Archivi categoria: LIBRI

BACK HOME IN DERRY

La canzone  fu scritta in carcere da Bobby Sands, (1954-1981) attivista politico di Belfast, nonchè volontario dell’IRA, imprigionato dagli inglesi nel carcere “Maze” a Long Kesh, dove morì dopo un lungo periodo di sciopero della fame.
Una scelta d’amore (Some Mother’s Son) film del 1996 diretto da Terry George: Aidan Gillen e John Lynch nei panni di Gerard Quigley e Bobby Sands

I detenuti politici rivendicavano il status di prigionieri di guerra  (condizione privilegiata rispetto ai comuni prigionieri annullata dopo il marzo 1976): la protesta iniziò prima con il rifiuto di indossare la divisa carceraria, un paio d’anni dopo fu la volta della “protesta delle latrine”, in cui si rifiutavano di usare le docce e l’acqua per lavarsi e imbrattavano le pareti con le loro feci. Ragazzi poco più che ventenni si aggiravano per le celle pallidi ed emaciati. Nel volgere di alcune settimane, sudici e malati, a chi li visitava apparivano irriconoscibili, sinistri come fantasmi. (Luca Galassi )
Ma gli anni passavano sena alcun risultato, infine il 27 ottobre 1980 sette detenuti rifiutarono di nutrirsi arrivando quasi alla morte.
Il secondo digiuno protratto ad oltranza si concluse con la morte  di dieci uomini tra il maggio e l’agosto del 1981.
Lo sciopero della fame dei giovani repubblicani non piegò l’animo di ferro di Margaret Thatcher, che, il 6 maggio dell’81 dichiarò: “Il signor Sands era un criminale, condannato a scontare la sua pena. Ha scelto di togliersi la vita. E’ stata una scelta che la sua organizzazione non ha mai lasciato alle sue vittime”. Parole dure, che spinsero molti alla militanza armata. Anche tra i 100 mila che due giorni dopo seguirono il feretro di Sands fino al cimitero di Milltown, nel cuore cattolico di Belfast. Lo status di prigionieri politici fu riconosciuto ai detenuti di Long Kesh solo il 3 ottobre 1981, quando gli ultimi cinque interruppero lo sciopero della fame su pressione dei loro familiari, dell’esecutivo dell’Ira e di alcuni uomini di chiesa. Insieme alla possibilità di indossare abiti civili, fu concesso loro di tenere le chiavi della propria cella e di muoversi liberamente all’interno del loro blocco ‘H’. (Luca Galassi tratto da qui)
E solo due anni più tardi ci fu una fuga in massa di tutti i detenuti (che esercitarono un loro diritto di prigionieri di guerra, l’evasione)

MARTIRI DELLA LIBERTA’

L’intransigenza degli inglesi che risposero con maltrattamenti e pestaggi, il rifiuto del primo ministro Margaret Thatcher al dialogo, trasformò in martirio il sacrificio di Bobby e dei suoi compagni, e fece accrescere il consenso dell’opinione pubblica al movimento repubblicano; il Sin Féin in seguito crebbe fino a diventare il maggior partito dell’Irlanda del Nord.
Proprio in carcere Sands sviluppò la sua vena poetica e le sue abilità di scrittore e i suoi articoli furono pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News, voce del movimento, con lo pseudonimo di “Marcella”.
Scrisse anche un libro intitolato Un giorno della mia vita.
“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.

BACK HOME IN DERRY

Bobby scrisse il testo come una poesia durante lo sciopero della fame in carcere e subito dopo la sua morte già circolava una versione cantata; Christy Moore che si trovava nel Derry per una serie di concerti la sentì in più occasioni e trascrisse il testo, fu lui ad abbinarlo con la melodia  “Wreak of the Edmond Fitzgerald” di Gordon Lightfoot ( in Summertime Dream 1976 album finito subito nella classifica “Billboard 200” i 200 più venduti negli States).
La canzone tratta della deportazione in Tasmania dei rivoluzionari Irlandesi dopo il fallito tentativo insurrezionale anti-inglese guidato da Robert Emmet nel 1803.
L’ultima strofa è certamente autobiografica e la colonia penale in Tasmania è in realtà  The Maze, il labirinto, la prigione di massima sicurezza del Regno Unito costruita proprio nel 1976 con gli H Blocks. La struttura è stata chiusa nel 2000 e demolita in buona parte, l’area è  in attesa di riqualificazione e oggetto di un decennale dibattito per la destinazione a Centro per la Pace
Raymond McCartney ha trascorso 17 anni della sua vita nelle celle di Long Kesh. Nel 1980 rifiutò il cibo per 53 giorni prendendo parte al primo sciopero della fame, quello che si concluse senza morti. Adesso è un parlamentare eletto nelle liste del Sinn Féin e non ha dubbi: “questo è un luogo unico che è già da tempo un’attrazione per i visitatori di tutto il mondo. Noi ex prigionieri repubblicani siamo sempre stati favorevoli a una riconversione che ne massimizzasse il potenziale economico e storico, e favorisse al tempo stesso la riconciliazione. E siamo convinti che per chiudere le ferite del passato vadano rispettate le diversità e le storie differenti di ciascuna parte in causa”. Anche Jude Collins, anziano giornalista di Belfast, la pensa allo stesso modo. “Non c’è alcun rischio che Long Kesh diventi un tempio del terrorismo. D’altra parte, chi fece lo sciopero della fame non è ricordato per quello che aveva fatto prima di finire in carcere. Ai visitatori sarà ricordato lo straordinario coraggio di quei dieci uomini che preferirono morire piuttosto che essere riconosciuti come criminali comuni”. (tratto da qui)

ASCOLTA Christy Moore in Ride On, 1984

ASCOLTA Gary Og & Sean Lyons in Songs of Rebellion


I
In 1803 we sailed out to sea
Out from the sweet town of Derry.
For Australia bound
if we didn’t all drown
And the marks of our fetters were heavy
In the rusty iron chains
we sighed for our weans
Our good women
we left there in sorrow
As the mainsails unfurled,
our curses were hurled
At the English and the thoughts of tomorrow
CHORUS
Oh, I wish I was back home in Derry.
Oh, I wish I was back home in Derry.
II
At the mouth of the Foyle,
bid farewell to the soil
As down below decks
we were lying.
O’Docherty’s scream
woke him out of a dream
By a vision of
bold Robert dying.
The sun burned cruel
and they dished out the gruel
Dan O’Connor was down with the fever
Sixty rebels that day
bound for Botany Bay
How many would reach
there this evening?
III
I cursed them to hell,
as her bow fought the swell
Our ship danced like a moth on the firelight
Wild horses rode high
as the devil passed by
Taking souls into Hades by twilight light
Five weeks out to sea
we were now 43
We buried our comrades each morning
And in our own slime
we were lost in a time,
Endless days without dawning
IV
Van Diemen’s Land
is a hell for a man
To live out his life in slavery
Where the climate is raw
and the gun makes the law
Neither wind nor rain
care of bravery
Twenty years have gone by and I’ve ended my bond
My comrades’ ghosts
walk beside me
Well a rebel I came
and sure I’ll die the same
On a cold winter’s night you will find me.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Nel 1803 prendemmo il mare
dalla dolce città di Derry (1).
Diretti in Australia,
a meno di non annegar tutti.
Le tracce lasciate dai nostri ceppi erano pesanti,
in rugginose catene di ferro
gemevamo di pena
Lasciammo le nostre brave donne nel dolore
e mentre le vele si spiegavano
urlammo maledizioni
agli inglesi, e le preoccupazioni per il domani
CORO
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
II
Alla foce del Foyle
dicemmo addio al nostro paese
mentre giacevamo
distesi sotto i ponti della nave.
O’Docherty si risvegliò
urlando da un sogno
dove aveva visto
il coraggioso Robert (2) morire.
Il sole bruciava crudele
e ci misero la brodaglia nei piatti,
Dan O’Connor era disteso in preda alla febbre
Sessanta ribelli, quel giorno,
diretti alla baia di Botany (3),
quanti di loro sarebbero
arrivati a sera?
III
Li maledissi a morte
mentre la prua lottava contro l’onda,
la nostra nave ballava come una farfalla (4) alla luce del fuoco
dei cavalli selvaggi caracollavano insieme al diavolo
per portare le anime nell’Ade al crepuscolo
Cinque settimane in mare,
eravamo ora quarantatré
seppellivamo i nostri compagni ogni mattina
Sporchi di fango,
fuori dal tempo,
giorni infiniti senza un’alba
IV
La Tasmania (5) è un inferno per un uomo
per vivere tutta la sua vita in schiavitù
là dove il clima è orrendo
e l’arma è legge
e né al vento né alla pioggia importa del coraggio
Sono passati vent’anni e ho scontato la mia pena
i fantasmi dei miei compagni mi camminano al fianco
sono arrivato da ribelle
e di sicuro morirò ribelle,
mi ritroverete una fredda notte d’inverno.

NOTE
1) Derry/Londonderry è la città lacerata anche nel nome tra Inghilterra e Repubblica d’Irlanda: dal gaelico Doire “bosco di querce” è Derry per i cattolici nazionalisti e Londonderry per i protestanti unionisti, perchè così la chiamarono i coloni britannici nel 1613 volendo riprodurre una novella Londra sul fiume Foyle.
2) Robert Emmet (1778-1803) giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese. Dopo la rivolta del 23 luglio 1803 Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.
3) Botany Bay è l’attuale Baia di Sydney in cui sbarcarono i primi esploratori europei nel 1770, un nome entrato nell’immaginario ottocentesco come sinonimo di Australia.  (vedi)
4) moth è nello specifico una falena; la farfalla che danza nel fuoco potrebbe essere una citazione alla farfalla degli dei, ossia la farfalla dorata simbolo dello spirito del defunto vedi
5) La Terra di Van Diemen (da Anthony van Diemen, governatore generale della Indie Orientali Olandesi tra il 1636 e il1645) oggi è chiamata Tasmania, la grande isola dell’Australia famosa per essere stata una colonia penale inglese dal 1800 al 1856. continua

FONTI
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2013/04/29/long-kesh-lex-carcere-diventa-un-centro-per-la-pace/16185/
http://it.peacereporter.net/articolo/8251/Belfast,+il+labirinto+della+memoria
http://terreceltiche.altervista.org/derry-the-town-i-loved-so-well/
http://terreceltiche.altervista.org/sunday-bloody-sunday/
http://terreceltiche.altervista.org/emigration-songs/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4562&lang=it
http://www.christymoore.com/lyrics/back-home-in-derry/

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, THE SKYE BOAT SONG

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod.
La canzone è stato un successo: fin da subito circolarono voci che spacciavano il testo come traduzione di una antico canto in gaelico e presto divenne un brano classico della musica celtica e in particolare della musica tradizionale scozzese

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda Flora lo salutò danzando sulla spiaggia  (vedi prima parte: Flora MacDonald’s Fancy)

LA TRAVERSATA IN MARE: LA FUGA DI CHARLES STUART

Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod dopo averla sentita cantare nel 1870 da un gruppo di marinai, mentre stava facendo un’escursione sul Loch Coruisk, guarda caso proprio sull’isola di Skye. La canzone era “Cuchag nan Craobh” (in inglese “The Cuckoo in the Grove”) comparsa in stampa nel 1907 in Minstrelsy of the Scottish Highlands, di Alfred Moffat, testo attribuito a William Ross (1762 – 1790).

