Archivi categoria: EMIGRATION SONG

‘TWAS PRETTY TO BE IN BALLINDERRY

“‘Twas pretty to be in Ballinderry” o semplicemente “Ballinderry” è una canzone del Nord d’Irlanda poco conosciuta: la poesia scritta da Alfred Perceval Graves è un lament in cui una fanciulla piange la morte del suo Phelim che voleva emigrare in America ma la nave su cui si è imbarcato ha fatto naufragio. Il testo fu pubblicato con musica arrangiata da Charles Villiers Stanford nella raccolta “Sing of Old Ireland” sulla scia dell’Irish revival e il gusto antiquario delle antiche melodie “celtiche” : la melodia originale proviene dalle trascrizioni di Edward Bunting ed era popolare già nel Settecento nelle campagne delle contee di Down e Antrim.
Bunting scrive in “Ancient Music of Ireland” (1840):
(Ballinderry) has been a favorite performance from time immemorial with the peasantry of the counties of Down and Antrim, the words being sung by one person while the rest of the party chant the cronan (chorus) in consonance…..There are numerous other sets of words sung to Ballinderry; they are all of a very rustic character and uniformly refer to localities along the rivers Bann and Lagan such as
‘T is pretty to be in Ballinderry,
‘T is pretty to be in Magheralin etc
‘T is pretty to be in Ballinderry,
‘T is pretty to be at the Cash of Toome etc

Queste varie versioni testuali furono trascritte fin dagli inizi dell’Ottocento e una sorta di sequel alla poesia di Graves venne scritto nel 1880 con il titolo di “The return of Phelimy Hyland” da James N. Richardson .

IL KENNING

Alfred Perceval Graves traspone in inglese un tipico keening irlandese, un’antica arte del pianto e del canto funebre derivato dalle tradizioni gaeliche.
Ballinderry è un distretto della costa occidentale del Lough Neagh il cuore azzurro della provincia Nord d’Irlanda, l’Ulster (da Lennymore Bay e Sandy Bay si raggiunge l’isoletta di Ram).
Erano signori gli O’Neill di Ballinderry che risiedevano nel castello di Portmore costruito nel 1661 o 1664 da Lord Conway (sulle fondamenta di una antica fortezza) tra Lough Beg e Lough Neagh; la tenuta era ricca di alberi centenari e di bellissimi boschi (vedi Bonny Portmore)

L’ISOLA DI RAM

L’isoletta oggi disabitata,  fu sede nel Medioevo di un monastero per poi essere venduta ai Conti O’Neill; un grazioso cottage estivo con il tetto in paglia fu edificato dal primo conte Charles O’Neill agli inizi dell’Ottocento proprio nelle vicinanze dei ruderi del monastero, unitamente a una casetta per i custodi; sembra che con la bassa marea l’isola fosse raggiungibile via terra percorrendo una strada pavimentata rialzata (i cui resti sono ancora visibili).
L’isola è un luogo ameno in cui passeggiare rigoglioso di alberi (molti dei quali piantati proprio dal conte) e ricco di roseti, feconda e bella come un angolo di paradiso; sull’isola vivevano due custodi Jane e Robert Cardwell, una sorta di geni tutelari che conducevano una semplice ed eremitica vita in simbiosi con l’isola e le sue risorse: si trasferirono sull’isola nel 1883 e ci rimasero fino alla fine, Robert morì nel 1929 e Jane nel 1933 alla veneranda età di 102 anni.

Ecco come appariva il cottage a metà ottocento

e come appare oggi

ASCOLTA The Cottars in “Made In Cape Breton,” 2002 che tenerezza sentire cantare una voce così fresca e giovane! (all’epoca del loro primo cd erano tutti degli adolescenti)


I
‘Twas pretty to be in Ballinderry (1)
‘Twas pretty to be in Aghalee (2)
Still prettier to be on bonny Ram’s Island
Sitting forever beneath a tree (3)
Ochone, ochone! Ochone, ochone!(4)
II (5)
For often I sailed to bonny Ram’s Island
Arm in arm with Phelim, my diamond (6)
And he would whistle and I would sing
And we would make the whole island ring
III
“I’m going,” he said, “from bonny Ram’s Island
Out and across the deep blue sea
And if in your heart you love me, Mary
Open your arms at last to me”
IV
‘Twas happy to be in little Ballinderry
now ‘tis sad as sad can be;
For the ship that sailed with Phelimy Diamond
Is lost for ever beneath the sea.
Traduzione di Cattia Salto
I
Era bello stare a Ballinderry
era bello stare a Aghalee
e ancora meglio stare nella bella isola di Ram
seduti per sempre sotto ad un albero
Ahimè, ahimè, Ahimè, ahimè
II
Perchè spesso navigavo verso la bella isola di Ram
tra le braccia di Phelim, il mio gioiello
e lui avrebbe suonato il flauto e io avrei cantato
e noi avremmo fatto il giro di tutta l’isola
II
“Vado via- disse lui – dalla bella isola di Ram
per attraversare il mare profondo
e se nel tuo cuore mi ami Mary
abbracciami un’ultima volta”
IV
Era bello stare a Ballinderry
ora invece è molto triste
perchè la nave che salpò con Phelimy Diamond
è perduta per sempre nell’oceano

NOTE
1) dal gaelico Baile an Doire = ‘town of the oak wood’
2) i Clancy Brothers dicono Aucholee
3) il verso di Graves dice “Trysting under the ivy tree!”
4) lamento in gaelico equivalente ad Alas
5) la strofa nella versione di Graves dice
“For often I roved in little Ram’s Island,
Side by side with Phelimy Hyland,
And still he’d court me and I’d be coy,
Though at heart I loved him, my handsome boy!”
6) Phelimy Hyland probabilmente storpiato in “Phelimy Diamond.” invece di diamond i Clancy Brothers dicono demon; scritto anche come Phelim my love,
FONTI
http://www.culturenorthernireland.org/features/heritage/rams-island
http://www.kilwarlin.com/about10.html
http://www.ramsisland.org/
http://www.libraryireland.com/Irish-Folk-Songs/Twas-Pretty-To-Be-In-Ballinderry-1.php
http://poetrynook.com/poem/twas-pretty-be-ballinderry
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13807
http://glenavyhistory.com/townlands/townlands-glenavy-parish/rams-island-townland-glenavy-parish/

OLD CROSS OF ARDBOE

THE EMIGRANT’S FAREWELL

Il titolo è un po’ generico e indica diversi canti d’emigrazione in questo, più noto come “Old Cross of Ardboe”, vengono ricordate con nostalgia varie località dell’Ulster intorno al Lough Neagh, un lago delle fate secondo la gente d’Irlanda.
Il lago, uno dei più vasti delle Isole Britanniche,  è incastonato nel centro dell’Irlanda del Nord, ricco di isolette e dalle rive a canneto è rinomato per la pesca di trote e anguille.

