?
A star, a star, dancing in the night
With a tail as big as a kite.”
II
“Do you hear what I hear?”
Said the little lamb
to the shepherd boy
“Do you hear what I hear?
Ringing through the sky,
shepherd boy?
Do you hear what I hear?
A song, a song high above the trees
With a voice as big as the sea”
III
Said the shepherd boy
to the mighty king
“Do you know what I know
In your palace warm,
mighty king?
Do you know what I know?
A Child, a Child shivers in the cold
Let us bring Him silver and gold”
IV
Said the king
to the people everywhere
“Listen to what I say
Pray for peace,
people everywhere
Listen to what I say
The Child, the Child sleeping in the night
He will bring us goodness and light”
(1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Disse la notte
all’angellino
“Vedi quello che vedo?
In alto nel cielo
o angellino, vedi quello che vedo?
Una stella, una stella che danza nella notte, con una coda lunga come un aquilone”
II
“Senti quello che sento?”
Disse l’agnellino
al pastorello
“Senti quello che sento?
Che risuna in cielo
o pastorello? Senti quello che sento?
Un canto, un canto che si leva alto tra gli alberi,
con una voce profonda come il mare”
III
Disse il pastorello
al  Re magnifico
“Sai quello che so
(tu che stai) nel tuo palazzo al caldo,
o magnifico Re?
Sai quello che so? Un bambino, un bambino rabbrividisce al freddo,
gli porteremo argento e oro”
IV
Disse il re
alla gente di tutto il mondo
“Ascoltate quello che dico
pregate per la pace,
o gente di tutto il mondo.
Ascoltate quello che dico
il Bambino, il Bambino che dorme nella notte
ci porterà la bontà e la luce”

NOTE
1) Moya conclude con
Listen to what I say
Do you know what I know?
Do you hear what I hear?”

FONTI
http://anglandicus.blogspot.it/2013/12/when-word-safely-came.html
http://songsinirish.com/don-oiche-ud-i-mbeithil-lyrics/
https://thegatheringfire.wordpress.com/2014/12/29/that-night-in-bethlehem-an-irish-christmas-carol/
http://www.celticlyricscorner.net/brennan/doyou.htm

The Carol of the Birds

Seguendo le tracce di un canto natalizio sugli uccelli risalente al Medioevo si trovano diversi adattamenti nella tradizione popolare delle Isole Britanniche.

La versione che riprende il canto natalizio catalano “El cant dels ocells” intitolandosi “The Carols of the Birds”, inizia con il verso “When rose the eastern star”

ASCOLTA Joan Baez in Noel, 1966

ASCOLTA Emily Mitchell 1989


I
When rose the Eastern Star
The birds came from afar
In that full night of glory
With one melodious voice
They sweetly did rejoice
And sang the wondrous story
Sang, praising God on high
Enthroned above the sky
And his fair mother, Mary.
II
The eagle left his lair
Came winging through the air
His message loud arising
And to his joyous cry
The sparrow made reply
His answer sweetly voicing
“O’ercome are death and strife,
This night is born New Life”
The Robin (1) sang, rejoicing
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando  la Stella d’Oriente si levò
gli uccelli vennero da lontano
in quella notte piena di gloria
con una voce melodiosa,
essi soavemente  si rallegrarono
e cantarono la storia meravigliosa,
cantarono e lodarono Dio celeste
in trono nell’alto dei Cieli
e la sua nella madre, Maria
II
L’aquila lasciò la sua tana
venne volando dall’alto
il suo messaggio forte risuonò
e al suo grido di gioia
il passero rispose
intonando il suo canto soavemente
“Vinti sono Morte e Dolore
questa notte è nata una Nuova Vita”
il pettirosso cantò rallegrandosi

NOTE
1) il pettirosso è un uccello ricco di simbolismi, contrapposto allo scricciolo (o piccolo passero). Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. continua

 

WHENCE COMES THIS RUSH OF WINGS?

