LA LEGGENDA DEL SANTO GRAAL IN UN CANTO DI NATALE?

La tradizione orale sia in Inghilterra (Derbyshire) che in America (Monti Appalachi) ha tramandato una strana carol ricca di simbolismo, riferita alla Natività ma derivata da un antico canto risalente al Medioevo, che commemorava però il Corpus Domini. La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo fu istituita nel 1247 nella diocesi di Liegi per rievocare l’ultima cena ed è diventata di precetto per tutta la Chiesa nel 1264.
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CORPUS CHRISTI CAROL

La carol è contenuta nel Commonplace Book di Richiard Hill, un apprendista mercante di Londra che ha raccolto nel suo manoscritto vari testi in inglese, latino e francese dal 1500 e fino al 1536 (Oxford, Balliol Biblioteca MS. 354, 165V folio): il testo è oscuro e si presta a molte interpretazioni, e tuttavia così carico di simbolismo da lasciare affascinati!
Inizia con un grande falco, un falco divino che prende qualcosa o qualcuno e lo porta in un mondo arido, ossia un luogo che dovrebbe essere un frutteto ma è privo di foglie, ci sono solo alberi con i rami rinsecchiti, forse si riferisce all’autunno, ma più probabilmente è l’immagine di un giardino diventato sterile per qualche calamità.

caccia-falcoIL FALCO

Il simbolismo del falco, dal volo rapido e dalla vista acuta, viene da lontano dall’antico Egitto che lo classificò come Horo il dio del cielo e che venne associato a Ra, il dio sole. In Grecia era animale sacro di Apollo, anch’egli divinità solare. Il falco è facilmente addomesticabile e si affeziona al padrone, nel medioevo venne addestrato per la caccia e Federico II scrisse un bellissimo trattato sulla falconeria che dimostrava tutto il suo amore verso questi animali. L’arte della caccia con il falco è nata però nelle steppe dell’Asia e furono i mongoli a diffonderla in Cina ed Europa durante le invasioni.

Anche nelle mitologia nordica il falco è depositario dei segreti celesti, ma simboleggia anche la volontà di elevazione spirituale o di maturazione ad esempio raffigura l’adolescente che supera le prove d’iniziazione per diventare un guerriero. Haukr significa sia “giovane audace” che “falco”.
Presso i Cristiniani Horo-Falco è identificato con Gesù. Nel Rinascimento il falco incappucciato diventa l’emblema del convertito ovvero il simbolo della speranza alimentata da colui che vive nelle tenebre, il falco venne spesso raffigurato con il motto “post tenebras spero luce” (in italiano: dopo le tenebre confido nella luce). E siccome solo ai nobili era riservato il diritto di cacciare con il falco, egli divenne simbolo del viver cortese.

Vediamola così: il falco mandato da dio padre, re del cielo e del sole, ha catturato la preda designata al sacrificio. Chi canta è una donna e definisce la persona trasportata dal falco come “mak” un termine desueto che indica un compagno. Si potrebbe presumere che quell’uomo è un re, il re del sacrificio rituale, vittima designata perchè rappresentante della divinità, sacrificato perchè la terra diventasse fruttifera, carne e sangue sparsi nella terra come concime sacro. Rituale che per lo più si svolgeva nel periodo invernale durante il Solstizio.

Nella seconda scena vediamo una sala, drappeggiata di seta viola con al centro un letto ricoperto da un tessuto damascato in oro e rosso, vi è disteso un cavaliere con delle ferite sanguinanti vegliato da una fanciulla inginocchiata. Il cavaliere nella grande sala è quindi diventato il sostituto del re, è il suo sangue ora che vivifica la terra. Solo alla fine abbiamo un’ulteriore chiave di lettura nella lapide accanto al letto dalla quale si apprende che si tratta del Corpo di Cristo. Così Cristo raffigurato secondo i canoni cortesi è un cavaliere che sanguina come ha sanguinato Gesù sulla croce trafitto dalla lancia del romano Longino, il suo sangue è raccolto in un calice da Giuseppe d’Arimatea. La fanciulla che lo piange è Maria, sua madre inginocchiata ai piedi della croce, ma potrebbe anche essere Maria Maddalena, la compagna di Cristo. La ninna nanna è cantata da Maria che vede Cristo portato prima sul desolato Golgota con le macabre croci come alberi sterili e poi in cielo dalla volontà divina (il dio padre).

IL RE PESCATORE

Eppure se non fosse per quella scritta Corpus Christi il cavaliere ferito potrebbe essere identificato con il leggendario Re Ferito del ciclo arturiano, detto anche Re Pescatore, ultimo discendente dei custodi del Graal: egli è menomato alle gambe da una ferita che non guarisce (o più probabilmente è ferito ai genitali e quindi sterile) e anche il suo regno è malato come lui, si è trasformato in una terra desolata (waste land). I cavalieri che si recano nel suo regno per guarirlo falliscono nell’impresa, solo il più puro tra di loro potrà trovare il Graal. Il re ferito ha molte analogie con l’Artù vecchio e stanco che ha commesso il peccato d’incesto con la sorella e con lei ha generato il figlio che lo ucciderà. Così la ferita del re pescatore è una punizione di un peccato commesso in passato e la ferita gli è stata inferta con la lancia del Destino. Il parallelo con la ferita al costato di Gesù è quindi volutamente adombrato in alcune varianti della leggenda, così Gesù è venuto per portare su di sé il peso del peccato originale e redimere l’umanità.

Holy-GrailIl graal era una coppa o un contenitore non meglio definito dotato del potere di guarire e allungare la vita, ma prima della descrizione medievale di Chrétien de Troyes (Perceval o la storia del Graal ) era il calderone magico di Bran il benedetto della mitologia celtica (leggenda riportata nel gallese Mabinogion). E in effetti Bran potrebbe essere stato il primo dei molti custodi del GraalI guerrieri morti ritornano in vita se gettati nel magico calderone!

ASCOLTA Jeff Buckley, scarna e angelica interpretazione!


I
He bare(1) hym up,
he bare hym down,
He bare hym into an orchard brown.
CHORUS
Lulley, lully, lulley, lully,
The faucon(2) hath born
my mak(3) away.

II
In that orchard ther was an hall,
That was hanged with purpill and pall(4).
And in that hall ther was a bede,
Hit was hangid with gold so rede(5).
III
And yn that bede ther lythe(6) a knyght,
His wowndes bledyng(7) day and nyght.
By that bedes side ther kneleth(8) a may(9),
And she wepeth(10) both nyght and day.
IV
And by that bedes side ther stondith a ston(11),
“Corpus Christi” wretyn(12) theron.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Egli lo portò (1)su,
lo portò giù,
lo portò in un frutteto spoglio
CORO:
Ninna nanna,
il falco (2) ha portato
il mio compagno (3) lontano.
II
In quel frutteto c’era una sala,
addobbata con drappi viola (4).
e in quella sala c’era un letto,
decorato con oro e rosso (5).
III
E in quel letto stava un cavaliere,
dalle ferite sanguinanti giorno e notte.
Da un lato del letto si inginocchia una fanciulla,
e lei piange notte e giorno.
IV
E da quel lato del letto si trova una pietra,
sulla quale è scritto
“Il Corpo di Cristo”.

NOTE
1) bare: bore, carried
2) faucon: falcon.
3) mak: companion, match, mate (dal dialetto del Border inglese)
4) purpill: purple (the royal color) – pall: “a funeral pall, a cloth spread over a coffin” ma anche “fine fabric”
5) rede: red. Il rosso è un colore che richiama la passione di Cristo e il sangue versato.
6) lythe: lieth, lies
7) wowndes bledyng: wounds bleeding
8) kneleth: kneeleth, kneels
9) may: maid, maiden.
10) wepeth: weepeth, weeps
11) stondith ston: standeth, stands stone
12) wretyn: written

LA VERSIONE INGLESE “DOWN IN YON FOREST”

Down in yon valley/forest” anche con il titolo “The bells of Paradise” o “Casteton carol“, è stata raccolta nel 1906-7 da parte di Vaughan Williams dal signor Hill di Castleton, Derbyshire. E’ chiaramente una derivazione della più antica carola del Corpus Christi ma virata in chiave natalizia.
Il vecchio coro molto mistico e da iniziati è sostituito dal più innocuo “ The bells of Paradise I heard them ring,
And I love my Lord Jesus above anything”.

Qui il simbolismo è di più facile decifrazione: a parte la foresta incantata che fa molto Brocelandia, c’è però un contrasto stridente nella descrizione della stessa stanza nel Corpus Christi carol: là è una stanza mistica quasi sontuosa che potrebbe trovarsi in un castello, qui potrebbe essere la grotta in cui Gesù nasce, dalla culla-letto sgorga un fiume di sangue ed acqua, a triste monito del sacrificio che Gesù compierà da adulto, perciò l’antro si trasforma in una stanza sepolcrale.

ASCOLTA Trond Bengtson versione strumentale per liuto: è questa la melodia più conosciuta

ASCOLTA Cantus Lunaris
Altre interessanti esecuzioni sono quelle degli Steeleye Span e di Alfred Deller (ascoltabili su Spotify)