IL MITO

Secondo il mito Finn MacCool (il gigante irlandese campione dell’Ulster) per fermare il suo nemico scozzese, raccolse una manciata di terra e la scagliò contro l’avversario in fuga, mancandolo. La terra che ricadde in mare divenne l’Isola di Mann mentre il buco lasciato nel terreno si trasformò nel lago di Neagh.

Il testo in otto strofe è stato scritto dal poeta John Canavan di Killycolpy, (1862-1921) con il titolo “The Emigrants Farewell”, a cui il violinista locale Johnny Mooney ha aggiunto la melodia; una versione più moderna è stata poi ridotta e adattata a sole quattro strofe (vedi). La melodia  richiama vagamente “The Lakes of Pontchantrain”

Il poeta descrive con nostalgia le rive sud-ovest del lago Neagh nella contea di Tyrone di cui è originario, ed esprime il desiderio di essere sepolto nel piccolo cimitero dell’Abbazia di San Colman nei pressi di Ardboe ai piedi della Croce Celtica medievale scolpita nella pietra.

ASCOLTA Kate Crossan & Kitty Kitchen
ASCOLTA Gemma Hasson


I

Fare ye well my native green clad hills
Fare ye well my shamrock plain
Ye verdant banks of sweet Lough Neagh(1)
And ye silvery (2) winding streams
Though far from  home in green Tyrone
My Flora first I strayed (3)
I adore you Killcolpy(4)
Where I spent my boyhood days.
II
Shall I ne’er behold Shane’s Castle(5) bold
Or gaze on Mazzereene
Shall my cot e’re land on the banks of Bann(6)
Coney Island(7) or Roskeen.
Shall I ever stray by the Washing bay(8)
The weary trout to coy
Or set (cast) my line in the evening fine
Round the shores of green Mountjoy(9).
III
My friends out here in America
Have all that there hearts desire
My pockets filled with dollar bills
I am dressed in the grand attire
but I would give it all for one country ball
At home by the old hearthstone
In a cabin near Lough Neagh so dear
In my own dear native home (land).
IV
And I know, alas long years have passed
And I’ll toast that beautiful isle,
And short or long in that land of song
A star of peace (10) may smile
May plenty bloom from the Bann to Toome(11)
And the shamrock verdant grow
Green o’er my grave by Lough Neagh’s wave
or the Old Cross of Ardboe (12).
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Addio mie natie colline ricoperte di verde
addio mia pianura di trifoglio
voi verdeggianti rive del placido Lough Neagh(1)
e voi tortuosi ruscelli d’argento(2)!
Anche se sono lontano dalla mia casa nella verde Tyrone, dalla mia Flora che per primo abbandonai (3),
io ti amo Killycolpy (4) dove trascorsi i giorni della mia fanciullezza.
II
Potrò mai rivedere il Castello di Shane (5)
o contemplare Massereene?
Mi potrò accampare sulle rive del Bann (6),
a Coney Island (7) o Roskeen?
Potrò mai andare in giro per la Baia di Washing (8)
ad afferrare le trote stremate
o gettare la lenza nelle belle serate
sulle verdi rive nei dintorni di Mountjoy (9)?
III
I miei amici via da qui, l’America,
hanno tutto ciò che il cuore desidera,
e io con le tasche piene di banconote da un dollaro sono vestito in gran tiro,
eppure darei tutto in cambio di un ballo popolare, a casa vicino al vecchio focolare, in un capanno nei pressi dell’amato Lough Neagh, proprio nella mia  terra natia.
IV
Purtroppo, tanti anni sono passati
e io brinderò a quella bell’isola,
che  prima o poi in quella terra di canzoni
una stella di pace (10) possa sorridere,
che possa fiorire in abbondanza la ginestra da Bann a Toome (11)
e il trifoglio rigoglioso crescere
sempreverde sopra la mia tomba accanto all’onda del Lough Neagh
o della vecchia Croce di Ardboe (12)

NOTE
1) Il Lough Neagh è il più grande lago d’acqua dolce in Irlanda, tocca cinque delle sei contee che compongono l’Irlanda del Nord e si trova quasi al suo centro; nella poesia ne rappresenta il cuore.
2) nel senso di acque cristalline
3) oppure “Aye far from you I’ve strayed”
4) Killycolpy è il paese natale del poeta
5) le rovine del castello si trovano sulle rive nord-est del Lago Neagh
6) il fiume Bann (fiume bianco) è il fiume più lungo dell’Irlanda del Nord e in mezzo si allarga a formare il Lough Neagh, rinomato per la pesca del salmone, trote e anguille
7) un isolotto ricco di boschi nel Lago Neagh
8) Washing bay è una piccola baia che si trova nel lato sud-ovest del Lago Neagh, nella conta di Tyrone
9) piccolo villaggio con relativo castello sulla collina che sovrasta il Lago Neagh
10) oppure “May the star of freedom smile”
11) Toome è un piccolo paese nella punta nord-ovest del lago Lago Neagh
12) La Croce si trova ad Ardboe nella contea di Tyrone: si tratta della prima Grande Croce celtica eretta nell’Ulster, alta quasi 20 metri con scene dalla Bibbia scolpite, (risalente al IX o X sec), che segna il luogo su cui si ergeva un monastero fondato nel 590 da San Colman. Nel tempo accanto ai ruderi della vecchia abbazia è sorto un piccolo cimitero. Il sito era probabilmente un recinto sacro alle precedenti divinità ed è ancora visitato l’albero dei desideri ( Pin tree o Coin tree (ma anche Wish tree) sebbene quello precedente sia andato distrutto nel 1998: alla stregua del pozzo dei desideri, l’albero è un collettore di offerte e richieste alla divinità (o alle fate) e le monete vengono conficcate nella corteccia (vedi)

