JACK IN THE GREEN: CHIMNEY SWEEPS’ DAY

Il verde Jack ” (the Green Man, in italiano l’Uomo Verde) è stata una popolare maschera del Maggio inglese, dal medioevo e fino in epoca vittoriana, caduta in disuso alla fine dell’Ottocento, è ritornata a mostrarsi  e a diffondersi a partire dagli anni 1970 nelle sfilate per le feste del Maggio.

Nell’Ottocento il primo maggio era il giorno degli spazzacamini e così recita la filastrocca per bambini “The first of May” (tratto da qui)
Chimney Sweeps’ Day, Blackbird is gay,
Here he is singing, you see, in the “May”.
He has feathers as black as a chimney sweep’s coat.
So on Chimney Sweeps’ Day he must pipe a glad note.
Jack-in-the-Green from door to door
capers along with the followers four.
As May Day mummers are seldom seen,
let us all give a copper to Jack-in-the-Green.

(traduzione in italiano: il giorno dello spazzacamino il merlo è allegro, ecco che canta come vedi nel “Maggio”. Ha le piume nere come la giacca dello spazzacamino, così il giorno dello spazzacamino egli intona una melodia di ringraziamento.
Il Verde Gianni di porta in porta saltellando a passo di danza con i suoi quattro aiutanti, siccome i mimi sono raramente visti il primo di Maggio, diamo tutti una monetina al Verde Gianni)

Così seguendo la tradizione, uno spazzacamino si vestiva da “Jack in the Green” (vedi nota 1) infilandosi in una struttura di vimini a forma piramidale, ricoperta di edera e fogliame, sormontata da una specie di corona di fiori. Se ne andava per le strade con altri suoi compari per ballare e a raccogliere offerte in danaro. L’usanza riportata nel W&R Chamber “Book of Days” – 1869 è quella del Maggio a Londra. Una festa organizzata dagli spazzacamini che vanno per le strade mascherati: due o tre uomini, uno aitante vestito in modo caratteristico con un cappello a tre punte ornato con di piume gialle e rosse e con una mazza affusolata in mano, uno vestito con uno scintillante abito femminile e con in mano un mestolo, l’altro nascosto dentro un “albero” (Jack-in-the-Green). Il corteo si ferma nelle piazze e negli slarghi delle strade per ballare e per ricevere in cambio delle monete. Nell’illustrazione sotto vediamo che si è aggiunto ai personaggi principali anche un clown.

G901506

Qui invece la documentazione raccolta da Keith Chandler relativa alle pubblicazione sui giornali negli anni dal 1820 e fino al 1890

1835-may

Una serie di aneddoti su come sia nato il travestimento qui

THE GREEN MAN

Alcuni studiosi collegano questo travestimento all’Uomo Verde (in inglese The Green Man) scolpito nelle pietre delle chiese medievali d’Europa che di solito è raffigurato solo nel viso, un volto umano metamorfizzato in fogliame.
“Nel decimo secolo essi cominciano ad apparire come illustrazioni sui manoscritti, specialmente in Francia. Si tratta di Bibbie, libri di Salmi e Ordalie, libri d’ore, persino opere di teologi famosi come il “Moralia” di San Gregorio Magno, un’esegesi del libro di Giobbe, dove spesso si fondono con i motivi intrecciati tipici dell’arte sassone e celtica: ricordano in effetti dei serpenti che si mordono la coda, motivi decorativi di evidente praticità stilistica, e possono essere interpretati come le insidie e gli ostacoli della vita terrena. In un secondo momento compaiono come elementi architettonici nelle chiese di stile germanico. Ben presto si diffondono ovunque in chiese, cattedrali ed abbazie, ma anche in altri edifici, ecclesiastici e non, sia come fregi architettonici, sia negli arredi in legno (come le panche), ed anche nell’arte funeraria (sulle tombe, insomma). La loro popolarità si accresce tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo.
Nella forma più semplice si tratta di visi, generalmente maschili, dai cui orifizi, occhi, naso, bocca e orecchie, spunta il fogliame, spesso rami o foglie di vite, oppure che hanno foglie e arbusti al posto di barba e capelli; queste ultime sembrano quasi versioni della Medusa al maschile, cui assomigliano in maniera inquietante. Ma ce ne sono anche di più astratti, in cui è la vegetazione a predominare e i lineamenti umani sono solo accennati, appena distinguibili: teste fatte di foglie che sarebbero piaciute ad Arcimboldo. A dispetto del nome, non si tratta sempre di visi umani: spesso sono demoni, maschere (ovvero stereotipi), persino animali, in preferenza felini. Talvolta sono provvisti di denti e sembrano mordere i rami. Se in alcuni casi la loro associazione con il maligno è evidente, in altri sembrano motivi decorativi senza particolare significato, più che altro una dimostrazione del gusto per l’assurdo e il bizzarro tipico del Medioevo.” (tratto da qui)

