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CORVI E CORVACCI

I corvi non cantano ma gracchiano, sono onnivori anche se prediligono gli occhi dei morenti. Dotati di intelligenza sembrano guardare il mondo con molta attenzione e riescono a memorizzare e a distinguere i volti delle persone, possono anche imparare a parlare con voce umana e a imitare il richiamo di altre specie.
Lo sguardo del corvo mette a disagio, un disagio mistico magistralmente descritto da Edgar Allan Poe nella poesia Il Corvo (qui)
Il corvo imperiale stanziale (Corvus corax) è maestoso quello nero comune (Corvus frugilegus) è migratore e torna in Europa nel mese di Febbraio; nella tradizione celtica c’è una luna a lui dedicata, la luna del corvo, che saluta il suo ritorno.
I corvi sono considerate creature magiche ambivalenti tra luce e tenebra. Per spiegare la sua duplice natura molte sono le leggende che li vedono nati con il bianco piumaggio diventato nero in seguito al capriccio di un dio.
Nelle mitologie nordiche il corvo è il messaggero del regno spirituale (il corvo di Odino/Wotan ma anche il corvo di Lugh) foriero di presagi funesti come la morte o l’appressarsi di una battaglia. La Morrigan irlandese nella sua triplice forma è la regina dei Morti ma anche dea della fertilità: sui campi di battaglia era Macha la sanguinaria che assumeva la forma di corvo (o cornacchia) continua.

CORVI BRITANNICI

Che i corvi siano animali domestici è ampiamente dimostrato dal loro stanziamento presso la Torre di Londra.
La presenza di questi corvi è tradizionalmente ritenuta una protezione della Corona britannica e della Torre stessa; una superstizione legherebbe il destino dei corvi a quello della corona britannica: “se i corvi della Torre di Londra moriranno o voleranno via, la Corona cadrà e con essa la Gran Bretagna” (tratto da wikipedia)

Tra le filastrocche per bambini dal titolo One for Sorrow c’è quella che insegna a contare con 10 gazze ma anche 10 corvi :
One for sorrow,
Two for joy,
Three for a girl,
Four for a boy,
Five for silver,
Six for gold,
Seven for a secret,
Never to be told.
Eight for a wish,
Nine for a kiss,
Ten for a bird,
You must not miss.

e ancora tra le nursery rhymes della tradizione scozzese la filastrocca sui tre corvi appollaiati sul muretto (qui) ovvero ciò che resta della ballata medievale sui corvi (Child ballad # 26) e il cadavere di un cavaliere  (qui)

Concludo con una canzoncina in stile “Reinassance Rock” scritta da Candice Night: Three black Crows in Ghost of a Rose 2003


3 black crows were sitting on a fence
Watching the world pass them by
Laughing at humanity and its pretense
Wondering where next to fly…
CHORUS
And they cackled in joy and dove through the air
Like the winds of a hurricaine
And they spread their wings as if to declare
“Onward , let freedom ring!”


3 black crows were sitting on a fence
Watching the world pass them by


3 black crows are sitting in a tree
Looking down on mankind
Loving how it feels to be so free
Leaving us far behind…


3 black crows are sitting in a tree
Watching the world pass them by
tradotto da Cattia Salto
3 corvi neri erano appollaiati sullo steccato a guardare passare il mondo.
Ridevano dell’umanità e delle sue pretese, interrogandosi sul prossimo volo
CORO
Gracchiavano felici e vorticavano nell’aria
come i venti di un uragano
Un frullo d’ali come per dichiarare
“Avanti, che risuoni la libertà!”


3 corvi neri erano appollaiati sullo steccato a guardare passare il mondo


3 corvi neri sono appollaiati sull’albero
guardano giù, verso il genere umano.
Amano come ci si sente ad essere liberi
ci lasciano a terra…


3 corvi neri sono appollaiati sull’albero
a guardare passare il mondo

FONTI
https://renucioboscolo.com/2015/09/10/droni-e-corvi-gli-uccelli-e-popoli-corvi-quali-sinistri-e-presagi/
https://www.cibocanigatti.it/uccelli/rapaci-e-altri-uccelli/corvo.asp
https://www.cavernacosmica.com/simbologia-del-corvo/
http://www.centrostudilaruna.it/simbolismodelcorvo.html
http://afterlifeworld.altervista.org/simbologia-e-significato-il-corvo/
http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Morrigan.htm
https://angloamericanstudio.wordpress.com/2013/06/12/i-corvi-della-torre-di-londra/

THREE RAVENS

Child ballad #26, versione A
musica di Thomas Ravenscroft (1611).

Nella ballata tradizionale di autore anonimo, tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito (Twa Corbies).

LA VERSIONE INGLESE: THREE RAVENS

Qui i corvi sono tre e il testo è in inglese, accanto al cadavere del cavaliere giacciono i suoi fedeli cani e falchi, e una donna-cerva lo seppellisce. Vernon Chatman in “The three ravens explicated“, 1963 ipotizza che la donna-cervo sia una sorta di donna-centauro e che l’origine della ballata sia irlandese (o quanto meno che la ballata sia derivata da una versione irlandese) (vedi anche in htm): egli ipotizza che il cavaliere appartenga al Clan del Cervo Rosso e che la donna-cervo sia lo spirito-guardiano in forma animale ma anche di fanciulla. Il riferimento però va anche alla corrigan del folklore bretone, la fata-cerva del Greenwood ovvero il bosco sacro che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti simile alle sirene) continua
Così i tre corvi sono il simbolo della dea Morrigan la triplice dea della morte che aleggia sui campi di battaglia. continua

Henry Matthew Brock ‘The Three Ravens’

Versione A – Child #26

in “Melismata Mvsicall Phansies. Fitting the Covrt, Citie, and Covntrey Hvmovrs. To 3, 4, and 5 Voyces” musica di Thomas Ravenscroft (1611).
Da ascoltare nella sua probabile esecuzione originale in epoca Tudor nelle splendide esecuzioni dei contro-tenori
ASCOLTA Henry de Rouville

ASCOLTA  Alfred Deller
ASCOLTA Andreas Scholl


I
There were three ravens sat on a tree,
downe a downe, hay downe, a downe,
They were as black as they might be.
with a downe, (downe, downe)
Then one of them said to his mate,
Where shall we now our breakfast take? With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Down in yonder dear green field,
There lies a Knight slain under his shield,
His hounds they lie down at his feet,
So well do they their Master keep,
III
His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie
Down there comes a fallow doe,
As great with young as she might go
IV
She lifted up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red,
She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake,
V
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
God send every gentleman,
Such hawks, such hounds, and such a Leman
Tradotto da Cattia Salto
I
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
sconsolato e depresso (1)
erano neri come devono essere
assolutamente sconsolato
allora uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
i suoi cani gli giacciono ai piedi
e vegliano il loro padrone
III
I suoi falchi volano con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
giunge là una cerva maculata (2) in stato avanzato di gravidanza
IV
Gli alzò la testa insanguinata
e baciò le sue ferite che erano così rosse
poi lo prese sulla sua schiena
e lo portò nella fossa (3)
V
Lo seppellì avanti l’ora prima (4),
ed era morta anche lei all’ora di compieta
che Dio mandi a ogni gentiluomo
tali falchi, cani e amante (5)

NOTE
1)  Vernon Chatman (nella sua opera già citata) propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected.
Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
2) letteralmente cerbiatta a maggese ma anche daino dal manto maculato.
3) lago di creta o lago asciutto o terra molle ossia un corpo d’acqua alimentato solo dalla pioggia, richiama la pozzanghera sta per indicare la fossa in cui il cavaliere sarà seppellito
4) suddivisione del tempo secondo le ore canoniche stabilite dalla chiesa cristiana per la preghiera comune (liturgia delle ore)
Mattutino: prima dell’alba
Lodi: all’alba
Prima: ore 6:00
Terza: ore 9:00
Sesta: ore 12:00
Nona: ore 15:00
Vespri: tramonto
Compieta: prima di coricarsi
5) termine arcaico per amante

32

ASCOLTA Loreena McKennitt live arpa e voce nei suoi primi concerti (con il testo standard)

ASCOLTA Cecile Corbel in Songbook Volume 1 che ha invece (come suo solito) modificato la struttura della ballata introducendo un ritornello


chorus
Down-a-down, hey! down
They were as black as they might be
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
There were three ravens sat on a tree,
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
The one of them said to his mate,
“Where shall we our breakefast take?”/”Down in a yonder green field,/There lies a knight slain under his shield.
II
His hounds they lie down at his feet,/So well they can their master keep./His hawks they fly so eagerly,/There’s no fowl dare him to come nigh.”
III
Down there comes a fallow doe
As great with young as she might goe.
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
traduzione italiano
Ritornello
Down-a-down, hey! down
Erano neri come devono essere
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
Uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
“Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
II
I suoi segugi gli stanno ai piedi
e vegliano il loro padrone
I suoi falchi con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
III
Giunge là una cerva maculata in stato avanzato di gravidanza.
Lo seppellì avanti l’ora prima
ed era morta anche lei nel tempo di una canzone

ASCOLTA Malinky in 3 Ravens, 2002


I
Three ravens sat upon a tree
Hey doun hey derrie day
Three ravens sat upon a tree
Hey doun
Three ravens sat upon a tree
And they were black as black could be
And sing la do an la do a day
II
The middle ane said tae his mate
“Oh where shall we our dinner get?”
III
“Well, it’s doun intae yon grass green field/There lies a knight that’s newly killed”
IV
And his horse is standing at his side
And thinks he might get up and ride
V
And his hounds are lying at his feet
And they lick his wounds sae sore and deep
VI
There came a lady full of woe
As big wi’ child as she could go
VII
And she’s stretched hersel’ doon at his side
And for the love of him she’s died
Tradotto da Cattia Salto
I
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun hey derrie day
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun
Tre corvi appollaiati sull’albero
neri proprio come devono essere
e canta la do an la do a day
II
quello in mezzo disse ai suoi compagni,
“Dove andremo per colazione?”
III
“Beh laggiù in quel bel campo verde
giace un cavaliere che è stato appena ucciso”
IV
Il suo cavallo gli sta al fianco
e pensa che dovrebbe alzarsi e correre
V
I suoi cani gli giacciono ai piedi
e gli leccano le ferite terribili e così profonde
VI
Giunge là una dama addolorata
in stato avanzato di gravidanza
VII
Si è distesa al suo fianco e per amor suo è morta

ASCOLTA Sonne Hagal (neo folk germanico)

TAM LIN & FAIRYLAND

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)
prima versione qui
s
econda versione qui

TERZA VERSIONE

Una versione più ridotta rispetto ai testi riportati dal professor Child è quella raccolta nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson.
Le persone delle Highlands che ancora  cantavano la ballata di Tam Lin credevano nell’esistenza delle fate e  sottolineavano gli aspetti più magici della storia riducendo il testo all’essenzialità. Il nome della dama è diventato Margaret, ed è sempre intenta a ricamare (il passatempo più diffuso tra le giovanette nobili durante il Medioevo)  quando vede i boschi diventare più verdi ( ecco il richiamo sessuale che coincide con l’arrivo della primavera); si alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltane.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e il suo coraggio unito all’amore potranno vincere la magia delle fate.

