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THREE CRAWS

Tra le nursery rhymes della tradizione scozzese la filastrocca sui tre corvi appollaiati sul muretto ovvero ciò che resta della ballata medievale sui corvi e il cadavere di un cavaliere (qui)


Le versioni testuali presentano alcune varianti

ad esempio la III strofa diventa
‘i second craw wiz greetin for is da
greetin for is da
greetin for is da-a-a-aa
‘i second craw wiz greetin for is da
on a cal an frosty mornin’
e ovviamente nonostante che nel titolo ci siano solo tre corvi ne spunta un quarto (anche se non c’è)
The fourth craw he wisnae there at a’
Wisnae there at a’, wisnae there at a’
The fourth craw he wisnae there at a’
On a cold and frosty morning.


I
Three craws sat upon a wa’,
Sat upon a wa’, sat upon a wa’,
Three craws sat upon a wa’,
On a cauld and frosty mornin’.
II
The first craw was greetin’ for his maw,
Greetin’ for his maw, greetin’ for his maw,
The first craw was greetin’ for his maw,
On a cauld and frosty mornin’.
III
The second craw fell and broke his jaw,
Fell and broke his jaw, fell and broke his jaw,
The second craw fell and broke his jaw,
On a cauld and frosty mornin’.
IV
The third craw, couldnae caw at a’,
Couldnae caw at a’, couldnae caw at a’,
The third craw, couldnae caw at a’,
On a cauld and frosty mornin’.
V
An that’s a’, absolutely a’,
Absolutely a’, absolutely a’,
An that’s a’, absolutely a’,
On a cauld and frosty mornin’.
Traduzione italiano
I
Tre corvi in fila sul muro
in fila sul muro in fila sul muro
tre corvi in fila sul muro
in una fredda e gelida mattina
III
Il primo corvo si lamentava per la mamma, si lamentava per la mamma, per la mamma, Il primo corvo si lamentava per la mamma
in una fredda e gelida mattina
III
Il secondo corvo cadde e si ruppe la mascella, cadde e si ruppe la mascella,
e si ruppe la mascella, Il secondo corvo cadde e si ruppe la mascella,
in una fredda e gelida mattina
IV
Il terzo corvo non sapeva gracchiare affatto, non sapeva gracchiare,
Il terzo corvo non sapeva gracchiare affatto, in una fredda e gelida mattina
V
E questo è tutto assolutamente tutto
assolutamente tutto, assolutamente tutto, questo è tutto
in una fredda e gelida mattina

FONTI
http://www.darachweb.net/SongLyrics/ThreeCraws.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_craws.htm

THREE RAVENS

Child ballad #26, versione A
musica di Thomas Ravenscroft (1611).

Nella ballata tradizionale di autore anonimo, tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito (Twa Corbies).

LA VERSIONE INGLESE: THREE RAVENS

Qui i corvi sono tre e il testo è in inglese, accanto al cadavere del cavaliere giacciono i suoi fedeli cani e falchi, e una donna-cerva lo seppellisce. Vernon Chatman in “The three ravens explicated“, 1963 ipotizza che la donna-cervo sia una sorta di donna-centauro e che l’origine della ballata sia irlandese (o quanto meno che la ballata sia derivata da una versione irlandese) (vedi anche in htm): egli ipotizza che il cavaliere appartenga al Clan del Cervo Rosso e che la donna-cervo sia lo spirito-guardiano in forma animale ma anche di fanciulla. Il riferimento però va anche alla corrigan del folklore bretone, la fata-cerva del Greenwood ovvero il bosco sacro che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti simile alle sirene) continua
Così i tre corvi sono il simbolo della dea Morrigan la triplice dea della morte che aleggia sui campi di battaglia. continua

Henry Matthew Brock ‘The Three Ravens’

Versione A – Child #26

in “Melismata Mvsicall Phansies. Fitting the Covrt, Citie, and Covntrey Hvmovrs. To 3, 4, and 5 Voyces” musica di Thomas Ravenscroft (1611).
Da ascoltare nella sua probabile esecuzione originale in epoca Tudor nelle splendide esecuzioni dei contro-tenori
ASCOLTA Henry de Rouville

ASCOLTA  Alfred Deller
ASCOLTA Andreas Scholl


I
There were three ravens sat on a tree,
downe a downe, hay downe, a downe,
They were as black as they might be.
with a downe, (downe, downe)
Then one of them said to his mate,
Where shall we now our breakfast take? With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Down in yonder dear green field,
There lies a Knight slain under his shield,
His hounds they lie down at his feet,
So well do they their Master keep,
III
His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie
Down there comes a fallow doe,
As great with young as she might go
IV
She lifted up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red,
She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake,
V
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
God send every gentleman,
Such hawks, such hounds, and such a Leman
Tradotto da Cattia Salto
I
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
sconsolato e depresso (1)
erano neri come devono essere
assolutamente sconsolato
allora uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
i suoi cani gli giacciono ai piedi
e vegliano il loro padrone
III
I suoi falchi volano con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
giunge là una cerva maculata (2) in stato avanzato di gravidanza
IV
Gli alzò la testa insanguinata
e baciò le sue ferite che erano così rosse
poi lo prese sulla sua schiena
e lo portò nella fossa (3)
V
Lo seppellì avanti l’ora prima (4),
ed era morta anche lei all’ora di compieta
che Dio mandi a ogni gentiluomo
tali falchi, cani e amante (5)

NOTE
1)  Vernon Chatman (nella sua opera già citata) propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected.
Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
2) letteralmente cerbiatta a maggese ma anche daino dal manto maculato.
3) lago di creta o lago asciutto o terra molle ossia un corpo d’acqua alimentato solo dalla pioggia, richiama la pozzanghera sta per indicare la fossa in cui il cavaliere sarà seppellito
4) suddivisione del tempo secondo le ore canoniche stabilite dalla chiesa cristiana per la preghiera comune (liturgia delle ore)
Mattutino: prima dell’alba
Lodi: all’alba
Prima: ore 6:00
Terza: ore 9:00
Sesta: ore 12:00
Nona: ore 15:00
Vespri: tramonto
Compieta: prima di coricarsi
5) termine arcaico per amante

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ASCOLTA Loreena McKennitt live arpa e voce nei suoi primi concerti (con il testo standard)

ASCOLTA Cecile Corbel in Songbook Volume 1 che ha invece (come suo solito) modificato la struttura della ballata introducendo un ritornello


chorus
Down-a-down, hey! down
They were as black as they might be
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
There were three ravens sat on a tree,
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
The one of them said to his mate,
“Where shall we our breakefast take?”/”Down in a yonder green field,/There lies a knight slain under his shield.
II
His hounds they lie down at his feet,/So well they can their master keep./His hawks they fly so eagerly,/There’s no fowl dare him to come nigh.”
III
Down there comes a fallow doe
As great with young as she might goe.
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
traduzione italiano
Ritornello
Down-a-down, hey! down
Erano neri come devono essere
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
Uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
“Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
II
I suoi segugi gli stanno ai piedi
e vegliano il loro padrone
I suoi falchi con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
III
Giunge là una cerva maculata in stato avanzato di gravidanza.
Lo seppellì avanti l’ora prima
ed era morta anche lei nel tempo di una canzone

ASCOLTA Malinky in 3 Ravens, 2002


I
Three ravens sat upon a tree
Hey doun hey derrie day
Three ravens sat upon a tree
Hey doun
Three ravens sat upon a tree
And they were black as black could be
And sing la do an la do a day
II
The middle ane said tae his mate
“Oh where shall we our dinner get?”
III
“Well, it’s doun intae yon grass green field/There lies a knight that’s newly killed”
IV
And his horse is standing at his side
And thinks he might get up and ride
V
And his hounds are lying at his feet
And they lick his wounds sae sore and deep
VI
There came a lady full of woe
As big wi’ child as she could go
VII
And she’s stretched hersel’ doon at his side
And for the love of him she’s died
Tradotto da Cattia Salto
I
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun hey derrie day
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun
Tre corvi appollaiati sull’albero
neri proprio come devono essere
e canta la do an la do a day
II
quello in mezzo disse ai suoi compagni,
“Dove andremo per colazione?”
III
“Beh laggiù in quel bel campo verde
giace un cavaliere che è stato appena ucciso”
IV
Il suo cavallo gli sta al fianco
e pensa che dovrebbe alzarsi e correre
V
I suoi cani gli giacciono ai piedi
e gli leccano le ferite terribili e così profonde
VI
Giunge là una dama addolorata
in stato avanzato di gravidanza
VII
Si è distesa al suo fianco e per amor suo è morta

ASCOLTA Sonne Hagal (neo folk germanico)

TAM LIN & FAIRYLAND

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)
prima versione qui
s
econda versione qui

TERZA VERSIONE

Una versione più ridotta rispetto ai testi riportati dal professor Child è quella raccolta nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson.
Le persone delle Highlands che ancora  cantavano la ballata di Tam Lin credevano nell’esistenza delle fate e  sottolineavano gli aspetti più magici della storia riducendo il testo all’essenzialità. Il nome della dama è diventato Margaret, ed è sempre intenta a ricamare (il passatempo più diffuso tra le giovanette nobili durante il Medioevo)  quando vede i boschi diventare più verdi ( ecco il richiamo sessuale che coincide con l’arrivo della primavera); si alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltane.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e il suo coraggio unito all’amore potranno vincere la magia delle fate.

