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Altan musica di famiglia

Mairéad Ni Mhaonaigh e Francie Mooney

Dal nome di un piccolo lago ai piedi del monte Errigal nel nord-ovest del Donegal il gruppo Altan è fondato nello scorcio del 1980 da Mairéad Ni Mhaonaigh, figlia di Proinsias Ó Maonaigh (ossia Francie Mooney), rinomato fiddler di Gaoth Dobhair (Gweedore), che già nei primi anni ’70 aveva chiamato il suo gruppo di musica tradizionale “Ceoltoiri Altan”.
Mairéad , dalla voce d’angelo e dalle abili dita da leprecauno, conosce sul finire degli anni ’70 il suo futuro compagno del cuore, il flautista Frankie Kennedy. I due giovanissimi (18enne lui e 14enne lei) si conobbero all’insegna della musica essendo solito per Frankie (di Belfast) trascorrere l’estate a Gweedore per imparare il gaelico irlandese e approfondire lo studio del flauto irlandese e del whistle.  Entrambi tirocinanti al St.Patrick College di Dublino, si sposano e nel 1983 incidono un album “Ceol Adush” (Gael Linn: ‘musica del Nord’) a quei tempi la musica del Donegal non varcava i confini della Gaeltacht.
Ascoltiamo la loro intesa perfetta mentre suonano seduti al tavolo di un pub
https://youtu.be/hn12ns2XzwQ

https://youtu.be/5JH-NXoGLBU
E’ però “Altan” (1987) considerato l’album del debutto in gruppo con Ciarán Curran al bouzouki e Mark Kelly alla chitarra e la collaborazione di Dónal Lunny – Bodhrán , tastiere.

Diventati un quintetto con l’entrata del violino di Paul O’Shaughnessy (che lascerà il gruppo nel 1992) incidono “Horse with a Heart” (1989): con il loro equilibrato repertorio fondato sulla musica tradizionale del Donegal e gli influssi scozzesi  diffondono in tutto il mondo filastrocche e canzoncine in gaelico che finiscono immancabilmente nelle compilation di musica celtica.

ASCOLTA Lass of Glanshee in “Horse with a Heart” (1989)

e proseguono con una serie di album ( The Red Crow, Harvest Storm e Island Angelche si aggiudicano il titolo di Best Celtic Album assegnato dalla NAIRD e con i quali vincono premi e si assestano in vetta  alla charts delle isole britanniche: il frutto più maturo è forse “Island Angel” del 1993 una scaletta perfetta di brani cantati, set da danza e slow air,  (per lo più tradizionali ma anche composti dai membri del gruppo) chiude la “Aingeal an Oileáin” scritta da Mairéad per il suo Frankie, che morirà poco dopo sconfitto dal tumore diagnosticato l’anno precedente, ASCOLTA

UN PATTO DI SANGUE

Con Mairéad  e Frankie Kennedy Ciaran Tourish (violino, whistle), Ciarán Curran (Bouzouki e chitarra), Mark Kelly (chitarra), Dáithí Sproule (chitarra); Frankie fa promettere a tutti i componenti del gruppo di continuare a suonare insieme anche dopo la sua morte,  tutti i cinque giurano di mantenere vivo il progetto musicale e così sarà, mostrandosi la line-up più longeva.

ASCOLTA Scotch Style Jig (Andy de Jarlis) – Ingonish (Mike McDougall) – Mrs. McGhee (trad) in “Island Angel“, 1993


Il gruppo non si scioglie anche se ha bisogno di tempo per ripartire, nel 1996 pubblica Blackwater con Dermot Byrne all’organetto (a cui subentra nel 2014 Martin Tourish) a riformare il sestetto e un nutrito entourage di rinforzo, ma è con Another Sky registrato nel 2000 che ritrova lo stato di grazia (e nasce l’amore tra Mairéad e Dermot Byrne): set strumentali irresistibili, più song e una voce sopraffina.

ASCOLTA Beidh Aonach Amárach in Another Sky, 2000 video promozionale

ASCOLTA Altan & Chieftains live a Woodhill House “The Donegal Set”: un miracolo di sincronismo

Nel nuovo corso pur restando sempre fedeli alla tradizione irlandese (in particolare del Donegal e gli influssi scozzesi) gli Altan si approcciano alla balladry americana e alla musica appalacchiana; la tendenza sarà via via approfondita negli album successivi.

(Image: www.jamescummingsphotography.com)

E così con The Blue Idol (2002) Local Groung (2005) Gleann Nimhe (2012) e The Windening Gyne (2015) i cinque arrivano al loro 35esimo anniversario.