Peter Nevis

I
Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.
II
For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,/She pulled those branches down.
III
For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’
IV
For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.
V
For he catched her by the middle small
He gently laid her down;
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’
VI
‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’
VII
For the first will be is a white-milk steed/And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.’
VIII
For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.’
IX
For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’
Tradotto da Giordano Dall’Armellina
I
Lady Margaret, Lady Margaret
era intenta a cucire
guardò a est guardò a ovest
e vide quei bei boschi verdi
diventare più verdi (1)
e vide quei bei boschi verdi.
II
E allora allacciò il suo corpetto
e corse verso di loro
e quando arrivò a quei
bei boschi verdi
strappò quei rami, mio caro
strappò quei rami.
III
Ed è là che vide un gentiluomo
che veniva per il bosco verso di lei
“Chi ti ha dato il permesso (2), mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”
IV
“Una volta io potevo strappare da quegli alberi
una volta io potevo strappare
una volta io potevo strappare
da quegli alberi
e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”
V
E allora lui la prese per i fianchi (3)
e si stesero a terra.
“Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”
VI
“Domani è il nuovo anno (4)
e le fate cavalcheranno;
passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino
mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”
VII
“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero,
lo terrai per la testa (5), non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.
VIII
Poi si trasformerà
in un grande serpente;
lo terrai per la testa, non aver paura,
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.
IX
La successiva sarà
in un uomo nudo,
gli getterai intorno il tuo mantello (6)
e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto
tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
1) siamo in primavera quando gli alberi rinverdiscono e il sangue canta nelle vene
2) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano
3) il riferimento all’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte” delle versioni settecentesche
4) il salto temporale ci porta a sei mesi dopo con la lady in dolce attesa (da Beltane a Samain), nella notte di Samain si possono vedere i cortei fatati attraversare i luoghi di confine per entrare nella nostra dimensione
5) si riferisce alla testa del cavaliere e non del cavallo
6) è il mantello verde di Margaret a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga

ASCOLTA Alice Castle versione live 2003.  Un’ ulteriore elaborazione testuale della versione delle Highlands su melodia di Sal Russo

VERSIONE DI ALICE CASTLE
I
Lady Margaret, Lady Margaret
was sewing at a seam
she saw those marry green woods
it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down.
II
“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”
chorus
She was those marry greenwoods
it’s up to them she ran/she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave,
it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”
III
“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”
tradotto da Cattia Salto
I
Lady Margaret,  Lady Margaret,
era intenta a ricamare,
vide quei bei boschi verdi
e corse verso di loro.
Laggiù incontrò un gentiluomo
che veniva verso di lei
che la prese per i fianchi e la stese dolcemente a terra.
II
“Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome”
Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo
passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.
Coro
E lei corse per quei boschi verdi
e corse verso di loro
strappò quei rami, mio caro
“Chi ti ha dato il permesso,
chi ti ha dato il permesso
di strappare quelle rose mia cara?”
III
“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero,
lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente,
non aver paura, lo terrai per la testa.
La successiva sarà in un uomo nudo,
gli getterai addosso il tuo mantello
e griderai ti ho vinto, mio caro
e griderai ti ho vinto tu sarai il padre del mio bambino”


VARIANTI

Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice. Un’interpretazione dolce e triste nello stesso tempo, un’atmosfera fuori dal tempo ma così attuale.


I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin/Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any gl(r)ass
XI
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIII
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XIV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XVI
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVII
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVIII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XIX
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XXI
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXIII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIV
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXVI
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVII
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home
tradotto da Cattia Salto
I
Vanna solitaria sta nella sua stanza a ricamare con filo di seta
e guarda fuori a Carterhaugh (1)
tra le rose che rinverdiscono
II
Vanna solitaria sta nella sua stanza a ricamare con filo di seta
e vorrebbe essere a Carterhaugh
tra le rose rosse
III
Lascia cadere il ricamo a terra
e l’ago ai piedi ed è andata al (bosco di) Carterhaugh
più veloce che poteva
IV
Appena raccolta una rosa,
una rosa sola
che apparve il giovane Tamlin
“Signora, lascia stare!
V
Con che diritto raccogli la rosa, la rosa?
Con che diritto spezzi il ramo?
Con che diritto vieni al bosco di  Carterhaugh
senza il mio permesso?”
VI
“Ma Carterhaugh non è vostro
e di rose ce ne sono molte
vado e vengo a mio piacimento
senza chiedere il vostro permesso”
VII
E lui la prese per la mano
la prese per la manica
e fece stendere quella dama giù
tra le rose rigogliose
VIII
La prese per il braccio
e la prese per l’orlo
e fece stendere quella dama giù
tra le rose rosse
IX
C’erano 24 belle dame
che ricamavano
e Vanna tra di loro
con il viso pallido come latte
X
E 24 cavalieri
giocavano a scacchi
e Vanna tra di loro
verde come l’erba
XI
Allora parlò suo padre
calmo e gentile
“Oh ahimè figlia mia
temo che aspetti un bambino
XII
E’ di un uomo di valore
o di un uomo ricco
o chi tra i miei nobiluomini
darà a tuo figlio il suo nome?”
XIII
“Oh padre, se avrò un bambino
solo questo ti dirò
non c’è nessuno tra i tuoi nobili
che io vorrò sposare.
XIV
Padre, se avrò un bambino
io sola ne porto il biasimo
non c’è nessuno tra i tuoi nobili
che darà il suo nome al bambino”
XV
Lascia cadere il ricamo a terra
e l’ago ai piedi ed è andata al (bosco di) Carterhaugh
più veloce che poteva
XVI
E’ tra la malerba tra i rovi (2)
quando nuovamente appare Tamlin
“Signora non prenderne di più
XVII
Con che diritto raccogli la rosa avvelenata?
Con che diritto spezzi il ramo?
Con che diritto fai del male al bambino che ho fatto con te?”
XVIII
“Oh io raccoglierò la rosa Tamlin
e spezzerò il ramo
ma non terrò il bambino
che hai fatto con me!”
XIX
“Se tu fossi un gentiluomo
e non un’ombra oscura (3)
lo cullerei nelle notti d’inverno
e nei giorni d’estate”
XX
“Allora tienimi tra le tue braccia
se vorrai conquistare il mio amore
e tienimi stretto e non temere
sarò un gentiluomo
XXI
ma prima mi muterò tra le tue braccia in un lupo selvatico
tienimi stretto e non temere
sono il tuo vero amore
XXII
mi muterò tra le tue braccia in un orso selvatico
tienimi stretto e non temere
sono tuo marito amore
XXIII
mi muterò tra le tue braccia in un leone fiero
tienimi stretto e non temere
e tu amerai il tuo bambino”
XXIV
E prima si mutò tra le sue braccia in un lupo selvatico
lei lo tenne stretto e non ebbe paura di lui che era il suo vero amore
XXV
E poi si mutò tra le sue braccia in un orso selvatico
lei lo tenne stretto e non ebbe paura di lui che era il suo caro marito
XXVI
E poi si mutò tra le sue braccia in un fiero leone
lei lo tenne stretto e non ebbe paura del padre di suo figlio
XXVII
E poi si mutò tra le sue braccia in un uomo nudo
lei lo avvolse nel suo mantello così caldo (4) e lo riportò a casa

NOTE
1) La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
2) oltre ad essere descritto il bosco invernale si pone l’accento sulle erbe abortive che Vanna è andata a cercare
3) Tam Lin è descritto come “wild shade” una creatura pericolosa, selvaggia ma anche folle, non umana o sotto un incantesimo; in questa versione non entra in scena la regina delle fate ma, come in Bella e la Bestia, la donna riconosce attraverso il mostro (lupo, orso e leone) il vero amore. Nell’abbraccio mostruoso (equivalente al bacio del vero amore) si rompe l’incantesimo, l’eroina supera la prova e conquista (nobilita) il suo uomo. A leggere tra le righe l’amore femminile doma la bestia selvaggia racchiusa nell’indole maschile..

Peter Nevis

4) l’uomo stremato dalle trasformazioni appare nudo e fragile ed è come rinato!

Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005) Una variante più mistica e un po’ “creepy”


I
What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.
II
He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
III
A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well
V
And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell
VI
And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself
VII
This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide
VIII
So gloomy gloomy was the night
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae
IX
And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone
Tradotto da Cattia Salto
I
“Con che diritto raccogli le rose Vanna
Con che diritto spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh
senza chiederti il permesso (1)!”
II
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso.
III
“Non ti voglio mentire Vanna
ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere
ed amava la caccia.
V
E in un giorno freddo e gelato
giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò
per abitare nella collina verde
VI
Ma quando scadono sette anni (2)
si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.
VII
Questa è la Notte dei santi, Vanna
quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca
devi aspettare alla croce (3).
VIII
Così tenebrosa era la notte (4)
e lugubre il cammino
mentre Vanna nel suo mantello verde (5) andava in cerca della croce.
IX
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
1) in questa versione la fanciulla si comporta in modo insolente ed entra nel greenwood ossia nel bosco sacro senza chiedere il permesso delle fate; la sua imprudenza viene ripagata con la violenza di Tam lin che la prende senza il suo consenso.
2) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, probabilmente è un rferimento ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
3) Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk
4) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino
5) il mantello verde è una costante della storia perchè è uno strumento di potere, con il mantello l’uomo afferma il suo possesso sulla donna (e le viene messo sulle spalle nel matrimonio medievale) così cedendo il suo mantello la donna si sottomette all’uomo