Peter Nevis

I
Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.
II
For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,/She pulled those branches down.
III
For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’
IV
For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.
V
For he catched her by the middle small
He gently laid her down;
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’
VI
‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’
VII
For the first will be is a white-milk steed/And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.’
VIII
For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.’
IX
For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’
Tradotto da Giordano Dall’Armellina
I
Lady Margaret, Lady Margaret
era intenta a cucire
guardò a est guardò a ovest
e vide quei bei boschi verdi
diventare più verdi (1)
e vide quei bei boschi verdi.
II
E allora allacciò il suo corpetto
e corse verso di loro
e quando arrivò a quei
bei boschi verdi
strappò quei rami, mio caro
strappò quei rami.
III
Ed è là che vide un gentiluomo
che veniva per il bosco verso di lei
“Chi ti ha dato il permesso (2), mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”
IV
“Una volta io potevo strappare da quegli alberi
una volta io potevo strappare
una volta io potevo strappare
da quegli alberi
e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”
V
E allora lui la prese per i fianchi (3)
e si stesero a terra.
“Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”
VI
“Domani è il nuovo anno (4)
e le fate cavalcheranno;
passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino
mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”
VII
“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero,
lo terrai per la testa (5), non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.
VIII
Poi si trasformerà
in un grande serpente;
lo terrai per la testa, non aver paura,
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.
IX
La successiva sarà
in un uomo nudo,
gli getterai intorno il tuo mantello (6)
e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto
tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
1) siamo in primavera quando gli alberi rinverdiscono e il sangue canta nelle vene
2) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano
3) il riferimento all’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte” delle versioni settecentesche
4) il salto temporale ci porta a sei mesi dopo con la lady in dolce attesa (da Beltane a Samain), nella notte di Samain si possono vedere i cortei fatati attraversare i luoghi di confine per entrare nella nostra dimensione
5) si riferisce alla testa del cavaliere e non del cavallo
6) è il mantello verde di Margaret a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga

ASCOLTA Alice Castle versione live 2003.  Un’ ulteriore elaborazione testuale della versione delle Highlands su melodia di Sal Russo

VERSIONE DI ALICE CASTLE
I
Lady Margaret, Lady Margaret
was sewing at a seam
she saw those marry green woods
it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down.
II
“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”
chorus
She was those marry greenwoods
it’s up to them she ran/she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave,
it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”
III
“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”
tradotto da Cattia Salto
I
Lady Margaret,  Lady Margaret,
era intenta a ricamare,
vide quei bei boschi verdi
e corse verso di loro.
Laggiù incontrò un gentiluomo
che veniva verso di lei
che la prese per i fianchi e la stese dolcemente a terra.
II
“Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome”
Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo
passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.
Coro
E lei corse per quei boschi verdi
e corse verso di loro
strappò quei rami, mio caro
“Chi ti ha dato il permesso,
chi ti ha dato il permesso
di strappare quelle rose mia cara?”
III
“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero,
lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente,
non aver paura, lo terrai per la testa.
La successiva sarà in un uomo nudo,
gli getterai addosso il tuo mantello
e griderai ti ho vinto, mio caro
e griderai ti ho vinto tu sarai il padre del mio bambino”


VARIANTI

Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice. Un’interpretazione dolce e triste nello stesso tempo, un’atmosfera fuori dal tempo ma così attuale.


I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin/Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any gl(r)ass
XI
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIII
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XIV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XVI
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVII
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVIII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XIX
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XXI
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXIII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIV
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXVI
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVII
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home
tradotto da Cattia Salto
I
Vanna solitaria sta nella sua stanza a ricamare con filo di seta
e guarda fuori a Carterhaugh (1)
tra le rose che rinverdiscono
II
Vanna solitaria sta nella sua stanza a ricamare con filo di seta
e vorrebbe essere a Carterhaugh
tra le rose rosse
III
Lascia cadere il ricamo a terra
e l’ago ai piedi ed è andata al (bosco di) Carterhaugh
più veloce che poteva
IV
Appena raccolta una rosa,
una rosa sola
che apparve il giovane Tamlin
“Signora, lascia stare!
V
Con che diritto raccogli la rosa, la rosa?
Con che diritto spezzi il ramo?
Con che diritto vieni al bosco di  Carterhaugh
senza il mio permesso?”
VI
“Ma Carterhaugh non è vostro
e di rose ce ne sono molte
vado e vengo a mio piacimento
senza chiedere il vostro permesso”
VII
E lui la prese per la mano
la prese per la manica
e fece stendere quella dama giù
tra le rose rigogliose
VIII
La prese per il braccio
e la prese per l’orlo
e fece stendere quella dama giù
tra le rose rosse
IX
C’erano 24 belle dame
che ricamavano
e Vanna tra di loro
con il viso pallido come latte
X
E 24 cavalieri
giocavano a scacchi
e Vanna tra di loro
verde come l’erba
XI
Allora parlò suo padre
calmo e gentile
“Oh ahimè figlia mia
temo che aspetti un bambino
XII
E’ di un uomo di valore
o di un uomo ricco
o chi tra i miei nobiluomini
darà a tuo figlio il suo nome?”
XIII
“Oh padre, se avrò un bambino
solo questo ti dirò
non c’è nessuno tra i tuoi nobili
che io vorrò sposare.
XIV
Padre, se avrò un bambino
io sola ne porto il biasimo
non c’è nessuno tra i tuoi nobili
che darà il suo nome al bambino”
XV
Lascia cadere il ricamo a terra
e l’ago ai piedi ed è andata al (bosco di) Carterhaugh
più veloce che poteva
XVI
E’ tra la malerba tra i rovi (2)
quando nuovamente appare Tamlin
“Signora non prenderne di più
XVII
Con che diritto raccogli la rosa avvelenata?
Con che diritto spezzi il ramo?
Con che diritto fai del male al bambino che ho fatto con te?”
XVIII
“Oh io raccoglierò la rosa Tamlin
e spezzerò il ramo
ma non terrò il bambino
che hai fatto con me!”
XIX
“Se tu fossi un gentiluomo
e non un’ombra oscura (3)
lo cullerei nelle notti d’inverno
e nei giorni d’estate”
XX
“Allora tienimi tra le tue braccia
se vorrai conquistare il mio amore
e tienimi stretto e non temere
sarò un gentiluomo
XXI
ma prima mi muterò tra le tue braccia in un lupo selvatico
tienimi stretto e non temere
sono il tuo vero amore
XXII
mi muterò tra le tue braccia in un orso selvatico
tienimi stretto e non temere
sono tuo marito amore
XXIII
mi muterò tra le tue braccia in un leone fiero
tienimi stretto e non temere
e tu amerai il tuo bambino”
XXIV
E prima si mutò tra le sue braccia in un lupo selvatico
lei lo tenne stretto e non ebbe paura di lui che era il suo vero amore
XXV
E poi si mutò tra le sue braccia in un orso selvatico
lei lo tenne stretto e non ebbe paura di lui che era il suo caro marito
XXVI
E poi si mutò tra le sue braccia in un fiero leone
lei lo tenne stretto e non ebbe paura del padre di suo figlio
XXVII
E poi si mutò tra le sue braccia in un uomo nudo
lei lo avvolse nel suo mantello così caldo (4) e lo riportò a casa

NOTE
1) La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
2) oltre ad essere descritto il bosco invernale si pone l’accento sulle erbe abortive che Vanna è andata a cercare
3) Tam Lin è descritto come “wild shade” una creatura pericolosa, selvaggia ma anche folle, non umana o sotto un incantesimo; in questa versione non entra in scena la regina delle fate ma, come in Bella e la Bestia, la donna riconosce attraverso il mostro (lupo, orso e leone) il vero amore. Nell’abbraccio mostruoso (equivalente al bacio del vero amore) si rompe l’incantesimo, l’eroina supera la prova e conquista (nobilita) il suo uomo. A leggere tra le righe l’amore femminile doma la bestia selvaggia racchiusa nell’indole maschile..

Peter Nevis

4) l’uomo stremato dalle trasformazioni appare nudo e fragile ed è come rinato!

Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005) Una variante più mistica e un po’ “creepy”


I
What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.
II
He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
III
A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well
V
And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell
VI
And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself
VII
This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide
VIII
So gloomy gloomy was the night
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae
IX
And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone
Tradotto da Cattia Salto
I
“Con che diritto raccogli le rose Vanna
Con che diritto spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh
senza chiederti il permesso (1)!”
II
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso.
III
“Non ti voglio mentire Vanna
ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere
ed amava la caccia.
V
E in un giorno freddo e gelato
giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò
per abitare nella collina verde
VI
Ma quando scadono sette anni (2)
si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.
VII
Questa è la Notte dei santi, Vanna
quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca
devi aspettare alla croce (3).
VIII
Così tenebrosa era la notte (4)
e lugubre il cammino
mentre Vanna nel suo mantello verde (5) andava in cerca della croce.
IX
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
1) in questa versione la fanciulla si comporta in modo insolente ed entra nel greenwood ossia nel bosco sacro senza chiedere il permesso delle fate; la sua imprudenza viene ripagata con la violenza di Tam lin che la prende senza il suo consenso.
2) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, probabilmente è un rferimento ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
3) Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk
4) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino
5) il mantello verde è una costante della storia perchè è uno strumento di potere, con il mantello l’uomo afferma il suo possesso sulla donna (e le viene messo sulle spalle nel matrimonio medievale) così cedendo il suo mantello la donna si sottomette all’uomo

(ASCOLTA la versione registrata in studio) Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is there
I
Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to Carterhaugh
just as fast as she can go
II
She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!’
III
How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods/Without asking leave of me?’
IV
Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’
V
Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin/She looks the young man in the eye and knows him now for young Tam Lin.
refrain
VI
Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.
VII
All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes
VIII
Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.”
IX
Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.
X
Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’
refrain
XI
Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.
XII
But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her
XIII
Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,/alas, when I was but a child.’
XIV
My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.’
XV
Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well’
XVI
But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’
refrain
XVII
Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”
XVIII
But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?’
XIX
‘First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.’
XX
They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father
XXI
‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child
XXII
‘At last they’ll change me in your arms into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.
refrain
XXIII
‘Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.
XXIV
The heavens dressed in baleful black and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.
XXV
Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent/she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went
XXVI
Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.
XXVII
And first rode by the night black steeds and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.
XXVIII
They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.
XXIX
Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.
XXX
Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.
XXXI
Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’
refrain
XXXII
Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.
Tradotto da Cattia Salto
ritornello
Proibisco a tutte voi  fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli
di andare a Carterhaug
che dal giovane Tam Lin è abitato!
I
Vanna si annoda la veste verde
appena sopra al ginocchio
ed è andata a Carterhaugh
correndo più svelta che può.
II
Venne alle rose che crescevano selvatiche, colse una sola rosa
quando un giovane appare e grida: “Signora, lascia stare!
III
Come osi cogliere le mie rose,
come osi spezzare i miei rami.
Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”
IV
La Bella Vanna risponde “Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”
V
Pieno di spavalderia lui le prende la mano e le guance di lei si arrossano, guarda il giovanotto negli occhi
e ora riconosce il giovaneTam Lin.
ritornello
VI
Vanna si rimbocca la gonna
fino al ginocchio
al castello del padre corre
più svelta che può.
VII
Tutte le dame della corte giocano tra loro come tante roselline,
ma non Vanna che subito sviene verde come l’erba che cresce
VIII
Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Vanna mia cara figlia, credo che tu aspetti un figlio.”
IX
“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto sono da biasimare,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
X
Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita prodigiosa perché ti giuro che non è il risultato di un mortale sulla terra.”
ritornello
XI
Vanna indossò il suo vestito verde quando erano passati nove mesi
e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.
XII
Ma Tam Lin non si trova
e Vanna è disperata
sul tappeto della foresta si accascia
e rapido il suo amore la prende
XIII
Vanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi rapì
ahimè, quando ero ancora bambino
XIV
Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Regina delle Fate quando caddi da cavallo
XV
Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene
XVI
Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.
ritornello
XVII
Questa è la notte dei Santi
e la corte fatata cavalcherà,
colei che vuole conquistare il vero amore alla Croce del Mulino deve aspettare.”
XVIII
Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti
tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”
XIX
“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù il cavaliere
XX
Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una orribile vipera
ma stringimi senza temere,  sono il padre del tuo bambino.
XXI
Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone feroce
ma stringimi senza temere, sono il padre del tuo bambino.
XXII
Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere nudo
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi ben nascosto”
ritornello
XXIII
Così tenebrosa era la notte e lugubre il cammino mentre Vanna nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
XXIV
I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come una tomba, ma Vanna attese al buio per salvare il suo vero amore.
XXV
Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò, infuriò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato
XXVI
Vanna ristette, inamovibile, nella fosca brughiera e più forte suonarono i sonagli mentre la corte fatata a cavallo arrivava
XXVII
E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.
XXVIII
Lo trasformarono tra le sue braccia in bestie e  fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che il suo amore le raccomandò e conquistò il giovane Tam Lin
XXIX
Allora parlò la Regina delle Fate e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi ha preso il miglior cavaliere Corte
XXX
Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e trasformato  in un albero
XXXI
Se avessi saputo, Tam Lin,
prima che questa notte finiva avrei strappato il cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”
ritornello
XXXII
Vanna si legò il mantello verde
sopra il ginocchio e non di più
e via da Carterhaugh
corre più svelta che può.
che mi ricorda un po’ nel ritmo l’arrangiamento degli Steeleye Span (molto bello il video)