LO IORRAM
Il brano è comparso nel libro Songs of the North pubblicato da Sir Harold Boulton e Anne Campbell MacLeod a Londra nel 1884. Nelle ristampe ed edizioni successive nel commento si fa riferimento alla melodia come a un "iorram" ossia a una canzone ai remi. Non proprio una shanty song un "iorram" (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all'indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle Ebridi come valzer.

La canzone è stato un successo già nell’Ottocento ed è da considerarsi un brano classico della musica celtica, e in particolare della musica tradizionale scozzese, inserito immancabilmente nelle compilation anche per matrimoni, fatto e rifatto in tutte le salse (dal beat al liscio, jazz, pop, country, rock, dance), innumerevoli le versioni strumentali (da un solo strumento – arpa, cornamusa, chitarra, flauto – o due fino all’orchestra) con arrangiamenti classici, tradizionali, new age, per bande anche militari e corali. Su Spotify è possibile trovare moltissime versioni del brano e proprio per tutti i gusti! Tra quelle strumentali le mie preferite sono quelle con la chitarra di Greg Joy, Pete Lashley, Tom Rennie, ma anche una versione con arpa e flauto di Anne-Elise Keefer e una versione “insolita” (con tanto di basso-tuba o oboe) dei Leaf!

Tra tutte vi propongo questa interpretazione nella compilation Irish Roses

ASCOLTA Carlyle Fraser

CHORUS
Speed bonnie boat,
like a bird on the wing,

Onward, the sailors cry
Carry the lad that’s born to be king(1)
Over the sea to Skye(2)
I
Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunder clouds rend the air;
Baffled our foe’s stand on the shore
Follow they will not dare
II
Though the waves leap,
soft shall ye sleep
Ocean’s a royal bed
Rocked(3) in the deep,
Flora will keep
Watch by your weary head
III
Many’s the lad fought on that day
Well the claymore could wield
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field(4)
IV
Burned are our homes, exile and death
Scatter the loyal men(5)
Yet, e’er the sword cool in the sheath,
Charlie will come again(6).

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
RITORNELLO
Veloce, barchetta,
come un uccello sulle ali

Avanti! Gridano i marinai!
Porta l’uomo destinato a essere re (1)
sul mare a Skye(2)
I
Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è  l’aria, sbalorditi i nostri nemici si fermano sulla riva e non osano seguirci
II
Benchè le onde si accavallino,
il tuo sonno sarà dolce
e l’oceano il letto del re
cullata dal mare (3),
Flora vigilerà
vegliando sulla tua testa stanca
III
Molti furono gli uomini che combatterono quel giorno,
bene le  spade duellarono,
quando la notte venne in silenzio,
la morte aleggiava sul campo di Culloden (4).
IV
Bruciate le nostre case, esilio e morte,
dispersi gli uomini leali (5),
ma prima che la spada riposi nel fodero,
Carlo verrà di nuovo (6)

NOTE
Lost_Portrait_of_Charles_Edward_Stuart1) Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordocon la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata daicapi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart diAppin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.
Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero! La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie continua
2) L’isola di Skye nelle Ebridi Interne, ma suona come “cielo” e quindi una metafora, l’autore lo impalma come eroe nel firmamento
3) non concordo con la traduzione trovata nel web “ballando sul mare” a mio avviso “rocked” è da intendersi, come in molte sea song e sea shanty (e in qualche lullaby), nel senso di dondolio (della culla in particolare) e quindi “cullata dal mare”
4) per l’approfondimento ho dedicato un’intera pagina ai Giacobiti vedi
5) la repressione inglese contro i giacobiti e i simpatizzanti fu brutale
6) nel 1884 Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi

CHARLES STUART ULTIMO ATTO

Charles_Edward_Stuart_(1775)Nel 1896 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) scrisse una variante con nuove parole, evidentemente non soddisfatto di quanto scritto da un baronetto inglese.

Stevenson mette il canto in bocca allo stesso Charles, vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze. L’Alfieri ce lo descrive come irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

OVER THE SEA TO SKYE di Robert Louis Stevenson
I
Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye
II
Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?(6)
III
Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone.
IV
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
“Cantami del ragazzo del passato
dici, “Potrei essere io quello?”
D’animo gentile, salpò un giorno
sul mare per Skye.
II
Mull era a poppa, Rum era a babordo, Eigg sulla prua a dritta.
Gloria di gioventù brillava nel suo spirito, dov’è quella gloria ora?(6)
III
Dammi ancora tutto ciò che fu,
dammi il sole che risplendeva
dammi gli occhi (7), l’anima
dammi il ragazzo del passato
IV
Nuvole e brezza, isole e mari
montagne di pioggia e di sole;
tutto ciò di buono e giusto
che era in me, è morto

NOTE
7) nel senso di visione

LA VERSIONE OUTLANDER

Più recentemente la canzone “Over the Sea to Skye” è stata ripresa nella serie “The Outlander” dalla saga di Diana Gabaldon ed è subito skyemania.. e tutti volevano sapere il testo della canzone..

ASCOLTA Raya Yarbroug

ll testo è stato modificato opportunamente per la serie eliminando i riferimenti al Bel Carletto e traslandoli alla bella Claire Randall che in un  viaggio nel tempo attraverso un cerchio di pietre si trova proiettata nel passato (dal 1945 nel 1743) e s’innamora di James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach

CHORUS
Say, could that lass be I?

Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye(2).
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun…
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
Sing me a song of a lass that is gone…
Say, would that lass be I?
Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye.
TRADUZIONE IN ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dimmi quella ragazza potrei essere io? D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.
Nuvole e brezza, isole e mari,
montagne di pioggia e di sole..
Tutto ciò  di bello e buono
che era in me, è morto.
Cantami di una ragazza del passato,
dici, “Potrei essere io quella?”
D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.

NOTE
2) anche qui si gioca sul doppio senso e Skye è decisamente il cielo

Versione ulteriormente riarrangiata da Bear McCreary in seguito al successo della serie e completata con le strofe di Robert Louis Stevenson

RUSTY NAIL: IL COCKTAIL DEL CLAN MACKINNON

Rusty-NailPer sdebitarsi dell’aiuto prestato dal Clan MacKinnon durante i mesi in cui dovette nascondersi dagli Inglesi, il principe Stuart rivelò a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto, una bevanda speciale creata dal suo farmacista personale. Il clan MacKinnon accettò la custodia della ricetta, finchè agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta chiamandola “Drambuie”

4.5 cl Scotch whisky
2.5 cl Drambuie
Procedimento: si prepara direttamente un bicchiere tipo old fashioned con ghiaccio. Agitare delicatamente e guarnire con un twist di limone.

Un cocktali doppiamente scozzese: lo Scotch Whisky e il Drambuie che è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele… segreti e leggende. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. (Tratto da qui)

 FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755

SHENANDHOAH & TRAPPERS

“Oh Shenandoah” è una canzone folk americana dalle origini incerte, ma si ritiene faccia parte dei canti dei viaggiatori canadesi e inglesi che attraversavano il fiume Missouri con le canoe per cacciare o commerciare con i nativi americani. Siamo nell’epoca dei trappers e dei commercianti di pellicce, i primi bianchi che si avventuravano nei territori sconosciuti e selvaggi dell’Ovest, ricchi di foreste e di praterie sconfinate.
La versione standard resa popolare da Bruce Springsteen è piuttosto banale, una canzone d’amore dedicata ad una donna (vedi prima parte)

dario-modena

IL CAPO INDIANO

Scavando ancora troviamo che Shenandoah, è il nome del capo indiano degli Oneida, che morì centenario nel 1816.
“Oskanondonha, known as Skenandoah, the Oneida War Chief also known as “the Deer” was born, according to tradition, to the Susquehannock and was adopted into the Wolf Clan of the Oneida.  He eventually became the War Chief, a position chosen on the basis of merit and ability, not heredity. “(tratto da qui)
Ho rispolverato il tomo sugli Indiani d’America e cercato la tribù Oneida nella mappa: era stanziata nelle Pianure del san Lorenzo (nel territorio coincidente con l’attuale stato di New York) insieme ad una serie di tribù alleate e accomunate dalla lingua, ovvero la Confederazione Irochese o Lega degli Irochesi (il Popolo dalla Casa Lunga), gente tutto sommato pacifica, dedita alla pesca e all’orticultura intensiva, con un forte senso comunitario basato sulla carità e la generosità ossia il principio della condivisione; essi vedevano l’uomo come parte della natura, così terra e foresta sono come il mare, non si possono possedere.

La Lega fu fondata nel 1570  da tribù che non voleva più continuare a farsi guerra reciprocamente e si dotarono di una costituzione strutturata in leggi e regole condivise da tutti, reggendosi sull’antico sistema dei clan a base matrilineare.
La Lega secondo la leggenda venne fondata da Deganawinda dopo la visione di un grande albero che si ergeva verso l’alto per entrare in comunicazione con il Padrone della Vita. L’albero era la rappresentazione della fratellanza di tutte le tribù, mentre le radici erano le cinque tribù irochesi (Seneca, Cayuga, Onondaga, Oneida e Mohawk diventate poi sei con l’annessione dei Tuscarora 200 anni più tardi) che costituivano la Lega.

Ovviamente gli Irochesi erano in guerra con tutti gli altri Nativi Americani in particolare gli Uroni -e anche all’interno della lega le ostilità tra tribù cessarono solamente dopo il 1660- e naturalmente erano in guerra con i Bianchi di turno, in particolare i Francesi. (vedi)
Durante la Rivoluzione Americana la maggior parte delle tribù degli Irochesi si schierò con gli inglesi, tranne gli Oneida e i Tuscarora che appoggiarono i Ribelli Americani!!
Nell’inverno del 1777-78 furono gli Oneida del capo Skenandoah a salvare dalla fame gli uomini del generale Washington acquartierati a Valley Forge.
I primi esploratori europei descrivono gli Irochesi (o Iroquoian) come di belle fattezze e gioviali: nei villaggi c’erano pochi contrasti, si applicavano giustizia e buon senso nelle dispute, l’ospite era accolto con gentilezza.

Palmer scrisse “Se i bianchi avessero rinviato di un altro secolo il loro arrivo.. questi indiani sarebbero forse stati in grado di creare uno stato solido, basato sui sette principi fondamentali della Lega: salute, felicità, rettitudine, giustizia, potere e forza di carattere” (in Observation of the League of the Iroquois, 1949)

Con l’avanza dei “Coloni Americani” – 1823- parte degli Oneida migrarono verso il Canada (Ontario Canadese) e la maggior parte si trasferì a Ovest nel Wisconsin, solo un piccolo nucleo rimase nella Oneida County.
Oskanondonha molto probabilmente avrebbe condiviso queste parole di un capo indiano che è venuto dopo di lui e che ha visto com’è andata a finire : Capo Leon Shenandoah, Onondaga: “Se voi uomini bianchi non foste mai arrivati, questo paese sarebbe ancora com’era un tempo. Tutto avrebbe conservato la purezza originaria.
Voi l’avete definito ‘selvaggio’, ma in realtà non lo era. Era libero.
Gli animali non sono selvaggi; sono solamente liberi.
Anche noi lo eravamo prima del vostro arrivo.
Voi ci avete trattati come selvaggi, ci avete chiamati barbari, incivili.
Ma noi, eravamo solo liberi!”
oppure di Dieci Orsi, Comanche Yamparika:
Io nacqui nella prateria dove il vento soffiava liberamente e dove non c’era nulla a bloccare la luce del sole. Io nacqui dove non c’erano recinti e dove ogni cosa respirava liberamente. Io voglio morire là, e non dentro questi muri.”