NA MOONEYS

E la tradizione continua, da genuino chieftain (capo clan) Mairéad raccoglie intorno a se la sua parentela e getta un ponte tra le generazioni, “una famiglia di musicisti e cantanti della Donegal Gaeltacht”: le sorelle Mairéad Ní Mhaonaigh, leader degli Altan (voce e violino), e Anna Ní Mhaonaigh, già nel gruppo Macalla (voce e whistle), il fratello Gearóid Ó Maonaigh (chitarra) e suo figlio Ciarán (violino e violino baritono). Con la collaborazione di Nia Byrne, figlia di Mairéad (violino e voce) e Caitlin Nic Gabhan, moglie di Ciarán (concertina, podiritmia e danza). In aggiunta l’amico di sempre Mànus Lunny (bouzouki, tastiere, co-produzione e fonico).
Nell’album del debutto (2016) dal titolo omonimo fa capolino papà  Proinnsias (deceduto nel 2006) e il repertorio rende omaggio all’antenato caposcuola della fiddle music e della cultura orale della contea (da ascoltare tutto qui)
ASCOLTA Máire Mhór live

tag Altan

FONTI
http://www.mairead.ie/
https://altan.ie/
https://www.irlandaonline.com/cultura/musica/artisti-irlandesi/altan/

https://namooneys.bandcamp.com/

Silly Wizard

Silly Wizard (“il mago pazzo” delle fiabe, che farà capolino sulle loro copertine come un mago Merlino disneyano con il violino al posto della bacchetta, e il kilt sotto al mantello ) è una band scozzese formatasi a Edimburgo nel 1970 tra un gruppetto di studenti universitari, il nome viene coniato in tutta fretta solo nel 1972 in occasione del loro primo concerto pagato; saranno modello e punto di riferimento di un’infinità di giovani musicisti e gruppi musicali della scena scozzese e più in generale folk.
Dopo essersi fatti le ossa nei folk club e nelle feste in giro per la Scozia in tre (Jones, Thomas e Cunningham) partono in tournée in Francia già nell’anno successivo. La breve meteora di Maddy Taylor (voce) e i tanti concerti per la Gran Bretagna sono ancora i primi passi verso la nascita di una grande band che passerà alla storia con una caratteristico sound fatto da due chitarre (arricchite dal raddoppio di bouzouki, mandolino o banjo), fisarmonica, violino  e basso, con una spruzzata qua e là di sonorità prodotte dai sintetizzatori, arricchito da una voce vellutata e “verry scottish”. Niente percussioni o batteria (solo il bodhran in qualche strumentale) e nemmeno cornamuse ma l’alchimia e sintonia dei fratelli Cunningham che con violino e fisarmonica ci regalano live trascinanti di alto virtuosismo misto all’improvvisazione.
Oltre al sound caratteristico (che non si era mai sentito prima in Scozia) ciò che contraddistingue i Silly Wizard è la loro contemporaneità, una musica che riflette i gusti musicali giovanili degli anni 70-80 declinati nello stile della tradizione. Non solo interpreti ma anche compositori, molte song  sono scritte da Andy e molte melodie da Phil.
Il gruppo si scioglie nel 1988 dopo un’intensa attività concertistica: 17 anni di attività e 9 album!


da sinistra: Gordon Jones, Johnny Cunningham, Andy M. Stewart, Phil Cunningham, Martin Hadden

ATTRAVERSO GLI ANNI 70 e 80

Per la registrazione del disco d’esordio (1976) i chitarristi Gordon Jones  (di Liverpool) e Bob Thomas (ai quali già nel 1972 si era unito il violino di Johnny Cunningham) fanno entrare in campo la voce con l’accento del Pertshire (e il banjo) di Andy M. Stewart , l’organetto di Alasdair Donaldson (sostituito poco dopo da Phil Cunningham – fisarmonica, e all’occorrenza whistle, tastiere) e il basso di Freeland Barbour (a cui si avvicenda Martin Hadden).

dalla copertina “Live Again”

E’ proprio quest’ultima la formazione che registra l’album Caledonia’s Hardy Sons (1978), un punto saliente della “scottish wave”, con il giovane talento Phil Cunningham. Il gruppo è già famoso e viene invitato ai maggiori festival d’Europa. Poi iniziano gli abbandoni: Bob Thomas nel 1979 e il loro terzo l’album “So Many Partings” è registrato in cinque, e il successivo “Wild and Beautiful” in quattro. Ma il secondo album apre già le porte per l’America e a un tour frenetico da un festival folk all’altro: nel 1980 Johnny Cunningham lascia il gruppo per stabilirsi in America (sostituito per un breve periodo da Dougie MacLean prima di ritornare con i Tannahill Weavers ).
Ritroviamo il violino di Johnny Cunningham nel “Live in America” registrato nel 1985.
Nel 1987 il gruppo registra l’ultimo album “Glint of Silver” il più spinto verso l’elettronica; seguono due frenetici anni di tournée in America e lo scioglimento a New York nell’aprile del 1988 .

