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FROM BEDS OF EVERLASTING SNOW

I mesi di Dicembre e Gennaio sono, alle nostre latitudini, i mesi della neve, del freddo pungente e delle gelate. L’aria è più tersa, il freddo è intenso ma corroborante, la neve ovatta suoni e sentimenti. Sono anche i mesi dei dolori reumatici, delle cadute scivolose sul ghiaccio, dei pericoli per le strade e in montagna, quando si preferisce stare accanto al fuoco o sotto le coperte bevendo cioccolato o vin brulè. Una cornice perfetta per l’ascolto di “Cold Song” (=“Canzone del freddo”) un lavoro sperimentale di Sting per il suo Cd invernale “If on a Winter’s Night” (2009) in cui l’artista somma carols antiche e moderne, brani tradizionali ed escursioni nel mondo operistico. Sting si era approcciato alla musica barocca con un precedente strepitoso cd sulle composizioni per liuto di John Dowlan dal titolo  “Songs from the Labyrinth” (2006), così “Cold Song” è la “What Power art thou” aria tratta dalla semi-opera “Re Artù” (il primo musical nella storia porta la data 1691) su musica di Henry Purcell e libretto di John Dryden, il più grande musicista e il massimo poeta della Restaurazione inglese.

L’aria è cantata nell’atto III dal Genio del Freddo, risvegliato da Cupido che cerca invece di portare il calore delle passioni negli abitanti di un mondo ghiacciato.

ASCOLTA Sting  -le scene del promo sono state girate nella sua tenuta nel Chianti (Figline Valdarno):  300 ettari con una grande villa padronale del XVI secolo, una collina, 6 laghi, vigne e oliveti  (è possibile affittare la villa per matrimoni e cerimonie private vedi).


What Power (1) art thou
who from below
Hast made me rise
unwillingly and slow
From beds of everlasting snow?
See’st thou not how stiff and wondrous old,
Far unfit to bear the bitter cold,
I can scarcely move or draw my breath?
Let me, let me freeze again to death
Traduzione di Cattia Salto
Qual Divinità (1) sei tu,
che
mi ha fatto alzare
contro voglia e lento,
da sotto a coltri di neve perenne?
Non vedi come irrigidito e straordinariamente vecchio
troppo malandato per sopportare il freddo pungente,
quasi non riesco a muovermi o a tirare il fiato?
Lasciami, lasciami congelare ancora, fino alla morte

NOTE
1) Power in questo contesto indica la potenza di una divinità, il suo potere magico e sovrannaturale: è Cupido il Dio dell’Amore a risvegliare dal suo letto di ghiaccio il Genio del Gelo

Per quanto il brano sia stato scritto per una voce di basso, le performance che preferisco sono quelle di voci di contralto – controtenore

ASCOLA Klaus Nomi live

ASCOLTA Andreas Scholl

e per un raffronto con una voce femminile
ASCOLTA Nanette Scriba (la versione in tedesco)

FONTI
https://operaincasa.com/2016/01/14/king-arthur-2/
http://thelifeinprogress.blogspot.it/2014/09/il-piacere-dell.html
https://www.rockol.it/recensioni-musicali/album/4087/sting-if-on-a-winter-s-night

AULD ROB MORRIS BY DAVID RICCIO?

david-rizzio-sir-james-dromgole-lintonDavide Rizzio (Rizzo) noto in Scozia come David Riccio (circa 1533 -1566) nato probabilmente a Pancalieri in provincia di Torino, fu musico di corte e segretario “particolare” della Regina Maria Stuarda di Scozia.

Il bel Davide (anche se i detrattori ce lo descrivono come brutto, piccolo e gobbo) era al servizio di Casa Savoia e andò in Scozia nel 1561 al seguito della delegazione torinese; tanto gli piacque (alcuni insinuano che egli fosse una spia cattolica), che riuscì a entrare a servizio della Regina, per le sue doti di musicista ed eccellente cantante. Quattro anni dopo venne nominato segretario particolare della Regina, impalmata nel frattempo da Lord Darnley -ovvero Henry Stewart o Stuart, nipote di Endico VIIIma ben presto l’amicizia con il re si incrinò  (vedi un altro scandalo legato alla ballata “The four Maries” ) e Riccio fu accusato di alto tradimento (come presunto amante della Regina nonchè presunto padre del nascituro): ma i congiurati non si diedero tanta pena di dimostrare l’accusa e passarono direttamente all’assassinio (con l’arma preferita del tempo: lo stiletto).
Una morte che gridava vendetta e Lord Darnley fu assassinato giusto l’anno seguente la morte del suo rivale. Evidentemente la Regina non era molto legata al suo re, se nominò nientemeno che Giuseppe Riccio (fratello di Davide) come suo nuovo Segretario (il quale ovviamente fu processato -poi assolto – con l’accusa di essere tra i mandatari dell’assassinio del re se non uno degli esecutori materiali)!
Il gossip dietro tutta questa torbida vicenda è che Giacomo VI (il futuro re di Scozia e d’Inghilterra) potrebbe essere di sangue piemontese !

LE DOTI DI COMPOSITORE

E’ con sir James Melville che ebbe inizio la leggenda – forse non così leggenda – di Davide quale uno dei fondatori e innovatori  della musica scozzese a noi pervenuta. Melville, ed anche Birrel e Irwin, parlarono di lui come di un versato, ottimo musicista o, in altre parole, di un grande. Due secoli più tardi, William Thompson in “Orpheus Caledonius”, 1725, attribuì a Davide la paternità di sette arie, fra le più belle e importanti della musica tradizionale scozzese” (tratto da qui)

AULD ROB MORRIS

Tra queste sette arie una è proprio Auld Rob Morris (o Auld Bob Morrice) anche se nella seconda edizione dell’ “Orpheus Caledonius” l’attribuzione della melodia a Riccio è stata omessa.
This tune can be found in the Leyden manuscript, written in Lyra-viol tablature, which probably dates from the 1690s. It can also be found in one of the Blaikie manuscripts in Viol de Gamba tablature dated 1692, under the name “Jock the Laird’s Brother”.
Later it was published in The Orpheus Caledonius (1725), Watt’s Musical Miscellany (1730) and Craig’s Select Scottish Tunes (1730). Words existed to the tune, published in Allan Ramsay’s Tea Table Miscellany (1724)”(tratto da qui)
La versione testuale originale riportata da Allan Ramsay e attribuita a David Riccio è un contrasto tra madre e figlia in merito ad un pretendente un po’ troppo vecchio!
Mother:
There’s auld rob Morris that win’s in yon glen,
He’s the king of good fellows and wyle of auld men.
Has fourscore of black sheep, and fourscore too,
Auld rob Morris is the man you maun loo.
Daughter:
Oh had your tongue, mother, and let that abee,
For his eild and my eild will never agree:
Thei’ll never agree, and that will be seen
For he is fourscore, and I’m but fifteen.
Mother:
Then had your tongue, daughter, and lay by your pride,
For he’s be the bridegroom, and ye’s be the bride;
He shall lye your side, and kiss you too,
And auld rob Morris is the man you may loo.
Daughter:
But auld rob Morris I never will hae,
His back is so stiff, and his beard is grown gray;
I had rather die than live with him a year,
Sae mair of rob Morris I never will hear.

Della melodia troviamo l’arrangiamento fatto da un altro compositore “italiano” Francesco Geminiani (Lucca 1687 – Dublino 1762). Così scrive Davide Riccio musicista contemporaneo e omonimo del Riccio: “Fu virtuoso del violino, allievo di Alessandro Scarlatti e continuatore di Corelli, si trasferì a Napoli, poi a Londra, dove scrisse alcuni trattati, tra cui The art of playing on the violin  e Treatise of Good Taste in the Art of Musick, che raccoglie suoi arrangiamenti di motivi scozzesi. Il Trattato di buon gusto nell’arte della musica fu edito a Londra nel 1749. “Gusto” sembra aver avuto uno specifico significato per Geminiani, poiché prese le note originarie nella loro semplicità (le antiche arie scozzesi venivano trascritte nella sola linea melodica, così da assicurarne la maggiore fedeltà possibile) come spunto per trasformarle in esecuzioni dal corretto uso di stile, armonizzazione e ornamento. Probabilmente Geminiani trasse i motivi attribuiti a Rizzio dall’Orpheus Caledonius di William Thomson, pubblicato ventiquattro anni prima. Il commento del Geminiani verso Rizzio è di lode per quell’effetto che egli aveva avuto a suo tempo sulla musica locale: fino al suo arrivo, dice Geminiani, “Melody was intirely rude and barbarous, and he found means at once to civilize and inspire it with all the native Gallantry of the Scottish Nation” (=”La musica era rude e barbara, ed egli  trovò  i mezzi per civilizzarla e renderla ispirata…) Per ciò che riguarda gli arrangiamenti di Geminiani, William Hayes scrisse nel 1753: “Il maggior debito che abbiamo verso di lui è per aver messo dei buoni bassi d’accompagnamento ai motivi originali“. ( tratto da qui)

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Fu Robert Burns a riscrivere il testo nel 1792 partendo  dai primi versi riportati in Tea Table Miscellany  e attribuiti a David Riccio; il brano conobbe una discreta fortuna  con il titolo tedesco di “Der alte Rob Morris”, Max Bruch ne arrangiò una versione classica in “Zwölf schottische Volkslieder” (Dodici canzoni popolari scozzesi, 1863).

ASCOLTA Manuela Bonfanti

ASCOLTA Ensemble Scaramuccia l’arrangiamento di Francesco Geminiani (1749) con strumenti d’epoca barocca

ASCOLTA The Poker Club Band arrangiamento di Joseph Haydn (1732 – 1809) Hob XXXIa-192 (strofe I e V)

La situazione immaginata da Burns è quella di una contesa amorosa tra un vecchio, ma benestante, signorotto locale – Auld Rob Morris- e un giovane bello, ma senza sostanze; si contendono il cuore di una dama di ceto elevato e per il giovane non c’è speranza!


I
There’s Auld Rob Morris
that wons (1)in yon glen,
He’s the King o’ gude fellows,
and wale(2) o’ auld men;
He has gowd (3) in his coffers,
he has owsen and kine (4),
And ae bonie lass,
his dautie and mine.
II
She’s fresh as the morning,
the fairest in May;
She’s sweet as the ev’ning
amang the new hay;
As blythe and as artless
as the lambs on the lea,
And dear to my heart
as the light to my e’e.

III
But oh! she’s an Heiress,
auld Robin’s a laird (5),
And my daddie has nought
but a cot-house (6) and yard;
A wooer like me maunna (7)
hope to come speed,
The wounds I must hide
that will soon be my dead.

IV
The day comes to me,
but delight brings me nane;
The night comes to me,
but my rest it is gane;
I wander my lane l
ike a night-troubled ghaist,
And I sigh as my heart
it wad burst in my breast. 