Dunblane Cathedral, Scotland XV secolo

E tuttavia i green men non sono un prodotto del Cristianesimo (caso mai sono stati rivestiti di un nuovo ruolo teologico) poiché si trovano decorazioni scultoree, musive e pittoriche simili risalenti all’età della Roma imperiale (e si cita in genere la Domus Aurea di Nerone). Mascheroni con decorazioni vegetali inoltre richiamano divinità silvestri come Pan, Bacco, Dioniso, ma anche Cernunno e Viridios o Silvano, così alcuni studiosi vedono nel simbolo dell’uomo verde del primo cristianesimo l’intento di inglobare miti e pratiche delle religioni misteriche ben più diffuse nelle campagne. (continua)

Altri personaggi collegabili all’Uomo verde sono anche l’Uomo Selvatico, Puck e Robin Hood, il Cavaliere Verde avversario di Sir Galvano, ma anche il San Giorgio cristiano. In psicologia si dice sia una figura archetipa connessa ai miti arborei, ovvero un esempio della divinizzazione della natura. (continua)

Brian Froud: Green Man

JACK IN THE GREEN

Ci sono diverse canzoni con questo titolo, quella che riporto qui è stata scritta da Martin Graebe nel 1972 seguendo lo stile tradizionale.

ASCOLTA Magpie Lane in “Jack in the Green”  segue Jack’s Alive una melodia tradizionale e popolare danza in Inghilterra e Scozia

Martin Graebe commenta: “This song was written when Cherri and I were living to the east of Exeter in the area that is marked on the Ordnance Survey map as “Jack in the Green.” We were also drinking fairly often in the pub of the same name and the connection led to the above bit of fantasy based on traditional themes. A number of people have told me at different times that they have heard “Jack in the Green” described as a traditional song. It was the first of my songs to turn up on the Internet, where it was described on the Digital Tradition database as a traditional song. Most recently, someone told me about an American CD of pagan music that includes Jack as an example of a traditional pagan song from the British Isles.”


