L’ANNUNCIAZIONE: ANGELUS AD VIRGINEM

angel_burne-jonesL’Annunciazione a Maria non avendo una data certa nei Vangeli è stata fissata dalla Chiesa cattolica il 25 marzo (9 mesi prima del Natale di Gesù) Dal IV sec d.C. e fino all’Alto Medioevo, tale data segnò l’inizio dell’anno nuovo (che guarda caso coincideva con l’equinozio di primavera anche nel calendario dell’Antica Roma).

LA MELODIA: la carola medievale

Carola medievale ancora popolare al giorno d’oggi: compare scritta per la prima volta nel Tropario di Dublino (1360 circa) anche se come composizione potrebbe essere di origini duecentesche

ASCOLTA Andrew Lawrence-King la versione della carola suonata con un salterio a doppia ala che riporta in video il testo dei Racconti di Canterbury in cui Chaucer descrive il giovane Nicola intento a suonare proprio la carola in questione (the Miller’s Tale), il racconto del mugnaio è una parodia dell’amor cortese

ASCOLTA Sarah Deere-Jones all’arpa gotica (dal caratteristico suono cristallino) che esegue una danza saltellata proprio come lo erano le carole nel Medioevo (vedi)

ANGELUS AD VIRGINEM

Il testo è una versione poetica dell’Ave Maria e dell’Annunciazione alla Vergine secondo il Vangelo di Luca: il concepimento di Gesù avviene solo dopo il consenso di Maria e dal quel momento Dio si fa carne in lei.
Si ritiene che le origini del brano siano nell’ambito dell’ordine francescano, e da esso è scaturita anche una versione tradizionale in lingua basca “Birjina gaztettobat zegoen” tradotta in inglese con il titolo Gabriel’s Message: oggi è un canto del periodo natalizio interpretato da numerosi gruppi corali e di musica antica.

Per lo più il brano viene eseguito nei modi del contrappunto e del discanto prendendo la solennità del canto gregoriano, ma la versione che propongo per l’ascolto è quella del gruppo irlandese Anuna,
ASCOLTA Anuna in “Christmas with Anuna” una versione più ritmata e briosa, (secondo la struttura propria della carol medievale che è essenzialmente una danza.) La pronuncia in latino è abbastanza dolce (in genere inglesi e tedeschi mantengono una certa asprezza nella dizione), la melodia è sottolineata dall’arpa: le strofe sono cantate dal solista e il coro si unisce nel ritornello (ripresa) insieme al ritmo del tamburo, quasi a invitare alla danza. Rispetto alla versione standard manca l’ultima strofa che non fa parte del colloquio tra Angelo e Maria ma è piuttosto una preghiera degli uomini rivolta alla Madonna perché interceda presso il Figlio, per la remissione dei loro peccati.

Interessante la versione del coro Quinta Voce


I)
Angelus ad virginem
subintrans in conclave,
Virginis formidinem de mulces
inquit, “Ave!
Ave, regina virginum;
coeli terraeque Dominum
Concipies et paries inctacta
salutem hominum;
Tu porta coeli facta,
medela criminum”
II)
“Quomodo conciperem quae virum non cognovi?
Qualiter infringerem quod firmamente vovi?”
“Spiritus Sancti gratia perfici et haec omnia;
Ne timeas, sed gaudeas, secura
Quod castimonia manebit inter pura Dei potentia.”
III)
Ad haec virgo nobilis
respondet inquit ei:
“Ancilla sum humilis omnipotentis Dei.
Tibi coelesti nuntio, tanti secreti conscio,
Consentiens, et cupiens videre
Factum quod audio; parata sum parere, Dei consilio.”
IV)
Eia mater Domini, quae pacem redidisti
Angelis et homini, cum Christum genuisti;
Tuum ex ora filium ut se nobis propitium
Exhibeat, et deleat, peccata:
Prestans auxilium vita frui beata Post hoc exilium.
Traduzione Italiano
I
L’angelo alla vergine,
entrando nella stanza
suscitando in lei il timore,
disse: “Ave!
Ave regina delle vergini;
concepirai il Signore del cielo e della terra e darai alla luce, rimanendo casta,
la salvezza degli uomini,
tu divenuta porta del cielo,
guaritrice dei peccati.

