LADY DIAMOND AND HER CRUEL FATHER

L’amore contrastato dalle famiglie con tanto di finale tragico era uno dei temi favoriti nei racconti medievali e rinascimentali, così la storia di Gismonda (come la chiama il Boccaccio) era cantata da trovatori e menestrelli di tutta l’Europa: la vicenda prende le premesse dall’amore tra la figlia di un re e un servitore. Il re disapprova e fa uccidere il servo, così anche la figlia del re si suicida, il padre si pente ma è troppo tardi. Il particolare macabro che non poteva che far rabbrividire il pubblico del tempo è quello del cuore strappato dal petto del ragazzo e servito in una coppa alla ragazza (in alcune versioni come pietanza).

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LA NOVELLA DI BOCCACIO (XIV sec)

Nella quarta giornata del Decamerone si narra la storia di Tancredi e Ghismunda
Tancredi prenze di Salerno uccide l’amante della figliuola e mandale il cuore in una coppa d’oro; la quale, messa sopr’esso acqua avvelenata, quella si bee, e così muore.

Così è riassunta da Giordano Dall’Armellina
Tancredi, principe di Salerno, aveva una sola figlia di nome Ghismonda. La amava in maniera possessiva e sebbene Ghismonda fosse in età da matrimonio, non voleva prendere in considerazione per lei le proposte dei giovani nobili. Un giorno, tuttavia, dovette cedere al duca di Capua e la fece sposare a suo figlio. Sfortunatamente il matrimonio durò solo pochi mesi a causa della prematura morte del figlio del duca. Ghismonda dovette ritornare dal padre sperando che le avrebbe trovato un altro marito. Il vecchio padre, invece, era ben felice di avere la figlia tutta per sé. Ma Ghismonda era molto giovane e bella e non voleva rinunciare ai piaceri del sesso. Pensò bene di trovarsi un amante valoroso e segreto. Preferiva fra tutti il paggio del principe, un uomo di umili origini ma distinto e di nobile portamento. Si innamorò di lui e il paggio ricambiò, tanto che cominciarono a bruciare di desiderio l’uno per l’altra. Per mezzo di un passaggio segreto i due amanti cominciarono ad incontrarsi, senza essere visti, nella stanza di Ghismonda quasi ogni giorno. Come scrisse Boccaccio: “Ma la fortuna, invidiosa di così lungo e di così gran diletto, con doloroso avvenimento la letizia dei due amanti rivolse in tristo pianto.”

Era usanza di Tancredi soffermarsi di tanto in tanto nella stanza della figlia per parlare con lei. Accadde che un giorno, mentre Ghismonda era in giardino, nessuno lo vide entrare nella stanza. Attendendola si sedette su un divano che era presso la finestra nascosto da una tenda e si addormentò. Mentre dormiva i due amanti entrarono e, con le loro effusioni amorose, svegliarono Tancredi il quale li vide ma ritenne di non intervenire. Passato un lungo tempo, Guiscardo ritenne fosse l’ora di andare e anche Ghismonda uscì dalla camera. Tancredi, per non farsi vedere, si calò dalla finestra e tornò corrucciato alla sue stanze. Ad un suo comando, la stessa notte, due uomini presero Guiscardo e lo portarono al cospetto di Tancredi il quale gli disse: “Guiscardo, la mia benignità verso te non avea meritato l’oltraggio e la vergogna la quale nelle mie cose fatta m’hai, sì come io oggi vidi con gli occhi miei.
A
l quale Guiscardo niuna altra cosa disse se non questo:  “Amor può troppo più che né voi né io possiamo.”(1)