I
oh,I forbid you maidens all
that wear gold in your hair.
to come or go by carterhaugh
for young tam lin is there.
II
If you go by carterhaugh
you must leave him a wad.
either your rings or green mantle
or else your maidenhead.
III
she’s away o’er gravel green
and o’er the gravel brown.
she’s away to carterhaugh
to flower herself a gown.
IV
she had not pulled a rosy rose
a rose but barely one.
when by came this brisk young man
says, lady let alone.
V
how dare you pull my rose, madam?
how dare you break my tree?
how dare you come to carterhaugh
without the leave of me?
VI
well may I pull the rose, she said
well may I break the tree.
for carterhaugh it my father’s
I’ll ask no leave of thee.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
VII
he’s taken her by the milk-white hand
and there he’s laid her down.
and there he asked no leave of her
as she lay on the ground.
VIII
oh tell me, tell me, then she said
oh tell me who art thee.
my name it is tam lin, he said
and this is my story.
IX
as it fell out upon a day
a-hunting I did ride.
there came a wind out of the north
and pulled me betide.
X
and drowsy, drowsy as I was
the sleep upon me fell.
the queen of fairies she was there
and took me to herself.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
XI
at the end of every seven years
they pay a tithe to hell.
and I’m so fair and full of flesh
I’m feared ‘twill be myself.
XII
tonight it is good halloween
the fairy court will ride.
and if you would your true love win
at miles cross, you must bide.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
XIII
gloomy was the night
and eerie was the way.
this lady in her green mantle
to miles cross she did go.
XIV
with the holy water in her hand
she cast the compass round.
at twelve o’clock the fairy court
came riding o’er the mound.
XV
first came by the black steed
and then came by the brown.
then tam lin on the milk-white steed
with a gold star in his crown.
XVI
she’s pulled him down into her arms
and let the bridle fall.
the queen of fairies she cried out
young tam lin is away.
XVII
they’ve shaped him in her arms
an adder or a snake.
she’s held him fast and feared him not
to be her earthly mate.
XVIII
they’ve shaped him in her arms again
fire burning bold.
she’s held him fast and feared him not
till he was iron cold.
XIX
they’ve shaped him in her arms
to a wood black dog so wild.
she’s held him fast and feared him not
the father of her child.
XX
they’ve shaped him in her arms at last
into a naked man.
she’s wrapped him in the green mantle
and knew that she had him won.
riff
the queen of fairies she cried out
young tam lin is away.
XXI
had I known, had I known, tam lin
long before, long before you came from home.
had I known, I would have taken out your heart
and put in a heart of stone.
XXII
had I known, had I known, tam lin
that a lady, a lady would steal thee.
had I known, I would have taken out your eyes
and put in two from a tree.
XXIII
had I known, had I known, tam lin
that I would lose, that I would lose the day.
had I known, I would have paid my tithe to hell
before you’d been won away.
tradotto da Cattia Salto
I
Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli (1)
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!
II
Se andate a Carterhaugh
un pegno dovete lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la vostra verginità.
III
Lei scappò sul sentiero verde
e sul sentiero di terra
scappò a Carterhaugh
per decorare di fiori il vestito
IV
Aveva appena colto una rosa
una rosa soltanto
quando questo bel giovane appare e dice: “Donna, lascia stare!
V
Come osi cogliere le mie rose, signora come osi spezzare i miei rami?
Come osi venire a Carterhaugh
senza il mio permesso?”
VI
“Io posso cogliere le rose
e posso spezzare i rami
perchè carterhaugh è di mio padre
e non ti chiederò il permesso”
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
VII
Le prende per la bianca mano
e la stende a terra
e là non le chiede il permesso
mentre giace a terra
VIII
“Dimmi oh dimmi
dimmi il tuo nome”
“Il mio nome è Tam Lin
e questa è la mia storia
IX
Accadde un giorno
che cavalcavo per la caccia,
venne un vento dal nord
e mi trascinò
X
e intontito come ero
cadde su di me il sonno
la regina delle fate era là
e mi prese con se
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
XI
Alla fine di ogni sette anni
si paga un tributo all’inferno
e io sono così bello e forte
che temo che toccherà a me
XII
Stanotte è la notte di Halloween
e la corte fatata cavalcherà
e se vuoi conquistare il tuo vero amore alla Croce devi aspettare
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
XIII
Tenebrosa era la notte
e scura era la strada
questa dama nel suo mantello verde
andò alla Croce
XIV
Con l’acqua santa in mano
posò la bussola
a mezzanotte in punto la corte fatata venne a cavallo dal tumulo
XV
Per primo passò il destriero nero
e poi quello baio e quindi Tam Lin sul destriero bianco
con una stella dorata sulla corona
XVI
Lei lo tirò giù tra le sue braccia
e fece cadere la briglia
gridò la regina delle Fate
“Il giovane Tam lin è scappato”
XVII
Si trasformò tra le sue braccia
in una vipera o un serpente
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo era il suo compagno umano
XVIII
Si trasformò tra le sue braccia ancora in un feroce fuoco ardente
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo finchè divenne freddo ferro
XIX
Si trasformò tra le sue braccia in un cane nero del bosco e selvaggio
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo era il padre di suo figlio
XX
Si trasformò tra le sue braccia infine in un uomo nudo
e lei lo avvolse nel mantello verde e seppe di averlo conquistato
riff
gridò la regina delle Fate
“Il giovane Tam lin è scappato”
XXI
“Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin molto tempo prima quando arrivasti da casa
se avessi saputo ti avrei cavato il cuore
e messo un cuore di pietra
XXII
Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin che una dama, una dama ti avrebbe rubato, se avessi saputo ti avrei cavato gli occhi
e messi due di legno
XXIII
Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin che ti avrei perduto che ti avrei perduto un giorno, se avessi saputo avrei pagato il mio tributo all’inferno
prima che fu sia stato conquistato”
NOTE
1) era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)FONTI
http://tam-lin.org/versions/mitchell.html
http://tam-lin.org/versions/baebes.html

JANET & TAM LIN

Child Ballad #39

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)

Vanna e Tam Lin, Jill Karla Schwarz

VERSIONE CHILD#39

Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente accadeva nell’antichità. Rispetto alla storia narrata nel post precedente (prima versione Fireport Convention qui) si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet (in italiano Giovanna ma anche Vanna): lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nel suo castello in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia. In Primavera però sente il richiamo del Bosco e inoltrandosi nella parte più nascosta e oscura incontra Tam Lin, il guardiano di un pozzo sacro. Janet non si limita a cogliere le rose e ritorna più volte al pozzo e al suo innamorato.
Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la fanciulla non vuole dire il nome del padre e rifiuta il matrimonio riparatore. In questa versione invece ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, senonchè Tam Lin le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango e di essere diventato Elfo per un capriccio della Regina delle Fate.

ASCOLTA Ewan MacColl Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica). Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.


I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose/As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair/A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.
There were fowre-and-twenty ladies fair/A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.
Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”
“O Haud   yer tongue, ye old grey knicht/And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.”
Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”
“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.
Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie.
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.””Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”
“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee?”
“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.
Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.
The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.
The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win/At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? ”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad  to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.
First put me in a stand o’ milk
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.”
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by/ She let them gang their way
But the third company that passed her by/Then he was yin o’ they.
She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.
They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.
Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom
Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
“O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”
Traduzione parzialmente presa da vedi
Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli (1)
di venire o andare a Carterhaugh (2)
che il giovane Tam Lin vi dimora!
Tutte coloro che vanno
a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.
Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!
Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso? (3)”
Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”
La prese per la mano bianca come giglio (4) e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso
Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla (5)
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle.
Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.
Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio, la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.
“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
Accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”
Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che aspetti un bambino.”
“Se aspetto un bambino, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.
Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.
Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.
“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”
“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (6)
“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:
Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;
La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni (7)
si paga un tributo all’Inferno.
Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce. (8)”
“Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?”
“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere (9).
Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.
La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.
Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente,
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo (10) pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.
Prima mettimi in una tinozza di latte (11) poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino”
La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può
La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.
Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.
Lo mutarono nel suo abbraccio
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.
Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo
Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde (12)
e lo nascose alla vista.
Lo mise in una tinozza di latte
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino
Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”
Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”
Vanna e il serpente, Jill Karla Schwarz

NOTE
1) era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)
2) la storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
5) il gioco con la palla è un commonplace delle ballate tradizionali. In questo contesto è un ulteriore rafforzamento della storia in codice narrata; i giocatori sono sempre 24 di numero
6) la donna vuole accertarsi sulla natura di Tam Lin è sempre stata una creatura fatata o prima era un essere umano (battezzato e quindi nella luce della vera fede)?
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
8) Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk (vedi)
9) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità. Il rospo e la palla dorata sono i protagonisti della fiaba/ballata del Principe Ranocchio (vedi)
10) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
11) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
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Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
12) Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