(ASCOLTA la versione registrata in studio) Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is there
I
Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to Carterhaugh
just as fast as she can go
II
She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!’
III
How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods/Without asking leave of me?’
IV
Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’
V
Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin/She looks the young man in the eye and knows him now for young Tam Lin.
refrain
VI
Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.
VII
All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes
VIII
Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.”
IX
Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.
X
Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’
refrain
XI
Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.
XII
But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her
XIII
Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,/alas, when I was but a child.’
XIV
My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.’
XV
Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well’
XVI
But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’
refrain
XVII
Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”
XVIII
But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?’
XIX
‘First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.’
XX
They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father
XXI
‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child
XXII
‘At last they’ll change me in your arms into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.
refrain
XXIII
‘Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.
XXIV
The heavens dressed in baleful black and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.
XXV
Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent/she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went
XXVI
Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.
XXVII
And first rode by the night black steeds and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.
XXVIII
They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.
XXIX
Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.
XXX
Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.
XXXI
Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’
refrain
XXXII
Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.
Tradotto da Cattia Salto
ritornello
Proibisco a tutte voi  fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli
di andare a Carterhaug
che dal giovane Tam Lin è abitato!
I
Vanna si annoda la veste verde
appena sopra al ginocchio
ed è andata a Carterhaugh
correndo più svelta che può.
II
Venne alle rose che crescevano selvatiche, colse una sola rosa
quando un giovane appare e grida: “Signora, lascia stare!
III
Come osi cogliere le mie rose,
come osi spezzare i miei rami.
Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”
IV
La Bella Vanna risponde “Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”
V
Pieno di spavalderia lui le prende la mano e le guance di lei si arrossano, guarda il giovanotto negli occhi
e ora riconosce il giovaneTam Lin.
ritornello
VI
Vanna si rimbocca la gonna
fino al ginocchio
al castello del padre corre
più svelta che può.
VII
Tutte le dame della corte giocano tra loro come tante roselline,
ma non Vanna che subito sviene verde come l’erba che cresce
VIII
Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Vanna mia cara figlia, credo che tu aspetti un figlio.”
IX
“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto sono da biasimare,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
X
Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita prodigiosa perché ti giuro che non è il risultato di un mortale sulla terra.”
ritornello
XI
Vanna indossò il suo vestito verde quando erano passati nove mesi
e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.
XII
Ma Tam Lin non si trova
e Vanna è disperata
sul tappeto della foresta si accascia
e rapido il suo amore la prende
XIII
Vanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi rapì
ahimè, quando ero ancora bambino
XIV
Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Regina delle Fate quando caddi da cavallo
XV
Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene
XVI
Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.
ritornello
XVII
Questa è la notte dei Santi
e la corte fatata cavalcherà,
colei che vuole conquistare il vero amore alla Croce del Mulino deve aspettare.”
XVIII
Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti
tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”
XIX
“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù il cavaliere
XX
Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una orribile vipera
ma stringimi senza temere,  sono il padre del tuo bambino.
XXI
Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone feroce
ma stringimi senza temere, sono il padre del tuo bambino.
XXII
Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere nudo
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi ben nascosto”
ritornello
XXIII
Così tenebrosa era la notte e lugubre il cammino mentre Vanna nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
XXIV
I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come una tomba, ma Vanna attese al buio per salvare il suo vero amore.
XXV
Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò, infuriò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato
XXVI
Vanna ristette, inamovibile, nella fosca brughiera e più forte suonarono i sonagli mentre la corte fatata a cavallo arrivava
XXVII
E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.
XXVIII
Lo trasformarono tra le sue braccia in bestie e  fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che il suo amore le raccomandò e conquistò il giovane Tam Lin
XXIX
Allora parlò la Regina delle Fate e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi ha preso il miglior cavaliere Corte
XXX
Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e trasformato  in un albero
XXXI
Se avessi saputo, Tam Lin,
prima che questa notte finiva avrei strappato il cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”
ritornello
XXXII
Vanna si legò il mantello verde
sopra il ginocchio e non di più
e via da Carterhaugh
corre più svelta che può.
che mi ricorda un po’ nel ritmo l’arrangiamento degli Steeleye Span (molto bello il video)


I
oh,I forbid you maidens all
that wear gold in your hair.
to come or go by carterhaugh
for young tam lin is there.
II
If you go by carterhaugh
you must leave him a wad.
either your rings or green mantle
or else your maidenhead.
III
she’s away o’er gravel green
and o’er the gravel brown.
she’s away to carterhaugh
to flower herself a gown.
IV
she had not pulled a rosy rose
a rose but barely one.
when by came this brisk young man
says, lady let alone.
V
how dare you pull my rose, madam?
how dare you break my tree?
how dare you come to carterhaugh
without the leave of me?
VI
well may I pull the rose, she said
well may I break the tree.
for carterhaugh it my father’s
I’ll ask no leave of thee.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
VII
he’s taken her by the milk-white hand
and there he’s laid her down.
and there he asked no leave of her
as she lay on the ground.
VIII
oh tell me, tell me, then she said
oh tell me who art thee.
my name it is tam lin, he said
and this is my story.
IX
as it fell out upon a day
a-hunting I did ride.
there came a wind out of the north
and pulled me betide.
X
and drowsy, drowsy as I was
the sleep upon me fell.
the queen of fairies she was there
and took me to herself.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
XI
at the end of every seven years
they pay a tithe to hell.
and I’m so fair and full of flesh
I’m feared ‘twill be myself.
XII
tonight it is good halloween
the fairy court will ride.
and if you would your true love win
at miles cross, you must bide.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
XIII
gloomy was the night
and eerie was the way.
this lady in her green mantle
to miles cross she did go.
XIV
with the holy water in her hand
she cast the compass round.
at twelve o’clock the fairy court
came riding o’er the mound.
XV
first came by the black steed
and then came by the brown.
then tam lin on the milk-white steed
with a gold star in his crown.
XVI
she’s pulled him down into her arms
and let the bridle fall.
the queen of fairies she cried out
young tam lin is away.
XVII
they’ve shaped him in her arms
an adder or a snake.
she’s held him fast and feared him not
to be her earthly mate.
XVIII
they’ve shaped him in her arms again
fire burning bold.
she’s held him fast and feared him not
till he was iron cold.
XIX
they’ve shaped him in her arms
to a wood black dog so wild.
she’s held him fast and feared him not
the father of her child.
XX
they’ve shaped him in her arms at last
into a naked man.
she’s wrapped him in the green mantle
and knew that she had him won.
riff
the queen of fairies she cried out
young tam lin is away.
XXI
had I known, had I known, tam lin
long before, long before you came from home.
had I known, I would have taken out your heart
and put in a heart of stone.
XXII
had I known, had I known, tam lin
that a lady, a lady would steal thee.
had I known, I would have taken out your eyes
and put in two from a tree.
XXIII
had I known, had I known, tam lin
that I would lose, that I would lose the day.
had I known, I would have paid my tithe to hell
before you’d been won away.
tradotto da Cattia Salto
I
Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli (1)
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!
II
Se andate a Carterhaugh
un pegno dovete lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la vostra verginità.
III
Lei scappò sul sentiero verde
e sul sentiero di terra
scappò a Carterhaugh
per decorare di fiori il vestito
IV
Aveva appena colto una rosa
una rosa soltanto
quando questo bel giovane appare e dice: “Donna, lascia stare!
V
Come osi cogliere le mie rose, signora come osi spezzare i miei rami?
Come osi venire a Carterhaugh
senza il mio permesso?”
VI
“Io posso cogliere le rose
e posso spezzare i rami
perchè carterhaugh è di mio padre
e non ti chiederò il permesso”
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
VII
Le prende per la bianca mano
e la stende a terra
e là non le chiede il permesso
mentre giace a terra
VIII
“Dimmi oh dimmi
dimmi il tuo nome”
“Il mio nome è Tam Lin
e questa è la mia storia
IX
Accadde un giorno
che cavalcavo per la caccia,
venne un vento dal nord
e mi trascinò
X
e intontito come ero
cadde su di me il sonno
la regina delle fate era là
e mi prese con se
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
XI
Alla fine di ogni sette anni
si paga un tributo all’inferno
e io sono così bello e forte
che temo che toccherà a me
XII
Stanotte è la notte di Halloween
e la corte fatata cavalcherà
e se vuoi conquistare il tuo vero amore alla Croce devi aspettare
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
XIII
Tenebrosa era la notte
e scura era la strada
questa dama nel suo mantello verde
andò alla Croce
XIV
Con l’acqua santa in mano
posò la bussola
a mezzanotte in punto la corte fatata venne a cavallo dal tumulo
XV
Per primo passò il destriero nero
e poi quello baio e quindi Tam Lin sul destriero bianco
con una stella dorata sulla corona
XVI
Lei lo tirò giù tra le sue braccia
e fece cadere la briglia
gridò la regina delle Fate
“Il giovane Tam lin è scappato”
XVII
Si trasformò tra le sue braccia
in una vipera o un serpente
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo era il suo compagno umano
XVIII
Si trasformò tra le sue braccia ancora in un feroce fuoco ardente
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo finchè divenne freddo ferro
XIX
Si trasformò tra le sue braccia in un cane nero del bosco e selvaggio
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo era il padre di suo figlio
XX
Si trasformò tra le sue braccia infine in un uomo nudo
e lei lo avvolse nel mantello verde e seppe di averlo conquistato
riff
gridò la regina delle Fate
“Il giovane Tam lin è scappato”
XXI
“Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin molto tempo prima quando arrivasti da casa
se avessi saputo ti avrei cavato il cuore
e messo un cuore di pietra
XXII
Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin che una dama, una dama ti avrebbe rubato, se avessi saputo ti avrei cavato gli occhi
e messi due di legno
XXIII
Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin che ti avrei perduto che ti avrei perduto un giorno, se avessi saputo avrei pagato il mio tributo all’inferno
prima che fu sia stato conquistato”
NOTE
1) era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)FONTI
http://tam-lin.org/versions/mitchell.html
http://tam-lin.org/versions/baebes.html

TAM LIN BY FIREPORT CONVENTION

Child Ballad # 39

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)
Una melodia dal nome “Young Thomlin” è del 1600, ma gli storici riallacciano l’origine della ballata al XIII secolo. La ballata è stata trascritta da Robert Burns nel 1792 (in Johnson’sMuseum) e costituisce una delle varianti collezionate da Francis James Child in “The English and Scottish Popular Ballads“.
Una ballata che è anche una fiaba per bambini ricca di significati nascosti e simbolismi.

LA STAGIONE DELL’AMORE

Stephanie Law: Janet nel bosco sacro raccoglie una rosa. Anche se non è espressamente citato il mese di Maggio è del tutto evidente che la stagione in cui si incontrano la bella Janet e l’elfo è la primavera, essendo fiorite le rose: per la verità è un po’ insolito che in un bosco selvatico crescano dei cespugli di rose, ma qui siamo nel regno delle fate -che amano le rose- e quindi le fanno crescere dove vogliono (ce la possiamo però immaginare nella varietà di rosa canina).
Stephanie Law: dettaglio della schiera fatata, la regina delle fate

Tutta la prima parte della ballata è una chiara allusione alla prima esperienza sessuale, volontariamente ricercata dalla fanciulla che si addentra nel bosco sacro: la rosa è anche “la rosa delle rose” femminile e il mantello che copre il pudore della donna (e rappresenta la protezione paterna) deve essere lasciato in pegno e quindi perso, non concordo perciò con le interpretazioni che vedono il rapporto tra i due come una violenza da parte maschile, anzi ci sono tutti i segni di un antico rituale di iniziazione sessuale.
Il rapporto sessuale tra i due qui non è esplicitato, ma il padre dopo un po’ si accorge della gravidanza della figlia ed ella rivendica con orgoglio la paternità all’elfo non accettando nessun altro matrimonio riparatore.
La seconda parte si svolge nell’inverno durante la festa celtica di Samain, con le prove che la nostra eroina deve superare per liberare l’elfo: le illusioni della regina delle fate le faranno credere di assistere alla trasformazione di Tam Lin in drago (o serpente) e in orso; ma lei dovrà dare prova di coraggio e di grande amore e tenere stretto a sè il cavaliere fino a quando comparirà nudo tra le sue braccia; allora lo dovrà avvolgere nel suo mantello (o come in altre versioni lo dovrà gettare nelle acque del pozzo.)
Un tema simile di trasmutazione in animali è presente nella favola cretese di Thetis e Peleus ovvero i genitori di Achille, e in effetti i due racconti sono simili ma nel mito greco è la donna ad essere una nereide e a trasformarsi prima di poter diventare umana.
StephanieLawTamLin-TheFaeryHostLarge

Nella illustrazione (fiabesca, sognante) di Stephanie Law vediamo il passaggio della schiera fatata sul ponte, ove si distingue il cavallo bianco di Tam Lin. La luna è calante, ma il dettaglio è errato perché la notte di Samain coincide con la luna nuova (la data una volta non era fissa, ma era regolata sul calendario lunare)

La ballata non ha un lieto fine perché la regina delle fate lancia una maledizione mortale sulla donna.