Tancredi diede poi ordine che Guiscardo fosse tenuto sotto sorveglianza in una stanza del palazzo. Il giorno seguente Tancredi incontrò Ghismonda e le disse che li aveva visti nella sua stanza, che Guiscardo era stato arrestato e che sarebbe morto il giorno seguente. Non poteva sopportare che la figlia avesse fatto l’amore senza essere sposata e per di più con un giovane di vilissima condizione. Ghismonda fu colta da un dolore incommensurabile ma si contenne e trattenne le lacrime e il suo spirito fiero trionfò sulla sua debolezza femminea. Dato ormai per scontato che per il suo Guiscardo non c’era più speranza, rivolse a se stessa pensieri di morte. Tancredi non credette alle parole della figlia che diceva di volersi suicidare e continuò a pianificare la sua vendetta su Guiscardo. Diede disposizione che fosse strangolato, che gli si cavasse il cuore e che gli fosse portato. Il giorno seguente il cuore di Guiscardo stava in una splendida coppa d’oro e Tancredi lo inviò a sua figlia pregando il famigliare preposto alla consegna di riferire queste parole: “Il tuo padre ti manda questo, per consolarti di quella cosa che tu più ami, come tu hai lui consolato di ciò che egli più amava”.
Nel frattempo Ghismonda si era fatta mandare erbe e radici velenose per averle pronte alla bisogna.(2)
Quando scoperchiò la coppa e vide il cuore disse: “Non si conveniva sepoltura men degna che d’oro a così fatto cuore chente questo è; discretamente in ciò ha il mio padre adoperato. E così detto, appressatoselo alla bocca, il baciò, e poi disse: “In ogni cosa sempre e infino a questo estremo della vita mia ho verso me trovato tenerissimo del mio padre l’amore, ma ora più che giammai; e per ciò l’ultime grazie, le quali render gli debbo giammai, di così gran presente da mia parte gli renderai”.

Dopodiché versò il distillato di veleno nella coppa e, dopo aver versato molte lacrime, ne bevve il contenuto(2). Si mise sul letto ed aspettò la morte. Tancredi, avvisato dalle damigelle dell’accaduto irruppe nella camera. La figlia morente gli chiese un ultimo desiderio: di essere seppellita con Guiscardo. Così Boccaccio conclude la novella: Così doloroso fine ebbe l’amor di Guiscardo e di Ghismonda, come udito avete; li quali Tancredi dopo molto pianto, e tardi pentuto della sua crudeltà, con general dolore di tutti i salernetani, onorevolmente amenduni in un medesimo sepolcro gli fe’ sepellire.
In quest’ultima parte della novella Boccaccio riprende il classico tema popolare europeo, presente in numerose ballate, degli innamorati seppelliti nella stessa tomba. Di solito dalla tomba nascono piante e fiori che si intrecciano per simboleggiare l’amore eterno.

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Joseph Edward Southall:Sigismonda Drinking the Poison 1897

NOTE DI CATTIA SALTO
1) non si può non commentare il verso (le uniche parole messe in bocca a Guiscardo, che è chiaramente una riduzione in prosa del famosissimo verso dantesco “Amor, ch’a nullo amato amar perdona” (Inferno, V, 103) il quale dice semplicemente che chi è amato non può fare a meno di amare ricambiando. Il detto non è propriamente veritiero ossia quando non scoppia la scintilla in tutt’è due gli sguardi colui che ama può si cercare di fa nascere l’amore anche nell’altro, ma spesso viene ricambiato solo con una forma di affetto diciamo “riconoscente” o empatico più che dall’amore ardente. E tuttavia Guiscardo si giustifica dicendo di essere stato travolto dall’amore passionale e di non aver potuto se non ricambiare l’amore sincero di Ghismonda. Insomma il colpevole di tutta la storia non è altri che Amore, il putto con tanto di ali e arco che tira le frecce sui mortali malcapitati secondo il suo capriccio.. Come Dante non possiamo che essere mossi a compassione verso i due innamorati
2) c’è un che di stregonesco nel rituale che richiama nella mente dei convenuti (o perlomeno nella mia) il filtro d’amore bevuto da Tristano e Isotta

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY DIAMOND

La ballata si ritrova in molte tradizioni popolari sia in forma di canto che di racconto, in Scozia la principessa innamorata si chiama Diamond (Daisy, Dysmal, Dysie) e il suo Principe Azzurro è solo uno sguattero delle cucine, perciò il loro amore non può che concludersi tragicamente. Per la verità anche un’altra ballata di Child, Willy of the Winsbury, racconta della storia d’amore tra una principessa e un servitore, ma il protagonista potrebbe essere nientemeno che Giacomo V di Scozia sotto mentite spoglie che si innamora di una delle figlie del re di Francia (vedi).