I.
Lady Margaret, Lady Margaret, was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys, to pull flowers to flower her hat.
II.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee/And so nimbly she’d run o’er the ground./And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down..
III.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me?”
IV.
“Well, -she says,-This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man”
V
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,/And he never once asked her leave, me boys..
VI
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw/And all the woods grew dim…
VII
There’s four and twenty ladies all in the land/and they’re all playing at chess./Except it was the Lady Margaret/And she’s green as any glass..
VIII
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys..
IX
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long/And now she goes with child, me dears”
X
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas-said she-But I think I know a herb in the merry greenwood/It’ll twine thy baby from thee, madam”
XI
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,/And then she’s away to the merry greenwood/As fast as she can tear, me boys..
XII
And she hadn’t pulled in the merry greenwood/A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone..
XIII
Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear..”
XIV
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear..
XV
But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me In yonder green hill to dwell, to dwell..
XVI
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear..
XVII
And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love..
XVIII
They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love..”
XIX
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys..
XX
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did…
XXI
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
XXII
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys”
XXIII.
And the very first thing they turned him into/Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,/For he’s the father of her child, me boys,
XXIV
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love..”
XXV
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm…
XXVI
And the very last thing they changed him into/Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
XXVII
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood..”
I.
Lady Margaret, Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco per raccogliere i fiori e decorare il suo cappello, miei cari, di raccogliere i fiori e decorare il suo cappello
II.
E allora sollevò le sottane un po’ sopra al ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami ..
III.
Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”
IV
“Beh, – dice lei -Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare tutti i rami
senza il tuo permesso, mio caro!”
V
E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta le chiese il suo permesso, miei cari
VI
Una volta finito lei cercò
di sapere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco divenne buio..
VII
Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
che è verde come il vetro (l’erba) (1)
VIII
Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
che è pallida e patita..
IX
Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo e adesso aspetta un bambino, miei cari”
X
Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco più folto
che ti farà perdere il bambino, signora”
XI
Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari
XII
E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto le stava il giovane Tambling
dice lui “Margaret, lascia stare..
XIII
Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia?
Per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara?”
XIV
“Allora dimmi, giovane
Tambling – disse lei-
se sei un uomo terreno”
“Non ti mentirò” – dice il giovane Tambling -Sono stato battezzato come te, mia cara
XV
Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù..
XVI
Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara..
XVII
Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo (2) terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
XVIII
Mi trasformeranno tre le tue braccia, signora in molte bestie feroci, ma tieni stretto e non aver paura
perchè è il padre di tuo figlio, mia cara…
XIX
Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli
poi andò al Ponte del Vecchio Mulino più veloce che potè..
XX
Era all’incirca mezzanotte (3) che lei udì le briglie tintinnare e oh, miei ragazzi  le ghiacciò il sangue(4) più di ogni altro suono terreno
XXI
E per primo correva il cavallo nero e poi quello marrone
e poi correva il bianco,
beh lei lo tenne stretto e non ebbe paura perchè è il padre di suo figlio
XXII
Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno la regina delle fate gridò forte”Il Giovane Tambling è fuggito”
XXIII
La prima cosa in cui lo trasformarono
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tenne forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari…
XXIV
La successiva cosa in cui lo trasformarono
fu un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore…”
XXV
E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male.
XXVI
E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:”amor mio ho vinto..”
XXVII
E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci al posto due pezzi di legno..”

NOTE
1) evidentemente un refuso per grass= erba
2) con tutta evidenza si tratta del cavaliere e non del cavallo che la lady deve tenere stretto!!
3) l’ora dei morti
4) letteralmente “le si ghiacciò il cuore” ma in italiano si dice “ghiacciare il sangue”

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Super popolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004

Celtic Sands live
Un pezzo immancabile nelle esibizioni di danza

ASCOLTA Ilse de Ziah

continua
FONTI
http://tam-lin.org/versions/maccoll.html
http://tam-lin.org/versions/briggs.html

LE REPLICHE DI MARION

Una divertentissima ballata tradizionale delle Isole Britanniche (e diffusa un po’ in tutta Europa e in America) ha come tema un marito molto ubriaco che, rientrato a casa, sorprende la moglie a letto con l’amante. Tutto il tono della ballata è però umoristico e manca il finale tragico in cui il cornuto ammazza amante e adultera.
Nella versione inglese il protagonista ogni sera rientra dal pub molto tardi e nota una serie di indizi, sparsi per la casa, che lo inducono a sospettare un tradimento da parte della moglie, ma quest’ultima, approfittando della scarsa lucidità del marito, riesce sempre a cavarsela. (continua prima parte)

LA VERSIONE PIEMONTESE: LE REPLICHE DI MARION

Nell’Alta Italia, Francia e Occitania la ballata segue lo stesso schema se non anche le stesse parole: il marito vede la moglie con l’amante nel giardino (o nel letto) e la interroga chiedendole spiegazioni. Lei si giustifica travisando i fatti: “Chi hai visto era una mia amica, aveva il mento sporco per le more mentre tu credi aver visto una barba.” etc. Quando il marito osserva che non è stagione di more, la moglie risponde che nel loro giardino ce n’erano ancora, ma poi il giardiniere ha tagliato il ramo. Così il marito minaccia di tagliare la testa al giardiniere. Allora la donna cambia tono e diventa mansueta chiedendo “Chi ti farà da mangiare?” “Ne prenderò un’altra più onesta” Ma la donna osserva: sarà così bella come me? (oppure così gentile). Allora il marito preferisce fare la pace.
Nelle versioni franco-provenzali le minacce del marito sono più concrete e violente: l’uomo dice alla donna che le taglierà la testa e la getterà ai cani e le lascia solo il tempo di chiedere perdono al Signore. Tutto sommato quindi anche le versioni celto-romanze come le chiama Costantino Nigra (in “Canti popolari del Piemonte”) hanno tema giocoso, non così nelle versione spagnole in cui il marito come l’onore impone, uccide moglie, amante e talvolta muore egli stesso durante il duello riparatore.
Il Nigra ipotizza una possibile degenerazione del tragico nel comico osservando che è un fatto non raro nella poesia popolare.

ASCOLTA  su Spotify Paola Lombardo, Donata Pinti e Betti Zambruno in “So sol d’amarti alla follia” 2009

ASCOLTA Canzoniere Monferrino (vedi)

Don t’à antacja, duv’a t’ ses stacja? (Ritornello: me bruta Mariun!)
Ant ‘l giardin a coji d’salata. (Ritornello: caro al me mari!)
Mim’chi cà l’era ch’a ti stavi ansema? ” A l’era una dle mie comare.
……
Parchè le done porto la barba
– J’ero le more ch’ la mangiava
An don’t lej sta pianta ad more
– l’è un giardinè su l’à tajala
Cul’ca l’a tajala mi j taj la testa
– pu nen mi dona a fe l’mnestra
Na piorro una un po pi lesta
– N’ pi lesta, ‘n po pi scunciaja.
Anduma a ca che la pas al’ facja.
– La sarà facja an lasj fora
La sarà facja fint’ant ch’la dura
tradotto da Cattia Salto
Dove sei andata e dove sei stata? (Brutta la mia Maria)
Nel giardino a cogliere dell’insalata (marito mio caro)
E chi era quello con cui stavi insieme? Era una delle mie amiche.
Perchè le donne portano la barba? Erano le more che stava mangiando
E dove sta questa pianta di more?
Il giardiniere l’ha tagliata
A chi l’ha tagliata, taglierò la testa!
Non avrai più una donna che ti farà la minestra
Ne prendo un’altra un po’ più svelta. Una più onesta e un più sgarbata (1)
Andiamo a casa che la pace è fatta – Sarà fatta se mi lasci fuori.
Sarà fatta finchè dura (2).

NOTA
1) le versioni testuali riportate dal Nigra non corrispondono a questo testo evidentemente tratto dalla tradizione orale della zona (Monferrato): la parola pronunciata è “scunciaja” nelle altre versioni la donna dice “sarà più onesta ma non così bella come me”
2) l’ultima parola resta alla donna che avverte” la pace è fatta finchè dura!”

FONTI
http://www.piemunteis.it/wp-content/uploads/85.-Le-repliche-di-Marion.pdf

HENRY MY SON

La ballata di Lord Randall parte con buona probabilità dall’Italia (vedi versione italiana), passa per la Germania per arrivare  in Svezia e poi diffondersi nelle isole britanniche.
La ballata raccolta dal professor Child al numero 12 è ampiamente diffusa presso la tradizione popolare e si conoscono numerosissime varianti testuali abbinate ad altrettante numerose melodie. (prima parte)

LA VERSIONE IRLANDESE

Versione tratta dal libretto “100 Irish Songs” con spartito musicale, Soodlum, vol. 2 cantata come una nursery rhyme

ASCOLTA Sons of Erin


ASCOLTA in versione “music hall”
ASCOLTA Pete Seeger che compara le due versioni


I
Where have you been all day,
Henry my son?
Where have you been all day,
my beloved one?
Away in the meadow,
away in the meadow
Make my head I’ve a pain in my head
and I want to lie down
.
II
And what did you have to eat,
What did you have to eat?
Poison beans, poison beans
III
And what colour were them beans,
What colour were them beans,?
Green and yellow, green and yellow (1)
IV
And what will you leave your mother,
What will you leave your mother?
A woollen blanket, a woollen blanket
V
And what will you leave your children,
What will you leave your children?
The keys of heaven, the keys of heaven
VI
And waht will you leave your sweetheart,
What will you leave your sweetheart?
A rope to hang her, a rope to hang her..(2)
Tradotto da Giordano Dall’Armellina
I
“Dove sei stato tutto il giorno,
Enrico figlio mio?
Dove sei stato tutto il giorno,
mio amato?»
«Via nei prati,
via nei prati.
Fammi il letto, ho mal di testa
e voglio stendermi.»
II
«E che cosa avesti da mangiare?
che cosa avesti da mangiare?»
«Fagioli avvelenati.»
III
«E di che colore erano quelli fagioli?
di che colore erano quelli fagioli?»
«Verdi e gialli (1).»
IV
«Che cosa lascerai a tua madre
cosa lascerai a tua madre?»
«Una coperta di lana.»
V
«Che cosa lascerai ai tuoi figli
cosa lascerai ai tuoi figli?»
«Le chiavi del paradiso.»
VI
«Che cosa lascerai al tuo amore
cosa lascerai al tuo amore?»
«Una corda per impiccarla (2).»