ASCOLTA Fairport Convention in “Fairport’s Sense of Occasion” album (2007) ma la prima versione con Sandy Denny è in “Liege and Lief” del 1969. Non ci sono parole, semplicemente mitici!


I
“I forbid you maidens all
that wear gold in your hair (1)
To travel to Carter Hall (2)
for young Tam Lin is there
II
None that go by Carter Hall
but they leave him a pledge
Either their mantles of green
or else their maidenhead”.
III
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she.
IV
She’d not pulled a double rose,
a rose but only two
When up there came young Tam Lin
says “Lady, pull no more”.
V
“And why come you to Carter Hall
without command from me?” (3)
“I’ll come and go”, young Janet said,
“and ask no leave of thee”.
VI
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to her father
as fast as go can she
VII
Well, up then spoke her father dear
and he spoke meek and mild
“Oh, and alas, Janet,” he said,
“I think you go with child”
VIII
“Well, if that be so,” Janet said,
“myself shall bear the blame
There’s not a knight in all your hall
shall get the baby’s name
IX
For if my love were an earthly knight
as he is an elfin grey
I’d not change my own true love
for any knight you have”
X
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she
XI
“Oh, tell to me, Tam Lin,” she said,
“why came you here to dwell?”
“The Queen of Faeries caught me
when from my horse I fell
XII
And at the end of seven years (4)
she pays a tithe to hell
I so fair and full of flesh
and feared it be myself
XIII
But tonight is Hallowe’en
and the faery folk ride
Those that would their true love win
at Miles Cross they must buy.
XIV
So first let past the horses black
and then let past the brown
Quickly run to the white steed (5)
and pull the rider down
XV
For I’ll ride on the white steed,
the nearest to the town
For I was an earthly knight,
they give me that renown
XVI
Oh, they will turn me
in your arms to a newt or a snake
But hold me tight and fear not,
I am your baby’s father.
XVII
And they will turn me
in your arms into a lion bold
But hold me tight and fear not
and you will love your child.
XVIII
And they will turn me
in your arms into a naked knight
But cloak me in your mantle
and keep me out of sight.”
XIX
In the middle of the night
she heard the bridle ring
She heeded what he did say
and young Tam Lin did win
XX
Then up spoke the Faery Queen,
an angry queen was she
“Woe betide her ill-farred face,
an ill death may she die”
XXI
“Oh, had I known, Tam Lin,” she said,
“what this knight I did see
I have looked him in the eyes (6)
and turned him to a tree”
Tradotto in rima da Maurizio*
I
Attente voi tutte fanciulle
che avete il capello dorato (1)
all’Argine dei Biancospini (2)
che da Tamlino è abitato!
II
Chi passa per i Biancospini
un pegno lasciare dovrà:
Il verde mantello che porta
o la sua verginità.
III
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
all’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può.
IV
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
Ed ecco, le appare Tamlino:
“Donna, non me le toccare!
V
Perché vieni qui ai Biancospini
se non hai l’invito da me? (3)”
“Io vado dovunque mi pare,
non devo chiederlo a te!”
VI
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori
corre più svelta che può.
VII
Il padre la guarda e le parla,
la voce è un sommesso bisbiglio
“Ahimè mia Giovanna” le dice
“Credo che tu aspetti un figlio.”
VIII
“Se è vero” risponde Giovanna
“Io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
IX
Se solo il mio amore
non fosse un elfo verdastro e fatato!
Perché non lo voglio cambiare
con chi è del nostro casato.”
X
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
All’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può”Tamlino,
XI
raccontami” dice
“Perché vivi qui in questo stallo?”
“La Fata Regina mi prese
quando cascai dal cavallo.
XII
Al settimo anno (4) lei deve
pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte:
temo che io sarò quello.
XIII
Ma questa è la notte dei Santi
e tu mi puoi ancora salvare,
ché passa il corteo delle fate:
devi a un incrocio aspettare.
XIV
Tu lascia passare i cavalli
che han pelo nero o marrone,
Ma quando vedrai quello bianco (5)
tira giù chi è sull’arcione,
XV
perché io sarò il cavaliere
che ti troverai fra le mani:
Il bianco destriero è un onore
solo per gli esseri umani.
XVI
Allora sarò trasformato
in drago o serpente fischiante
ma stringimi senza temere,
pensa che sono il tuo amante.
XVII
Allora sarò trasformato
in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere,
son il padre del tuo bambino.
XVIII
Infine sarò trasformato
in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello,
tienimi bene celato.”
XIX
Giovanna nella notte fonda
ascolta il corteo scalpitare
fa come Tamlino le ha detto
e lo riesce a salvare.
XX
La Fata Regina si volta
le parla con voce furiosa:
“Tu sia maledetta,
tu muoia di morte assai dolorosa.
XXI
Se avessi saputo, Tamlino,
di avere da te questo sdegno
ti avrei trasformato con gli occhi
in un bel pezzo di legno!” (6)

NOTE
* tratto da vedi
1) wear gold in your hair: il traduttore italiano scrive “capello dorato”. In effetti è un po’ strano che il cantastorie si voglia rivolgere solo alle fanciulle dai capelli biondi (anche se nel Medioevo erano “di moda”) ma ricordando quanto già espresso da Giordano Dall’Armellina in merito, sappiamo che era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!) infatti nella strofa successiva si annuncia proprio il rischio di perdere la verginità a causa dell’elfo.
2) Carterhaugh: è una località della Scozia e il pozzo dell’elfo è ancora esistente, qui tuttavia non è mai citato, forse nel tentativo di cristianizzare la storia
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
5) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
6) l’uomo con gli occhi intatti ha mantenuto la conoscenza appresa nel mondo fatato o quantomeno la capacità di vedere ancora le fate (che notoriamente hanno il dono dell’invisibilità).

continua

FONTI
http://tam-lin.org/versions/fair.html
http://tam-lin.org/transformative/Italian.html

GALLOWS POLE & GOLDEN BALL

“The Maid Freed From The Gallows”, “Gallows Pole” oppure “The Hangman” è una ballata molto popolare in America e sembra in prima battuta avere radici nel delta del Mississippi, una canzone degli schiavi afroamericani, (tra gospel e blues) in cui un prigioniero che sta per essere impiccato, chiede a parenti e amici di comprare la sua libertà; in origine invece era un’antica storia  del Vecchio Continente risalente al Medioevo in cui è una fanciulla ad essere in attesa di giudizio per aver perso  un bene prezioso che le era stato affidato (fuor di metafora la sua verginità); solo l’amante potrà restituirle l’onore (dietro il pagamento in denaro) e salvarla dall’impiccagione. Il pagamento poteva essere un  risarcimento alla famiglia di lei per il torto subito, in quanto un tempo in tutte le società patriarcali la castità delle fanciulle aveva un valore sociale e contrattuale grazie al possesso e controllo sul genere femminile.
L’oro nelle ballate (indossato ad esempio come monile tra i capelli) finisce per identificare una qualità morale delle fanciulle vergini: la purezza e la castità.

LA FIABA INGLESE: THE GOLDEN BALL

Liga Kļaviņa

Ritroviamo la storia nella fiaba classica riportata da Joseph Jacobs con il titolo “The Golden Ball”: due sorelle incontrano un bell’uomo vestito con abiti sontuosi (probabilmente una creatura fatata) che affida ad ognuna di loro una palla dorata dicendo di custodirla con cura a costo della loro vita. La sorella più giovane mentre ci gioca la fa cadere oltre il confine delle mura dentro ad un parco e quando riesce a salire sulle mura, vede la palla correre per il prato fino a entrare dentro ad una casa. (la situazione descritta richiama  la ballata su Sir Ugo)
Chiede aiuto al fidanzato perchè vada a recuperare la palla e il fidanzato nei pressi del muro incontra una vecchina che gli svela che l’unico modo per riprendere la palla è di trascorrere tre notti nella vecchia casa.  La prime due notti il giovanotto affronta i giganti tagliandoli in due con la sua spada (e vede delle strane creature dette “bogles” aggirarsi per il cortile  ); la terza notte  i bogles giocano con la palla dorata proprio sotto al suo letto e il giovane, tirando fendenti con la spada, riesce a metterli in fuga e recupera così la palla d’oro.
E’ il ragazzo ad essere messo alla prova per dimostrare di essere pronto al matrimonio e giganti e goblin sono le paure (anche di natura sessuale) che deve sconfiggere per poter diventare adulto.

I BOGLES

I Bogles sono dei folletti cattivi del folklore scozzese, dispettosi e pericolosi ma non malvagi e William Henderson nel suo libro “Folklore of the Northen Counties” spiega “non danno fastidio a nessuno tranne che agli assassini e a coloro che cercano d’imbrogliare le vedove e gli orfani” così bogle o bogil è il termine localizzato nel Border per il goblin un folletto burlone entrato nell’immaginario fantasy odierno grazie a films e giochi di ruolo: oggi però il goblin è diventato un essere crudele e puteolente (vedasi Il signore degli Anelli).

LA FORCA

Nel frattempo la ragazza viene portata sul patibolo per l’impiccagione e lei supplica il boia per avere un po’ più di tempo dicendo: “ecco sento mia madre che arriva e riporterà la palla d’oro”, ma la madre non ha la palla e non è andata per liberarla anzi è lì per assistere all’esecuzione. Poi il padre e il fratello e poi la sorella, tutti i suoi congiunti arrivano presso la forca per  disapprovare il comportamento della ragazza, che ha perso la verginità (la biglia o palla d’oro zecchino) con tanta leggerezza;
infine è la volta del fidanzato che riporta la palla e la libera.
Questo andamento progressivo della storia (una tra le tipiche tecniche costruttive delle ballate popolari) ) si traduce  nella ripetizione ossessiva della strofa, che resta inalterata tranne la sostituzione di un parente.