V
O had she but been
of a lower degree,
I then might hae hop’d
she wad smil’d upon me!
O how past descriving (8)
had then been my bliss,
As now my distraction
nae words can express.
Traduzione di Cattia Salto – 01/2017
I
Ecco il vecchio Rob Morris
che vive in quella valle
è il re della buona compagnia
il più valente dei vecchi uomini.
Ha oro nei suoi forzieri,
ha armenti e mandrie
e una bella dama,
la sua favorita e la mia!
II
Lei è fresca come il più bel
mattino del Maggio
ed è dolce come la sera
tra i covoni del fieno appena tagliato
così allegra e spontanea
come gli agnelli nel prato
e cara al mio cuore
come la luce per gli occhi
II
Ma oh! Lei è un ereditiera
e il vecchio Robin è un signorotto di campagna, mentre mio padre ha solo
un modesto cottage e un cortile;
un corteggiatore come me non deve
sperare di stare al passo,
le ferite devo nascondere
che presto mi porteranno alla morte
IV
Il giorno arriva
ma non porta gioia.
La notte viene
ma il mio riposo è vano;
vado per la mia strada come un fantasma tormentato nella notte
e sospiro mentre il cuore
mi scoppia in petto
V
Oh se lei fosse stata
di lignaggio inferiore,
allora avrei potuto sperare
che mi fosse concesso un sorriso!
Oh la mia felicità allora
avrebbe superato ogni descrizione,
mentre ora non ci sono parole
per esprimere la mia costernazione!!

NOTE
Traduzione in francese qui
Traduzione in inglese qui
1)Wons = dwells
2) Wale = choice
3) Gowd = gold
4) Kine = cows
5) Laird = man of landed property
6) Cot-house = tied or rented cottage on a farm
7) Maunna = must not
8) Descriving = describing

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-192,-page-200-auld-rob-morris.aspx
https://thesession.org/tunes/9928
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.kultunderground.org/art/305
http://tunearch.org/wiki/Auld_Rob_Morris

JESOUS AHATONHIA UNA MELODIA BRETONE?

La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne” della quale si mostra un esempio.

Nel 1576, a Parigi veniva pubblicata una raccolta di 150 canti monodici a cura di Jehan Chardavoine (c.1537-1580) dal titolo: “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. Si trattava della prima raccolta sistematica di melodie popolari risalenti anche a generazioni precedenti, su testi in parte dovuti a celebri poeti dell’epoca. Alcune di queste melodie godevano già di grande notorietà ed erano state utilizzate da compositori celebri come Clément Janequin ed Eustache Du Caurroy.
Particolare fortuna toccò a una di queste dal titolo “Une jeune fillette” (Una giovane fanciulla) il cui testo si riferiva all’usanza abbastanza frequente presso le famiglie nobili del tempo di destinare le figlie femmine alla vita monacale. ” (tratto da qui)
In italiano diventò “Madre non mi far monaca” più comunemente detta “La Monica” riprendendo il canto francese detto Chant de la nonnette (vedi)

CHANT DE LA NONNETTE

ASCOLTA l’arrangiamento di Jordi Savall

MA BELLE SI TON AME

La versione profana scritta e arrangiata dal poeta francese Gilles Durant de la Bergerie, è un canto che invita i giovani a godere dei piaceri dell’amore, canzone usata anche nella serie The Tudors.
Nel video allo spezzone tratto dal film segue la versione de The Toronto Consort. Segnalo inoltre la versione di Owain Phyfe per l’ascolto integrale su Spotify (in “Sweet was the Song” 1995)

ASCOLTA Olivier de Narnaud per ascoltare la melodia come veniva cantata durante il periodo barocco


I
Ma Belle si ton âme
se sent on alumer
Decette Douce flame
qui nous force d’amer
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
II
Avant que la journee
De nostre age qui fuit
Se sent environee
Des ombres de la nuit,
Prenons loysir
De vivre nostre vie
Et sans craindre l’envie
Baisons nous a plaisir.
III
Du soleil la lumiere
Sur le soir se desteint,
Puis a l’aube premiere
Elle reprend son teint.
Mais nostre jour,
Quant une foys il tombe,
Demeure sous la tombe,
Y faisant long sejour.
IV
Ca, finette affinee
Ca, rompons le destin,
Qui clot nostre journee
Souvent des le matin.
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
Traduzione di Cattia Salto
I
Mia bella se la tua anima
sentisse la luce
di questa dolce fiamma
che ci costringe ad amare!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura.
II
Prima che il giorno
della nostra giovinezza
sia circondato
dalle ombre della notte,
prendiamo il buon tempo
di vivere la vita
e senza paure d’invidia,
baciamoci a piacimento.
III
La lue del sole
svanisce verso sera
poi alla prima alba
riprende il suo colore,
ma il nostro giorno
una volta finito
resta nella tomba
per soggiornarvi a lungo.
IV
Così mio caro amore
spezziamo il fato
che farebbe finire la nostra giornata
al giungere del mattino!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura

Sul versante popolare peraltro ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna in un noel bretone dal titolo “Péh trouz zou ar en doar”.

FONTI
http://www.medieval.org/emfaq/misc/fillette.htm
https://diesisebemolle.wordpress.com/2013/02/02/chansons-une-jeune-fillette-e-la-monica/
http://www.paolopuliti.eu/testo-e-musica.html
http://www.paolopuliti.eu/daquin.html

MR BEVERIDGE’s MAGGOT

Nella serie televisiva “I Tudors”  la melodia Mr Beveridge Magot fa da sfondo ad un momento conviviale.

La melodia, di autore sconosciuto, compare trascritta per la prima volta nell’English Dancing Master (IX edizione, 1695).
Ovviamente la musica potrebbe benissimo essere stata composta in epoca Tudor e la coreografia della danza risalire al secolo successivo, oppure musica e coreografia delle danza, la “favorita” del signor Beveridge, (maggot si traduce come ‘whim’ o ‘fancy’) essere stata la danza preferita dal maestro Beveridge che l’aveva ideata e battezzata con il proprio nome. beveridge-maggot-playford

LA DANZA IN EPOCA BAROCCA 1650-1690

Vediamola quindi nello stile con cui doveva essere danzata alla sua prima stesura: una danza di fila, in misura ternaria, il tempo è veloce i movimenti sono tipici della danza barocca .

La danza rimase popolare per tutto il Settecento, ma probabilmente non altrettanto lo fu nell’Ottocento, e tuttavia ritornò in auge nel secolo successivo, nella versione rivisitata che Cecil Sharp (1909) fece delle english country dances di secentesca memoria, per riproporle alla società dei tempi moderni.

Una seconda coreografia è quella proposta da Pat Shaw
esibizione al Sidmouth Festival, 1979

Sono bastate però un paio di apparizioni della Mr Beveridge’s Maggot nelle danze ai tempi di Jane Austen proposte da films e serie televisive, perchè la danza riprendesse vigore e  diventasse oggi di rigore in ogni Gran Ballo d’epoca Regency!!

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO: MINISERIE TELEVISIVA 1995

Nella seconda puntata della miniserie televisiva britannica Pride&Prejudice del 1995 – regia Simon Langton (una miniserie cult in Gran Bretagna) Fitzwilliam Darcy  ed Elizabeth Bennet danzano insieme al gran ballo nella sontuosa dimora del signor Bingley a Netherfield (Hertforshire). La danza è lenta e solenne e un giovane e “imbalsamato” Colin Firth reagisce con malgarbo alle punzecchiature di Lizzy (Jennifer Ehle) .

In questa ricostruzione i passi di danza sono una semplice camminata e la parte iniziale  viene modificata introducendo la figura della STELLA (giro di mano destra e giro di mano sinistra) per ovvi motivi di recitazione.

EMMA 1996

La danza tra Emma Woodhouse (Gwyneth Paltrow) e George Knightley (Jeremy Northam ) è interpretata con una tale eleganza e leggiadria da far apparire la coreografia di una così naturale scorrevolezza.. solo apparente però, perchè le coppie devono essere coordinate tra di loro alla perfezione!!

Qui il passo base è diventato decisamente come quello di un valzer lento, ogni movimento è fluido e aggraziato.

Ecco lo schema della danza per coppie in gruppi di quattro;
passo: in tre tempi valzer lento (aprire sempre con il piede destro)

PARTE A – 8 passi
coppia leader: CAMBIO POSTO frontale (2 passi)
tutti: DOS A DOS di spalla destra (2 passi)*
coppia leader: VOLTA (solo mezzo giro) verso l’esterno (1 passo)
tutti: GIRO DI MANO DESTRA (contrary) (2 passi)
coppia leader: GIRO DI MANO SINISTRA (1 passo)

(* trovo che il dos-a dos tra i partner e non tra i contrary renda tutto il movimento più fluido)

PARTE B – 4 (allineati) + 4 passi
coppia leader: INVERSIONE DI MOVIMENTO, ritornare nelle file invertite (1 passo) ANDARE IN SECONDA POSIZIONE (1 passo) DOS A DOS di spalla destra (2 passi)
altra coppia: frontali verso il centro (1 passo) in avanti verso la prima postazione (1 passo) VOLTA verso l’esterno (giro completo in 2 passi) mettersi al fianco della coppia leader

TUTTI (coppia leader si trova al centro della linea – perpendicolare a quella di partenza- in posizione invertita, l’altra coppia è in posizione esterna): in avanti (1 passo) in dietro (1 passo)

coppia leader: cambio posto (1 passo) andare in seconda postazione (1 passo)
altra coppia: frontali VOLTA verso l’interno per andare in prima postazione (giro completo in 2 passi)

La versione nel film ha una parte C di progressione delle coppie (a scopo “cinematografico”) non presente nella versione del Playford

TRACCE AUDIO

audio The Broadside Band versione un po’ veloce
audio con una velocità “intermedia” ossia non troppo lenta ma neanche troppo veloce
audio The Warnock Quartet versione lenta
FONTI
http://languagelog.ldc.upenn.edu/nll/?p=6770
http://www.patshaw.info/books/another-look-at-playford/
http://www.theloiterer.org/ashton/dancer.html
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=89753381
http://www.sls.hawaii.edu/bley-vroman/contradance/dances/beveridge.html
http://round.soc.srcf.net/dances/cdb/cdb6/beveridge
https://janeaustensworld.wordpress.com/2010/06/28/dancing-at-the-netherfield-ball-pride-and-prejudice/
https://janeaustensworld.wordpress.com/2010/07/12/jane-austen-and-music/

JOHNNY LAD BY ROBERT BURNS

Johnny Lad” è una canzone tradizionale scozzese, già nursery rhyme e bothy ballad (vedi prima parte)

LE VERSIONI IN ROBERT BURNS

Una canzone così popolare non poteva non essere rielaborata anche da Robert Burns ; si conoscono infatti ben due sue versioni, una di sole due strofe con il titolo  di  “Cock Up Your Beaver” e l’altra  dal titolo  di “Hey how Johnie Lad“.

LA MELODIA: JOHNNY COCK THY BEAVER

Già un’ampia serie di variazioni sull’antica melodia scozzese erano state riportate da John Playford nel suo”The Division Violin”  e”The Division Flute” (1684-1685) e lo stesso Tourlough O’Carolan fece un suo arrangiamento per arpa in stile barocco .