NOTE
1) È probabile che le anguille non fossero molto conosciute in Irlanda. Così sono i fagioli ad essere velenosi (Dall’Armellina traduce beans come “palline”). Significativa è la scelta della colorazione di questi strani fagioli: il verde e il giallo sono i colori del tradimento e questa credenza arriva dai dipinti del Medioevo. L’oro nel XIII secolo era il colore della luminosità trascendente, cornice ideale delle figure sacre, il giallo invece ne era la brutta imitazione, privo delle qualità materiali e morali dell’oro. Così il giallo era percepito come colore negativo e la coppia cromatica giallo/verde indicava la follia. Di giallo sono dipinti i traditori come Giuda o più in generale gli ebrei e i musulmani (in molte città italiane durante il rinascimento le prostitute erano obbligate a vestirsi di giallo e a Venezia gli ebrei dovevano cucire un cerchio giallo sul vestito)
2) il lascito di Enrico è ben misero forse a rispecchiare una diffusa povertà all’epoca in cui la ballata era cantata. Anche nelle versioni regionali italiane alla dama viene lasciata la corda perchè venisse impiccata.

FONTI
http://www.as-it-was.co.uk/SupaNames/Ballads/henry.htm

LADY DIAMOND AND HER CRUEL FATHER

L’amore contrastato dalle famiglie con finale tragico  era uno dei temi favoriti nei racconti e nelle ballate medievali.
Mentre in Romeo e Giulietta il motivo del contrasto è dovuto ad una rivalità di lunga data tra le due famiglie, quello ben più comune era la differenza di ceto sociale tra i due innamorati.
Nell’Alto Medioevo non era insolito per un guerriero audace conquistare terre e regni con la spada e il cuore, ma man mano che le dinastie si assestavano dopo le ondate di genti barbare che si spartirono quello che restava dell’Impero Romano, non era più così semplice per un figlio di nessuno “fare carriera” nelle file della Nobiltà (anche se c’erano sempre le prebende alle cortigiane di letto del re con tanto di titoli nobiliari assegnati anche ai loro compiacenti mariti e famigliari..)

Child ballad #269

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY DIAMOND

In Scozia la principessa innamorata si chiama Diamond (Daisy, Dysmal, Dysie) e il suo Principe Azzurro è solo uno sguattero delle cucine, perciò il loro amore non può che concludersi tragicamente. La fanciulla è pure manifestamente incinta: nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze).
In questa storia il personaggio cardine è piuttosto il Re che ama la figlia in modo quasi morboso e vendica il suo onore con l’uccisione del rivale. Poi in alcune versioni si pente per aver causato indirettamente la morte anche della figlia, morta di crepacuore o di veleno! La ballata è riportata dal professor Child al numero 269 e trascritta in cinque versioni; come spesso accade per le ballate le melodie abbinate ai testi non sono univoche.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984, riporto il commento molto “scottish humor” nelle note di copertina:”It is a little difficult to categorize this song.  Probably the easiest way out is to call it a song of medieval Scottish birth control. There were two methods of this – the first, very safe, was abstention; the second, not safe at all due to it’s occurance after the deed was done, was to kill the man involved.  This ensured he didn’t do it again. Strangely enough, this song comes from a region of Scotland where the population has remained the same for 200 years. Every time a child is born, a man leaves town.”

LADY DYSIE
I
There once was a King, a very great King/ a King o’ muckle fame
He had a lovely dochter fair
Lady Dysie was her name
And word’s gane up, and word’s gane doon/ And word’s gane tae the King
Lady Dysie she gans richt round about/And tae whom they dinnae ken
II
When bells were rung and mass was sung
And they’ve a’ gan tae their rest
The King’s gan tae Lady Dysie’s bower/ And he wasnae a welcome guest/ He’s pu’d the curtains round about/ And there he sat him doon
“Gae tell me Lady Dysie he said
What gars ye gan sae roon?
III
Is it tae a Lord or tae a Laird
Or a Baron o’ high degree?
Gae tell me Lady Dysie -he said-
And I pray thee dinnae lee”
“Oh it’s no’ tae a Lord and it’s no’ tae a Laird/ Nor tae onie Barony
But it’s tae Roger the kitchen boy
Wha ca’s sae aye tae me”
IV
He’s ca’d his merry men oot by one
By one, by twa, by three
And last came Roger the kitchen boy
And he’s dashed him tae a tree
And he’s ta’en oot that bonnie boy’s heart/ Pit it in a cup of gold
And he’s sent it tae Lady Dysie’s bower
Because she’s been sae bold
V
“Fareweel Faither, Fareweel Mither
Fareweel tae comfort and joy
He died for me, I’ll die for him
Though he was but a kitchen boy
Fareweel Mither, Fareweel Faither
Fareweel my brithers three
Ye thocht ye had taken the life o’ yin
But ye’ve taken the lives o’ three”
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era un re ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Dysie si chiamava.
Una voce correva in lungo e in largo
e la voce arrivò fino al Re
che lady Dysie era incinta
ma nessuno sapeva di chi.
II
Quando le campane suonarono e la messa fu cantata
e tutti erano andati in pace
il Re andò nella stanza di Lady Dysie
come ospite non invitato
Tirò tutte le tende
e si mise a sedere
O dimmi Lady Dysie, chi ti ha messo incinta?
III(1)
E’ stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango?
Dimmelo adesso Lady Dysie
e ti prego di non mentire
Non è stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango,
ma è stato Roger, il servo delle cucine
che motivo avrei di mentire?
IV
Mandò a chiamare tutti i suoi uomini fedeli ad uno ad uno
e alla fine venne Roger lo sguattero
ed essi lo legarono ad un albero:
allora il re cavò il cuore del ragazzo (2)
e lo mise in una coppa d’oro (3)
e la mandò nella stanza di Lady Dysie
che era stata così audace
V
Addio Padre, addio Madre.
Addio a tutto il piacere e alla gioia
lui è morto per me e io morirò per lui(4)
anche se era solo uno sguattero.
Addio Madre, addio Padre.
addio cara famiglia
perchè voi credevate di aver preso la vita di uno invece avete preso la vita di tre

NOTE
1) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury, che pure racconta della storia d’amore tra una principessa e un servitore, ma il protagonista potrebbe essere nientemeno che Giacomo V di Scozia sotto mentite spoglie che si innamora di una delle figlie del re di Francia (vedi). Qui invece si tratta di uno sguattero, un umile servo che lavorava nelle cucine al grado più basso
2)   Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
3) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
4) la fanciulla sembra morire di crepacuore, il Boccaccio nella sua novella Ghismunda invece aggiunge dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve.
Nel dipinto del senese Bernardino Mei, “Ghismonda con il cuore di Guiscardo” si intravede la pazzia insinuarsi negli occhi della fanciulla!
bernardino-mei

ASCOLTA Rachel Newton in Shadow Side 2012


I
There was a king, a glorious king,
a king of noble fame,
And he had daughter only one,
Lady Diamond was her name.
II
He had a boy, a kitchen boy,
a boy of muckle scorn.
She loved him long,
she loved him aye,
til the grass o’ergrew the corn.
III
It fell upon a winter’s night,
the king could get no rest.
He came onto his daughter dear,
just like a wandering ghost.
IV
He came unto his daughter dear,
pulled back the curtains long.
“What aileth thee, my Diamond dear,
I fear you’ve gotten wrong.”
V
“Oh, if I have, despise me not,
for he is all my joy.
I will forsake both dukes and earls
and marry your kitchen boy.”
VI
“Oh, bring to me my merry men all,
by thirty and by three.
And bring to me my kitchen boy,
we’ll murder him secretly.”
VII
Not a sound into the hall
and ne’er a word was said
Until they had him safe
and sure between two feather beds.
VIII
“Now cut the heart from out of his breast, put it in a cup of gold,
And present it to my Diamond dear,
for she was both stout and bold.”
IX
“Oh, come to me, my hinny, my heart,
oh, come to me my joy.
Oh, come to me, my hinny, my heart,
my father’s kitchen boy.”
X
She took the cup from out of their hands,/ set it at her bed head,
Washed it with tears that fell from her eyes;
next morning she was dead.
XI
“Oh, where were you, my merry men all, when I gave meat and wage,
That you didn’t stay my cruel hand
when I was in a rage?
XII
“For gone is all my heart’s delight,
oh, gone is all my joy,
For my dear Diamond, she is dead,
likewise my kitchen boy.”
Tradotto da Cattia Salto *
I
C’era un re ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia,
Lady Diamond si chiamava.
II
Aveva un servitore, lo sguattero delle cucine, un ragazzo di poco conto (1).
E lei lo amava da lungo tempo e lo amava davvero finchè l’erba crebbe al posto del grano (2)
III (3)
Accadde in una notte d’inverno(4)
che il re non riusciva a riposare
e andò dalla cara figlia
come un fantasma errabondo.
IV
Andò fino dalla cara figlia
tirò le lunghe  cortine “Che ti accade cara Diamond? Temo che tu ti stia comportando male
V
«Oh se così fosse non mi rimproverate,
perchè lui è tutta la mia gioia;
e rinuncerò a duchi e conti
per sposare il vostro cuciniere.»
VI
«Portatemi tutti i miei uomini fedeli a trenta e a tre per volta.
portatemi quello sguattero,
lo uccideremo in segreto.»
VII
Non si udì un rumore nel castello e nemmeno una parola fu detta fino a quando lo presero di soppiatto tra due le coltri di piume. (5)
VIII
Cavategli il cuore dal petto (6) e mettetelo in un coppa d’oro
e portatelo alla mia cara Diamond
perchè fu coraggiosa e audace”
IX
«Oh vieni da me amore mio e cuore mio, vieni da me gioia mia,
vieni da me, amore mio, cuore mio,
il servo della cucina di mio padre»
X
Lei prese la coppa dalle loro mani
e la mise al capezzale del letto
lavò (il cuore) con lacrime che le sgorgavano dagli occhi
e il mattino dopo era morta (7).
XI
«Oh dove eravate, miei buoni uomini 
che prendeste sia carne che paga?
perchè non avete trattenuto la mia mano crudele quando ero infuriato?
XII
Morta è la delizia del mio cuore
morta è tutta la gioia mia
poiché la mia bella Diamond è morta
a causa di uno sguattero.»

NOTE
* dalla traduzione di Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
1) voluto contrasto tra la grande nobiltà del re e la pochezza di rango del ragazzo, quello di livello più basso tra gli addetti alle cucine
2) che il grano sia mietuto non è solo una informazione temporale, il passaggio dall’estate all’autunno, ma soprattutto un presagio di morte. Come osserva Giordano Dall’Armellina “..allegoricamente, il grano (l’amore) è stato tagliato per impedirgli di crescere oltre e rimane solo l’erba (la morte). Inoltre il menestrello, informandoci che il ragazzo è di infima condizione ci prepara all’ineluttabilità dei fatti.”
3) viene saltata la strofa in cui si fa esplicito riferimento alla gravidanza della dama

When twenty weeks were gone and past
Then she began to greet
For her petticoat grew short before
And her stays they would not meet
Traduzione
(Quando venti settimane passarono,
allora cominciò a piangere
poiché la sua gonna si accorciava
e i suoi corsetti non si allacciavano più.)