Così le versioni più “vecchie” di “Oh Shenandoah” raccontano una  storiella, con l’uomo bianco buono (un onesto commerciante di pelli) che si innamora della bella nativa americana, ma si arrende di fronte al rifiuto del padre; ecco che arriva il capitano inglese ovvero “americano” cioè della Nuova Inghilterra, che prima vende il whisky agli indiani e poi, approfittando della loro ubriachezza, rapisce la bella.. Nell’ultima strofa vien da pensare che il primo pretendente corra (o meglio pagai) cavallerescamente in soccorso alla fanciulla!

E di romantiche storie d’amore si nutriva l’immaginario della “Frontiera” accanto al disprezzo (e la paura) dell’uomo rosso e i mezzosangue e ritorniamo così al romanzo di James Fenimore Cooper “L’ultimo dei Mohicani” pubblicato nel 1826 e ambientato guarda caso nello Stato di New York durante la guerra franco-inglese detta “la Guerra dei sette anni” di cui si era accennato nella prima parte (vedi prima parte). Chi non  ha letto il libro avrà visto il film dall’indimenticabile e pluripremiata colonna sonora!! (ma questa è un’altra storia vedi)

ASCOLTA Arlo Guthrie la storia raccontata con immagini pittoriche ben selezionate by Spadecaller

The Missouri(1), she’s a might river
Away you rolling river
The red man’s camp lies on her borders(2)
Away, we’re bound away
across the wide Missouri
A white man loved an Indian maiden
With notions sweet(3) his canoe was laden
O Shenandoah(4), I love your daughter
I’ll take her ‘cross the rolling water
The chief disdained the trader’s dollars
“My daughter never you shall follow”
At last there came a Yankee(5) skipper
He winked his eye, and he tipped his flipper(6)
He sold the chief that fire-water(7)
And ‘cross the river he stole his daughter
O Shenandoah, I long to hear you
Across the wide and rolling water
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Il Missouri(1) è un fiume imponente
(fiume che scorri lontano)
e l’uomo rosso è accampato sulle sue rive(2).
(lontano siamo diretti lontano, attraverso il grande Missouri.
Un uomo bianco amava una fanciulla indiana,
di ninnoli(3) la sua canoa era carica
“O Shenandoah(4) amo tua figlia,
la porterò per il fiume.
Il capo rifiutò i dollari del commerciante
“Mia figlia non ti seguirà mai!”
Alla fine arrivò un capitano inglese(5), fece l’occhiolino e salutò(6),
vendette al capo l’acqua di fuoco(7)
e gli rubò la figlia per portarla via lungo il fiume..
Oh, Shenandoah,
non vedo l’ora di sentirti
attraverso le vaste acque correnti

NOTE
1) qui è chiaramente il fiume Missouri a essere attraversato con le canoe: il fiume nasce nel Montana e confluisce nel Mississipi all’altezza di St Louis
2) gli Oneida non si accamparono mai sulle rive del Missouri, vivevano molto più a Nord-Est intorno ai territori dei Grandi Laghi
3) notions sweet: oggetti di merceria, specchietti e perline di vetro, ma anche nel doppio senso di “miti propositi”, buone intenzioni..
4) Shenandoah è da intendersi più propriamente come il nome del capo indiano (ovvero un nativo americano)
5) la Terra Yankee corrisponde alla Nuova Inghilterra, e yankees sono detti i suoi abitanti. Sembra che il termine sia la corruzione indiana del francese anglais.
6) to tip one’s flipper= to wave one’s hand
7)  Skenandoah durante una visita ufficiale a Albany nel 1775 cadde ubriaco in un vicolo dove venne derubato, privato delle sue insegne di capo e lasciato mezzo nudo. Al risveglio giurò solennemente che non avrebbe bevuto whisky mai più, ebbe anche a dire in seguito alla sua gente “Non bevete l’acqua di fuoco dell’uomo bianco, vi fa diventare topi per gli uomini bianchi che sono i gatti. E vi mangiano in un boccone

VERSIONE MARINARESCA

Il brano è diventato subito popolare tra i marinai americani come capstan shanty e nel 1882 fu pubblicato per la prima volta lo spartito dalla rivista Harper’s Magazine, in un articolo intitolato “Le canzoni dei marinai”. Come shanty il racconto della storiella viene perduto, ed è qui che molto probabilmente si aggiunge la strofa con il nome della bella Sally, così tutto il canto diventa un po’ una nostalgica dichiarazione d’amore.

ASCOLTA Storm Weather Shanty Choir


Oh Shenandoah(1),
I long to see you,
Away you rolling river,
Oh Shenandoah,
I long to see you,
Away, I’m bound to go
‘Cross the wide Missouri.
Oh Shenandoah,
I love your daughter,
‘Tis seven long years,
since last I saw you.
Oh Shenandoah,
I took a notion
to sail across the stormy ocean(2)
Oh Shenandoah,
I long to meet you,
Oh Shenandoah,
I’ll not deceive you.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Oh Shenandoah(1)
vorrei vederti
(fiume che scorri lontano)
vorrei vederti
(lontano sono diretto,
attraverso il grande Missouri.)

Oh Shenandoah
amo la tua figlia
Sono sette lunghi anni
dall’ultima volta che ti vidi
Oh Shenandoah
ho preso la decisione
di navigare l’oceano tempestoso(2)
Oh Shenandoah
non vedo l’ora di rivederti
Oh Shenandoah
non ti ingannerò.

NOTE
1)  In questo contesto “Oh Shenandoah” è il fiume, e la ragazza potrebbe essere una qualunque ragazza bianca che vive sulle sponde del fiume di questa valle. In altre versioni infatti viene chiamata Sally
2) ovviamente cantata da marinai che vanno per mare o per i Grandi Laghi, una sorta di grande mare interno sul confine USA-Canada

FONTI
http://www.planetcountry.it/shenandoah-national-park/
https://en.wikipedia.org/?title=Oh_Shenandoah
http://www.accordiespartiti.it/canti-popolari/testo-e-accordi-per-chitarra-di-shenandoah/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23669 http://www.farwest.it/?p=80
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=51497&lang=it
http://worldlymind.blogspot.it/2010/03/oh-shenandoah-i-love-your-daughter.html
https://nativeheritageproject.com/2012/05/29/oneida-chief-skenandoah/
http://oneidacastleny.com/history.php

THE BONNY CUCKOO

Una vecchia melodia dall’Irlanda del Nord trascritta da Edward Bunting in occasione del festival bardico che si tenne nel 1793 a Belfast (il brano giunge da Henry Joy di Ballinascreen, Co. Londonderry o dall’arpista Arthur O’Neill). L’originale era in gaelico irlandese ma Bunting ne trascrisse una versione  “.. a close translation from the original Irish
Sicuramente il bardo Turlough O’Carolan nel 1691 prese ispirazione da questa melodia per comporre “Sí bheag Sí mhor” che gli studiosi sono propensi ritenere come una variante di questa

Cuculus_canorusIL CUCULO ARALDO DI PRIMAVERA

Il cuculo arriva dall’Africa tra la fine di marzo e i primi d’Aprile e inizia subito il corteggiamento innalzando il suo caratteristico canto . Nell’Europa Settentrionale arriva un po’ più tardi, all’incirca a metà aprile. In ogni caso il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più. La femmina emette una nota molto lunga e gorgheggiante simile a un «puhuhhuhuhu». Il verso del cuculo maschio è stato reso famoso dagli orologi a pendolo in legno (gli orologi a cucù di teutonica memoria) continua

La melodia riprende il verso del cuculo, di cui ne modula il canto, proprio in questi giorni sto leggendo “Il pozzo” di Chaterine Chanter e a pg 129 leggo ” Mi fermai per ascoltare il cuculo, il primo di quest’anno.  Poi il suo richiamo ipocrita fu ripreso da un canto. Quella sera c’era una calura umida e le note si appiccicavano alle nuvole basse come un profumo. Era una salmodia, più che una canzone, e le pause e i crescendo suggerivano un solista, che quasi non riuscivo ad udire, e un coro, come in un responsorio. Mentre il cuculo si alzava in volo verso est, il canto sembrò crescere e spostarsi dalla valle verso il lato sinistro del sentiero; i bassi allungavano le pliche fin tra le radici degli alberi, gli acuti si arrampicavano sul pentagramma fin dove l’usignolo sfarfalla come un tremolo. Le note si gonfiavano con l’alzarsi della brezza e calavano, sempre invisibili, muovendosi all’unisono con l’orzo.

ASCOLTA Simon Chadwick

ASCOLTA Shirley Collins 1959

My bonny cuckoo, I tell you true
That through the groves I’ll rove with you;
I’ll rove with you until the (next) spring
And then my cuckoo shall sweetly sing.
(Cuckoo, sing girls, let no-one tell,
Untill I settle my seasons well.)(1)
The ash and the hazel shall mourning say,
Oh bonny cuckoo, don’t go away;
Don’t go away, but tarry here,
And sing for us throughout the year.
Cuckoo, cuckoo, pray tarry here,
And make the spring last all the year.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Mio bel cuculo, ti dico la verità, per i boschi andrò con te;
andò in giro con te fino a primavera
e allora il mio cuculo canterà dolcemente.
(“cu-cu” cantate ragazze, che nessuno dica, finchè mi sistemo per le stagioni)
Il frassino e il nocciolo si lamentano e dicono
“Oh bel cuculo non andare via
non andare via, ma resta qui,
e canta per noi durante l’anno
cuculo ti prego resta qui
e fai durare la primavera tutto l’anno”

NOTE
1) strofe riportate da Simon Chadwick e prese da “Queen’s University Belfast Special Collections” MS4/33(5) f9v

LA DANZA

E’ una “modern english country dance” ideata da Gail Ticknor  nel 1986 da ballarsi sulla melodia omonima ma anche su “Sí bheag Sí mhor

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/cuculo-araldo-della-primavera/
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/thebonnycuckoo.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59741
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=953898
http://dancevideos.childgrove.org/ecd/ecd-modern/316-bonny-cuckoo

LA FANCIULLA MARINAIO

Nei canti del mare troviamo (anche se non frequentemente) il tema della ragazza travestita da marinaio che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore e avventura.
Le cross-dressing ballads sono in effetti per lo più inerenti a donne che vanno a svolgere un’attività maschile per eccellenza, come quella del marinaio o del soldato.