Johnny cock thy beaver è una melodia da danza riportata sempre da Playford nel suo “The English Dancing Master (1686); ancora oggi è una melodia in repertorio tra i gruppi di musica antica. (altri titoli: “Horse and Away to Newmarket Races”, “Fenwick of Bywell”, “Gary Owen”, “Galloping over the Cow Hill”)

ASCOLTA Baltimore Consort (in versione integrale su Spotify)
ASCOLTA Javier Sáinz
ASCOLTA la melodia per flauto e liuto

UN BEAVER ALLA MODA

Beaver è un termine generico che indica il cappello di feltro realizzato con la pelliccia del castoro, ma il modello cambia a seconda delle mode.
Nel XVI secolo trionfa il cappello di feltro ad ampie e morbide falde (come quello dei Tre Moschettieri per intenderci) con abbondanza di piume, fibbie e nastri .
Lo vediamo in testa a Giacomo Stuart (incoronato re d’Inghilterra  nel 1603 e già re di Scozia con il nome di Giacomo VI) guarnito da un vistoso piumaggio e riccamente ingioiellato.
Fu invece Luigi XIV a lanciare la moda del tricorno (in inglese “tricorne” o “three cornered hat”) sul finire del Seicento, che sarà di moda per tutto il Settecento,  quello che nel nostro immaginario è il cappello del pirata per antonomasia! Era detto anche “Cocked” hat, perchè i lati erano piegati (cocked up) per dargli la forma.
Nell’Ottocento invece la moda cambia radicalmente e beaver diventa sinonimo di cappello a cilindro!

COCK UP YOUR BEAVER BY ROBERT BURNS

La canzoncina di sole due strofe riprende nella prima strofa il testo già riportato in forma di frammento da Herd (in Scots Songs, 1769) mentre la seconda strofa è stata scritta interamente da Burns: sembra mettere in ridicolo i gentiluomini scozzesi  che seguirono a Londra il loro re  Giacomo VI, diventato nel 1603  Giacomo I d’Inghilterra -alla morte della regina Elisabetta I (l’ultima dei Tudor).

Pure James Hogg riportò la sua versione (in Jacobite Songs and Ballads of Scotland from 1688 to 1746) e ne riscrisse buona parte anche se la annotò come una “clever old song

ASCOLTA Wendy Weatherby


I
When first my brave Johnie lad
came to this town(1),
He had a blue bonnet(2)
that wanted the crown;
But now he has gotten
a hat and a feather,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver(3)!
II
Cock up your beaver,
and cock it fu’ sprush(4),
We’ll over the Border (%),
and gie them a brush;
There’s somebody there
we’ll teach better behaviour,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Quando per la prima volta  il mio audace Johnny arrivò in questa città (1)
aveva un berretto blu (2)
e voleva la corona;
ora indossa
un cappello con la piuma
Ehi bel Johnny
raddrizza  il tuo cappello (3)
II
Raddrizza  il tuo cappello,
e ornalo con un rametto (4)
passeremo il Border (5)
e daremo una ripassata (agli Inglesi);
c’è qualcuno là
a cui insegneremo le buone maniere
Ehi bel Johnny
raddrizza il tuo cappello!

NOTE
1) Londra. Si tratta evidentemente della delegazioni di nobili, dignitari e soldati al seguito del nuovo re che da Edimburgo si trasferisce a Londra
Il frammento di David Herd  riporta:
“Cock up your Beaver”
When first my dear Johny came to this town,
he had a blue bonnet, it wanted the crown;
but now he has gotten a hat and a feather,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver.
Cock up your beaver, cock up your beaver,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver;
cock up your beaver, and cock it nae wrong,
we’ll a’ to England ere it be lang.
[traduzione italiano: raddrizza il tuo cappello e mettilo bene, saremo in Inghilterra in men che non si dica]
2) il blue bonnet è il rustico berretto delle Highlands privo di fronzoli, si tratta più precisamente del Balmoral Bonnet o Scottish Balmoral (così chiamato però solo a fine Ottocento in omaggio al Balmoral Castle la residenza in Scozia della Regina Vittoria) La foggia del blu bonnet risale al 1500 e l’usanza di portarlo ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders. Il bordo inferiore è un nastro rigido  a quadretti oppure in tinta unita e le estremità sono lasciate pendere liberamente oppure sono annodate in un fiocco stretto (un linguaggio in codice per le ragazze: nel primo caso il giovanotto era libero e disponibile, nel secondo caso era fidanzato) . Si abbellisce con una piuma e la coccarda (sul lato sinistro) La variante irlandese prende il nome di Irish Caubeen
3) beaver è un cappello di feltro la cui foggia varia al mutare delle Mode. Cock up your beaver potrebbe anche voler essere un esortazione a indossare il cappello nel modo corretto e sottolineare la mancanza di gusto dei nuovi arrivati.
4) “Sprush” =”spruce” ogni clan ha un rametto distintivo. Nel 1700  lo Scottish Bonnet è abbellito da coccarda bianca, l’emblema del clan e una piuma
5) dicesi Border il territorio di confine tra la Scozia e l’Inghilterra

Le ulteriori strofe in Hogg proseguono:
III
Cock it up right, and fauld it nae down,
And cock the white rose on the band o’ the crown;
Cock it o’ the right side, no on the wrang,
And yese be at Carlisle  or it be lang.
IV
There’s somebody there that likes slinking and slav’ry,
Somebody there that likes knapping and knav’ry;
But somebody’s coming will make them to waver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
V
Sawney was bred wi’ a broker o’ wigs,
But now he’s gaun southward to lather the Whigs,
And he’s to set up as their shopman and shaver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
VI
Jockie was bred for a tanner, ye ken,
But now he’s gaun southward to curry goodmen,
With Andrew Ferrara  for barker and cleaver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
VII
Donald was bred for a lifter o’ kye,
A stealer o’ deer, and a drover forbye,
But now he’s gaun over the border a blink,
And he’s to get red gowd to bundle and clink.
VIII
There’s Donald the drover, and Duncan the caird,
And Sawney the shaver, and Logic the laird;
These are the lads that will flinch frae you never.
Hey, brave Johnnie lad , cock up your beaver!

per la traduzione in francese qui

HEY HOW JOHNNIE LAD

La seconda versione invece si inserisce nel filone delle Bothy ballads già viste nella prima parte (qui) sui “problemi ” di coppia! Johnnie Lad è così  il tipico ragazzo delle Highlands

ASCOLTA Andy M. Stewart

ASCOLTA Rebecca Pidgeon

VERSIONE ROBERT BURNS
Chorus:
Hey how my Johnny lad
Ye’re no’ sae kind’s ye should have been;
Gin yer voice I hadna kent,
I couldna either trow ma een(2).
Sae weel’s ye micht hae tousled me(3)
And sweetly prie’d my mou bedeen (4): Hey how my Johnny lad..
I
My faither he was at the pleugh,
My mither she was at the mill,
My Billie he was at the moss,
an’ no ane near our sport tae spill.
The feint a body(5) was therein,
There was nae fear o’ bein’ seen:
Hey how my Johnny lad..
II
Wad ony lad wha lo’ed her weel
Hae left his bonny lass her lane
Tae sigh an’ greet(6) ilk(7) langsome hour
And think her sweetest minutes gane?
O had ye been a wooer leal.
We would hae met wi’ hearts mair keen: Hey how my Johnny lad…
III
But I maun(8) get anither jo,
Wha’s love gangs never oot o’ sight
And never lets the moments pass
When to a lass he can be kind.
So gang yer wa’s tae blinkin’ Bess,
Nae mair for Johnny shall she green(9): Hey how my Johnny lad...
TRADUZIONE di Cattia Salto
CORO
Hei Johnny, ragazzo mio
non sei stato così bravo(1) come avresti dovuto;
se non avessi riconosciuto la tua voce
non avrei creduto ai miei occhi!
Così bene avresti potuto spettinarmi
e dolcemente baciare la mia bocca, un tempo: Hei Johnny, ragazzo mio..
I
Mio padre era all’aratro
mia madre al mulino
il mio Billy era nella palude
non c’era nessuno nelle vicinanze a spiarci, non c’era un’anima nei paraggi
e proprio nessun pericolo d’essere visti: Hei Johnny, ragazzo mio
II
Potrebbe  un ragazzo che ami veramente
trascurare la sua bella ragazza  e da sola
lasciarla sospirare e lamentare per ore
al pensiero che i suoi momenti più felici siano finiti?
O se tu fossi stato un amante fedele!
Ci saremmo incontrati con cuori più appassionati: Hei Johnny, ragazzo mio
III
Ma io posso trovarne un altro
meno dimentico dell’amore,
che quando è il momento giusto
corre a dare piacere a una ragazza.
Così vai dunque da Bess che ti ammira,
non più  per Johnny sospirerà

NOTE
1) la ragazza si lamenta perchè il bel Johnny manca ai suoi doveri ossia non è tanto solerte nel fare l’amore
2) trow my een = “believe my eyes”
3) sae weel ye micht hae tousled me= so well you might have tousled me
4) prie’d my mou bedeen = to taste my mouth at once
5) feint a body = not a soul
6) greet: arcaico per to weep
7) ilk, ilka vecchio   termine scozzese per each-every
8) maun – must, will
9) green=long for

FONTI
http://www.scottish-wedding-dreams.com/scottish-bonnets.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=24649
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7570
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29962
http://sangstories.webs.com/johnnielad.htm http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87798832
http://www.mandolincafe.com/forum/showthread.php?96753-Johnny-Cock-Thy-Beaver-(Baroque-variations-1684)
http://bookkake.com/2009/12/07/cock-up-yer-beaver/
http://www.ibiblio.org/fiddlers/CO_COLL.htm
http://www.janeausten.co.uk/beaver-hats-build-a-nation/
http://chrsouchon.free.fr/johnlad.htm

BRING A TORCH JEANETTE ISABELLA

“Bring a torch, Jeanette Isabella” è basato su un canto natalizio francese dal titolo “Un flambeau Jeannette Isabelle” (in italiano “Una fiaccola Jeannette Isabelle!”) pubblicato nel 1553 (in Cantiques de Premiere Advenement de Jesus-Christ par le comte d’Alsinois). Ancora oggi è cantato in Provenza nella Messa della Notte Santa dalla gente in processione con fiaccole e costumi da pastore.

La canzone parla di due contadine di nome Jeannette ed Isabelle che, andate a mungere le mucche, trovano nella grotta/stalla Gesù appena nato e danno l’annuncio alla popolazione, invitando tutti a fare piano per non svegliare il bambinello addormentato. Ma questo è solo uno dei tanti aneddoti che circolano sulla canzone di cui si sa effettivamente molto poco.
Sono William Simon e Nancy J. Skarmeas a citare il libello stampato in una rarissima edizione a Parigi per il conte d’Alsinois contenete per l’appunto la prima versione in stampa di testo e melodia. Stranamente però i più citano come fonti della composizione Nicolas Saboly, famoso poeta e musicista occitano noto per i suoi “Noël”, ma non ancora nato ai tempi del Conte d’Alsinois.

Nicolas Saboly (1614-1675) era maestro di cappella e musicista di fama commemorato per il suo lavoro di conservazione delle tradizioni popolari occitane principalmente per l’uso del provenzale nelle sue poesie e nei suoi Noël; Saboly pubblicò solo una parte dei suoi canti popolari di Natale, in otto raccolte tra il 1665 e il 1674, nel suo primo quaderno del 1667 compare al numero 12 Venès lèu vèire la pièucello [aria: Qu’ils sont doux, bouteille jolie (aria di Lully per il Malato immaginario)]. Come da consuetudine in origine i suoi canti furono pubblicati senza musica, poiché le arie erano molto popolari e notoriamente conosciute, perciò bastava una semplice citazione per richiamarle, per quelle di sua composizione ad esempio egli scriveva «su un’aria scritta da Saboly»!