Diciamo che nell’Alto Medioevo non era insolito per un guerriero audace conquistare terre e regni con la spada e il cuore, ma man mano che le dinastie si assestavano dopo le ondate di genti barbare che si spartirono quello che restava dell’Impero Romano, non era più così semplice per un figlio di nessuno “fare carriera” nelle file della Nobiltà (anche se c’erano sempre le prebende alle cortigiane di letto del re con tanto di titoli nobiliari assegnati anche ai loro compiacenti mariti e famigliari..) In questa storia il personaggio cardine è piuttosto il Re che ama la figlia in modo quasi morboso e vendica il suo onore con l’uccisione del rivale. Poi in alcune versioni si pente per aver causato indirettamente la morte anche della figlia, morta di crepacuore più che di veleno!

GUIDA ALL’ASCOLTO
La ballata è riportata al numero 269 da Child e trascritta in cinque versioni. Le versioni testuali selezionate per l’ascolto si rifanno per lo più alla VERSIONE C e come spesso accade per le ballate le melodie abbinate ai testi non sono univoche.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984: Riporto il commento molto “scottish humor” nelle note di copertina:”It is a little difficult to categorize this song.  Probably the easiest way out is to call it a song of medieval Scottish birth control. There were two methods of this – the first, very safe, was abstention; the second, not safe at all due to it’s occurance after the deed was done, was to kill the man involved.  This ensured he didn’t do it again. Strangely enough, this song comes from a region of Scotland where the population has remained the same for 200 years. Every time a child isborn, a man leaves town.”

LADY DYSIE

I
There once was a King(1), a very great King
And a King o’ muckle fame
He had a lovely dochter fair
Lady Dysie was her name
And word’s gane up, and word’s gane doon
And word’s gane tae the King
Lady Dysie she gans richt round about
And tae whom they dinnae ken
II
When bells were rung and mass was sung
And they’ve a’ gan tae their rest
The King’s gan tae Lady Dysie’s bower
And he wasnae a welcome guest
He’s pu’d the curtains round about
And there he sat him doon
Gae tell me Lady Dysie he said
What gars ye gan sae roon?
III(6)
Is it tae a Lord or tae a Laird
Or a Baron o’ high degree?
Gae tell me Lady Dysie he said
And I pray thee dinnae lee
Oh it’s no’ tae a Lord and it’s no’ tae a Laird
Nor tae onie Barony
But it’s tae Roger the kitchen boy
Wha ca’s sae aye tae me
IV
He’s ca’d his merry men oot by one
By one, by twa, by three
And last came Roger the kitchen boy
And he’s dashed him tae a tree
And he’s ta’en oot that bonnie boy’s heart(9)
Pit it in a cup of gold(11)
And he’s sent it tae Lady Dysie’s bower
Because she’s been sae bold
V
Fareweel Faither, Fareweel Mither
Fareweel tae comfort and joy
He died for me, I’ll die for him(12)
Though he was but a kitchen boy
Fareweel Mither, Fareweel Faither
Fareweel my brithers three
Ye thocht ye had taken the life o’ yin
But ye’ve taken the lives o’ three
TRADUZIONE INGLESE
I
O there was a king(1), and a very great king,
A king of unco’ fame.
He had a lovely daughter fair,
Lady Dysie was her name.
Now word’s gone up and word’s gone down,
And word’s gone to the King
That Lady Dysie she’s grown right full around,
And no one knows by whom.
II
When the bells were rung and mass was sung,
And all were gone to their rest,
The King went to Lady Dysie’s bower,
And he was not a welcome guest.
He’s pulled the curtains round and round,
And then he sat him down.
“O, tell to me Lady Dysie,” he said,
“Who’s made you grow so round?”
III(6)
“O was it a lord, or was it a laird,
Or a baron of high degree?
O tell me now, Lady Dysie,” he said,
“And I pray you, do not lie.”
“O it was not a lord, nor was it a laird,
Nor a baron of high degree,
But it was Roger, the kitchen boy.
What cause have I to lie?”
IV
He’s called his merry men out by one,
By one, by two, by three.
‘Til at last came Roger the kitchen boy,
And they bound him to a tree.
Then the King cut out this bonny boy’s heart(9),
And put it in a cup of gold(11),
And he’s sent it round to Lady Dysie’s bower
Because she’d been so bold.
V
“O it’s farewell Father and farewell Mother.
Farewell to all pleasure and joy.
He died for me, and I’ll die for him(12),
Though he was but a kitchen boy.
O it’s farewell Father and farewell Mother,
Farewell, dear family.
For you thought you had ta’en the life of one,
But you’ve ta’en the lives of three.”