an-actress-at-her-toilet-or-miss-brazen-just-breecht-john-colley

LA FANCIULLA INNAMORATA

Le fanciulle innamorate si travestono da marinaio, pur di attraversare l’Oceano per andare alla ricerca del loro fidanzato, che le ha lasciate per emigrare in America. E’ l’archetipo della fanciulla vergine (la donna guerriera) che si traveste da soldato per inseguire l’innamorato partito per la guerra. (vedasi ad esempio “High Germany“,  “Lovely Nancy” , “Said Johnny to Molly”, “Caroline and Her Young Sailor Boy“)

I titoli vanno da “Jackaroe “,  “The handsome cabin boy“,  e “Short Jacket” , ma tutte raccontano la stessa storia: la fanciulla (tra)vestita da uomo si imbarca come mozzo e viene notata dal capitano, il quale resta turbato dal nuovo marinaio al punto di innamorarsi; solo giunti a riva la fanciulla rivela la sua vera identità e il capitano ammirato dal suo coraggio, le giura amore eterno e le chiede di sposarlo. In alcune versione lei rifiuta, ben determinata a trovare il suo innamorato. In altre la storia si trasforma in una murder ballad in cui la ragazza sorprende l’ex-fidanzato tre le braccia dell’amante e li uccide entrambi (vedi Willy Taylor).
In queste ballate la donna ha un controllo completo sulle azioni da intraprendere, è lei a decidere il suo destino!

female-sailor

VIETATO ALLE DONNE

Le usanze marinare proibivano alle donne di lavorare come marinai sui vascelli perchè il lavoro del marinaio era considerato cosa da maschi, anzi l’attività per eccellenza in grado di «fare un uomo» anche tra i  più smidollati o indisciplinati dei ragazzi!
Più che per le doti di forza e resistenza fisica richieste dal lavoro marittimo di quel tempo, il divieto era legato alla sfera della sessualità, bandita dalla nave perchè foriera di disordine sociale: così anche l’omosessualità era spietatamente punita nella Royal Navy del Diciottesimo secolo, poiché ritenuta pratica sovversiva della disciplina e dell’ordine; la sola presenza di una donna a bordo poteva generare situazioni di conflitto tra i marinai, da qui la convinzione che una donna a bordo portasse sfortuna alla nave.
Pur in questo clima sfavorevole alcune donne venivano “tollerate” a bordo delle navi come ad esempio le mogli degli ufficiali dei mercantili o delle baleniere o che svolgevano varie mansioni di diverso titolo non inerenti alla navigazione (ad esempio una guardiana del bestiame che si occupava anche della mungitura degli animali), ma non certo in qualità di marinai. Ameno che .. non fossero travestite, e così si rintracciano nei documenti di bordo un numero sorprendente di donne-marinaio o soldato .. scoperte in modo accidentale. (tra i tanti personaggi e le letture cito il personaggio di Catalina Solis nella trilogia di Matilde Asensi – libri usciti in Italia con i titoli di Terra fermaLa vendetta di Siviglia, e La conjura de Cortés – ispirato a Isabel Barreto da Lima (1567 – 1612), moglie di Álvaro de Mendaña, lo scopritore delle isole Salomone, che prese il comando della flotta alla morte del marito . Scrive Matilde Asensi: ” Le donne di quell’epoca dovevano uscire coperte e accompagnate. Uscivano solo per andare a Messa e a 13 anni cercavano loro un marito di 50, che era già rimasto vedovo varie volte, perché la morte durante il parto era frequente. Un orrore che vedevano sin da bambine, in madri e zie. L’unica alternativa a questo era il convento. Quelle che sceglievano di travestirsi da uomini erano donne decise e coraggiose, e questa decisione non implicava alcuna ambiguità sessuale. Non sono state molte, ma sufficienti perché la letteratura del Siglo de Oro abbia raccontato spesso il fenomeno“.)

Anche nel mondo della pirateria le cose non miglioravano per una donna che voleva prendere la vita del mare, ma almeno era riconosciuta come tale dalla ciurma (anche se occasionalmente si travestiva da uomo in particolare durante gli arrembaggi).

Anne-Bonny-2
DONNA GUERRIERA

In alcune ballate  la fanciulla si traveste da uomo non per amore di un uomo, ma per amore dell’avventura, per sete di libertà, o perchè si sente stretta nei panni femminili (e nei relativi ruoli sessuali). (vedere ad esempio The Female rambling sailor) E’ piuttosto a cambiare il contesto storico, se nelle ballate settecentesche la donna guerriera è ammirata per il suo coraggio, determinazione e anche la sua ferocia, nell’ottocento la donna guerriera viene derisa e dissuasa, ricondotta al suo ruolo di angelo del focolare o rinchiusa in un manicomio!
L’immagine di una donna-guerriera e forte, sostenuta dalla forza dell’amore e perciò disposta ad andare contro alla sua famiglia e alle convenzioni sociali è più un racconto da romanzo d’appendice che di cronaca vera, le donna in quei tempi sottostavano al padre prima e al marito dopo, e ben poche potevano conquistare l’indipendenza economica (c’erano poi quelle povere di cui non importava niente a nessuno e che finivano malamente in mezzo ad una strada o si ammazzavano di lavoro per riuscire a malapena a dare da mangiare ai figli). Erano i tempi dei matrimoni combinati dalle famiglie e si basavano su opportune alleanze e convenienti unioni e alle giovani donne non era consentito di innamorarsi di un bel marinaio dagli occhi neri!
Una donna senza marito o la protezione paterna aveva poche possibilità di sopravvivere e invece di finire come Biancaneve alcune preferivano travestirsi da uomo (anche se nelle ballate il finale era sempre da fiaba vedi)

FONTI
http://www.arivista.org/riviste/Arivista/310/53.htm
http://marziobarbagli.com/resources/CaterinaIndiceDeiLibri.pdf
http://erewhon.ticonuno.it/2003/storie/navigatrici/navigatrici1.htm
http://erewhon.ticonuno.it/2003/storie/navigatrici/navigatrici2.htm
http://www.baroque.it/curiosita-del-periodo-barocco/donne-di-mare-pirata.html
http://caffebook.it/cultura/item/320-i-pirati-in-gonnella-dei-caraibi.html
http://www.emiliosalgari.it/appunti_di_viaggio/donne_pirata.htm
https://storiaefantasydotcom1.wordpress.com/2016/05/02/pirati-e-corsari-le-piratesse-di-romina-gotti/
http://www.homolaicus.com/storia/trasversale/pirati-corsari.htm
http://www.molodililith.it/banchina/pirati/38-donne-pirata-e-piratesse-donnaiole.html
http://rottasudovest.blogspot.it/2012/07/matilde-asensi-presenta-la-conjura-de.html
http://standrewshistorysociety.co.uk/2015/04/the-problem-of-early-modern-cross-dressing/

THE DÆMON LOVER

Un filone fecondo della tradizione ballatistica europea che affonda le sue radici nel medioevo è quello cosiddetto della “fanciulla sulla spiaggia”;  Riccardo Venturi riassume il commonplace in modo puntuale  “fanciulla solitaria che passeggia sulle rive del mare – nave che arriva – comandante o marinaio che la richiama a bordo – fanciulla che s’imbarca di spontanea volontà – ripensamento e rimorso – pensieri alla casa materna / coniugale – dramma che si compie (in vari modi)
Nella ballata britannica “Demon Lover (Child #243) più conosciutanelle versioni americane dal titolo “The House Carpenter” il seduttore è il Diavolo
Titoli: The Daemon Lover, James Harris, House Carpenter, Ship’s Carpenter, The Carpenter’s Wife, Said an Old True Love, The Salt, Salt Sea, The Sea Captain, A Warning for Married Women,  the Banks of the Sweet Viledee

La ballata attribuita a Laurence Price, è pubblicata in un broadside nel 1657 dal titolo  “James Harris (The Daemon Lover)” e con un sottotitolo che è tutto un programma “A Warning for Married Women, being an example of Mrs Jane Reynolds (a West-country woman), born near Plymouth, who, having plighted her troth to a Seaman, was afterwards married to a Carpenter, and at last carried away by a Spirit, the manner how shall be presently recited.” (To a West-country tune called The Fair Maid of Bristol, Bateman, or John True.)
La ballata che si dilunga in 32 strofe ha come protagonisti James Harris e Jane Renalds  e tratta il tema del soprannaturale: i due innamorati si scambiano le promesse matrimoniali in segreto, subito dopo (ossia il giorno del matrimonio in pubblico) James si arruola in marina e scompare senza più dare sue notizie. Jane lo aspetta per tre anni poi riceve la notizia della morte di James, lascia passare un anno di lutto, si sposa con un brav’uomo e diventa madre. Dopo sette anni  lo spettro di James ritorna e convince la donna ad abbandonare figlioletti e marito per prendere il mare con lui. La donna lo segue e di lei non si hanno più notizie, il marito impazzisce per il dolore e s’impicca.
Nella prima versione della ballata il giudizio morale sulla donna è come sospeso, ma è comunque una madre che sceglie di abbandonare il proprio bambino per amore di un uomo e quindi non proprio un modello di virtù: il suo gesto porta alla disperazione il marito e anche il bambino diventa un qualunque trovatello senza genitori predestinato a una brutta fine.

demon-lover
Vermon Hill, 1912

Lo spettro-demone ritorna dopo sette anni a reclamare l’amore della donna, accusandola di aver rotto il loro fidanzamento. Secondo le leggi inglesi in vigore nel 700 una reciproca promessa di nozze aveva valore di giuramento valido agli occhi di Dio, il resto erano solo “dettagli tecnici”; perciò rompere il fidanzamento e sposare un altro equivaleva a macchiarsi di un grave peccato. (vedi matrimonio nella storia). Il revenant che ritorna a portar via la donna “rimette le cose a posto” agendo per volontà divina, però la donna è anche sposa del falegname e non potendo avere due mariti finisce per affondare insieme alla nave.

REVENANTS

In francese la parola revenant conserva un duplice significato quello primario è di «anima che torna dall’altro mondo sotto un’apparenza fisica», l’altro è «fantasma» «apparizione di un morto». Possiedono quindi una duplice natura e si presentano come entità corporee (con le stesse sembianze che avevano in vita o anche di qualche animale o sotto forma di scheletri) oppure incorporee come fantasmi.
Nel folklore europeo i revenats sono anime che mantengono la loro forma materiale, la personalità e i sentimenti di quando erano in vita. E’ una concezione materiale delle anime dei morti che si manifesta nelle credenze e usanze funerarie di buona parte d’Europa. I revenants sono per lo più anime in pena, compresi quanti son deceduti di morte violenta o accidentale (assassinati, annegati…) o richiamate dall’affetto dei vivi che li piangono troppo. In alcune tradizioni tuttavia i revenants sono anime dannate come i vampiri e i non-morti ovvero schiere infernali e demoniache.
Viene quindi da presumere che la donna non sia stata una madre e moglie felice come da copione e anzi abbia rimpianto il vecchio fidanzato con così tante lacrime da averlo costretto a ritornare da lei..

Le versioni popolari sono davvero tantissime, con la tendenza a ridurre la ballata in metà strofe, si soffermano su alcuni dettagli dettando lo standard, è tuttavia evidente una grossa distinzione: le ballate provenienti dall’Europa sono basate sull’elemento soprannaturale, quelle americane no.

