LICHT BOB’S LASSIE

TITOLI: “The Licht Bobs Honey”, “Lingboo’s Lammie”, “Rob’s Lassie”

21mwyrsE’ una canzone tradizionale scozzese che racconta la storia di una donna che decide di lasciare tutto e seguire il suo innamorato; probabilmente la donna era di buona famiglia e di condizione agiata, ma lei vuole stare con il suo Johnny. La canzone si considera infatti collegata con “I know where I’m going” (vedi) di cui potrebbe essere il seguito. Riusciamo così a sapere che Johnny è un soldatino, oppure un mandriano (custode degli armenti) poiché nelle varie versioni tramandate dalla tradizione popolare le due figure si sovrappongono.

Le origini della canzone si ritrovano secondo Don Duncan in un broadside inglese, “A New Song, Called Harry Newell,” del XVIII secolo, ma la fonte principale si trova in “Folk Song Collection” Greig-Duncan vol IV 1990. In questa raccolta sono riportati nove versioni testuali (al # 725).

Non sono insolite le canzoni celtiche sulle donne che seguono il loro fidanzato partito per la guerra anche se sono molte di più quelle in cui le fidanzate attendono per sette anni il ritorno del loro soldatino. Ad esempio in “Siuil a Ruin” (vedi) c’è un verso in cui la donna si dichiara pronta a seguire la truppa “I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red and it’s round the world I will beg for bread” che è ripreso in parte in questa canzone.

Anche se considerate donne poco oneste o addirittura prostitute le “donne delle salmerie” erano anche le mogli dei soldati che preferivano seguirli con i loro figli piuttosto che restare a casa e vivere una vita di stenti.

ASCOLTA Ewan McLennan in “The Last Bird to Sing” 2012 (strofe I, II, VI, III, VII)
ASCOLTA Mary Black in versione integrale su Spotify (strofe II, III, IV, V, VI, VIII)

I
First when I cam’ tae the toon(1) They ca’d me young and sonsie(2) Noo they’ve changed my name They ca’ me the licht bob’s lassie(3)
II
First when I cam’ tae the toon They ca’d me young and bonnie Noo they’ve changed my name Ca’ me the licht bob’s honey
III
I’ll dye my petticoats red And face them wi’ the yellow(4) I’ll tell the dyser(5) lad That the licht bob (leaboy) I’m tae follow
IV
It’s over hills and dales And over dykes and ditches Say, will I like the lad That wears the moleskin(6) breeches
V
The black horse draws the cart And he’s as proud as any Say, will I like the lad That drives him on so canny(7)
VI
Feather beds are soft And painted rooms are bonnie I wad leave them a’ And jog along wi’ Johnny
VII
Oh my heart(8)’s been sair(9) Shearin’ Craigie’s corn(10) I winnae see him the nicht But I’ll see him the mornVIII Oh for Saturday night It’s I that’ll see my dearie He’ll come whistlin’ in When I am tired and weary
Tradotto da Cattia Salto
I
La prima volta che sono arrivata nella fattoria mi chiamavano giovane e allegra ora mi hanno cambiato il nome e mi chiamano la ragazza del soldato (bracciante)
II
La prima volta che sono arrivata nella fattoria mi chiamavano giovane e bella ora mi hanno cambiato il nome e mi chiamano lo zuccherino del soldato (bracciante)
III
Mi tingo le sottovesti di rosso e li accosterò con il giallo dirò al tintore che andrò a seguire il soldato (il bracciante)
IV
E’ per le colline e le valli per gli argini e i fossi dico “Voglio il ragazzo che indossa i pantaloni di fustagno”
V
Il cavallo nero tira il carretto e lui è orgoglioso come pochi, dico “Voglio il ragazzo che lo spinge in modo accorto”
VI
Le piume del letto sono soffici e le stanze affrescate sono belle ma lascerei tutto per andare con il mio Johnny
VII
Il mio cuore è stato triste mietendo il grano dei Craigie vorrei vederlo di notte ma lo vedrò al mattino
VIII
Per sabato sera sarò io che vedrò il mio amato tornerà fischiettando quando io sarà stanca e affaticata