Ora in certe illustrazioni i bogles assomigliano a tanti ranocchi e in effetti la fiaba si può accomunare a quella più conosciuta del Principe Ranocchio scritta dai fratelli Grimm. continua
Nella tradizione italiana ritroviamo anche la versione invertita della storia in cui è la rana ad essere una principessa: è il giovane principe a gettare la biglia d’oro zecchino che finisce nello stagno preferito dalla ranocchia.

THE GOLDEN BALL

In effetti il gioco con la “golden ball” è un commonplace delle ballate antiche diventato un generico “playing the ball” quale tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli.

ASCOLTA Rubus “Golden Ball” in Nine Witch Knots 2008.
(testo: tradizionale – melodia: Portman; arrangiamento: Portman, Newey, Andropolis, Schrimshaw.)
Così riportano nelle note: ‘The Golden Ball’, found in George Kinloch’s The Ballad Book is a variation of ‘The Maid Freed from the Gallows’, also known as ‘Prickle Holly Bush’. In this variation, as in the chantefable of the same title found in Joseph Jacobs’ More English Fairy Tales, the protagonist asks her family for her golden ball, often a symbol of lost youth. A linden tree replaces the usual gallows tree and, most striking of all, it is transformed from a tale of true love to a celebration of super-grannies; for it is non other than the grandmother who hobbles over the hills, clutching the golden ball, just in time to save her granddaughter‘s neck. Kinloch gave no melody or source for his text, but I imagine a formidable old woman in a rocking chair impressing her grandchildren with the hangman’s marks still on her neck. (tratto da qui)

ecco la trascrizione del testo ad orecchio


She looked over to the high high hill
she ..  manys the day
here she saw her father a-coming from the highway
“Father, have you found my golden ball,
And have you come to set me free?
Or have you come to see me hung,
upon the linden tree?”
“I’ve not found your golden ball,
And I’ve not come to set you free.
But I have come to see you hung,
upon the linden tree.”
etc. for mother, brother, sister, grand-mother
“Yes, I have found your golden ball,
And I have come to set you free.
I’ve not come to see you hung,
upon the linden tree”.
Tradotto da Cattia Salto
Guardava dall’alto della collina
..
qui vide il padre arrivare lungo la strada maestra
“Padre avete trovato la mia palla d’oro zecchino
e siete venuto a liberarmi?
O siete venuto per vedermi impiccata sotto al tiglio (1)?
“Non ho trovato la tua palla d’oro
non sono venuto a liberarti,
ma sono venuto per vederti impiccata sotto al tiglio”
continua con la madre, fratello e la sorella  e infine la nonna
“Si io ho trovato la tua palla d’oro
e sono venuta a liberarti
e non a vederti penzolare
dal tiglio”

NOTE
1) Il tiglio è un albero molto longevo, può vivere fino a 1000 anni.
Per molti popoli europei dei tempi antichi, in particolare per i popoli slavi, il tiglio è un albero sacro. Le città tedesche avevano spesso nel loro punto centrale un piccolo gruppo di tigli destinato a luogo d’incontro . Era anche usanza piantarli nei luoghi destinati per gli incontri commerciali, poiché si considerava che la presenza del tiglio potesse donare calma e benessere alle persone e quindi favorire la comprensione nelle relazioni. Gli antichi consideravano il tiglio così benefico per gli uomini, che veniva ritenuto un simbolo di amicizia e fedeltà. Veniva piantato nei giardini intorno alle case credendo che il tiglio potesse proteggere dal malocchio. (Anna Zacchetti tratto da qui)

Nella tradizione britannica la ballata diventa “The Prickle Holly Bush
ASCOLTA Matthew White e il bel canto molto poetico anche il video

I
O, the prickeli (1) bush,
it pricks my heart full sore;
If I ever get out of this prickeli bush,
I’ll never get in it any more.
II
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my father
coming o’er yonder side.
III
Father, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
IV
No, I have not brought you gold
or silver  to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
V
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my true love
coming o’er yonder side.
VI
True love, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
VII
Yes, I have brought you gold
and silver to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
Tradotto da Cattia Salto
I
Oh il cespuglio di rovi (1)
mi punge e graffia  il cuore
se mai riuscissi a uscire da questo rovo, non ci entrerò mai più (2)
II
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere mio padre
venire da lontano”
III
“Padre mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
IV
“No, non ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”
V
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere il mio innamorato
venire da lontano”
VI
“Amore mio mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
VII
“Si, ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”

NOTE
1) prickly: pungente cioè con le spine; ma anche un Prickle Holly Bush, cioè un cespuglio di agrifoglio: l’agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità
2) la fanciulla ha imparato la lezione

ASCOLTA The Watersons in cui il condannato in attesa di impiccagione è un uomo e il canto inizia con
“Oh, slack your horse,” cries George,
“Come slack it for a while,
For I think I see my father
Coming over yonder style.”
accomunando così la canzone a Geordie e alle ballate sul bracconaggio

continua

FONTI
http://bluegrassmessengers.com/95-the-maid-freed-from-the-gallows.aspx
http://bluegrassmessengers.com/500-years-of-the-maid-freed-from-the-gallows–1928.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-maid-freed-from-the-gallows–krappe-1941.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-gallows-and-the-golden-ball-an-analysis.aspx
http://bluegrassmessengers.com/-the-golden-ball-and-the-hangmans-tree.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-golden-ballyorkshire-henderson-baring-gould.aspx
http://bluegrassmessengers.com/prickly-bush-notes-on-childrens-game-songs-1915.aspx
http://bluegrassmessengers.com/de-tale-ob-de-golen-ball–owen-1893-.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch095.htm
https://www.mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thepricklybush.html
http://www.surlalunefairytales.com/authors/jacobs/moreenglish/goldenball.html
http://smartkids123.com/the-golden-ball-english-fairy-tales-by-flora-annie-steel/
https://ericwedwards.wordpress.com/2013/12/08/bogles-bugbears-and-boggarts/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=157721

IL PRINCIPE RANOCCHIO

Liga Kļaviņa

La fiaba dei fratelli Grimm, diventata anche una fiaba Walt Disney  (La principessa e il ranocchio), racconta di una fanciulla che perde la sua palla dorata in uno stagno e di un ranocchio (o rospo) che si offre di recuperarla in cambio di qualche “piccolo” favore: diventare il suo compagno di giochi, mangiare nello stesso piatto e dormire nello stesso letto della principessa.
La fanciulla accetta ma poi non ha intenzione di dare alla rana la sua ricompensa, il re venuto a conoscenza del patto costringe la figlia a mantenere la promessa.
La storia ad un certo punto si biforca: nel finale moderno la fanciulla bacia il rospo, in quello più antico invece lo scaglia contro un muro presa dal ribrezzo per la sua “viscitudine” proprio nel mentre lui si insinua tra le lenzuola del suo soffice lettino.
In entrambe le versioni però il rospo si trasforma in un bel principe. (la versione Walt Disney segue una trama tutta sua prendendo solo spunto dalla tradizione dei baci principeschi ai rospi)

SUA ROSPEZZA

Il lancio del rospo contro il muro spezza l’incantesimo perchè rompe il “guscio” esterno della rospezza di cui era rivestito il bel principe.
Il bacio al rospo entrato poi nell’immaginario collettivo e nei luoghi comuni (ad esempio “ingoiare il rospo”)  è l’unica via per recuperare l’onore perduto e poter ottenere il lieto fine matrimoniale.
La rana nelle culture pre-indoeuropee dell’antica Europa, dell’antica Anatolia e del Mediterraneo è l’archetipo della fecondità femminile (la rana simboleggia l’utero della grande Dea) così come il rospo è un simbolo di morte (entrambi sono collegati all’immagine di Dea Madre nel suo potere rigenerativo di nascita-morte.)
Inoltre la carne di rana era ritenuta afrodisiaca e rinvigorente in grado di contrastare l’impotenza e il rospo era associato alla stregoneria e al diavolo (continua nella riflessione di Alfredo Cattabiani Il rospo di Cavoretto)

KISS THAT FROG

Invece di analizzare la psicologia della fiaba già ampiamente dibattuta (vedi) rimando alla canzone scritta da Peter Gabriel che ne coglie perfettamente il significato archetipo.

I
Sweet little princess,
let me introduce his frogness
You alone can get him singing,
He’s all puffed up, wanna be your king

I swear that this is royal blood running through my skin
Oh, can’t you see the state I’m in
Kiss it better, kiss it better
II
Get it into your royal head
He’s living with you he sleeps in your bed
Can’t you hear beyond the croaking
Don’t you know that I’m not joking
Aah, you think you won’t, I think you will
Don’t you know that this tongue can kill
C’mon, c’mon, c’mon, c’mon, c’mon, c’mon c’mon c’mon
Lady kiss that frog
III
Let him sit beside you,
eat right off your plate
You don’t have to be afraid,
there’s nothing here to hate
Aah Princess you might like it,
if you lower your defence
Kiss that frog, and you will get your prince, get your prince
IV
Jump in the water, c’mon baby jump in with me
Jump in the water, c’mon baby get wet with me
Jump in the water, c’mon baby jump in with me
Jump in the water, c’mon baby get wet, get wet, get wet
Kiss that frog, lady kiss that frog
Kiss that frog, lady kiss that frog
Tradotta da Cattia Salto
Bella principessina, permettetemi di presentarvi sua rospezza,
voi sola potete farlo cantare,  è tutto tronfio e vuole essere il vostro re. (1)

“Vi giuro  che questo è sangue reale
che mi scorre sottopelle;
oh non vedete come sono ridotto(2)” Baciatelo meglio!
II
Mettetevelo nella vostra testolina regale, vive con voi, dorme nel vostro letto
non riuscite a sentite oltre il gracidare?
Lo sapete che non sto scherzando
voi credete che non lo farete, io credo lo farete,
non sapete che questa lingua può uccidere?
Su dai
su dai, dai, dai
damigella baciate quel rospo!
III
Permettetegli di sedersi accanto a voi, di mangiare proprio nel vostro piatto
non avete  nulla da temere,
non c’è niente qui da odiare
ah principessa vi dovrà piacere
se abbasserete le vostre difese!
Baciate quel rospo e avrete il vostro principe, avrete il vostro principe
IV
Saltella nell’acqua, su dai bambina salta con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina bagnati con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina salta con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina bagnati con me

Baciate quel rospo damigella
baciate quel rospo

NOTE
1) nell’album Us c’è una strofa tagliata poi nel video che dice

Splash, dash, heard your call,
Bring you back your golden ball
He’s gonna dive down in the deep end
He’s gonna be just like your best friend
So what’s one little kiss,
one tiny little touch?
Aah, he’s wanting it so much
Si tuffa come una freccia appena sente il vostro richiamo di riportarvi indietro la palla dorata,
è pronto a gettarsi nell’abisso
se diventerà proprio il vostro migliore amico!
Allora cos’è un solo piccolo bacio,
una sola piccola carezza?
Ah lui lo desidera un sacco!