LA MORALE CALVINISTA

Le versioni approdate in America avendo perso il loro elemento ultraterreno  risultavano quasi incomprensibili o meglio avevano ricevuto una nuova morale, come sottolinea Alan Lomax, quella calvinista, per la quale la donna che rifiutava un matrimonio imposto o infelice si rendeva colpevole di ribellione davanti alla società. Mi sovviene per il clima culturale e certe tematiche il romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, anche lì il primo marito (fatto prigioniero degli indiani e dato per morto) ritorna nel mondo “civilizzato” a tormentare l’adultera.. in effetti questa è una warning ballad rivolta alle donne sposate più che alle fanciulle in boccio.

Inizio con due versioni basilari la prima di A.L. Lloyd e la seconda di Clarence Ashley

THE DEMON LOVER

Così scrive A.L. Lloyd nelle note di copertina nell’album English and Scottish Folk Ballads (1964) “Though very rarely met with nowadays, it was formerly well-known in Scotland as well as in England. For instance, Walter Scott included a good version in his Minstrelsy of the Scottish Border (1812 edn.). Generally the Scottish texts are better than the English ones, none of which tell the full story (we have filled out our version by borrowing some stanzas from Scottish sets of the ballad), but none of the Scottish tunes for it are as good those found in the South and West of England. Our present tune was noted by H. E. D. Hammond from Mrs Russell of Upway, near Dorchester, Dorset, in 1907. Cecil Sharp considered it “one of the finest Dorian airs” he had seen. ”

ASCOLTA A.L. Lloyd (su Spotify) in English & Scottish Folk Ballads  2006:  The Demon Lover.

Questa versione è concentrata sui due amanti e si tagliano fuori dalla storia marito e bambini

 A.L. Lloyd version
I
“Well met, well met,
my own true love,
Long time I have been
absent from thee.
I am lately come
from the salt sea
And it’s all for the sake,
my love, of thee.”
II
“I have three ships all on the sea
And by one of them
has brought me to land.
I’ve four and twenty seamen
on board
And you shall have music at your command.”
III
She says, “I am now wed
to a ship’s carpenter,
To a ship carpenter I am bound.
And I wouldn’t leave
my husband dear
For twice the sum of ten hundred pound.”
IV
“Well I might have a king’s daughter,
And fain she would have married me.
But I forsook her crown of gold
And it was all for the sake,
my love, of thee.”
V
“So I pray you leave
your husband, dear,
And sail away with me.
And I’ll take you where
the white lilies grow
All on the banks of Italy”
VI
“And this ship
wherein my love shall sail
Is wondrous to behold.
The sails shall be of shining silk
And the mast shall be of red beaten gold.”
VII
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold.
VIII
They hadn’t sailed a day and a day
And a day but barely three,
She cast herself down on the deck
And she wept and wailed
most bitterly.
IX
“Oh hold your tongue,
my dearest dear,
Let all your sorrows be.
I’ll take you where the white lilies grow
All on the bottom of the sea.”
X
And as she turned herself roundabout,
So tall and tall he seemed to be,
Until the tops of that gallant ship
No taller were than he.
XI
And he struck the topmast
with his hand,
The main mast with his knee,
And he broke that shining ship in two
And he dashed it into the bottom of the sea.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Ben trovata, ben trovata
amore mio
per lungo tempo(1) sono stato
lontano da te
e sono appena tornato
dal mare salato
e l’ho fatto per il tuo amore,
mia cara.
II
Ho tre navi in mare
e una di loro
mi ha riportato a terra.
Ho 24 marinai
a bordo
e li potrai comandare
a bacchetta (2)”
III
Dice lei “Ora sono sposata
con un falegname delle navi
a un carpentiere navale sono legata,
e non lascerei
il mio caro marito
nemmeno per 2 volte l’importo di 110 sterline”
IV
“Beh, potevo avere la figlia del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato la sua corona d’oro
solo per amare te,
mia cara.
V
Così ti prego di lasciare
tuo marito, cara
e salpare con me.
Ti porterò dove
crescono i bianchi gigli (3)
sulle rive d’Italia (4).
VI
E questa nave con cui il mio amore partirà
è meravigliosa a vedersi,
le vele saranno di seta lucente
e l’albero maestro rivestito d’oro zecchino”
VII
Lei così indossò un abito
nuovo,
fra tutti i suoi il più bello,
e mentre solcava il mare salato
luceva come oro scintillante.
VIII
Navigavano da circa due giorni,
e sono sicuro non fossero tre,
che si accasciò sul ponte (della nave)
e piangeva e si lamentava
amaramente.
IX
“Oh frena la tua lingua,
amata mia,
e lascia stare tutto il dolore;
ti porterò dove i bianchi gigli
crescono
sul fondo degli abissi”
X
E mentre lei si voltava
intorno
sempre più alto lui sembrava diventare
finchè gli alberi di quella bella nave
non erano più alti di lui.
XI
E ruppe il pennone
con la sua mano
e l’albero maestro con il suo ginocchio
e spezzò quella nave scintillante in due
e la precipitò negli abissi.

NOTE
1) qui la durata della separazione è lasciata imprecisata , si dice solo che è trascorso un lungo tempo, nelle consuetudini delle ballate popolari tuttavia il periodo è implicito perchè convenzionalmente ha durata di 7 anni; dopo un periodo così lungo la donna poteva considerarsi moralmente giustificata a prendere un marito
2) ho cercato un’espressione simile in italiano; letteralmente “avrai la musica a tuo comando”
3) chi ascolta è già avvisato che la ballata avrà un finale tragico infatti i gigli nelle ballate significano la morte
4) è interessante notare che l’Italia sia considerata la terra del peccato o quantomeno ritenuto un luogo lontano ed esotico

THE HOUSE CARPENTER

Registrata da Clarence Ashley (un bianco originario del Tennessee, un Jack of all Trades e cantante girovago che incarna il weird americano) alla fine degli anni 20 è la versione condensata in una decina di strofe che ha fatto da modello (strofe I, II, III, IV, VI, IX, XI, XII, XIII, XV)

ASCOLTA Sweeney’s Men 1968 simile alla versione di Ashley con l’aggiunta di alcuni dettagli (I, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XV, XVI)

ASCOLTA Nickel Creek  in This Side, 2002 che riprendono pari pari la versione di Ashley aggiungendo solo la XIV strofa


I
We’ll met we’ll met
said an old true love
We’ll met we’ll met said he
I’m just returning from the salt salt sea
And it’s all for the love of thee
II
Come in, come in in my old true love
And have a seat with me
It’s been three-fourths
of a long long year
Since together we have been
III
Well I can’t come in or I can’t sit down
For I haven’t but a moment’s time
They say you’re married to a house carpenter
And your heart will never be mine
IV
Now it’s I coulda married a king’s daughter here
I’m sure she’da married me
But I’ve forsaken her crowns of gold
And it’s all for the love of thee
V
If you could have married the king’s daughter dear
I’m sure you are to blame
For I am married to the house carpenter
And I find him a nice young man
VI
Now will you forsaken your house carpenter
And go along with me
I’ll take you where the grass grows green
On the banks of the deep blue sea
VII
If I forsake my house carpenter
And go along with thee
What have you got to maintain me on
And keep me from slavery (poverty)
VIII
Six ships, six ships all out on the salt sea
Seven more upon from dry land
A hundred and twelve all brave sailing men
Shall be at your command
IX
She picked up here little babe
And kisses gave him three
Says stay right here my darling little babe
And keep your pappa company  (4)
X
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold
XI
Well they hadn’t been on ship but about two weeks
I’m sure it wasn’t three
Well his true love began to weep and mourn
And he weeped most bitterly
XII 
Says are you a-weepin’ for my silver or my gold
Says are you weeping for my store
Are you weeping for that house carpenter
Whose face you’ll never see any more
XIII
No it’s I’m not a-weepin’ for your silver or your gold
Or neither for your store
I am weeping for my darling little babe
Whose face I’ll never see any more
XIV
A curse, a curse to the sailor she cried
A curse, a curse she swore
You robbed me of my darling little babe
That I shall never see no more
XV
Well they hadn’t been on ship but about three weeks
I’m sure it wasn’t four
‘Til they sprung a leak in the bottom of the ship
And they sunk for to rise no more
XVI
Oh twice around went the gallant ship
I’m sure it was not three
When the ship all of a sudden, it sprung a leak
And it drifted to the bottom of the sea
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Ben trovata, ben trovata-
disse un vecchio fidanzato (1)-
Ben trovata, ben trovata -disse – sono appena tornato dal mare
solo per amare te!”
II
“Vieni su, vieni (2) su mio vecchio amore e prendi posto accanto a me
sono trascorsi nove mesi (3)
di un lungo anno
da quando siamo stati insieme”
III
“Beh non posso salire e prendere posto accanto a te,
perchè non ho molto tempo.
Dicono che sei sposata a un falegname
e il tuo cuore non sarà più mio.”
IV
“Avrei potuto sposare la figlia
del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato tutto l’oro
solo per amare te”
V
“Se avessi sposato la figlia
del re, caro
di certo saresti da biasimare
perchè io ho sposato
un falegname
ed è un bel giovanotto”
VI
“Ti scorderai del
falegname
e verrai via con me.
Ti porterò dove l’erba
cresce rigogliosa e verde
sulle rive del mare salato.”
VII
“Se scordassi  il falegname
per andare via con te
che cosa farai per mantenermi
e salvaguardarmi dalla povertà?”
VIII
“Sei navi, sei navi sono in mare
aperto
e altre sette sulla terra ferma
e 112 coraggiosi
marinai
saranno al tuo comando”
IX
Lei strinse forte il suo bambino,
tre volte lo baciò.
Disse: “Rimani qui mio
piccolino
e tieni compagnia al tuo papà”
X
Lei poi indossò un abito
nuovo,
fra tutti i suoi il più bello.
S’incamminò lungo la via,
Splendida come oro.
XI
Non eran passate che due settimane sulla nave
lo so che non erano tre,
e il suo vero amore  si disperava e lamentava
e piangeva amaramente.
XII
“Piangi per il mio argento
e l’ oro? (5)
Piangi per i miei beni?
O piangi
per il bel falegname
che non rivedrai
mai più?”
XIII
“Non sto piangendo per il tuo argento
o l’oro
e nemmeno per i tuoi beni
Io ora piango per il mio caro
bambino
che non rivedrò mai più (6)”
XIV
“Una maledizione, una maledizione al marinaio – lei gridò –
una maledizione (7) – lei giurò –
mi hai privato della mia piccola creatura
che non vedrò mai più”
XV
Non eran passate che tre settimane a bordo
lo so che non erano quattro.
si formò una falla sul fondo della nave che affondò (8)
e non risali mai più.
XVI
Oh per due volte la bella nave girò intorno sono sicuro che non furono tre
Quando la nave all’improvviso fece acqua da una falla
e piombò in fondo all’oceano