NOTE
1) toon o anche toun è un termine scozzese per indicare una fattoria, ovvero un’azienda agricola; la strofa è la stessa della versione americana Katie Cruel
2) sonsy, sonsie: avvenente ma anche allegra oppure fortunata
3) Licht bob= ‘Light Bob’= The Light Brigade in questa versione Johnny è un soldato “Light Bobs were light infantrymen formerly part of the fighting establishment of all foot regiments but in the mid-nineteenth century re-grouped to form light infantry regiments.” (Greig-Duncan Folk Song Collection vol IV 1990), ma è anche scritto come leaboy (lea = pascolo) secondo Norman Buchan potrebbe essere un “herd boy” ossia un mandriano, o un bracciante.
4) per alcuni il gallo e il rosso sono il colore del reggimento dei soldati seguito dalla donna; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
5) Dyster: dyer
6) Moleskin: thick, strong cotton with a shaved pile and a soft feel, for working trousers
7) Canny: carefully, skilfully
8) in alcune versioni il termine diventa, molto più appropriatamente, “back” e in effetti a falciare il grano ci si rompe la schiena più che spezzarsi il cuore!
9) sore: nel duplice significato di dolente e dolorante
10) Craigie potrebbe essere un posto nell’Ayrchire oppure un tipico cognome scozzese

KATIE CRUEL

E’ una canzone risalente alla guerra d’indipendenza americana (1775-1783) e, apparentemente sembra non raccontare una storia, ma alcuni suppongono che racconti di una “camp follower” ossia di una ragazza finita per essere di conforto alle soldataglia. Una storia quindi di soprusi e violenze di una ragazza reietta che non ha avuto altra scelta che la strada (nel senso di marciapiede).

La canzone è sia un grido di fiera indipendenza che di dolore, quello di ragazza “bruciata” che si è caricata sulle spalle la stanchezza del mondo.

La versione che ha fatto scuola è quella di Karen Dalton
ASCOLTA Karen DaltonIn My Own Time” 1971
ASCOLTA White Magic 2006
ASCOLTA Agnes Obel in Philharmonics 2011 (strofe I, II, III, II, III, V)

I
When I first came to town They call me the roving jewel Now they’ve change their tune They call me Katie Cruel(1)
II
Through the woods I go And through the boggy mire Straight way down the road ‘Til I come to my heart’s desire
III(2)
If I was where I would be Then I would be where I am not Here I am where I must be Where I would be, I can not
IV
When I first came to town They brought me drinks plenty Now they’ve changed their tune They bring me the bottles empty
V (in Agnes Obel)
If I was where I would be, Then I would be where I am not, Here I am where I must be Go where I would, I cannot. Go where I would, I cannot. Go where I would.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Quando arrivai in città la prima volta Allora mi chiamavano gioiello d’amore. Ora hanno cambiato musica E mi chiamano Katie la crudele
II
Attraverso i boschi E le paludi fangose Dritta per la mia strada Finchè raggiungerò ciò che il mio cuore desidera
III
Se io fossi dove vorrei Allora certo non vorrei essere dove sono Ma sono qui, dove devo essere Là dove vorrei essere, non posso
IV
Quando arrivai in città la prima volta Tutti mi offrivano da bere Ora hanno cambiato musica E mi gettano le bottiglie vuote
(traduzione qui)

NOTE
1) “cruel”… ha una doppia valenza vuole dire cattiva e incrudelita, ma anche fiera
2) se avesse potuto essere dove avrebbe voluto, non sarebbe certo stata lì, ma che ora lì si trova e deve starci, e non c’è niente da fare.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=29683&lang=it
http://sangstories.webs.com/lichtbobslassie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=25006
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/katycruel.html
http://venerato-maestro-oppure.com/2012/02/09/katies-been-gone-una-piccola-apologia-di-karen-dalton/

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