GEORDIE BALLAD

La ballata di Geordie (anche in Child ballad # 209) ha avuto grande diffusione in tutte le isole britanniche dando luogo a numerosissime varianti. E’ stata tradotta anche in molte altre lingue.

Le note nel “Penguin Book Of English Folk Songs” riportano: “This ballad…is well-known both in England and Scotland.  The Scottish sets differ considerably from the English ones, for in them the hero is not a thief but a nobleman, thought by some scholars to be George Gordon, Earl of Huntly, who suffered royal displeasure when he showed clemency towards a Highland robber in 1554.  In the English versions, which may be re-makes of the Scottish, the main character is always an outlaw.  An old black-letter ballad names him as George Stoole of Northumberland, who was executed in 1610; but even in its “robber” form (if that is the more recent) the song probably pre-dates the 17th. century.  Mr. Neville’s tune is related to the well-known air of  Searching for Lambs. Geordie has been found in oral tradition also in Sussex (FSJ vol.I [issue 4] p.164 and vol.II [issue 8] p.208), Cambridgeshire (FSJ vol.II [issue 6?] pp.47-9), Somerset (FSJ vol.II [issue 6] pp.27-8 and vol.IV [issue 17] p.333), Norfolk (FSJ vol.IV [issue 15] pp.89-90), Suffolk, Surrey and Dorset (FSJ vol.IV [issue 17] pp.332-3) and Yorkshire (Traditional Tunes, Frank Kidson, 1891).”  -R.V.W./A.L.L.
This version was collected by Cecil Sharp from Charles Neville of East Coker in Somerset, in 1908, and was first published in the Folk Song Journal, vol.IV [issue 17] p.333.

ASCOLTA curioso medley delle varie melodie e testi con immagini d’epoca

celtic music: “geordie” di de-anima-mundi

Le varianti inglesi fanno di Geordie un bracconiere. Nell’Inghilterra medievale la caccia di frodo nelle tenute e nelle riserve reali era punita con la pubblica impiccagione, ma al giovane Geordie viene riservato il privilegio di essere impiccato con una corda d’oro (o d’argento) a causa delle sue origini aristocratiche (probabilmente un figlio cadetto)

Si riporta in stralcio l’articolo di Riccardo Venturi (Bracconieri, foreste, opposizione)
De Andre’ traduce (molto bene) da una ballata da “broadside” (foglio volante) settecentesca, ballata nella quale vicende piu’ antiche della guerra al bracconaggio si incrociano con un’altra guerra, quella sullo “Scottish Border” che vide protagonisti i clan giacobiti e le truppe inglesi tra il XVI e il XVII secolo (e che diede ovviamente origine a tutta un’altra tradizione di “outlaws”, ed alle relative ballate).

La “Geordie” originale racconta una vicenda completamente diversa (e con un happy end); su di essa si dev’essere innestata quest’ultima testimonianza della guerra al bracconaggio, una sua eco assai tarda, dato che nell’Inghilterra del XVIII secolo le leggi sulla caccia di frodo erano state attenuate, e non di poco. Ma qualcosa doveva essere rimasta nella coscienza dei fruitori di tali canzoni popolari.
La “Geordie” settecentesca, secondo quanto scrive Francis James Child, veniva venduta agli angoli delle vie di Londra per un penny. La triste vicenda del giovane bracconiere che viene condannato all’impiccagione con la “golden chain” (un’assurdità: nessuno veniva mai impiccato ad una catena, né d’oro né d’altro metallo meno nobile) con la giovane sposa (già madre di un paio di “pretty babies” ed incinta del terzo) che si reca ad implorare a corte per la sua vita, sembra che abbia avuto un successo clamoroso: “The broadside was sold out in three days and had to be continuously reprinted”, scrive il Child.