I
Now winter is over,
I’m happy to say,
And we’re all met again
in our ribbons so gay.
And we’re all met again
on the first day of Spring
To go about dancing
with Jack in the Green(1).
CHORUS
Jack in the Green, Jack in the Green
And we’ll all dance each springtime with Jack in the Green
II
Now Jack in the Green
is a very strange man,
Tho’ he dies every Autumn,
he is born every Spring.
And each year on our birthday,
we will dance through the street,
And in return Jack
he will ripen our wheat.
III(2)
Now all you young maidens
I’d have you beware
Of touching young Jack,
for there’s strange powers there.
For if you but touch him,
there is many will tell
Like the wheat in our fields
so your belly will swell.
IV
With his mantle
he’ll cover the trees that are bare.
Our gardens he’ll trim
with his jacket so fair.
And our fields he will sow
with the hair of his head.
And our grain it will ripen
‘til Old Jack is dead(3)!
V
Now the sun is half up
and betokens the hour
That the children arrive
with their garlands of flowers.
So now let the music
and the dancing begin,
And touch the good heart
of young Jack in the Green!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
L’inverno è finito
sono lieto di annunciare,
e ci incontreremo tutti di nuovo
con i nostri addobbi così festosi
e ci incontreremo tutti di nuovo
nel primo giorno di Primavera
per andare a danzare
con il Verde Gianni.
CORO
Il Verde Gianni
tutti danzeremo ogni primavera
con il Verde Gianni
II
Il Verde Gianni
è un uomo molto particolare,
sebbene muoia ogni autunno,
nasce ogni primavera
e ogni anno al suo compleanno danzeremo per le strade
e in cambio Gianni
farà maturare il grano.
III
Ora voi tutte giovanette
vi devo avvisare
di non toccare il giovane Gianni, perchè ha uno strano potere,
se lo toccate,
sono in molti a dirlo,
come il grano nei campi
così anche la vostra pancia si alzerà.
IV
Con il suo mantello
ricoprirà gli alberi che sono nudi
e i giardini decorerà
con la sua bella giacca.
Seminerà i campi
con i capelli che ha in capo
e il grano falcerà
affinchè il vecchio Gianni possa morire(3)!
V
Ora il sole è si è alzato
e segna l’ora
dell’arrivo dei bambini
con le loro ghirlande di fiori,
così che la musica
e le danze abbiano inizio
e tocchino il buon cuore
del giovane Verde Gianni

NOTE
1) Jack è il diminutivo di due diversi nomi James (Giacomo) e John (Giovanni, Gianni), ma più che un  nome proprio qui sta a indicare l’Uomo Verde
2) Magpie Lane hanno saltato questa strofa
3) è il mito dello Spirito del Grano: lo spirito del Grano-Orzo non muore mai perchè rinasce l’anno successivo con il nuovo raccolto, la sua forza e il suo ardore sono contenuti nel whisky che si ottiene dalla distillazione del malto d’orzo!

JACK’S ALIVE

Nelle note di Jack’s Alive (qui) “Two dance tunes which I’d been playing for years, before I realised that they are in fact the same tune played in different time signatures. The first, in 6/8, is from Wilson’s Ballroom Companion, via one of Bert Simon’s Kentish Hops pamphlets. I first heard it played by the Oyster Ceilidh Band. Curiously their first LP was called Jack’s Alive, but this tune was not on it; they finally recorded it on their 20 Golden Tie-Slackeners album. I originally knew the 4/4 tune as an unnamed morris tune from Badby in Northamptonshire. Oyster Morris from Canterbury used it for a dance called ‘The Panic’ – originally ‘Pogle’s Panic’ – which had been written in the early 1980s by Pete Collinson. It was some years later that I found the tune in The Yetties’ The Musical Heritage of Thomas Hardy as ‘Jack’s Alive’.

con lo stesso titolo si intitola sia una jig che un reel.
ASCOLTA Aly Bain & Tom Anderson in versione reel una melodia molto popolare nelle isole Shetland (anche qui)

E con i passi della danza:
VIDEO english country dance
VIDEO Morris Dance

Bibliografia
“The Green Man” di Richard Hayman
“Images of Lust: Sexual carvings on medieval churches” di Anthony Weir e James Jerman.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/jack-in-the-green/
http://www.mustrad.org.uk/articles/jack_gre.htm
http://www.greenmanenigma.com/history.html http://www.egreenway.com/meditation/greenman.htm http://www.mariateresalupo.it/simbolimitialchimiafiabe/maggio.html http://freespace.virgin.net/polter.geist/greenman_page0019.htm https://www.adf.org/articles/gods-and-spirits/general/jackingr.html http://www.acam.it/la-tradizione-del-maggio-e-il-culto-arboreo/ http://martingraebe.me.uk/onewebmedia/Jack_in_the_green.htm http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/jack_in_the_green/jack_in_the_green.htm http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/jack_in_the_green/jacks_alive.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3730 http://tunearch.org/wiki/Annotation:Jack’s_Alive_(3) https://thesession.org/tunes/3299

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