2) è un’esortazione a guardarlo meglio come per dire: non riuscite a vedete come sono dentro?
FONTI
http://www.centrostudilaruna.it/il-rospo-di-cavoretto.html
http://orsa-minore.com/2015/10/principe-ranocchio-ruolo-donna/
http://pietromaccallini.blogspot.it/2009/10/ingoiare-il-rospo.html

CAMBRIC SHIRT

Il “contrasto” tra innamorati, basato sui “compiti o enigmi impossibili” ha come modello la ballata “The Elfin Knight“, passa per il titolo “Cambric shirt” e diventa nel giro di qualche secolo la popolarissima “Scarborough fair”:  la ritroviamo con il titolo “Humours of Love” pubblicata nella collezione delle Madden Ballads (Cambridge Biblioteca Universitaria) databile al 1780
If you will bring me one Cambrick Shirt,
Sweet savory grows, rosemary and thyme,
Without any Needle, or Needle-work,
And you shall be a true Lover of mine.
Una ulteriore variante è contenuta nel libro di canti e filastrocche Gammer Gurton’s Garland compilato da Joseph Ritson (1752-1803) e pubblicato nel 1783 o 1784 (vedi) e poi ancora in numerose altre ristampe a testimoniarne la popolarità.
Can you make me a cambrick shirt,
Parsley, sage, rosemary and thyme,
Without any seam or needle work?
And you shall be a true lover of mine.

Jürgen Kloss sempre in “Tell Her To Make Me A Cambric Shirt” From The “Elfin Knight” to “Scarborough Fair” (al quale si rimanda per l’analisi più approfondita vedi) identifica una terza variante della ballata pubblicata in Scots Magazine nel luglio del 1807 che potrebbe essere l’anello di congiunzione tra la ballata “The Elfin Knight” e le versioni inglesi. E’ interessante in particolare la prima strofa che non inizia più con la richiesta di fare una camicia (senza cucirla) ma con il luogo d’incontro dei due innamorati in questo caso ancora una “yonder hill”
I
[He:]
As I gaed up to yonder hill,
(Saffron, sage, rue, myrrh,and thyme,)
I met my mistress her name it was Nell,
” And lass gin ye be a true lover o’ mine.
II
“Ye’ll mak’ to me a camric sark,
“(Saffron, sage, rue, myrrh,and thyme,)
“Without either seam or needlewark,
“And that an’ ye be a true lover o’ mine.

L’AMORE IMPOSSIBILE

L’uomo chiede alla donna di dargli delle prove d’amore, e anche lei a lui, sono “compiti impossibili”, in cui il contrasto si trasforma in una ripicca fra innamorati; un’altra lettura però è quella dell’amore impossibile così come lo sono le prove da superare, ovvero paradossali, quasi un ossimoro: così il loro amore è finito (o non può continuare per un impedimento sopraggiunto o scoperto) e i due si sono lasciati, ma il congedo è poetico.

LA VERSIONE INGLESE: WHITTINGHAM FAIR

Il testo che invece è quasi identico alla Scarborough ottocentesca è quello di “Whittingham Fair” pubblicato in “Northumbrian Minstrelsy” di J. Stokoe  -1882. Whittingham è un paesello del Northumberland, ma per il resto si tratta dello stesso fraseggio di Scarborough e quindi delle versione della ballata così com’era diffusa nello Yorkshire.

ASCOLTA Joel Frederiksen in “The Elfin Knight – Ballads and Dances” 2007 Il canto si interrompe a metà della storia


I
Are you going to Whittingham Fair
Parsley, sage, rosemary, and thyme
Remember me to one who lives there
For once she was a true love of mine
II
Tell her to make me a cambric shirt,
Without any seam or needlework
III
Tell her to wash it in yonder well,
Where never spring-water nor rain ever fell
IV
Tell her to dry it on yonder thorn,
Which never bore blossom since Adam was born
V
Now he has asked me questions three,
I hope he will answer as many for me;
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Andate alla fiera di Whittingham ?”
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo
Salutatemi una di quelle parti
che un tempo era la mia innamorata
II
Ditele di farmi una camicia di batista
senza lavoro d’ago e filo
III
Ditele di lavarla in quel pozzo,
dove l’acqua mai sgorga e la pioggia mai cade
IV
Ditele di stenderla su quello spino
che non è mai fiorito dai tempi di Adamo
V
Lui mi ha affidato tre compiti
e spero che risponderà ad altrettanti per me

LA VERSIONE AMERICANA

Questa melodia allegra è più vicina allo spirito reale del contrasto tra innamorati proviene dagli Stati Uniti, dove la ballata e le sue varianti sono documentate da trascrizioni e testimonianze per tutto l’Ottocento, in particolare la versione cantata da Peggy Seeger è quasi identica a quella registrata nel 1931 dalla signora Helen Hartness Flanders (1890-1972) dalla famiglia Perkins del Vermont (la famiglia era di origine scozzese e si stabilì nel New Hampshire nella seconda metà del Settecento).

ASCOLTA Peggy Seeger in “Matching Songs Of The British Isles And America” 1957

Nella descrizione dei “compiti impossibili” c’è un che di allucinato, un residuo di visioni medievali alla Bosch o fantasie alla John Anster Fitzgerald

I
“Oh, where are you   going?”
“I’m going to Lynn(1)”
“Remember me to a lady whitin
Parsley, sage, rosemary and thyme(2)
for one she was a true love of mine
II
Tell her to make me a cambric shirt
Without any seam or yet needle work
Tell her to wash it in yonder dry well
Where water ne’er stood nor rain ne’er fell
III
Tell her to hang it on yonder thorn
One that had stood since Adam was born
And if the young lady did well her work
Tell her to bring me my cambric shirt.”
IV
“Oh where are you going?”
“I’m going to Cape Ann(3)”
“Take my love to this same young man.
Tell him to buy me an acre of land
Between the salt sea and the sea sand.
V
Tell him to plow it with with an old horse’s horn
Sow it all over with one peppercorn.
Tell him to reap it with a sickle of leather,
Bind it up with a peacock’s feather
VI
Thresh it with his wooden leg,
and fan it up in the skin of an egg,
tell him to cart it on a cake of ice,
cart it in with a yoke of mice
VII
And when this young man had finished his work,
tell him to come for his cambric shirt.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Oh, dove andate?”
“Vado a Lynn” (1)
” Salutatemi una di quelle parti
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo  (2) che un tempo era la mia innamorata
II
Ditele di farmi una camicia di batista
senza lavoro d’ago e filo
ditele di lavarla in quel pozzo asciutto, dove l’acqua mai sgorga e la pioggia mai cade
III
Ditele di stenderla su quello spino
che è rimasto dai tempi di Adamo
e se la fanciulla farà bene il suo lavoro
ditele di portarmi la mia camicia di batista.”
IV
“Oh, dove andate?”
“Vado a Cape Ann (3)”
“Portate il mio amore a questo stesso giovanotto.
Ditegli di comprarmi un acro di terra, tra l’acqua del mare e la spiaggia sabbiosa.
V
Ditegli di ararlo con il corno di un vecchio cavallo
e di seminarlo con un  grano di pepe. Ditegli di mietere con  un falcetto di cuoio, e di legare i covoni con una piuma di pavone
VI
Di trebbiare con la sua gamba di   legno, e di stendere i chicchi sul guscio di un uovo, ditegli  di trasportarli su una torta di  ghiaccio, e con un giogo di topi
VII
E quando questo giovanotto avrà finito il suo lavoro, ditegli di venire per la sua camicia di batista.”

NOTE
1) Lynn o Linn deriva da Lyne in Scozia, nel primo verso è il ragazzo a chiedere a un passante di andare a salutare la sua ex fidanzata che vive a Lynn
2) nella versione della signora Flanders il verso dice “Every globe goes merry in time“, mentre in Child 2F dice “So sav’ry was said, come marry in time”
3) Cape Ann località aggiunta per contestualizzare la ballata nel Nord America. In Helen Hartness Flanders è scritto come Japan: è la volta ora della ragazza a chiedere al passante di andare a salutare l’ex-fidanzato che vive a Cape Ann

terza parte: Scarborough fair

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/captain-wedderburn.html
http://www.justanothertune.com/html/cambricshirt.html

http://www.bluegrassmessengers.com/us–canada-versions-2-the-elfin-knight.aspx

DARK HORSE ON THE WIND

Liam Weldon (1933-1995) il “boss” della musica tradizionale nella Dublino degli anni 70: grande collezionista e narratore di ballate, attivista politico, un jack of all trades, nato e cresciuto nelle Liberties di Dublino che ha imparato fin da ragazzo la musica dai travellers.

“Dark Horse on the Wind” è stata composta da Liam nel 1966 in occasione del 50esimo anniversario della Rivolta di Pasqua ed è un’amara riflessione sul periodo dei “Troubles”.
The Troubles” (in italiano “i disordini”) è la “guerra a bassa densità” che ebbe luogo tra i cattolici e i protestanti del Nord Irlandese tra il 1969 e il 1998 ovvero un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe. (continua)

ASCOLTA Liam Weldon

ASCOLTA Sean Tyrrell con il documentario di Ben Gibney per l’Amber productions

ASCOLTA Primordial – gruppp folk, celtic e black metal irlandese, la band ha adottato il brano di Weldon e lo esegue come apertura nei concerti


I
Oh those who died for liberty
have heard the eagle scream
All the ones who died for liberty
have died but for a dream
Oh then rise, rise, rise,
dark horse on the wind
For in no nation on earth
more broken dreams you’ll find
II
The flames leapt high, reached to the sky
‘til they seared a nation’s soul
In the ashes of our broken dreams
we’ve lost sight of our goal
Oh then rise, rise, rise, dark horse on the wind
And help our hearts seek Róisín,
our soul again to find
III
Now charlatans wear dead men’s shoes,
aye and rattle dead men’s bones
‘Ere the dust has settled on their tombs,
they’ve sold the very stones
Oh then rise, rise, rise, dark horse on the wind
For in no nation on the earth
more Pharisees you’ll find
IV
In grief and hate our motherland her dragon’s teeth has sown
Now the warriors spring from the earth
to maim and kill their own
Oh then rise, rise, rise, dark horse on the wind
For the one-eyed Balor still reigns
king in our nation of the blind
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Oh coloro che morirono per la libertà (1) hanno sentito il grido dell’aquila
tutti coloro che morirono per la libertà
sono morti solo per un sogno.
Oh allora alzati, alzati
cavallo nero (2) nel vento
perchè in nessun’altra nazione sulla terra, sogni più infranti troverai
II
Le fiamme ardevano alte a toccare il cielo
finchè bruciarono lo spirito di una nazione, nelle ceneri dei nostri sogni infranti, abbiamo perso di vista il nostro traguardo.
Oh allora alzati, alzati cavallo nero nel vento, e aiuta i nostri cuori a cercare Rosalinda (3), la nostra anima di nuovo trovare
III
Ora i ciarlatani (4) indossano le scarpe degli uomini morti,
e scuotono le ossa degli uomini morti
prima che la polvere si sia posata sulle loro tombe
essi hanno venduto le vere pietre.
Oh allora alzati, alzati cavallo nero nel vento, perchè in nessun’altra nazione sulla terra più Farisei (5) troverai
IV
Nel dolore e odio la nostra madre terra
i denti del drago ha seminato
ora i guerrieri sorgono dalla terra
per mutilare e uccidere se stessi (6).
Oh allora alzati, alzati cavallo nero nel vento
perchè Balor il guercio (7) ancora regna
re nella nostra nazione di ciechi

NOTE
1) Nella Pasqua del 1916 un manipolo di uomini decide di passare alle armi per proclamare la Repubblica d’Irlanda, l’insurrezione doveva divampare su tutta l’isola ma per una serie di contro-ordini scoppiò solo a Dublino.(continua)
2) al di là delle suggestioni mitologiche che inevitabilmente vengono in mente associate al simbolo del cavallo, è in questo contesto un termine gergale coniato nell’Ottocento per indicare una persona poco nota che riesce ad emergere inaspettatamente in una competizione, il termine viene ovviamente dal mondo delle scommesse e successivamente esteso ai personaggi politici ma anche alle candidature per i premi artistici. Il termine sottintende un’abilità o talento tenuto segreto
3) Róisín Dubh (= little black rose) è Rosalinda, una fanciulla dal nome di Piccola Rosa, l’allegoria dell’Irlanda, una parola in codice coniata alla fine del Cinquecento/inizi Seicento per identificare l’Irlanda con una Rosa Nera, contrapposta idealmente alla Rosa Rossa della Casata Tudor (la rosa dei Lancaster). Alla Rosa Nera d’Irlanda sono dedicate un paio di canzoni, la prima scritta da un bardo del XVI/XVII secolo in gaelico irlandese (vedi), e le altre scritte da giovani musicisti irlandesi negli anni 70-80 (vedi)
4) sono i politici irlandesi con le loro fallimentari proposte sociali dagli anni 30 -60 soprattutto nei riguardi delle vittime della guerra civile, sfociate in alti livelli di migrazione e povertà, e più in generale i politici che agiscono per il proprio tornaconto personale
5) il termine è entrato nel vocabolario corrente con significato di uomo falso, ipocrita, una persona che guarda più alle apparenze che alla sostanza
6) nella mitologia greca sono diversi gli eroi che seminano i denti di drago, il riferimento specifico però è a Cadmo che fondò la città di Tebe con l’aiuto dei migliori guerrieri sparti, nati dai denti di drago seminati nella terra e che ingaggiarono una feroce lotta tra di loro finchè ne restarono cinque.
7) il detto “in the country of the blind, the one-eyed man is king” sta a indicare che in una società di svantaggiati chi ha anche una solo competenza è in una posizione dominante. Nella mitologia irlandese Balor è stato uno dei re Fomoriani, leggendari antagonisti dei popoli invasori d’Irlanda

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/smuggling-the-tin/
http://www.skibbereeneagle.ie/ireland/liam-weldon-dublins-ballader/
https://comeheretome.com/2010/01/10/liam-weldon-as-dublin-as-the-easter-rising-as-irish-as-the-limerick-soviet-that-got-clobbered/
http://www.theballadeers.com/ire/mif_weldonliam.htm#73

THE TWA SISTERS BY MALINKY

La ballata “The two sisters” è originaria dalla Svezia o più in generale dai paesi scandinavi (in epoca pre-cristiana) e si è diffusa largamente fin dal Medioevo in alcuni paesi dell’Est e nelle isole britanniche anche nelle fiabe
(vedi prima parte)

LA VERSIONE SCANDINAVA: De två systrarna

Le due sorelle sono spiritualmente agli opposti buona la bionda, cattiva la bruna, il colore bruno ha anche una valenza estetica negativa, non che la sorella bruna sia più brutta, ma piace meno per il colore dei suoi capelli. Nella società norrena sono gli stranieri ad essere bruni, e quindi ad essere guardati con sospetto e diffidenza.

ASCOLTA Kalenda Maya

ASCOLTA Folk&Rackare


I
Där bodde en bonde vid sjöastrand
Blåser kallt kallt väder över sjön
Och tvenne döttrar hade han
Blåser kallt kallt väder över sjön
II
Den ena var vit som den klara sol
Blåser kallt kallt väder över sjön
Den andra var svart som den svartaste kol
Blåser kallt kallt väder över sjön
III
Vi tvättar oss bägge i vattnet nu
Blåser kallt kallt väder över sjön
Så blir jag väl som viter som du
Blåser kallt kallt väder över sjön
IV
Å tvättar du dig både nätter och dar
Blåser kallt kallt väder över sjön
Så aldrig du blir som viter som jag
Blåser kallt kallt väder över sjön
V
Och som de nu stodo på sjöastrand
Blåser kallt kallt väder över sjön
Så stötte den fulaste sin syster av sand
Blåser kallt kallt väder över sjön
VI
Kära min syster du hjälp mig i land
Blåser kallt kallt väder över sjön
Och dig vill jag giva min lille fästeman
Blåser kallt kallt väder över sjön
VI
Din fästeman honom får jag ändå
Blåser kallt kallt väder över sjön
Men aldrig ska du mer på gröna jorden gå
Blåser kallt kallt väder över sjön

VII
Där bodde en spelman vid en strand
Blåser kallt kallt väder över sjön
Han såg i vattnet var liket det sam
Blåser kallt kallt väder över sjön
VIII
Spelemannen henne till stranden bar
Blåser kallt kallt väder över sjön
Och gjorde av henne en harpa så rar
Blåser kallt kallt väder över sjön
IX
Spelemannen tog hennes guldgula hår
Harporsträngar därav han slog
Spelemannen tog hennes fingrar små
Gjorde harpan tapplor på
Spelemannen tog hennes snövita bröst
Harpan hon klinga med ljuvelig röst
X
Så bar harpan i bröllopsgård
Blåser kallt kallt väder över sjön
Där bruden hon dansar med gulleband i hår
Blåser kallt kallt väder över sjön
XI
Trenne slag uppå gullharpan rann
Blåser kallt kallt väder över sjön
Den bruden har tagit min lille fästeman
Blåser kallt kallt väder över sjön
XII
Om söndan så satt hon i brudstol röd
Blåser kallt kallt väder över sjön
Om måndan hon brändes i aska och dö
Blåser kallt kallt väder över sjön
NOTA
Si rimanda la traduzione e il commento alla versione trasposta in scozzese da Steve Byrne

ASCOLTA Malinky in Far Better Days 2015 nella traduzione scozzese messa in rima da Steve Byrne
“This is a Swedish version of the weel-kent ballad which Steve translated into Scots. We first heard this during a tour of Sweden in 2003 when we were introduced to the music of the band Folk och Rackare, as Malinky had been advertised as “the Scottish Folk & Rackare” – namely a band which took old traditional ballads and made them anew. We were delighted to perform a duet Swedish/Scots version with the band Ranarim at the Celtic Connections festival in Glasgow in 2007. The harp metaphor is often found as a fiddle in Scottish versions.”

TRADUZIONE S. Byrne
A fermer he bade on the white sea strand
Blaws a cald cald weather ower the faim
And twa fine dochters had this man
Blaws a cald cald weather ower the faim
The ane wis bricht as the clearest sun
The ither she wis black as the blackest coal
“We twa maun ging wash in the watter noo
So I micht mak masel sae milkwhite as you”
“Gin ye wash as the nicht and the leelang day
Ye’ll ne’er mak yersel sae milkwhite as me”
Syne they baith stood on the white sea strand
So stotted the black ane her sister aff the sand
“Oh sister, oh sister help me tae land
An ah’ll gie tae you ma bonniest leman”
It’s weel Ah’ll hae yer fair leman
But nae mair upon this green earth ye’ll gang”
There bade a harper on the strand
He spied in the water a deid body swam
The harper he’s brocht her body fair
He’s made fae her breist bane a harp sae rare
The harper he’s taen her gowden hair
Harpin strings he’s made frae her
The harper he’s taen her fingers sma
He made the harp pegs frae them sa
He’s pit them tae her white breist bane
The harp it rang wi a voice tae melt stane
He’s taen the harp tae the merriage fayre
The bride she danced wi a gowd band in her hair
Twa blaws up on the gowd harp rang
This bride she has taen ma fairest leman
On Sunday she sat on the bride stool reid
On Monday she wis burned intae ashes and she deed
Traduzione di Cattia Salto
Viveva un possidente terriero (1) sulla bianca spiaggia del mare
soffia un vento freddo sui flutti
e due belle figlie aveva quest’uomo!
soffia un vento freddo sui flutti
Una era bionda come il sole più chiaro,
l’altra era mora come il carbone più nero.
“Andiamo a bagnarci nelle
acque adesso
così che anch’io possa essere così luminosa come te” (2)
“Anche se ti lavassi per una notte e un intero giorno
non potrai mai essere anche tu così pallida come me”
Mentre insieme stavano sulla bianca spiaggia del mare
quella mora spinse la sorella
nell’acqua
“O sorella, sorella, aiutami a toccare il fondo e ti darò il mio bellissimo
fidanzato”
“Io mi prenderò il tuo bell’amante in ogni caso, ma tu non camminerai mai più su questa terra”
Poi un arpista passò per la spiaggia
e vide nell’acqua il corpo di un cigno morto.
L’arpista prese il suo bel corpo
e ricavò dalle sue ossa pettorali un’arpa così particolare,
l’arpista prese i suoi biondi capelli
e ne ricavò le corde per suonare
l’arpista prese le ossa delle sue piccole dita per ricavarne i piroli
e li sistemò sulle bianche ossa
pettorali
l’arpa si mise a suonare con una voce da intenerire le pietre (3).
Egli portò l’arpa alle ricche(4)
nozze
la sposa danzava con una corona d’oro tra i capelli
due accordi risuonarono dall’arpa dorata
“Questa sposa ha preso il mio bellissimo fidanzato”
Domenica sedeva sul seggio arrossato (5) della sposa
lunedì venne bruciata sul rogo
e morì

NOTE
1) farmer in questo contesto non significa un umile contadino quanto piuttosto un possidente terriero, un capo clan: è comunque un contadino-guerriero, ma possiede molte terre e bestiame
2) questo riferimento ai bagni nell’acqua per rischiarare la pelle non è insolito nelle ballate più antiche, parrebbe un’incongruenza , caso mai la fanciulla avrebbe potuto schiarirsi i capelli con pigmenti e bagni di sole, trattamenti cosmetici non ignoti nell’antichità; con il termine bianco nelle lingue più antiche si intende una colorazione chiara, ovvero un tipo di carnagione luminosa come la porcellana (bianco latte o bianco perla) ossia pallida ed esangue abbinata al capello di un biondo quasi argenteo anch’esso splendente, da qui l’aura dorata che si sprigiona dalla sorella bionda. La colorazione nera è da intendersi  non tanto per la pelle ma per il colore dei capelli. E’ interessante notare che si usa dire “dilavato” per indicare un aspetto pallido ed esangue, l’acqua erodendo e diluendo ha il potere di sbiadire il colore, da qui probabilmente il significato del bagno.
3) il suono dell’arpa ha il potere di “fondere la pietra”, da intendersi in senso figurato “un cuore di pietra” nelle versioni scozzesi più tarde viene tradotto in senso spaziale cioè che l’arpa inizia a suonare una volta posata su una pietra. L’estressione intenerire le pietre non è peraltro insolita in italiano
4) fayre, faire sta per fair riferito al banchetto di nozze si intende come ricco, sfarzoso
5) rosso non è tanto riferito al colore della sedia quanto alla macchia di sangue che sgorga, si presume dalle mani, della sorella assassina: è il sangue della colpa che rende manifesto il colpevole. E sempre nelle antiche ballate si trova una vasta letteratura in tal senso.

