JOHNNIE ARMSTRONG

Johnnie Armstrong di Gilnockie è un personaggio realmente esistito che visse nel Border scozzese nella prima metà del 1500. Era un reiver del clan Armstrong, fratello minore di Lord Thomas Mangerton, temuto dagli Inglesi per le sue scorrerie oltre confine, ma amato dalla maggior parte degli scozzesi della frontiera, o quantomeno rispettato per la sua posizione di rilievo.

Nel 1530 Giacomo V (poco più che adolescente) organizzò una spedizione in armi nel Border contro i Reivers più influenti e completamente fuori controllo dal potere regio; Armstrong fu catturato assieme a tutta la sua banda e, secondo la tradizione, impiccato il 5 luglio, dopo un processo sommario, nei pressi della cappella di Caerlanrig, vicino a Hawick.
Armstrong, era soprannominato ‘Black Jok‘, e considerato dai più come ‘re della Frontiera‘, la sua figura fu trasformata in un romantico eroe scozzese da scrittori come Sir Walter Scott e Herbert Maxwell .

La sua ricchezza era leggendaria anche se di dubbia provenienza e sembra che un grande tesoro sia ancora sepolto nel castello di Langholm.

La ballata riportata da Child al numero 169 è raccolta in tre versioni due inglesi e una scozzese (vedi). In tutte le versioni Johnny è attirato dal re da una lettera amichevole in cui è invitato a corte e il reiver si presenta in pompa magna per chiedere la grazia. Tuttavia il re lo tratta da traditore e ordina di impiccare lui e il suo seguito. Nelle versioni inglesi i reivers combattono armi in pugno, ma vengono sconfitti e il figlio di Johnny, ancora bambino, rivendica la vendetta per la morte del padre. E in effetti questo gesto costò molto al re: quando un decennio più tardi il re diede battaglia agli inglesi una trentina di miglia più a sud (Solway Moss), i Borderers scozzezi che conoscevano il terreno si rifiutarono di combattere

VERSIONE SCOZZESE

Nella sua copia Allan Ramsay scrive “This is the true old ballad, never printed before… This I copied from a gentleman’s mouth of the name of Armstrang, who is the sixth generation from this John. He tells me this was ever esteemd the genuine ballad, the common one false.”

Questa versione è molto diversa da quelle inglesi, qui il re è all’inizio molto ossequioso con Johnny, che prima di partire per andare incontro al re, lascia la sua casa con l’ordine di preparare un sontuoso banchetto per festeggiare la riconciliazione: si evince che il re stesso si stia dirigendo verso la dimora di Armstrong (mentre nelle versioni inglesi è il re che invita il reivers ad Edimburgo), come effettivamente fece, ma non certo per essere invitato a cena!
Quando i due si incontrano il re cambia faccia (le malelingue affermano che fu a causa del troppo lusso ostentato da Johnny che fece ingelosire il re) e i doni sempre più sontuosi che il reivers gli offre in cambio della grazia lo fanno infuriare ancora di più.
Il re qui fa la figura dell’invidioso e dell’ipocrita, mentre Armstrong quella dell’eroe scozzese protettore della frontiera e beneamato dal popolo che, dignitosamente si appressa alla morte.
Qui i Reivers non combattono contro gli uomini del re (anche se è improbabile che viaggiassero disarmati, pur in possesso di un salvacondotto) e sembra che Armstrong prima di essere messo agli arresti avesse esclamato:
I am but a fool to seek grace at a graceless face, but had I known you would have taken me this day, I would have lived in the Borders despite King Harry and you both. For I know that Henry Tudor would be a blithe man this day to know that John Armstrong was condemned to die. Which proves who lacks in judgement, does it not?”