II
“Come posso concepire, io che non conosco uomo?
come posso infrangere ciò che promisi con fermezza?”
“La grazia dello Spirito Santo compierà questi prodigi;
non temere, ma rallegrati, sicura
che la castità rimarrà pura in te grazie alla potenza di Dio.”
III
Rispondendo a queste parole la Vergine nobile gli disse:
“Sono l’umile ancella di Dio onnipotente con te, messaggero celeste, che partecipi di che partecipi di tale mistero, sono d’accordo, e sono desiderosa di vedere realizzato ciò che ho sentito da te;
per obbedire alla volontà di Dio.”
IV
Oh Madre del Signore, che hai riportato la pace agli angeli e all’uomo, quando hai dato alla luce Cristo;
prega  tuo Figlio che si mostri benevolo con noi,
e ci perdoni i peccati:
ci offra il suo aiuto a godere della vita eterna dopo questo esilio.

Gabriel from Heaven’s King

E’ la versione in inglese medievale della carola latina (XIII secolo), la troviamo nel  manoscritto BL Arundel 248 con il rigo musicale seguito dal testo prima in latino e poi in Inglese.
La traduzione non è letterale si sofferma piuttosto su una visione più umanizzata di Maria sottolineando le gioie della maternità.

ASCOLTA The Hilliard Ensemble (nel video compare anche la schermata del testo) a 3 voci con molti melismi e fioriture propri del canto gregoriano.
ASCOLTA molto delicata la versione Early Music Consort of Central Piedmont Community College, Charlotte, NC con Jeanine Dovell

Inglese medievale
I
Gabriel, fram evene king
Sent to the maide swete,
Broute hire blisful tiding,
And faire he gan hire greten:
“Heil be thu, ful of grace arith,
For Godes Sone, this evene lith,
For mannes loven
Wile man bicomen
And taken
Fles of thee, maiden brith,
Manken fre for to maken
Of senne and devles mith.”
II
Mildeliche im gan andsweren
The milde maiden thanne:
“Wichewise sold ichs beren
Child withhuten manne?”
Thangle seide, “Ne dred te nout;
Thurw tholigast sal ben iwrout
This ilche thing
Warof tiding
Ichs bringe.
Al manken wrth ibout
Thur thi swete chiltinge,
And hut of pine ibrout.”
III
Wan the maiden understud
And thangles wordes herde,
Mildeliche with milde mud
To thangle hie andswerde:
“Hur Lordes theumaiden iwis
Ics am, that her aboven is.
Anenttis me
Fulfurthed be
Thi sawe,
That ics, sithen his wil is,
Maiden withhuten lawe
Of moder have the blis.”
IV
Thangle wente awei mid than
Al hut of hire sithte;
Hire wombe arise gan
Thurw tholigastes mithe.
In hire was Crist biloken anon:
Suth God, soth man ine fleas and bon,
And of hir fleas
Iboren was
At time,
Warthurw us kam God won.
He bout us hut of pine
And let im for us slon.
V
Maiden moder makeles,
Of milche ful ibunden,
Bid for hus im that thee ches,
At wam thu grace funde,
That he forgive hus senne and wrake,
And clene of evri gelt us make;
And evne blis
Wan hure time is
To sterven
Hus give for thine sake
Him so her for to serven
That he us to him take.
Trascrizione moderna
I
Gabriel, from heaven’s king
Sent to the maid sweet,
Brought her blissful tidings,
And fair he did her greet:
“Hail be thou, full of grace aright,
For God’s Son, this heaven’s light,
For man’s love
Will man become
And take
Flesh of thee, maiden bright,
Mankind free for to make
From sin and devil’s might.”
II
Gently him did answer
The gentle maiden then:
“In what way can I bear
A child without a man?”
The angel said, “Fear thee naught;
Through the Holy Ghost shall be wrought
This same thing
Of which tiding
I bring.
All mankind will be bought [redeemed]
Through thy sweet childing,
And out of torment brought.”
III
When the maiden understood
And the angel’s words heard,
Gently with a gentle mind
To the angel she answered:
“Our Lord’s serving maiden iwis [indeed]
I am, who here above is.
Concerning me
Fulfilled shall be
Thy saw, [your words]
That I, since his will it is,
A maiden, without law, [i.e. outside the law of nature]
Of mother will have the bliss.”
IV
The angel went away with than [that] All out of her sight;
Her womb to arise began
Through the Holy Ghost’s might.
In her was Christ enclosed anon:
True God, true man in flesh and bone,
And of her flesh
Born he was
In time,
Whereby to us came God wone. [to dwell]
He bought us out of pain
And was for us slain.
V
Maiden mother makeless, [matchless]
Of mercy full abounding,
Pray for us to him who thee ches, [chose]
With whom thou grace found,
That he forgive us sin and wrake, [injury]
And clean of every guilt us make;
And heaven’s bliss
When our time is
To sterve [die];
Grant us for thy sake
Him so here for to serve
That he us to him take.
Annunciazione - J. W. Waterhouse - 1914
Annunciazione – J. W. Waterhouse – 1914