Si è il Saboly ispirato al quadro dipinto proprio in quei tempi da Georges de La Tour, la controversa “Le Nouveau-Né”?

nouveaune
“Le Nouveau-Né” attribuito a Georges de La Tour (1648 circa)

Nel dipinto due donne nel buio più totale rischiarato solo dalla vivida luce di una candela contemplano un bimbo in fasce che dorme tranquillo, una è Maria che tiene il bambinello tra le braccia e l’altra è con tutta probabilità la madre di Maria, Anna; il dipinto è stato interpretato come una sorta di “sacra rappresentazione” al femminile pur non essendoci aureole sulle teste dei personaggi raffigurati. Così la nascita di ogni bambino diventa un momento sacro, un inno alla vita che passa attraverso il grembo materno, ma nello stesso tempo è un momento intimo e privato: la donna con la candela (anche interpretata come la levatrice) sembra stia parlando a Maria per trasmetterle la sua saggezza di anziana, così la mano destra è alzata a barriera con il resto del mondo e a schermo della luce (un espediente per cui in un primo momento la luce sembra scaturire dalla testa del bambino: dal punto di vista pratico sarebbe più logico che la mano schermasse la luce nel senso opposto, per non dare fastidio agli occhi del bambino addormentato!). In ogni caso il dipinto trasmette un senso di pace e di mistero e chi guarda si sente un po’ un intruso, così non si può che restare in silenzio con il fiato sospeso per non disturbare o venire scacciati via.

Il musicista risulta essere nientemeno che il pupillo di Luigi XIV, il fiorentino Giovanni Battista Lulli diventato francese con il nome di Jean-Baptiste Lully, ballerino e buffon ma anche compositore del Re (nominato compositeur de la musique instrumentale nel 1656 e poi nel 1661 arrivato all’apice della carriera come musicista di corte con la nomina di surintendant de la musique de la chambre du roi). Ad ascoltare l’aria, composta per la commedia di Molière Le médecin malgrélui (1665), sembra ben lontana dalla versione che oggi conosciamo, sebbene la metrica del testo in provenzale sia simile alla versione francese odierna, così cantano i pastori nel ritornello
Ai! ai! ai! que la maire es bello Ai! Ai! que l’enfant es bèu.

Si ha notizia di un arrangiamento della melodia di Qu’ils sont doux, bouteille jolie da parte di Marc-Antoine Charpentier (1643-1704) il musicista “parigino doc” contemporaneo al Lulli ma considerato un “nemico” perchè non abbastanza di gusto musicale “francese” e troppo amante dell’italica melodia! Così nelle registrazioni di musica classica il testo in francese “Un flambeau, Jeannette, Isabelle” è abbinato all’aria 460c di Marc-Antoine Charpentier.

LA MELODIA
Le versioni melodiche del brano occhieggiano piuttosto ad una sua presunta versione medievale come musica da danza trecentesca, il rondò o rondeau, all’origine poesia in musica per una ballo in tondo, la cui forma musicale è caratterizzata dal periodico ritorno di un’idea principale, il ritornello per l’appunto!!
ASCOLTA Loreena McKennitt versione strumentale in “A Midwinter Night’s Dream” 2008 la melodia è stata inframmezzata con quella di “I saw three ship”

ASCOLTA Die Irrlichter 2010 (che riprendono l’arrangiamento della McKennitt)
ASCOLTA Viol consort
Un discorso a parte per questo arrangiamento (magistrale) per pianoforte che al momento è disponibile solo su Spotify, (e il pianoforte non è uno dei miei strumenti preferiti!) forse per quella spruzzata di romanticismo che il pianoforte classico si porta sempre dietro .. merita inserirlo nella playlist di Natale!
ASCOLTA Gregory McKnight in The Holly and Ivory 2012 (la versione integrale è su Spotify)

VENÈS LÈU VÈIRE LA PIÉUCELLO

Come abbiamo visto nell’introduzione testo in provenzale e melodia del canto natalizio risalgono al seicento, ma dobbiamo aspettare fino ai primi del Novecento per la versione testuale in francese ad opera del poeta Émile Blémont (in “Noëls français” 1901 di Julien Tiesot)
ASCOLTA

TESTO (qui)
I
Venès lèu vèire la piéucello;
Venès lèu genti pastourèu
Soun enfant es pus blanc que la nèu
E trelusis coume uno estello
Ai! ai! ai! que la maire es bello
Ai! Ai! que l’enfant es bèu.
II
Hòu! Cristòu, La nuech es fort claro,
Hòu! Cristòu, Sauto vite au sòu,
E vai-t’en au païs dei Jusiòu,
Vèire Jèsu, qu’es causa raro.
Hòu! hòu! hòu!, me lève toutaro
Hòu! hòu! toutaro li vòu
III
Qu’s aqui, Que bat de la sorto?
Qu’s aqui ? Sian vòsteis ami
Que pourten un parèu de cabrit(1):
Dison qu’es bon ami qu porto.
Ta! ta! ta!, druvès-nous la porto
Ta! ta! Venès nous druvi!
IV
Avès tort, Vous e vòstei fiho
Avès tort, De pica tan fort;
Vàutrei, pastre, sias tous de butor,
Poudès jamai teni sesiho(2)
Chut! chut! chut! que l’enfant soumiho,
Chut! chut! que lou petit dor.
V
Gros badau, N’aurès jamai pauso!
Gros badau, Teisas-vous un pau!
Parlas plan, e marchas tan pu siau
Coume fa uno cacalauso.
Plan! plan! plan! que l’enfant repauso;
Plan! plan! leissas-l’en repau
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Venite lesti a vedere la vergine
Venite lesti gentili pastori
il suo bambino è più bianco della neve
e brilla come una stella.
Ahi quanto è bella la madre
ahi quanto è bello il bambino!
II
Oh Cristo la notte è tutta illuminata
Oh Cristo presto, alzatevi da terra
e andate nel paese dei Giudei
per vedere Gesù, che cosa preziosa!
Oh mi alzo subito
E subito vado
III
Chi è qui che bussa così?
Chi è qui? Siamo vostri amici
che portano un paio di ragazzi(e): dicono che sono buoni amici coloro che porto.
Toc, toc apriteci la porta
toc toc venite ad aprirci!
IV
Sbagliate voi e i(le) vostri(e) figli(e)
sbagliate a bussare così forte
voialtri pastori, siete tutti dei cafoni
e non potrete mai stare in silenzio.
Silenzio che il bambino è nel sonno
silenzio che il piccolo dorme
V
Folto pubblico che non vi riposate mai,
folto pubblico state un po’ zitti!
Parlate piano e camminate in silenzio
come fa una lumaca.
Piano! Che il bambino riposa;
piano! Lasciatelo riposare

Note
1) in quel mucchio di pastori che giunge in visita ci sono anche le due contadine della versione successiva?
2) la frase significa grossomodo: “non riuscite a radunarvi senza fare baccano”

LA VERSIONE FRANCESE: Un flambeau, Jeannette, Isabelle

ASCOLTA Diane Taraz

I
Un flambeau, Jeannette, Isabelle —
Un flambeau! Courons au berceau!
C’est Jésus, bonnes gens du hameau.
Le Christ est né; Marie appelle!
Ah! Ah! Ah! Que la Mère est belle,
Ah! Ah! Ah! Que l’Enfant est beau!
II
C’est un tort, quand l’Enfant sommeille,
C’est un tort de crier si fort.
Taisez-vous, l’un et l’autre, d’abord!
Au moindre bruit, Jésus s’éveille.
Chut! chut! chut! Il dort à merveille,
Chut! chut! chut! Voyez comme il dort!
III
Doucement, dans l’étable close,
Doucement, venez un moment!
Approchez! Que Jésus est charmant!
Comme il est blanc! Comme il est rose!
Do! Do! Do! Que l’Enfant repose!
Do! Do! Do! Qu’il rit en dormant!

LA VERSIONE INGLESE: Bring a torches, Jeanette Isabella

La versione in inglese segue di poco la versione in francese, anche se quella di Edward Cuthbert (1868-1914) è solo una delle tante varianti

ASCOLTA Callie & Colette

VERSIONE E. Cuthbert Nunn
I
Bring your torches, Jeanette, Isabella(1),
Bring your torches, come swiftly(2), and run!
Christ is born, tell to the folk of the village,
Jesus is sleeping in his cradle;
Ah! Ah! Beautiful is the Mother!
Ah! Ah! Beautiful is her Son!
II
While it now all the Child is sleeping(3)
It is wrong to talk so loud;
Silence, now, as you gather around.
Lest the sunshine waken Jesus.
Hush! hush! see how fast He slumbers!
Hush! hush! see how fast He sleeps!
III
Hasten now, good folk of the village,
Hasten now, the Christ Child to see.
You will find Him asleep in a manger,
Quietly come and whisper softly,
Hush, hush, peacefully now He slumbers,
Hush, hush, peacefully now He sleeps
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Portate le fiaccole, Jeannette,
Isabella,(1)
portate le fiaccole,
presto accorrete!
Gesù e nato, ditelo alla  gente del villaggio,
Gesù dorme nella sua culla”
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è bello il figlio!
II
Nel mentre che il Bambino dorme
è sbagliato parlare ad alta voce;
silenzio, ora, mentre vi radunate intorno a lui. Che sia la luce del sole a risvegliare Gesù!
Silenzio! Guardate come sonnecchia!
Silenzio! Guardate come dorme sodo!
III
Affrettatevi ora brava gente del villaggio
affrettatevi per vedere Gesù Bambino, lo troverete addormentato in una mangiatoria.
Silenzio dorme ora in pace,
Silenzio!  In pace ora riposa

NOTE
1) Jeanette e Isabella possono essere due persone distinte ma anche un’unica persona dal nome composto
2) l’aggettivo cambia a volte in hurry
3) la frase standard dice ” It is wrong when the child is sleeping,”

ASCOLTA Kelley Dolan


I
Bring a torch, Jeannette Isabella,
Bring a torch, it is dark in the stall;
Jesus awaits, good folks of the village,
Run quickly; I hear Mary’s soft call.
(Refrain)
Ah! Ah! How radiant the mother,
Ah! Ah! How angelic the Child.
II
See how sweetly Jesus is sleeping,
Like a rosebud, so pink and so white;
Trend softly as you draw near the manger,
Wake not the Babe, lest He cry all night.
III
Kneel and adore the infant Christ child,
Whisper low as you gaze with delight;
Angel voices aloft sing his praises
While a star gleams forth clearly and bright.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Porta una torcia, Jeannette Isabella (1), porta una torcia che è buio nella stalla; Gesù attende, brava gente del villaggio, correte presto”
sento la dolce richiesta di Maria.
RITORNELLO
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è angelico il figlio!
II
Guarda come Gesù dorme dolcemente, come un bocciolo di rosa, tutto rosa e bianco. Muoviti piano mentre ti avvicini alla mangiatoia, non svegliare il Bambino altrimenti piangerebbe tutta la notte.
III
Inginocchiate(vi) e adorate Cristo neonato,
sussurrate piano mentre vi deliziate lo sguardo,
voci d’angelo in alto cantano le sue lodi,
mentre una stella brilla in alto chiara e luminosa

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/bring_a_torch.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/bring_your_torches_jeanette.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28247
http://www.classical.net/music/recs/reviews/n/nxs57036a.php

GILDEROY BEWARE HIGHWAYMAN!