I reivers vennero impiccati a Carlenrig senza processo e poi sepolti in una fossa comune

La melodia oltre che in “The Minstrelsy of the Scottish Border” (1802-1803) di Sir Walter Scott è riportata nello “Scots Musical Museum” (1787-1803) di Johnson nel Vol IV alla canzone numero 356 “Johnie Armstrang”

ASCOLTA Naomi Harvey

La versione cantata da Naomi salta alcune strofe, per la versione integrale e i commenti dettagliati vedi

Su Spotify si può ascoltare la versione di Andy Hunter (caccompagnato dalla cornamusa) con il titolo di Johnnie Armstrang in King Farewell 1987

CHILD # 169 C Allan Ramsay 1724
I
Sum speiks of lords, sum speiks of lairds,
And siclyke men of hie degrie;
Of a gentleman I sing a sang,
Sumtyme calld Laird of Gilnockie(1).
II
The king he wrytes a luving letter,
With his ain hand sae tenderly:
And he hath sent it to Johny Armstrang,
To cum and speik with him speidily.
III
The Eliots and Armstrangs did convene,
They were a gallant company:
‘We’ill ryde and meit our lawful king,
And bring him safe to Gilnockie(2).
IV
When Johny came before the king,
With all his men sae brave to see,
The king he movit his bonnet to him(3);
He weind he was a king as well as he.
V
‘May I find grace, my sovereign liege,
Grace for my loyal men and me?
For my name it is Johny Armstrang,
And subject of yours, my liege,’ said he.
VI
‘Away, away, thou traytor, strang!
Out of my sicht thou mayst sune be!
I grantit never a traytors lyfe,
And now I’ll not begin with thee.’
VII
‘Grant me my lyfe, my liege, my king,
And a bony gift I will give to thee;
Full four-and-twenty milk-whyt steids,
Were a’ foald in a yeir to me.
VIII
‘Away, away, thou traytor   strang!
Out o’ my sicht thou mayst sune be!
I grantit never a traytors lyfe,
And now I’ll not begin with thee.’
IX
‘Grant me my lyfe, my liege, my king,
And a bony gift I’ll gie to thee;
Gude four-and-twenty ganging mills,
That gang throw a’ the yeir to me.
X
‘Grant me my lyfe, my liege, my king,
And a brave gift I’ll gie to thee;
All betwene heir and Newcastle town
Sall pay thair yeirly rent to thee(4)’
XII
‘Away, away, thou traytor, strang!
Out of my sicht thou mayst sune be!
I grantit nevir a traytors lyfe,
And now I’ll not begin with thee.’
XIII
‘Ye lied, ye lied, now, king,’ he says,
‘Althocht a king and prince ye be,
For I luid naithing in all my lyfe,
I dare well say it, but honesty;
XIV
‘To seik het water beneth cauld yce,
Surely it is a great folie;
I haif asked grace at a graceless face,
But there is nane for my men and me.
XV
Ther hang nine targats(5) at Johnys hat,
And ilk an worth three hundred pound:
‘What wants that knave that a king suld haif,
But the sword of honour and the crown!
XVI
‘O whair gat thou these targats, Johnie,
That blink sae brawly abune thy brie?’
‘I gat them in the field fechting,
Wher, cruel king, thou durst not be.
XVII(6)
‘God be withee, Kirsty(7), my brither,
Lang live thou Laird of Mangertoun!
Lang mayst thou live on the border-syde
Or thou se thy brither ryde up and doun.
XVIII
‘And God be withee, Kirsty(7), my son,
Whair thou sits on thy nurses knee!
But and thou live this hundred yeir,
Thy fathers better thoult never be.
XIX
‘Farweil, my bonny Gilnock-Hall,
Whair on Esk-syde(1) thou standest stout!
Gif I had lived but seven yeirs mair,
I wald haif gilt thee round about.’
XX
John murdred was at Carlinrigg(8),
And all his galant companie;
But Scotlands heart was never sae wae,
To see sae mony brave men die.
XXI
Because they savd their country deir
Frae Englishmen; nane were sae bauld,
Whyle Johnie livd on the border-syde,
Nane of them durst cum neir his hald.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Alcuni narrano le vicende dei lord e dei lairds,
e di uomini simili per rango;
di un gentiluomo io canto
un tempo detto Laird di Gilnockie
II
Il re scrisse una lettera amichevole
di proprio pugno e così premurosa
e la mandò a Johnny Armstrong che andasse
a parlare con lui senza indugio
III
Gli Elliot e gli Armstrong furono convocati
ed erano una elegante compagnia:
“Andremo a incontrare il nostro amato re
e lo porteremo in salvo a Gilnockie”
IV
Quando Johnny venne davanti al re
con tutti i suoi uomini così intrepidi da vedere, il re si tolse il cappello per lui
che procedeva come se fosse un re
V
“Posso avere la grazia, mio signore sovrano, grazia per i miei fedeli uomini e me, perchè io sono Johnny Armstrong
un vostro vassallo, mio sovrano”
VI
“Via, via tu traditore
lontano dalla mia vista dovresti stare!
Non garantirò mai la vita di un traditore,
e adesso comincerò con te”
VII
“Garantiscimi la vita, mio signore, mio re,
e un bel regalo io ti farò;
24 candidi destrieri
tutti partoriti in un anno”
VIII
“Via, via tu traditore
lontano dalla mia vista dovresti stare!
Non garantirò mai la vita di un traditore,
e adesso comincerò con te”
IX
“Garantiscimi la vita, mio signore, mio re,
e un bel regalo io ti farò;
24 buoni mulini a vento
che lavorano per me tutto l’anno
X
“Garantiscimi la vita, mio signore, mio re,
e un bel regalo io ti farò;
tutti da qui alla città di Newcastle
pagheranno il loro canone annuale a te”
XII
“Via, via tu traditore
lontano dalla mia vista dovresti stare!
Non garantirò mai la vita di un traditore, e adesso comincerò con te”
XIII
“Sei un bugiardo o re, quantunque tu sia un re e un principe, perchè non ho desiderato altro in tutta la mia vita che osare stare meglio, ma onestamente
XIV
Buttare acqua calda sul freddo ghiaccio
di certo è una gran follia;
ho chiesto la grazia a un uomo spietato
non c’è niente per me e i miei uomini”
XV
Appesero 9 medaglie sul cappello di Johnny, ognuna dal valore di 300 sterline:
“Che cosa vuole quel furfante che un re deve avere, per la spada d’onore e la corona!”
XVI
“Dove le hai prese queste medaglie John
che luccicano così sfacciatamente sulla cima?” “Le ho ricevute sul campo di battaglia dove tu, re crudele, non osavi stare”
XVII
“Dio sia con te, Cristoforo, fratello mio,
Lunga vita a te Laird di Mangerton!
Che tu possa a lungo vivere nella frontiera
e vedere i fratelli correre in lungo e in largo
XVIII
“Dio sia con te, Cristoforo, figlio mio
mentre stai sulle ginocchia della balia,
che tu possa vivere 100 anni
più di quanti saranno per tuo padre
XIX
Addio mio bel Gilnockie
che nella valle dell’Esk stai possente
se avessi vissuto sette anni in più
ti avrei ricoperto d’oro
XX
John fu ucciso a Carlenrig
e tutta la sua coraggiosa compagnia
ma il cuore degli Scozzesi non fu mai così dolente a vedere così tanti uomini valenti morire
XXI
Perchè essi salvarono il loro amato paese
dagli Inglesi; nessuno fu così baldo, mentre Johnny visse nella frontiera nessuno di loro osava venirgli innanzi

NOTE
1) la casa-forte di Johnny si trovava a Gilnockie nella valle dell’Esk. La posizione effettiva della torre è ancora controversa anche se l’attuale Hallows Tower è un buon esempio di come avrebbe potuto essere una casa-fortezza del periodo.
2) prima di partire Johnny prende accordi per intrattenere il re nel caso volesse cenare presso il suo castello
3) in segno di rispetto per il rango superiore, era usanza togliersi il copricapo durante il saluto, un popolano sarebbe poi rimasto a capo scoperto per tutta l’udienza con il re, un Lord poteva rimettersi il copricapo dopo il saluto. Qui è il re che omaggia il reiver riconoscendolo come superiore
4) qui è sottolineato il potere del reiver che può permettersi di chiedere il pizzo ai possidenti intorno alla Frontiera in cambio di protezione (da se stesso ovviamente!)
5) targats: sono tradotti da Sir Walter Scott come “tassells” (in italiano “nappe”) ma il Dizionario dello Scots li descrive come “A disc or medallion of precious metal, sometimes inlaid with jewels, and worn as a pendant ornament on the hat or cap, esp. in the 16th c.”
6) le strofe successive sono un “last goodnights” ovvero le strofe dell’addio molto comuni nelle ballate
7) Rispettivamente uno dei fratelli e il figlio; il fratello maggiore di Johnny si chiamava Thomas, il laird di Mangerton ed era il capo clan
8) il luogo di sepoltura fu a lungo sconosciuto, nel 1897 venne messa una lapide commemorativa nel cimitero di Carlenrig, e più recentemente sembra sia stata trovata la fossa comune in un campo di fronte alla chiesetta.