4) il gelo dell’inverno sta a simboleggiare il gelo che scende nel cuore del Re ancora più adirato per la contaminazione del sangue nobile della fanciulla con quello plebeo del servitore. Ancora dalle parole di Giordano Dall’Armellina ” Nella strofa il cantore ci fa capire che siamo in inverno, che secondo il calendario celtico comincia nella notte di Halloween. Il frutto dell’amore dei due giovani è stato concepito all’inizio dell’estate celtica, ovvero nel mese di maggio, il mese dell’amore. Ora siamo però in inverno, il re è posseduto dagli spiriti maligni dei morti propri della notte di Halloween e si aggira come un fantasma. E’ accecato dall’odio e non può vedere la bellezza dei frutti estivi. 
5) il ragazzo viene preso nel sonno di modo che sia impedito ogni tentativo di fuga
6) Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
7) la fanciulla nella ballata sembra morire di crepacuore, manca la strofa in cui si descrive il suicidio per mezzo del veleno bevuto dalla coppa in cui era stato riposto il cuore.

FONTI
Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
https://medievalbilingualengland.wordpress.com/2015/09/08/quistrouns-and-knaves-the-kitchen-servants-of-medieval-england/

http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/ladydiamond.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/ bamepec/multimedia/saggio5.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_269 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/ladydysi.htm

MORU SARASIN

La storia di King Horn, con tutte le varianti in forma di ballata (Hind Horn Child ballad # 17), romanzo cavalleresco in rima, novella o fiaba è conosciuta in tanti paesi europei. In Spagna diventa El Conde Dirlos, in Germania Der edle Moringer,  nel sud della Francia la ballata provenzale Escriva e in Piemonte il Moro Sarazin.

Costantino Nigra descrive così i lineamenti comuni a tutte le lezioni: “una giovane si marita, tanto giovane che non sa vestirsi. Lo sposo la lascia e va alla guerra. Dopo sette anni ritorna, picchia alla porta e chiede della moglie. La madre risponde: «non è più qui; fu presa dai Mori Saracini». Lo sposo dice che andrà a cercarla, sapesse di morire. Vestito da pellegrino va a chieder limosina al castello del Moro. La donna lo riconosce e fugge con lui a cavallo. Il Moro si lagna. L’ha mantenuta sette anni e intatta!” (Nigra 1957: 257).

LA VERSIONE PIEMONTESE

Bel galante si marida
tan lontan fòra ‘d pais,
s’a l’ha pià na sposa giovo
che si seva gnanch vestì.
Bel galant l’é andà a la guèra,
për set agn na torna pì
e la pòvera Fiorensa
l’é restà sensa marì.
– O la mama dla mè mama,
‘v racomand la mia mojé.
S’i torn nen da sì a set ani
voi tornela a maridé. –
A la fin de li set ani
bel galant s’a l’é rivà.
– O la mama dla mè mama,
Fiorensa dova l’é ‘ndà? –
Soa mama da la finestra:
–Fiorensa a-i é pa pì.
Fiorensa l’é stàita robeja,
l’é dal Mòro Sarasì. –
– O campemi giù la speja,
cola dal pomel an d’òr.
Veuj andé trové Fiorensa
ch’i dovèiss murì s’ na stra. –
Quand l’é stàit metà la strada
pòch lontan da sò castel,
l’ha vëddù tre lavandere
ch’a lavavo sò fardel.
– Mi vi dig, tre lavandere,
di chi l’é col bel castel? –
– Col castel, coma ‘s domanda?
L’é dël Mòro Sarasì.–
O tòn tòn, pica la pòrta:
– O Fiorensa, vnì durvì,
o venì durvì, Fiorensa,
ch’a-i é ‘d gent dël vòst pais. –
– O com é ch’a podrà d’essi sì
dla gent dël mè pais
ch’a-i é gnanch le rondanin
e ch’ l’han ël vòl così gentil? –
– Fé limòsna, ‘n pò ‘d limòsna
a sto póver piligrin. –
An fasendje la limòsna a-j j’ha vist sò anel al dil.
– O monté, monté, voi bela, o monté sël caval gris –
– Steme alegre, mie creade, mi ‘m na torno a mè pais. –
Quand son stàit a metà strada, scontro ‘l Mòro Sarasì.
O s’a l’han bassà la testa, ognidun fà ‘l sò camin.
Bel galante si sposa
lontano dal suo paese,
si è preso una moglie giovane
che non sa neppure vestirsi (1).
Bel galante è andato in guerra,
per sette anni non torna più,
e la povera Fiorenza
è rimasta senza marito.
– Oh mamma, madre mia
vi raccomando la mia sposa,
se non torno entro sette anni,
fatela risposare. –
Alla fine dei sette anni
bel galante è arrivato:
– Oh mamma, madre mia
Fiorenza dov’è andata? –
La madre dalla finestra:
– Fiorenza non c’è più,
Fiorenza è stata rapita
dal Moro Saracino.
– Gettatemi la spada,
quella col pomello d’oro;
voglio ritrovare Fiorenza,
dovessi morire per strada. – Quando è stato a metà strada (2),
poco lontano dal suo castello,
ha visto tre lavandaie
che lavavano le loro lenzuola:
– Io vi dico, tre lavandaie (3),
di chi è quel bel castello?-
– Quel castello, c’è da chiederlo?
è del Moro Saracino. –
Ton, ton, batte alla porta:
– O Fiorenza, venite ad aprire
venite ad aprire Fiorenza
ché c’è gente del vostro paese. –
– Come potrebbe esserci
gente del mio paese,
se non ci sono neppure le rondinelle dal volo così gentile? –
– Fate l’elemosina, un po’ d’elemosina a questo povero pellegrino (4). –
Facendogli l’elemosina ha visto il suo anello al dito.
– O montate, voi bella, sul cavallo grigio. –
– Statemi allegre, mie damigelle, me ne torno al mio paese. –
Quando sono stati a metà strada, incontrano il Moro Saracino.
Hanno abbassato la testa e ognuno per il suo cammino.

NOTE
1) è risaputo che l’ambito paesano è sempre diffidente nei confronti della gente che viene da fuori, con usi e costumi diversi, così la sposa “foresta” è criticata non tanto per la giovane età quanto per la sua diversità culturale
2) è una tipica espressione ballatistica che indica come la storia sia a una svolta
3) le tre donne richiamano i tre aiutanti magici delle fiabe che sostengono l’eroe nella sua impresa. Svolgono nella ballata il ruolo di informatori come per il mendicante nelle versioni britanniche di Hind Horn
4)  l’eroe è travestito ed è  solo grazie all’anello, presumibilmente un dono della donna prima della partenza per la guerra (broken token) che avviene il riconoscimento.

LA VERSIONE PROVENZALE

Escriva (la piemontese Fiorenza)  è la giovane e inesperta sposa rapita dal Saraceno perchè il marito l’ha lasciata sola per andare in guerra. Quando l’eroe ritorna dalla guerra (dopo i canonici sette anni) riparte alla ricerca della moglie e la trova nel castello del Moro Saraceno. Sotto mentite spoglie di pellegrino si avvicina alla donna e si fa riconoscere

ASCOLTA Alberto Cesa & Canto Vivo


Guilhaumes se marida,
Guilhaumes tan polit
La pren tan joveneta
que se sap pas vestir
Lo ser la desabilha,
l’abilha lo matin
E la balha a sa maire
per la i far noirir.
Guilhaumes part en guèrra
per la daissar grandir
Al cap de sèt annadas,
es tornat al pais
S’en va tustar a sa pòrta:
“Escriveta, durbis !”
Sa maire a la fenèstra respon:
“N’es plus aici
Los Moros te l’an presa,
los Moros Sarrasins”
“Trovarai Escriveta
quan sauriài de morir !”
Rencontra de lavairas,
lavaban linge fin
“Digatz, digatz, lavairas,
qu’es lo castèl d’aicì ”
“Es lo castèl del Moro,
del Moro Sarrasin”
“Consì que se pòt faire
per i dintrar, consì ?”
“Abilhatz-vos en fòrma
de paure pelegrin
Demandaretz l’almoina
tot lo long del camin”
Tot en fasent l’almoina,
reconei son marit
“Dintra dins l’escuriera,
sela lo bèl rossin !
Ieu monti dins ma cambra,
de serga me vesti.”
E del còfre del Moro,
prenguèt l’aur lo plus fin
“Escriveta es partida,
delial de pelegrin!
De tot l’aur que n’empòrta,
farià la mar lusir !”
Sèt ans ieu l’ ai noirida
de bon pan, de bon vin,
Sèt raubas l’i ai crompadas,
de seda, de satin.”
“Se sèt ans l’as noirida,
al diable, Sarrasin !
Era la mia femneta,
la flor de mon pais.”
Tradotto da Cattia Salto
Guglielmo si sposa
Guglielmo tanto gentile
la prende così giovane
che non si sa nemmeno vestire (1).
La sera la spoglia
la veste al mattino
e la dà in balia a sua madre
per farla nutrire.
Guglielmo parte per la guerra
per lasciarla crescere
e dopo sette anni
ritorna al paese.
Va a bussare alla porta
“Escriveta apri!”
Sua madre dalla finestra risponde
“Non è più qui
se la sono presa i Mori
i mori saraceni”
“Troverò Escriveta
dovessi morire!”
Incontra le lavandaie (2)
che lavano le lenzuola
“Ditemi, ditemi lavandaie
di chi è questo castello?”
“E’ il castello del Moro,
del Moro saraceno”
“Cosa posso fare
per entrarci?
“Vestitevi come
un povero pellegrino
e chiedete l’elemosina
lungo il cammino”
Mentre fa l’elemosina
riconosce suo marito (3)
“Dentro alle scuderie
sella il bel baio!
Salgo in camera
a vestirmi da serva”
Dal tesoro del Moro
prende l’oro zecchino
“Escriveta è partita,
traditore di un pellegrino!
Con tutto l’oro che si porta
può far brillare il mare!
Sette anni l’ho nutrita
con buon pane, di buon vino
sette abiti le ho comprato
di seta e di raso”
“Se l’avete nutrita per sette anni,
al diavolo Saraceno (4)!
Era la mia donna,
il fiore del mio paese!”

NOTE
1) nella versione provenzale la sposa è poco più di una bambina, ci troviamo di fronte ad un matrimonio combinato da famiglie d’alto lignaggio
2)  Le lavandaie  rappresentano i tre aiutanti magici delle fiabe che sostengono l’eroe nella sua impresa. Svolgono nella ballata il ruolo di informatori come per il mendicante nelle versioni britanniche di Hind Horn, in questa versione sono loro a suggerire l’espediente del travestimento
3) il riconoscimento della donna è immediato, non è necessario il tramite dell’anello
4) il Sacaceno viene “sconfitto”

ASCOLTA Mourres de Porc in una versione ancora più condensata


Guilhem se marida,
Guilhem es tant polit. (bis)
Se la se pren tròp joine
se sauprà pas vestir. (bis)
Guilhem vai a la guèrra,
servir lo rei Lovís. (Bis)
E dins sèt ans tornèt,
au sen de son paїs. (bis)
Se’n vai tustar a la pòrta:
“Escriveta dobrís!” (bis)
Sa maire faguèt responsa:
“Escriveta i es pas! (bis)
Los mòros te l’an presa,
los mòros sarrasins. (bis)
-Ieu l’anarai ben quèrre,
quite de lai morir ! (bis)
Farai faire una barqueta
li me metrai dedins. (bis)
Sus l’aiga correrai
en païs sarrasin! » (bis)
Escriveta de la fenèstra
ie gita un bèl ardit. (bis)
“Piètre aumòna Madama
siám dau meme païs. (Bis)
-Coma aquò pòu èstre,
que siáguèm dau meme païs.
I a que las girondèlas
que son per tot paїs ! ». (Bis)
“Se vos siátz l’Escriveta,
ieu siáu vòstre marit. (Bis)
“Se vos siátz mon marit,
anatz atalar lo rossin. (Bis)
Tradotto da Cattia Salto
Guglielmo si sposa
Guglielmo tanto gentile
la prende così giovane (1)
che non si sa nemmeno vestire.
Guglielmo parte per la guerra
a servire il Re Luigi
e dopo sette anni
ritorna al paese.
Va a bussare alla porta
“Escriveta apri!”
Sua madre risponde
“Non è più qui
se la sono presa i Mori
i mori saraceni”
“Troverò Escriveta
dovessi morire!
Mi farò fare una barchetta
e mi metterò dentro
sull’acqua correrò
fino al paese dei saraceni!”
Escriveta alla finestra
getta un bel Hardi
“Fate l’elemosina madama
siamo dello stesso paese”
“Come è possibile
che siamo dello stesso paese
se solo le rondinelle
sono di tutti i paesi?”
“Se voi siete Escriveta
io sono vostro marito”
“Se siete mio marito
andate a sellare il baio!”


ASCOLTA
su Spotify Dòna Bèla ovvero Maurizio Martinotti e Renat Sette
L’Escriveta – Moru Sarasin uniscono la versione provenzale con quella piemontese seppure con testo diverso da quelli presentati

FONTI
http://www.persee.fr/doc/roma_0035-8029_1885_num_14_54_6359
http://filologiacognitiva.let.uniroma1.it/variantipopolari.html
http://www.margram.it/moro-sarasi-il/

HIND HORN FROM IRELAND

Hind Horn è un’antica ballata che nasce dal romance “King Horn”  scritto alla fine del XIII secolo in proto-inglese in cui si narra dell’eroico re Horn, originariamente un feroce e sanguinario incursore vichingo, trasformato in un tipico cavaliere medievale, imbevuto di virtù cavalleresche (vedi prima parte)
Nella ballata invece prevale il tema amoroso, il quale inaugurerà uno specifico filone delle ballate popolari detto “broken token ballad“: l’uomo andato in guerra, ritorna dopo sette anni e incontra (sotto mentite spoglie) la fidanzata o la moglie, e la sottopone ad un test per avere la prova della sua fedeltà.
La ballata, nota anche sotto i titoli di “The Pale Ring” o “The Jeweled Ring”, è stata preservata nelle versioni più complete in Scozia  (vedi seconda parte) e Irlanda.

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina. La versione è stata raccolta in Canada agli inizi del XX secolo


I
“Young man fair, young man free,
Where were you born, and in what country?”
“In Ireland I was bred and born,
Back to Ireland I will return.”
II
When they were parting she gave to him,
Her heart’s true love and a guinea gold ring
“When you look at the ring and it’s bright and true,
You know your lover is true to you.
III
If the ring be bright and clear,
You know I’m constant to my dear,
But if the ring be pale and wan,
Your lover’s gone with another man.”
IV
He took ship and away went he,
Till he come to that strange country
When he looked at the ring, it was pale and wan,
He knows she’s gone with another man.
V
So he took ship and back sailed he,
Till he come to his own country;
He was a-riding over the plain,
The first he met was the begging man.
VI
“What news, what news, what news?” cried he,
“Sad and sorry I’ve to tell to thee;
Sad and sorry I’ve to tell to thee,
Today is your true lover’s wedding day.”
VII
“You’ll lend me your begging rig,
You’ll put on my riding stage;”
“No, the begging rig’s too poor for thee,
The riding stage too good for me.”
VIII
“Be it right, be it wrong,
The begging rig it will go on.
Now tell me as fast as you can,
What is the work of the begging man?”
IX
“You may walk as fast as you will,
Till you come to yonders hill,
But when you come to yonders gate,
Lean on your staff with a trembling step.
X
Beg from Pitt, beg from Paul,
Beg from the highest to the lowest of all,
But from them all you need take none,
Till you come to the bride’s own hand.”
XI
He stepped on with a fine good will,
Till he come to yonders hill;
When he came to yonders gate,
Leaned on his staff with a trembling step.
XII
The bride come trembling down the stair,
Gold rings on her fingers, gold bobs in her hair;
A glass of wine all in her hand,
All for to give to the begging man.
XIII
Out of the glass he drank up the wine,
Into the glass goes a guinea gold ring;
“Did you get it by sea? Did you get it by land?
Or did you get it from a drowned man’s hand?”
XIV
“Neither did I get it by sea or land,
Neither did I get it from a drowned man’s hand.
I got it from my love in a courting way,
I give it to my love on her wedding day.”
XV
Gold rings from her fingers she did let fall,
Gold bobs from her hair she threw against the wall,
“I’ll follow you forever more,
Though I’m begging from door to door.”
XVI
He that was the blackest among them all,
Now shines the fairest in the hall.
He that was single at the break of day,
Stole the bride from the groom away.
TRADUZIONE DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
«Bel giovine, giovane libero,
dove sei nato e in quale paese?»
«Nacqui e fui cresciuto in Irlanda,
in Irlanda io tornerò(1).»
II
Quando stavano per separarsi lei gli diede il vero amore del suo cuore e un prezioso anello d’oro (2). «Quando guardi l’anello e lo vedi brillante e sincero,
tu sai che la tua amante ti è fedele.
III
Se l’anello è brillante e chiaro,
tu sai che io sono fedele al mio caro,
ma se l’anello è pallido e opaco,
la tua amante se n’è andata con un altro.»
IV
Salpò e andò via,
finché arrivò in quel paese straniero.
Quando guardò l’anello, esso era pallido e opaco.
Sa che lei è andata con un altro uomo.
V
Così salpò e ritornò,
fino a quando arrivò al suo paese.
Stava cavalcando lungo la pianura,
il primo che incontrò fu il mendicante.
VI
«Che notizie, che notizie, che notizie?» gridò lui,
«Tristi e spiacevoli ti devo dire;
tristi e spiacevoli ti devo dire:
oggi è il matrimonio della tua amata.»
VII
«Mi presterai il tuo vestito da mendicante
indosserai il mio vestito da cavaliere.»
«No, il vestito da mendicante è troppo povero per te,
il vestito da cavaliere troppo bello per me.»
VIII
«Giusto o sbagliato,
il vestito da mendicante sarà indossato.
Ora dimmi il più presto possibile,
come lavora un mendicante?»
IX
«Puoi camminare veloce come ti pare
finché arrivi a quelle colline laggiù,
ma quando arrivi a quel cancello laggiù,
appoggiati al bastone con un passo tremante.
X
Chiedi la carità nel nome di Pietro e Paolo.
Chiedi la carità dai più alti ai più bassi di lignaggio,
ma da loro non prendere nulla
finché arrivi alla mano della sposa.»
XI
Proseguì di buona lena
finché arrivò alla collina indicata.
Quando arrivò al cancello
si appoggiò al bastone con passo tremante.
XII
La sposa scese le scale tremante.
Anelli d’oro alle sue dita, oggettini d’oro nei capelli, solo un bicchiere di vino in mano
e lo teneva per darlo al mendicante.
XIII
Dal bicchiere lui bevve il vino.
Dentro il bicchiere cade un anello di gran valore.
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo affogato?»
XIV
«Non lo presi né per mare né per terra
e nemmeno dalla mano di un uomo affogato.
L’ho avuto dal mio amore in un momento d’amore,
lo do al mio amore nel giorno del suo matrimonio.»

XV
Dalle sue dita fece cadere gli anelli d’oro,
gli oggetti d’oro dai capelli li gettò contro il muro.
«Ti seguirò per sempre
anche se dovessi mendicare di porta in porta.»
XVI
Lui che era il più nero fra tutti(3)
ora splende come il più bello fra tutti nella sala.
Lui che era celibe all’alba,
rubò la sposa allo sposo.

NOTE di Giordano Dall’Armellina
1) L’atto di dare un anello magico appartiene sia alla favolistica europea che a quella asiatica. Era una credenza comune nell’Europa medievale che le pietre preziose avessero dei poteri magici. [Nella versione del romanzo l’anello è un talismano che dona a Horn il potere dell’invincibilità, nella ballata è più invece un test di fedeltà]
2) Il fatto che questa versione sia stata raccolta in Canada presso emigranti irlandesi ha sicuramente influenzato il formarsi della prima strofa che non sembra essere attinente con la storia ma, piuttosto, con la nostalgia dell’emigrante che vorrebbe tornare in patria. Tutta la storia in realtà è incentrata sull’idea del viaggio per mare e del ritorno dall’amata che, per trasposizione, può essere l’Irlanda stessa. In questo caso la ballata ha ragioni sentimentali forti che sono una grande spinta per la preservazione del canto, proprio perché il loro significato travalica la storia narrata. Alcune versioni raccolte in Scozia riportano più o meno questa strofa iniziale:«In Scotland there was a baby born and its name was young Hind Horn» (“In Scozia ci fu un neonato e il suo nome era Hind Horn”). Gli emigranti dell’Irlanda stabilitisi in Canada hanno volutamente cambiato la prima parte mantenendo solo qualche elemento dell’originale ricreando, come era consuetudine dei cantori, una nuova storia.
3) Era il piu’ nero perche’ si era scurito per sembrare sporco come i mendicanti.