The HighwaymanGilleruadh (Gilderoy = il ragazzo dai capelli rossi ) fu il soprannome di un famoso brigante scozzese di nome Patrick McGregor che è stato catturato e giustiziato nei pressi di Edimburgo nel 1636 o nel 1638. Nel “The Complete Newgate Calendar” (1926) è riportato che uccise madre e sorella, impiccò un giudice e venne giustiziato nel 1658. Ma queste notizie infamanti potevano essere un effetto delle proscrizione del Clan: Giacomo VI di Scozia emanò infatti un editto nel 1603 in cui si proclamava il nome MacGregor come “altogidder abolisheed”. Nell’annosa lotta contro il Clan Campbell i MacGregor finirono per essere espropriati di tutte le loro terre (tra Argyle e Perthshire); un’altra faida con il clan MacLaren ebbe inizio nel 1558
Reduced to the status of outlaws, they rustled cattle and poached deer to survive. They became so proficient at these endeavours many other clans would pay them not to steal their cattle as they exhausted other means of stopping them.” (tratto da qui)

LA MELODIA
Le varianti più antiche della melodia vengono fatte risalire al canto gregoriano del XII secolo ‘En Gaudeat’ (in Revue du Chant Greorien, A. Gastoue) poi in “Congaudeat” (Piae Cantiones 1582) ASCOLTA .
ASCOLTA David Solomons (clarinetto e chitarra)

LA DANZA
La melodia è riportata anche nel “The Dancing Master” (1651) di John Playford con il titolo di “GoddessesASCOLTA o in una versione più veloce ASCOLTA
per i passi di danza:
VIDEO
VIDEO

LA VERSIONE SCOZZESE

MacGregor-clan-tartanTeatro delle scorribande era il Perthshire scozzese e Patrick McGregor tra razzie di bestiame e bracconaggio finì per essere una figura alla Robin Hood o per essere confuso con il personaggio di un’altra ballata altrettanto famosa, quella di Geordie (vedi). Già alla fine del Seicento circolava un broadside dal titolo “The Scotch lover’s lamentation or, Gilderoy’s last faewe” e secondo George Farquhar Graham la ballata Gilderoy era già stata pubblicata nel 1650, poi per tutto il 1700 e il 1800 comparvero numerose variazione testuali e melodiche.

Probabilmente la figura di Patrick il rosso si confuse con Bob il rosso il più famoso Bob Roy capo del Clan McGregor nel secolo successivo anch’egli fuorilegge, e può essere che le versioni di fine settecento si riferiscano alla sua storia (egli però non morì impiccato ma di morte naturale nel suo letto). La popolarità di Rob Roy deriva da ben due romanzi uno scritto quando era ancora in vita da Daniel Defoe (Highland Rogue 1723) l’altro da Sir Walter Scott (Rob Roy 1818)

Il bel Patrick il rosso oltre che un fuorilegge (ladro di bestiame e bracconiere) era anche un rubacuori, e si suppone che la canzone sia stata scritta da una delle sue amanti affascinata dalla sua eleganza!

ASCOLTA Toronto Consort in “All in a Garden Green” 2013

Delle XIII strofe sono riportate solo VI


I
“Gilderoy was a bonnie boy,
Had roses to his shoon(1);
His stockings were of silken soy,
With garters hanging down.
It was, I ween(2), a comely(3) sight
To see so trim a boy;
He was my jo, and heart’s delight,
My handsome Gilderoy.
II
Wi’ meikle(4) joy we spent our prime,
Till we were baith(5) sixteen;
And aft we pass’d the langsome time
Amang the leaves sae green;
Aft on the banks we’d sit us there,
And sweetly kiss and toy;
Wi’ garlands gay wad deck my hair,
My handsome Gilderoy.
III
O, that he still had been content
Wi’ me to lead his life;
But ah, his manfu’ heart was bent
To stir in feats of strife;
And he in many a venturous deed
His courage bald wad try,
And now this gars(6) my heart to bleed
For my dear Gilderoy.
IV
My Gilderoy baith far and near
Was fear’d in ilka toun(7),
And bauldly bear away the gear
Of mony a lowland loun (8);
Nane e’er durst(9) meet him hand to hand,
He was say brave a boy;
At length wi’ numbers he was ta’en
My handsome Gilderoy.
V
Of Gilderoy sae fear’d they were,
They bound him meikle strong;
Till Edinburgh they led him there,
And on a gallows hung;
They hung him high abune the rest,
He was sae trim a boy;
There died the youth whom I loved best,
My handsome Gilderoy.
VI
Thus having yielded up his breath,
I bore his corpse away;
Wi’ tears that trickled for his death,
I washed his comely clay;
And siccar(10) in a grave sae deep,
I laid the dear loved boy;
And now for ever maun I weep
For winsome(11) Gilderoy.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Gilderoy era un bel ragazzo
aveva scarpe damascate
e le calze di seta,
sorrette dalle giarrettiere.
era, credo, un affascinante spettacolo
vedere un ragazzo così elegante;
era il mio amato, la delizia del mio cuore
il mio bel Gilderoy.
II
Con tanta gioia passammo la nostra fanciullezza
fino a quando avemmo entrambi sedici anni
e spesso trascorremmo il tempo andato
tra l’erba così verde;
spesso sulle rive ci sedevamo,
e dolci baci e balocchi;
con gaie ghirlande mi decorava i capelli
il mio bel Gilderoy
III
Oh se gli fosse bastato allora
con me passare la sua vita;
ma ah il suo cuore valorosamente era incline
a infiammarsi in imprese di lotta;
e più di un’avventura
il suo forte coraggio ebbe a mettere alla prova
e ora questo fa sanguinare il mio cuore
per il mio caro Gilderoy
IV
Il mio Gilderoy era temuto in ogni fattoria
sia lontana che vicina
e arditamente portò via il bestiame
a più di un contadino delle Lowland;
nessuno osava incontrarlo dappresso
e si diceva che era un ragazzo coraggioso;
alla fine con i compari è stato preso,
il mio bel Gilderoy
V
Erano così timorosi di Gilderoy
che lo legarono molto stretto;
fino a Edimburgo lo portarono
e su una forca lo appesero;
lo appesero in alto sopra gli altri
era un ragazzo così elegante;
vi morì il giovane che amavo di più,
il mio bel Gilderoy
VI
Così dopo che ebbe esalato il respiro
ho portato via il suo cadavere;
piangendo lacrime per la sua morte,
ho lavato il suo corpo avvenente
e al sicuro in una fossa profonda
ho messo il caro e amato ragazzo;
e ora per sempre piangerò
per il bel Gilderoy

 

NOTE
1) shoon=shoes il verso è un po’ strano altrove è scritto come “His breath was sweet as rose” (qui); letteralmente si traduce con “aveva le rose sulle scarpe”. Nelle versioni inglesi si riporta come “He’d knots of ribbons on his shoes
2) to think
3) comely = attractive
4) mickle, muckle – much, great
5) baith = both
6) gars, maks = to make
7) toon=town ma qui si intende le farmertoon scozzesi
8) loon = peasant
9) durst = dare
10) siccar = safely
11) winsome = charming

LA VERSIONE INGLESE

La ballata viaggiando dalla Scozia verso l’Inghilterra trasforma Gilderoy in una vittima innocente, il cui unico crimine (che gli vale l’impiccagione) sembra essere stato quello di aver fatto sesso con la propria fidanzata! Più propriamente viene definito come un libertino un “rakish boy“. Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi in quello che venne definito “the period of the rake“, nel corso del 17° secolo, alla corte di Carlo II d’Inghilterra: il libertino aristocratico era intelligente, colto, di spirito arguto e non poneva freni alle avventure amorose e all’abuso di sostanze inebrianti. Questa versione proviene dal signor Henry Burstow di Horsham, Sussex, che nel 1894 venne raccolta da Lucy Broadwood (qui)

ASCOLTA Ewan MacColl


I
Now Gilderoy was as bonny a boy
as ever Scotland bred,
He’d knots of ribbons on his shoes
and a scarlet cloak so red.
He was beloved by the ladies all;
he was such a rakish boy(1)
he was my sovereign heart’s delight,
my handsome Gilderoy.
II
Young Gilderoy and I was born
both in one town together
And not past seven years of age
till we did love each other.
Our dads and mothers did agree
and crowned with mirth and joy
To think upon the bridal day
‘twixt me and Gilderoy.
III
Now Gilderoy and I walked out
when we were both fifteen
And gently he did lay me down
among the leaves so green.
When he had done what he could do
he rose and went away;
He was my sovereign heart’s delight,
my handsome Gilderoy.
IV
Now what a pity, a man be hanged
for stealing a woman there
For he stole neither house nor land,
nor stole neither horse nor mare.
At length with numbers he was taken,
my handsome Gilderoy
Yet none dare meet him hand to hand,
he was such a rakish boy.
V
An now we either in Edinburgh Town
it’s long ere I was there,
They hanged him high above
the rest and he wagged in the air.
His relics they were more esteemed
than Hector’s were at Troy,
I never loved to see the face
that gazed on Gilderoy.
VI
Now Gilderoy is dead and gone,
and how then should I live?
With a brace of pistols at my side,
I’ll guard his lonely grave.
They hanged him on the gallows high
for being such a rakish boy(2),
But he was my sovereign heart’s delight,
was my charming Gilderoy.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Gilderoy era il più bel ragazzo
cresciuto in Scozia ,
aveva le scarpe con i fiocchi
e un mantello scarlatto così rosso;
era amato da tutte le donne
e un tale libertino,
era il mio padrone e delizia del mio cuore,
il mio bel Gilderoy.
II
Il giovane Gilderoy ed io
eravamo dello stesso paese
e non trascorsero nemmeno sette anni
che ci innamorammo uno dell’altra;
i nostri genitori erano
d’amore e d’accordo
a pensare al giorno delle nozze
tra me e Gilderoy.
III
Gilderoy ed io,andammo a passeggiare
quando eravamo quindicenni
e con gentilezza lui mi coricò
tra l’erba verde,
dopo che ebbe fatto quello che voleva
si alzò e se ne andò;
era il mio padrone e delizia del mio cuore,
il mio bel Gilderoy.
IV
E che peccato che un uomo sia impiccato
per aver derubato (un’altra) donna
perchè non prese né case, né terre,
e nemmeno cavalli o giumente-
Alla fine con i compari è stato preso
il mio bel Gilderoy,
e tuttavia nessuno osava fronteggiarlo
perchè era un tale libertino.
V
Alla fine nella città di Edimburgo,
ci volle tempo prima che io fossi lì,
lo appesero al di sopra degli altri
a penzolare all’aria.
Le sue spoglie erano più stimate
che quello di Ettore di Troia,
non ho mai amato vedere il viso
che si fissava su Gilderoy.
VI
Ora Gilderoy è morto e sepolto
e allora come posso sopravvivere?
Con un paio di pistole al mio fianco
veglierò sulla sua tomba solitaria.
Lo hanno impiccato sulla forca in alto
perchè era un libertino,
ma era il mio padrone e delizia del mio cuore,
il mio bel Gilderoy.