Silly Wizard Live At Center Stage -New York un ora e mezza di musica e di siparietti tra Andy e Johnny (un’esilarante spalla)

Andy M. Stewart

Andrew Michael ossia “Andy M.” Stewart frontman dal 1974 della folk band Silly Wizard  originario del Perthshire, con il suo timbro vocale e il suo stile è la controparte scozzese di Andy Irvine  degli irlandesi Planxty. Compositore, sensibile interprete di ballate tradizionali, affascinante affabulatore..  “The Andy M Stewart Collection” pubblicato nel 1998 contiene ben 60 canzoni (cito solo le più popolari: “The Ramblin’ Rover”, “Golden, Golden”, “The Queen of Argyll”,  “The Valley of Strathmore”)

Da ragazzo fonda i “Puddock’s Well” con Dougie MacLean e Martin Hadden, negli anni 80 pubblica 4 album di cui tre prima dello scioglimento dei Silly Wizard, collaborano con lui Phil Cunningham, Martin Hadden, Manus Lunny. Nel 1989 registra per la Wundertüte il cd “Songs of Robert Burns” (ristampato dalla Green Linnet nel 1991) Negli anni 90 registra con la Green Linnet tre album: At it Again, Man in the Moon, Donegal Rain. Nell’intervista rilasciata al folk magazie Dirty Linen (1991) Andy dice: “I suppose I’d like a legacy really of just being remembered fondly by whomever, my friends and the folk I left behind. It would be nice for them to remember me in a positive way. It would be nice for my songs to survive. It would be nice for my family. I’d like them to last.” (tratto da qui)

Muore poco dopo il Natale nel 2015, aveva 63 anni.

I FRATELLI CUNNINGHAM

Allo scioglimento dei Silly Wizard i due fratelli entrano nel supergruppo Relativity (con la coppia di fratelli irlandesi Michael e Triona O’Domnaill). i fratelli seguono poi carriere solistiche separate.
Duetto live del 1986 (Johnny muore nel 2003)

PHIL CUNNINGHAM

Tra le molteplici attività di Phil anche la carriera televisiva, la composizione di musica per film e tv, la produzione di dischi per vere e proprie celebrità del folk internazionale. Feconda la collaborazione con il violinista Aly Bain (il loro sito qui) con il quale registra nove album dal 1995 al 2013

tag Silly Wizard e tag Andy M. Stewart

FONTI
https://alchetron.com/Silly-Wizard-4375116-W
http://www.sillywizard.co.uk/about_the_band.html
http://www.theballadeers.com/scots/sw_01.htm
http://www.nigelgatherer.com/perf/group2/silw.html
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/andy-m-stewart-1952-2015/
http://www.scotsman.com/news/obituaries/obituary-andy-m-stewart-singer-and-songwriter-1-3989156
http://www.theballadeers.com/scots/as_d01.htm
https://thesession.org/recordings/5299

http://www.philandaly.com/
http://www.johnnycunningham.com/

Tannahill Weavers, la tradizione che vive

Una band tra le più longeve della scena folk targata Scozia che ha portato la musica tradizionale scozzese in tutto il mondo.
I Tannahill Weavers nascono a Paisley nel 1966 e con il nome “I Tessitori di Tannahill” omaggiano il suo poeta-tessitore più illustre  Robert Tannahill; un nome così lungo viene inevitabilmente storpiato e accorciato e i fans li chiamano affettuosamente “the Tannies”.