FONTI
http://ardboeheritage.com/
http://www.musicanet.org/robokopp/eire/fareyewe.htm
http://thinplacestour.com/ardboe-mystical-site-on-enchanted-lough-neagh/
http://www.bohemianwanderer.com/2014/08/lough-neagh-il-lago-che-un-gigante-creo-al-centro-dellirlanda-del-nord/
https://soulencounter.co.uk/visiting-the-energy-site-of-ardboe/

THE CLIFFS OF DOONEEN

“The Cliff of Dooneen” (anche scritto come Doneen, Dooneen, Duneen) è un brano di autore anonimo degli anni 1930 (o di fine ottocento), entrato nel repertorio tradizionale della musica irlandese; si è diffuso per la Gran Bretagna con le migrazioni del secondo dopoguerra, Christy Moore ne ha sentito una versione nel 1965 da vari cantanti e interpretata in vari stili (Andy Rynne, Ann Mulqueen e Mick McGuane) e l’ha cantata e resa popolare nella scena folk degli anni 70.

Come Avalon anche le scogliere di Dooneen non si trovano in un luogo preciso, ma tra le nebbie del mito e della nostalgia. Così alcuni affermano che le scogliere di Dooneen si trovano nella contea di Clare vicino alla foce dello Shannon; per altri invece si trovano nella contea di Kerry vicino a Beal. Sorge però il sospetto che la confusione tra le contee siano un tentativo di reclamizzare le cliffs of Moher, cioè uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti d’Irlanda.
Il tema è tipico delle emigration song in cui chi parte per le terre lontane rimpiange la sua casa natia e desidera essere sepolto nei luoghi amati nella giovinezza.

(Photo: Philippe Gosseau)

LA VERSIONE BEAL (CONTEA KERRY)

Secondo la gente di Beal (Kerry Co.) fu Jack McAuliffe di Lixnaw a scrivere la versione originale durante il suo soggiorno nei pressi di Dooneen Point; così riporta Nichols Carolan del ITMA di Dublino: “Dooneen Point is on the Kerry Coast, between Ballylongford and Ballybunnion at the Mouth of the River Shannon, giving excellent views of the South West of Clare, though it should be said that it is not possible to see Kilrush and Kilkee from this point as stated in verse two. This has been explained by suggesting that the song was originally located in Moveen, a few miles south west of Kilkee in Clare. The song was first recorded in Dublin in the 1960s sung by Siney Crotty who came from Kilbaha, which is on the Clare side of the Shannon. Since it’s first appearance it has gained enormous popularity. The Irish Traditional Music Archive has around one hundred and ninety commercial recordings of it.

VERSIONE JACK MCAULIFFE
I
I have traveled afar from my own native home.
Away o’er the billows, away o’er the foam I have seen many sights but no equal I’ve seen
To the old rocky slopes by the cliffs of Dooneen
II
I have seen many sights of Columbus fair land,
Africa and Asia so delightful and grand,
But dig me a grave were the grass it grows green
On the old rocky slopes by the cliffs of Dooneen.
III
How pleasant to walk on a fine summers day.
And to view the sweet cherries that will never decay,
Where the sea grass(1) and seaweed and the old carrageen(2)
All grow from the rocks by the cliffs of Dooneen.
IV
The Sand hills of Beal (3) are glorious and grand,
And the old castle ruins looking out on the strand,
Where the hares and the rabbits are there to be seen
Making holes for their homes by the cliffs of Dooneen.
V
I have tracked my love’s footsteps to the boathouse of old
And the dance on the hillside where love stories are told,
Its there you will see both the lad and the colleen
Moving round by the shore of the cliffs of Dooneen
VI
Take a view across the Shannon some sites you will see there
High rocky mountains on the south coast of Clare
The towns of Kilrush and Kilkee ever green
But theres none to compare with the cliffs of Dooneen
VII
Farewell Dooneen, Farewell for a while, And to those kind-Hearted neighbours that I left in the isle,
May my soul never rest till it’s laid on the green
Near the old rocky slopes by the Cliffs of Dooneen

TRADUZIONE DI   CATTIA SALTO
I
Ho viaggiato lontano dalla mia casa natale,
per mari e oceani
ho visto molti posti ma nessuno che eguaglia
i cari pendii rocciosi delle scogliere di Dooneen
II
Ho visto molti posti della bella terra di Colombo,
dell’Africa e dell’Asia così belle e vaste,
ma scavatemi una fossa dove l’erba cresce verde
sui cari pendii rocciosi delle scogliere di Dooneen
III
Com’è gradevole in bel giorno d’estate passeggiare
e guardare i dolci ciliegi che mai deperiranno
dove l’erba del mare (1) e le alghe
e il caro muschio (2)
crescono sulle rocce delle scogliere di Dooneen
IV
Le colline di sabbia di Beal (3) sono gloriose e grandiose
e le antiche rovine del castello che spuntano dalla spiaggia
dove le lepri e i conigli sono facili da vedere
fare le tane per i loro piccoli sulle scogliere di Dooneen
V
Ho rintracciato i passi del mio amore sulla vecchia darsena
e la danza sul fianco della collina dove si raccontano le storie d’amore
lì si potrà vedere il ragazzo con la ragazza (4)
spostarsi per la riva delle scogliere di Dooneen
VI
Guardate il fiume Shannon
potrete vedere molti posti
le alte pareti rocciose sulla costa occidentale del Clare
e le città di Kilrush e Kilkee sempre verde
ma non c’è niente da confrontare con le scogliere di Dooneen
VII
Addio a Dooneen addio per un po’
e a tutte i buoni vicini che ho lasciato nell’Isola
che la mia anima non riposi finchè giacerà sul prato vicino alle care pareti rocciose delle scogliere di Dooneen