Ancora  dal noel francese (nella versione provenzale “Nadal dels aucèls”, Bas-Quercey, tradotta anche in francese con il titolo “Noël des oiseaux” o “Voici l’étoile de noël”) questo canto natalizio anche intitolato  “Carol Of The Birds” è invece popolare in America ed è riportata in stampa da Charles Lewis Hutch­ins in “Car­ols Old and Car­ols New” (Bos­ton, Mass­a­chu­setts: Par­ish Choir, 1916)

Una versione per piano di Alan William qui
e una versione per arpa di Megan Metheney




I
Whence comes this rush of wings afar,
Following straight the Noel star?
Birds from the woods in wondrous flight,
Bethlehem seek this Holy Night.
II
“Tell us, ye birds, why come ye here,
Into this stable, poor and drear?”
“Hast’ning we seek the newborn King,
And all our sweetest music bring.”
III
Hark how the Greenfinch bears his part,
Philomel, too, with tender heart,
Chants from her leafy dark retreat,
Re, mi, fa, sol, in accents sweet.
IV
Angels and shepherds, birds o’ the sky,
Come where the Son of God doth lie;
Christ on earth with man doth dwell,
Join in the shout “Noel, Noel.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Da dove viene questo battito d’ali lontante che vanno verso la stella di Natale? Uccelli dal bosco in magnifica flotta cercano Betlemme questa Santa Notte.
II
“Diteci, voi uccelli, perchè venite qui
in questa grotta, povera e fredda?”
“Ci affrettiamo per cercare il Re appena nato, e portare la nostra musica più soave”
III
Ascolta come il verdone tiene la sua parte, anche l’usignolo appassionato,
canta dal suo nascondiglio frondoso
re, mi, fa sol con dolci accordi
IV
Angeli e pastori, uccelli del cielo
venite dove il figlio di Dio riposa;
Cristo sulla terra con l’uomo dimora
unitevi al grido “Natale, Natale”

LA VERSIONE AMERICANA-IRLANDESE

John Jacob Niles (1892-1980) scrisse la sua versione di “The Carol of the Birds” nel 1942 facendone una filastrocca per il figlio che all’epoca aveva quattro anni. Niles era un famoso collezionista di musica folk, suonatore di liuto e dulcimer e anche compositore.

ASCOLTA Clancy Brothers in “Christmas” 1969

ASCOLTA Brocelïande

ASCOLTA Jeff Black 2009


I
Full many a bird did wake and fly
Curoo curoo curoo
Full many a bird did wake and fly
To the manger bed with a wandering cry
On Christmas day in the morning (1)
Curoo curoo curoo
Curoo curoo curoo
II
The lark the dove and the red bird came
And they did sing in sweet Jesus’ name
III
The owl was there with eyes so wide
And he did sit at sweet Mary’s side
IV
The shepherds knelt upon the hay
And angels sang the night away
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Più di un uccello si levò e volò
Curu curu curu
Più di un uccello si levò e volò
alla mangiatoria con un grido
d’attesa
Il giorno di Natale nel mattin
Curu curu curu
Curu curu curu
II
L’allodola, la colomba e il pettirosso andarono
e cantarono nel nome dell’amato Gesù
III
C’era il gufo con gli occhi spalancati
e si sistemò al fianco della cara Maria
IV
I pastori s’inginocchiarono nella paglia e gli angeli cantarono tutta la notte

NOTE
1) il verso richiama la filastrocca natalizia “I Saw Three Ships”

LA VERSIONE AUSTRALIANA

Ancora una “Carol of the Birds”, ma questa volta proveniente dall’Australia composta da William G. James sul testo di John Wheeler e raccolta in “Five Australian Christmas Carols“, 1948.
Ovviamente il clima australiano ha bisogno di ben altri soggetti che le slitte sulla neve!
Questa ha il ritornello che ripete “Orana! Orana! Orana to Christmas Day


I
Out on the plains the brolgas (1) are dancing
Lifting their feet  like warhorses prancing
Up to the sun the woodlarks go winging
Faint in the dawn light echoes their singing
Orana! Orana! Orana to Christmas Day.
II
Down where the tree ferns grow by the river
There where the waters sparkle and quiver
Deep in the gullies bell-birds (2) are chiming
Softly and sweetly their lyric notes rhyming
III
Friar birds (3) sip the nectar of flowers
Currawongs (4) chant in wattle tree bowers
In the blue ranges lorikeets(5) calling
Carols of bush birds rising and falling
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sul terreno le gru danzano
sollevando i piedi come  cavalli
saltellanti
verso il sole le allodole si slanciano
in volo
lontani nella luce dell’alba riecheggiano i loro canti
Benvenuto! Benvenuto! Benvenuto giorno di Natale
II
Giù dove le felci crescono sulle rive
dove le acque luccicano e mormorano
nelle forre i campanari cantano
dolci e lievi i loro canti riecheggiano
III
Gli uccelli frate succhiano il nettare dei fiori
i currawong cantano sotto le fronde d’acacia
nelle livree blu i lorichetti chiamano
i canti degli uccelli nei cespugli aumentano e diminuiscono