FONTI
http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/saggio6.htm

CRUEL SISTER

Bonny_Swan_by_SarachmetLa ballata “The two sisters” è originaria dalla Svezia o più in generale  dai paesi scandinavi (in epoca pre-cristiana) ma si è diffusa largamente  anche in alcuni paesi dell’Est e nelle isole britanniche. Le varianti in cui è presente sono molteplici come pure i titoli: The Twa Sisters, The Cruel Sister, The Bonnie Milldams of Binnorie, The Bonny Bows o’ London, Binnorie  and Sister, Binnorie, Minnorie,  Dear Sister, The Jealous Sister (Minorie), Bonnie  Broom, Swan Swims Sae Bonny O, The Bonny Swans, Bow  Your Bend to Me.

Nella prima parte ho analizzato il plot della ballata descritta nella fiaba scozzese “The singing breastbone” e la sua messa in musica nella versione scozzese di “Binnorie”. (vedi prima parte)

The Merciless Lady (Dante Rossetti, 1865)

Nel dipinto di Rossetti si esplora ancora il triangolo amoroso e se la rappresentazione ha sicuramente una rispondenza nella biografia del pittore (qui) è anche altrettanto evidente la citazione alla ballata “The two sisters”: i tre protagonisti sono seduti sotto ad un pergolato con il giovane pretendente nel mezzo e sebbene la sua mano sia intrecciata a quella della dama bruna, tutta la sua attenzione è rivolta verso la fanciulla bionda intenta a cantare e a suonare il salterio. L’atteggiamento del giovane è ambiguo, sicuramente non terrebbe per mano la dama bruna se tra di loro non ci fosse un legame (e nella ballata è proprio la sorella maggiore ad essere la promessa sposa), ma l’interesse verso  la dama bionda è fin troppo evidente! Tre calici sono ai piedi dei protagonisti due vicini a toccarsi e il terzo vuoto e dalla parte della sorella bionda: ne preannuncia la morte imminente?

SECONDA VERSIONE: THE CRUEL SISTER

La versione inglese mantiene la storia già vista in “Binnorie” saltando a piè pari il ritrovamento del cadavere da parte del mugnaio (e anche il suo eventuale ruolo nella vicenda, ruolo che emergerà invece nelle versioni americane).
“In questa versione sempre nelle Child ballads non c’è traccia del mugnaio, né della figlia dal mugnaio, però inizia con una signora che viveva vicino alla spiaggia del Nord e che partorisce due sorelle, una bionda e l’altra bruna.
La bionda è paragonata alla luce del sole mentre la mora è nera come il carbone, minerale sotterraneo ritenuto vicino al diavolo. Si ricordi che la ballata ha origini scandinave, dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e che quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri. “(Giordano Dall’Armellina)

Furono i Pentangle a riportare in auge la ballata quasi dimenticata
ASCOLTA Pentangle in Cruel Sister (1970) . La melodia su cui il canto è impostato è quella di Riddles Wisely Expounded  e il sitar aggiunge una nota incantata

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Close to the Bone“,1993, la prima formazione con la voce di Jimmy Malcom, il gruppo ha ripreso l’arrangiamento dei Pentangle aggiungendoci un po’ di ritmo

ASCOLTA Bedlam Boys (Gregor Harvey & Grant Foster) riportano la ballata in una versione più aderente alla vena renaissance folk

VERSIONE PENTANGLE
There lived a lady by the north (1) sea shore
Lay the bairn tae the bonnie broom (2)
Twa daughters were the bairns she bore
Fa la la la la la la la la la
One was as bright as is the sun
Sae coal black grew the elder one (3)
A knight came riding to the ladies’ door
He travelled far to be their wooer
He courted one, aye with gloves and rings (4),
But he loved the other above all things”
Sister, sister won’t you walk with me
An’ see the ships sail upon sea?”
And as they stood on that windy shore
The elder sister pushed the younger o’er
Sometimes she sank or sometimes she swam
Crying, “Sister, reach to me your hand”
And there she floated just like a swan(5)
The salt sea carried her body on
Two minstrels walking by the north sea strand
They saw the maiden, aye float to land
They made a harp out of her breast bone(6)
The sound of which would melt a heart of stone
They took three locks of her yellow hair
And wi’ them strung that harp so rare
The first string that those minstrels tried
Then terror seized the black-haired bride
The second string played a doleful sound
“The younger sister, oh she is drowned”
The third string, it played beneath their bow(7)
“And surely now her tears will flow”
TRADUZIONE di Giordano Dall’Armellina
Viveva una donna presso le rive del Mare del Nord (1), poni il giunco con la  bella ginestra (2)
Due figlie erano le bimbe che lei partorì
Fa la la la la la la   la la la
Mentre una cresceva luminosa come il sole, così nera come il carbone cresceva la più grande (3).
Un cavaliere arrivò cavalcando alla porta della donna,
Aveva viaggiato a lungo per essere il loro pretendente. Corteggiò una di loro con guanti e anelli (4),
Ma amava l’altra sopra ogni cosa.
“Oh sorella vuoi venire con me
A guardare le navi che solcano il mare?”
E mentre stavano in piedi sulla riva spazzata dal vento
La ragazza bruna gettò la sorella (in mare)
Talvolta affondava, talvolta nuotava,
gridando, “Sorella, dammi la mano!”
E lì galleggiava come un cigno,(5)
Il mare salato teneva su il suo corpo.
Due menestrelli camminavano lungo la spiaggia
E videro la fanciulla che il mare aveva portato a terra.
Fecero un’arpa con le sue ossa pettorali(6),
Il cui suono scioglierebbe un cuore di pietra.
Presero tre ciocche dei suoi capelli biondi,
e con loro fecero le corde di un’arpa senza eguali.
La prima corda che quei menestrelli toccarono:
terrorizzò la sposa dai capelli neri.
La seconda corda cantò un suono lamentoso,
“la sorella minore è affogata”
La terza corda cantò sotto il loro archetto (7),
“E di sicuro ora le sue lacrime scorreranno”

NOTE
1) nel codice delle ballate britanniche il Nord è inteso dagli ascoltatori come negativo e quindi nel richiamarlo li prepara a qualcosa di luttuoso.
2) il significato dell’intercalare Lay the bairn tae the bonnie broom è stato a lungo dibattuto, alcuni traducono “bent” nel senso di “ricurvo” e quindi come un modo di descrivere l’horn cioè il corno (richiamando il corno o la tromba dell’elfo nella ballata “The Elfin Knight“) altri invece riconducono il termine all’Inglese antico (derivato dal sassone) nel senso di pianta o cespuglio della brughiera ossia l’erica o più in genera il giunco; la traduzione proposta da Dall’Armellina –poni il giunco con la bella ginestra- è una sorta di codice che introduce una storia di corteggiamento. La frase è contenuta nella canzone Riddles Wisely Expounded sempre nelle Child Ballads dalla quale i Pentangle hanno tratto la melodia: in cui si descrive una prova d’intelligenza tra il diavolo e la fanciulla saggia per la risoluzione di una serie di indovinelli. La frase avrebbe un significato di protezione contro il male, ma potrebbe anche voler dire: “spazza con tanta forza fino a piegare la scopa” cioè “metti un po’ di forza nello spazzare il pavimento” e quindi essere un intercalare umoristico senza senso come per il fa la la la seguente. Un’altra possibile interpretazione traduce la frase come “Danza intorno alla vecchia quercia
3) altro linguaggio codificato per indicare chi è la fanciulla buona e chi quella cattiva. La fanciulla bionda è quella solare, positiva, mentre la fanciulla bruna è quella oscura, negativa.
4) Dare l’anello e un guanto era una promessa di matrimonio. Il secondo guanto veniva dato nel giorno delle nozze. Come da consuetudini ad essere corteggiata era la sorella maggiore , si tratta con evidenza di un matrimonio combinato in cui però il giovane si innamora della sorella più giovane
5) La gelosia è il movente (premeditato) dell’omicidio: mentre le due sorelle passeggiano per ammirare le barche in mare la bruna getta la bionda nell’acqua, il cui corpo resterà a galla sostenuto dalla forza del mare, come se fosse un candido cigno che nuota. Anche in questo casa il paragone oltre ad essere poetico sottolinea la purezza e l’innocenza della fanciulla che si presume non abbia incoraggiato le avance del pretendente.
6) si tratta ovviamente di un’arpa magica, infatti non appena posata su una pietra si mette a cantare da sola. Qui si fa riferimento alla credenza vichinga secondo la quale l’anima risiede nelle ossa (le ossa dei morti accusano i loro assassini). La sorella assassina che stava per andare in sposa viene smascherata dal fantasma della sorella e sicuramente sarà punita come merita.
7) sebbene nella strofa precedente si indichi harp come il nome dello strumento è lecito presumere che si tratti della crotta o lyra ad arco: detto anche “rotta” o “rotta germanica”-per sottolineare il suo areale nordico- lo strumento può essere dotato anche di una tastiera centrale e si suona con l’archetto essendo probabilmente l’antenata del violino. In Galles porta il nome di crwth (mentre in Irlanda è detta cruith) e la tastiera centrale porta le sei corde di cui due le drone strings (“corde fannullone”) sono di bordone. Questo strumento, che gli studiosi sono incerti se ritenere totalmente autoctono ed attribuito all’area scandinava, compare verso il II° sec, si presenta in una forma analoga a quella attuale intorno al VII sec. (vedi)

continua terza parte

FONTI E APPROFONDIMENTO
L’ottimo saggio di Giordano  Dell’Armellina in “Racconti comuni in ballate italiane, svedesi e  britanniche: un confronto” continua
Giordano  Dell’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://www.musicaememoria.com/pentangle_cruel_sister.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49269&lang=it