NOTE
1) la prima strofa è incentrata sulla parola King e la ripetizione di parole che iniziano con la K
4) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury
9) Nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze). ). Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
11) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
12) la fanciulla sembra morire di crepacuore, nella novella del Boccaccio invece si aggiungono dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era un re(1) ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Dysie si chiamava.
La voce corre su e giù
fino al Re che lady Dysie era incinta
ma nessuno sapeva di chi.
II
Quando le campane suonarono e la messa cantata e tutti erano andati in pace
il Re andò nella stanza di Lady Dysie
e non era un ospite benvenuto..
Tirò tutte le tende e si mise a sedere
“O dimmi Lady Dysie, chi ti ha messo incinta?”
III(6)
E’ stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango?
Dimmi adesso Lady Dysie
e ti prego di non mentire”
“Non è stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango,
ma è stato Roger, il servo delle cucine
che motivo avrei di mentire?”
IV
Mandò a chiamare tutti i suoi uomini fedeli
Ad uno ad uno
finchè alla fine venne Roger il cuciniere,
ed essi lo legarono ad un albero:
allora il re cavò il cuore del ragazzo(9)
e lo mise in una ciotola d’oro(11)
e la mandò nella stanza di Lady Dysie
che era stata così audace
V
“Addio Padre, addio Madre.
Addio a tutto il piacere e alla gioia
lui è morto per me e io morirò per lui(12)
anche se era solo un cuciniere.
Addio Padre, addio Madre.
addio cara famiglia
perchè voi credevate di aver preso la vita di uno ma avete preso la vita di tre”

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina live lesson
Testo e musica tratti dall’album Blood and Roses, vol. 2 di Ewan Mc Call e Peggy SeegerI
There was a king(1) and a noble king,
A king of muckle fame
And he had an only daughter dear,
Lady Diamond was her name.
II
He had a servant, a kitchen boy
A lad of muckle scorn(2),
And she loved him long and she loved him aye (3),
Till the grass overgrew the corn(4)
III
When twenty weeks were gone and past
Then she began to greet
For her petticoat grew short before And her stays they would not meet
IV
Then it fell out on a winter’s night(5),
The king could get no rest;
And he has gone by his daughter’s bower
Just like a wandering ghost.
V
He’s led her by the lily white hand
To the bed-chamber within:
«What ails ye lass, that you look so wan
And your apron winna pin?»(6)
VI
«Oh father dear, upbraid me not,
Don’t take from me my joy;
For I have forsaken your high-born lords,
To marry your kitchen boy.»(7)
VII
«Go call to me my merry men all,
By thirty and by three;
Go fetch to me yon kitchen boy,
We’ll kill him secretly.»
VIII
There wasn’t any sound to be heard,
Not another word was said,
Till they have got him fast and sure,
Between two feather beds(8).
IX
They’ve cut the hear(9)t out of his white breast(10),
Put it in a golden bowl(11);
And they’ve given it to his lady dear,
That she might her love behold.
X
«Oh come to me, my honey, my heart,
Oh come to me, my joy
Oh come to me, my honey, my heart,
My ain dear kitchen boy.»
XI
She’s taken the heart of her ain true love,
And she grat both long and sore,
Till the blood was washed by her ain saut tears
And at last she breathed no more(12).
XII
«Oh where were ye, my good men all,
That took both meat and fee
That you didn’t hold my cruel hand
And keep his blood from me?
XIII
For gone is my heart’s delight,
And gone from me my joy,
For my bonnie Diamond she is dead
For the love of a kitchen boy.”
ASCOLTA Rachel Newton in Shadow Side 2012