NOTE
1) queste piante del fondale marino spesso crescono in grandi “prati” che assomigliano a pascolo
2) Le popolazioni che vivono lungo le coste hanno imparato a raccogliere, per il consumo abituale, diverse qualità di alghe,
In particolare in Scozia e Irlanda le alghe dulse e il muschio irlandese hanno sempre fatto parte della dieta degli abitanti costieri. Ci sono vari tipi di alga rossa che si trovano lungo le coste di Irlanda – Gran Bretagna: l’alga dulse (Palmaria palmata)  e l’irish moss (Chondrus crispus detta anche Carragheen) che distesa e fatta asciugare sotto il sole vira al bianco in una caratteristica tinta “bionda”! Ovviamente si possono già mangiare “al naturale” e crude come gli amanti del sushi ben sanno! (continua) La carragenina o carraghenina è un prodotto derivato da un tipo particolare di alga, nota coi nomi di muschio d’Irlanda, lichene marino o carragheen.  il cui nome deriva dalla località di Carragheen in Irlanda. La carragenina è una gelatina di largo uso alimentare, medicinale ed industriale. Nota in campo alimentare come gelificante del budino e della gelatina delle torte e crostate.
3) la penisola di Dingle nel sud-ovest dell’Irlanda presenta una costa molto frastagliata caratterizzata da promontori di roccia e verdi prati incontaminati continua
4) si riferisce probabilmente a un Feile Lughnasa, una festa celtica d’estate ancora celebrata in zona nel mese di Luglio (vedi)

LA VERSIONE MOVEEN (CONTEA CLARE)

Tuttavia la versione più accreditata della canzone è quella che identifica le scogliere con le “Cliffs of Moveennella contea di Clare, un punto panoramico a sud ovest di Kilkee.

contea-clare

Come scrive Christy nel suo sito “It is a very simple piece of writing yet the combination of its lyric and music have people around the world. I have heard it sung in very different styles too. Margo recorded a “Country and Irish” version whilst Andy Rynne used to sing it in the Sean-Nós style with his finger in his ear and his keks tucked into his Kerouacs.vLast night in Enniskillen I gained another verse from Paddy Shannon
I have traced my own footsteps in search of some gold
thru the dancehalls and cinemas where love stories are told
its there you will see every lad and coleen
going home by the slopes of the cliffs of Doneen
Dont like this verse, I’ll not be updating my version which I seldom sing now, only when conditions are perfect. Its a temperamental song and cannot be done at will

ASCOLTA Christy Moore

ASCOLTA Quadriga Consort

VERSIONE CHRISTY MOORE
I
You may travel far from your own native  home
Far away o’er the mountains, far away o’er the foam
But of all the fine places that I’ve ever seen
there’s none to compare with the Cliffs of Dooneen
II
Take a view o’er the mountains, fine sights you’ll see there
You’ll see the high rocky mountains o’er the West coast of Clare
Oh the towns of Kilkee and Kilrush can be seen
From the high rocky slopes of the cliffs of Dooneen
III
It’s a nice place to be on a fine summer’s day
Watching all the wild flowers that ne’er do decay(1)
Oh the hares and the loft pheasants are plain to be seen
Making homes for their young round the cliffs of Dooneen
IV
Fare thee well to Dooneen, fare thee well for awhile
And to all the kind people I’m leaving behind
To the streams and the meadows where late I have been
And the high rocky slopes of the cliffs of Dooneen
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Si può viaggiare molto lontano dalla propria casa natale
per mari lontani e per monti
lontani
ma di tutte le belle località che io abbia mai visto,
nessuna si può comparare alle scogliere di Dooneen
II
Guardate verso le montagne, e potrete vedere dei bei panorami
vedrete le alte pareti rocciose sulla costa occidentale del Clare
e potrete vedere le città di Kilrush e Kilkee
dalle alte pareti rocciose presso le scogliere di Dooneen
III
È un bel posto dove stare in un bel giorno d’estate
guardando tutti i fiori selvatici che crescono spontaneamente (1)
oh le lepri e i fagiani sono facili da vedere
fare le tane per i loro piccoli
presso le scogliere di Dooneen
IV
Addio a Dooneen
addio per un po’
e a tutte le belle persone che mi lascio alle spalle
ai torrenti, prati dove sono stato un tempo
e alle alte pareti rocciose delle scogliere di Dooneen

NOTE
1) letteralmente “che mai svaniscono”

Chissà perchè nel Web molti scrivono che il testo è di Jack McAuliffe ma poi cantano la versione testuale di Christy Moore!!

FONTI
http://www.christymoore.com/lyrics/cliffs-of-dooneen/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77631
http://thesession.org/tunes/7157

BOTANY BAY&IRISH EMIGRATION

La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre.
Ma l’Australia era anche la terra promessa in cui tra il 1851 e il 1860 scoppiò la febbre dell’oro.

THE SHORES OF BOTANY BAY

golden-rush-australiaE’ il canto di un irlandese emigrato in Australia come cercatore d’oro (l’Australia è ancora oggi il secondo produttore d’oro dopo la Cina). Tra il 1851 e il 1860 anche in Australia, scoppiò la febbre dell’oro e ancora oggi il cercatore d’oro “amatoriale” è considerato alla stregua del nostrano cercatore di tartufi: un amante della natura che fa trekking nei boschi e ama stare all’aria aperta. Infatti la legislazione australiana in merito al ritrovamento e al trasporto-vendita di quanto trovato è quanto mai permissiva.

Della canzone esistono molte varianti testuali ma tutte ci dicono che Paddy è un muratore irlandese stanco del suo lavoro ai Docks, che trova un passaggio su di una nave diretta verso l’Australia per andare a cercare l’oro.
Per l’ascolto ho selezionato una versione rilasciata dal gruppo australiano The Bushwackers o più semplicemente “Wackers” dalla mutevole e numerosa line-up, che prende il nome dalle tipiche bush bands che suonano musica popolare australiana: violino, fisarmonica, chitarra, banjo, mandolino, armonica, whistles e bodhràn e il caratteristico bush bass (al posto del contrabbasso), uno dei tanti strumenti improvvisati nati dall’ingegno di povera gente che riusciva a fare suonare gli oggetti di uso comune, in questo caso il washtub bass, il basso realizzato con un mastello di latta, un bastone e una corda!