NOTE
1) il marinaio ritornato a casa dalla fidanzata e la rimprovera di non aver saputo aspettare il suo ritorno
2) la donna invita il marinaio a salire in casa, ma l’uomo rifiuta con un pretesto: sembrerebbe un residuo di una vecchia credenza popolare: coloro che vengono in visita dall’Altro Mondo Celtico (dove hanno vissuto secondo lo scorrere del tempo fatato – un giorno presso Fairy corrisponde ad un anno terrestre) non devono posare i piedi sul suolo perchè altrimenti vengono raggiunti dall’età terrestre, quindi è come se scattasse un campanello d’allarme per avvisare il pubblico della natura sovrannaturale dell’apparizione (nel suo aspetto di amante-demone)
3) un tempo di separazione così breve è tipico delle versioni americane e lascia l’adito al sospetto che il matrimonio con il falegname sia stato un rimedio della donna per trovare un padre al figlio illegittimo; il giudizio sulla donna è presto fatto
4) gli Sweeney dicono : Saying stay right here with the house carpenter/And keep him good company
5) la domanda non è ben chiara, viene da presumere che il marinaio l’abbia convinta a salire sulla nave illudendola di aver fatto fortuna. Nella versione degli Sweeney dicono:
O do you weep for your gold, he said
Your houses, your land, or your store?
Or do you weep for your house carpenter
That you never shall see anymore
6) la donna ha nostalgia del figlio e si pente di averlo abbandonato
7) con l’aggiunta della strofa si prefigura la causa dell’affondamento della nave (una donna a bordo porta in genere sfortuna, se lancia poi una maledizione il disastro è inevitabile!)
8) omettendo la strofa XIV l’affondamento della nave non ha cause soprannaturali

seconda parte continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
https://singout.org/2012/09/03/the-demon-lover-the-house-carpenter/
https://oldweirdamerica.wordpress.com/2008/12/01/3-the-house-carpenter-by-clarence-ashley/
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedemonlover.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_243

SHENANDOAH & MISSOURI

“Oh Shenandoah” è una canzone folk americana dalle origini incerte, ma si ritiene faccia parte dei canti dei viaggiatori canadesi e inglesi che attraversavano il fiume Missouri con le canoe per cacciare o commerciare con i nativi americani. Siamo nell’epoca dei trappers e dei commercianti di pellicce, i primi bianchi che si avventuravano nei territori sconosciuti e selvaggi dell’Ovest, ricchi di foreste e di praterie sconfinate.

arthur-heming-having-pipe
MISSOURI – MISSISSIPI

Il  Missouri è un fiume kilometrico che nasce nel Montana, confluisce nel Mississipi nei pressi di St Louis (Missouri)  e sfocia nel Golfo del Messico a New Orleans (Louisiana).  Da Sergio Borroni apprendo che le sorgenti del Mississipi furono scoperte da un italiano Giacomo Costantino Beltrami (1779-1855) in quello che egli battezzò Lago Giulia (l’attuale Lago Itasca) e da Wikipedia che il Beltrami è stato probabilmente l’ispiratore di James Fenimore Cooper nel suo romanzo, poi anche successo cinematografico, L’ultimo dei Mohicani.

Così suggestionata dall’atmosfera mi immergo nella lettura dello stupefacente viaggio di Sergio Borroni, che nell’estate del 1982 ha percorso i due fiumi in kayak.
Così l’incipit del post. “Alla fine dei miei studi mi trovo davanti a un grande dilemma. Cominciare a lavorare subito oppure prendermi una pausa per dedicarmi ad un viaggio importante. Dopo una riflessione durata almeno un paio d’ore decido per la seconda ipotesi:-)
Insieme ad un paio di canoisti di Genova progettiamo la discesa di uno dei più lunghi fiumi al mondo. Il Missouri/ Mississippi. Sulla sua lunghezza non troviamo dati certi ma sappiamo che in ogni caso sono più di 6.000 km. Probabilmente oltre i 6.500. Dal tempo di Mark Twain, scrittore e battelliere del grande fiume, il letto del Missouri è profondamente cambiato. Una serie di enormi dighe hanno generato lunghissimi laghi artificiali con uno sconvolgimento totale del letto del fiume per lunghi tratti. Con il gruppo di Genova non troviamo un accordo ne sulle date ne sulla modalità di affrontare il percorso. Decido quindi di partire da solo.continua (il post è anche scritto in inglese)

MississippiRiver

Eppure la canzone s’intitola “Oh Shenandoah” e in prima battuta sembra l’invocazione alla Shenandoah Valley  o del fiume omonimo che confluisce nel Potomac.
Ci spostiamo quindi a est verso la Virginia e i Monti Appalachi.

LA VALLE DELLO SHENANDOAH

La Valle dello Shenandoah (in inglese Shenandoah Valley) è una regione degli Stati Uniti, nella Virginia Occidentale, delimitata dai Monti Blue Ridge e dai Monti Massanutten, sede del parco nazionale omonimo (uno scorcio dell’america ai tempi del “Sevaggio West”).

E qui è doveroso citare John Denver e la sua Country road

“Almost heaven, West Virginia, Blue Ridge Mountains, Shenandoah River.
Life is old there, older than the trees, younger than the mountains, blowing like a breeze.
Country roads, take me home to the place I belong.
West Virginia, mountain momma, take me home, country roads.”
(traduzione in italiano: Quasi paradiso West Virginia, Blue Ridge Mountains, Shenandoah River. La vita è antica qui, più vecchia degli alberi, più giovane delle montagne, leggera come la brezza. Strade di campagna portatemi a casa nel posto a cui appartengo. Mamma montagna del West Virginia, portatemi a casa, strade di campagna).

Così anche la melodia di Shenandoah indossa panni country (o pop country direbbero alcuni).

ASCOLTA Richard Greene & Jack Shit in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys 2006

ASCOLTA Gracenotes Chamber Music (violino e chitarra)

Le versioni testuali odierne puntano sulla melodia e le strofe cantate sono abbastanza banali, è una canzone d’amore dedicata ad una donna, quello che conta è il mood, il tono generale di malinconica lamentazione.

Gli interpreti sono tutti di grosso calibro. Ho evitato le versioni  più “zuccherose” ed ecco “il mio best of”
ASCOLTA Gary Moore che ci ricama un bel po’ su con la sua chitarra da “Black Rose: A Rock Legend” il nono album dei Thin Lizzy, 1979

ASCOLTA Van Morrison & The Chieftains

ASCOLTA Tom Waits & Keith Richards in “Son of Rogues Gallery” 2013, il figlioletto tanto atteso del primo “Rogues Gallery” datato 2006

ASCOLTA Bruce Springsteen in We Shall Overcome: The Seeger Sessions 2006la versione sicuramente più conosciuta


Oh Shenandoah(1),
I love your daughter
Away you rolling river
I’ll take her across the water
Away, bound away
Cross the wide Missouri(2)
My Shenandoah,
I long to meet you(3)
I’ll not deceive you
For seven years I’ve been a roller
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Oh Shenandoah(1)
amo tua figlia
(fiume che scorri lontano)
la porterò per il fiume
(lontano diretti lontano,
attraverso il grande Missouri(2).

Oh Shenandoah
non vedo l’ora di incontrarti(3)
e non ti ingannerò.
Per sette anni sono stato un viaggiatore

NOTE
1)   “Oh Shenandoah” potrebbe essere intesa come invocazione alla Shenandoah Valley e al suo fiume, e la ragazza potrebbe essere una qualunque ragazza bianca che vive sulle sponde del fiume di questa valle. In altre versioni infatti viene chiamata Sally (ad esempio nella versione cantata da Tom Waits)
2) Missouri è sia uno stato americano che un fiume. In questo contesto si può presumere che dalla valle dello Shenandoah l’uomo si sia addentrato  sempre più nel selvaggio Ovest
3) l’uomo è ansioso di incontrare la sua innamorata dal quale è stato separato per ben 7 anni e le promette che non le mentirà (o la tradirà abbandonandola)

IL CAPO INDIANO

Eppure le versioni più “vecchie” raccontano un po’ tutta la storia o meglio la storiella, con l’uomo bianco buono (un onesto commerciante di pelli) che si innamora della bella nativa americana, ma si arrende di fronte al rifiuto del padre; ecco che arriva il capitano “inglese” ovvero “americano” cioè della Nuova Inghilterra, che prima vende il whisky agli indiani e poi, approfittando della loro ubriachezza, rapisce la bella..

ma la vicenda si allunga e ingarbuglia e quindi continua qui

FONTI
http://www.planetcountry.it/shenandoah-national-park/
https://en.wikipedia.org/?title=Oh_Shenandoah
http://www.accordiespartiti.it/canti-popolari/testo-e-accordi-per-chitarra-di-shenandoah/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23669
http://www.openculture.com/2013/01/tom_waits_and_keith_richards_sing_sea_song_shenandoah.html

SUNDAY BLOODY SUNDAY

The Troubles” (in italiano “i disordini”) è la “guerra a bassa densità” che ebbe luogo tra i cattolici e i protestanti del Nord Irlandese tra il 1969 e il 1998 ovvero un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe.
Con il trattato anglo-irlandese del 1921 era nata l’Irlanda del Nord su di un territorio che non comprende tutto l’Ulster ma solo sei contee, quelle diciamo così più “omogenee” in cui i protestanti sono più numerosi: la sua capitale è BELFAST.
Le garanzie per i cattolici rimasti nella loro terra (guarda caso tra i più poveri della popolazione) erano però inesistenti, anzi si vedevano negati i più basilari diritti civili. La prime proteste e le marce riaprono la guerra civile, prima tafferugli e poi armi e bombe.

E arriviamo alla marcia cattolica del 30 gennaio 1972 a Derry (ovvero Londonderry): nel film  “Bloody Sunday” (2002) diretto da Paul Greengrass  si ricostruisce lo svolgersi dei fatti, prendendo le mosse dal libro Eyewitness Bloody Sunday di Don Mullan

L’unica colonna sonora del film è costituita dalla versione live di Sunday Bloody Sunday degli U2, scritta una decina di anni dopo gli eventi descritti.
Certo non è musica tradizionale, ma di sicuro è l’espressione in musica di un sentimento popolare. Afferma Bono: “Questa canzone ha fatto parlare molto, forse anche troppo, questa non è una canzone di rivolta, questa è Sunday, Bloody Sunday” (da Under a Blood Red Sky).

Tra i tanti video ho scelto questo live a Red Rocks (Colorado) durante il War tour in America (1983): c’è un che di apocalittico in quei fuochi che ardono ..