NOTE
1) gru brolga è la gru australiana, nota per la sua danza di accommpiamento
2) Bell Bird o campanaro della Nuova Zelanda dalla caratteristica colorazione verdastra
3) filemone o uccello frate non ha piume sulla testa
4) l nome scientifico del genere, Strepera, deriva dal tardo latino e significa “rumorosa”, in riferimento alla loquacità di questi uccelli. Il nome comune collettivo di currawong, col quale sono note le specie ascritte al genere, è un’onomatopea e deriva dalle lingue aborigene
5) il lori o lorichetto è un pappagallino dai colori vivaci

LA VERSIONE FRANCESE

Anche in Francia ritroviamo un adattamento della versione catalana con il titolo “Le Chant des Oiseaux” ASCOLTA

La versione provenzale “Nadal dels aucèls” è stata divulgata da Maria Roanet nel 1976 nel suo album Cantem Nadal
il brano inizia al minuto 9:55


I
“Aicí l’estèla de Nadal,
Qu’es aquel bruch dessús l’ostal?
-Es una tropa d’aucelons
A Betelèm van dos a dos.”
II
Dins l’estable, lo Rei del Cèl
Dòrm entre l’ase e lo maurèl
“Digatz aucèls qué venètz far?
-Venèm nòstre Dieu adorar..”
III
Lo pol s’avança lo primièr
Monta sul boès del rastelièr
E per començar l’orason
Entòna son “Cocorocon”
IV
Lo cardin sortís de son niu
Saluda e fa “rirli chiu chiu”
“Chiu chiu” respond lo passerat
E la calha fa “palpabat”
V
Lo mèrle arriba en estiflant
Lo linòt en canturlejant
Lo pijon fa “rocon rocon”
La lauseta “tira liron”
VI
Vaicí venir lo baticoet
Se pausa a costat del verdet
E sus l’albar lo rossinhòl
Canta a l’Enfant “re mi fa sòl
VII
Per onorar lo Filh de Dieu
Venètz en granda devocion
Angèls, pastors, aucèls del cèl
Totes cantem Noèl Noèl,
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Ecco la stella di Natale
cos’è questo trambusto sopra la stalla?””E’ uno stormo di uccellini
che a Betlemme vanno in coppia”
II
Nella stalla il Re dei CIeli
dorme tra l’asino e il bue “Ditemi uccelli, cosa siete venuti a fare?” “Veniamo ad adorare il nostro Dio”
III
Il gallo avanza per primo
salta sul legno della rastrelliera
e per iniziare la sua orazione
canta “cocorocon”
IV
Il cardellino esce dal suo nido
saluta e fa “rirli chiu chiu”
“Chiu chiu” risponde il passero
e la quaglia fa “palpabat”
V
Il merlo arriva fischiettando
il fanello dal suono ronzante
il piccione fa “rocon rocon”
l’allodola “tira lion”
VI
Ecco che viene il batticoda
si posa vicino al verdone
e sul salice l’usignolo
canta al Bambino “re, mi, fa, sol”
VII
Per onorare il Figlio di Dio
venite con grande devozione
Angeli, pastori, uccelli del cielo
e tutti cantiamo Natale, Natale

NOTE
la traduzione in inglese qui

Un altro titolo “Le Noël des petits oiseaux” è invece stato scritto da Camille Soubise nel 1890 (con musica di Charles Pourny) sempre un noel natalizio ma completamente diverso dagli esempi già analizzati (vedi)

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10493
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carol_of_the_birds.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/whence_comes_this_rush_of_wings.htm

http://ingeb.org/songs/outonthe.html

Silent night, holy night

Il nostro canto natalizio “Astro del ciel” è una delle tantissime traduzione di un brano famosissimo in tutto il mondo cristiano scritto originariamente in tedesco con il titolo di “Stille Nacht” da Joseph Mohr sacerdote della chiesa di San Niccolò a Oberndorf nei pressi di Salisburgo (Austria) e messo in musica il 24 dicembre del 1818 (o meglio nel 1816) da Franz Xaver Gruber.

Lo straordinario successo ottenuto davanti al povero pubblico di Oberndorf, però, non può spiegare, da solo, una fortuna musicale immutata da ben due secoli, repertorio di grandissimi autori e musicisti, del passato e del presente. Da quanto tramandato, sembra che fu un fabbricante di organi, tale Mauraher, dopo aver ascoltato la canzone, a portarla in Tirolo nel 1819, avviandone di fatto la diffusione sul continente. Nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano austriaco, Francesco II, e allo zar Alessandro di Russia. Successivamente, nel 1839, una versione fu intonata dai fratelli Rainer a New York, mentre la notizia della prima traduzione in inglese, dal titolo “Silent night” e operata dal prete John Freeman Young, si attesta al 1859. In appena venti anni la canzone natalizia, scritta dal parroco di uno sperduto villaggio austriaco, aveva già oltrepassato l’Oceano Atlantico. (tratto da qui)

SILENT NIGHT

Nel 1859 John Freeman Young pubblicò la traduzione in inglese con il titolo di “Silent Night”, ma fu solo una delle prime tra le tante versificazioni di fine Ottocento -primi Novecento

ASCOLTA Sinead O’Connor


I
Silent night, holy night,
all is calm, we see, all is bright
round young virgin mother and child,
holy infant so tender and mild
“Sleep in heavenly peace,
sleep in heavenly peace.”
II
Silent night, holy night,
shepherds first saw the sight
Glorious streaming from heaven afar,
heav’nly host sing Allelluia
Christ the savior is born,
Christ the savior is born.

I
Notte silenziosa, notte santa!
tutto è calmo, tutto è luminoso
intorno alla Vergine madre e al bimbo
bambinello santo così tenero e mite.
dormi nella pace divina
dormi nella pace divina
II
Notte silenziosa, notte santa!
i pastori per primi videro il segno!
La gloria scende dal lontano Paradiso
le schiere celesti cantano “Alleluia.
è nato Cristo il Salvatore
è nato Cristo il Salvatore”

Enya la canta invece in gaelico irlandese con il titolo Oíche Chiúin (strofe I, II, I) già registrato in Only if.. (1997) e riproposto anche in uno stilosissimo Christmas album: And Winter Came (2008)Moya Brennan in An Irish Christmas 2006


I
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Cách ‘na suan, dís araon
Dís is dílse ‘faire le spéis
Naíon beag, leanbh ceansa ‘gus caomh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
II
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Aoirí ar dtús chuala ‘n scéal
Allelúia aingeal ag glaoch
Cantain suairc i ngar is i gcéin
Críost an Slánaitheoir Féin
Críost an Slánaitheoir Féin
Traduzione italiano
I
Notte silenziosa, notte santa!
Tutti dormono tranne la coppia,
la coppia devota che guarda con speranza al Bambinello dai  ricci capelli
Christo che dorme quieto
Christo che dorme quieto
II
Notte silenziosa, notte santa!
I pastori furono i primi ad ascoltare la storia, gli angeli cantano Alleluia!
risuona ovunque, vicino e lontano
“Cristo il salvatore è qui!
Cristo il salvatore è qui!”

ASTRO DEL CIEL

la versione in italiano pur mantenendo la stessa melodia non ne è tuttavia la traduzione seppur poetica, quanto un testo originale scritto dal prete bergamasco Angelo Meli e pubblicata solo nel 1937.
Andrea Bocelli

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l’error, Tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

FONTI
http://www.silentnight.web.za/translate/eng.htm
http://www.celticlyricscorner.net/enya/oiche.htm

O Holy Night

“Minuit, chrétiens”, nella versione inglese “O Holy Night”, è un canto natalizio nato da una poesia scritta  da Placide Cappeau (e musica di Adolphe-Charles Adam) per la messa del Natale del 1847 nella parrocchia di Roquemaure (Occitania). (prima parte)
Nel 1858 il ministro unitario John Sullivan Dwight pubblicò la traduzione in inglese del Noel con il titolo “O Holy Night”, forse per quel piglio di illuminismo massonico, la cui lettura in chiave abolizionista accendeva gli animi durante la guerra civile americana.

E’ la versione inglese ad essere entrata nei canti natalizi di tutto il mondo quella che ha fatto da modello alle versificazioni anche per le altre lingue, come ad esempio la versione in italiano dal titolo “Oh Santa Notte”

Van Gogh, Notte stellata

Come per la versione in francese anche la versione in inglese è oggi riportata omettendo la strofa centrale

ASCOLTA The Revere (Sean e Patrick Kelly chitarra e percussioni, Michael Pearson basso) (strofa I)

ASCOLTA Dream Theater (strofe I e II) voce James LaBrie 

ASCOLTA The Chieftains & Rickie Lee Jones in “The Bells of Dublin”

ASCOLTA Celtic Woman (strofe I e II)

ASCOLTA Anúna


I
Oh holy night (1)!
The stars are brightly shining,
It is the night of the dear Savior’s birth.
Long lay the world
in sin and error pining,
Till he appear’d and the soul felt its worth.
A thrill(2) of hope the weary world rejoices,
For yonder breaks a new and glorious morn.
Fall on your knees! (3)
Oh, hear the angel voices!
Oh night divine,
Oh night when Christ was born;
Oh night divine,
Oh night oh night divine.
II
(Truly He taught
us to love one another
His law is love
and His gospel is peace) (4)
Chains shall He break (5)
for the slave is our brother;
And in His name
all oppression shall cease.
Sweet hymns of joy
in grateful chorus raise we,
Let all within us
praise His holy name.
Christ is the Lord!
And ever, ever praise we
Noel, Noel.
Oh night divine,
Noel, Noel.
Oh night oh night divine
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O notte santa
le stelle brillano radiose
è la notte della nascita del caro Salvatore. A lungo giacque il mondo
nel peccato e nell’errore
finchè egli apparve e l’anima ne sentì la forza.
Un brivido di speranza rallegra il mondo affannato,
per quello sprazzo di un nuovo e glorioso giono.
Inginocchiatevi
e ascoltate le voci angeliche
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
II
In verità ci insegnò
ad amarci l’un l’altro
il suo messaggio è amore
e il suo Vangelo la pace.
Le catene si spezzeranno
poichè lo schiavo è nostro fratello;
e nel Suo nome
cesserà ogni oppressione.
Dolci inni di gioia
in coro riconoscente innalziamo
tutti noi
lodiamo il suo santo nome.
Cristo è il Signore
e sempre, sempre lo loderemo
Evviva, Evviva
o notte divina
Evviva Evviva
o notte divina

NOTE
1) la notte stellata di Placide Cappeau (una notte come tante altre) diventa nella versione inglese “Santa e divina”
2) anche prayer
3) il significato in inglese è completamente stravolto rispetto alla versione francese: là erano le genti prostrate in ginocchio dalla schiavitù e dall’oppressione che si risollevavano grazie al Messia, qui invece sono esortate a inghinocchiarsi per rendere omaggio al nuovo Credo.
4) versi omessi nella versione Celtic Woman
5) si confronti la versione originale in francese, Dwight traduce dando un significato abolizionista al versetto: è lo schiavo nero ad essere in catene e ad essere liberato dalla fede in Cristo, ma nella versione di Cappeau era in nome della fratellanza  -atea- degli uomini (solidarietà, empatia e uguaglianza) qui è in nome di Cristo

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night1.htm
http://www.ecoantroposophia.it/2014/12/arte/savitri/il-cantico-di-natale-o-holy-night/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/2/

Bells Over Belfast

The Irish Rovers, gruppo di musica irlandese stanziato in Canada (Toronto, Ontario), sono attivi dal 1963. Nella loro lunga carriera hanno prodotto due christmas album Merry Merry Time Of Year (2016) e Songs of Christmas (1999) da cui proviene la “Bells over Belfast” composta da George Millar, già fondatore del gruppo e originario di Ballymeana (Irlanda del Nord) uno dei centri più colpiti dal conflitto nord-irlandese.

GLI ACCORDI DI BELFAST DEL 1998

Sottoscritti nel 1998 dalla maggioranza dei partiti nordirlandesi, dal governo britannico e della repubblica Irlandese, legittimati da un referendum popolare che si è espresso in modo favorevole, gli accordi di pace mettono alla base la parità tra le due parti della popolazione (protestanti scozzesi-inglesi e cattolici irlandesi) per garantirne la partecipazione al governo tramite i rispettivi rappresentanti politici. Ribadita la divisione tra le due Irlande si è puntato tutto sulla garanzia dei diritti civili, libertà e pari dignità per tutti.