Down in yon forest
there stands a hall
The bells of Paradise
I heard them ring

It’s covered all over
with purple and pall
And I love my Lord Jesus
above anything
.
In that hall there stands a bed:
It’s covered all over
with scarlet so red
At the bed-side there lies a stone
Which the sweet Virgin Mary knelt upon
Under that bed there runs a flood(1)
The one half runs water,
the other runs blood
At the bed’s foot
there grows a thorn(2)
Which ever blows blossom
since he was born
Over that bed
the moon shines bright
Denoting our Saviour
was born this night.
TRADUZIONE ITALIANO
Laggiù nella foresta lontana
si erge una sala
le campane del paradiso
sento suonare
è tutto coperto
di drappi color porpora
E io amo il Signore Gesù
sopra ogni cosa
In quella sala si trova un letto
ricoperto di rosso
e scarlatto
da un lato del letto si trova una pietra
sulla quale la Vergine Maria s’inginocchiò
Sotto al letto scorre un fiume(1)
una metà pieno di acqua,
l’altra di sangue
ai piedi del letto
cresce un rovo (2)
che non è mai fiorito
da quando è nato
sopra quel letto
la luna splende luminosa
indicando che il nostro Salvatore
è nato questa notte

NOTE
1) dalla ferita di Gesù al costato secondo il vangelo di Giovanni sgorgava sangue misto ad acqua.
2) il rovo che non fiorisce mai è l’albero dal quale sarà ricavata la croce sulla quale sarà crocefisso Gesù. Ma potrebbe anche essere la rappresentazione di Giuseppe, il vecchio marito di Maria il cui bastone secondo i vangeli apocrifi sarebbe improvvisamente e prodigiosamente fiorito nella gara con gli altri pretendenti alla mano di Maria. Così dal ceppo inaridito del Vecchio Testamento rifiorisce la grazia della Redenzione.

LA VERSIONE AMERICANA (Monti Appalachi)

Raccolta da John Jacob Niles nella contea di Cherokee, Carolina del Nord con una melodia diversa rispetto a quella inglese, la carola ha un ritornello differente, che inquadra pur sempre la storia nel periodo natalizio “Sing May, Queen May, sing Mary! Sing all good men for the new-born Baby. Del tutto simile per il resto dalla versione inglese si caratterizza nell’ultima strofa per l’evocazione dell’immagine del Graal: il simbolismo diventa quindi manifesto è il Calice Eucaristico in cui il vino misto ad acqua diventa il sangue di Cristo.

Scrive Bruce Cockburn nelle note di “Christmas” 1990 
“If there were a contest for the title of the spookiest Christmas carol, this ought to win hands down. Collected earlier in this century by John Jacob Niles, it hails from North Carolina. I believe it to be of great age, though, both because of the melodic style and because of the lyrics, which resonate with the Grail myth, and with the ancient custom of every few years draining the blood out of one’s king onto the soil to ensure its continuing fertility.”
ASCOLTA Bruce Cockburn


Down in yon forest be a hall,
Sing May(1), Queen May,
sing Mary!

‘Tis coverlided over
with purple and pall
Sing all good men
for the new-born Baby!
Oh in that hall is a pallet bed,
‘Tis stained with blood like cardinal red
And at that pallet is a stone
On which the Virgin did atone
Under that Hall is a gushing flood
From Christ’s own side ’tis water and blood.
Beside that bed a shrub tree grows,
Since He was born it blooms and blows.
Oh, on that bed a young Squire sleeps,
His wounds are sick, and see, he weeps.
All hail yon Hall (2) were none can sin,
Cause it’s gold outside and silver within
TRADUZIONE di Cattia Salto
Nella foresta lontana c’è una sala
-canta Maggio (1), Regina del Maggio, canta Maria!
E’ tutta ricoperta
di drappi color porpora
-Canta a tutti gli uomini di buona volontà del Bambino appena nato!
In quella sala si trova un letto di paglia macchiato di sangue
rosso scarlatto
e accanto al pagliericcio c’è una pietra sulla quale la Vergine fece penitenza,
sotto quella sala scorre un fiume
dal fianco di Cristo acqua mischiata a sangue.
Accanto al letto cresce un rovo
che da quando Egli è nato sboccia e fiorisce.
Sul letto un giovane cavaliere
dorme,
le sue ferite sono aperte e guarda, lui piange.
Tutti acclamano questa sala (2) dove nessuno può peccare
che è rivestita d’oro fuori e d’argento all’interno

NOTE
1) la parola nell’inglese moderno si traduce con maggio, ma nella sua vecchia forma may = maid che mi sembra il significato più verosimile nel contesto. Maria è definita anche come regina di Maggio, mese delle rose dedicato a Maria
2) il Sacro Graal inteso come il Calice Eucaristico ovvero la coppa in cui Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Gesù al Golgota.

FONTI
http://image.ox.ac.uk/show?collection=ballion&manuscript=ms354
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/downinyonforest.html
http://historienerrant.wordpress.com/2011/12/23/down-in-yon-forest-a-song-about-christmas-easter-and-probably-the-holy-grail/
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
down_in_yon_forest-niles.htm

http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
down_in_yon_forest.htm

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-CorpusChristi.html
http://historienerrant.wordpress.com/2011/12/23/down-in-yon-forest-a-song-about-christmas-easter-and-probably-the-holy-grail/
http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa_2009/ultima_cena.htm

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