NOTE
1) rakish= rake, dissolute
2) in realtà i libertini che non pagavano i loro debiti erano detenuti in prigione

ASCOLTA Shirley Collins in “For As Many As Will” 1978. Nelle note di copertina dell’album scrive ” Noted from Henry [Burstow] by Lucy Broadwood who wrote in the Folk-Song Journal: “Mr Burstow sang me one verse of Gilderoy and sent me the whole ballad a year later. I have omitted one stanza.” (This was the central part of verse 3.) I searched through the Lucy Broadwood file at Cecil Sharp House and came across the complete song, and the accompanying letter from Henry. He wrote, “Dear Madam … I give you the song the same as I have heard it sung many years ago … I dare say you can alter some of the words …”

I
Now Gilderoy was a bonny boy and he would not soft ribbons wear.
He’s pulled off his scarlet coat, he gartered below his knee.
He was beloved by the ladies so gay and he was such a rakish boy;
He is my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.
II
Young Gilderoy and I was born all in one town together
And at the age of seventeen we courted one each other.
Our dads and our mums they both did agree and crowned with mirth and joy
To think that I should marry me with my handsome bold young Gilderoy.
III
Now Gilderoy and I walked out all in the fields together;
He took me round the waist so small and down we went together.
And when he had done all a man could do, he rose and kissed his joy,
He is my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.
IV
What a pity it is a man should hang for stealing other women where
He had neither robbed a house nor land and he stole neither horse nor deer.
For he was beloved by the old and the young and he was such a rakish boy,
He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.
V
Now Gilderoy they’ve hung him high and a funeral for him we shall have;
With a sword and a pistol by my side I’ll guard my true love to his grave.
For he was beloved by the young and the old and he was such a rakish boy,
He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.

ASCOLTA Jim Moray in “Jim Moray” 2006

I
Now Gilderoy was a bonny boy, and he would lots of ribbons wear,
He’s taken off his scarlet coat, and got a garter below his knee.
He was beloved by the old and the young, oh he’s such a rakish boy,
he is my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy,
II
Now Gilderoy and I was born, all in one town together,
and at the age of seventeen, we courted one each other.
Our mums’ and our dads’ they both did agree, oh and crowned with mireth and joy,
To think that I would married be, to handsome bold young Gilderoy.
III
Now Gilderoy and I walked out, all in one field together,
he’s took me by the waist so small, and down we went down together.
Oh when he had done all a boy can do, oh he’s rose and kissed his joy,
he is my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy,
IV
What a pity that a boy should hang, for stealing of another fair,
for he stole neither house nor land, and he stole neither horse nor mare.
But he was beloved by the old and the young, oh he’s such a rakish boy,
he is my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://www.poetrynook.com/poem/gilderoy-2 http://www.darachweb.net/SongLyrics/Gilderoy.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15859 http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94500348&mode=transcription http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-066,-page-67-gilderoy.aspx http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/gilderoy.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2457 http://thesession.org/tunes/566 http://52folksongs.com/2012/08/31/as40-gilderoy/ http://www.gutenberg.org/files/38845/38845-h/38845-h.html#gilderoy

THE SHEARINGS NAE FOR YOU

lovers-observed-dettaglioCanto tradizionale dell’Ayrshire, probabilmente risalente al 1700, che sebbene sia stato pubblicato in poche collezioni, è piuttosto popolare in Scozia e Irlanda, diffuso in diverse versioni testuali. Per i testi qui
La storia si dipana su due filoni, quello più cupo racconta di una ragazza incinta che non può partecipare alla tosatura delle pecore (o alla mietitura del raccolto); è stata presa con la forza da un soldato che non ha nessuna intenzione di sposarla,  anzi se ne torna al suo reggimento in partenza e l’abbandona. In altre versioni invece l’uomo le dice che la sposerà subito e il canto assume un tono protettivo: lo sposo che si preoccupa delle condizioni di salute della moglie.

GUIDA ALL’ASCOLTO

Una slow air quasi una ninna-nanna nonostante la crudezza del testo; la ritengo una sorta di canto di consolazione che potrebbe essere cantata dalla donna al proprio bambino ancora nella pancia per spiegarli com’è che verrà al mondo (e in che mondo verrà a vivere!). Dolce e triste nello stesso tempo.

Nei brani selezionati per l’ascolto la storia si svolge in forma di dialogo.
Ma prima, la bellezza della melodia: ASCOLTA Martin Simpson alla chitarra oppure ASCOLTA Wyndbreakers la versione in stile barocco per flauti e violino (in versione integrale su Spotify) e anche ASCOLTA Bob Bellamy & Wendy Barlow con arpa, hammer dulcimer e violino

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Leaving St. Kilda (strofe II, IV e I)
ASCOLTA Allan Macleod (strofe I, II, III, V)
ASCOLTA Celtic Horizon (strofe I, III, IV, I)

CHORUS
O the shearing(1)’s not for you, my bonny lassie o,
O the shearing’s not for you, my bonny lassie o,
The shearing’s not for you
For your back it winna bow,
And your belly’s rolling fu'(2), my bonny lassie o.

I
It was in the month of May, my bonny lassie o,
It was in the month of May, my bonny lassie o,
It was in the month of May
When the flowers they were gay,
And the lambs did sport and play, my bonny lassie o.

II
Don’t you mind on yonder hill, my bonny laddie o,
Don’t you mind on yonder hill, my bonny laddie o,
Don’t you mind on yonder hill
When you swore you would me kill
If you did not get your will, my bonny laddie o.

III
Don’t you mind the banks of Ayr, my bonny laddie o,
Don’t you mind the banks of Ayr, my bonny laddie o,
Don’t you mind the banks of Ayr
When you drew me in your snare,
And you left me in despair, my bonny laddie o.

IV(3)
Tis you may kill me dead, my bonny laddie o,
Tis you may kill me dead, my bonny laddie o,
Tis I’ll not kill you dead
Nor make your body bleed(4),
Nor marry you with speed, my bonny lassie o.

V
The fifes(5) do sweetly play, my bonny lassie o,
The fifes do sweetly play, my bonny lassie o,
The fifes do sweetly play
And the troops do march away,
And it’s here I will not stay, my bonny lassie o.

NOTE
1) shearing si traduce come la falciatura del raccolto ma spesso in Scozia si intende la tosatura delle pecore
2) l’espressione letteralmente dice “l’ombellico si dondola” ma nella parola roll è implicito il concetto di avvolgimento ovvero di “ripieno” così si intende che nella pancia sta crescendo un bambino
3) nella versione di Tannahill weavers dice
Well I’ll no kill you deid my bonnie lassie o No I’ll no kill you deid my bonnie lassie o No I’ll no kill you deid, nor will I harm your pretty heid I will marry you with speed my bonnie lassie o
4) letteralmente “farò sanguinare il tuo corpo”: il ragazzo crede che lei non sia più vergine, un calssico della visione macho del mondo in cui se una donna non è più illibata allora vuol dire che ci sta con tutti
5) anche pipes
6) in questa versione il cuore è stato intrappolato
7) nocht noo but doul an care: nothing now but hardship
8) shoon: shoes
9) an unco loon: ‘a wild dude’.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO “La falciatura non è per te mia bella, perchè la tua schiena non si piega e la tua pancia sta per sfornare mia bella”
“Era il mese del maggio quando i fiori erano vivaci e gli agnelli giocavano o mia bella” “Non ricordi quella collina laggiù mio bello quando giurasti che mi avresti ucciso se non si faceva come volevi? Non ricordi le rive di Ayr mio bello, quando mi hai preso in trappola e mi hai lasciato nella disperazione?” “Mi potresti uccidere mio bello” “Non ti ucciderò mia bella e non ti picchierò né ti sposerò subito, i pifferi suonano allegramente mia bella e le truppe marciano via e qui non resterò mia bella”

La versione romantica accenna invece soltanto ad un incontro magico sulle rive dell’Ayr in cui l’uomo si è innamorato della bella fanciulla e prosegue dicendole di lasciare i capelli sciolti e di levare le fibbie dalle scarpe perchè non andrà più alle feste da ballo essendo ora una donna sposata e incinta.

ASCOLTA Jim Reid in I Saw the Wild Geese Flee 1984
CHORUS
Oh the shearin’s no for you, my bonnie lassie oh
Oh the shearin’s no for you, my bonnie lassie oh,
Oh the shearin’s no for you, for yer back it winna boo,
And yer belly’s rowan fit’ my bonnie lassie oh.

I
Dae ye mind the banks o’ Ar, my bonnie lassie oh,
Dae ye mind the banks o’ Ar, my bonnie lassie oh,
Dae ye mind the banks o’ Ar, where my heart ye did ensnare(6),
And yer love ye did declare, my bonnie lassie oh.

II
Tak the ribbons frae yer hair, my bonnie lassie oh,
Tak the ribbons frae yer hair, my bonnie lassie oh,
Tak the ribbons frae yer hair, and let doon yer ringlets fair,
Ye’ve nocht noo but doul an’ care(7), my bonnie lassie oh.

III
Tak the buckles frae yer shoon(8), my bonnie lassie oh,
Tak the buckles frae yer shoon, my bonnie lassie oh,
Tak the buckles frae yer shoon, for ye’ve wed an unco loon(9),
And yer dancin days are done, my bonnie lassie oh

KELVIN GROVE

Si tratta di una versione “edulcorata” di “The shearing’s not for you”, una riscrittura in epoca vittoriana per una melodia dolce e bella, da poter essere cantata senza arrossire anche nei salotti bene. Attribuita a volte a Mr. John Sim, è più probabilmente di Thomas Lyle (Paisley 1792-Glasgow 1859) che la riporta nel suo “Collected Poems and Songs” (1837). La storia tra fate di mezzanotte valli ombrose e acque limpide è quella di un emigrante che lascia la sua innamorata e la sua terra per fare fortuna non essendo ancora degno di aspirare alla di lei mano.

ASCOLTA Charlie Zahm in una versione tradizionale e con le strofe ridotte a 4

I
Let us haste to Kelvin Grove(1), bonnie lassie, O Thro’ its mazes let us rove, bonnie lassie, O Where the roses in their pride Deck the bonnie dingle side Where the midnight fairies glide, bonnie lassie, O.
II
Let us wander by the mill, bonnie lassie, O To the cove beside the rill, bonnie lassie, O Where the glens rebound the call Of the roaring waters’ fall Thro’ the mountains rocky hall, bonnie lassie, O.
III
Tho’ I dare not call thee mine, bonnie lassie, O As the smile of fortune’s thine, bonnie lassie, O Yet with fortune on my side I could stay thy father’s pride And win thee for my bride, bonnie lassie, O.
IV
Then farewell to Kelvin Grove, bonnie lassie, O And adieu to all I love, bonnie lassie, O To the river winding clear To the fragrant scented brier Even to thee of all most dear, bonnie lassie, O.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Andiamo a Kevin Growe mia bella sebbene intricato andiamo mia bella dove le rose nel loro orgoglio ornano la valletta ombrosa dove le fate di mezzanotte aleggiano
II
Andiamo al mulino, mia bella alla grotta accanto al ruscello dove la stretta valle rimbalza la voce della cascata assordante per le montagne rocciose mia bella
III
Non oso dirti mia bella fanciulla mentre la fortuna ti sorride mia bella eppure con la buona sorte dalla mia potrei affrontare l’orgoglio di tuo padre e averti come mia sposa bella fanciulla
IV
Allora addio a Kelvin Grove e addio a tutto ciò che amo al limpido fiume tortuoso al roseto profumato e a te di tutti la più cara bella fanciulla

NOTE 1) Kelvin Grove è un boschetto nel West End Glasgow meta preferita dalle giovani coppiette, diventato parco per uso delle classi medie nel 1852 e progettato da Sir Joseph Paxton 2) brier: rose bush

TAK THE BUCKLES FRAE YOUR SHEEN

Con questo titolo sono raccolte diverse versioni testuali sempre però con la stessa melodia di “The shearing’s not for you” e che raccontano la stessa storia ma senza fare cenno alla violenza.