VERSIONE INGLESE

di Riccardo Venturi

Secondo il Complaynte of Scotland (1549), sulle imprese di Armstrong e sulla sua impiccagione si vennero a creare delle ballate già in epoca contemporanea. Nell’opera di parla di una Ihonne Ermistrangis dance, e la sua diffusione è attestata fino al XVIII secolo. Piuttosto curioso è il fatto che Armstrong, vero e proprio flagello degli inglesi da vivo, appaia invece e sia celebrato come un eroe proprio nelle ballate inglesi.

Il nostro testo, da Wit Restor’d (1658), p. 30, ne è un esempio. Qui Armstrong diventa un uomo del Westmoreland, vittima di un tradimento ordito dagli scozzesi, e non è forse un caso che la strofa 16 sia praticamente identica alla celebre strofa 65 di Sir Andrew Barton, con il suo nobile e disperato incitamento alla lotta. Altre versioni sono più vicine all’effettiva realtà storica; perlomeno le rivalità nazionali sono esatte.

CHILD # 169 A
I
There dwelt a man in faire Westmerland, Ionnë Armestrong men did him call,
He had nither lands nor rents coming in,
Yet he kept eight score men in his hall.
II
He had horse and harness for them all,
Goodly steeds were all milk-white;
O the golden bands an about their necks
And their weapons, the were all alike.
III
Newes then was brought unto the king
That there was sicke a won as hee,
That livëd lyke a bold out-law
And robbëd all the north country.
IV
The king he writt an a letter then,
A letter which was large and long;
He signëd it with his owne hand,
And he promised to doe him no wrong.
V
When this letter came Ionnë untill,
His heart it was as blythe as birds on the tree:
“Never was I sent for before any king,
My father, my grandfather, nor none but mee. ”
VI
And if we goe the king before,
I would we went most orderly:
Every man of you shall have his scarlet cloak,
Laced with silver laces three.
VII
“Every one of you shall have his velvett coat,
Laced with silver lace so white;
O the golden bands an about your necks,
Black hatts, white feathers, all alyke.”
VIII
By the morrow morninge at ten of the clock,
Towards Edenburough gon was hee,
And with him all his eight score men;
Good lord, it was a goodly sight for to see!
IX
When Ionnë came befower the king,
He fell downe on his knee;
“O pardon, my sovereign leige,” he said,
“O pardon my eight score men and mee!”
X
“Thou shalt have no pardon, thou traytor strong,
For thy eight score men nor thee;
For to-morrow morning by ten of the clock
Both thou and them shall hang on the gallow-tree.”
XI
But Ionnë lookd over his left shoulder,
Good lord, what a grievous look looked he!
Saying, “Asking grace of a graceles face –
Why there is none for you nor me.”
XII
But Ionnë had a bright sword by his side,
And it was made of the mettle so free,
That had not the king stept his foot aside,
He had smitten his head from his faire boddë.
XIII
Saying, “Fight on, my merry men all,
And see that none of you be taine;
For rather then men shall say we were hanged,
Let them report how we were slaine.”
XIV
Then, God wott, faire Eddenburrough rose,
And so besett poore Ionnë rounde,
That fowerscore and tenn of Ionnës best men
Lay gasping all upon the ground.
XV
Then like a mad man Ionnë laid about,
And like a mad man then fought hee,
Until a falce Scot came Ionnë behinde,
And runn him through the faire boddee.
XVI
Saying, “Fight on, my merry men all,
And see that none of you be taine;
For I will stand by and bleed but awhile,
And then will I come and fight againe.”
XVII
Newes then was brought to young Ionnë Armstrong,
As he stood by his nurse’s knee,
Who loved if ere he lived for to be a man,
O’ the treacherous Scots reveng’d hee’d be.