(da sinistra: Phil Smillie, Roy Gullane, John Martin, Lorne MacDougall)

Nella line up degli esordi mancano per la verità i componenti che saranno lo zoccolo duro del gruppo, ma arrivano giusto qualche anno dopo la fondazione: Roy Gullane frontman del gruppo (1969) e il giovanissimo flautista-bodranista Phil Smillie (1968) -già rodie della band.
Il primo album del 1976 “Are Ye Sleeping Maggie” li vede oramai usciti dai circuiti amatoriali e in concerto sul Continente in particolare la Germania. Ci troviamo il violino e la chitarra (mandolino e banjo) di Dougie MacLean che era stato reclutato qualche anno prima al Kinross Festival (e che si trovò a sostituire per qualche tempo Mike Ward, rimpiazzati poi nel 1989 da John Martin -già ex-Ossian) . Così racconta la storia Dougie “I was just kind of standing at the side of the road. I had a nice wee job as a gardener up in Aberdeen and had a nice wee flat, and we were just going round the festivals, and we went to Kinross. But I remember standing on the pavement and the white Tannahill van just pulling up in front and basically Roy just got out the van and said, “Dougie, d’you want to join a band, we’re going to Germany in three days’ time,” or something like that. So I said, “well can I have five minutes to think about that!” So I went back to the campsite to the tent where I was staying with all my friends from Aberdeen and I said, “Roy Gullane’s just asked me to join his band, and they’re going to Germany in three days, what do you think I should do?” And they’re all saying, “go for it!” And actually, if I hadn’t made that decision my life would have been completely different.” (tratto da qui)

LA GREAT HIGHLAND BAGPIPE

(1978 dal basso a sinistra: Roy Gullane e Alan MacLeod, dall’alto a sinistra Phil Smillie, Mike Ward, Hudson Swan

La cornamusa entra nell’inconfondibile sound del gruppo con il pipaiolo Alan MacLeod (i pipaioli cambiano quasi ad ogni stagione, ma sono un punto fermo che contraddistinguerà la sonorità dei Tannies, una delle prime band trad scozzesi ad aver incorporato il suono della Great Highland Bagpipe con gli altri strumenti folk, oggi supportato da un giovanissimo ma prodigioso Lorne MacDougall) e il secondo album “The Old Woman’s Dance” (1978) è un’esplosione di vitalità ed energia, speziata da molto humor.

(1987 da sinistra: Stuart Morison, Iain MacInnes, Phil Smillie, Ross Kennedy, Roy Gullane)

Il gruppo tuttavia sembra un po’ arrancare negli anni 80, e si guadagna la nomea di scapestrati bevitori (ecco una simpatica cronaca del loro concerto in quel di Santa Croce- Firenze del 1982 scritta da Riccardo Venturi continua), botte di vita della gioventù, lasciate alle spalle negli anni 90.
Con “Capernaum” uscito nel 1994 pubblicato  dall’etichetta discografica Green Linnet Records si aggiudicano un Indie Award come migliore album di musica celtica dell’anno. Accanto a Roy e Phil  suonano il già citato John Martin (violino, viola, violoncello), Les Wilson (bouzouki e tastiere) e Kenny Forsyth con l’highlands bagpipes, la scottish small pipes e i whistles.
Ancora un cambio di formazione con l’uscita del Cd “Leaving St. Kilda” è la volta del pipaiolo Duncan J. Nicholson.
I “Tessitori” si  sono esibiti molte volte in Italia ospiti dei principali festival celtici in primis Trigallia (spesso presenti nelle compilation della rivista Celtica delle Edizioni 3ntini&C): nel 2000 esce il loro cd “Alchemy” (con copertina di Luca Tarlazzi) e ancora un cd nel 2003 “Arnish Light” sempre con la copertina di Luca Tarlazzi e con un nuovo pipaiolo Colin Melville.
L’ultimo cd (per ora) è “Live and In Session” registrato principalmente durante l’US Tour del 2005 (metà sono live e metà tracce studio): la prima traccia è un set strumentale live “THE GEESE IN THE BOG/THE JIG OF SLURS” già inciso nel Cd “The Tannahill Weavers” (1979) che è rimasto nel tempo la loro firma anche se le melodie non sono dei tradizionali scozzesi bensì due jigs irlandesi!

ASCOLTA la travolgente accoppiata di Atholl Highlander con la canzone giacobita Johnnie Cope.

Nel loro repertorio non mancano drinking songs, ballate, canzoni nostalgiche e malinconiche slow air, ripetuti omaggi ai due poeti Robert Burns e Robert Tannahill: un genuino (istintivo, immediato) spirito scozzese.
Nel blog ho spesso inserito le loro versioni dei brani tradizionali scozzesi seguite il tag Tannahill Weavers

FONTI
http://www.theballadeers.com/scots/tw_01.htm
http://www.tannahillweavers.com/biography.htm
http://www.tannahillweavers.com/records.htm
https://tannahillweavers.bandcamp.com/