Nella ballata si vedono tutte le stratificazioni dei secoli, nelle quali però la memoria di quel che era stata davvero la guerra al bracconaggio “lingers on”. Il bracconiere (che ruba non sei, ma addirittura sedici “King’s royal deer”) non viene piu’ abbattuto sul posto, ma viene trascinato in galera e davanti a un tribunale, dove l’inflessibile giudice lo condanna al capestro nonostante le suppliche della fanciulla innamorata.
Il Geordie settecentesco, però, non va piu’ a caccia per mangiare direttamente la preda, ma per venderla al mercato di un paesino (“Bohenny” del testo originale è forse il paese di Bohenie, nella contea di Pitlochry); qui De Andre’ si dev’essere trovato un po’ a malpartito nella traduzione, con quel “vendendoli per denaro” un po’ buttato la’. Sfogliando i codici settecenteschi inglesi sul bracconaggio, ci si accorge che un bracconiere poteva allora, al massimo, essere condannato a qualche mese di galera o a qualche frustata; ma, sempre secondo il Child, gli acquirenti in massa della ballata non ci stettero sopra a ragionare. Poiché le “broadside ballads” trattavano usualmente di avvenimenti di cronaca (nera, e nei modi piu’ splatter possibili; una vera e propria “Cronaca Vera” dell’epoca), più d’un londinese cominciò ad inveire contro chi condannava a morte un ragazzo per avere rubato dei cervi e, il 17 agosto 1748, si rischio’ una mezza rissa quando un assembramento “pro-Geordie” venne sciolto con la forza vicino al Blackfriars Bridge (proprio quello dove fu ritrovato il cadavere del banchiere Calvi). Insomma, tutti ancora trovavano del tutto normale che un bracconiere potesse essere messo a morte; e questo la dice lunga su quel che dev’essere stata la guerra al bracconaggio.

amazzone

GEORDIE VERSIONE INGLESE

in Pills to Purge Melancholy di Thomas D’Urfey, 1719-1720

ASCOLTA Joan Baez
ASCOLTA Alice Castle live


VERSIONE JOAN BAEZ
As I walk’d o’er London Bridge
One misty morning early
I overheard a fair pretty maid,
Was lamenting for her Geordie.
“O, my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
He was born from King’s royal breed
And lost to a virtuous lady.
Go bridle me my milk-white steed,
Go bridle me my pony,
I will ride to London’s Court
To plead for the life of Geordie.
O Geordie never stole nor cow, nor calf,
He never hurted any,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.
Two pretty babes have I born,
The third lies in my body,
I’d freely part to them ev’ry one
If you’d spare the life of Geordie.”
The judge look’d over his left shoulder,
He said, “Fair maid, I’m sorry,
So, fair maid, you must be gone,
For I cannot pardon Geordie.”
O my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.(1)

TRADUZIONE ITALIANO di Riccardo Venturi
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per il suo Geordie.
“Impiccheranno Geordie con una corda d’oro.
Non è una catena per molti;
È nato da stirpe reale
E fu affidato a una dama virtuosa.
Mettete le redini al mio bianco cavallo,
Mettete le redini al mio pony;
Cavalcherò fino alla Corte di Londra
A implorare per la vita di Geordie.
Geordie mai rubò una mucca o un agnello,
Non ha mai fatto del male a nessuno;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.
Ho partorito due bei bambini,
Il terzo lo porto in grembo;
Darei volentieri tutti e tre
Se salvaste la vita di Geordie.”
Il giudice si guardò la spalla sinistra,
Disse, “Mi dispiace, bella fanciulla;
Bella fanciulla, te ne devi andare
Perché non posso perdonare Geordie.”
Impiccheranno Geordie con una catena d’oro,
Non è una catena per molti;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.

NOTE
1) Bohenny: Nessuna città o paese con tale nome è mai stata trovata in Gran Bretagna; una versione inglese ha però Newcastle, il che potrebbe far supporre qualche collegamento con la vicenda dell’impiccagione del bracconiere George Stools, avvenuta nella città scozzese nel 1610. Da notare che Geordie è il nome con cui vengono chiamati gli abitanti di Newcastle-upon-Tyne (contea di Tyne e Wear – Northumbria): Geordie male, è il “maschio tipico di Newcastle” fannullone e dedito alla birra, rappresentato da Reg Smythe nella figura di Andy Capp. Esiste però, in Scozia, una Bohenie vicino a Pitlochrie.