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Viveva un uomo nel bel Westmoreland,
Tutti lo chiamavano John Armstrong;
Non aveva terre, nè entrate sicure,
Ma a casa teneva quasi duecento uomini;
II
Cavalli e attrezzi per tutti quanti,
I bei cavalli erano tutti bianchi;
Con drappi d’oro alla criniera,
Le loro armi eran tutte uguali.
III
E fu portata notizia al Re
Che c’era uno grande quanto lui;
Menava vita da ardito bandito
E imperversava nelle terre del Nord.
IV
Allora il Re scrisse una lettera,
Una lettera bella lunga e fitta
E la firmò di sua propria mano
Con la promessa di non fargli alcun male;
V
Quando la lettera arrivò a John
Era davvero al settimo cielo:
“Mai un Re mi ha mandato a chiamare,
Né padre, né nonno; soltanto me.
VI
“Se ci rechiamo al cospetto del Re,
Voglio che andiamo ben ordinati:
Ciascuno indossi un mantello scarlatto
Allacciato con fili d’argento.
VII
“Ciascuno indossi una camicia di velluto
Allacciata con fili d’argento;
Attorno al collo un drappo d’oro,
E tutti quanti coi cappelli piumati.”
VIII
La mattina dopo, alle dieci in punto,
Era già in strada verso Edimburgo;
Tutti i suoi uomini eran con lui,
Mio Dio, com’eran belli a vedersi!
IX
Quando John fu al cospetto del Re,
Si gettò davanti a lui in ginocchio: “Perdonatemi, mio augusto Sovrano,
Perdono per me ed i miei uomini!”
X
“Traditore, non avrai alcun perdono,
Né per te, né per i tuoi uomini;
Domani mattina alle dieci in punto
Sarete tutti impiccati alla forca.”
XI
John allora si guardò alle spalle,
Mio Dio, che sguardo pieno di pena!
“A chieder pietà ad uno spietato
Non l’avremo mai, né io né voi.”
XII
John aveva una spada lucente,
Ed era fatta d’ardente coraggio;
Il Re non fece a tempo a spostarsi d’un passo
Che già gli aveva mozzato la testa dal corpo.
XIII
“Forza, amici miei, seguitate a combattere!
E badate che nessun di voi sia preso!
Piuttosto che dican che ci hanno impiccati
Fategli dire come siamo caduti.”
XIV
Dio sa come, la bella Edimburgo
Si rivoltò e circondò il pover John;
Cinquanta dei suoi uomini migliori
Caddero al suolo fra atroci lamenti.
XV
Allora John si rialzò come un pazzo
E come un pazzo cominciò a lottare;
Ma un falso scozzese lo colse alle spalle Passandogli il corpo da parte a   parte.
XVI
“Amici miei, continuate a combattere
E badate che nessun di voi sia preso!
Starò da una parte a sanguinare un poco,
Poi tornerò a combatter di nuovo.”
XVII
La notizia fu data al figlio di John
Mentre stava in ginocchio alla balia;
Se mai fosse divenuto uomo
Giurò vendetta ai traditori scozzesi.

FONTI

http://walterscott.eu/education/ballads/reiver-ballads/
http://www.bletherskite.net/2009/09/09/
johnnie-armstrong-and-the-border-reivers/

http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_169
http://iainthepict.blogspot.it/2011/07/johnnie-armstrong-of-gilnockie.html
http://walterscott.eu/education/ballads/reiver-ballads/
johnie-armstrang/the-ballad/

http://www.electricscotland.com/history/other/minstrelsy_jarmstrong.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-356,-page-367-johnie-armstrang.aspx
http://www.thereivertrail.com/reivertrail8.php

ILLUSTRAZIONI
Henry Hetherington Emmerson Johnny Armstrong 1886 Mentre lascia la sua roccaforte di Gilnockie per incontrare il Re

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