I There was a king, a glorious king,
a king of noble fame,
And he had daughters only one,
Lady Diamond was her name.
II
He had a boy, a kitchen boy,
a boy of muckle scorn.
She loved him long, she loved him aye,
til the grass o’ergrew the corn.
IV
It fell upon a winter’s night,
the king could get no rest.
He came onto his daughter dear,
just like a wandering ghost.
V
He came unto his daughter dear,
pulled back the curtains long.
“What aileth thee, my Diamond dear,
I fear you’ve gotten wrong.”VI
“Oh, if I have, despise me not,
for he is all my joy.
I will forsake both dukes and earls
and marry your kitchen boy.”
VII
“Oh, bring to me my merry men all,
by thirty and by three.
And bring to me my kitchen boy,
we’ll murder him secretly.”
VIII
Not a sound into the hall
and ne’er a word was said
Until they had him safe
and sure between two feather beds.
IX
“Now cut the heart from out of his breast,
put it in a cup of gold,
And present it to my Diamond dear,
for she was both stout and bold.”
X
“Oh, come to me, my hinny, my heart,
oh, come to me my joy.
Oh, come to me, my hinny, my heart,
my father’s kitchen boy.”
XI
She took the cup from out of their hands,
set it at her bed head,
Washed it with tears that fell from her eyes;
next morning she was dead.
XII
“Oh, where were you, my merry men all,
when I gave meat and wage,
That you didn’t stay my cruel hand
when I was in a rage?
XIII
“For gone is all my heart’s delight,
oh, gone is all my joy,
For my dear Diamond, she is dead,
likewise my kitchen boy.”

NOTE
1) la prima strofa è incentrata sulla parola King e la ripetizione di parole che iniziano con la K
2) voluto contrasto tra la grande nobiltà del re e la pochezza di rango del ragazzo 3) nel verso si esprime molto sinteticamente un concetto tipico delle teorizzazioni medievali in ambiente cavalleresco sull’amor cortese: è amore (il fin amor, l’amore perfetto) che nobilita l’uomo rendendolo virtuoso, così la nobiltà d’animo travalica quella di sangue; tuttavia l’amore di Lady Diamond e di Ghismonda è più un fol amor, un desiderio carnale devastante (sulla scorta di Tristano e Isotta, Romeo e Giulietta) un amore passione che porta inevitabilmente alla sofferenza.
4) che il grano sia mietuto non è solo una informazione temporale, il passaggio dall’estate all’autunno, ma soprattutto un presagio di morte. Come osserva Giordano Dall’Armellina “..allegoricamente, il grano (l’amore) è stato tagliato per impedirgli di crescere oltre e rimane solo l’erba (la morte). Inoltre il menestrello, informandoci che il ragazzo è di infima condizione ci prepara all’ineluttabilità dei fatti. Aggiunge poi che, a differenza di ciò che è narrato nel Decamerone e nelle versioni italiane, la giovane è incinta, un fatto che fa infuriare ancora di più il re. E’ probabile che i due amanti si incontrassero segretamente nella stanza privata della ragazza, come nella novella del Boccaccio
5) anche qui il gelo dell’inverno sta a simboleggiare il gelo che scende nel cuore del Re. Ancora dalle parole di Giordano Dall’Armellina ” Nella quarta strofa il cantore ci fa capire che siamo in inverno, che secondo il calendario celtico comincia nella notte di Halloween. Il frutto dell’amore dei due giovani è stato concepito all’inizio dell’estate celtica, ovvero nel mese di maggio, il mese dell’amore. Ora siamo però in inverno, il re è posseduto dagli spiriti maligni dei morti propri della notte di Halloween e si aggira come un fantasma. E’ accecato dall’odio e non può vedere la bellezza dei frutti estivi. Conduce la figlia nella di lei stanza “prendendola per la mano bianca come un giglio”. E’ questa una frase che troviamo in diverse lingue europee (in francese “Il l’a prit par sa main blanche”). Le mani delle principesse e delle nobili donne sono sempre bianche come un giglio ma, spesso, tale definizione è un codice per avvertirci che qualcosa di negativo sta per succedere. Nel nostro caso la frase ci porta a diverse interpretazioni. La ragazza è innocente (colore bianco) ma nello stesso tempo il padre, prendendola per la mano e conducendola nella stanza del “misfatto”, le fa rivivere la sua colpa e la rende consapevole che solo lui può dare quella mano a un uomo di sua scelta.
6) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury
7) qui si usa un eufemismo per non dichiarare esplicitamente che la fanciulla non è più vergine
8) il ragazzo viene preso nel sonno di modo che sia impedito ogni tentativo di fuga
9) Nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze). Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
10) il petto viene definito bianco per il suo simbolismo di purezza e innocenza
11) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
12) la fanciulla nella ballata sembra morire di crepacuore, nella novella del Boccaccio invece si aggiungono dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve. Nel dipinto del senese Bernardino Mei, “Ghismonda con il cuore di Guiscardo” si intravede la pazzia insinuatasi negli occhi della fanciulla per lo shock e il dolore!


