DING DONG MERRILY ON HIGH, la carola inglese

Continuiamo ad approfondire la conoscenza della carola inglese (l’inizio in Angelus ad Virginem) che brevemente riassumo: nel medioevo la carola era una danza diffusa in tutta Europa sia in ambito popolare che aristocratico: il solista-conduttore della danza cantava le strofe e sul ritornello intonato da tutti i partecipanti avveniva la vera e propria danza, sia in cerchio che in fila ossia a catena. La lingua utilizzare era il volgare e non aveva propriamente carattere religioso cristiano, anzi la Chiesa considerava la carola uno strumento diabolico che ancorava la gente del popolo alle antiche tradizioni e ai vecchi dei. Solo a partire dal XIV secolo venne creata la carola religiosa, perlopiù utilizzando le melodie delle carole profane con testi rielaborati o anche totalmente riscritti. In Inghilterra la carola rifiorì in epoca Vittoriana come inno religioso facendo diventare le carols sinonimo di canto natalizio.

Le carols cristriane, senza più l’accompagnamento con la danza, conobbero una vasta diffusione in Inghilterra nel XV secolo, (con relative pubblicazioni) ma con i protestanti al potere queste ripresero il carattere profano delle origini e anche quelle a carattere religioso rimasero nella tradizione per essere tramandate oralmente.

Nel XVI secolo la carola si trasformò in Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) in origine danza popolare e presto danza di corte presso la regina Elisabetta I (reggenza 1558-1603), ma soprattutto presso la corte francese di Luigi XIV (reggenza 1661-1717); l’Inghilterra sotto l’onda del Puritanesimo arrivò persino a cancellare le feste dal calendario, finchè in epoca Vittoriana con i movimenti riformisti religiosi si ricominciò a scrivere nuovi testi per le carols.

Ed eccoci arrivati al brano di oggi “Ding Dong! Merrily On High“, carol scritta in Inglese arcaico da George Ratcliffe Woodward e pubblicata nel 1924 in “The Cambridge Carol-Book” ; la melodia è un branle come trascritto nel trattato di danza di Thoinot Arbeau “Orchésographie” dal titolo “Bransle l’Officiel”

ASCOLTA Celtic Woman
ASCOLTA The Chieftains & Bells of Dublin

I
Ding dong! merrily on high in heav’n the bells are ringing:
Ding dong! verily the sky is riv’n with Angel singing.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
II
E’en so here below, below, let steeple bells be swungen,
And “Io, io, io!(1)” by priest and people sungen.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
III
Pray you, dutifully prime your Matin chime, ye ringers;
May you, beautifully rime your Evetime Song, ye singers.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!

NOTE
1) io deriva dal greco ed è un’esclamazione rituale utilizzata per festeggiare una divinità. Probabilmente l’autore si vuole riallacciare al saluto “Io Saturnalia” con cui si brindava durante le feste a Saturno nella settimana del solstizio d’inverno.(vedi)

Il testo, ricco di termini arcaici e desueti, non è di facile comprensione, quindi spero di non averlo tradotto troppo liberamente

Din Don allegramente nell’alto dei cieli le campane suonano, Din don in vero il cielo è lacerato da angeli che cantano. Gloria …Ecco anche qui sotto, le campane del campanile sono suonate e “Ahio, Ahio Ahio” da preti e gente cantato. Gloria …Vi prego, doverosamente preparate il vostro carillon del mattino e suonate; vi prego, meravigliosamente mettete in rima la vostra canzone della vigilia e cantate. Gloria

ASCOLTA Blackmore’s Night il gruppo ha interpretato il brano con parole più “moderne”
I
Ding dong merrily on high the christmas bells are ringing
Ding dong joyously reply he angels all a’singing
Gloria, Hosana In Excelsis
II
Ding dong carol all the bells Ring out the christmas story
Ding dong sound the good noels God’s son has come in glory
Gloria, Hosana In Excelsis

TRADUZIONE ITALIANO
Din Don allegramente nei cieli le campane di Natale suonano
din don con gioia rispondono gli Angeli tutti in coro: “Gloria e osanna nei cieli”
Din Don cantano tutte le campane risuonano la storia di Natale
Din Don suonano la lieta novella, il figlio di Dio è venuto in tutto il suo splendore: Gloria..

LA MELODIA
Le danze in forma di catena o di circolo non svaniscono con l’esaurirsi della tradizione della carola, ma continuano nei brando o branles, che si ritrovano ancora quasi invariate nelle danze popolari di area francese, tutt’ora ballate.
Nel Rinascimento il Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) era la danza più diffusa: in origine danza popolare e presto danza di corte presso il re di Francia Francesco I ma anche di moda alla corte inglese di Enrico VIII e poi di sua figlia Elisabetta I.

ASCOLTA Ernst Stolz (la prima parte suonata dalle campane) quindi inizia  l’arrangiamento per viola, violino e violoncello
ASCOLTA Allan Alexander viola, liuto e chitarra
ASCOLTA Taverner Consort arrangiamento per fiati
ASCOLTA Peter Bloesch arrangiamento più barocco per flauto, viola e chitarra

La danza da cui proviene la melodia è molto semplice e sebbene sia tradotta come “Branle dell’Ufficiale” essa era rivolta ai servitori ossia i lacchè e le servette delle dimore patrizie, ballata solo talvolta da giovanetti e fanciulle dell’aristocrazia mascherati da contadinelli e pastorelle.

(continua seconda parte con descrizione e schema della danza qui)

APPROFONDIMENTO

LA DANZA NEL MEDIOEVO continua

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