ASCOLTA Anais Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013


As I walked out over London bridge
On a misty morning early
I overheard a fair pretty maid
Crying for the life of her Geordie
“Saddle me a milk white steed
Bridle me a pony
I’ll ride down to London town
And I’ll beg for the life of my Geordie”
And when she came to the courthouse steps
The poor folks numbered many
A hundred crowns she passed around
Saying, “Pray for the life of my Geordie
He never stole a mule or a mare
He never murdered any
If he shot one of the king’s wild deer
It was only to feed his family”
And then she strode through the marble hall
Before the judge and the jury
Down on her bended knee she falls Crying for the life of her Geordie
“He never stole, he never slew
He never murdered any
He never injured any of you
Spare me the life of my Geordie”
The judge looked over his left shoulder
He says, “I’m sorry for thee
My pretty fair maid, you’ve come to late
He’s been condemned already”
“But six pretty babes I had by him
The seventh one lies in my body
And I would bear them all over again
If you give me the life of my Geordie”
“Your Geordie will hang in a silver chain
Such as we don’t hang many
And he’ll be laid in a coffin brave
For your six fine sons to carry”
“I wish I had you in a public square
The whole town gathered around me
With my broad sword and a pistol too
I’d fight you for the life of my Geordie”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per la vita di Geordie.
“Sellatemi un cavallo bianco-latte,
Mettete le redini al pony;
Cavalcherò fino a Londra
A implorare per la vita di Geordie.”
E quando arrivò ai piedi del tribunale
c’era molta gente
passò davanti a un centinaio di teste coronate
dicendo “Vi supplico per la vita di Georgie
Mai rubò un mulo o un cavallo,
non ha mai ucciso nessuno;
se ha ucciso uno dei cervi del Re
è stato solo per sfamare la famiglia”
Poi attraversò il salone di marmo
davanti al giudice e alla giuria
si gettò in ginocchio
lamentandosi per la vita di Geordie
“Non ha mai rubato, né ucciso,
e nemmeno ha mai assassinato
nè offeso nessuno di voi
risparmiate la vita di Geordie”
Il giudice  guardò oltre la spalla sinistra,
Disse, “Mi dispiace per voi;
Bella fanciulla, siete arrivata troppo tardi
è già stato condannato.”
“Ho partorito sei bei bambini,
il settimo lo porto in grembo;
darei volentieri tutti e tre
se salvaste la vita di Geordie.”
“Il vostro Geordie sarà impiccato con una catena d’argento, non è una  catena per molti
e sarà deposto in una bella bara
da portare ai vostri cari sei figli.”
“Vorrei vedervi in una pubblica piazza
con tutta la città riunita introno a noi
con la mia larga spada e anche la mia pistola
a lottare con voi per la vita di Geordie”

GEORDIE VERSIONE ITALIANA DI FABRIZIO DE ANDRE’

ASCOLTA Fabrizio De Andrè

Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie

Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,
potrete impiccarlo allora

Nè il cuore degli inglesi nè lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.

Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

GEORDIE VERSIONE SCOZZESE DI ROBERT BURNS

Qui non si parla di bracconaggio, ma di una battaglia nel Nord (se riferito all’Inghilterra si individua una regione del Border): la versione raccolta e rielaborata parzialmente da Robert Burns sembra riferirsi a una vicenda precedente alla storia settecentesca riportata da Thomas D’Urfey continua

BRACCONIERI, FORESTE, OPPOSIZIONE di Riccardo Venturi

Nel poemetto “Piers Plowman” (“Pietro l’Aratore”) di William Langland, scritto in medio inglese nel XIV secolo, vi e’ un famoso passo in cui un contadino si domanda come mai tutti i nomi di animali vivi siano inglesi, mentre quando vengono cucinati diventano francesi. Così l’inglese “pig”, cucinato, diventa “pork”; il “calf” (vitello) diventa “veal” (francese antico “vel”, moderno “veau”); il “deer” (cervo) diventa “cerf” (non più in uso nell’inglese moderno); e così via.
La risposta e’ semplicissima: l’allevamento e la caccia servivano alle tavole dei re e dei ricchi; i quali re e ricchi, nell’Inghilterra di allora, parlavano francese. Per tre secoli, dalla conquista normanna di Guglielmo con la battaglia di Hastings fino al 1362, data meno nota ma che segna il ristabilimento ufficiale della lingua inglese (nel frattempo modificatasi enormemente in seguito all’influsso francese) come lingua di corte ed amministrativa, il francese e’ la lingua delle classi dominanti, mentre il disprezzato inglese e’ la lingua del popolo, delle classi piu’ umili, dello “strato basso”.
Quelli, insomma, che gli animali li devono allevare per farli mangiare agli altri. E di quelli che non possono piu’ andare a cacciare liberamente nelle foreste, per sfamarsi e sfamare le loro famiglie, perche’ nel frattempo una classe dominante ha importato la “nobile arte” della caccia come “sport” di élite, chiudendo le foreste ai poveracci e organizzando il proprio divertimento (che e’ anche forma di addestramento militare) con battitori, cani, cavalli e servi.