IL DIPINTO OSSERVAZIONI
Quest’annunciazione presenta la caratteristica di essere ambientata in un giardino, quello privato annesso all’abitazione di Maria, è un giardino recintato, un hortus conclusus in senso medievale, con un pozzo o una fontana sullo sfondo. Il dettaglio è significativo anche se posto in secondo piano (sottolineato anche dalla presenza di un paio di giare appoggiate accanto): nel Protovangelo di Giacomo Maria incontra l’angelo dopo che è uscita dal suo alloggio con una brocca per attingere l’acqua.
In primo piano una pianta di rose in boccio ci parla della primavera e l’angelo, una sinfonia di blu-viola dall’indaco al lilla, è raffigurato come se avesse appena appoggiato i piedi sull’erba, con ancora la chioma mossa dall’aria e le ali semiaperte. Maria è caduta sulle ginocchia davanti alla soglia di casa e indossa la veste blu, che la contraddistingue nell’iconografia tradizionale, ma con le maniche rivestite di rosso e una fusciacca pure rossa, così è inevitabile pensare che i due colori primari fusi insieme e variamente miscelati siano il contraltare della cromia angelica.

Pure significativi sono gli altri oggetti raffigurati accanto a Maria quali il leggio e il fuso.
La Vergine non solo guarda verso l’angelo, ma appare pronta a dialogare con lui nonostante un gesto di meraviglia. .. un leggìo, altro elemento della tradizione iconografica, attesta l’educazione sacra della Madonna, su cui insistevano non solo i vangeli apocrifi: esiste una fantasiosa iconografia popolare, su Sant’Anna che le insegna la lettura. Perfino il fuso per filare, lasciato cadere a terra, si ricollega a una tradizione non canonica (altre volte, nelle raffigurazioni dell’evento, si era trattato di un arcolaio o di una matassa). Infatti nei testi qui sopra citati si narra di una Maria impegnata, insieme ad altre vergini prescelte, a filare e a tessere veli o stoffe per ornare il “Tempio del Signore”. Più importante è il riferimento a una Madonna letterata, condizione femminile eccezionale per l’ambiente, la mentalità e l’epoca dell’evento. Il particolare comincia a essere valorizzato dall’iconografia sacra italiana nel Trecento, nella forma di un libro poggiato su un leggìo o su un cuscino. L’Annunziata non è intenta a filare né ad attingere acqua, bensì a leggere o a pregare. La lettura del testo sacro viene interrotta, o piuttosto integrata, dalla visione del sacro stesso. (Pino Blasone tratto da vedi)

L’ANNUNCIAZIONE NELLA PITTURA
Il tema molto popolare nella pittura trecentesca si arricchisce di dettagli e particolari dal significato simbolico. vedi

continua

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/NonEnglish/angelus_ad_virginem.htm

http://www.preces-latinae.org/thesaurus/BVM/AngelusAdVirg.html
http://www.digitalmedievalist.com/2016/11/27/angelus-ad-virginem/

http://aclerkofoxford.blogspot.it/2014/03/angelus-ad-virginem-gabriel-from-evene.html

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