ASCOLTA Jeannie Robertson in Scottish Ballads and Folk Song. Qui il ragazzo dice alla ragazza di mettere via le belle fibbie dalle scarpe perchè I giorni per ballare sono finiti; di prendere le balze del vestito e di cucire un vestito per il bambino

Tak the buckles frae your sheen, bonnie lassie O
Tak the buckles frae your sheen, for your dancin’ days are deen,
For your dancing days are deen bonnie lassie O
Tak the flounces frae your goun, bonnie lassie O,
Tak the flounces frae your goun, mak a frockie(1) tae your loon(2),
Mak a frockie tae your loon, bonnie lassie O
Dae ye min’ on Glesca(3) Green, bonnie lassie O?
Dae ye min’ on Glesca Green, when I played on your machine(4)?
Dae ye min’ on Glesca Green, bonnie lassie O?

NOTE
1) vestito da donna ma anche per infante, alcuni lo traducono come pannolino per neonato
2) bambino
3) Glasgow
4) l’unico accenno alla notte d’amore un ben strano eufemismo paragonare il sesso di una donna con una macchina!

Per completezza si riporta anche questa versione, in cui la nostra storia è introdotta da una filastrocca per bambini

ASCOLTA Ray & Archie Fisher
What’s poor Mary weeping for?
Weeping for, weeping for,
What’s poor Mary weeping for?
On a cold and a frosty morning.

Because she wants to see her lad,
See her lad, see her lad.
Because she wants to see her lad
On a cold and a frosty morning.

She buckled up her shoes and away she run
Away she run, away she run.
She buckled up her shoes and away she run
On a cold and a frosty morning.

Tak’ the buckles fae your shoon, bonnie lassie-o
Tak’ the buckles fae your shoon, bonnie lassie-o
Tak’ the buckles fae your shoon, for you’ve married sicca loon
That your dancing days are done, bonnie lassie-o.

Tak’ the ribbons fae your hair, bonnie lassie-o
Tak’ the ribbons fae your hair, bonnie lassie-o
Tak’ the ribbons fae your hair, and cut off your ringlets fair
For you’ve naught but want and care, bonnie lassie-o.

Tak’ the floonces fae your knee, bonnie lassie-o
Tak’ the floonces fae your knee, bonnie lassie-o
Tak’ the floonces fae your knee, for it’s better far for ye
To look ower your bairnies three, bonnie lassie-o.

FONTI http://www.ramshornstudio.com/o__the_shearing_s_not_for_you.htm http://www.alansim.com/scohtml/sco344.html http://sangstories.webs.com/shearinsnoforyou.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=58285 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7343 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44400 http://www.darachweb.net/SongLyrics/KelvinGrove.html http://www.ecalpemos.org/2011/02/kelvingrove-iona-and-dark-side-of.html

http://mysongbook.de/msb/songs/s/shearins.html http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 28094/3;jsessionid=D4148994E2CCDA30933EDFF2063C7A19 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 35083/3;jsessionid=3006AFF03316C4D11C49FED66DCA2F3B http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/ 18482/1;jsessionid=1A35DB3D7C8638AA6051084255FF2E8F

STINGO UNA MELODIA PER DUE DANZE

La melodia è  riportata da John Playford in “The English dancing master” con il titolo di “Stingo & Oyle of Barley” (varie edizioni dal 1651 al 1686). Stingo è un termine colloquiale (una parola di moda nel 1700) per indicare una birra forte (=strong ale) e il “succo d’orzo”  (= juice of the barley) è un eufemismo per dire la stessa cosa.

LA MELODIA
Ascoltiamo l’arrangiamento per chitarra barocca

A CUP OF OLD STINGO

Una drinking song “for the maltworm in your life.” essendo maltworm un termine elisabettiano per indicare un bevitore di birra forte!

ASCOLTA


There’s a lusty liquor which good fellows use to take-o;
It is distilled with Nard(1) most rich, and water of the lake-o,
Of hop a little quantity, and barm to it they bring too;
Being barrell’d up, they call’t “a cup of good old dainty stingo”.
Traduzione di Cattia Salto
C’è un liquore vigoroso che i bravi ragazzi sono soliti prendere;
si distilla con il Nardo (1) più ricco e l’acqua del lago,
ci mettono una piccola quantità di luppolo e anche il lievito di birra;
lo mettono in botte e lo chiamano “una coppa di buona vecchia squisita birra”

NOTE
1) Nard ( Nardo) sta ad indicare il malto paragonato a un profumo inebriante!

Una seconda versione testuale è intitolata “The Little Barley-Corne” (in Roxburghe Collection con il sottotitolo “ballad from the reign of Charles I”) e qualcuna delle sue tante strofe deve essere finita ovviamente nella ben più nota ballata di John Barleycorn (vedi)

ASCOLTA The Toronto Consort in “Winter Revels from the Renaissance“: il video inizia con una scena tratta dalla serie “The Tudors” per partire con il brano dei Toronto Consort da 2:25: strofe I, II e III; IV, V e VI

ASCOLTA The Rose Ensemble (il video dovrebbe partire dal 1:25): strofe I, IV, VII, VIII


I
Come, and doe not musing stand if thou the truth discerne
But take a full cup in thy hand, and thus begin to learne-
Not of the earth, nor of the ayre, at evening or at morne-
But joviall boyes your Christmas keep, with the little Barly-Corne.
II
It is the cunningst alchhymist that ere was in the land;
‘Twill change your mettle, when it list, in turning of a hand–
Your blushing gold to silver wan, your silver into brasse–
‘Twill turne a taylor to a man, and a man into an asse.
III
If sickness come, this physick take it from your heart will set it
If feare encroach take more of it,
your heart will soon forget it
Apollo and the muses nine do take it in no scorne
So joviall boyes your Christmas keep with the little Barly-Corne.
IV
“Twill make a weeping widow laugh, and soon incline to pleasure;
“Twill make an old man leave his staffe, and dance a youthfull measure:
And though your clothes be ne’er so bad, and ragged, rent and torne,
Against the cold you may be clad with the little Barly-Corne.
V
‘Twill make a coward not to shrinke but be as stout as maybe;
‘Twill make a man that he shall thinke that Joan’s as good as my Lady (1)
It will inrich the palest face and with rubies it adorne
Yet you shall think it no disgrace, this little Barley-Corne.
VI
Thus the Barley-Corne hath power e’en for to change our nature
And make a miser in an hour prove a kind-hearted creature;
And therefore here I say again , let man take ‘t in scorne
But joviall boyes your Christmas keep, with the little Barly-Corne.
VII
“Twill make a miser prodigall, and shew himself kind hearted;
“Twill make him never grieve at all, that from his coyne hath parted;
“Twill make a shepard to mistakevhis sheepe before a storme;
“Twill make the poet to excel; this little Barley-Corne.
VIII
It is the neatest serving man to entertain a friend;
It will doe more than money can all jarring suits to end;
There’s life in it, and it is here, ‘tis here within this cup,
Then take your liquor, doe not spare, but cleare carouse it up.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite e non state in meditazione se volete ravvisare la verità.
ma prendete una coppa piena in mano e iniziate a imparare
non della Terra, né del Cielo, di sera o di mattino
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo
II
E’ il più scaltro alchimista che ci sia mai stato sulla terra
cambierà il vostro coraggio quando in vendita, con un sol cenno della mano
cambierà il vostro oro lucente in smorto argento; l’argento in ottone, trasformerà un sarto in un uomo e un uomo in un asino.
III
Se diventate malati, prendete questa medicina e il vostro cuore andrà a posto, se la paura vi invade, prendetene di più, presto il vostro cuore la dimenticherà, Apollo e le nove muse lo prendono senza tema,
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo
IV
Farà ridere una vedova che piange e dopo la predispone al piacere;
farà lasciare le stampelle ad un vecchio per ballare una danza allegra;
e anche se i vostri vestiti non sono mai stati così brutti e cenciosi, strappati e laceri, contro il freddo potete farvi rivestire dal piccolo Chicco D’Orzo.
V
Non farà indietreggiare un codardo, ma lo farà essere più saldo che mai;
indurrà un uomo a credere che Giovanna non ha nulla da invidiare a una Signora (1),
farà abbellire il viso più pallido e con rubini lo adornerà
tuttavia non lo crederai disdicevole, questo piccolo Chicco D’Orzo.
VI
Così Chicco D’Orzo ha il potere di cambiare la nostra natura
e fare si che l’avaro in un ora, si riveli una creatura di buon cuore;
e quindi lo dico ancora una volta: che l’uomo lo prenda senza tema,
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo.
VII
Farà un avaro prodigo e mostrerà il suo buon cuore;
non lo farà mai sentire triste nel separarsi dal suo denaro;
farà trovare al pastore la pecora smarrita prima di una tempesta;
farà eccellere il poeta, questo piccolo Chicco D’Orzo.
VIII
E’ il servitore più adatto per intrattenere un amico;
farà più di quanto il denaro possa per porre fine ai litigi;
c’è vita in lui, ed è qui, è qui con la sua coppa,
allora prendete il vostro liquore, non lesinate, e brindate!

NOTE
1) In epoca elisabettiana il nome Joan (= Giovanna) è un nome da popolana; così il detto che la pone all’opposto della scala sociale rispetto ad una nobildonna. In Shakespeare “Some men must love my Lady and some Ione” o anche “Now can I make any Ione a Lady” Antony Munday (1599) “Joan as good as my Lady”

La melodia doveva essere molto di moda se, sempre nel Seicento viene abbinata ad un nuovo testo con il titolo di “Cold and Raw (vedi)

ENGLISH COUNTRY DANCE

John Playford la classifica come “scotch song” e i critici per lo più la intendono come riferita allo stile  che non come indicazione di provenienza. Questa danza è particolarmente interessante per la sua evoluzione da danza di corte dal titolo “Stingo” – anche “Oil of Barley”, o “A Cup of Old Stingo” (classificata come danza d’epoca Tudor), verso una danza del secolo successivo e semplificata dal titolo “Juice of Barley“. continua
country-dance-hogarth

FONTI
http://www.musicanet.org/robokopp/english/littlbar.htm
http://www.lukehistory.com/ballads/stingo.html
http://shaysrebellion.stcc.edu/shaysapp/music.do?shortName=barley
http://ontanomagico.altervista.org/stingo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=93815

THE DOWIE DENS OF YARROW: le ballate del Border

Il testo proviene della tradizione scozzese delle border ballads, brano noto anche come “The Dowie Dens of Yarrow”, “The Dewy Dens of Yarrow” o come “The Breas of Yarrow” oppure “The Banks of Yarrow” compare in varie versioni nella raccolta delle ballate del professor Francis James Child. (IV volume: The O Braes ‘Yarrow Child ballad # 214) ma la sua origine potrebbe essere settecentesca. Secondo quanto riportato da sir Walter Scott, l’eroe della ballata era un personaggio reale tale John Scott sesto e ultimo figlio del Laird di Harden (Walter Scott), ma noto nella tradizione locale come barone di Oakwood (tenuta di Kirkhope) ucciso dagli Scott di Gilmanscleugh durante una partita di caccia nella foresta di Ettrick (la vicenda risale alla fine del 1500 o ai primi del 1600).