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TRADUZIONE ITALIANO DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
C’era un re ed era un nobile re,
un re(1) di grande fama
e aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Diamond era il suo nome.
II
Aveva un servo, un cuciniere
un ragazzo di poco conto(2).
E lei lo amava da lungo tempo e lo amava davvero(3),
finché l’erba sostituì il grano(4).
III
Quando venti settimane passarono,
allora cominciò a piangere
poiché il suo corsetto divenne piccolo davanti a lei
e i suoi vestiti non si chiudevano più.
IV
Poi accadde in una notte d’inverno(5)
che il re non potesse riposare
ed è andato nell’appartamento privato di sua figlia
come un fantasma deambulante.
V
L’ha presa per la mano bianca come un giglio
per condurla nella camera da letto.
«Cosa ti affligge ragazza, che sembri così pallida
e il tuo grembiale non si allaccia?»(6)
VI
«Oh caro padre non mi rimproverate,
non portatemi via la mia gioia;
poiché ho snobbato i vostri lords di alto lignaggio
per sposare il vostro cuciniere.»(7)
VII
«Andate a chiamare tutti i miei uomini fedeli
a trenta e a tre per volta.
Andate a prendermi quel cuciniere,
lo uccideremo in segreto.»
VIII
Non si udivano dei rumori,
nessun’altra parola fu detta
finché lo presero rapidamente e
in modo sicuro tra due letti di piume.(8)
IX
Gli hanno tagliato il cuore(9) dal suo petto bianco(10)
e lo hanno messo in una ciotola d’oro(11)
e l’hanno data alla sua cara lady
così che potesse vedere il suo amore.
X
«Oh vieni da me amore mio e cuore mio,
vieni da me gioia mia,
vieni da me, amore mio, cuore mio,
il mio unico, caro ragazzo di cucina.»
XI
Lei prese il cuore del suo proprio amore,
e pianse a lungo e con gran dolore,
fino a quando il sangue fu lavato via dalle sue lacrime salate
e alla fine non respirò più(12).
XII
«Oh dove eravate, miei buoni uomini tutti
che prendeste sia carne che paga?
Voi che non avete fermato la mia mano crudele
per tenere il suo sangue lontano da me?
XIII
Morta è la delizia del mio cuore
e morta è la gioia dentro di me
poiché la mia bella Diamond è morta
a causa dell’amore per un cuciniere.»

FONTI
Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.

http://decameron.weebly.com/1-tancredi-e-ghismunda.html http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/ladydiamond.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/ bamepec/multimedia/saggio5.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_269 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/ladydysi.htm

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