GERODIE BALLAD BY ROBERT BURNS

La ballata di Geordie ha avuto grande diffusione nell’intera Gran Bretagna dando luogo a numerosissime varianti. Quelle inglesi (vedi) fanno di Geordie un bracconiere, mentre le versioni diffuse in Scozia lo ritraggono nei panni di un nobile fuorilegge.
Alexander_Gordon_4th_Duke_of_GordonLa versione raccolta e rielaborata parzialmente da  Robert Burns narra di una battaglia nel Nord (ovvero il Border Scozzese rispetto all’Inghilterra) e Geordie potrebbe essere stato un personaggio storico: George Gordon sesto conte di Huntly (e diventato primo marchese di Huntly nel 1599) che, ribellatosi nel 1589 contro il Re di Scozia Giacomo VI (ovvero Giacomo I d’Inghilterra dal 1603, alla morte di Elisabetta I), fu imprigionato a Edimburgo e condannato a morte come traditore (con il metodo standard riservato ai traditori ovvero il taglio della testa); in seguito liberato per intercessione della moglie (e con il pagamento di un cospicuo riscatto).

Nonostante la Lady implorasse il perdono reale facendo appello agli affetti famigliari e al suo stato (aveva appena partorito il settimo figlio) fu solo il consigliere del Re a suggerire clemenza per evitare un bagno di sangue, essendo i Gordon tutti pronti a dare battaglia, ovvero l’inimicizia di una potentissima famiglia storicamente alleata agli Stuart. continua

ASCOLTA Silly Sisters ovvero June Tabor and Maddy Prior.


I
There was a battle in the north,
And nobles there was many,
And they hae kill’d Sir Charlie Hay,
And they laid the wyte on Geordie.
II
O he has written a lang letter,
He sent it to his lady;
“Ye maun cum up to Enbrugh town
To see what words o’ Geordie.”
III
When first she look’d the letter on,
She was baith red and rosy;
But she had na read a word but twa,
Till she wallow’t like a lily.
IV
“Gar get to me my gude grey steed,
My menzie a’ gae wi’ me;
For I shall neither eat nor drink,
Till Enbrugh town shall see me.”
V
And she has mountit her gude grey steed,
Her menzie a’ gaed wi’ her;
And she did neither eat nor drink
Till Enbrugh town did see her.
VI
And first appear’d the fatal block,
And syne the aix to head him;
And Geordie cumin down the stair,
And bands o’ airn upon him.
VII
But tho’ he was chain’d in fetters strang,
O’ airn and steel sae heavy,
There was na ane in a’ the court,
Sae bra’ a man as Geordie.
VIII
O she’s down on her bended knee,
I wat she’s pale and weary,
“O pardon, pardon, noble king,
And gie me back my Dearie!
IX
I hae born seven sons to my Geordie dear,
The seventh ne’er saw his daddie:
O pardon, pardon, noble king,
Pity a waefu’ lady!”
X
“Gar bid the headin-man mak haste!”
Our king reply’d fu’ lordly:
“O noble king, tak a’ that’s mine,
But gie me back my Geordie.”
XI
The Gordons cam and the Gordons ran,
And they were stark and steady;
And ay the word amang them a’
Was, Gordons keep you ready.
XII
An aged lord at the king’s right hand
Says, “Noble king, but hear me;
Gar her tell down five thousand pound
And gie her back her Dearie.”
XIII
Some gae her marks, some gae her crowns,
Some gae her dollars many;
And she’s tell’d down five thousand pound,
And she’s gotten again her Dearie.
XIV
She blinkit blythe in her Geordie’s face,
Says, “dear I’ve bought thee, Geordie:
But there sud been bluidy bouks(1) on the green,
Or I had tint(2) my laddie.
XV
He claspit her by the middle sma’,
And he kist her lips sae rosy:
“The fairest flower o’ woman-kind
Is my sweet, bonie Lady!”
(Traduzione italiano rielaborata da qui)
I
Ci fu una battaglia nel nord,
di nobili ce n’eran molti;
Sir Charlie Hay fu ucciso
e la colpa ricadde su Geordie.
II
Scrisse una lunga lettera
e la mandò a sua moglie:
“Dovete venire a Edimburgo
per dire qualche (buona) parola su Geordie.”
III
Quando vide quella lettera
arrossì tutta quanta;
ma non lesse che due o tre parole
che impallidì come un giglio.
IV
“Datemi il mio bel cavallo grigio,
tutti i miei uomini vengan con me;
non voglio né mangiare né bere
finché Edimburgo non mi vedrà.”
V
Montò sul suo bel cavallo grigio
e tutti i suoi uomini andaron con lei;
e non mangiò, né bevve
Finché Edimburgo non la vide.
VI
Vide per primo il ceppo fatale
e poi la scure per decapitarlo;
poi vide Geordie scender la scala
tutto preso nei ceppi di ferro.
VII
Ma anche se era tutto incatenato
con ceppi robusti d’acciaio e di ferro,
non c’era nessuno in tutta la corte
che fosse splendido quanto Geordie.
VIII
Lei allora si gettò in ginocchio,
son certo ch’era pallida e triste:
“Perdono, perdono, nobile Re,
Ridatemi il mio amore!
IX
Sette figli ho dato al mio amato Geordie,
il settimo non ha mai visto suo padre:
perdono, perdono, nobile Re,
abbiate pietà d’una povera donna!”
X
“Dite al boia di sbrigarsi!”
Fu la sdegnosa risposta del Re;
“Nobile Re, prendete tutto quel che ho,
ma ridatemi il mio Geordie.”
XI
I Gordon vennero di corsa,
ed eran proprio forti e sicuri;
e fra di loro continuavano a dirsi,
“Gordon, tenetevi pronti.”
XII
Un anziano lord alla destra del Re
Dice, “Ascoltatemi, nobile Re;
fatele raccoglier cinquemila sterline
e ridatele il suo amore.”
XIII
Alcuni le diedero dei marchi, altri le diedero corone,
e chi le diede  parecchi talleri;
e lei ha raccolto cinquemila sterline
e ha riavuto indietro il suo amore.
XIV
Diede un’occhiata allegra  al viso di Geordie,
disse, “Caro, io ti ho riscattato, Geordie,;
ma ci sarebbero  state carcasse insanguinate sul prato piuttosto di essere privata del mio amore”
XV
Lui la prese per la vita snella,
e la baciò sulle labbra rosee:
“Il più bel fiore di tutte le donne
è la mia dolce e bellissima sposa

NOTE
1) si riferisce alla battaglia che i Gordon avrebbero ingaggiato per liberare il loro capo
2) to tynt con il significato di “To lose, be deprived of, forfeit”

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6782 http://it.wikipedia.org/wiki/Geordie http://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Gordon http://quattrostracci.altervista.org/cantautori/testi/geordieb.htm

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