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EMIGRATION SONGS

IRISH DIASPORA

Il tema dell’emigrazione è un tema centrale nella storia del popolo irlandese a partire dall’esodo di metà ottocento noto come diaspora irlandese, causato dalla grande carestia che ha decimato la popolazione. Già nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia. Le chiamavano “coffin-boats” (navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo! (vedi)
Ma gli Irlandesi furono costretti già molto prima a lasciare la loro terra e non solamente per motivi di sussistenza: ingiustizia e discriminazione a causa della propria fede cattolica rendevano di fatto gli Irlandesi dei perseguitati. E all’inverso in un Irlanda cattolica sotto la Repubblica ad essere perseguitati furono gli spiriti liberi, atei e “comunisti”.
Chi partiva per sfuggire alla miseria esprimeva il suo dolore nelle canzoni, il carico di rimpianti e l’addio alle persone care lasciate a casa, misto a volte all’eccitazione per l’avventura; cantavano mestamente o pieni di rancore, anche i condannati alla deportazione nelle colonie d’Australia o Nuova Zelanda, condannati dalla sommaria e severa legge inglese. La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre.

HIGHLAND CLEARANCES

clearancesGli sgombri delle Highlands” (che non sono un tipo di pesce) furono il trasloco forzoso degli abitanti delle Highlands ovvero dei contadini, che lavoravano la terra di un laird ed erano da secolo legati a patti di sangue e legami famigliari con i clan e che si videro sgretolare (da sotto i piedi o meglio letteralmente da sopra la testa) tale struttura.
Al posto dei campi coltivati i proprietari (o meglio i nuovi proprietari terrieri che avevano soppiantato i clan decimati dopo la battaglia di Culloden) preferirono introdurre l’allevamento degli ovini e destinare le loro tenute alle battute di caccia. I tempi stavano cambiando e nelle Lowlands era incominciata la rivoluzione industriale…

Le Clarences si configurano come una emigrazione forzata della popolazione scozzese delle Highlands e si sviluppano grossomodo tra il 1750 e il 1880, in alcuni casi si trattava di interi villaggi che scomparivano con i loro abitanti condotti ai porti e imbarcati in massa per emigrare in America o Australia oppure per fornire la mano d’opera al nuovo sistema di valori generato dall’industrializzazione. Il governo inglese definì le clearance come una sorta di ammodernamento e razionalizzazione delle risorse produttive del Nord e una risposta al sovrappopolamento delle Highlands.. un esodo così massiccio che ancora oggi ha lasciato la Scozia scarsamente popolata. Se la maggior parte degli Scozzesi finirono per lasciare la loro terra senza reagire occasionalmente nascevano delle rivolte in cui venivano sgozzate le pecore mandate a pascolare, prontamente stroncate nel sangue; la più significativa di queste ribellioni fu quella del 1792 nella conta di Ross, guidata da Alasdair Wallace. Nell’Ottocento così li sgomberi si fecero più brutali: squadre armate passavano a incendiare case e fattorie, chi si opponeva veniva arrestato o bruciato vivo nella propria casa.
Per quanto non ci siano delle cifre ufficiali si stima che nel Settecento emigrarono per le terre d’oltre mare 70.000 highlanders, una cifra simile fu quella degli emigranti tra il 1800 e il 1860; in questi grandi numeri non si comprendono però i movimenti interni ossia gli abitanti che furono costretti ad andare a vivere sulla costa o nelle grandi città.

Il nocciolo della questione è il cambiamento di una mentalità o la fine di un epoca quella in cui la terra era un bene comune e il capo-clan un amministratore di tale bene, un uomo forte e intelligente, ma anche compassionevole e giusto che guidava il clan nelle alleanze e nelle guerre e applicava la legge dirimendo le controversie. Ad un certo punto la gerarchia si scollega al sistema di valori e i suoi vertici diventano lord e laird ossia proprietari terrieri in senso utilitaristico.

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BOUND FOR BOTANY BAY
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Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

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