“HEROD AND THE COCK” CAROL

“King Herod and the cock” (in italiano Re Erode e il gallo) è un canto natalizio tradizionale (carol) sulla Natività che narra di un curioso miracolo: Erode il Grande ha ricevuto, nella sala del trono, i Magi, i tre sapienti provenienti dall’Oriente, ma la fantasia popolare li immagina a tavola davanti a un sontuoso banchetto in loro onore. Per farsi una risata un incredulo Erode sfida il Bambino neonato a dare un segno del suo potere: che il gallo arrostito e portato proprio in quell’istante in tavola in “bella vista”, cioè tutto intero e con tutte le sue piume, ritorni in vita. Così il gallo si anima e canta per tre volte.

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IL CANTO DEL GALLO

gallo-nosferatuIl Gallo servito a tavola è la prefigurazione della morte di Gesù che risorgerà dalla morte nel terzo giorno. Una variante della storia tira in ballo anche Santo Stefano nelle vesti di presunto servitore alla corte di Erode che esorta il solito gallo arrosto a cantare “Christus natus est”. Si ritiene che la tradizione provenga dalla chiesa ortodossa russa e sia giunta in Europa attraverso i paesi scandinavi. (vedi)
Il canto del gallo annuncia il nuovo giorno, in senso metaforico è il canto della rinascita ovvero di una guarigione fisica ma anche spirituale (il trapasso dell’anima alla vita celeste), il gallo di Asclepio (o Esculapio per i Romani) il dio greco della medicina, era sacrificato per l’ottenuta guarigione: era infatti Asclepio un taumaturgo come Gesù.
Ma il gallo arrosto che ritorna in vita per cantare è un topos dell’immaginario medievale. Già per i Greci il gallo era simbolo solare sacro ad Apollo, e per parte loro i Britanni (chiamati Galli da Cesare) non mangiavano la carne di gallo, animale totemico, simbolo del Sole e lo raffigurarono su monete e emblemi; parimenti  nella mitologia norrena il gallo Vidopnir vive sull’albero cosmico Yggdrasill e con il suo canto annuncerà la fine del mondo così come altri galli sempre luminosi cantano per svegliare i guerrieri del Walhalla o nel regno dei morti.
LA FORZA DEL GUERRIERO
Per la sua combattività, strenuo difensore del pollaio, il gallo è, in molte tradizioni, il simbolo del coraggio guerriero. Dedicato a Ares (il Marte dei Romani) era diffusa la credenza che nel suo petto fosse custodita la pietra alectoriana, prezioso talismano in grado di conferire forza e coraggio, ma anche virilità. Il gallo è infatti instancabile fecondatore del pollaio

IL GALLO NELLA CRISTIANITA’

Per i Cristiani il Gallo è Gesù quale prefigurazione della sua resurrezione futura ma anche del suo ergersi a Giudice che alla fine dei tempi darà il segnale della resurrezione dei morti. Così nel Vangelo di Matteo l’apostolo Pietro disconosce Gesù appena “preso in custodia” dal Sommo Sacerdote Caifa: il tradimento era stato preannunciato dallo stesso Gesù poco prima “in verità ti dico: prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte” Così l’evangelista “rammenta ai fedeli la loro condizione di peccatori esortandoli alla vigilanza e al “risveglio spirituale” (Alfredo Cattabiani, Volario, 2000). Nelle Memorie – o Vangelo (apocrifo)- di Nicodemo, scritto in greco forse all’inizio del II secolo, Giuda tormentato dall’aver tradito Gesù è a casa con la moglie e medita il suicidio. La donna sta arrostendo un gallo per il pranzo e scommette con il marito:  “Nello stesso modo in cui questo gallo arrostito può cantare, così Gesù potrà risorgere”. Ma, proprio mentre stava parlando, quel gallo allargò le ali e cantò tre volte. Giuda, allora, del tutto convinto, con la corda fece un capestro e andò a impiccarsi”. È evidente che il Gallo è la testimonianza dell’imminente resurrezione di Gesù.

KING HEROD AND THE COCK

Il brano è stato raccolto sul campo da Cecil Sharp come cantato dalla signora Ellen Plumb a Armscote, Worcestershire (1911) e lo stesso Sharp ritiene che sia una forma frammentaria di una più lunga ballata dal titolo “The Carnal and the Crane” (vedi)

ASCOLTA  Trond Bengtson & Ernst Stolz (liuto e chitarra)

Del brano esistono molti arrangiamenti per coro, ma poche versioni tradizionali al momento si trovano solo su Spotify
ASCOLTA Mary Rhoads
ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1995

ASCOLTA Belshazzar’s Feast la melodia è mescolata con Parson’s Farewell una country dance riportata da John Playford nel suo “English Dancing  master” (1651)

(VIDEO Sante Pede dimostrazione danza)


I
There was a star in David’s land,
In David’s land appeared;
And in King Herod’s chamber
So bright it did shine there.
II
The Wise Men they soon spi-ed it,
And told the King a-nigh
That a Princely Babe was born that(this) night,
No King shall e’er destroy.
III
“If this be the truth, -King Herod said,-
That thou hast told to me,
The roasted cock that lies in the disk
Shall crow full senses(1) three.”
IV
O the cock soon thrusted and feathered well,
By the work of God’s own hand,
And he did crow full senses three
In the disk (table) where he did stand.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
C’era una stella nella terra di David
apparve nella terra di David
e nella camera del re Erode
così brillante che la illuminò
II
Gli uomini saggi la seguirono subito
e dissero al re una sera
che un Principe Bambino era nato quella notte
e nessun re lo potrà mai distruggere.
III
“Se questa è la verità -disse Re Erode-,
quella che mi avete detto
il gallo arrosto che si trova nel piatto
che canti tre volte”
IV
E il gallo arrostito e rivestito di penne
per il lavoro delle mani di Dio
cantò per tre volte
nel piatto in cui era

NOTE
1) probabilmente un refuso da “fences”

FONTI
http://marianoalbrembo.altervista.org/2012/11/il-gallo-simbolo-cristiano/
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/king_herod_and_the_cock.htm http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/herodandthecock.html http://www.pbm.com/~lindahl/lod/vol1/daniparson.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-HerodCock.html

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