Questa versione testuale è stata raccolta dal poeta e cantore australiano Harold Percival Croydon “Duke” Tritton (1886-1965) che ha sentito la ballata cantata per le strade di Sydney all’inizio del 900, il IV verso è aggiunto di suo pugno; il II verso si trova in “Songs of Australian Working Life“(1989) di Therese Radic studiosa e ricercatrice di musica popolare australiana.
Lo stesso anno esce anche la versione degli irlandesi Wolfe Tones con un arrangiamento musicale simile, ma un testo leggermente diverso. La loro versione testuale è un po’ più confusa della precedente, prima di tutto manca la II strofa in cui si capisce chiaramente che il nostro Pat lavora come muratore al molo e non su di una nave, anche il motivo del licenziamento non è ben chiaro per non parlare dell’ultima strofa!

ASCOLTA The Blaggards con il titolo di Botany Bay, una versione scatenata da vera Stout Irish Rock band! (strofe I, III, IV)

ASCOLTA The Bushwackers Band in “And The Band Played Waltzing Matilda” 1976 (strofe da I a IV)

ASCOLTA Wolfe Tones in “Irish to The Core” 1976 (strofe I, III e IV).


I
I’m on my way down to the quay where the good ship Nell doth lay(1)
to command a gang of navvies I was ordered to engage
I thought I would stop in for a while before I sailed away (2)
for to take a trip on an immigrant ship to the shores of Botany Bay
Chorus:
Farewell to your bricks and mortar, farewell to your dirty lime(3)
Farewell to your gangway and gang planks and to hell with your overtime
For the good ship Ragamuffin
she is lying at the quay

For to take old Pat with a shovel on his back to the shores of Botany Bay.
II
The best years of our life we spend at working on the docks
building mighty wharves and quays of earth and ballast rocks
though pensions keep our jobs secure I shan’t rue the day(4)
when I take a trip on an immigrant ship to the shores of Botany Bay
III(5)
The boss comes up this morning and he says, “Well, Pat, hello
If you do not mix the mortar quick
to be sure you’ll have to go”
Well, of course he did insult me I demanded all me pay
and I told him straight I was going to emigrate to the shores of Botany Bay
IV(6)
And when I reach Australia I’ll go and search for gold
There’s plenty there for the digging up, or so I have been told
Or maybe I’ll go back to my trade eight hundred bricks I’ll lay
for an eight hour shift and an eight bob pay (7) on the shores of Botany Bay
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Me ne andavo per i fatti miei per il molo dove la nave Nell è all’ancora (1),
al comando di un gruppo di manovali che mi è stato ordinato di ingaggiare,
ho pensato di fermarmi  per un po’ prima di partire (2)
per fare un viaggio su una nave di emigranti fino alle coste di Botany Bay
RITORNELLO
Addio ai mattoni e alla malta,
addio alla tua sporca calce (3)

Addio alle vostre tavole e passerelle,
al diavolo il vostro lavoro straordinario

perchè la bella nave Ragamuffin
sta in banchina

per portare il vecchio Pat con una pala sulla schiena sulle coste di Botany Bay.
II
Ho passato i migliori anni della mia vita per lavorare alle banchine del porto,
per costruire grandi moli e banchine di rocce e zavorra,
e anche se il lavoro ci da una sicura pensione, non mi dispiacerà affatto (4)
quando farò un viaggio su una nave di emigranti per le coste di Botany Bay
III (5)
Il capo arriva questa mattina,
e dice “Ciao Pat
se non mescoli la malta veloce
stai certo che te ne devi andare”
Così lui mi insultò
e io gli chiesi la mia paga
e gli dissi che avevo intenzione di emigrare verso le coste di Botany Bay”
IV (6)
E quando raggiungo l’Australia andrò a cercare l’oro
c’è né un sacco là da essere scavato,
o almeno così mi è stato detto,
oppure ritorno al mio mestiere e poserò ottocento mattoni
per un turno di otto ore e una paga (7) da otto scellini sulle rive di Botany Bay

NOTE
1) i Wolfe tones dicono “where the good ship lies in bay”.
2) infatti nella versione dei Wolfe tones dicono ” I stopped in for to drink awhile but it was okay”, mentre i Blaggard dicono “I thought I’d drop in for a drink before I went away”. E’ sottinteso che il gruppetto si ferma in qualche taverna del molo a bere “un goccetto”. Sono propensa a credere che la prima strofa sia solo introduttiva alla ballata, in genere rappresenta un testimone che si trovava a passare per caso da quelle parti e sente parlare i veri protagonisti della storia.
3) lime da limestone è il nome comune per la calce che è ovviamente bianca, la versione di Wolfe tones riporta la parola “line” che non ha molto senso nel contesto
4) espressione idiomatica per “to feel very sorry”
5) oppure
The boss came up this morning, he says “well Pat you know
If you don’t get your navvys out I’m afraid you have to go”
So I asked him for me wages and demanded all my pay
For I told him straight, I’m going to emigrate to the shores of Botany Bay

I Wolfe tones dicono:

III
Well the foreman called this morning,
he says “Well, Pat you know
If you didn’t get the navvys out, I’m afraid you’ll have to go”
So I asked him for me wages, he told me “go away”
then I told him straight, I would to emigrate to the shores of Botany Bay
Traduzione
Il caposquadra mi chiamò stamani e dice “Allora Pat sai che
se non cacci via i manovali
credo proprio che te ne debba andare”
così gli chiesi la mia paga e lui mi disse “Va via”
allora gli dissi che avevo intenzione di emigrare verso le coste di Botany Bay

6) oppure
And when I reach Australia I’ll go and look for gold
There’s plenty there for the digging of, or so I have been told
Or else I’ll go back to my trade and a hundred bricks I’ll lay
Because I live for an eight hour shift on the shores of Botany Bay
I Wolfe tones dicono:

IV
And when we reach Australia
I’ll go and look for gold
There’s plenty there for diggin up, or so I have been told
and if I take an ocean, I’ll go back the sea
For to take ol’ Pat with a shovel on his back to the shores of Botany Bay
Traduzione
E quando raggiungiamo l’Australia andrò a cercare l’oro
c’è né un sacco là da essere scavato,
o almeno così mi è stato detto
e se ne prendo un oceano, ritornerò in mare per portare il vecchio Pat con una pala sulla schiena sulle coste di Botany Bay.