I
The Antrim hills (1) are dark and still
and the snow is tumbling down
This Christmas time there’s hope again
for all in Belfast Town
With love and understanding
we’ll find a better way
The gift of peace (2) is ours now
upon this Christmas day
CHORUS
Bells over Belfast
How merrily they play
Peace and joy be with you
On this Christmas day
II
A star of light, it filled the night,
many years ago
When the Magi found the blessed Child
who set our hearts aglow
And since that day of wonder
will live forever more
We hail the newborn King of kings
who opened the heavens’ door
III
We’ll dance and sing the new year
in a share a cup of cheer
And drink to health and happiness
throughout the coming year
We’ll put our differences aside,
our troubles (3) all behind
And drink a cup of kindness
yet for days of auld lang syne (4)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Le colline di Antrim sono buie e silenziose, la neve cade giù
questo Natale ci sarà nuovamente speranza per tutti nella città di Belfast.
Con l’amore e la comprensione
troveremo un modo migliore
il dono della pace è con noi
in questo giorno di Natale
Coro
Campane su Belfast
che suonano festose
pace e amore siano con voi
in questo giorno di Natale
II
Una stella di luce, riempì la notte
tanti anni fa
quando i Magi trovarono il bambinello benedetto
per cui ardono i nostri cuori
e da quel giorno meraviglioso
vivrà in eterno,
salutiamo il neonato Re dei Re
che aprì le porte dei Cieli
III
Danzeremo e canteremo al nuovo anno, condividendo una coppa di allegria e berremo alla salute e alla felicità per l’anno a venire.
Metteremo da parte le nostre differenze
ci lasceremo alle spalle i conflitti
e berremo una coppa di tenerezza
ancora per i bei tempi andati

NOTE
1) I Glens of Antrim, chiamati anche semplicemente Glens, formano una regione dell’Antrim, contea settentrionale dell’Irlanda del Nord, composta da nove glen, ovvero particolari vallate strette e profonde che raggiungono il mare (da Wikipedia)
2) sono gli accordi di pace di Belfast, 1998
3) “The Troubles” (in italiano “i disordini”) è la “guerra a bassa densità” che ebbe luogo tra i cattolici e i protestanti del Nord Irlanda tra il 1969 e il 1998 ovvero un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe. (continua)
4) A Capodanno il canto più diffuso nelle case scozzesi è Auld Lagn Syne, una canzone cantata in tutto il mondo nelle più svariate occasioni. (continua)

FONTI
http://theirishroversmusic.com/
http://www.dehoniane.it:9080/komodo/trunk/webapp/web/files/riviste/archivio/01/199810299a.htm

COME LANDLORD FILL THE FLOWING BOWL

“Landlord, fill the flowing bowl” anche conosciuta con il titolo di “The Jolly Fellow” o “Three Jolly Coachmen” è una canzone gogliardica già cantata all’epoca di Shakespeare, è annotata parzialmente da John Fletcher nel suo “The Bloody other, or Robert, Duke of Normandy” del 1610.
Compare in diverse broadside ballads del 1800 ed è diventata la canzone conosciuta da tutti gli studenti inglesi. La versione riportata è quella “pulita” rispetto alle versioni in circolazione con strofe ben più volgari.
In Scozia è conosciuta come “For tonight we’ll merry merry be” classificata come melodia per Country Dance (in “Collection of Merry Melodies” vol 3 James S Kerr, 1870). Su Contemplator.com il brano è intitolato “Farewell to Grog“. Ed è così riportato: “Caspar Schenk, USN composed the tune and it was accordingly sung the night of August 31, 1862 in the wardroom of the U.S.S. Portsmouth.”

Three Jolly Coachmen

ASCOLTA The Kingston Trio 1958 (invertono le strofe III e II)


I
One, two, and three jolly coachmen sat at an English tavern.
Three jolly coachmen sat at an English(1) tavern,
And they deci-ided, and they deci-ided, and they deci-ided
To have another flagon.
CHORUS
Landlord(2), fill the flowing bowl
until it doth run over. (Repeat)

For tonight we merr-I be, (Repeat twice)
Tomorrow we’ll be sober. (What!)
II
Here’s to the man drinks water pure(3) and goes to bed quite sober.
He falls as the leaves do fall,
He’ll die before October! (Ho Ho Ho!)
III
Here’s to the man who drinks dark ale(4) and goes to bed quite mellow!
He lives as he ought to live
For he’s a jolly good fellow (Ha Ha Ha)
IV
Here’s to the maid who steals a kiss and runs to tell her mother.
She’s a foolish, foolish thing.
For she’ll not get another. (Pity!)
V
Here’s to the maid who steals a kiss and stays to steal another.
She’s a boon to all man kind.
For soon she’ll be a mother!
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Uno due e tre allegri  vetturini seduti in una taverna inglese
tre allegri  vetturini seduti in una taverna inglese(1).
E decisero, essi decisero, decisero,
essi decisero
di prendere un’altra caraffa
CORO
“Oste (2) riempi la boccia
fino a farla traboccare!

Perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
II
Ecco l’uomo che beve acqua pura (3)
e va a letto decisamente sobrio.
Cade come fanno le foglie caduche e morirà prima di ottobre.
III
Ecco l’uomo che beve birra scura (4)
e va a letto bello pieno!
Vive come si deve vivere
perchè lui è un bravo ragazzo!
IV
Ecco la fanciulla che ruba un bacio
e corre a dirlo alla madre!
Si comporta da sciocca
e non otterrà altro!
V
Ecco la fanciulla che ruba un bacio
e resta a prenderne un altro.
E’ una manna per il genere umano.
Perchè presto sarà madre!

NOTE
1) in alcune versioni è Bristol
2) Landlord si traduce sia come “taverniere, oste” che come “padrone di casa”
3) in altre versioni dice “The man that drinketh small beer” che è una frase più logica con il resto del verso: chi beve una birra leggera è più sobrio di chi beve birra scura ad alta gradazione alcolica.
4) in altre versioni anche “whiskey clear

Le varianti sono infinite (si veda ad esempio qui)anche in chiave natalizia come wassail song!

ASCOLTA in versione rock

ASCOLTA Madrigals

da qui  (vedi)
I
(Come) Landlord, fill the flowing bowl,
Until it doth flow over;
(Come) Landlord, fill the flowing bowl,
Until it doth flow over.
II (chorus)
For tonight we’ll merry, merry be
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
Tomorrow we’ll be sober.
III
The man who drinketh little beer,
And goes to bed quite sober,
Fades as the autumn leaves do fade,
That drop off in October.
IV
The man who drinketh lots of beer,
And goes to bed quite mellow,
Liveth as a drinker ought to live,
And dies a jolly good fellow
And dies a jolly good fellow.
And so say all of us!
V
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
Tomorrow we’ll be sober.
VI
Remember: He who drinks just what he likes,
And gets himself hung over
Will live until he die perhaps,
And then lie down in clover.
VII
For tonight we’ll *hick* shh!
For tonight we’ll *hick* shh!
For tonight we’ll *hick* ssshh!
Tomorrow we’ll be sober.
At least that’s what we’re hoping!
VIII
And so we wish you lots of cheer
And lots of merry meetings.
And now that Christmas time is here
We send you all our greetings.
IX
For tonight we’ll *whistling*
For tonight we’ll *whistling*
For tonight we’ll *whistling*
Tomorrow we’ll be very very sober,
very very sober!
traduzione italiano di Cattia Salto
I
(Vieni) Oste riempi la boccia
fino a farla traboccare!
(Vieni) Oste riempi la boccia
fino a farla traboccare!
II
Perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
III
L’uomo che beve poca birra
va a letto decisamente sobrio.
Muore come fanno le foglie d’autunno che cadono in ottobre.
IV
L’uomo che beve tanta birra
e va a letto bello pieno!
Vive come un bevitore deve vivere
e muore da allegro bravo ragazzo
e muore da allegro bravo ragazzo
e così diciamo per noi!
V
Perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
VI
Ricorda colui che beve solo ciò che gli piace
e si sbronza fino a scoppiare
forse vivrà fino a morire
e poi si riposerà sul trifoglio (1)
VII
Perchè stasera staremo (singhiozzo)
perchè stasera staremo (singhiozzo)
perchè stasera staremo (singhiozzo)
e domani saremo sobri!
Perlomeno è quello che speriamo!
VIII
E così vi facciamo tanti auguri
un sacco di felici incontri
e ora che Natale è arrivato
vi mandiamo in nostri auguri
IX
Perchè stasera staremo (fischiettare)
perchè stasera staremo (fischiettare)
perchè stasera staremo (fischiettare)
e domani saremo molto, molto sobri
molto, molto sobri!

NOTE
1) credo voglia alludere ai “verdi pascoli” del Paradiso

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/c/comeland.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66904
http://songschool.villagequire.org.uk/songs/
come_landlord_fill_the_flowing_bowl.pdf

http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Landlord%20fill%20a%20flowing%20bowl
http://www.contemplator.com/sea/grog.html