Nasce cosi’ la “caccia di frodo“, il bracconaggio; una cosa che nell’Inghilterra anglosassone prenormanna non esisteva assolutamente. E viene, da subito, sottoposta a leggi severissime. Le foreste, mezzo di sostentamento delle classi popolari non soltanto con la caccia, diventano luoghi di esclusiva proprieta’ del re e delle classi aristocratiche. Ancora in epoca elisabettiana, la maggior parte del territorio inglese e’ ricoperta da fitte boscaglie; logico, quindi, che in quella che, con tutti le cautele del caso, puo’ essere definita “coscienza popolare”, le foreste diventino un luogo di opposizione. E di durissima opposizione.
Non e’ un caso che, sin dal XIV secolo, si parli di “guerra al bracconaggio”. E non e’ un caso che nasca, forse su basi reali, la leggenda di Robin Hood (che nelle molte ballate tradizionali che lo riguardano, spesso viene definito con l’appellativo di “free hunter”).
Le leggi che riguardavano l’esercizio della caccia divengono via via sempre piu’ draconiane: vengono istituiti i guardacaccia armati al servizio del re o del signore locale, ai quali viene data la facolta’ di poter abbattere sul posto chi viene sorpreso a cacciare di frodo. Chi si recava a cacciare in una foresta per mangiare qualcosa rischiava quindi la vita. Si organizzano bande di cacciatori abusivi i quali, a volte, riescono a sopraffare i guardacaccia e ad ucciderli nei modi piu’ atroci (anche, naturalmente, per vendicarsi di trattamenti del tutto analoghi da parte dei guardacaccia).

Nasce così, nella foresta, come luogo di opposizione, la figura dell’ “outlaw“. Con un termine popolare antico, inglesizzato sì, ma di antica derivazione danese (“udlav”). E i signori si trovano a malpartito, ad esprimere tale termine in francese. Rimane in inglese. Gli outlaws parlano soltano la lingua bassa e hanno nomi da bovari, da porcari, da servi.
In un manoscritto del 1450 circa viene tramandata una ballata che e’ tra le piu’ antiche testimonianze scritte della guerra al bracconaggio. Riporta, sia per argomento che per linguaggio (un inglese medio arcaicissimo e di difficilissima comprensione), avvenimenti anteriori almeno di un secolo e mezzo alla sua trascrizione in manoscritto.
Vi compare un “Robyn“, ma non e’ Robin Hood; e’ un giovane che si reca a cacciare di frodo, con arco e frecce, nella foresta in compagnia dell’amico, o servitore, Gandeleyn. Nomi anglosassoni (“Robyn”, come viene dichiarato espressamente nel testo della ballata, è il diminutivo di “Robert”). Avvistano un branco di cervi e Robyn ne stende uno, finendo pero’ immediatamente abbattuto da un guardacaccia, tale Wrennock of Donne. Anche Wrennock è un nome anglosassone; il che fa vedere bene che molta gente del popolo si poneva al servizio del potere, sempre per mangiare, e sempre rischiando la pelle. Niente di nuovo sotto il sole. Tra i poveri c’è chi si mette contro la legge del potente, e chi si mette al servizio di essa. Il bandito e il carabiniere.
Wrennock of Donne finisce poi a sua volta abbattuto da Gandeleyn, che vendica così l’amico schernendo il cadavere del guardaccia. E’ una ballata assolutamente terribile e lugubre, che non ha assolutamente niente dell’atmosfera “romantica” che poi e’ stata attribuita ad alcuni di questi componimenti (ma anche nelle ballate di Robin Hood ritenute piu “giocose” fanno capolino episodi che del giocoso non hanno niente, testimoniando cosi’ della loro vera ed antica origine). Nel ritornello, che nel testo originale suona: “Robyn lyth in grene wode bowndyn” (in inglese moderno: “Robin lies bound in the green wood”), si intravede forse il costume di legare il cadavere del bracconiere abbattuto ad un albero, in modo che le bestie potessero divorarselo.

FONTI
http:[email protected]?SongID=2206
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18312
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/geordie.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch209.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6782
http://it.wikipedia.org/wiki/Geordie
http://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Gordon
http://quattrostracci.altervista.org/cantautori/testi/geordieb.htm
http://www.bielle.org/fabriziodeandre/pages/tradpop.htm#scheda

2 pensieri su “GEORDIE BALLAD”

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