Ma l’ultimo verso non è in sintonia con gli altri: una volta arricchitosi Pat potrebbe voler riprendere il mare per ritornare in Irlanda e non a Botany Bay dove già si trova!
7) I versi finali della strofa richiamano la battaglia sindacale per la riduzione del lavoro giornaliero alle otto ore, lo slogan diceva “8 hours work, 8 hours sleep, 8 hours play and 8 shillings pay”.

continua

FAREWELL MY LOVE AND REMEMBER ME

Emigrants_leave_Ireland“Farewell My Love and Remebre Me” anche con il titolo “Our Ship Is Ready”, “The Ship Is Ready To Sail Away” o “My Heart is True”, è la trasposizione nella tradizione popolare irlandese di una broadside ballad dal titolo Remember Me, pubblicata a Dublino c.1867, e archiviata nelle “Bodleian Library Broadside Ballads”.

Il tema è quello dell’addio dell’emigrante (vedi) che è costretto a separarsi dalla sua fidanzata; lui lascia il suo cuore in Irlanda e la donna e il paese diventano tutt’uno nello straziante ricordo.

Nelle note dell’album di Sara Makem, “Ulster Ballad Singer” 1968 è scritto in  merito alla canzone: “Sarah’s melody is used quite often for songs of farewell in much the same way as the air “The Pretty Lasses of Loughrea” was used allover the country for lamentations or execution songs, (see Joyce’s Old Irish Folk Music and Song, pp 219-211). The two best-known printed versions of Sarah’s air are “Fare you well, sweet Cootehill Town” (Joyce, O.I.F.M.S., p 192) and “The Parting Glass” (Irish Street Ballads. p 69). But until such time as a system of notation is invented to record the true intervals of a folksinger’s interpretation, Sarah Makem’s version of this air must remain for study on disc or tape.”

ASCOLTA The Boys of the Lough in Farewell and Rember Me, 1987 (strofe I, III)

I
Our ship is ready to bear(1) away
Come comrades o’er the stormy seas
Her snow-white wings they are unfurled
And soon she will swim in a watery world
(chorus)
Ah, do not forget, love, do not grieve
For my heart is true and can’t deceive
My hand and heart, I will give to thee
So farewell my love and remember me
II
Farewell to Dublin’s hills and braes
To Killarney’s lakes and silvery seas
‘Twas many the long bright summer’s day
When we passed those hours of joy away
III (2)
Farewell to you, my precious pearl
It’s my lovely dark-haired, blue-eyed girl
And when I’m on the stormy seas
When you think on Ireland, remember me
IV
Oh, Erin dear, it grieves my heart
To think that I so soon must part
And friends so ever dear and kind
In sorrow I must leave behind
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
La nave è pronta a salpare,
venite, compagni, sul mare in tempesta;
le sue ali bianche come la neve sono spiegate,
e presto navigheremo sul mondo delle acque.
RITORNELLO
Non piangere, amore, non ti rattristare,
perchè il cuore è sincero e non mente;
ti darò la mia mano e il mio cuore,
così, addio amore mio e ricordati di me.
II
Addio alle colline di Dublino e alle valli,
fino ai laghi argentei di Killarney;
dove delle molte lunghe giornate estive,
abbiamo speso le ore in allegrezza.
III (2)
Addio a te, mia perla preziosa
sei la mia amata ragazza dai capelli scuri e occhi azzurri
e quando sono sugli oceani in tempesta
e quando tu ripensi all’Irlanda, ricordami
IV
Oh Erin, mia cara, il mio cuore piange,
a pensare che così presto io devo partire;
e gli amici mai così cari e gentili,
nel dolore devo lasciare alle spalle.

NOTE
1) anche scritto come “sail away”
2) variante strofa
Farewell my love as bright as pearl
my lovely dark-haired, blue-eyed girl
and when I am seal in the stormy seas
I’ll hope in Ireland, you’ll think on me

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/03/ready.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/eire/fareyewe.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22322

(Cattia Salto febbraio 2014)

FOR IRELAND I’D NOT TELL HER NAME: AN AISLING SONG

Ar Eireann Ni Neosainn Ce hi è una canzone d’amore dolcissima, la cui  melodia richiama un’antica aria anglo-scozzese “Tweedside” o “The Banks of the Tweed” (vedi)

La fonte data dalle pubblicazioni testuali (in gaelico irlandese) si rifanno a E. Walsh “Irish Popular Song” 1847: “Walsh says the name of the author is unknown, but he was likely a native of Kerry, as the song was very popular there. Tradition attributes it to a young man who fell in love with his brother’s affianced bride. Dr. Joyce quotes O’Curry’s authority for the statement that the song was written about 1810 by Finneen, or Florence, Scannell, a Kerry schoolmaster.”

angelabetta3
Dipinto della pittrice torinese Angela Betta Casale http://www.angelabettacasale.com/

Scritta in gaelico forse nel 1800 su di una melodia del secolo precedente, la canzone è stata più recentemente tradotta metricamente in inglese in varie versioni. In origine probabilmente una aisling song un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. Incidentalmente anche il poeta inglese William Cowper nel 1788 scrisse una poesia dal titolo “The Morning Dream” sulla stessa melodia con il tema del sogno, in cui una bellissima ragazza ordina al poeta di andare a liberare gli schiavi africani dalle catene (vedi).