I can’t believe the news today
Oh, I can’t close my eyes
And make it go away
CHORUS
How long…
How long must we sing this song?
How long? How long…(1)
‘cause tonight…we can be as one(2)
Tonight…

Broken bottles under children’s feet
Bodies strewn across the dead end Street(3)
But I won’t heed the battle call
It puts my back up
Puts my back up against the wall(4)

And the battle’s just begun
There’s many lost, but tell me who has won
The trench is dug within our hearts
And mothers, children, brothers, sisters
Torn apart(5)

Wipe the tears from your eyes
Wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your blood shot eyes(6)

And it’s true we are immune
When fact is fiction and TV reality
And today the millions cry(7)
We eat and drink while tomorrow they die

The real battle just begun
To claim the victory Jesus won(8)
On…
Sunday Bloody Sunday

NOTE
1) qui Bono sembra rivolgersi direttamente al pubblico di Belfast: Sunday Bloody Sunday fu eseguita per la prima volta nel dicembre 1982 a Belfast,  tre mesi prima della pubblicazione dell’album War. Nel presentare il brano Bono disse: “Si chiama Sunday Bloody Sunday, parla di noi, dell’Irlanda. Ma se non piacerà a voi, non la suoneremo mai più”.
2) letteralmente  “possiamo essere uno” ossia essere una cosa sola,  cioè la stessa cosa, uguali
3) l’immagine della strada senza via d’uscita si può considerare come una metafora: se non si trovano accordi non si uscirà dalla strada insanguinata
4) letteralmente “mi appende le spalle al muro”: non si devono imbracciare le armi perché non lasciano altra scelta!? Su questo punto la discussione purtroppo è sempre aperta!
5) “Bono” è cresciuto in un ambiente interconfessionale, madre protestante e padre cattolico
6) l’immagine è molto cruda, se gli occhi sono lo specchio dell’anima, gli occhi “insanguinati” cioè iniettati di sangue sono l’espressione di una sete di vendetta che non avrà mai fine: smettiamo di odiare! Gli occhi venati dal sangue sono anche il segnale di un forte stress causato dall’insonnia, dall’affaticamento e dalle preoccupazioni..  sono insomma l’espressione del dolore
7) gli irlandesi cattolici dell’Irlanda del Nord. Di fatto una buona parte dei giovani si arruolarono nell’IRA e si andò avanti con la violenza per una trentina d’anni.
8) l’unica nota stridente della “no rebel song” è proprio qui: immagino che Bono abbia voluto dire che il messaggio di Gesù, il suo insegnamento, è un messaggio di amore e fratellanza, o anche più genericamente, che il bene trionfa sempre sul male; tuttavia il Gesù storico è stato, con buona probabilità, un ribelle guerrafondaio!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Non riesco a credere alla notizia di oggi, non posso fare finta di niente e respingerla. Per quanto tempo dobbiamo suonare questa canzone?(1) Perché questa notte possiamo essere un solo popolo(2)! Cocci di bottiglia sotto i piedi dei bambini, corpi lasciati nel vicolo cieco(3), ma no, non voglio ascoltare il richiamo alla battaglia, mi stende con le spalle al muro(4). La battaglia è appena incominciata, ci sono molte perdite, ma dimmi, chi ha vinto? Il fossato è aperto tra i nostri cuori e divide madri dai figli, fratelli dalle sorelle(5). Asciuga le lacrime dagli occhi, cancellale via, asciuga gli occhi iniettati di sangue (6). E’ vero che siamo assuefatti alla Tv e confondiamo finzione con realtà, ma oggi a milioni(7) si lamentano, oggi noi mangiamo e beviamo mentre domani loro moriranno. La vera battaglia è appena cominciata per reclamare la vittoria che Gesù ottenne.. in una domenica maledetta.

Solo nel 2011 il governo inglese ha riconosciuto che gli spari dei parà inglesi sulla folla, furono illegali, il primo ministro David Cameron ha dichiarato: “ciò che è successo il giorno di Bloody Sunday è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato

continua

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=347&lang=it
http://www.ilpost.it/2012/01/30/il-bloody-sunday-quarantanni-fa/

DULAMAN, THE SEAWEED-GATHERER IN IRISH BALLADRY

seaweed-guillouLe popolazioni che vivono lungo le coste hanno imparato a raccogliere, per il consumo abituale, diverse qualità di alghe,
In particolare in Scozia e Irlanda le alghe dulse e il muschio irlandese hanno sempre fatto parte della dieta degli abitanti costieri.

Dúlamán all’apparenza un nome esotico, che in gaelico significa “seaweed-gatherer” (in italiano “raccoglitore d’alga“): da millenni gli Irlandesi hanno fatto della raccolta delle alghe un mestiere, c’era il “dúlamán Gaelach” che selezionava le alghe per tingere i panni e il “dúlamán maorach” che raccoglieva le alghe commestibili.
Le alghe vengono raccolte come fertilizzanti per i campi altrimenti sabbiosi e aridi delle isole (vedasi Ascophyllum nodosum, dette in Irlanda knotted wrack qui)

ALGHE NEL PIATTO

Tipico ingrediente della cucina giapponese l’alga del mare è anche onnipresente nella cucina irlandese: l’Irish moss (in italiano muschio d’Irlanda) per le sue proprietà addensanti è utilizzata ancora oggi nel settore alimentare, come ingrediente di zuppe e stufati e in particolare nella preparazione della birra, che non necessita di essere filtrata e alla quale conferisce una schiuma molto “spessa”. Molte sono poi le proprietà medicamentose delle alghe, non solo come integratori alimentari (antiossidanti e ricche di iodio), ma anche cosmetico (benefici alla pelle e ai capelli); anche in agricoltura possono essere utilizzate come fertilizzanti con alto potere battericida o come integratore alimentare per il bestiame..
Ci sono vari tipi di alga rossa che si trovano lungo le coste di Irlanda – Gran Bretagna: l’alga dulse (Palmaria palmata)  e l’irish moss (Chondrus crispus detta anche Carragheen) che distesa e fatta asciugare sotto il sole vira al bianco in una caratteristica tinta “bionda”! Ovviamente si possono già mangiare “al naturale” e crude come gli amanti del sushi ben sanno!

irish-mossPer diventare esperti raccoglitori di alghe e cimentarsi in sfiziose nonché salutari ricette ecco l’ Irish Seaweed Kitchen Cookbook, non solo un libro ma anche un sito web (qui)

Nella mia ignoranza italica (certamente fugata se leggessi il libro su indicato!) non saprei dire se le alghe dalle quali si ottengono le tinture per lana e filati in genere o stoffe siano le stesse edibili, ovviamente il processo di lavorazione per ottenere la tintura sarà diverso dal processo di essiccazione, perchè l’obiettivo è quello di ottenere un colorante (non tossico!!) nella gamma del verde-blu e arancione-rosso.

Dúlamán è anche una popolare e antica ballata irlandese, apparentemente una “nonsense song”, è in realtà il racconto del corteggiamento della figlia di un “dúlamán gaelach” che ha almeno due pretendenti un “dúlamán gaelach” che le vuole comprare un bel paio di scarpe e un “dúlamán maorach” che la tenta con l’acquisto di un pettine. Il padre non è contento d’imparentarsi con un semplice “dúlamán maorach”, così la ragazza, che ha fatto la sua scelta, viene “rapita” per una “fuitina” a scopo matrimoniale.

ASCOLTA Clannad in Dulaman 1976

ASCOLTA Omnia, 2009 (che sembra più un canto di guerra che un canto di lavoro)

ASCOLTA Altan in Island Angel 1993

ASCOLTA Celtic Woman live 2006

VERSIONE Clannad
CurfáX2:
Dúlamán na binne buí
Dúlamán Gaelach
I
A’níon mhín ó
Sin anall na fir shúirí
A mháithair mhín ó
Cuir na roithléan go dtí mé(1)
II
Tá ceann buí óir(2)
Ar an dúlamán gaelach
Tá dhá chluais mhaol
Ar an dúlamán gaelach
III
Rachaimid ‘un an Iúr(4)
Leis an dúlamán gaelach
Ceannóimid bróga daora
Ar an dúlamán gaelach
IV
Bróga breaca dubha
Ar an dúlamán gaelach
Tá bearéad agus triús
Ar an dúlamán gaelach
V
Ó chuir mé scéala chuici
Go gceannóinn cíor dí
‘Sé an scéal a chuir sí chugam
Go raibh a ceann cíortha(6)
VI
Caidé thug tú ‘na tíre?
Arsa an dúlamán gaelach
Ag súirí le do níon
Arsa an dúlamán maorach
VII
Chan fhaigheann tú mo ‘níon
Arsa an dúlamán gaelach
Bheul, fuadóidh mé liom í
Arsa an dúlamán maorach
VIII
Dúlamán na binne buí
Dúlamán a’ tsleibhe
Dúlamán na farraige
Is dúlamán a’ deididh
VERSIONE Altan
Curfá: Dúlamán na binne buí,
dúlamán Gaelach
Dúlamán na farraige,
‘s é b’fhearr a bhí in Éirinn
I
A ‘níon mhín ó,
sin anall na fir shúirí
A mháithair mhín ó,
cuir na roithléan go dtí mé(1)
II
Tá cosa dubha dubailte (2)
ar an dúlamán gaelach
Tá dhá chluais mhaol
ar an dúlamán gaelach
III
Rachaimid go Doire(4)
leis an dúlamán gaelach
Is ceannóimid bróga daora
ar an dúlamán gaelach
IV
Bróga breaca dubha
ar an dúlamán gaelach
Tá bearéad agus triús
ar an dúlamán gaelach
V
Ó chuir mé scéala chuici,
go gceannóinn cíor dí
‘S é’n scéal a chuir sí chugam,
go raibh a ceann cíortha(6)
VI
Góide a thug na tíre thú?
Arsa an dúlamán gaelach
Ag súirí le do níon,
arsa an dúlamán maorach
VII
Ó cha bhfaigheann tú mo ‘níon,
arsa an dúlamán gaelach
Bheul, fuadóidh mé liom í,
arsa an dúlamán maorach

NOTE
1) la ragazza si mette a filare per mostrare al corteggiatore che è laboriosa e modesta
2) nella versione Altan “Tá cosa dubha dubailte“= there are two black thick feet (in italiano ci sono due grossi piedi neri)
3) narrow
4) oppure Derry
5) un tempo possedere un paio di scarpe era un lusso tra la gente del popolo, l’unico paio veniva indossato solo nelle occasioni speciali, per andare a messa o per ballare!
6) Go raibh a ceann cíortha tradotto anche come ” that it was a fine one“.
7) il raccoglitore d’alghe per mangiare che è quello scelto dalla ragazza ma non benvisto dal padre.


TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Seaweed from the yellow cliff,
Irish seaweed
Seaweed from the ocean,
the best in all of Ireland
I
Oh gentle daughter
Here come the wooing men
Oh gentle mother
oh bring me my spinning wheel (1)
II
There is a yellow-gold head(2)
On the Irish seaweed
There are two blunt(3) ears
On the Irish seaweed
III
We’ll go to Newry(4)
With the Irish seaweed
I would buy expensive shoes
Said the Irish seaweed
IV
Beautiful black shoes(5)
The Irish seaweed has
A beret and trousers
The Irish seaweed has
V
I spent time telling her the story
That I would buy a comb for her
The story she told back to me
That she is well-groomed(6)
VI
“What did you bring from the land?”
Says the Irish seaweed
“Courting with your daughter”
Says the stately seaweed(7)
VII
“You’re not taking my daughter”
Says the Irish seaweed
“Well, I’d take her with me”
Says the stately seaweed
VIII
Seaweed of the yellow cliff
Seaweed of the mountain
Seaweed from the sea
Seaweed..

TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
(ritornello)
Alga dalla scogliera gialla,
alga irlandese,
Alga dall’oceano,
la migliore in tutta l’Irlanda.
I
“Oh cara figliola,
ecco che arrivano i corteggiatori”
“Oh cara madre,
portami l’arcolaio”(1).
II
C’è una testa giallo-oro(2)
sul raccoglitore d’alghe irlandese,
ci sono due piccole(3) orecchie
sul raccoglitore d’alghe irlandese.
III
“Andremo a Newry (Derry) (4)
con il raccoglitore d’alghe irlandese “Vorrei comprarti delle scarpe costose” ha detto il raccoglitore d’alghe irlandese,
IV
Scarpe nere bellissime(5)
ha il raccoglitore d’alghe irlandese
ha un berretto e i pantaloni.
V
Ho passato del tempo a raccontarle la storia, di come le avrei comprato un pettine. La storia che mi ha raccontato di rimando, è che era una buona idea (6).
VI
“Che cosa sei venuto a fare?”
dice il raccoglitore d’alghe irlandese.
“A corteggiare tua figlia”
dice il raccoglitore d’alghe(7).
VII
“Oh, dove stai portando mia figlia?” dice il raccoglitore d’alghe irlandese. “Beh, la porterei con me” dice il raccoglitore d’alghe .
VIII
Alga dalla scogliera gialla,
alga della montagna, alga dall’oceano, la migliore, la migliore di tutta l’Irlanda

FONTI
http://connemara.verdeirlanda.info/it/30-le-news/la-vita/44-alghe-la-ricchezza-dal-mare
http://testitradotti.wikitesti.com/2011/03/13/dulaman-testo-traduzione-e-video-dei-celtic-woman/ http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/Dulaman.html http://www.celticlyricscorner.net/clannad/dulaman_song.htm http://thesession.org/tunes/10313 http://songoftheisles.com/2013/06/25/dulaman/ http://www.mondobirra.org/alga.htm http://vre2.upei.ca/cap/node/456 http://irishseaweedkitchen.ie/

THE SKYE WATER KELPIE’S LULLABY

“Cronan na Eich-mhara”, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ è una canzone che viene dalle Isole Ebiridi: la “Ninna nanna del kelpie” è una triste e dolce melodia per far addormentare il bambino concepito con una donna mortale e per far ritornare indietro la donna che ha abbandonato kelpie e figlio.

Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive che il compagno della donna è un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante” ma per la maggioranza delle versioni è un “each-uisge” (in inglese water-horse), un “eich-mhara” (in inglese sea horse) un cavallo d’acqua o un cavallo marino (da cui deriva il titolo della canzone).
Così scrive Mary Mackellar nel riportare il testo in gaelico scozzese della canzone “One of the romantic incidents of the sheiling was the fairy lover, and some of the songs concerning those are still to be heard among the old people.  This “leannan-sith,” or fairy lover, was able at times to win the love of the maid of the sheiling in no ordinary manner; and fairy women, in the guise of milkmaids, have been known to win the affection of the herdsman who on the mountain side attended his flocks.  There is a fairy lullaby of which I only know a fragment.  It was composed by the “leannan-sith” when the maid of the sheiling, who was the mother of his child, had become cruel and laid his little baby-boy to cry himself to death on the hill-side near the father’s uncanny home.  The poor unhappy man came to the relief of his child, and in his song he is promising every thing good to his “Morag” if she obeys nature’s call and comes to her son.  Morag it seems went to look after her herds, and turned a deaf ear to his weird singing and his deep distress.  The melody of this song is very sweet and plaintive, as are all those known as “Fonn-sìth,” fairy melody”

A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
Taobh ri d’ mhacan;
A hùbh a hó!
‘S gheibh thu goidean
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Laogh do chuim,
An cois an tuim,
Gun teine, gun dion, gun fhasgadh.
A Mhór, a ghaoil,
Till ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Gheibheadh tu fion,
‘S gach ni b’ait leat,
Ach nach eirinn
Leat ‘s a’ mhaduinn,
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Ged nach eirinn leat ‘s a’ mhaduinn.
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
‘S uisge frasach.
‘S thachair ormsa,
A ghruagach thlachdmhor.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
A nighean nan gamhna,
Bba mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
Is cach na’n cadal
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
Rug i mac dhomh.
A hùbh a hó!
Ged is fuar
A rinn i altrum,
A hùbh a hó!
A Mhór, a Mhór,
Till ri d’mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma ‘riut,
A nighean nan gamhna,
A nighean nan gamhna
Bha mi ma’ riut,
Anns a chrò
‘Us cach nan cadal,
A hùbh a hó!
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
‘Us cach nan cadal.
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A hùbh a hó!
Mi caoidh do mhicein
Air an t-sliabh.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
‘S a bhialan min
Ri m’ fheusag liath.
‘S tu direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann,
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh a hó!
‘S na laoigh air chall
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
Gu sgith, fliuch, fuar,
‘S na laoigh air chall.
A Mhór, a Mhór,
‘Pill ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Laogh do chuim
Ri taobh cnocain,
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
‘S gheibh thu fion uam
‘S gach ni ‘s ait leat,
Ach nach eirinn leat ‘sa a mhaduinn.

Anche Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye, fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye :Frances Tolmie and her Circle”. 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestEra convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce che nella tradizione di Scozia e Irlanda prende il nome di Kelpie (cavallo d’acqua). Si mostra sulle rive dei fiumi, dei laghi, degli stagni solitari o del mare e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo bianco (anche se viene raffigurato in alcune illustrazioni come un cavallo oscuro dal manto nero) o di bel ragazzo o d’amabile fanciulla, ed essendo una creatura solitaria spesso è in cerca di un compagno/compagna.

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. Pag.317.. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. »”

Tuttavia più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?)

416px-Stromkarlen_1884Il corrispettivo nel folklore germanico e norreno è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira con dolci melodie.

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness. Per alcuni tuttavia il Kelpie vive esclusivamente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate.
Così scrive Ethel Bassin “The each-uisge (water-horse) is a familiar figure in Gaelic folklore. In the guise of a man he might lay his head in the lap of a girl and invite her to ‘dress’ his hair. The tales vary between the girl who does, or does not, discover in time from the sand in his hair and on his breast what he really is. Mòrag in this instance, does not make the discovery until after she has borne him a child. In terror she flees, leaving the baby with him. This song – a lullaby still current in oral tradition – is the each-uisge’s entreaty to Mòrag to return, alternating with his affectionate lulling of the child. “

ASCOLTA Caera in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006. La melodia è tratta dal libro di Marjory Kennedy-Fraser and Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94) per la canzone “The Skye Water Kelpie’s lullaby che è riportata come una Cronan na Eich-mhara

GAELICO SCOZZESE
A Mhórag dhonn! A Mhórag dhonn!
Till gud’ mhacan;
‘S gheibh thu ‘m bradan breac o’n loch.
chorus:
A-hó hi. A-hó hi.
A-hó hó-an, A-hó hó-an, A A-hó hó-an,
hó hi. A-hó hi.A-hó hó-an! A-hó hó-anTha ‘n oidhch’ an nochd
Gu fliuch frasach,
Aig mo mhac-sa ri sgàth cnocain(2).
A-hó hó-an A-hó hó-an
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh
‘S tu sìor chonràn.A-hó hó-an! A-hó hó-an
Mo shean-a chab liath.
Ri d’ bheul beag baoth.
‘S mi seinn phort duit am Beinn Frochdai.

TRADUZIONE INGLESE
O brown haired Morag,
come back to thy little son,
and thou shalt get
a speckled salmon from the loch.
The night is wet
and showery for my son
in the shelter of the knoll
without fire, pale, forlorn,
and wailing without cease.
My unsightly old grey mouth,
against thy silly little mouth,
while I sing dandling songs
to thee in Ben Frochkie.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mór dai neri capelli,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai un salmone dal lago!
Questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
al riparo sulla collinetta,
senza fuoco, cibo, abbandonato
a lamentarsi senza sosta.
La mia bocca da vecchio
contro le tue dolci labbra
mentre canto ninnananne
per te sul Bel Frochkie

Versione cantata in inglese e arrangiata da Marjory Kennedy-Fraser
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch

Avore, my heart, the night is dark, wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
Avore, my love, my joy, wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
Avore, my bride? Avore, my heart
My gray old mouth touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee, by Ben Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) La canzone mette in evidenza una pratica di “controllo delle nascite” diffusa tra i Celti il bambino veniva “esposto” cioè abbandonato nel bosco (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. L’usanza era connessa con la convinzione che il bambino fosse stato “scambiato” ovvero rapito dalle fate e sostituito con un changeling, un mutaforma il quale per un po’ assomiglia al bambino umano, ma alla fine riprende sempre il suo vero aspetto. La madre o il padre sfortunati lasciavano il neonato nel bosco o nei pressi di una pozza d’acqua o di una pietra antica di modo che il changeling se ne ritornasse nel suo regno e il vero bambino fosse restituito ai suoi legittimi genitori; ritornando sul posto il giorno dopo più semplicemente lo trovavano morto o scomparso perchè divorato da qualche animale selvatico. C’erano anche altri metodi meno cruenti per smascherare il changeling, come quello di mettere a bollire dei gusci d’uova! Si ritiene che il changeling sia un tentativo di “spiegare” l’autismo, il quale ha proprio nelle fiabe e leggende la sua eziologia prima del riconoscimento ufficiale (solo nel 1943 l’autismo ha avuto un nome e una documentazione clinica). La dottoressa Julie Leask del National Centre for Immunisation Research and Surveillance of Vaccine Preventable Diseases di Sydney, insieme ai suoi colleghi ha esaminato le fiabe inglesi, tedesche e scandinave. La Leask si è incuriosita, quando un giorno ha sentito una madre dire, durante un programma ministeriale sull’autismo, “è come se la bambina che ho messo al mondo mi fosse stata rubata“. E continua: “I bambini scambiati vengono descritti come apatici, impenetrabili ai gesti d’affetto, non esprimono le proprie emozioni, urlano o addirittura non parlano“. Ovviamente non sempre i changelings erano esposti, anche se si riteneva che portassero solo disgrazie alla famiglia, l’unico aspetto positivo è la predisposizione per la musica. Come inizia a crescere, il Changeling richiede ai genitori “adottivi” uno strumento, spesso un violino, che inizia a suonare con tale abilità, che chiunque si fermi ad ascoltarlo, non può non rimanere affascinato. “Ho visto un Changeling una volta. Viveva con due vecchi fratelli, poco distante da Dog’s Well, e aveva l’aspetto di una scimmia avvizzita. Aveva circa dieci o undici anni, ma non riusciva a camminare davvero, solo ciondolare. Sapeva però suonare il flauto talmente bene che nessuno era capace di uguagliarlo. Conosceva antiche melodie, talmente vecchie che il popolo le aveva dimenticate da tanto tempo. Un giorno poi, se ne è andato, non so nulla di quello che gli è capitato…” (da un villaggio vicino a Boho, nella contea di Fermanagh)

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001 scritto anche e impropriamente come “Ã’ran Tàlaidh An Eich-Uisge”

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
Chorus:
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
I
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao ihà

TRADUZIONE INGLESE
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
CHORUS
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
I
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dormi, bambino mio
Dormi, bambino mio
CORO
Hì hó..
dal piè veloce tu sarai
grande come un cavallo.
I
Figlio mio caro,
mio bel cavallino,
sei lontano dal paese
e ti verranno a cercare tra un po’,
dormi bambino mio,
dormi bambino mio, 

Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)

FONTI
http://www.fantasymagazine.it/notizie/2521/changeling-fiabe-per-capire-l-autismo/ http://mcglenmysteries.blogspot.it/2010/10/changelings.html http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/ http://www.lochiel.net/archives/arch116.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg