EASTERSNOW A TRIP TO LOUGH KEY

La canzone “Eastersnow” è un tradizionale irlandese, la cui melodia è stata resa famosa da Seamus Ennis (Dublino 1919- Naul 1982) il piper maestro del tight style! (vedi). Una slow air tra le sue melodie preferite al punto da chiamare la sua casa mobile in cui visse negli ultimi anni sul suo pezzo di terra a Naul, con lo stesso nome.

 La melodia è di fine Ottocento ed è stata attribuita al piper cieco Jimmy Fallon di Dysart – contea di Roscommon. La principale fonte del canto viene da Brigid Tunney (da ascoltare  nella raccolta di Peter Kennedy qui)

LA MELODIA

Una slow air dalla delicatezza di un “canto del mattino” ovvero la malinconica dolcezza tipica delle “aisling song“.

ASCOLTA Wolfy Green tin whislte

ASCOLTA il magico flauto  di Matt Malloy (che guarda caso viene proprio dal Roscommon) & Brian Mcgrath  segue un reel

ESTERSNOWE NEL ROSCOMMON

Apparentemente un toponimo Easter Snow= Estersnowe è un villaggio nella contea di Roscommon ovvero  un modegreen dal gaelico Díseart (or Íseart) Nuadhain” [DEESH-art (or: EESH-art) NOO-in] =“desert or retreat of (St.) Nuadh.
Ancora un pezzo d’Irlanda nascosta quello della contea di Roscommon (le colline boscose di Coman, il cuore costante d’Irlanda) ovvero l’antico Connacht della regina  Medb.

L’eremo di San Nuadh o Nuadu era una grotta, essendo la zona ricca di grotte che si ritiene si sviluppino in notevoli estensioni, (i cui ingressi sono stati in gran parte chiusi).
In antichi documenti irlandesi compare un vescovo, abate di Armagh, di nome Nuadu (Noda, Nuadha; lat. Nuadatus). Gli annalisti lo descrivono come un santo anacoreta e lo associano a Loch Uama, che significa letteralmente “lago della caverna”. Questo toponimo, che indica probabilmente il luogo del romitorio del santo, è stato identificato da qualcuno anche come luogo di nascita. Per indentificare Loch Uama sono stati fatti vari tentativi: Loch Nahoo, presso Drumleas, nella contea di Leatrim, Cavetown Loch, nella contea di Roscommon, ecc. In favore della prima ipotesi sta comunque il riferimento negli annali, all’anno 809, a Dísert Nuadháin (romitorio di Nuadu), luogo ora noto come Estersnow, presso Cavetown; non lontano di qui vi è inoltre un pozzo sacro chiamato Tobar Nuadháin, un tempo centro di culto (Grannell, 1967)…
Si tratta di una cosiddetta grotta lattaia. Lo stillicidio di acque sature in un ambiente riparato parzialmente illuminato porta alla formazione di concrezioni stalattitiche particolari che si accrescono per incrostazione successiva di muschi e altri organismi vegetali a costituire una massa spugnosa rotondeggiante. Queste concrezioni richiamano nell’aspetto la morfologia delle mammelle infatti al posto del capezzolo lo stillicidio mantiene sulla sommità di queste un tubicino non ancora incrostato sempre ripieno d’acqua lattescente. In Toscana le chiamano “pocce lattaie”, in Puglia l’acqua dall’aspetto lattescente è chiamata “latte di grotta” e in generale il fenomeno ha colpito la fantasia popolare per i suoi naturali richiami, dando il via ai miti relativi (Corrain, Rittatore, Zampini, 1967)
.(tratto da qui)

LA GROTTA DI ISSERTNOWNE

Abbiamo quindi un “sito alto” consistente in una grotta lattaia (eremo di un anacoreta o di un antico dio), un pozzo curativo detto “Tobar Nuadhain” (Tirs Nuadhain) e una pietra.
Ai tempi della regina Elisabetta la località era luogo di mercato:”Quod est quoddam forum sive mercatum in die Sabbatis qualibet septimana quondo non est guerra in patria, juxta templum Sancti Wogani vulgarite Temple-Issetnowne in baronia de Moy Lurg.”  (Annals of the Four Masters 1330) Risale a quest’epoca l’appellativo della località come Issertnowne.
John O’Donovan nelle sue “Ordnance Survey letters” del 1835  scrive “The original site of the church is still occupied by the Protestant one, and there is a holy well not far from it called Tobar Nuadhain, which is said to have been blessed by a monastic old gentleman of the name of Noone (a surname numerous in this country of Moylurg) but at what period no one remembers. This well is fast losing its sanctity and is now but seldom resorted to for cure. When it was in vogue it was visited by great numbers, and when the patient was not to recover from his malady, when he came to drink of its water, the blessed trouts of the well turned their bellies up, and seemed to be sickish and languid, but when he was to recover through the blessed waters of the well, they looked healthy and swam about briskly“. (tratto da qui)
E scrive ancora in merito alla grande pietra detta Clogh-na-stucceen (the stone of the little hill) o anche Clogh-cam (the crooked stone) : “The Castle of Moylurg, of which the foundations only are now traceable, stood on a remarkable rock, which was anciently almost surrounded by water; it lies opposite the remarkable stone called Clogh-a-Stuakeen, and immediately to the right of the road as one goes from Boyle to the village of Croghan”. (tratto da qui)

IL TESTO

Un pastorello di Estersnowe incontra una fanciulla simile a una dea e, trafitto da una freccia di Cupido, si innamora perdutamente ; vorrebbe portare via con le sè la bella come sposa ipso facto, ma lei preferisce aspettare di ottenere il consenso di entrambi i genitori. La citazione “colta” a Diana, Venere e Cupido, divinità della Roma antica, come pure le rime baciate, ci fanno presumere che il testo sia stato scritto da un maestro di scuola (erano in molti nei villaggi di campagna, a dilettarsi nello scrivere e cantare quelli che sono diventati i canti della tradizione popolare).

diana-cupido
Il genere riprende il tema poetico dei trovatori medievali detto “reverdie” in cui il poeta incontra una bella donna che simboleggia la Primavera. In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore, ma più spesso nella tradizione irlandese la donna raffigura più o meno velatamente l’Irlanda. continua

Il brano è stato registrato da Paddy Tunney nel suo album “A wild bee’s nest” 1965 (da ascoltare su Spotify) ma è più diffuso  come melodia che come brano cantato.
Paddy Tunney’s mother Brigid appears to have been the oral the source of this in Ireland; another version was recorded in New Brunswick, Canada. Sam Henry included a 1925 version in his ‘Songs of the People’ column in the ‘Northern Constitution’ newspaper under the title Westersnow and an earlier one was discovered in J.P. McCall’s unpublished songbook, where it was said to have come from ‘County Carlow/County Wicklow’, there given the title Esther Snow.
An instrumental version of the tune is in the Standford-Petrie Collection with two titles in Irish-Sneachta Casga (a literal translation of Easter Snow) and Diseart Nuadhan (the original Gaelic name of the district).
The final folk etymology of the name was one I heard from the Donegal Fiddler John Doherty, who played the tune for me but did not know the words of the song. He called the tune Esther Snow and told me that Esther was “a most beautiful lady, with skin as white as the snow.”
(tratto da qui)

ASCOLTA John Lyons


I
At twilight in the morning as I roved out upon the dew
With my morning cloak around me intending all my flocks to view
I spied a pretty fair one
she was a beauty bright
And I took her for Diana(1)
or the evening star that rules the night
II
I being so much surprised by her it was the forenoon of the day
To see that lovely creature coming o’er the banks of sweet Loughrea(2)
Her snow-white breast lay naked and her cheeks they were a rosy red
And my heart was captivated by the two black eyes rolled in her head(3)
III
“Fair maid” I cried, “your love I crave for Cupid(4) is a cruel foe
I’ll roll you in my morning cloak (5)
and I’ll bring you home to Easter Snow(6)”
“Go home, acquaint your parents and indeed kind sir, I’ll do the same
And if both our parents give consent neither you nor I will bear the blame”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
All’alba mentre camminavo tra la rugiada del mattino,
con indosso il mio mantello
apprestandomi a sorvegliare il gregge, vidi una graziosa fanciulla,
era di una fulgida bellezza
e la scambiai per Diana (1) o per la Stella della sera che governa la notte.
II
Ero così sorpreso da lei che stetti tutto il mattino
a guardare quella bella creatura venire sulle rive dell’ameno Lough Key (2):
il suo petto bianco-latte stava nudo e le sue guance erano due rose rosse
e il mio cuore fu conquistato dai suoi vivaci occhi neri. (3)
III
“Bella fanciulla – dissi -imploro il tuo amore, perchè Cupido (4) è un nemico crudele. Ti avvolgerò nel mio mantello (5)
e ti porterò a casa come una sposa a Estersnowe”(6)
“Andate a casa a informare i vostri genitori, gentile signore, e così farò anch’io e se entrambi i nostri famigliari daranno il consenso, nè io né voi saremmo da biasimare”

NOTE
1) Diana è la giovane vergine abile nella caccia, dea del Bosco e custode delle fonti.
Ma la Stella della Sera è il pianeta Venere (ovvero la dea greca Afrodite).  Gli antichi greci identificavano con il termine “stella Diana” la “stella” errante -ovvero il pianeta- Venere dandogli il doppio nome di Lucifer (all’alba) e Vesper (alla sera). Fu in pieno Stil Novo che il pianeta Venere venne chiamato Stella Diana, nome che non derivava dalla omonima dea della caccia,  ma dal latino dies (giorno), dea del giorno puro o del giorno sereno, richiamando l’immagine del chiarore rosato di un’alba nitida.
Ed ecco che anche il testo si ricollega al genere musicale detto anche in alcune parti d’Italia “la diana” antiche nenie che si suonavano nel dormiveglia prima dell’alba. Ma la diana è anche il rullo di tamburo e lo squillar di trombe per la sveglia delle truppe (prima del sorgere del sole) e un turno di guardia per i marinai a bordo (dalle 4 alle 8)
2) Lough Key è un lago del nord-ovest nella contea di Roscommon vicino alla città di Boyle. Il Lough Key (lago Key) è stato per molti secoli ammirato per i suoi paesaggi spettacolari, una ricca fauna selvatica, edifici storici e bellissimi isolotti.
Questo splendido paesaggio è intriso di una lunga e ricca storia, a cominciare dagli insediamenti neolitici dell’età del bronzo. L’antica tenuta della famiglia Rockingham è stata trasformata in un parco forestale. Nel parco di 350 ettari progettato da Humphry Repton vennero piantati nel XVIII sec. numerosi alberi ornamentali.
Un sentiero naturale conduce alla “sedia dei desideri” (Wishing Chair) e al “ponte delle fate” (Fairy Bridge), costruito nel 1836 con la pietra calcarea locale, e prosegue fino al giardino detto Bog Garden, dove crescono numerosi i rododendri, le azalee e altre piante di palude. I sentieri sono lastricati con rondelle di tronchi di quercia. (tratto da qui)

3) letteralmente ” che roteavano sul suo capo”. E’ la descrizione poetica del sorgere dell’alba personificata in una creatura ultraterrena.
4) Cupido è il dio dell’Amore e del desiderio sessuale
5) mettere il mantello sulle spalle di una donna è un gesto feudale di possesso e si usava nel matrimonio medievale come simbolo del passaggio della donna dalla potestà del padre  a quello del marito
6) Estersnowe è un villaggio nella contea di Roscommon. ‘Easter Snow’ è anche il nome popolare del biancospino che fiorisce lungo le rive in Primavera.

Una seconda canzone sempre dal titolo “Easter snow” è invece stata scritta da Christy Moore come tributo a Seamus Ennis. Così scrive nel suo sito” I first met Seamus Ennis in 1968.I was living in Yorkshire and he stayed with me for a week while he played some Folk Clubs. When I played with Planxty in 1972-74), Seamus was sharing a house with Liam and Michael O’Flynn. Lastly I used to visit him towards the end of his life when he lived back in the home place in The Naul,Co.Dublin. During those visits he talked about Music and Songs  and shared deeply.I wrote this tribute after he passed.” (Christy Moore)

FONTI
http://www.tseac.ie/page/seamus-ennis
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/easter_snow_jlyons.htm
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Easter_Snow
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=61345 https://thesession.org/tunes/10319 http://blogs.transparent.com/irish/sneachta-casca-easter-snow-the-song-not-the-weather-forecast/ http://www.christymoore.com/lyrics/easter-snow/

IN VIAGGIO
http://www.ireland.com/it-it/articoli/roscommon/
http://www.irlandaonline.com/cosa-vedere/ovest/roscommon/

http://www.ireland.com/it-it/destinazioni/republic-of-ireland/roscommon/articoli/roscommon/

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