VERSIONE ORIGINALE IN GAELICO IRLANDESE

Un giovane si è innamorato di una ragazza ma è troppo povero per poterla mantenere decorosamente e troppo timido per farsi comunque avanti, si reca all’estero per cercare la fortuna e quando ritorna trova la donna sposata con suo fratello.
O almeno è questa la storia dietro la canzone eppure le versioni testuali tramandate continuano a rimanere molto enigmatiche, come sono i sogni, che fanno affiorare la nostra parte primigenia e istintiva!
In questa versione il senso dell’incontro o del sogno notturno resta piuttosto indefinito: il protagonista incontra una bella fanciulla che gli ruba il cuore, ma lui non ha il coraggio di parlarle! In verità il poeta si avvicina alla fanciulla per conoscerla e lei  non vuole ascoltarlo. Una situazione piuttosto angosciante che lascia l’uomo esausto..

ASCOLTA De Dannan in “A Celtic Tapestry” vol II 1997

ASCOLTA Ciara Considine in “Beyond The Waves” 2010

Il video creato da Alessandro Tosi ha come interprete Maria McCool



I
Aréir is mé téarnamh um’ neoin
Ar an dtaobh thall den teóra ‘na mbím,
Do théarnaig an spéir-bhean im’ chómhair
D’fhág taomanach breóite lag sinn.
Do ghéilleas dá méin is dá cló,
Dá béal tanaí beó mhilis binn,
Do léimeas fé dhéin dul ‘na cómhair,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
II
Dá ngéilleadh an spéir-bhean dom’ ghlór,
Siad ráidhte mo bheól a bheadh fíor;
Go deimhin duit go ndéanfainn a gnó
Do léirchur i gcóir is i gcrich.
Dó léighfinn go léir stair dom’ stór,
‘S ba mhéinn liom í thógaint dom chroí,
‘S do bhearfainn an chraobh dhi ina dóid,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
III
Tá spéir-bhruinneal mhaordha dheas óg
Ar an taobh thall de’n teóra ‘na mbím.
Tá féile ‘gus daonnacht is   meóin
Is deise ró mhór ins an mhnaoi,
Tá folt lei a’ tuitim go feóir,
Go cocánach ómarach buí.
Tá lasadh ‘na leacain mar rós,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.

TRADUZIONE INGLESE
I
Last night as I strolled abroad(1)
On the far side of my farm
I was approached by a comely maiden
Who left me distraught and weak.
I was captivated by her demeanour and shapeliness
By her sensitive and delicate mouth,
I hastened to approach her
But for Ireland I’d not tell her name.
II
If only this maiden heeded my words,
What I’d tell her would be true.
Indeed I’d devote myself to her
And see to her welfare.
I would regale her with my story
And I longed to take her to my heart
Where I’d grant her pride of place
But for Ireland I’d not tell her name.
III
There is a beautiful young maiden
On the far side of my farm
Generosity and kindness shine in her face (2)
With the exceeding beauty of her countenance
Her hair reaches to the ground
Sparkling like yellow gold;
Her cheeks blush like the rose
But for Ireland I’d not tell her name.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I)
Ieri sera mentre passeggiavo all’aperto, sul lato opposto della mia fattoria, sono stato avvicinato da una fanciulla
avvenente che mi ha lasciato sconvolto e esausto. Fui affascinato dal suo contegno e delle sue forme, dalla sua bocca sensuale e delicata; mi sono affrettato per conoscerla, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II)
Se solo questa fanciulla ascoltasse le mie parole, mi piacerebbe dirle la verità, che mi dedicherei tutto a lei per vedere di farla stare bene.
L’avrei intrattenuta con la mia storia e tenuta nel mio cuore dove avrebbe preso il posto d’onore, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
III)
C’è una bella giovane fanciulla
sul lato opposto della mia fattoria, generosità e gentilezza spiccano sul suo viso, (2)
superate solo dalla bellezza del suo volto,
i capelli toccano terra e luccicano come oro giallo; le guance avvampano come rose, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome

NOTE
1) il termine abroad ha un duplice significato: significa sia fuori che all’estero
2) l’apparizione è descritta come una creatura fatata, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore

ASCOLTA The High Kings in “The High Kings” 2008

In questa versione viene mantenuta la I strofa in gaelico mentre la seconda è stata riscritta in inglese: sembrerebbe che l’uomo si trovi in una terra straniera e che la nostalgia della sua Irlanda sia tale da apparirgli in sogno come una bellissima fanciulla! Egli purtroppo si rende conto che la visione è fugace forse perchè in cuor suo sa che non rivedrà mai più il suo amato paese!
Questa versione di sole due strofe richiama l’aisling song, un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista (spesso un poeta) ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore.
A volte il poeta è esortato a compiere grandi gesta o a unirsi alla causa, ma il tutto è scritto in codice, perchè per chi aveva scritto e per chi cantava la canzone, c’era l’accusa di tradimento, ed era passibile perciò di condanna a morte. (continua)
Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita e per lo più sono composte in gaelico irlandese per rivendicare l’indipendenza culturale dall’inglese e le proprie radici celtiche!


I
Aréir is mé téarnamh ar neoin
Ar ar dtaobh eile ‘en teóra seo thiós
Do thaobhnaigh an spéirbhean im’ chomhair
D’fhág taomanac breoite lag tinn
Le haon ghean dá méin is dá cló
Dá bréithre ‘s dá beol tanaí binn
Do léimeas fá dhéin dul ‘na treo
Is ar Éirinn ní neosfainn cé hí
II
Last night in strange fields as I roved
Such a vision I passed on my way
A young woman so fair to behold
That in seconds my heart was astray
Oh she reached out a welcoming hand
But I knew that it never could be
And before I could kiss her sweet lips
She had vanished forever from me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Ieri sera mentre passeggiavo all’aperto, sul lato opposto della mia fattoria, sono stato avvicinato da una fanciulla avvenente che mi ha lasciato sconvolto e esausto. Fui affascinato dal suo contegno e delle sue forme, dalla sua bocca sensuale e delicata; mi sono affrettato a conoscerla, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Ieri sera mentre camminavo in campi stranieri, una tale visione ha incrociato la  mia strada, una giovane donna così bella a vedersi, che in un secondo il mio cuore si era smarrito. Oh lei allungò una mano invitante, ma io sapevo che non avrei mai potuto prenderla e prima che potessi baciare le due dolci labbra lei è scomparsa per sempre.