La storia è stata narrata anche nella poesia di William Hamilton, pubblicata in Tea-Table Miscellany. di Allan Ramsay nel 1723 e anche nel II volume di Reliques di Thomas Percy (1765): Hamilton si era ispirato a una vecchia ballata scozzese della tradizione orale (vedi)

Si racconta dell’uccisione di un ragazzo in un’imboscata presso il fiume Yarrow tesa dai fratelli della donna che lui amava. Nelle varie versioni la dama respinge nove pretendenti che si mettono d’accordo per uccidere il suo vero innamorato, oppure sono gli stessi fratelli della donna, o ancora gli uomini inviati dal padre, a tendere l’imboscata. Il ragazzo riesce a uccidere o ferire un buon numero dei suoi assalitori ma infine cade, trafitto nella schiena dalla mano dal più giovane di loro.

La vicenda è evocata come in sogno da parte della donna che al risveglio si precipita presso il luogo dell’imboscata e sulle colline incontra il fratello recante la notizia della morte del suo innamorato. Nel tragico finale ella annuncia la sua morte imminente alla madre, tanto era il dolore per la perdita.Paton-Yarrow

In alcune versioni il ragazzo è un uomo di campagna ma non necessariamente un contadinello, piuttosto un figlio cadetto di una piccola nobiltà di campagna. Nei dintorni di Yarrow (Yarrow Krik) si trova ancora una pietra con un’antica iscrizione nei pressi di un posto chiamato il “Riposo del Guerriero“.

La struttura è quella classica delle ballate antiche, diffuse per larga parte d’Europa in epoca medievale con lo svelarsi della storia tra domande e risposte dei protagonisti e la morte annunciata ai genitori.
La melodia è stata collezionata da Lucy Broadwood che la raccolse da John Potts di Whitehope Farm, Peeblesshire, nel 1907; pubblicata in The Journal of the Folk Song Society, vol.V, nel 1905.
Versioni testuali e melodie diverse con molte interpretazioni, strepitosa quella dei Mad Pudding nel Cd Dirt & Stone -1996 (un gruppo canadese -Columbia britannica-fondato nel 1994, bravissimi ma poco conosciuti)

ASCOLTA Matthew White (controtenore canadese): Skye Consort nel Cd O Sweet Woods 2013, l’arrangiamento è molto interessante, dall’atmosfera barocca che riecheggia l’epoca in cui si fa risalire la prima versione. Sono eseguite però solo le strofe I, II, IV, V, VI, VIII e XIV

ASCOLTA Mad Pudding in Dirt & Stone -1996 (tranne la V strofa) in versione integrale su Spotify


I
There lived a lady in  the north;
You could scarcely find her marrow(1).
She was courted by nine noblemen
On the dewy dells(2) of Yarrow(3)
II
Her father had a bonny ploughboy
And she did love him dearly.
She dressed him up like a noble lord
For to fight for her on Yarrow(4).
III
She kissed his cheek, she kamed his hair,
As oft she had done before O,
She gilted him with a right good sword
For to fight for her on Yarrow.
IV
As he climbed up yon high hill
And they came down the other,
There he spied nine noblemen
On the dewy dells of Yarrow.
V
‘Did you come here for to drink red wine,
Or did you come here to borrow?
Or did you come here with a single sword
For to fight for her on Yarrow?’
VI
‘I came not here for to drink red wine,
And I came not here to borrow,
But I came here with a single sword
For to fight for her on Yarrow’
VII
‘There are nine of you and one of me,
And that’s but an even number,
But it’s man to man I’ll fight you all
And die for her on Yarrow’
VIII
Three he drew and three he slew
And two lie deadly wounded,
When a stubborn knight crept up behind
And pierced him with his arrow.
IX
‘Go home, go home, my false young man,
And tell your sister Sarah
That her true lover John lies dead and gone
On the dewy dells of Yarrow’
X
As he gaed down yon high hill
And she came down the other,
It’s then he met his sister dear
A-coming fast to Yarrow.
XI
‘O brother dear, I had a dream last night,’
‘I can read it into sorrow;
Your true lover John lies dead and gone
On the dewy dells of Yarrow.’
XII
This maiden’s hair was three-quarters long(5),
The colour of it was yellow.
She tied it around his middle side(6)
And she carried him home to Yarrow.
XIII
She kissed his cheeks, she kamed his hair
As oft she had done before O,
Her true lover John lies dead and gone,
on the dewy dells of Yarrow.
XIV
O mother dear, make me my bed,
And make it long and narrow,
For the one that died for me today,
I shall die for him tomorrow
XV
‘O father dear, you have seven sons;
You can wed them all tomorrow,
For the fairest flower amongst them all(7)
Is the one that died on Yarrow.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
C’era una signora nel Nord
e non aveva un marito
ed era corteggiata da nove nobili
nelle tristi valli dello Yarrow
II
Suo padre aveva un grazioso contadinello
e lei lo amava teneramente
lo vestiva come un nobiluomo
perché si battesse per lei a Yarrow
III
Lei gli baciò la guancia, gli lisciò i capelli
come faceva di solito,
gli regalò una buona spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta collina
gli altri scendevano
allora vide i nove gentiluomini
sulle tristi valli dello Yarrow
V
Sei venuto qui per bere del vino rosso,
o per chiedere un prestito?
O sei venuto qui con una sola spada
per batterti per lei a Yarrow?”
VI
Non sono venuto qui per bere
del vino rosso, o per chiedere un prestito,
ma sono venuto qui con una sola spada
per battermi per lei a Yarrow
VII
Siete nove contro uno,
così siamo pari,
ma combatterò tutti voi uomo contro uomo
e morirò per lei a Yarrow
VIII
Tre li trafisse e tre li uccise
e due li ferì in modo mortale
quando un cavaliere tenace gli arrivò da dietro,
e lo colpì con la freccia
IX
A casa, a casa, mio giovane traditore
vai a dire a tua sorella Sara
che il suo amore John è morto e sepolto
sulle tristi valli di Yarrow
X
Allora lui si precipitò giù per l’alta collina
e lei scese già dall’altra
e così incontrò la cara sorella
che arrivava velocemente a Yarrow
XI
O caro fratello, ho fatto un sogno la notte scorsa
 e non posso sopportare il dolore
ll tuo amante John è morto stecchito
sulle tristi valli dello Yarrow
XII
I capelli della fanciulla erano lunghi fino alle ginocchia e di colore biondo,
lei li annodò intorno alla sua vita
e lo riportò a casa a Yarrow
XIII
Gli baciò le guancie e gli pettinò i capelli
come aveva sempre fatto
il suo amore John era morto stecchito
sulle tristi valli dello Yarrow
XIV
O madre cara, preparami il letto
e fallo lungo e stretto
per colui che è morto per me oggi,
io morirò per lui domani
XV
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma il fiore più bello di tutti
è quello morto a Yarrow”

NOTE
1) marrow= parola arcaica per compagno, amico o amante; nel contesto traducibile anche come “marito”
2) dowie -dewey qui scritto come dewy è un termine scozzese diffuso anche nella Northumbria inglese per “triste o noioso”. Dens o dells è un altro termine scozzese per indicare una” stretta valle ricca di boschi” tipica della zona
3) Yarrow è il nome di un fiume ma anche di un’erba officinale, l’achillea. Quindi la definizione del luogo “le valli dell’achillea” diventa più vaga ma anche simbolica: l’achillea è una pianta associata alla morte, e nelle credenze popolari sognarla equivale a un lutto in famiglia se la donna è sposata o alla perdita dell’innamorato. Dai poteri cicatrizzanti noti già ai tempi di Omero e utilizzata dai Druidi, la pianta è l’ingrediente principale di una pozione magica degna della ricetta segreta del druido Panoramix. Si narra infatti che nella Alta Valle del Lys (Valle d’Aosta) i Salassi fossero grandi consumatori di una bevanda che infondeva coraggio e forza. Divenne nota con il nome di Ebòlabò (letto come ebolebo) e si tratta di una bevanda ancora preparata dagli abitanti della valle a base di achillea moscata.    (vedi scheda)

4) nella versione di Matthew White dice “She killed here with a single sword/On the dewy dells of Yarrow”
5) I capelli lunghi fino a tre quarti dell’altezza vuol dire che arrivano alle ginocchia. Era usanza una volta che le fanciulle portassero i lunghi capelli annodati in una spessa treccia
6) alcuni interpretano il verso come un’espressione di lutto in cui la fanciulla si taglia i suoi lunghissimi capelli fino alla vita. La frase letteralmente però significa che lei usa i capelli per trasportare via il corpo intrecciandoli come una corda. L’immagine è un po’ grottesca per i nostri standard ma doveva essere una prassi comune al tempo.
7) il verso vuole semplicemente dire che il bel contadinello era il più valoroso tra tutti, non certo che era il fratello!

ASCOLTA Bert Jansh non male questa versione intitolata solo Yarrow, in Moonshine (1973).

ASCOLTA The Pentangle (voce Jacqui McShee) in Open the Door, 1985


I
There was a lady from the North,
One scarse could find her marrow,
She was courted by nine gentlemen,
And a ploughboy lad from Yarrow.
II
These nine sat drinking at the wine,
As they had done before,
They made a vow amongst themselves,
To fight for her on Yarrow.
III
She’s washed his face, she’s combed his hair,
As she has done before,
She’s placed a brand down by his side,
To fight for her on Yarrow.
IV
As he came down yon high, high hill,
And down the halls of Yarrow.
There he spied nine armed men.
Come to fight with him on Yarrow.
V
It’s three he’s wounded, and three withdrew,
And three he’s killed on Yarrow,
Till her brother John, came in behind.
And pierced his body through.
VI
Oh, Father dear, I dreamed a dream,
I fear it will prove sorrow,
Dreamed I was pulling the heather bell,
On they dowy dens of Yarrow.
VII
Oh, Father dear, you’ve seven sons,
You may wed them all tomorrow,
But the fairest one amongst them all.
Was the boy I loved on Yarrow.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
C’era una signora nel  Nord
e non aveva un marito
ed era corteggiata da nove nobili
e da un contadinello di Yarrow
II
Questi nove stavano a bere del vino
come facevano prima (di andare a caccia)
e si scambiarono la promessa
di combattere per lei a Yarrow
III
Lei gli baciò la guancia, gli lisciò i capelli
come faceva di solito,
e lo cinse con una spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta collina
e scendeva le colline di Yarrow
allora vide i nove gentiluomini armati
che veniva a combattere contro di lui a Yarrow
V
Tre li trafisse e tre li uccise
e due li uccise sullo Yarrow
finchè il fratello di lei John gli arrivò da dietro,
e lo colpì con la freccia
VI
O caro padre ho fatto un sogno
e temo che porterà sventura
ho sognato di tirare la campana dell’erica,
sulle cupi valli di Yarrow
VII
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma il fiore più bello di tutti
era il ragazzo che amavo a Yarrow

FONTI
http://literaryballadarchive.com/PDF/Hamilton_1_Braes_of_Yarrow_f.pdf
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C214.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thedowiedensofyarrow.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/145.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/484.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/67.html
http://www.electricscotland.com/webclans/families/scotts_harden.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9870

IMMAGINI
Sir Joseph Noel Paton The Dowie Dens of Yarrow
http://fallingangelslosthighways.blogspot.it/2013/04/the-eildon-hills-sacred-mountains-of.html