Dougie MacLean, un uomo che va per la sua strada

Classe 1954 pluripremiato cantautore, Dougie McLean è anche grande interprete di musica folk scozzese.
Negli anni 70 viene reclutato dal gruppo esordiente dei Tannahill Weavers in qualità di violinista (in famiglia il padre suonava il violino, la madre il mandolino e il nonno cantava in gaelico), ma è un musicista a tutto tondo che ha bisogno d’esprimersi e così nel 1977 con il chitarrista Alan Roberts forma un duo, gira l’Europa e scrive “Caledonia”; il duo diventa trio l’anno successivo con la sigla CRM e la collaborazione di Alex Campbell. E’ stato anche per alcuni mesi  in qualità di violinista il sostituto di  Johnny Cunningham con i Silly Wizard.
Negli anni 80 si trasferisce con la famiglia a Dunkeld, piccola cittadina scozzese ricca di storia a pochi chilometri da Perth e fonda la sua casa discografica la Dunkeld Records: niente major e compromessi, solo musica e la semplicità di una vita di campagna a cui ancorarsi tra gli alti e bassi del music business.

LA PRODUZIONE DISCOGRAFICA

Il suo primo album d’esordio come cantautore solista possiamo quindi considerarlo “Craigie Dhu” (1982) in cui registra una perla musicale “Ready for the Storm” rifatta da quasi tutti i musicisti scozzesi o della scena celtica.
ASCOLTA la versione registrata con Kathy Mattea per la serie “Transatlantic Sessions” prima stagione (1995/6)

Inanella quindi la bellezza di 21 album (+ 4 strumentali e 1 live) senza contare le compilation.
Tra questi “Tribute” del 1996, 11 brani in omaggio alla tradizione scozzese di una magia unica!
Nel 1993 la BBC ha prodotto un documentario sulla sua vita e la sua musica “The Land: Songs of Dougie MacLean” 

E ancora un paio di melodie tradizionali suonate con il violino o imbacciando la chitarra una manciata di amici
ASCOLTA Farewell to whiskey

ASCOLTA il violino di Maire Breatnach (live nel portico della casa di Dougie MacLean)

Perthshire Amber Festival

Nasce intanto il Dougie MacLean’s Real Music Bar (qui) sulle placide rive del fiume Tay. Spiega Dougie in un’intervista “I’ve played fiddle in this village’s pubs since I was a kid, along with the old-timers. It was normal then to play an instrument or sing. Pubs were places you visited to enjoy musical conversations as well as spoken ones. But over time, that died, along with the fiddling and the songs. It hit me a few years ago when I went to a bar, when off touring, and returned feeling worse than before. “Something wrong there”, I thought. I want back to those days, when pubs belonged to people. Here, there’ll be no TV, no Bandit and people can make music just when they want to. It’s not mere nostalgia: people communicating and making music is actually a challenge to the way things are. We’re talking about ownership of a culture, about human creativity. I don’t even care if people are bad musicians if they’re enjoying it and they’re giving. If they’re good, great – that pleases others, perhaps encourages them. I want minimum rules and I won’t vet the type of music either. Traditional, Country, Jazz, all fine by me“. (tratto da qui)

Dougie McLean alla prima edizione del Perthshire Amber Festival

Non contento nel 2005 dà vita al Perthshire Amber Festival che si tiene tra il villaggio di Butterstone e Dunkeld ai primi di novembre (vedi)

Oltre ad avere una voce vellutata è anche abile suonatore di violino e chitarra, nonché di vari strumenti a corda (mandola, viola, bouzouki, banjo). Nella sua feconda e lunga carriera ha collezionato una lunga lista di conoscenze, amicizie, collaborazioni con musicisti di fama e ha all’attivo una trentina di album la maggior parte come solista: Dougie McLean ha interpretato e riarrangiato moltissime canzoni del conterraneo Robert Burns, ma è stato soprattutto autore di brani memorabili che lo hanno reso una popolarità a livello internazionale: basti citare “Ready for the Storm“, “Caledonia” e “The Gael”.

Per ascoltare tutte le sue canzoni (e le versioni strumentali) pubblicate nel Blog seguite il tag Dougie MacLean

ASCOLTA Dougie McLean live

FONTI
https://scotlandcorrespondent.com/celebrity/caledonia-heart-and-soul/
http://wordwenches.typepad.com/word_wenches/2010/07/interview-with-dougie-maclean-songmaker.html
http://dougiemaclean.com/
http://www.dailyrecord.co.uk/incoming/dougie-maclean-celebrates-40-successful-4887494#5OeBHg35E1LoOAeP.97
http://www.perthshireamber.com/index.php/test/general/artists/42-dougie-maclean