VERSIONI IN INGLESE

Questa traduzione in inglese è quella circolata durante il folk revival degli anni settanta, ma non ha avuto molto seguito
ASCOLTA Wolfe Tones in “Let the People Sing” 1972


I
Last eve as I wandered quiet near,
To the border’s of my little farm,
A beautifull maiden appeared,
Whoes lovelyness caused my heart’s harm,
By her daring and love smitten sour,
And the words from her sweet lips that came,
To meet her I raced the field o’re,
But for Ireland i’d not tell her name.
II
If this beauty but my words would heed
The words that I speak would be true,
I’d help her in every need,
And indeed all her work I would do,
To win one fond kiss from my love,
I’d read her romances of fame,
Her champion I daily would prove,
But for Ireland I’d not tell her name.
III
There’s a beautiful stately young maid,
At the nearing of my little farm,
She’s welcoming kind unafraid,
Her smile is both childlike and warm,
Her gold hair in masses that grows
Like amber and sheen is that same,
And the bloom in her cheeks like the rose,
But for Ireland I’d not tell her name.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
L’altra sera passeggiavo tranquillo
vicino al confine della mia piccola fattoria e una bella fanciulla mi   apparve, la cui amabilità mi ha scaldato il cuore
per il suo coraggio e d’amore infatuato
per le parole che dalle sue dolci labbra venivano
a incontrarla corsi oltre il campo,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Se questa beltà avesse ascoltato le mie parole, le parole che le avrei detto sarebbero state veritiere
l’avrei aiutata per ogni bisogno,
e infatti tutto il suo lavoro avrei fatto
per vincere un bacio appassionato dal mio amore, leggerei i suoi romanzi   famosi e diventerei il suo campione quotidiano, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
III
C’è una bella giovane fanciulla maestosa che si avvicina alla mia piccola fattoria è la benvenuta senza tema, il suo sorriso è sia fanciullesco che sensuale, i suoi capelli d’oro voluminosi sono lucenti come ambra
e le sue guance sbocciano come rose
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome

ASCOLTA Dervish in “The End of the Day” 1996

Questa versione meno letterale nella traduzione è però più armoniosa come metrica e decisamente più bella della precedente: qui l’uomo per sfogare il suo struggimento d’amore per la bella fanciulla che lo aspetta, canta per lei una canzone, ma non vuole farci sapere il nome di lei finchè non l’avrà sposata!


I
There’s a home by the wide Avonmore(1)
That will sweep o’er the broad open sea And wide rivers their waves wash ashore
Whilst bulrushes wave to the breeze
Where the green ivy clings ‘round the door
And the birds sweetly sing on each tree
Oh me darling, they’re tuning their notes
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
II
Like the sick man that longs for the dawn
I do long for the light of her smile
And I pray for my own cailín bán (2)
Whilst I’m waiting for her by the stile
Oh I’d climb all the hills of the land
And I’d swim all the depths of the sea
To get one kiss from her lily-white hand (3)
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
III
I have toiled sore those years of me life
Through storm, through sunshine and rain
And I surely would venture my life
For to shield her one moment from pain
For she being my comfort in life
Oh my comfort and joy she may be
She’s my own, she’s my promised wife
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
IV
Oh but when I will call her my own
And ‘tis married we both then will be
Like the king and the queen on the throne
We’d be living in sweet purity
Oh ‘tis then I’ll have a home of my own
And I’ll rear up a nice family
Oh ‘tis then that her name will be known
But for Ireland I won’t tell her name
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’è una casa accanto all’ampio Avonmore (1)
che sfocerà via in mare aperto
e i fiumi larghi le onde bagneranno la terra
mentre i giunchi ondeggiano nella brezza, mentre la verde edera si aggrappa  alla porta,
e gli uccelli dolcemente cantano su ogni ramo
o mia cara, cantano la melodia
“It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí”
II
Come l’uomo malato che brama l’alba io bramo la luce del suo sorriso, e prego la mia cailín bán (2)
mentre lì aspetto accanto alla scaletta
mi piacerebbe arrampicarmi su tutte le colline della terra, e vorrei nuotare in tutti  gli abissi del mare, per avere un bacio dalla sua bianca mano (3)
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
III
Ho faticato molto in questi anni della mia vita attraverso le tempeste, con  il sole e la pioggia, e di certo rischierei la mia vita
per proteggere lei dai dispiaceri
perchè lei è il mio conforto nella vita
Oh il mio conforto e gioia lei potrebbe essere
lei è mia, la mia promessa sposa
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
IV
Fino a quando la prenderò per me
e saremo sposati insieme
come il re e la regina sul trono,
dobbiamo vivere in castità
Oh questo, quando avrò una casa mia propria
e crescerò una bella famiglia
allora il suo nome sarà conosciuto
ma per l’Irlanda, non voglio dire il suo nome

NOTE
1) il nome di un fiume l’Avonmore che scorre nelle Wicklow Mountains che confluisce nel fiume Avoca cantato anche da Thomas Moore nel “The Meeting of the Waters
2) cailín bán: ragazza bella
3) un giro di parole per dire: “vorrei essere accarezzato”

Come si vede in nessuna versione si fa menzione che la donna abbia sposato il fratello del protagonista, la vox populi deve essere stata aggiunta come tentativo di spiegazione al refrain “But for Ireland I won’t tell her name“, ovvero la segretezza del nome della fanciulla per non turbare i rapporti parentali.

Eppure la bellezza della canzone sta proprio nell’enigmaticità del verso.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10531
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=111051
http://martindardis.com/id70.html
http://thesession.org/tunes/1039
http://thesession.org/tunes/11612
http://spenserians.cath.vt.edu/TextRecord.php?action=GET&textsid=38883
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/areireann.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/areirinn.htm

ILLUSTRAZIONE
Dipinto di Angela Betta Casale sito web

(Cattia Salto febbraio 2014)