FONTI
Giordano Dall’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://www.nspeak.com/allende/
comenius/bamepec/multimedia/saggio4.htm

http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/hindhorn.html
http://www.bluegrassmessengers.com/17-hind-horn.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/us–canadian-versions-child-17-hind-horn.aspx

HIND HORN FROM EDINBURGH TOWN

Hind Horn è un’antica ballata che nasce dal romance “King Horn”  scritto alla fine del XIII secolo in proto-inglese in cui si narra dell’eroico re Horn, originariamente un feroce e sanguinario incursore vichingo, trasformato in un tipico cavaliere medievale, imbevuto di virtù cavalleresche.
Nella ballata invece prevale il tema amoroso, il quale inaugurerà uno specifico filone delle ballate popolari detto “broken token ballad“: l’uomo andato in guerra, ritorna dopo molti anni e incontra (sotto mentite spoglie) la fidanzata o la moglie, e la sottopone ad un test per avere la prova della sua fedeltà. Il modello archetipo è probabilmente quello di Ulisse e Penelope. (vedi prima parte)

L’ANELLO MAGICO

Un giovane uomo, spesso uno scozzese, Hind Horn, ha servito il re andando per mare per sette anni, nel frattempo si innamora di Jean, la figlia del re. Il re ad un certo punto e per motivi non chiariti, allontana da corte Hind Horn mandandolo a combattere oltremare per altri sette anni. Prima della separazione l’innamorata gli dona un anello che contiene una pietra magica, la quale diventa opaca in caso d’infedeltà. Quando la pietra perde la sua brillantezza il giovane corre a corte e scopre che Jane si è sposata con un altro; travestendosi e camuffandosi da mendicante con la scusa di brindare per la sposa getta nel bicchiere l’anello avuto in dono. Subito Jean lo riconosce e  scappa via con Hind Horn.
La ballata, nota anche sotto i titoli di “The Pale Ring” o “The Jeweled Ring”, è stata preservata nelle versioni più complete in Scozia e Irlanda ma, grazie agli emigranti irlandesi, è approdata anche nel New Brunswick (Canada).
Le versioni sono molte come pure le melodie associate, non si trovano tuttavia molte registrazioni in merito.

LA VERSIONE SCOZZESE

In Dan Milner and Paul Kaplan Songs of England, Ireland and Scotland, 1983 Oak, New York è così riportato: “Source: Text collated from various sources; tune from G. Greig and and A. Keith, Last Leaves of the Traditional Ballad and Ballad Airs.
Questa versione ambientata in Scozia è contraddistinta dall’intercalare delle frasi nonsense e dal ritornello And the birk and the broom blooms bonnie-O

ASCOLTA Rosaleen Gregory (da qui)
ASCOLTA
 su Spotify Ewan MacColl  in Ballads 1956


Near Edinburgh town was a young child born
(With a high loo low and a high loo  land)
His name was called young Hind Horn
(And the birk and the broom(1) blooms bonnie-O)
Seven years he served the King,
All for the sake of his daughter Jean.
The King an angry man was he
And he sent young Hind Horn to the sea,
She’s given to him a golden ring
With seven diamonds set therein.
“When this ring grows pale and wan
You may know that my love is gone”.
One day he looked his ring upon
And he knew she loved another man.
He’s left the sea and come to land
And there he’s met an old beggar man.
“What’s news, what news doth thee betide?”
“No news but the Princess Jean’s a bride.”
“Will you give me thy begging tweed
And I’ll give you my riding steed?”
The beggar he was bound for to ride
And Hind Horn he was bound for the bride.
When he came to the King’s own gate
He sought a drink for Hind Horn’s sake(2).
He drank the wine and dropped the ring
And bade them take it to the Lady Jean.
“Got you this ring by sea or land
Or got you this from a dead man’s hand?”
“Not from sea and not from land
But I got it from thy milk-white hand.”
“I’ll cast off my gown of brown
And I’ll follow you from town to town.”
“You needn’t cast off your gowns of brown,
For I’ll make you the lady of many a town.”
“I’ll cast off my dress of red(3)
And I’ll follow you and beg my bread.”
“You needn’t cast off your dress of red,
For I’ll maintain you with wine and bread.”
The bridgegroom had the bride first wed
But young Hind Horn took her first to bed.(4)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Vicino a Edimburgo nacque un bambino
(With a high loo low and a high loo  land)
che venne chiamato giovane Hind Horn. (e la betulla e la ginestra (1) fioriscono belle)
Servì il Re per sette anni
per amore verso la figlia Jean.
Il re si arrabbiò
e mandò il giovane Hind Horn per mare,
lei gli diede un anello d’oro
con sette diamanti incastonati.
“Quando l’anello è pallido e opaco,
tu saprai che il mio amore è svanito.»
Un giorno egli guardò l’anello
e seppe che lei amava un altro uomo.
Riprese il mare e approdò a terra
dove incontrò un vecchio mendicante.
«Che notizie, quali sono le notizie di oggi?»
«Solo che la Principessa Jean si è sposata.»
«Mi darai il tuo vestito da mendicante e io ti darò il mio destriero?»
Il mendicante era pronto per cavalcare
e Hind Horn era pronto per
la sposa.
Quando arrivò al cancello del Re
cercò da bere alla salute di Hind Horn (2),
bevve il vino e lasciò cadere l’anello
e ordinò che venisse portato a Lady Jean
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo morto?»
«Non lo presi né per mare né per terra,
ma lo ottenni dalla tua bianca mano»
«Metterò l’abito marrone
e ti seguirò di porta in porta.»
«Non c’è bisogno che ti metta l’abito marrone
perchè ti renderò la signora di molte città.»
«Metterò l’abito rosso (3)
e ti seguirò a mendicare il pane.»
«Non c’è bisogno che tu ti metta l’abito rosso
perchè ti manterrò con pane e vino.»
Lo sposo sposò per primo la sposa,
ma il giovane Hind Horn se la portò per primo a letto (4).

NOTE
1) la ginestra con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza. Una leggenda, di origine scozzese racconta di un uomo che richiese la “prova d’amore” prima di sposarsi. La ragazza su consiglio di una vecchia saggia, accettò la prova, ma solo se avesse avuto luogo tra i cespugli di ginestra. Accadde che il ragazzo stordito dal profumo dei fiori, cadde ben presto in un sogno profondo. Al risveglio, convinto di aver posseduto la ragazza come voleva, acconsentì alle nozze.
2) in altre versioni (come quella dei Bandoggs) più coerentemente è scritto: He’s sought there a drink for the bridegroom’s sake: al mendicante veniva offerto da bere per brindare alla salute della sposa
3) la principessa è convinta che il suo cavaliere sia caduto in disgrazia e viva come un mendicante. Così dichiara di voler indossare gli abiti del popolo per andare in giro a mendicare con lui. Nelle ballate il marrone e il rosso vengono considerati colori adatti ai mendicanti.  Nei tempi antichi però il rosso era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità, poi il Cristianesimo ha voluto che la donna si vestisse di blu, colore che simboleggia la verità e la purezza, e solo a partire dalle nozze della Regina Vittoria nel 1840 iniziò a consolidarsi la tradizione dell’abito bianco per la sposa.
4) Hind Horne è arrivato durante il banchetto nunziale i due si erano già sposati ma non avevano ancora consumato..

Un’ulteriore variante testuale riporta ancora meno strofe e il ritornello è completamente senza senzo con mera funzione d’intercalare:  Hey lililo and a ho lo la seguito da  Hey down and a hey diddle downy
ASCOLTA Bandoggs in Bandoggs 1978

ASCOLTA Maddy Prior in Flesh an Blood 1998 (per il testo qui)

ASCOLTA The Furrow Collective in At Our Next Meeting 2014 (i quali modificano ulteriormente il testo)


Young Hind Horn to the King is gone,
Hey lililo and a ho lo la,
And he’s fell in love with his daughter Jean, Hey down and a hey diddle downy.
She gave to him a golden ring
With three bright diamonds set therein.
“When this ring grows pale and wan
It’s then that you’ll know my love is gone.”
Now the king has sent him o’er the sea
For seven long years in a far country.
One day his ring grew pale and wan
And he knew that she’d loved another man.
So he’s left the sea for his own land
And it’s there that he’s met with a beggar man.
“What news, what news old man doth befall?”
“It’s none save the wedding in the king’s own hall.”
“Cast off, cast off your beggar’s weeds
And I’ll give you my good grey steed.”
Oh it’s when he came to the king’s own gate
He’s sought there a drink for the bridegroom’s sake.
And the bride gave him a glass of wine
And when he’s drunk he’s dropped in the ring.
“Oh got ye this by the sea or the land
Or took ye this from a dead man’s hand?”
“I got it neither by sea nor land
For you gave it to me with your own hand.”
“Oh, I’ll cast off my gown of red
And along with thee I’ll beg my bread.”
“Oh, you need not leave your bridal gown
For I’ll make you the lady of many’s the town.”
Her own bridegroom had her first wed
But young Hind Horn had her first to bed.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Il giovane Hind Horn è andato dal Re
Hey lililo and a ho lo la,
e si è innamorato di Jean sua figlia.
Hey down and a hey diddle downy.
Lei gli diede un anello d’oro con tre diamanti incastonati.
“Quando l’anello è pallido e opaco,
tu saprai che il mio amore è svanito.”
Il re lo mandò per mare per sette lunghi anni in un paese lontano.
Un giorno il suo anello divenne pallido e opaco
e lui seppe che lei amava un altro uomo.
Riprese il mare e approdò a terra
dove incontrò un vecchio mendicante. «Che notizie, quali sono le notizie di oggi?»
«Solo il matrimonio nel castello del re.» «Togliti il vestito da mendicante e io ti darò il mio valente destriero grigio»
Quando arrivò al cancello del Re
cercò da bere alla salute della sposa,
e la sposa gli diede una coppa di vino
e mentre bevve lui lasciò cadere l’anello.
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo morto?»
«Non lo presi né per mare né per terra ma lo ottenni dalla tua bianca mano»
«Mi leverò l’abito rosso
e ti seguirò a mendicare il pane.»
«Non c’è bisogno che ti levi l’abito da sposa
perchè ti farò signora di molte città»
Lo sposo la sposò per primo,
ma il giovane Hind Horn se la portò per primo a letto.

continua la versione irlandese

FONTI
http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/hindhorn.html
http://www.bluegrassmessengers.com/17-hind-horn.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=58972
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20082
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/301.html
http://www.bluegrassmessengers.com/english-and-other-versions-17-hind-horn-.aspx